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Istituto nazionale per il Commercio Estero

ARGENTINA

1.

QUADRO MACROECONOMICO

a)

Andamento congiunturale e rischio Paese

Nel 2007 l’Argentina ha registrato un aumento del PIL dell’8,7%, valore in linea con la media dei quattro anni precedenti (a prezzi correnti il PIL è stato pari a 808.648 milioni di pesos, 256 miliardi di dollari circa). Si completa così un quinquennio di straordinaria crescita economica, il migliore degli ultimi cento anni. Il primo periodo di questa fase di crescita sostenuta è stato di recupero della ricchezza perduta durante la lunga recessione cominciata nel 1998 e culminata nella profonda crisi del 2001-2002. Detto recupero è stato completato nel corso del 2005, allorquando il PIL, in pesos costanti del 1993, ha raggiunto il valore massimo registrato nel 1998. La crescita non si è però arrestata ed è anzi proseguita a livelli superiori alle più ottimistiche previsioni. Le prospettive per il 2008 sono ancora positive, in particolar modo se si manterranno gli alti prezzi sui mercati internazionali delle commodities esportate dall’Argentina, in particolare soia e suoi derivati. La crescita economica ha portato anche ad un chiaro miglioramento degli indicatori sociali. La percentuale della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà è scesa dal 54% del 2002 all’attuale 22%, sebbene tale valore sia ancora al di sopra delle media storica del 15% (gli indigenti sono passati dal 25% del 2002 all’odierno 8%). Nell’analogo arco di tempo il tasso di disoccupazione è sceso dal 25% al 7,5%. Contrariamente a quanto accaduto in altre fasi di intensa crescita dell’economia argentina, attualmente l’aumento del PIL si accompagna ai cosiddetti “avanzi gemelli”, vale a dire ad un surplus sia dei conti pubblici che della bilancia commerciale, nonché ad un alto livello di riserve valutarie, che hanno superato i 50 miliardi di dollari. Una della caratteristiche della Presidenza di Néstor Kirchner (cui è succeduta il 10 dicembre 2007 la moglie Cristina Fernandez) è stata infatti un attento controllo dei conti pubblici, che ha permesso al Paese di avere nell’ultimo quadriennio costanti avanzi primari. I dati ufficiali, contestati da taluni osservatori, riportano per il 2007 un avanzo primario pari al 3,2% del PIL, nonostante l’aumento della spesa tipico di un anno elettorale. Tale politica è stata perseguita attraverso un considerevole aumento delle entrate, frutto sia della lotta all’evasione fiscale sia dell’introduzione di imposte straordinarie quali una tassa sulle transazioni bancarie e trattenute alle esportazioni. Proprio un ulteriore aumento delle trattenute sulle esportazioni di taluni prodotti agricoli ha portato ad un duro confronto tra il governo ed i produttori agricoli. Nel 2007 la crescita economica ha portato ad un aumento delle importazioni (+31%) superiore all’aumento delle esportazioni (20%). Ciò nonostante, l’Argentina ha potuto godere anche per il 2007 di un buon avanzo commerciale, pari a 11.154 milioni di dollari. Con l’obiettivo di mantenere costante il rapporto tra peso e dollaro (poco al di sopra del 3 a 1), la Banca Centrale ha proseguito nella sua politica di drenaggio dei dollari in entrata, portando le riserve valutarie oltre i 50 miliardi di dollari. Gli effetti inflazionistici di tale politica cambiaria, nonché del favorevole ciclo economico e della crescita della spesa pubblica nel 2007, non si riflettono nell’indice ufficiale di inflazione, attestatosi a fine 2007 ad 8,5%, in diminuzione rispetto al 9,8% del 2006. Nel 2005 il tasso di

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inflazione aveva raggiunto il 12,3%, valore doppio rispetto all’anno precedente (6%). La lotta all’inflazione ha rappresentato da quel momento la principale sfida per le autorità economiche argentine. Il Governo argentino ha accuratamente cercato di evitare misure anti-inflazionistiche di carattere monetario che possano deprimere l’attività economica, confidando di poter comunque contenere l’inflazione attraverso “accordi sui prezzi” con produttori e grandi reti di distribuzione, nonché con il contenimento delle tariffe dei servizi pubblici. L’IPC (Indice dei Prezzi al Consumatore) rilavato dall’INDEC, l’istituto ufficiale di statistica, è stato però oggetto di pesanti contestazioni in quanto non rispecchierebbe il reale andamento dei prezzi. Gli economisti locali indicano nel doppio o addirittura nel triplo del dato ufficiale il livello reale dell’inflazione, che si attesterebbe così tra il 15 ed il 25%. Altra questione chiave per rendere sostenibile nel lungo periodo il processo di crescita è la capacità del Paese di attrarre investimenti. L’incremento del PIL nel quinquennio 2003-2007 è stato in gran parte alimentato dall’impiego della capacità produttiva rimasta oziosa dopo la crisi economica del 2001-2002. Il livello degli investimenti è negli ultimi anni comunque in aumento ed ha raggiunto nel 2007 un valore pari al 22,8% del PIL. In questo quadro, stentano però a decollare gli Investimenti Diretti Esteri (IDE). Secondo anticipazioni stampa di dati CEPAL (le statistiche in merito in Argentina sono molto lacunose), gli IDE sarebbero cresciuti nel 2007 del 14,4% (da 4.840 a 5.500 milioni di dollari), dato estremamente ridotto rispetto agli altri principali Paesi latinoamericani. Ciò sembra confermare che il Paese deve ancora ritrovare la fiducia degli investitori stranieri, finanziari ed industriali: in tal senso, svolgeranno un ruolo chiave le scelte del Governo in materia di “sicurezza giuridica”, sostegno alle imprese ed attrazione degli investimenti. Nel corso del 2007, inoltre, ha preso corpo un altro problema, quello dell’insufficiente offerta di energia. Un inverno eccezionalmente freddo ha evidenziato come il settore energetico, anche per effetto della crescente domanda sia dell’industria che delle utenze domiciliari, lavori al limite della propria capacità di generazione e necessiti di consistenti investimenti. Il sostanziale blocco delle tariffe, pressoché ferme dalla crisi del 2001-2002, ha sinora scoraggiato gli investimenti privati ed ha incentivato il consumo. Il gas, che copre oltre la metà della matrice energetica complessiva argentina, viene destinato prioritariamente al consumo domiciliare. Alle imprese viene chiesto di contenere i consumi di energia e di coprire con generazione in proprio le eccedenze rispetto ai livelli degli anni precedenti. Le centrali termiche che generano il 50% circa dell’energia elettrica del Paese, se a ciclo combinato, vengono fatte funzionare, nei momenti di scarsità di gas, con gasolio importato dal Venezuela, il cui alto costo viene sovvenzionato dallo Stato. Nel quadro dell’azione del Governo argentino per uscire dalla crisi, grande importanza ha rivestito la gestione della questione del debito. A fine 2004, il debito pubblico complessivo era di circa 190 miliardi di dollari, di cui 81,8 miliardi da ristrutturare a seguito della dichiarazione di default del dicembre 2001. Ad inizio 2005, le Autorità argentine hanno avviato la ristrutturazione del debito nei confronti dei risparmiatori privati con il lancio dell’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) dei vecchi titoli con nuove obbligazioni. L’OPS si è conclusa con un’adesione dei creditori privati pari al 76,15%, corrispondente a 62,3 miliardi di dollari degli 81,8 oggetto di ristrutturazione. Permangono quindi in default 19,5 miliardi di dollari, che però non vengono neppure contabilizzati da parte argentina nel computo totale dell’attuale esposizione debitoria del Paese, che ammonta, secondo i più recenti dati del Ministero dell’Economia, a 144,7 miliardi di dollari. Come noto, si stima che 6-8 miliardi di dollari di titoli ancora in default siano nelle mani di risparmiatori italiani (prima dell’OPS, tale cifra era valutata attorno ai 14,5 miliardi di dollari). Da parte del governo argentino, non vi è stata sinora nessuna apertura circa la possibilità di una nuova offerta per gli “holdouts”. Un consistente gruppo di risparmiatori italiani (poco meno di duecentomila), sotto l’egida della TFA (Task Force Argentina), ha presentato sull’argomento un ricorso contro l’Argentina all’ICSID, il Tribunale arbitrale della Banca Mondiale, per un valore di 4,4 miliardi di dollari.

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Per quanto riguarda il debito contratto con le istituzioni finanziarie internazionali (IFI), a gennaio 2006 il Governo argentino ha provveduto alla cancellazione anticipata delle scadenze debitorie nei confronti del FMI, pari a un totale di 9,8 miliardi di dollari. Il pagamento ha avuto luogo con l’utilizzo di riserve valutarie della Banca Centrale contro l’emissione di obbligazioni da parte del Tesoro. Si è così concluso un complesso capitolo dei rapporti tra il Fondo Monetario e l’Argentina, iniziato con la sospensione nel luglio 2004 dell’accordo stand-by per il rifinanziamento del debito con le IFI in scadenza nel periodo 2003 – 2006 e successivamente caratterizzato da polemiche a distanza tra l’organismo finanziario, che condizionava la ripresa dell’accordo stand-by all’adozione di precise linee di politica economica (libera fluttuazione del peso rispetto al dollaro, revisione delle tariffe dei servizi pubblici, più consistente avanzo fiscale), e il Governo argentino, che rispondeva rivendicando la propria autonomia d’indirizzo. L’estinzione del debito verso il FMI ha riaperto la questione del debito sovrano bilaterale nei confronti dei Paesi membri del Club di Parigi (6,3 miliardi di dollari), in cessazione di pagamento dal 2002. L’Italia, con circa 516 milioni di dollari, si colloca al quinto posto tra i creditori sovrani, alle spalle di Germania, Giappone, Spagna e Stati Uniti. A fine 2006, sono stati avviati colloqui informali tra il Club e le Autorità argentine per la normalizzazione delle relazioni finanziarie con i Paesi membri. L’Argentina non ha però sinora presentato una formale proposta di riscadenzamento. I contatti non sono ancora giunti a buon fine, in quanto l’Argentina non intende raggiungere un accordo previo con il FMI, come previsto dalle regole del Club di Parigi, né estinguere le pendenze utilizzando le riserve valutarie, come ha peraltro fatto nei confronti del Fondo stesso. Vari esponenti governativi hanno però più volte segnalato la volontà di giungere ad un’intesa con il Club di Parigi, che dovrebbe comportare anche un più flessibile atteggiamento verso l’Argentina da parte delle agenzie nazionali di assicurazione delle esportazioni. Va altresì rilevato come i mercati finanziari internazionali abbiano sinora dimostrato diffidenza nei confronti del Paese. Le nuove emissioni, anche in dollari, sono state effettuate sulla piazza locale a tassi elevati (nell’ultimo caso oltre il 10% in dollari) ed in misura consistente sono state assorbite, a seguito di un accordo politico, dal governo venezuelano, che ha sottoscritto negli ultimi anni titoli argentini per circa 5 miliardi di dollari. Nel 2008 vengono a scadenza titoli di debito pubblico per circa 6 miliardi di dollari, per il cui rifinanziamento il governo argentino dovrà trovare i necessari fondi. Nella classificazione della banca d’investimenti JP Morgan, il rischio dei titoli di Stato argentini ha toccato nel corso del 2007 il minimo storico a 180 punti (a maggio 2004 era a 6.600), per poi tornare a fine anno al di sopra dei 500 punti, per effetto delle turbolenze sui mercati finanziari internazionali che hanno portato ad una “fuga” degli investitori dai titoli dei Paesi emergenti. Il rischio creditizio argentino per l’agenzia Moodys è valutato B3+, al pari di Paesi considerati ancora ad alto rischio. L’agenzia Standard & Poor’s, infine, ha leggermente migliorato nel settembre 2007 la propria valutazione del rischio Argentina, che è passato da “B” a “B+”. A seguito della crisi economica dell’Argentina del 2001-2002, il Governo italiano ha reinserito l’Argentina tra i paesi beneficiari di iniziative a credito della Cooperazione allo Sviluppo. Ciò ha permesso di concedere due crediti di aiuto, per un totale di 100 milioni di Euro, in favore delle Piccole e Medie Imprese (PMI), e delle strutture sanitarie pubbliche argentine. E` attivo altresì dal 1998 un programma di assistenza tecnica per favorire la creazione di distretti industriali nelle Province di Buenos Aires, Cordoba, Santa Fe e Mendoza. Inoltre, sono state avviate nuove iniziative con ONG italiane: dal luglio 2002 sono stati approvati 32 nuovi progetti, con uno stanziamento totale della Cooperazione italiana superiore ai 22 milioni di Euro. Tra le più recenti attività, si ricordano l’avvio del Progetto di formazione degli alti quadri del Mercosur e la firma a Roma, il 21 marzo 2007, dell’Accordo Italo-Argentino di Cooperazione Triangolare, in base al quale Italia e Argentina realizzeranno congiuntamente attività di cooperazione a beneficio di un terzo Paese dell’America Latina. In aggiunta a tali iniziative, va segnalata la crescente attività di Cooperazione svolta dagli Enti locali italiani in

