Page 1

€ 0,13

Associato USPI

La vita...

un dono

PERIODICO DI CULTURA E D'INFORMAZIONE SOCIALE E RELIGIOSA - Direttore resp.: P. VITO MAGNO - Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 - Aut. GIPA/C/AV 34/2012 - Reg. Trib. di Trani - n° 13 del 31 Gennaio 1949 Iscrizione ROC n. 5853 del 19.03.2012 Tassa Pagata/Taxe perçeu/ - Stampa Valsele Tipografica - Anno 64 - n. 2 - febbaio 2013


Carissimi/e, il mese di febbraio la 35a Giornata per la Vita, e la 21a Giornata del malato ci offre la possibilità di una riflessione sulla Vita, sul suo senso e significato. La Vita è Dono del Signore. Maria e Giuseppe, sanno bene questo e vanno al Tempio a presentare Gesù, non solo per obbedire ad una legge, ma perché trovano naturale andarci per ringraziare il Signore e per offrire a Lui il proprio Figlio. I figli sono di Dio, figli di un Padre che ama, appartengono a Lui e al loro progetto vocazionale. Occorre allora liberarsi quindi da una mentalità possessiva verso i propri figli. Quando invece i genitori oltre ad un saggio consiglio e indirizzo di vita, cominciano ad appropriarsi della loro libertà in vista delle scelte decisionali, professionali,vocazionali allora possono cominciare i drammi, le tensioni, i forti contrasti familiari. La vita è dono ricevuto, è dono donato in tanti gesti piccoli o grandi che siano che la fanno crescere, le danno senso, gioia di essere vissuta anche nelle difficoltà quotidiane. I santi, Sant’Annibale Maria Di Francia, nostro amato fondatore donandosi, hanno dato Vita a tanti derelitti della vita, messi ai margini, poveri,

vecchi, malati, bambini abbandonati e raccolti per strada, siano essi a riscaldare il nostro cuore facendolo diventare “casa della Vita”. La Giornata Mondiale del Malato che Giovanni Paolo II ha voluto coincidesse con la memoria della Beata Vergine di Lourdes, e ha come tema “Vai e fai anche tu lo stesso” (Lc 10.37) evidenzia il comportamento del Buon Samaritano ci invita a far del bene a chi soffre, a far sentire ai malati, con maggiore intensità, la vicinanza spirituale della Chiesa, e far del bene con la propria sofferen-

za. Ci è data l’opportunità di riflettere sull’esperienza della malattia, del dolore, e più in generale sul senso della vita da realizzare pienamente anche quando è sofferente. La vita dell’uomo non è un bene disponibile, ma un prezioso scrigno da custodire e curare con ogni attenzione possibile, dal momento del suo inizio fino al suo ultimo e naturale compimento. La vita è mistero che di per se stesso chiede responsabilità, amore, pazienza, carità, da parte di tutti e di ciascuno. Ancor più è necessario circondare di premure e rispetto chi è ammalato e sofferente Padre Carlo


GENERARE LA VITA VINCE LA CRISI

I

l Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente della CEI, quest’anno in occasione della 35° “Giornata per la vita” che si celebrerà il 3 febbraio 2013, porta come titolo: “Generare la vita vince la crisi”. Le precarie condizioni economiche, influenzano frenandole le scelte definitive, come quelle di formare una famiglia e di conseguenza di mettere al mondo dei figli, con una ricaduta considerevole sulla natalità, accrescendo lo squilibrio demografico e avviando l’Italia, con tutto il rispetto per gli anziani, ad essere un popolo di anziani. Il momento di difficoltà morale e materiale che stiamo vivendo, ci spinge a riflettere sui valori fondamentali della nostra esistenza, sugli stili di vita, sulla qualità e profondità delle nostre relazioni umane. La “crisi”, le varie emergenze, le difficoltà ci spronano a trovare delle soluzioni, a promuovere e coltivare una cultura della solidarietà, del dono, della vita accogliente e solidale. La vita vissuta e donata perché “dono”, porta al desiderio e alla responsabilità di generare una nuova vita.

