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RockStagE La prima rivista che parla della TUA musica

Gennaio 2012 N°09 Periodico Bimestrale Free

Band del mese: Album:

The beauty of fall, Atlante, Storia

Il momento dei

CAYNE

band del mese

E in più:

Le serate, le interviste esclusive e una nuovissima sezione!

X-UFO: RockStage c’era!

Speciale album!

Serata speciale per il primo numero del 2012: il ritorno sulle scene degli X-UFO! Ma anche Cayne, Monocromo e altri!

Numero speciale per aprire al meglio il nuovo anno! Ben nove album ascoltati per voi, tra i migliori sulla piazza!


UNNUOVOANNOCONILBOTTO Con questo nono numero di RockStage entriamo nel nuovo anno assieme. Questo duemiladodici è talmente inflazionato che mi rendo conto che avrei potuto scrivere un editoriale di 8 pagine, rilegato e copertinato, semplicemente nominando i Maya. Ma qui nella redazione di RockStage le cose non funzionano così, anzi. Qui si lavora su roba seria, si ascolta roba seria e di discute di roba ancora più seria. E infatti vogliamo iniziare il nuovo anno con il botto, rilasciando un primo numero pieno di album. Letteralmente pieno, non è che l’ho scritto tanto per farlo. Una sola serata in questo numero e ben

ben nove album. Avete capito benissimo: nove tra i migliori album sulla piazza recensiti per voi dalla redazione di RockStage che si arricchisce sempre più di talenti dalla testiera veloce. Dopo la new entry, Gilberto, altre new stanno per arrivare sotto il punto di vista dello staff. Quindi preparatevi ad una scarica di nuovi nomi pronti a scrivere sulle pagine della vostra rivista preferita. Non dimenticate che c’è un gran lavoro dietro ad ogni numero, mica si scrivono da soli! Tenendo a mente questa premessa, vi consiglio di lanciarvi tra gli album e di correre a

a leggere le recensioni che vi abbiamo portato, compresa quella sugli X-UFO. Sì, avete capito benissimo, una band con il botto per un nuovo anno con il botto.

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Danny


sommario rockstage numero nove gennaio duemiladodici

LE BAND 07 Anewrage 11 Monocromo

SERATE

03 X-Ufo + Cayne + guests

ALBUM 15 X-Torsion di Kenos 16 Sparks againsta darkness di Jet Market

SERVIZI

17 Fake mind a torture chamber di Plagueangels

01 Unnuovoannoconilbotto

18 With passionate heart di Andead

25 Coming Next

19 Here again di Knives Out

26 RockStage

20 4 mistakes di Why not loser 21 Has already past di 1000 degrees 22 Semplice di Monocromo 24 Addicted EP di Cayne

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X-UFO + Cayne + guests @Legend 54, 04/11/2011 3


TRE BAND PER APRIRE ALLE LEGGENDE: X-UFO.

a cura di Danny Martucci - Foto di Emanuela Giurano 4


RockStage torna alla carica, prima delle feste natalizie, con una serata di tutto rispetto. Il buon vecchio caro Filippo ci invita ad un concerto d’eccezione con band da paura che aprono... agli X-UFO! Sì, avete capito benissimo, le leggende. Ovviamente noi ci occupiamo solo di indipendenti ed emergenti, quindi non ci sarà una sezione per loro, ma le altre band presenti erano bene ghiotte. Anewrage, Monocromo, Cayne. E se l’ultimo nome vi è già noto, presto anche i due precedenti vi piaceranno da impazzire. La serata si apre con gli Anewrage, band “potente” in ogni senso. Il loro sound particolare è quanto di meglio per introdurci all’esibizione successiva, quella dei Monocromo. Pazzeschi. Vi dico solo che dopo la loro seconda canzone io e Davide avevamo 5


già deciso che sarebbero stati la band del mese. A priori. Ci regalano anche due cover di Caparezza, apprezzatissime, e poi lasciano il palco ai Cayne. Cayne che con la loro delicatezza e la loro forza sono risuciti a tenere in pugno il Legend 54, dalla prima all’ultima persona. I Cayne preparano per bene il terreno per lasciare poi spazio ai veri “big” della serata: X-UFO. Salgono sul palco ed è il caso in cui l’apparenza inganna: sono grandi d’età, e si vede, ma è

