Page 1


1) Chi c'è dietro il progetto EikonprOJeKt?

MR.KLEVRA: dietro ci sono 3 menti “brillanti”: Jessica Stewart (http://www.jessicastewartphotography.com). una fotografa americana che ama Roma forse più di molti romani doc. Omino71 (http://www.flickr.com/photos/omino71), il guru del trio, “l'uomo bicentenario” della street art, senza di lui nulla sarebbe possibile. Infine io, Mr.Klevra (http://www.klevra.com), che dire… adoro l'iconografia bizantina e questo progetto nasce proprio da questo interesse comune con Omino71, io in un verso e lui nellʼaltro.

JESSICA STEWART: Siamo 3 creativi che contribuiscono a questo progetto ognuno con il proprio stile, la propria tecnica, etc. Più precisamente cʼè Omino71, amante della Pop Art e di ogni “cosa” colorata, si ispira a Keith Haring, ha una energia e una creatività incredibile, è un vulcano di idee ed è proprio lui a spingerci in questo progetto. Poi cʼè Mr.Klevra, artista di abilità pazzesca, riesce a tirare giù un disegno perfetto in pochi minuti, ha una grandissima fantasia che traspare in tutte le sue opere ed è un esperto di iconografia bizantina e del suo uso nella storia. Infine la sottoscritta, Jessica Stewart, appassionata d'arte da una vita e sempre in giro con la macchina fotografica per catturare immagini di Roma, della sua cultura, dei suoi personaggi, della sua arte e di tutto quello che c'è in quella che considero la mia città adottiva, nellʼintento di condividere con gli altri la mia visione della capitale.

OMINO71: tre artisti che lavorano insieme in un progetto con una identità indipendente dalle individualità che la compongono, senza per questo rinunciare alle prerogative che caratterizzano lʼopera e gli intenti di ognuno. Per il resto hanno già detto tutto loro, direi che guardano ai nostri siti forse valgono più di mille parole.

2) Prima di EikonprOJeKT, Omino e Mr. Klevra, avete iniziato con EIKONtheSTREET. Potete spieggare che cosʼè ?

MR.KLEVRA: é un progetto di street art a 4 mani frutto della fusione di 2 modi di fare e di vedere (il mio e quello di Omino71) totalmente differenti. Il mio obiettivo è la riqualificazione e la reinterpretazione del sacro attraverso una visione moderna, mai


banale, né uguale, né volgare. Nei nostri poster installati per strada (tutti dipinti a mano e uno diverso dallʼaltro) vorrei continuare e rinnovare la tradizione delle edicole che da sempre ospitano immagini sacre per le vie del centro Roma.

OMINO71: EIKONtheSTREET nasce dallʼincontro con Mr.Klevra, con il quale reinterpretiamo lʼiconografia bizantina attraverso installazioni su strada a base di colla, sticker, poster e pittura muraria. Ci siamo “scontrati” durante un paio di esposizione collettiva nelle quali presentavamo, lʼuno inconsapevole dellʼaltro, alcune icone bizantine reinterpretate nei rispettivi stili (il mio neo pop, dai colori saturi e dai segni essenziali; il suo neo classico, tutto sfumature e ricco di particolari) e su supporti “alternativi” e riciclati (io su dischi in vinile, lui su tavole da skate). Entrambe avevamo il desidero di portare lʼiconografia bizantina per strada (anche se spinti da motivazioni diverse) e abbiamo così deciso di farlo con la nostra prima opera a 4 mani, una reinterpretazione di una Madonna con Gesù bambino. Da questa idea originale, che al momento vede diverse istallazioni in Italia e allʼestero, nonché la partecipazione ad esposizioni collettive ed esibizioni di live painting, sono nate diverse collaborazioni ed iniziative, tra le quali URBANandORBI (un progetto di “riciclo creativo” basato sul recupero di beni di uso comune trasformati in pezzi unici di Urban Art, nellʼambito del quale si colloca la partecipazione alla mostra collettiva “Arte Sagra” presso la Mondo Pop Gallery di Roma (http://www.mondopop.it/news_view.php?id=59), EIKONtheWALL (un progetto di riqualificazione delle aree urbane attraverso interventi artistici di pittura muraria, come il recente intervento di Mr.Klevra a Ostia - http://romephotoblog.blogspot.com/2009/09/ekonthewa11project-in-ostiabyzantine.html) e EikonprOJeKt.

