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Nel cuore di Cristo

PERIODICO DI CULTURA E D'INFORMAZIONE SOCIALE E RELIGIOSA - Direttore resp.: P. VITO MAGNO - Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 - Aut. GIPA/C/AV 34/2012 - Reg. Trib. di Trani - n° 13 del 31 Gennaio 1949 Iscrizione ROC n. 5853 del 19.03.2012 Tassa Pagata/Taxe perçeu/ - Stampa Valsele Tipografica - Anno 64 - n. 5 - maggio 2013


Carissimi amici e benefattori, questo mese, dedicato al Sacro Cuore, si apre con il ricordo del nostro Santo Fondatore, Annibale Maria Di Francia, morto appunto il 1° giugno 1927, a Messina, città dove era nato. Lì ha vissuto dedicandosi totalmente alle folle stanche e abbandonate del quartiere Avignone “pezzo di terra maledetto”. Nelle sue necessità dovute al dover soccorrere tanti poveri, pensò bene di chiedere l’aiuto di sant’ Antonio, il santo della Divina Provvidenza, che mai lo deluse nelle sue necessità. Gli orfanotrofi iniziati dal nostro santo Fondatore, furono detti Antoniani, appunto per questa presenza costante, vigile e provvidente di Sant’Antonio. I due santi hanno costituito un sodalizio in favore dei bisogni dell’umanità, vivendo nel loro cuore, la compassio-

ne del Cuore di Gesù, la sua passione e tenerezza. E’ il Cuore di Cristo, che festeggiamo solennemente il 15 giugno, il motore propulsore, il fondamento, il sostegno di ogni opera fatta con il cuore. “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, dice Gesù ai suoi discepoli e a ciascuno di noi, lasciando loro il suo Testamento, in prossimità della sua morte. Carissimi, fra poco si concluderanno le fatiche scolastiche per gli studenti della nostra amata nazione e anche per i nostri ragazzi che anche quest’anno hanno portato a termine il loro percorso, grazie soprattutto a voi, alla vostra presenza discreta ed efficace, anche in questo momento di particolare congiuntura economica. Grazie davvero di cuore. Il Cuore amorevole di Cristo, per intercessione della Vergine, di Sant’Antonio e Sant’Annibale, vi custodisca. Padre Carlo


Il Cuore di Gesù

U

n Cuore che ci ama, un Cuore da amare, un Cuore con cui amare. Credo, che possa racchiudersi in queste tre espressioni, il valore della devozione al Sacro Cuore di Gesù: 1) Un Cuore che ci ama, compassionevole, misericordioso, verso i peccatori, mite e umile. Le folle stanche e sfinite che lo hanno ascoltato e seguito, subito, si sono accorte della novità che Gesù costituiva. Era diverso da tutti gli altri maestri. Era attento, nello scrutare i bisogni veri della gente, a penetrarli, a capirne le sofferenze, come quando davanti alle folle stanche e sfinite come pecore senza pastore, comandò la preghiera del Rogate: “Pregate il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9,36). Il termine compassione, rimanda alle viscere, al grembo materno, all’identificazione tra la mamma e il suo bambino. Identificazione che Gesù vive con l’umanità, pronto non solo a fare qualcosa per essa, ma addirittura a dare la propria vita. 2) Un Cuore da amare. Il Cuore che ci ama, desidera essere riamato. E’ l’Amore che il Signore chiede, apparendo nella cittadina di Paray- le- Monial, a santa Margherita Maria Alacoque. Un Amore di gratitudine, a riparazione di ogni ingratitudine verso il Sacro Cuore; di stima, congratulandosi con Gesù per quello che è, che fa per noi; di sottomissione, facendo la sua Volontà, come Gesù fa quella del Padre suo; di confidenza, dando fiducia a Dio, abbandonandosi a Lui, anche nella più forte delle tempeste; di servizio, offrendosi a Lui, collaborando con Lui, staccandoci dai nostri interessi personali e cercando sempre il bene.

