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Euro

N. 53 Gennaio 2009 / Rodeo italia. Distribuzione Me.Pe. — Spedizione in a.p. -70% — Milano / 3,00 Euro Mensile di Moda e Cultura Contemporanea

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Menswear Issue Arte

saatchi gallery Design

maison martin margiela Fotografia

michael corridore Moda

dead meat / fuck$imile / volta / roberto cavalli Musica

hilfiger sessions

2 Calendario

POSTER DI PIN-UP

Riccardo Tisci L’uomo Di Givenchy L’uomo Di Givenchy

ISSN 1971050x

Rodeo M aga zi n e GENNAIO


Š 2009 adidas AG. adidas, the Trefoil, and the 3-Stripes mark are registered trademarks of the adidas Group.

adidas.com/originals


ISSUE/N 53 10 Rodeo i ta l i a N. 53 GENNAIO 20 09

Editorial Director Daniele Bossari daniele@rodeomagazine.net

Creative Director Tim McIntyre tim@rodeomagazine.net

Editor in Chief Leo Mansueto leo@rodeomagazine.net

­ — Art Director Francesco Petroni

Givenchy p. 28

francesco@rodeomagazine.net

Contributing Music & Cinema Editor Tommaso Toma tommaso@rodeomagazine.net

Senior Fashion Editor Marcelo Burlon marcelo@rodeomagazine.net

Fashion Assistant Andrea Pappalettera andrea@rodeomagazine.net

Contributing Beauty Editor Ian Radolovich ian@rodeomagazine.net

Web & Special Projects Pier Mario Simula web@rodeomagazine.net Escape p. 50

Intern Didier Falzone — Contributors Gisella Borioli, Angelo Flaccavento, Jermaine Francis, Marcus Mam, Franca Mazzei, Matteo Montanari, Cristiano Morroy, Carlo Prada, Alberto Pellegrinet, Stefano Roncato, Pier Mario Simula, Vicky Trombetta, Inez Van Lamswerde & Vinoodh Matadin, Lotta Volkova Adam. — Advertising Francesco Di Carlo fdicarlo@rodeomagazine.net Administration Connie Helena Vona connie@rodeomagazine.net

Maison Martin Margiela p. 18

Chief Operating Officer Per Tegelöf per@rodeomagazine.net Publisher Simona Varchi simona@rodeomagazine.net — Rodeo Italy Srl Superstudio, via Forcella 13, 20144 Milano T +39 02 8940 5560 – www.rodeomagazine.it Fotolito Mygraph, via S. da Vimercate 27/5, Milano Printed by Arti Grafiche Mario Bazzi, via Console Flaminio 1, Milano Red Hot and Cold p. 56

Direttore Responsabile Leo Mansueto Reg. Tribunale di Milano n. 538 del 24/09/03

I N C O P E R T I N A Riccardo Tisci, fotografato da Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin.

Saatchi Gallery p. 16

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NËš53/INDICE 12

14 16 18 19 20 22 24 26 28 41 46 48 50 56 70 80 82

Menswear Issue

Calendario Arte Saatchi a Londra Design Maison Martin Margiela Stile Chiaro Scuro Bellezza Alchimia Shot! Dead Meat Shot! Fuck$imile Shot! Volta Footwear In Copertina Riccardo Tisci Pin-up Musica Tommy Hilfiger Moda Roberto Cavalli Fotografia Michael Corridore Moda Red Hot and Cold Moda Brady Corbet Find L’oroscopo

Moda Brady Corbet, p. 70. Fotografia Marcus Mam Moda Lotta Volkova Adam.

Rodeo M aga zi n e GENNAIO


Inès Sastre - Tinta n° 132 Caprice

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14 /calendario 14

Gennaio/Febbraio — Il da fare questo mese.

LUNEDI

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• MODA / ARCHIVI DELLA MODA DEL ‘900 Presentazione Ufficiale del Progetto Internazionale che Ha l’Obiettivo di Censire, Recuperare, Salvaguardare e Valorizzare la Memoria Storico-Culturale del Made in Italy. Firenze, Sala Bianca di Palazzo Pitti h 14.30 • FOTOGRAFIA / GABRIELE MARSILE: Natura Risorta Una Serie di Immagini in Formato StillLife che Sottolineano l’Atmosfera che Circonda le Rose Viste Come Fiore Solitario. Milano, Le Segrete di Bocca. Fino al 2/02 libreriabocca.com VENERDI

MARTEDI

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• MODA / PITTI IMMAGINE UOMO 75 + PITTI W WOMAN PRECOLLECTION Anteprime, Progetti Esclusivi e Momenti di Cultura della Moda. Ospite Speciale: Giambattista Valli. Firenze, Fortezza Da Basso. Fino al 16 pittimmagine.com • FOTOGRAFIA / BEATRICE MINDA: Innenwelt/Inner world L’Artista Tedesca Indaga il Popolo Rumeno Lasciando Raccontare le Loro Storie agli Spazi. Milano, MiCamera. Fino al 28/02. Inaugurazione h 19 micamera.com • MUSICA / THE PADDINGTONS Live. Fucecchio (FI), La Limonaia. Anche il 14 a Pescara (Mono), il 15 a Roma (Rashomon), il 16 a Bologna (Covo) e il 17 a Venezia (Wah Wah) myspace.com/thepaddingtons

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• FOTOGRAFIA / IN OMBRA ”14 Fotografe Raccontano Venezia” Collettiva al Femminile. Inaugurazione h 17.30 con Un Reading Poetico di Laura Guadagnin e Grazia Sterlocchi. Venezia, Centro Culturale Candiani. Fino al 15/02 candiani.comune.venezia.it • ARTE / Ultimo Giorno per DANIEL JOHNSTON: Hi, How Are You? Disegni che Riproducono un Mondo Infantile e Fumettistico Popolato da Mostriciattoli, Supereroi e Personaggi Mutanti nella Personale dell’Artista Poliedrico Conosciuto Soprattutto Come Compositore di Filastrocche. Roma, Galleria Motelsalieri motelsalieri.org Andrea Dojmi / Flushing Device, The Distance to the Sun, 2007 (frame).

Beatrice Minda, Bucarest 2004.

VENERDI

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• ARTE / ARTEFIERA - ARTFIRST Mostra-Mercato Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea, in Un Nuovo Allestimento. Direzione Artistica di Silvia Evangelisti. Fiera di Bologna. Fino al 26 artefiera.bolognafiere.it • MUSICA / CALEXICO + DEPEDRO Live. Bologna, Estragon. Anche il 24 a Torino (Teatro Colosseo) myspace.com/casadecalexico • ARTE / Continua Eric Serafini: High Society L’Artista Fa Rivivere le Atmosfere dei Ruggenti Anni Venti, Rielaborando in Pittura le Fotografie di Edward Steichen, Fotografo delle Dive e Collaboratore di Vogue e Vanity Fair. Milano, Studio Forni, fino al 14/02. In corso dall’8/01 galleriaforni.it

GIOVEDI

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• ARTE / BÄRBEL SCHULTE KELLINGHAUS Personale dell’Artista Berlinese che Presenta le Sue Più Recenti Sculture Realizzate in Legno di Quercia e in Ceramica, Terracotta e Porcellana. Milano, Galleria Salvatore + Caroline Ala. Inaugurazione h 18. Fino al 21/03 T 02 8900901 • FOTOGRAFIA / Continua YASUMASA MORIMURA A Cura di Filippo Maggia. Il Protagonista Giapponese Camaleonticamente Si Maschera Giocando con Sé Stesso e con Personaggi Rappresentativi dell’Immaginario Collettivo Occidentale. Verona, Byblos Art Gallery. Fino al 21/02 byblosartgallery.it

DOMENICA

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CINEMA / Ultimo Giorno per ARTECINEMA A BRESCIA All’Interno del Progetto “Capolavori In Corso” Un Imperdibile Programma di Proiezioni di Film d’Artista. A Cura di Enrico De Pascale, Elena Lucchesi Ragni, Massimo Minini. Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo bresciamusei.com • FOTOGRAFIA / Ultimo Giorno per EVA SAUER A Cura di Benedetta Cestelli Guidi. Selezione di Immagini di Spazi Antropizzati, in cui Risaltano l’Attenzione per l’Architettura e per il Paesaggio. Roma, s.t. Foto Libreria Galleria stsenzatitolo.it

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Compagnia Sandro Lombardi, scena da “I Giganti della Montagna” di Pirandello, regia di Federico Tiezzi.

