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FEBBRAIO 2016 #1

RM

Mensile a distribuzione gratuita

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AGNESE modella tra esami e lavoro MERCEDES SLS AMG grinta con stile EX... ritorno di fiamma JAMES DEAN vita di un mito

CUCINA veloce con gusto MUSICA AC/DC: cronaca semiseria di Imola 2015 BOXE De Carolis campione del mondo


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RM Magazine: edito da RM Via Giunio Bazzoni, 15 Roma 00195 Direttore responsabile: Giovanni Accolla Direttore editoriale: Rolando Frascaro Grafica e foto: Massimiliano Correa (pierpandi@alice.it)

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Redazione: Via Giunio Bazzoni, 15 Roma 00195

La nostra rivista è distribuita in tutta Roma in locali, negozi, ristoranti, bar e sale di aspetto. Tra gli altri ci puoi trovare qui :

Contatti: rmmagazinemese@gmail.com

Auditorium Parco della Musica (Flaminio) Burger Factory, Via G. Da Castel Bolognese 20 (Testaccio) Shake Apericlub, Via di Monte Testaccio 35 (Testaccio) Altamedica, Viale Liegi 45 (Parioli) Let it Beer, Piazza Delle Crociate 26 (Piazza Bologna) Pompi, Via Cassia 8 (Ponte Milvio) Next, Via Cassia Km 41.300 (Cassia) HairStylist E. Cingolani, Via Oriolo Romano 55 (Cassia) Planet Fitness, Via Ciamarra 32 (EUR) Wine Concert Bar, Via Capo d’Africa (Prenestina) Share Business Center, Via Giunio Bazzoni 15 (Prati) Parrucchiere Hair, Via C. Garampi 145/A(P. Sacchetti) Studio Antonini, Via Bonaccorsi,10 (Valle Aurelia) London in Rome School, Via Genova 30 (p.zza Repubblica) Nouvelle Baguette, Via Giunio Bazzoni 7/A (Prati) Farmacia Traina, Via di Donna Olimpia 194 (Monteverde) Da Marcolino, Via dè Messapi 10/14 (San Lorenzo) La Bonita, Via di Baccanello 332 (Cesano) BECS, Via Tiburtina 1141 (Tiburtina) Asd cinquecerchi, Via Valpolicella (Montesacro) Coyote, Via di Monte Testaccio 48 (Testaccio) Agip, Corso Francia 80 (Fleming) Studio Balsamo, Via G. Marconi 4 (Marconi) Charme Coiffeur, Via Pisino 60 (Prenestina)

Marketing e pubblicità: rmmagazinemese@gmail.com Stampa: Miligraf Via degli Olmetti ,36 00060 Formello (RM) Reg. stampa Tribunale di Roma 10/2016 del 21/01/2016 Hanno collaborato: Agnese Del Brocco Giulia Luciani Silvia Magnani Roberto Di Mario Francesca R. Gizzi Carlo D’Agostino Luigi Procopio Ioana Banulescu Camilla Gullà Sabrina Musco Marco Bargagna Marta Boneca Bruno Lanzone Rolando Frascaro Massimiliano Correa

L’invio di lettere, articoli e foto implica automaticamente l’autorizzazione alla pubblicazione dei testi e delle foto spediti, nonchè di tutti i dati personali in essi contenuti, consentendone espressamente il trattamento ai sensi del D.Lgs. 196/03. L’invio delle foto dei minori implica automaticamente l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini e dei dati da parte dei soggetti esercenti la potestà genitoriale sugli stessi. La redazione si riserva il diritto di scegliere le lettere e le foto da pubblicare e di rielaborare i testi per esigenze giornalistiche o di riservatezza dei soggetti coinvolti. Le lettere, gli articoli e le foto sono testimonianze spontanee dei lettori e dei collaboratori che si assumono, con l’invio alla redazione, ogni responsabilità in ordine alla veridicità e alla liceità dei contenuti. Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03 l’editore, titolare del trattamento dei dati, informa che i dati pervenuti alla redazione, nonchè le foto, saranno utilizzati esclusivamente per le finalità delle varie rubriche della rivista e non saranno ceduti ad altri soggetti. La riproduzione dei testi ed immagini, anche parziale, deve essere autorizzata dall’editore o dall’autore delle immagini. La collaborazione ad articoli e servizi è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. 1 RM MAGAZINE


L’Editoriale

Un altro free press? Quante persone ci hanno risposto così quando abbiamo cominciato a parlare dell’idea di creare RM Il magazine della capitale! Ma la risposta che ci è venuta sempre spontanea, e ci viene tutt’ora è: si, perché no? Perché prima di tutto non vogliamo essere “un altro” free press ma semplicemente “un” free press. Una rivista che oltre a dare spazio a piccole e grandi aziende e liberi professionisti e dar loro modo di presentare la propria attività vuole dare anche la giusta importanza ai contenuti. Perché il termine ”free press” troppo spesso è associato all’idea di materiale di poca qualità mentre noi crediamo sia soltanto un modo nuovo di comunicare che nulla deve invidiare ai giornali patinati a pagamento. Abbiamo iniziato adesso quest’avventura e ci abbiamo messo tutto il nostro impegno per fare in modo di cominciare con il piede giusto. Per riuscirci abbiamo potuto contare sulla fiducia di molti che, fin dal primo numero, stanno credendo in noi e nel nostro potenziale. Chissà che fra i nostri lettori non ci siano da subito nuovi amici pronti a scommettere sul nostro lavoro. E allora che l’avventura cominci. Buona lettura!

di Rolando Frascaro


12

Shatush biondo

4

Agnese: modella tra esami e lavoro

36

Mercedes SLS: grinta con stile

52

AC/DC cronaca di Imola 2015

“Life� vita di un mito

72

Italia da gustare

24

Cinema cult: Milano odia...

44

Sinai: taccuino di viaggio

68

Ex... ritorno di fiamma

46 84

Consigli a quattro zampe

76

Intervista con il campione del mondo di Boxe Giovanni De Carolis


Agnese

Foto: Massimiliano Correa Make Up: Giulia Luciani

modella tra esami e lavoro

La nostra ragazza copertina del mese è AGNESE DEL BROCCO, vive a Roma e studia architettura con il sogno un giorno di avere uno studio proprio. La nostra redazione le ha rivolto qualche domanda per farla conoscere meglio ai nostri lettori. Ciao Agnese, come è stato posare per RM Magazine? “Mi sono divertita molto! E’ la prima volta che poso per una rivista, ma conoscendo già il fotografo personalmente è stato facile trovare la sintonia giusta. Non è una cosa che faccio spesso, ma quando capita mi diverte sempre”. 4 RM MAGAZINE


Racconta qualcosa di te ai lettori di RM Magazine. “Mi ritengo una ragazza curiosa, creativa ed estroversa, ma anche riflessiva e a tratti.... cervellotica”. Agnese com’è la tua giornata tipo? “La mia giornata tipo momentaneamente è molto diversa dalla mia giornata ideale. In questo periodo sto preparando la tesi, quindi passo molto tempo davanti al computer, ritagliando alcuni momenti di svago solo durante la sera. Per fortuna quello che studio mi piace moltissimo, quindi il “sacrificio” è sopportabile e spero utile per il futuro”. 5 RM MAGAZINE


Vivi e studi a Roma; qual’è il tuo posto preferito nella città eterna? “Sono tantissimi i luoghi che adoro di Roma, ma se devo pensare ad un posto meno “comune” mi viene in mente la Chiesa di Santa Barbara in Via dei Giubbonari. E’ una piccolissima chiesa incassata fra due edifici. Tempo fa ho lavorato in un negozio lì davanti e le poche volte che riuscivo ad arrivare in anticipo, entravo e mi sedevo. Nonostante non sia credente, adoro l’intimità di quel luogo.” E se dovessi scegliere un’ altra città? “Ho visitato un discreto numero di città, soprattutto in Europa, ma il posto che ho nel cuore è New York. Mi piace perchè è completa, frenetica ma poetica, moderna ma con una storia, piena di culture diverse ma con uno spirito comune. Spero di poterci tornare, magari per qualche mese”. Un tuo pregio ed una tuo difetto? “Il mio miglior pregio è che mi piace essere generosa; riguardo ai difetti sono un pò testarda e permalosa”. Come ti vedi tra 10 anni? “Tra 10 anni spero di fare l’architetto e di amare il mio lavoro. Spero di avere una casa mia, con il mio fidanzato se ci ameremo ancora, altrimenti andrà bene anche da sola con due gatti, l’importante è essere felici”. 6 RM MAGAZINE


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Make-up a cura di Giulia Luciani

Giulia entra a far parte del team di Simone Belli dopo aver conseguito l’attestato di make-up artist presso l’accademia di quest’ultimo. Firma il make-up di attrici nazionali ed internazionali per i più importanti magazine di moda oltre a collaborare per la Mostra Internazionale del cinema di Venezia e di Roma e per le sfilate di Altamoda. Contatto: luciani.giulia5289@gmail.com 8 RM MAGAZINE


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Il mio matrimonio

Immaginiamo un giorno con Valentina d’Amelio, organizzatrice di eventi con ampia e variegata esperienza nel settore; aggiungiamoci le sue idee, il suo gusto estetico, la simpatia, la sua capacità di ascoltare e la sua passione... Uniamo tutto questo alla professionalità dei collaboratori e dei fornitori di cui si avvale.. e come risultato avremo: Il Mio Matrimonio Wedding Planners, in poche parole il vostro matrimonio perfetto. Lo staff di Il Mio Matrimonio Wedding Planners affina quello che rappresenta il suo punto di forza: la cura dei colori e dei dettagli per personalizzare ogni evento e far si che rispecchi al massimo la personalità degli sposi, tutto questo sfruttando location di eccezionale ricercatezza, che sapranno dar lustro a ogni vostro desiderio. Attraverso l’offerta di un supporto completo che vi accompagnerà dai documenti alla scelta delle location e degli abiti, per proseguire fino agli ultimi saluti del ricevimento e al viaggio di nozze, emerge la dedizione di tutto lo staff, affinché ogni cosa risulti impeccabile e venga eseguita nelle più perfette tempistiche, lasciandovi godere il momento più importante della vostra vita senza alcun pensiero e senza alcuna tensione.

