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L’anima graffiante D’ALMA

Una ventata di ricordi dei primi Novanta, quando c’erano i pantaloni di Norma Kamali con frange in pelle, giacche e pantaloni di Helmut Lang, apripista del decennio, che ha indagato il nero, certo, ma non solo. Seduti ai lati della pista della Disco Restaurant YAB di Firenze, che, per l’occasione, si è trasformata in una passerella a 360°, fashion addicted, fotografi di moda, giovani imprenditori, professori di moda e persone illustri pronte a scoprire la novità di quest’anno: D’ALMA. La collezione D’ALMA P/E 2013 nasce dallo spirito imprenditoriale di Federica Melani e Romina Palladino. La sperimentazione di nuovi tagli, la scelta dei colori e delle borchie crea un gioco di doppia identità e di assoluta raffinatezza per chi indossa un capo D’ALMA. Due anime, Dos Alma, che si fondono a crearne una sola D’ALMA, confermando il forte legame tra Federica e Romina. Due sorelle separate alla nascita, una, Federica, Toscana DOC, l’altra, Romina, originaria di Buenos Aires. Ritrovate a Firenze hanno deciso di unire le loro creatività per realizzare un prodotto unico. D’ALMA è inoltre l’acronimo che sta alla base della loro filosofa: Davanti Ai Limiti Mai Arrendersi. Ed è proprio quello che le due designers hanno fatto: non si sono arrese davanti alla difficoltà del momento economico che il nostro Paese sta attraversando. Anzi, ci hanno messo tutta la passione e l’ostinazione per raggiungere un obiettivo

NUOVI DESIGNER

di Roberta Filippi


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importante: realizzare una collezione Made in Italy, o meglio, realizzata a mano a Firenze, con pellame di pregio ed ottenendo la perfezione del prodotto su misura. Il valore del “made in Italy” racchiuso nella tipica lavorazione della bottega fiorentina: il miglior pellame lavorato secondo le più rigorose tecniche artigianali, dalla fase di concia alla tintura e lucidatura. La pelle che si adatta al corpo come fosse una seconda pelle, rinnovando il concetto del mero giacchetto: da indumento che protegge dal freddo ad urlo silenzioso di egocentrismo. Una pelle che torna elegante, per silhouettes d’ambiziosa seduzione materica. La sfilata, suddivisa magistralmente in due parti ben distinte, si apre con fiammate cromatiche e sulle note di Paul Kalkbrenner. “Gli uomini provano un grande piacere nel vedere i colori, hanno bisogno dei colori come della luce”. È attraverso queste parole che Goethe espone come i colori fanno bella e suggestiva la natura, sono la sorgente del piacere estetico. Ed è da qui che parte il concept D’ALMA: oggi il colore approda sulla passerella attraverso dosi elevate di stile ed ispirazioni. Sono 15 i primi outfit ad uscire. Ragazzi e ragazze che indossano sotto ai capi di pelle colorata, con o senza maniche e con cerniere in evidenza, la collezione delle maglie con stampa atta a raffigurare il pensiero della loro collezione: la volontà di puntare al massimo, mettersi in gioco senza mai arrendersi. Un look dal sapore estivo e piccante. Un trend casual e disimpegnato, ma esigente e ben costruito. Uno tocco fresco e colorato, da portare il giorno in tenuta sportiva o durante un aperitivo sulla spiaggia in maniera più intrigante. Ed è in punta di piedi, con un inaspettato quanto piacevole passo a due, che la collezione prende la forma strong: accessori pop-rock, make-up ultrablack ma allo stesso tempo ultrachic. Il look cambia e diventa graffiante, da rockstar. Fanno il loro ingresso in passerella le borchie, comunemente associate allo stile punk e sviluppatosi con ideologie ribelli negli anni ‘80, ma che, oggi, traslano da una definizione di un movimento ad uno stile di vita più personale. Il


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ritmo della musica aumenta, sulla passerella altri 12 outfit: donne e uomini in total look, cavalcano la scena con chiodi, pelle nera e borchie e vestono i manichini che per tutta la serata hanno assistito inermi allo show. Ora i riflettori puntano su di loro, una sorta di tableax vivant che ricrea un effetto grunge e underground, ma incredibilmente raffinato e ricercato. Émilie du Châtelet aveva ragione: “Le donne sciocche seguono la moda, le pretenziose l’esagerano; ma le donne di buon gusto vengono a patti con essa”. E la moda non ha mai saputo rinunciare a quella inconfondibile grinta e ribelle personalità che sono capace di infondere solamente un chiodo in pelle e un tripudio di borchie e applicazioni in metallo disseminate all over su abiti e accessori. Un’edizione limitata fatta da capi che si distinguono per il tocco aggressivo ed accattivante. Borchie sulle spalline rinforzate, borchie nel reverse e sulle maniche, borchie sulla cintura da portare rigorosamente slacciata. Una “borchia killer” che aumenta quell’alone di mistero che ogni donna porta con sé. Quell’altalenarsi di ruoli che ogni donna interpreta. Quel gioco di identità che diventa tangibile solo quando ad un vestito all’apparenza sobrio e casto, viene abbinato un giacchetto attillato e borchiato in pelle nera che ribalta il messaggio: dietro alla porta della classica brava ragazza si cela un mondo graffiante. Donne e uomini in situazioni diverse, ma con un’unica parola d’ordine: un’eleganza dall’anima rock-glam firmata D’ALMA.


D'Alma