GIOVEDI

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• PERFORMANCE / ROMEO E GIULIETTA Di William Shakespeare per la Regia di Ferdinando Bruni, con Scene di Andrea Taddei e Costumi di Ferdinando Bruni. Produzione Teatridithalia. Milano, Teatro dell’Elfo elfo.org • MODA / Ha Appena Aperto la Mostra WORKWEAR: LAVORO MODA SEDUZIONE A Cura di Olivier Saillard e Oliviero Toscani. Firenze, Stazione Leopolda. In Corso dal 13 e Fino all’8/02 pittimmagine.com • ARTE / Ultimo Giorno per Public Improvisations A Cura di Luca Cerizza e Anna Daneri. Mostra degli Allievi del XIV Corso di Arti Visive della Fondazione Ratti, in Collaborazione con l’architetto Yona Friedman. Milano, Fabbrica del Vapore fondazioneratti.org SABATO

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• MODA / MILANO MODA UOMO. Luoghi Vari. Fino al 20 cameramoda.it

ARTE / Agostino Arrivabene: Metamorfosi Un Percorso di Trenta Dipinti Attraverso Nature Morte Evocative di Mistero, Paesaggi Ideali, Animali Bizzarri e Figure Umane. Bologna, Galleria Forni galleriaforni. it • ARTE / Ultimo Giorno per la Mostra di SØREN LOSE: Return To Tomorrowland Una Sorta di Itinerario Attraverso la Rielaborazione di Vecchie Foto e Istantanee che Rappresentano Soprattutto Architetture per Ricreare una Sorta di Città Ideale. Milano, Galleria Riccardo Crespi

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PERFORMANCE / L’AFFARE MAKROPULOS Opera di Leoš Janáek Diretta da Marko Letonja Per la Regia di Luca Ronconi. Milano, Teatro alla Scala. Anche il 16, il 20, il 22, il 27, il 29, l’1/02 e il 3/02 teatroallascala.org • USCIRE / Ultimo Giorno per PENNA, INCHIOSTRO E CALAMAIO Curata da Daniela Magnetti. Percorso Attraverso Strumenti di Scrittura Provenienti da Civiltà e Luoghi Diversi. Torino, Fondazione Palazzo Bricherasio aureasigna.org • ARTE / Ultimo Giorno per Around Rotella: L’Artista e il Suo Tempo A Cura di Bruno Corà e Tonino Sicoli. Cosenza, M.A.O.N. maon.it

riccardocrespi.com

MERCOLEDI

DOMENICA

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GIOVEDI

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MEN’S FASHION WEEK Parigi. Fino al 25 modeaparis.com • BIMBO 68 L’Unico Appuntamento Internazionale che Dà Una Rappresentazione Completa dell’Universo del Design e del Tessile Legati all’Universo Bambino. Firenze, Fortezza Da Basso. Fino al 24 pittimmagine.com • ARTE / PAOLO GUBINELLI Opere Originali su Carta, Incise e Acquerellate, Accompagnate da Poesie Inedite di Adonis. Firenze, Istituto Francese. Inaugurazione h 18. Fino al 22/02 istitutofrancese.it • FESTIVAL / NETMAGE 09 ”International Live Media Festival” Nona Edizione. A Cura di Xing. Bologna, Palazzo Re Enzo. Fino al 24 netmage.it MODA / PARIS

• MODA / BREAD & BUTTER BARCELLONA Fiera di Barcellona. Fino al 23 breadandbutter.com • MUSICA / JAMIE LIDELL Live. Firenze, Tenax. Anche il 22 a Roma (Circolo degli Artisti) il 23 a Torino (Hiroshima) e il 24 a Rimini (Velvet). • ARTE / SPERANZE & DUBBI Opere di Otto Artisti Italiani e Otto Libanesi. Torino, Fondazione Merz. Fino all’1/03. Inaugurazione h 19 fondazionemerz.org • FOTOGRAFIA / Continua FACES ”Ritratti nella Fotografia del XX secolo” Una Raccolta di 140 Opere di 17 Artisti, da Edward Steichen ad Andy Warhol. Lucca, Fondazione Ragghianti, fino al 31 fondazioneragghianti.it jamielidell.com

MARTEDI

MODA / PITTI

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• PERFORMANCE / I GIGANTI DELLA MONTAGNA Ultima, Incompiuta Opera di Luigi Pirandello, con un Finale di Franco Scaldati. La Magia di Una Dialettica Metateatrale Classica, ma Incredibilmente Attuale. Regia di Federico Tiezzi. Milano, Teatro Leonardo Da Vinci. Fino all’8/02 elfo.org • FOTOGRAFIA / Ha Appena Inaugurato EPSON ART PHOTO AWARD ‘07/’08 Presentazione dei Lavori Premiati al Concorso Fotografico Internazionale. Milano, Galleria Grazia Neri. Fino al 21/02 grazianeri.com • ARTE / Continua JOHN M. ARMLEDER Site-Specific dell’Artista Ginevrino sul Natale. Milano, Galleria Massimo De Carlo. Fino al 31 massimodecarlo.it

GIOVEDI

MERCOLEDI

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• MODA / PITTI FILATI 64 La Nuova Edizione Amplia la Sua Natura di Laboratorio Fornendo Una Serie di Strumenti Utili alla Ricerca e all’Evoluzione del Prodotto Moda. Firenze, Fortezza Da Basso. Fino al 30 pittimmagine.com • MODA / VINTAGE SELECTION Mostra-Mercato di Abbigliamento, Accessori e Oggettistica Vintage. Firenze, Stazione Leopolda. Fino all’1/02 stazione-leopolda.com • MUSICA / GREG DULLI & MARK LANEGAN Live. Firenze, Auditorium Flog. Anche il 26 a Milano (La Salumeria Della Musica) e il 27 a Roma (Auditorium Parco Della Musica) myspace.com/marklanegan

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• PERFORMANCE / TRISTAN UND ISOLDE Opera di Richard Wagner Diretta da Daniel Barenboim per la Regia di Patrice Chéreau. Milano, Teatro alla Scala. Anche l’8, il 12, il 17, il 21 e il 25 teatroallascala.org • MUSICA / KAISER CHIEFS + DANANANANAYKROYD Live. Unica Data in Italia. Milano, Alcatraz myspace. com/kaiserchiefs • FOTOGRAFIA / Continua IL PUNTO DI VISTA DI ARNO A Cura di Giovanna Ginex. L’Esposizione di Fotografie Originali Ricostruisce dal 1946 a Oggi l’Opera dell’Artista Arno Hammacher. Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Fino al 22/02 museoscienza.org