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Del resto, come ama raccontarci la stessa Valentina: IL MIO MATRIMONIO Wedding Planners vuole che quel giorno che avete sempre aspettato risulti come tutti abbiamo sognato con ogni dettaglio incastonato perfettamente nell’altro come una corona di diamanti in un anello dal valore inestimabile! Un momento unico e per questo da assaporare e ricordare in ogni sua preziosa sfumatura. Perciò prendete fiato, scrivete la data sul calendario e rilassatevi perché al resto ci pensa IL MIO MATRIMONIO Wedding Planners! E se volete organizzare un compleanno o celebrare qualsiasi altro evento per voi o per i vostri bambini, Valentina e Assunta con la loro nuova creazione Piccoli Dettagli Party Planners saranno in grado di creare un’atmosfera perfetta e magica per ogni tipo di festeggiamento: dal baby shower al compleanno, dal battesimo alla comunione. PICCOLI DETTAGLI si prenderà cura di ogni particolare: l’animazione, il buffet con deliziosi e scenografici sweet table, golosissimi e coloratissimi Candy Bar ..tutto coordinato al tema del tuo evento! Contattaci e interpreteremo al meglio le tue richieste! Siamo anche su facebook alla pagina Piccoli Dettagli!


A cura di Sabrina Musco www.freakyfridayblog.com

SHATUSH BIONDO Oggi vi racconto e vi parlo di capelli, io che li amo, soprattutto lunghi e con uno shatush biondo. Questo è l’effetto che ormai,

in questi anni, mi ha conquistata. Normalmente la base dalla quale parte lo shatush è quella naturale, come nel mio caso, in seguito i capelli vengono cotonati e viene applicato il decolorante per avere questo effetto sfumato naturale. Ultimamente, dopo lo shatush, ho deciso di schiarire completamente la parte della radice dei capelli, per provare un effetto più naturale. Voglio rassicurarvi perché anche questa fase è reversibile, dopo un mese in cui sono stata Barbie bionda, ho pensato di rifarlo, ma questa volta intervenendo solo sulle radici e facendo un colore simile al mio. Ora per fortuna, sono riuscita a ricreare questo effetto che vedete in foto che resta in assoluto il mio preferito. Su Stylosophy trovate una guida ai colori da cui prendere spunto. Sabrina Musco, classe ’90 del segno dell’acquario, ha una grande passione per la moda, la scrittura, la fotografia, i viaggi, il cinema e l’arte in generale. E’ cresciuta in una piccola città della Campania, Telese Terme, con la famiglia. I suoi genitori amanti dell’arte e dell’eleganza le hanno trasmesso le loro passioni; probabilmente proprio grazie a questo mix Sabrina nutre un amore per la moda e per tutto ciò che è artistico. Nel 2009 si è trasferita a Roma dove ha frequentato La Sapienza all’Interfacoltà di Lettere e Filosofia ed Economia: Scienze della Moda e del Costume. E’ proprio qui che è nata anche la sua passione per un mondo che non conosceva, quello del blogging e del web in generale. Nel 2011, il 1° aprile, giorno del pesce aprile, è nato Freaky Friday, proprio come uno scherzo di un venerdì sera e da qui il nome. Nel 2012 si è laureata ed ha deciso di continuare i suoi studi in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d’Impresa. Negli ultimi anni la sua passione si è trasformata in un lavoro che le permette di vivere delle sue passioni e di viaggiare. E’ stata blogger ufficiale del concorso Miss Italia, a New York per Narciso Rodriguez, in Brasile per Brazilian Footwear, ha partecipato al Festival del Cinema di Venezia per Ghd e alla Fashion Week di Milano ed ha avuto la possibilità negli anni di collaborare con brand importanti come Samsung, Ford, Gas Jeans, Levi’s, Pandora, L’Oreal, Ovs, Braccialini e tantissimi altri. 12 RM MAGAZINE


CAPELLI DA SOGNO Avevo in mente di scrivere da tempo sui prodotti che mi hanno conquistata nell’ultimo periodo: quelli che avrebbero un posto d’onore in un’ipotetica sezione FAQ Capelli da Sogno nella quale potrei rispondere a molte delle domande più cliccate sul web per la loro cura. Quali prodotti utilizzare per capelli bruciati, crespi, deboli, sfibrati, sottili? Ecco, il prodotto che ho particolarmente apprezzato negli ultimi mesi è Keratin, della Blu Orange Pro-Evolution. Il kit che ho testato durante il mese di dicembre è composto da tre prodotti: •Shampoo Riparatore per capelli danneggiati, ricostruzione profonda grazie alla presenza della cheratina pura al 100% (non contiene parabeni, paraffina, OGM e Alcool). Lo shampoo contiene cheratina e Macadamia che penetrano all’interno del capello riparandolo, elimina il crespo e chiude le squame. Io ho i capelli grassi quindi ho fatto questo trattamento a settimane alterne per evitare che le proprietà ammorbidenti e ristrutturanti dello shampoo appesantissero i miei capelli. Ho utilizzato il prodotto (200ml) per poco più di un mese, facendo anche 2-3 shampoo ad ogni lavaggio, utilizzandone un piccola quantità. •Balsamo Riparatore per capelli danneggiati, anche questo prodotto è utile per una ricostruzione profonda grazie alla presenza della cheratina pura al 100%. Così come lo shampoo, non contiene parabeni, paraffina, OGM e Alcool e va utilizzato insieme allo shampoo per un risultato ottimale. Ricostruisce e fortifica il capello sia dall’interno che dall’esterno e contiene vitamina F. Solitamente applico il prodotto solo sulle lunghezze e lo lascio agire dai 5 ai 10 minuti perché i miei capelli sono molto lunghi e mi aiuta a districarli. E’ particolarmente idratante e per questo, così come per lo shampoo, l’ ho utilizzato alternandolo ad un altro meno idratante. •Spray Riparatore anti-rottura, è un prodotto che può essere utilizzato in modo complementare agli altri o in modo autonomo perché ripara i capelli in modo istantaneo e senza risciacquare. Solitamente è l’ultimo passaggio della mia routine per “ristrutturare” i capelli; dopo lo shampoo, l’applicazione del balsamo ed il risciacquo, prima di procedere e pettinare i capelli, vaporizzo il prodotto sulle lunghezze senza risciacquare, districo i capelli e procedo con l’asciugatura. Da notare, nei periodi in cui utilizzavo in modo completo il trattamento, i capelli, essendo più morbidi ed idratati, a volte, risultavano anche più appesantiti, quindi ho avuto qualche difficoltà in più per arricciarli, ma ho trovato molto più semplice la piega liscia. Se siete alla ricerca di un trattamento di circa 3-4 settimane che vi aiuti a ristrutturare i vostri capelli, dovete assolutamente provarlo. Io mi sono trovata benissimo. E’ un prodotto super consigliato anche durante il periodo estivo o al ritorno dal mare per ristrutturare i capelli dopo che sono stati esposti al sole, salsedine e sabbia. 13 RM MAGAZINE


VITA DA FASHION BLOGGER Più passa il tempo, i giorni, i mesi, gli anni, più questa parola diventa “normale”, utilizzata, ma a volte fumosa ed incerta. E così, reduce da tante chiacchierate della serie “ma che significa, quindi, essere una fashion blogger?” o la classica domanda “quindi che fai?” In una pausa studio notturna ho fatto una piccola ricerca sul web su questi dubbi e perplessità alla ricerca di qualcuno che avesse chiara una risposta, perché io che la vivo quotidianamente ho tutta una mia teoria. Mi sono sorpresa ed ho trovato risposta anche da Wikipedia che spiega come, essere un fashion blogger significhi “aggiornare con costanza un diario online inerente la moda”. Punto. Ed è, secondo me, la spiegazione più semplice, diretta e corretta che possa essere data. Quindi sia chiaro, non bisogna essere Miss Italia, una modella, no, non c’è bisogno di una laurea per

aprire un blog, né di studi; ovviamente il fatto che qualcuno possa aver anche studiato ciò di cui parla può essere un aiuto, senza dubbio, ma avere un blog vuol dire anche avere la libertà di scrivere, giorno per giorno, un diario personale che può essere sbirciato da tutto il mondo. Dubbi e perplessità su come guadagni un blog, se sia lecito oppure no il guadagno, se sia oppure no un lavoro è la domanda successiva che ci si chiede sempre. Quindi, svelato il primo arcano sul fashion blogger possiamo andare avanti, con il secondo. Sì, i blogger guadagnano e sì, lo fanno attraverso un sito web. Questo non significa che

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non sia un lavoro altrettanto duro e impegnativo come quelli più “classici”. Far sì che un blog abbia successo, e quindi tramutarlo in una professione, significa impegno e necessità di tenrsi costantemente aggiornati sugli argomenti trattati sul sito. I lettori hanno bisogno di costanti stimoli e la loro fedeltà si acquisisce solo “postando” dei contenuti di qualità. E’ chiaro che in tutto ciò, come nella maggior parte delle cose della vita, un pizzico di fortuna

c’ è sempre. Le critiche sono all’ordine del giorno e fanno parte del gioco quando ci si espone pubblicamente. Ci ho pensato, tanto, e non sono convinta che non sia invidia soprattutto quando negli ultimi giorni mi sono trovata a leggere qualche commento fra le ultime foto di Chiara Ferragni ad Harvard. Sì, perché The Blonde Salad per Harvard è un “caso” da studiare. E giù commenti ed insulti perché “dove stiamo andando a finire” – “vai a lavorare” – “vai a studiare” e pensieri simili. Perché sì, la moda è una cosa futile, ma in Italia dovremmo essere consapevoli di quanto sia importante economicamente, e poi sì, ad Harvard è un caso di studio perché loro, probabilmente, sono 10 passi avanti a noi. Quello che studiano ad Harvard noi lo ignoriamo, probabilmente fra dieci anni quando si parlerà del cambiamento della comunicazione in qualche libro saranno tutti d’accordo, così come oggi vogliono andare a vivere tutti in America perché lì è tutto più bello (e ci sarà anche un perché). Poche parole quindi per il significato fashion blogger: avere un diario virtuale che parli di moda, in tutte le sue forme.


