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PIANIFICAZIONE E ORGANIZZAZIONE DI UN INTERA STAGIONE DI PESCA 2° parte By Matteo Petrassi RH Italy Team Dopo aver parlato delle prime due varianti da tenere in considerazione per la buona riuscita di una stagione, passiamo alla parte più pratica, ovvero la realizzazione e lo stoccaggio delle esche e la scelta dei giusti materiali da utilizzare. 3- ESCHE In lunghe campagne di pasturazione organizzarsi al meglio per quello che riguarda la preparazione e lo stoccaggio delle nostre esche è di fondamentale importanza, infatti la possibilità di rimanere senza boiles, senza una farina o senza aromi è per me inconcepibile in quanto ciò ci obbligherebbe a interrompere la nostra pasturazione o a cambiare il tipo di esche. Per evitare ciò preferisco sfruttare questi periodi in cui pesco di meno per organizzarmi al meglio e fare scorta di liquidi e farine, in modo che durante i mesi migliori dovrò pensare solo ad acquistare le uova e rullare nel caso finisco le mie scorte. Una volta prese le farine preparo grosse quantità di mix che tengo in secchi o bidoni ermetici per i mesi successivi, questo li mantiene freschi e lontani dall’umidità.

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Stivato il nostro mix dovremmo pensare al rullaggio, anni fa ero solito prepararmi 10-15 chili di boiles alla volta, rullando quindi ogni settimana, ma con il diminuire del tempo libero, preferisco organizzarmi una giornata intera prima dell’inizio della pasturazione e prepararmi una buona scorta di esche e poi magari rimetterci le mani una seconda volta dopo 6-7 settimane per farne una seconda sfornata, in questo modo non dovrò rinunciare a una sessione di pesca e non dovrò impazzire per riuscire a far combaciare pasturazione, rullaggio e altri impegni durante una settimana. Rullare 50-70 chili di mix in un unico giorno è una bella faticata, l’ho fatto anche da solo più volte, ma è preferibile essere almeno in due per ridurre il tempo e la fatica. Anche essendo in due bisognerà comunque avere uno spazio apposito e una buona attrezzatura per ridurre i tempi e aumentare la produzione. Fondamentale è una pistola pneumatica capiente, ad oggi ce ne sono di ottime a 100-150 euro e con capienze di tutto rispetto (se ripenso a quando usavo la tecnipeche da 6 etti mi vengono i brividi !!),senza pistola pneumatica è impensabile rullare più di 10 chili di mix a meno che non si vogliano fare esche quadrate…questa soluzione ci permette infatti di fare buone quantità di boiles senza bisogno di attrezzatura per rullare e in fiume avremo anche notevoli vantaggi per quanto riguarda la corrente. Un’altra cosa fondamentale è un trapano per impastare o ancora meglio un’impastatrice da fornaio, nel primo caso saremo costretti a dare un’ultima impastata a mano al nostro mix per farlo tirare a dovere, nel secondo caso il mix uscirà pronto per essere rollato. Reputo questi attrezzi fondamentali perché a mano bisognerà fare tanti piccoli impasti da 30 uova alla volta che ci porteranno via moltissimo tempo riducendo drasticamente la quantità finale giornaliera. Dato che a me capita di rullare anche da solo, 4-5 anni fa mi sono organizzato con una rullatrice elettrica che riduce ancora di più i tempi e dimezza la fatica, ma per anni ho utilizzato le tavole in palstica o in legno e il risultato era lo stesso !!

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Sempre restando nell’ottica di massimizzare la produzione e ridurre i tempi, molti sono convinti che la cottura a mollo sia più veloce e meno dispendiosa rispetto a quella a vapore, io sono anni che mi sono convinto del contrario, tant’è che non ricordo più l’ultima volta che ho cotto in acqua…saranno passati oramai quasi 10 anni !! La cottura a vapore infatti, oltre ai ben noti benefici di mantenimento delle caratteristiche olfattive e nutritive, è secondo me meno dispendiosa per quanto riguarda il consumo di gas (pensate a quanto ci vuole a far bollire un pentolone d’acqua…), più veloce dato, che con un minimo di organizzazione si riesce a cuocere 10 chili di esche a volta, inoltre se la vaporiera è ben pulita (altrimenti lo sporco si brucia) è possibile dare una prima veloce asciugata alle boiles accendendo il fornello sotto la vaporiera chiusa senza mettere acqua, in questo modo mantenendo la fiamma bassa, la temperatura sale velocemente a 35-40 gradi, a questo punto spegneremo il fornello e lasceremo le nostre esche all’interno per qualche minuto in modo da eliminare la prima umidità esterna e ridurre drasticamente il rischio muffa. L’ultima fase è quella dello stoccaggio, io personalmente mi sono organizzato con 10 telai in legno 100x50 con rete metallica 1x1 che mi permettono di lasciare ad asciugare anche 50 chili di boiles, molti utilizzano le cassette per la frutta che sono altrettanto funzionali e meno dispendiose, ma occupano un sacco di spazio in più. Io inoltre ho la fortuna di avere un garage molto asciutto quindi una volta messe sulle reti le boiles le lascio asciugare per qualche settimana, con la sola accortezza di girarle di tanto in tanto per evitare che i punti di contatto con il legno restino più umidi con conseguente fuoriuscita di muffa.

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Dopo 3-4 settimane trasferisco le boiles in reti a sacco (le nasse per le trote o i carpsack sono perfetti) e le lascio indurire finchè non le uso, a tanti non piace questa soluzione, ma le esche dure mi allontanano il pesciame o comunque resistono di più al loro attacco.

