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non e mai

troppo tardi Non certo per i treni, e per i nostri appuntamenti che rischiano di saltare per gli inconvenienti ormai cronici. Non è mai tardi, invece, per appassionarsi alla buona politica, alla tutela del bene comune, dei nostri valori, dei patrimoni fatti di ricchezza umana e di speranza. Non è mai tardi per tentare di ridare un minimo di dignità alla qualità della vita di tante persone e famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Non è mai tardi per restituire il maltolto, per eliminare gli sprechi, per riprendere in mano il filo del discorso comune, per ritrovare le parole giuste, per riparare ciò che non funziona, per non considerare più i disagi di alcuni come “affare loro”, in due parole: per una solidarietà effettiva. Non è mai tardi per fare bene. Perché la “giustizia sociale” non sia un’illusione ma un vero progetto.

NON è MAI TROPPO TARDI Numero 1 Speciale supplemento di DEMOCRAZIA SOLIDALE NEWS Autorizzazione Tribunale di Roma n.411 del 15/12/2008 Direttore responsabile Tullio Capocci Coordinamento editoriale Rolando Galluzzi Redazione Via dei Marsi 73 - 00185 Roma coordinamento redazionale Vittorio Sammarco

Più giustizia sociale, zero sprechi

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a coesione sociale è un valore fondamentale per un Paese democratico come l’Italia. Perché si basa sulla verifica quotidiana e concreta che non ci sono cittadini di serie A e di serie B, e che leggi e scelte amministrative vengono fatte secondo il principio dell’uguaglianza, sostanziale e non solo in teoria. Come ci insegna la Costituzione. Ma questo fondamento è in crisi. L’Istat ci dice che la percentuale di persone a rischio di esclusione sociale in Italia sono passate dal 26,3% del 2010 al 29,9 del 2011. Ed è un aumento superiore alla media europea. Quasi il trenta per cento degli italiani rischia, in breve tempo, di diventare povero. E quindi di andare ad aggiungersi ai 2milioni e 782mila già in povertà relativa (l’11 delle famiglie residenti). Certo, lo si spera davvero, non tutte quelle a rischio lo diventeranno, ma già pensare che da qui al 2020 (l’anno della proiezione statistica) la loro vita sarà appesa al filo del bilancio mensile, stressata da imprevisti, condizioni di salute, spese per la casa, impegni economici non ponderati con prudenza, e soprattutto dall’incertezza sul reddito da lavoro, preoccupa e non poco. Significa che la percezione della propria cittadinanza diventa nel tempo labile e inconsistente. Primum vivere… Per evitare che la crisi determini il peggioramento della situazione per quelle famiglie e quindi lo scivolamento dal rischio a

condizioni di povertà effettiva, bisogna diminuire le disuguaglianze. Secondo dati dell’istituto europeo Ocse le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi oggi (e non solo in Italia) sono più accentuate di 30 anni fa. I ricchi sono più ricchi, e i poveri più poveri. Ma aggiunge anche un’altra considerazione importante: “Mettendo in relazione l’indice di disuguaglianza di Gini, con il livello del Pil pro capite emerge l’esistenza di un’associazione statistica positiva fra equità e crescita economica”. In sostanza i paesi europei più egualitari non solo sono cresciuti di più nel periodo 2005-2010, ma presentano anche, alla fine del periodo, un prodotto pro capite maggiore rispetto a molti altri paesi più disuguali. In sostanza: laddove sono state fatte adeguate politiche di redistribuzione il Paese è cresciuto nel complesso. “Giustizia sociale”, quindi, alla fine significa anche più ricchezza per tutti. E ciò che si dovrebbe fare, in Italia a tutti i livelli. Come? Con una politica fiscale che favorisca le famiglie con figli (e quindi a maggior rischio povertà); sostenendo e rafforzando il Welfare, che invece secondo alcuni sembra essere il responsabile del debito pubblico; con adeguate politiche dei redditi che non penalizzino i lavoratori nel nome della competitività. E soprattutto evitando di sprecare le risorse che lo Stato acquisisce con la contribuzione dei cittadini. Questo è davvero un delitto ormai non più tollerabile.