3) E quindi come nasce EikonprOJeKt?

JESSICA STEWART: EikonprOJeKt è un poʼ il figlio maggiore di EIKONtheSTREET, nato nellʼintento di creare una nuova relazione tra fotografia e street art. Tutto è iniziato per caso, da un semplice reportage fotografico (http://www.lasciailsegno.it/index.php?it/471/roma-versus-2009-omino71-vs-mr-klevra-on-the-road-giugno-2009) che ho fatto durante una delle loro prime installazioni. Durante la stampa delle foto mi è venuta in mente lʼidea di “posterizzare” le immagini trasformandole così in nuovi soggetti per nuovi poster, che una volta ri-dipinti potessero essere nuovamente installati per strada, per poi essere ri-fotografati e così via, in un processo senza soluzione di continuità. In poche parole EikonprOJeKt e' un nuovo modo per diffondere la street art utilizzando la fotografia. Il collegamento tra fotografia e street art c'è sempre stato in realtà, in quanto la street art, essendo una forma di arte effimera, ha bisogno della fotografia per essere documentata,


potenziata e quindi fruita nel tempo e nello spazio; con questo progetto si è fatto un passo avanti, miscelando questi due mondi e collegandoli al punto tale che sarebbe impossibile per lʼuno fare meno dell'altro: non si può infatti dipingere il poster senza la foto e non si può scattare la foto senza il poster. Infine, essendo un progetto collettivo, ognuno di noi ha contribuito con il suo talento, la sua visione, il suo modo di creare unʼopera d'arte unica: il gusto pop di Omino71, la pittura classica di Mr.Klevra e infine la mia inquadratura.

4) Nelle vostre risposte ci sono degli elementi comuni che vengono ripetuti più volte quali lʼiconografia bizantina, la street art, la città di Roma, la strada, volete aggiungere qualche cosa al riguardo?

JESSICA STEWART: provo a rispondere un argomento alla volta. Roma – Senza voler ripercorrere tutta mia esperienza italiana, basta dire che da 15 anni studio l'arte del bel paese, poi ho approfondito la sua cultura fino a imparare la lingua, quindi - quando ho deciso di lasciare gli Stati Uniti per lʼItalia - l'unica città che andava bene per me era Roma, che rappresenta una scelta ed ormai la mia casa. Una scelta bella anche se a volte frustrante, come cerco di trasmettere con la mia fotografia. La strada – Anche la strada è una scelta, perché è il posto migliore per conoscere Roma. Specialmente da quando ho iniziato per il mio blog (http://romephotoblog.blogspot.com) a passare giornate intere girando e fotografando, cosa che ancora non mi stanca perché a Roma c'è sempre qualcosa di nuovo da vedere, può essere un monumento enorme o un piccolo dettaglio, ma qualcosa di nuovo da scoprire si trova.

Street art – Nonostante abbia studiato arte fino a un anno fa non mi sono mai interessata allʼarte contemporanea e non sapevo alle nuove forme giovani e underground. Poi però scattando foto per le strade di Roma ho cominciato a notare stencil, poster, etc. fino a quanto, lo scorso febbraio, ho scoperto San Lorenzo, un quartiere-museo per la street art dove ho visto i primi lavori di un certo livello. Da quel momento ho tentato di saperne di più, cercando nuove opere, facendo nuovi scatti e ogni giorno imparo qualcosa di più, anche conoscendo alcune delle persone che stanno dietro questi lavori. Ora studio la street art come ho studiato da sempre l'arte di Raffaello, Bernini, etc. con la differenza che adesso riesco a parlare con gli artisti in persona!