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SABATO

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• ARTE / DANIELE PUPPI: ZERO L’ Artista Modifica gli Spazi Con Video Installazioni Estranianti. Pescara, Galleria Vistamare. Fino al 30/06 vistamare.com • ARTE / Continua UHER.C Personale del Polacco Robert Kusmirowski. Torino, Guido Costa Projects. Fino al 28/02 guidocostaprojects.com


16 /arte

saatchi a londra Free Art per tutti Armani, Prada, Tod’s, Marni, Alberta Ferretti, Chanel, Cesare Paciotti, Fratelli Rossetti, Tiffany, Jimmy Choo, e le solite boutique internazionali, globalmente identiche, niente di nuovo sotto il sole, molto spesso deserte nonostante le vetrine ammiccanti, fanno da corona alla via più chic di Londra, la Sloane Street che porta diretta e diritta nella sempreamata King’s Road. Qui inizia la vita. Con un recente e pulsante ombelico. La sorprendente sede della Saatchi Gallery, in piazza Duca di York, ultimo Tempio dell’arte più contemporanea che ci sia, vent’anni dopo l’apertura della sua prima sede in periferia, che ci voleva un secolo per arrivarci. Testo gisella borioli

saatchi-gallery.co.uk

In alto: Sun Yuan and Peng Yu, Old Persons Home, 2007. 13 sculture a dimensione reale e 13 sedie a rotelle dinamoelettriche. Dimensioni variabili. © Sun Yuan and Peng Yu, 2008. A sinistra: Shen Shaomin, Unknown Creature - Three Headed Monster, 2002. Ossa, farina, colla. 150 x 70 x 670 cm. © Shen Shaomin, 2008. Zhang Huan, Donkey, 2005. Tecnica mista. 320 x 220 x 80 cm. © Zhang Huan, 2008. Per gentile concessione di Saatchi Gallery, London.

Geniale Charles Saatchi, mecenate, collezionista, visionario pubblicitario innamorato del nuovo e del bello. L’edificio è straordinario, una “casa bianca” ristrutturata con innesti di vetro e tagli architetturali che contaminano l’edilizia d’epoca. Un grande prato verde, intonso, davanti. Muri gessosi e un meraviglioso pavimento di legno biondo sul quale si vorrebbe volare, dentro. Free entrance, free magazine, free guide. Ragazzine in divisa ovunque, armate di album e matite, che sciamano allegre e ordinate, e invadono le sale, sedendosi a terra a copiare. Le scuole sono gradite. Anzi, ricercate perché

forniscono esse stesse materia per mostre e concorsi, come quella all’ultimo piano, riservata a studenti dai quattro ai diciotto anni. Nelle grandi sale, sopra e sotto le scale, The Revolution Continues: New Chinese Art, l’ultima fiammata dell’arte cinese si rincorre in un crescendo di sensazioni. Sono bravi, ‘sti cinesi. Hanno imparato la lezione occidentale, e l’hanno fatta propria, superando a volte i loro stessi maestri. Se lo stronzo gigante o l’asino impagliato o i quadri dipinti con cenere di incenso o political-pop toccano corde già sperimentate, l’incredibile scena dei grandi vecchi del mondo (di Sun Yuan e Peng Yu), su Rodeo M aga zi n e GENNAIO

sedia a rotelle automovente, più veri del vero, tra i quali ti mischi, emozionano davvero. Così come gli scheletri di spaventosi animali reinventati con autentiche ossa (di Shen Shaomin), o la folla nuda appesa a testa in giù (di Zhang Dali) o la città fatiscente fatta di mille città, costruita con chewingum masticato (di Liu Wei). Le ragazzine ridono, annotano, chiedono. I visitatori come me le guardano, le seguono nei loro percorsi, inaspettata performance in questo teatro dove ti senti pubblico e protagonista allo stesso tempo. La nuova Saatchi val bene un easyjet, soprattutto ora che la sterlina è più gentile •


18 /design

Maison Martin Margiela Memories of a white party Manifesto del bianco. 220 metri quadri interamente ricoperti di superfici immacolate ispirate ora alle pagine di Cromofobia di David Batchelor, ora al Quadrato bianco su sfondo bianco di Kazimir Malevic. Così, con ironia e un tocco di candido mistero, Maison Martin Margiela interpreta, su invito di Cité de l’Architecture e du Patrimon e di Elle Décoration, l’appartamento di Jacques Carlu, l’architetto che negli anni ’30 progettò il palazzo Chaillot. Il tempo si è fermato, congelato negli istanti immediatamente successivi a una festa. Intorno regna il caos, che nell’invasione di bianco sembra aver intrappolato le voci dei partecipanti e i loro gesti. L’immaginazione dello spettatore si lascia coinvolgere dalla purezza enigmatica degli spazi, alterati da interventi argentati e colpi di scena in trompe l’oeil che spezzano la monocromia. Siamo testimoni di una storia che continua a rinnovarsi, riflesso architettonico e tridimensionale dei principi sartoriali che Maison Martin Margiela da più di dieci anni applica ai suoi abiti. Testo carlo prada

maisonmartinmargiela.com

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19 /stile

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Chiaro Scuro

Assistente stylist: Andrea Pappalettera

Fotografia alberto pellegrinet Realizzazione marcelo burlon

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Dall’alto in basso, da sinistra: Bracciali D&G. Sandalo CELINE. Occhiali maschera e portadocumenti MAISON MARTIN MARGIELA. Portafogli TRUSSARDI 1911. Tracolla JIL SANDER.


20/bellezza 20

Alchimia

Fotografia alberto pellegrinet Realizzazione ian radolovich

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Da destra a sinistra: Eau de toilette Grey Flannel Geoffrey Beene. Pout-pourri Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella. Saponi SPA Stones Gianna Rose Atelier. La Myrrhe Parfume Serge Lutens. Serrasin Parfume Serge lutens. Eau Noire cologne Christian Dior. Cofanetto d’essenza per la casa Bois Cirè Dyptique.

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22 /shot!

dead meat T-shirt Terapia Mi ero immaginato un graffitaro stereotipato per colpa del suo sito non aggiornato. Dead Meat, alias Giovanni Battista De Pol, è tutt’altro. Modenese di nascita e bolognese per frequentazioni, si definisce un fallito, dopo due anni di studi in medicina e tante sperimentazioni, e sfiduciato da quando Jeff Koons e Damien Hirst “si svendono così tanto”. Eppure non si è affatto arreso. Dal 2006 Giovanni ha riversato nell’abbigliamento, “che almeno ha una connotazione commerciale dichiarata”, le sue esigenze da citazionista colto e instancabile. Da allora porta la letteratura sulle sue t-shirt, veicoli per i suoi “racconti”, che quasi sempre attingono all’iconografia sacra in senso formale più che contenutistico. Ogni disegno è realizzato a matita a quattro mani con Vera (che pare l’animazione 3D di un fumetto Anni 50) perché l’ascendente street vuole avere comunque un’unicità di standard elevato ed è per questo che approda in boutique come Antonioli di Milano. Giovanni, per rispondere alle mie tre domande, si sdraia sul divano in totale relax, come fosse dall’analista. Intervista pier mario simula Fotografia matteo montanari

deadmeat.it

Realizzazione Marcelo Burlon.