chiaro fin da subito che hanno una grinta che molti giovanotti non avranno mai in tutta la vita. D’altra parte qui stiamo parlando di una band che ha fatto la storia del prog-rock al fianco di nomi come Pink Floyd. Non so se mi spiego. Il loro sound è un’eco d’altri tempi, sporcato di moderno per poter stregare anche l’e orecchie più giovani e più esigenti. Hanno un livello tecnico eccezionale e riescono anche a strappare qualche sorriso con qualche

simpatico intermezzo in italiano. Uno sforzo per il cantante, ma evidentemente il nostro paese gli piace, perché non parla per nulla male la nostra lingua. Un’esibizione famtastica, e intanto ci scoliamo una birra perché allo scoccare della mezzanotte è il compleanno di Davide. E quale miglior cornice per festeggiare se non questa?

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“UNAFETTA NUOVA RABBIA” PERPER INIZIARE IN BELLEZZA. 7


ANEWRAGE

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Questi Anewrage non li avevo mai sentiti, eppure devo dire niente male. Certo si sono trovati ad aprire una serata non facile e farcita di nomi importanti. Ma partono lo stesso alla grande, spediti e potenti, con doppia voce subito a stroncare ogni dubbio sul loro talento. Un talento che è evidente nelle loro sonorità rock sfumate di metal ma anche di molto altro: una commistione di stili, più che di generi, che davvero li fa

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apprezzare particolarmente. Il bassista mette subito le cose in chiaro con una sfuriata impressionante di slap che pietrifica il locale lasciando a bocca aperta i presenti. Poi tocca al batterista mettersi in mostra, sul nuovo pezzo che presentano in loco. Il pezzo successivo, sempre nuovo, viene introdotto dal chitarrista: impressionante. Una intro di chitarra davvero mostruosa che ci fa capire di che pasta sia fatto. Veramente notevole

come pochi altri ne abbia sentiti in vita mia, nelal stessa fascia d’età. Ci mostra un tapping da maestro per un pezzo più melodico delgi altri. Davvero ottimo. “Il prossimo pezzo piace a chi piacciono i funghi allucinogeni (e le ballad)”. E il pezzo che segue non disonora le parole del cantante che effettivamente ci delizia con una ballad davvero ottima, mai monotona ma decisamente fresca e interessante.


Su questo pezzo può inoltre mettersi in mostra più che negli altri, creando un’atmosfera fantastica. Devo dire che per essere la mia prima volta al Legend 54 e la mia prima volta con gli Anewrage, mi è andata di lusso. Tecnicamente credo siano superiori a qualsiasi altra band della stessa età, perché sono davvero giovanissimi e hanno talento da poter regalare. Sono talmente sicuro che avranno un futuro radioso,

da poterci scommettere anche subito. Senza contare che la giovane età li mette nella condizione di poter migliorare a dismisura. Hanno soltanto bisogno di fare tanta esperienza e raffinarsi sotto ogni aspetto. La coesione e la sintonia si vedono e osono forti, quindi non mi resta che augurare a questi ragazzi ogni possibile fortuna. E se quello che vi ho scritto vi ha impressionati, dovresti immaginare cosa

sia stata la serata nel suo insieme. Una chicca perfetta come regala di natale, anche se con un mesetto in anticipo. E se ve la siete persa, problemi vostri, non tornerà.

Danny

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CROSSOVER ALL’ITALIANA PER UNA BAND DAL SOUND FRESCOSTUPIRE. CHE SA

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MONOCROMO

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Monocromo. Uno di quei casi in cui arrivi, ti danno il loro disco e non ti aspetti niente di particolare. Poi attaccano a suonare e ti lasciano di merda. Sono rimasto letteralmente travolto da questa band al punto che il mio quaderno con gli appunti della serata è vuoto alla loro voce, perché mi sono lanciato nella folla a saltare come un dannato. A questo aggiungete le parole del buon Davide: “ogni tanto qualche cover ci vuole, 13

rinfresca l’esibizione”. Ecco, loro fanno crossover all’italiana. A questo sommate le due cover di Caparezza che hanno fatto, Abiura di Me e La fine di gaia, e capirete di cosa sto parlando. Sono veramente travolgenti e con una carica di energia fuori da ogni logica. Doppia voce al timone della nave e la qualità si vede. Il loro stile è inconfondibile e vi farà ballare e scatenare come poche altre band sanno fare. I Monocromo sono

tra le migliori band sul panorama italiano, ormai fiacco, che ogni tanto vede spuntare delle perle di questo calibro. Tecnicamente sono eccelsi, e sono anche affiatati e si vede. Non sarebbe facile altrimenti coordinarsi sul palco in così tanti e soprattutto con due cantanti, senza il giusto grado di coesione. I musicisti garantiscono una solida base musicale su cui le due voci possono letteralmente “spaccare” le orecchie di chi si trova nei paraggi.