Iconografia bizantina – Poiché amo tanto l'arte rinascimentale mi piace proprio lʼidea di un intervento di street art con contenuti collegati all'arte classica, anche perché in qualche modo la street art esiste da sempre. Quindi quando cʼè stata lʼopportunità di documentare i lavori di EIKONtheSTREET ho subito accettato con entusiasmo e penso che questa sia anche una


occasione per insegnare al pubblico che si può e si deve distinguere da interventi di questo tipo e meri atti di vandalismo come tag, scritte, etc. Forse sono stata incuriosita anche dalla possibilità di verificare di persona se dei poster con un contenuto in qualche modo religioso potessero essere più apprezzati o tollerati rispetto ad altri interventi di street art, perché in fondo viviamo nel città della Papa e siamo circondati da immagini pubbliche sacre e in particolare da Madonne, quindi perché dovrebbe essere diverso per una icona attaccata con un poster? In un senso più generale ho sempre amato l'uso dellʼiconografia e del simbolismo nellʼarte e per questo mi fa veramente piacere dare il mio contributo a questo progetto.

OMINO71: io invece provo a rispondere miscelando un poʼ il tutto. Sotto il profilo "estetico" la scelta dell'icona bizantina ha per me un significato particolare, in quanto nelle mie opere sfuggo da sempre a ogni forma di realismo e l'icona bizantina si adatta benissimo al mio stile, un modo come un altro di rifiutare realismo e prospettiva (o meglio di cercare forme diverse di prospettiva nelle due dimensioni) che si colloca nellʼambito delle nuove correnti della giovane pittura contemporanea, che sempre più spesso si rifanno alla struttura pittorica pre-rinascimentale (icone, bidimensionalità, senso del grottesco, colore irreale, etc). Poi come street artist e cittadino romano, avendo a cuore il decoro della mia città, sono sempre alla ricerca di interventi di street art che si collochino al meglio nel contesto urbano e la scelta di realizzare poster raffiguranti icone risponde a questa esigenza, in quanto il soggetto sacro si incastra perfettamente tra le vie e le piazze di Roma, dialoga con il territorio, non viene rifiutato a priori come spesso avviene con altri tipi di intervento. Infine come artista (con la a minuscola) sentivo la necessità di confrontarmi con l'arte sacra a prescindere da principi di credo e di fede: nel tempo a Roma tutti gli artisti hanno ricevuto commissioni da papi, ecclesiastici, nobili (le famiglie nere), etc., lasciando il loro segno in maniera indelebile sulla storia dell'arte e della città, lo considero un atto dovuto e ovviamente lo faccio con il mio stile, cercando di contestualizzare quei soggetti, reinterpretandoli alla mia maniera.

MR.KLEVRA: l'icona per me è la perfetta simbiosi tra l'arte e il messaggio, l'icona bizantina nasce infatti per portare la bibbia agli analfabeti e quindi per poter leggere un intero passaggio biblico osservando una sola immagine. La strada poi è il primo posto dove lʼartista oggi può cercare di incontrare l'occhio annoiato dello spettatore, ormai chiuso dentro stereotipi che intristiscono l'essere, in un qual modo un analfabeta del bello e della nuova estetica. Fondendo i due elementi credo che si possa raggiungere l'individuo e creare una critica del bello.


5) Infine lasciateci qualche aneddoto su come è nato EikonprOJeKt e di come si sviluppa in pratica

JESSICA STEWART: In pratica ho conosciuto Mr.Klevra durante un reportage fotografico di una performance di live painting (http://romephotoblog.blogspot.com/2009/03/vinyl-factory-opening-at-risinglove.html) e Omino71 fotografando per caso una delle sue opere iconografiche (http://romephotoblog.blogspot.com/2009/04/hope-and-resurrection.html). Poi cʼè stato lʼinvito a documentare le loro prime installazioni pubbliche (di cui ho già accennato) e la partecipazione a una mostra collettiva organizzata da StickMyWorld (http://stickmyworld.blogspot.com/2009/09/stick-my-vs.html) . Proprio per questʼultima occasione ho stampato su plotter una foto in bianco e nero che ritraeva dei poster stesi al sole in un cortile della Garbatella, però non ho più potuto esporre questa foto (causa pioggia) e così ho regalato la stampa ai ragazzi proponendo loro di colorarla in qualche modo: è venuta così bene che abbiamo deciso di attaccarlo per strada ed è nato così EikonprOJeKt. Da allora li seguo ogni volta che vanno ad attaccare i loro poster, fotografo le loro performance e poi scelgo tra le foto fatte quella che più mi piace e che da unʼidea del contesto urbano nel quale è stato installato. Lavoro così la foto con Photoshop per darle un stile più grafico e rigorosamente in bianco e nero. Poi stampiamo su carta questa nuova immagine con un plotter, loro lo dipingono e ridisegnano nuovi particolari, quindi attaccano il nuovo poster per strada in un altro contesto urbano, io la fotografo e ricominciamo da capo andando avanti così, con un poster che raffigura la foto di un poster realizzato da un foto di un poster che raffigura la foto di un poster, etc.

