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Ciampino: ridurre il traffico aereo! Opuscolo informativo a cura dell’Assemblea Permenente NO-FLY / Feb 2011

L'incredibile aumento dei voli a Ciampino Dal 2001 ad oggi i voli sono più che raddoppiati ma prima dell'inizio della crisi economidi passeggeri. Nel 2011 siamo tornati ai livelli dell'anno in cui la popolazione di Ciampino, delle frazioni di Marino e di alcuni quartieri di Roma hanno iniziato la dura lotta per ottenere la diminuzione dei voli. Ma tutto questo non deve illuderci perché purtroppo questa temporanea riduzione è dovuta a scelte aziendali e non alle problematiche ambientali e sanitarie ormai accertate.

Inquinamento Acustico: 60 voli al giorno possono bastare! Questa, in sintesi, la principale conclusione dello studio CRISTAL condotto da ARPA-Lazio. vari quadranti di Ciampino, Marino e del X Municipio di Roma. La zonizzazione acustica è stata invece approvata (con 13 anni di ritardo!) solo da pochi mesi. le attività aeroportuali così intense, circa 160 voli al giorno, producono gravi danni alla salute delle 15.000 persone esposte all'inquinamento acustico. Non solo, ma essendo incompatibile un così elevato numero di voli in transito con la vicinanza delle abitazioni (e con il sorvolo su di esse come a Cava dei Selci e S.Maria), c'è l'obbligo di porre rimedio a questa situazione.


Lo strano andamento dell'inquinamento a Ciampino e in provincia Da quando l'ARPA Lazio ha installato la centralina di monitoraggio per le polveri sottili PM10 nel 2006 i dati indicano una costante diminuzione del concentramento di questi pericolosi agenti inquinanti. Per legge, superati i 35 giorni di sforamento, ogni comune è obbligato a prendere provvedimenti al fine di tutelare la salute pubblica della popolazione. In realtà, le uniche iniziative intraprese a Ciampino, inutili e perciò non replicate, sono state le targhe alterne nel 2008. Come si spiega però una così drastica diminuzione delle PM10 se il traffico aereo è diminuito solo del 17% (dopo essere quasi triplicato!) dal 2007 ad oggi ? Quello automobilistico di sicuro non è neanche diminuito. Non solo, lo stesso si è verificato in altri comuni della Provincia di Roma monitorati sempre da ARPALazio: sempre nel periodo 2007-2010, a Colleferro i giorni di sforamento dei limiti sono passati da 99 a 53 mentre a Guidonia da 54 a 12. Dati positivi ma senza una convincente spiegazione scientifica: come è stato possibile ?

Salute e inquinamento atmosferico: nessun provvedimento Dopo il doveroso accenno al riguardo del problema dei pericolosi livelli di rumore prodotti dalle attività aeroportuali è necessario chiedersi come mai nessuna autorità competente abbia avviato (o ne abbia dato notizia) studi riguardanti le malattie connesse al pesante inquinamento atmosferico. Tra polveri sottili, ossidi di azoto e altri scarti della combustione del kerosene si calcola che ogni giorno piovano dal “nostro” cielo circa 40-60 tonnellate di agenti inquinanti. Del resto, lo stesso studio denominato “SERA” portato avanti dal Dipartimento di Epidemiologia e dalla ASL RM-H, condotto su circa 600 persone residenti a Ciampino e Marino riporta queste conclusioni: “i risultati dello studio depongono per una associazione tra rumore aeroportuale e danni alla salute nei soggetti maggiormente esposti (classe>65 e <=75 dBA), in particolar modo l’aumento della pressione arteriosa e il fastidio da rumore. I risultati relativi all’aumento della frequenza di disturbi respiratori nel gruppo dei maggiormente esposti potrebbero essere messi in relazione con l’inquinamento

atmosferico derivante dalle attività aeroportuali, ma si rendono necessari ulteriori approfondimenti su questo aspetto”. In poche parole, viene accertato che il rumore crea problemi di pressione arteriosa e disturbi nervosi e allo stesso tempo viene vericato un elevato consumo di farmaci contro le malattie respiratorie in correlazione con la vicinanza delle persone sottoposte ai test al perimetro di recinzione dell'aeroporto. E questo, anche se lo studio “SERA” non è stato realizzato nello specifico per valutare le problematiche sanitarie relative all'inquinamento atmosferico ma solamente per quelle riguardanti il rumore. Per questo l'Assemblea “No-Fly” ritiene necessario quanto prima che si effettui un check-up sanitario sulla salute della popolazione ed ha consegnato beb 750 firme di genitori e lavoratori delle scuole elementari e materne affinché questo abbia inizio proprio negli edifici scolastici dove alunni, insegnanti e non-docenti trascorrono 7-8 ore al giorno, tutti i giorni, per molti anni risultando quindi tra i soggetti sicuramente più esposti all'inquinamen-