In aggiunta hanno una carica e un’energia davvero esplosive, di quelle che non trovi facilmente in giro e che quando le prendi non puoi (e non vuoi) più lasciarle andare. E infatti io ho preso il loro album e me lo sono ascoltato fino allo sfinimento, poi mi sono reso conto che era il momento di metterli sull’mp3 e portarmeli in giro, e vi assicuro che non è una cosa che capita spesso. Infine ho deciso di lasciare il disco a

Davide in modo da condividere con lui questa meraviglia. E gli è piaciuto. Al punto che ha voluto farne la recensione che potete trovare in fondo a questo numero. Quindi Monocromo band del mese a tutti gli effetti. Ci hanno fatto divertire, saltare, urlare, cantare e passare più di una buona mezzora senza pensieri e senza problemi, per il solo gusto di ascoltare buona musica.

Se non li avete mai ascoltati live dovete rimediare perché sono sul podio della scena italiana indipendente. Questa è la musica che va supportata, questi sono i ragazzi che devono diventare qualcuno. Perché hanno qualcosa da dire, ma prima ancora hanno cuore e carattere. E avranno sicuro successo.

Danny

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X-TORSION di KENOS

ALBUM

Revolver Revival e AddictionXtinction sono due pezzi

Una sera triste e scura metto in libreria X-Torsion dei Kenos: spengo la luce di camera mia e mi lascio infatuare liberamente dal suono di questi ragazzi, che hanno carattere e passione. Le prime due tracce, Room Sexteen e 2012 Omega Assimilation ci introducono all’atmosfera frenetica, malinconica e a tratti riflessiva di questo gioiellino: dall’inizio ha un’apertura quasi doom, seguita da una scarica di death impazzito con un blast beat di fondo che sembra un carro armato. Encounter è violenza allo stato puro: scream e growl incazzati neri e riff che sono coltellate al pancreas. 15

I Remember è una specie di

pausa psichedelica che introduce la title track X-Torsion dove la band riprende l’usuale ritmo scatenato senza stancarsi mai per poi procedere in una fantastica outro strumentale che richiama il metal di avanguardia. Bitchswitch è più orecchiabile ed introduce Erocktika, un brano particolare e intenso con un muro del suono travolgenteed, emozionante.

tipicamente black metal trainate da pesantezza, oscurità e growl/scream viscerali. Poi Eyes Of Hurricane Part 2, pezzo che mi fa riflettere: un’ottima outro che fa assimilare all’ascoltatore perfettamente tutto ciò ascoltato prima e dimostra che anche chi suona metal può essere versatile. La canzone è una strumentale composta da chitarre acustiche che hanno vari richiami “classicheggianti”: ditemi se è poco! Chi ama il metal “spinto” passerà un’oretta fantastica ascoltando questi Kenos, che davvero sono notevoli. Gilberto


SPARKS AGAINST DARKNESS di JET MARKET

Questi Jet Market “spuntano” fuori dalla realtà romana ma sembrano urlare California ad ogni nota che esce dal loro disco. Il loro è un hardcore punk fortemente influenzato dalle sonorità d’oltre oceano, senza contare la voce che sembra fatta apposta per ricalcare quel filone musicale. L’album si apre con una intro spedita e cattivissima,

Si procede spediti con ritmi incalzanti fino alla sesta traccia, You Can Always Make my Day, più tranquilla e Lame Attempts at Improving dalle sfumature più emocore, a Lost Art, e prosegue benis- che dimostra la versatilità simo con My Deep Black di questi ragazzi. The MissNights, con dei cori decisa- ing Link è sicuramente il mente notevoli. La musipezzo più ricco di sfumature calità è la loro forza: non dell’intero disco e non si manca mai, infatti, la giusta può fare a meno di sofferdose di melodia per questo marsi su di esso per più hardcore in puro stile L.A.

