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PERIODICO DI CULTURA E D'INFORMAZIONE SOCIALE E RELIGIOSA - Direttore resp.: P. VITO MAGNO - Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 - Aut. GIPA/C/AV 34/2012 - Reg. Trib. di Trani - n° 13 del 31 Gennaio 1949 Iscrizione ROC n. 5853 del 19.03.2012 Tassa Pagata/Taxe perçeu/ - Stampa Valsele Tipografica - Anno 63 - n. 7 - novembre 2012

Beati gli operatori di pace

(Mt 5,9)


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arissimi/e, un anno nuovo si apre davanti ai nostri occhi, ai nostri progetti, a tutte le nostre buone intenzioni di bene. Nuove possibilità ci verranno offerte per crescere e far crescere tutto ciò che ci circonda. Beati gli operatori di pace, è il tema dell’ottavo messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace, ispirandosi ad una delle otto Beatitudini proclamate da Gesù.   Gli operatori di pace di cui parla Gesù, non sono quelli che amano la tranquillità, non sopportano le dispute e si manifestano per natura loro concilianti, per non avere noie, per essere lasciati in pace. Gli operatori di pace non sono nemmeno quelle brave persone che, fidandosi di Dio, non reagiscono quando sono provocate o offese. Gli operatori di pace sono coloro che la possiedono nel cuore e la diffondono anzitutto nel proprio comportamento di ogni istante, vivendo in accordo con Dio e facendo la sua volontà. Gli operatori di pace si sforzano poi di crea-re legami, di stabilire rapporti fra le persone, appianando tensioni, smontando lo stato di guerra fredda che incontrano in tanti ambienti di famiglia, di condominio,di lavoro, di scuola, di sport, fra le nazioni, ecc. Se vivi in una comunità hai osservato certamente quanti piccoli e grandi dissapori nascono e si alimentano. La

televisione, il giornale, la radio ti dicono ogni giorno come il mondo è un immenso ospedale e le nazioni sono spesso grandi malate che avrebbero estremo bisogno di operatori di pace per sanare rapporti spesso tesi e insostenibili che rappresentano minacce di guerra, quando essa non è già in atto. La pace è un aspetto caratteristico dei rapporti tipicamente cristiani, sono rapporti di sincero amore senza falsità né inganno, senza alcuna forma di implicita violenza o di rivalità o di concorrenza o di egocentrismo. Lavorare e stabilire simili rapporti nel mondo è un fatto rivoluzionario. Le relazioni che esistono nelle società sono infatti generalmente di tutt’altro tenore e, purtroppo, rimangono spesso immutate. Gesù sapeva che la convivenza umana era tale e per questo ha chiesto ai sui discepoli di far sempre il primo passo, senza aspettare l’iniziativa e la risposta dell’altro, senza pretendere la reciprocità: “Io vi dico: amate i vostri nemici... Se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?”. Sempre grazie. Padre Carlo


Senza Pace (e Perdono) siamo solo “giocolieri”

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n un momento tanto delicato per gli equilibri internazionali, col ritorno delle tensioni tra Israele e Palestina, ed il perdurare della situazione critica e assurda in Siria, diventa particolarmente importante pregare per la Pace. Pregare per la Pace e operare per la Pace, ecco un modo efficace per coniugare due azioni che il Vangelo c’invita a compiere per essere effettivamente “Beati”. Oggi il dono della Pace, non viene abbastanza tutelato o apprezzato. Col prevalere degli interessi economici, nella corsa del possesso di cose e beni, spesso viene sacrificata, in nome di quella corsa al potere e all’accaparramento. A livello politico la Ragion di Stato sovente porta a mettere in secondo piano questo bene, in nome di un compromesso tra popoli o tra capi di Stato per un interesse economico: il petrolio per esempio. E quante famiglie perdono la Pace per una eredità o per motivi d’orgoglio personale da tutelare? Insomma, sulla bilancia degli uomini, c’è sempre un secondo termine di paragone terreno, materiale, basso, che finisce per penalizzare il primo, la Pace, appunto. Senza quest’ultima, non è possibile avviare o rilanciare nessun tipo di rapporto tra gli uomini: le tensioni portate dalla mancanza di Pace, pregiudicano ogni percorso: professionale, affettivo, culturale. Un luogo di lavoro senza pace è poco produttivo; una scuola in cui manca la pace e la serenità dei rapporti regredirà sia nel funzionamento generale, sia nella qualità della trasmissione del sapere da docenti ad alunni; una coppia di sposi senza pace rovine-

rà la propria vita e quella dei figli, che a loro volta riprodurranno nelle proprie future famiglie, quegli atteggiamenti di tensione e violenza. Non si riflette mai su questo aspetto: si parla sempre di pace come qualcosa di astratto, ma non si fa mai notare, come, nel concreto, questa, se mantenuta, tutelata e promossa, possa essere portatrice a sua volta di effettivi e concreti risultati nella vita d’ogni giorno. Una chiave decisiva però, per aprire le porte della Pace è il perdono. Senza capacità di perdono, il cristiano sarebbe come quei calciatori cosiddetti “giocolieri”, bravissimi nei colpi di tacco o tanti altri virtuosismi, ma che fanno pochi gol, quindi poco utili alla squadra. Giovanni Ronco


