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Sei tu il cambiamento che desideri!

NEWS •

N U M E R O

Stiamo organizzando la seconda edizione del Festival Culture Giovani che si svolgerà l’11 Agosto al Museo V.Colonna e il 22 Agosto all’Arena del Mare.

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Abbiamo rinnovato completamente la grafica del sito, visita www.sohapescar a.org

E’ stato eletto il nuovo direttivo, viene riconfermato Roberto Ettorre coordinatore dell’associazione. Per sapere i nomi del nuovo consiglio direttivo consulta l’articolo all’ultima pagina.

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G I U G N O

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Una sede per la SO.HA Un nuovo spazio per i giovani della città La SO.HA. ha adesso diane…nell’auspicio di di una una sede, grazie alla poter costruire insieme presenza quale i tesserati potran- una città in cui sia più “Biblioteca sociale”: oltre no partecipare alle atti- semplice per i giovani 200 titoli (tra testi normali vità dell’associazione e ritagliarsi spazi modella- ed universitari), assortiti per genere ed argobeneficiare dei numento, che è possimerosi servizi che bile ricevere in premettiamo loro a distito ad una modesta sposizione. La sede cifra giornaliera. In si trova in viale J.F. particolare, il prestito Kennedy 101: in dei libri universitari è prossimità del centro completamente gradi Pescara e a due tuito, volendo con passi dal lungomare. questo andare inconNoi desideriamo che tro alle esigenze di questo nuovo, accogliente spazio non si La nostra biblioteca sociale studio e di consultazione dei tanti giovani limiti ad essere il cenimpegnati nei nostri tro operativo atenei. dell’associazione ed il luogo naturale delle no- ti a loro immagine. stre assemblee e delle La nostra sede potrà Di Marco Chiavaroli nostre riunioni: voglia- essere tutto questo se mo che diventi uno spa- riusciremo ad animarla, zio di aggregazione e di a renderla veramente condivisione, un luogo un luogo vivo di inconin cui i giovani abbiano tro e di condivisione. A l’opportunità di incon- questo scopo abbiamo trarsi, confrontarsi, tra- predisposto una serie di scorrere il proprio tem- servizi per i nostri tespo libero, studiare, leg- serati, servizi che progere, consultare il web, prio la presenza della informarsi, e tanto altro sede rende possibile ancora. Desideriamo mettere a disposizione che diventi un punto di di chi voglia usufruirne. riferimento utile ed ospi- In questa direzione, una tale per i giovani della delle novità più interesnostra città, e che vada santi che è possibile incontro alle loro piccole scoprire visitando la no-grandi esigenze quoti- stra sede è data dalla L’ingresso della nostra sede

Visita www.sohapescara.org


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Se ti laurei qui trovi lavoro (estratto di un articolo da “L’Espresso”, n.22, 4 giugno 2009)

“Rigidi sistemi di potere allontanano dai grandi Atenei i giovani più brillanti, che scelgono le sedi minori.”

Obiettivo lavoro: lo strepitoso bailamme in cui si trova l’università italiana ha bisogno di una chiave di lettura. Chi si iscrive all’università oggi ha in mente, il più delle volte, proprio questo: quale ambito disciplinare e quale ateneo mi potranno assicurare una vita professionale soddisfacente? Questo abbiamo cercato nella immensa mole di dati forniti dall’XI “Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati” di Almalaurea, consorzio che raggruppa 52 atenei italiani, associati a quelli degli atenei Stella raccolti dal Consorzio interuniversitario lombardo per l’elaborazione automatica. I due consorzi sono andati a vedere, a un anno o poco più dalla laurea, quali gruppi disciplinari offrono maggiori sbocchi e quali atenei hanno migliori performance nella difficile gara di trovare lavoro ai laureati. I risultati sono sorprendenti: indicano che ci sono professioni, come quelle medico-sanitarie, che sono sempre un’autostrada per un buon stipendio, e altre, sbandierate come i mestieri del futuro, come quelle del gruppo biotech, che invece lasciano a terra la stragrande maggioranza dei giovani che le scelgono. Infermieri, medici, ingegneri: i neolaureati in queste materie non passano molto tempo con il titolo di studio in tasca, e già dopo un anno dalla discussione della tesi sono impiegati, in gran parte con una posizione stabile e uno stipendio superiore a quello di tutti gli altri neolaureati. Chi sceglie di diventare un professionista sanitario ha praticamente la sicurezza di trovare lavoro. Al contrario, chi opta per il gruppo geo-biologico ha solo il 35 per cento delle possibilità di essere impiegato. E una sorte non diversa ce l’hanno i colleghi dei gruppi psicologico o letterario. Commenta Andrea Cammelli,