ALBUM

di un ascolto. Bellissimi gli stacchi e le ripartenze, ottimi i cori e la qualità strumentale: tanta. ma tanta tecnica. Il disco si conclude poi con un’ottima Myth Became

Legend. Legend Became History dai toni più cupi e

meno spensierata dei precedenti, ma comunque perfetta per concludere questa storia. Se vi siete chiesto come mai ho scritto “spuntano” all’inizio, tra le virgolette, beh è perché questi ragazzi suonano in tutta Europa ormai dal 1998... praticamente un’eternità. E sono fottutamente in gamba. Danny 16


FAKE MIND A TORTURE CHAMBER di PLAGUEANGELS

Questi PlagueAngels sono un gruppo simpatico che con Fake Mind A Torture Chamber ci propone un buon thrash-metal. La qualità non è delle migliori, è piuttosto lo-fi, però dà all’album un’aria più cazzona e “old fashioned” che richiama appunto le registrazioni dei gruppi hardcore punk che ispirarono ai tempi il trash e a tratti i primi album dei padri fondatori del thrash. Il ritmo è piuttosto uniforme e non si assiste a nulla di estremamente ecclatante, i soliti dogmi del trash metal sono ripetuti in modo impeccabile, senza però aggiungere nulla di nuovo. 17

ALBUM

linfa vitale degna di nota, è cosa buona è giusta. Mi piace immaginarli ai live come metallari potenti che sanno coinvolgere la folla con del sano headbanging, sono sicuro che l’attitudine sul palco a loro non manca. Se siete amanti del genere Sicuramente si sente e volete passare dei buoni l’influenza degli Slayer, 25 minuti a ritmo thrash l’album ricorda le loro sostenuto, ascoltatevi Fake prime registrazioni (Show Mind A Torture Chamber No Mercy per esempio) e anche un po’ di Megadeth dei Plagueangels: vi ritrovnell’attitudine (in quanto a erete nel giro di due secondi velocità e riff/assoli schizzati a scatenarvi in camera vostra (o in salotto...) col birrozzo di chitarra). Sicuramente non c’è nulla di in mano! nuovo nella loro musica, ma Gilberto riproporre un genere che nel corso degli anni è andato perduto, tra l’altro con una


WITH PASSIONATE HEART di ANDEAD

A Passionate Heart è il nuovo lavoro degli Andead, nati dalla mente dell’eclettico Andrea Rock, voce della band e volto per Virgin Television. Eppure questo disco, dopo l’ascolto, lascia l’amaro in bocca. No, non è la presenza di una cover, I Drove all Night, e neppure il fatto che i pezzi che si salvano davvero sono pochi, il problema è ben altro. Qui c’è qualcosa di profondamente sbagliato. Ad un’ascolto superficiale si nota subito la somiglianza del loro sound con quello dei più noti Social Distortion (di cui Andrea Rock ha anche una cover band, i Ball and Chain, vedi RockStage n. 5), ma ad un ascolto più

ALBUM

attento, si vede che questa è più di una somiglianza: in alcune parti sembra di stare ascoltando veramente i Social Distortion e non gli Andead. Si tratta di personalità. Ad ogni modo l’album si apre con My Little Horror, primo estratto di cui è stato fatto un video molto piacevole, ma che ci stupisce per la voce di Andrea:

sembra quasi non essere la sua! Il disco passa in modo anonimo e indifferente, e non rimane impresso, tranne che per alcuni pezzi come Have you Ever, Punk Rock Revolution e It’s Not my Fault. Oltretutto la title track è una ballad che “sa di vecchio”: tutta roba già sentita. Qualità di registrazione ottima e qualità tecnica di musicisti e voce davvero sopra la media ma... non basta. Mi aspettavo molto di più da questa band e credo di non essere l’unico. Tanto vale ascoltarsi direttamente i Social Distortion. Danny 18


HERE AGAIN di KNIVES OUT

Primo disco per gli Knives Out, svizzeri e arrabbiati. Sì perché il filo conduttore di quest’album è un’innata rabbia graffiante che ad ogni pezzo sembra voler tirare giù le pareti. Già in apertura assistiamo ad una favolosa I’m Here, che suona proprio come un “ehi, tu, siamo qui cazzo!”, come se si potesse non notarli. Una buona base musicale e corale, per questo primo pezzo di apertura. Il disco mantiene la rotta graffiante intrapresa con il primo pezzo e resta “fedele alla linea”, tanto per fare una citazione forbita. Pezzi aggressivi ed eseguiti magistralmente, sporcati di quel 19