Beati gli operatori di pace

"B

eati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio » (Mt 5,9). La beatitudine di Gesù dice che la pace è dono di Dio e allo stesso tempo opera dell'uomo. La pace concerne l’integrità della persona umana ed implica il coinvolgimento di tutto l’uomo nella sua relazione con Dio, con se stessi e con gli altri e il creato. La realizzazione della pace dipende soprattutto dal riconoscimento di essere, in Dio, un’unica famiglia umana, e dall'impegno di tutti a realizzare il bene comune. Operatori di pace sono coloro che amano, difendono e promuovono: 1) la vita nella sua integralità. La vita in pienezza è il vertice della pace. Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita. 2) la struttura naturale del matrimonio quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano. 3) la libertà religiosa, come libertà da obblighi e costrizioni circa la libertà di

scegliere la propria religione, come libertà di testimoniare la propria religione, di annunciare e comunicare il suo insegnamento. 4) il diritto al lavoro, minacciato da leggi di mercato, tesi al conseguimento di soli interessi economici e finanziari privati. 5) il bene della pace mediante un nuovo modello di sviluppo e di economia. Sviluppo integrale, solidale e sostenibile, che esige una corretta scala di beni-valori, che è possibile strutturare avendo Dio come riferimento ultimo. 6) una cultura di pace. Nella famiglia e nelle sane istituzioni nascono e crescono gli operatori di pace, i futuri promotori di una cultura della vita e dell’amore. In questo immenso compito di educazione alla pace sono coinvolte in particolare le comunità religiose. La Chiesa si sente partecipe di una così grande responsabilità ee compito. L’incontro con Gesù Cristo plasma gli operatori di pace impegnandoli alla comunione e al superamento dell’ingiustizia. Il mondo ha bisogno di Dio che dona la pace.


LA CRISI DELLA FEDE

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a crisi della fede è drammatica e ha portato con sé, come conseguenza, una profonda incertezza nell’uomo stesso, trasformandosi per molti versi in quelle forme di indifferenza, di individualismo, che sono spesso presenti nella società contemporanea, da cui purtroppo non si devono neanche escludere le diverse forme di cinismo, che essendo prive di ogni criterio etico e morale hanno portato a quella grande crisi finanziaria ed economica che attanaglia il mondo intero. Nello scorso mese di ottobre, si è aperto l’Anno della Fede che si propone diversi obiettivi: 1) Prendere coscienza e consapevolezza della responsabilità che abbiamo come credenti. 2) Essere profondamente evangelizzatori verso coloro che sono purtroppo diventati indifferenti, agnostici o che dicono troppo facilmente “sono cristiano, ma non praticante”, senza rendersi conto della grave contraddizione che questa espressione esprime. Infatti il cristiano per sua stessa natura è colui che partecipa, è colui che vive della vita della comunità cristiana, della vita della Chiesa. 3) Essere “sale della terra e luce del mondo” per quanti sono ancora più lontani, ma desiderano probabilmente trovare ancora delle persone che sono capaci di annunciare l’amore di Dio. Se siamo cristiani “non è un caso”, perché l’azione della grazia di Dio ha agito in noi, ci ha scelti, ci ha eletti per questa grande missione. Abbiamo bisogno della fede istante per istante, momento per momento.

A noi è richiesto di essere umili, di essere bambini perché ai superbi Dio resiste, agli umili concede la sua grazia. Chiediamo a sant’Antonio, che per puro dono ha preso in braccio Gesù Bambino e da Gesù bambino è stato portato, di essere come bambini. La Madonna,che a Fatima ha chiesto a tre pastorelli-bambini se volevano donare la propria vita, e chiede anche a noi di essere consapevoli della grande scelta della fede cristiana, che è quella di assumere in pienezza la responsabilità di essere annunciatori del Vangelo, ci assista.


