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PHILIPP PLEIN

TrendUP THE D O T S H The Dots è un concept innovativo di accessori fatti a mano, ispirati proprio dall’individualità delle persone. Queste borse si distinguono per i piccoli fori che, applicando elementi e lettere a piacere, consentono di esprimere ogni giorno il proprio mood. Il tema della collezione si ispira all’amato gioco da tavolo “Scarabeo”. Infatti, piccole lettere in stile vecchia macchina da scrivere, incise a laser su cuoio bianco, consentono di scrivere sulla borsa, creando un design classico ed unico.

sensuali

e

grintose

VersaceÙ In perfetta linea con il mood grintoso tanto caro a Donatella, la nuova proposta si compone di calzature in pelle, prevalentemente nera, che mixa sensualità e stile da rocker con vertiginosi tacchi a stiletto

Stile rock per Philipp Plein e le sue creazioni sono davvero glamour!Staking è un paio di guanti in pelle di agnello lavorati a mano, sul dorso della mano sono applicate borchie e stelline dorate che illuminano e rendono assolutamente gothic chic questo accessorio. Sul polso, perché sia più facile indossare questi guanti, c’è una comoda apertura a V.

L’esprit T A BÙ

sans

Sans Tabù è una collezione di foulard, sciarpe, stole, pochette, plaid, coperte, accessori illustrati, di seta e cashmere, nati sotto le ali di un eros gioioso e potente e prodotti in parnership con le migliori aziende di made in Italy. Sans Tabù non ha genere, si rivolge a uomini e donne, a chiunque abbia un pensiero vitale, contagioso, libero e libertino. Sans Tabù è un’idea. Ma anche una possibilità di emozione e di felicità, è l’incontro fra arte e moda: due amanti che cercano l’abbraccio. Dialogano, si osservano, si accarezzano e ridono molto. Perché le edizioni Sans Tabù raccontano l’eros con ironia.“Corpi amati, corpi amanti, corpi senza ombre di genere e di generi, quando l’allegrezza dei sensi ritma con il batticuore, gioioso rapimento, essenza e capolinea di ogni identità”.


OROLOGIO ROSE B ERR Y BY KOM ONO L’orologio, un accessorio imprescindibile non solo per l’uomo, ma sempre di più anche per la donna. Perfetto per completare il look. Tra i modelli più interessanti visti ultimamente ci sono quelli del brand Komono, in particolare la serie Wizard print, con i cinturini che riprendono fantasie diverse

converse JAC K PURCELL B ORO Queste sneakers fanno parte del programma Converse ‘First String’ e rappresentano un remake delle classiche Jack Purcell denominate Boro, dal nome di una tecnica giapponese di riciclaggio dei tessuti che deriva sin dal 17esimo secolo.

H OMELY Ù Una sfumatura del carattere fa di noi un personaggio. Un particolare del look crea uno stile. Per soddisfare chi ancora osserva dall’alto in basso e non per giudicare bensì per apprezzare, Homely ha regalato nuova vita al calzino. Nascosto, dimenticato e persino bucato, la calza non ha mai avuto un ruolo fondamentale nella messa in scena di un look. Ora ha decisamente le caratteristiche per poter essere la star sotto i riflettori. Stampe di ogni genere e provenienza possono animare i nostri piedi. Basta un pantalone arrotolato per dare spazio ad una caviglia dall’animo tattoo, animalier o sixties. Pattern provenienti da mondi lontani ed illustrazioni rubate al mondo naturale. Ad ogni personalità il suo calzino. Fammi vedere cosa porta ai piedi e ti dirò chi sei!

CLUTH ARGENTO MILK PACK Un forma inusuale, ispirata al cartone del latte, per questa clutch in pelle argentata effetto specchio realizzata a mano dalla designer Asya Malbershtein


Live Il gruppo è stato fondato da Donato Zizi all’inizio del 2011 e in poco più di due anni ha già partecipato a diverse manifestazioni musicali, tra cui il “ 3° Pineto Music Festival” e il “Country Festival di Reggio Emilia”, nonché ad alcuni programmi televisivi di emittenti regionali e locali. Descrizione: Band versatile a dichiarata vocazione Coun-

