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l’informatore Direzione, amministrazione e redazione: Via U. Foscolo, 5 - 20121 Milano - Spedizione abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 n°46) - Art. 1 comma 2, DCB Milano

PUBBLICAZIONE APERIODICA DELLA SEZIONE PROVINCIALE UNMS DI MILANO ANNO XXV - Nr. 1 / 2012 - Gennaio/Giugno Fondatore Luigi Fulciniti

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31 MARZO 2012 Celebrato a Milano il 66° Congresso Provinciale dell’Unione sulla «Mortificante disattenzione per coloro che hanno perso l’integrità fisica in servizio, e per causa di servizio, alle dipendenze dello Stato»


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ALBO D’ORO Altre perdite di vite umane, altri lutti, altri funerali di Stato, altri militari italiani caduti in Afghanistan, in Missione di Pace. Nello scorso mese di febbraio, nel distretto di Shindand di Herat, sono morti nell’adempimento del loro delicato servizio Luca Valente, (27anni), Francesco Paolo Messineo (28 anni) e Francesco Currò (31 anni), tutti e tre con il grado di Caporal Maggiore del 66° Reggimento Fanteria Trieste, che ha sede a Forlì. A distanza di un mese, sempre in Afghanistan, il Sergente Michele Silvestri, del 21° Genio Guastatori di Caserta, muore per l’esplosione di tre granate di mortaio, azionate dagli insorti talebani contro l’avamposto dei nostri valorosi militari. La zona della guerriglia, dove i nostri militari hanno immolato eroicamente la loro vita, il Gulistan, che in pashtun significa “Valle dei fiori”, per i nostri giovani soldati è stata la “Valle della morte”!

DIRETTORE RESPONSABILE

LUIGI FULCINITI EDITORE SEZIONE PROVINCIALE UNMS MILANO COMITATO DIRETTIVO

Antonio Amato, Mario Brunello, Paolo Monterosso, Giuseppe Nasisi, Renato Petrosino, Antonio Rivolta, Mario Rossi, Attilio Soldati, Angelo Speciani

DIREZIONE, AMMINISTRAZIONE E REDAZIONE Via Ugo Foscolo, 5 - 20121 Milano Tel. 02/877003 - Fax 02/86995751 www.invalidiserviziomilano.it E-mail: unmsmi@tiscali.it ISCRIZIONE N. 722 DEL REGISTRO STAMPA TRIBUNALE DI MILANO 2 NOVEMBRE 1988

IMPAGINAZIONE e STAMPA

grafiche giardini

Luca Valente

NICOLÒ SAVARINO (42 anni) Agente della Polizia Locale di Milano. Travolto e ucciso da un pirata della strada, responsabile di aver investito con il suo potente SUV una persona. L’episodio di scellerata efferatezza ha commosso tutta la Città. Il vigile Savarino è morto per aver assolto con coscienza e senso di umanità il proprio dovere, per il rispetto della Legge e della Giustizia. È morto da Eroe per il bene della collettività, per garantire ai milanesi la tanto invocata sicurezza, per il senso di responsabilità di “Servitore dello Stato”. Il Cardinale Angelo Scola, unendosi a tutte le altre Autorità Cittadine, ha espresso “la piena solidarietà e riconoscenza ai Vigili Milanesi perché impegnate le vostre vite al servizio di tutti”. Milano, 12-01-2012

Via G. Di Vittorio, 30 20090 Pantigliate (MI) Tel. 02 90600224 r.a. Fax 02 9067591 E-mail: massimo@grafichegiardini.it

Finito di stampare: giugno 2012

Francesco Paolo Messineo

Nicolò Savarino

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Francesco Currò

Michele Silvestri

Medaglia d’oro al valore civile alla memoria per Nicolò Savarino Nicolò Savarino, vigile urbano, semplice eroe di un’umanità malata. Simbolo dell’Italia responsabile e generosa che lotta per la legalità. Ciascuno “senta” la grandezza della sua scelta: il guidatore di un SUV investe una persona e l’ignora. Il vigile vede, potrebbe limitarsi a fischiare e annotare la targa. Sceglie di fermare, in bicicletta, l’esibito carro armato di città. Lo fa per coscienza professionale e sociale. Il vile spavaldo caino al volante, forse nullatenente, lo travolge e trascina come un fastidioso rottame, lasciandone il corpo straziato lungo l’asfalto rosso di sangue, con vicino la bicicletta verde contorta. Nicolò Savarino, semplice gigantesco eroe! Per tutti. Ciascuno di noi abbia un sussulto di coscienza! Siamo fieri e degni del suo insegnamento. Questo è il vero  spread che sta uccidendo l’umanità: l’incolmabile solcato tra la non-coscienza della politica e correlate lobby finanziarie e di casta e l’ignorato richiamo etico della “gente comune”. Ma chi sono “Loro” di Standard&Poor’s, Fitch.., gli speculatori, gli evasori, i tanti ipocriti politici.., rispetto a Nicolò Savarino, vigile urbano italiano? Sepolcri imbiancati! Ma non ci hanno ancora anestetizzato del tutto! Chiediamo al Capo dello Stato la “medaglia d’oro al valore civile per Nicolò Savarino! Non è morto invano: vive in tutti quelli che vogliono lottare con le armi della coscienza, del senso di servizio, della non violenza, per una società migliore. Chi condivide diffonda e scriva al Presidente Napolitano. Io l’ho fatto. Chi va in chiesa preghi per Nicolò; chi non crede rifletta, come sa e può, per questa povera umanità smarrita. “Loro” saranno presto sommersi da sdegno e vergogna!  Ennio Di Francesco

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L’editoriale

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Rigore sì, ma anche per il riconoscimento dei diritti e dei meriti

In questo tormentato e frastornante periodo di crisi e di recessione in cui si parla tanto e ovunque di tasse, di lacrime e sangue e di prevedibili sacrifici, da più parti s’invoca la politica del rigore, la fine cioè delle sregolatezze, il ritorno alle reali possibilità economiche di tutti e di ciascuno, alla necessaria ponderatezza del quotidiano. È giusto. E oltre che giusto, è anche necessario, se pensiamo agli sprechi, alla sfrenata corsa al consumismo, alla goduria per il superfluo. Alle espressioni tipiche di falsa ricchezza, cioè, e all’ostentato diritto di avere tutto e subito, che è la regola anomala delle generazioni più giovani, da alcuni decenni a questa parte. Calma. Non si preoccupi il lettore dell’azzardato incipit a questo mio modesto scritto. Non voglio certamente addentrarmi in complicate e per me difficili dissertazioni di economia e di finanza, materie toste e labirintiche da lasciare alla penna degli esperti, beati loro. Io, invece, molto più semplicemente, vorrei soffermarmi, se ne sarò capace, sul concetto che è giusto sì, il tanto osannato rigore, in ogni contesto e in ogni realtà, ma sarebbe altrettanto giusto che al rigore, anche, venisse abbinato un equo riconoscimento dei meriti e dei diritti, della giusta mercede, e di GENNAIO-GIUGNO 2012

quant’altro, normalmente ma ingiustamente, risulta latitante da certe regole del nostro variopinto, ma comunque amato Paese. Vorrei, in poche parole, che una nuova realtà non registrasse più certe dilaganti sperequazioni, certe disparità di trattamento in analoghe posizioni e in analoghi diritti. Mai più ingiustizie, superficialità, discriminazioni. Vorrei che ci fosse maggiore approfondimento su certe legittime rivendicazioni, meno stucchevoli promesse da marinaio, meno atteggiamenti da pesce in barile. Insomma più onestà mentale, meno pseudo predicatori della verità, meno prosopopea e meno demagogia d’occasione. È curioso osservare come tutti, politici, tecnici, burocrati, economisti, s’affrettano a dire sempre la loro nell’apparente corsa al salvataggio dell’ancora salvabile. Ma nessuno di essi ha fatto fin’ora cenno alla Categorie più deboli, ai bisognosi, alle ingiustizie, appunto. Quasi tutti vogliono essere portatori d’acqua nell’auspicato oceano del rigore, nella corsa al cambiamento, nella soluzione di grossi problemi che affliggono l’umanità. Ma tutti a senso unico nelle loro recondite intenzioni, quelle cioè di assicurarsi le nicchie per il loro prossimo futuro, tanto per cambiare, crisi o non crisi, chi se n’importa… Noi invece pensiamo che nell’aria nuova, se aria nuova ci sarà, dovranno essere riviste certe leggi penalizzanti per le categorie cosiddette “benemerite”. Tempi duri e difficili infatti ci attendono, e ognuno dovrà avere la volontà e la forza per superarli: ciò però non deve autorizzare nessuno a ignorare che certi meriti e certe legittime aspettative non devono passare in cavalleria, con un arrivederci e grazie! Anzi, con aria nuova, devono essere riviste certe irregolarità, certe lacune e certe mortificazioni, frutto di non poche forme di ap-

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piattimento e di massificazione che, per parecchio tempo, sono andate di moda, a discapito dei buonafede, dei poveri cristi e di chi ha gridato di meno. I Mutilati e Invalidi per servizio costituiscono infatti una categoria, tra l’altro ineccepibilmente benemerita, che da tale appiattimento ha subìto conseguenze molto gravi, conseguenze che spesso hanno incrinato i conti di casa, aggravato le varie infermità e intaccato anche le significative forme di decoro e di dignità, che ogni mutilato e invalido ama portarsi dietro. Essi, molto sensibili alla situazione economica del Paese, attendono ora con particolare fiducia il preannunciato ordine e rigore, perché con l’ordine e il rigore più facilmente possono emergere i diritti, di chi i diritti può vantare, e i doveri, di chi i doveri deve assolvere. Sarebbe per noi una dura e terribile beffa se, anche con la “politica di rigore” ci vedessimo ulteriormente accantonati, rimandati da una commissione all’altra, giudicati sommariamente e con irriguardose disattenzioni, da quei “baroni” della politica per la cui rielezione, anche i Mutilati e Invalidi per servizio si sono sempre recati alle urne speranzosi del futuro. Ma noi non vogliamo immaginare una tale sventura, come non possiamo immaginare che non si ponga termine alla distorta interpretazione di certe leggi, o alla tassazione IRPEF del nostro risarcimento, o al mancato adeguamento delle nostre pensioni privilegiate. Non lo immaginiamo, e confidiamo anche in una necessaria rivisitazione delle norme sulla graduazione dell’ormai inadeguato “decimo” e del riconoscimento della non imposizione fiscale dei trattamenti privilegiati dei “percentualisti”, “debitori”, altro che “creditori” dello Stato! Luigi Fulciniti


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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci

CONVEGNO SULLE PROBLEMATICHE DEI 66ª ASSEMBLEA PRO Il 31 dello scorso mese di marzo, presso la Sala

Tema del Convegno era il seguente:

Michelangelo dell’Hotel Four Points by Sheraton, si è tenuta la 66ª Assemblea Provinciale dei

“La Mortificante

Mutilati e Invalidi per Servizio delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate dello Stato e dei Familiari dei Valorosi Caduti, “Vittime del

disattenzione per Coloro che hanno perso l’integrità

Dovere” in tempo di pace.

fisica e la loro salute Nella circostanza, ha trovato spazio un interessante Convegno sulla situazione e sulle aspettative degli appartenenti alla benemerita categoria,

in servizio e per causa di servizio alle dipendenze

sui risultati raggiunti in Sede Giurisdizionale e sulle norme che regolano il riconoscimento dello

dello Stato e della

status di “Vittima del dovere” per gli invalidi per servizio, in presenza dei requisiti di legge.

collettività”

La Senatrice Giuliana Carlino, capogruppo IDV (terza da dx), a fianco della signora Maria Vita Biasco, vedova di Mauro Gigli, caduto in Afghanistan nel 2010, premio “Luigi Calabresi” 2011

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci

MUTILATI E INVALIDI PER SERVIZIO ALLA LORO VINCIALE DI MILANOI

Il Gen. Antonio Pennino, Comandante Militare Esercito Lombardia, intervenuto al Convegno, riceve dal Presidente UNMS/MI, Luigi Fulciniti, il Crest dell’Unione a ricordo dell’incontro.

Si sono avvicendati al microfono:  LUIGI FULCINITI - Presidente della Sezione UNMS di Milano Relazione morale - Problematiche della Categoria - Rivendicazioni - convenevoli  GEMMA CAPRA - Vedova del Commissario Luigi Calabresi Allocuzione commemorativa in onore dei Caduti per Servizio  ALESSANDRO MARANGONI - Questore di Milano Riflessioni sui valori degli Eroi dei nostri tempi  PAOLO GUERRA - Avvocato - Patrocinante in Cassazione Risultati raggiunti in sede giurisdizionale  MARCO GRANELLI - Assessore alla sicurezza del comune di Milano Indirizzo di saluto in rappresentanza del sindaco, Giuliano Pisapia  ANTONIO PENNINO - Generale dell’E.I. Indirizzo di saluto in qualità di Comandante Militare Esercito Lombardia  GIULIANA CARLINO - Senatrice - Capo Gruppo al Senato per l’Italia dei Valori Saluto e dichiarazione d’intenti e di solidarietà del suo Partito.  PIERO GAMACCHIO - Presidente della Sezione 1 della Corte di Assise di Milano Indirizzo di saluto in rappresentanza della Magistratura milanese  MAURIZIO GUERRA - Avvocato Tutela delle vittime del dovere - requisiti e benefici di legge - realtà e prospettive

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci ERANO PRESENTI...

…oltre agli oratori elencati nella pagina precedente, erano presenti in Sala il Col. Carmelo Tribunale, del comando Militare Esercito Lombardia, l’On. Gabriele Albertini, Parlamentare Europeo; l’On. Alessandro Colucci, Assessore Regionale all’Ambiente; la dottoressa Luisa Motolese, Consigliere della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale della Lombardia; il dott. Attilio Carnabuci, Vice Prefetto di Milano in rappresentanza del Prefetto Gian Valerio Lombardi; il dott. Silvano Barberi, Comandante dei Vigili del Fuoco di Milano, in rappresentanza del Prefetto Francesco Paolo Tronca, Capo Dipartimento Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno; il dott. Mario Piramide, Commissario della Polizia Penitenziaria, in rappresentanza del Provveditore Regionale dott. Mario Pagano; gli Ufficiali della Polizia Locale di Milano, Gianfranco Manera e Maurizio Ghezzi, in rappresentanza del Comandante Tullio Mastrangelo; il dott. Fabrizio De Pasquale, Consigliere Comunale di Milano; la Signora Maria Vita Biasco, Vedova di Mauro Gigli, Caduto in Afghanistan nel luglio 2010 e Premio Nazionale “Luigi Calabresi” anno 2011. Numerose le rappresentanze dell’Unione con i labari delle rispettive Sezioni guidate da: Antonio Brunetti, Presidente Sezione di Imperia; Crescenzo De Benedictis, Presidente Sezione di Pordenone; V. Ghiotto, Presidente della Sezione di Torino; Claudio Giovanetti, Presidente della Sezione di Ancona; Mario Mazzei, Presidente della Sezione di Belluno; Gianfranco Rilla, Presidente della Sezione di Cagliari; Elisa Carusi, Presidente della Sezione di Mantova; Bruno De Carli, Presidente della Sezione di Lecco; Claudio Drago, Presidente della Sezione di Bergamo; Antonino Francia, Presidente della Sezione di Varese; Santo Meduri, Presidente del Gruppo Lombardia e della Sezione di Como; Giovanni Rovati, Presidente della Sezione di Pavia e Arrigo Varano, Presidente della Sezione di Brescia.