ALBUM

punk anni 90 che non si sente spesso sulle scene attuali. E nonostante i richiami a band ben più famose (Rancid vi dice nulla?) riescono comunque a mantenere una buona personalità originale e mai banale. I pezzi numero nove e dieci, Foe e No More Aid for Haiti, sono tra i più “brutali” dell’album e sputano veleno come pochi altri nell’intero disco. Tecnicamente sono

impeccabili, ognuno nel suo ruolo, e anche la qualità di registrazione è ottima, segno che si tratta di un lavoro sviluppato con senno e con passione, e non un prodotto pubblicato tanto per fare qualcosa. Si chiude con Welcome to the Crew, buon pezzo punk, che conclude alla perfezione i dodici brani del disco. Per essere un primo full lenght non posso che far loro i miei complimenti, ma spero che col tempo riescano ad affinarsi ulteriormente, per evitare il rischio di sprofondare nella massa sovrappopolata di gruppi punk che suonano tutti le stesse cose. Danny


4 MISTAKES di WHY NOT LOSER

Se siete in cerca di pezzi spensierati, scatenati e ballabili, siete nel posto giusto. Questi Why Not Loser fanno al caso vostro e il loro nuovo album 4 Mistakes, per quanto non sia il top dell’originalità, riesce comunque ad essere piacevole. Intendiamoci: è il secondo album della band quindi pare normale che non abbiano ancora quella maturità che li porterebbe a scrivere pezzi pregni di personalità. In compenso saccheggiano nomi più noti del punk, come i più noti Blink 182, aggiungendo per quella nota pop e melodica che non dispiace. Il disco parte con un pezzo leggero e veloce dal

ALBUM

titolo I Decided my Age, che fa da intro perfetta al disco. C’è una buona coesione e lo si ascolta soprattutto nei cori che popolano i loro pezzi. Tecnicamente sono ottimi e si vede la cura anche nella registrazione e produzione dell’intero disco, fatta per esaltare al meglio la natura scanzonata dei quattro. Particolarmente notevoli i

Loser e Someday,

quest’ultimo nella fattispecie, estremamente melodico e piacevolissio all’udito. Insomma niente di originale sotto il sole, ma di sicuro un album che potete apprezzare nella sua semplicità e capacità di tenervi occupati per tutta la durata del disco. Sono sicuro che il tempo e la maturità li aiuteranno a raggiungere lo stile personale che a tratti già trasmettono: sono giovani e questo è solo il loro secondo lavoro, dargli un po’ di tempo è il minimo. Danny 20


HAS ALREADY PAST di 1000 DEGREES

Questi 1000 Degrees sono un gruppo proveniente da Genova, e con il loro album Has Already Past si sono accapparrati la mia simpatia e un mi piace sulla loro band page “facebookiana”. La particolarità di questi ragazzi è offrire una musica tecnicamente complessa orientata generalmente sul metalcore. Il disco ci propone canzoni per lo più di breve durata (la più lunga è la traccia di chiusura No Brain No Pain) e “spedite”: nonostante questo i complessi arrangiamenti arrivano facilmente all’ascoltatore, accontentando sia i fanatici della tecnica, sia i fan del metal facilmente “gasabili”. 21

ALBUM

al fondo: il ritmo di My Last Chance è meno veloce, ma subisce una bella accelerazione sul finale e introduce No Brain No Pain, che termina in modo acustico a metà tra l’allegro e il malinconico, a testimonianza che Apre l’album Orso Grigen, questi ragazzi sanno essere un’intro perfetta: il riff dis- mansueti, quando vogliono. sonante iniziale è una mini- L’unica obiezione (insigsfuriata math che ricorda i nificante) è che avrei voluto sentire un po’ di scream, che Converge, segue una cavalcata orecchiabile, ritmata secondo me avrebbe dato e tecnica allo stesso tempo. maggiore “spinta” ad un ritmo già bello incalzante. Un mix perfetto. Si continua così, e si viene Datemi retta, ascoltatevi coinvolti in Orango Dance. questo album: compratelo su iTunes, così supporterete Giuro che mi sono alzato dalla sedia e mi son messo a una scena italiana che sorprende ogni giorno di più! fare headbanging. Gilberto A ritmi spediti si arriva al


SEMPLICE di MONOCROMO

Dopo aver visto i Monocromo live, e averli apprezzati talmente tanto da inserirli in direttissima nell’olimpo delle nostre band del mese ora è il momento di analizzare Semplice, il loro primo lavoro. Dopo l’introduzione c’è la prima traccia, che dà il titolo all’album, mi fà sorridere e mi spinge a continuare l’ascolto, potendo nella tranquillita di casa ascoltare con più attenzione i testi delle canzoni, oltre alla loro potenza. Nella maggior parte delle canzoni viene trattato come tema principale il degrado di questa nostra società malata con la cattiveria tipica del genere Crossover in cui si possono facilmente