ISOLE FAROE viaggio ai confini d’Europa... Giugno 2015, viaggio alle Isole Faroe. Chiudiamo la doppia porta di legno per entrare in quella che sarà la nostra casa per qualche giorno alle Isole Faroe. Non è mai notte. Entriamo e indossiamo i calzini ruvidi di lana. La nostra casa è interamente in legno, le finestre piccole affacciano sulla strada, il tetto è di erba. Tè caldo appena pronto, un barattolo di biscotti al burro fatti in casa, tovaglie a cuori. Probabilmente è il fascino irresistibile che hanno su di me i paesi del nord, quel vento freddo che ulula anche a giugno è una cosa che amo, i cieli limpidi che si alternano al grigio e a tratti a punte di viola e di lilla sono ciò che di più magico ricordo del cielo. Il mare è più scuro, avvolge, con onde di schiuma bianca, è un rumore rilassante quando sei lì, ti siedi sull’erba su un picco a strapiombo e tutto sembra immenso. E io lì mi sentivo un elfo, un abitante delle Terre di Mezzo. E’ un regno di animali mai visti, almeno per me, e gli appassionati di bird watching troveranno lì il proprio paradiso, io sono rimasta affascinata dai paffin, i miei preferiti, buffi nel modo di camminare e di volare, Mykines è il loro mondo. Per qualche giorno poi abbiamo dormito in un piccolo hotel, che anche chiamarlo hotel non è corretto e a parole

non può essere descritto. E’ una casina degli anni ’50, al pianoterra c’è una panetteria romantica ed un caffè, uno di quei luoghi in cui levi guanti e cappello dopo aver passeggiato nel freddo pungente con le guance arrossate. E lì era come essere in Orgoglio e Pregiudizio e mescolare zollette di zucchero e tè con un cucchiaino in argento, il silenzio e il tintinnio della porcellana. Dimenticavo, alle Isole Faroe non ci sono le chiavi per le porte di casa, non ci sono pericoli, è il regno delle fiabe. Mykines è stata la mia isola preferita, quella più ad ovest, l’abbiamo raggiunta in elicottero con una vista mozzafiato. Vivono stabilmente sull’isola, tutto l’anno, solo dieci persone. E non importa quante ne passino fra le stradine tra una casetta e l’altra. Le piccole abitazioni sono curate nei minimi dettagli per il gusto di essere belle agli occhi di chi le abita. Tetti di erba, merletti, candele, prati verdi, caprette, galline, paffin e fiori sui davanzali. Qui, alle Isole Faroe, si respira l’aria più pulita della terra. Viaggi in auto, gallerie che collegano un’isola all’altra e anche loro con il proprio fascino, sono caverne con luci di colore che si alternano dall’azzurro al viola, sembra ‘davvero’ di essere sotto il mare. Raggiungiamo Saksun, case in pietra e tetti di erba, un vento forte dal mare del nord, una cascata e aria fredda, bellissima. Profumo di bucato e di pulito, stendere i panni lì, vista Mare del Nord, quotidianità ed inesplorato, probabilmente è questo il segreto della magia delle isole. Quella strana sensazione di essere così lontani da casa e sentirsi a casa. Ho atteso novembre per dirvi che sono state proprio le Isole Faroe il mio viaggio più bello del 2015.


The Burger FACTORY Se si volesse gustare un autentico hamburger in stile americano o italiano è obbligatorio visitare The Factory Burger. Secondo Tripadvisor, la nota app che recensisce locali in tutta Italia, The Factory Burger è il vincitore della TOP 10 NAZIONALE con il massimo del punteggio. Alessandro, il titolare del locale, ci spiega in una frase la filosofia del locale: “qualità senza compromessi”; infatti qui vengono serviti esclusivamente hamburger di manzo danese, manzo italiano, controfiletto e black angus texano nei tagli da 150, 220 e 300 grammi. Il locale è molto accogliente e curato nei minimi dettagli, sia nell’arredamento sia nel servizio, ed è Alessandro in persona che in caso di dubbio saprà consigliare il piatto giusto accompagnato dalla birra o dal vino ideale in relazione alla scelta, infatti oltre alle numerose opzioni riguardo alle pietanze è altrettanto curato l’abbinamento enogastronomico. Passando ad una panoramica dei prodotti offerti, oltre ai classici Cheeseburger e Bacon Cheeseburger, sono assolutamente da segnalare il CAPRESE (con mozzarella di bufala, pomodoro e pesto), il JUMBO (lardo di patanegra e

cicoria ripassata), il CHUCK (prosciutto crudo di Parma, bufala e funghi trifolati) e il MADDOG (speck, provola affumicata e melanzane fritte). Non possiamo dimenticare le rivisitazioni italiane dell’hamburger segnalando quindi il CARBONARO (zabaione di pecorino, doppio bacon e pepe) e il MATRICIANO (doppio bacon, peperoncino, provola affumicata, zabaione di pomodoro e pecorino). Interessante è anche riportare una serie di commenti lasciati dai clienti sulla APP Tripadvisor: - Sono stato recentemente da The Burger Factory , ed oltre all’ambiente carino e confortevole ho provato degli hamburger veramente fantastici soprattutto il Purple, di manzo danese con cipolla rossa caramellata, doppio cheddar e guanciale. Consiglio il cheesecake ai frutti di bosco. Prezzi adeguati alla qualità offerta.... ritornerò. - Il locale è piccolo gli Hamburger Enormi!! È veramente un piacere venire in questo locale. Il servizio è molto semplice e cortese ma soprattutto i piatti sono veramente di qualità! Abbiamo mangiato i migliori anelli di cipolle fritte di sempre (cipolle vere e non quegli anelli finti e per-


all’infinito), i panini sono belli carichi, ma al tempo stesso leggeri, digeribili e c’è davvero una buona scelta! Molto buone anche le patate fritte fresche, consigliato! - Veramente un posto in cui Sentirsi a casa! Lo consiglio a tutti e la qualità è ottima! Il prezzo vale la qualità, personale gentile e molto disponibile. - Oltre all’eccezionale qualità dei prodotti e degli hamburger (l’ultima aggiunta al menù, il purple burger, è fenomenale) vorrei fare i complimenti al proprietario per aver gestito egregiamente una situazione di notevole sovrannumero di una prenotazione (da 8 a 13!!) con il locale pieno, facendo i salti mortali per accontentarci! Cosa aggiungere? Non rimane che andare a The Burger Factory e gustarsi la cena...... fettamente tondi ai quali ci hanno abituato...) e due fantastici hamburger! Manzo danese al 100% e ingredienti della massima qualità fanno di questi Hamburger dei piccoli capolavori di questo genere (e dei pasti “in se”). Molto buoni pure i dolci e originale la scelta delle birre. Insomma The Burger Factory è un indirizzo da tenere a mente per gli amanti del genere anche perché a fronte di una qualità veramente alta i prezzi sono onestissimi!!! - Serata veramente piacevole! Io e il mio ragazzo siamo stati a cena di mercoledì e siamo rimasti veramente sorpresi. Ambiente molto accogliente e riservato, ideale per una serata di coppia ma anche da passare in tranquillità con gli amici. Il cibo era veramente sublime: panini dagli ingredienti ricercati e di altissima qualità, come le patatine fritte ed i dolci fatti in casa! Il proprietario poi veramente gentile e disponibile. Lo consiglio vivamente, ne vale davvero la pena!! - Siamo stati a cena in mezzo alla settimana, accoglienza ottima, i Nuggets di pollo sono divini (ne avrei mangiati

Via G. Da Castel Bolognese, 20 (Ponte Testaccio) Roma Domenica chiuso 06 3209 0588 17 RM MAGAZINE


WARDROBA a fashion social commerce look like you https://wardroba.com https://www.facebook.com/pages/Wardroba http://instagram.com/wardroba

STORIA DI WARDROBA

La nostra è una storia politecnica. Siamo in sei. E tutti e sei veniamo dal Politecnico. Abbiamo fondato una società, Wardroba, alla fine dell’anno scorso, era il 16 dicembre 2013. Eravamo in quattro, ma poi siamo rimasti in tre (come nella canzone di Gino Paoli), tutti e tre ingegneri. In realtà, non ci siamo conosciuti a ingegneria al Politecnico di Milano, ma al MIP, la Business School del Politecnico di Milano, dove abbiamo frequentato l’MBA culminato con una fantastica cerimonia di laurea, nel luglio del 2013. Fulvio Catalano, Federico Della Bella, Luca Nardone, in rigoroso ordine alfabetico. Siamo i tre fondatori sopravvissuti. Il quarto, Matteo Fiorentini, si è sposato e ha fatto un figlio; per questo ha lasciato il team. Ma rimane un socio fondatore! Ci dispiace averlo perduto per l’operatività, ma tutte le rock band hanno il loro Jack Frusciante che esce dal gruppo. Federico è Alumnus due volte. Infatti ha una laurea in ingegneria delle telecomunicazioni conseguita presso il Politecnico di Milano e il Master in Business Administration. Luca e Fulvio hanno studiato ingegneria, dell’informazione a Napoli e aeronautica a Palermo, e sono poi arrivati al MIP. Sono Alumni anche loro. E speriamo che il Politecnico li perdoni per non aver fatto ingegneria qui. Con questi background, sarebbe potuta essere una società di ingegneria. Invece no, abbiamo deciso di metterci in un mercato molto competitivo e all’apparenza lontano dalle nostre competenze. La moda. Abbiamo creato un fashion social commerce. Per parlare in italiano e non farsi odiare da amici e parenti, diciamo che è una piattaforma di e-commerce, per abbigliamento ed accessori che ha delle funzionalità social molto spiccate e un’integrazione forte con Facebook, Instagram, ecc. Non competiamo con Yoox, e neppure con Amazon. Non siamo così pazzi! Offriamo a brand e designer emergenti (che stiamo continuando a selezionare, con l’aiuto di consulenti esterni esperti di moda, ma siamo alla ricerca del FASHION DIRECTOR dei nostri sogni da portare nel team), che hanno idee e prodotti interessanti, un supporto per le attività che a loro interessano meno e poco 18 RM MAGAZINE

