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Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella 23 settembre 2011 • anno II n. 32 • nuova serie • 1 euro POSTE ITALIANE Spedizione in abb.to post. d.l. 353/2003 (conv. in legge 27 febbraio 2004 n. 46) art. 1 co. 1 - DCB BA

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FIERA DEL LEVANTE

FERROVIE SUD-EST

La Fiera ha bisogno che la politica si occupi di lei seriamente

Da Azienda ad Ente regionale, intanto serve una forte cura dimagrante

ALLE PAGG 6 E 7

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IL CASO-BARI - Non è accettabile che per colpa di pochi tutta una città non può che andare ad occhi bassi e a mani giunte

Ora bisogna recuperare il senso dell’essenziale e del frugale tipico del capoluogo L’INTERVENTO

Concordo con Fini, ma faccia un discorso alto

Bari, reagisci!

L’EDITORIALE

Questa città merita molto di più

di PIERFRANCO BRUNI

di ROBERTO MASTRANGELO

Una Nazione che “festeggia”, con delle celebrazioni articolate anche se con dei vuoti che andrebbero colmati, i 150 anni dell’Unita’ d’Italia con la conseguenza risposta della guerra civile tra regnanti del Sud e regnanti piemontesi o tra regnanti e “briganti”, non può permettersi di mostrarsi con una politica dell’effimero, dello scandalismo, del vuoto progettuale, della perdita di coerenza e del pressappochismo. Noi Italiani non possiamo più condividere questo andare incontro a sicure macerie. Siamo stanchi e lo dico con la mia formazione di intellettuale di destra, mai eversivo e sempre in bilico tra l’anticonformismo e l’accettazione di alcune regole. Ma oggi basta. Io voglio tornare a fare politica e a pensarla non tanto con il moderatismo o con gli estremismi ma con la capacità della discussione. [...]

Quello che, con un drammatico sarcasmo, sta emergendo in questi giorni, è una immagine della città di Bari del tutto distorta rispetto alla realtà. Un disegno che dipinge le risorse, che sono tante e sono valide, del nostro capoluogo, alla stregua di una Corte dei Miracoli della Parigi del 1400, un luogo povero e fuori dal mondo, dove peccati e peccatori si mescolano, dove gli affari, la politica, il sesso e la droga sono intimamente miscelati in un intimo abbraccio inespugnabile. Ma non è così. Bari non può e non deve essere rappresentata da personaggi in cerca di se stessi che non possono diventare icona di una intera città. Di una intera popolazione. Di un intero settore produttivo. Di migliaia, centinaia di migliaia di persone che ogni giorni si alzano presto, escono di casa e si mettono a lavorare, con passione e serietà. [...]

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AI LETTORI

Sostenerci per migliorare Il quotidiano e preoccupante aggravamento della crisi della Nazione, che non è soltanto economica e sociale, ma anche istituzionale e morale, in un contesto internazionale non tranquillizzante, impone anche ad un giornale di periferia come il nostro i necessari adeguamenti. Riteniamo, infatti, sia nostro preciso dovere rag-

giungere d'ora in poi il maggior numero di lettori, per informarli correttamente e, se lo vorranno, per mobilitarli nell'importante e inderogabile impegno che attende ogni Italiano di buona volontà: salvare l'Italia dal degrado e dal declino e ricostruirla su nuove basi. Per questo da oggi non troverete più Puglia d'oggi

nelle edicole della regione. Lo potrete, comunque, leggere e scaricare liberamente sul sito www.pugliadoggi.it. Il giornale cartaceo, per il quale abbiamo previsto un graduale e significativo aumento della tiratura sarà, invece, distribuito gratuitamente nelle piazze e presso le stazioni ferroviarie delle principali città, con l'impegno di un volontariato militante, che cercheremo di promuovere attraverso la

costituenda rete dei circoli pugliadoggifanclub. Nei prossimi mesi contiamo anche di rinnovare totalmente il nostro sito web, rendendolo interattivo e trasformandolo in quotidiano on line. Per questo cerchiamo anche collaboratori e corrispondenti da ogni parte della Puglia. Chi fosse interessato potrà contattarci all'indirizzo email redazione@pugliadoggi.it. È, allora, inutile abbo-

narsi a Puglia d'oggi? Se si vuole soltanto leggere il giornale, la risposta è certamente: si. Se, invece, si vuole anche sostenere, incoraggare e finanziare la nostra iniziativa, la risposta è: no. A parte il fatto che non tutti potranno trovare, ricevere o scaricare la loro copia gratis, trovando, per esempio, difficoltoso utilizzare internet, quella che fino a ieri era una semplice quota di abbonamento, da

oggi diventerà un contributo e un sostegno per la sopravvivenza e il rafforzamento del giornale. Continuate, quindi, a sostenerci, inviandoci il vostro contributo. Non ci sono limiti di importo. Chiunque, però, invierà almeno 50 euro continuerà a ricevere il giornale a mezzo posta per un anno solare. Contiamo sul vostro sostegno. SALVATORE TATARELLA


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venerdì 23 settembre 2011

Puglia d’oggi

In primo piano Carmelo Briguglio (Fli): “Bossi ha venduto la Lega a Berlusconi”. Per Fabio Granata è stato “offeso il principio di eguaglianza dei cittadini”

Lega e Pdl insieme salvano Milanese, il problema è capire cosa farà ora Bossi

di DINO CARRATU’ Soltanto 8 voti sono stati sufficienti a Marco Milanese per salvarsi dalla richiesta di arresto inoltrata alla Camera dei Deputati dai magistrati di Napoli nel corso dell’inchiesta sulla P4. Un voto che non ha mancato di scatenare una vera e propria battaglia verbale nell’aula di Montecitorio, con accuse rivolte dai banchi dell’opposizione soprattutto nei confronti della Lega, rea di aver avuto un attegiamento “compatto ed appiattito” nei confronti del Pdl e del premier Silvio Berlusconi. Contro l'arresto hanno votato 312 deputati, a favore si sono espressi 305 deputati. Allla votazione hanno preso parte 617 deputati. Il voto si è svolto a scrutinio segreto con il sistema elettronico. Durante l'esame della richiesta di arresto di Milanese, il deputato del Pdl è rimasto in aula, seduto tra i banchi del Pdl, praticamente da solo. Accanto al deputato, che ieri si è autosospeso dal partito e dal gruppo, non c'è nessuno dei suoi colleghi. Nemmeno Tremonti vicino al suo ormai ex braccio destro. Il ministro dell’Economia, infatti, è stato impegnato ieri nell’importante riunione del Fmi per Washington. L'esame del caso si è avviato con l'illustrazione, da parte del relatore del Pdl, del parere votato a maggioranza, su sua proposta, in giunta per le autorizzazioni e che rigetta la richiesta della procura di napoli che accusa milanese di corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e associazione a delinquere. Marilena Samperi (Pd) ha svolto la relazione di minoranza con cui si sostiene che, non ravvisandosi 'fumus persecutionis' da parte della ma-

Puglia d’oggi

Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella In edicola ogni venerdì

Direttore Fabrizio Tatarella

Mauro Milanese (Pdl) gistratura, l'assemblea deve dire sì all'arresto. Pesante l’accusa di Briguglio (Fli) alla Lega. "Sul voto per Milanese la Lega Nord rischia di perdere definitivamente la faccia e gli elettori. Bossi ha venduto la Lega Nord a Berlusconi e col partito il Cavaliere ha acquistato in bloc-

co i voti dei deputati leghisti. Maroni ce la farà a riscattare il voto e la dignità della Lega?". Questa la dichiarazione del presidente vicario di Fli. "Votiamo convintamente per l'arresto di Milanese". Lo ha confermato nell'Aula nel corso delle dichiarazioni di voto

Federico Palomba (Idv), che ha preso la parola al posto di Antonio Di Pietro, inizialmente iscritto a parlare. “La Lega e il Pdl salvando Milanese dall’arresto, hanno offeso il principio di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge”. Così il vicepresidente della Commissione Antimafia e deputato Fli, Fabio Granata, commentando il voto in Aula sull’arresto del deputato Milanese. “In Italia solo i poveri disgraziati e i non garantiti finiscono in galera. Da domani la Lega non potrà più parlare di legalità ai suoi elettori. Futuro e Libertà è stato coerente e ha votato per l’arresto in nome dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e in nome dei valori della destra legalitari e repubblicana”, conclude Granata.

I GUAI DEL PREMIER

‘Unipol,’ da Milano il rinvio a giudizio Altra grana giudiziaria per Silvio Berlusconi, che resta premier nonostante inchieste, provvedimenti e tonnellate di vergogna. Secondo i magistrati di Milano deve essere rinviato a giudizio perché accusato di rivelazione di segreto d'ufficio per la pubblicazione della telefonata tra Piero Fassino e Giovanni Consorte. la richiesta è stata formalizzata ieri. I fatti risalgono al dicembre 2005, quando la telefonata venne pubblicata sulla prima pagina de 'Il Giornale' della famiglia Berlusconi.

Si trattava della conversazione in cui l'allora segretario dei Ds si rivolgeva all'allora numero uno di Unipol per chiedere lumi sulla scalata a Bnl da parte della compagnia bolognese. E chiedendo:"allora abbiamo una banca?".la procura del capoluogo lombardo ritiene la richiesta di rinvio a giudizio del cavalierei una mossa obbligata dopo l'imputazione coatta disposta nei confronti del premier dal gup Donadeo, che aveva respinto la richiesta di archiviazione formulata dal pm Romanelli.

LA POLEMICA POLITICA

Si torna sulla secessione e poi ci si inchina a Roma di SALVATORE TASSARI Uno schiaffo ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Questo è il messaggio di Umberto Bossi che torna a reclamare la secessione. Una notizia che, apparsa sugli organi di stampa nazionali e locali, poi è passata in secondo piano, forse perché tutti ormai sanno che Bossi e i suoi leghisti sono soliti sparare “bombe mediatiche” per cercare di innalzare il proprio gradimento in quel Nord che soffre la crisi e le manovre del Governo. Le dichiarazioni del leader del Carroccio non possono essere, come

consuetudine, riposte in un dimenticatoio, anche per la loro vuotezza, ma devono essere considerate innanzitutto un attacco alla nostra Costituzione nazionale che sottolinea la indivisibilità (art. 5) della nostra Repubblica. Un attacco alla

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Costituzione il cui affondo vede come soggetto un Ministro della Repubblica (Umberto Bossi) che, forse, ignora che parlare di secessione è contro la Legge apicale del nostro Ordinamento: la Costituzione, articolo 5.

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C’è qualcosa che non va. C’è troppo che non va in questa Italia il cui Presidente del Consiglio vede attacchi da parte anche di chi gli tira una pacca amichevole sulla spalla e che giustifica il suo sacrosanto diritto al governare il Paese per la fiducia che gli viene attribuita dalla maggioranza numerica dei due rami del Parlamento. C’è qualcosa che non va in questa Italia governata da un Presidente del Consiglio che dice di voler fare gli interessi del Paese, pur dichiarando di fare il ‘Presidente parttime’ ma che poi ignora o finge di ignorare chi attacca il ‘Bene Massimo’ della nostra Patria: la Costituzione. Nonostante ciò, nonostante tutto, ci sono i numeri nei due rami del

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Parlamento, ricorda continuamente il Primo Ministro. E’ verissimo! Ma in questi numeri ci sono anche quei soggetti che, nel corso del tradizionale “rito dell’ampolla” hanno appoggiato Bossi e la sua secessione ed hanno (Costituzione alla mano) attaccato lo Stato. Se Berlusconi è Presidente del Consiglio (seppur ‘a tempo perso’, come da lui dichiarato) per il bene dell’Italia, non può poi farsi appoggiare da quanti minano l’Unità d’Italia che quest’anno festeggia un compleanno importante. Non è più tollerabile il comportamento della Lega, forza di Governo, che parla anacronisticamente e ponendosi “fuori della Storia”, per citare il Presidente della Repubblica Napolitano, di secessione.

Per informazioni chiamare al numero 080/5739832 o scrivere a abbonamenti@pugliadoggi.it.