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Argentina. Nello stesso periodo, inoltre, sono stati promossi alcuni interventi di sviluppo, la maggior parte dei quali ancora in esecuzione, attraverso il canale multilaterale (Croce Rossa Internazionale, UNIDO, OIL, UNDP, IFAD). Per quanto riguarda il programma d’interventi di Cooperazione dell’Unione Europea in Argentina, infine, la strategia d’azione 2007 – 2013 si concentrerà prioritariamente sugli interventi nel settore produttivo (sostegno alle PMI), quantificati sommariamente in un 60% dell’impegno finanziario totale, ed in seconda battuta nel settore sociale (40%), rivolti per lo più alla formazione e alla salute, in linea anche con gli orientamenti della Cooperazione allo Sviluppo italiana. Saranno trattati altresì tre grandi temi trasversali quali (1) la governabilità, i diritti umani e la giustizia; (2) l’innovazione tecnologica a beneficio delle PMI (prevalentemente attraverso la promozione di joint-ventures tra aziende europee ed argentine); (3) l’integrazione regionale, attraverso programmi di omogeneizzazione delle norme tecniche, anche nel campo della sicurezza alimentare, e fitosanitarie.

b)

Grado di apertura del Paese al commercio internazionale ed agli investimenti esteri

A partire dagli anni ’90, l’Argentina ha adottato misure di liberalizzazione economica, riducendo drasticamente il livello delle tariffe doganali (che adesso vanno dallo 0% per i beni strumentali fino ad un massimo del 35% per alcuni beni di consumo). Parallelamente, il Paese ha seguito una politica d’integrazione regionale nell’ambito del Mercosur, che ha a sua volta avviato negoziati per un accordo anche con l’Unione Europea, attualmente in fase di stallo. Il commercio estero argentino ha fatto registrare, durante il 2007, esportazioni verso il resto del mondo per un valore di 55,9 miliardi di dollari. Tale cifra rappresenta un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Le importazioni argentine hanno raggiunto, nello stesso periodo, un valore di 44,8 miliardi di dollari, rappresentando tale valore un aumento del 31% rispetto al 2006. Il saldo dell’interscambio commerciale, anche se continua ad essere positivo (11,2 miliardi di dollari), mostra una diminuzione del 9,4 % rispetto a quello registrato nel 2006 ( 12,3 miliardi di dollari). BILANCIA COMMERCIALE ARGENTINA 2007

EXPORT

2003

2004

2005

2006

2007

29.375

34.550

40.352

46.456

55.933

13.813

22.445

28.689

34.151

44.780

15.562

12.105

11.416

12.306

11.154

(milioni di dollari FOB) IMPORT (milioni di dollari CIF)

SALDO (milioni di dollari)

Fonte: INDEC

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Merceologicamente, il 34% delle esportazioni è rappresentato da manufatti di origine agrozootecnica, il 31% da prodotti industriali, il 23% da materie prime ed il 12% da combustibili ed energia. ESPORTAZIONI ARGENTINE PER SETTORE MERCEOLOGICO ANNO 2007

Manufatti di origine agrozootecnica 34%

Combustibili ed energia 12%

Materie Prime 23% Prodotti industriali 31%

Per quanto riguarda le importazioni, il 35% è costituito da beni intermedi per l’industria, il 24% da macchinari industriali, il 17% da parti e componenti di macchinari industriali, l'11% da beni di consumo, il 6% da autoveicoli e il 6% da combustibili e olii. IMPORTAZIONI ARGENTINE PER SETTORE MERCEOLOGICO ANNO 2007

Autoveicoli 6 %

Combustibili ed olii 6 %

Beni di consumo 11 %

Parti e componenti di macchinari industriali 17%

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Beni intermedi per l'industria 35 %

Macchinari industriali 24 %

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Se l’aumento delle importazioni, trainate dalla richiesta di beni capitali e beni intermedi per l’industria agroalimentare e manufatturiera locale, riflette la ripresa dell’economia argentina (è comunque da ricordare che tale recupero parte da livelli molto bassi a seguito della crisi di fine 2001 - inizio 2002), la composizione merceologica delle esportazioni conferma il ruolo dell’Argentina sui mercati internazionali come fornitore di prodotti primari a basso valore aggiunto (la soia e i suoi derivati, il greggio e i cereali rappresentano infatti le prime voci delle esportazioni argentine). Anche nel 2007 il Mercosur è stato il principale partner commerciale dell’Argentina, con una quota di mercato pari al 36% delle importazioni ed al 23% delle esportazioni argentine. Le esportazioni verso i Paesi del Mercosur sono aumentate in questo periodo del 25%. Hanno registrato notevoli aumenti le esportazioni di manufatti di base agricola (31%), i manufatti industriali (29%), le commodities (22%), mentre le esportazioni di combustibili ed energia sono aumentate del 13%. Le importazioni dal Mercosur hanno fatto registrare un aumento del 28%, in particolare beni intermedi (29%), parti ed accessori di macchine industriali (31%), autoveicoli (29%) e combustibili (129%). L’Argentina ha registrato con il Mercosur un deficit commerciale di 3,7 miliardi di dollari nel 2007. Al suo interno, risalta il consistente deficit con il Brasile, che già nel 2006 aveva raggiunto i 3,7 miliardi di dollari e che, nel 2007, è stato pari a 4,2 miliardi di dollari. Nei rapporti commerciali con gli altri Paesi del Sudamerica, si evidenzia il livello record dell’interscambio commerciale raggiunto nel 2007 con il Cile, per effetto dell'incremento delle importazioni argentine (+18%). Inoltre, il saldo commerciale positivo con il Cile risulta il più alto in assoluto. L’interscambio con ASEAN, Corea del Sud, Cina, Giappone ed India, che rappresenta il secondo blocco commerciale, ha registrato un saldo, sempre positivo per l’Argentina, di 1.222 milioni di dollari durante il 2007. Le importazioni provenienti da tale blocco sono aumentate nella maggior parte dei comparti, in particolare quelle di beni strumentali e di consumo provenienti dalla Cina. Tra le esportazioni si segnalano le vendite di commodities e manufatti d’origine agrozootecnica, verso la Cina, Giappone e Corea. Il terzo partner commerciale dell’Argentina, per aree economiche, è l’Unione Europea. L’interscambio durante il 2007 ha fatto registrare un saldo positivo per l’Argentina di 2.443 milioni di dollari. Le esportazioni verso tale destinazione sono aumentate del 24%, in gran parte con aumenti registrati nelle vendite di manufatti di base agrozootecnica, manufatti industriali e commodities. Le importazioni dall’Unione Europea sono aumentate del 28% nel periodo in esame, guidate principalmente dagli acquisti di beni strumentali, beni intermedi, parti e ricambi di beni strumentali, combustibili e lubrificanti L’area NAFTA mostra un saldo negativo per l’Argentina di 849 milioni di dollari USA. Le esportazioni si sono mantenute sugli stessi livelli del 2006, le importazioni dalla suddetta area sono aumentate del 25% per l’aumento dei beni strumentali e beni intermedi. Infine, i princiali Paesi destinatari, in valore assoluto, delle esportazioni argentine sono stati: Brasile, Cina, Cile, Stati Uniti e Spagna. I principali fornitori sono stati: Brasile, Stati Uniti, Cina, Germania, Messico.

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INTERSCAMBIO COMMERCIALE ARGENTINO PER BLOCCHI DI PAESI Anno 2007 BLOCCO PAESE

ESPORTAZIONI ARGENTINE IMPORTAZIONI ARGENTINE Quota %

Quota %

MERCOSUR

23

36

PAESI ASIATICI UNIONE EUROPEA

17

19

18

17

NAFTA

11

16

CILE

7

2

ALTRI ALADI

6

1

MAGREB E EGITTO

4

-

MEDIO ORIENTE

3

-

ALTRI

11

9

TOTALE

100

100

Fonte: INDEC

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ESPORTAZIONI ARGENTINE PER GRANDI DESTINAZIONI GEOGRAFICHE ANNO 2007

Magreb e Egitto 4%

Altri ALADI 6%

Medio Oriente 3% Mercosur 23%

Cile 7% U.E. 18%

NAFTA 11% Altri 11%

Paesi Asiatici 17%

IMPORTAZIONI ARGENTINE PER GRANDI DESTINAZIONI GEOGRAFICHE ANNO 2007

Cile 2% Altri 9 %

Altri ALADI 1%

Mercosur 36%

Paesi Asiatici 19% NAFTA 16% U.E. 17%

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Per quanto riguarda gli investimenti, il “Centro de Estudios para la Producción” (CEP) del locale Ministero dell’Economia realizza periodicamente uno studio in base ai progetti d’investimenti di grandi dimensioni (e dai quali restano pertanto esclusi i progetti di minor importo, come quelli realizzati dalle PMI). Gli ultimi dati pubblicati dal citato Centro risalgono al 2006. In base a tale studio, gli investimenti privati (locali ed esteri) annunciati nel 2006 ammontano a 19,2 miliardi di dollari, cifra che rappresenta un aumento di circa il 35% degli investimenti del 2005 (14,3 miliardi). All’interno di questa cifra, gli investimenti relativi a F&A (fusioni ed acquisti) raggiungono i 7,6 miliardi, pari al 40% del totale, mentre i progetti destinati alla formazione di capitale (ampliamento e greenfield) totalizzano 11,6 miliardi (60%). In particolare, 8,1 miliardi (42%) sono destinati all’ampliamento e al miglioramento di unità già esistenti, mentre 3,4 miliardi (18%) sono assegnati alla creazioni di nuove unità produttive (greenfield). La distribuzione settoriale degli investimenti in formazione di capitale indica che la maggiore percentuale è destinata all’industria manifatturiera, con progetti che raggiungono i 3,7 miliardi (32%), seguiti dal settore infrastrutture, con 3,6 miliardi (31%), le attività estrattive con 3,0 miliardi (26%) e il settore del commercio e dei servizi con 1,2 miliardi (10%). Infine, le attività primarie e il settore finanziario totalizzano 91 milioni di dollari. Per quanto riguarda l’origine degli investimenti, il 35% degli investimenti in formazione di capitale sono di imprese locali, il 39% provengono dai Paesi dell’Unione Europea, il 14% dai Paesi NAFTA, il 9% dai Paesi dell’America Latina. Gli investimenti in Fusioni e Acquisti derivano, per un 30% del totale, da progetti locali, un 42% da progetti provenienti dai Paesi NAFTA, un 19% dai Paesi dell'America Latina e un 7% da quelli dell'Unione Europea. Con riferimento agli investimenti destinati alla formazione di capitale, la Spagna ha annunciato investimenti per 2,4 miliardi di dollari. Seguono gli Stati Uniti, che hanno annunciato progetti per 1 miliardo di dollari, il Regno Unito (707 milioni di dollari), il Brasile (630 milioni) e l’Italia (523 milioni di dollari). L’Italia occupa il quinto posto tra i Paesi esteri: gli investimenti annunciati rappresentano un significativo aumento rispetto ai 154,2 milioni del 2005.