divertenti (perché non sono ingegneri): costruire un sito e-commerce, gestire spedizioni e resi, fare comunicazione digitale. Avendo una piattaforma, sfruttiamo l’effetto network e vogliamo prendere tante piccole nicchie e basi clienti e farne un mercato più grande. Quando ci ricordiamo che veniamo da una business school, diciamo che sfruttiamo la LONG TAIL, che abbiamo un business model tipico delle DIGITAL MULTISIDED PLATFORM e che il nostro business è scalable. I designer hanno da noi questi servizi gratuitamente. Non pagano nulla e hanno un canale e-commerce. Poi, certo, dato che non siamo ancora francescani e pur volendo loro molto bene, gli chiediamo una modesta commissione sul venduto. Di sicuro, il servizio permette loro di abbattere fortemente il rischio. Alla peggio non venderanno nulla e si saranno fatti conoscere da qualche potenziale acquirente in più. Ma, in realtà siamo in sei. E gli altri tre? Gli altri tre sono tre ingegneri dell’informazione del Politecnico di Milano. In questo momento, sono al secondo anno della specialistica e sono entrati finalmente in società, con delle quote. Sono Nicola Casamassima, Jacopo Gasparetti e Riccardo Lazzati (in rigoroso ordine alfabetico), bravissimi nella programmazione e nella gestione di progetti IT. La notte, li si sente scambiarsi informazioni su Whatsapp, alle ore più impensate e sui temi più disparati. Questo è il TEAM. In questo anno ci hanno aiutato tante altre persone, che vogliamo ringraziare: Alice, Deborah, Valentina, Armin, Carola. Alcuni docenti del MIP e del Politecnico. E poi amici e parenti. Ah, da qualche settimana siamo a Polihub, l’incubatore d’impresa del Politecnico di Milano. Se volete, ci trovate là. L’edificio è molto moderno


e bellissimo. Come in tutti gli ambienti hi-tech che si rispettino, sul terrazzo ci sono il calcio balilla e il ping pong. Non abbiamo mai usato la parola startup. L’abbiamo fatto apposta. Un po’ perché ne parlano tutti. Un po’ perché speriamo presto di non esserlo più. E di diventare presto un’azienda a tutti gli effetti. Look like you.

IL FUTURO DI WARDROBA

Wardroba è un’impresa tecnologica con una spiccata attenzione al design e al bello. Wardroba adotta le più sofisticate tecnologie e le più aggiornate metodologie di marketing per creare uno straordinario catalogo di cose belle e raccontare lo stile indipendente e creativo ideato da giovani e intraprendenti stilisti. Wardroba ha un’anima e una radice italiana e una vocazione globale.

Si rivolge a un consumatore curioso, attento all’eticità e alla qualità dei prodotti che acquista e che vuole costruirsi un proprio stile e un proprio gusto, dando fiducia a designer che hanno nuove idee da proporre.

COSA FA WARDROBA

Wardroba è un fashion social commerce che riproduce online l’esperienza d’acquisto della vita reale. Permette di scegliere cosa indossare dal proprio armadio, seguire lo stile di amici e trendsetter, acquistare da designer emergenti. Wardroba offre a designer e brand emergenti una pagina e-commerce personale, un canale di comunicazione digitale e un servizio di supporto logistico per spedizioni e resi. Nessun costo fisso. Solo una commissione sul venduto.

COME FUNZIONA?

I brand e i designer indipendenti caricano le proprie collezioni e vendono attraverso il canale digitale. Gli utenti possono scoprire nuove collezioni e acquistare, ma possono anche caricare e condividere accessori, outfit e vestiti dal proprio Wardroba. Funziona come un e-commerce con delle forti funzionalità social, in cui tutti gli attori, sia chi vende che chi compra ha un profilo che cresce con le attività svolte online.

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)

s.r.l. 00196 Roma Via Flaminia, 259 Tel. 06.8086517

VISURE

TAX EDP s.r.l.

00167 Roma Via G. Bonaccorsi, 10 Tel. 06.8086517 Fax. 06.39030355

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Commedie, Trash, Poliziotteschi, Horror ed altri generi CULT dagli anni 70 a 90

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Cominciamo il viaggio nel cinema cult degli anni 70, che ci accompagnerà per tutti i numeri futuri di RM Magazine, con il film del 1974 “Milano odia: la polizia non può sparare”. Questa pellicola, diretta da Umberto Lenzi e interpretata da Tomas Milian, Henry Silva e Ray Lovelock, è considerata una delle più noir e pulp del filone cosiddetto “poliziottesco”. Lo stesso Quentin Tarantino, da sempre estimatore di questo genere di cinema, ha dichiarato di essersi ispirato molto ai film italiani di quegli anni, e sicuramente il personaggio di Giulio Sacchi (Tomas Milian), è stato di ispirazione per Pulp Fiction. La figura del commissario che decide di fare giustizia fuori dalla legalità, pone l’accento sulla difficoltà che la polizia aveva in quegli anni nel fermare l’ondata di violenza che esisteva nel nostro paese. Umberto Lenzi riuscirà con questo filone a raggiungere il successo. Dopo aver girato questo film, utilizzando sempre come attore protagonista Tomas Milian, girerà “Roma a mano armata” nel 1976 e sempre nello stesso anno “Napoli violenta” che riscuoterà un enorme successo al botteghino. Il regista inoltre creerà un duraturo rapporto con l’attore cubano inventando insieme a lui il personaggio “Er Monnezza”. Nel film “Milano odia: la polizia non può sparare” Tomas Milian interpreta, in una Milano dei primi anni 70, Giulio Sacchi, un delinquente che passa le giornate al bar, con i suoi amici Carmine e Vittorio, o con la fidanzata Ione, alla quale chiede continuamente dei soldi. Ma Sacchi è anche ambizioso, e desidera diventare ricco e per ottenere questo compie una serie di azioni criminali. Nel film è presente una 24 RM MAGAZINE

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A cura di Massimiliano Correa

Tomas Milian: un cubano a Roma Noto per l’accento romano in molti dei suoi film, in realtà l’attore è nato a Cuba nel 1933 ed è stato doppiato in molti dei suoi film da Ferruccio Amendola. Milian si è trasferito in Italia alla fine degli anni cinquanta ed ha raggiunto l’apice del successo a cavallo degli anni 70/80. Il suo personaggio più famoso rimane il commissario rozzo e sboccato presente in molti suoi film. Anche se molti identificano quest’ultimo con il personaggio “Er Monnezza” quando invece si tratta di “Nico er pirata”; infatti Tomas Milian interpreta il ruolo del Monnezza solo in tre film: “Il trucido e lo sbirro” (1976), “La banda del trucido” (1977) e “La banda del gobbo” (1978). E’importante ricordare che l’attore ha recitato anche, seppur con parti secondarie, con registi di fama internazionale come gli italiani Bertolucci e Antonioni e americani del calibro di Sidney Pollack, Steven Spielberg e Oliver Stone. delle scene più violente in assoluto di tutto il genere, e forse di tutti i film girati in quegli anni. Voci nell’ambiente dicono anche che la scena in questione, come la conosciamo noi, sia stata censurata abbondantemente. E’ forse proprio a causa del forte impatto visivo che questi film ancora oggi sono fortemente presenti nell’immaginario collettivo.


Molto interessante è vedere come sia cambiata la città di Milano dal 1974 ad oggi. Questo è possibile grazie ad un bellissimo lavoro fatto dal sito web www.squadravolanteligera.com che, preso un singolo fotogramma del film, propone una foto scattata recentemente nello stesso luogo e nello stesso punto in cui è stata fatta la ripresa cinematografica. Qui sotto alcuni esempi.

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Camilla’s Secrets

A cura di Camilla Gullà (www.camillassecrets.com) Foto: Marco Cavicchio

Cappelli, accessori perfetti ! Cappello, Cappello e Cappello! Ci sono tendenze che passano di moda e tendenze che la moda la cavalcano da secoli e mai smetteranno di farlo: rivisitato, e modernizzato, esistente nei modelli più vari, questo accessorio non ha proprio nessuna intenzione di lasciare le passerelle nè tanto meno le strade cittadine. Ed io, ne sono una delle più accanite fan. Fin da piccola ho sempre amato i cappelli, abbinati ai look in stile inglese, tipici della moda bimbo anni ’90. Li amo a tesa larga, stretta, neri, blu, colorati, di gusto francese od anche più sportivi, da hip pop girl o da mancata tennista. Insomma l’accessorio giusto per rendere particolare e d’effetto anche l’outfit più semplice. Quello che vedete in foto è uno degli ultimi che ho acquistato, mi ha colpito molto il colore, la forma che ricorda quasi il cappello di una cavallerizza e il suo nome: Diamante. Questo perchè nella parte superiore crea appunto la forma di un diamante. Ho scelto di abbinarlo con un jeans skinny, uno stivale sopra il ginocchio e un caldo cappotto in cachemire. Il 28 gennaio 1992 nasce a Milano Camilla Gullà. Un sottile filo invisibile la lega al capoluogo lombardo e centro mondiale della moda e dove i suoi interessi in materia la riconducono abitualmente. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Firenze, città dove scappa a rifugiarsi ogni volta che può. Nel capoluogo toscano frequenta l’Istituto Sacro Cuore e coltiva le sue passioni: la danza classica, il pianoforte e l’amore per le lingue straniere. Attualmente frequenta l’università cattolica del Sacro Cuore a Milano, presso la facoltà di legge e dall’aprile 2011 si occupa del suo blog “Camilla’s Secrets”. Nato dalle aspirazioni di un’ adolescente sognatrice che si racconta parlando di moda e non solo nel tempo è cresciuto e si è evoluto proprio come la sua autrice. E’ sfogliandone le pagine che traspare la crescita e il cambiamento di una ragazza che diventa donna. Camilla ha saputo sfruttare la sua innata tendenza a fondere le sue passioni in una dimensione più ampia e profonda, collaborando in questi anni con importanti brands e autorevoli riviste di tendenza: un meraviglioso e originale connubio tra moda e mondo che ci circonda. Fanno da imperativo il buon gusto e l’eleganza, uniti ad una semplicità che non é mai banale. cappotto New York Industrie (Loro Piana) maglione United Colors of Benetton stivali Lesilla cappello Borsalino Diamante


A cura di Camilla Gullà (www.camillassecrets.com)

Camilla’s Secrets

La lunghezza di un cappotto da zar russo, l’eleganza del color cammello, la grinta di un capo sorprendentemente trendy. Ecco il “Camel coat”, un cappotto lungo che richiama il colore dello splendido e esotico animale da cui prende il nome, un must have dell’inverno. Ho inizialmente acquistato il cappotto che vedete nelle foto per abbinarlo ad un paio di stivali in pitone e un abito bianco, un look decisamente stylish ed elegante. Ma……appena l’ho visto appeso nel mio guardaroba, non ho resistito ad indossarlo con dei jeans a zampa e delle converse, un pesante maglione sotto al mio giaccone e così sono riuscita subito ad ottenere un outfit alla moda ma anche confortevole e caldo! Il color cammello dona eleganza : è chic e raffinato ed è un colore senza tempo che anche quest’ anno trionfa ed è in vetta alle classifiche dei capi irrinunciabili. Si può facilmente abbinare ed è una tonalità intramontabile. Dai color ocra accesi ai tenui biscotto passando dal sabbia, sfila da anni sulle passerelle di molti stilisti, senza mai cadere di moda. Il “Camel coat” è stato indossato per la prima volta dai divi degli anni ’30 ed è in un secondo momento entrato nei guardaroba femminili grazie a star come Greta Garbo. Per il grande successo però dobbiamo aspettare gli anni ’70 e Marlon Brando nel noto film “Ultimo tango a Parigi”. Impossibile non citare Max Mara, che negli anni lo ha rivisitato ed attualizzato, reso protagonista svariate volte delle sue vetrine nelle vie più importanti delle città della moda, accompagnandolo così, per mano, verso il grande trionfo nel 2015.

