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Maria... la Madre

PERIODICO DI CULTURA E D'INFORMAZIONE SOCIALE E RELIGIOSA - Direttore resp.: P. VITO MAGNO - Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 - Aut. GIPA/C/AV 34/2012 - Reg. Trib. di Trani - n° 13 del 31 Gennaio 1949 Iscrizione ROC n. 5853 del 19.03.2012 Tassa Pagata/Taxe perçeu/ - Stampa Valsele Tipografica - Anno 64 - n. 4 - maggio 2013


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arissimi amici e benefattori, nei mesi scorsi abbiamo vissuto momenti intensi di commozione e speranza, dalle dimissioni di Papa Benedetto, all’elezione di Papa Francesco, momenti che si sono rivelati davvero provvidenziali per la Chiesa. Sulle fondamenta poste solidamente da Papa Benedetto XVI, attraverso il suo Magistero che ci ha dato l’opportunità di riscoprire le ragioni della nostra Fede, ora Papa Francesco si appresta con il contributo di tutti ad edificare. Edificare, che insieme a camminare e confessare costituisce il cuore della riflessione che lo stesso Papa Francesco, ha dettato ai fratelli Cardinali, durante la Messa con loro celebrata il 14.03.2013, il giorno dopo la sua elezione a Vescovo di Roma e quindi a Papa. Solo se edifichiamo sulla roccia che è Cristo, costruiremo saldamente e utilmente. Infatti ,”Invano faticano i costruttori se il Signore non costruisce con loro” (Salmo 127). La Vergine Maria, è un esempio vivo di casa costruita sulla roccia, capace di attraversare le traversie di una vita non facile, fedele al suo mandato, salda da rimanere in piedi, nonostante il dramma che si consumava nel suo

cuore di mamma, sotto la croce mentre vedeva morire il Figlio. Lei mamma di Cristo, dal Figlio è stata donata a noi come mamma, come la mamma per eccellenza che non togliendo nulla alle nostre mamme naturali, le assiste e protegge nel delicato ruolo educativo in un momento difficile e travagliato, senza che nessuna perda la Speranza. “Non abbiate paura”, è l’invito che a Fatima la Madonna, che festeggiamo sotto questo titolo, il 13 Maggio, ha rivolto ai tre pastorelli, invitandoli alla fiducia in Dio e in Lei.

Da queste riga, un augurio caro a tutte le mamme, un ricordo alle mamme defunte sempre vive ed eterne nel cuore dei figli e a tutte coloro che nel silenzio dell’amore, sostengono la nostra opera, crescendo a distanza tanti figli, che grazie a loro possono pian piano incamminarsi nella vita. Padre Carlo


Le mamme da festeggiare... e aiutare

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a figura della mamma resta centrale nella società e nella nostra storia. “Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”,- è consuetudine dire -. Ma dietro grandi uomini ci sono spesso grandi mamme. L’anello di raccordo della famiglia, nel corso dei secoli, ha visto il suo ruolo, assumere un livello d’importanza sempre maggiore. È certo che si tratta anche della figura maggiormente “sfruttata”, spesso nel triplice ruolo di addetta alle faccende domestiche, di educatrice e di lavoratrice, Carichi di lavoro che richiedono la necessaria collaborazione degli altri attori della cerchia familiare, pena la difficoltà della gestione della “Cosa Domestica”. La mamma resta la più generosa e impegnata in quell’attività dura e all’insegna della routine, ma ora non si può lasciarla “sola”. Colei che trasmette la vita, la depositaria della comprensione e del maggior dialogo nei confronti dei figli, deve essere meritevole della Collaborazione, quella con C maiuscola. Non più, dunque una solitaria “sgobbona”, che deve aiutare nello svolgimento dei compiti, deve cucinare, stirare e tirare la carretta per tutti.

Ma una padrona di casa che viene amata e supportata, aiutata e gratificata. Certo, un altro tipo di collaborazione per le mamme di oggi dovrebbe arrivare dallo Stato: soprattutto al Sud, sono ancora troppo pochi gli investimenti per gli asili nido, che favorirebbero un alleggerimento per le mamme che vogliono continuare a vivere questa splendida esperienza, ma sono anche bisognose d’aiuto per crescere quei bambini, unitamente al desiderio di sentirsi realizzate e gratificate, professionalmente. Ognuno di noi associa ricordi dell’infanzia con l’immagine di una mamma che in ogni momento della vita e della crescita, e poi anche dell’età adulta, si accosta nel cammino con i suoi consigli, il suo amore, il suo sostegno. In questo numero ci uniamo alla celebrazione di questa figura che si collega inevitabilmente alla “Madre di tutte le genti”, la Madonna, la vera Mamma, Colei che sovrintende alle mamme del mondo terreno e protegge i figli, suoi e di quelle. Ancora un aiuto, dunque, decisivo e importante, possiamo dare alle mamme di oggi: la preghiera per loro, presso la Mamma per eccellenza.