Registrazione presso il Tribunale di Bari n. 47/2010 del 12/11/2010 Questo periodico è associato all’Unione stampa periodica italiana


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venerdì 23 settembre 2011

In primo piano Segnaliamo l’iniziativa di Epolis Bari. Per colpa di pochi tutta una città non può andare a occhi bassi

Ora bisogna recuperare il senso dell’essenziale e del frugale tipico di Bari di FORTUNATA DELL’ORZO

L’EDITORIALE

SEGUE DA PAG 1

Questa città merita molto di più [...] Bari è migliore di quel luogo decadente e rococò disegnata troppe volte nell’immaginario dei media nazionali. Ecco il senso del nostro appello. Vogliamo richiamare all’orgoglio ed alla baresità, quella vera ed autentica, il meglio della nostra città, le forze vive e sincere di una Bari che non può essere relegata nell’angolo di una intercettazione di Tarantini, nei racconti boccacceschi di una Escort, ne-

gli intrallazzi di Frisullo, nei presunti regali fatti a Tatò Greco, nelle ordinanze di custodia, nei giudici che litigano per un fascicolo in più o in meno. Presunzioni di innocenza, presunzioni di colpevolezza e certezza di scarsa qualità? No, grazie. Rialzati, Bari! Trova le tue migliori risorse. Ce ne sono tante. E scegli di percorrere nuove strade ROBERTO MASTRANGELO

Intanto segnaliamo l’iniziativa di Epolis Bari, diretta da Dionisio Ciccarese che con “Noi siamo baresi non Tarantini” ha voluto sottolineare come non sia giusto che un’intera città debba andare a occhi bassi e mani giunte per colpa di una coppia di zompa fossi creativi, in

grado di sedurre nientemeno che Silvio Berlusconi via via scendendo verso alcuni imprenditori e faccendieri nostrani. Bari deve saper reagire a questa ennesima ondata di fango che segue di circa venti anni l’operazione speranza, quella che vide

in galera Ciccio Cavallari e tre quarti della nomenclatura politica barese, in modo assolutamente bipartisan. Intanto bisogna recuperare quel senso dell’essenziale e del frugale, che tanto piaceva ai “forestieri” (e con questo i baresi intendono anche chi viene da Valenzano) e che per esempio convinse moltissimi imprenditori svizzeri e francesi a scegliere Bari come sede dei loro stabilimenti.

Giampi Tarantini

DIETRO LE QUINTE

L’inchiesta, i tanti trasferimenti, la lite tra le toghe e il Pd sornione Se davvero l’inchiesta Tarantini dovesse passare da Napoli a Roma (mentre a Bari la chiusura delle indagini ha come lasciato un senso di aspettative frustrate nella pubblica opinione), allora siamo tutti autorizzati a pensare che oltre al presunto ricatto (negato dalla “vittima” Berlusconi che invece parla di donazioni liberali), c’è un nodo, un ganglio incandescente che tocca anche la

Giuseppe Scelsi

contestazione fatta davanti al CSM da Giuseppe Scelsi nei confronti del Procuratore capo Antonio Laudati e i quasi contestuali trasferimenti di alcuni alti ufficiali della guardia di Finanza su e giù per l’Italia. Detta in soldoni: sulle tristi vicende antropologico-giudiziarie del nostro premier e della variopinta compagnia dei suoi famigli, clientes e scherani, forse si stanno combattendo

furiosamente due settori diversi dei servizi segreti italiani, con riferimenti di vertice diversi, uno dei quali è il Copasir, presieduto, guarda un po’, da Massimo D’Alema. E tutti D’Alemiani sono gli imprenditori e i faccendieri pugliesi tirati fuori da Tarantini durante gli interrogatori, fra i quali quel Salvatore Castellaneta da Fasano che ha fatto ulteriormente imbiancare i pochi capelli che sono rimasti in testa a Bersani e a Sergio Blasi. Il Pd pugliese sembra non essersi ancora accorto che la Puglia è una regione strategica per il futuro politico dell’Italia, e non solo perché Nichi Vendola abbia intenzione di candidarsi a premier del centro sinistra. Solo questa sciatta dimenticanza spiega la leggerezza con cui il partito sta trattando le presunte frequentazioni di alcuni suoi esponenti con Tarantini e la totale mancanza di presa di posizione sul coinvolgimento di pezzi di partito, che sono anche impresa e

Antonio Laudati dunque denaro, nella stessa inchiesta. A parte quella frecciatina di D’Alema a indagini concluse, quando ricordò lo strano accanirsi “contro i nostri” da parte di quei magistrati che poi sarebbero stati “contestati” da Scelsi davanti al CSM. Ma D’Alema non è il Pd, o meglio, non è tutto il Pd pugliese. E Giampi Tarantini, che si credeva il manipolatore addirittura di Silvio I da Arcore, è forse solo davvero il burattino nelle abili mani di chi, anche sulla pelle degli onesti, crede di poter fare ancora e sempre un uso politico (e dunque improprio) della Giustizia. E, tornando a chi si aspettava di leggere chissà quali nomi fra le carte, resta abbastanza pacifico che a

Bari esiste un livello di corruttela degno di ben altre e più ricche città. Ma non è cosa di oggi: di mogli generose che hanno giaciuto con il potente per favorire le carriere dei mariti, se ne contano a centinaia da decenni. Le caste chiuse e blindate, in cui spesso si trasformano ad esempio alcuni ordini professionali e certi circoli esclusivi dai nomi inglesi, sono spesso delle centrali perfette di scambio. Non solo di favori. E non occorre aver letto i romanzi di Gianrico Carofiglio per capire di cosa stiamo parlando. Ma di nomi “forti” non ne sono usciti. Ma non illudiamoci che non ne esistano. FORTUNATA DELL’ORZO

L’essenziale, il semplice, il frugale non sono affatto sintomi o sinonimi di miseria o ignoranza. Anzi. Un popolo abituato a vivere nella scarsità (e prima di Michele Emiliano lo hanno detto Tommaso Fiore, Rocco Scotellaro e altri nostri numi tutelari) è più ricco e vivace di chi ammuffisce in un’abbondanza spesso artificiosa e sterile. In un territorio sostanzialmente privo di grandi dinastie imprenditoriali, la Bari che lavora e studia, che progetta e sogna, deve recuperare molto l’orgoglio e anche la fantasia che le sono propri e che al momento sembrano coperte dalla fuliggine dell’arrivismo e del compromesso con il potente di turno. La saga dei tarantolati da Tarantini ha dimostrato che Franza e Spagna magnano entrambe nello stesso truogolo. Le belle di notte andavano dal pdl ma anche dal pd a vendere le loro mercanzie, nessuno può fare la lezioncina ma tutti, quando andremo a votare, potremo punire queste miserie umane. Tarantini ha dimostrato che la politica può essere l’elemento più fragile di una società se diventa gestione degli affari correnti e continuo conflitto di interessi. E che basta un tipetto intraprendente e para… ninfo per mettere in scacco un’intera città, cucendole addosso una pelle che non si merita affatto. E che, soprattitto, non si meritano la strangran parte delle donne di Bari, che dalla città vecchia alle periferie, ogni santo giorno, sono il vero collante che tiene insieme una comunità intera, spesso nel silenzio e nella dimenticanza dei media, quelli almeno affamati di gossip e non di verità.


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Regione

venerdì 23 settembre 2011

Puglia d’oggi

Ogni volta che succede qualcosa scatta la gara di solidarietà della propria parte politica, nel silenzio o quasi della controparte

Garantisti lo si è sempre oppure mai La richiesta di incidente probatorio ricevuta dal consigliere Chiarelli (Pdl) è lo spunto per alcune riflessioni di ROBERTO MASTRANGELO

IL COMUNICATO

“Una campagna denigratoria” Il Consigliere regionale Pdl, Gianfranco Chiarelli ha diffuso la seguente dichiarazione in merito alla vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto. “La mia completa estraneità ai fatti e la piena fiducia che ripongo nella giustizia mi consentono di essere assolutamente tranquillo. Mi sconcerta però il fatto che in uno stato di diritto possa accadere che, prima ancora della verifica delle scarse dichiarazioni rese da un presunto collaboratore di giustizia, sia stato vittima di una crudele campagna denigratoria e che addirittura la vicenda, da parte di alcuni media, sia stata completamente stravolta. E’ il caso di precisare che mi è stato notificato solo e soltanto una richiesta di incidente probatorio. Presumo quindi

Gianfranco Chiarelli che la stessa pubblica accusa abbia sentito la necessità di demandare al giudice la verifica sull’attendibilità del dichiarante. Spero che la vicenda venga chiarita in tempi brevi e che sia dato lo stesso risalto mediatico ricevuto sino ad oggi. Ringrazio i tantissimi amici, colleghi, rappresentanti politici e simpatizzanti di partito che in svariati modi hanno inteso manifestarmi affetto, solidarietà e amicizia”.

IN CONSIGLIO REGIONALE

Salotto, ampliati i confini del distretto Un ordine del giorno riguardante il comparto del salotto della Murgia, primo firmatario il consigliere regionale Ignazio Zullo, condiviso e sottoscritto da numerosi consiglieri regionali di entrambi gli schieramenti, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale. I consiglieri firmatari hanno sollecitato la ridefinizione dei confini dell’area industriale - attualmente limitata ai comuni di Altamura, Santeramo, Ginosa e Laterza - per estenderlo anche a Cassano Murge, Poggiorsini e Gravina in Puglia.

E’ capitato di ricevere, nei giorni scorsi, i comunicati stampa di alcuni, praticamente di tutti, gli esponenti del centrodestra pugliese che manifestavano la solidarietà e la piena certezza di ogni estraneità ai fatti al vicecapogruppo del Pdl in via Capruzzi Gianfranco Chiarelli. Per esempio l’on. Di Staso si dice “certo della correttezza dei suoi comportamenti, della sua integrità morale e della trasparenza che da sempre caratterizzano la sua attività politica e professionale”; Lospinuso e Sala sono “pienamente solidali con l’amico e collega Gianfranco Chiarelli, la cui assoluta trasparenza, in politica come nella professione, è ampiamente ed ininterrottamente documentata dal suo modo di essere e di operare, avvalorato dal prestigio di cui gode e di cui il consenso elettorale altri non è che fedele e meritata espressione. Siamo certi pertanto che la Giustizia non potrà non rendergli ragione, nell’auspicio che tale scontato felice esito non debba attendere i soliti

tempi biblici per manifestarsi, a tutela dell’onore cristallino di un autentico galantuomo”. Anche, naturalmente, il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, a nome del gruppo consiliare del Pdl, ha espresso “piena solidarietà e totale fiducia al collega e amico Gianfranco Chiarelli, nella certezza che saprà dimostrare quanto prima la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati”. Ma cosa è successo? Gianfranco Chiarelli, di Martina Franca, stimato avvocato e Consigliere Regionale eletto nella circoscrizione di Taranto, è indagato dall’antimafia di Lecce per un presunto voto di scam-

bio con elementi della malavita jonica. A fare il suo nome è stato il collaboratore di giustizia, tale Mario Babuscio, imprenditore tarantino con diversi guai di natura giudiziaria ed economica già noto per aver coinvolto altri esponenti della Taranto bene nella grande inchiesta sugli intrecci mafia-politica denominata “Scarface” da cui è nato questo nuovo filone. I reati contestati a vario titolo sono di voto di scambio con l’aggravante di avere agito in accordo con elementi contigui alla mafia, sulla base delle dichiarazioni di un pentito. Non sta a noi stabilire la verità, ne’ ci interessa farlo. Ci sono i magistrati per

questo. IN ogni caso siamo certi che Chiarelli sia una persona seria e rispettabile, così come che avrà tutte le possibilità di difendersi da ogni tipo di accusa nelle sedi opportune e legittime. Quello che fa specie è che, ogni volta che succede qualcosa a qualcuno, scatta la gara all’espressione di solidarietà da parte della propria parte politica, nel silenzio della o delle controparti. E’ successo in un recente passato a Frisullo e a Tedesco, tanto per citare due nomi conosciuti ai più. Ed ogni volta c’è l’invito da parte degli avversari politici a farsi interrogare, con uno stretto sorrisetto tra le labbra. Il problema è che o si è garantisti sempre o non lo si è. Se vale per Chiarelli vale per Tedesco. Se vale per Berlusconi deve valere per Penati. La realtà è che dovremmo imparare ad essere garantisti. Per davvero. O almeno a non essere ipocriti e faziosi. In ogni caso è un’altra dimostrazione di quanto la politica sia scaduta di qualità, e di quanto sia necessario rialzare la testa. Ed anche in fretta.