Non si esce da questa fase critica generando meno figli, o peggio ancora soffocando la vita con l’aborto, bensì facendo forza sulla verità della persona umana, sulla logica della gratuità, sul dono grande di trasmettere la vita proprio in situazioni di crisi. Generando la vita si esce dalla crisi. Donare e generare la vita, significa scegliere la via del futuro sostenibile per un’ Italia che si rinnova. Una scelta impegnativa ma possibile che richiede alla Politica una gerarchia di interventi e la decisione chiara di investire risorse sulle persone e sulle famiglie, credendo che la vita vince la crisi.


La vita è più bella quando la si vive per gli altri

Q

uesto è lo slogan-programma di vita che ha accompagnato l’intera esistenza terrena del nostro confratello Padre Pasquale Donvito, della nostra comunità di Trani che il giorno 8 gennaio 2013, è stato chiamato dal Padre celeste a ricevere il premio riservato ai suoi ”servi buoni e fedeli”, dopo una vita dedicata a “DIO“ e al ”PROSSIMO”. Era nato a Gioia del Colle, il 27-07-34. All’età di 13 anni sentendo il desiderio di consacrarsi totalmente al Signore entrò nel nostro seminario di Trani. Coronò il suo sogno con l’Ordinazione Sacerdotale il 28.07.1963 nella casa di Oria (Br). Si accingeva a celebrare il suo 50° di sacerdozio, ma evidentemente i piani di Dio erano altri. Ricordando il suo 48° anno di ordinazione così scriveva: ”Oggi, 28.07. 2011, ricorre il 48° anniversario del mio sacerdozio, una data davvero speciale. Grazie o Signore, grazie per la tua affettuosa scelta e spero solo con la tua grazia di essere sempre fedele a Te fino all’ultimo giorno della mia vita. Sei stato troppo buono con me più di quello che meritavo. Mi metto nelle tue man, accompagnato dalla Vergine santa e dal nostro santo protet-

tore Sant’Annibale. Lode, gloria e gratitudine a Te mio Signore”. è stata la sua una vita, vissuta nella logica del dono, in tutti i luoghi e mansioni in cui si è trovato ad operare, riscuotendo affetto, stima e benevolenza. Innumerevoli sono stati gli attestati che ci sono giunti da varie parti dell’Italia specie dal popolo di Facebook con cui manteneva con fedeltà e competenza la sua amicizia. Un apostolato, questo che negli ultimi anni della sua vita, lo ha portato a prendersi spiritualmente cura di tantissimi che ricorrevano a lui, ritenendolo, padre, fratello e amico. Quanti, come pecore senza pastore, hanno sentito la sua gioia di servire il Signore, la sua misericordia e compassione e sono state portate sulle sue deboli spalle verso il Pastore buono, bello, misericordioso. “La logica del dono, solo questa è capace di generare una nuova vita, vita che va difesa nel suo diritto alla vita mentre rischia di dissolversi sempre più nell’egoismo. Tutti gli uomini di buona volontà, soprattutto noi cattolici, siamo interpellati a tener alta la coscienza della grandezza del carattere sacro e del valore della vita: di ogni vita e a lavorare per rimuovere e risolvere i vari problemi che attanagliano la società e tante famiglie. La vita vince, anche la crisi e senza vita non ci potrà essere ripresa e futuro. Cardia