FLUSSO INVESTIMENTI ANNUNCIATI IN ARGENTINA 2006 * - In milioni di dollari SETTORE

INDUSTRIA MANIFATTURIERA

VALORI

3.660

Prodotti derivati del petrolio e gas

539

Autoveicoli e autoparti

271

Alimenti e Bevande

1.090

Industrie basiche di ferro ed acciaio

312

Industrie basiche di metalli non ferrosi

400

Chimici

506

Gomma

31

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Materiali per la costruzione

120

Tessile ed abbigliamento

90

Elettronici ed elettrodomestici

53

Cellulosa e carta

63

Macchine ed apparecchiature

29

Minerali non metallici

0,2

Prodotti plastici

68

Altri

394

INFRASTRUTTURE

3.607

Comunicazioni

1.578

Costruzione

1.076

Energia elettrica

234

Trasporti

231

Acqua e risanamento

21

Altri

467

ATTIVITÀ ESTRATTIVA

3.008

Petrolio e gas

2.619

Mineraria COMMERCIO E SERVIZI

389 1.186

Commercio

545

Alberghi e ristoranti

340

Altri servizi

62

Divertimento

177

Sanità

15

Educazione

3

FINANZIARIO

43

Banche e servizi finanziari

32

Assicurazione e fondi di pensioni

11

ATTIVITÀ PRIMARIA

48

Agricoltura, zootecnica e pesca

45

TOTALE GENERALE

11.552

Fonte: Centro de Estudios para la Producción (CEP) (*) comprende i progetti degli anni precedenti in corso di realizzazione, nonché gli annunci effettuati fino il 31-12-06, basati sugli investimenti in formazione di capitale.

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PAESI D’ORIGINE DEGLI INVESTIMENTI Anno 2006

Francia 3%

Canada 3%

Messico 3%

Resto Mondo 9% Argentina 35%

Italia 5% Brasile 6% Inghilterra 6%

Stati Uniti 9%

Spagna 21%

Nota: comprende investimenti in formazione di capitale annunciati fino al 31-12-06. Fonte: CEP

c)

Andamento dell’interscambio commerciale con l’Italia e degli investimenti diretti esteri bilaterali.

L’interscambio bilaterale italo-argentino evidenzia un costante aumento, tendenza che si è mantenuta negli ultimi anni. Il valore delle esportazioni argentine verso l’Italia, nel 2007, è stato pari a 1.387,3 milioni di dollari (+ 26,6% circa rispetto ai 1.095,4 milioni di dollari esportati verso l’Italia nel 2006). Le esportazioni italiane in Argentina, nel 2007, hanno raggiunto i 1.071,4 milioni di dollari, con un aumento del 18% rispetto ai 908,0 milioni esportati nel 2006. La cifra conferma la tendenza verso un sostenuto recupero degli acquisti di prodotti italiani, anche se è ancora lontana dagli 1,7 miliardi registrati nel 1997, anno record per l'export italiano. Da un interscambio commerciale sostanzialmente in equilibrio nel 2001 si è passati ad un saldo negativo per l’Italia, che continua ancora nel 2007 con –315,9 milioni di dollari (in peggioramento rispetto ai – 187,4 milioni di dollari nel 2006).

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INTERSCAMBIO ITALIA – ARGENTINA

(in milioni di dollari) 2003

2004

2005

2006

2007

ESPORTAZIONI Argentine

933,3

948,6

983,5

1.095,4

1.387,3

IMPORTAZIONI Argentine

439,9

623,4

747,9

908,0

1.071,4

-493,4

-325,2

-235,6

-187,4

-315,9

SALDO PER L’ITALIA Fonte: INDEC

La quota italiana sul totale dell’import argentino risulta pari al 2,4%, a livelli leggermente inferiori rispetto a quelli storici. Il primo Paese della graduatoria è il Brasile con una quota del 32,4%, seguito dagli Stati Uniti (11,7%), Cina (11,4%), Germania (4,7%), Messico (2,9%) Giappone (2,8%), e Italia (2,4%). Nel quadro dell’Unione Europea, l’Italia si posiziona al secondo posto dopo la Germania. IMPORTAZIONI ARGENTINE - PRINCIPALI FORNITORI

(in milioni di dollari) PAESE

2004

%

2005

%

2006

%

2007

%

BRASILE

7.566 33,7 10.187,0 35,5 11.749,4 34,4 14.522,9 32,4

STATI UNITI

3.388 15,1 3.997,7 13,9 4.246,9 12,4 5.263,9 11,7

CINA

1.401

6,2

2.237,1

7,8

3.121,8

9,1

5.092,7 11,4

GERMANIA

1.093

4,9

1.303,3

4,5

1.544,9

4,5

2.137,4

4,7

757

3,4

793,2

2,8

1.110,9

3,3

1.336,6

2,9

612,3

2,7

788,8

2,7

932,8

2,7

1.279,3

2,8

623

2,8

747,9

2,6

907,9

2,7

1.071,4

2,4

--

--

453,2

1,6

505,2

1,5

1.056,2

2,4

MESSICO GIAPPONE ITALIA PARAGUAY

TOTALE

22.445 100 28.688,7 100 34.150,6 100 44.779,5 100

Fonte: INDEC

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IMPORTAZIONI ARGENTINE - PRINCIPALI FORNITORI

Anno 2007

Brasile

Resto Mondo

Brasile 32,4 % Stati Uniti 11,7 % Cina 11,4 % Germania 4,7 % Messico 2,9 % Giappone 2,8 % Paraguay 2,4% Italia 2,4 % Resto Mondo 29,3 % Italia Stati Uniti

Cina Giappone

Paraguay

Messico

Germania

ESPORTAZIONI ARGENTINE - PRINCIPALI CLIENTI (in milioni di dollari )

PAESE

2004

%

2005

%

2006

%

2007

%

BRASILE

5.586,7

16,2

6.333,4

15,7

8.131,7

17,5

10.498,8

18,8

CINA

2.628,3

7,6

3.192,6

7,9

3.473,3

7,5

5.186,6

9,3

CILE

3.838,5

11,1

4.499,4

11,2

4.402,8

9,5

4.183,7

7,5

STATI UNITI

3.732,6

10,8

4.492,8

11,1

4.022,0

8,7

4.154,6

7,4

SPAGNA

1.345,6

3,9

1.564,9

3,9

1.822,3

3,9

2.060,9

3,7

PAESI BASSI 1.244,2

3,6

1.352,0

3,4

1.443,3

3,1

1.798,7

3,2

MESSICO

1.035,0

3,0

1.158,6

2,9

1.518,8

3,3

1.435,8

2,6

ITALIA

948,6

2,7

983,5

2,4

1.095,4

2,4

1.387,3

2,5

GERMANIA

727,3

2,1

872,4

2,2

1.125,8

2,4

1.255,9

2,2

34.550,2

100

40.351,9

100

46.456,4

100

55.933,4

100

TOTALE

Fonte: INDEC

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ESPORTAZIONI ARGENTINE - PRINCIPALI CLIENTI Anno 2007 Brasile

Resto Mondo

Cina Brasile 18,8 % Cina 9,3 % Cile 7,5 % Stati Uniti 7,4 % Spagna 3,7 % Paesi Bassi 3,2 % Messico 2,6 % Italia 2,5 %

Cile

Resto Mondo 42,8 %

Italia Messico

Paesi Bassi

Spagna

Stati Uniti

La graduatoria dei paesi clienti dell’Argentina vede per il 2007 l'Italia all’ottavo posto con una quota del 2,5%, (era al decimo posto nel 2006), dopo il Brasile (18,8%), la Cina (9,3%), il Cile (7,5%), gli Stati Uniti (7,4%), la Spagna (3,7%), i Paesi Bassi (3,2%) e il Messico (2,6%). Nell'ambito dell’UE, l’Italia rappresenta il terzo Paese importatore dopo la Spagna e i Paesi Bassi. Con riguardo alla composizione merceologica dell’interscambio bilaterale Italia-Argentina, il nostro Paese, nel 2007, ha esportato principalmente macchinari industriali, prodotti chimici e manufatti metallici e ha importato prodotti alimentari, prodotti derivati di animali e pelli grezze o manufatti in pelle. Un’analisi per settori mostra che gli acquisti argentini di prodotti italiani registrano aumenti in tutti i settori. Quelli che hanno evidenziato i maggiori aumenti percentuali sono stati i prodotti minerali (121,7%), i prodotti di derivazione animale (100%), i materiali di trasporto (87,9%), i prodotti alimentari e bevande (53,8%), gli olii e grassi (36,5%) e i prodotti di origine vegetale (36,4%). Un’analisi per grandi comparti merceologici rileva aumenti degli acquisti argentini di beni capitali (19,7%) e di beni intermedi (14,9%). Particolari aumenti mostrano gli acquisti di beni di consumo (36,2%), mentre i ricambi ed accessori per beni strumentali hanno evidenziato una diminuzione dell’ 2,5%. I principali prodotti che l’Argentina ha acquistato dall’Italia nel 2007 (in valore) sono stati: -

autoveicoli

-

olii industriali (lubrificanti)

-

prodotti farmaceutici (antisiero)

-

additivi ed altri prodotti chimici

-

turbine per gas

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-

altri prodotti farmaceutici

-

macchine ed attrezzature per carica e sollevamento

-

tubi senza saldatura in acciaio o ferro

-

macchine impacchettatrici e loro parti

-

impianti per riempire bottiglie

-

manifatture di rame (per monete)

-

macchine ed apparecchi per l’industria del petrolio

-

stampi per l’industria plastica e della gomma

-

parti e componenti di apparecchiature elettriche (suono, registrazione, ecc)

-

filati sintetici

-

macchine per l’industria plastica e della gomma

-

impianti di essiccazione

-

lamine e fogli di plastica IMPORTAZIONI ARGENTINE DALL’ITALIA PER GRANDI COMPARTI

(in milioni di dollari) 2004

2005

2006

% variazione

2007

su 2006

BENI DI CAPITALE

200,4

242,5

317,9

380,4

19,7

BENI INTERMEDI

206,6

219,2

251,5

288,9

14,9

3,9

7,1

9,7

22,6

133,0

133,5

186,4

215,8

210,5

-2,5

BENI DI CONSUMO

76,8

90,7

107,6

146,5

36,2

AUTOVEICOLI

1,4

1,1

4,5

22,5

400,0

ALTRI

0,8

0,8

1,0

--

-76,7

623,4

747,9

908,0

1.071,4

18,0

COMBUSTIBILI E OLII PARTI E COMPONENTI PER BENI CAPITALI

TOTALE Fonte: INDEC

Le importazioni argentine di beni strumentali italiani rappresentano il 35,5% del totale dell’import dall’Italia. Seguono gli acquisti di beni intermedi, con una quota del 27% sul totale e le parti e ricambi di beni strumentali con una quota del 19,6% del totale dell’import proveniente dall’Italia. Le importazioni dall’Italia di beni di consumo rappresentano una quota più limitata dell’import totale. Tuttavia nel 2007 le importazioni dall’Italia di tali prodotti hanno rappresentato il 13,7% del totale, con un aumento del 36,2% rispetto all’anno precedente. L’incremento indica che il settore ha iniziato la fase di recupero che dovrebbe continuare nel breve e medio termine.