LAVORI IN COMMISSIONE

Piano Coste, ora la parola alla Giunta Parere favorevole della V Commissione consiliare presieduta da Donato Pentassuglia al Piano Regionale delle Coste che ora torna all’esame della Giunta per la definitiva approvazione. Astenuti i rappresentanti dei partiti di opposizione. Prima dell’illustrazione da parte dei tecnici dell’assessorato, il presidente del sindacato balneari aderente alla Confcommercio, ha esposto la posizione delle imprese aderenti all’organizzazione. Tre le criticità rilevate: l’esiguità delle aree concedibili, la limitatezza delle concessioni in riferimento al fronte mare, il modesto rapporto tra superficie delle concessioni e manufatti destinati a servizi (spogliatoi, cabile, punto di primo intervento, servizi igienici) che, nelle concessioni più estese, non possono complessivamente superare i 240 metri quadri. Sono stati i tecnici a replicare alle questioni poste dalla Confcommercio, così come l’illustrazione delle novità contenute nel piano, previsto dalla legge 17 del 2006 “Disciplina della tutela e dell'uso della costa” che affida la pianificazione regionale costiera al Piano regionale delle coste (PRC) e demanda ai comuni di avviare la fase attuativa attraverso i Piani Comunali Costieri (PCC). La redazione del Piano regionale delle coste ha richiesto un complesso e approfondito iter: una lunga fase di monitoraggio, una condivisione dei contenuti con le autorità aventi competenze ambientali; ha superato la valutazione ambientale strategica (VAS) prevista dalla disciplina in materia ambienta-

le, ha richiesto numerosi confronti ed audizioni con parti sociali e con organismi in possesso di competenze tecniche. Lo svolgimento di consultazioni ha portato a osservazioni, alla rielaborazione delle norme tecniche attuative , e, infine, alla presentazione conclusiva di una sintesi del Rapporto ambientale che ha lo scopo di illustrare in modo sintetico e non tecnico l’enorme mole di informazioni raccolte nel tempo ed in esso contenute. “La conclusine dell’iter procedurale è motivo di soddisfazione – ha detto l’assessore al bilancio Michele Pelillo –. Il piano regionale delle coste è un provvedimento a lungo atteso dalla comunità pugliese; nella complessità del tema siamo riusciti a conciliare le tante esigenze, le differenti problematiche rappresentate dai territori. Resta uno strumento dinamico, aperto a ogni suggerimento migliorativo. La Regione ha concluso il suo compito di programmazione: la parola passa ai comuni cui tocca la fase attuativa con la redazione del Piano comunali costieri. Saranno gli enti locali a sfruttare i benefici di questo poderoso strumento di pianificazione del litorale”. Anche il presidente della commissione, Donato Pentassuglia si è dichiarato soddisfatto per come la commissione si sia espressa sul provvedimento. “Agli enti è stato affidato uno strumento in più di pianificazione del territorio. L’auspicio è che i Comuni colgano al più preso l’occasione che viene loro offerta e diano vita ai piani locali. Il problema resta il ripascimento del litorale: abbiamo bisogno di comprendere come rispondere efficacemente a questo fenomeno che minaccia la nostra costa. E’ necessario comprendere da cosa sia originato e mettere in campo efficaci misure che oltre a tutelare la costa e l’ambiente, diano continuità all’economia del territorio.”


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Regione

venerdĂŹ 23 settembre 2011

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Per l’assessore Minervini “Non possiamo aspettare un decennio, la Sud Est deve raggiungere il pareggio di bilancio giĂ l’anno prossimoâ€?

Ferrovie Sud Est, tra cure dimagranti e risanamento A dicembre confronto con i sindacati sul piano d’impresa e i tagli da fare

Troppi elementi impediscono l’assunzione di ulteriori unitĂ nell’organico delle ‘Sud-Est’ che nei prossimi anni continuerĂ  la sua cura dimagrante (nel 2001 le unitĂ  lavorative impegnate erano 2090, nel 2011 si sono ridotte a 1550, subiranno una ulteriore contrazione anche negli esercizi futuri). Questa la posizione as-

sunta dell’azienda, rappresentata da Francesco Larocca, direttore delle risorse umane e delle relazioni industriali della SudEst, invitata a spiegare ai componenti della VI Commissione il motivo per cui sono stati assunte solo 50 unità di una graduatoria a cui hanno sono stati risultati idonei 96 candidati. Il problema è stato segnala-

to dal consigliere regionale della ‘Puglia per Vendola’ Francesco Laddomada, che ha invitato gli amministratori dell’azienda ad ovviare alle criticitĂ dei servizi erogati mediante l’assunzione di autisti e personale di officina reclutando le professionalitĂ  ancora in graduatoria. “Causa una drastica riduzione dei trasferimenti operati dal governo nazionale, gli scenari futuri ci consegnano una situazione drammatica nel settore dei trasporti pubblici locali – ha spiegato l’assessore ai trasporti Guglielmo Minervini che al problema iscritto all’ordine dei lavori della commissione presieduta da Anna Nuzziello

MOBILITA’ CICLISTICA

PiĂš infrastrutture e servizi per le bici Risparmio e sicurezza alle bici in cittĂ , favorire la diffusione della ciclabilitĂ  come modello di mobilitĂ  sostenibile. Su queste premesse, è stata incardinata, durante la riunione della V Commissione, la proposta di legge regionale “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilitĂ  ciclisticaâ€?, di cui il capogruppo del Pd, Antonio Decaro è il primo firmatario.

“Obiettivo – ha illustrato Decaro – è legare i futuri finanziamenti della Regione, erogato per le infrastrutture stradali, all’obbligo di realizzare parallelamente servizi che siano utilizzati per la mobilitĂ ciclisticaâ€?. Non si tratta solo di dotare le strade di piste ciclabili, ma di intervenire anche a livello urbanistico: ad esempio prevedendo nei condomini del-

le grandi cittĂ l’installazione di ‘stalli’ per il parcheggio delle biciclette. Importante, ha sottolineato il consigliere regionale del Pd, è anche agevolare i pendolari e tutti coloro che vogliono raggiungere il posto di lavoro in bici. Da qui la necessitĂ  di realizzare, non solo nelle stazioni ferroviarie ma anche in quelle del trasporto extraurbano su gomme, locali deposito dove parcheggiare le biciclette. Verranno coinvolti nel progetto anche Province e Comuni.

(Puglia per Vendola) ha portato elementi utili a definire la mission a cui la Sud-Est dovrĂ dedicarsi in futuro –. I servizi potranno essere erogati solo in presenza di effettiva domanda e le aree piĂš deboli subiranno una ulteriore penalizzazione. Sempre piĂš centrale sarĂ  la leva tariffaria – ha spiegato l’assessore Minervini nel definire il contesto generale dei trasporti regionali. – Taglio dei rami secchi, riorganizzazione dei servizi e orientamento della domanda, le direttrici di marcia gestionali. In tale contesto si muove il management della Sud Est, non ancora ente strumentale della Regione, ma azienda controllata dal Tesoro ed affidata nella gestione al Ministero dei Trasporti. Solo nelle prossime settimane in questa sorta di ‘triagolazione’ di responsabilitĂ  e competenze, avverrĂ  il trasferimento alla Regione Puglia di beni mobili ed immobili di proprietĂ  dell’azienda, invitata nel frattempo ad anticipare al prossimo anno l’obiettivo del risanamen-

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to di bilancio inizialmente previsto per il 2021. “Non possiamo aspettare un decennio – ha aggiunto l’assessore Minervini – la ‘Sud Est’ deve raggiungere immediatamente il risanamento e giĂ l’anno prossimo il bilancio deve essere in pareggio. Per il principio della reciproca responsabilitĂ  – ha concluso Miniervini – alla Regione spetta indicare gli obiettivi strategici, all’azienda competono le scelte gestionali. Per cui competono al management valutazioni circa l’eventuale scorrimento della graduatoriaâ€?. Ipotesi esclusa dal direttore delle risorse umane che ha indicato nel 15 dicembre il termine entro cui l’azienda si confronterĂ  con le organizzazioni sindacali sul piano di impresa 2012 che contemplerĂ  un’ulteriore riduzione dei costi per il personale. Da Euprepio Curto (Udc) e Mario Loizzo (Pd), sono giunte parole di apprezzamento alla politica perseguita negli ultimi anni dal management delle ‘Sud-Est’. “Gli investimenti

sul materiale rotabile hanno avviato un’inversione di tendenzaâ€?, ha sostenuto l’esponente dell’Udc, cui ha fatto eco l’ex assessore ai trasporti regionale Loizzo, che ha ricordato quanto cospicui siano stati negli anni scorsi gli investimenti che la Regione ha iscritto a bilancio per ridurre l’incidenza del trasporto su gomma che ancora oggi costituisce oggi il 70% dell’utenza della SudEst, invitata da Antonio De Caro (Pd) a ricorrere alla graduatoria qualora le condizioni lo richiedessero. La proposta di rimandare ad una successiva seduta della commissione l’approfondimento dell’argomento iscritto all’ordine del giorno avanzata dal consigliere Antonio Matarrelli (Sel), è stata condivisa all’unanimitĂ , mentre il consigliere Laddomada ha ribadito come il reclutamento del personale ancora in graduatoria costituirebbe per la ‘Sud-Est’ una operazione ‘economicamente vantaggiosa e meritoria sotto l’aspetto sociale’.

GIAMMARCO SURICO (FLI)

Un tavolo aperto sui temi del lavoro “Stretta tra una manovra nazionale che non contiene alcun intervento utile alla crescita e politiche regionali che non entrano in reale sintonia con il mercato del lavoro, l’occupazione perde sempre piĂš terreno lasciando giovani e meno giovani fermi al palo di una esistenza intollerabilmente precariaâ€?. E’ quanto dichiara in una nota il consigliere e vice coordinatore regionale di Fli, Giammarco Surico a proposito del piano del lavoro messo in campo dalla Regione Puglia, anche alla luce del rapporto Unioncamere sul lavoro “da cuiâ€?, continua Surico, “emerge un quadro preoccupante perchĂŠ a fronte di una disoccupazione crescente, evidenzia una severa forma di schizofrenia tra domanda e offerta, laddove molte figure

professionali richieste dalle aziende italiane risultano introvabili. E sono ben 117mila su 600mila le offerte di posti di lavoro che restano senza risposta. Mancano idraulici, estetisti, parrucchieri, ma anche medici, infermieri, farmacisti. Dov’è la risposta programmatica e progettuale da parte della politica, ma anche della formazione a tutto questo?â€?. “A mio avviso occorre incidere sul corto circuito ormai evidente tra mercato del lavoro e percorso formativoâ€?, conclude Surico. “Per questo proponiamo a Vendola un tavolo aperto al mondo formativo a 360 gradi, dall’UniversitĂ alla scuola secondaria agli Enti di formazione, per impedire che il cane continui a mordersi inutilmente la codaâ€?.


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Bari

venerdì 23 settembre 2011

Puglia d’oggi

Aera espositiva ridimensionata, nessun riflettore nazionale, un forte calo nell’affluenza. Viesti: “Il test della campionaria è stato interessante”

E i mercanti in Fiera? I risultati di quest’anno di MARIA PIA FERRANTE No, non ci rassegniamo, la Fiera merita spazio. Almeno quanto quello che s’è preclusa ridimensionando l’area espositiva. Nessun riflettore acceso sull’evento levantino. Non una pagina-nazionale. Pure le reti pubbliche se ne dimenticano, svuotate dei 70 mila euro che il neo presidente dell’Ente Gianfranco Viesti ha scelto di non investire per la pubblicità sulle reti Rai. Ahi. 22, o’ pazz. -22 sarebbe o’ sano. C’è da chiedersi se la Smorfia attribuisca significato ai soli valori assoluti. Di certo l’ evento fieri-

stico più celebre del Levante ha registrato un calo di visitatori complessivo del 22%.’ “L’affluenza ordinata”, auspicio più volte dichiarato nelle pagine - poco tra le righe dei giornali da Leo Volpicella, si è materializzato in poca gente e tanto spazio ampliato dall’ area coinvolta nella siccità espositiva. La crisi è un fatto. “La Campionaria diventerà una fiera del Mediterraneo aperta all’ imprenditoria giovanile” Quale se Vendola continua a stanziare, alla meglio, borse di studio del valore di 7000 euro per master del valore di 2000 regalando motorini, caschi e assicurazione?- “al-

le nuove tendenze imprenditoriali, artistiche e culturali. “Una fiera di serie A” continua il segretario generale dell’ ente . Una serie A che gli habitué e le new entry hanno preferito godersi da una tribuna speciale, quella del divano di casa, del tavolino di un bar, magari vicino al mare dove una bottiglietta d’acqua costa meno di 1 euro e trenta ed un menù turistico non arriva ai 20 euro, come nei punti di ristoro dislocati tra i padiglioni. Gli uomini come le piante si misurano dai frutti. La Fiera pure. Specie se si considera che di tutta l’esposizione il baricentro del successo