MR.KLEVRA: si parte da un poster, sempre dipinto a 4 mani (da me e Omino71), la produzione va avanti quasi in ciclostile in quanto il soggetto è sempre lo stesso (una reinterpretazione della “Madre della Tenerezza”), ma ogni icona è diversa dalla precedente. Poi si va ad attaccare per strada e Jessica ci segue con il suo obiettivo in ogni fase della performance. Lo step seguente è la stampa su poster di una delle foto, magari con noi che la stiamo attaccando o che la stiamo dipingendo. Poi dipingiamo questa stampa (sempre a mano) e andiamo ad attaccarla e così via. Questo iter, ripetuto più volte, genera un effetto vertigine niente male e poi spetta all'occhio dello spettatore il compito di scoprire il filo conduttore che lega diversi luoghi di Roma nella stessa opera.

OMINO71: su come funziona questo progetto sia Jessica che Mr.Klevra siano stati molto chiari, quindi inutile ripetersi. Su


EikonprOJeKt posso solo aggiungere che in fase di realizzazione è divertente poter aggiungere sempre nuovi particolari, che non riguardano solo il soggetto iconografico ma anche e soprattutto il contesto urbano nellʼambito del quale è stato attaccato il poster, quindi la strada, il palazzo e così via. Un poʼ è come quando si scarabocchia sulle foto delle riviste (chi non lo ha mai fatto?) e si inventa un nuovo mondo: noi lo facciamo trasformando un palazzo in un mostro, con le finestre e le porte che diventano occhi e bocca o più semplicemente aggiungendo una scritta su un muro o ricolorando una tag già presente, etc. Altra cosa divertente è attaccare una foto di un determinato contesto urbano in un altro contesto urbano, magari della stessa città, portando così a Monti un pezzo della Garbatella e poi a Testaccio un pezzo di Monti con dentro un pezzo della Garbatella, e poi al Pigneto un pezzo di Testaccio con dentro un pezzo di Monti con dentro un pezzo della Garbatella e così via. Riguardo agli aneddoti, prendo lʼoccasione al balzo per rispondere a una domanda che ci veniva fatta spesso: il perché delle frasi “only after disaster can we resurrect” e “hope” che spesso accompagnano la nostra Madonna con bambino (che poi è lʼunico soggetto che abbiamo traghettato in EikonprOJeKt). Occorre innanzitutto premettere che ogni icona EIKONtheSTREET è affiancata da un motto (per esempio per “Lʼabbraccio di Paolo e Pietro” abbiamo scelto “Caput Mundi” e questo è più chiaro trattandosi dei due patroni di Roma e quindi dellʼennesimo omaggio alla capitale). Per la nostra prima icona invece non avevamo le idee così chiare, ma dovendo partecipare a una mostra sul tema della “fine del mondo” Mr.Klevra ha tirato fuori una citazione da Fight Club “only after disaster can we resurrect” che ci stava proprio bene, era una testimonianza che dopo ogni fine del mondo c'è sempre la speranza di una risurrezione, di una nuova vita, etc. Poi abbiamo aggiunto un "hope" sulla veste di Gesù bambino che, oltre ad essere un tormentone "street art" grazie alla onnipresente campagna di Shepard Fairey, è la vera chiave di lettura dellʼicona: per i credenti infatti Gesù è il "salvatore", mentre per tutti a prescindere da questioni di fede - è comunque un "bambino", quindi il futuro, il domani, la nuova vita, un segno di speranza appunto.