La storia del “Camel coat”

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Camilla’s Secrets

A cura di Camilla Gullà (www.camillassecrets.com)

Andy Warhol ci insegna... Parliamo di Pop Art, la corrente artistica affermatasi negli anni 60, negli Stati Uniti. Il nome deriva da “popular art”, arte popolare, intesa in un’ accezione differente da quella a cui siamo comunemente abituati. Questa corrente artistica nasce in Gran Bretagna negli anni 50 con Hamilton e vede la sua maggiore diffusione negli anni 60, nel territorio degli Stati Uniti. La mostra che ne sancisce il certificato di nascita è la “This is Tomorrow” del ’56, allestita in una galleria di Londra. L’arte popolare, con la vivacità dei suoi colori rifiuta seccamente tristezza, amarezza e depressione dell’animo, per lasciar spazio ai nuovi stimoli di un’epoca che guarda al futuro con quella fiducia, ai giorni nostri ormai scomparsa. Pop Art è colore, è tonalità psichedeliche, forme estrose, creatività, innovazione, ambienti giovani e una definizione di “must have” che inizia ad affacciarsi nel panorama dell’Interior Design con i quadri dell’iconica Marilyn Monroe e i telefoni a forma di bocca. Gli elementi figurativi della Pop Art sono tratti dalla quotidianità: oggetti d’uso comune, piccoli elettrodomestici, fumetti, animali, prodotti alimentari o come scritto in precedenza, divi del cinema e qualunque

altro elemento tipico delle moderne società industriali e culture di massa. Tra i più grandi rappresentantivi è Andy Warhol. Le sue opere sono famose in tutto il mondo e ispirano tutt’ora 28 RM MAGAZINE

i più grandi artisti e designer. A lui sono state dedicate moltissime mostre. L’arte di Andy Warhol non è scelta estetica né polemica per la società consumistica, si tratta piuttosto di documentazione dettagliata, quasi giornalistica, dell’universo visivo che si apriva davanti ai suoi occhi: le inconfondibili bottigliette di coca cola, i barattoli di minestra Campbell, quelli di pomodoro, i detersivi in scatola, dollari, bocche e supereroi. Immancabile in ogni sua opera, il colore esaltato e esasperato come tipico della corrente artistica di cui faceva parte. Se vi fosse venuta voglia, leggendo questo articolo, di dare un tocco Pop Art anche al vostro salotto, vi

basterà aggiungere un paio di cuscini colorati nel sofà tinta unita, un cambio di colore per le pareti, qualche accessorio a forma di mano o di bocca e la vostra stanza assumerà già un aspetto più simile al salotto estroso dello statunitense Lichtenstein o del giapponese Takashi Murakami.


A cura di Camilla Gullà (www.camillassecrets.com)

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The Humprey loft from Gossip Girl Molti di voi avranno sicuramente avuto modo, almeno qualche volta, di vedere “Gossip Girl”, una delle fiction più seguite di sempre; ambientata nella città dove ogni sogno diviene realtà, New York, con un arguto studio dei personaggi e delle location in cui sono ambientate le scene. Ed uno dei set è proprio il loft che vedete in queste foto: il celebre loft degli Humprey. Tra gli eleganti palazzi dell’Upper East Side e i lussuosissimi hotel nel cuore della grande mela, il loft che vedete con il suo stile semplice e accogliente arrivava dritto al cuore di noi spettatori. Come spesso accade nella vita, è proprio la semplicità a conquistarci perchè come scriveva Pete Seeger “qualsiasi sciocco può fare qualcosa di complesso; ma ci vuole un genio per fare qualcosa di semplice”. E credo che proprio questo sia stato l’intento dei designer che hanno arredato l’appartamento: far sembrare ogni pezzo all’interno della casa quasi come se fosse stato lasciato lì per sbaglio, mentre un grande studio vi è dietro le scelte di posizionamento degli arredi e della mobilia. Lo stile del loft si potrebbe definire un perfetto stile newyorkese, trendy e con un richiamo al sapore retrò. Le forme sono pulite e ben armonizzate con le pareti grezze, i colori donano luce senza diventare mai estremamente ponderanti ma perennemente sensibili all’autorità di un colore caldo come il marrone. Il dettaglio del vetro colorato nella porta d’ingresso conferisce quel sottile senso di ricercatezza che dona carattere alla casa. Nella parete del soggiorno troviamo un’immancabile parete di ricordi, foto e pensieri accostati al muro in modo disordinato, quasi come se uscissero direttamente dalla nostra mente come da un cappello troppo pieno di reminiscenze. Intorno al tavolo da pranzo troviamo accostate delle sedie di gusto moderno e delle panche in stile vintage americano degli anni 50. Le luci non sono eccessivamente potenti e i punti luce sono ben suddivisi, i tappeti sono presenti in ogni stanza per rendere l’ambiente più accogliente, e per ultimo la presenza di una chitarra nella stanza d’ingresso, lasciata non si sa bene se per dimenticanza o per complemento d’arredo. In questa location vince la semplicità, una semplicità che è al contempo studio e ricercatezza, una semplicità che sconvolge e resta impressa nella mente, una semplicità che cela genialità e che perfettamente si adattava ai personaggi del film che vi abitavano, il cui modo di vivere sembrava continuamente richiamare il motto di William Wordsworth “ vivere con semplicità e pensare con grandezza”. 29 RM MAGAZINE


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P I D a s l a s Mr. DIP è nato nel 1969 e ha svolto numerosi sport, dal Kung Fu al Pugilato. Ma è dopo un viaggio di due mesi a Cuba, innamoratosi della cultura e dei valori del popolo ha iniziato a ballare e nel 2010 dopo 5 anni di scuole (ballando quattro volte a settimana), è divenuto Maestro Bronzo della F.I.T.D. Consapevole del fatto che il sapere non basta mai, è ancora allievo di numerose scuole e precisamente, per la Salsa, con l’ A.S.D. Bailamos Accademia di salsa-teatro-canto di Tonino PERENO, per la Rumba, Accademia Son-Rumba di Mario QUINTIN EL RUMBERO MAJOR, per la Bachata-Tango scuola di AURELITO. Non simpatizza per le persone che gareggiano in questo campo per il fatto che la Salsa vista nei locali di Cuba è uno strumento altamente aggregativo mentre nel nostro Paese, 500 anni di cultura Caraibica (Afro, Rumba, Son, Salsa), a volte, vengono utilizzati come strumento di competizione. Non essendo un ballo predeterminato, risulta difficile costruire una coreografia adatta a tutte le musiche, inoltre tolta la non predeterminatezza dello stesso, il divertimen-

to, l’estro, la creatività viene meno. La soddisfazione più grande che si può avere è quella di entrare in un locale, e ballando accorgersi che ci sono numerose persone che ti guardano con il sorriso, con atteggiamento attento a ciò che trasmetti con i tuoi movimenti. Questa è la vittoria, quella più pura. Non esiste sfida con gli altri, solamente con il proprio corpo. Mr. DIP consiglia ai suoi allievi di ballare con tutte le persone del locale, mentre di frequente accade che si possono notare dei gruppi di persone chiusi, blindati che ballano solo tra di loro come se avessero timore di danzare con gli altri. Addirittura esistono gruppi che ballano solo in Rueda, dimostrando la loro poca attitudine ad esibirsi in coppia. Sicuramente il comportamento dell’allievo è frutto del loro Maestro. Dopo numerosi anni di corsi e apprendimento si è potuto constatare che nessun insegnante è completo. Alcuni eccellono in una caratteristica del ballo quale ad esempio portamento maschile/ femminile, nei pasitos, nel numero di figure conosciute, nel riscaldamento, nella tecnica o nel


programma d’insegnamento. “Salsa Dip” ha scelto per voi i migliori pasitos, scremato le figure, eliminando quelle inutili, ed ottimizzato un programma formativo della durata di 5 anni sempre vario ed interessante nel massimo della professionalità, col fine di insegnare una Salsa Cubana da sala. Ogni canzone ha caratteristiche particolari, velocità, ritmi in essa contenuti, ecc.ecc., l’uomo ascoltandola prova una sensazione che converte in movimenti; questi vengono trasmessi con dei segnali alla donna in tempo reale, così la coppia esegue una sommatoria di figure che sono sia a tempo con la canzone ma anche in armonia con i ritmi in essa contenuti (interpretazione). In parole semplici nella salsa l’uomo disegna, la donna colora. Questa è proprio la peculiarità della Salsa Cubana ! Ecco perchè a noi non interessa quella salsa che alcuni definiscono ago-

nistica o da gara in quanto il ballo diviene macchinoso, una coreografia, e la coppia già sa cosa deve fare (dove è il divertimento se entrambi conoscono già tutto??). Inoltre la coreografia può essere adatta ad una sola canzone, basta cambiarla e la stessa diviene inutile. La redazione di RM Magazine ha incontrato il maestro con il quale abbiamo avuto la possibilità di scambiare alcune battute. La Salsa infatti produce su chi la pratica an-