Viterbo: l'aeroporto non si fa più Ricorderete tutti che a novembre del 2007 venne dato il sommo annuncio della realizzazione del terzo scalo regionale a Viterbo e che il primo volo sarebbe partito entro il 2010. Veniva spacciata la sua realizzazione come il passo decisivo per spostare i voli di Ciampino in un altro scalo. Da subito l'Assemblea No-Fly si oppose alla costruzione di un eventuale nuovo scalo, onde evitare la “ciampinizzazione” della splendida Tuscia, e affermò che si trattava solo di un diversivo non realizzabile ma da dare in pasto alle popolazioni di Marino e Ciampino per tranquillizzarle. La notizia è che l'aeroporto a Viterbo non si costruirà più e, forse, se ne riparlerà dopo il 2020, comunque non prima di aver costruito tutte quelle infrastrutture (ferrovia in primis) di collegamento con la Capitale. Una vittoria per la salute dei cittadini della Tuscia e l'ennesima conferma delle strumentalizzazioni delle amministrazioni locali, regionali e nazionali che sono comunque servite per tre anni a far sì che molti abitanti di Ciampino, S.Maria delle Mole, Cava dei Selci e Frattocchie restassero in attesa di una (finta) soluzione credendo (o, purtroppo, sperando) a quanto annunciato da televisioni e giornali.


