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La storia del grande Lucio Dalla. L’Italia , il 1 marzo del 2012, ha subito una grande perdita. La morte del grandissimo Lucio Dalla, un cantautore e attore italiano nato a Bologna il 4 marzo del 1943. Musicista di formazione jazz, è stato uno dei più importanti e influenti cantautori italiani. Alla ricerca costante di nuovi stimoli e orizzonti si è sempre addentrato con curiosità ed eclettismo nei più svariati generi musicali, collaborando e duettando con molti artisti di fama nazionale e internazionale. Autore inizialmente solo delle musiche si è riscoperto, in una fase matura, anche paroliere e autore dei suoi testi. Nell'arco della sua lunghissima carriera, che ha raggiunto i cinquanta'anni di attività, ha sempre suonato da tastierista, sassofonista e clarinettista, sua grande passione fin da giovanissimo. La sua copiosa produzione musicale ha attraversato numerose fasi, dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d'autore, arrivando a varcare i confini della lirica; è stato inoltre un autore conosciuto anche all'estero, ed alcune sue canzoni sono state portate al successo tradotte in varie lingue, da Tutta la vita che Olivia Newton-John incise nel 1989 nel suo album The Rumour (tradotta da Davitt Sigerson) a 4/3/1943 che Chico Buarque De Hollanda tradusse in portoghese come Minha historia, da Se fossi un angelo e Canzone, entrambe lanciate in spagnolo da Ana Belen (come Si Yo Fuera un Ángel e Cancion) a Caruso, incisa da moltissimi artisti tra cui Julio Iglesias, Luciano Pavarotti, Enrique Candela (in spagnolo), Helmut Lotti (in inglese), Mireille Mathieu (in francese), Richard Galliano (strumentale).


Gli inizi

Lo zio di Lucio, Ariodante Dalla Bolognese, suo padre Giuseppe fu direttore in città del club di tiro a volo (sarà citato in "Come è profondo il mare": "Babbo, che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani..."), sua madre, Iole Melotti (ritratta nella copertina dell'album "Cambio"), fu sarta casalinga, mentre suo zio Ariodante Dalla, fu cantante melodico popolare negli anni quaranta e cinquanta. Nel 1950, quando Dalla aveva sette anni, il padre morì, stroncato da un tumore, e la madre decise di istruirlo presso il Collegio Vescovile "Pio X" di Treviso, dove trascorse le scuole elementari e dove iniziò ad esibirsi nelle recite scolastiche; imparò quindi a suonare la fisarmonica. Il percorso scolastico non fu lineare: iniziò ragioneria, passando poi al liceo classico e infine al liceo linguistico. Tornato adolescente a Bologna, si appassionò al jazz: Walter Fantuzzi, marito della sarta collega della mamma,con il quale Lucio trascorreva anche le vacanze in Puglia, per il suo


decimo compleanno, gli regalò un clarinetto,"il mio vicino di casa che era un filojazzomane, quando avevo dieci, undici anni, venne giù a casa mia, prese quella fisarmonica rossa, me lo ricorderò sempre, andò alla finestra e la buttò fuori dalla finestra e il giorno dopo mi regalò un clarinetto, e lì mi si è aperto il mondo." Il giovane Lucio imparò in fretta a suonarlo , esibendosi in alcuni gruppi dilettantistici della città e mettendosi subito in evidenza. In questo periodo conobbe Gianfranco Baldazzi, che diventerà in seguito suo fido collaboratore. Fece parte, come clarinettista, di un gruppo jazz bolognese, la Rheno Dixieland Band, di cui fece parte anche il regista Pupi Avati, il quale, sentendosi "chiuso" dal talento di Dalla, abbandonò presto trovando la via del cinema. La madre, di origini pugliesi, ogni anno era solita andare in vacanza a Manfredonia. Da qui nacque l'amore di Dalla per il mare. Per pagare dei lavori di sartoria, alcuni clienti residenti nelle Tremiti le diedero una casa nell'arcipelago[5] così Dalla cominciò a trascorrervi tutte le estati, fino ad aprire in loco uno studio di registrazione nell'età matura. Nel 1960 partecipò con la Rheno al Primo festival europeo del Jazz, ad Antibes, in Francia. La formazione bolognese si classificò al primo posto tra le "bande tradizionali". Si fece così notare da un'orchestra di professionisti romani, la "Second Roman New Orleans Jazz Band", composta da Maurizio Majorana, Mario Cantini, Peppino De Luca, Roberto Podio e Piero Saraceni; con loro ebbe, nel 1961, la prima esperienza in sala d'incisione, suonando il clarino nel brano strumentale Telstar, cover di un successo internazionale, pubblicato dalla RCA su 45 giri, che fu la sua casa discografica per la prima parte della sua carriera.


Alla fine del 1962 entrò invece nei Flippers collaborando quindi ad alcune incisioni di Edoardo Vianello, che i Flippers accompagnarono anche nelle serate. Come raccontò lo stesso Dalla a "Torinosette" (settimanale de "La Stampa"), proprio con i Flippers firmò il suo primo contratto, sempre nel 1962, poco prima di iniziare la collaborazione con Vianello, impegnandosi per alcune serate nella sala "Le Roi Lutrario" di Torino, dove ebbe dispute con i padroni del locale che non approvarono la sua abitudine di esibirsi scalzo. Torino tornerà in numerose sue canzoni degli esordi scritte con Roversi.

Gino Paoli e Lucio Dalla durante il Cantagiro del 1964 Durante queste serate, prese a esibirsi negli estemporanei gorgheggi in stile scat, che divenne poi una sua caratteristica vocale: una delle sue prime incisioni scat fu inserita in un album dei Flippers, intitolato "At Full Tilt", nella canzone Hey you. Coltivando lo studio dello stile di James Brown, con un uso della voce volutamente disarmonico e aspro e la tendenza jazzistica di decorare le linee melodiche con impreviste variazioni ai limiti delle più diffuse logiche musicali, Dalla iniziò a imporre un proprio marchio di fabbrica.