3) Un cuore con cui amare. Un cuore prima di tutto sincero, senza nessuna doppiezza ( mi onorano con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me), puro ( è ciò che esce dal cuore dell’uomo che contamina l’uomo...), umile, mite: ”Imparate da me che sono mite e umile di cuore”, che sente compassione, come il samaritano buono, verso le ferite dell’umanità, verso le folle stanche e sfinite, con il mezzo efficace di salvezza della preghiera del Rogate, perché il Signore mandi nella sua Chiesa, nel mondo i buoni operai e faccia di ciascuno di noi dei buoni operai nella sua vigna. Scoprire veramente le ricchezze del Cuore di Cristo, può senz’altro cambiare il corso della nostra vita e di coloro che sono vicino a noi. La nostra risposta a tanto Amore qui solo accennato, di cui però il Vangeli trasuda da ogni parte, sia nel corrispondergli, nel testimoniarlo, nel donarlo. Cardia


Antonio e Annibale, Santi:

G

esù, disse ai suoi discepoli: “Strada facendo, predicate che il Regno dei cieli è vicino, guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Una schiera infinita di uomini e donne più o meno conosciuti, che noi chiamiamo Santi, hanno fatto di queste parole di Gesù, il loro programma di vita, facendo dono di sé stessi a Dio e all’umanità. Tra questi, i nostri amati Sant’Antonio e Sant’Annibale. Sant’Antonio è stato il Santo solidale, il Santo dei poveri, degli oppressi, dei piccoli, della Provvidenza. Il Santo attraverso cui Dio mostra la sua attenzione verso l'uomo, dimostrando di avere a cuore le opere in favore degli ultimi. Per questo, Sant’Annibale mise i suoi Orfanotrofi sotto la protezione del Santo, e non lo lasciava mai in pace, a causa delle innumerevoli necessità di quei ragazzi e ragazze che aveva “Strappato all’oblio e all’abbandono”. I due costituiscono davvero una coppia vincente, per la loro santità e per i tanti punti che li accomunano:

1) Nobili e ricchi, lasciarono le loro ricchezze destinandole ai poveri, a cui si dedicarono. 2) Furono così, testimoni del Vangelo della carità e “ebbero compassione delle folle stanche e sfinite come pecore senza pastore”. Anche la Chiesa, proponendo nella liturgia lo stesso Vangelo (Il Vangelo del Rogate, Mt 9,36) per i due, si è accorta di questa condivisione e la pone alla nostra attenzione. 3) Ambedue hanno avuto una spiccata tenerezza materna verso i bambini abbandonati e poveri. Antonio era felice quando si trovava in mezzo a loro. I bambini accorrevano numerosi quando Antonio passava per le strade o quando si trovava in convento. Per molti di loro chiese ed ottenne guarigioni miracolose. Quanti bimbi rattrappiti, deformi, paralizzati, ha amato e guarito, prendendosi a cuore la loro sorte e quella dei loro familiari. La sua predilezione per i bambini e il suo divenire bambino per loro, gli hanno meritato di abbracciare e stringere a


“Operai della Messe” sé il Bambino Gesù nella casa del conte Tiso a Camposanpiero. Sant’Annibale, l’apostolo, il padre degli orfani e dei poveri: “Io l’amo i miei bambini, ei per me sono il più caro ideale della sua vita, li strappai all’oblio e all’abbandono”, scrisse in una sua celebre poesia. Chi, infatti, è più povero, indifeso di un bambino, se non c’è chi faccia valere il suo diritto a nascere, a vivere dignitosamente, a non subire violenza, a non essere usati e abusati. Diritti inalienabili, che nessuno è autorizzato a ledere e a offendere. Quando Antonio morì, i bambini gridarono correndo per tutta Padova.” E’ morto un Santo”. Anche quando morì Sant’Annibale, tra l’immensa folla presenti al suo funerale, schiere di bambini, gridavano: ”E’ morto un Santo”. 4) Infine per il processo di canonizzazione di Sant’Antonio hanno contribuito i miracoli in favore di bambini e di mamme in stato interessante. Lo stesso è valso per sant’Annibale al cui intervento è sono dovuti due guarigioni miracolose di due bambine: la prima,