ALBUM

classificare. Un album che quasi per tutta la sua durata viaggia (citando il titolo di una canzone) Oltre il Limite, andando a rallentare solo su La Soluzione, piccola tregua per riprendere fiato a quasi metà album, e Luce Svegliati, bellissima conclusione di questo album. Una menzione speciale va a Terra Arida, la canzone che prefe-

risco tra tutte, che parla del sogno di un mondo ormai dominato da robot creati per eliminare il pensiero umano troppo corruttibile, e a Chù-Cha Manuber, pezzo che mi ha fatto veramente “sganasciare” dalle risate durante l’ascolto. Un album veramente imperdibile per gli amanti del genere, che presenta questa band in modo egregio e che merita un posto di tutto rispetto nella mia raccolta personale, dato che in due giorni lo ho praticamente consumato ascoltandolo.

Davide 22


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ADDICTED EP di CAYNE

ALBUM

da perle come Addicted e Togheter As One, pezzi belli carichi insomma ma che permettono di conoscere a fondo lo stile ineguagliabile di questa band riconducibile al Gothic Metal, anche se secondo me ricondurli a un solo genere e troppo restritDi tempo ne è passato i Cayne ci hanno messo parecchio da quando nel del loro per farsi conoscere tivo. Cosa dire alla fine? Il primo ascolto purtroppo è nostro primo numero recen- come si deve con questo simmo i Cayne, ed è proprio loro primo lavoro in questa durato solo una ventina di da allora che bramiamo un nuova veste. Se conoscete la minuti, replicato per altre loro Ep tra le nostre mani. band è impossibile che uno tre volte di seguito, dato Finalmente dopo tanto dei brani non vi piaccia, si che è veramente un piacere ascoltarli, ma nonostante tempo questo momento è tratta infatti di quelli che arrivato. Ok, sinceramente sono i loro migliori pezzi, questo sono soddisfatto di avere tra le mani il primo dopo tanta attesa penso che partiamo infatti dalla già EP di una band che sono simi sarei aspettato qualcosina citata My Damnation per di più, infatti la grossa delu- andare a finire con una pr- curo farà sempre più parlare sione arriva quando scopro eziosa versione live di In My di se in futuro. Davide che l’album presenta sola- Eyes Return, divise tra loro mente 4 tracce più il video ufficiale di Addicted (primo video per la band), la consolazione però arriva già dalla prima canzone, My Damnation, la qualità di registrazione infatti lascia capire che anche se i pezzi sono pochi 24


Hey, state attenti!

RockStage non dorme! Nuove band! Nuove serate! Nuovi album! Non perdetevelo, il 15 marzo solo su www.rockstage.it 25


ROCKSTAGE

RockStagE La prima rivista che parla della TUA musica

DIRETTORE RESPONSABILE Davide Bruno CAPOREDATTORE Danny Martucci REDAZIONE Gilberto Giannacchi GRAFICA E ART DIRECTION Danny Martucci FOTOGRAFIE Elena Di Vincenzo Emanuela Giurano RESPONSABILE MARKETING Davide Bruno CONTATTI redazione@rockstage.it posta@rockstage.it ARRETRATI www.rockstage.it DISCALIMER RockStage è un progetto nato a scopo divulgativo e, quindi, non a scopo di lucro. Il magazine è gratuito ed esce con periodicità bimestrale. Tutti i contenuti sono autorizzati dagli interessati. Il materiale testuale e grafico presente nel sito e nel magazine è di proprietà di RockStage ed è protetto da licenza Creative Commons, come indicato in homepage. Qualora qualcuno riconoscesse, tra quello pubblicato, del materiale su cui si vanta diritto d’autore è invitato a farlo presente allo staff di RockStage, il quale si dichiara disponibile a citarne l’origine o in alternativa a rimuoverlo da sito e/o magazine. RockStage declina ogni responsabilità per i contenuti di siti terzi raggiungibili mediante collegamenti ipertestuali. Nessuna responsabilità è inoltre assunta in merito a messaggi di testo apposti dagli utenti nel forum e nella pagina facebook del progetto.

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Rockstage n9 Gennaio 2012  

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