— Perché Dead Meat? È un gioco di parole che si lega al concetto di Naked Lunch di Burroughs: da qui rifletto sulla tv che fa ingoiare il boccone ancora crudo, così come su arte e moda oggi cannibalizzate. E poi c’è Heidegger... — Cosa ti aspetti di buono? Di sensibilizzare con i miei messaggi edificanti chi porta le mie t-shirt e chi le vede addosso agli altri. Questo sarebbe un risultato terapeutico per me innanzi tutto. — Cosa ti ha cambiato la vita? Leggere David Foster Wallace, la fonte di ispirazione del mio percorso più recente • Rodeo M aga zi n e GENNAIO


24 /shot!

fuck$imile Rovinare il Lusso Quando all’inizio di questo millennio l’haute couture ha iniziato a scimmiottare lo streetwear, questo ragazzo snello e schivo ha detto “E io ti fotto il logo!”, iniziando a stampare i loghi di Chanel e Louis Vuitton su vecchie sporte a righe. Il contrasto tra il popolare e il lussuoso è il filo conduttore del lavoro che porta avanti, oggi soprattutto su t-shirt e felpe usate su cui imprime personaggi e loghi popolari, ma anche su capi vintage importanti che si diverte a “rovinare” con bruciature, strappi e buchi. E a chi acquista i suoi pezzi unici chiede sempre di inviargli una foto con il suo capo addosso: “per archiviare i miei “indossatori”, che voglio riunire in un libro. Non credo nell’importanza di un modello o una modella veri e propri, mentre chi mi interessa è chi sceglie, comprandola, di portare addosso una storia generata da vari passaggi.” Eppure, controsenso, fa il modello per uno stilista belga molto noto. Intervista pier mario simula Fotografia matteo montanari

— Posso saper il tuo nome? Che senso ha? Non credo sia fondamentale legare un nome e una faccia ad un prodotto. Pensa che le mie “etichette” sono biglietti della metro riciclati e attaccati con una spilla da balia sui capi. — Immagino sia per questo che porti un passamontagna quando vieni fotografato. È così? Sì, ma non vuole essere una provocazione. — Cos’è il lusso per te? Il mio modo di lavorare. Non presento collezioni, realizzo i miei pezzi quando voglio e per chi voglio. Sono completamente libero dal sistema snervante della moda. L’unico legame commerciale che ho è con Frip, a Milano, ma solo perché loro sono miei amici. — Però se qualcuno ti chiedesse di vendere il tuo marchio lo faresti? È già successo, ho rifiutato • Rodeo M aga zi n e GENNAIO

Realizzazione Marcelo Burlon.

myspace.com/fuckzimile


26 /shot!

volta footwear Instant Classic Un bel collettivo, estremamente organizzato a differenza di tanti, formato da 4 ragazzi veneti che hanno dato vita appena un anno fa ad uno studio che funziona. L’idea: unire competenze marketing e di ricerca ad una serie di servizi per la moda e la creatività. 247 (ventiquattro ore per sette giorni: stacanovismo!) racchiude tutto questo in uno spazio contemporaneo che è showroom, studio grafico e di comunicazione allo stesso tempo. Volta è il marchio che hanno creato per lanciare una nuova scarpa, che incorpora praticità ed estetica, nel mood di servizio a 360° tipico di 247. La collezione numero Zero viene presentata da questo Gennaio a Pitti, al Bread&Butter e in tutte le più importanti fiere di settore. Le cose vanno molto bene: sono ragazzi pratici, dinamici, europei, con dalla loro parte interlocutori internazionali validi, “i migliori” partner secondo loro, che ormai si fidano ciecamente dopo aver collaborato trasversalmente per anni. Intervista pier mario simula Fotografia matteo montanari

voltafootwear.com

Realizzazione Marcelo Burlon.

— Che caratteristiche ha la vostra scarpa? Può essere definito un “instant classic”, il nostro claim che identifica un continuativo del classico della calzatura, ma con innovazione e complessità tecnica. Ormai tutti portiamo le sneakers perché sono comode, ma il desiderio di formalità è forte più che mai. — Convincetemi sul plus tecnico-fisico. Provale: pelle e nylon le rendono leggere, il sottopiede rivestito in nabuk dà un effetto bounce e una calzata comoda. E pensa che è solo un prototipo al 30% delle sue prestazioni! — Vi limiterete alle scarpe? Crediamo che sarà difficile fermarsi. Ventiquattro su sette... • Rodeo M aga zi n e GENNAIO


28 /in copertina

riccardo tisci Dark Angel Sogno e incubo. Sensualità latina e dark. Femminile e mannish. Il mondo di Riccardo Tisci è perennemente in bilico tra gli opposti, si nutre di gap estetici. Vibra come un diapason. A causa anche dell’alta velocità a cui è sempre andato il giovane direttore creativo di Givenchy. Che ha bruciato le tappe scrivendo una fairy tale, una storia già diventata un classico da raccontare. Una case history che regala speranza alle nuove generazioni. L’iter è noto. Una famiglia con origini molto semplici, con non poche difficoltà economiche. Una madre e otto sorelle che hanno sempre creduto nel suo sogno. Origini tarantine, la partenza dalla natia Como per studiare alla Saint Martin di Londra. E poi Milano, prima come designer per altri marchi, fino al lancio della collezione che porta il suo nome, nata in India, dove spesso va a meditare. Due sole sfilate bastano a far nascere un mito. Tisci viene chiamato a Parigi a disegnare per la maison Givenchy, raccogliendo il testimone di nomi come John Galliano, Alexander McQueen e Julien Macdonald. E diventa paladino di un’estetica di erotismo mentale dai tratti apparentemente ombrosi. Ma questo si sa. Perché adesso Riccardo Tisci è entrato in una nuova fase, come ha raccontato in quest’intervista per Rodeo. Intervista stefano roncato Fotografia Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin

Realizzazione Marcelo Burlon.

givenchy.com

Rodeo M aga zi n e GENNAIO


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Fotografia vicky trombetta Moda Marcelo Burlon Rodeo M aga zi n e GENNAIO

­— P/E ‘09 Givenchy


30 /in copertina “

IL MIO STILE è AMBIGUO, COME LA MIA PERSONALITà. IL MIO SEGNO ZODIACALE è IL LEONE. AMO GLI ESTREMI: IL PICCOLO E IL GRANDE. IL SEXY E IL SEVERO.

“ — Lei è abituato a premere sull’acceleratore, come è successo con il debutto nel menswear di Givenchy… Era da molto tempo che mi chiedevano di occuparmi dell’uomo ma non mi ero sentito mai pronto. Quando ho iniziato con la couture e il prêt-à-porter, ho portato il mio stile. E stando da Givenchy, io stesso crescevo. Con il rinnovo del contratto, lo scorso anno, ho detto “perché no?” ed è iniziata l’avventura del menswear, con la prima sfilata, quella della primaveraestate 2009. Volevo cominciare con gradualità e invece mi è scoppiato tutto tra le mani. Il mio concetto è diverso dalla moda d’oggi. Ho rispetto ad esempio per Hedi Slimane e il suo homme, ma io lo volevo latino, in carne e ossa, vero. Qualcosa di molto diverso da ciò che c’era nel mercato. Pensavo ci volessero dalle tre alle quattro stagioni perché si affermasse, e invece è stato un successo immediato. Con la donna è stato più difficile. — Quale concetto di uomo ha in mente? Sicuramente forte, in grado di accompagnare la mia donna, un bad boy dall’anima gentile, delicata. Anche per questo ho lavorato sui pesi dei tessuti e su alcuni touch femminili. Ma il punto di partenza è stata la cultura latino-americana, è la mia ossessione… Adoro l’attitudine elegante dei ragazzini brasiliani che possono indossare una camicia di pizzo e un paio di shorts con le flip flops ai piedi con lo stesso portamento altero e aristocratico di un uomo in smoking. — Come definirebbe il suo stile? Fra romanticismo e darkness. Dico dark invece di gotico, che è un termine troppo generico. Romantico, sensuale. E sicuramente ambiguo, come la mia personalità. Il mio segno zodiacale è il leone, amo gli estremi, il piccolo e il grande, il sexy e il severo. — In che modo riesce a districarsi fra tutte le anime di Givenchy? Sono molto stanco… ma diciamo che è una stanchezza di gloria. Lavorare per un grande nome come Givenchy vuol dire un grande impegno. É come scalare una montagna. La maison è in un momento positivo, di crescita. Stiamo stabilizzando la struttura. La mia fortuna è avere un team piccolo e giovane che crede in me. Stiamo lavorando bene e tanto, tra couture, menswear, precollezione e collezione donna. E c’è anche un nuovo tassello che si aggiunge. Fra sei mesi verrà infatti lanciato un profumo femminile di cui, per la prima volta, mi occuperò io. Curerò tutto: immagine, essenza, nome, flacone. E in seguito lavorerò sul restyling delle altre fragranze. — Cosa ricorda del suo debutto in avenue George V? Uscivo da sei mesi di shock. Ero appena

