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STEFANO DONATO


“Il mare è come l’anima, assorbe e riflette tutte le nostre emozioni, sensazioni, aspettative...”


A mia Madre


Prefazione: Vittorio Sgarbi Testi

Sandra Giannattasio, Anny Baldissera, Franz Riccobono, Pina D’Alatri, Maria Teresa Prestigiacomo, Mina Beer, Vito Cracas, Claudio Lepri, Paolo Levi. Testimonianze

Ugo Moretti, Vittorio Scorza, Paolo Levi, Claudio Lepri, Fabio Massimo Penna, Giorgia Gemo, Togo, Sigfrido Oliva Fotografia

Giangabriele Fiorentino, Carlo Lorino. Progetto grafico e copertina

www.giottoartedellastampa.it

Info e contatti:

Studio: Via L. Respighi, 16 - Roma Cell. 336 754219 www.romart.it - www.leonearte.com - stedonato@alice.it Stefano Donato pittore

© Stefano Donato - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione parziale o totale del presente catalogo senza autorizzazione scritta.


“La selezione dell’operato di Stefano Donato in occasione del progetto editoriale “Italiani” attesta la validità del suo impegno stilistico. La sua presenza conferma la grandezza del panorama artistico contemporaneo” Vittorio Sgarbi

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Stefano Donato L’arte è la mia vita


Manifesto della Vara e i Giganti di Messina edizione 2013

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Il Pondus lirico

Magia di un viaggio

Gli scogli emergenti e abbruniti dalle loro stesse superfici anfrattate emergono da un calmo mare azzurro, ma possono suscitare un cielo rosa aranciato. Questa è la padronanza fantastica di un artista lirico del pennello, come Stefano Donato, il cui Leopardiano “pensiero dominante” è la memoria della solarità ponderosa della sua terra siciliana, che è per lui non soltanto la realtà di una matrice etnografica, ma il punto di riferimento costante della sua poetica d’artista. Sui muri arsi dalle calcine, sugli accecanti contrasti di luce risolti con l’efferatezza di una drammaticità immobile, come è la storia della sua terra, domina il tenace ancoraggio affettivo di una naturale estetica del paesaggio, nei luoghi peraltro vissuti e rivissuti nella salda emotività di un discorso poetico costante. La tenacia di un riferimento duraturo, salvo poche eccezioni in cui l’artista rivolge la sua attenzione al “nuovo” paesaggio romano, alla propria terra d’origine caratterizza anche l’aderenza dei parametri estetici di Stefano Donato a una “impressione” sintetica della forma, che ora sembra allontanarsi dallo spirito di deformazione espressiva in cui l’artista aveva tentato precedenti prove, avvicinandosi alla “maniera” di Guttuso. Ma anche in questi paesaggi romani Stefano Donato rivela una ferma aderenza al dato percettivo, costruendo salde volumetrie geometriche e ancorando poi il dato oggettivo della costruzione ad una salda emotività fatta di atmosfere ferrigne, velate da toni sublucani. Sandra Giannattasio

In una lunga teoria di impressioni, di emozioni e vibrazioni dell’anima Stefano Donato esprime, in una particolare creatività di figurazioni pittoriche, la magia di un viaggio che, dai caldi cromatismi della Trinacria, approda alle suggestive atmosfere della Capitale, per meglio definire un ponte ideale, sapientemente orchestrato, tra culture e realtà divergenti. Il senso classico che nell’antico ripropone il nuovo, emerge nelle opere di Donato, sia quando, dai colori vibranti, solari ed esplosivi si passa alla paesaggistica e alle luminosità sottotono, fino ad arrivare ai cromatismi, crepuscolari dei notturni, tipicamente ossianici. In tutte le sue opere Donato, pur nelle forti variazioni delle tonalità* formalizza una precisa poetica, qualificata secondo stilemi particolarmente definiti quali le stratificazioni di tetti ammassati con scansioni ritmate, nelle quali si rintracciano originali campiture spaziali e una precisa tavolozza cromatica. Per meglio precisare, Donato coglie, in una sezione espositiva, la luminosità quasi lattiscente dei forti cromatismi siciliani; definisce poi una seconda teoria di opere paesaggistiche, dai colori più attutiti, pacati, quasi intimistici, fino all’ultima sezione, caratterizzata da atmosfere quasi nordiche con squarci di luci e lontani chiarori, tanto cari a Courbet, per meglio cogliere il senso magico e misterioso della realtà. Anny Baldissera