Durante il Cantagiro del 1963 Gino Paoli lo persuase a tentare la carriera da solista, come racconta Massimo Catalano: «Lucio suonava con me nel complesso dei Flippers, partecipammo nel 1963 al Cantagiro con un brano intitolato I Watussi, insieme a Edoardo Vianello. A quella manifestazione partecipava anche Gino Paoli, che ci rubò letteralmente Lucio, facendolo diventare un cantante del suo clan. Noi ci incavolammo molto con Gino»[6].

La carriera da solista.

Gli Idoli accompagnano Lucio Dalla nel 1967; sono visibili da sinistra a destra Emanuele Ardemagni al basso, Giorgio Lecardi alla batteria e Bruno Cabassi alle tastiere Nel 1964, a 21 anni, incise il suo primo 45 giri contenente Lei (non è per me) e Ma questa sera (quest'ultima, cover di Hey little girl di Curtis Mayfield), pubblicato dalla ARC, casa discografica distribuita dalla RCA Italiana, per cui usciranno i successivi 45 giri di Dalla, nonché il suo primo LP. Il suo esordio al Cantagiro 1964, in cui presenta proprio Lei, tradotta da Paoli e Sergio Bardotti, fu deludente, e sia durante le serate itineranti che (specialmente) durante gli spostamenti della carovana venne fatto segno di lanci di ortaggi e derrate alimentari: «Fu un fiasco di rimarchevoli proporzioni, ogni sera infatti raccattammo una buona dose di


fischi e di pomodori, uno spettacolo nello spettacolo, che durò quanto la manifestazione. Lucio, in ogni modo, si mostrò veramente un duro, e non si lasciò abbattere».

Lucio Dalla con gli Idoli nel 1972; da sinistra a destra Emanuele Ardemagni al basso, Giorgio Lecardi alla batteria e Bruno Cabassi alle tastiere Formò quindi un proprio gruppo di accompagnamento con musicisti bolognesi, "Gli Idoli", con i quali incise il suo primo album, intitolato 1999, pubblicato nel 1966. L'album fu "trainato" da Quand'ero soldato e Paff...bum!, presentata qualche mese prima al festival di Sanremo 1966 abbinato con gli Yardbirds. Sempre nel 1966 Dalla registrò un 45 giri con il complesso di Alessandro Alessandroni e lo pseudonimo "The Group", contenente See saw, un'originale di Alessandroni e Carlo Nistri e Cool jerk, cover di un successo dei The Capitols, ma il disco passò inosservato. A Sanremo fece ritorno l'anno seguente, con Bisogna saper perdere, abbinato con i Rokes di Shel Shapiro: il 1967 fu anche l'anno del suicidio di Luigi Tenco, che collaborò con Dalla per uno dei testi del primo disco, Mondo di uomini, e con cui aveva stretto amicizia. («Con Tenco avevo avuto rapporti di amicizia e di collaborazione. Andammo a Sanremo insieme, prendemmo la camera vicina, e la sua morte mi sconvolse...non dormii per un mese»).


Lino Patruno, Lucio Dalla, Nanni Svampa e Lucia Mannucci nel 1970 Sempre nel 1967 esordì in un film d'autore, dopo essere comparso in alcuni "musicarelli" tra cui Little Rita nel West o Quando dico che ti amo: recitò ne I sovversivi, dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, aggiudicandosi una candidatura come migliore attore alla Mostra di Venezia («Il film ebbe successo, io ero in lizza per vincere la palma come miglior attore, poi per ragioni, diciamo così, di organizzazione politica la dettero ad un attore jugoslavo»)]; l'attore in questione era il belgradese Ljubiša Samardžić (alias Smoki Samardi') per il film "Jutro"/L'alba. Successivamente Dalla attraversò in maniera più diretta la stagione beat, pubblicando brani meno ambiziosi, tra cui si distinsero Lucio dove vai e soprattutto Il cielo, con cui partecipò al Festival delle Rose; lo stesso brano verrà anche presentato a Canzonissima 1968.


Lucio Dalla con Mina e Tata Giacobetti Nel 1969 ebbe un discreto successo con la canzone "Fumetto", scelta dalla Rai come sigla del programma di cartoni animati della Tivù dei ragazzi "Gli eroi di cartone". All'inizio del nuovo decennio incise il secondo album Terra di Gaibola (da un sobborgo di Bologna) con alcune canzoni considerate tra le migliori della sua produzione (Il fiume e la città, Orfeo bianco, Non sono matto o la capra Elisabetta, scritta ancora con Gino Paoli e Africa) più una reinterpretazione di Occhi di ragazza scritta originariamente per Gianni Morandi e i primi brani scritti con un giovanissimo Ron. Completano il disco la già citata Fumetto e Sylvie, pubblicata qualche mese prima su 45 giri. Dalla partecipò per la terza volta al Festival di Sanremo del 1971 con 4/3/1943, su parole della autrice di testi (in seguito storica dell'arte) Paola Pallottino, che gli valse il terzo posto assoluto. Il brano, prima di essere ammesso alla manifestazione, conobbe gli strali della censura, essendo stato intitolato inizialmente Gesùbambino, titolo giudicato irrispettoso, considerando anche la storia narrata (quella di una ragazza madre, che ha un figlio da un ignoto soldato alleato): insieme ad alcune parti del testo, anch'esse giudicate inadeguate, ne fu quindi cambiato il titolo ex abrupto prendendo a spunto la data di nascita di Dalla, pur non essendo una canzone autobiografica. Il brano ottenne