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IMPORTAZIONI ARGENTINE DALL’ITALIA PER GRANDI COMPARTI Anno 2007

Beni di consumo

Combustibili e Olii

Beni di capitale Beni di capitale 35,5 % Beni intermedi 27 % Parti e componenti per beni di capitale 19,6 % Beni di consumo 13,7 %

Parti e componenti per beni di capitale

Combustibili e Olii 2,1% Beni intermedi

Per quanto riguarda l’export argentino nell’interscambio bilaterale, un’analisi per grandi comparti merceologici indica che i valori più significativi delle vendite verso l’Italia si registrano nel settore alimentare (cereali, semi oleosi, carne) con circa 570 milioni di dollari USA. Significativi aumenti hanno registrato le vendite di metalli comuni e loro manufatti (105,7%), di materiali da trasporto (91,0%), anche se in valori assoluti la quota sull’export totale di questo comparto risulta meno rilevante, e di prodotti alimentari e bevande, con un aumento del 26,8%.

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(in milioni di dollari) 2004

2005

2006

2007

% Variazione rispetto al 2006

ANIMALI VIVI e prodotti di origine animale

159,0

148,4

227,9

255,2

Prodotti di origine VEGETALE

80,3

88,3

85,6

126,9

48,2

GRASSI ED OLII

17,1

15,7

46,1

48,6

5,4

Prodotti ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCO

442,1

405,4

449,3

569,6

26,8

Prodotti MINERALI

0,9

1,3

1,0

1,0

-5,0

Prodotti delle INDUSTRIE CHIMICHE ed affini

14,8

19,1

23,1

28,9

25,1

PLASTICA, GOMMA e loro manufatti

9,0

8,8

4,0

4,1

2,5

PELLI, CUOIO e loro manufatti (eccetto calzature)

76,2

73,6

74,1

87,9

18,6

PASTA DI LEGNO, CARTA E CARTONE

1,9

2,0

2,2

0,6

-74,4

MATERIE TESSILI e loro manufatti

32,3

26,9

30,8

37,4

21,4

Manufatti di PIETRA, GESSO, CEMENTO, CERAMICA E VETRO

6,7

7,2

5,0

4,6

METALLI COMUNI e loro manufatti

65,3

106,5

51,1

105,1

MACCHINE, APPARECCHI E MATERIALE ELETTRICO, Parti

22,5

54,2

59,5

66,1

Materiale da TRASPORTO

10,0

12,7

13,3

25,4

91,0

Altri

10,4

13,1

22,5

26,0

16,0

TOTALE

948,6

983,5

1095,5

1.387,3

26,6

12,0

-8,0 105,7

11,1

Fonte: INDEC

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ESPORTAZIONI ARGENTINE VERSO L’ITALIA PER GRANDI COMPARTI Anno 2007

Pelli, cuoio e loro manufatti (ecc. calzature) 6,3 %

Macchine, apparecchi e materiali elettrico, parti 4,8 %

Olii e grassi 3,5 % Altri 9,2 %

Metalli comuni e loro manufatti 7,6 % Prodotti del regno vegetale 9,1 % Animali vivi e prodotti del regno animale 18,4 %

Prodotti alimentari, bevande e tabacco 41,1 %

2.

INDIVIDUAZIONE DELLE AREE DI INTERVENTO

a)

Valutazione della penetrazione commerciale dei prodotti italiani sul mercato locale

Le importazioni argentine dall’Italia continuano ad evidenziare una sostenuta ripresa. I dati relativi al 2007 (si veda il capitolo 1.c) confermano la tendenza già anticipata dalle cifre del 2006, quando si registravano significative percentuali di aumento. L’analisi dei comparti che compongono l’import proveniente dall’Italia e dagli altri principali fornitori permette di evidenziare i segmenti che offrono maggiori opportunità per la penetrazione commerciale delle imprese italiane in questo Paese. Il modello di sviluppo produttivo che l’economia argentina ha adottato dopo la crisi, a causa della forte svalutazione del peso, sembra privilegiare un maggior dinamismo industriale, per poter sfruttare le abbondanti risorse naturali di cui dispone il Paese. L'incremento del valore aggiunto derivante dalla lavorazione e trasformazione delle commodities necessita di investimenti in macchine ed impianti, come effettivamente risulta dal citato aumento registrato dalle importazioni di beni strumentali. Nell’ambito del mercato locale di beni strumentali, opportunità a più breve termine derivano della realizzazione di progetti d’investimento per l’ampliamento e l’ammodernamento tecnologico degli impianti di produzione in vari settori industriali, soprattutto, ma non solo, nei comparti in cui il tasso di utilizzo della capacità produttiva è giunto a livelli prossimi al limite. Alla fine del 2007 l’industria ha utilizzato il 74,9% della propria capacità di produzione totale,

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evidenziando la forte necessità di investimenti nei vari comparti industriali che consentano di accrescerla. Una breve analisi settoriale permette di illustrare gli ultimi sviluppi e le prospettive a breve e medio termine dei principali comparti: ALIMENTARI E BEVANDE: il settore ha mostrato una perfomance positiva nel 2007 con una crescita del 4,3% rispetto al 2006. I sottosettori che hanno mostrato maggiore dinamismo sono stati quelli legati alla molitura dei cereali e semi oleosi (8,2%) e di carne di pollame (7,6%). Quest’ultimo settore ha evidenziato un andamento positivo sia nel mercato interno, principale sbocco della produzione locale (80%), sia nel mercato esterno, che ha incominciato a registrare interessanti possibilità per la produzione. L’aumento dell’offerta nel settore risulta dagli investimenti realizzati che hanno consentito di aumentare la capacità di produzione nelle diverse tappe del processo produttivo. I dati ufficiali indicano che l’aumento del consumo di carne di pollame si aggira intorno al 4% durante il 2007 con una media di 28,8 chili/abitante. Il settore lattiero-caseario ha evidenziato un andamento negativo durante il periodo in esame, con un calo dell'8,7%. La produzione di bevande ha presentato, durante il 2007, una crescita del 7,4% rispetto all’anno precedente. In particolare, hanno contribuito positivamente all’espansione del settore il buon andamento mostrato da alcuni prodotti del comparto, quali birra, bevande gassate, liquori e in particolare acque minerali. In quest'ultimo segmento si segnala il forte dinamismo evidenziato dalle acque con aggiunta di sapori. Il sottosettore che ha evidenziato un importante recupero all’interno del comparto è la produzione di carne bovina, con un aumento del 5,8% rispetto al 2006. Il sottosettore aveva registrato un calo dell’attività in risposta ad una diminuzione delle esportazioni del settore, dovuta in parte a nuove disposizioni delle autorità argentine che hanno imposto una sospensione delle esportazioni per poter aumentare l’offerta del prodotto sul mercato interno. La domanda locale, che assorbe circa l’84% della produzione, aveva registrato una lieve diminuzione ma già durante il 2007 ha mostrato un sensibile miglioramento. Le prospettive per il resto del 2008 sono buone. Si stima che il consumo domestico, principale motore del settore prodotti alimentari e bevande, continuerà a livelli sostenuti per i principali comparti, mentre il mercato estero continuerà a cercare nuovi sbocchi, soprattutto nell’area asiatica. TESSILE: il settore ha evidenziato nel 2007 un aumento del 5,5% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, con un maggiore dinamismo nella produzione di tessuti e di filati di cotone, con variazioni positive del 6,6% e dell’1,7%, rispettivamente, in risposta a una maggiore domanda dell’industria locale. Il settore ha mostrato anche importanti progressi nella qualità della produzione, in particolare nel caso di tessuti, fibre sintetiche ed artificiali e filati di cotone. Ha invece evidenziato una significativa diminuzione la produzione di fibre sintetiche ed artificiali con un calo del 21,5%. La diminuzione dell’attività è stata attribuita a problemi sindacali, nonché alla minore offerta energetica che ha determinato un rallentamento nel ritmo di produzione. Durante gli ultimi anni sono stati realizzati alcuni investimenti per ampliare la capacità e per l’ammodernamento tecnologico della produzione. Comunque saranno necessari ulteriori investimenti per aumentare la produzione (telai, macchine per la filatura, macchine per cucire) ed perché migliori il processo produttivo dovrà continuare l’ammodernamento tecnologico. Le difficoltà che incontra il settore derivano essenzialmente dalla mancanza di credito e dalla scarsa disponibilità di manodopera specializzata. CARTA E CARTONE: il settore ha fatto registrare, durante il 2007, un aumento dell'1,1% rispetto al 2006.