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Il mare del mito La familiarità di Stefano Donato con le arti figurative, potremmo definirla genetica, consequenziale all’ambiente fisico in cui egli è nato e vissuto. Questo l’habitat, il luogo di crescita e formazione di Stefano, pittore bambino, che a soli 9 anni va a bottega dal maestro neorealista Alfredo Francato. Pennellata veloce, decisa, disegno essenziale, tavolozza solare, luminosa come la sua terra madre. Natura, paesaggio, mare e colline, case e vulcani, tutto immerso nella luce, tanta luce, tant’è che un carattere peculiare dei dipinti di Stefano Donato è costituito proprio dai notturni, illuminati sempre dal riverbero di mirabolanti policromie che rendono gioiosa la notte. Il suo stile è inoltre caratterizzato da un latente senso di solitudine; la figura umana è pressoché assente, latitante, ancorché quello raffigurato sia un paesaggio, un territorio fortemente antropizzato, ricco di architetture elementari ma anche barocche, altisonanti, solenni. Una sorta di fuga dalla circostante moderna realtà, pare motivi le scelte iconografiche di Stefano che nelle sue opere alterna la natura Mediterranea delle origini alle architetture composite e magniloquenti del paesaggio urbano romano. Cresciuto e consolidatosi nell’ambiente straordinario della Capitale, il nostro siciliano ne assimila le pregnanti valenze pur non tralasciando l’impostazione di origine che ritroviamo nella pennellata grassa, abbondante, nella policromia inusitata, nella luminosità quasi irreale che trascendendo da contingenze contemporanee ci riporta a culture lontane i cui esiti ritornano nei dipinti di quest’ultimo esempio di raffinato sentire che fu del mondo dei gattopardi isolani, isolati nella propria sublime astrazione. Nelle sue tele la raffigurazione appare traslata da recondite visioni oniriche, sogni lontani di paesaggi

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silenti, ammantati di mistero. Colori elementari, e ad un tempo elaborati, quelli di una tavolozza in cui il giallo appare ritagli di sole, il bianco algido di luna, l’azzurro più azzurro del mare, il verde pestato da mille erbe, il viola estratto da succosi fichi d’india, tutto in uno scadenzato susseguirsi di emozioni cromatiche di natura schiettamente siciliana. Quadri che sembrano quasi estratti dalla variopinta vetrina di un pasticcere isolano. Franz Riccobono


Luci nella notte

Memorie tra luci e ombre

Scene e suggestioni tutte meridionali nella mostra personale di Stefano Donato di Migliardo “Il mare del mito tra Scilla e Cariddi”. L’artista vive a Roma e opera in via Margutta ma non dimentica la sua origine messinese, anzi ne è fiero, pur non nascondendo la propria amarezza di fronte a tanta bellezza trascurata e spesso violata. Tra i suoi dipinti, ha avuto gran successo “La vara dell’Assunta” cui è stato assegnato il primo premio nel concorso tematico di pittura tenutosi nel 2012, presieduto dal maestro Togo. L’immagine è infatti poi stata scelta come manifesto dell’evento rituale della Vara nell’edizione 2013. Donato si collega alla linea pittorica siciliana: i suoi paesaggi si stagliano tra terra e mare con effetti cromatici di sapiente fattura, talvolta solo una striscia di luce demarca i confini. Anche i notturni sono accesi da riverberi: l’oscurità è bandita dal mondo pittorico di Donato. Le distese marine sono illuminate e mosse dalle vibrazioni della luce sul pelo dell’acqua. L’intenso effetto cromatico serve a far emergere l’insita bellezza dei luoghi che tende a passare inosservata nel marasma del quotidiano. Raramente figure umane animano le tele, nel blocco squadrato delle case, l’uomo non compare: la sua assenza dalla scena pittorica sembra voler significare la solitudine esistenziale, l’insensibilità verso la bellezza e la violazione costante della natura. Invece ieratiche sono le immagini sacre, quale, in particolare, la Madonna della Lettera, rassicurante presenza che guida, vigilia e protegge l’umanità festante stretta intorno. Il fascio di luce che promana dall’immagine sembra richiamare la speranza che una città prostrata possa risorgere e riappropriarsi di sé. Pina D’Alatri