comunque un successo notevole, fino allora mai raggiunto da Dalla, e fu interpretato in francese, nello stesso anno, da Dalida (il testo sarà firmato da Pierre Delanoë), e fu portata al successo oltreoceano da Chico Buarque de Hollanda, che la ascoltò direttamente da Dalla, la memorizzò a orecchio e ne scrisse un testo nella sua lingua. Anche il riscontro commerciale nel nostro Paese staccò nettamente, in termini di vendite, l'abbinamento con la Equipe 84. In quell'anno uscì l'album "Storie di casa mia", contenente tra le altre: Un uomo come me, La casa in riva al mare, Il gigante e la bambina (sul tema della pedofilia, scritta per Ron e da questi portata al successo), Per due innamorati, e Itaca, dialogo metaforico di un marinaio di Ulisse al suo capitano, dove ai cori Dalla fece cantare gli impiegati della RCA (qualche anno dopo Dalla spiegherà la canzone come una metafora della ribellione del proletariato, rappresentato dai marinai, agli industriali raffigurati da Ulisse). Nel 1972 fu ancora a Sanremo con la commovente Piazza Grande, dedicata a un senzatetto, la cui musica fu scritta assieme a Ron, pubblicato solo su 45 giri, come anche "Sulla rotta di Cristoforo Colombo", pubblicata qualche mese dopo e scritta insieme a Edoardo De Angelis.

La collaborazione con Roberto Roversi « Nel bel prato d'Italia c'è odore di bruciato. Un filo rosso lega tutte, tutte queste vicende. Attenzione: dentro ci siamo tutti, è il potere che offende! » (Roberto Roversi, da Le parole incrociate di Lucio Dalla)


Lucio Dalla e Umberto Bindi nel 1974 Nel 1973 Dalla cessò la collaborazione ai testi con Sergio Bardotti e Gianfranco Baldazzi (autori di quasi tutte le sue canzoni incise finora), e si rivolse al poeta bolognese Roberto Roversi per una collaborazione che attraversò quattro anni e tre album, che la critica definì fondamentali per la canzone d'autore italiana[11]. Il risultato della loro prima collaborazione è (Il giorno aveva cinque teste), uscito nel 1973, un disco molto sperimentale e di difficile, interpretazione, in virtù dell'alto spessore poetico dei testi e dei continui cambi musicali, fatti di linee melodiche eccentriche e arrangiamenti spiazzanti, ma proprio per questo ricco di tematiche e di possibili livelli di lettura. "A tutto questo si aggiunge la qualità dell'interpretazione vocale, giocata su frequenti cambi di registro e sul gusto per l'improvvisazione jazzistica che definiscono un mondo musicale nuovo e autonomo, rispetto alle mode e alle tendenze di quegli anni".(Augusto Pasquali - Dizionario della musica italiana - La canzone). Il brano d'apertura Un'auto targata TO, che mancò in extremis la partecipazione al Festival di Sanremo, è un forte brano di denuncia sociale, trattando argomenti quali l'immigrazione e la speculazione edilizia. "Questo luogo del cielo è chiamato Torino/lunghi e grandi


viali/splendidi monti di neve/illuminate tutte le sponde del Po/mattoni su mattoni/sono condannati i terroni/a costruire per gli altri/appartamenti da cinquanta milioni". Il disco continua con altri brani di carattere sociale come L'operaio Gerolamoe Alla fermata del tram, solo musicali, come Pezzo zero e ancora brani come Il coyote sul dualismo ragione/istinto,Passato presente e la delicata e sognante La canzone di Orlando, che verrà ripresa anche durante il tour di Banana Republic. Con testi poetici sempre elevati, ma più adeguati alla formacanzone esce invece nel 1975 Anidride solforosa. Tra i brani: "Mela da scarto" (sulla delinquenza minorile, in cui viene citato il Ferrante Aporti, riformatorio di Torino), Le parole incrociate, sugli eccidi di stato post-unitari, Carmen Colon, sui casi di cronaca nera raccontati dai mass media, La borsa dei valori, tutta cantata con incomprensibili fonemi, Non era più lui e la splendida Tu parlavi una lingua meravigliosa che racconta la dolorosa presa di coscienza di un uomo "sulla perdita della giovinezza", rivedendo, una mattina alla stazione un antico amore, ormai irrimediabilmente perduto. "Tu non mi guardi neppure/ io solo ho l'inferno nel cuore/perchè la vita è una goccia/ che scava la pietra del viso". Infine da menzionare è la stessa title-track, canzone ecologista che si pone in aperto contrasto con la civiltà industriale e computerizzata in cui grazie agli elaboratori "sapremo quante volte fare l'amore/ e quante volte in Italia i fiumi traboccano". La canzone sarà ripresa e incisa, anni dopo, da Francesco De Gregori in coppia con Angela Baraldi). Un anno prima, nel 1974 ebbe inizio la collaborazione con De Gregori (con il quale, Dalla tenne alcuni concerti, insieme ad Antonello Venditti e Maria Monti, da cui fu tratto il disco dal vivo Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo)). L'album, all'epoca pubblicato in doppio vinile, racchiude una parte


del concerto effettuato dai quattro artisti al Festival Nazionale dell'Unità. Nello stesso periodo Dalle e De Gregori scrissero insieme la musica E gli arrangiamenti per Pablo, che De Gregori inserì in Rimmel, e per Giovane esploratore Tobia, inclusa l'anno dopo in "Bufalo Bill". Tale partecipazione di Dalla ai due dischi dell'amico e collega porrà le basi per la futura collaborazione dei due artisti sul finire degli anni 70. Come atto conclusivo del sodalizio, la coppia Dalla-Roversi, nel 1976 concepì "Il futuro dell'automobile e altre storie", uno spettacolo teatrale che verrà trasmesso anche dalla Rai in sei puntate. In questa occasione Dalla avrà modo di presentare e duettare con molti protagonisti della musica e dello spettacolo italiano, quali il duo Cochi e Renato, Edoardo Bennato, Antonello Venditti, con il quale canta una versione di Funiculì Funiculà, canzone proposta poi nel film Signori e signore buonanotte, (di cui i due artisti curarono le musiche), con Paolo Conte, dove l'avvocato astigiano ,seduto al piano canta Onda su onda e la Topolino amaranto, entrambe con interventi vocali di Dalla, con Roberto Benigni, Gabriella Ferri, Tony Esposito, Francesco Guccini e Dario Fò, con cui improvvisa un simpatico Gramelot in inglese. Coprotagonista e compagno di viaggio in tutte le puntate, uno scimpanzè, di nome Natascia, a cui Dalla racconta in toni epici e favolistici le gesta del grande campione Nuvolari, le cui canzoni diverranno il centro e il perno del relativo album, intitolato appunto Automobili. Infatti Dalla spinto dalla casa discografica, raccolse nel su citato disco, parte delle canzoni dello spettacolo, contro il volere di Roversi che di conseguenza decise di non firmare l'album col suo nome depositandole con lo pseudonimo di Norisso: «Non ho voluto sottoscrivere il 33 giri Automobili" disse. "È un tattico stravolgimento da parte della casa discografica del filo