Fiera del Levante di Bari - L’ingresso Monumentale

si è concentrato sull’agroalimentare. Unica sede in cui l’elettrocardiogramma si sveglia dal coma della crisi, delle scelte organizzative, dell’ assenza di pubblicità. Sarà l’odore delle leccornie della terra di puglia, dei colori o del vizio nostrano per il cibo. L’esito complessivo di questa edizione che si è conclusa domenica però, consta in un numero di visitatori calato dai 350mila del 2006 (100mila biglietti omaggio e gli altri a pagamento) ai 270mila del 2010 (di cui 100mila tagliandi gratuiti) fino ai 180mila del 2011 (120mila biglietti a pagamento e 60mila ingressi gratuiti in tre pomeriggi ). Un insuccesso condizionato solo dalla scelta del costo esoso dei biglietti e dell’ omissione di quelli omaggio per altro bypassata dalla retromarcia -manovra, buona e giusta (almeno quella) - degli ingressi liberi nei pomeriggi nel 13, 14 e 16.? A onor del vero la Fiera si consegna al professor Viesti e al suo team con le

rughe inferocite da un passato critico (il valore della produzione è passato dai 14 milioni del 2006 ai 10831805 del 2010; 6,82 % rispetto agli 11555000 euro del 2009.)Insomma Avere 75 anni e mostrarli tutti. L’ analisi. “A settembre 2012 ci sarà la 76esima Fiera del Levante”, ha assicurato. Sarà una Campionaria focalizzata su alcuni settori strategici e la più internazionale possibile. Penso a un'esposizione che sia vetrina della qualità e vada oltre la classica 'passeggiata'. Lavoreremo con la Camera di Commercio e le rappresentanze di imprenditori per studiare il nuovo format. E’ il caso , dato che il “tramonto della Fiera generalista” blasonato, auspicato e ormai collaudato ha meritato applausi a due dita “Il test della Campionaria - ha detto Viesti - è stato interessante”. Strano. Sono anni che si fa lo stesso test, con la differenza che nel 2011 le scelte dell’organizzazione hanno

determinato una riduzione dei ricavi oltre il -4, 8% del 2010. “Molti hanno dato una risposta straordinariamente forte in termini di lavoro e attaccamento alla Fiera”. D’altra parte se non c’è carne si mangiano legumi. “Restano dei problemi”. Come se non si fosse notato – “ma ho apprezzato il buon clima interno”. Bé i 37 gradi si sentivano tutti stando alle lamentale degli occupati all’ interno dei capannoni sprovvisti di aria condizionata. E’ piaciuta ed ha funzionato la formula “in bici gratis” che domenica ha portato in Fiera 4 mila appassionati delle due ruote. Un’ intuizione degli organizzatori non da poco. Un’epigrafe conscia o inconscia per dimenticare il recente trascorso. Li lancia nella reclam di prospettive per l’anno avvenire che pubblicizzate da un abbaglio di buoni propositi vestiti di belle parole fanno luce sul risultato – grigio - di questa edizione. Una sorta di carro che traina il cavallo sponsorizza la natura del risultato vincente. Una shakerata di numeri, di ricavi in salita, di costi in discesa. Proprio come in una gara a cui si partecipa per vincere. Servono due ruotemanco piccole- si parla poco e si pedala tanto. E l’anno prossimo saranno 76 o forse no. Stando alle dichiarazioni dell’ economista durante la conferenza stampa dello scorso lunedì c’è da aspettarsi “un’ esposizione che sia vetrina della qualità e vada oltre la classica passeggiata”. In attesa della puntata zero destinata a durare tutto l’anno se non sarà più fiera che sia almeno motivo d’orgoglio.

LE PERPLESSITA’ - Esiste un progetto serio ed attuabile, o le uniche linee guida resteranno il voler porre un freno all’emorragia di soldi?

Settori strategici e internazionali. Quali? di ANDREA DAMMACCO

Gianfranco Viesti

La Fiera del Levante ha chiuso i battenti tra le polemiche. Sotto accusa non solo la decisione del neo presidente Viesti e del segretario Volpicella di abolire i biglietti omaggio (tranne che per i consiglieri del comune e per le forze dell’ordine!), con conseguente calo dei visitatori, ma anche il prezzo, decisamente fuori mercato, del ticket di ingresso e le forti lamentele degli espositori a causa dei costi esorbitanti di spazi espositivi spesso fatiscenti e antiquati, della mancanza di aria condizionata, dell’inagibilità di alcuni montacarichi utili nelle operazioni di allestimento degli stand e dell’arroganza, contestualmente alla

lentezza, del reparto commerciale della Fiera. Viesti, da febbraio a capo dell’ente Fiera (una nomina più politica che tecnica), pare non abbia imparato le lezioni apprese dalle precedenti, opache, esperienze a Finpuglia e all’ARTI, ovvero che non basta essere un discreto economista per poter mantenere un’istituzione pluridecennale come la campionaria barese. E’ certo necessario essere dei buoni uomini di economia perché i costi di gestione di una vetrina così grande devono essere gestiti al meglio. Ma è fondamentale essere, parallelamente, ottimi manager e avere una spiccata propensione dirigenziale. Di fatti non serve solo tenere

in ordine i conti, ma capire ciò che il consumatore cerca, attirarlo al meglio verso il “prodotto”, organizzare il tutto in funzione delle esigenze dell’utente finale. Proprio a tal proposito Viesti, nella conferenza stampa conclusiva della Fiera, parla del futuro e afferma: “a settembre 2012 ci sarà la 76esima Fiera del Levante. Non sarà più una Campionaria internazionale, ma una campionaria su alcuni settori strategici e la più internazionale possibile. Penso a un’esposizione che sia vetrina della qualità e vada oltre la classica ‘passeggiata’. Lavoreremo con la Camera di Commercio e le rappresentanze di imprenditori per studiare il nuovo format. Auspico, poi, un’inaugurazione meno palu-

data e aperta ai cittadini. La Fiera, poi, vivrà 365 giorni all’anno e continuerà a essere l’orgoglio nostro e dei cittadini baresi”. Belle parole e un buon canovaccio di idee. Ma nei fatti? Quali sono i settori strategici a cui si riferisce? In che modo sarà la vetrina della qualità? Quali le novità nello specifico? Le perplessità, insomma, riguardano la genericità delle parole. Ci si chiede se esiste un progetto serio e attuabile, perché nei sei mesi precedenti a questa edizione della campionaria barese, e dunque di gestione Viesti, pare non sia stato fatto nulla se non cercare di porre un freno alle perdite monetarie.


Puglia d’oggi

Bari

venerdĂŹ 23 settembre 2011

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L’INTERVISTA - Serve un tavolo permanente di consultazione tra tutti i soggetti che possano essere interessati alla nuova Fiera di Bari

La Fiera ha bisogno che la politica si occupi di lei “E’ indispensabile una classe dirigente che decida che è ora di fare davvero qualcosa di nuovo e definitivoâ€?

Che si tratti di un tema che lo appassiona da almeno un decennio, è cosa nota. E ora che Gianfranco Viesti ha cantato il de profundis alla 75^ Campionaria di Settembre non può fare a meno di osservare: “Che sia stato un disastro, lo sapevamo anche noi. Sono dieci anni che va sempre peggio. Quali sono le novita?â€?si domanda Salvatore Tatarella, eurodeputato FLI. Gli facciamo notare che Viesti e Leo Volpicella, il direttore generale voluto da Nichi Vendola, hanno bisogno d riflettere e capire. “Ancora? E quanto dovremo aspettare? Non sono loro che possono o devono pensare la nuova Fiera. E nenache i tecnici

o gli urbanisti. E’ la Regione, la cittĂ , le forse imprenditoriali e culturali della cittĂ  che devono pensare, studiare, progettare e perchĂŠ no? Sognare la nuova fiera.â€? GiĂ , qui dormono, ma nessuno sogna, a quanto pare, gli facciamo notare. “Intanto bisogna spostarla di lĂŹ: se la facciamo nei pressi dell’aeroporto, la Fiera avrĂ  a due passi la ferrovia con il nuovo passante in costruzione e il nuovo casello autostradale. Sarebbe l’unica fiera italiana cosĂŹ servita. Ci si potrebbe arrivare direttamente in auto, in treno e in aereo. E con la viabilitĂ  giĂ  esistente e un paio di navette avremmo il collegamento anche con il portoâ€?. Fantastico‌ma intanto nessuno parla di spostamento‌ “Ripeto: non tocca a

rio "Casa Italia We Love Made In Italy " dove prestigiose aziende locali e nazionali esporranno e faranno degustare prodotti tipici della tradizione italiana. La classifica finale ha visto l'Italia classificarsi prima laurearsi Campione del Mediterraneo 2011 con 10 ori,12 argenti e 3 bronzi ,al secondo posto la Turchia e al terzo la Francia ,alla manifestazione sono intervenuti il presidente della FULKAM Matteo Pellicone,il presidente della FULKAM KARATE Giuseppe Pellicone,il sindaco di Bari Michele Emiliano,il presidente Regionale del Coni ed

Assessore allo Sport del Comune di Bari Elio Sannicandro,il presidente provinciale del Coni Bari Eustachio Leonetti,il presidente regionale della FIJLKAM Saverio Patscot e Roberto D'Alessandro presidente del Comitato Organizzatore dei Campionati del Mediterraneo oltre a Giovanni Barbone delegato federale e consigliere nazionale. Una occasione anche per festeggiare il venticinquennale dell'UFMK 1986-2011 e per l'assegnazione del trofeo UNVS unione nazionale veterani dello sport. EGIDIO FRANCO

di FORTUNATA DELL’ORZO

SPORT IN CITTA’

Karatè, al Palaflorio il successo dell’Italia Anora un evento di importanza internazionale ha visto protagonista il capoluogo pugliese Bari. Teatro della ventesima edizione del Campionato del Mediterraneo di Karate è stato il ristrutturatissimo Palaflorio, ventitrè nazioni con i migliori karatechi suddivisi nelle categorie juniores,under ventuno e cadetti si sono contesi i titoli maschile e femminile elle specialità kumite e kata. La nazionale italiana

guidata da una figura storica del karate barese il Maestro Vito Simmi che da ventidue anni continua ad allenare nuove e vecchie stelle del karate come Antonella Dirella,Daniele Simmi,Saverio Pesola, Stella Bux,Biagio Laforgia,Nicola Simmi che hanno conquistato numerosissimi itoli nazionali, europei e mondiali. In concomitanza con l'evento è stata allestito nel parterre del Palaflo-

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Salvatore Tatarella Viesti o a Volpicella pensare a questo. Abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente che, in modo bipartisan, decida che è ora di fare davvero qualcosa di nuovo e definitivo. Speravamo, sia pur da destra, che l’avvento di Vendola ed Emiliano, uomini nuovi, portassero anche nuove idee‌macchè. Adesso entrambi pensano ad altro, a Roma. Certamente mandiamoli a fare (solo) i deputati, ma qualcuno dovrĂ pur occuparsi di fiera. Che non è solo un fatto economico sia chiaro.â€? Certo, la Fiera del Levante porta con sĂŠ il dialogo, la pace, l’incontro fra i popoli‌ “Infatti io credo che, a parte gli enti Fondatori, debbano e possano intervenire anche l’universitĂ , i centri di ricerca, le grandi voci culturali e religiose della Puglia‌ La collocazione di Bari nel cuore stesso del Mediterraneo, con la testa rivolta anche al vicino Oriente, ne fa il

luogo deputato e privilegiato per i temi della pace e dello sviluppo sostenibile. Si sta notando come l’attivismo della Turchia sembra voler assegnare a questo antico paese una nuova leadership nell’Asia piĂš vicina, quasi a snobbare l’Europa in crisi di finanze e di identitĂ . Con tutto il Nordafrica in ebollizione, siamo in una momento epocale. E Bari, al centro di tutto questo che fa? Sonnecchia tenendo la sua fiera a livelli di sagra paesana? E’ una follia‌ E se si organizzasse una conferenza di servizi? “Io vedo meglio un tavolo permanente di consultazione fra gli Enti Fondatori e tutti i soggetti che possano essere interessati alla nuova Fiera. Una riunione al mese potrebbe bastare purchè siano fissati bene i tempi e i modi di trasformare le idee e le proposte in fatti concreti. Ma deve essere la Politica, come progettualitĂ  e indirizzo generale, a occuparsi della Fiera. In quello spazio di San Cataldo, si potrebbe costruire un “pezzo intelligenteâ€? di Bari, una sorta di laboratorio urbano dove si sperimentano tutte idee in fatto di ecologia, risparmio energetico, sviluppo ecosostenibile. Mentre, nei pressi dell’aeroporto, la nuova Fiera proietterebbe davvero Bari nel futuroâ€?.

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venerdì 23 settembre 2011

Puglia d’oggi

In Evidenza

L’intervento

Cosa ci stanno a fare ministri e parlamentari di destra in questo caravanserraglio che tutto è tranne che un riferimento ai valori della destra?