Poeta-pittore o pittore poeta, questo nostro figlio dello Stretto di Messina, cullato da miti e leggende e svezzato ai tramonti all’occaso sul mare Tirreno, allevato con fragranze di zagare e limoni? Stefano Donato, messinese, romano d’adozione, ci offre spaccati di quel Paradiso dello Stretto che trionfa sul mare Mediterraneo dal cuore antico... fatto di lampare e di imbarcazioni per la pesca del pesce spada, fatto di silenzi colorati che hanno il ritmo cromatico della notte e dell’alba, del tramonto e dell’aurora... Una pittura, quella dell’artista dello Stretto, nella quale il colore ed il silenzio della meditazione, senza presenze umane, rappresentano elementi stilistici che affermano la forte personalità del pittore. Egli si avvale di una sua originale grammatica pittorica, di un suo personale impianto scenico che rivela, nell’adozione di una brillante tavolozza cromatica, il forte senso di appartenenza al Mediterraneo. Forza ed incanto, padronanza tecnica e capacità di cogliere soavi atmosfere (da Roma Capitale ai suggestivi paesi del suo amato Sud d’Italia) fanno delle opere di Donato una splendida avventura, d’arte e poesia, un’avventura “ecologica” in cui l’autore diventa protagonista, assieme al fruitore dell’opera stessa, di un intimo abbraccio con una natura incontaminata, o “sognata”, in una dimensione contemplativa, profondamente spirituale e di memoria storica. Maria Teresa Prestigiacomo

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Intense atmosfere Se pensiamo alle immagini che ci vengono in mente per un pittore, immagini che percepiamo come emblematiche per la sua arte, Stefano Donato è soprattutto il maestro dei notturni impressionanti, dai colori drammatici, tra la realtà e la poesia, perché gli riesce, come a pochi altri, di creare quelle atmosfere al tramonto quando il cielo si colora come una tavolozza viva e vibrante. Roma, dipinta in questo modo, diventa magica, avvolta in un’atmosfera speciale, con il cielo colorato dagli ultimi riverberi del sole, già calato sotto la linea dell’orizzonte, ma che si rispecchia nelle nuvole e così crea colorazioni simili a fuochi nel cielo, o a brace appena spenta. Sono, come il titolo del quadro “Ultime luci all’isola Tiberina” delle luci che fanno brillare il cielo anche sopra gli altri ponti della città che sono un tema ricorrente per il pittore. È una tavolozza dominata spesso dalle armonie viola, blu, giallo che ci ricordano la tradizione di Gauguin, con una dominazione degli accenti caldi tipici dei Paesi del Sud, come quelli dei mari tropicali che conosciamo dai quadri del geniale olandese, e anche del Mediterraneo. Così il pittore siciliano dà a quelle atmosfere un’intensità e un sentimento che rendono ogni suo quadro una finestra aperta verso un’emozione continua. L’esperienza professionale d’alto livello come scenografo del pittore è la base per creare anche scenari così coinvolgenti nei quali il suo paesaggio realistico può sembrare così enigmatico, pieno di una drammaticità inaspettata che viene dai colori spettacolari dei cieli, dalle nuvole in etemo movimento. Lo stesso effetto impressionante trasmettono i suoi quadri dei vulcani, quando la Sciara del fuoco di Stromboli sprofonda dal versante al mare e la luce del fuo-

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co sembra bruci gli occhi facendosi strada come se spaccasse in due il quadro. Guardando l’Etna che erutta c’impressiona come l’artista presenta il fuoco, quello vero e quello irradiato dal sole che poi viene riflesso nei cieli e nell’acqua. E anche nei paesaggi siciliani si sente una vena metafisica, dalle forme architettoniche geometriche, essenziali, con una forza della linea che conduce la narrazione con una semplicità laconica. La sensazione metafisica diventa più chiara con la presenza in qualche quadro delle figure umane viste da lontano, come un segno della nostra percezione. Le scene della mattanza, le cassette con pesci ci fanno venire in mente i momenti di vita quotidiana ripresi da Renato Guttuso... Anche la ragazza al risveglio è così reale e piena di vita, la sua posa, i suoi capelli sciolti sul cuscino ci ricordano le ragazze dai capelli d’oro di Segantini, ma a differenza della loro tristezza quella siciliana è raggiante, gli occhi civettano sfuggenti. Ogni quadro del pittore è colmo di speranza, brilla di vita con il sole, la “metafisica” non è triste, è diversa, è mediterranea, piena di promesse. Mina Beer