Nel caso non abbiate un posto asciutto dove mantenere le boiles per lunghi periodi potete usare il conservante e dopo 7-10 giorni di asciugatura riporle nei secchi senza paura che muffino o, se volete evitare quest’ultimo, congelarle. Ci sarebbe anche il sottovuoto come sistema di stoccaggio delle boiles, ma secondo me è troppo lungo e dispendioso come processo quindi non l’ho mai provato e non so quanto effettivamente sia efficace.

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4- SCELTA DELLA GIUSTA ATTREZZATURA Una volta scelto lo spot le esche e il tipo di pasturazione, ci saranno da fare delle considerazioni riguardo il tipo di attrezzatura da utilizzare, soprattutto per quello che riguarda gli ultimi metri delle nostre lenze. In funzione del tipo di pesca che andremo a fare, a lancio o calando, in presenza di ostacoli o sul pulito, ci troveremo a dover scegliere la lenza da caricare sui nostri mulinelli, chiaramente nel primo e terzo caso preferirei un nylon dello 0,30 0,35 o 0,40 e nel secondo una buona treccia da almeno 30-40 lb.

Ci sarà poi da scegliere cosa mettere negli ultimi metri delle nostre bobine e in questo caso la scelta è influenzata da più fattori, ad esempio pescando in fiume, se ho bisogno di lanciare lungo, utilizzo 7 massimo 8 metri di shock leader dello 0,50 mentre se mi trovo a dover pescare in una pietraia a lunga distanza utilizzerò sicuramente una treccia ma gli ultimi 50 metri saranno in nylon dello 0,60 o 0,70, la treccia come shock leader la utilizzo solo in presenza di alghe e vegetazione acquatica, solitamente ne uso 12-15 metri in diametri sostenuti che vanno dalle 50 alle 100 lb, può sembrare una dimensione esagerata dato che basta una treccia più sottile per recidere le alghe ma preferisco non rischiare in quanto se questa entra a contatto con delle pietre ha pochissima resistenza.

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Una cosa fondamentale, se si pesca su fondali ingombri di ostacoli, è portare con se sempre almeno una bobina nuova dello shock leader che si stà utilizzando, in quanto essendo una delle parti più a rischio della nostra lenza, è buona norma sostituirlo come comincia a rovinarsi e comunque avere una discreta quantità di scorta ci permetterà di pescare sempre al top anche dopo un eventuale rottura. Questa cosa dovrebbe valere per ogni sessione di pesca, ma varrà ancor di più se si “cura” a dovere il posto in quanto probabilmente il numero di partenze crescerà parecchio !! Parliamo in fine dell’ultimo metro di lenza, come anti-tangle solitamente utilizzo leadcore ricoperto o nylon di grosse dimensioni, in entrambi i casi tendo a prepararne una decina per tipo onde evitare il rischio di restare senza a causa di una rottura o di una sfregatura su di una roccia. La lunghezza può variare dai 70 cm nel caso in cui pesco a lancio, fino ad arrivare a 150160 per situazioni più gravose. Ultimi ma non per importanza ci sono i terminali, su questo argomento ci sarebbe da scrivere un poema dato che ce ne sono moltissimi tipi e ognuno ha le sue convinzioni in merito. Io negli anni ho provato molte soluzioni, dagli stiff rig al whity pool, dai D-rig al line aligner con parecchie tipologie e dimensioni di ami, alla fine ho trovato 2-3 tipologie di terminali con le quali riesco a coprire un po’ tutte le situazioni di pesca e che difficilmente mi hanno tradito.

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Per le pop-up mi affido a 2 terminali entrambi D-rig ma un po’ differenti tra loro, uno completamente in treccia, con D in nylon dello 0,60 o 0,70, mentre l’altro è un combi rig composto da treccia da 50 lb e 5-6 cm di fluorocarbon fluorod dello 0,45. Per le affondanti invece mi affido ad un blow back rig che ha alcune particolarità, in primis il fatto di sostituire il classico capello con l’asola, con un capello molto morbido a cui è legato un anellino, un’altra particolarità è quella di utilizzare una treccia guainata e lasciare 1,5-2 cm di treccia che fuoriesce dall’occhiello per avere una miglior rotazione dell’amo in fase di allamata. Anche per i terminali vale lo stesso discorso degli anti-tangle, ovvero prepararne un po’ da avere di scorta in quanto, si presuppone, che pasturando uno spot si utilizzino sempre boiles dello stesso diametro, quindi non servirà averne 20 diversi ma ne basteranno 4-5 per pop-up e 4-5 per affondante, inoltre in questo modo possiamo permetterci di portare con noi in barca sempre un paio di terminali già innescati da sostituire direttamente in barca senza dover tornare a riva per rinnescare e quindi senza disturbare due volte lo spot di pesca e risparmiando una notevole quantità di batteria nel caso si peschi a lunga distanza. Ho parlato della scelta dell’attrezzatura da utilizzare perché credo che sia una buona regola (o almeno, per me lo è…), iniziare la stagione con una buona scorta di minuteria in modo da non rischiare di restare senza durante una sessione, e poi in fiera si trovano sempre tante belle occasioni !!

Matteo Petrassi Rod Hutchinson Team Italy www.rodhutchinson.co.uk


THE REAL FISHING feb/mar/apr 2013 PIANIFICAZIONE DELLA STAGIONE parte 2°