“The BARON’S BAND” try, è in grado di tracciare un arco musicale che, partendo dal Bluegrass e dalle tradizionali ballate del Country Folk, arriva fino al c.d. New Country dei giorni nostri. Il progetto musicale acustico della “The BARON’S BAND” si propone, oltre che di promuovere l’ascolto di questo genere musicale, di evidenziare le influenze del Country Americano sulla produzione musicale italiana dello stesso periodo: ecco perché, assistendo ai nostri LIVE, vi capiterà di ascoltare assieme ai brani dei vari Johnny Cash, John Denver, Bob Dylan, Creedence Clearwater Revival, Dolly Parton, Neil Young, Simon & Garfunkel, Eagles, Bruce Springsteen, Willie Nelson anche alcuni brani di successo di Fabrizio De Andrè, dei Nomadi, di Francesco De Gregori, etc. Il tutto nella simpatica cornice delle nostre bandiere a stelle e strisce, dei nostri cappelli e del nostro abbigliamento da veri cowboys!!

MANILA H E M P I Manila Hemp nascono nel 2001 in provincia di Teramo. Il progetto è condiviso da 5 musicisti che si riunirono inizialmente con l’intento di proporre musica legata alla cultura grunge. Dopo quattro anni trascorsi suonando brani editi, nel 2005 il progetto ha naturale evoluzione nella composizione di brani inediti rielaborando, attualizzando e contestualizzando il genere di adozione. Lo stile musicale dei Manila Hemp è ben rappresentato dal nome stesso della band, una ruvida fibra tessile ricavata dalla canapa, stile grezzo e graffiante ma frutto di un’accurata tessitura. La poetica dei Manila Hemp è naturalezza e spontaneità, rivalutazione dell’umanità, della possibilità di sbagliare, di comunicare senza falsi bisogni o moralismi. Contrapposta alla bassezza dell’apparire e all’ipocrisia della società odierna che crea ingiustamente emarginati con le etichette affibbiate dal mercato, la musica è liberazione e spontaneo dialogo.

Info e Contatti Vincenzo Core 339.7239988 • Andrea Capuano 338.1568441 www.myspace.com/manilahemp1 • manilahemp@libero.it


street art A cura di Antonella Perazza

FINISCILA DI CHIEDERE A

UNA DONNA DI SORRIDERE Un posto significativo nella cultura mondiale della StreetArt è occupato dalla figura femminile, non solo come soggetto dipinto in numerosi graffiti, ma soprattutto come protagonista attiva tutt’altro che marginale. Ma la femminilizzazione dell’attività artistico-estetica non è certo una novità, neanche per l’arte urbana. Nella scena internazionale, infatti, le donne sono presenti già dagli albori: negli anni Settanta, nelle strade newyorkesi affollate di tags e stencil, iniziano a comparire nomi di donne come Eva 62 e Barbara62. Nel giro di poco, a queste si aggiunge la firma di Lady Pink, ancor oggi una delle più prolifiche donne dell’aerosol-art mondiale. Sulla scia di queste coraggiose pioniere, la StreetArt al femminile ha continuato a crescere, permettendo alle artiste di farsi largo, grazie al loro talento, in un mondo piuttosto maschile. Ma chi sono queste artiste? Che tipo di messaggio vogliono dare? Attenta alle problematiche di una città grande come New York, Tatyana Fazlalizadeh “avverte” affiggendo slogan e volti di donne, disegnati a mano, con la veste grafica di manifesti.

Lo scorso 23 novembre, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, Hyuro, famosa streetartist argentina, è stata protagonista di un’iniziativa tenutasi a Terracina dal titolo STOP VIOLENCE AGAINST THE WOMAN. L’arte al femminile, attraverso il suo linguaggio intimo e personale lascia una traccia indelebile che trova nel muro il suo megafono visivo. In Italia la scena non è da meno. Artiste come Alicé, MP5 e Gio Pistone, per citarne alcune, attraverso un linguaggio diretto e graffiante, contribuiscono a creare l’immaginario di una donna forte, indipendente, con una grande personalità e mai subordinata alla figura maschile. Conquistare un muro e dipingere illegalmente nella notte per una donna è difficile, ma la costanza e la dedizione di queste artiste continuano a regalarci capolavori di valore inestimabile.