rosso argomentante che sottostava allo spettacolo Il futuro dell'automobile»[12]. Questa frizione portò al termine della collaborazione artistica tra i due; tra le canzoni non incluse da Dalla (i cui testi erano molto più politicizzati) I muri del '21, La signora di Bologna, Assemblaggio, Rodeo e Statale adriatica, chilometro 220 sono tuttora inedite, tranne "Ho cambiato la faccia di un dio", che Dalla incise nel 1990 in "Cambio" cambiando il titolo in Comunista e modificandone alcune strofe[13]. Automobili è costituito secondo lo schema del "Concept-album", eppure nella sua programmatica monotematicità, risulta il più eterogeneo dei tre e viene premiato dalle vendite, grazie soprattutto alla canzone Nuvolari dedicata al pioniere dell'automobilismo. Il disco fa leva sulle forti potenzialità vocali di Dalla, infatti tutte le canzoni, in un susseguirsi di ritmi vorticosi e originali melodie, sono pressocchè interamente "urlate", quasi a imitazione della potenza e del rombo dei motori cantati. Inoltre è da sottolineare che proprio in questo disco collaboreranno con Dalla quattro musicisti che diverranno la band ufficiale del cantante e anni dopo, daranno vita agli Stadio (Giovanni Pezzoli, Marco Nanni, Ricky Portera e Gaetano Curreri). Tra le altre canzoni del disco si ricordano La mille miglia, dove continuano ad essere cantante, "tra le rovine di un Italia contadina" le imprese del "mantovano volante" , Il motore del 2000, dove se è vero che "noi sappiamo tutto del motore/questo lucente motore del futuro" al tempo stesso, rimane una lucida e implacabile constatazione: "Ma non sappiamo disegnare il cuore/di quel giovane uomo del futuro/non sappiamo niente del ragazzo/fermo sull'uscio ad aspettare/dentro a quel vento del 2000/non lo sappiamo ancora immaginare",(la canzone sarà poi utilizzata anni dopo dalla Fiat per la colonna sonora dello spot della Fiat Uno Fire), poi la bellissima Due ragazzi che descrive la storia di due innamorati "senza tempo" che fanno l'amore


"dentro un auto in demolizione" e infine Intervista con l'Avvocato (con un testo ridotto rispetto allo spettacolo), in cui Dalla, usando il suo celebre scat, immagina un'intervista con Gianni Agnelli. Così Dalla dichiarò a proposito del divorzio artistico con Roversi: «A un certo punto ci siamo divisi su come organizzare il nuovo lavoro: lui lo voleva in maniera estremamente rigorosa, impostata verso un approfondimento del linguaggio dei nostri lavori precedenti, per esempio lui voleva parlare ancora essenzialmente con un linguaggio politico, mentre io non ero d'accordo, perché bisognava allargare più contatti col pubblico»[14].

La maturità artistica e il grande successo Avviene a questo punto un nuovo strappo nella carriera di Dalla che, molto socievole e sostanzialmente un po' insicuro dietro la maschera difensiva della sua "clownerie", fino a quel momento aveva sentito il bisogno di appoggiarsi di volta in volta ad un qualche collaboratore per i testi vivendo di fatto anche l'inevitabile senso di inferiorità culturale verso colleghi intellettuali e di solito acculturatissimi; frustrato da una collaborazione con Roversi entrata in crisi subito dopo aver dato i suoi frutti migliori, Dalla decide di diventare referente unico della sua musica e di lì in avanti sarà in tutti i suoi album sia compositore che autore, senza però smettere di frequentare artisti, poeti e scrittori come, ad esempio, Mimmo Paladino, Aldo Mondino, Pier Vittorio Tondelli, Michelangelo Pistoletto, Luigi Ghirri, Enrico Palandri, Giacomo Campiotti, Gian Ruggero Manzoni, Andrea Pazienza, Enzo Cucchi, Luigi Ontani. Pubblica così, nel 1977, Come è profondo il mare ,che con l'omonima canzone, (splendida invettiva, in forma di ballata), prende di mira il concetto stesso di "potere", che altro scopo non avrebbe se


non di "bruciare il mare": qui preso come evidente metafora della libertà di pensiero. Da segnalare anche la struggente Quale allegria, la solitaria e anarchica Il cucciolo Alfredo e la geniale e bizzarra Disperato erotico stomp . Il disco viene visto da molti fan come un tradimento ed un cedere ad esigenze commerciali, ed in tal senso lo attaccherà Roversi: «Ha voluto semplicemente essere lasciato in pace a cantare il niente. Sono scelte industriali, non sono scelte culturali»[15]. L'album rappresenta comunque una tappa fondamentale nella carriera dell'artista, sia per la svolta cantautoriale, sia per l'imposizione definitiva del personaggio Dalla : volutamente vestito male e sempre con il basco in testa, ora accompagnato dal clarino ora seduto a un pianoforte il "Dalla autore" conquista in brevissimo tempo una nuova e larghissima schiera di fans, anche grazie a performance canore sempre più teatrali, con improvvisazioni che arricchiscono costantemente ogni sua esibizione. Inoltre una notevole pubblicità al disco si ha anche per le polemiche legate al linguaggio di Disperato erotico stomp (così dalle pagine de L'espresso il cantautore viene attaccato da Sergio Saviane: «Dalla, per fare troppo lo spiritoso o per far vedere che soffre, condisce i suoi spaghetti canori miliardari con i luoghi comuni della miseria e del sesso sottoproletario: siamo arrivati al populismo della masturbazione bolognese. Che bisogno c'è di tanti culi, fiche, peli o pippe per mandare un messaggio?»)[16]. La popolarità di Come è profondo il mare non resta un caso isolato, infatti non passano neppure 2 anni e un altro album di successo, addirittura superiore, viene alla luce: Lucio Dalla , pubblicato nel 1979,(un milione di copie vendute) contenente canzoni divenute ben presto molto popolari. Inevitabile ricordare la favola d'amore di Anna e Marco, due adolescenti che nonostante volessero "morire" o semplicemente "andare lontano", decidono ugualmente di restare assieme.