IO E LA POLITICA: un viaggio fatto d'impegni... e che continua

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alve. Sono Claudio Cecchini e voglio raccontarvi la mia esperienza di vita. È stata caratterizzata da scorrimenti su binari veloci e cambi di corsia, situazioni a cui anche voi siete abituati, e da soste importanti, tappe fondamentali che hanno dato una svolta al mio percorso. Cominciamo, dai nastri di partenza. Prima tappa: famiglia e lavoro, la responsabilità Sono nato a Roma il 12 gennaio del 1959. Sono sposato con Sara e ho due

figli, Luca di 22 anni e Francesca Romana di 12. Dopo la maturità scientifica mi sono iscritto alla Facoltà di Scienze politiche, ma ho dovuto lasciare gli studi per impegni di lavoro. Nel 1983 ho collaborato con la società di architettura ed edilizia “Centrodom” come responsabile delle relazioni esterne e dei rapporti con gli enti religiosi. Seconda tappa: la Caritas, una svolta di coscienza Dal 1982 al 1984 sono stato obiettore di

coscienza in servizio civile presso la Caritas diocesana di Roma. Nel 1984 vengo assunto dalla Caritas come responsabile dell’Ufficio obiezione di coscienza, del settore amministrativo e della segreteria generale occupandomi della pianificazione e programmazione delle attività, delle pubbliche relazioni e dei rapporti con gli enti locali e le istituzioni. Esperienze che saranno fondamentali nella mia futura attività politica. In quegli anni collaboro alla prima edizione dell’Annuario generale

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delle strutture sanitarie della Chiesa cattolica nel mondo, e con le ACLI, per la realizzazione del Rapporto sull’associazionismo sociale in Italia, e con la CEI, Conferenza Episcopale Italiana, per la costituzione del Servizio per la promozione del sostegno economico. Nel 1989 sono stato segretario generale della Caritas diocesana e poi, come Vicedirettore, responsabile degli aspetti organizzativi, del coordinamento esecutivo dei settori di attività e del funzionamento dei servizi amministrativi. È in questo periodo che collaboro con quella straordinaria figura di prete e di uomo che fu don Luigi Di Liegro apprezzandone le qualità umane e cristiane e la sua lucida visione su come nascono le ingiustizie e cosa fare per correggerle. Terza tappa: gli enti pubblici, una passaggio essenziale Inizia la mia attività di consulenza: l’assessorato alle Politiche sociali del comune di Roma e la consulenza in materia di Istituzioni pubbliche di Assistenza e Beneficenza. La mia scelta di entrare in politica, quindi, poggia su anni di continuo servizio alle

persone e ai gruppi presenti sul territorio. Binario importante: esperienze nella società civile e nella comunità ecclesiale Sono stato presidente dell’Azione cattolica della parrocchia di S. Barnaba e membro del consiglio diocesano dell’Ac di Roma. Ho curato il programma della Caritas di Roma alla Radio Vaticana, nella rubrica attualità della Chiesa locale. Ho fatto parte della redazione della rivista Il Mosaico e del collegio sindacale della cooperativa Antares, promossa dalla Caritas, dal movimento giovanile delle Acli e dal settore giovani dell’Ac per promuovere l’occupazione giovanile. Ho fatto parte del Comitato dei Saggi della Fondazione Salus Populi Romani, promossa dalla Caritas per iniziative contro l’usura. Ultime (?) tappe del mio viaggio: l’attività politico-istituzionale Nel 2003 ho accettato l’invito del presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra ad assumere l’incarico di ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI E PER LA FAMIGLIA, con deleghe anche alla tutela dei consumatori, lotta all’usura e dei rapporti istituzionali. Nel 2008, fino all’inizio di questa candidatura alla Regione, su invito del presidente Nicola Zingaretti, continuo il servizio come ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI E PER LA FAMIGLIA E AI RAPPORTI ISTITUZIONALI della Provincia di Roma. E ora… aiutatemi voi a dare un nome alla prossima stazione. Io in mente avrei… Regione Lazio.

IL SALTO DI QUALITà Il problema del Disagio mentale richiede uno sforzo in più da parte delle istituzioni: risorse adeguate e l’integrazione dei servizi sociosanitari

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a nostra Regione ha bisogno di una nuova legge che, superando la 180 del 1978, dia nuove regole e nuova linfa all’operato di chi è impegnato nel settore del disagio mentale. Il nuovo Consiglio regionale deve prendere in esame al più presto, dunque, un disegno di legge regionale sulla salute mentale, meglio se di iniziativa popolare, che dia impulso ai Dipartimenti di salute mentale, all'integrazione dei servizi socio-sanitari e alla collaborazione tra famiglie, utenti e professionisti". Claudio Cecchini, già Assessore alle politiche sociali e della famiglia della Provincia di Roma e candidato al consiglio regionale del Lazio nella lista civica Zingaretti, ha aperto così, sabato 19 gennaio, i lavori del Coordinamento regionale del Lazio de Le Parole Ritrovate, Associazione che raccoglie attorno ai temi legati al disagio psichico, operatori, Associazioni di familiari, utenti, amministratori e cittadini provenienti da tutta l’Italia. "Alla legge 180 - ha spiegato Cecchini nell'intervento introduttivo - va riconosciuto il merito di aver determinato la chiusura dei manicomi e di aver rivoluzionato il mondo del disagio mentale soprattutto dal punto di vista culturale. Questa legge, oggi datata, ha però purtroppo evidenziato pesanti lacune relative al riordino dei servizi sul territorio. Per questo, oggi, c'è un forte bisogno di interventi di riordino, soprattutto a livello regionale. Ipotizzare una