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci

Uno scorcio della sala durante il convegno

Ricordati in apertura dell’Assemblea i Caduti per Servizio. I lavori dell’importante evento si sono aperti con l’esecuzione dell’Inno Nazionale, e con l’ingresso in Sala del nostro Tricolore e della Bandiera Europea. Era presente anche il Gonfalone della Città di Milano, decorato di Medaglia d’oro al Valor Militare. Il consigliere Antonio Amato, dopo di aver letto i nomi dei Militari Italiani caduti in Afghanistan dalla data della nostra ultima Assemblea a oggi, ha invitato tutti i partecipanti ad alzarsi cortesemente in piedi, per un minuto di silenzio e di riflessione, mentre, un trombettiere degli Alpini, eseguiva il Silenzio Fuori Ordinanza. Sono stati momenti di visibile commozione, attutiti da un lungo applauso indirizzato ai valorosi Militari, Vittime del loro dovere, e di profonda solidarietà per i loro familiari, rimasti nel lutto e nel comprensibile dolore. Militari italiani Caduti in Afghanistan dalla nostra ultima Assemblea a oggi: CRISTIANO CONGIU - GAETANO TUCCILLO - ROBERTO MARCHINI - DAVID TUBINI RICCARDO BUCCI - MARIO FRASCA - MASSIMO DI LEGGE - LUCA VALENTE PAOLO MESSINEO - FRANCESCO CURRO’ e MICHELE SILVESTRI. È stato ricordato, anche, il valoroso Vigile Urbano Nicolò Savarino, crudelmente assassinato a Milano il 12 dello scorso mese di gennaio, mentre svolgeva puntualmente e con coraggio il suo servizio di vigilanza.

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci IL SALUTO DI GEMMA CAPRA VEDOVA DI LUIGI CALABRESI

Un saluto affettuoso a tutti. È un grande onore e una grande emozione per me essere qui oggi e aprire i lavori di questo 66mo Congresso Provinciale. Dirò soltanto due parole per rendere un piccolo omaggio ai caduti per servizio il cui elenco, purtroppo, sembra allungarsi e non avere mai fine. Siamo ancora qui oggi, a ricordare il sacrificio di molti italiani che non si sono sottratti di fronte al rischio, al pericolo, al dovere e all’impegno civile; uomini e donne che sono stati prima di tutto dei buoni cittadini, parte fondamentale di una società che vuole essere definita giusta. Per questo, per non far vincere l’oblio, per rendere loro giustizia e per essere sicuri che abbiano il posto che gli spetta nella nostra Italia e nella memoria, siamo qui oggi a ribadire il nostro impegno e soprattutto le nostre convinzioni. Molto è stato fatto in questi anni e molto ancora c’è da fare per non dimenticare. È giusto comunque riconoscere i passi avanti fatti dalla coscienza del Paese, così come un maggiore impegno delle Istituzioni. È bene saperlo, vedere e apprezzare, perché sono convinta che queste conquiste sono frutto degli sforzi e delle battaglie di associazioni come questa. Ciò ha dimostrato che la memoria non può essere solo ricordo, ma deve avere vita. Essere cioè motore di cambiamento e di giustizia. È importante però trasmettere agli italiani, e soprattutto alle nuove generazioni, il concetto della normalità, del normale impegno civile: chi difende le Istituzioni e ha il senso dello Stato non può, e non deve, essere considerato un eroe, altrimenti ciò sarebbe di pochissimi. Bisogna invece lavorare affinché il senso delle Istituzioni e il senso dello Stato e della nostra democrazia siano davvero patrimonio comune. Grazie. Gemma Capra

La Sig.ra Gemma Capra, vedova del Comissario Calabresi

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FULCINITI: “C’è da augurarsi che i provvedimenti abrogativi della pensione privilegiata per i dipendenti civili della Pubblica Amministrazione, contenuti nell’articolo 6 del famoso Decreto «Salva Italia», non siano i prodromi silenziosi di altre analoghe, future stangate, nei restanti scomparti per ora risparmiati”! Questo, il filo conduttore dell’accorato e appassionante intervento svolto al Convegno dal Presidente Fulciniti, che non ha risparmiato, come sempre, la sua severa denuncia contro l’incancrenita e mortificante disattenzione e indifferenza degli Organi Governativi e Parlamentari, nei confronti dei mutilati e invalidi per servizio. Riportiamo, qui di seguito, una breve sintesi dei passaggi più significativi del suo discorso. Il tema dell’odierna assemblea invita, purtroppo, a considerare il marcato disappunto che circola tra gli appartenenti alla nostra benemerita categoria, a causa della ormai consueta disattenzione nei loro confronti da parte di esponenti del mondo politico e governativo, anche se, paradossalmente, per gli Invalidi e Mutilati per Servizio vengono di frequente pronunciate lusinghiere espressioni di ammirazione, di rispetto, di riconoscimento e di meriti, ma purtroppo soltanto a parole e con forbite frasi a effetto, e poi l’assordante silenzio! Ne è ulteriore prova, infatti, l’iniquo provvedimento di abolizione degli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata, contenuto nell’articolo 6 del Decreto «Salva Italia» (Legge 214/2011), per i dipendenti civili della Pubblica Amministrazione? C’è da augurarsi che non siano questi i prodromi silenziosi di altre future stangate, le avvisaglie di altri provvedimenti penalizzanti che, con un colpo di spugna, così come avvenuto con il predetto articolo 6, cancellino quell’altro poco che è rimasto nei restanti comparti, e che costituisce una delle poche, ma importanti conquiste in materia di previdenza, nei settori difesa e sicurezza. …. Ci uniamo al coro di proteste sostenute dai vari comparti avverso questi provvedimenti iniqui, che tra l’altro molto poco o niente contribuiscono per debellare la crisi economica del Paese. Di certe nostre ragionevoli rivendicazioni -infatti- se ne parla da numerosi decenni. Penso all’istanza del giusto riconoscimento del principio risarcitorio dei trattamenti cosiddetti “privilegiati”, rimasti privilegiati soltanto sulla carta. Non ci sarebbe motivo di dover ripetere sempre le stesse cose, se almeno qualcuna di esse venisse approfondita. Zero approfondimento, invece, della tanto sollecitata non imponibilità fiscale de trattamenti risarcitori, corrisposti in base al 2° e 4° comma dell’articolo 67 del Testo Unico delle

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci norme pensionistiche dei dipendenti statali, ai militari e dipendenti delle Forze dell’Ordine, con meno o con oltre quindici anni di servizio, per infermità o lesioni contratte in servizio e per causa di servizio. Zero approfondimento al giusto aggiornamento economico delle pensioni privilegiate militari “tabellari”, ferme al 1984; alla richiesta di corresponsione alle vedove dei grandi invalidi per servizio, del 50% dell’assegno di superinvalidità percepito dal dante causa, così come riconosciuto per le vedove dei grandi invalidi di guerra; e ancora, alle sollecitazioni per un più puntuale pagamento ai grandi invalidi per servizio dell’assegno sostitutivo a posto dell’accompagnatore militare, senza la necessità di doverlo richiedere e sollecitare ogni anno, e qui stiamo parlando di persone non vedenti, o pluriamputate, o paraplegiche, o comunque portatori di gravissime invalidità che costringono la vita in carrozzella, con sofferenze e minorazioni fisiche irreversibili, e abbisognevoli di continue cure e di assistenza. Spesso si sente affermare: “Coloro che hanno perso l’integrità fisica e la salute per servire la collettività e la giustizia, sono autentici creditori dello Stato”! ma quando mai! È vero, invece, il contrario! Gli Invalidi e Mutilati per Servizio, infatti, più che creditori dello Stato, risultano elencati tra i “debitori” dello Stato, visto che sono costretti, ahimè!, a pagare la tassa sulle loro ferite e sulle loro infermità, ossia sui modestissimi trattamenti economici, cosiddetti “privilegiati”. In queste ultime settimane, l’opinione pubblica è stata turbata da certi incresciosi avvenimenti in Val di Susa (i NOTAV). Le Forze dell’Ordine sono state oggetto e bersaglio di violenza. Si sono registrate diecine di feriti e di contusi tra Polizia e Carabinieri. Ecco, questi eroi dei nostri tempi, potrebbero un domani vedersi chiedere la tassa sul loro risarcimento. Questa la realtà! …. La nostra Sezione di Milano, comunque, indipendentemente e al di là delle autorevoli disattenzioni, nei dodici mesi dall’ultimo Convegno a oggi, ha potuto registrare la piena soddisfazione degli aderenti, che nell’Unione hanno un importante punto di riferimento. Non sono stati pochi, infatti, quei soci che, pur lavorando, si son visti riconoscere il cumulo dell’indennità integrativa speciale, attraverso il ricorso presso la Corte dei Conti e l’assistenza dei nostri legali di fiducia, ottenendo così il quasi raddoppio della predetta indennità e cinque anni di arretrati. Un’altra importante operazione attualmente in corso è quella per l’eventuale riconoscimento, se ricorrono le condizioni di legge, dello status di “Vittima del Dovere”. È una materia molto complessa che richiede l’attentissima lettura dei documenti medico legali con la cronistoria degli avvenimenti che hanno dato luogo alla causa di servizio, e una approfondita valutazione da parte dei nostri Avvocati, onde stabilire se ricorre o meno la sostenibilità del riconoscimento, e quindi l’opportunità o meno di aprire uno specifico contenzioso. ….

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L’impegno istituzionale, pertanto, quello cioè di “protezione, rappresentanza e tutela” della categoria, come recita lo Statuto, viene puntualmente assolto con costanza e con attenzione, previo un adeguato e ben organizzato servizio di Segretariato Sociale e di sportello per il pubblico, che ha registrato negli ultimi dodici mesi la trattazione di innumerevoli pratiche di aggravamento, di nesso di interdipendenza e riclassificazione delle infermità invalidanti; di verifica delle posizioni pensionistiche; di solleciti presso i vari Ministeri e verso gli Enti Locali per l’applicazione di decreti concessivi di pensione; di reversibilità; di compilazione delle specifiche domande per la corresponsione degli assegni sostitutivi per i Grandi Invalidi per servizio, eccetera. Fin qui, alcuni sintetici accenni sull’attività della nostra Sezione, attività silenziosa, ma molto spesso frenetica, per rispondere alle aspettative dei nostri iscritti, e per dare un senso all’esistenza di un Ente Morale come il nostro, istituito ben circa 70 anni orsono, e oggi presente in tutte le Province d’Italia, per rappresentare e aiutare coloro che hanno perso l’integrità fisica con menomazioni, ferite o malattie, riportate nell’adempimento del loro dovere. …. Si sta facendo strada in questi giorni il probabile trasloco della nostra Sede. Il Comune di Milano, infatti, vuole destinare ad altri usi i locali di Via Ugo Foscolo. È noto che la Sezione di Milano dell’Unione è anche sede del Premio Nazionale “Luigi Calabresi” e della Redazione dell’Informatore, due prestigiose realtà degne del Centro di Milano. Tuttavia, non possiamo non dichiarare la nostra sia pur sofferta disponibilità a trasferirci, a condizione, però, che siano messi a disposizione altri locali con almeno la stessa superficie di quella attuale, senza barriere architettoniche, e facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. Ci conforta l’odierna, autorevole presenza del Rappresentante del nostro Sindaco, Giuliano Pisapia, e siamo speranzosi che il Comune di Milano vorrà tenere conto della particolarità del nostro storico Sodalizio, nonché delle sue peculiari finalità nel campo solidaristico e sociale. …. Chiudo, sottolineando che c’è desiderio di cambiamento. Cambiamento, cioè, del sistema nei rapporti con il mondo politico, parlamentare e con l’Esecutivo. Dosare, cioè, la fiducia verso gli Uomini del “Palazzo” che a volte denotano vuoti di memoria; distribuire meno inchini e meno riverenze come da queruli questuanti, essere decisi e più rumoreggianti anche noi, come ormai è di moda in ogni comparto della società civile. Far sentire, in altre parole, la nostra voce nelle piazze, denunciare all’opinione pubblica certe inaccettabili disparità di trattamento e certe umilianti sperequazioni; manifestare pubblicamente il nostro disappunto, indossando le stesse mostrine egli stessi berretti che indossano i nostri colleghi ancora in servizio. Grazie. Luigi Fulciniti

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci

L’Intervento dell’Avv. Paolo Guerra

un massimo di otto decimi, per gli operai dello Stato con l’aumento di dieci anni del servizio utile oltre la rendita INAIL per l’importo più favorevole). Per le invalidità contratte dal personale militare anche a ordinamento civile, erano ancora in vigore quelle stabilite dall’art. 67 del citato T.U. 1092/73

Qualcuno ricorderà i miei interventi nei due precedenti convegni del maggio 2009 e del marzo 2010 organizzati dall’UNMS di Milano. Illustrai alcune proposte di legge per il riordino della materia pensionistica privilegiata del personale civile e militare dello Stato, rimasta sospesa dopo la legge di riforma previdenziale (legge Dini) del 1995 che aveva dato l’avvio al processo di armonizzazione del sistema pen- Sul fronte delle pensioni di reversibilità, nonostante l’avvenuta sionistico statale con quello dell’Assicurazione Generale Obbligatoria. omogeneizzazione con quelle dell’A.G.O. (sessanta per cento di Alcune proposte legislative dell’epoca prevedevano la sostituzio- quanto percepito o teoricamente spettante al de cuius al momento ne della pensione privilegiata con un assegno risarcitorio esen- del decesso) erano rimaste in vigore le modalità di liquidazione tasse, compatibile con la retribuzione e successivamente con la delle pensioni indirette privilegiate per decesso del dipendente pensione ordinaria (se e in quanto maturata), tipo rendita verificatosi in servizio e quindi il trattamento speciale previsto dalINAIL, da determinarsi in ragione dell’invalidità e in rapporto l’art. 93 del T.U. 1092/73 (cento per cento dell’ultima retribuzione allo stipendio percepito. E tale era anche la politica associativa percepita dal dante causa) - per i primi tre anni e, alla scadenza, il trattamento normale pari al sessanta per cento della pensione stessa dell’UNMS. (senza riduzioni) con eventuale opzione del trattamento privilegiato Le suddette iniziative parlamentari erano, in un certo qual modo, di- di reversibilità di guerra. rette all’abolizione della pensionistica privileDa quanto detto, appare evidente l’imporgiata attraverso l’introduzione di altri rimedi ritanza dell’istituto della causa di servizio che sarcitori e sostitutivi che tenessero comunque costituisce la principale condizione d’accesconto del servizio di ogni settore e comparto so a tutti i benefici a essa connessi tra cui, del pubblico impiego e, in particolare, della spenon ultimi, i benefici previsti per gli equipacificità di quello non contrattualizzato del rati alle vittime del dovere deceduti o invalicomparto Difesa e Sicurezza. datisi per infermità contratte in particolari Richiamo sul punto la brillante relazione del condizioni ambientali e operative di missioPrefetto dott. Cesare Palazzo, Direttore Generane come previsto dall’art. 1, comma 564, delle delle Risorse Umane del personale della Polila L. 266/2005 e per i militari anche il rimzia di Stato, illustrata nel Convegno organizzaborso delle spese mediche e di degenza e se, to a Roma il 14.05.2009 dallo Studio Legale Asdichiarati parzialmente inidonei al servizio, sociato Guerra. il diritto alla permanenza nel ruolo di apIl dott. Cesare Palazzo auspicava l’istituziopartenenza in mansioni meno impegnative e L’Avv. Paolo Guerra ne di una rendita esentasse in luogo dell’eil diritto allo stipendio pieno per tutto il pequo indennizzo e non certamente l’abolizioriodo trascorso in aspettativa. ne della pensione privilegiata perché, da esperto, sapeva bene quale fosse l’importanza della pensione privilegiata in ordine al- Sennonché, con D.L. 6.12.2011 n. 201 convertito con modificazioni l’incidenza della misura del trattamento e di ogni altro conse- nella legge 22.12.2011, n. 214 in vigore dal 28.12.2011 contenente guente beneficio sia per il personale civile che per quello milita- “disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento della spesa pubblica”, sono stati improvvisamente abrogati tout court gli istire non contrattualizzato. tuti dell’accertamento della dipendenza da causa di servizio, del Insomma, si stava tentando di omogeneizzare tutti i settori lavorativi rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo nonostante le difficoltà connesse alla diversità degli ordinamenti del indennizzo e della pensione privilegiata, ferma restando (come personale statale, civile e militare. dispone l’art. 6 della citata normativa) la tutela derivante dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, Infatti, nonostante l’armonizzazione del sistema pensionistico stata(di cui peraltro non tutti i dipendenti del pubblico impiego gole avviata nel 1995 con la legge Dini che aveva introdotto il sistedono) con salvezza di alcune posizioni pendenti in sede ammima contributivo in sostituzione di quello retributivo, non erano nistrativa e giurisdizionale o di domande ancora ammissibili. state modificate le disposizioni relative alla dipendenza da causa di La disposizione non è stata espressamente estesa al personale servizio delle invalidità, contratte dal personale della pubblica ammiappartenente al comparto Difesa, Sicurezza, Soccorso Pubblico nistrazione. e Vigili del Fuoco, sul quale il Governo comunque ritornerà enLe modalità per la determinazione della cosiddetta pensione privile- tro il mese di giugno p.v. giata anche dopo la citata L. 335/95 di riforma del sistema previden- Giova ricordare, per ogni conseguente riflessione, che tra il preziale pubblico, erano ancora quelle disciplinate dal T.U. 1092/73 artt detto personale escluso dall’abrogazione dei suddetti istituti, 64 e segg., sia con riferimento alla base pensionabile (retributiva in non rientra la Polizia Municipale. ogni caso, indipendentemente dagli anni di servizio maturati al- Quindi, salvo alcune eccezioni, sono state abrogate le pensioni prila data del 31.01.1995 e giammai contributiva) sia con riferimento vilegiate di tutti gli impiegati pubblici invalidi per servizio da alle modalità di calcolo (per i dipendenti civili in quarantesimi, data successiva al 28.12.2011 e in tal modo, cosa ancor più grave, con un minimo di un terzo della base pensionabile retributiva e sono state implicitamente abrogate le pensioni indirette privile-