direttore di Almalaurea: “E’ evidente che gli studi altamente professionalizzanti e che rispondono ad una domanda precisa del territorio danno risultati migliori, così come quei corsi che vengono frequentati da chi già ha un lavoro e vuole migliorare la propria posizione”. Già ad un anno dalla laurea è possibile scorgere un altro dato permanente nel mercato italiano: lavorano 58 donne e 68 uomini su cento. Il 46 per cento dei maschi ha un lavoro stabile contro il 35 delle femmine. Quanto allo stipendio: gli uomini guadagnano il 25 per cento in più delle donne. Come tradizione vuole, i maschi risultano avvantaggiati in particolare tra i laureati da corsi in materie giuridiche e geobiologiche. All’opposto, nelle materie linguistiche, letterarie e politicosociali sono le donne a mostrare tassi di occupazione superiori a quelli maschili. Anche il divario tra le diverse parti del Paese emerge da subito: il 68 per cento dei residenti al Nord è occupato contro il 54 di coloro che abitano nelle aree meridionali. Ma ciò che scompagina le idee consolidate sull’università è l’esame della capacità dei singoli atenei di dare effettivamente un lavoro. I database dei due consorzi rivelano l’affanno delle grandi e blasonate università, sedi di illustri cattedre e spesso autorevoli istituti

scientifici, ma in difficoltà quando si tratta di formare professionisti all’altezza del mondo del lavoro. Atenei medio-piccoli, nati magari come costola delle grandi cattedrali si piazzano molto meglio delle loro “case madri”. “I grandi atenei attirano molti studenti fuori corso, per la maggior parte provenienti dalle regioni meridionali, che poi dopo la laurea tornano a casa e fanno fatica a trovare lavoro”, giustifica Cammelli. E questo certamente rende conto delle scarse performance di supercontenitori come Roma, Bologna o Milano. Che si trasformano in diplomifici per milioni di giovani dei quali non si sa più nulla. E questo è un problema sia per le università che si affollano e non sono in grado poi di fornire alcun orientamento, sia per i giovani che non solo non trovano un’accoglienza degna dei loro desideri, ma tornando a casa dopo la laurea non usufruiscono del contesto sociale e produttivo che gli atenei comunque hanno. Forse, suggeriscono in molti, le “grandi vecchie” soffrono anche della loro rigidità: i meccanismi di arruolamento del corpo docente che privilegiano le baronie e le posizioni acquisite piuttosto che freschezza e dinamicità dei candidati, ad esempio. Di Marco Chiavaroli


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Giunto alle sua 37ª edizione, il Pescara Jazz si è affermato come festival internazionale che, ogni estate, si propone gli amanti