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nuova legge nazionale, infatti, non sarebbe certo un errore, ma allungherebbe i tempi e, dopo la riforma del titolo quinto, innescherebbe complicati meccanismi di recepimento delle norme. Un imbuto che, in ragione dell’urgenza, definirei certamente inutile. Al contrario - ha aggiunto Cecchini - risulta evidentemente più fruttuoso legiferare sul territorio. Per questo sono pronto a lavorare insieme a tutte le associazioni che lavorano in questo campo. La legge di riordino dei servizi socio-sanitari su cui il candidato alla presidenza Zingaretti prima di tutti si è impegnato, sarà, infatti, una legge quadro che avrà poi bisogno di singole leggi di settore". Proseguendo il suo intervento, Cecchini ha inoltre delineato alcune priorità. "È urgente - ha spiegato - che la Regione Lazio trasferisca agli enti locali, senza ulteriori ritardi, i finanziamenti previsti per il sostegno di tutte le attività integrate legate al mondo del disagio psichico. Le difficoltà del momento, economiche e politiche, sono sotto gli occhi di tutti, ma la continua riduzione delle risorse e la perenne carenza

di personale stanno mettendo in discussione l’operatività dei Servizi Psichiatrici, con pesanti ricadute sui pazienti e sul livello della loro qualità di vita". "Lo sblocco dell’attuale paralisi che ha investito la Regione Lazio - ha aggiunto ancora Cecchini - non è più rinviabile. È necessario programmare e governare tempestivamente l’applicazione delle recenti norme sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, consegnare strutture adeguate ai Dipartimenti di salute mentale e procedere ad un’azione tempestiva di riassegnazione dei finanziamenti pluriennali da parte della Regione stessa. Negli stessi Dipartimenti, inoltre, bisogna stabilizzare i precari e procedere all’assunzione di nuovo personale nei Dipartimenti di salute mentale".


Contro la piovra del prestito a strozzo L’usura diventa un fenomeno titanico. Le associazioni si battono anche senza mezzi adeguati e molte di loro rischiano la chiusura. Cecchini: ”Faremo il massimo per recuperare le risorse”

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egli ultimi tre anni, per prevenire e contrastare il dilagare dell'usura nel Lazio, la Rete Antiusura delle associazioni di settore ha aiutato oltre 20mila imprese. Risultati considerevoli e possibili anche grazie alla legislazione antiusura varata dalla Regione Lazio nel 2001. Ma l’applicazione della legge e la distribuzione delle risorse per chi si batte nella lotta al racket delle estorsioni non è sempre stata puntuale ed ora almeno 13 associazioni rischiano di chiudere. Le risorse, lamentano gli operatori, sono state destinate a finanziare campagne pubblicitarie del governo regionale definite incerte. Scelte che hanno messo in grave difficoltà le associazioni che, in più di un’occasione, si sono trovate a dover anticipare somme mai rifondate, sebbene tutto fosse previsto da bandi pubblici e dalla legislazione regionale. “Siamo di fronte a una vero e proprio smantellamento della rete di solidarietà - spiegano i rappresentanti di Sos impresa. Il fenomeno dell'usura nel Lazio è fortemente in crescita, ma le denunce negli ultimi anni sono state poco meno di trenta.

il mio programma LE G G E Q UA D RO S U I S E RV I Z I S O C I A L I adozione di una nuova legge quadro regionale di riordino dei servizi sociali, che riformi la legge regionale 38/1986, da approvare entro il primo anno di vita della nuova Giunta

AG R ICOLT U R A S O C I A L E approvazione di una legge che consenta di dare dei punti di riferimento normativi alle la materia relativa alle 'fattorie sociali', facendo dell’agricoltura sociale un vero volano di sviluppo locale e di innovazione

il mio programma D I SAB I L I T À E SAL U T E  M E NTALE individuazione di un sistema di accesso unico alla rete dei servizi sociali e sanitari, creando una rete integrata al fine di un miglior utilizzo delle risorse

I M M I G R AZ I O N E E CI T TAD I N ANZA approvazione di una legge regionale che consenta a città e territori di assicurare democrazia e sicurezza e dia impulso per l'approvazione di una norma nazionale sulla cittadinanza e rappresentanza