Il mare in una stanza «Stefano Donato, ispirato dalla calda luce del mediterraneo, predilige paesaggi, panorami e vedute. La sua arte sa combinare con efficacia scelte prospettiche rigorose e cromatismi morbidi, dai toni al limite dell’onirico. La scelta di composizioni ariose ed equilibrate invita l’occhio dello spettatore a perdersi tra i dettagli, tracciati da una pennellata sicura, che distribuisce sulla tela campiture nette e dai toni saturi. La tecnica prevede infatti una stesura del colore piuttosto omogenea ed in grado di valorizzare ogni tema. Negli scenari urbani infatti è perfetta per dare tono e volume alle architetture, come nel caso dei tetti di Roma, in cui l’agglomerato urbano si compone in una moltitudine di geometrie sapientemente modulate; nel caso delle marine invece, essa anima con grazia le superfici di acqua e cielo, facendole incontrare all’orizzonte in un romantico abbraccio. Le opere di Stefano Donato mostrano un commovente trasporto emotivo per ogni soggetto rappresentato. Ciascun panorama marino racconta infatti una Sicilia, per l’artista senz’alto pregna di ricordi, un po’ malinconica e dagli scorci ammalianti: ciascun quadro narra una piccola grande storia che permette di perdersi tra magici tramonti, osservare momenti di lavoro sulle imbarcazioni dei pescatori, giorni di riposo estivo sugli scogli e spettacolari eruzioni vulcaniche, descritte con tocchi di colore luminosissimi e fugaci. Ogni veduta di Roma celebra invece l’incontro e la relazione: la città appare nello stesso istante placida ma brulicante di vita, con decine di abitazioni ordinatamente l’una sopra all’altra. Da segnalare inoltre la speciale attenzione che Stefano Donato sa dedicare alla resa atmosferica: ogni opera possiede un clima ed una temperatura ben precisa, ed ogni cielo

è diverso dall’altro. Ciò non può che rivelare una grande capacità di osservazione, frutto di sensibilità ed esperienza, soprattutto per quanto concerne lo studio della luce e dei suoi svariati effetti nelle diverse ore del giorno.» Vito Cracas

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Misteriosi e significativi silenzi L’attività artistica di Stefano Donato, pittore siciliano di indubbio stile, mostra una vocazione arcaica e romantica, improntata ad una cifra stilistica comune a quasi tutte le opere, autentiche testimonianze delle sensazioni dell’artista, che traduce sulla tela le tematiche più significative del suo percorso, basate sull’attenta osservazione e manifestate esplicando due tematiche fondamentali: cupole e tetti di Roma, città in cui vive, e paesaggi e paesi di mare, prevalentemente ispirati dalla sua terra natia: la Sicilia. Donato ha uno stile lineare nella definizione del tratto ed una pennellata ad ampio respiro nella estensione cromatica, caratteristiche che sintetizzano mirabilmente una scelta artistica legata da un connubio che rende la sua firma autorevole ed estremamente rappresentativa in una narrazione esauttiva di sentimenti, spesso scevra della presenza umana, che rende le opere pervase da misteriosi e significativi silenzi, quei silenzio che fanno ascoltare la voce dell’anima in un tripudio di messaggi naturalisti che inducono alla meditazione, dove sovente sono inseriti elementi architettonici costruiti con sapiente maestria nell’assemblaggio, e la ricerca dell’impianto scenico vive atmosfere di rappresentazione immediata, dove risalta la qualità narrativa. I tramonti, presenti sia nelle cupole e nei tetti di Roma, sia nei paesi marittimi della Sicilia, esaltano lo spirito romantico dell’artista, che eleva il suo pennello sulle vestigia millenarie di Roma con cromatismi ocra, rosso aranciato e cieli tra l’azzurro indaco e il blu cobalto, che ravvivano con proprietà di linguaggio le atmosfere più appropriate. I paesaggi marinari e i piccoli paesi arroccati sulle colline sono retaggio dei ricordi di gioventù, impron-

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tati a quella calma quiescente che l’artista trasmette in ogni sua opera. Di particolare pregio la rappresentazione dedicata ai faraglioni di Acitrezza, paese dove Giovanni Verga ambientò il romanzo “I Malavoglia”. L’opera definisce con contorni netti gli stacchi cromatici tra il cielo, gli scogli e il mare in una sorta di “senza tempo” destinato a futura memoria. Stefano Donato è artista maturo e completo nella sua manifestazione pittorica, mostrando un notevole talento che evidenzia il rapporto tra le sensazioni dell’anima e l’abile traduzione pittorica del vissuto. Claudio Lepri È bello ogni tanto, poter apprezzare attraverso l’arte la semplicità di un momento, la bellezza intrinseca ad ogni cosa, anche la più piccola, anche quella che diamo per scontata. Ed è questo che accade grazie alla pittura di Stefano Donato, si torna ad apprezzare quella bellezza che tendiamo a dimenticare o sulla quale non ci soffermismo mai. Donato dipinge sospinto dall’amore che ha non solo pe la pittura, ma per tutto ciò che lo circonda, a partire dalla natura fino a giungere all’emozione di un sentimento. Molteplici sono le sfumature delle sue opere, e il colore si rallegra stimolato da toni brillanti come quelli del bianco e del giallo, creando un soggestivo gioco di luci e ombre. Cantore della bellezza più autentica, ci regala scorci naturalistici e urbani che racchiudono in essi il fascino eterno di un luogo, la magia di un ricordo, di una memoria che torna alla mente attraverso il dispiego di energie tonali e giochi prospettici. Paolo Levi