Giovanni Ronco


Maria... Madre... Maestra

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n giorno, una voce si levò dalla folla e rivolgendosi a Gesù disse: ”Benedetto il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato” (Lc 11,27). Nel grido, di lode rivolto a Gesù, si comprende l’eccellenza della Madre. Maria viene considerata nella pienezza della sua umanità. Viene esaltata perché donna, perché madre, perché creatura umana eccellente. Ha raggiunto la dignità di sede del divino. Ha vissuto il rapporto vitale con Gesù. Ha assimilato la perfezione insegnata e proposta dal Figlio a tutti gli uomini. Si è meritato il titolo di grande Maestra. Da prima discepola è diventata sublime Maestra. Non insegna una nuova dottrina, ma esorta e insegna a conoscere e seguire Gesù. Alla scuola di tale Madre e Mae-

stra, si arriva a Gesù. Nella sua vita ha ascoltato e obbedito alla voce dell’Angelo. Durante la sua vita ha seguito e imitato Gesù. Sarà Gesù a tessere l’elogio della Madre quando porta la beatitudine non nell’ordine di una maternità fisica ma nella sua capacità di credere:” Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la custodiscono”(Lc 11,28). Al termine della sua missione terrena Gesù esorta la Madre a continuare la sua missione e nello stesso tempo esorta i suoi discepoli ad accoglierla nella propria casa e a porsi alla sua scuola di fedeltà e di umiltà. “Ha guardati alla piccolezza, alla povertà della sua serva”, questo pensa Maria di sè e facendo il vuoto in sé, svuotandosi di sé, accoglie il tutto. Come Maria, guardiamo per ammirare, ascoltiamo per capire, osserviamo per penetrare più a fondo il divino mistero dell’Amore di Dio.


Non abbiate paura...

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uando Dio Amore, apre il suo Cuore, scaturiscono per noi parole di amore, di fiducia: “Non abbiate paura”. E’ stato così per Maria, che meravigliata e sorpresa ha accettato di diventare la Madre del Salvatore. Maria confida, non perché vede chiaramente, ma nella penombra di un Dio che le ha toccato il cuore, Maria compie il suo pellegrinaggio nella Fede. Quando Dio apre il suo Cuore, la luce dissipa le tenebre, rivela una promessa di misericordia al cuore di chi lo accoglie. Maria sa che la voce che le dice: “Non temere”, è la voce di chi riscalda il cuore con quell’Amore che Egli è. Questo Cuore riscaldato di amore, si offre ai tre pastorelli a Fatima. All’ombra del leccio siamo invitati dal Cuore materno a ricordare che il Cuore di Dio è tra noi, che questa è la ragione per cui non dobbiamo avere paura. Il Cuore ardente di Maria, infiamma il cuore dei tre fanciulli. Giacinta diceva di sentire un fuoco nel petto,ma che non sapeva come non si bruciasse. Francesco, anche lui sosteneva di ardere dell’Amore di Dio, senza bruciarsi. Per Lucia il Cuore diventa il sigillo

della promessa di Dio: “Non ti scoraggiare, non ti abbandonerò mai”. Quando Dio apre il suo Cuore scaturiscono desideri di infinito, e viene narrata una storia di grazia e di misericordia. Chi, come Maria, ha il cuore innamorato di Dio non ha altro desiderio se non quello di far risplendere la sua luce davanti agli uomini.

Alla Mamma E’ la prima che in sé ha sentito il tuo cuore ed è lei che da sempre ti ha dato il suo amore. Amore gratuito, silenzioso lei ti guarda, ti ascolta con il suo viso armonioso lei ti ama anche quando, tu le dai un dolore lei ti ama soltanto e non prova rancore e anche quando i capelli sono ormai tutti bianchi e non c’è tempo per lei perché siamo sempre “stanchi” lei da sola rimane coi suoi dolci ricordi e ti ama ugualmente, anche se te ne scordi. Lei ti ama così, senza chiedere nulla perché una mamma per sempre nel suo cuore ha una culla. Pina De Palo


La Fede e...la vita quotidiana

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a fede non è un abito da indossare in determinate occasioni, ma è una luce e una forza che permea tutta la vita, trasforma il nostro modo di pensare, di sentire, di agire, di essere. Come sposi, la fede porta ad assumere una concezione cristiana del matrimonio e della famiglia, a considerare l’amore coniugale come segno e strumento dell’Amore di Dio che ne è l’origine e il modello. Come genitori, la fede porta a considerarsi rappresentanti della paternità e maternità di Dio e a prendersi cura dei figli, come Dio si prende cura di noi. Come insegnanti,la fede porta ad educare e formare ogni discepolo alla libertà, alla scoperta delle potenzialità da sviluppare, da far fruttificare. Come lavoratori, la fede porta ad affermare la centralità della persona umana e la sua superiorità sulla logica del profitto. In una società in cui il denaro conta più del lavoro, l’impegno dell’uomo di fede è quello di riaffermare la giustizia e la solidarietà, vivendo il lavoro come spazio di fraternità. Come giovani, la fede porta a coltivare la “speranza che non delude”, a coltivare l’amore contro ogni forma di egoismo, a coltivare ideali grandi. Come donne, la fede porta a scoprire il “genio femminile”, segno di accoglienza, delicatezza, capaci di immettere dinamiche di amore in questa società.