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giate spettanti ai superstiti del dipendente civile, deceduto per causa della Causa di servizio in quanto non dovrebbe esservi alcuna preoccupazione al riguardo per il comparto Difesa, Sicurezza, Soccorso di servizio. pubblico e Vigili del Fuoco. Ne deriva che a eccezione delle posizioni salvaguardate, resta soltanto, come tutela diretta per il dipendente civile della pub- Ma sarà così? blica amministrazione e indiretta per i suoi familiari, la sola ga- Cogliendo l’occasione dell’odierno incontro, mi permetto di invitare ranzia assicurativa dell’INAIL che però non è stata estesa a tutto le rappresentanze militari a intervenire subito senza aspettare che giungano a scadenza le attuali cariche presidenziali dei Comitati Cenil personale civile della Pubblica Amministrazione. Molti dipendenti pubblici, infatti, attualmente non sono assicu- trali, non abbassando la guardia nella rivisitazione della materia penrati INAIL e dal 28 dicembre 2011, data di entrata in vigore della sionistica, intervenendo unitamente alle Forze Sindacali più qualificanovella legislativa, essi sono scoperti da garanzia assicurativa per in- te della Polizia di Stato per difendere la specificità del servizio (acquifortuni sul lavoro e per malattie professionali.(magistrati, avvocati sita dopo tanti anni di sensibilizzazione del legislatore) e di consee procuratori dello Stato, diplomatici, funzionari prefettizi e guenza ogni acquisito diritto di tutela del personale interessato. gran parte del personale docente). Si pensi infatti ai giovani militari delle Forze Armate in ferma Ognun vede quindi la sopravvenuta mancanza di tutela nei confron- volontaria prefissata o al personale delle Forze Polizia che si inti del personale civile dell’Amministrazione Pubblica conseguente al- validano senza avere raggiunto i quindici anni di servizio (di cui l’avvenuta soppressione degli istituti in argomento, soppressione che dodici di servizio effettivo) per l’accesso alla pensione ordinaria trova la sua giustificazione nel completamento dell’armonizzazione e si pensi ai rischi che corrono tutti i militari di ogni comparto, del sistema pensionistico pubblico con quello privato ma che in real- alle malattie che essi contraggono negli stressanti servizi prestatà dipende esclusivamente dalla frettolosa necessità del contenimen- ti in ogni missione, ventiquattro ore su ventiquattro, ai quotidiani pericoli cui essi sono facilmente to o consolidamento della spesa pubblica. Ma esposti rispetto a ogni altro lavoratore. ognun vede anche e soprattutto l’enorme perdita di garanzia e tutela per i familiari “Causa di servizio, equo Non credo che, avvenuta l’armonizzazione, le superstiti del personale civile della Pubbliindennizzo e pensione perdite di tutela conseguenti all’obrogazione ca Amministrazione in caso di decesso del privilegiata: la rivoluzione degli istituti di cui sopra possano essere comdipendente durante il servizio e per cause del Governo Monti” pensate dal riconoscimento di altri diritti che addebitabili al servizio. dovrebbero essere concessi a prescindere. Il servizio resterebbe sempre stressante, I familiari del deceduto, insomma, non dovrebbero avere diritto ad alcun risarcimento da parte dello Stato, usurante e pericoloso e per di più senza garanzie e tutele con la neanche all’equo indennizzo precedentemente previsto per gli Statali conseguente perdita anche dei benefici previsti nei confronti degli equiparati alle vittime del dovere per infermità dipendenti da in sostituzione della rendita INAIL. Il che rende certamente la norma sospetta d’illegittimità costitu- causa di servizio contratte in particolari condizioni ambientali e zionale e fin d’ora invito i parlamentari qui presenti alle dovute operative di missione. Dipendenza non più accertabile. riflessioni e considerazioni per trovare una via d’uscita valida a Lo Stato non può limitarsi al conferimento di medaglie d’oro o sanare l’inconcepibile vuoto legislativo. al ricordo dei caduti con targhe e attestati di benemerenza, ma E ora? Il comparto Difesa e Sicurezza e gli altri comparti speciali ha il dovere di tutelare chi al suo servizio sacrifica la propria inattualmente graziati dall’abrogazione della pensione privilegia- tegrità fisica e a volte la vita. ta, cosa dovranno aspettarsi? Chi potrebbe investire le proprie risorse economiche in un Paese senza garanzia di ordine e sicurezza? Si parla dell’imminente e totale riforma del sistema previdenziale del Crescita e sviluppo economico di una nazione dipendono dalla comparto militare anche a ordinamento civile per l’armonizzazione garanzia dell’ordine e della sicurezza, intesa, questa, nel senso con quello dell’A.G.O. e per l’equiparazione con il pubblico impiego più ampio della sua accezione: sicurezza sociale, relazionale, nonostante le difficoltà connesse alla specificità del servizio. pubblica, sollecita giustizia amministrativa, penale e civile, conIn una tavola rotonda del 23 marzo 2012 tenutasi tra rappresentanti creta difesa del cittadino e dello Stato interna ed esterna, tutti sindacali delle Forze di Polizia, Organi di Rappresentanza dei principi costituzionalmente sanciti e garantiti. CO.CE.R. delle diverse Armi e Corpi, politici e rappresentanti di goPer l’ordine e la sicurezza lo Stato deve necessariamente investire verno, si è ampiamente trattato, discusso e condiviso la necessità di in mezzi e soprattutto in risorse umane abili, audaci, preparate e affrontare a livello parlamentare l’emananda armonizzazione pencapaci di sacrificare per la collettività anche la propria vita, altrisionistica e previdenziale del comparto militare senza lasciarla alla menti non si creerebbero professionisti al servizio dello Stato. sorte imprevedibile di un decreto legge. Dobbiamo infatti ricordare che coloro che per spinta ideale e motivazionale abbracciano le carriere dedicate alla sicurezza, alMa sarà così? Dai comunicati stampa sugli incontri tra i rappresentanti sindacali la difesa e al soccorso, si impegnano in un servizio senza orario delle Forze di Polizia, Cocer delle diverse Armi e Corpi, politici e e senza limiti e non in un impiego pubblico e che nel loro “conmembri del Governo, risulta che i temi affrontati, connessi alla speci- tratto di servizio” è previsto addirittura il sacrificio della vita ficità del servizio, abbiano riguardato soli aspetti previdenziali, come con giuramento d’onore solenne. Avv. Paolo Guerra il dissenso all’innalzamento dell’età pensionabile, ma non a quelli

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci L’AUTOREVOLE INDIRIZZO DI SALUTO DEL QUESTORE Ho ascoltato con attenzione sia le parole del Presidente Fulciniti, che quelle dell’Avvocato Guerra. Quelle della Sig.ra Gemma Calabresi non ho potuto sentirle tutte a causa del ritardo con cui sono arrivato, e mi scuso. Il Presidente Fulciniti nel suo saluto ha chiamato “eroi dei nostri tempi” tutti quelli che lasciano un pezzo di se stessi, il pezzo più importante, anche la Il Questore di Milano, Alessandro Marangoni propria vita nelle mani della collettività, della società civile. Mi sembrava stridente questo concetto di eroi dei nostri tempi che devono essere compresi in una cornice di norme e di leggi così bene illustrate dall’Avvocato Guerra. Com’è possibile, che un pezzo così importante del nostro corpo - una ferita permanente, meno invalidante o totalmente invalidante, o addirittura la vita - come può essere compresa all’interno di una cornice, di una legge o di una norma? Mi rendo conto che questo è molto difficile, e mi rendo conto che questo è ancora più difficile doverlo trattare oggi, nell’anno 2012, quando il 17 maggio prossimo saranno trascorsi 40 anni dalla morte di Luigi Calabresi, e quando il 27 di giugno quest’anno saranno trascorsi 10 anni dalla morte di Paolo Scrofani. E l’elenco che si potrebbe fare è lunghissimo, dico solo questi due nomi. Ed è assurdo e difficile, pensare che tutto questo possa essere compreso all’interno di un così freddo riquadro di norme opinabili e purtroppo discutibili. Oggi, in questa Sede, come Questore, come Autorità tecnica di Pubblica Sicurezza, mi sento di riconfermare la mia fiducia a tutte le nostre Forze dell’Ordine, di Sicurezza, alle Forze Armate , per la loro completa dedizione alla nostra Città, alla sua Provincia, al servizio che noi facciamo. Ecco, io penso che possa essere questo il miglior messaggio di questa platea, in questo 66mo incontro annuale dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio. Messaggio importante che va al di fuori del riconoscimento formale del ricordo di chi non c’è più e il riconoscimento formale a quelle persone che hanno dato un pezzo di se stesse per la società civile e per la collettività, ma non per noi, ma per quelli che ci vengono dietro, cioè per i nostri figli, per i nostri nipoti, per quelli per cui noi oggi diciamo che dobbiamo cambiare la nostra organizzazione. Non lo facciamo per noi, ma per quelli che sono dietro di noi e hanno cominciato a camminare a piccoli passi e che ogni tanto noi prendiamo per mano e cerchiamo di portare vicino a noi. Alessandro Marangoni

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L’ASSESSORE ALLA SICUREZZA DEL COMUNE DI MILANO PORGE UN SALUTO ANCHE A NOME DEL SINDACO GIULIANO PISAPIA. Cercherò di essere breve in questo saluto che porto anche a nome del Sindaco, Giuliano Pisapia, che non ha potuto essere presente, chiedendomi di essere qui in sua rappresentanza. Il Sindaco mi ha pregato di rappresentare la sua attenzione verso i problemi qui oggi diffusamente illustrati e sulla “mortificante disattenzione” che avete profondamente dettagliato, e che è un aspetto molto importante. Perché se da un parte siamo tutti uniti nel cercare di costruire una risposta a questa crisi internazionale, e al rischio grave che ha il nostro Paese all’interno di un quadro europeo e internazionale molto grave, è però altrettanto chiaro che, nel chiedere il sacrificio a tutti i cittadini,ognuno si deve assumere le responsabilità dei ruoli istituzionali. Richiamando quanto diceva prima il Questore - persone che sono ogni giorno al servizio dello Stato e della comunità dobbiamo essere tutti impegnati con attenzione a superare la crisi, per dare un futuro al nostro Paese, anche in linea con le indicazioni del nostro Presidente della Repubblica. Però è anche chiaro che in questo quadro non possiamo evitare di riconoscere anche noi, come Comune di Milano - e ribadisco che non sono solo parole mie ma anche del Sindaco - e faremo tutto il possibile come rappresentanti della comunità milanese che deve molto al lavoro delle Forze dell’Ordine di Servizio alla comunità, alla città, di coloro cioè che lo fanno ogni giorno, di coloro che lo hanno fatto e non sono più qui

tra noi, e di coloro infine che per questo servizio hanno riportato una menomazione fisica e ancora oggi i segni del loro dovere e del loro impegno. E io penso che è un impegno che vogliamo portare avanti. Lo stiamo facendo anche auspicando una riforma della Polizia Locale: sappiamo infatti che in Parlamento esiste un testo ormai visto più volte anche grazie alle sollecitazioni di molti parlamentari, e che ha un’adesione bipartisan. Anche il Ministro Cancellieri si è recentemente espressa in tal senso -: io spero che questo porti a una rivisitazione in un quadro di maggiore attenzione e uniformità tra tutti coloro che prestando il proprio servizio in favore di tutti i cittadini. Da parte nostra raccolgo anche l’invito che il Presidente ha fatto nel porre maggiore attenzione alla vostra sede: noi stiamo cercando di organizzare meglio il nostro patrimonio come Comune di Milano, perché tutti conoscete le situazioni di difficoltà in cui versano tutte le Istituzioni. Perciò, abbiamo fatto anche per altre rappresentanze di associazioni militari e delle Forze dell’Ordine, mi impegno anche personalmente a trovare una giusta soluzione. Mi pare che la richiesta sia doverosa, e tiene conto dei problemi che abbiamo, con grande disponibilità di trovare uno spazio dignitoso e che Vi permetta di continuare a svolgere la vostra preziosa attività di cui si è parlato. Grazie

L’Assessore comunale alla sicurezza, Marco Granelli

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci L’intervento dell’Avv. Maurizio Guerra

L’Avv. Maurizio Maria Guerra

A me il compito, come da programma, di fornire a questa speciale categoria una concreta speranza di miglioramento economico, informandola dell’esistenza di altri rilevanti diritti che possono essere vantati proprio da chi ha riportato infermità o lesioni in servizio in particolari condizioni ambientali e operative. Chi sono dunque le vittime del dovere o chi può aspirare a ottenere lo status di vittima del dovere? La legge 266/2005 all’art. 1, c 563 definisce vittime del dovere “gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, magistrati, Vigili del Fuoco, Forze Armate e di Polizia e dipendenti pubblici in genere che abbiano subìto un’invalidità permanente ovvero siano deceduti in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni d’istituto per diretto effetto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi: a) nel contrasto a ogni tipo di criminalità; b) nello svolgimento di servizi di ordine pubblico; c) nella vigilanza a infrastrutture civili e militari; d) in operazioni di soccorso; e) in attività di tutela della pubblica incolumità; f) a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità”, e al comma 564 “equiparati alle vittime del dovere” “coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di mis-

sioni di qualunque natura effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative”.

si durante speciali “missioni” (inclusi i campi d’addestramento estivi o invernali), di avanzare con successo domanda per lesioni e infermità riportate a causa di servizio.

Per non creare facili illusioni e per rimanere nel campo della concreta speranza ritengo utile rimarcare che per accedere al riconoscimento dello status di vittima del dovere, non basta avere riportato lesioni e infermità dipendenti da causa di servizio che abbiano dato o diano diritto all’equo indennizzo e/o alla pensione privilegiata; occorre, altresì, che ferite, lesioni e infermità siano riconducibili alle specifiche situazioni sopra ricordate, ovvero che siano state riportate nello svolgimento di compiti d’istituto durante missioni, anche su territorio nazionale, che eccedano, per profilo di impegno, il rischio normale o “tipico” del servizio prestato.