che a livello amatoriale innumerevoli benefici. Pensiamo per esempio a quelli relazionali. Nell’ambito lavorativo spesso i rapporti umani sono confinati, mentre nelle serate di ballo abbiamo la possibilità di interfacciarci con gruppi estremamente eterogenei. I balli caraibici raccolgono una schiera di praticanti che pesca in tutti gli strati sociali ed anagrafici. La possibilità di fare nuove amicizie e conoscere gente interessante è sempre dietro l’angolo, ci spiega il maestro Mr. DIP. Ma i benefici non finiscono qua! Il ballo, e in particolare la Salsa possono essere considerati alla stregua di una vera e propria attività fisica con tutti gli aspetti positivi che questo comporta. Pensiamo che già dopo il riscaldamento il battito cardiaco normalmente intorno ai settanta/ottanta battiti al minuto aumenta fino ad arrivare a centoventi. Questo perchè i movimenti che vengono effettuati già durante questa fase non sono abituali e stimolano il sistema cardiovascolare e quello nervoso. Il maestro ci ha fornito anche qualche altra informazione di carattere pratico sui corsi che si svolgono a Cesano, una zona facilmente raggiungibile da molte aree limitrofe come Anguillara, La Storta, Le Rughe e l’Olgiata. I gruppi sono aperti a tutti i livelli e le lezioni, svolte di sera, sono formate da gruppi al massimo di 24 persone, quantità ideale affinchè il maestro abbia la possibilità di seguire tutti i partecipanti con la dovuta attenzione e gli stessi abbiano il numero giusto di partner che concilii il divertimento con l’apprendimento. Per qualsiasi informazione potete anche visitare il sito del maestro Mr. Dip all’indirizzo www.scuolasalsadiproma.it. A cura della redazione.

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Un bacio lungo cent’anni

Hayez in mostra a Milano

Il bacio, bacio che noi occidentali siamo abituati a considerare trait d’union e non è universale tra le culture del mondo. Milano: Mostra di Francesco Hayez, (Venezia,1791-Milano,1886) grande pittore protagonista del movimento Romantico e del Risorgimento accanto a Verdi e Manzoni con i quali ha contribuito all’unità culturale dell’Italia. Circa 120 opere riunite, dai capolavori più noti ad altri presentati al pubblico per la prima volta – molto intrigante l’accostamento delle tre versioni del bacio, dipinto noto in tutto il mondo. Per la prima volta sono una accanto all’altra: la prima realizzata nel 1859 su commissione di A.M. Visconti poi donata a Brera (gli abiti degli amanti ricompongono i colori dei due tricolori italiano e francese), quella del 1861 in cui l’abito è bianco e non azzurro (omaggio patriottico all’Italia unita) e quella del 1867 inviata all’Esposizione Universale di Parigi. Bacio inteso come addio carico di speranza, di patriottismo. Presso le tribù Samburu etnia Maasai, Kenya, la bocca serve solo per mangiare e parlare. Il bacio nell’Arabia Saudita viene inteso come saluto e si toccano le punte dei nasi, così come in Nuova Zelanda e tra gli Eschimesi. In Thailandia il bacio è inteso come Hom gäm , assorbire il tuo respiro. Nel kamasutra esistono diversi tipi di bacio ognuno con un diverso significato. E’ stato pubblicato uno studio sulla rivista “American Anthropologist”di William R.Jankowiak /University of Nevada in cui appare che tra le 168 diverse culture studiate è emerso che solo il 46% usa il bacio e viene da una struttura sociale complessa. In questa esposizione, questo profluvio di dipinti, godibilissimo, in un ambiente molto articolato e al tempo stesso concentrato, rivela la grandezza di Hayez nel saper trattare con maestria generi diversi come la pittura storica e il ritratto, la mitologia, la pittura sacra e un tema allora di gran moda come l’orientalismo, sino ad arrivare alle composizioni dove trionfa il nudo femminile, molto sensuale ed unico nel panorama del Romanticismo italiano e europeo. L’antologica è molto bella ed è stata curata da F.Mazzocca con il coordinamento generale di G.Brunelli; è sistemata nel palazzo della Banca Intesa (palazzo progettato da L.Beltrami, architetto, restauratore e studioso del Rinascimento) a Piazza La Scala. HAYEZ Dal 7 novembre 2015 al 21 febbraio 2016/GALLERIE D’ITALIA-PIAZZA SCALA-MILANO

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MERCEDES SLS La Mercedes SLS AMG GT è l’ultima evoluzione della supercar con le ali di gabbiano. Dotata di un motore 6.3 V8 da 591 cv di potenza e 650 Nm di coppia massima è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e di raggiungere la velocità, limitata elettronicamente, di 320 km/h. La trasmissione è affidata al cambio AMG Speedshift DCT a sette rapporti. I consumi dichiarati sono di 13,2 l/100 km sul combinato con emissioni di CO2 di 308 g/km. Il modello è offerto sia in versione coupé che roadster. Gruppi ottici scuri e pinze dei freni rosse sottolineano il design aggressivo e deciso di quest’auto. Il nuovo setup delle sospensioni AMG Ride Control Performance è più rigido rispetto all’assetto precedente. Le modalità di guida sono Comfort, Sport e Sport plus, particolarmente adatto per guidare la SLS AMG GT in pista. Le modalità possono essere selezionate attraverso un pulsante sulla AMG Drive Unit. Per quanto riguarda le ruote la supercar monta di serie pneumatici 265/35 R 19 davanti e 295/30 R 20 dietro. I cerchi in lega leggera a 10 razze completano l’allestimento. La Mercedes SLS AMG fonde stile, tradizione, tecnologia ingegneristica, comfort ed esclusività in un’armonia di emozioni. Le porte ad ali di gabbiano, suo inconfondibile marchio di fabbrica, il cofano motore allungato, l’incisivo frontale con la forma marcatamente a freccia e le grandi prese d’aria, come pure la cellula dell’abitacolo ribassata e fortemente arretrata, con la coda lievemente degradante, esprimono perfettamente il 36 RM MAGAZINE

suo carattere supersportivo. La SLS è un bolide caratterizzato dalla carrozzeria spaceframe in alluminio resistente e leggero, dal motore anteriore-centrale. Gli interni offrono l’autentica funzionalità delle auto da corsa e inoltre è possibile scorgere un richiamo stilistico al cockpit degli aerei. Materiali raffinati come pelle Nappa, vero metallo e, a richiesta, anche applicazioni in carbonio, dimostrano sia gli alti livelli di qualità che il carattere quasi artigianale dell’abitacolo della SLS AMG, rivelando la grande attenzione posta ai dettagli da Mercedes-Benz e AMG. Espressamente per questo modello è stato concepito un nuovo sound system realizzato dagli specialisti danesi di impianti audio Bang & Olufsen. Disponibile, poi, il sistema multimediale COMAND APS che rappresenta la centrale di comando dei sistemi di entertainment e navigazione di bordo, con schermo TFT e diagonale da 17,8 cm. Tra i sistemi di assistenza troviamo il Brake Assist e il ParkTronic che aiuta nelle fasi di parcheggio. La versione SLS AMG Roadster offre tutte le emozioni della guida open-air grazie alla capote che scompare elettricamente senza andare a limitare le dimensioni del bagagliaio. Spiccano le cinture di sicurezza rosse e le cuciture in contrasto. Anche la console, i tappetini ed i contorni delle portiere presentano dettagli rossi. I prezzi partono dai 205.000 Euro a seconda della versione. Il pacchetto AMG costa circa 6000 Euro.


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Shake Roma può definirsi in una sola parola apericlub, ossia un locale che miscela alla perfezione il concetto di apericena con una selezione musicale che accompagna i presenti dal tardo pomeriggio. A partire dalle ore 19.00, drink alla mano, è possibile gustare il ricco assortimento di pietanze dello Shake, impreziosito da abbinamenti speciali e un tocco di creatività e fantasia, tutta romana. Per gli amanti del rito dell’apericena, c’è un nuovo locale a cui fare riferimento per trascorrere piacevoli momenti in compagnia di amici, colleghi o con il proprio partner. Shake Roma prolunga l’apericena fino alle ore 22.00 circa, orario in cui inizia la serata danzante, affidata al dj set di turno. Quello che nasce è momento di degustazione di nuova generazione, capace di abbinare i sapori della migliore tradizione capitolina al piacere dell’intrattenimento. Oasi di gusto e relax, ideale dopo una giornata di lavoro, lo Shake consente di cenare e divertirsi nello stesso locale, senza bisogno di spostarsi e fare tardi. Dietro al bancone, barman professionisti si dilettano in esibizioni di flair miscelando sapori esotici e distillati di qualità. La selezione di vini bianchi e rossi prevede etichette provenienti dalle migliori cantine italiane. Shake è inserito nel cuore popolare di Roma, nel rione Testaccio, epicentro della club culture notturna.