brasiliana,Gleida Danese, e l’altra, filippina, Clarissa Diaz. Sant’Annibale ha avuto per il santo padovano, una venerazione grande e un affidamento notevole di sé e delle sue opere nascenti. L’ incontro di Annibale con il Santo Taumaturgo risale ad un curioso episodio legato al ritrovamento, dopo aver pregato il Santo, della fibbia di una scarpa, necessaria per essere in ordine, e andare a svolgere l’ufficio di canonico in Cattedrale. Questo incontro si approfondì quando Padre Lumia, frate cappuccino, a cui il nostro Fondatore aveva confidato le sue ristrettezze economiche dovute ai tanti bisogni dei ragazzi da lui assistiti, gli consigliò di rivolgersi a Sant’Antonio, cosa che puntualmente fece. Non solo proclamò Sant’Antonio insigne benefattore dell’Opera, ma il 13. 06.1907, fece intronizzare, nel quartiere Avignone di Messina, dopo una solenne processione, una statua di Sant’Antonio, offerta da una benefattrice romana, Caterina Menghi Spada. Il 29.10.1907, Padre Annibale fa un pellegrinaggio a Padova e in quella


occasione, celebra per ben due volte sull’arca del Santo Padovano. Questa statua, che si trovava nella chiesa dello Spirito Santo rimase intatta sotto le macerie provocate, dal tremendo terremoto-maremoto che colpì le città di Messina, Reggio Calabria e non solo, il 27 dicembre 1908. Nel 1915 il Padre, comprò un terreno a Padova vicino all’Arcella, perché voleva che una sua opera sorgesse vicino al luogo della morte di Sant’Antonio. Il 22.10.1919 si recò per la seconda volta a Padova e nella cella del Santo rivolse una supplica per il nuovo Orfanotrofio Femminile che si andava costruendo in quella città. A sant’Annibale è da attribuire la geniale e provvidenziale iniziativa della devozione del “Pane di Sant’Antonio”. L’offerta del pane di Sant’Antonio si ricollega ad uno dei tanti miracoli operati dal santo, a favore di un bambino gravemente ammalato, la cui mamma aveva promesso, per la sua guarigione al Santo tanto pane quanto il peso del piccino. Questa pratica del pane, dopo tanti secoli fu ripresa da Sant’Annibale, durante il colera del 1887 che flagellò la città di Messina. Una certa Susanna Consiglio promise se fosse stata salvaguardata con la sua famiglia, 60 lire di pane per gli orfanelli. Ecco cosa scrisse il nostro Santo Fondatore: “Sant’Antonio, quando a Lui non pensavamo, ci ha fatti uscire al largo. Io, figliole carissime, che per tanti anni ho portato il peso di tanti stenti eccezionali, sento una profonda gratitudine, verso questo dolcissimo e amatissimo santo”. A Lui rivolse un’ardente supplica il 16.6.1907, al termine delle feste dedicate al Santo, in cui chiese: il pentimento dei

peccati, la conoscenza di sé, il desiderio di santificarsi, l’amore verso Gesù e Maria, le virtù dell’umiltà, mansuetudine, distacco da se stesso, il rinnegamento della volontà, il gusto del sacrificio, amore alla croce, alla fatica, la gratitudine per i doni ricevuti, la fede viva e generosa, la carità, lo zelo, la perseveranza nella sua grazia. “Le grazie, per intercessione di Sant’Antonio, soleva dire, non si comprano con il denaro, ma con la fede pura e retta in Dio e nei Santi e la carità del soccorso agli orfanelli e ai poverelli per amore di Gesù e del suo Sant’Antonio”. Miei cari andiamo anche noi a scuola di questi due maestri per imparare sempre più e meglio ad amare “Dio e il Prossimo”. Cardia


Promesse del Cuore di Gesù ai suo devoti 1) 2) 3) 4) 5) 6)

Darò le grazie necessarie al loro stato di vita. Metterò la pace nelle loro famiglie. Li consolerò nelle afflizioni. Sarò asilo sicuro in vita e specialmente in morte. Spargerò benedizioni sulle loro opere. I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della Divina Misericordia. 7) Le anime fervorose giungeranno speditamente ad una grande perfezione. 8) Benedirò la casa dove sarà esposta la mia immagine. 9) Le anime tiepide si infervoreranno. 10) Darò ai sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti. 11) Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non sarà mai cancellato.