Non solo. La giurisprudenza sta superando ogni questione relativa sia alla tipologia delle menomazioni invalidanti, lesive, patologiche o morbose, ritenendole tutte e indistintamente ricomprese in ognuna delle due ipotesi normative (/commi 563 e 564) sia in ordine alla natura dell’evento lesivo che non deve necessariamente essere di origine ostile e violenta. L’interpretazione giurisprudenziale, almeno quella che si sta formando, ha escluso al riguardo che le lesioni o le in-

VITTIME DEL DOVERE:

Grazie a un’attenta opera difensiva e a mirati dibattiti e convegni tenutisi anche per iniziativa del nostro Studio, i cui dettagli sono audiovisibili sul nostro sito internet www.avvocatoguerra.it, è stato possibile in questi ultimi anni ottenere, da un lato la sensibilizzazione del legislatore alla progressiva estensione alle “vittime del dovere” dei benefici già previsti per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e dall’altro, in sede d’interpretazione giudiziaria, l’estensione di tali benefici anche a nuovi destinatari, vittime di eventi verificatisi in particolari situazioni e condizioni ambientali e operative. Estensione del concetto di “vittima del dovere”. Può essere compreso in tale categoria chi ha comunque riportato infermità o lesioni per un maggiore impegno-rischio-tensione durante lo svolgimento di funzioni comandate, operative, addestrative e in altri particolari contesti, consentendo, in tal modo, a tanti militari ancora in servizio o a ex militari, anche di leva, ammalatisi/infortunati-

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fermità, tutte rientranti come dianzi detto nel concetto generico di menomazioni, debbano necessariamente far capo agli specifici eventi di cui ai commi 563 e 564 dell’art. 1 della L. 266/05, rinvenendole, nel combinato loro disposto, anche nelle comprovate particolari condizioni ambientali e operative di un servizio reso in una qualsiasi missione comandata, per il maggior rischio-impegno o tensione cui viene esposto il militare in tale servizio rispetto ai normali compiti d’istituto. D’altra parte era necessaria la individuazione della molteplicità dei casi attraverso l’esame pratico delle ipotesi realizzabili nei contesti operativi, che solo la giurisprudenza poteva essere in grado di portare alla luce ricomprendendo nel concetto di vittima del dovere un’ampia gamma di ipotesi di impiego che si attuano nello svolgimento di funzioni operative, addestrative, logistiche su mezzi, o nell’ambito di strutture, stabilimenti, o siti militari, nell’area tecnico-operativa o industriale, fuori o dentro i confini nazionali.

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci E chi ha contratto infermità e lesioni in tali contesti, e sempre che il quadro fattuale situazionale e ambientale importi un accresciuto impegno psicofisico e/o un rischio specifico esorbitante da quello comunemente inteso per il normale servizio d’istituto, come emergente dai rapporti informativi e/o dalla corretta lettura di essi, va comunque equiparato alle vittime del dovere.

molti di Voi, ascoltando la mia relazione, si saranno fatti un’idea sulla propria posizione o su quella di un collega o di un amico.

Nonostante ogni mio tentativo di sintesi avrete sicuramente intuito quanto difficile sia l’interpretazione della normativa regolante tale materia: ogni singola posizione necessita di un approfondito studio, sostenuto da speciIpotesi esaminate dalla Magistratura fiche competenze, in grado anche di di merito per il riconoscimento di Vit- saper affrontare strategicamente i time del Dovere. cambiamenti di orientamento inter- ferite d’arma da fuoco durante un servi- pretativo che si registrano sia in sede zio di vigilanza anche per colpi partiti ac- amministrativa che giudiziaria. Di quecidentalmente da armi in dotazione; sto il nostro Studio si è reso particolar- lesioni e conseguenti patologie in inci- mente conto nell’esaminare centinaia di dente stradale nell’ambito di un’opera- racconti che ci vengono giornalmente inviati da par“GLI IMPORTANTISSIMI BENEFICI SOTTESI AL RICONOSCIMENTO te degli inteDELLO STATUS DI VITTIMA DEL DOVERE SUGGERISCONO DI ressati, per la ESAMINARE CON ESTREMA ATTENZIONE TUTTE LE POSIZIONI valutazione SENZA LASCIARE NULLA AL CASO O DI INTENTATO”. delle singole posizioni. zione di servizio causalmente collegata al soccorso o per scongiurare pericolo Cosa fare per richiedere il riconoscimento? pubblico o nell’ambito di un’operazio- Nel dubbio, Vi invito a rivolgervi alla ne di ordine pubblico o nell’ambito di Vostra Sezione. Da tempo il nostro Studio, avvalendosi di esperti medici una operazione di aiuti umanitari; - politraumatismi da esplosione accaduti del settore, si è reso disponibile all’ecomunque nell’ambito di operazioni di same gratuito delle posizioni dei soci soccorso, di ordine pubblico, di tutela UNMS della Sezione di Milano. della incolumità pubblica, vigilanza a Sarà sufficiente recarsi presso la Vostra Seinfrastrutture civili o militari; - infermità contratte in attività di vigilan- zione compilare l’apposita scheda, tenendo presente in particolare che massima atza a infrastrutture civili e militari; - infermità contratte in missione su terri- tenzione andrà dedicata al racconto sui torio nazionale ed estero in particolari fatti e sulle condizioni operative e ambientali in cui è stata riportata l’infermità/lecondizioni ambientali e operative; - infermità, lesioni o decessi avvenuti in sione, precisando nella narrazione alcuni circostanze di maggiore rischio rispet- punti e circostanze essenziali: to al servizio normale d’istituto o du- 1) indicazione della lesione e/o infermirante esercitazioni per cause non colletà e/o patologia contratta (diagnosi gate a nessuna delle ipotesi indicate iniziale e attuale); nel comma 563 dell’art 1 legge 266/05 2) in caso di lesione traumatica indicacome: l’esplosione di mine durante zione se è stato o meno compilato il una esercitazione addestrativa; sciaguMod. C; re aeree durante un’esercitazione adde- 3) specificazione delle attività di servistrativa; incidente stradale avvenuto zio (mansione e ruolo) svolte e, evendurante il percorso in occasione di attualmente, della missione cui si è partività di soccorso. tecipato; Cari soci e simpatizzanti dell’Unione, 4) quando è stata subita la lesione o con-

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tratta l’infermità (data effettiva o presumibile cui può farsi risalire il fatto o l’evento che ha generato l’infermità/lesione); 5) indicazione delle cause che possono avere una relazione di effetto diretto con le lesioni/infermità/patologie; 6) specificazione, se presenti, delle particolari condizioni ambientali od operative di servizio che possano aver avuto un ruolo determinante nella causalità dell’evento; 7) eventuale avvenuto riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della infermità/lesione di cui trattasi, sia ai fini dell’equo indennizzo che della pensione privilegiata e relativa classificazione tabellare. Conclusione Vi posso confermare che tra i racconti pervenuti al nostro Studio, abbiamo riscontrato una percentuale di aventi diritto a tali benefici più alta di quanto ci aspettassimo e alcune posizioni attivate nello scorso anno sono state già risolte favorevolmente in sede amministrativa, con grande soddisfazione economica e morale dei nostri assistiti. Tutti coloro che hanno già inviato le schede debitamente compilate, a breve riceveranno una prima risposta sul fondamento della loro richiesta. A chi ci ha rilasciato le deleghe per acquisire tutti gli atti necessari per l’istruttoria della pratica, confermo che sono già state inoltrate le istanze al Ministero competente per il rilascio di copia della documentazione necessaria. A chi invece abbiamo comunicato, per il momento, di evitare di avanzare domanda e di attendere nuovi sviluppi sull’interpretazione della normativa, suggerisco di prestare costantemente attenzione alle comunicazioni dello Studio Guerra e della Sezione UNMS di Milano, come sempre, insieme a tutela dei Servitori dello Stato. Grazie per l’attenzione. Avv. Maurizio Maria Guerra


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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci Al microfono del Convegno la Senatrice Giuliana Carlino Buongiorno, voglio innanzitutto portare il saluto del mio partito, l’Italia dei Valori, agli organizzatori e a tutti i partecipanti, e ringraziare per il gradito invito a questa importante iniziativa di commemorazione ma anche di riflessione sul tema delle vittime del dovere, organizzato dall’Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio Istituzionale. Una riflessione oggi più che mai necessaria alla luce dei profondi cambiamenti che questo Governo sta apportando nella normativa relativa a tutto il mondo del lavoro. Purtroppo, a causa e in nome della profonda crisi globale, di cui anche l’Italia è vittima da tempo , politicamente si stanno facendo delle scelte anche piuttosto discutibili e che stanno incidendo profondamente nella vita di molti lavoratori.

La Senatrice Giuliana Carlino al microfono del convegno

Il diritto ad avere riconosciuta la causa di servizio a seguito di un infortunio accaduto durante il lavoro, compresi tutti gli interventi complementari legati a essa, ha costituito una conquista importante ottenuta con anni di lotte e sacrifici delle categorie più interessate. Il riconoscimento della «causa di servizio», cioè il riconoscimento della dipendenza dal servizio di una infermità, o di lesioni fisiche, contratte, appunto, a causa del servizio prestato, previsto per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche in generale, per gli appartenenti alle Forze di Polizia e alle Forze Armate, prevedeva il riconoscimento del diritto alla fruizione di particolari benefici, quali indennizzi o trattamenti pensionistici privilegiati. Purtroppo un articolo del cosiddetto decreto “Salva Italia”(l’art. 6 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214), ha stabilito l’abrogazione degli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata. Un provvedimento che non abbiamo condiviso in quanto ben altre sono le misure necessarie alla crescita del nostro paese: parlo per esempio della riduzione del costo del lavoro per le piccole e medie imprese, della lotta all’evasione fiscale, della lotta alla corruzione, della riduzione dei costi della politica e del finanziamento pubblico ai partiti. Interventi, questi ultimi, da cui il Governo potrebbe ricavare delle risorse da investire nel sociale.

Dr. Piero Gamacchio - Presidente della Sezione 1 della Corte di Assise di Milano - mentre porge il saluto in rappresentanza della Magistratura milanese

Sebbene il medesimo articolo specifichi che la disposizione non si applica nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa, soccorso pubblico e al Corpo dei vigili del fuoco, questa norma colpisce in particolare i lavoratori della Polizia locale, i quali ogni giorno svolgono, al pari delle altre Forze di Polizia, un importante lavoro sul territorio a contatto diretto con i cittadini, con professionalità e costante impegno in situazioni spesso complesse, di pericolo, al gelo o al caldo asfissiante, quasi sempre nello smog e nel rumore del traffico. Per questa ragione in Senato il presidente del gruppo IDV sen. Felice Belisario, e io, abbiamo presentato un ddl e una interrogazione volti ad abrogare questo articolo. Si tratta certamente di una norma iniqua e ingiusta, che costituisce un vero e proprio attacco alla professionalità dei lavoratori e che rallenta il varo di una legge di riordino della Polizia locale. Per questa ragione io e il mio gruppo chiederemo con insistenza che questi provvedimenti vengano discussi quanto prima in Parlamento e ci faremo portavoce delle istanze emerse dai lavori di questo congresso. Giuliana Carlino

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci CAMBIO AL VERTICE DEL COMANDO MILITARE ESERCITO LOMBARDIA Lo scorso mese di marzo, il giorno 29, presso il Salone Radetzki di Palazzo Cusani, ha avuto luogo la solenne cerimonia per il cambio del Comando Militare Esercito Lombardia, tra il Generale D. Camillo de Milato, e il Gen. B Antonio Pennino. Erano presenti, oltre alla Autorità Cittadine al completo, i vertici delle Forze Armate , della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e delle varie Forze dell’Ordine, e tante, tante rappresentanze delle varie Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Per la nostra Sezione ha partecipato il Presidente Fulciniti che ha espresso al Generale de Milato sentimenti di profonda gratitudine per la sua cordialità, amicizia, consueta attenzione, e per l’intensa e frenetica attività da lui svolta con impegno, energia e tanta passione in Terra Lombarda durante il suo mandato, ricco di numerose iniziative di grande rilievo culturale e di eventi di grande valore commemorativo, patriottico e morale. È doveroso ricordare, anche, che il Generale de Milato, che ha sempre apprezzato e condiviso le finalità morali delle nostre iniziative, è sempre stato presente agli eventi commemorativi da noi organizzati in onore dei Caduti per Servizio, dando a essi lustro con la sua presenza, e incoraggiamento e solidarietà per i familiari delle Vittime del Dovere. Nella circostanza il Presidente Fulciniti ha anche potuto fare la conoscenza con il nuovo Comandante, Generale Antonio Pennino, al quale, oltre alle congratulazioni e agli auguri per l’alto, prestigioso incarico di Comandante, ha anche rivolto formale l’invito di partecipazione per la nostra Assemblea-Convegno del 31 marzo.

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L’autorevole, graditissima lettera del Generale di Brigata Camillo de Milato al nostro Presidente Luigi Fulciniti Carissimo Presidente, dopo oltre 40 anni, lascio il servizio attivo e, naturalmente, l’incarico. Se guardo al passato, ricordo gratificazioni, esperienze professionali forti, anche internazionali. Se guardo il presente, vedo amicizie, relazioni, collaborazione e sinergie. Se guardo al futuro, vedo sogni, speranze e desideri che vorrei ancora coronare. Lascio, quindi, conscio di non aver completato quello che posso dare e donare. La mia gratitudine va ai miei collaboratori che mi hanno aiutato a raggiunger risultati di cui vado fiero, ai miei colleghi che hanno condiviso con me tante fatiche e ottenuto grandi soddisfazioni, ai miei Comandanti che mi hanno insegnato a operare con etica e professionalità. Ma non posso non tacere la mia riconoscenza alla Forza Armata, che mi ha fatto crescere e insegnato come una mamma lo fa con il proprio figlio. Essa mi ha fatto capire che non esiste la disciplina, ma l’autodisciplina, ovvero la libertà consapevole, che ci rende delle persone libere, come libero sono stato. Infine, il mio ringraziamento va a tutti Voi, per avermi fatto vivere un presente che ricorderò con nostalgia. Gen. B. Camillo de Milato

IL NOSTRO GRAZIE… … al Generale B.E.I. Antonio Pennino per essersi benevolmente compiaciuto di partecipare al nostro Convegno a solo due giorni dal suo insediamento di neo Comandante Militare Esercito Lombardia, e per il suo autorevole indirizzo di saluto pronunciato al microfono, oggetto di grande ovazione, per l’alto significato morale delle sue parole.

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci PREMI DI FEDELTÀ Il Comitato Direttivo della Sezione, su proposta del Presidente, e in considerazione della loro anzianità associativa, ultracinquantacinquennale, ha deliberato di conferire la Medaglia d’Oro ai sotto elencati Soci Veterani: MEDAGLIE D’ORO BERNARDINI ANDREA CARACCIOLO COSIMO DE LUCA MARIO FILOSETA TEODORO MARASCO ANTONIO MARIANI FRANCO TONELLO ARDUINO TOMASSETTI LUIGI

55 anni di iscrizione 55 “ 55 “ 55 “ 55 “ 57 “ 55 “ 55 “

Cosimo Caracciolo, 55 anni di iscrizione UNMS., riceve dalle mani del Generale Antonio Pennino la Medaglia d’Oro dell’Unione

Il Socio Veterano Bernardini Andrea riceve la Medaglia d’Oro dell’Unione

Il Presidente della Sezione 1 della Corte d’Assise, Piero Gamacchio, consegna la Medaglia d’Oro dell’Unione al figlio del Socio Veterano Mariani Franco

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Convegno e 66ª Assemblea provinciale dei Soci … e per la loro ultraventicinquennale anzianità associativa:

ATTESTATI DI BENEMERENZA BARRESI FRANCESCO BESANA REMO BRUSCHI TOMMASO BUA RAFFAELE DE BENEDITTIS MARIO DE NATALE EMANUELE DELL’ISOLA ANTONIO DOLCE ALFONSO GIONCHI EMILIO GIANNATEMPO ROMANO MAFFIOLI GIANCARLO MORETTO ANGELO PAVAN FRANCO RIVOLTA PERGIORGIO SPINELLA ANTONINO STRINGI GIUSEPPE VOLPI VIGILIO

28 anni di iscrizione 26 “ 26 “ 26 “ 27 “ 26 “ 26 “ 26 “ 26 “ 26 “ 26 “ 26 “ 26 “ 26 “ 26 “ 26 “ 26 “

La Senatrice Giuliana Carlini (foto 1), la Sig.ra Gemma Capra Vedova Calabresi (foto 2) e l’Avv. Paolo Guerra (foto 3), consegnano la Medaglia d’Oro ai Soci Veterani.