Green A cura di Wo

RUG OG STUB Il risparmio alimentare conquista i ristoranti Un ristorante di Copenaghen, Rug og Stub, propone menù con cibi che i supermercati avrebbero gettato nella spazzatura perchè troppo vicini alla data di scadenza. Rug og Stub (in italiano “tutto, senza eccezioni”) è il nome del ristorante aperto da pochi mesi a Copenaghen, la capitale della Danimarca. I due chef hanno avuto una grande idea innovativa: non si butta via nulla, soprattutto gli alimenti gettati dai supermercati perché prossimi alla scadenza. Il locale risponde a tutti i livelli ai criteri di green economy, sostenibilità, etica, valore sociale ed economico. Il menù riporta piatti che vengono realizzati interamente con i prodotti provenienti dalla grande distribuzione. Ovviamente si tratta di cibo assolutamente commestibile e il menu cambia necessariamente ogni giorno. Dipende dagli ingredienti a disposizione. Questo è l’elemento che colpisce di più, ma in realtà il locale si distingue per altri due aspetti non trascurabili. Per prima cosa è gestito da volontari e in secondo luogo devolve i propri incassi a tre associazioni umanitarie in Sierra Leone.


Drink a cura di Alberto Lelii

Pagare

con un bacio?

Strano ma vero! L’idea arriva dal caffè Metro St. James di Sydney, dove il primo drink della serata si paga con con il più bello degli atti d’amore: il bacio. A Milano questo format da batticuore lo importa la Wineria (piazza Carlo Caneva 4) ogni mercoledì di novembre e dicembre, dalle 18 alle 21, il primo bicchiere di vino puoi pagarlo “al bacio”. Ogni coppia, siano consolidate, flirt di una sera o amicizie molto intense, il primo brindisi lo fa gratis! La Wineria ha aperto da pochi mesi ed è già un indirizzo cult per i milanesi che vogliono bere bene, senza spendere una follia. Una cantina con oltre 300 etichette, tutte sotto i 20 euro, molte delle quali sotto i 10. Una sfida che ha permesso di selezionare piccoli produttori, italiani e non solo, per poter offrire la qualità più alta al miglior prezzo. L’obiettivo è chiaro: avvicinare le persone alla cultura del buon vino a prezzi contenuti ma soprattutto farlo con un gesto d’affetto reale...

Mezcal Il Mezcal è un’acquavite ottenuta dalla distillazione di un fermentato di succhi di agavi che hanno subito un trattamento termico. Il suo profumo e gusto sono più rustici e ruvidi rispetto al Tequila, ma sono decisamente caratteristici. Mezcal Marca Negra è uno spirito unico, antico e piuttosto sorprendente. Black Hand, dal gusto affumicato, è un ottimo candidato per l’associazione di un buon sigaro. Da provare! Se poi trovate in giro qualche bottiglia di Mezcal con la presenza del bruco affogato nel’alcol sappiate che in Messico bere l’ultimo bicchiere masticando al contempo la larva è un grande onore. E’ credenza popolare che questo rito doni vigoria sessuale.


Cherie H OOPS

Watch | Sneakers orologi

MA R C J A CO B S Coniglietti, cagnolini e gattini protagonisti dei quadranti che prendono vita con uno spirito giovane, unico e glamour. La collezione di orologi Marc Jacobs autunno inverno 2013 2014 quindi ricalca i musetti degli animali sopra citati su orologi must e davvero trendy in una palette cromatica che propone cinturini verde petrolio, neri o bianchi e quadranti a contrasto bianchi, grigi o oro.

V A NS SU RF Stile pulito, semplice con una punta di eleganza. La Del Norte con quella “base” spigato è davvero bella! Ma vediamo come sono fatte. Materiali riciclati, inchiostri a base d’acqua, colle biodegradabili e tessuti di canapa al 100%; sono solo alcune delle caratteristiche dei modelli della linea Vans Surf che propone una collezione di calzature all’avanguardia in materia di prodotti innovativi e socialmente responsabili.

PLAY H AT L’azienda PLAYHAT nasce nel 2008 da Matteo Marziali e dalla sua grande passione per la moda quella più allegra e colorata . La creatività, la ricerca stilistica e la curiosità verso il mondo hanno fatto di Matteo Marziali uno stilista brioso e fantasioso attento a un nuovo concetto di moda giovane e ricercata, che ha dato origine qualche anno fa al brand Playhat e alle sue nuovissime collezioni. Playhat nasce proprio nel cuore del distretto calzaturiero marchigiano, potendo così diventare un prodotto di manifattura artigiano-locale di altissima qualità, ma allo stesso tempo internazionale, anticonformista e versatile, rivolto alle esigenze di chi vuole essere cool senza dimenticare il benessere dei propri piedi ed il pregio di un prodotto 100% italiano.