Pescara Jazz 2009 le successo, sopratutto come musi-

no una frattura generazionale con molti dei musicisti che li ave-

ca da ballo, che si parlò di “Età del

vano preceduto (uno dei più noti critici dei bopper fu Louis Ar-

jazz”. In seguito, la depressione

mstrong). La fratturasi estese anche al grande pubblico che

economica

La locandina di un edizione passata del Pescara Jazz

musica jazz, così come il blues, affonda le sue radici nella cultura africana e nella vita di tutti i giorni degli schiavi neri deportati negli Stati Uniti. Queste persone portarono con sé una tradizione musicale che esprimevano mentre lavoravano (i cosiddetti "field hollers" e "work song"), mentre pregavano (gli "spiritual",che negli anni ’30 del XX secolo avrebbero dato origine al "gospel") e durante il loro tempo libero. Nello specifico, il jazz nasce a New Orleans, città della Louisiana, nei primi anni del 1900. Il primo musicista ad essere indicato come musicista jazz e a cui è spesso attribuito il titolo di "padre del jazz" è Buddy Bolden che, internato in manicomio nel 1907, morì nel 1931 senza lasciare registrazioni, tra l’altro poco prima che si iniziasse a riconoscere il suo ruolo pionieristico. Si sa però che un suo gruppo godeva di una certa fama a New Orleans nel 1904; nel 1906 il pianista Jelly Roll Morton, che in seguito avrebbe reclamato per sé la paternità del nuovo genere musicale dichiarando di averlo inventato nel 1902, compose il brano "King Porter Stomp", che fu uno dei primi brani jazz a godere di vasta notorietà. Negli anni seguenti, a New Orleans nacquero molti gruppi che si dedicarono alla nuova musica, come quello capeggiato dal cornettista Joe Oliver o “King”, ovvero “il re”. Tra il 1910 e il 1920, molti gruppi migrarono al nord degli Stati Uniti, attratti anche da migliori guadagni. La meta di molti dei musicisti fu Chicago, città attorno alla quale si creò una scuola da cui emersero molti protagonisti, soprattutto bianchi, tra cui Bix Beiderbecke, Frank Trumbauer e Pee Wee Russell. Ma il grande protagonista del momento è senza dubbio Louis Armstrong. Nel decennio successivo il jazz ebbe una simile diffusione e unta-

proprio in questo periodo abbandonò il jazz per rivolgersi ad altri

seguì al crollo di

generi: il jazz, dopo avere dominato le classifiche per decenni,

Wall

nel

divenne quasi di colpo una “musica d'arte”, che cercava il suo

1929 determinò un

pubblico tra gli artisti e gli intellettuali. La reazione allo stile be-

drastico

bop diede alla luce il cool jazz , che si sviluppò tra la fine degli

mento.

Street

cambiaradio

anni ‘40 e l'inizio degli anni ’50. La data di nascita convenzionale

assunse il ruolo di

del movimento viene di solito fissata nel 1949, con la registrazio-

diffusione che era

ne dell'album “Birth of the Cool” ad opera di un nonetto capeg-

stato fino a poco

giato dal trombettista Miles Davis e condotto dall'arrangiatore Gil

prima giocato dai dischi e le orche-

Evans, e che annoverava nei suoi ranghi molti dei protagonisti

stre jazz, che le emittenti trasmette-

del cool jazz come Gerry Mulligan, Lee Konitz e John Lewis.

vano dal vivo in programmi come

Come il bop, anche il cool jazz piaceva soprattutto ad un pubbli-

"Let's Dance" (ovvero "Balliamo")

co di nicchia, di conseguenza il divorzio tra il jazz e il grande

raggiunsero i primi posti delle clas-

pubblico era definitivamente sancito. Parallelamente, (siamo

sifiche musicali dell'epoca, renden-

ormai all'inizio degli anni '50) i bopper sentivano il bisogno di una

do popolari i nomi di Benny Good-

maggiore accettazione da parte dell'industria dell'intrattenimento,

man (cui la stampa attribuì il titolo

e abbandonato il periodo dello sperimentalismo, diedero vita

di "Re dello Swing"), Artie Shaw,

all’hard-bop. Tra i protagonisti dell'hard bop bisogna almeno

Duke Ellington, Ella Fitzgerald o

ricordare Art Blakey e Horace Silver. Gli anni ’60 e ’70 sono

Woody Miller. Il successo di questi

denominati come età dell’oro del free jazz, la cui caratteristica

programmi e delle orchestre che vi

peculiare è senza dubbio l'improvvisazione (che comunque è

suonavano fu accompagnato dal

tipica di tutta la musica jazz in generale). Questa caratteristica

diffondersi di nuovi balli, come il

ha assunto via via sempre maggiore importanza, fino a portare

jitterbug (e il suo discendente jive)

alla cosiddetta"improvvisazione totale collettiva". Negli anni ’80 il

e soprattutto lo swing,cosicché si

jazz subisce la contaminazione di altri generi,è così che nasce il

potè parlare di "Età dello swing".