Foto 1

Foto 2

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LA REGIONE LOMBARDIA RICORDA I CADUTI PER SERVIZIO 7 febbraio 2012 La Regione Lombardia, prima in Italia, riconoscendo l’alto valore civile e morale dei Servitori della Repubblica caduti nell’adempimento del dovere, ha istituito “La Giornata della Memoria” per commemorare ogni anno, in forma solenne, tutte le vittime del terrorismo, della mafia e di ogni altra forma di criminalità. Anche quest’anno, come per gli anni precedenti, la solenne cerimonia ha avuto luogo nell’Aula Consiliare della Regione, alla presenza di autorità civili e militari, di Assessori e Consiglieri regionali, della signora Gabriella Vitali D’Andrea, dei Familiari del Vigile Urbano Nicolò Savarino, di rappresentanze militari e delle Forze dell’Ordine, di Associazioni ed esponenti legati alle Vittime del Dovere e per Servizio, la cerimonia si è svolta con molta semplicità e sobrietà. Come è ormai consuetudine, il Consiglio Regionale UNMS della Lombardia, espressamente invitato dalla Regione all’importante avvenimento, ha partecipato attivamente e numeroso. Quasi tutte le Sezioni Provinciali UNMS hanno presenziato l’importante avvenimento con i propri rappresentanti e i rispettivi Labari, dando segno, ancora una volta, di grande rispetto del ricordo e della memoria di tutti i Caduti per Servizio in difesa delle Istituzioni e della Società democratica. Il Presidente del Consiglio Regionale, Davide Boni, dando inizio alla commemorazione, si è soffermato brevemente sulle finalità e sull’importanza della Giornata della Memoria in Lombardia, ricordando che ”Il Giorno della Memoria per i Servitori della Repubblica, caduti nell’adempimento del dovere”, è stato istituito con una Legge regionale nel 2004, per ricordare e per non dimenticare l’alto valore civile e morale di tutti i caduti nell’adempimento del dovere, del terrorismo e della mafia e di ogni criminalità organizzata... Nessuno deve infatti avere il benché minimo dubbio che lo Stato e le istituzioni si possano arrendere o possano in qualche modo arretrare dinanzi alla violenza. A partire dalla lotta alla mafia, fino ad arrivare alla battaglia nei confronti della microcriminalità. Questo perché stragi terribili, come quelle di Piazza fontana o Piazza della Loggia, non possano ripetersi mai più. Il Presidente della Regione Lombardia, On. Roberto Formigoni, prendendo la parola, ha sottolineato che: “Celebriamo da sette anni questo momento di omaggio ai Servitori della Repubblica caduti nell’adempimento del loro dovere. Ogni volta, vorremmo poter dichiarare conclusa - e vinta - la battaglia per la legalità, la democrazia e la giustizia. Ogni volta ci auguriamo che possa giungere un giorno in cui finalmente non ci saranno più vedove e orfani di Stato, e le note del Silenzio non debbano più suonare su feretri coperti di tricolore... In questa lotta per il bene comune, alcuni corrono - e continueranno a correre - i rischi maggiori per difendere il nostro Paese: il Paese che dovremo consegnare alle generazioni future. Queste prime file sono composte da tutte quelle donne e tutti quegli uomini che mettono il proprio lavoro e la propria vita al servizio dello Stato. E che, purtroppo, talvolta pagano il prezzo più alto per questa loro scelta. A queste persone, oggi, vogliamo rendere omaggio con un momento di raccoglimento che ha riunito qui - insieme alla Giunta e al Consiglio regionale - molte autorità civili e militari, e molte associazioni di

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familiari delle vittime della criminalità. A tutti loro, io rivolgo i miei ringraziamenti per la loro presenza e la loro testimonianza di forza d’animo. In particolare, vorrei esprimere la mia vicinanza – e quella della Regione Lombardia – ai familiari, qui presenti, dell’agente Nicolò Savarino, da poco scomparso mentre compiva il suo dovere, vittima dell’ignoranza, della paura e dell’inciviltà. Desidero rivolgere un saluto particolare anche alla signora Gabriella Vitali, moglie del maresciallo Luigi D’Andrea, ucciso insieme all’Appuntato Renato Barborini il 6 febbraio 1977 dalla banda di Vallanzasca. Proprio in memoria di quella data celebriamo questa ricorrenza... noi tutti dobbiamo affiancare le forze che combattono l’eversione; noi tutti dobbiamo fare in modo che chi si oppone al crimine e all’illegalità non resti solo. Per farlo occorre innanzitutto che vi sia uno sforzo, da parte di tutte le istituzioni, affinché a questi servitori dello Stato siano dati tutti gli strumenti, tutta la solidarietà e tutta la collaborazione necessarie a svolgere la loro opera efficacemente, e con la maggiore sicurezza possibile. E al contempo, le istituzioni non devono trascurare il legittimo desiderio di giustizia di coloro che pagano le conseguenze più tragiche. Parlo dei familiari delle vittime, delle mogli, dei figli, delle associazioni che li riuniscono. A loro, le istituzioni devono dare risposte...”. È stato osservato, alla fine, un momento di raccoglimento, presentati gli onori ai Caduti da una delegazione delle Forze dell’Ordine in divisa, la tromba ha intonato il silenzio fuori ordinanza, con tutti i partecipanti in piedi in solenne silenzio. Santo Meduri - Pres.te Reg.le

La Giunta Regionale commemora i Caduti per Servizio

Foto ricordo della Giornata della Memoria 2012

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LA REGIONE LOMBARDIA PER GLI INVALIDI PER SERVIZIO TESSERA REGIONALE DI LIBERA CIRCOLAZIONE Viene concessa gratuitamente agli Invalidi e Mutilati per Servizio titolari di P.P.O. ascritta alla categoria dalla 1ª alla 5ª. La predetta Tessera vale anche per viaggi regionali in 2ª classe di Trenitalia e Ferrovie Nord, indipendentemente dal reddito. Per ottenere tale beneficio gli interessati dovranno: recarsi presso i punti ATM Point, o agli sportelli di “Spazio Regione” - Milano Via Taramelli, 20 - compilare l’apposita domanda in ogni sua parte e presentarla corredata di fototessera. Coloro, invece, che sono titolari di P.P.O. dalla 6ª all’8ª categoria possono ottenere la tessera di abbonamento a tariffa agevolata, recandosi presso gli Uffici Postali o agli sportelli di “Spazio Regione” e richiedere gli appositi moduli.

Numero Verde Regione Lombardia 800.313.313

TICKETS FARMACEUTICI Per quanto riguarda l’esenzione dal pagamento dei tickets farmaceutici, va ricordato che ne sono esenti gli Invalidi per Servizio effetti da patologia ascritta alle Categorie dalla 1ª alla 5ª, sempreché, sulla ricetta di prescrizione rilasciata dal medico curante, venga trascritta la sigla con il codice dell’esenzione (IS-22). Per le prestazioni specialistiche, invece, l’esenzione totale è riconosciuta soltanto agli Invalidi per Servizio dalla 1ª alla 5ª, mentre, per quelli dalla 6ª all’8ª, l’esenzione è concessa soltanto per le prestazioni relative alla patologia contratta in servizio e riconosciuta per causa di servizio. Per ottenere tali benefici, bisogna farne domanda alla ASL di Zona, producendo la documentazione richiesta e copia del proprio Decreto di pensione privilegiata.

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TESSERA SANITARIA Su iniziativa della Regione Lombardia la Tessera sanitaria cartacea regionale è stata gradatamente sostituita dalla “Carta Regionale dei Servizi” (CRS). Si tratta di una tessera tipo bancomat con la quale si può accedere alle varie prestazioni delle strutture sanitarie e prossimamente funzionerà come “Tessere Europea di Assicurazione Malattia” per l’assistenza sanitaria in tutti i Paesi Europei. La Carta Regionale dei Servizi, oltre a contenere memorizzati una lunga serie di dati personali, informazioni cliniche, stato di salute, necessità terapeutiche, ricoveri, ecc. (dati utili per il medico di famiglia e per gli operatori socio-sanitari), è uno degli strumenti regionali per ridurre le distanze tra utenti e amministrazione e le lungaggini delle formalità burocratiche.

CURE CLIMATICHE I titolari di P.P.O. (dalla 1ª all’8ª categoria), affetti da particolari patologie o lesioni contratte in servizio e per causa di servizio, possono ottenere a domanda - un contributo economico per effettuare un periodo di cure climatiche o soggiorni terapeutici, previa aturizzazione della ASL, competente per Zona di residenza. Tale contributo consiste in € 40,12 al giorno, per un massimo di 21 giorni, in caso di soggiorno in albergo o in appartamento in affitto, e di € 16,72 al giorno, sempre per un massimo di 21 giorni, in caso di sola spesa per il vitto. Per ottenere tali rimborsi, gli interessati devono presentare domanda alla ASL su apposito modulo, preferibilmente entro il 31 marzo di ciascun anno. Alla domanda va allegato un certificato rilasciato dal proprio medico curante, sul quale dovrà essere specificata la diagnosi di cui si è portatori (quella riconosciuta per causa di servizio) e la necessità di effettuare cure climatiche in “località montana” o “località collinare” o “località marina”. A fine cura, l’interessato dovrà farsi rilasciare dalle Autorità competenti (Carabinieri, Vigili, Comune, ecc.) certificazione attestante l’avvenuto, effettivo soggiorno in quella località, da consegnare alla ASL, unitamente alla fattura dell’albergo, per il previsto rimborso di cui sopra. (Riferimento art. 57, Legge 833/1978)

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... PENSIONISTICA • GIURISPRUDENZA • LEGGI • DISPOSIZIONI ...

PENSIONISTICA, DISPOSIZIONI, LEGGI E GIURISPRUDENZA IN PILLOLE... Certo! In pillole, visto l’andazzo e il continuo mutare degli eventi e di un’attività legislativa, frammentata e mutevole in un continuo crescendo di modifiche e abrogazioni. La causa, forse, è della crisi che “insiste” e della “recessione” che avanza. Speriamo comunque in bene e nel frattempo accontentiamoci di quel che fino a ora non è mutato, e che potrebbe ancora essere utile ricordarlo ai nostri lettori.

DALL’INPS

Altra novità del “Decreto Salva Italia” (DL. 6.12.2011, n. 201)

Trattamenti pensionistici e trattamenti di fine servizio per gli iscritti all’ex INPDAP Con Circolare n. 37 del 14 marzo 2012, l’INPS ha illustrato le novità in materia di trattamenti pensionistici, derivanti dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. In particolare la predetta circolare illustra:  l’abrogazione dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata, con eccezione del personale appartenente alle Forze Armate , all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato, al Corpo Forestale, alla Polizia Penitenziaria, alla Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco e al personale del pubblico soccorso (Art.6)  le norme che regolano l’aspettativa, il trattamento economico e l’obbligo contributivo ai fini pensionistici, dei dipendenti dello Stato e di altre Pubbliche Amministrazioni chiamati all’incarico di Ministro o di Sottosegretario (Art.23).  l’introduzione del sistema contributivo con decorrenza 1° gennaio 2012, per il calcolo della pensione di anzianità; tale sistema comporta per i militari e per il personale delle Forze di Polizia, civili e militari, e degli appartenenti al Corpo dei Vigili del Fuoco, il venir meno dell’accesso al pensionamento con 53 anni di età e massima anzianità contributiva, a eccezione per coloro che, al 31 dicembre 2011, abbiano raggiunto l’aliquota massima dell’ottanta per cento (Art.24).  il diritto alla prestazione pensionistica secondo la normativa vigente al 31 dicembre 2011 per coloro che, a quella data, avevano maturato i requisiti di pensione sia di vecchiaia che di anzianità, anche se, il pensionamento inizia in data successiva al 31 dicembre 2011 (Art.24), comma 3) I restanti commi dell’Art.24, sempre del Decreto Legge “Salva Italia” 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono relativi alla disapplicazione della “finestra mobile” e relative deroghe; ai requisiti prescritti per il diritto alla pensione di vecchiaia (66 anni di età e 20 anni di anzianità contributiva minima); requisiti prescritti per il diritto alla pensione anticipata; specificità pensionistiche regolamentate con Decreto a parte; inabilità a qualsiasi attività lavorativa, modificazione delle indicazioni sui termini di pagamento dei trattamenti di fine servizio e di fine rapporto per gli iscritti alla gestione previdenziale ex INPDAP (se trattasi di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso la liquidazione deve essere fatta entro 105 giorni). La copia integrale della Circolare può essere consultata o ritirata presso la Segreteria della nostra Sezione, previa preliminare richiesta telefonica.

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SOPPRESSIONE DELL’INPDAP E IMMEDIATA INCORPORAZIONE NELL’INPS Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con lettera prot. 31/0001922.A001, del 28 dicembre 2011, indirizzata all’INPS, all’INPDAP e a tutti gli altri Enti interessati al cambiamento, ha impartito le prime istruzioni operative, visto che la contestuale incorporazione nell’INPS dell’INPDAP e dell’ENPALS ha effetto dal 1° gennaio 2012. Da tale data, pertanto, tutte le attività e le funzioni che erano di competenza dell’INPDAP, per quanto riguarda i pubblici dipendenti, sono passati all’INPS. Per i pensionati, in pratica, non cambia nulla e per ora, forse, neanche l’indirizzo degli uffici dell’ex INPDAP. Appare evidente, da tale nuovo assetto dell’INPS, che, lo scopo della soppressione dell’Istituto previdenziale dei pubblici dipendenti, è quella di una razionalizzazione basata sulla “concentrazione, uniformità di azione e maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse umane e strumentali”, ma, anche “sulla necessità del contenimento della spesa pubblica”. Nella precitata lettera del Ministro Fornero, comunque, viene anche precisato che “l’Art. 21 nulla innova in ordine alle gestioni previdenziali e alle prestazioni riferite agli Enti soppressi, dalle quali deve essere assicurata, a tutela degli utenti, la piena continuità e funzionalità”.

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA IN MATERIA DI PERMESSI E CONGEDI PER L’ASSISTENZA A PERSONE DISABILI In data 3 febbraio 2012, la Presidenza del Consiglio dei Ministeri ha emanato la Circolare n.1, elaborata a seguito di un lavoro istruttorio di confronto con il Ministero de Lavoro, l’INPS e l’INPDAP, ai fini di dare indicazioni di carattere generale omogenee per tutti i settori del lavoro, pubblico e privato. Con la predetta Circolare, vengono illustrate alcune novità apportate da recenti disposizioni circa il prolungamento del congedo parentale nel caso di minori disabili, modifiche alla disciplina del congedo biennale, regime del cumulo dei permessi, eccetera. Il testo di detta circolare è troppo lungo per essere pubblicato integralmente su queste pagine. Chi, però, fosse interessato ad averne copia in forma integrale potrà richiederla in Segreteria della nostra Sezione negli orari di apertura. In linea di massima, nella Circolare in questione, vengono elencate le modifiche apportate al congedo parentale, i soggetti legittimati alla richiesta del congedo, le modalità per la fruizione, la durata del congedo, il trattamento spettante durante il congedo, la documentazione necessaria per attestare la fruizione dei permessi per assistere persona con handicap grave residente in un Comune distante oltre 150 chilometri, rispetto a quello del lavoratore, eccetera.

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23 PARLIAMO DELL’ISEE frequentemente se ne chiede l’utilizzo, per stabilire se si ha o meno diritto ad alcune prestazioni di carattere assistenziale o ad alcuni benefici, subordinati, però, alla posizione reddituale del richiedente, oltre a quella del proprio nucleo familiare. Ritenendo, pertanto, di fare cosa utile e gradita a quanti, dei nostri soci, possano essere interessati, riportiamo, qui di seguito, i punti più salienti dell’importante materia, e di quanto, ormai, è a essa strettamente correlato nel campo sociale e assistenziale. Cominciamo col dire che l’acronimo ISEE si legge “Indicatore situazione economica equivalente”, ed è una modalità con la quale si certifica la situazione economica di chi richiede un determinato beneficio o una determinata assistenza, nonché quella dei familiari, risultanti anagraficamente dal proprio stato di famiglia. Il calcolo ISEE, infatti, si basa sui dati anagrafici, sui redditi e sul patrimonio, mobiliare e immobiliare, di ciascun componente il nucleo familiare, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi. Ma a cosa serve, in effetti, la certificazione ISEE? Serve alle varie Amministrazioni per stabilire, sulla scorta di quanto in esso contenuto circa la situazione reddituale, se si ha diritto o meno ad avere il beneficio richiesto, o l’ammissione o meno al tipo di agevolazione o servizi, oggetto dell’istanza. Per ottenere il certificato ISEE ci si deve rivolgere all’INPS. oppure ai CAF convenzionati con l’INPS. Può anche essere richiesto agli appositi sportelli delle “Zone di Decentramento” del Comune. Per Milano le Zone di Decentramento sono 9, e sono facilmente reperibili sulla guida telefonica, alla voce Comune di Milano.