Omino71 si risveglia a Roma in una fredda notte di inizio millennio con un Uniposca in mano. Da quella notte non c'e' spazio libero su cui non abbia lasciato il suo segno ispirato ai piu' svariati culti adolescenziali (post punk, retro gaming, scooterism, comics, sneaker, b-movie) che tradiscono l'origine del suo nome (piccolo-uomo-bambino). Le sue icone colorate vengono riprodotte con un approccio che, per tecnica e connotazioni culturali, si riconosce nelle cosiddette tendenze "postgraffiti", dosando le forme tipiche della "street art" (sticker, stencil, spray, poster, pixel, etc) con le discipline convenzionali della "comunicazione di massa" (pittura, mosaico, fotografia, ¬esperienze ed artisti legati alle cosiddette "arti maggiori" e non solo al gusto dei "graffiti".

Lo pseudonimo di Mr. Klevra deriva dalla traduzione in ebraico dellʼespressione “cane rabbioso”, ed infatti il personaggio ricorrente nelle sue composizioni dettagliate, di ispirazione fantasy e street allo stesso tempo, eʼ un Bull Terrier con la caratteristica testa oblunga. Da quando ne ha ricordo disegna, tutto in maniera autodidatta. I suoi stili passano dallʼillustrazione visionaria, allʼortodossissima iconografia bizantina, passando per lo stile biomeccanico. Ogni superfice puoʼ diventare una tela nelle sue mani che si popolano di creaturine infide, scevre da buonismi ma delineate con cura meticolosa da illustratore di razza.

Jessica Stewart, americana del Massachusetts, è una studiosa di storia dellʼarte che si è trasferita a Roma in 2005 per lavorare circondata dallʼarte del rinascimento e del barocco che lei ama. La sua passione per la fotografia nasce a 15 anni, dopo il suo primo viaggio in Italia, passione che successivamente ha affinato con corsi di fotografia alla Boston University. Nel settembre del 2008, Jessica ha creato RomePhotoBlog, un modo di fondere la sua passione per lʼarte, la fotografia, e la cittá che adesso è anche la sua. Fissa la cittá con un lento osservare, formato da anni di studio delle composizioni dei grandi maestri dʼarte, ma anche dalla sua vita di tutti i giorni come straniera a Roma. Né romana né turista, esplora il quotidiano conosciuto e nascosto, con lʼintento di realizzare un quadro fotografico di Roma.


1) Whoʼs behind EikonprOJeKt?

MR.KLEVRA: There are 3 “brilliant” minds behind it: Jessica Stewart (http://www.jessicastewartphotography.com), an American photographer who loves Rome, perhaps more than many born and bred Romans. Omino71 (http://www.flickr.com/photos/omino71), the guru of the trio, "Bicentennial Man" of street art, without him nothing would be possible. Finally thereʼs me, Mr.Klevra (http://www.klevra.com) ... I love Byzantine iconography and this project was born from this common interest with Omino71, me in my way and he in another.

JESSICA STEWART: We are 3 creative people contributing to this project each with our own style, technique, etc. To get specific thereʼs Omino71 — lover of Pop Art and any “thing” colorful, inspired by Keith Haring, has an incredible energy and creativity, is a volcano of ideas and heʼs always pushing us to go further with the project. Then thereʼs Mr.Klevra — a ridiculously talented artist who manages to whip out amazing drawings in minutes, has an insane imagination, which shines through in all his works and is an expert in Byzantine iconography. Finally, thereʼs me, Jessica Stewart, art lovers since I can remember and am always with my camera in hand to capture images of Rome, its culture, its people, its art and anything that is in my adopted hometown, in order to share with others my vision of the capital.

OMINO71: Three artists working together on a project each with an identity independent of the individuality that compose it, without giving up the prerogatives that characterize the work and intentions of each. For the rest, theyʼve already said everything, but I would say a look to our sites to see our own work is worth a thousand words.

