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Licia Galizia - Air Arte in Riserva 2016

Gino Sabatini Odoardi - Air Arte in Riserva 2016

Gole di San Venanzio, Raiano (AQ)

AIR – Arte in Riserva

N

el silenzio e nella pace che avvolgono le Gole di San Venanzio a Raiano, in provincia dell’Aquila, rito, storia e preghiera prendono materialmente forma nelle opere site-specific di Emanuela Ascari, Daniela Di Maro, Licia Galizia, Gino Sabatini Odoardi e Giacomo Zaganelli, chiamati a un muto dialogo fra arte-natura, finalizzato a risvegliare quel contatto fra l’uomo e il territorio, che spesso la modernità della vita contemporanea trascura. La seconda edizione di AiR, curata da Ivan D’Alberto, verte dunque al recupero di un comune senso di “azione rituale”, a cominciare dall’opera di Gino Sabatini Odoardi, una sorta di piccolo totem dove è contenuta una delle sue classiche termoforature in polistirene. Si tratta di un fazzoletto/tessuto piegato che idealmente ricorda le scanalature delle pietre di montagna, metafora di bellezza quasi eterea cui alla solidità della materia si contrappone una celata fragilità, proprio quella del luogo che l’accoglie. A condurre il visitatore lungo il percorso delle Gole è l’intervento di Emanuela Ascari, che nel realizzare dei semplici bastoni per camminare, inseparabili strumenti di chi vive la montagna, sollecita il viandante sul senso che, ancora oggi, lega religione, vita contadina e magia. A segnare il sentiero per non perdersi ci pensa Daniela Di Maro con 7 piccole bussole, che oltre a tracciare la via, segnalano una possibile direzione di vita da seguire, all’insegna del recupero della “poesia”, sentimento risvegliato nel contatto con la natura e segnalato dalla presenza di brevi frasi capaci di andare Emanula Ascari - Air Arte in Riserva 2016.

92 - segno 259 | SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016

Daniela Di Maro - Air Arte in Riserva 2016

dritte al cuore. Giacomo Zaganelli incide invece una scritta sulla pietra, lavoro in continuazione con la sua Mappa dell’Abbandono, un segno vitale della presenza dell’uomo lungo questo cammino silenzioso e solitario. Infine Licia Galizia, il cui intervento ricorda le sue tipiche “carte mobili”, vede adagiarsi sulle acque del fiume elementi di alluminio in grado di adattarsi naturalmente all’ambiente. Il progetto, promosso dall’Associazione “Terre Colte”, in collaborazione con il Comune di Raiano e l’Ente gestore della Riserva, in questa sua seconda edizione sembra essersi arricchito ulteriormente nella direzione della realizzazione di un vero e proprio Parco d’Arte Contemporanea all’interno della Riserva Regionale, che con il tempo aspira a diventare un richiamo concreto per un turismo sensibile alla bellezza, naturalistica e artistica. Maria Letizia Paiato

Street Art, Ragusa

FestiWall 2016

S

econda edizione del festival di arte pubblica più a sud d’Europa, annoverato tra i dieci eventi di street art più interessanti d’Italia. Ragusa si trasforma in un museo a cielo aperto, con cinque opere d’arte su altrettanti muri, che mappano una zona della città, e tracciano le fila della sua storia più recente. Come propongono gli ideatori e curatori del progetto Vincenzo Cascone e Antonio Sortino dell’Associazione Culturale Pandora, il FestiWall si presenta nella sua massima espressione, Per questa seconda edizione è confermata la formula che lega cinque artisti di provenienza, formazione e immaginari differenti, a cinque muri, disseminando gli interventi in una zona ben definita di Ragusa. «Abbiamo scelto – affermano i curatori - un quartiere che ha i connotati della periferia, ma che periferia non è più, essendo stato inglobato dal centro. Ed è lì che portiamo l’assoluta eccellenza della street art mondiale». Il primo muro realizzato è il lavoro di Agostino Iacurci, dal titolo Ogni bene è mobile, opera che è un ricordo e un monito nello stesso momento: ricordo del terremoto che nel 1693 distrusse la Val di Noto e causò un successivo e tragico maremoto, ma anche un riferimento ai più attuali fatti di Amatrice. Iacurci disegna una torre fatta di fragili vasi, in equilibrio precario, sulla cui cima sta un uovo, classico simbolo di fecondità. Il monito che l’artista rivolge a chi vive da sempre in una situazione di pericolo è di proteggere quello che abbiamo di più caro, un invito agli abitanti di Ragusa e di tutti i paesi d’Italia che da anni vivono nel timore dell’arrivo di un’ennesima scossa. Maggiori sono state

Segno 259  

#259 Settembre/Novembre 2016

Segno 259  

#259 Settembre/Novembre 2016

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