Testimonianze C’è in questi paesaggi lo stile personale di un pittore siciliano, una corrente inarrestabile del vento del sud, come nelle canzoni dialettali che nessuna versione in lingua pulita può dar loro gli accenti e la passione della purezza originale. Ugo Moretti Qualcosa di metafisico è nella linearità del costrutto, nel semplificato oggettivarsi delle forme, nelle essenzializzate geometrie che dividono dei volumi, dei piani, degli spazi. E a codesto assoluto rigore di stile che riscontro il senso di sorpresa poesia il quale sovrasta ogni evocato ricorso che l’artista ferma nella tela con segno sicuro e con una vivida materia ovunque ricca di accordi, di risonanza, di echi Vittorio Scorza Nella sua ricerca Stefano Donato rappresenta la continuità espressiva e poetica nella scuola Romana degli anni tra le due guerre. In questo contesto si ritrovano stilemi espressionistici che rinunciano al verismo romantico. Paolo Levi L’artista ha il dono di regalare al fruitore atmosfere appropriate ai luoghi raffigurati, con propensione al tratto geometrico rigoroso per ciò che riguarda le costruzioni architettoniche. I cromatismi sono vivaci e spettacolari, le visioni paesaggistiche tendono all’aspetto panoramico della ripresa dall’alto, in dimensioni prospettiche di ampio respiro che denotano la mirabile qualità compositiva dell’impianto scenico. Claudio Lepri

Tra le tante straordinarie opere presenti in mostra ricordiamo i paesaggi di Stefano Donato. Il pittore messinese esibisce le sue vedute romane, spesso declinate al crepuscolo e connotate da uno stile che rinvia alla scuola romana. Il suo “realismo espressivo” è percorso da un severo rigore nella geometria delle forme, da un rispetto delle strutture e dei volumi di stampo metafìsico. Il paesaggio architettonico dell’urbe mostra una splendida dimensione cromatica in “Luna piena a San Pietro” notturno dominato da un cobalto di ascendenza guercinesca, mentre il Tevere, rappresentato al tramonto, acquisisce straordinari riflessi violacei in “notturno al lungotevere”. Fabio Massimo Penna Vedute mediterranee, paesaggi di una bellezza mozzafiato che Stefano Donato trasporta su tela con i colori delle diverse ore del giorno, la vita nelle onde del mare, il baluginare delle luci delle lampare sulla superficie increspata dell’acqua, le lontane architetture ocra, la rincorsa dei giovani ai tuffi dagli scogli, il movimento delle nuvole nel cielo. La costa che si affaccia sullo stretto di Messina, dal mare indomabile, diventa il simbolo della bellezza dell’Italia dove l’uomo ha saputo convivere con le asperità del territorio e forgiare luoghi unici che l’acuta osservazione del pittore sa cogliere e restituire con il pennello. Giorgia Gemo

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Caro Stefano, conosco il tuo lavoro per avere avuto l’opportunità di selezionarlo fra opere di altri artisti in un paio di occasioni. Mi sembra che la tua ricerca, onesta e senza mistificazione alcuna, dimostri che si può dipingere affermando una propria personalità senza ricorrere ad artifici di falso modernismo. È comunque sempre una scelta difficile se si decide, come fai tu, di approfondire l’indagine e non fermarsi al primo risultato. Togo Le feste popolari, la pesca del pesce spada, la processione dell’Assunta, gli olivi contorti e secolari, i fichi d’india, i limoni, tutto insomma sta alla Sicilia come la Sicilia sta nei quadri di Stefano Donato. E ci sta perché Donato, pur vivendo a Roma, non ha mai rinnegato le sue origini messinesi. Dunque la Sicilia è per lui, come a suo tempo fu per Guttuso e per Migneco, sorgente di ispirazione a cui si devono opere che trasmettono il vivo legame che unisce l’artista alla sua terra. A condurci nel segreto di questo rapporto sono proprio i paesaggi di Panarea, Vulcano e altre vedute delle Eolie, dove la sensualità dell’impasto cromatico e la pennellata soda e vigorosa si traducono in una struggente gioia di vivere. Immagini, queste, catturate nei ritorni in Sicilia, nelle pause estive, che si traducono in occasioni di lavoro, visioni affogate nel brulichio della caligine agostana. E qui che la sua pittura si abbevera di spunti narrativi, di visualizzazioni che arricchiscono i suoi cicli tematici.