PREGHIERA AL SACRO CUORE pER OTTENERE I BUONI EVANGELICI OpERAI

C

uore compassionevole di Gesù, giunga al tuo cospetto la nostra preghiera. Una grande e immensa misericordia siamo venuti a domandarti: manda sacerdoti santi nella tua Chiesa. Tu formasti la tua Chiesa, tu hai sete e fame di anime, o dolcissimo Gesù, e il tuo Cuore amante si consuma d’amore. Invece le povere anime periscono, i fanciulli domandano il pane della Vita e non vi è chi loro lo spezzi. O Signore Gesù muoviti a compassione di uno stato così miserevole in cui sono ridotte tante città per mancanza di buoni evangelici operai della messe. E’ vero Signore che non meritiamo di essere esauditi, ma è pur vero che il tuo Cuore amantissimo, geme e si affanna per la perdita delle anime, e giubila ed esulta quando le anime sono edificate, santificate e condotte alla Vita Eterna, per mezzo dei buoni operai. Esaudiscici Signore: manda operai santi nella tua messe. (Sant’Annibale Maria Di Francia)


UNIONE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI O Dio Tu ci hai fatto dono di Maria, che ai tre pastorelli a Fatima ha chiesto di pregare per la conversione dei peccatori, di fare penitenza per la salvezza delle anime, Ti preghiamo per Sua intercessione e per intercessione di Sant’Annibale Maria Di Francia, che hai chiamato ad essere padre degli orfani e dei poveri e apostolo delle vocazioni, di mandare nella Tua Chiesa operai santi, apostoli capaci di annunciare la Tua Parola di perdono e pace. Amen.

Scrivere sempre ben chiaro e completo il vostro indirizzo, non dimenticando il codice di avviamento postale della vostra città. *** Segnalare se si ricevono più copie della stessa rivista. *** Chi desidera può inviarci indirizzi di amici e parenti a cui inviare gratuitamente la nostra rivista. *** Chi desidera può inviarci il proprio indirizzo di posta elettronica per una più celere corrispondenza.

Carissimi amici e benefattori, vi preghiamo di continuare a sostenerci in questa opera, verso i fanciulli in particolare stato di necessità, indirizzata alla cura della persona, al recupero scolastico, fornendo educatori, materiale didattico, alla sana e corretta alimentazione, dispensando pranzo e merenda, allo sport e tempo libero, ai laboratori idonei ad evidenziare e sviluppare le capacità artistiche degli stessi fanciulli. Grazie di cuore.

Amico lettore, per aiutarci nella nostra opera con donazioni, offerte, ecc., si consiglia di utilizzare le forme di bonifico postale o bancario, secondo le coordinate qui sotto specificate. Per lasciti a nostro sostegno si prega di utilizzare la seguente dicitura: “Lascio (o dono) all’Istituto Antoniano Maschile dei Padri Rogazionisti di Trani, Via Sant’Annibale Maria Di Francia, 133 per le proprie opere caritative”. Per maggiori informazioni rivolgersi al Direttore telefonando ai numeri sottoelencati oppure usando l’indirizzo e-mail: rogtrani@libero.it Il suo indirizzo è custodito nell’archivio elettronico di questo Istituto, e nel rispetto di quanto stabilito dalla legge D.Lgs 196/2003 sulla tutela dei dati personali, la informiamo che gli indirizzi dei benefattori sono esclusivamente utilizzati per l’invio di questa rivista e che non saranno oggetto di comunicazione o diffusione a terzi e che in qualsiasi momento potrà esercitare il dirito di modifica o cancellazione chiamando i numeri telefonici o utilizzando l’indirizzo di posta elettronica sotto riportati. Grazie di cuore. Opera Madonna di Fatima - Via Sant’Annibale M. Di Francia, 133 - 76125 TRANI Centro Socio-Educativo - Tel. 0883 507133 / 580120 - Fax 0883 492505 indirizzo e-mail: info@rogazionistitrani.it - sito web: http://www.rogazionistitrani.it - Casella Postale 550 - C.C.P. n° 996702 Banco Posta - Codice IBAN: IT55 N076 0104 0000 0000 0996 702 - codice BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX Banca Prossima - Codice IBAN: IT12 U033 5901 6001 0000 0012 254 - codice BIC/SWIFT: BCITITMX


Madonna di Fatima - Giugno