fusion. Pensiamo anche al jazz-rock, uno stile che coniuga stile-

Anche New York, inizia ad assume-

mi tipici del jazz ad una strumentazione tipicamente rock, dove

re una grande importanza e una

gli strumenti elettrici hanno un ruolo predominante nel determi-

grande attrattiva per la musica jazz,

nare il suono. La contaminazione avviene anche a livello stilisti-

nonché Kansas City dove prevale

co.

uno stile jazzistico più rivolto al

dell’interpretazione,l’uso estensivo di blue note, di poliritmie e di

blues e con caratteristiche meno

progressioni armoniche insolite. La formazione jazzistica moder-

urbane di quello newyorkese. L'av-

na tipica è costituita da un gruppo musicale di dimensioni limita-

vento della seconda guerra mon-

te. La combinazione più frequente è il quartetto,quasi invariabil-

diale pose fine al periodo delle

mente costituito da batteria, basso o contrabbasso, pianoforte e

grandi orchestre, la maggior parte

da uno strumento solista, generalmente un sassofono o una

delle quali, nel corso del decen-

tromba.

del jazz. La

che

La

Caratteristiche

del

jazz

moderno

sono

nio,dovettero chiudere. Ma intorno al 1945 nacque uno stile nuovo che venne prima chiamato rebop, poi

Di Patrizia Saputelli

bebop o semplicemente bop; "BeBop" fu anche il titolo di un brano inciso da Dizzy Gillespie nel 1945,

Per il programma completo visita il nostro sito:

che segnò l'inizio ufficiale del movimento. Il bebop riprendeva molte delle lezioni della musica recente aggiungendo

tempi

velocissimi,

propulsione ritmica non convenzionale e,per la prima volta dalla nascita del jazz, scarsissimo riguardo per la ballabilità e commerciabilità della produzione musicale. I pionieri indiscussi del genere furono l'alto sassofonista Charlie Parker e il trombettista Dizzy Gillespie. Gli atteggiamenti, non solo musicali, e le dichiarazioni dei bopper crearo-

www.sohapescara.org

l'uso


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“Voler bene all’Italia”: verranno “adottati” 23 Comuni abruzzesi. (Fonte: Cristina Mosca, responsabile Ufficio Stampa Legambiente Abruzzo)

SO.HA - GiovaniCittadiniAttivi

Viale Kennedy,101 65123 Pescara (PE) Tel.: 333/9295475 E-mail: info@sohapescara.org Sito: www.sohapescara.org SEI TU IL CAMBIAMENTO CHE DESIDERI

Il nuovo consiglio direttivo Si sono recentemente tenute le elezioni per il rinnovo delle cariche del Consiglio Direttivo, cariche che rimarranno in vigore fino al 2011. Nel presentarvi la lista dei Consiglieri, auguriamo agli stessi di svolgere un proficuo e soddisfacente lavoro nel coordinare le attività della nostra associazione. Coordinatore: Roberto Ettorre (portavoce, responsabile rapporti con gli enti e la pubblica amministrazione, responsabile Ufficio stampa, responsabile Sito Internet) Vicecoordinatore: Matteo La Pietra (responsabile contabilità e rapporti con il commercialista, tesoriere, responsabile Dip. Sohaservizi) Consiglieri: Lorenzo Mammarella (responsabile bandi, responsabile Dip. Sohacommerciale) Federica Marinucci (segretaria, responsabile Segreteria politica ed organizzativa, responsabile sponsor) Cristina Luzi (responsabile politica, responsabile attività di finanziamento durante le iniziative) Marco Chiavaroli (responsabile Cultura, SOhAcUlTurA e GiovaniCittadiniAttivi) Vittorio Gennaro (responsabile tesseramenti e rapporti con i tesserati) Roberto Ambrosini (responsabile convenzioni).