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A questa iconografia siciliana l’artista affianca una ricerca che ha per tema la Città Eterna: Tramonto al Lungotevere, Luci a Trinità dei Monti e altri scorci in cui la fuga di palazzi assume un aspetto non di rado enigmatico e perfino metafisico. La magia di questa città, evidentemente, ha catturato anche Donato. Qui egli ha saputo cogliere aspetti di una Roma che, nonostante il degrado morale e politico, non smette mai di suscitare un fascino al cui servizio l’artista ha consacrato il magistero della sua lunga esperienza pittorica e del suo straordinario colorismo. Sigfrido Oliva


Con Vittorio Sgarbi

Con il Commissario Filippo Romano

Donazione del quadro alla CittĂ Metropolitana di Messina

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Con il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta

Con il Maestro Ennio Calabria

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Con il Maestro Togo e Franz Riccobono

Con Renato Accorinti Sindaco di Messina


Con il Prof. Antonino Zichichi

Con il critico d’arte Maria Teresa Prestigiacomo, l’attrice Carmen Longo e il Maestro Togo

Con il Presidente Gianfranco Fini

Con Micaela Stagno d’Alcontres

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Con Pietrangelo Buttafuoco

Con Sigfrido Oliva

Con Enrico Vanzina

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Opere


Case di Sicilia

Olio su tela cm 40x50 - 1995

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Isole Eolie

Olio su tela cm 35x50 - 1997

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Uliveto

Olio su tela cm 50x60 - 1997

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Tramonto a Vulcano Olio su tela cm 100x70 - 1999

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Tetti di Sicilia

Olio su tela cm 40x50 - 2001

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Villa Borghese

Olio su tela cm 30x40 - 2003

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Case a Panarea

Olio su tela cm 50x60 -2004

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Natura morta con limoni Olio su tela cm 30x40 - 2005

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Piatto con cedri

Olio su tela cm 30x40 - 2005

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Fichi d’India

Olio su tela cm 50x60 - 2006

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Isole Eolie

Olio su tela cm 35x50 - 2006

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Notturno dalla finestra Olio su tela cm 50x70 - 2006

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Paesaggio siciliano Olio su tela cm 40x60 - 2006

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Estate a Roma

Olio su tela cm 50x70 - 2007

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Roma

Olio su tela cm 30x40 - 2007

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Terrazza a Panarea Olio su tela cm 40x50 - 2007

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Tramonto a Positano Olio su tela cm 50x60 - 2007

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Luci al lungotevere Olio su tela cm 30x40 - 2008

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Tramonto sulla costa

Olio su tela cm 35x50 - 2008

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Il risveglio

Olio su tela cm 40x50 - 2009

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La mattanza

Olio su tela cm 100x70 - 2009

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Tetti di Roma

Olio su tela cm 40x50 - 2009

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Volto di donna

Olio su tela cm 40x40 - 2009

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Donna che fuma

Olio su tela cm 40x60 - 2010

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La Vara dell’Assunta

Olio su tela cm 50x70 - 2012

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La rocca di Scilla

Olio su tela cm 40x50 - 2012

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Chiaro di luna a Scilla

Olio su tela cm 40x50 -2013

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Lampare nello Stretto Olio su tela cm 40x50 - 2013

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Luna piena a San Pietro

Olio su tela cm 50x60 - 2013

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Tramonto sullo Stretto Olio su tela cm 35x50 - 2013

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Ultime luci tra Scilla e Cariddi

Olio su tela cm 35x50 - 2013

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Tramonto alle Isole Eolie Olio su tela cm 50x60 - 2014

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Tetti di Roma

Olio su tela cm 40x40 - 2014

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Veduta dell’Etna in eruzione Olio su tela cm 35x50 - 2014

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Cassetta di alici

Olio su tela cm 50x60 - 2015

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Dalla terrazza

Olio su tela cm 50x70 - 2015

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Luci a Roma

Olio su tela cm 40x70 - 2015

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Notturno dal Gianicolo Olio su tela cm 60x80 - 2015