ritornato dall’India quando scoppiò il successo improvviso della linea Riccardo Tisci. Il primo anno da Givenchy ho vissuto in una dimensione ovattata, capivo ma non mi rendevo conto fino in fondo. Ovviamente la prima sfilata ha significato grande paura, ma anche grande orgoglio. É stato un trionfo per tutte le persone che mi hanno voluto. Un successo silenzioso. Alcuni dicono che ci sia come una magia positiva che mi segue. Ne sono convinto, come credo che se fai del bene, quel bene ti ritorna. — É difficile essere un italiano a Parigi? Diciamo che quando sono arrivato, Givenchy era come una casa di campagna imballata, piena di polvere. L’accoglienza è stata particolare. Mi chiamavano monsieur, mi trattavano da designer, da boss, in modo diplomatico. Ma di fronte avevano me, in jeans, maglietta e scarpe Nike. Mi hanno accettato perché non ho fatto la star, ma ho lavorato sodo. Dal niente mi son ritrovato con trecento persone in azienda. Il mio successo penso che sia dovuto alla credibilità del team. — Un team in cui è sempre fondamentale la presenza femminile. Ma quali sono le donne della sua vita? Sicuramente le mie sorelle e la mia mamma. Poi Lucia, la mia assistente. E Diane, un’amica greca che vive a Tokyo e che è una musa per me. Ma anche Maria Carla (Boscono) e Carine Roitfeld. Adesso inserirei anche Courtney Love. Nella mia vita ci sono sempre state donne, delle vere lucky star. E a ripensarci, anche quando ho fatto la tesi di laurea alla Saint Martin, ho scelto come soggetto 8 e mezzo di Federico Fellini: un artista al centro di un mondo popolato da donne magnifiche. — A proposito di lucky star, come è stato lavorare con Madonna? Era un sogno nel cassetto. É stata un’esperienza di grande rispetto reciproco. Lei è leone come me. Riesce a creare un’atmosfera precisa senza che sia troppo seria o pesante. Sa quello che vuole ma sa anche sdrammatizzare. Non posso dire che la nostra sia propriamente un’amicizia, ma di sicuro è nato un bel rapporto fra noi. Madonna è una donna davvero capace di cambiare, di essere innovativa nel mondo estetico. Penso che per uno stilista rappresenti un vero traguardo. — Quali sono le sue icone impossibili? Frida Kahlo ed Evita Peron. Rappresentano un’iniezione di femminilità testosteronica. Ancora una volta ci si muove tra gli estremi. Amo la sensibilità dei travestiti, dei transessuali. La loro ambiguità. Un concentrato del massimo dell’uomo e della donna. Le mie femme sono così: romantiche, dall’appeal maschile, ma molto dolci. — Cosa influenza la sua estetica? Quello che non è estetico, il bello non canonico. Mi ispirano cose che regalano un’emozione. Il confine tra bello e brutto è talmente labile. Sempre in bilico. — Attualmente è a Parigi. Ma dove vorrebbe vivere? Mi piacerebbe una connection tra Como e Puerto Rico o Como e Brasile. Sto guardando molto all’America latina e a certi insegnamenti tutti loro. Felicità, eleganza e libertà di essere liberi. Usciamo da un periodo durato quasi un decennio in cui moda, arte e musica, erano oppressivi. Adesso ci vuole libertà di essere liberi. E ritengo che la crisi in arrivo porterà anche nuova positività. Meno paura di esprimersi. Rodeo M aga zi n e GENNAIO

Esiste una nuova generazione di stilisti? Sta venendo fuori adesso e sento di farne parte io stesso, per una questione di età, visto che ho 34 anni. Parlo comunque di Gareth Pugh, di Aquilano e Rimondi, di Christopher Kane. Si sta ritornando a quella generazione di talenti dai tratti molto shocking. Il momento non è facile, si sa. Ma devono tenere forte e cavalcare l’onda. Dopo la pioggia c’è sempre il sole. — Pensa di aver commesso degli errori nella sua vita professionale? Tanti. Ma mi hanno permesso di imparare, e li rifarei per questo. L’imperfezione è sempre meglio della perfezione. — Quale potrebbe essere il titolo della sua biografia? Love. Amore, una parola che mi piace e che rimanda molto anche a Courtney. Oppure una frase che ripeto sempre, “Viva la vida”. In spagnolo, in memoria di un mondo latino che è anche radice del nostro essere italiani. — Love, ha detto. É innamorato? Sì, molto. Non di una persona fisica. Ma delle persone che mi circondano. Di me stesso. Sto viaggiando, finalmente vado anche in palestra. É una forma di amore tra me e gli altri. Nessuna love story •


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Sto vivendo un bel periodo, di stabilità. Con me stesso, con le persone che mi circondano, con il mio corpo. Prima c’erano elementi che mi piacevano molto e alcuni che avevo messo in stand-by. Adesso so cos’è bianco e cos’è nero

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Make Up Giorgia Pambianchi/ Victoria’s. Hair Astor Hoxa/ Close Up, Milano. Modello Jakob Wiechmann. Grazie Alan Chies, Andrea/Edificio-e.com, Jurgen/Studioklrp.com Tutti gli abiti sono della collezione P/E ‘09 Givenchy by Riccardo Tisci.

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Fotografia Cristiano Morroy. Modella Aleksandra/Muse NY. Hair e Make Up Gaia Cariddi. Assistenti Fotografo Enzo Giunco e Kaze Baranshamaje-Dulac


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Fotografia Matteo Montanari. Realizzazione Marcelo Burlon. Hair e Make Up Astor Hoxa/Close Up Milano. Modello Sam Webb/Why Not. Indossa Lee Jeans.