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Ma che davero???

il romanesco raccontato ai romani

Alcune sere fa sono andata a teatro a vedere uno spettacolo basato su una serie di atti unici con la città di Roma come unico filo conduttore: “Ritratto di una capitale” recitava, non a caso, il sottotitolo. Uno di questi atti mi ha incuriosito. Era ambientato di notte nella sala d’aspetto dello storico ospedale romano del Santo Spirito, uno dei più antichi d’Europa. Due personaggi: una donna, o meglio una madre, che era lì per avere notizie della figlia e un tossicodipendente in cerca della sua dose di metadone. La donna per ingannare l’attesa comincia a leggere a voce alta da un volume delle notizie storiche sull’ospedale: quando era sorto, dove etc . Il ragazzo che dormiva sdraiato sulla panca non sembra affatto interessato, anzi piuttosto infastidito da quel monotono brusio, fino a quando qualcosa cattura la sua attenzione tanto da fargli esclamare MA CHE DAVERO??? Efficace espressione romana volta a mostrare stupore per qualcosa. Tanta sorpresa era determinata dalla scoperta che una delle più celebri

invettive romane aveva un’origine storica. Sembra, infatti, che la frase LI …… E DE TU NONNO IN CARIOLA derivi dal fatto che nelle corsie dell’ospedale quando i letti presenti non erano sufficienti ad ospitare gli ammalati, in seguito a epidemie, se ne aggiungevano altri al centro delle corsie chiamate “cariole”. L’offesa quindi farebbe riferimento ai poveri avi in sovrannumero del malcapitato destinatario dell’imprecazione. Ho trovato la cosa divertente e ho pensato che probabilmente esistono altri modi di dire che hanno origini storiche. E ho scoperto che, per esempio, quando si vuole dire che non esiste nessuna possibilità di ottenere qualcosa, un romano può usare l’espressione “NUN C’E’ TRIPPA PE’ GATTI”, ignorando il fatto che l’espressione risale ai primi del ‘900, 1907 esattamente, quando l’allora sindaco Ernesto Nathan propone di eliminare dal bilancio comunale la voce relativa all’acquisto della trippa necessaria a sfamare i gatti “incaricati” di salvare i documenti dell’archivio capitolino dai

famelici topi che lo infestavano, con la logica spiegazione che per sfamarsi avrebbero dovuto ricorrere ai detestati roditori. Se invece vi trovate in una situazione difficile da gestire forse esclamerete: “NON SO A CHI DA’ LI RESTI !” esattamente come i garzoni di macelleria che avevano il compito di smaltire gli scarti del negozio, ma durante il percorso venivano fermati da così tante persone indigenti che li reclamavano per sé da non sapere, appunto, a chi dare i resti. E quando sentite qualcuno rivolgere a una giovane donna la simpatica frase “ME PARI LA SORA CAMILLA TUTTI LA VONNO E NESSUNO SE LA PIJA” è perché si fa riferimento a Camilla Peretti, sorella di Felice Peretti divenuto Papa con il nome di Sisto V, che era corteggiata da molti nobili romani, ma nonostante la sua avvenenza non riuscì mai a sposarsi, forse proprio a causa del fratello, noto per la sua severità e soprannominato “castigamatti” e la fanciulla finì così i suoi giorni in convento.

A cura di AdF

43 RM MAGAZINE


I A N I

S

taccuino di viaggio

L’uso della parola viaggio è quello che indica il giro in diversi paesi del mondo per un periodo variabile e limitato. Il termine deriva dal latino viaticus ovvero provvista necessaria per mettersi in viaggio. Mi piace questa definizione: viaggio inteso come provvista di informazioni, unione tra spazio e tempo attraverso il movimento. La Penisola del Sinai, 61.000 km quadrati, grande quasi come lo Sri Lanka e più vasto della Danimarca o dei Paesi Bassi. Seicento km di coste , due governatorati : Sinai del nord con capitale Arish e Sinai del sud con capitale El-Tor. La penisola si trova in Asia ed è stata annessa all’Egitto nel XX° secolo, quando gli inglesi che governavano il paese volevano tenere separato l’impero ottomano dal canale di Suez. Sinai, terra antica, arida, dalle montagne con mille sfumature di ocra, terre rosa a strapiombo sul Mar Rosso. L’ etimologia della parola è incerta : dente canino tradotto in arabo ; sinonimo di monte Orab per gli ebrei (Mosè), zona di culto al Dio lunare Sin. Quando passeggi per le dune di pietra o ti inerpichi per raggiungere il Mar Rosso sei sopraffatto da queste rocce dorate polverose antichissime, l’aria è sempre secca, umidità quasi inesistente (media 15%). Le escursioni sono a dorso di dromedari, di moto, di quad o di mountain bike e si inoltrano nel deserto. Polvere rossa e vento del deserto hanno una convivenza obbligata anche per chi vive nei maggiori centri turistici, il vento dura sempre tre giorni continuativi e poi si placa. 44 RM MAGAZINE

Per ricominciare quando…nessuno lo sa; arriva sibilando al tramonto e continua imperterrito con un velo rosa che si posa su ogni cosa durante il tragitto e si infila dappertutto. D’estate è caldissimo, ti colpisce come un phon alla gola, d’inverno è molto freddo. Il Mar Rosso circonda la penisola del Sinai ed è uno dei fondali più belli del mondo per i diver appassionati, anche qui rocce a strapiombo. Le escursioni sono sempre le stesse, cambiano a seconda della bravura dell’istruttore sub che ti accompagna o per la natura in cui si è immersi che per fortuna è sempre in evoluzione. Lo snorkeling o l’immersione ti compensa ampiamente, sott’acqua c’è un mondo fantastico, nei punti in cui si svolgono le escursioni di mare il litorale è protetto come parco marino e vale sicuramente la pena di un viaggio così breve (4 ore /volo diretto/tariffa economica). Culturalmente il Sinai è abitato oggi da genti arabe, nomadi o seminomadi, tutti pastori e carovanieri, secondariamente agricoltori: i


beduini. Non sono di origine egiziana, il loro dialetto è saudita, la loro cultura diversa, seguono le leggi del deserto e delle tribù e non possono identificarsi in uno stato. Lungo le coste, gli israeliani costruirono i primi villaggi turistici: Taba, Nawiba, Dahaab e Sharm el Sheikh. Nel 1979 gli egiziani riconquistarono il Sinai, nel 1982 ultima città Taba, al confine, ritornerà all’Egitto. Dahab è una località che piace molto, nata come comunità hippie, ha pochi e piccoli hotel; per le immersioni, il famoso Blu Hole e il Canyon,

Le donne che trovi in Sinai a danzare pubblicamente per la maggior parte non sono egiziane, per la famiglia viene considerato un lavoro disonorevole, le donne egiziane che lo svolgono sono allontanate dalla famiglia o hanno avuto una vita difficile. Si trovano danzatrici libanesi, rumene e russe. Quando la danza del ventre è di ottimo livello è la donna che segue il battito del tamburo con il movimento dei fianchi , la bravura è nel seguirlo il più possibile, i fianchi sono ammaliati e ipnotizzati dal battito del tamburo ,la punta del piede serve ad aiutare la rotazione del bacino ad ogni battito , e le mani svolazzano nell’aria accompagnando la

esperienza sub da fare assolutamente, è adatto a chi vuole rimanere in disparte senza sollecitazioni da luna park, dista un’ ora da Sharm. Sharm el Sheikh si trova sulla punta sud del Sinai: è turismo di massa, ma ha un ottimo clima ed è vicino all’Italia, è comodo per svernare, molti italiani pensionati vivono qui gran parte dell’anno e hanno comprato casa. E’ adatto ai giovani che amano far tardi, molti locali, casinò, possibilità di interagire con ragazzi da tutto il mondo che vanno per divertirsi. Spazio e tempo sono percepiti anche mediante la cultura, che rende diacronica la percezione, vivere il viaggio attraverso i sensi. L’arte della seduzione vive nella danza del ventre: danza antica riservata alle donne, come iniziazione per le fanciulle al movimento dell’amore e alle donne sposate per confidarsi, tenere in allenamento rotazione del bacino e assicurarsi discendenza e posizione nell’ambito familiare; si è trasformata in danza per un pubblico in tempi recenti.

rotazione, quindi è tutt’uno con il ritmo dello strumento musicale. Le relazioni interpersonali nel Sinai riguardano solo il personale egiziano che lavora nel turismo, i beduini si relazionano tra di loro e hanno matrimoni parentali, molto chiusi, impenetrabili nelle loro tradizioni. Ho desiderato parlare del Sinai perché la loro economia è in ginocchio dopo gli ultimi avvenimenti terroristici; si potrebbe parlare a lungo degli scenari di geopolitica che stanno cambiando l’assetto del Medioriente, ma la sicurezza è alla pari di un qualsiasi luogo europeo: si trovano proposte e grandi offerte, sia presso le agenzie che in internet. Il governo egiziano per aiutare la sopravvivenza del turismo ha esentato dalle tasse le strutture recettive turistiche per questo periodo. Deserto e mare sono i due elementi che predominano dando origine a scenari di incomparabile bellezza. Se amate la natura ed avete voglia di conoscere un posto magico non potete privarvi di conoscere il Sinai, perla d’Egitto.

A cura di Silvia Magnani 45 RM MAGAZINE


“ L I F E ”vita vita di un mito A sessant’anni dalla scomparsa di James Dean il cinema rende omaggio a questa leggendaria figura di artista, simbolo e personificazione dell’inquietudine della gioventù americana della seconda metà degli anni cinquanta. E’, infatti, in uscita per la regia di Anton Corbijn “LIFE”, il biopic su James Dean che racconta la storia vera dell’amicizia tra l’allora emergente star e il fotografo Dennis Stock, autore delle foto più belle e personali del divo che hanno segnato l’immaginario della nostra epoca. Dean, 24 anni, aveva da poco terminato di girare il film “La valle dell’Eden” e Stock, di poco più grande di lui, era un fotografo dell’Agenzia Magnum ancora ignaro del suo talento, 46 RM MAGAZINE

l’incontro lo cambierà umanamente e professionalmente. Quando la rivista LIFE gli chiede di realizzare un servizio fotografico sul giovane interprete, non avrebbe mai potuto immaginare che le foto che si accingeva a scattare sarebbero entrate nella storia, non solo per l’originalità delle foto stesse che ritraevano un James Dean privato e lontano dal set, ma anche perché le ultime dell’attore, trasformandosi così nel suo tragico epitaffio. Le parole dello sceneggiatore del film Luke Davies ci aiutano a chiarire il senso della scelta del regista, fotografo egli stesso, di concentrarsi su questa amicizia “il film parla di come il nostro essere mortali dovrebbe influenzare il modo in cui scegliamo di vivere qui e ora”. Il cineasta ha perciò cercato di ricostruire


con scrupolosissima precisione l’epoca e ricreare con una quasi maniacale attenzione per i dettagli il set dal quale è scaturito l’indimenticabile scatto, che sorprende l’attore, visibilmente infreddolito, mentre cammina sotto la pioggia a Times Square, la sigaretta tra le labbra, avvolto nel cappotto con il bavero alzato, le mani in tasca, il sorriso e lo sguardo di sfida di chi non ha paura di niente.”Volevo creare un contesto all’interno del quale immaginare cosa ci fu intorno a quello scatto. Non si vede mai la foto, ma le circostanze in cui fu scattata”. Per alcuni giorni i due affrontano un viaggio insieme che li porterà anche nello stato dell’Indiana dove Dean era nato e cresciuto. Lì ,insieme alla sua famiglia, realizzerà le foto più intime dell’amico, seguendo la sua intuizione di fornire un ritratto naturale e non divistico del personaggio, “Moody New star”, la nuova star malinconica, è il titolo del servizio pubblicato il 7 marzo 1955 dalla rivista Life. E’ un film anche che celebra l’estetica dell’immagine fissa o in movimento anche se ,precisa Corbijn, “la bellezza della fotografia è il suo essere costituita da una singola immagine, dando in questo modo molto spazio a chi la osserva per fantasticare cosa ci sia intorno, c’è del mistero. Nel cinema non accade, 47 RM MAGAZINE


perché il mistero sparisce nel momento stesso in cui vuoi spiegarlo.” Sullo schermo Stock ha il volto di Robert Pattinson,smessi ormai definitivamente i panni del vampiro si conferma eccellente interprete, mentre James Dean è interpretato da Dane De Haan. Completa il cast Alessandra Mastronardi, nota ai più per il ruolo di Eva nella fiction “I Cesaroni”, e che qui è Anna Maria Pierangeli, l’attrice italiana che visse una breve e intensa storia d’amore con Dean ostacolata dalla madre dell’attrice perché lui non era cattolico.