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Tramonto nel golfo di Tindari

Olio su tela cm 60x70 - 2015

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Ragazzi che pescano nello Stretto Olio su tela cm 50x60 - 2015

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Tetti di Sicilia al chiaro di luna

Olio su tela cm 100x70 - 2015

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Tramonto dal Gianicolo Olio su tela cm 50x60 - 2016

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Biografia Stefano Donato è nato a Messina ma vive e lavora a Roma, dove ha compiuto i suoi studi artistici diplomandosi in arredamento e scenografia. Sin da piccolo ha manifestato una spiccata predisposizione per l’arte, cimentandosi nelle prime esposizioni e ottenendo negli anni del liceo un premio speciale in una mostra organizzata dal preside della scuola il poeta Salvatore di Giacomo. E andato, ancor giovane, a bottega dal maestro Alfredo Francato, affermato pittore messinese, dove ha iniziato ad apprendere le varie tecniche pittoriche. Dopo l’Accademia, la grande passione per l’arte lo ha portato anche a collaborare con l’architetto Andrea Cri-santi alla realizzazione di alcune scenografìe per il cinema e il teatro lavorando con illustri maestri del calibro di Francesco Rosi e Michelangelo Antonioni. Organizza la sua prima mostra personale a Messina alla galleria Vaccarino. Una recente tesi di laurea presentata da una studentessa ha avuto spunto proprio da questa sua mostra sugli artisti messinesi degli anni ‘70. Il successivo trasferimento nella Capitale ha

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rappresentato per lui la possibilità di esibirsi e confrontarsi con una realtà artistica profondamente più prestigiosa e importante, tant’è che le opere di quel periodo risentono della grande bellezza della Città Eterna. Ma la Sicilia è sempre una profonda fonte d’ispirazione per lui, il ricordo, la nostalgia per la sua terra amata, sono un costante riferimento nelle sue opere più significative. Sono varie le mostre personali che allestisce nelle più prestigiose gallerie della capitale riscuotendo consensi da parte del pubblico e della critica. La bellezza della Città Eterna e il fascino che esercita in un artista lo attraggono a tal punto che inizia a frequentare gli ambienti più artistici della capitale quali il Caffè Greco e Piazza del Popolo, e a far parte in seguito dei cento pittori di via Margutta, la famosa via degli artisti. Recentemente un suo dipinto sulla «Vara e i Giganti” di Messina, in una giuria presieduta dal maestro Togo, ha ottenuto il primo premio ed è stato utilizzato come manifesto della edizione della Vara 2013. Giornali, riviste, radio e televisioni si sono frequentemente interessati alla sua attività artistica. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.


Mostre personali 1974 Galleria Vaccarino Messina

1997 Expo Bari

1975 Galleria Albatros Roma

1998 Expo Bari

1976 Galleria Ermes Roma

1999 Festival Due Mondi Spoleto

1976 Galleria II Marguttone Roma

2000 Castello di Brolo (ME)

1976 Jolly Hotel Messina

2003 Galleria Gradivarte Messina

1977 Galleria Dei Duchi Spoleto

2005 Sede BPM Roma

1977 Galleria Del Vantaggio Roma

2006 Galleria Cassiopea Roma

1978 Galleria La nuova Papessa Roma

2008 Cento Pittori Via Margutta Roma

1979 Jolly Hotel Messina

2009 Cento Pittori Via Margutta Roma

1979 Circolo Duca di Genova Milazzo

2010 Cento Pittori Via Margutta Roma

1980 Galleria Pinacoteca Roma

2014 Antica Badia fuori porta Messina

1981 Galleria II Mosaico Messina

2014 Antica Badia Itala (ME)

1982 Jolly Hotel Messina

2014 Galleria II Leone Roma

1983 Expo Messina

2015 Monte di PietĂ Messina

1983 Expo Bari 1989 Hotel President Lecce 1990 Jolly Hotel Messina 1991 Residence La Tonnara Oliveri (ME) 1992 Expo Bari 1993 Expo Bari 1995 Galleria La Tartaruga Roma 1996 Expo Bari

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Premi e collettive 1974 Premio di Natale città di Viareggio concorso nazionale di pittura e grafica

2010 1° Esposizione nazionale «Premio Centro Castello Orsini Soriano nel Cimino (Roma)