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tommy Hilfiger La Moda come le note: pura libertà creativa Tommy Hilfiger è un bel signore, assolutamente gentile nei modi e dallo sguardo acceso, fa parte di quella categoria di persone che riescono a guardarti negli occhi mentre gli parli. Un ottimo punto di partenza per iniziare un’intervista con uno dei pochi stilisti americani che ha saputo mantenere viva nelle sue collezioni una fortissima appartenenza alla storia iconografica e allo spirito del proprio paese. Tommy Hilfiger ha sempre avuto le idee precise nella vita e una chiara visione dei desideri della gente, sin dall’apertura della sua prima boutique ancora giovanissimo, il People’s Place, un luogo eclettico e polivalente dove si poteva suonare musica e incontrarsi. La bancarotta del People’s Place avrebbe disarmato l’entusiasmo di chiunque e invece Hilfiger decise di lanciare la sua prima collezione uomo nel 1985, rivisitando i classici modelli americani di abbigliamento come le camicie botton-down e i chinos. In meno di 2 anni la collezione raggiunse un fatturato netto di 11 milioni di dollari. Oggi l’impero commerciale di Tommy Hilfiger si è espanso nel mondo e lo incontriamo qui a Milano in occasione dell’apertura del suo primo denim store nel cuore della città e dell’evento Hilfiger Sessions, l’interessante progetto musicale di Hilfiger alla scoperta di nuovi talenti in giro per il mondo e visibili sul suo nuovo canale web Tommy Tv. Questa è la giusta occasione per parlare con lui della sua grande passione: la musica. Intervista tommaso toma Fotografia vicky trombetta

tommytv.com

Tommy Hilfiger e un live show delle Hilfiger Sessions

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La cosa più interessante delle Hilfiger Sessions è che per tutto il tempo che i musicisti suonano, esprimono la loro creatività, senza barriere.

— Hai appoggiato la campagna di Obama, cosa ti aspetti da lui ora che ha vinto le elezioni? Prima di tutto voglio dire che sono fiero che noi americani abbiamo votato per Barack Obama, la sua elezione è un segno di cambiamento che influirà sulla politica globale non solo statunitense. Ora si è messo al lavoro e mi pare che si stia circondando di persone valide. Vedrete, farà cose grandiose, anche se ci vorrà tempo! — Ti sei impegnato a diffondere contenuti musicali attraverso il web con il progetto Tommy TV, ritieni che internet sia la dimensione definitiva per rilanciare l’industria musicale ora in crisi? Penso che internet sia una dimensione molto grande e la comunicazione via web ha un grande appeal per i giovani e credo anche che la musica non smetterà di piacere. Le persone continueranno ad amare anche l’arte, la moda e il cinema. Tutto questo fa parte essenziale della cultura popolare anche se è in continua trasformazione. — Hai sponsorizzato il tour del 1999 dei Rolling Stones, che cosa ricordi dal punto di vista umano e personale di questa mitica band? I Rolling Stones rimangono il miglior gruppo sul pianeta, loro hanno dimostrato di essere unici anche solo per il fatto di essere stati assieme per così tanti decenni, hanno scritto fantastiche canzoni, possiedono ancora una energia inarrestabile. E penso che Mick Jagger sia un genio puro e vedendolo lavorare da vicino devo dire che ci sa fare anche negli affari. Un vero businessman! — Hai creduto in Britney Spears agli inizi della sua carriera quando era ancora l’icona pulita dei teenager e poi hai scoperto Beyoncé. Puoi definircele, dal tuo punto di vista? Ehm… Britney Spears ha perso la via maestra… Aveva un enorme talento, tutte le giuste caratteristiche per diventare una mega pop star. Diciamo che lei è stata vittima di tutte quelle conseguenze che la fama può provocare nelle persone. Alcune volte il successo provoca seri danni. Beyoncé, sin da quando era piccola, è stata “allenata” dai suoi genitori a sapersi relazionare con il successo, in più adesso è sposata con un uomo con i piedi per terra che è anche un ottima guida per lei. — Le jam sessions fanno parte della storia del rock ma anche del jazz, questo tipo di “libertà espessiva” oggi quanto può contare riferendosi invece alla moda? La libertà espressiva, mi piace che la nomini… Direi che non appartiene solo alla musica ma pervade i campi artistici: la moda, l’arte, lo spettacolo. La cosa più interessante delle Hilfiger Sessions è che per tutto il tempo che i musicisti suonano, cercano di esprimere tutta la loro creatività, senza barriere. E fino a quando tutto ciò continuerà, le Hilfiger Sessions saranno davvero degli eventi pieni di creatività, per l’appunto occasioni di pura libertà espressiva. — Le Hilfiger Sessions sono un modo per far rivivere lo spirito del People’s Place, il tuo primo negozio che ospitava frequentemente dei dj contest e musica dal vivo? Quello che stiamo facendo adesso è molto simile a quello che accadeva al People’s Place e penso che questo negozio appena aperto a Milano sia un grande tributo a quello che facevo lì tanti, tanti anni fa… Mi trasmette la stessa energia. — Tommy Tv è all’inizio del suo percorso, cosa ti aspetti e cosa si aspetterà il pubblico Rodeo M aga zi n e GENNAIO

dall’evoluzione del progetto? Tommy TV non è solo un esperimento ma una realtà in corso, l’abbiamo realizzata con l’intenzione di creare puro intrattenimento legato alla musica e nel futuro continueremo a sviluppare il progetto immettendo nuovi contenuti, non solo musicali. — Le Tommy Auditions mi fanno ricordare i talent show che la tv americana trasmetteva negli Anni 50, ti rifai più a questo modello o a quello attuale stile X Factor? Ci sono sempre stati i talent show, dagli Anni 50 ad oggi e questo è il nostro talent show e quando cerchiamo un talento lo facciamo per diverse ragioni, penso che abbiamo una posizione nuova, originale, di sicuro non simile al modello di X Factor. — La musica ti ha sempre ispirato ma cosa invece ti ha insegnato la cultura musicale, dei metodi di creazione, un tipo di filosofia? Se ci penso, la pura creatività. Perché gli artisti che hanno dato vita a musica sono dei veri geni. Pensa a Bruce Springsteen o Jimi Hendrix o i Led Zeppelin e The Beatles, hanno creato arte con naturalezza, è un dono. — Com’è stato lavorare con David Bowie, lui è un genio dell’immagine? David Bowie è un altro genio, che ha saputo coniugare perfettamente musica e immagine. E in più ha una bellissima, fantastica moglie. — La musica rock è tornata ultimamente a ottimi livelli? Ci sono delle band idealmente vicine alla filosofia Tommy Hilfiger? Io farei un esempio: Vampire Weekend. Sono d’accordo che ci siano in giro artisti che fanno bella musica, però ritengo che la musica migliore sia stata composta negli Anni 60 e 70! I Vampire Weekend hanno un look piacevole e fanno musica super cool, sono molto contemporanei. Mi piacerebbe vedere molte più band simili a loro — Nella nuova collezione denim primavera/ estate 2009 c’è la linea Rock Scene, sviluppata in collaborazione con Marky Ramone. Come siete riusciti a evitare i cliché? Siamo andati direttamente da Marky, lui è un personaggio incredibile, pieno di idee e ha fatto davvero parte della storia del punk. La collezione Rock Scene è frutto di un lavoro autentico. — Perché hai preso come luogo di riferimento ideale San Francisco per la tua nuova collezione? San Francisco… Immaginati il quartiere di Haight-Ashbury e la sua comunità hippy a cavallo degli Anni 60 e 70, quello era il posto da dove arrivava la migliore musica del pianeta come Janis Joplin, Jefferson Airplane. E i Doors e Jimi Hendrix adoravano comporre da quelle parti. Una città all’epoca davvero stimolante! •