2) Before EikonprOJeKT, Omino71 and Mr. Klevra, you started with EIKONtheSTREET. Can you explain what that is?

MR.KLEVRA: Itʼs a street art project by a pair of artists (me and Omino71) fusing together two ways of doing and seeing something totally differently. My goal is the improvement and reinterpretation of sacred art through a modern view, never boring, nor equal, nor vulgar. With our posters installed in the street (all uniquely hand-painted) I would like to continue and renew a tradition that can be seen via the many small shrines and altars that one finds in the streets of central Rome.

OMINO71: EIKONtheSTREET is a partnership with Mr.Klevra, with whom I reinterpret Byzantine iconography through installations on the street via stickers, posters and painting walls. We "clashed" during a couple of the group exhibitions where we both showed, completely unaware of the other, some reinterpreted Byzantine icons in our respective genres (me neo pop,


with saturated colors and essential signs, and he Neo-classical, all shaded and rich in detail) and on "alternative" recycled supports (me on vinyl, he on skate boards). Both of us had the desire to bring Byzantine iconography to the street (although driven by different motivations) and we decided to do so with our first collaboration work, a reinterpretation of the Virgin and Child. From this original idea, which has taken form both in Italy and abroad, and has participated in collective exhibitions and live painting performances, several partnerships and initiatives were created, including URBANandORBI (a project of "creative recycling" based on transforming everyday discarded objects into unique pieces of Urban Art, with which we participated in the group exhibition "Art Festival" at Mondo Pop Gallery in Rome (http://www.mondopop.it/news_view.php?id=59)), EIKONtheWALL (a proposed redevelopment of urban areas through interventions art of painting walls, like the recent intervention of Mr.Klevra in Ostia - - http://romephotoblog.blogspot.com/2009/09/ekonthewa11project-in-ostia-byzantine.html), and EikonprOJeKt.

3) So how did EikonprOJeKt start?

JESSICA STEWART: EikonprOJeKt is kind of like EIKONtheSTREETʼs oldest son, started with the aim of creating a new relationship between photography and street art. It started by chance, from a simple photo reportage ((http://www.lasciailsegno.it/index.php?it/471/roma-versus-2009-omino71-vs-mr-klevra-on-the-road-giugno-2009) that I did during one of Omino71 and Mr. Klevraʼs first installations. When printing photos I came up with the idea of reworking and "posterizing" the images, transforming them into new subjects for new posters, which once re-painting by the artists could be installed on the street, only to be re-photographed and then on goes the never ending cycle. In short, EikonprOJeKt is a different way to spread the street art using photography. The connection between photography and street art has always been there, since street art, being an ephemeral art form, needs to be documented Weʼve gone a step further with this project by blending these two worlds and connecting them to the point that it would be impossible for one to exist without the other: you canʼt paint the posters without the photo and you canʼt take the picture without the poster. Being a collective project, each of us has contributed with our own talent, vision, and unique style — the colorful Pop of Omino71, the painterly technique of Mr. Klevra, and my photographic compositions.


4) Throughout your answers, there are a few common threads that come up often — Byzantine iconography, street art, Rome, the street. What do these mean to you?

JESSICA STEWART: Thatʼs a lot so Iʼll answer one at a time: Rome - Without going into a long story about my road to Italy, Iʼll just say that Iʼve been studying Italian art since I was 15 years old. Then I started learning more about the culture and language and when I decided to leave the US for Italy, the only city I ever considered was Rome. So Rome represents my choice and my new home, which is a good choice even if itʼs sometimes frustrating and I try to convey both sides in my photography.

The street – The street is the best place to know Rome. I learned how true this was when I started my blog (http://romephotoblog.blogspot.com) and would walk the city for hours, always finding something new to see – whether it be a famous monument or a little detail.

Street art - Although I always studied art, I was never interested in contemporary art and I didnʼt know anything about the underground art scene here. Then, through my photography, I started noticing more stencils and posters until last February I was in San Lorenzo photographing and couldnʼt help but be struck by the talent of the artists I saw in the street. From moment, I started photographing more stuff and learned more, even getting to meet some of the artists themselves. I study street art just like I studied the art of Raphael, Bernini, etc — except now I get the chance to interact with the artists.