HOOPS ha presentato tra le sue ultime creazioni l’orologio CHÉRIE che si caratterizza per il suo design moderno, giovanile a cui si abbinano dei colori vitaminici. Questo accessorio punta su una vistosa forma arrotondata decorata con dettagli luminosi, caratterizzati da piccole pietre dal taglio cabouchon ton sur ton incastonate sulla corona. Lo stile elegante dell’orologio Chérie è sdrammatizzata da una palette cromatica molto allegra, infatti il modello è disponibile in 12 diverse colorazioni.


a n ui o a n al r e e

G O L DEN GOO SE Decisamente trendy i modelli presentati da Golden Goose , delicati e giovanili; snakers alte o basse realizzate in pelle o tessuti, con inserti in gomma e personalizzazioni varie. Il brand le propone in vari colori, dal nero all’oro, al bianco. Golden Goose ha pensato a questi modelli per il tempo libero, per le sessioni di shopping in giro in città e per una serata easy, ma queste sneakers vanno benissimo anche per il lavoro vista la loro assoluta comodità.

Kris Tate per Wysiwatch


Interview ANT O NI O •I tuoi modelli (di stile,di ispirazione etc…) quali sono e qual’è il tuo rapporto con essi? - Come Pianisti: Mead Lux Lewis, Albert Ammons, Pete Johnson, Jerry Lee Lewis, Jimmy Yancey. Ma ascolto parecchio jazz anni 20, e credo che in un modo o in un altro ciò condizioni la musica che poi vado a suonare sul palco. •Le tue radici (identità nazionale, regionale, locale) dimmi il tuo rapporto con esse e come e quanto influiscono nella tua proposta musicale. -Zero. Non sono assolutamente campanilista e non capisco chi lo sia come fa ad esserlo. •Tecnicamente quali problemi (burocratici, legali, di richieste, di pubblico etc..) incontri nel tuo vivere attraverso quest’ “arte”? Il 90 per cento dei concerti che faccio sono in nero. Questo fa di me un disoccupato sulla carta, il che vuol dire che posso scordarmi mutui o pensioni. Noi musicisti non abbiamo malattie pagate, e passiamo più tempo sull’ autostrada di un camionista. Spesso il mio pasto è un panino. Insom-

Interview

S O RGENTONE ma, a conti fatti non è che sia questa gran pacchia il lavoro del musicista. Eppure, non riesco ad immaginare la mia vita in maniera diversa. Credo che se non mi pagassero, suonerei gratis. •Cosa ti fa sperare e credere in quello che fai (se credi ovviamente in quello che fai!) in un ottica futura? -Riguardo il futuro, sto scrivendo altri pezzi originali, sperando di trovare un produttore serio che mi produca un LP. Ma in linea di massima, credo rimarrò sempre un musicista da piccolo locale. Non suono Pop, suono Rock and Roll, che è un genere di nicchia oggi. •Hai sbagliato,ti recrimini qualcosa in questi anni? A 18 anni avevo la possibilità di andare con una ragazza molto carina ma desistetti. •Hai un posto preferito dove torni volentieri a suonare (se c’è)? StileMio - Brescia •Un pezzo che avresti voluto comporre tu!. Meapple leaf rag di Joplin, o anche black and tan fantasy di Ellington sono i primi che mi vengono in mente.

a cura di Chiara Londrillo


Stylist A cura di Claudia Russo

Carrie Bradshaw

L’ i m p o r t a n z a

e

Patricia Field. della stylist

Quando la serie statunitense “Sex and the city” spopolò in tutto il mondo, nessuno si sarebbe ricordato delle corse nel parco di Miranda, ma tutti avrebbero parlato dei sandali Manolo Blahnik di Carrie Bradshaw. Merito di tanto successo è da attribuirsi alla stylist Patricia Field che ha saputo comunicare ed interpretare sapientemente il mood dei personaggi chiave della serie tv, creando vere e proprie icone di stile. Oggi come oggi, questa figura vanta un ruolo sempre più determinante e necessita di conoscenze che spaziano dallo stilismo alla comunicazione, dalla fotografia alla storia del costume. Uno stylist che si rispetti deve “respirare la moda”, giocarci ed essere sempre aggiornato per poter intuire i trend che verranno e anticipare le tendenze future. La passione, il buongusto e la creatività di questi “guru della moda” sono elementi fondamentali affinchè i loro stili siano ricercati, unici e riconoscibili. Ripensando agli outfit proposti da P. Field negli ultimi dieci anni, chi non vorrebbe essere Carrie Bradshaw?