Concordo con Fini, ma faccia un discorso politico alto SEGUE DA PAG 1

di PIERFRANCO BRUNI Non si può più sostenere un Governo che ha posto dei veti alla classe media impoverendola, distruggendo il pubblico impiego, confondendo scuola, cultura, università, economia, lacerando i redditi bassi e illudendosi che tutto andrà meglio dopo e poi dopo. Ma cosa andrà meglio se mancano i presupposti per una politica pensata, se sono venuti meno i processi culturali di una classe politica, se molti di questi nostri rappresentati parlamentari, che dovrebbero garantirci, non hanno una storia politica e cultura ben definita. Non siamo nella stagione del pre politico o del post politico. Siamo piuttosto in una fase in cui l’economia ha spazzato via la politica ed è

naturale che la magistratura prenda il sopravvento. Alla base insiste una motivazione prettamente economica. Gli scandalismi meta erotici forse sono solo una facciata ma ci sono e non sono perdonabili in uno Stato eticamente rivolto ad una funzione di testimonianza. Ma cosa passiamo offrire politicamente come esempio ai nostri figli? Io non posso più dire a casa mia, davanti a mia moglie e ai miei figli, che bisogna sostenere il Centrodestra. Mi ridono dietro quando non vengo deriso con ironia e linguaggi forti. Eppure noi, come famiglia, portiamo un destino di destra da almeno tre generazioni. Non trovo più nessuno disponibile a seguirmi. Hanno ragione. Quale testimonianza posso mostrare loro? Lo so bene che questo Governo non ha nulla di destra

e sorrido io stesso quando penso che vi sono ministri e parlamentari che provengono da una storia di destra. Ma cosa ci stanno a fare in questo caravanserraglio che tutto è tranne un riferimento con valori di destra. Faccio peccato anch’io. Lo so ancora una volta. Insisto sui valori, sulla progettualità, sul senso della politica. Ma ormai non esistono questi aspetti. Io resto di destra ma non resto con questo Governo. C’è ancora una maggioranza parlamentare? Non faccio la conta reale e la do per acquisita. Proprio per questo sarebbe necessario un cambio di Governo. È saggio ciò che ha sostenuto Gianfranco Fini. Se si ha il coraggio si cambi Governo e si cambi modo di fare politica per non azzerare completamente la legislatura e cominciare a ragionare per un progetto futuro su un

INIZIATIVE PARLAMENTARI

Centro destra rinnovato. Intanto si insiste su una maggioranza parlamentare del Pdl. Io non ne sono convinto. Ma dove sta una maggioranza morale all’interno delle città, dei territori, dell’intera Nazione? Il Palazzo pasoliniano forse offre ancora una visuale che non è quella concreta, quella vera. Ci si illude e anche di troppo ma nessuno di noi, politicamente e culturalmente attrezzato, potrebbe oggi confermare l’attuale Governo. Ecco perché è necessario ricostituire un organismo serio che abbia principi, fondamenti, radici di destra. Non mi riguarda ciò che accade nelle sinistre o nei radicalismi o nel centrismo. Io credo che bisognerebbe pensare o ripensare ad una destra partendo da valori certi: dal punto di vista economico, dal punto di vista culturale, dal punto di vista

Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri operativo. Si pensi alla farsa della Legge finanziaria. Siamo tragicamente arrivati al tramonto. Questo è il dato di fatto. Ma bisogna essere consapevoli che lungo il viale del tramonto occorrerebbe ripristinare il senso della dignità. Questo Governo deve dimettersi. Si può realizzare una nuova maggioranza moderata, senza le sinistre, fino al termine della legislatura e in-

tanto ci si organizzi, ci si strutturi sul territorio cambiando la legge elettorale e candidando personalità che hanno storia, cultura, capacità. Gianfranco Fini faccia una scelta rigorosa anche tra le sue fila e se si avvierà una fase diversa si guardi con attenzione, mi riferisco a Fini, al rapporto tra politica e cultura in un progetto alto e non affidandosi a combattimenti futuristi mediocri.

ABOLIRE IL PORCELLUM

Elettorato attivo a 16 anni per investire sui giovani

Un referendum per tornare a scegliere i propri eletti

Far votare tutti a 16 anni. Questo il senso di una iniziativa parlamentare di Fabio Granata, deputato Fli e responsabile delle iniziative esterne. “Ad oggi esiste uno scollamento tra i giovani e la politica, attraverso questa iniziativa vogliamo cercare di ridurre quella distanza che continua a pervadere la politica italiana. Se verrà acquisita la consapevolezza che un maggiore coinvolgimento dei giovani nella vita politica possa portare un contributo di innovazione ed entusiasmo, siamo certi che questa proposta raccoglierà il consenso che merita”. “L’emendamento presentato Granata

Una legge elettorale che fino a oggi ha “aumentato il fossato tra società civile e il palazzo”. Per questo il porcellum è da cassare al più presto e l’unica via per farlo è andare a firmare per il referendum. Lo sforzo referendario è stato uno dei punti salienti del discorso di Gianfranco Fini a Mirabello, dal momento che il sistema elettorale attuale è uno dei mali italiani. E allora, ha detto, “non ci piace il ritorno al mattarellum, ma se per togliere di mezzo il porcellum l'unica via è firmare il referendum, beh allora non si abbia alcun timore, alcuna prudenza”.

che riconosce ai sedicenni il diritto di voto va nella direzione giusta, a dimostrazione dell’attenzione che il nostro partito rivolge alle giovani generazioni. Peccato non aver abbassato l’elettorato attivo al Senato. Negli USA i 18enni votano per Camera e Senato. Perché in Italia no?”. Così Gianmario Mariniello, coordinatore nazionale di Generazione Futuro, il movimento giovanile di Fli. “Ma una cosa deve essere chiara: i giovani non si accontentano di questo ddl, specie se questo provvedimento vuole celare la totale assenza di vere politiche per i giovani da parte del Governo”, conclude Mariniello.

Per tornare a poter eleggere i propri rappresentanti in parlamento, per poter esprimere veramente il consenso, partecipando attivamente alla vita del paese come la costituzione prescrive. Mentre invece oggi un gruppo ristretto di dirigenti decide il destino di mille eletti. In un controsenso politico e sociale che fa solo male al paese. E allora la politica con la P maiuscola abbia il coraggio di dire no a quell’impostazione, rifiuti un potere concentrato nelle mani di pochi. E abbia il coraggio di cambiare.


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Provincia di Bari

venerdì 23 settembre 2011

Puglia d’oggi

BITONTO - Artisti sul palco e bellezze in passerella. In due qualificate per le prefinali

Notte di bellezza a Bitonto con le regionali di Miss Mondo Chiusura col botto per le “Notti del Tricolore” volute dall’assessore Achille Per una sera Bitonto è stata in particolar modo “città del mondo” per essere rientrata tra tutte quelle città internazionali che hanno ospitato le ragazze più belle della propria terra per un concorso di bellezza di gran prestigio quale "Miss mondo". Un particolare merito va all’Assessore alla Cultura, Sara Achille, per aver dato quest’opportunità di non lieve rilievo e che ha dato un volto rinomato alla città, un’occasione per far conoscere il paese e offrire allo stesso un momento di spensieratezza e divertimento. Così chiude la serie d’appuntamenti denominati “Notti del tricolore” che hanno voluto proporre e offrire alla città un territorio più ampio del consueto ovvero il territorio in veste nazionale. Un’iniziativa singolare e unica tenutasi a Bitonto in quanto, nessun comune ha festeggiato i 150 anni d’Italia con tre notti: verde, bianca e rossa. «La notte verde è stata all’insegna della solidarietà, perché Bitonto è una città solidale. Da Bitonto abbia-

mo voluto lanciare l’appello alla solidarietà e questo è stato il significato della notte verde. Poi abbiamo festeggiato il colore bianco come quello della luce e della vita: a Bitonto ciò è rappresentato dalla grand’arte e cultura che sono presenti nella nostra città. Siamo nella serata finale, la notte rossa: il rosso rappresenta il cuore, la nostra capacità d’amare e soprattutto l’amore per la nostra città e per l'amata Puglia», queste le parole dell’assessore Sara Achille. A seguito c’è stato il discorso del vicesindaco Domenico Damascelli che ha evidenziato la necessità di avere sentimenti per l’Unità d’Italia. Ricordando quanti affrontano missioni di pace all’estero dai concittadini a tutti gli italiani, Damascelli ha richiamato, infine, una necessaria collaborazione, che coinvolga indistintamente tutti in questo momento di difficoltà collettiva. Ha aperto le danze l’omaggio al tricolore offerto dalle ginnaste campionesse della scuola Iris di

Un momento della serata bitontina di Miss Mondo Giovinazzo. Protagoniste della serata sono state le giovani e bellissime Miss che hanno sfilato gli splendidi abiti dell’Atelier Miss and Lady by Giulio Lovero e costumi da bagno firmati Fichissima il tutto con incantevoli coreografie. Hanno allietato il pubblico durante la serata i contributi di diversi bravissimi artisti, quali: Emanuele Tartanone e Giuseppe Guida, entrambi provenienti dal cast Mudù; Amatore Loiotile, ballerino sosia dell’indimenticabile Jako e la vincitrice di stella del Sud, Mia Barracane. La presentatrice di tutta la serata è stata la bellissima e brava Carmen Martorana. I primi posti sono an-

dati, e avranno dunque accesso alle prefinali nazionali, alle affascinanti Miriana Di Franco e Laura Procacci. La notte rosa a conclusione delle “Notti del Tricolore” come il colore dell’amore e del cuore, infatti, ha sigillato l’amore per la città che non poteva non essere rappresentato ancor meglio che dalle donne e dalla loro bellezza : immagine e atto stesso di amore. Una notte che ha avuto l’augurio che si coltivi amore per la propria terra e soprattutto che porti con sé l’augurio che il nostro paese abbia ancora occasioni così grandi. MADDALENA COVIELLO

PROVINCIA DI BARI

Appalti, un corso per i dipendenti “Il Regolamento di attuazione del codice dei contratti pubblici”. L’argomento è al centro della due giorni di formazione che si conclude oggi, promossa dalla Provincia di Bari e rivolta a tutti i dipendenti dell’ente. Un’iniziativa che mira a fare il punto sullo stato dell’arte degli appalti pubblici dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento di attuazione che costituisce il vero punto di svolta nella relativa normativa nazionale. L’obiettivo è di approfondire ogni dettaglio della normativa di settore attraverso un’analisi operativa del Codice dei Contratti e dei più recenti provvedimenti con esso coordinati (come il decreto sviluppo) offrendo strumenti di aggiornamento e analisi dei principali profili critici delle tematiche proposte. “Stiamo cercando di imprimere un nuovo corso a questa Istituzione, modernizzando l’Ente e mettendo al

centro dei nostri obiettivi le risorse umane, vale a dire i dipendenti, attraverso formazione e aggiornamento continuo. Sono loro il vero motore di sviluppo della Provincia di Bari – afferma il Presidente, Francesco Schittulli. “Il settore dei contratti pubblici – continua il Direttore Generale della Provincia di Bari, Onofrio Padovano, – costituisce un’area strategica nell’ambito delle attività dell’Ente. Esso si caratterizza, oltre che per la rilevanza degli interessi economici coinvolti, anche per l’oggettiva complessità delle relative problematiche e per un quadro normativo complesso ed in continua evoluzione. Il corso si propone, pertanto, di fornire un analitico percorso di approfondimento del nuovo quadro normativo di riferimento in conseguenza della recente entrata in vigore del nuovo regolamento di esecuzione ed attuazione del codice dei contratti pubblici”.