“Occorre applicare immediatamente la legge antiusura della Regione Lazio - ha dichiarato Claudio Cecchini in qualità di Assessore provinciale alle politiche sociali e della famiglia, con delega, fino al 2008, anche per la lotta all’usura. È urgente sbloccare nel più breve tempo possibile i finanziamenti previsti per le associazioni evitando sperperi e sprechi inutili. L’usura - aggiunge Cecchini - è un fenomeno odioso e pericolosissimo che nella nostra regione è in crescita e che, silenziosamente, distrugge il tessuto sociale, scardinando famiglie e imprese. Alle associazioni che denunciano la mancanza di giuste risorse posso garantire che, qualora il presidente Zingaretti e io fossimo chiamati al governo della Regione Lazio, faremo il massimo per il recupero e il controllo delle risorse, per fornire strumenti giusti e adeguati ai tempi e sostegno alle iniziative di aiuto. L’applicazione della legge deve essere una cosa seria, altrimenti le regole restano carta straccia e le vittime restano in balia degli agguzzini”. Stando ai dati di Sos impresa, nel Lazio sono 28 mila le vittime di usura e il fenomeno riguarda un giro d'affari di 3 miliardi di euro. In questi anni, per contribuire a contrastare questo fenomeno si è strutturata nella regione una Rete di associazioni di solidarietà, sostegno e assistenza, sia in fase preventiva che nell'accompagnamento alla denuncia, che ha consentito a migliaia di cittadini e imprese, in situazione di grave indebitamento, di difendersi e alcune volte liberarsi dei propri strozzini attraverso la denuncia. Encomiabile è stato anche il lavoro della provincia di Roma con il numero verde antiusura, a disposizione per denunce, ascolto e consulenze legali. L’amministrazione Zingaretti, con l’assessorato preposto e l’ufficio legale di palazzo Valentini, si è costituita tre volte parte civile in altrettanti procedimenti giudiziari, accompagnando e sostenendo nel loro iter legale le vittime che hanno trovato il coraggio di denunciare. “Serve - spiegano le associazioni - un Patto contro l’usura tra le associazioni e chi si candida a governare la Regione, nonché una Consulta regionale dove le associazioni antiusura vengano coinvolte periodicamente. Ad oggi, purtroppo, alle associazioni non sono state ancora assegnate le risorse necessarie per i rimborsi necessari alle attività mentre la legge regionale resta del tutto inapplicata”.

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REGIONE LAZIO

PER UN NUOVO WELFARE Nicola

presidente

24-25 FEBBAIO 2013 SCHEDA VERDE

incontro promosso da ZINGARETTI

ELEZIONI REGIONALI DEL LAZIO

CLAUDIO)CECCHINI

candidato al Consiglio Regionale del Lazio con

NICOLA)ZINGARETTI candidato alla Presidenza della Regione Lazio

QUANDO SI VOTA Domenica 24 febbraio dalle ore 8 alle ore 22 e lunedì 25 febbraio, dalle ore 7 alle ore 15. Le operazioni di scrutinio per le elezioni regionali avranno inizio martedì 26 febbraio alle ore 8.

introduce

DANILO)AMELINA

WWW.CLAUDIOCECCHINI.COM facebook.com/claudiocecchini59

claudiocecchin

mandatario elettorale: Claudio Movarelli

sono invitate le realtà del terzo settore, della cooperazione sociale, dell'associazionismo, del volontariato e gli operatori delle strutture sociali e socio-sanitarie

COME SI VOTA L’elettore può esprimere il suo voto per il candidato presidente NICOLA ZINGARETTI barrando il nome già stampato sulla scheda e per la LISTA CIVICA ZINGARETTI, tracciando un segno sul simbolo nel relativo rettangolo. Per esprimere il proprio voto in favore di CLAUDIO CECCHINI l’elettore dovrà scrivere CECCHINI nell’apposita riga tracciata sulla destra del simbolo della LISTA CIVICA ZINGARETTI (basta solo il cognome). SULLA SCHEDA E’ POSSIBILE ESPRIMERE UNA SOLA PREFERENZA

il mio programma N U OVE PRO F E SSI O N I DE L SO CIA L E r i c o n o s c i m e n t o d e l r u o l o p r o fe s s i o n a l e a i lavoratori che operano nel sociale e preparazione di operatori in grado di intervenire in modo professionale su specifici temi

IN T E G RA Z I ON E SO CI O -SAN I TARI A trasformare gli attuali distretti socio-sanitari in soggetti pubblici dotati di personalità giuridica trasformandoli in consorzi socio-sanitari, costituiti dai Comuni di appartenenza e dalle ASL di pertinenza

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TESSERA ELETTORALE Per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, gli elettori dovranno esibire, oltre a un documento di riconoscimento, la tessera elettorale personale. Chi avesse smarrito la propria tessera personale potrà chiederne il duplicato agli appositi uffici comunali e municipali.


Non è mai troppo tardi N° 1