A cura di Lara Labombarda

S TY L I S T W H O? Dolce come un macaron francese, “maccheronica” all’italiana, perfetta come una colazione bacon and eggs per un americano. Qualunque siano le sue diversità linguistiche, il ruolo dello stylist è ben definito: sceglie i capi e li assembla per veicolare i messaggi della moda. Spesso confuso con la figura dello stilista come se fosse una mera traduzione del termine inglese, in realtà è dotato di quel “quid” che spesso manca agli uomini di prodotto. Le caratteristiche? Deve essere curioso, dotato di una vastissima cultura e di quella sensibilità che permette di captare e interpretare stili e tendenze. Ma cos’è che distingue uno stylist da un altro? “E’ come parlare di attori – ci racconta Dani-


lo Di Pasquale, stylist e conduttore del programma televisivo School of Glam – Ognuno di noi ha una visione della moda, ma è la vicinanza tra lo sguardo dello stylist e quello del designer a fare la differenza”.Oggigiorno, essere stylist significa sedere su di un trono di particolare rilevanza all’interno del fashion business. Si tratta di una vera e propria interfaccia tra “il profumo di un capo spalla della nonna” e la fotografia dello stesso. Si fa inoltre portatore di una mediazione fra i diversi gusti delle varie culture. Non esiste, quindi, solo il gusto francese o statunitense, ma una costruzione Lego fatta di tantissimi e coloratissimi tasselli, ognuno di questi indispensabile per la riuscita del progetto finale.


Consigli di stile per un C AP OD AN N O D A F AV OL A..

Fashion a cura di Catia G.

per

LEI

La scelta colore è importantissima, per non sbagliare puntate su colori da gran sera: rosso intenso, oro o nero. Io ho scelto l’intramontabile rosso portafortuna, in abito lungo drappeggiato in chiffon, estremamente elegante volto ad un capodanno di gala. Tuttavia sì, anche ad abiti corti con un occhio di riguardo ai tessuti: chiffon, organze, satin... Per quanto riguarda gli accessori, sì, a gioielli da favola come vi ho proposto nel mood. Promossi i bijoux in caso di cene meno formali. Mi raccomando.. in entrambi i casi non eccedete nel metterne tanti! Sì, a scarpe e clutch fantasiose e scintillanti, ricordate.. gli accessori giusti valorizzano tanto abiti semplici! Infine, vi ricordo il make up, acconciatura e manicure da non sottovalutare per essere impeccabili e perfette!

www.catiag.it

per

LUI

Per voi “Man” la scelta cade sull’immancabile smoking per un capodanno all’insegna dell’eleganza.. non necessariamente nero, promossi il grigio o il blu scuro. Nel mood scelto per voi, ho preferito il grigio, abbinando camicia bianca e accessori bordeaux! Mentre nel caso di cenoni meno formali, ammesso spezzare con giacca o pantalone in scozzese, pied de poule o principe di galles.. Occhio di riguardo agli accessori, son questi che vi differiscono! Sì, alla scarpa stringata, colorata o nera sono le preferite in passerella!

Per qualsiasi aiuto e consiglio vi aspetto su HYPERLINK “http://www.catiag.it/”


Music

BEST Iniziato con il clamoroso ritorno del Duca Bianco, il 2013 è stato ricco di soddisfazioni musicali: influenti di qusto anno. N.B. L’ordine è puramente casuale. Ritengo che le

a cura di Stefano Marrancone

Artista David Bowie Album The Next Day

Artista The Flaming Lips Album The Terror

Artista Primal Scream Album More Light Un lungo ritiro dalle scene di 10 anni: così sulla rete The White Duke è stato quasi dato per morente. Ma, colpo di scena, nel gennaio sua maestà azzittisce tutti annunciando l’imminente uscita del suo 24mo album. The Next Day, parte dalla ononima titletrack: “Here I am, not quite dying”, e come dargli torto… E così passiamo dalla malinconia di Where Are We Now? alla dolcissima melodia di Valentine’s Day, fino alla carica di If You Can See Me. Insomma, questo disco lungi dall’essere una banale operazione commerciale, è l’ennesima perla da ascrivere alla discografia leggendaria di Bowie. Per tutti quelli che lo hanno aspettato.