48 /moda

roberto cavalli 10 anni di eccessi al maschile Sono pochi i creatori che riescono a catturare lo spirito dei tempi, il sempre mobile zeitgeist, condensandolo in una estetica. La moda, con la M maiuscola, infatti, solo in minima parte è fatta di vestiti, e risuona davvero solo quando l’abito influenza percezioni e modi, dirigendoli su strade insondate, mentre registra e trasforma lo status quo. Sbruffone, caciarone e se si vuole anche un po’ cafone, Roberto Cavalli è uno di questi pochi originatori: ha inventato uno stile che è un mondo, popolato di donne fiammeggianti e uomini in pendant. Una storia lunga, con appendici recenti, visto che la collezione uomo celebra giusto adesso i due lustri dal lancio. Correva l’anno domini 1999 quando l’uomo Cavalli, egocentrico e impenitente, irrompeva sulla scena, coperto di velli, broccati e spavalderia, ambiguamente femme e sfrontatamente macho. All’epoca, si cominciava appena a parlare di metrosexual – il maschio metropolitano vanitoso oltre ogni misura – e Roberto Cavalli, le antenne prensili, già gli dava panni e sostanza. Da lì, è stato tutto un percorso nelle nicchie e nelle anse del più sfrenato individualismo, alla ricerca dell’altrove. Tutto questo ha incluso non poche immersioni nei lidi perigliosi del cattivo gusto – sempre poi che il gusto, quello buono, esista davvero – ma tanta testardaggine va premiata, perché a rinnovare le rigidezze del menswear ci vuole fegato. Oggi di metrosexual non si parla più, mentre il fascino discreto della borghesia avanza strisciante. L’uomo Cavalli, in sintonia, si è dato una calmata. Eppure, l’urgenza dalla ribellione cova ancora sotto la cenere, e promette nuove scintille. Una speranza, in questi tempi bui, di crisi profonda e nessuna creatività. La parola, spiccia ma efficace, all’autore. Intervista angelo flaccavento

robertocavalli.com

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IL MIO è UN UOMO DALLE MILLE FACCE: QUELLO TUTTO D’UN PEZZO è MORTO E SEPOLTO DA UN PEZZO.

“ — Dieci anni sono un traguardo importante. Cosa ricorda degli inizi? Cosa la spinse a gettarsi nell’arena della moda uomo? A fare l’uomo mi ci sono trovato. Non avevo alcun progetto in merito, ma Pitti mi offrì la Stazione Leopolda per una sfilata, e la sfida del nuovo mi tentò. È cominciato tutto così, senza strategia né spinta commerciale. È forse per questo che quella prima collezione – la sfilata coi tamburi, le pellicce, i colori violenti – rimane ancora oggi la mia preferita: la più entusiasmante e sregolata. — Chi è l’uomo Cavalli? Un individuo che le regole se le scrive da solo, che non segue imposizioni e prescrizioni. Agli inizi era sicuramente una figura più esuberante, oggi è oscuro e bohemien, ma la gioia di vivere e l’individualismo sono rimasti gli stessi. Ci ho provato in tutti i modi a svecchiare la moda maschile, per scoprire, alla fine, che è un’impresa disperata. Gli uomini, quelli giovani forse ancor più di quelli adulti, proprio non vogliono cambiare: hanno il conformismo nel dna. Magari temono di apparire effeminati, di osare troppo. — Se invece c’è un tratto che definisce l’uomo Cavalli è che è così sicuro di sé che anche indossando una pelliccia, una camicia di seta, o un abito di broccato, viene fuori come un macho. Cosa è che fa il vero uomo, per lei? L’atteggiamento. La mascolinità è nella testa: a un vero uomo non gliene frega nulla di essere additato perché mette il foulard al posto della cravatta, o la pelliccia sul vestito. — Quanto è importante per lei l’iconografia del ribelle? Molto, anche se il mio immaginario è popolato in realtà da una miriade di figure, tutte diverse e tutte mescolate. Il mio è un uomo dalle mille facce: quello tutto d’un pezzo, che non deve chiedere mai, è morto e sepolto da un pezzo. — In tanta diversità, esiste una costante legata ai vestiti? Certo: è la manualità intensa che caratterizza tutte le mie creazioni. La mia moda è tattile: è sensuale da indossare, e da guardare. — E il colore? È vita, gioia, energia. Non posso immaginare nulla senza colore. Gli uomini ne sono forse un po’ spaventati, ma non dovrebbero. — Cosa ha in serbo per il futuro? Sono un vulcano, ma non rivelo mai i piani futuri. Posso solo dire che devo ancora inventare ciò per cui sarò ricordato. — Rimaniamo in attesa, allora… • Nella pagina accanto, dall’alto: Collezioni A/I 04/05. A/I 06/07. A/I 04/05. P/E 00/01. In questa pagina, dall’alto, da sinistra a destra: Collezioni A/I 01/02. A/I 02/03. P/E 08. Collezioni P/E 03. P/E 07. P/E 02/03. Collezioni P/E 01. P/E 05. P/E 04. Collezioni A/I 99/00. P/E 09. A/I 03/04. Rodeo M aga zi n e GENNAIO


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Fotografia/Escape.

By Michael Corridore.

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Moda/Red Hot

and Cold. Fotografia Jermaine Francis, Moda Jodie Barnes. Reggiseno in pizzo nero STELLA MCCARTNEY. Jeans di pelle nera MISS SIXTY. Stivali RED WING.

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Salopette BERNHARD WILHELM. Reggiseno pesca STELLA MCCARTNEY. Anfibi RED WING.

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Abito nero e trasparente di chiffon CHRISTOPHER KANE. Mutande INTIMISSIMI. Stivali RED WING.


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Reggiseno in pizzo nero stella mCcartney. Pantaloni in pelle da motociclista vintage.

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Gilet beige in maglia FORTE FORTE. Giaccone kaki MARGARET HOWELL. Stivali RED WING.


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Parka STONE ISLAND. Gonna pesca in chiffon GALLIANO. Stivali RED WING.


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Long johns vintage HAYNES. Bomber vintage da WHAT COMES AROUND GOES AROUND.

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Abito rosso all’uncinetto CLARE TOUGH. Calzettoni FALKE. Stivali RED WING.

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Abito e reggiseno in pizzo nero STELLA MCCARTNEY.


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Bomber MA1 da what goes around comes around. Hair Fabio Vivan. Make-Up Mel Arter/CLM. Grazie a provision lighting and digital. Rodeo M aga zi n e GENNAIO


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Moda/Brady Corbet. Fotografia Marcus

Mam, Moda Lotta Volkova Adam.

Camicia NUMBER NINE. T-Shirt BJORN BORG WHITE. Jeans e collana DIESEL. Scarpe STONE ISLAND.

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A sinistra: Maglia e pantaloni THOMAS ENGELHART. T-shirt e calzini AMERICAN APPAREL. Scarpe KIMINORI MORISHITA. In basso: Maglia BJORN BORG WHITE. Pantaloni JIL SANDER. Calzini AMERICAN APPAREL. Stivali KIMINORI MORISHITA.


Pullover McQ. Cardigan, T-shirt manica-lunga e calzini DRIES VAN NOTEN. Pantaloni TILLMAN LAUTERBACH. Scarpe ANN DEMEULEMEESTER. Collana DIESEL. Occhiali RAY BAN.


In alto: Camicia TIMBERLAND. Cardigan LACOSTE. Pantaloni ANN DEMEULEMEESTER. Scarpe e bracciale DIESEL. Calzini A&V. Sciarpa e cintura CP COMPANY. A destra: Giacca ANN DEMEULEMEESTER. Pantaloni STONE ISLAND. Calzini A&V. Scarpe KIMINORI MORISHITA.


Maglia BJORN BORG WHITE. Pantaloni Jil sander. Stivali KIMINORI MORISHITA. Modello Brady Corbet c/o Marine Artozoul/IMG. Assistente Stylist Anelor. Hair Jerome Cultera/Callisté. Make-Up Marielle Loubet/Callisté. Transportation FlyServices c/o Nordine. Digital Matias/DDC.


80/find Contatti: cercare in rete quello che c’è in queste pagine.

