Cociancich intervento in aula (14 luglio 2014)

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Senato della Repubblica 277ª Seduta

– 108 – Assemblea - Resoconto stenografico

XVII LEGISLATURA

14 luglio 2014

in gioco non e` solo la democrazia costituzionale, ma forse la democrazia nel suo complesso: una riflessione per tutti. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il senatore Cocianchich. Ne ha facolta`. COCIANCICH (PD). Signor Presidente, ho ascoltato con vivo interesse molti degli interventi che mi hanno preceduto e devo dire che ne sarei rimasto molto colpito se l’Italia fosse una piccola isoletta in mezzo all’Oceano Pacifico, dove tutte le relazioni, industriali o culturali, fossero gestite all’interno di una piccola comunita`. Purtroppo, o per fortuna, non e` cosı`. l’Italia e` un grande Paese industriale, manifatturiero, un Paese che ha una dimensione finanziaria importante ed e` un attore importante all’interno del commercio internazionale. Oggi viviamo una profonda crisi economica derivante da un fatto che ha una dimensione globale: oggi gli investimenti vengono effettuati in Paesi dove sono piu` vantaggiose le condizioni del mondo del lavoro, dove c’e` una maggiore efficienza della macchina burocratica e amministrativa e dove la giustizia e` maggiormente efficiente. L’Italia, tra i Paesi di democrazia occidentale, e` rimasta l’ultima, la meno efficiente, la piu` trascurata dal punto di vista degli investimenti stranieri e, pertanto, quella in cui la crisi del lavoro si sente con maggior pesantezza. Tutti oggi si riempiono la bocca sostenendo che vogliono pensare a quello che e` veramente importante, cioe` ridare lavoro ai nostri giovani e a chi l’ha perduto, ma ci si dimentica del fatto che l’Italia oggi viene trascurata dai grandi investitori internazionali e quindi rimaniamo marginali nel traffico commerciale e industriale del mondo occidentale. Questo perche´ le nostre istituzioni sono ormai arrugginite, incapaci di rispondere alle sfide poste. Quindi, riformare le nostre istituzioni non e` l’idea balzana di un giovane dittatorello, come in qualche modo Renzi viene dipinto da chi mi ha preceduto, ma e` invece la consapevolezza che oggi tale riforma e` una partita necessaria per ridare slancio alla nostra economia, senza la quale qualunque speranza di ridare forza al mondo del lavoro, di ridare ricchezza ai nostri concittadini risulta una mera chimera. Nel disegno di legge presentato questa mattina c’e` un elemento che e` stato messo poco in evidenza ma che vorrei sottolineare: la dimensione europea della riforma. L’articolo 55, come modificato dal lavoro della Commissione, sottolinea l’aspetto che vorrei commentare: oggi al Senato verra` riconosciuta anche una funzione di raccordo tra le istituzioni europee e le nostre istituzioni nazionali e locali. Questo e` un nodo fondamentale, perche´ l’Europa, che considero l’unica possibile risposta alla grande crisi economica che ci attanaglia, oggi e` il nostro contenitore, il nostro orizzonte fondamentale, anche dal punto di vista istituzionale. Tutti oggi parlano di un bicameralismo perfetto che si vuole modificare. Pochi si rendono conto, mi sembra, che in realta` oggi non siamo in un bicameralismo, ma stiamo vivendo in un sistema molto piu` articolato che qualche volta, un po’ per ridere, ho definito tricameralismo imperfetto, perche´ ci sono