Veniamo infine ad una più longeva formazione britannica (ben 25 anni di carriera): i Primal Scream hanno già sperimentato l’impossibile, ed album come Screamadelica, XTRMNTR e Vanishing Point sono assolutamente da valutare come vere e proprie pietre miliari alt-rock. Ebbene, dopo una pausa di cinque anni sono tornati con More Light, l’ennesimo lavoro del gruppo che, forse meglio di qualsiasi altro, riesce ad assorbire con sensibilità innata i motivi di disagio di generazioni intere, per poi ri-espellerli con veemenza sotto forma di inni al rancore e disgusto. Raccomando l’ascolto a tutti quelli che amano i colori vivaci.

Rimasti nell’underground per oltre un decennio dalla loro formazione, I Flaming Lips sono esplosi sul finire degli anni ’90 grazie ad album come The Soft Bulletin e Yoshimi Battles The Pink Robots. Per dare un’idea del loro stile, solitamente suggerisco di immaginare la psichedelia dei Pink Floyd unita all’avanguardia elettronica di Bowie: non a caso la band americana non ha mai fatto mistero di quanto queste due figure abbiano influenzato il loro sound. E The Terror, la loro ultima creazione, è un trip claustrofobico che intorpidisce l’ascoltatore per ben 55 minuti. Consigliato a tutti quelli che non sanno rinunciare alla qualità di lettori audio e cuffie..


OF 2 0 13 a seguito vi propongo una personalissima selezione delle releases più classifiche musicali siano invenzione del demonio.

Artista Atoms For Peace Album Amok

Artista Arctic Monkeys Album AM Il quinto album delle scimmie artiche é il definitivo banco di prova di una band che, in questi ultimi otto anni, ha fortemente influenzato le nuove leve del brit-sound. Concepito come un album “notturno”, AM finirà con lo spiazzare tutti coloro che hanno amato il gruppo per la carica indie-rock dei primi album e, di fatto, sancisce ufficialmente questa rottura, iniziata con Humbug e proseguita con Suck It And See. Sono invece le dolci melodie da pop/ballad ad esprimere al meglio i nuovi sentimenti di Alex Turner (frontman e cervello della band). Un ascolto consigliato proprio a chi di queste melodie non può fare a meno.

Supergruppo nato dalla collaborazione di Thom Yorke dei Radiohead, Flea dei R.H.C.P., Joey Waronker, turnista di R.E.M. e Beck, più Nigel Godrich e Mauro Refosco. Thom Yorke è un pozzo di idee e lo ha dimostrato sapientemente guidando una band-icona della nostra era. Ma come spesso accade ai musicisti di lunga esperienza, giunge il momento di realizzare il proprio progetto da solista: così nel 2006 ha prodotto The Eraser e messo in piedi il team sopra citato, per quello che doveva essere il concerto di una sera ma poi si è trasformato in un vero e proprio tour e la realizzazione di un nuovo album, Amok appunto. Ancora una volta, consigliato a tutti quelli che non sanno rinunciare alla qualità di lettori audio e cuffie.

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Free press distribuito in oltre 300 locali della provincia di Teramo


a cura di Martina Garino

Art

is

T R AS H ?

L’arte è spazzatura? A questa domanda lo spagnolo Francisco De Pajaro risponderebbe con molta probabilità Si! Per questo giovane Street artist infatti, Art is trash non è un semplice gioco di parole ma è il nome che ha dato alle sue inusuali opere nate proprio grazie ai rifiuti abbandonati per strada riutilizzati per dar vita a particolari installazioni con cui comunica la sua personale protesta. Francisco decide infatti di rendere la spazzatura protagonista e materia prima dei suoi lavori nel 2006 quando a Barcellona scatta un decreto legislativo che vieta di dipingere lungo le strade. Fu allora che lui e altri street artists furono privati della “tela” alla base del loro modo di esprimersi. Tuttavia se la decorazione degli elementi urbani quali strade ed edifici non era più possibile, Francisco che doveva trovare un modo alternativo per esprimersi, non si arrese e intuì presto che avrebbe potuto trovare una soluzione facendo uso dei rifiuti e degli elementi di abbandono presenti nel territorio urbano. Cominciò pertanto a dipingere letteralmente sulla spazzatura: sacchi di immondizia, sedie, materassi, scatoloni.... Tutto cominciò ad