W W W . L U M . I T


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Provincia Bat

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ACCORDO IN REGIONE - Ora toccherà ai Comuni della Bat appaltare i singoli lavori e avviare le procedure di monitoraggio e rendicontazione

Siti inquinati, arrivano 2 milioni di euro per le bonifiche Francesco Ventola: “Concertazione fatta per diverse situazioni di grave inquinamento ambientale” Ben 2.153.273,42 euro per la bonifica di siti inquinati nel territorio della Provincia di Barletta - Andria - Trani grazie alle risorse del Programma Operativo FESR Puglia 20072013. E’ quanto è stato predisposto nel corso del tavolo tecnico di ieri mattina tra Regione Puglia e Provincia di Barletta - Andria - Trani, alla presenza dell’Assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro, del Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani Francesco Ventola e dell’Assessore provinciale alle Risorse Naturali, Politiche Ambientali e Difesa del Suolo Gennaro Cefola. Dopo lo screening effettuato dal Settore Rifiuti e Bonifiche della Provincia sulla base delle proposte pervenute dalle Amministrazioni comunali, la Regione Puglia ha confermato l’assegnazione del finanziamento che, nella Bat, riguarda in particolar modo quattro interventi: la messa in sicurezza permanente dell’ex discarica comunale Rsu in località Monte di Guardianello nel comune di Minervino Murge, che consiste nella realizzazione del capping superficiale e nel successivo recupero ambientale dell’intera area (importo stimato 1.483.000 euro); la bonifica della cava di Cafiero in località San Samuele nel comune di San Ferdinando di Puglia (importo stimato 295.000 euro); la caratterizzazione in Contrada Tufarelle nel comune di Canosa di Puglia,

che consiste in prove in sito ed analisi di laboratorio sulle componenti ambientali quali suolo, sottosuolo ed acque di falda (importo stimato di 250.000 euro); il decorticamento superficiale in località Monachelle nel comune di Barletta, che consiste nella rimozione con conferimento in discarica autorizzata del terreno interessato dai possibili inquinanti ed il ripristino dello stato dei luoghi colmando le aree interessate con terreno vegetale (importo stimato 125.273 euro). “Gli oltre 2 milioni di euro di finanziamento per interventi di bonifica dei siti inquinati presenti sul nostro territorio sono il frutto di un’attività di concertazione condotta da Provincia, per il tramite dell’Assessore al ramo

Gennaro Cefola e del Dirigente del Settore Vito Bruno, Comuni e Regione Puglia - ha spiegato il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco Ventola -. Dopo una minuziosa analisi delle criticità presenti nelle nostre dieci città, era necessaria un’azione forte e concreta utile a bonificare le diverse situazioni di inquinamento ambientale, che avrebbero potuto mettere seriamente a repentaglio la salute dei nostri cittadini”. Soddisfatto, al termine dell’incontro di questa mattina, anche l’Assessore alle Risorse Naturali, Politiche Ambientali e Difesa del Suolo della Provincia di Barletta - Andria - Trani Gennaro Cefola. “Dopo aver individuato le priorità, contattato i comuni, re-

cepito le loro istanze, realizzato i tavoli di coordinamento ed i progetti (uno dei quali, che riguarda Contrada Tufarelle, è di tipo sperimentale), portiamo a casa un risultato straordinario per il nostro territorio - spiega Cefola -. Siamo infatti riusciti nell’intento di ottenere un finanziamento di tutti i progetti da noi candidati, realizzando interventi necessari da diverso tempo e che finalmente diventeranno realtà. A questo punto, sarà nostro impegno continuare a coordinare le attività dei Comuni, i quali fungeranno da stazione appaltante e struttura responsabile dell’intero procedimento, nel rispetto delle procedure di rendicontazione e monitoraggio previste dal PO FESR Puglia 2007/2013”.

Francesco Ventola, Presidente della Provincia Bat

SPINAZZOLA

Gli interventi per evitare la chiusura del Carcere Il ministero e il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria revochino il provvedimento di chiusura del carcere di Spinazzola. È quanto ha chiesto il consiglio della Provincia di Barletta – Andria – Trani in un ordine dl giorno votato all’unanimità nell’ultima seduta. “Tale provvedimento – si legge nel documento approvato – risulta in netta contraddizione con l’affermazione e la constatazione di una conclamata emer-

genza penitenziaria tristemente in atto. Nel corso di svariate visite all’istituto effettuato da diversi parlamentari, consiglieri regionali, provinciali ed autorità civili, si è potuto osservare da vicino come, grazie al quotidiano impegno del personale e della direzione e nonostante le immancabili difficoltà che caratterizzano il sistema penitenziario nazionale, il carcere di Spinazzola abbia conseguito brillanti risultati, impressionando positi-

vamente per la sua organizzazione, l’ordine e la pulizia degli ambienti e per il funzionamento di numerose iniziative a favore della popolazione detenuta”. Intanto la questione del carcere di Spinazzola arriva anche in parlamento con un’interrogazione del deputato radicale Rita Bernardini. "È un bene che la questione della chiusura del carcere per sex offenders di Spinazzola sia approdata in Parlamento” ha commentato il Consigliere Regionale del gruppo Misto Pastore. Su Spinazzola, Rita Bernardini ha chiesto di sapere e capire per quale motivo prima di di-

sporre la chiusura del carcere pugliese, non sia stata convocata una conferenza di servizi, come previsto dalla legge, allargata a tutti i soggetti istituzionali coinvolti e quale sarà la prossima destinazione d'uso dell'immobile e se il Ministro intenda rivedere la decisione”. “Si è voluto intervenire su un carcere che funzionava pensando di risolvere i problemi, atavici, degli istituti di pena di Trani, da cui esso dipende. Mi auguro ha concluso Pastore - che anche questo intervento serva a fare riflettere sulla opportunità di riaprire la questione e fare un passo indietro sulla chiusura di quella struttura."


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La batosta innescata dai provvedimenti del Governo è tale da rendere accademiche le contrapposizioni di natura politico-amministrativa

Per il Comune arriva l’incubo manovra Secondo lo studio dell’Anci la “cura-Tremonti” sottrarrà a Foggia 22 milioni di euro nel 2012 di ENRICO CICCARELLI La botta è terribile. Può darsi che lo studio Finel-Anci sugli effetti che la manovra Tremonti-Berlusconi avrà sulle prime trenta città d’Italia sia eccessivamente pessimistico; ma quello studio, che il collega Filippo Santigliano ha il merito di avere ripreso con buona evidenza sulla cronaca locale della “Gazzetta del Mezzogiorno”, dà cifre mozzafiato per Foggia: al bilancio 2012 di Palazzo di Città mancherebbero ben 22 milioni di euro; un salasso di circa centotrentacinque euro per abitante che equivale a far chiudere i battenti all’Amministrazione Comunale. Nella sostanza il municipio diventerebbe una macchina dedita alla propria autoconservazione: pagati gli stipendi ai

dipendenti e le altre spese obbligatorie, resterebbe davvero pochissimo per la manutenzione di scuole e strade, per non parlare dei servizi sociali e degli altri compiti propri di un Ente a cui sono delegati dallo Stato buona par te dei ser vizi alla persona. Questo se il Comune di Foggia fosse in una condizione non diciamo di floridezza, ma di accettabile normalità. Così non è: l’irresponsabile quinquennio di amministrazione del centrosinistra, nel quale si è ritenuto di poter spendere e spandere come e più del decennio precedente, malgrado i trasferimenti dello Stato diminuissero in modo progressivo e ineluttabile, ha lasciato al Comune e alle aziende di

sua proprietà deficit a sette zeri, in euro, che hanno costretto il nuovo sindaco e il suo dirigente dei Servizi Finanziari ad imporre sacrifici durissimi. Se in una primissima fase il giro di vite ha riguardato soprattutto i fornitori di beni e servizi del Comune, ai quali è stato applicato d’autorità un taglio del trenta per cento, quest’anno è toccato alle tasche dei cittadini, che si sono trovati di fronte a rincari ingenti della Tarsu e del servizio parcheggi. Ma anche dall’Amgas e dal cimitero privatizzati i Foggiani si attendono cattive notizie. Tuttavia queste prospettive sarebbero ancora rosee, paragonate a quello che succederebbe con l’arrivo della scure di Giulio: il dissesto diventerebbe la più probabile delle prospettive, e con esso l’arrivo di un commissario tenuto per legge ad innalzare ai massimi livelli la pressione fiscale. A quel punto non resterebbero che la Madonna dell’Incoronata e San Pio da Pietrelcina. Questo percorso apocalittico finisce inevitabilmente per far sembrare accademiche le discussioni e le contrapposizioni di carattere politico. Intendiamoci, all’attuale Amministrazione si può r improverare

molto, in termini di merito e di metodo: serviva una Giunta da momento supremo, e ne abbiamo varata una da saldi di fine stagione; serviva un grande risveglio della partecipazione civica e abbiamo fatto di tutto per conculcarla; serviva chiarezza, e abbiamo avuto confusione e polveroni. Ma è difficile, nel momento in cui la città sta poggiando il capo sul ceppo del boia, pren-

dersela con il parrucchiere che non ha indovinato la pettinatura. Anche il centrodestra, che è reduce dal buon successo “di pubblico e di critica” della manifestazione di lunedì 12, è in preda ad un visibile imbarazzo. Certo, così come nella maggioranza c’è chi si fa brillare gli occhi alla prospettiva, anche remota o ingannevole, di un cadreghino, nell’opposizione c’è chi si lan-

cia in ardite speculazioni sul nome del prossimo candidato sindaco. Ma per fortuna, accanto a questi personaggi e alla loro simpatica incoscienza, c’è anche chi comincia ad avvertire il peso drammatico di ciò che incombe sulla città e sui suoi cittadini. Speriamo che questa consapevolezza si allarghi sempre di più; diversamente il futuro sarà nerissimo. E cambiare un sindaco servirà a poco.

L’insediamento al Ministero della Salute del Comitato per la valutazione del rischio alimentare chiude la partita sull’Agenzia Nazionale

Requiem per un’Authority Colomba Mongiello: “Dal Governo un ceffone a Foggia” De profundis per l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare, l’organismo di valutazione del rischio che doveva rappresentare l’interfaccia nazionale dell’Efsa di Parma. Si è infatti insediato, presso il Ministero della Salute, il Comitato per la valutazione del rischio nella catena alimentare, organo tecnico del relativo segretariato. “Il governo degli inganni è stato smascherato nel suo ennesimo bluff. L’insediamento presso il Ministero della Salute del Comitato per la valutazione

del rischio nella catena alimentare è una pietra tombale sulla scelta del Governo Prodi di istituire a Foggia l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare.” ha dichiarato Colomba Mongiello, senatrice foggiana del Partito Democratico e componente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama “Sul sito del Ministero è scritto a chiare lettere che l’organismo è interfaccia nazionale dell’Efsa, cioè dell’Agenzia Europea che ha sede a Parma; ha cioè le stesse competenze e fun-

zioni che avrebbero dovuto essere svolte dall’organismo foggiano.” “Si tratta di una scelta che contraddice il principio di legalità” prosegue l’esponente del Pd “in quanto per via regolamentare si è disattesa una legge dello Stato; ma tutto è possibile in un Paese nel quale gli interessi della collettività sono permanentemente asserviti alle lobby, in questo caso ministeriali, e ai diktat di una Lega che considera parassitario ed inutile tutto quanto debba essere realizzato nel Mezzo-

giorno.” “Sorgono forti perplessità sull’idoneità di questo strumento governativo” conclude Colomba Mongiello “a dare quelle garanzie di terzietà e indipendenza richieste dall’Europa. Per il momento questa decisione ha il sapore di un ceffone assestato al nostro territorio; un ceffone che dovrebbe bruciare particolarmente a quei parlamentari e amministratori locali del centrodestra che si sono fidati delle assicurazioni del loro Governo.” Il loro Governo. Già.


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“Il Popolo della Libertà non ha risentito dell’uscita dei finiani? Può darsi. Ma sembra non risentire nemmeno dell’uscita degli elettori?”

Le feste si fanno col cuore non con il portafoglio La replica del coordinatore cittadino di Futuro e Libertà all’intervista del capogruppo del Pdl in Comune Vitullo di ENRICO CICCARELLI Ha fatto discutere, a Cerignola, l’intervista di Federica Libertino al capogruppo del Popolo delle Libertà al Comune di Cerignola, Francesco Paolo Vitullo, pubblicata su queste stesse colonne la scorsa settimana. In particolare Vitullo ha detto alla nostra redattrice che la tradizionale festa di partito settembrina non si è tenuta quest’anno per ragioni di ordine economico, ma anche perché aveva senso farla quando il centrodestra era all’opposizione, non adesso che le redini del Comune sono tornate nelle sue mani. Il capogruppo del Pdl ha anche detto di non ritenere degna di particolare rilievo la spaccatura intervenuta in sede locale con la fuoriuscita degli aderenti a Futuro e Libertà. Abbiamo chiesto ad Enzo Pece, coordinatore cittadini di Fli, fresco di dimissioni da assessore della Giunta Giannatempo, una replica alle affermazioni di Vitullo. “La prima cosa che mi viene da dire è ‘contento lui, contenti tutti’. Ho rispetto per le opinioni di chiunque, però serve un minimo di attenzione ai fatti. Non si possono accampare motivazioni bizzarre e pretestuose per

Tradizione interrotta Quest’anno a Cerignola niente festa del Pdl mascherare le proprie inadempienze. Tanto più se queste motivazioni sono anche false.” A cosa si riferisce? “Al fatto che la festa settembrina, prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle Libertà, è stata una prassi costantemente seguita, sia quando il centrodestra era al governo della città, sia quando era collocato all’opposizione. E se ne capisce facilmente il motivo: la festa

era un modo per consolidare e riaffermare il legame con la città, non una banale occasione di propaganda. È quel legame che oggi il Pdl ha perduto.” Però c’è stato prima delle ferie estive un comizio... “Appunto. Non ho niente contro i comizi, ma non si può pensare che sostituiscano occasioni di confronto, dibattito e partecipazione vera. Specie se poi danno risultati imba-

razzanti anche in termini di partecipazione.” Ma la mancanza di soldi non è un’esimente ragionevole? “Devo dire che dall’intervista a Vitullo non si capiva bene se il riferimento fosse al bilancio del partito o a quello del Comune, che ovviamente in questo discorso non c’entra. Una penuria di risorse avrebbe certo giustificato un’iniziativa in tono minore rispetto al passato, non la

sua cancellazione. La passione politica si nutre di cuore, non di portafoglio. La passione che oggi il Pdl non possiede più-” Dov’è finita? “Molta parte di essa ha traslocato nelle nostre file, e ne siamo orgogliosi. Ma ce n’è ancora, anche nel corpo inerte del partito berlusconiano. Penso alle molte persone che si riconoscevano in Alleanza Nazionale e che oggi vivono nel Pdl una condizione di emarginazione psicologica e materiale veramente penosa. Si dia ragione o torto a Fini, si condivida o meno il progetto di Futuro e Libertà, e di solare evidenza che quella che avevamo sognato come la casa comune dei moderati è solo il tempio del Dio Berlusconi; in cui i nostri valori e la nostra storia sono solo ospiti provvisori e mal tollerati.” Vitullo dice di considerare trascurabile la frattura con i finiani. Ha torto? “Capisco il suo punto di vista: ha già tanto da fare con le fratture, le tensioni e i capricci del gruppo consiliare di cui dovrebbe essere la guida che non ha tempo per accorgersi di altro. Non solo il nostro ingegnere, ma tutti i rappresentanti politici ed istituzionali del Pdl sembrano essere assolutamente indifferenti, non dico all’uscita dei ‘finiani’, ma all’allontanamento della gente, dei cittadini, degli elettori. Da mesi si dedicano con cieca ostinazione a segare il ramo su cui sono seduti. È inevitabile che finiscano per cascare. Per questo siamo al lavoro per un’alternativa che non riconsegni Cerignola alla sinistra.”