Letizia, dono di dio

L

a notizia di una bambina chiamata dai soccorritori, Letizia, trovata in un cassonetto, ha profondamente ferito il mio cuore di uomo e di credente. Oggi, la vita umana è gettata in un cassonetto, tra i rifiuti! Perché si può arrivare ad un simile gesto? Se la prima responsabilità è della madre e del padre su cui invoco la luce e la misericordia del Signore, mi chiedo se noi siamo innocenti. Non esiste oggi, per la complicità di tutti, una cultura che disprezza la vita, che spinge a sfuggire dal sacrificio, che esalta soltanto il capriccio e l’egoismo? Non amiamo più la vita, perché abbiamo tolto alla vita il suo senso: essa è diventata il tempo per bruciare benessere e consumare divertimenti, dimenticando spesso che essa è il tempo per fare del bene. L’egoismo, produce frutti inevitabili di violenza, di sopruso e di abbandono. Oggi l’amore tra i giovani è diventato un passatempo svuotato di ogni responsabilità. Ma se l’atto che genera la vita, è diventato un gioco banale, ciò che è ba-

nale facilmente rischia di essere gettato in un cassonetto. Non piangiamo solo gli effetti: piangiamo piuttosto le cause che producono simili effetti. L’amore, come oggi viene presentato e vissuto, non è altro che egoistica soddisfazione di sé. Chiediamoci se non siamo un po’ tutti noi responsabili di questa situazione, quali esempi diamo e quali messaggi mandiamo con la nostra vita di ogni giorno! Letizia, perdonaci. Il tuo innocente vagito ci ricordi che Dio sta piangendo in tante situazioni di abbandono. Accogli, nelle mie povere parole, il pentimento sincero per tanto egoismo prodotto, dalla irresponsabilità della gente: l’egoismo che ti ha impedito di essere accolta, baciata, amata, come dono prezioso di Dio. Card. Angelo Comastri


Felice di vivere

F

elice di vivere è il titolo del diario di Maria Respigo una donna di 38 anni, alta solo 58 centimetri,e costretta a vivere in una culla per neonati, con cui ci dà davvero una lezione di vita. Io, per un disegno di amore del Signore, esisto per gridare a coloro che hanno la salute: ”Non avete il diritto di tenerla per voi, la dovete donare a chi non ce l’ha, altrimenti la salute marcirà nell’egoismo”. Io esisto per gridare a coloro che si annoiano: ”Le ore in cui vi annoiate, mancano a coloro che hanno bisogno di affetto, cure, premure, compagnia. Se non regalerete quelle ore, esse marciranno e non vi daranno felicità”. Io esisto per gridare a coloro che vivono di notte e corrono di qua e di là per un

briciolo di felicità: ”Quelle notti mancano a tanti ammalati, anziani, persone che aspettano una mano che asciughi loro una lacrima. Quelle lacrime mancano anche a voi perché esse sono il seme della gioia vera. Se non cambierete vita, non sarete felici”. Sono proprio queste le esperienze che a volte o troppo spesso ci mancano. Una donna di 58 centimetri, costretta a vivere in una culla per neonati, ci regala una grande lezione di vita, di amore alla vita in qualsiasi sua condizione.


Non abbiate paura...

“L

a fede non è un semplice assenso intellettuale dell’uomo a delle verità particolari su Dio; è un atto con cui ci si affida liberamente a un Dio che è Padre e ci ama; è adesione a un «Tu» che ci dona speranza e fiducia

… Avere fede, allora, è incontrare questo «Tu», Dio, che ci sostiene e ci accorda la promessa di un amore indistruttibile che non solo aspira all’eternità, ma la dona, è affidarsi a Dio con l’atteggiamento del bambino, il quale sa bene che tutte le sue difficoltà, tutti i suoi problemi sono al sicuro nel «Tu» della madre. Il vivere quest’ Anno della Fede, ci sprona a lasciarci condurre da Maria che a Fatima, ha eretto la sua cattedra per insegnare ai piccoli Veggenti, e poi alle moltitudini, le verità eterne e l'arte di pregare, credere e amare”. Questo Anno della Fede accompagna tutto il terzo anno del settenario di pre-