essere da lui riutilizzato, acquisendo un’inaspettata seconda vita, diventando la nuova base della sua arte. L’immondizia, ignorata e considerata dai più inutile e puzzolente, è invece il posto che permette al’artista di dar vita a insoliti ma divertenti mostri che più che spaventare sembrano spaventati e angosciati, creature dai corpi innaturali e contorti, con braccia allungate e occhi spesso gialli e fuori dalle orbite. Dei personaggi dunque tragico-positivi come tragico-positivo è l’atteggiamento che il giovane sembra aver deciso di adottare nei confronti di un sistema politico-istituzionale decadente che minaccia sempre più la libertà espressiva, non solo artistica. Il fatto che queste particolari creazioni siano destinate ad avere una vita brevissima sembra inoltre non preoccupare particolarmente De Pajaro il cui scopo pare semplicemente essere quello di rendere bello e divertente ciò che la società considera rozzo


e disgustoso. Trasferitosi a Londra per sfuggire alla crisi economica spagnola e alle sue restrizioni legislative, è qui che comincia per la prima volta ad essere veramente apprezzato. La comunità londinese secondo Francisco, non è solo dotata di una maggiore sensibilità artistica nei confronti della street art ma è anche più tollerante considerando intelligente la sua arte: dopotutto ciò che fa è semplice-

mente dare una seconda chance alla spazzatura e questo non danneggia nessuno. Qui le sue “sculture” non restano inosservate ma al contrario vengono catturate dai social media e diventando note grazie soprattutto a Instagram con l’hashtag #artistrash riscontrando un largo gradimento. Ciò permette alla sua arte non solo di godere in qualche modo di una sorta di permanenza ma anche di essere

sufficientemente conosciuta e apprezzata da ottenere, nell’agosto 2013, una esposizione al West Bank Gallery di Nothing Hill (Londra). Francisco de Pajaro ha dato vita ad una forma espressiva insolita, nuova, originale, effimera ma che con il suo essere veramente green e con le riflessioni contemporanee capaci di suscitare, piace, fa parlare di se e sembra dire che ogni fine è un nuovo inizio, che una seconda possibilità è a tutti concessa, anche se per rinascere, talvolta è necessario partire dal basso, dalla spazzatura!


GOD SAVE THE BEER God Save The Beer... locale nato dall’idea di tre amici con una passione in comune: la birra artigianale.L’obiettivo è quello di far conoscere la birra artigianale in un paese dove è il vino a far da padrone, e creare un luogo di ritrovo informale dove bere birre di qualità a prezzi ragionevoli senza l’obbligo di dover pagare per un servizio “al tavolo”. Nel negozio potrete trovare una selezione delle migliori birre italiane e dal mondo oltre a tutto il necessario per poter produrre la birra a casa, con una novità, la self-birra: la spillatura fai da te. Insomma non resta che recarsi a Roseto in via Latini, 7 e provare. CHEERS!!! Via Latini 7, Roseto degli Abruzzi - godsavethebeershop@gmail.com - Tel. 349.7205543

Osteria dei portici L’Osteria dei portici è un piccolo ristorante con cucina teramana situato nel centro storico di Giulianova paese, a due passi dal belvedere, con un’ottima veduta panoramica. Gnocco dell’oste, carne alla brace, arrosticini fatti a mano, cotiche con fagioli, trippa, uova e peperoni…l’antica cucina tanto per capirci. Una discreta scelta di vini e birre artigianali accompagneranno i vostri pasti. Il menù va dai 15 ai 25 euro e nei fine settimana potete imbattervi nelle serate live,karaoke. Cmq per essere meglio informati potete consultare il profilo facebook osteria dei portici. Nel giorno di chiusura, martedì, si svolgono tornei di burraco. Via Gramsci 13, Giulianova - Tel. 347.6263516 facebook#Osteria dei portici