Il corsivo di Fabrizio Tatarella

Cerignola langue

Rigenerati? No, solo degenerati Ci dev’essere una sorta di oscuro sortilegio a proposito dei bandi e dei fondi per la “rigenerazione urbana”, gli interventi che attraverso contributi pubblici e privati puntano a riqualificare aree degradate. Se il Comune di Foggia arriva venti minuti dopo la scadenza per consegnare le proposte, il Comune di Cerignola non ha di questi problemi: la Giunta di proposte non ne presenta affatto. Il motivo è palese: Cerignola non ha alcuna zona men che perfetta, nessun’area anche solo lontanamente tacciabile di degrado, nessun bisogno di interventi di riqualificazione. Stiamo bene così, ed è inutile che il Pd strepiti cercando di svegliare il sindaco Giannatempo, che dorme il sonno del giusto: gli interventi di rigenerazione urbana facciamoli a Zurigo, a Stoccolma, a San Francisco, luoghi flagellati dal disordine e dal malessere. Abbiamo altro a cui pensare, come ad esempio la fronda dei quattro dissidenti del Pdl. E poi, se non avremo quartieri rigenerati, possiamo contare fin d’ora su un’Amministrazione Comunale degenerata.

LLa Regione fa sviluppo equilibrato del trasporto aereo o concorrenza in favore di Bari? E intanto l’assessore Minervini diserta gli incontri

La Capitanata combatte per l’aeroporto di CLIO PEDONE C’è sicuramente qualcosa di improvvisato evpasticcione nelle periodiche mobilitazioni che la rappresentanza politicoistituzionale ed economica della Capitanata compie ogni tanto a sostegno dello scalo aeroportuale del “Gino Lisa”. Manca, in particolare, un tentativo serio di fare di questo aeroporto un riferimento concreto per un territorio vasto, che può comprendere il Molise, l’Irpinia, il Sannio e il Melfese. Come “aeroporto dei Foggiani”, francamente, la struttura non ha molto senso, specialmente se la realizzazione del passante ferro-

viario permetterà di arrivare con tutto comodo in treno a Bari Palese e all’aeroporto “Woityla”. Detto questo, la politica della Regione e dell’assessore Gugliemo Minervini in materia di trasporto aereo sembra il “diario di una schizofrenica”. Che senso ha finanziare con i fondi europei l’allungamento della pista dell’attuale scalo aeroportuale (giustissimo e indispensabile), ma negare una forma anche attenuata di contribuzione per tenere in piedi l’attività volativa? Negli anni in cui la Darwin Airlines ha usufruito delle provvidenze regionali lo scalo foggiano ha moltiplicato il numero dei suoi passeggeri: restano pochi

in cifra assoluta, ma sono incoraggianti per il successo dell’operazione. È possibile passare da tutto a zero, costringendo la compagnia a praticare tariffe fuori mercato e cancellando di fatto in tutto o in parte i voli? Ed appartiene ad un’idea armomica dello sviluppo del trasporto aereo negare i fondi per il volo Darwin tra Foggia e Palermo per attivarne immediatamente dopo, con contributo pubblico uno per il capoluogo siciliano che partirebbe da Bari? Non è il caso, in una materia così complessa, di ridurre tutto a vecchie questioni di campanile o a complessi di inferiorità verso Bari predatrice. Ma

obiettivamente è difficile cogliere un criterio in queste decisioni. Tanto più che l’assessore Minervini non sembra tenere in particolare considerazione le istanze, le proposte, le lamentele delle rappresentanze di Capitanata. Ha infatti brillato per la sua assenza in occasione del vertice tenutosi a Palazzo Dogana martedì mattina. Ha risposto alle critiche accusando Antonio Pepe di scorrettezza per aver fissato l’incontro in un giorno nel quale la partecipazione gli sarebbe stata impossibile. Sarà vero? Comunque, assessore, siamo più interessati alle sue scelte e alla sue strategie che ai dispetti interistituzionali. Ci faccia sapere.


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Spettacoli e Cultura

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SPETTACOLI

Checco Zalone al “della Vittoria” tutto pronto per lo show di lunedì Dice Checco Zalone: "Il tamarro e' dentro ognuno di noi, come il fanciullino del Pascoli". E' proprio qui che va ricercato il segreto della comicità dello stralunato cantante neomelodico Checco Zalone, lanciato da Zelig e poi andato avanti sulle sue gambe dapprima al cinema con Cado dalle nubi e Che bella giornata, entrambi campioni d'incassi, e successivamente a teatro. Dopo il grande successo al cinema e in televisione, Luca Medici, alias Checco Zalone, torna con il suo nuovo show ”Resto Umile World Tour” che sarà in programmazione in oltre 15 città italiane dal 14 settembre al 28

ottobre, tra arene, palazzetti, stadi e forum. Il 26 settembre l’artista sarà all'Arena della Vittoria di Bari con un live di due ore tutto da ridere, ricco di canzoni e con le imitazioni dei nuovi personaggi presi di mira dal comico pugliese: Roberto Saviano, Modà, Antonio Cassano, Nichi Vendola, Albano, oltre agli evergreen Vasco, Carmen Consoli, i Negramaro, Jovanotti. Un appuntamento da non perdere con il comico che più di ogni altro svela e riduce in polvere l’ego smisurato di tanti artisti nostrani. “Mamme portate tranquillamente i vostri figli: le parolacce che dirò le sanno

già.”, ha commentato Checco. Scherza anche riguardo al prezzo del biglietto: il comico infatti ha disposto prezzi In linea con le nuove riforme federaliste fiscali; al Nord costerà meno e al Sud di più “Perché noi del Sud siamo più abituati all’impoverimento”. Luca Medici, nato a Capurso(Ba) ha trentaquattro anni ed è laureato in giurisprudenza: « Mostrerò l’uomo che c’è dietro il personaggio. Ma non solo il mio: di tutti quelli che imiterò e porterò in scena. La gente mi ferma per strada e si comporta come fosse una puntata di “Zelig”: Checco qui, Checco là. Bello, ma c’è anche Luca. E così farò Roberto Saviano, osando l’inosabile e prendendo in giro un simbolo dell’Italia che resiste. Ma dietro lo sketch di Saviano che non riesce ad andare con una donna, blindato com’è; che rifiuta le prosti-

tute perché sono gestite dalla camorra; e che fa da scorta alla sua scorta mentre questa tromba allegramente, dietro si vedrà l’uomo» ha spiegato Checco in un’intervista. Riguardo poi alla dicitura World Tour ha chiarito: “Non giro tutto il mondo: è un ossimoro. Però potrei portare lo spettacolo anche nella Repubblica di San Marino: in questo modo la parola ‘world’ potrebbe essere legittimata. Non ci ho ancora pensato. Il titolo è nato come battuta, però…”. Gli autori dello spettacolo sono Luca Medici, Gennaro Nunziante, Carlo Turati, Federico Basso e Ettore Iurilli. Sul palco oltre al comico pugliese ci sarà la sua band i "Militi ignoti", grande band arricchita della sezione fiati, oltre a Claudia Potenza e il suo corpo di ballo. ISABELLA BATTISTA

L’INIZIATIVA - Domani e domenica le due Giornate Europee del Patrimonio 2011. Ecco tutti gli appuntamenti nella nostra Regione

Italia tesoro d’Europa, la Puglia è pronta di ISABELLA BATTISTA Con lo slogan L’Italia tesoro d’Europa, sabato 24 e domenica 25 settembre 2011, l’Italia aderisce, insieme ad altri 49 Stati Europei, alle Giornate Europee del Patrimonio 2011. Il MiBAC partecipa a questa grande festa europea con tutti i suoi Istituti centrali e territoriali che, oltre ad organizzare iniziative per l’occasione, aprono gratuitamente al pubblico tutti i luoghi d’arte statali. Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Gian-

Il Castello Svevo di Bari carlo Galan commenta l’iniziativa: “Le Giornate Europee del Patrimonio sono una preziosa occasione per riaffermare insieme agli altri Paesi dell’Unione le radici cultura-

li e storiche comuni, fondamentali per elaborare il senso profondo di un destino condiviso. Salvaguardare, tutelare, far conoscere e tramandare, anche nei momenti di crisi, il

grande patrimonio culturale del nostro Paese e di tutta l’Unione è l’unico modo per maturare l’autentica consapevolezza di appartenere a una comunità e trovare le risposte

BARI

Tredici i luoghi scelti per le Notti Sacre 2011 Dal 24 settembre al 2 ottobre 2011 andrà in scena nelle chiese di Bari vecchia la seconda edizione di Notti sacre, evento organizzato dall’Arcidiocesi di Bari-Bitonto con il patrocinio di Comune di Bari, Provincia di Bari, Fondazione Petruzzelli, IX Circoscrizione MuratSan Nicola e VII Circoscrizione Madonnella e la collaborazione di Millenia – Gruppo Maldarizzi, Banca Carime, Tipografia Romana e Sovvenire, il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica. Ricchissimo il cartellone in programma ambientato in tredici luoghi: la Cattedrale ospiterà l'inaugurazione della manifestazione, affidata all'orchestra e al coro del Conservatorio, diretti dal maestro Nicola Scardicchio, successivamente sarà sede di un incontro suggestivo e importante, quello di lunedì 26 settembre con Padre Bartolomeo Sorge, sul tema scelto per Notti Sacre 2011 “La città come anima dei luoghi”, ed a seguire accoglierà un nome internazionale, quello del fisarmonicista russo Oleg Vereshchagin in concerto. Allo stesso tema della rassegna si ispira il manifesto di Notti sacre 2011, disegnato anche quest’anno da Michele Damiani. Non solo musica ed incontri in rassegna, tutte le sere per otto giorni, ma anche una serata speciale con Roberta Arinci e la sua danza sacra indiana, proprio il

2 ottobre, giorno di celebrazione in India della nascita del Mahatma Gandhi, oltre allo spettacolo nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi “Dal racconto alla scena”, rappresentazione a cura della Scuola di Teatro dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, diretta da don Antonio Eboli, tratta dai racconti di Onofrio Pagone “Sulle punte” con la regia di Lino De Venuto. Tra gli appuntamenti fissi per tutta la settimana ci sarà l'Adorazione Eucaristica in Sant'Anna, che ospiterà anche la Messa di mezzanotte sabato 24 settembre, e le mostre d’arte contemporanea con Alba Amoroso nel Foyer del Teatro Petruzzelli intitolata “I battiti dell’arte nel cuore della città” e degli allievi dell’Accademia delle Belle Arti al Fortino dal 25 settembre, dal nome “La città ideale”. Nel Museo Diocesano ci sarà inoltre la presentazione della mostra “Luci della città” di Michele Cassano, a cura de “I luoghi della Musica”. Novità di rilievo: Notti sacre 2011 sarà accompagnata da una lotteria che metterà in palio il premio unico di una Fiat Panda. I biglietti, 5 euro l’uno, si possono acquistare presso gli uffici dell’Arcidiocesi, l’Auditorium Vallisa, la Parrocchia Cattedrale, la Libreria San Paolo e la Concessionaria Millenia del Gruppo Maldarizzi. L’estrazione finale si terrà il 2 ottobre in Cattedrale, in occasione del concerto conclusivo dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari diretta dal maestro Rino Marrone. I fondi raccolti con la lotteria sono destinati al finanziamento degli spettacoli e degli incontri della rassegna Notti sacre 2011 e di altre iniziative culturali promosse dall'Arcidiocesi nelle Chiese di Bari vecchia.