1978 Premio festival dei due mondi Spoleto, Palazzo del Municipio - 3° classificato

2010 Voglia di pennello Galleria Pentart Roma

1980 Collettiva artisti siciliani in mostra Circolo del Calabresi Messina 1981 Collettiva autori contemporanei Circolo Duca di Genova Milazzo 1987 Collettiva l’arte è servita Parco dei Principi Roma 1992 Collettiva artisti contemporanei Hotel President Lecce 1992 Proposte d’arte Galleria Pinacoteca Roma 1996 Collettiva autori contemporanei Residence La Tonnara Oliveri (ME) 1997 Proposte d’arte Galleria Pinacoteca Roma 1999 Rassegna artisti contemporanei Torre di Brolo (ME) 2003 Rassegna artisti contemporanei

Caruso Art Gallery Milazzo

2006 Collettiva autori contemporanei

Galleria Cassiopea Roma

2007 Concorso internazionale d’arte città di Ardea - 3° classificato 2008 Rassegna d’arte contemporanea Galleria Pentart Roma 2009 Rassegna d’arte contemporanea Galleria Pentart Roma

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2012 Concorso “la Vara e i Giganti di Messina Associazione amici del museo di Messina 1° classificato 2012 Premio “Mare Nostrum” Accademia Euromediterranea delle arti Messina 2° classificato 2012 Premio il Natale dell’Accademia Euromediterranea delle arti di Messina 2013 Galleria II Labirinto Roma 2014 Rassegna d’arte contemporanea Roma Art Festival 50° 2014 XIV rassegna “Arte nel Lazio” Galleria il Leone Roma 2015 VI premio Maremma Grosseto 2015 Premio nazionale di pittura Trofeo delle 20 regioni Museo della Villa Vecchia Villa Doria Pamphilj Roma 2015 Rassegna d’arte contemporanea Roma Art Festival 51° 2016 “La grande bellezza” L’Atelier del Cortile Roma 2016 102ª Mostra Storica Cento Pittori di Via Margutta Roma 2016 Triennale dell’Arte contemporanea, Fiera di Verona 2016 2016 Art Gallery, EA Editore Palermo


Bibliografia 1974 Rivista d’arte “la sponda” 1975 Annuario arte italiana nel mondo (artisti contemporanei) 1977 Pittori e pittura contemporanea edizioni II Quadrato 1985 Catalogo nazionale d’arte moderna edizione Bolaffi 1997 Annuario d’arte moderna edizioni Acca 2012 Rivista Moleskine mensile d’arte e cultura 2014 Rivista Moleskine mensile d’arte e cultura 2014 Rivista La Gioia dell’arte San Giorgio arte editore pubblicazione artisti 2014 2014 Annuario d’arte moderna edizioni Acca 2015 La Nuova Voce del Lazio 2015 Biennale Milano International At Meeting a cura di Vittorio Sgarbi

Hanno scritto di lui:

2016 Dizionario d’Arte L’Elite

Anny Baldissera, Lucio Barbera, Attilio Battistini, Mina Beer, Laura Bendandi, Carmine Benincasa, Tony Bonavita, Giuseppina Borghese, Luigi Casieri, Benito Corradini, Vito Cracas, Pina D’Alatri, Sandra Giannattasio, Claudio Lepri, Paolo Levi, Giuseppe Masi, Elio Mercuri, Laura Miceli, Ugo Moretti, Sigfrido Oliva, Marcello Passeri, Fabio Massimo Penna, Maria Teresa Prestigiacomo, Derna Querel, Franz Riccobono, Nino Riva, Mario Rivosecchi, Vittorio Scorza, Alberto Scotti, Vittorio Sgarbi

2016 Rivista Arte Mondadori 2016 “Maestri” Selezione d’Arte Contemporanea EA Editore 2016 Annuario D’Arte Moderna Mondadori Cairo Editore 2016 “Italiani” Selezione d’Arte Contemporanea a cura di Vittori Sgarbi EA Editore 2016 “Profili” di Sigfrido Oliva, Apolloni Editore

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Finito di stampare nel mese di settembre 2016 presso

GIOTTO

arte della stampa sas Messina

www.giottoartedellastampa.it


STEFANO DONATO

Profile for Roberta Recanatesi

Stefano Donato  

Stefano Donato è nato a Messina, vive e lavora a Roma dove ha compiuto i suoi studi artistici diplomandosi in arredamento e scenografia. Con...

Stefano Donato  

Stefano Donato è nato a Messina, vive e lavora a Roma dove ha compiuto i suoi studi artistici diplomandosi in arredamento e scenografia. Con...

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