Scolpite nella memoria anche la trascinante e apocalittica L'ultima luna, la delicata e soft-rock "Stella di mare" e la corrosiva "La signora", sarcastico ritratto della Repubblica italiana. Lo stato di grazia dell'album continua con Tango, la doleceamara Milano e Cosa sarà, cantata con Francesco De Gregori su musica di Ron. A chiudere il disco una delle sue canzoni manifesto : L'anno che verrà, nel cui tramonto delle utopie e delle illusioni sembra chiudersi idealmente il decennio degli "Anni di piombo". Non pago, l'infaticabile cantautore bolognese da alle stampe un altro disco, Dalla , del 1980, bissando il successo precedente , con canzoni come Futura, storia di un amore, dove il crescendo musicale imita volutamente quello di un amplesso , Cara, una delle sue canzoni d'amore più belle e la suggestiva e intensa La sera dei miracoli. Altro singolo trainante dell'album è Balla balla ballerino, storia di un danzatore pacifista che ballando "alla luce di mille sigarette e di una luna", balla con amore per tutti, anche per i più violenti. Da ricordare infine Mambo,Il parco della luna e Meri luis , cantata ultimamente in coppia con Marco Mengoni e definita dal musicista emiliano una delle sue canzoni preferite. Le tournée legate alla promozione dei due album riscuotono grande successo ovunque : a Torino, ad esempio, la sera del 4 aprile 1979 si presentano ben 20.000 persone per ascoltare il suo concerto, e poiché il Palasport aveva una capienza, all'epoca, di 15.000 spettatori, restano fuori dai cancelli 5000 persone.[17]. Da non dimenticare inoltre un tris di concerti tenuti a Castel sant'Angelo (Roma), nell'estate dell 1981, alla presenza di centomila spettatori.

La collaborazione con Francesco De Gregori Tra i due album citati c'è il fortunato 45 giri Ma come fanno i marinai, scritto e cantato in collaborazione con Francesco


De Gregori. Il brano è nato in modo abbastanza casuale, come racconta il cantautore romano: «La canzone, forse la gente non ci crede, è nata a pranzo, quando, dopo il caffè, ci siamo messi a suonare insieme»[18]. Ad esso fa seguito qualche mese dopo Banana Republic, un trionfale e storico tour dei due cantautori,(con disco da 500.000 copie), che riempie nel 1979 gli stadi di tutta Italia, e che è lanciato da un concerto nel luglio dell'anno precedente allo stadio Flaminio di Roma, con ben quarantamila spettatori[19]. Il live presenta canzoni cantate sia singolarmente che in coppia. Il brano d'apertura Banana Republic è una cover di una canzone americana di Steve Goodman, riadattata in italiano da De Gregori. Il brano sarà riproposto anni dopo dagli Stadio e ripreso anche dallo stesso De Gregori nella sua raccolta Tra un manifesto e lo specchio uscita nel 2007. Altra cover del disco è la canzone di Paolo Conte Un gelato al limon, pubblicata lo stesso anno dal cantautore astigiano e riadattata dal duo in una strana e divertente versione ritmica, assai vicina alle sonorità rock. C'è anche spazio per intonare l'inizio di Addio mia bella Napoli, canzone napoletana cantata tra gli altri dal tenore Caruso, prima di concludere con la già citata Ma come fanno i marinai. Assieme al disco esiste anche un film-concerto, diretto da Lucio Fabbri, uscito nello stesso anno, che documenta le numerose tappe del tour. All'interno si possono trovare numerosi retroscena e molte interviste rilasciate dai due cantautori. A questo proposito curiosa è la dichiarazione di De Gregori che afferma la sicura probabilità che il sodalizio artistico con Dalla non possa avere un seguito, tanto era irripetibile quello che stavano vivendo. L'affermazione in questione sarà poi disattesa trent'anni dopo, nel 2010, quando i due artisti torneranno ad esibirsi nuovamente assieme per una nuova serie di concerti. In realtà, 1980 la collaborazione tra i due cantautori non finì subito dopo il tour, essa ebbe ancora una


piccola appendice: collaborano infatti all'album Una città per cantare di Ron, (già presente nel tour di Banana Republic nelle vesti di cantante, musicista e arrangiatore) sia scrivendo i testi per il cantautore pavese, sia cantando insieme nell'ultima strofa della title-track.