Barete, Barisciano, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Fossa, Goriano Sicoli, Montereale, Ocre, Pizzoli, Poggio Licenze, Prata D'Ansidonia, San Demetrio dei Vestini, San Pio Delle Camere, Sant’Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Tione degli Abruzzi, Villa Santa Lucia degli Abruzzi, Villa Sant’Angelo: sono questi i 23 Comuni aquilani scelti per attuare il gemellaggio con i borghi con meno di 5mila abitanti aderenti a “Voler bene all’Italia”, la giornata nazionale della Piccola Grande Italia organizzata da Legambiente e celebrata stamattina in oltre 1700 piazze d’Italia. Nei borghi d’Italia verrà attivata infatti una “banca delle richieste”, una banca dati a cui i Comuni abruzzesi potranno comunicare le effettive esigenze di materiali e fondi, per una corretta ed efficace gestione dei materiali e dei finanziamenti. Con l’osservazione di un minuto di silenzio e l’avvio di una raccolta fondi in ogni amministrazione comunale della Piccola Grande Italia, questa manifestazione annuale è stata particolarmente sentita stamattina a San Felice d’Ocre (Aq), dove Legambiente ha proposto un Patto ai sindaci dei piccoli comuni abruzzesi per garantire impegno e assistenza anche nel corso della ricostruzione, su cui vigilerà l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente. «Vogliamo impegnarci affinché a questi piccoli municipi sia garantito un futuro basato sulla sicurezza e sul rispetto delle loro identità, degli equilibri ambientali, dei talenti e delle eccellenze tradizionali – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente – Tutta la Piccola Grande Italia si è attivata oggi per sostenere l’Abruzzo celebrando così nel migliore dei modi, la giornata dell’orgoglio nazionale». «In questo momento i volontari di Legambiente – ha aggiunto Angelo Di Matteo, presidente regionale dell’associazione – stanno svolgendo la distribuzione del vitto e la pulizia nei campi allestiti nella frazione Centi Colella (Aq) e presso la stazione ferroviaria, dove alloggiano circa 800 persone. Ma il nostro lavoro, che è anche quello di scarico e carico dei magazzini che si riempiono e si svuotano senza sosta di cibo e altri materiali utili, si rivolge anche alle zone più decentrate rispetto alla città, come Tende Pocre (Aq), dove non ci sono state vittime ma c’è comunque bisogno di assistenza, anche per i beni di prima necessità. Una cosa è certa: il nostro impegno continuerà dopo l’emergenza, perché il nostro popolo sia sostenuto e incoraggiato anche nella fase

Unione, rinascita ed eccellenza sono state le parole più ripetute durante l’incontro pubblico di stamane a San Felice d’Ocre, con gli interventi, oltre dei rappresentanti di Legambiente, di Agostino Del Re, direttore Cna L’Aquila; Paola Inverardi, preside della Facoltà di scienze matematiche dell’Università dell’Aquila; Giovanni Meuti, rappresentante dell’Anci; Marcello Maranella, direttore del Parco Nazionale del Gran Sasso; Nazareno Fidanza, presidente del Parco SirenteVelino; ed i sindaci Elisabetta Leone, Domenico Canone, Pierluigi Biondi, Domenico Di Cesare, Sandro Ciacchi e Giammatteo Riocci, di Santo Stefano di Sessanio, Barisciano, Villa S.Angelo, Carapelle Calvisio, Goriano Sicoli e d O c r e . Parallelamente, in occasione di “Voler bene all’Italia” anche in altre province sono state organizzate piccoli memoriali: a Fara San Martino i bambini hanno realizzato una colletta a favore dei loro coetanei terremotati, utilizzando i soldi preposti per la merenda; e ad Abbateggio è stato intitolato alle vittime del sisma l’ecomuseo in corso di realizzazione.

GiovaniCittadiniAttivi  

NUMERO 5 GIUGNO 2009

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