Visite di controllo delle assenze per malattia In una nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri, prot.DFP-0056340 del 21 novembre u.sc., in risposta a una richiesta di chiarimenti sul regime di assenze per malattia dei pubblici dipendenti, si rileva che: per quanto riguarda l’obbligo della visita fiscale, si deve fare riferimento alle disposizioni di cui al comma 5 dell’art. 55 septies, che prevede, tra l’altro, l’obbligo della visita di controllo da richiedere sin dal primo giorno di malattia, se l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle festive. Inoltre, nel disporre il controllo sulle assenze per malattia, la pubblica amministrazione valuterà la condotta complessiva del pubblico dipendente e gli oneri legati alla effettuazione della visita, tenendo presente l’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo. Per la giustificazione, infine, dell’assenza per visita, terapie, prestazioni specialistiche o esami di laboratorio e diagnostici, il dipendente dovrà produrre regolare attestazione rilasciata dal medico della struttura, pubblica o privata, che ha svolto la visita o la prestazione.

COME SI RICHIEDE L’ISEE? Va innanzitutto compilata la domanda su modulistica ISEE che deve essere consegnata presso un Ufficio CAF o presso uno sportello di Zona Decentramento del Comune, nella quale si devono indicare i seguenti dati: Codice Fiscale di ogni componente il Nucleo Familiare, compresi i figli, anche se neonati; l’importo complessivo dei redditi di lavoro dichiarati ai fini dell’IRPEF, relativamente all’ultima dichiarazione dei redditi; dati del patrimonio mobiliare di tutti i componenti il nucleo familiare, corredati da saldo del conto corrente bancario o postale, e coordinate della Banca o dell’Ufficio Postale; indicazione di possesso di titoli azionari o Buoni del Tesoro o similari, e del patrimonio immobiliare di tutti i componenti il Nucleo Familiare; eventuale contratto re-

Rinnovare la tessera associativa annuale dell’Unione con puntualità è un dovere morale di tutti i nostri associati. L’importanza di essere Socio dell’Unione la si può constatare dall’impegno profuso con costanza e determinazione dal nostro Sodalizio, in favore della benemerita Categoria rappresentata.

gistrato di locazione e importo del canone in caso di affitto; atto di separazione, se si è separati; segnalazione della presenza nel Nucleo Familiare di invalidi con percentuale di invalidità superiore al 66%; permesso di soggiorno, per i cittadini stranieri. L’Ufficio ricevente della suddetta documentazione fisserà un appuntamento per la consegna della certificazione, riportante l’esatto valore ISEE di tutto il Nucleo Familiare. (Normative di riferimento: Decreto Lg.vo 31 marzo 1998 nr.109 e Decreto Lg.vo 3 maggio 2000, nr130)

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Il versamento della quota sociale per il 2012 (41 Euro) può essere effettuato a mezzo C/C postale, oppure in contanti, presso lo sportello della Sezione. Lo ricordiamo a qualche socio che, involontariamente, si è dimenticato di farlo, ricordando anche che l’Unione vive autofinanziandosi col tesseramento.

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... PENSIONISTICA • GIURISPRUDENZA • LEGGI • DISPOSIZIONI ...

Spesso, alcuni lettori ci chiedono informazioni sull’ISEE, di cui

CONTRASTARE E PREVENIRE L’ASSENTEISMO


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... PENSIONISTICA • GIURISPRUDENZA • LEGGI • DISPOSIZIONI ...

DIRITTO ALLA QUATTORDICESIMA MENSILITÀ? Nei confronti dei pensionati che hanno compiuto o che compiono nel corso del corrente anno i 64 anni di età e che abbiano un reddito complessivo individuale pari o inferiore a una volta e mezzo il trattamento minimo Inps (che per l’anno 2012 è pari a €9.370,34 annui a cui corrisponde un importo mensile di €720,80), le disposizioni normative richiamate in oggetto prevedono che venga corrisposta nel mese di luglio, ovvero nell’ultima mensilità corrisposta nell’anno, una somma aggiuntiva (c.d. quattordicesima mensilità) al trattamento pensionistico il cui importo è differenziato in funzione dell’anzianità contributiva posseduta. La somma aggiuntiva sarà erogata con lavorazione centralizzata sulla base delle informazioni inserite, tramite la procedura informatica messa a disposizione a tale scopo, dagli operatori delle Sedi (anzianità contributiva e redditi dichiarati dai pensionati). I pensionati interessati alla corresponsione della c.d. quattordicesima mensilità riceveranno, allegato al CUD 2012, una lettera con la quale saranno invitati a presentare alla sede competente la dichiarazione dei redditi individuali presunti, diversi da pensione, riferiti all’anno 2012 (all. 1 e 2). In particolare, coloro che hanno ricevuto nel 2011 la somma aggiuntiva nonché i pensionati che compiono i 64 anni entro il 30 giugno 2012, dovranno comunicare entro il 10 maggio 2012 i redditi individuali presunti, diversi da pensione, relativi all’anno 2012 al fine di percepire, con il rateo di pensione relativo al mese di luglio 2012 l’importo corrispondente. I pensionati che maturano il requisito anagrafico nel corso del secondo semestre del 2012 dovranno presentare l’autodichiarazione reddituale, con l’indicazione dei redditi presunti, diversi da pensione, per l’anno 2012 in data successiva al compimento del sessantaquattresimo anno di età al fine di ottenere il pagamento della prestazione con la mensilità di dicembre 2012 in misura proporzionale al periodo temporale successivo al compimento del sessantaquattresimo anno di età.

ASSEGNO SOSTITUTIVO DELL’ACCOMPAGNATORE MILITARE Nel 2011, le domande inoltrate al Ministero dell’Economia e delle Finanze, per ottenere l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare per i Grandi Invalidi, sono state complessivamente 1084. Lo si rileva dal Decreto del Ministro della Difesa registrato alla Corte dei Conti l’11 ottobre 2011, dal quale, all’art. 1, si evidenzia, anche, che, alla data del 30 aprile 2011, i Grandi Invalidi affetti da infermità ascritte alla lettera A (1-2-3 e 4) e A-bis della Tabella E, aventi titolo all’assegno mensile di 878 Euro in sostituzione dell’accompagnatore militare, erano 443, per un importo complessivo annuo di 4.667.448 Euro. Nello stesso decreto, si specifica che nel bilancio di previsione dello Stato, per l’anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013, lo stanziamento previsto per tale capitolo di spesa era di 7.746.853 Euro, e che, pertanto, per l’anno 2011 è disponibile la restante somma di Euro 3.079.405,00, da utilizzare per la liquidazione dei predetti assegni sostitutivi dell’accompagnatore militare agli aventi diritto, con infermità ascritta alle lettere A (1-2-3-4) e A-bis - B1 -C - D ed E/1 della Tabella E. Ovviamente tenendo (rigorosamente) conto dei vari requisiti previsti dalle norme, cioè ordine di presentazione della domanda, aver fatto richiesta del servizio di accompagnamento almeno una volta nel triennio precedente il 2003, eccetera. (Maggior chiarimenti possono essere richiesti in segreteria della Sezione).

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25 COMUNICATO STAMPA

PROTESTE SINDACALI L’abrogazione dell’Istituto dell’accertamento della dipendenza della causa di servizio, dell’equo indennizzo, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio e della pensione privilegiata, disposta dall’ormai famoso articolo 6 del Decreto Legge 6 dicembre 2011 n.201, convertito dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha provocato un coro di proteste da parte di alcune Associazioni di categoria, sul piede di guerra per reclamare energicamente contro l’iniquo provvedimento del Governo. Contestualmente, altre proteste contro il Governo in materia di previdenza, sono state intraprese dai Sindacati di Polizia - Siulp - Sap - Ugi - Consap - Fins - Cisl - Uil Penitenziari - Sappe - Sapaf - Fesifo e Conapi, contro il progetto del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, cioè quello di aumentare l’età pensionabile del “personale in divisa”. Anche il COCER Esercito, ricordando che “la specificità del soldato non può essere modificata” ha sostenuto che “non si vuole riconoscere il ruolo negoziale delle rappresentanze militari e sindacali in materia previdenziale”, nonostante che, qualche mese fa, il Presidente del Consiglio Monti ha definito il comparto difesa e sicurezza “cuore dello Stato”! e sostenuto che “la sua specificità sarebbe stata sicuramente riconosciuta dal suo Governo”! Riportiamo qui di seguito il testo integrale del Comunicato Stampa del 4 aprile 2012 firmato dalle varie Organizzazioni Sindacali delle Forze dell’ordine e dai COCER delle Forze Armate . Il 7 giugno scorso, l’Agenzia di Stampa ANSA, informava che le varie organizzazioni sindacali delle Forze dell’Ordine lamentavano che: “Manca una settimana alla riunione decisiva del Comitato interministeriale sulla spending review, ma ancora il Ministro Cancellieri non ci ha dato alcuna informazione sulle misure di risparmio che intende proporre al Governo. Anche il programmato incontro di oggi è slittato a data da destinarsi”.

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COMPARTO SICUREZZA, DIFESA E SOCCORSO PUBBLICO: CHIEDIAMO UN INCONTRO AD ALFANO BERSANI E CASINI SULLA QUESTIONE PREVIDENZIALE I sindacati e le rappresentanze militari del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, riunitisi in data odierna a Roma chiedono un incontro ai leader dei partiti che sostengono il Governo Monti sulla questione del regolamento di armonizzazione dell’accesso al trattamento previdenziale per poliziotti, militari, e vigili del fuoco. Le parti sociali in rappresentanza dei Comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico, nel rammaricarsi per la mancata convocazione annunciata dai Ministri Fornero – Cancellieri – Severino e Di Paola, giudicano molto negativamente lo schema di regolamento presentato ieri dai tecnici dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia. Lo schema di regolamento, oltre a essere gravemente penalizzante e offensivo della dignità professionale e del trattamento previdenziale degli operatori della sicurezza, difesa e soccorso pubblico, determinerà gravi e irreparabili problemi di funzionalità ed efficienza degli apparati preposti alla gestione della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico. I contenuti della ventilata riforma previdenziale, infatti, appaiono del tutto sconcertanti nella misura in cui materializzano una riscrittura peggiorativa della precedente versione che aveva originato la protesta di piazza del 13 marzo scorso, oltre che vanificare la specificità lavorativa degli operatori che quotidianamente garantiscono la sicurezza e l’incolumità dei cittadini compresi i politici e i Ministri. Pertanto a fronte del permanere delle posizioni di chiusura del Governo Monti, i sindacati e le rappresentanze militari hanno deciso di rivolgersi direttamente ad Alfano, Bersani e Casini affinché le ragioni di poliziotti, militari e vigili del fuoco trovino sostegno nel segno della continuità degli impegni e delle promesse più volte ribaditi dai tre leader politici. Nel corso della riunione odierna sono emersi in maniera netta e inequivocabile tutti i malumori, le tensioni, le pulsioni e la sfiducia degli operatori della sicurezza, difesa e soccorso pubblico. L’invito rivolto ai vertici dei partiti politici, quindi, vuole essere l’ennesimo atto di responsabilità praticato dalle rappresentanze che fin da ora dichiarano che non esiteranno a mettere in atto manifestazioni di protesta, con modalità eclatanti. In sintesi, affermano i sindacati e le rappresentanze militari, o Alfano, Bersani e Casini ci incontrano a breve termine o saremo noi ad andare a casa loro. Roma 4 aprile 2012 SIULP - SAP - SAPPE - SAPAF - COCER, etc


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QUADRO SINOTTICO TIPOLOGICO SULLE VITTIME: DEL TERRORISMO TIPOLOGIA

“VITTIME DEL DOVERE”

INDIVIDUAZIONE “Sono riconosciuti Vittime del Dovere “gli appartenenti alle Forze Armate e Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, i Magistrati e dipendenti pubblici” che abbiano subito un’invalidità permanente, ovvero che siano deceduti nell’espletamento delle funzioni d’istituto, per contrastare la criminalità di ogni tipo, in servizio di ordine pubblico, di vigilanza a infrastrutture civili o militari, in operazioni di soccorso e tutela della incolumità pubblica, eccetera.

VITTIME DEL TERRORISMO

Nei fatti di terrorismo non vi è alcuna distinzione tra Vittime civili o Vittime appartenenti ad apparati dello Stato: Vittime del terrorismo, pertanto, possono essere sia i civili che i militari, o i dipendenti delle varie Forze di Polizia.

VITTIME DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Sono vittime della criminalità organizzata i Caduti e gli invalidi in modo permanente, in seguito ad atti delittuosi commessi per il perseguimento delle finalità della associazioni di cui all’art. 416/bis del C.P.P. (mafia, ’ndragheda e camorra…)

EQUIPARATI ALLE VITTIME DEL DOVERE

Sono equiparati alle Vittime del Dovere i Militari, i dipendenti delle Forze di Polizia o i pubblici dipendenti che abbiamo contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali sia conseguito il decesso (in occasione o per causa di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai Confini Nazionali) riconosciute dipendenti da causa di Servizio.

Gli Operatori del Diritto e i Dirigenti delle varie Associazioni del settore, a diretto e continuo contatto con le “Vittime”, confidano e auspicano in un intervento chiarificatore da parte degli Organi legislativi, per un più completo riassetto della materia, con testi normativi chiari e privi di continui richiami ad altre leggi, eliminando così mortificanti disuguaglianze, per il raggiungimento di una più equa parità e considerazione tra una categoria e l’altra.

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- DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA - DEL DOVERE ED EQUIPARATI BENEFICI ECONOMICI Speciale elargizione corrisposta in misura massima di € 200.000= in caso di invalidità non inferiore all’80%. Per invalidità inferiore, cioè da 1 a 79%, la speciale elargizione consiste in € 2.000= per ogni punto di invalidità riconosciuta. (es. 50% = 100.000). Con invlidità superiore al 25% si ha inoltre diritto a due assegni mensili, per complessivi € 1.400 circa, esentasse e interamente cumulabili con lo stipendio o la pensione. In più: diritto al collocamento obbligatorio e all’assunzione per chiamata diretta con precedenza sulle altre categorie, esenzione pagamento ticket sanitario, esenzione imposta di bollo, accesso alle borse di studio eccetera. Speciale elargizione corrisposta in misura massima di € 200.000= in caso di invalidità non inferiore all’80%. Per invalidità inferiore, cioè da 1 a 79%, la speciale elargizione consiste in € 2.000 per ogni punto di invalidità riconosciuta. (es. 50% = 100.000). Con invalidità superiore al 25% si ha inoltre diritto a due assegni mensili, per complessivi € 1.700 circa, esentasse e interamente cumulabili con lo stipendio o la pensione. In più: diritto al collocamento obbligatorio e all’assunzione per chiamata diretta con precedenza sulle altre categorie, esenzione pagamento ticket sanitario, esenzione imposta di bollo, accesso alle borse di studio, aumento figurativo di 10 anni di contributi, ecc. Speciale elargizione corrisposta in misura massima di € 200.000= in caso di invalidità non inferiore all’80%. Per invalidità inferiore, cioè da 1 a 79%, la speciale elargizione consiste in € 2.000= per ogni punto di invalidità riconosciuta. (es. 50% = 100.000). Con invalidità superiore al 25% si ha inoltre diritto a due assegni mensili, per complessivi € 1.700 circa, esentasse e interamente cumulabili con lo stipendio o la pensione. In più: diritto al collocamento obbligatorio e all’assunzione per chiamata diretta con precedenza sulle altre categorie, esenzione pagamento ticket sanitario, esenzione imposta di bollo, accesso alle borse di studio, eccetera. Speciale elargizione corrisposta in misura massima di € 200.000= in caso di invalidità non inferiore all’80%. Per invalidità inferiore, cioè 1 a 79%, la speciale elargizione consiste in € 2.000= per ogni punto di invalidità riconosciuta. (es. 50% = 100.000). Con invalidità superiore al 25% si ha inoltre diritto a due assegni mensili, per complessivi € 1.400 circa, esentasse e interamente cumulabili con lo stipendio o la pensione. In più: diritto al collocamento obbligatorio e all’assunzione per chiamata diretta con precedenza sulle altre categorie, esenzione pagamento ticket sanitario, esenzione imposta di bollo, accesso alle borse di studio, eccetera.