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Gli investimenti realizzati durante il 2007 hanno consentito di aumentare la capacità di produzione e di arrivare al mese di dicembre con un tasso di utilizzo del 74,9% contro l’82,6% nel mese di febbraio. Gli investimenti riguardano principalmente l’ampliamento degli stabilimenti, l’acquisto di macchine e il miglioramento dei processi di produzione. STAMPA ED EDITORIA: la produzione è aumentata del 7% durante il 2007, spinta dalla forte domanda di etichette ed imballaggi flessibili per prodotti alimentari e dalle esportazioni di libri. Il settore presenta buone prospettive per il 2008, sia per la sostenuta domanda interna sia per un previsto aumento delle esportazioni. Anche in questo caso si evidenzia una forte necessità di investimenti in quanto la capacità di produzione risulta utilizzata al 73% (dicembre 2007). PRODOTTI CHIMICI, GOMMA E PLASTICA: il settore dei prodotti chimici ha evidenziato una crescita del 6,8% durante il 2007 e ha registrato alcuni investimenti per aumentare la capacità di produzione. In particolare, i vari sottosettori hanno evidenziato una perfomance positiva: la produzione di detersivi, saponi e prodotti per la pulizia personale è aumentata anche del 19%, quella dei prodotti farmaceutici del 12%, quella di gas industriali è cresciuta del 9,5% e quella di agrochimici del 3,9%. In questo comparto hanno evidenziato una diminuzione la produzione dei prodotti chimici di base (-3,1%) e di materie prime plastiche e gomma (5,4%). La produzione di prodotti derivati da materie prime plastiche e gomma ha evidenziato un aumento dell’attivitá del 7,8% con un lieve calo del settore pneumatici (- 1,5%) e un aumento del 10,4% nel caso dei manufatti di plastica. MINERALI NON METALLICI: il settore è cresciuto del 7,9% nel 2007, a seguito della forte ripresa evidenziata dalle opere stradali e dalle infrastrutture, nonché per l’ottima perfomance che ha mostrato il settore delle costruzioni. La produzione del comparto è infatti costituita principalmente da materie prime per l’edilizia. L’industria produttrice di cemento ha evidenziato una crescita del 7,4% nel 2007 e quella degli altri prodotti per l’edilizia del 9,8%. L’industria del vetro ha registrato un aumento del 5,7% rispetto all’anno precedente. AUTOVEICOLI: durante il 2007 il settore ha evidenziato un aumento del 25,4% rispetto al 2006. L’incremento risponde ad una sostenuta domanda interna, nonché ad un buon ritmo di crescita delle esportazioni. Il settore ha evidenziato anche un forte aumento della forza lavoro e importanti investimenti in impianti e processi di produzione. La domanda locale viene soddisfatta anche da veicoli importati, soprattutto nel segmento dei veicoli più economici. Un significativo ruolo ha giocato anche la maggiore produzione di parti e componenti che hanno sostituito prodotti di importazione. Durante il 2007 la produzione ha raggiunto il record di 544.647 unità e il 2007 rappresenta anche il quinto anno consecutivo di crescita del settore. Le vendite sul mercato interno sono aumentate del 22,7% durante il 2007 e le esportazioni del 33,6%, in particolare verso Messico, Cile e Brasile. In questo quadro di generale espansione di tutto il settore s’inserisce l’annunciato ritorno della FIAT alla produzione di automobili nello stabilimento argentino di Cordoba: 50.000 unità del modello Siena (a partire dal 2008), con un investimento di circa 60 milioni di dollari. Sommato alla decisione di produrre in loco anche un pick-up, in collaborazione con l’indiana TATA, il nuovo investimento proietta nuovamente la casa automobilistica italiana tra i grandi produttori automobilistici in Argentina. Le prospettive per il resto del 2008 sono buone: si stima che continuerà la ripresa della domanda locale, in particolare in caso di miglioramento nelle condizioni creditizie, piani di risparmio e meccanismi di leasing, che consentiranno di rinnovare il parco degli autoveicoli. Si stima che le

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vendite sul mercato interno supereranno le 600.000 unità con una maggiore presenza dei modelli di produzione locale. METALMECCANICA: Durante il 2007 il settore è cresciuto del 9,5%, sostenuto dall’ottima perfomance del settore produttore di beni strumentali, in particolare il settore delle macchine agricole e macchine utensili, principalmente quelle utilizzate dal settore degli autoveicoli, il settore produttore di parti e componenti, principalmente autoparti e agroparti, nonché il settore produttore di valvole per l’industria alimentare, chimica e petrolchimica, del petrolio e gas, e il settore produttore di beni di consumo durevoli, principalmente di elettrodomestici. Si stima che continuerà la tendenza positiva per tutto il comparto e in particolare per il settore delle macchine agricole, a seguito dell’accordo di esportazione siglato con il Venezuela. La produzione di autoparti continuerà a mostrare un’evoluzione positiva in linea con il buon andamento previsto per la produzione di autoveicoli, trattori e macchine agricole.

b)

Valutazione degli investimenti diretti da e verso l’Italia

Nel 1998, l’Italia e l’Argentina hanno firmato un “Trattato Generale di Amicizia e Cooperazione Privilegiata” ed il relativo “Protocollo Esecutivo per l’Istituzione di un Programma Economico” finalizzato a stimolare gli investimenti privati e l’interscambio commerciale. La prima riunione della Commissione Economica Bilaterale Italia-Argentina, prevista dal Protocollo Esecutivo, si è tenuta a Roma il 31 marzo 2003. Dal 1993 è in vigore tra Italia e Argentina un “Accordo per la Promozione e Protezione degli Investimenti” e dal 1979 una “Convenzione per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali”. I principali investimenti italiani in Argentina negli ultimi anni sono stati effettuati dalle seguenti società: §

BANCA INTESA: dopo la vendita della Banca Sudameris, partecipa con una quota del 20 % al capitale del suo acquirente, Banco Patagonia;

§

BANCA NAZIONALE DEL LAVORO: nel gennaio 2006 è stata sottoscritta un’intesa per la cessione delle attività bancarie della BNL Argentina all’istituto bancario britannico HSBC. Con il formale passaggio di consegne avvenuto nel maggio 2006, è stata avviata la fase finale dell’operazione, che è culminata nel febbraio 2007 con l’abbandono del marchio “BNL” e la sua sostituzione con “HSBC”. Le attività assicurative di BNL in Argentina sono state acquisite dal gruppo assicurativo “La Caja”, controllato dal gruppo Werthein e dalla filiale argentina delle Assicurazioni Generali;

§

BENETTON: con oltre 800mila ettari di terreno in Patagonia, è il principale produttore di lana della regione. Ha inoltre acquisito terreni nella provincia di Buenos Aires;

§

CAMUZZI: gestisce la distribuzione di gas, elettricità e acqua nel sud del Paese ed in parte della Provincia di Buenos Aires;

§

FERRERO: ha uno stabilimento per la produzione di prodotti assortiti di cioccolata;

§

FIAT: nel 2007 è arrivata l’attesa notizia del ritorno dell’impresa italiana alla produzione di automobili nello stabilimento argentino di Córdoba (che nel 1996 era costato 600 milioni di dollari e non era mai entrato a regime per la crisi degli anni successivi). L’investimento di 60 milioni di dollari dovrebbe portare alla produzione di 50.000 unità all’anno del modello Siena, destinate sia al mercato interno che all’esportazione nella regione. Sommato alla decisione di produrre in loco un pick-up in collaborazione con l’indiana TATA, il nuovo investimento rilancia la FIAT tra i grandi produttori automobilistici in Argentina.

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L’effetto sull’occupazione dovrebbe aggirarsi sui mille posti di lavoro in forma diretta e circa il doppio per l’indotto (a regime, dopo i due nuovi investimenti, Fiat Auto dovrebbe occupare a Córdoba circa 4.000 persone). §

GENERALI ASSICURAZIONI: ha rilevato la parte assicurativa della “Caja de Ahorro” potenziando la sua consolidata presenza sul mercato argentino;

§

IMPREGILO: presente da anni nel Paese nel settore delle opere pubbliche, ha in concessione alcuni tratti autostradali e partecipa all’importante complesso idroelettrico di Yaciretá;

§

ITALGAS: distribuisce il gas nella zona centrale del Paese;

§

PIRELLI: presente con una filiale in Argentina dal 1898. Nel 1917 la “Pirelli Platense” inizió la produzione di cavi, penumatici e prodotti di caucciù. Nel 1931 aprì lo stabilimento di Mataderos, riconvertito nel 1986 nella produzione di cavi in fibra ottica. Attualmente l’impresa opera nel solo stabilimento di Merlo dove produce pneumatici.

§

SEA-AEROPORTI DI MILANO: ha partecipato con una quota del 36% alla costituzione del consorzio “Aeropuertos Argentina 2000”. Tale partecipazione è attualmente in fase di graduale riduzione.

§

TELECOM ITALIA: partecipa al 50% in joint-venture con gruppo locale Werthein a "Telecom Argentina", che gestisce circa metà dei servizi telefonici fissi del Paese. Opera anche nel settore della telefonia mobile con la societá Personal.

In questa fase, con la sottovalutazione del peso ed il contemporaneo alto valore dell’Euro, si potrebbero aprire interessanti spazi per investimenti italiani in Argentina. Al di là di eventuali iniziative di consolidamento degli investimenti esistenti da parte di grandi imprese, i settori dell’agroindustria, della lavorazione del legno, del cuoio e quello tessile possono presentare interessanti occasioni anche per le piccole e medie imprese (si veda anche l’analisi settoriale di cui al precedente capitolo).

c)

Valutazione delle potenzialità di cooperazione commerciale ed industriale nei settori ad alto contenuto tecnologico

Settore spaziale: èun settore in cui è molto sviluppata la cooperazione fra l’Italia e l’Argentina, attraverso le agenzie spaziali dei due paesi (Agenzia Spaziale Italiana, ASI, e Comisión Nacional de Actividades Espaciales, CONAE), con grandi possibilità di intervento per le imprese italiane nei settori aerospaziale, telecomunicazioni, strumentazione scientifica da installare nei satelliti, telerilevamento e immagini satellitari. In tale contesto, nel luglio 2005 è stato firmato un Accordo di cooperazione per la realizzazione del Sistema Satellitare ItaloArgentino per la Gestione delle Emergenze (SIASGE): tale sistema consentirà di accedere a informazioni di notevole utilità non solo a livello ambientale, per prevenire eventuali disastri, come terremoti, inondazioni, uragani, valanghe, desertificazione, ma anche produttivo, per il controllo di raccolti, opere pubbliche, risorse marine e forestali. Nel maggio 2006, nel corso della visita in Argentina del Presidente dell’ASI, Sergio Vetrella, sono state firmate due Dichiarazioni di Intenti relative al satellite di osservazione del sistema Terra SAC-D e alla cooperazione tra l’ASI e l’Istituto argentino di alti Studi spaziali Mario Gulich. Il 9 giugno u.s. è stato lanciato con successo il primo dei 4 satelliti italiani SKY COSMED. Il secondo satellite è stato lanciato dalla base di Venderberg (USA) il giorno 8 dicembre 2007, gli altri due italiani e i due satelliti Argentini SAOCOM verranno lanciati entro il 2010. La Telespazio controlla i satelliti dalle basi del Fucino e di Matera, mentre i dati confluiranno alla base argentina di Córdoba ed in Italia al Fucino e a Matera.