Come politici ed economisti, la fede fa comprendere che l’attuale degrado è frutto appunto della mancanza della fede. Senza la fede, l’etica manca di un saldo fondamento, la politica perde la sua anima, l’economia assoggetta gli uomini e li lascia in balia delle leggi di mercato, determinando crisi e disastri sociali. Con gli occhi della fede scopriamo che nei poveri nei malati, nei terremotati, nei sofferenti è presente Cristo. Questa fede ci spinge alla solidarietà, alla vicinanza spirituale e alla lotta contro ogni forma di male.


LA PASSIONE...VISSUTA COL CUORE

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così che è stata vissuta dai nostri ragazzi e giovani, la Passione di Gesù rappresentata con devozione e un certo misticismo, la sera della Domenica delle Palme. Non un fatto a sé stante, ma un tassello del cammino spirituale di questi ragazzi che efficacemente sollecitati da esperti animatori, hanno saputo tirare fuori da sé ciò che di nobile e bello hanno custodito nel cuore per metterlo al servizio della comunità. Infatti essi sono stati capaci di regalare al foltissimo pubblico intervenuto, momenti bellissimi di raccoglimento e preghiera, sentimenti di commozione e di bene che si sono diffusi nei cuori di

tutti per il silenzio e il raccoglimento con cui hanno vissuto questo evento fondamentale della nostra Redenzione. Varie scene debitamente allestite hanno fatto da supporto alla sacra rappresentazione che passando dall’ingresso di Gesù a Gerusalemme, l’Ultima Cena, il tradimento di Giuda, la flagellazione ha trovato il suo commovente culmine

nella crocifissione e nella deposizione del corpo di Cristo morto nelle braccia della sua Mamma, addolorata ma non disperata, perché aperta alla Speranza della Resurrezione.


UNIONE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI O Dio Tu ci hai fatto dono di Maria, che ai tre pastorelli a Fatima ha chiesto di pregare per la conversione dei peccatori, di fare penitenza per la salvezza delle anime, Ti preghiamo per Sua intercessione e per intercessione di Sant’Annibale Maria Di Francia, che hai chiamato ad essere padre degli orfani e dei poveri e apostolo delle vocazioni, di mandare nella Tua Chiesa operai santi, apostoli capaci di annunciare la Tua Parola di perdono e pace. Amen.

Scrivere sempre ben chiaro e completo il vostro indirizzo, non dimenticando il codice di avviamento postale della vostra città. *** Segnalare se si ricevono più copie della stessa rivista. *** Chi desidera può inviarci indirizzi di amici e parenti a cui inviare gratuitamente la nostra rivista. *** Chi desidera può inviarci il proprio indirizzo di posta elettronica per una più celere corrispondenza.

Carissimi amici e benefattori, vi preghiamo di continuare a sostenerci in questa opera, verso i fanciulli in particolare stato di necessità, indirizzata alla cura della persona, al recupero scolastico, fornendo educatori, materiale didattico, alla sana e corretta alimentazione, dispensando pranzo e merenda, allo sport e tempo libero, ai laboratori idonei ad evidenziare e sviluppare le capacità artistiche degli stessi fanciulli. Grazie di cuore.

Amico lettore, per aiutarci nella nostra opera con donazioni, offerte, ecc., si consiglia di utilizzare le forme di bonifico postale o bancario, secondo le coordinate qui sotto specificate. Per lasciti a nostro sostegno si prega di utilizzare la seguente dicitura: “Lascio (o dono) all’Istituto Antoniano Maschile dei Padri Rogazionisti di Trani, Via Sant’Annibale Maria Di Francia, 133 per le proprie opere caritative”. Per maggiori informazioni rivolgersi al Direttore telefonando ai numeri sottoelencati oppure usando l’indirizzo e-mail: rogtrani@libero.it Il suo indirizzo è custodito nell’archivio elettronico di questo Istituto, e nel rispetto di quanto stabilito dalla legge D.Lgs 196/2003 sulla tutela dei dati personali, la informiamo che gli indirizzi dei benefattori sono esclusivamente utilizzati per l’invio di questa rivista e che non saranno oggetto di comunicazione o diffusione a terzi e che in qualsiasi momento potrà esercitare il dirito di modifica o cancellazione chiamando i numeri telefonici o utilizzando l’indirizzo di posta elettronica sotto riportati. Grazie di cuore. Opera Madonna di Fatima - Via Sant’Annibale M. Di Francia, 133 - 76125 TRANI Centro Socio-Educativo - Tel. 0883 507133 / 580120 - Fax 0883 492505 indirizzo e-mail: info@rogazionistitrani.it - sito web: http://www.rogazionistitrani.it - Casella Postale 550 - C.C.P. n° 996702 Banco Posta - Codice IBAN: IT55 N076 0104 0000 0000 0996 702 - codice BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX Banca Prossima - Codice IBAN: IT12 U033 5901 6001 0000 0012 254 - codice BIC/SWIFT: BCITITMX


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