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28 COMO Domenica 26 Febbraio 2012, presso la Sala Congressi del Palace Hotel di Como, ha avuto luogo l’Assemblea Ordinaria degli Invalidi per Servizio Istituzionale della Provincia di Como. All’Assemblea-Convegno hanno partecipato le massime Autorità Comunali, Provinciali e Regionali; Parlamentari, Rappresentanze Militari, Civili e Religiose, quelle dei Corpi Speciali e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma con le rispettive Bandiere; la FAND Provinciale e Regionale; le Associazioni di Promozione Sociale; i Dirigenti del Consiglio Nazionale UNMS e i Dirigenti Regionali e Provinciali dell’Unione, con i rispettivi Labari. Presenti anche i Gonfaloni delle Amministrazioni Comunale e Provinciale di Como e la Bandiera Storica dei Combattenti e Reduci. La manifestazione assembleare è stata preceduta, come da programma, da un momento di raccoglimento in ricordo dei Caduti per Servizio presso la Lapide UNMS del Cimitero Monumentale con la deposizione di un fascio di fiori e da una breve e simbolica cerimonia commemorativa presso il Monumento ai Caduti per Servizio “Le Mani”, per il 12° Anniversario della sua inaugurazione, alla presenza di una nutrita delegazione dei Dirigenti dell’Unione, delle Autorità Istituzionali cittadine, delle Rappresentanze delle Forze Armate e dell’Ordine, e di quelle delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma con Gonfaloni, Labari e Bandiere. I lavori assembleari, preceduti dall’ingresso dei Gonfaloni della Provincia e del Comune di Como, sono iniziati con la proiezione su schermo gigante di alcune significative immagini storiche dei militari di ogni Arma e delle Forze dell’Ordine in difesa della Patria, della pace nel mondo e della democrazia, e di una sintesi della inaugurazione del Monumento ai Caduti per Servizio “Le Mani” del 30 maggio 2000, e quella della celebrazione del suo 10° anniversario. Il Presidente Meduri, nella sua relazione, ha evidenziato gli impegni e gli obblighi della Sezione a favore degli Invalidi per Servizio, ha ricordato che tutti gli Invalidi per Servizio della

Santo Meduri svolge la sua relazione morale

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L’indirizzo di saluto del Presindente di Milano, Luigi Fulciniti Provincia di Como sono stati ampiamente informati, tramite il consueto “Notiziario” di fine anno loro recapitato, circa le attività, le iniziative e i programmi della Sezione. Dopo una informativa completa sugli interventi a livello regionale e un resoconto esaustivo della attività associative svolte dalla Sezione, ha tracciato le linee programmatiche delle attività per l’anno in corso e quelle che si intendono svolgere nell’anno prossimo. Ha concluso con l’invito ai dirigenti nazionali per una “svolta” e il “rilancio” dell’Unione soprattutto nei rapporti con le forze politiche e con la società che ci circonda. Hanno portato, poi, il loro qualificato saluto con interventi di alto significato e valore: In rappresentanza della Prefettura, il Vice Prefetto Dott. Nicola Venturo; per il Sindaco di Como, il Consigliere Comunale, Dott. Gianmaria Quagelli; per l’Amministrazione Provinciale, il Dott. Ivano Bianchi; per la Regione Lombardia, il Consigliere Regionale Dott. Luca Gaffuri; per il Tribunale di Como, il Sostituto Procuratore, Dott. Simone Pizzotti; per lo Studio Legale Associato Guerra, l’Avv. Maurizio Maria Guerra. Hanno, inoltre, dato un cenno di gradito saluto: l’On. Marte Ferrari di Como, gli Assessori Comunali: Stefano Molinari, Francesco Scopelliti e Sergio Gaddi, nonché i Dirigenti UNMS: Claudio Giovanetti di Ancona e Luigi Fulciniti di Milano. Ha chiuso gli interventi la D.ssa Annarita Percuoco della Ragioneria dello Stato di Como. Per i 50 anni di iscrizione continuativa all’UNMS sono stati premiati: Colucci Stefano, Gobbi Gerardo, Premoli Marco e Terenzi Domenico, per i 40 anni: Battaglia Fermo, Ruggiero Francesco e Guzzetti Bruno. L’Assemblea, secondo l’OdG, all’unanimità dei soci presenti e aventi diritto al voto, mediante votazione palese, approva le “Attività svolte nell’anno 2011” e il “Bilancio Consuntivo per l’anno 2011”, la “Relazione Programmatica per l’anno 2012” e il “Bilancio Preventivo per l’anno 2012”, giusto quanto previsto dalla l.r. 1/2008. L’intonazione corale dell’Inno Nazionale ha sancito la conclusione dei lavori assembleari. Santo Meduri - Pres.te Prov.le

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… andar per Convegni e Assemblee

Foto ricordo dell’Assemblea di Cremona del 22-4-2012 al centro il Comm. Stanislao Di Pascale Presidente della sezione UNMS cremonese con i dirigenti delle varie Sezioni della Lombardia

CREMONA Il giorno 22 dello scorso mese di aprile si è svolta a Cremona l’annuale Assemblea Ordinaria dei Soci di quella Sezione, presieduta dal Cap. Comm. Stanislao Rag. Di Pascale. Sono intervenuti il Presidente Regionale della nostra Unione, Cav. Santo Meduri, il prof. Angelo Rescaglio, il Presidente del Consiglio della Provincia di Cremona, Carlo Alberto Ghiotti, l’Assessore comunale Luigi Amore, il Presidente della Sezione UNMS di Milano, Comm. Luigi Fulciniti. Vi hanno partecipato quasi tutti i Presidenti delle sezioni UNMS della Lombardia e numerosissimi Soci della Sezione cremonese con i loro familiari. Dopo aver letto il messaggio di alto contenuto pervenuto dal Prefetto di Cremona, il Presidente Stanislao Di Pascale ha tenuto la sua esaustiva relazione morale, evidenziando l’attività svolta dalla Sezione in favore degli Associati, Mutilati e Invalidi per Servizio e dei loro familiari, soprattutto per quanto concerne il contenzioso e i vari ricorsi inoltrati alla Corte dei Conti e alle varie Amministrazioni competenti. Nel concludere il suo intervento, il Presidente Di Pascale, ha ricordato che gli sforzi e l’impegno della Sezione UNMS di Cremona è quello di perseguire la riaffermazione dei principi di equità sociale in favore dei più deboli, verso i quali, l’Unione, da sempre ha riservato la massima attenzione, considerazione e disponibilità.

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30 ANCONA L’Assemblea annuale dei soci della Sezione UNMS di Ancona ha avuto luogo il 6 maggio 2012 nella idilliaca e coreografica atmosfera della panoramica Sala Congressi al sesto piano dell’Hotel City di Senigallia, quasi di fronte alla stupenda Rotonda sul Mare. Nutritissima la partecipazione di Autorità, con in testa il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, con il Gonfalone della Città. Dopo l’applaudito indirizzo di saluto del Primo Cittadino di Senigallia, con la fascia tricolore (“sono molto orgoglioso dell’invito di partecipare a questo evento”), hanno preso la parola, nell’ordine: il Vice Prefetto di Ancona, Francesca Montesi (“ringrazio per l’onore concessomi di partecipare personalmente, per la prima volta, a una manifestazione tanto significativa e di grande valore istituzionale come quella odierna”); il Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per l’Emilia Romagna, Prof. Luigi Di Murro; il Consigliere della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti di Ancona, dott. Giuseppe De Rosa; l’On. Carlo Ciccioli (“auspico che la Sede Centrale dell’UNMS si adoperi concretamente da subito affinchè in seno ai decreti Omnibus, in corso di emanazione in questo particolare momento legislativo, si inserisca qualche richiesta della vostra Categoria, per la soluzione di almeno qualche problema tra le varie rivendicazioni non ancora risolte”); gli Avvocati Paolo e Maurizio Guerra, in ordine alle recenti, penalizzanti disposizioni di legge sull’abrogazione dell’accertamento della causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata, di cui all’ormai famoso art. 6 del “Decreto Salva Italia”, e sulla procedura per l’istanza di riconoscimento di Vittima del Dovere. Erano anche presenti il Generale dei Carabinieri Avv. Agostino Capanna, già Capo di Stato Maggiore della Legione dei Carabinieri delle Marche; il Generale B. Ernesto Cimino, del Provveditorato Regionale delle Marche della Polizia Penitenziaria; l’Ammiraglio Fascia, Presidente Commissione Medica per le pensioni di Guerra e consulente medicina legale; Col. Ilario Bramaccioni, Comandante della Polizia Locale di Senigallia; il Cap. Lorenzo Marinaccio, Comandante la locale Compagnia Carabinieri; il rappresentante del Comando Provinciale di Ancona della Guardia di Finanza. Rilevante, anche , la partecipazione di dirigenti regionali e provinciali dell’Unione. Erano infatti presenti il Cav. Santo Meduri, Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia; il Comm. Luigi Fulciniti, Presidente della Sezione UNMS di Milano, e direttore dell’ “Informatore della Sezione”; il Cav. Claudio Drago, Presidente UNMS di Bergamo; il Comm. Giuseppe Grana, Presidente UNMS di Rimini; il Prof. Antonio Iannarelli, Presidente UNMS di Isernia. Tra i messaggi di saluto pervenuti, quello del Gr.Uff. Crescenzo De Benedictis, Presidente della Sezione UNMS di Pordenone, impossibilitato a essere presente a causa di un previsto.

Qualche passaggio della Relazione Morale del Presidente Grand’Uff. Claudio Giovanetti... Non me ne vogliano i Parlamentari presenti, se alcune considerazioni vengono esternate in termini di non appropriato linguaggio. D’altra parte, la loro gradita presenza a quest’assemblea, è già di per se garanzia della loro indubitabile amicizia e della loro comprensione, quindi, è nostro dovere ringraziarli per la loro partecipazione e per l’autorevole attenzione che ci dedicheranno. Va doverosamente precisato, infatti, che le motivate lamentele dei Mutilati e Invalidi per Servizio Istituzionale, sono rivolte ai Membri dell’esecutivo e alle specifiche Commissioni Legislative, nelle quali evidentemente, è prevalsa la non volontà ad analizzare, attentamente, le giuste rivendicazioni presentate in termini di proposte di legge e che tanto ci riguardano. Che la categoria dei Mutilati e Invalidi per Servizio Istituzionale sia poco considerata, lo dimostrano i fatti. Tra questi non posso non ricordare il colpo di scure inferto di recente e in tutto silenzio, dall’attuale compagine Governativa che, con l’ormai noto “Decreto salva Italia”, ha eliminato l’istituto della pensione privilegiata. Come giudicare l’iniquo provvedimento di abolizione degli istituti

Da sin. l’Avv. Maurizio Guerra; il dott. Giuseppe De Rosa; il Sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi; il Presidente UNMS di Ancora, Claudio Giovanetti; il vice Prefetto di Ancora, Francesca Montesi; il Presidente della Sezione della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, Luigi di Murro; l’Avv. Paolo Guerra.

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Il Sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, su cortese invito del Presidente UNMS. Claudio Giovanetti, consegna una targa ricordo al Comm. Fulciniti, Presidente UNMS. di Milano

dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di Servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di Servizio, dell’equo indennizzo e appunto della pensione privilegiata, contenuto nell’articolo 6 del Decreto “Salva Italia” - di cui alla legge 214/2011 - per i dipendenti della Pubblica Amministrazione? Sono stati fatti salvi i comparti della Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico, siamo d’accordo, ma non dimentichiamo che del settore Dipendenti Pubblici fanno anche parte i Magistrati, il Personale della Scuola, gli Ospedalieri e persino gli appartenenti alle Polizie Locali. Si può affermare, senza alcun’ombra di dubbio, che si sta creando un’evidente situazione di palese disparità di trattamento, tra comparti del settore Pubblico. Si deve pensare ad altre future stangate e quindi ad altri provvedimenti penalizzanti che, come un colpo di spugna, cancellino come avvenuto con l’art. 6 - anche quell’altro poco che è rimasto nei restanti comparti, e che costituiscano qualche importante conquista in materia di previdenza nel settore sicurezza, Difesa e Pubblico Soccorso. Per ora quindi e sia pure a malincuore, nessun miglioramento economico o normativo si può annunciare in questa nostra Assemblea-Convengo, come giustamente i convenuti si aspetterebbero. Dobbiamo invece unirci al coro di proteste sostenute dai vari comparti e, tutti uniti, dimostrare con forza e determinazione che non possono questi insensati colpi di mano, a sanare o debellare la crisi economica in atto nel nostro Paese e purtroppo non solo. Da qui. il malcontento annunciato e che trae origine - da una parte - per la situazione economica dovuta a questa interminabile crisi, ma - dall’altra - non dimentichiamolo, per la totale mancanza di volontà politica e per il costante rifiuto della stessa all’approfondimento delle ragioni avanzate dalla nostra Unione, in tanti anni. Per non togliere ulteriore prezioso spazio di tempo, che vorrei riservare ai vari interlocutori che abbiamo l’onore di ospitare e il piacere di ascoltare, in segno di stima e considerazione per il sacrificio che profondiamo nei confronti degli aventi diritto a questo tipo d’assistenza, concludo dicendo che per questo 12° anniversario della mia Presidenza in questa Sede di Ancona il mio grande e quanto mai personale auspicio è quello di un pregresso di tutta l’Unione, in quanto l’Unione si deve reggere sulle Sane Forze che la compongono, a prescindere di ogni altra considerazione.

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IL PROF. LUGI DI MURRO... … dopo di aver ricordato che quella della sua partecipazione all’Assemblea Annuale dell’UNMS della Provincia di Ancona, è ormai una piacevole consuetudine decennale, ha sottolineato all’attenzione dei presenti il concetto della natura “privilegiata” del trattamento pensionistico spettante al dipendente dello Stato, sostenendo, provocatoriamente, che, l’attuale Esecutivo “Tecnico” alla guida del Paese, nell’ambito dell’azione di governo, finalizzata ad abolire situazioni di “privilegio”, ha ritenuto, “in primis”, sopprimere l’Istituto delle pensione privilegiata e dell’equo indennizzo, senza però toccare i benefici attribuiti nel corso degli anni alla classe politica dirigente, come da più parti invece giustamente auspicato. Il Presidente di Murro ha osservato che la precitata abrogazione, riferita ad alcune categorie del pubblico impiego, non si risolve in un “risparmio” per la Pubblica Amministrazione. Oltretutto si apre così la strada del contenzioso giurisdizionale - da attivarsi innanzi al Giudice Ordinario finalizzato al risarcimento del danno complessivo subìto per “causa di servizio” in favore delle specifiche categorie dei pubblici dipendenti”.

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Il Comm. Claudio Giovanetti, consegna una targa ricordo dell’Assemblea al vice Prefetto di Ancona, Francesca Montesi


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TRASFERIMENTO DELLA NOSTRA SEDE (purtroppo!) Sono passati ben quasi 30 anni, da quando, dal Comune di Milano, con l’allora Sindaco Carlo Tognoli, ci venne concesso in affitto per la sede della nostra Sezione l’appartamento di Via Ugo Foscolo, in pieno centro cittadino. Non era stato affatto facile. Ma con le nostre motivate sollecitazioni, con le nostre insistenze, dettate dalla necessità di dover lasciare liberi i locali di Via Pecchio (Zona Loreto), e con la benevolente disponibilità degli Amministratori Comunali, eravamo riusciti a risolvere il nostro grosso problema della Sede, e a risolverlo bene, visto il prestigioso indirizzo che ci veniva assegnato. All’inaugurazione della nuova Sede, venne in persona il Sindaco Tognoli, che pronunciò in quella circostanza parole di grande apprezzamento per l’attività svolta dal nostro Ente, per le sue finalità morali e filantropiche, con l’augurio per noi di un meritevole successo e di grandi soddisfazioni. Ora, a distanza di tanto tempo, dobbiamo purtroppo lasciare i locali di Via Ugo Foscolo, per spostare i nostri Uffici in un altro edificio, sempre del Comune di Milano, ma ubicato in zona meno centrale dell’attuale, e precisamente in Via Duccio da Boninsegna 21/23, nei pressi di P.le Buonarroti. (Metropolitana a cento metri - MM1) I motivi della richiesta di trasferire la Sede UNMS di Milano da Via Foscolo in Via Duccio da Boninsegna, derivano dal progetto di valorizzazione del complesso della Galleria Vittorio Emanuele II e dall’esigenza, quindi, di ottenere la piena redditività dei locali predetti, per il necessario reperimento delle risorse finanziarie e per fronteggiare gli ingenti oneri di manutenzione del complesso abitativo. È una questione di carattere economico pertanto, dalla quale purtroppo non si può prescindere. Il canone di affitto, da noi fin qui pagato, in effetti, era adeguato alla nostra situazione finanziaria di Ente Morale senza fini di lucro. Oggi, se volessimo rimanere in Via Ugo Foscolo, dovremmo accettare di pagare un canone molto più elevato rispetto all’attuale, e ciò non è possibile. Comunque, anche il nuovo canone che dovremo accollarci per la nuova sede, purtroppo, sarà molto più consistente di quello attuale. Ma non ci sono alternative, e che Dio ce la mandi buona. Il programma pertanto è il seguente: trasloco entro la prima quindicina di Ottobre, previa preliminare preparazione del traslocabile durante i mesi estivi, con l’auspicabile collaborazione di Soci e Dirigenti volenterosi. La Sezione pertanto rimarrà chiusa per i predetti motivi dal 1° di luglio.