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82/l’oroscopo 82

L’unica scienza esatta, indagata ogni mese per voi. Di Franca Mazzei. Illustrazione Baljinder Bharaj. Tendenze moda 2009 La congiunzione Giove-Nettuno in Acquario sponsorizza linee morbide e destrutturate, a strati sovrapposti che tendono a stemperare i confini tra le stagioni, meglio se nei toni dell’azzurro e del viola, con un occhio al british (trigoni ai Gemelli) e tocchi di graphic art anni ’60 (trigoni alla Bilancia). Impera il vintage, tra gioco, citazione e necessità, mentre a brillare saranno cristalli, paillettes e gioielli rigorosamente falsi (opposizioni al Leone).

Ariete —

Leone —

Sagittario —

Ritti e saldi sul centro di voi stessi (stellium planetario in 11^ Casa), non vi farete certo travolgere dal piccolo terremoto che ora minaccia di mandare in pezzi sicurezze e programmi dati per scontati (quadrature di Sole, Marte e Plutone): con chiarezza percepite che c’è già un mondo nuovo appena più su del solito orizzonte. Bravi! Amore. Cuore batte eros tre a zero. Denaro. Grazie al vostro (inedito) equilibrio i conti tornano. Nuovo anno: 8 (finalmente!).

L’insoddisfazione monta oltre i livelli di guardia, esonda e sommerge i precari equilibri di ieri: cambiare non vi piace, adattarvi meno che mai, eppure adesso è proprio una radicale (e salutare) metamorfosi quella che vi chiedono a gran voce le opposizioni di Nettuno, Giove e Mercurio. Amore. A scelta tra: confuso, incerto, controverso, nascosto. Denaro. Momentaneamente non pervenuto (o comunque al di sotto delle vostre regali aspettative..!). Nuovo anno: 6 (la redazione non ne risponde).

Intraprendenti, dinamici, comunicativi e curiosi come sarete, vi aspetta un gennaio frizzante, ricco di spunti nuovi e stimolanti da acchiappare per la coda con il tempismo di un adolescente. Sponsor ufficiali: sestili di Mercurio, Giove e Nettuno. Amore. La dispettosa quadratura di Venere provoca insoddisfazioni del tutto passeggere: da febbraio il paradiso (o giù di lì) non si farà attendere. Denaro. Un nuovo affare promette bene. Nuovo anno: 7 (stappate lo champagne!).

Toro — Strana la vita: proprio adesso che le energie rifioriscono e nessun traguardo appare più impossibile (trigoni di Sole, Marte e Plutone), vi ritrovate a domandarvi cosa volete veramente, quando, come e soprattutto perché. Amore. Per una volta sarete voi a reclamare che il partner non vi stia troppo addosso: miracolo dell’anno nuovo o raffinata vendetta...? Lo scoprirete nelle prossime puntate. Denaro. In lieve, fisiologico calo. Nuovo anno: 6 e mezzo (non potete sempre pretendere 9 come l’anno scorso..!).

Vergine — Ambiziosi, passionali, decisi e sicuri di voi: così vi vogliono i trigoni di Sole, Marte e Plutone. E deragliare dai soliti timidi, rassicuranti binari per chiedere alla vita molto di più sarà finalmente un gioco da ragazzi. Provare per credere. Amore. Qualcosa di nuovo irrompe, inaspettato, improvviso e rosso fuoco nel cuore dell’inverno. Chi ve lo doveva dire...? Denaro. Splendidamente bene, e anche di più. Nuovo anno: 7 (ma è un 8 pieno se siete nati nella prima decade).

Gemelli —

Bilancia —

“Posso volare più in alto del sole ed ancora più su”: questo il mantra consigliato del mese, da ripetere tre volte al giorno prima dei pasti principali, o volendo anche dopo, tanto con la complicità dei miracolosi trigoni di Mercurio, Giove e Nettuno specie nel lavoro andrà comunque alla grande! Soddisfatti o rimborsati. Amore. Non vi accontenterete di niente di meno del massimo (il che, ammettiamolo, qualche rischio lo comporta..). Denaro. Invidiabile ascesa, alla faccia della recessione. Nuovo anno: 7 (contenti?).

Se non volete soccombere alla noia, alla routine e allo stress, prigionieri dei soliti rituali decisi chissà quando e chissà perché (quadrature di Sole, Marte e Plutone), non vi resta che seguire il canto delle sirene e lasciarvi andare a qualche creativa, deliziosa follia (trigoni di Giove e Nettuno dalla 5^Casa). Amore. Strana quiete prima della lunga tempesta che comincia a febbraio…Denaro. Nuovi canali di guadagno grazie al munifico Giove. Nuovo anno: 8 e mezzo (wow!).

Cancro —

Scorpione —

Con le opposizioni di Sole, Marte e Plutone c’è poco da scherzare: vi piaccia o meno, è il momento di confrontarvi coraggiosamente col magma interiore, i buchi neri, le sfide rischiose, il non detto, l’imponderabile. E invece di correre spaventati dalla mamma, affilate le unghie. Intesi...? Amore. Litigi all’ultimo sangue e riappacificazioni appassionate: questa sì che è vita! (ma avvertite i vicini). Denaro. Ecco il settore in cui rischiare non giova. Anzi. Nuovo anno: 7 più (che non è poco).

Intraprendenti, volitivi e dinamici (sestili di Sole, Marte e Plutone), rischiate di lanciarvi con una sicurezza degna di miglior causa nella direzione sbagliata (quadrature di Mercurio e Nettuno): fatevi assistere da un bravo legale (o analista) prima di prendere decisioni di rilievo. Amore. Seduttività e carica erotica all’altezza della leggenda che vi circonda (ma non combinate guai…). Denaro. Diciamo che potrebbe andare meglio. Nuovo anno: 6 e mezzo (e non storcete il naso). R odeo M aga z ine G E N N A I O

Capricorno — Sole, Marte e Plutone viaggiano baldanzosi nel vostro Segno, infondendovi audacia, energie strabordanti e all’occorrenza anche un pizzico di implacabilità: sarete mica preda di un delirio di onnipotenza...? Amore. Un malandrino sestile di Venere promette incontri, tentazioni, avventurette e flirt (se siete in coppia ingoiate la pagina subito dopo averla letta). Denaro. Finanze solide e molto ben amministrate. Nuovo anno: 9 più (complimenti vivissimi).

Acquario — Gli orizzonti si dilatano, le occasioni si moltiplicano, i capelli ricrescono (in certi casi), insomma, la vita dice sì: cos’altro manca alla più assoluta, assolata, incontenibile felicità? La carica energetica che Marte in Acquario vi regalerà in un febbraio da fuochi d’artificio! Amore. Voglia di coccole sotto il piumone, con cioccolata grappino e sottofondo lounge (ogni tanto mica guasta). Denaro. Vento favorevole per tutto il mese. Nuovo anno: 10 (e vai!!).

Pesci — Mercurio, Giove e Nettuno affollano la vostra 12^Casa, quella che rappresenta il sogno, la magia, il miracolo, la fuga, l’arte, il genio e la sregolatezza: è il momento giusto per dar corpo a idee e desideri fino a ieri apparentemente utopici! E con tutta la grinta che vi assicurano i sestili di Marte e Plutone. Amore. Chi mai potrà resistervi ora che Venere brilla nel vostro cielo? Denaro. Occhio a non esagerare con la finanza creativa... Nuovo anno: 6 (8 per i pesciolini della 1^decade).


via BORGOSPESSO, 11 MILANO

Rodeo Magazine #53  

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