necessarie ad affrontare le sfide del presente”. Tra gli eventi sono previste 5 inaugurazioni; 105 aperture straordinarie di luoghi normalmente chiusi; 14 sale cinematografiche accessibili gratuitamente; 403 visite guidate; 75 spettacoli di danza, teatro e concerti; 119 presentazioni di volumi; 124 incontri tra convegni, conferenze e seminari; 270 mostre e 56 laboratori di didattica. Aderiscono all’iniziativa anche le regioni Autonome di Trentino Alto Adige, Sicilia e Valle D’Aosta. In tutta Puglia, per l’occasione, saranno organizzati diversi eventi; a Bari visite guidate al Castello Svevo e al Museo Storico Civico, a Bitonto l’inaugurazione di una mostra alla galleria Nazionale della Puglia, a Gravina visite guidate al cantiere di restauro della Cattedrale. Ad Andria invece sarà la volta delle giornate di studio su Castel del Monte e sulle problematiche connesse con tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali. Brindisi invece ospiterà una mostra fotografica intitolata “Brindisi negli archivi Alinari fra Unità d‘Italia e prima Guerra mondiale”, in collaborazione con la Fondazione Alinari di Firenze Le immagini di Brindisi e la documentazione archivistica si riferiscono ad un periodo compreso fra la fine dell’Ottocento ed i primi decenni dello scorso secolo: di certo rappresenteranno una ulteriore occasione per riflettere sui grandi processi di trasformazione urbana a Brindisi, consapevoli di quanto

si sia anche perduto nel Novecento in termini di patrimonio monumentale ed architettonico e di valori paesaggistici ed ambientali. La provincia di Foggia presenta un ricco ventaglio di appuntamenti: dal Festival della letteratura Mediterranea a Lucera alla mostra “Lo spreco necessario: il lusso nelle tombe di Ascoli Satriano” allestita presso il Polo Museale di Ascoli Satriano e inaugurata il 25 giugno 2011. La rassegna intende evidenziare gli aspetti qualitativi e quantitativi del lusso nella dimensione funeraria del centro daunio di Ausculum, con corredi tombali provenienti dagli scavi archeologici condotti in circa un cinquantennio di ricerche nel territorio. Infine Lecce e Taranto, che ospiteranno sia mostre fotografiche – nel caso di Lecce con un approfondimento sulle opere di Nervi, realizzate per le Olimpiadi romane del 1960 e sugli inizi della sua carriera di imprenditore a Lecce tra gli anni 19301935.- che archeologiche, come quella di Taranto intitolata Keramo e Bacco, composta da esemplari di manifatture del Regno di Napoli, dal XVIII al XIX secolo pezzi realizzati per l’occasione da 59 maestri ceramisti di Grottaglie. Filo conduttore dell’intera rassegna è il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, celebrato in ogni Provincia approfondendo e contestualizzando gli aspetti della propria città e di coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’Italia Unita.


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Cinema

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Il riuscito film del regista polacco mette a nudo una mostra dei piccoli orrori di ognuno di noi

Il Carnage di Polanski tra dramma e thriller di MICHELE FALCONE Adattamento cinematografico dell'opera teatrale God of carnage di Yasmina Reza, edito da Adelphi, vincitrice del Tony Award, Carnage é diretto dal polacco trapiantato negli Satates Roman Polansky, premio Oscar per il Pianista.

Carnage - Una scena del film

Il regista torna dietro la macchina da presa due anni dopo il successo L'uomo nell'ombra, con Ewan McGregor riuscitissimo thriller, e ancora una volta con esperienza e talento confeziona un film solido e interessante: una dark comedy arguta e in-

tensa,un devastante gioco al massacro in cui l'azione, come nella bella piece teatrale, si svolge in tempo reale, in un'unica stanza e fa emerge il lato oscuro dei quattro personaggi e delle loro relazioni. A contribuire al successo del film, selezionato in concorso alla mostra del cinema di Venezia, ma

uscito purtroppo a mani vuote, intervengono soprattutto i quattro straordinari interpreti principali, tutti attori di prima scelta: Jodi Foster, Kate Winslet,Christophe Waltz e Il sempre bravo John C.Reilly. Carnage mette a nudo tutta la miseria dell'animo umano, tutta la menzogna della sua superiorità, la reale inconsistenza del benessere raggiunto. Alla staticità dell'ambientazione risponde la dinamicità del discorso, dei botta e risposta, dei continui capovolgimenti di fronte degli astanti le cui alleanze mutano inaspettatamente. Il quartetto d'attori, tra cui il nostro personalissimo premio va a Christoph Waltz, si scambia battute come se stesse eseguendo una sinfonia musicale, precisa, armonica, diretta da quel Roman Polanski che in materia di drammi claustrofobico/esistenziali rinchiusi in spazi ri-

Roman Polansky stretti, sa il fatto suo. Il quale dopo le sceneggiate, i pianti e le grida, dopo i conati, le sbornie e i gesti inconsulti, ci riporta con l'ultima scena da dove eravamo partiti: Un'inquadratura fissa, Manhattan sullo sfondo,

un parco, un gruppo di bambini.Sospesa tra commedia, dramma e thriller questa pellicola, è una mostra dei piccoli orrori che ciascuno di noi ha dentro di sè ma non vuole tirar fuori...almeno fino a provocazione contraria.

LA SCHEDA TITOLO: Carnage REGIA: Roman Polanski SCENEGGIATURA: Roman Polanski ATTORI: Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, John C. Reilly FOTOGRAFIA: Pawel Edelman MONTAGGIO: Hervé de Luze MUSICHE: Alexandre Desplat, Alberto Iglesias PRODUZIONE: Constantin Film, SBS Productions DISTRIBUZIONE: Medusa Film PAESE: Germania, Francia 2011 GENERE: Drammatico DURATA: 79 Min


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Europa

venerdì 23 settembre 2011

Puglia d’oggi

“Il mio consiglio è di tornare alle radici dei valori europei e lavorare per l’equità con politiche economiche socialmente responsabili”

La diseguaglianza nel mondo è aumentata Il rapporto presentato a Bruxelles da Juan Somavia, dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro di ELIONA CELA Duecento milioni di disoccupati, sessantuno milioni di persone nel mondo che vivono con lo stesso reddito di altri tre miliardi e mezzo di esseri umani. Negli Stati Uniti lo 0,1% della popolazione possiede il 12,6% del reddito totale, mentre in Europa il 10% detiene il 50% della ricchezza. Sono solo alcuni dei numeri preoccupanti del rappor to “Una nuova era per la giustizia sociale” presentato dal Direttore generale dell'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) Juan Somavia al Parlamento europeo. Somavi ha dichiarato

che “gli attuali modelli di crescita hanno aumentato la disuguaglianza nel mondo e la crisi finanziaria non ha fatto altro che aggravare la situazione”. A partire dalla Seconda guerra mondiale fino agli anni '80 e '90, l'Europa è riuscita a controllare crescita e produttività con equità e garantendo dei salari accettabili. Somavi ha piu’ volte ribadito il concetto di lavoro dignitoso alla base del rispetto dei lavoratori sottolieando l’importanza di continuare a basarsi sui valori fondamentali dell'Unione europea, che sono i diritti umani, i diritti dei lavoratori e la protezione dell'individuo.

“Il mio consiglio è di tornare alle radici dei valori europei e fare dell'equità l'obiettivo prin-

cipale. Le politiche economiche per il risanamento dei conti pubblici dovrebbero essere social-

mente responsabili, perché le persone vogliono dei posti di lavoro dignitosi. E la qualità delle condizioni di lavoro definisce l'essenza di una società.” Infatti bisogna anche considerare il dialogo sociale. É più facile risolvere i problemi quando i datori di lavoro e i lavoratori si mettono attorno a un tavolo. Poi c'è la giustizia sociale. Nel mondo, otto persone su dieci non hanno accesso alla previdenza sociale, ma molti Paesi in via di sviluppo si stanno muovendo in questa direzione: inclusi India, Cina, Brasile, Messico e Cile. Somavi ha ribadito che “bisogna tutelare i cittadini e ga-

rantire maggiori diritti. L'economia reale deve guidare l'economia globale, e la finanza deve essere al suo servizio. Bisogna trovare un nuovo equilibrio”. Insomma le cose possono cambiare, ma è necessario l'impegno della classe politica.Oggi l'Europa ha il dovere di comunicare con i cittadini insoddisfatti e distanti dalla classe dirigente. Oggi il mondo ha bisogno di sistemi forti e centralizzati, diretti dai parlamenti e dalle società civili. Il Parlamento stesso ha concluso Somavi “deve trovare la forza di guidare questo processo e coinvolgere i cittadini nella vita politica.”

TATARELLA PRESENTA IL FUTURO DI BARI E GENOVA

Nel progetto SmartCities le città intelligenti d’Italia "Dal 22 marzo del 2001, giorno in cui il Comune di Bari ha firmato il protocollo di intesa con Enel, la città ha iniziato un percorso che si svilupperà negli anni portando una gestione avanzata di rete, una mobilità elettrica di nuova generazione diventando

cosi una citta intelligente appunto una smart city" questa l’introduzione di Salvatore Tatarella, europarlamentare e deputato di Fli all’evento da lui patrocinato presso il Parlamento europeo. "Il 21 giugno 2011 la Commissione europea ha

formalmente avviato la nuova iniziativa Smart Cities con l'obiettivo di delineare il percorso verso le città a zero emissioni." ha continuato Tatarella "L’iniziativa è parte integrante del Piano strategico per le tecnologie energetiche. Questa iniziativa

LA TABELLA DI MARCIA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Economia sostenibile entro la metà del secolo La Commissione europea ha pubblicato una "tabella di marcia" intesa a trasformare l'economia europea per renderla sostenibile entro il 2050. La tabella di marcia indica all'Europa come conseguire una crescita fondata sull'uso efficiente delle risorse, condizione imprescindibile se in futuro vogliamo continuare a mantenere benessere e prosperità. La tabella di marcia individua i settori economici che consumano più risorse e propone strumenti e indicatori che orientino l'azione in Europa e nel mondo. Si tratta di un

piano per la competitività e la crescita che si fonda sull'impiego di meno risorse nella produzione e nel consumo di beni e prevede la creazione di imprese e posti di lavoro in settori d'attività quali il riciclaggio, la progettazione avanzata di prodotti, la sostituzione di materiali e l'ingegneria ambientale. Il commissario per l'Ambiente Janez Potocnik ha dichiarato in proposito: "La crescita ecocompatibile è l'unica forma di futuro sostenibile, per l'Europa e per il mondo intero. L'industria e l'ambiente devono an-

dare di pari passo, perché nel lungo periodo gli interessi di chi opera in questi due campi sono gli stessi". Alcune delle misure previste sono intese a trasformare la produzione e i consumi, tramite incentivi che inducano gli investitori a promuovere l'innovazione al servizio dell'ambiente. I governi sono invitati ad alleggerire il carico fiscale del lavoro tassando inquinamento e risorse e a fornire nuovi incentivi per spingere i consumatori a scegliere prodotti fabbricati con attenzione alle risorse. Le

svariate azioni e misure indicate nella tabella di marcia vanno ora tradotte nella pratica. La Commissione preparerà le opportune proposte strategiche e legislative per attuarle. Anche

gli Stati membri dovranno fare la loro parte, adottando nuove misure per improntare all'efficienza il comportamento delle imprese e dei consumatori. vincenzo matano

chiama a raccolta amministrazioni locali e regionali, aziende e imprese, cittadini e consumatori per dare il via ad una trasformazione della città all’insegna della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica" All’evento hanno partecipato molti europarlamentari e amministratori delle due città italiane coinvolte nell’iniziativa Smart City, Bari e Genova. Erano presenti il sindaco di Genova Marta Vincenzi, l’assessore all’Ambiente del Comune di Bari Marco La Carra e l’ingegner Livio Gallo di Enel Distribuzione. Dal Governo il Ministro Masimo Gaiani, consigliere diplomatico del Ministro per le Politiche Europee nonché un tavolo tecnico di esponenti del settore. "Bari e Genova hanno un marchio speciale quello di Smart city. Un marchio importante che trasformerà le nostre due città in luoghi sostenibili e all’avanguardi” ha ribadito l’eurodeputato della Commissione Ambiente "questo ci permetterà di avere sistemi di dialogo tra produttori e consumatori di energia elettrica estremamente flessibili ed efficienti; mobilità elettrica con le colonnine di ricarica pubblica e privata per i mezzi elettrici, sistemi di illuminazione pubblica basata su tecnologie che consentono risparmi tra il 40 e il 70%” ha concluso Tatarella. eliona cela

Puglia d'oggi numero 33  

blabla blablaa prrrrrr lol

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