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Ambiente ed Energia: settore di potenziale interesse per la realizzazione di intese tra Italia e Argentina nel campo dell’innovazione tecnologica delle biomasse. L’Argentina è uno dei maggiori produttori, insieme al Brasile, di cereali idonei a ottenere gli alcoloidi per integrare i prodotti petroliferi. Altro settore di particolare interesse è quello nucleare: in particolare, l’Argentina è Paese leader, insieme agli USA, per la realizzazione di centrali nucleari destinate alla produzione sia di energia elettrica sia di radioisotopi per l’industria farmaceutica e la medicina in generale, con reattori che utilizzano uranio scarsamente arricchito. Nel corso del 2007 il governo argentino ha deciso il completamento della centrale atomica Atucha II, per la produzione di 840 MWatts di energia elettrica e di una seconda grande centrale capace di fornire 1.000 MWatts. Materiali avanzati: è un settore nel quale sono in atto numerose collaborazioni scientifiche fra gruppi italiani del CNR ed argentini della CNEA. Esistono in Argentina competenze di alto livello. Possono quindi essere avviate in questo settore collaborazioni innovative dal punto di vista tecnologico con possibili ricadute sul settore produttivo ed economico-commerciale, in particolare nel settore delle nanotecnologie e della chimica biomolecolare. Sono state sviluppate collaborazioni scientifiche tra il Centro Italiano del Fegato, dell’Universitá di Trieste, e le Universitá di Cordoba e Rosario.

d)

Suggerimenti per l’attivazione degli strumenti di sostegno finanziario e assicurativo pubblico per SACE e SIMEST

SACE non assicura il rischio sovrano in Argentina, mentre prevede un esame caso per caso per il rischio “corporate” e bancario (7° categoria di rischio su 7, categoria consensus 2). Al 30 settembre 2007 le garanzie deliberate, capitali ed interessi, ammontavano a 49,3 milioni di euro. Le garanzie perfezionate in quota capitale ammontavano a 48,7 milioni di euro, di cui 38,7 milioni di euro già erogati. SIMEST partecipa attualmente al finanziamento di cinque progetti di collaborazione tra imprese italiane e argentine per un valore totale di circa 11 milioni di Euro. Tra i progetti più importanti finanziati negli anni ’90, figurano la partecipazione nel capitale della società per la gestione degli aeroporti locali, Aeropuertos Argentina 2000, e della società Autopistas del Sol S.A., per la costruzione e la gestione della principale autostrada di Buenos Aires. Il 30 aprile 2004, SIMEST ha concluso un accordo di collaborazione con il Banco de Inversión y Comercio Exterior (BICE) argentino, finalizzato alla promozione e al finanziamento di progetti di investimento in Argentina con la partecipazione di imprese dei due Paesi. Per la concreta attuazione del predetto accordo, SIMEST e BICE dovranno procedere alla conclusione di un accordo complementare che definisca le modalità di finanziamento congiunto ed i criteri di selezione dei progetti d’investimento.

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3.

a)

POLITICA COMMERCIALE E DI ACCESSO AL MERCATO

Barriere tariffarie

Nel 1992 l’Argentina ha adottato un sistema tariffario armonizzato (HS) in linea con le direttive del GATT Classification Code. Seguendo le direttive dell’OMC, i dazi all’importazione variano, a seconda del valore aggiunto, tra lo 0% ed il 35% sul valore C.I.F. (Cost-InsuranceFreight) con un livello medio di circa il 14%. Dal 1995, il Paese ha adottato la tariffa esterna comune del Mercosur per l’85% circa del totale delle voci doganali. Per il commercio all’interno del Mercosur i dazi sono inferiori alla tariffa esterna comune. È inoltre prevista una loro graduale diminuzione fino alla completa eliminazione. Una tariffa esterna comune pari allo 0% viene già applicata ai beni non prodotti all’interno del Mercosur e a taluni articoli particolari come i libri, i giornali e i derivati petroliferi. Una tariffa dal 2 al 10% si applica sulle materie prime e i semilavorati industriali; una del 12% sui beni strumentali, informatici e per le telecomunicazioni; dal 15 al 20% per i beni di consumo durevoli; dal 22,5 al 35% per i prodotti finiti. Esiste peraltro un regime speciale di interscambio compensato e di protezione per il settore automobilistico tra Argentina e Brasile nell’ambito del Mercosur che è stato rinegoziato nel 2006 ed è ancora in vigore. Per certi settori sensibili (elettrodomestici, calzature, ecc.), poi, sia l’Argentina che il Brasile si possono anche avvalere di un meccanismo tipo “clausola di salvaguardia”, denominato “di Adattamento Competitivo”, che permette, a seguito di apposite trattative settoriali bilaterali, di riprogrammare le riduzioni tariffarie originariamente previste in ambito Mercosur e di stabilire delle temporanee limitazioni quantitative. Per le importazioni di qualsiasi origine viene inoltre applicata sul valore CIF+dazio anche una “tassa di statistica” dello 0,5%. Poi, al momento dello sdoganamento della merce, è previsto il pagamento del 21% di I.V.A. I beni strumentali usati non sono, in genere, ammessi all’importazione tranne operazioni eccezionali per i macchinari usati rimessi a nuovo, tassate al 6% sul valore CIF (Resolución Nº511/2000). Sono proibite anche le importazioni di capi d’abbigliamento usati ad eccezione delle donazioni (Resolución Nº 635/2005) ed anche dei pneumatici usati o ricoperti (legge Nº 25.626), delle attrezzature mediche usate (legge Nº 24.051) e dei veicoli ed autoparti usati. L’Argentina ha sottoscritto anche l’accordo OMC in materia di valorizzazione doganale e richiede il certificato d’origine per un lungo elenco di prodotti non sempre in relazione a trattamenti differenziati. Nel caso di incongrue difformità tra i prezzi all’importazione ed i prezzi doganali di riferimento, l’importatore deve depositare una cauzione fino alla conclusione delle relative verifiche amministrative. Per quanto riguarda il regime applicato agli invii postali o tramite corrieri, la Resolución Nº1811/2005 ha ridotto l’applicazione del beneficio della procedura semplificata ai pacchi con un valore massimo di 1.000 dollari USA.

b)

Barriere non tariffarie

Dopo il periodo della “convertibilità”, con il peso fisso per legge ad un cambio alla pari con il dollaro, dal 2002 l’Argentina sta seguendo una politica del “peso debole”, secondo un valore stabilizzato ormai da svariati mesi, attraverso interventi della Banca Centrale, poco al di sopra del 3 a 1 rispetto al dollaro. Parallelamente, nell’esportazione di molti beni (in particolare commodities), che godono di favorevoli condizioni sui mercati internazionali, sono state introdotte “trattenute” con aliquote che vanno dal 5 al 45% del valore FOB. Inoltre, al fine di contenere i prezzi interni, alcuni generi di largo consumo, ad esempio la carne, sono stati oggetto di temporanee restrizioni

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all’esportazione. Pur se duramente contestate sia a livello nazionale che internazionale, tali politiche non sono state giudicate in contrasto con le normative multilaterali in materia. Sul mercato interno ne è derivato un vantaggio per le produzioni nazionali a scapito delle importazioni, in particolare dai Paesi a valuta forte. Negli ultimi tempi, diverse normative tecniche e procedure burocratiche sono state introdotte dalle autorità doganali argentine causando ulteriori difficoltà agli importatori. Tali misure includono l’introduzione di un “canale viola” alla dogana per controllare i prezzi dichiarati dei manufatti di largo consumo, l’obbligo di licenza non automatica per l’importazione di giocattoli e di calzature, l’introduzione di complicati requisiti di etichettatura per i manufatti tessili, l’obbligo di conformità a norme tecniche e di sicurezza per i prodotti elettrici, per i pneumatici e per parti di autoveicoli, giocattoli e biciclette. Molti di questi provvedimenti sono stati presentati come misure di contenimento dell’invasione commerciale cinese, ma in realtà hanno ostacolato i flussi anche da varie altre provenienze. Paese membro dell’OMC, l’Argentina figura tra gli Stati che hanno fatto maggiormente ricorso a misure antidumping sui prodotti importati. Tra 1999 e 2005 sono state condotte 111 inchieste ufficiali, conclusesi con l’adozione di 62 misure provvisorie e 88 misure definitive di protezione. Alcuni casi, verificatisi verso la fine degli anni ’90 (macchine lavatrici, porcellanato, punte di trapano), hanno riguardato importazioni provenienti dall’Italia. Nel caso del porcellanato, a seguito di un ricorso all’OMC presentato dagli esportatori italiani, l’Argentina è stata costretta ad eliminare le misure antidumping per inadempienze procedurali. Dal 1996 l’Argentina aveva stabilito un dazio compensatorio ai sussidi UE per l’olio d’oliva. A seguito di un reclamo dell’UE presso l’OMC nel 2005, l’Argentina ha deciso di ritirare tale misura in cambio di un aumento del dazio doganale ad valorem dal 10% al 31,5%. Altre misure restrittive includono l’autorizzazione all’importazione e l’abilitazione sanitaria per i prodotti di origine animale. Dal 2006 la normativa Argentina si è conformata alle linee direttrici dell’OIE (Organizzazione Internazionale Epizootie) per quanto riguarda la BSE. Inoltre l’Argentina ha accettato recentemente una proposta UE di reciprocità per l’utilizzo di un sistema di pre-listing degli stabilimenti abilitati all’export. Ciò puo tradursi in una maggiore disponibilità all’importazione di taluni prodotti. Per l’Italia il sistema sarebbe applicabile in una prima fase ai prodotti suini cotti o stagionati, ai prodotti lattiero-caseari ed al seme bovino. In linea generale, le richieste di tutela da parte di società italiane riguardano lentezze procedurali e l’applicazione di normative tecniche (ad esempio, ambientali e sanitarie), ovvero il mancato rispetto dei termini di gare d’appalto. Recentemente, aziende italiane sono state colpite da ritardi nella concessione di licenze per l’esportazione di elettrodomestici, blocco alle importazioni di prodotti animali per ragioni sanitarie, ostacoli per la commercializzazione di prodotti dolciari a causa di una normativa sull’uso di farine arricchite, peraltro in seguito abrogata. Un quadro riassuntivo delle barriere argentine all’import di prodotti UE è reperibile presso il seguente indirizzo web: http://mkaccdb.eu.int. (v. Argentina).

c)

Violazioni delle norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale

Con la Legge nº 17.011 del 1966, l’Argentina ha aderito alla Convenzione di Parigi sulla Proprietà Intelletuale ed ha successivamente adottato con la Legge nº 24.481 nel 1995 la tutela ventennale dei brevetti industriali. Questa legge relativa alla protezione dei modelli e disegni è stata successivamente modificata nel 1996 mediante le Leggi nº 24.603 e 24.766 e nel 2004 dalla Legge nº 25.859. La Legge nº 22.362, che risale al 1980, tutela i marchi e le denominazioni. Nel 1999 è entrata in vigore con la Legge nº 25.163 la normativa concernente la registrazione delle indicazioni d’origine dei vini e di altri alcolici e con la Legge nº 25.380 una più generica riguardante l’origine dei prodotti agricoli e alimentari. La Legge nº 25.986 del