Gli anni ottanta Nel 1981 pubblica Q disc con Telefonami tra vent'anni, Ciao a te e Madonna disperazione. L'album si conclude con una cover strumentale del brano You've Got a Friend di Carol King e riproposta anni più tardi, in coppia con Michel Petrucciani, al concerto tenuto in Vaticano alla presenza di Papa Giovanni II. Nel 1982 l'attore e regista Carlo Verdone decide di dedicargli idealmente il suo film Borotalco, dove una giovane ragazza, interpretata da Eleonora Giorgi, cerca in tutti i modi di conoscere il suo idolo musicale, per l'appunto Lucio Dalla. Per il lancio del film uscirà la canzone Grande figlio di Puttana, presente nel primo album degli Stadio, scritta da Lucio Dalla, Gaetano Curreri e Giovanni Pezzoli che varrà ai tre artisti, nello stesso anno, il David di Donatello e il nastro d'Argento per la miglior colonna sonora originale. Un anno dopo esce l'ottimo e incompreso 1983, con canzoni sofisticate come l'omonima title-track,che attraversa quarant'anni di storia italiana, l'intensa Camion, la graffiante L'altra parte del mondo e il divertissement Stronzo, dove ha modo di riproporre i suoi deliranti vocalizzi scat. Un anno dopo, nel 1984, Dalla cambia rotta musicale: abbandona gli Stadio, ormai avviati ad una carriera come gruppo, ed inizia a collaborare con Mauro Malavasi, reduce da grandi successi dance, che accentua la ritmica degli arrangiamenti: il risultato è Viaggi organizzati, con l'omonima canzone e soprattutto con la famosissima Tutta la vita, incisa anche in inglese da Olivia Newton-John e cantata


anche anni dopo da De Gregori dal vivo, Washington, con la parte musicale scritta da Tullio Ferro, storico autore di musiche per Vasco Rossi e la sofisticata Tu come eri eseguita nei concerti solo in tempi recenti. Nel 1986 torna a lavorare con gli Stadio per Bugie (dove partecipano come batterista e autore Giovanni Pezzoli e come corista Gaetano Curreri) album trainato dal grande successo di Se io fossi un angelo e contenente perle romantiche come Chissà se lo sai (scritta da Ron) e Soli io e te, la ritmata Scusami tanto ma ho solo te e la dissacrante e autobiografica Luk. Sempre in collaborazione con gli Stadio è da ricordare il pezzo strumentale, con incursioni vocali di Dalla,Lunedifilm , già da alcuni anni sigla dì apertura della rubrica del lunedì sera di Rai uno, dedicata alla trasmissione dei grandi film. Il brano, presente nell'album degli Stadio (Canzoni alla radio del 1986), sarà inserito vent'anni più tardi dal cantautore bolognese nella raccolta 12000 Lune. Nel marzo del 1986 parte in concerto con gli Stadio al gran completo (Ricky Portera, Marco Nanni, Aldo Fedele, Roberto Costa più Pezzoli e Curreri) per una serie di concerti all'estero culminati con le esibizioni negli Usa da cui verrà tratto il doppio album dal vivo DallAmeriCaruso. Memorabile è l'unico brano inedito dell'album, Caruso, che racconta gli ultimi giorni di vita del grande tenore e regalerà nuovamente a Dalla un successo straordinario, la canzone, che ha venduto 9 milioni di copie in tutto il mondo, è oggi considerata un classico della musica italiana. Nel corso degli anni, il brano, è stato interpretato da numerosi artisti internazionali quali: Mercedes Sosa, Celine Dion, Michael Bolton, Lara Fabian, Julio Iglesias, Andrea Bocelli e Luciano Pavarotti. Nel 1988 Renzo Arbore nel suo programma quotidiano di Raidue "DOC: musica e altro a denominazione di origine controllata" dedica a Dalla, per un intera settimana, un


tributo speciale, dove il cantautore bolognese a modo di riproporre il meglio del suo repertorio tra cui il divertente numero della "frantumazione del clarino", già proposto in passato in altre trasmissioni televisive e presente anche nel film-concerto Banana Republic.

La collaborazione con Gianni Morandi Nel 1988 arriva una nuova esperienza ovvero Dalla/Morandi, disco (con inediti scritti da Mogol, Mario Lavezzi, Battiato, Stadio e Ron), la canzone di lancio Vita è un successo, ma vale la pena ricordare anche le personali interpretazioni di Chiedi chi erano i Beatles di Morandi e C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones di Dalla, Il duemila, un gatto e il re con testo di Roberto Roversi e musica di Gaetano Curreri e la canzone Emilia con musica di Dalla e testo di Francesco Guccini, da loro stessi cantata assieme a Morandi. Segue poi un fortunato e lunghissimo tour (anche all'estero) nel quale i due miti della musica italiana, accompagnati (per l'ultima volta) dagli Stadio giocano a scambiarsi i brani, raccontando la loro storia e incantando il pubblico che interviene numerosissimo ad ogni concerto. Rai 1 manda in onda in diretta la tappa conclusiva del tour estivo dal Teatro Greco di Siracusa (con la regia di Gabriele Salvatores) che avrà picchi di ascolto notevoli. In seguito verrà tratta anche una vhs/dvd della data invernale registrata a Venezia e un ulteriore album (singolo) intitolato DallaMorandi in Europa (brani tratti dal doppio album). L'avventura DallaMorandi chiude definitivamente, e con qualche polemica, la lunga collaborazione tra Dalla e gli Stadio e lancia la giovanissima Angela Baraldi, presente nei concerti come corista e in seguito affermatasi come cantante


solista (inizialmente prodotta proprio da Dalla) e anche attrice.

Gli anni novanta e e duemila Nell'ottobre del 1990 esce Cambio e per l'artista emiliano giunge nuovamente il grande successo. Trainato dal singolo Attenti al lupo (scritto da Ron) l'album vende 1.400,000 copie, risultando uno degli album italiani più venduti di sempre. All'interno del disco meritano di essere ricordate la struggente e poetica Le rondini, su musica di Mauro Malavasi e Comunista, canzone scritta in passato con Roberto Roversi, in origine dal titolo Ho cambiato la faccia di un Dio. Nel 1993 esce il malinconico e sottovalutato Henna, con la splendida canzone omonima, e brani di natura intimista (Latin lover), di carattere sociale Treno e brani più anarchici (come l'ironica Merdman). Nel 1996 esce Canzoni e ancora una volta l'album è trainato da un singolo di grossa presa popolare ovvero Canzone, il cui testo è stato scritto insieme a Samuele Bersani, giovane pupillo di Dalla. Grazie anche ad altre canzoni come Ayrton,scritta da Paolo Montevecchi e dedicata al grande campione di Formula 1 Ayrton Senna e Tu non mi basti mai l'album venderà complessivamente 1.300,000 copie, bissando il successo ottenuto con l'album Cambio.. Nel 1993 Lucio Dalla riceve il Premio Librex Montale nella la sezione "Poetry for Music", nel1997, viene nominato "Cittadino Onorario" di Manfredonia. Il 09/9/1999 esce Ciao (200.000 copie vendute), dove l'omonima title-track è ancora un successo. Da ricordare anche brani di natura più intimista come Non vergognarsi mai, Là e Scusa. Il nuovo millennio si apre con Luna Matana del