1984: LA NOSTRA SEDE IN PIAZZA DUOMO! È veramente voluminoso il faldone che contiene gli atti accumulati per ottenere una Sede operativa degna del nostro ruolo. Iniziato nel 1980 con la formale richiesta di locali all’allora Sindaco Carlo Tognoli, si è concluso con il 14 aprile del 1984, con l’inaugurazione della nuova Sede. Ubicata nel cuore del Capoluogo Lombardo, dove la Galleria Vittorio Emanuele, oltre a essere il salotto della Città, è anche il facile ritrovo della maggior parte dei pensionati, la Sede di Via Ugo Foscolo costituisce una tra le tappe più importanti e significative della Sezione: quella cioè di veder localizzati i propri uffici operativi nel pieno centro cittadino, dando a essi oltre che grande rappresentatività, facilità di raggiungimento per tutti gli associati. L’inaugurazione, quell’indimenticabile 14 aprile del 1984, fu fatta dal Sindaco in persona, presente l’Assessore al Demanio, Architetto Giuliano Banfi e altre Autorità Cittadine. Il Presidente Fulciniti, orgoglioso dell’evento, pronunciò parole di grande riconoscenza per l’Amministrazione Comunale, e per il Primo Cittadino di Milano, che si era prodigato in prima persona, per la soluzione del nostro problema.

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Il sindaco, Carlo Tognoli (a sin.), inaugura la sede di via Ugo Foscolo

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La Sezione è intervenuta in favore di: Pavan Franco, Ministero della Difesa, aggravamento Villa Pierina Vedova Zemella, Ministero Economia e delle Finanze DP, reversibilità Tessadori Marco, Ministero Economia e delle Finanze DP, contenzioso Indennità Integrativa Speciale Gritti Alfonso, Ministero Economia e delle Finanze DP, contenzioso Indennità Integrativa Speciale Maspero Nerina Vedova Re, Ministero Economia e delle Finanze DP, reversibilità Terribile Aldo, Ministero della Difesa, aggravamento Giannatelli Giambattista, Ministero Economia e delle Finanze DP, contenzioso Indennità Integrativa Speciale Adriana Pivoli Vedova Valdonio, INPDAP, reversibilità Magni Dea Vedova Smacchia, Ministero Economia e delle Finanze DP, reversibilità Pessina Mauro Ministero, Economia e delle Finanze DP, contenzioso Indennità Integrativa Speciale Camuso Linda Vedova Filoseta, Ministero Economia e delle Finanze DP, reversibilità Ferrari Franca Ved. Altavilla, Ministero Economia e delle Finanze DP, reversibilità Alcaro Angiolina Vedova Guidara, Ministero Economia e delle Finanze DP, reversibilità

RISCOSSIONE QUOTE ARRETRATE Carlo L. 2010 Giorgio G. 2010 Ugo D. 2006 - 2007 - 2008 - 2009 - 2010 Raffaele Z. 2008 - 2009 - 2010 Cosimo C. 2007 - 2008 - 2009 - 2010 Fausto C. 2010 Pietro G. 2006 - 2007 - 2008 - 2009 - 2010 Giambattista G. 2007 - 2008 - 2009 - 2010 - 2011 Pietro G. 2011 Giuseppe S. 2011 Ettore T. 2011 Leonilde C. 2011 Olao Z. 2011 Evaristo A. 2010 - 2011 Maria L. 2009 - 2010 Pietro P: 2011 Giuseppe S. 2011 Ettore T. 2011 Leonilde 2011 Olao 2011 Evaristo 2011 Eugenio 2011 Fulvio 2010 - 2011

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- € 41 - € 41 - € 205 - € 123 - € 174 - € 41 - € 205 - € 205 - € 41 - € 41 - € 41 - € 41 - € 41 - € 82 - € 82 - € 41 - € 41 - € 41 - € 41 - € 41 - € 41 - € 41 - € 82

I NUOVI SOCI 6720 VILLA PIERINA Vedova ZEMELLA 6721 TREZZI LUIGI - Aeronautica Militare 6722 CURTI ANNUNZIATO - Socio Simpatizzante 6724 MASPERO NERINA Vedova RE 6724 GRITTI ALFONSO Ministero Difesa 6725 GIANNATELLI GIANBATTISTA - Ministero Difesa 6726 ASTORINA GIACOMINA Vedova PIAZZO 6727 MAUGLIANI MICHELE da elenchi Deleghe 6728 CAMUSO LINDA Vedova FILOSETA 6729 MAGNI DEA Vedova SMACCHIA 6730 TOSI ANDREINA Vedova CONTI 6731 PESSINA MAURO - Ministero Difesa 6732 MIGLIAVACCA MARCO - Ministero Difesa 6733 FINO CARMELO - Ministero Difesa

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SERVIZIO DI SEGRETARIATO SOCIALE


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34 LA GENEROSITÀ DEGLI ASSOCIATI Alba Mario Albrici Francesco G. Alzati Lina Ved. Pozzoli Gino Amichetti Aurelio Amorotti Evaristo Aprile Cosima Ved. Eramo Arzuffi Maria Ved. Lecchi Avanzini Cesare Barbaglia Luigi Bellotti Rosanna Bellusci Sergio Bergamini A. Ved. Negri Bernardini Andrea Bertani Luisa Ved. Olgiati Bertocco Albertino Bertoni Elvio Besana Remo Bianchi Giancarlo Billo Ugo Bonesi Bruno Boselli Giampiero Brambilla Riccardo Bruschi Tommaso Burattini Antonio Camporeale Saverio Carena Pierina Ved. Sabbioni Carnello Alessio Cattaneo Giampiero Cazzaniga A. Ved. Perego Cazzaniga Giuseppe Ceriani Egidio Ceruti Aldo Chiulli Giulio Cilli Giovanni Cinneri F. Ved. Bonaventura Clini Eliseo Conti Paolo Corosiniti Rocco Cosenza Francesco Cossu Vittorio Cristiani Italo Croci Livio Dadda G. Ved. Comandu D’aiello Fulvio Danzi Pietro De Croci Gaetano De Giampaulis Antonio Defilippis Giovanni Delledonne Giampiero Di Lallo Felice Draghi Maria Ved. Villa Dubini Leonardo Ferrari Anselmo Ferrario Carlo Ferrario Pietro

€ 19,00 € 19,00 € 50,00 € 20,00 € 27,00 € 20,00 € 100,00 € 40,00 € 59,00 € 50,00 € 100,00 € 20,00 € 60,00 € 20,00 € 59,00 € 359,00 € 29,00 € 19,00 € 59,00 € 59,00 € 20,00 € 139,00 € 15,00 € 150,00 € 50,00 € 107,00 € 49,00 € 39,00 € 150,00 € 44,00 € 30,00 € 29,00 € 39,00 € 20,00 € 45,00 € 30,00 € 60,00 € 19,00 € 30,00 € 1.000,00 € 50,00 € 69,00 € 59,00 € 37,00 € 50,00 € 49,00 € 59,00 € 30,00 € 59,00 € 50,00 € 49,00 € 59,00 € 40,00 € 59,00 € 59,00

Filoseta Teodoro Fiocchi Giuseppina Ved. Brega Fioravanti Giorgio Forlani Agnese Ved. Consolini Forlani Gianbattista Fradegrada Ismaele Bassiano Fregoni Angelo Gabelli Giovanni Gabrieli Giancarlo Galdoni Francesco Galimberti I. Ved. Gogna Ghisoni Antonio Giannatelli Giambattista Giola Giuseppe Giorgetti Ernesto Amedeo Giuriola Antonio Givoia Giorgio Gorla Renato Granatiero Venturo Gregorio Salvatore Gritti Alfonso Groppelli Severino Guanella Dr. Emilio Hertel Giovanna Invernizzi Anna Ved. Bellaviti Lamera Luigia Ved. Tonus Lapenna Domenico Liberti Elia Lochis Pasquale Maglio Giovanni Manigrasso Francesco Marinello Giorgio Martina Antonio Maruca Adelina Ada Ved. Masi Masella A.M. Ved. Vertoldi Minelli Gianluigi Moccia Raffaella Ved. Manca Montelatici A. Ved. Barreca Morelli Carlo Moretto Angelo Natola Rosa Ved. Lamacchia Negri Emilio Pallecchi Maria Ved. Pavesi Palumbo Vincenzo Parravicini Paolo Patane’ Salvatore Pavani Rag. Sanio Pea Giovanni Battista Pessina Mauro Pinzo Sergio Pizzamiglio Claudio Pizzuto Santo Polenghi Anna Ved. Musetti Polidoro Domenico Pozzobon Primo

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€ 50,00 € 109,00 € 1.000,00 € 39,00 € 29,00 € 19,00 € 34,00 € 60,00 € 250,00 € 59,00 € 20,00 € 19,00 € 200,00 € 40,00 € 20,00 € 19,00 € 25,00 € 50,00 € 25,00 € 59,00 € 26,00 € 40,00 € 59,00 € 20,00 € 100,00 € 29,00 € 50,00 € 14,00 € 59,00 € 29,00 € 44,00 € 100,00 € 59,00 € 50,00 € 29,00 € 42,00 € 59,00 € 50,00 € 39,00 € 20,00 € 20,00 € 259,00 € 41,00 € 50,00 € 100,00 € 60,00 € 34,00 € 29,00 € 26,00 € 18,00 € 59,00 € 50,00 € 59,00 € 20,00 € 20,00

Pozzoli Luigi Primavera Michele Ramari Umberto Ravasio Giorgio Giuseppe Redaelli M.T. Ved. Pennati Resentini Raffaele Rosina Annamaria Ved. Urso Ruffoni Giovanna Sancini Giovanni Sgroi Salvatore Simonetti Pierino Sirianni Mario Solda’ Elena Ved. Nizzero Soldati Gianfranco Stapane Crocifisso Stoppini Natalino Stucchi Walter Tacchinardi Alfio Talotta Antonio Terribile Aldo Tessadori Marco Terzoli Vincenzo Testa Ersilia Tonna Mauro Tozzi Ubaldo Tullio Filippo Valaguzza Ida Ved. Maioriello Valtolina Cesare Varani Giovanni Varisco Giuseppe Varrato Enio Veneri Antonio Nello Ventura V. Ved. Plevano Vercio Aurelio Verderio Giovanni Vertoldi Marilisa Vertoldi Sabina Orf. Vitali Fiorella Ved. Arnoldi Vitarelli Carlo Zanon Domenico

€ 18,00 € 50,00 € 59,00 € 39,00 € 60,00 € 20,00 € 50,00 € 30,00 € 29,00 € 20,00 € 19,00 € 19,00 € 29,00 € 50,00 € 20,00 € 59,00 € 59,00 € 50,00 € 100,00 € 20,00 € 26,00 € 49,00 € 50,00 € 59,00 € 7.000,00 € 20,00 € 40,00 € 20,00 € 60,00 € 39,00 € 39,00 € 100,00 € 1.000,00 € 59,00 € 21,00 € 29,00 € 29,00 € 50,00 € 59,00 € 23,00

Vedani Aldo - Milano Giacummo A. - Castelvolturno Unms Trapani Alessandrelli E. - Sassorerrato Domenichini Ennio - Pavia Bertini Mino - Sarzana Gottardi Silvestro - Cembra Pirri Benedetto - Agrigento

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40,00 30,00 25,00 15,00 40,00 40,00 50,00 20,00

Un particolare ringraziamento va al socio TOZZI UBALDO, per la sua spontanea generosità dimostrata con il versamento di un contributo economico di €7.000(settemila), quali segno di profonda gratitudine verso la sezione per la peculiare attività da essa svolta in favore dei nostri rappresentati.

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FRANCO FERRARI Ha lasciato di sé un ricordo indelebile di persona per bene, per la sua abituale correttezza, per la sua cordialità, per la sua spontanea partecipazione attiva alla vita della Sezione. Se n’è andato in punta di piedi, così come per abitudine faceva quando veniva in Sezione, per paura di disturbare. Era un uomo dotato di profondi sentimenti umani, ed esprimeva sempre e a tutti la sua solidarietà nei momenti difficili della vita, incoraggiando e offrendo aiuto a chiunque ne avesse bisogno, conforto e sostegno morale. Nel giorno del suo funerale, l’11 gennaio 2012, il nostro Comitato Direttivo era presente al completo con il Labaro Associativo, e nel volto di ogni componente traspariva la commozione e il cordoglio, per una così grande perdita.

VITO SMACCHIA Era componente del nostro Comitato Direttivo da vecchia data. Persona di grande affabilità, collaboratore attento, rispettoso dei soci e dei colleghi dirigenti, curava, con profondo senso di responsabilità, il servizio di sportello e il coordinamento del gruppo di rappresentanza del nostro Sodalizio. La sua assiduità nello svolgimento dei compiti che gli venivano affidati e il carattere gioviale e allegro tipico della sua persona, erano oggetto di grande ammirazione da parte di tutti e di evidente soddisfazione per la Presidenza. Vito Smacchia, in altre parole, ha dato un notevole contributo per l’affermazione della nostra Sezione nel tessuto sociale e associativo della nostra Città, e gliene va merito. Lo ricorderemo sempre per queste sue virtù, e certamente lo ricorderanno anche i numerosi soci che in occasione delle loro visite allo sportello della Sezione ne apprezzavano le di Lui qualità umane, il senso dell’altruismo, e l’attaccamento all’Unione. Con sentimenti di solidarietà e profondo cordoglio per le loro famiglie, ricordiamo i

PAOLO CONTI Era un socio veterano della nostra Sezione, alla quale si era iscritto fin dal 1957. Già componente il Comitato direttivo, si era fatto notare per la buona volontà di contribuire al successo del nostro Ente, e all’affermazione della nostra presenza nel mondo sociale e nel tessuto cittadino. Ha offerto la sua piena disponibilità e la sua fattiva collaborazione fino a quando, per motivi di salute, ha dovuto, con rammarico e rincrescimento, rinunciare a frequentarci e a declinare ogni incarico associativo, diradando le sue visite in Sezione. La sua, è stata una collaborazione utile e molto apprezzata per la realizzazione dei vari programmi operativi in favore degli associati che lo ricorderanno sempre, con senso di gratitudine e solidarietà.

GENNAIO-GIUGNO 2012

SOCI CHE CI HANNO LASCIATO BETTINELLI PIETRO BORNATI ANGIOLINO CARENA GIULIO CE’ LUIGI FALCOMETA’ ANTONINO FANTINI ALBERTO FILOSETA TEODORO GRUSSU ELIA LA POSTA FERDINANDO MANDARANO ROBERTO PATRUNO SAVINO PAZIENZA LIDIA PIAZZO FRANCESCO RE LUIGI TASSARI ROBERTO TOMMASI GIOVANNI VALDONIO GRAZIELLO VOLTA PIETRO ZEMELLA CELSO

DELLA SEZIONE

... VITA DELLA SEZIONE • SEGRETARIATO SOCIALE • PUBBLICHE RELAZIONI ...

Grave lutto della nostra Sezione per la scomparsa di Franco Ferrari e Vito Smacchia, componenti in carica del Comitato Direttivo e Paolo Conti, ex Consigliere


C’ERO ANCH’IO

INFORMATORE  
INFORMATORE  

gennaio-giugno 2012

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