Byzantine iconography – Since I love Renaissance art, Iʼm always drawn to street art that borrows from the classical, so I was happy when the opportunity arose to document EIKONtheSTREET. I was also curious to see how the public would react and whether posters with religious content in some way could be more appreciated or tolerated than other street art installations. After all, we live in the home of the Pope and we are surrounded by sacred public images, especially the Madonna, so what would be the reaction to an icon created on a poster? In a more general sense Iʼve also always loved the use of iconography and symbolism in art, so all these things combined make me happy to participate in the project.

OMINO71: Iʼll respond by mixing a bit of everything. On the "aesthetic" choice, Byzantine icons have a special meaning for me because my work avoids all forms of realism and therefore the Byzantine icon suits me well, as itʼs another art form that rejects realism and perspective (or rather, seeks volume in other ways than perspective in two dimensions). More and more these characteristics are part of the trend with the younger generation of artists, who are basing their techniques on pre-


Renaissance paintings (icons, two-dimensionality, grotesques, unrealistic colors, etc). Then, as a street artist and a Roman, having at heart the honor of my city in mind, Iʼm always looking to create street art that connects to the urban fabric of the city. For me, making icons on posters fits into this, since the religious subject fits perfectly in the streets and squares of Rome. It speaks to the city and isnʼt as quickly dismissed as other types of installations. Lastly, as an artist (said with humility), I felt the need to tackle religious art regardless of personal beliefs or faith because in the past, all Roman artists received commissions from popes, members of the clergy, nobles, etc. In doing so they left their indelible mark on the history of art and the city. I considered it something that I had to do, in my own way, by trying ton contextualize and reinterpret these subjects within my style.

MR.KLEVRA: For me the icon is the perfect balance between art and message. The Byzantine icon was established to bring the Bible to the illiterate, so one could “read” an entire biblical passage observing a single image. Nowadays the street then is the first place where artists try to catch the eye of the everyday viewer, usually closed off to new aesthetic stimulation, so that they can be exposed to different ideas of beauty.

5) Lastly, tell us a bit about how EikonprOJeKt started and how the process works.

JESSICA STEWART: I first met Mr.Klevra while photographing a live painting performance (http://romephotoblog.blogspot.com/2009/03/vinyl-factory-opening-at-rising-love.html) and, by chance, I photographed one of Omino71ʼs icons on the street (http://romephotoblog.blogspot.com/2009/04/hope-and-resurrection.html). Then they invited me to document their first public installation, which I mentioned before, and participate in a group exhibition organized by StickMyWorld (http://stickmyworld.blogspot.com/2009/09/stick-my-vs.html). It was for that exhibition that I printed a black and white poster depicting one of their posters hanging in the sun in a courtyard Garbatella, but I couldnʼt use it due to rain and so I told them to keep it and paint it. It ended up coming out so well that we decided paste it up and EikonprOJeKt was born. Ever since I photograph them whenever they go out to paste up their posters and from those photos I chose the one that I like best and which gives an idea of the urban context where the poster was attached. I work with the image in Photoshop to give it more graphic style and create the black and white image for the new poster. The newly created image gets printed out with a plotter, repainted by them, and hung back out on the street in a different urban setting, which I also photograph, starting the whole cycle over again. So we end up with a poster made from a picture of another poster, which is created from a picture of another poster….


MR.KLEVRA: Starting with a poster, always painted as a collaboration between Omino71 and I, the production is kind of a cycle in which the subject is always the same (a reinterpretation of the "Mother of Tenderness"), but each icon is slightly different from the previous. Then we go out to paste up on the street and Jessica follows with her camera during the entire process. The next step is printing up new posters made from the photos, sometimes showing us painting of pasting up. Then we paint this new poster and go out to paste it up and so on it goes. This process, repeated several times, generating a vertigo effect and then we wait for the viewers to do their homework and figure out the different places in Rome and the thread that ties them together in each piece.