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2005 ha a sua volta introdotto la proibizione delle importazioni ed esportazioni di prodotti che infrangono le norme di protezione della Proprietà Intelletuale. L’applicazione della legislazione in materia di Proprietà Intelletuale in Argentina presenta tuttavia taluni aspetti procedurali in materia di contenzioso contestati dai Paesi industrializzati, in particolare nel settore dei prodotti farmaceutici. I benefici temporanei, concessi all’Argentina per poter conformarsi agli accordi TRIPS in ambito OMC, aveva permesso ai laboratori locali di godere gratuitamente di taluni sviluppi tecnologici per circa una decina di anni. Successivamente, la normativa adottata in materia di prodotti medicinali che ammette il registro di prodotti “simili” con una lunga procedura burocratica presso l’INPI (Ufficio Brevetti), dove ci sono circa 15.000 pratiche in lista d’attesa, ha aperto nuovamente le porte alla copia indiscriminata dei brevetti stranieri. L’UE ha ricevuto negli ultimi anni, da parte di operatori europei sul mercato argentino, un numero crescente di denunce di abusi e mancate applicazioni delle norme di protezione. Le lamentele vanno dalla falsificazione e/o copia dei prodotti di note marche europee (tessili, confezioni, calzature, giocattoli, ecc.) alla pirateria commerciale di dischi musicali, film e sofware in genere. Occorre peraltro segnalare che, da un’indagine conoscitiva, sono emersi diversi casi di registrazione di marchi presso l’Istituto Nazionale per la Proprietà Industriale argentino, configurabili come possibili usurpazioni di marchi ed indicazioni geografiche di prodotti agroalimentari italiani (salumi e prodotti a base di carne, formaggi, olio d’oliva, aceto balsamico, vino), oltre ad altrettanti casi di marchi corrispondenti a palesi deformazioni delle denominazioni di marchi di prodotti tipici italiani. Per quanto riguarda il trasferimento di tecnologia, il decreto 1853/1993 ha introdotto una deroga all’obbligo di approvazione previa per il trasferimento di tecnologia e di assistenza tecnica fornita da stranieri. I contratti in materia sono pertanto liberi da controlli preventivi, permanendo la sola formalità della registrazione presso l’Istituto Nazionale di Tecnologia Industriale a fini meramente statistici. La legge sul Trasferimento di Tecnologia è la N. 22.426 del 12/3/1981, attuata con decreto N. 580 del 25/3/1981. Secondo tale legge, possono essere oggetto di trasferimento i brevetti ed i modelli e i disegni industriali e qualsiasi tipo di knowhow sulla fabbricazione di prodotti e la prestazione di servizi. In generale, il trasferimento di tecnologia risulta favorito dalla legge attraverso trattamenti preferenziali come per esempio la riduzione o anche l’esenzione dai dazi d’importazione (per esempio per la fornitura di impianti “chiavi in mano”). I provvedimenti legislativi di cui sopra sono disponibili sul sito www.infoleg.gov.ar.

d)

Problematiche relative agli investimenti esteri nel Paese

La Costituzione argentina concede ai cittadini stranieri ed argentini pari diritti al lavoro, alla conduzione degli affari, all’acquisto, al possesso e alla vendita di beni. La normativa di riferimento in materia di investimenti esteri è la Legge nº 21.382 del 28.8.1976, successivamente modificata e ordinata in un Testo Unico contenuto nel Decreto 1853 dell’08.09.93. Tale normativa ha praticamente eliminato ogni tipo di ostacolo giuridico agli investimenti stranieri e garantisce parità di trattamento tra capitale nazionale e straniero. Esistono comunque delle restrizioni relative agli investimenti diretti nel settore della pesca, i trasporti interni, le armi e munizioni e l’acquisto di proprietà immobiliari nelle zone di confine con altri Paesi. Nel luglio 2003 è stata adottata la legge di “preservazione dei beni e patrimoni culturali” (nº 25.750 del 07.07.03) che limita al 30% la partecipazione dei capitali stranieri nelle società a carattere “culturale-informativo” (che gestiscano, ad esempio, i mezzi di comunicazione). All’indomani dello scoppio della crisi di fine 2001, è stata adottata la Legge nº 25.561/01, tuttora vigente, con la quale è stata dichiarata l’emergenza pubblica in materia sociale,

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economica, amministrativa, finanziaria e cambiaria ed è stato concesso al Governo di determinare taluni parametri macroeconomici (politica cambiaria, tariffe pubbliche, ecc.) per poter “assicurare la governabilità del Paese”. Una conseguenza delle prerogative straordinarie concesse all’Esecutivo in materia di adeguamento delle tariffe dei servizi pubblici è stato il “congelamento” delle medesime ed il successivo ritiro dal mercato di molte società straniere operanti servizi ora privatizzati. Dopo la liberalizzazione economica e le privatizzazioni degli anni ‘90, negli anni seguenti alla crisi del 2001 si è registrato un progressivo aumento dell’intervento statale nell’economia. Tale tendenza si è manifestata soprattutto nel settore dei servizi pubblici. Il culmine di tale processo è stato finora rappresentato dalla creazione nel 2004 di un’impresa energetica statale (ENARSA): si tratta di una radicale inversione di tendenza della politica economica del Paese, se si considera che la nascita dell’ultima azienda di proprietà dello Stato argentino risaliva al 1967. Al di là del quadro formale, ciò che viene rilevato da operatori ed osservatori è la mancanza della cosiddetta “sicurezza giuridica” per il rispetto dei contratti e dei diritti di proprietà (non ultimi, i diritti dei possessori di bond argentini), che ha creato un clima poco attraente per nuovi investimenti esteri e di complessa gestione degli investimenti già realizzati. In tale contesto, i contenziosi bilaterali di maggior rilievo coinvolgono società italiane esecutrici di progetti di infrastrutture pubbliche o responsabili della gestione di servizi pubblici. I servizi pubblici in Argentina sono stati privatizzati negli anni Novanta, con acquisizioni avvenute pressoché esclusivamente dall’estero (eccezione di rilievo le Poste, andate al gruppo dell’imprenditore argentino Macri e, peraltro, già rinazionalizzate). Dopo la crisi acuta del 2001-2002 ed il relativo blocco delle tariffe, fissate in pesos, tutte le aziende hanno accumulato una pesante situazione debitoria. Nel quadro della rinegoziazione di contratti e tariffe, il Governo cerca di indurre le società straniere a rinunciare ai ricorsi presentati presso l’ICSID contro la cosiddetta “pesificazione” ed il blocco delle tariffe. A seguito della crisi del 2001, l’Argentina ha introdotto anche restrizioni al libero ingresso dei capitali. Dal 2003 è obbligatorio il registro dei flussi di capitali sia in entrata che in uscita. Per i flussi finanziari in entrata è richiesto un periodo minimo di permanenza di un anno con un deposito di garanzia presso una banca locale in valuta (dollari USA) senza generare interessi (a eccezione dei capitali destinati a finanziare opere d’infrastruttura per il settore energetico).

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4.

POLITICA PROMOZIONALE E PROPOSTE OPERATIVE DI INTERVENTO CONGIUNTO

Le proposte promozionali dell’ICE per il 2008 rispecchiano le linee direttrici che hanno orientato l’attivitá dell’Ufficio negli ultimi anni: le iniziative si rivolgono alla collaborazione produttiva ed industriale ed alla formazione, aree d’intervento considerate prioritarie a seguito del cambiamento delle condizioni economiche causato dalla crisi economica 2001/02. Il settore dei beni strumentali costituisce l’ambito sul quale sono stati focalizzati la maggior parte degli interventi, con particolare riferimento ai comparti italiani in grado di fornire knowhow e tecnologia per trasformare ed ottimizzare l’utilizzo delle materie prime argentine. Inoltre, la lenta ma costante ripresa che il settore dei beni di consumo continua ad evidenziare ha indotto a proporre anche alcune iniziative in questo settore. A livello merceologico, i comparti dell’elettronica e dell’elettrotecnica, dell’ambiente, dell’agroindustria, del tessile, del legno-mobile e di cuoio e pelli costituiscono i settori prioritari per i quali sono state formulate le varie proposte d’intervento.

a)

Mappatura delle iniziative di sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo che la rappresentanza diplomatico-consolare e l’ICE intendono realizzare nel corso del primo semestre del 2008

Durante il primo semestre 2008 é prevista la realizzazione delle seguenti iniziative promozionali dell’ICE:

SETTORE MACCHINE LAVORAZIONE GOMMA E PLASTICA È prevista la partecipazione alla fiera locale ARGENPLAS 2008 dell’Ufficio ICE insieme con l’associazione di categoria italiana ASSOCOMAPLAST (Costruttori di macchine ed attrezzature per la lavorazione della gomma e la plastica). La mostra si svolgerà a Buenos Aires (La Rural) dal 25 al 29 marzo 2008. E' prevista la partecipazione di circa quindici aziende italiane. SETTORE MACCHINE MOVIMENTO TERRA Nell’ambito di un accordo siglato con l’Associazione di categoria italiana COMAMOTER (Costruttori Macchine Movimento Terra), si prevede l’organizzazione di una missione in Italia di 5/6 operatori argentini durante il mese di maggio 2008.

SETTORE PRODOTTI ALIMENTARI In linea con la sostenuta ripresa che il settore dei prodotti alimentari sta evidenziando, si prevede la partecipazione di operatori argentini alla Fiera CIBUS che si terrá a Parma dal 4 all’8 maggio 2008. La delegazione argentina sarà costitutita da 1/2 operatori importatori di prodotti alimentari.

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SETTORE RESTAURO - Progetto Recupero, Conservazione e Sviluppo Urbano Corso di Formazione sul recupero, conservazione e sviluppo urbano e visita al “Salone del Restauro” di Ferrara dal 30 marzo al 5 aprile 2008. Tra le azioni per la promozione dei prodotti, materiali e attrezzature per il restauro, è prevista l’organizzazione di un corso di formazione specializzato per architetti, designers e restauratori, responsabili aziendali, istituzionali e museali, da svolgere in occasione della manifestazione Salone del Restauro di Ferrara, che avrà luogo dal 2 al 5 aprile 2008. L’articolazione del corso prevede: 1-Visite presso centri di ricerca, siti restaurati, cantieri di restauro, centri di produzione e laboratori aziendali, situati in alcune città italiane rappresentative per il settore del restauro: Milano, Firenze, Venezia, Vicenza, Roma, Torino, Ravenna, Ferrara, ecc. 2- Seminari che saranno realizzati oltre che nei siti di cui sopra, anche presso Università e, nei giorni di Fiera, presso lo spazio ICE appositamente allestito. I seminari offriranno ai partecipanti una panoramica del settore del restauro italiano, sia in termini di cultura storica, sia di impiego di avanzate tecnologie per la progettazione, conservazione, manutenzione e restauro della pietra naturale, dei monumenti lapidei, del legno, del metallo, della ceramica, riferiti a edifici e/o opere artistiche. 3- Incontri B2B che avranno luogo durante i giorni di Fiera.