GUERRA E PACE

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a Pace! Tutti la desideriamo. Abbiamo bisogno della pace nelle famiglie; nelle relazioni e nell’amicizia; nel mondo giovanile e nelle istituzioni; nel lavoro, nel quartiere; nelle nostre chiese. Quante guerre attorno a noi! Non soltanto quelle di cui ci parla la tv, ma, le guerre che si scatenano nella nostra vita di ogni giorno. Perché tante guerre, attorno a noi? Perché nel cuore dell’uomo non c’è pace. Tutte le guerre partono dal cuore dell’uomo, non in pace con se stesso. L’uomo non è in pace con se stesso, quando mette Dio, fuori dal proprio cuore. Senza Dio, l’uomo non può essere felice. Non sentendosi fe-lice, comincia a cercare la felicità ovunque e, talvolta, ha l’impressione di trovarla. Tutto, però, lo lascia insoddisfatto. Il cuore dell’uomo, così, entra in una inquietudine senza fine e perde la sua pace. Il suo cuore diventa un cuore in guerra per superare gli altri, per estorcere dagli altri, per sottomettere gli altri. La guerra del cuore, così, si estende alla famiglia, al lavoro, alle relazioni, al quartiere, alla

chiesa. Tutto, soltanto perché si è cercata la felicità laddove non si poteva trovarla. Gesù è la felicità che noi cerchiamo. Colui che accoglie Gesù nella propria vita è felice e, trovata la felicità, sentirà il suo cuore nella pace. Il suo cuore in pace sarà in grado di diffondere attorno a sé nient’altro che la pace. Nessuna mamma muoverà più guerra contro il proprio bambino. Nessun malato muoverà più guerra contro se stesso, inneggiando alla vita, ma procurandosi la morte. Nessun tribunale muoverà più guerra contro l’ingiustizia, condannando a morte il criminale. Nessuna chiesa muoverà più guerra al proprio Cristo.


Sagra della castagna

E’

stata veramente, una serata all’insegna dell’amicizia e della fraternità, quella vissuta dalla comunità dei fedeli del nostro SantuarioParrocchia, in occasione della sagra della castagna. Non si è trattato solo di assaporare gustose castagne accompagnate da un ottimo vino novello, ma il pregio della serata è stao in tutto quello che l’ha preceduta e prepa-

rata. Decine di volontari a gara hanno organizzato il tutto con amore e gratuità, allo scopo di poter trascorrere in sana distensione alcune ore della sera, così bella e mite anche dal punto di vista metereologico. Si sa che lavorando insieme e in armonia si cresce nella stima e nella collaborazione, scopo ultimo di tutto. Una perfetta organizzazione e un assortito gruppo musicale, fatto an-

che questo in casa, hanno reso questa serata davvero gradevole.

Virgo Fidelis

il 21 novembre in ricordo della Presentazione di Maria al Tempio, della sua suprema consacrazione a Dio e congiuntamente, della gloriosa giornata di Culquaber, in cui un battaglione di Carabinieri, divampando in Africa Ori-

entale l’ultima guerra, il 21 novembre, affrontò tutto intero il supremo sacrificio. E così, che annualmente il 21 novembre, i Carabinieri celebrano la loro Celeste Patrona, la Virgo Fidelis appunto.

A

nche quest’anno nel nostro Santuario, il giorno 21 novembre, si è celebrata, con una celebrazione eucaristica, con la presenza di diversi componenti in servizio e a riposo, la Virgo Fidelis , protettrice dell’Arma dei Carabinieri. Era l’11 novembre 1949, quando il Sommo Pontefice Pio XII, proclamava la vergine Santissima con il titolo di Virgo Fidelis, protettrice dell’Arma e ne stabiliva la celebrazione appunto


UNIONE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI O Dio Tu ci hai fatto dono di Maria, che ai tre pastorelli a Fatima ha chiesto di pregare per la conversione dei peccatori, di fare penitenza per la salvezza delle anime, Ti preghiamo per Sua intercessione e per intercessione di Sant’Annibale Maria Di Francia, che hai chiamato ad essere padre degli orfani e dei poveri e apostolo delle vocazioni, di mandare nella Tua Chiesa operai santi, apostoli capaci di annunciare la Tua Parola di perdono e pace. Amen.

Scrivere sempre ben chiaro e completo il vostro indirizzo, non dimenticando il codice di avviamento postale della vostra città. *** Segnalare se si ricevono più copie della stessa rivista. *** Chi desidera può inviarci indirizzi di amici e parenti a cui inviare gratuitamente la nostra rivista. *** Chi desidera può inviarci il proprio indirizzo di posta elettronica per una più celere corrispondenza.

SOGNO DI PACE Un tetto di legno, ma non è una dimora un camino che fuma e ogni vita divora. Un vestito a strisce, che non è un pigiama un volto di bimbo che nessuno più ama. Lui sogna il cielo che sia azzurro e non nero. Lui sogna un prato ma senza filo spinato. Lui sogna ancora un abbraccio d’amore che gli dia ancora fiducia nel cuore. Lui sogna la pace in tutta la terra, perché ogni bambino non viva mai più la guerra. Pina De Palo

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