2001, contenente brani come: Siciliano con la partecipazione di Carmen Consoli, Kamikaze, Zingaro, Baggio Baggio e Agnese delle Cocomere con la partecipazione di Ron, brano dedicato ad uno storico ritrovo di Bologna frequentato oltre che da Lucio Dalla anche da altri cantanti e personaggi dello spettacolo come Gianni Morandi, Cesare Cremonini, Biagio Antonacci, Vasco Rossi, Enzo Iacchetti e molti altri: il brano non è solamente dedicato al locale ma anche ai bolognesi e alla bolognesità. Dalla si è dedicato anche alla composizione ad ampio respiro, come la sua "Tosca - Amore disperato", di cui ha interpretato il brano "Amore disperato" con la partecipazione di Mina. Ha interpretato musiche di Vivaldi con i Solisti Veneti di Claudio Scimone. Scrive le musiche del film Prima dammi un bacio di Ambrogio Lo Giudice dove tra i protagonisti figura Luca Zingaretti. Supervisiona le musiche della soap opera Sottocasa in onda su Raiuno. Dalla si esprime anche come talent scout e negli ultimi anni riesce a dedicarsi ad iniziative che puntano a rivitalizzare il panorama musicale italiano. Tra le altre iniziative il Lucio Dalla Music Club organizzato prevalentemente con l'ausilio del web. Nel 2001, inoltre, era divenuto direttore creativo di My-Tv, la prima web-tv italiana[20]. Dal 2002 è stato docente presso l'Università di Urbino con la cattedra di "Tecniche e linguaggi pubblicitari"[21]. Il 9 luglio 1999, inoltre, era stato insignito anche della laurea ad honorem in Lettere e Filosofia (Discipline di arte musica e spettacolo) dall'Università di Bologna[22]. Nel febbraio 2007 torna ad esibirsi con Ron, in uno spettacolo accompagnato da un'orchestra d'archi, dal violinista Lino Cannavacciuolo, dalla compagnia di mimo e


danza Kataklò e la regia curata da Pepi Morgia; nello stesso periodo inizia a collaborare con Marco Tutino, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna per un progetto sul "Pulcinella" di Igor Stravinskij, del 1920. Quest'opera del musicista russo viene messa in scena dal 18 al 27 marzo 2007, con la regia di Lucio Dalla e le coreografie di Luciano Cannito per il primo ballerino, il crotonese Alessandro Riga, mentre l'orchestra è diretta dal maestro David Agler, abbinata all'"Arlecchino" di Ferruccio Busoni (del 1917), che vede come primo attore Marco Alemanno: Dalla opera un intervento scenografico sulle due opere, spostandone l'azione a New York (per "Pulcinella") e in un paesino delle colline tosco-emiliane per "Arlecchino". I DVD degli spettacoli sono stati prodotti da Gianni Salvioni (che ha prodotto anche il DVD "classic" del cofanetto intitolato 12.000 lune edito da SonyBmg e contenente il live con le canzoni di Lucio Dalla in chiave classica) e pubblicati dalla casa discografica Ermitage. Il 13 maggio 2007 Lucio Dalla viene nominato dal Sindaco di Vieste (FG), Ersilia Nobile, "Cittadino Onorario". Nel Giugno dello stesso anno esce "Il contrario di me", nuova fatica del cantautore bolognese a 4 anni di distanza da Lucio uscito nel 2003. L'album ebbe la caratteristica di uscire contemporaneamente sia nei negozi di dischi, sia in edicola, allegato al quotidiano La Repubblica. Da ricordare le canzoni Due dita sotto il cielo, dedicata al campione di motociclismo Valentino Rossi, Malinconia d'ottobre e Rimini. Molte canzoni dell'album sono incluse nel film di Vincenzo Salemme SMS sotto mentite spoglie di cui Dalla ha curato le musiche. Si è esibito al trofeo "Birra Moretti" allo stadio San Paolo di Napoli, l'8 agosto 2007, con addosso la maglia del Napoli calcio, inscenando una bizzarra interpretazione assieme al


cantante Jorge Ben e a ballerine brasiliane del brano sudamericano "Mas que nada". Dalla si è sempre dichiarato un grande ammiratore della città partenopea, offrendo spesso varie interpretazioni dei grandi classici della musica napoletana, incidendo anche una personale rivisitazione del celebre brano Malafemmina di Totò. Ha spesso duettando con artisti napoletani di fama come Roberto Murolo, Pino Daniele e Nino D'Angelo, fino alle recenti collaborazioni con Gigi D'alessio. Nel gennaio 2008 ha rilasciato una intervista al quotidiano cattolico online Petrus dedicato al pontificato di Papa Benedetto XVI dove afferma di non essere "mai stato né marxista, né comunista" ma di ispirarsi a San Josemaría Escrivá de Balaguer fondatore dell'Opus Dei.[23] Tuttavia, in una successiva apparizione televisiva,[24] ha dichiarato di essere stato male interpretato: nell'intervista ha semplicemente asserito di essere concorde con le affermazioni riguardanti il lavoro fatto dal fondatore dell'Opus Dei, il cui nome ed il relativo pensiero aveva sentito per la prima volta in quell'occasione. Sempre nel 2008 Lucio Dalla mette in scena L'opera del Mendicante di John Gay, interpretata dalla cantante e attrice Angela Baraldi e Peppe Servillo degli Avion Travel. Lo spettacolo ha debuttato al teatro Duse di Bologna il 31 marzo. Il 7 luglio 2008 il cantautore bolognese presenta l'inno ufficiale della squadra olimpica italiana, intitolato Un uomo solo può vincere il mondo ed appositamente composto per i Giochi di Pechino[25]. A dicembre, il cantante recita in Artemisia Sanchez su Raiuno; per tale miniserie scrive e canta il tema d'apertura.