La Tavernetta Osteria la Tavernetta nasce 11 anni fa da un’idea di Loris, chef e titolare del ristorante. Semplice e accogliente, a conduzione famigliare, situato in pieno centro di Giulianova Lido, la tavernetta è aperto a pranzo e a cena, propone una cucina di mare con antipasti caldi e freddi, gustosi primi e grigliate. Da non perdere a fine pasto i liquori rigorosamente artigianali. Non resta che prenotare….l’Osteria la Tavernetta. Chiuso il lunedì a cena. Giulianova Lido, PIazza Fosse M. Ardeatine n° 25 - Tel. 347.0733726


sex

XXX

a cura di Chiara Londrillo

Flowe r p o w e r L’insospettabile Ispirazione Sixty per questo nuovo sex toy firmato Big Teaze (la stessa casa produttrice della celebreDuckie), con otto movimenti diversi e petali di silicone removibili. Resistente all’acqua, è disponibile anche nella versione bouquet a due pezzi, uno dei quali è un sobrio portachiavi da portare sempre con sé. Senza destare sospetti...

Inez Inez, il sex toy più costoso del mondo per voluttuose collezioniste. Per chi vive come un lusso anche certi piccoli piaceri. Inez, il vibratore versione deluxe firmato Lelo, è un oggetto erotico dal design raffinato, realizzato in acciaio inossidabile e placcato in oro 24 carati. Seducente, stimolante, ultra silenzioso, ha cinque modalità di stimolazione e una dimensione contenuta che lo rendono un accessorio fidato e discreto.

Adore me pleasure Il kit dell’adorazione Adore me pleasure set di Lelo è un Kit del Piacere da condividere con chi adori di più (per adorarvi a turno). Iniziate concedendovi piaceri giocosi, con le lussuose manette Sutra in seta e camoscio, e intensificate poi le sensazioni indossando la benda in seta. Portate infine il piacere ad altri livelli conMia 2, vibratore “insospettabile”, a forma di rossetto.

BUXXXER Buxxxer, il colorato trio dei sex toy. Finalmente qualcosa di diverso dal solito, freddo design del mondo dei giocattoli erotici! Ipoallergenici, dalle forme ergonomiche e facili da usare. Ma soprattutto colorati, simpatici, vivaci e originali. Sono i tre nuovissimi sex toy firmati dall’italiana Kokoro per l’inedita linea Buxxxer.


Guerrilla

S u bv e r t i s i n g

A cura di Martina Garino

E’ una vera e propria guerrilla street art quella del bizzarro artista/attivista anonimo tedesco, che agisce in particolare nel territorio di Colonia. Il suo messaggio è chiaro: Mangia sano! Molti penseranno che in realtà non ci troviamo davanti a nulla di nuovo. Del resto, nell’ultimo decennio molti se ne sono occupati: il problema della crescente obesità mondiale e quello delle malattie ad essa connessa hanno dato vita a numerosi documentari e dibattiti allo scopo di evidenziare i rischi legati alla scorretta alimentazione, soprattutto se basata sul fast food. Tuttavia chi si occupa di comunicazione sa che spesso è necessario utilizzare gli strumenti giusti e un pizzico di originalità e divertimento affinché il messaggio sia efficace e concretamente recepito senza essere avvertito come pedante. E questa sembra essere stata l’intuizione di base di questo misterioso personaggio che ha deciso di esprimersi in modo semplice, originale e immediato. Come agisce? Niente di più facile: individua l’installazione pubblicitaria di una delle note catene di Fast Food e copre con della vernice bianca la parte centrale che decide di riutilizzare come fosse una nuova pagina per poter scrivervi sopra un suggerimento alternativo: ricette “vere”, poco articolate, salutari e veloci da poter realizzare. Crispy Chichen Menu o Spaghetti alla Bolognese? Big Mac o Paella di riso? A voi la scelta! Basta essere consapevoli che il cibo non ha bisogno di essere super-processato o servito in un package dal design accattivante per essere appetitoso e conveniente. L’alternativa economica ma soprattutto salutare c’è e questo attivista tedesco la mette davanti agli occhi di tutti con tanto di dosi e ingredienti. Quindi, se questa volta il messaggio è arrivato… mani ai fornelli!


Rollup Xmas 2013  

Roll Up è un free press indirizzato a un pubblico giovane, attento alle mode e ai consumi con l’obiettivo di indagare lo spazio multiforme d...

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