SETTORE EDITORIA Missione operatori all’International Book Forum IBF della Fiera del Libro di Torino dall’8 al 10 Maggio 2008. Anche quest’anno l’ICE inviterà circa 130 delegati stranieri, di cui 105 del settore editoria e 25 operatori del settore cinematografico/televisivo e dei new media, a partecipare all’International Book Forum (IBF) della Fiera del libro. L’evento prevede l’organizzazione di agende di incontri mirati tra editori italiani e stranieri, agenti letterari, produttori cinematografici, televisivi e new media, provenienti da diverse aree geografiche (Europa, America, Asia). E’ uno spazio appositamente creato per gli incontri B2B, per la contrattazione dei diritti editoriali e audiovisivi al fine di sviluppare nuovi contenuti, come: •

progetti editoriali che possono essere sviluppati in fiction, film, documentari o animazione; •

progetti audiovisivi che possono diventare libro, prodotto per abbinamento editoriale o contenuti per la videotelefonia mobile e il VOD. SETTORE LAPIDEO Missione operatori alla Fiera Carrara Marmotec dal 29 Maggio al 1° Giugno 2008. L’Ufficio di Buenos Aires proporrà di organizzare una delegazione di operatori alla prossima edizione di Carrara Marmotec, dopo aver pubblicizzato il Marble Architectural Awards 2008 (MAA), concorso destinato a architetti e progettisti, designers, esperti di arredo urbano e decoratori di interni, che partecipano al concorso con opere architettoniche ultimate nelle quali l’uso della pietra naturale risulti di particolare rilevanza formale o tecnica. Il premio interessa ogni anno una regione diversa, secondo un ciclo che si ripete ogni sei anni; toccando nel 2008 all’America Centrale e Meridionale, l’Oceania e l’Africa Australe. L’Ufficio ICE di Buenos

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Aires è stato coinvolto dall’IMM Carrara per sensibilizzare i richiedenti: ad oggi sono più di venti i progetti presentati. I progetti partecipanti al MAA possono concorrere per ciascuna delle tre sezioni in cui il premio si articola: rivestimenti esterni (sezione I), decorazione d’interni (sezione II) e arredo urbano (sezione III). Il MAA è stato pensato come un’iniziativa di carattere promozionale che contribuisca a diffondere presso le categorie dei progettisti una migliore e più approfondita conoscenza dei materiali lapidei e dei loro impieghi. Ogni anno vengono raccolte dallo staff dell’IMM di Carrara immagini e disegni relativi a decine di progetti al fine di selezionare quelli che interpretano con eccellenza e originalità le caratteristiche e il valore della pietra. I progetti partecipanti sono catalogati, conservati e resi disponibili per la consultazione da IMM. L’archivio delle opere del MAA rappresenta un indispensabile elemento di studio e di confronto grazie al quale gli architetti, ma anche gli studenti e i semplici appassionati, possono approfondire lo studio delle pietre naturali. PROGETTO “ARGENTINA” - CONVENZIONE ICE–REGIONE EMILIA-ROMAGNA Nell'ambito della Convenzione ICE - Regione Emilia Romagna, giá all’inizio del 2008 é stata organizzata una missione a Rosario, Provincia di Santa Fe. La missione ha avuto luogo dal 3 al 5 febbraio, in concomitanza con la presenza in Missione Istituzionale della Dr.ssa Silvia Bartolini, Presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Durante la missione sono stati realizzati incontri con gli imprenditori emiliano-romagnoli e discendenti, e si sono presentate le attività già realizzate e da realizzare da parte dell’Associazione. Durante il resto del semestre si propongono le seguente attività:

b)

Aprile 2008: Meeting point dei soci dell’Associazione per presentare le attività già svolte durante i primi 4 anni e quelle da svolgere in futuro. In questo evento parteciperà un funzionario della Regione Emilia-Romagna dell’Area Attività Produttive, nonché le istituzioni argentine che si occupano dello sviluppo imprenditoriale e tecnologico.

Diverse missioni a Córdoba, Rosario, Mendoza e Villa Regina (Río Negro) per consolidare i rapporti con i soci e con gli imprenditori delle suddette cittá e conoscere le loro attività.

Pubblicazione di una Newsletter nella Rivista ItaliArgentina.

Individuazione di eventi congiunti da svolgere con il concorso degli Uffici economicocommerciali, degli Uffici ICE, degli Addetti Scientifici ,degli Istituti di Cultura e delle Camere di Commercio Italiane all’estero

A seguito del risultato positivo dell’iniziativa congiunta Ambasciata - ICE nel settore ambiente organizzata nel 2004, si propone di continuare con azioni di promozione dello stesso settore che aiutino a raggiungere un collegamento più stretto tra imprese italiane ed argentine, soprattutto per ampliare la limitata conoscenza delle normative esistenti e delle logiche di intervento pubblico. L’indagine di mercato realizzata nell’ambito dell’iniziativa ha individuato la domanda locale di tecnologia e/o servizi nel settore ambientale. A seguito della presentazione dei risultati dell’indagine, le aziende italiane del settore, interessate al mercato argentino, hanno presentato a Buenos Aires la loro tecnologia alle imprese locali, in un apposito workshop organizzato sempre nell’ambito dell’iniziativa congiunta. E´ allo studio un seguito al progetto Ambiente, onde contribuire al consolidamento dei rapporti già avviati ed ampliare la presenza italiana sul mercato locale.

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c)

Progetti delle rappresentanze diplomatico-consolari e degli Uffici ICE per iniziative promozionali nel corso del 2009

Le previsioni di un consolidamento del recupero dell’attività economica hanno indotto la formulazione di una serie di iniziative che si propongono di riposizionare la partecipazione italiana nell’import generale argentino. Gli interventi promozionali che ci si propone di realizzare nel 2009, sono i seguenti: SEMINARIO / CORSO SETTORE TURISMO Gli indicatori relativi al settore turistico continuano indicando la forte e sostenuta ripresa del settore alla quale ha contribuito senza dubbio la svalutazione della moneta locale. Sia Buenos Aires che varie città all’interno del Paese sono un punto di riferimento per il turismo latinoamericano e anche europeo, che trova dal punto di vista geografico, culturale e commerciale, luoghi di significativo interesse. Il trend, che si ritiene continuerà nel medio termine, presenta interessanti possibilità per la presentazione a Buenos Aires ed in altre città dell’interno di un Seminario itinerante che illustri varie tematiche vincolate al turismo e l’esperienza italiana, presentando anche le opportunità di cooperazione, investimenti e collaborazione tra i due Paesi.

SETTORE ELETTRONICA, ELETTROTECNICA E SICUREZZA Si riproporrà la continuazione del Programma ICE – ANIE, svolto durante gli anni 2001/inizio 2007, cercando di concentrare le azioni in comparti più specifici con iniziative puntuali mirate alla promozione di tali settori.

CORSO DI FORMAZIONE PER CUOCHI ARGENTINI Visto il positivo riscontro che ha avuto il corso di cucina italiana organizzato nel 2007, si propone la realizzazione di una nuova edizione del corso per trattare tematiche più approfondite, sempre sulla cucina regionale italiana. Si propone di realizzare l’iniziativa a Buenos Aires dove si trova un numero significativo di ristoranti italiani. PROGETTO “ARGENTINA” CONVENZIONE ICE–REGIONE EMILIA-ROMAGNA Si propone di continuare il Progetto Argentina, in particolare con azioni che contribuiscano ad approfondire le relazioni tra le aziende locali d’origine emiliano-romagnola e le aziende della Regione. Si prevede anche di continuare con la pubblicazone della Newsletter contenente informazioni riguardanti il Progetto e con incontri mensili con i componenti del Comitato Direttivo dell’Associazione, per informare dei nuovi sviluppi nei rapporti con la Regione EmiliaRomagna e per sondare nuovi progetti di collaborazione.

SETTORE MACCHINE LAVORAZIONE MARMO Le inziative proposte vogliono marcare la continuità delle azioni svolte per il settore negli anni precedenti. La disponibilità di risorse che offre l’Argentina - alcune di esse di grande interesse per le aziende italiane – oltre alla permanenza delle condizioni offerte dal mercato,

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caratterizzato da una forte crescita della costruzione edilizia – privata, pubblica, industriale, turistica e di lusso - offrono interessanti possibilità per i materiali e la tecnologia italiana del settore. In particolare, le azioni sottoindicate hanno lo scopo di trasferire tecnologia italiana per migliorare i processi locali di sfruttamento e di lavorazione dei lapidei, di stimolare la creazione di joint-ventures produttive; di individuare possibilità di finanziamento per le nuove imprese miste e, in sintesi, di rafforzare la cultura della pietra nel mondo. In particolare si propongono: -

Punto Italia presso la FICO, Fiera Internazionale di Córdoba

-

Mappatura delle risorse lapidee in Argentina – fase 3

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Cava scuola in Argentina

-

Missione operatori alla Marmomacc – Verona

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Seminari in Argentina: “Nuove tecnologie per la lavorazione delle rocce ornamentali” “L’Architettura ed il design del Lapideo” con business meeting

-

Corso di formazione in Italia per managers del settore lapideo (estrazione e lavorazione)

-

Corso di formazione in Italia per Architetti

SETTORE RESTAURO A continuazione degli eventi organizzati in passato, ed alla luce delle iniziative che saranno adottate per il bicentenario dell’Argentina nel 2010, per cui il governo ha in programma la rivalorizzazione e restauro dei monumenti e palazzi emblematici, l’ICE, con lo scopo di favorire azioni di cooperazione per il restauro dei beni culturali ed ambientali con consulenza italiana, propone: -

Missione operatori al Salone dell’Arte del Restauro di Ferrara

-

Corso di formazione sul restauro in Argentina / Restauro di un monumento emblematico italo - argentino

CUOIO E MACCHINE LAVORAZIONE PELLI L’interesse italiano per il pellame argentino e quello argentino per il design ed il sistema organizzativo (consorzi) italiani ci sprona a continuare sulla strada seguita negli ultimi anni, attraverso corsi di formazione per managers argentini – già organizzati con notevole successo con il PISIE – unitamente a missioni alle fiere italiane Simac e Tanning Tech, per stimolare l’acquisto di tecnologia italiana. Ci si ripropone anche di intervenire nel comparto del trattamento dei rifiuti industriali, impianti di recupero ed altre tecnologie nel comparto depurazione. Di fondamentale importanza è anche continuare ad favorire i rapporti tra gli enti dei due paesi, per la creazione di alleanze strategiche e la collaborazione industriale. -

Missione operatori al Simac / Tanning Tech 2009

-

Corso di formazione in Italia per managers settore calzature e pelletteria

-

Punto Italia presso la EXPOCAIPIC

-

Missione operatori settore collaborazione/joint-ventures

conciario

in

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Toscana

per

valutare

azioni

II ^ sem. 2007

di


Istituto nazionale per il Commercio Estero

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Missione in Italia di manager, funzionari e consulenti alla fiera ECOMONDO

MACCHINE LAVORAZIONE LEGNO – MOBILE Con lo scopo di stimolare la collaborazione industriale tra aziende dei due paesi – alla luce della ricchezza in materie prime del Paese, oltre l’esperienza imprenditoriale – in gran parte di origine italiana – si propongono le seguenti iniziative: - Corso di formazione per imprenditori argentini in Italia - Missioni operatori argentini in Italia – sulla base di accordi con le regioni Toscana, Marche, ecc. – previa valutazione dell’interesse ad acquistare tecnologia e/o alla collaborazione industriale - Punto Italia presso la fiera FITECMA

SETTORE MACCHINE TESSILI Con lo scopo di diffondere le nuove tecnologie italiane nel meccanotessile (con particolare riguardo nei comparti filatura, tessitura e finissagio / tintoria / nobilitazione dei tessuti), e con l’obbiettivo di stimolare gli investimenti italiani in loco e la creazione di imprese miste di propone: -

Seminario meccanotessile in Argentina – con incontri B2B e visite aziendali

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Missione operatori argentini in Italia nel distretto meccanotessile pratese

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Corso di formazione sul settore laniero e tessili non tradizionali

SETTORE MACCHINE PER L’INDUSTRIA CERAMICA L’andamento positivo delle imprese del settore in Argentina, accompagnato dal trend positivo del settore edilizio, consentono di proporre l’organizzazione di un Seminario tecnico in Argentina con incontri B2B.

Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero

II ^ sem. 2007


RappConng2007