L'11 maggio 2009 è ospite per la prima volta di una trasmissione delle reti Mediaset (Mattino Cinque, Canale 5) e esegue col pianista Nazzareno Carusi, all'interno del suo spazio Pillole di Classica, l'aria Nessun dorma dalla Turandot di Giacomo Puccini[26]. Il 10 ottobre 2009 viene trasmesso dalle radio il singolo Puoi sentirmi?, che anticipa l'uscita dell'album Angoli nel cielo, pubblicato il 6 novembre successivo.

La nuova collaborazione con De Gregori e il ritorno a Sanremo

Dalla e De Gregori al PalaFabris di Padova (ottobre 2010) Il 2010 si apre con la notizia, che viene data il 2 gennaio, di un concerto insieme di Dalla con Francesco De Gregori, a trent'anni da Banana Republic, al Vox club di Nonantola, con la denominazione Work in progress Il concerto, che in breve tempo diventa "tutto esaurito" in prevendita fa da preludio ad una serie di concerti insieme che vengono annunciati proprio in occasione della data di Nonantola e che si svolgeranno nel mese di maggio a Milano e Roma; nel corso della serata i due presentano, oltre alle canzoni note, un inedito intitolato Non basta saper cantare


ed annunciano l'uscita, in occasione del tour, di un album realizzato insieme, intitolato Work in Progress, con la scenografia curata dall'artista e amico Mimmo Paladino. Il 22 marzo 2010 conduce insieme a Francesco De Gregori la nuova trasmissione televisiva di Rai 2, intitolata Due, durante la quale i cantanti si esibiscono singolarmente ed in duetto in cover e brani del loro repertorio. Il tour continua per tutto il 2010 e buona parte del 2011. Come degna conclusione di questo tour, i due partecipano al concerto del 1° maggio, presentato da Neri Marcorè, come punta di diamante dell'evento. Il 5 gennaio 2011 ha partecipato ad un concerto in occasione della raccolta fondi per i restauri della basilica di Santo Stefano di Bologna. Il 6 luglio 2011 è tra i principali firmatari dell'appello promosso dalla SIAE atto a sostenere l'azione di lobby affinché venga difesa e approvata, nella sua prima e più stringente stesura, la delibera AgCom (presieduta da Corrado Calabrò) 668/2010; delibera che dichiara lo scopo di combattere possibili violazioni del diritto d'autore e di proteggere gli interessi economici legati all'industria discografica e del multimediale in rete; grazie a questa delibera, all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, semplice autorità amministrativa indipendente di nomina politica, si dovrebbe dare il potere di bloccare, oscurare, censurare e cancellare qualsiasi sito sospettato di violare un copyright, tramite una semplice azione amministrativa (anche indotta dalla segnalazione della lobby che si ritenesse danneggiata), senza una previa azione dell'autorità


giudiziaria che dovrebbe appurare l'effettiva presenza del reato. Tra le ultime esibizioni, il 7 febbraio 2012 ad Apricena, l'8 febbraio al Teatro del Fuoco a Foggia, il 9 febbraio al Teatro Comunale (dal 2 marzo 2012 "Teatro Lucio Dalla") di Manfredonia ed il 10 febbraio 2012 al Teatro Petruzzelli di Bari nello spettacolo-tour teatrale Il bene mio, scritto e diretto dal regista Cosimo Damiano Damato, prodotto da Marcello Corvino della Promomusic, sul palco l'attore Marco Alemanno, Her ed altri artisti per celebrare la vita e le canzoni di Matteo Salvatore. Nello spettacolo Dalla canta Anema e core, Il bene mio e Il monaco cercatore. Il bene mio sarebbe dovuto diventare un film con protagonista Marco Alemanno e la partecipazione di tanti musicisti fra cui lo stesso Dalla ed ancora Renzo Arbore, Moni Ovadia, Lunetta Savino, Erica Mou e tanti altri. Il 14 febbraio ritorna sul palco del Festival di Sanremo a quarant'anni dall'ultima partecipazione, accompagnando il giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano Nanì, del quale è anche coautore. Il 27 febbraio 2012 da Lucerna, Svizzera, parte la sua nuova tournée, che fa tappa la sera seguente a Zurigo ed il 29 febbraio a Montreux.

La morte improvvisa Lucio Dalla muore la mattina del 1º marzo 2012, stroncato da un infarto, all'hotel Ritz di Montreux, la cittadina svizzera dove si era esibito la sera prima. È il compagno dell'artista, l'attore Marco Alemanno, il primo a scoprire la disgrazia solo pochi minuti dopo.


Il giorno seguente il feretro viene trasferito dall'obitorio di Losanna alla residenza bolognese dell'artista in via D'Azeglio e sabato 3 marzo viene allestita la camera ardente nel cortile d'onore di Palazzo d'Accursio sede del municipio di Bologna. La città proclama il lutto cittadino come anche il Comune delle Isole Tremiti, residenza estiva del cantautore. Il funerale si tiene nella basilica di San Petronio il 4 marzo, giorno in cui Dalla avrebbe compiuto 69 anni, presenti quasi 30 000 persone. Dopo il rito funebre, trasmesso in diretta televisiva, il cantante è stato tumulato nel Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna. Lo stesso giorno durante la partita Bologna-Novara un commosso Marco Di Vaio a nome della squadra porta un mazzo di fiori sul sedile targato 43 il quale era proprio di Lucio Dalla. Nella classifica ufficiale FIMI della settimana successiva alla sua morte, ci sono ben 5 suoi singoli in Top10 e 12 suoi album in Top100, di cui uno (12000 lune) al primo posto.

la storia del grande Lucio Dalla  

questo breve fascicolo narra la storia del grande Lucio Dalla fin dalla nascita

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