parazione e celebrazione delle Apparizioni di Fatima (2017). Il tema di quest’anno, al Santuario di Fatima è l’esortazione “Non abbiate paura”. Questa esortazione a non aver paura, ad avere fiducia, proclamata anche dal beato Giovanni Paolo II, è presente fin dall’inizio degli avvenimenti di Fatima. Così nella prima apparizione dell’Angelo ai pastorelli, nel 1916, il messaggero celeste dice loro: “Non temete! Sono l’Angelo della Pace”. E nella prima apparizione della Madonna, nel maggio del 1917, lei comincia con il tranquillizzarli, dicendo: “Non abbiate paura”. Nell’apparizione di giugno, questo “non temere” viene espresso come una esortazione alla speranza e alla fiducia: “Non scoraggiarti. Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà fino a Dio”.


UNIONE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI O Dio Tu ci hai fatto dono di Maria, che ai tre pastorelli a Fatima ha chiesto di pregare per la conversione dei peccatori, di fare penitenza per la salvezza delle anime, Ti preghiamo per Sua intercessione e per intercessione di Sant’Annibale Maria Di Francia, che hai chiamato ad essere padre degli orfani e dei poveri e apostolo delle vocazioni, di mandare nella Tua Chiesa operai santi, apostoli capaci di annunciare la Tua Parola di perdono e pace. Amen.

Scrivere sempre ben chiaro e completo il vostro indirizzo, non dimenticando il codice di avviamento postale della vostra città. *** Segnalare se si ricevono più copie della stessa rivista. *** Chi desidera può inviarci indirizzi di amici e parenti a cui inviare gratuitamente la nostra rivista. *** Chi desidera può inviarci il proprio indirizzo di posta elettronica per una più celere corrispondenza.

Preghiera dei genitori... in attesa Dio della vita, Signore dell’universo, Creatore del mondo, grazie per questa nuova creatura che tu ci hai donato e cresce nel grembo della nostra famiglia. Grazie perché ci doni di essere tuoi alleati nel dono della vita che vince sulla menzogna e sulla morte. Concedici ora di gustare l’abbandono fiducioso a Te, di essere poi coraggiosi, accoglienti e generosi, forti nei momenti difficili e attenti al bene come vuoi Tu.

Amico lettore, per aiutarci nella nostra opera con donazioni, offerte, ecc., si consiglia di utilizzare le forme di bonifico postale o bancario, secondo le coordinate qui sotto specificate. Per lasciti a nostro sostegno si prega di utilizzare la seguente dicitura: “Lascio (o dono) all’Istituto Antoniano Maschile dei Padri Rogazionisti di Trani, Via Sant’Annibale Maria Di Francia, 133 per le proprie opere caritative”. Per maggiori informazioni rivolgersi al Direttore telefonando ai numeri sottoelencati oppure usando l’indirizzo e-mail: rogtrani@libero.it Il suo indirizzo è custodito nell’archivio elettronico di questo Istituto, e nel rispetto di quanto stabilito dalla legge D.Lgs 196/2003 sulla tutela dei dati personali, la informiamo che gli indirizzi dei benefattori sono esclusivamente utilizzati per l’invio di questa rivista e che non saranno oggetto di comunicazione o diffusione a terzi e che in qualsiasi momento potrà esercitare il dirito di modifica o cancellazione chiamando i numeri telefonici o utilizzando l’indirizzo di posta elettronica sotto riportati. Grazie di cuore. Opera Madonna di Fatima - Via Sant’Annibale M. Di Francia, 133 - 76125 TRANI Centro Socio-Educativo - Tel. 0883 507133 / 580120 - Fax 0883 492505 indirizzo e-mail: info@rogazionistitrani.it - sito web: http://www.rogazionistitrani.it - Casella Postale 550 - C.C.P. n° 996702 Banco Posta - Codice IBAN: IT55 N076 0104 0000 0000 0996 702 - codice BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX Banca Prossima - Codice IBAN: IT12 U033 5901 6001 0000 0012 254 - codice BIC/SWIFT: BCITITMX

fatima febbraio 2013 HQ  

fatima febbraio 2013 HQ