Di seguito riportiamo una breve cronistoria delle principali vicende dell’anno 2009-2010 riguardanti la vertenza contro l’aumento dei voli nell’aeroporto di Ciampino. 2009 27 marzo: pubblicazione dello studio “Cristal”. Primo ed unico studio ufficiale sull’inquinamento acustico prodotto dal traffico aereo nell’aeroporto G.B. Pastine. Dallo studio emergono dati allarmanti: le zone del centro abitato di Ciampino, Cava dei Selci e S.Maria (per un tot. di 14.638 abitanti) che rappresentano “l’intorno aeroportuale”, sono costantemente esposte ad un livello di emissioni sonore superiori ai limiti previsti dalla legge. Nello studio, «…ai fini dell’ottimizzazione dell’impatto acustico sulla popolazione…», si indica un numero di movimenti aerei al giorno non superiore alle 60 unità. 15 maggio: primo dei due incontri chiesti da Perandini e Palozzi al ministro Matteoli, ai quali quest’ultimo non si presenta, interrompendo la pseudo-trattativa per la riduzione del traffico aereo a Ciampino. Il segnale del Ministero è chiaro: il traffico aereo commerciale a Ciampino raccoglie molteplici ed enormi interessi economici quindi non può essere chiuso. 26 maggio: dopo il forfait del ministro Matteoli al secondo incontro coi sindaci, Ciampino e il resto dei comuni colpiti, annunciano «ricorsi giudiziari» nei confronti degli organi statali competenti per il disastro sanitario prodotto dall’aeroporto. E’ doveroso chiarire che dal 27 marzo, data di pubblicazione dei dati del Cristal, il sindaco ha più volte proclamato, a mezzo stampa, l’«emergenza sanitaria» nella città, senza però produrre alcun atto formale volto ad arrestarne le cause. 15 luglio: a due mesi dalle “minacciose” dichiarazioni di Perandini e dalla bufera mediatica attorno allo studio Cristal, sembra calare il silenzio più assoluto. L’Ass. No-Fly organizza un intervento al consiglio comunale tentando di mettere al centro la questione aeroporto. Diviene necessaria l’interruzione del consiglio; una delegazione dell’Ass. lì presente chiede al sindaco di emettere un’ordinanza di chiusura degli spazi pubblici esposti all’inquinamento (art. 50 e 54 della legge 267/2000). Il provvedimento avrebbe rappresentato una posizione efficace e proporzionata alla gravità della situazione, fornendo inoltre uno strumento concreto al sindaco per intraprendere una reale trattativa col Ministro per la riduzione del traffico aereo. Tuttavia, il sindaco e il presidente del consiglio invocano la forza pubblica per identificare i manifestanti. 17 luglio: incontro tra una delegazione di cittadini No-Fly e il sindaco. Si discute della proposta fatta dai cittadini al consiglio del 15 luglio: il sindaco definisce “impopolare” e “impraticabile” il provvedimento di chiusura degli spazi pubblici, ammette in sostanza di rifiutare la proposta poiché scomoda e sconveniente. Alla richiesta di un check-up sanitario complessivo per studenti e lavoratori di Ciampino da anni esposti all’inquinamento aeroportuale, il sindaco risponde:«pensateci voi». Perandini e il fido Lavagnini (vicesindaco) dichiarano di avere in serbo una «…grande operazione mediatica…» di lì a breve che scuoterà il pantano istituzionale. L’Ass. No-Fly denuncia l’immobilismo dell’amministrazione e fa partire la campagna di raccolta firme per chiedere il check-up sanitario per alunni e lavoratori delle scuole. 22 luglio: come promesso, il sindaco sfodera, a “difesa degli interessi popolari”, un personaggio noto per aver difeso trafficanti d’armi, nazisti e politici corrotti: l’avv. Carlo Taormina. Ad una conferenza stampa molto partecipata (dai giornalisti) dl’avv.Taormina dichiara che il suo primo passo sarebbe una diffida al ministro Matteoli per inadempienza ai propri doveri istituzionali, poi si passerebbe alla denuncia penale. L’uso improprio e fuori luogo dell’art.1219 c.c. concernente la “diffida ad adempiere”, dimostra l’inconsistenza di tutta l’operazione, incentrata esclusivamente sull’effetto mediatico. Si scopre in seguito, tramite richiesta di accesso agli atti che l’avv. Taormina, contrariamente a quanto dichiarato, ha ricevuto dal comune di Marino e Ciampino migliaia di euro di compenso per la procedura legale. La messa in scena dura un paio di mesi. 10 ottobre: un quotidiano nazionale riporta la notizia che il comune di Ciampino avrebbe riscosso, in soli 4 anni, un finanziamento di 350.000 euro dai diritti d’imbarco. Il Comune ha tenuto nascosto per quattro anni i soldi riscossi tramite legge 350/2004 e destinabili alle misure di contenimento dei danni provocati al territorio dalla struttura aeroportuale. L’Ass. No-Fly denuncia la grave omissione e chiede al comune di veicolare i finanziamenti verso un check-up gratuito da concordare con la Asl. L’amministrazione risponde ufficialmente, affermando di aver speso l’intera somma per le vertenze legali a sostegno della riduzione dei voli. Il comune tiene nascosto il dettaglio di queste “spese legali”. Pochi giorni dopo nasce “Il cielo sopra Ciampino” bollettino informativo autoprodotto dall’Ass. No-Fly, distribuito in 2.500 copie 1 dicembre: presentazione dei dati dello studio epidemiologico SERA sull’inquinamento acustico: esso stabilisce la relazione tra alcuni disturbi alla salute e l’inquinamento acustico aeroportuale fornendo percentuali preoccupanti. I tecnici della Asl rilevano anche molti disturbi alle vie respiratorie riscontrati tramite l’elevato consumo di farmaci.