OMINO71: Jessica and Mr. Klevra have been quite clear with our work process, so I wonʼt repeat them. Iʼll just add that during the painting process itʼs always fun to add new details, not only to the main subject, but also to the urban context where the poster is pasted, like the road, the building and so on. Itʼs kind of like when you scribble on photos in magazines (who hasnʼtʼ done that?). And we can invent a new world by transforming a building into a monster, its windows and doors become the eyes and mouth, or simply by adding an inscription on a wall or recoloring a pre-existing tag already, etc. Another fun thing is to paste a photo of a specific urban context in another urban setting, perhaps the same city, bringing a piece of Garbatella to Monti and then a piece of Monti with a piece of Garbatella in it to Testaccio, and then a piece of Testaccio with some Monti and Garbatella in it to Pigneto, and so on.

One last story, I want to take the chance to answer a question we often get, “What do the words “only after disaster can we resurrect” and “hope” that often accompany our Madonna and Child mean?” First youʼve got to understand that each icon in EIKONtheSTREET is accompanied by a motto (for example, for the Embrace of St. Paul and St. Peter, we chose Caput Mundi,” as a way to honor the two patrons of Rome, while making a tribute to the city). For our first icon, the Madonna and Child, we didnʼt really have a clear idea for a motto, but since we were participating in an exhibit with a theme about “the end of the world,” Mr. Klevra pulled out a quote from "Fight Club" “only after disaster can we resurrect” It seemed to fit well, as itʼs testament that after the end of the world there is always hope for a resurrection, of a new life, etc. Then we added a "hope" in the garment of the Christ child which, besides being a tormentor of "street art" campaign thanks to the ubiquitous Shepard Fairey, is the real key to the reading of the icon: for believers because Jesus is the "savior,” while for everyone else- aside from questions of faith – he is still a child and therefore the future, tomorrow, the new life, a hopeful sign indeed.


Jessica Stewart is a Rome-based photographer and art historian. She relocated to Italy in 2005 to be surrounded by the Renaissance and Baroque art for which she is passionate. Her love of photography was developed during coursework at Boston University and honed through her blog—RomePhotoBlog, where she regularly posts images exploring contemporary living in Rome. Her keen sense of observation, honed through years of studying the compositions of the Old Masters, is also informed by her time living as a foreigner in Italy. Omino71 is an anonymous Italian artist‌ or maybe heʟs just a poscapen fan. He works with poscapens, mosaics, acrylic paintings, photography, spraycans, posters, stickers, stencils, and flyers. He plays with rubikcubes, postpunk, arcade games, scooters, skateboards, comics, sneakers, b-movies, popart.

The pseudonym Mr.Klevra, derived from the Hebrew translation for rabid dog, is fitting considering that a bull terrier, with its oblong shaped head, is one of the recurring figures in his detailed artistic repertoire, which takes inspiration from both fantasy and street art. From the time he first remembers drawing, all self-taught, his style has ranged from futuristic illustrations to strict Byzantine iconography. Any surface will become a canvas in his hands, populated with strange figures, full of grace and yet with meticulous detail.


EIKONPROJEKT Catalogo progettato e realizzato da Jessica Stewart in occassione della mostra “EikonprOJeKt” 18 – 28 febbraio 2010 – Roma (Italia) Testo realizzato da RomaStreetFood (http://romastreetfood.blogspot.com). Traduzione in inglese da Jessica Stewart Fotografia realizzato da Jessica Stewart (http://www.jessicastewartphotography.com) Arte da Omino71 (http://www.flickr.com/people/omino71) e Mr. Klevra (http://www.klevra.com) §§ Catalog created by Jessica Stewart in celebration of the exhibit “EikonprOJeKt” February 18 – 28, 2010 – Rome (Italy) Text by RomaStreetFood (http://romastreetfood.blogspot.com). English translation by Jessica Stewart Photography by Jessica Stewart (http://www.jessicastewartphotography.com) Artwork by Omino71 (http://www.flickr.com/people/omino71) and Mr. Klevra (http://www.klevra.com)


EikonprOJeKt Catalog  

Catalog for EikonprOJeKt exhibit of street art and photography in Rome, Italy by Omino71, Jessica Stewart, and Mr. Klevra. Text in Italian a...

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you