2010 6 marzo: i Movimenti contro le nocività del Lazio, tra i quali l’Ass. No-Fly, danno vita ad un presidio unitario a p.zza S. Apostoli dove si esprimono le diverse istanze popolari riguardanti le gravi situazioni ambientali dei territori. 18 giugno: l’Ass. No-Fly organizza un’iniziativa pubblica al parco Falcone di S.Maria delle Mole, una delle zone maggiormente colpite dal traffico aereo, invitando Ascanio Celestini il quale si esibisce in vari sketch sulla questione aeroporto e non solo. L’iniziativa riscuote un discreto successo con partecipazione di alcune centinaia di persone. 1 luglio: seconda seduta della conferenza dei servizi per la realizzazione della zonizzazione acustica dell’aeroporto di Ciampino. La conferenza approva l’impronta e la zonizzazione acustica dell’intorno aeroportuale; il provvedimento sarà ratificato dalla presidenza della regione e ciò avverrà solo ad ottobre. Nei giorni successivi verrà proclamata vittoria dall’amministrazione per un passaggio, quello della zonizzazione, considerato decisivo per la definizione di illegalità del Pastine. Alla stregua delle false notizie fornite dai quotidiani negli anni precedenti su immediate e certe risoluzioni del problema, il Messaggero pubblica un articolo nel quale pare risolta l’annosa questione aeroporto. I cittadini dell’Ass. No-Fly riconducono il fatto ad un contesto realistico: la zonizzazione viene fatta in ritardo, con l’apporto di una conferenza dei servizi che sopperisce all’incapacità della commissione aeroportuale e non rappresenta di per se una vittoria. La lotta prosegue. 29 luglio: I sindaci di Marino e Ciampino dichiarano di aver inoltrato un ricorso al Tar del Lazio contro Enac e ministero dei trasporti per la mancata ri-determinazione della capacità operativa dell’aeroporto Roma-Ciampino, finalizzata alla riduzione dei voli, a seguito della zonizzazione acustica approvata il 1 luglio. 6-7-8 agosto: campeggio di lotta contro l’inceneritore di Albano. L’Ass. No-Fly partecipa alla tre giorni di iniziative nei pressi della discarica di Roncigliano organizzata dal Coordinamento contro l’inceneritore di Albano. settembre-ottobre-novembre: in questi mesi riemerge con forza la questione dell’aeroporto di Viterbo attraverso numerosi incontri e riunioni istituzionali tra ministero dei trasporti, comune di Viterbo, Cipe, consiglio provinciale di Viterbo, ecc., con interventi di vari esponenti politici favorevoli alla realizzazione dell’opera. Al termine della bufera istituzionale, il Governo dichiara: «se tutto va bene Viterbo si costruirà nel 2020». Il Cipe non finanzia il progetto e finalmente crolla, dopo cinque anni, la chimera del terzo scalo portando con se la tanto promessa finalità sostitutiva dell’aeroporto di Ciampino. 8 ottobre: l’Ass. No-Fly termina la campagna per il check-up sanitario. Consegnate alla Asl Rmh 750 firme raccolte nelle scuole di S.Maria delle Mole, Cava dei selci e Ciampino per la realizzazione di un controllo medico dei soggetti maggiormente esposti all’inquinamento atmosferico aeroportuale. 22 ottobre: si riunisce la Commissione aeroportuale per l’adeguamento delle “curve di rumore” disposto dalla zonizzazione acustica; il provvedimento pone il divieto di decollo in virata sopra parte della frazione di S. Maria delle Mole. La modifica unilaterale di alcune curve di rumore (del tutto ininfluenti rispetto all’entità delle emissioni acustiche) avvenuta alcuni giorni prima ad opera di Enac, sancisce la volontà del ministero dei trasporti di intervenire attraverso adeguamenti burocratici, mantenendo il traffico commerciale al Pastine. 8 e 15 novembre: assemblee pubbliche nella sala convegni di Ciampino indette dall’Ass. No-Fly. Nelle assemblee si rilancia un’assemblea cittadina sulle nocività: inquinamento aeroportuale, cementificazione selvaggia, contaminazione delle acque potabili e radon. 1 dicembre: con sentenza n° 34865/2010, il Tar del Lazio, pur ritenendo valide in giudizio le ragioni delle parti ricorrenti, respinge il ricorso presentato dai sindaci di Marino e Ciampino che chiedeva di obbligare l’Enac ad emettere, con procedura d’urgenza, un’ordinanza di spostamento dei voli a Fiumicino. 13 dicembre: assemblea cittadina sulle nocività del territorio tenuta alla scuola elementare “Repubblica” di S. Maria delle Mole. Nell’assemblea intervengono geologi, medici, giornalisti e referenti di comitati territoriali, affrontando diverse tematiche nell’ambito delle nocività ambientali. Oltre la tematica dell’aeroporto, suscita interesse la questione della contaminazione delle acque potabili. L’incontro rappresenta un buon punto di partenza per il rilancio delle iniziative di opposizione alla devastazione ambientale del territorio.

Ciampino: ridurre il traffico aereo!  

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