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Sopra: locandina del film Sotto: Dane DeHaan as James Dean (a sinistra) con il regista Anton Corbijn

Dean era nato l’8 febbraio 1931 a Marion nell’Indiana. La sua infanzia è presto sconvolta dalla morte prematura della madre. L’evento complica il già difficile e conflittuale rapporto con il padre il quale, infatti, lascia che il proprio figlio sia affidato agli zii. Frequenta il college a Santa Monica in California, dove comincia la sua carriera artistica, si fa notare in alcune pubblicità, piccoli ruoli in film e spettacoli teatrali o televisivi. La svolta della sua carriera avviene dopo il trasferimento a New York. Qui è accolto dall’Actors Studio, la più celebre e importante scuola di recitazione del paese. Presto gli si presenta la grande occasione: il regista Elia Kazan lo nota a teatro e gli offre il ruolo di Cal Trask, giovane inquieto e ribelle nel film “La valle dell’Eden”, interpretazione per la quale riceve la sua prima candidatura all’Oscar. Inizia così una carriera folgorante, in meno di un anno viene chiamato per “Gioventù bruciata” e per il “Il Gigante” dove recita accanto a Rock Hudson e Elizabeth Taylor. D’altra parte la velocità è una delle sue grandi passioni, partecipa a numerose corse automobilistiche quando non è impegnato sul set. Il 30 settembre 1955 si trova sulla strada di Salinas in Texas per prepararsi a una gara, è alla guida della sua Porsche 550 Spyder, sono da poco passate le 15.30, ora nella quale sarebbe stato fermato e multato per eccesso di velocità, quando arriva lo schianto con una coupé bianca e nera . Alle 17,59 James Dean, 24 anni, viene dichiarato morto. Finisce la sua vita ,inizia il mito per sempre “anima bella e dannata”.


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4,5 cl di vodka 9 cl di succo di pomodoro 1,5 cl di succo di limone 2/3 gocce di Salsa Worcester 1 pizzico di sale e pepe nero Tabasco decorare con gambo di sedano Può essere shakerato vigorosamente o mescolato lentamente e deve essere servito in un tumbler alto.

leggera sapidità. Il finale è di buona

lunghezza con note di cannella e spezie.

DRINKING

La Buffalo Trace si vanta di utilizzare solo ingredienti locali per i propri distillati, mais, segale e malto d’orzo del Kentucky e la qualità dei propri distillati è garantita dal numero di premi e riconoscimenti acquisiti negli anni. Il Buffalo Trace Kentucky straight bourbon è un whiskey invecchiato per almeno 8 anni in botti di quercia americana. Al naso è dolce con note di caramello e vaniglia e sentori di legno di quercia. Al palato è la dolcezza del caramello ad accoglierci insieme a note di crema pasticcera e rovere dolce per poi lasciare posto ad una

Il colore ambrato e la soffice schiuma bianca invogliano da subito; l’olfatto è caratterizzato da intensi profumi di agrumi tra cui arancia, mandarino e pompelmo rosa. Al palato regala un accenno di dolcezza e poi subito tanto amaro, vigoroso, lungo ma mai estremo. Tanta freschezza alleggerisce il peso importante di una birra dalla gradazione alcolica di oltre 8 gradi.

a cura di R. Di Mario


A cura di Massimiliano Correa

Cronaca semiseria di un concerto degli AC/DC Dopo anni di attesa finalmente il 17 dicembre 2014 viene aperta la vendita dei biglietti per il concerto di Imola. Insieme a due carissimi amici, Gabriele e Veronica, acquisto subito i preziosi tagliandi che ci permetteranno di assistere ad uno degli spettacoli che tutti i fans della band australiana sognano. Presi i biglietti non resta che aspettare i sette mesi che ci separano dal concerto ma non senza fare le ipotesi più fantasiose sulla scaletta sapendo benissimo dentro di noi che è sempre la stessa da 20 anni….. ma se cambiasse sarebbe una grande delusione perché vengono sempre presentati gli inossidabili successi venduti in oltre 200 milioni di copie in tutto il mondo. Si parte da Roma alle 10.00 a bordo di una fiammante

F i at 6 0 0 a l i m e nt at a a GPL in modo d a - essere sicuri di non superare i limiti di velocità dato che neanche in discesa e con il vento a favore è pos-

sibile superare i 130 km/h. Essendo luglio la temperatura esterna supera i 30 gradi e quella interna i 40, quindi decidiamo, nonostante il mezzo e il GPL, di accendere l’aria condizionata…. dando quindi l’addio all’esuberante potenza del quattro cilindri che avevamo scatenato sul filo dei 129 orari fino a quel momento. Ovviamente dopo un’ora dalla partenza ci accorgiamo che la condensa del condizionatore non viene scaricata all’esterno in modo che ad ogni curva, a turno, io e Gabriele riceviamo un rinfrescante gavettone sui piedi che però apprezziamo di tanto in tanto. Nel frattempo Veronica, seduta dietro, è assente come sempre presa dal suo smartphone. Dopo un paio di soste all’autogrill, dove vediamo altri simpatizzanti degli AC/DC agghindati di tutto punto con magliette, sciarpe, bandiere e bandane, arriviamo nei pressi dell’autodromo di Imola, dove cominciamo ad avere il leggerissimo sospetto che sarà alquanto improbabile parcheggiare a meno di 15 km dall’ingresso; ma con un colpo di genio risolvo tutto….. vedo uno spazio di un metro e cinquantuno centimetri (la 600 è larga un metro e cinquanta) tra due alberi sopra un dosso in un prato, ci infiliamo ed uscendo dai finestrini siamo a solo un Km dall’ingresso; indossiamo le magliette di rito e ci tuffiamo nella fantastica atmosfera live che si dovrebbe provare almeno una volta nella vita. Il problema è che mancano circa 5 ore all’inizio dello show e per ingannare il tempo ci mettiamo in fila allo stand delle magliette per poter dimostrare ai posteri che noi c’eravamo!!! La fila scorre veloce sotto gli oltre 40 gradi senza un filo d’ombra; infatti dopo circa 2 ore siamo avanzati di 10 centimetri in mezzo a persone con tasso alcolemico superiore ad un cosacco ubriaco in una festa di paese dove regalano vodka. Dopo 3 ore in fila, al limite dello svenimento, superiamo il punto di non ritorno e dobbiamo quindi arrivare in fondo in barba a tutte le ascelle sudate che ci strusciano addosso. Ma finalmente intravediamo la meta e preghiamo qualsiasi divinità che al momento fatidico ci sia la misura della maglietta scelta. Ce l’abbiamo fatta…. il feticcio è nostro per la modica cifra di 30 euro, ma almeno


Foto: Massimiliano Correa

que in stato di trance…. capolavoro assoluto a cui i 70.000 spettatori assistono in religioso silenzio . Dopo lo spettacolo pirotecnico finale ci rendiamo conto che smaltire settantamila persone che escono in contemporanea da due ingressi richiederà più del previsto, ma ancora di più sarà problematico ripartire con la macchina. Infatti usciti dal parcheggio rimpiangiamo la folle velocità della fila alle magliette fatta prima, dato che adesso invece di 5 centimetri l’ora ne facciamo la metà. Abbandoniamo la macchina decidendo di aspettare un paio d’ore il deflusso del traffico e inganniamo quindi il tempo mangiando i panini con la porchetta più cari dell’emisfero settentrionale. Verso le due di notte, anche se ancora ci sono molte macchine nei dintorni dell’autodromo, decidiamo di ripartire, ma purtroppo siamo obbligati a percorrerre in cerchio circa 50 km senza poter uscire dai dintorni di Imola perché tutte le strade sono bloccate e non ci lasciano passare da nessuna parte. L’unica soluzione è dormire tutti e tre nella spaziosissima Fiat600. Freschi e riposati come maratoneti a fine corsa, dopo quattro ore di dormiveglia ripartiamo. All’arrivo a Roma abbiamo all’attivo circa 10 soste agli autogrill con riposini di 20 minuti ogni fermata. Finalmente a casa verso mezzogiorno si va a dormire, stanchi ma soddisfatti al 100%. Lo rifarei? 1000 volte !

Foto: Massimiliano Correa

è un tessuto finemente rifinito a mano in una fabbrica sotterranea situata in un sobborgo di Pechino… siamo soddisfatti… e come non esserlo dopo 3 ore e mezza di fila. Data la veneranda età eravamo tutti e tre convinti di assistere al concerto dalla collina per non addentrarci nel girone infernale del prato sotto al palco ma una frazione di secondo ci è bastata per incamminarci direttamente in direzione centro prato, la più ambita, la più insidiosa, la più difficile ma la più bella. Raggiunto il posto, il problema è mantenerlo in piedi sotto il sole per le successive due ore, soprattutto perché circondati da persone, confronto alle quali i cosacchi di prima in fila per le magliette sembravano degli astemi vegani in clausura presso un convento nepalese. Ma tutta la fatica all’accendersi delle luci svanisce all’istante; nel delirio generale attacca la canzone che da il titolo all’ultimo album ROCK OR BUST, ma è solo con la seconda SHOOT TO THRILL che l’autodromo esplode. La massa sotto al palco si sposta ad ondate, Veronica sbianca dal panico ma io e Gabriele ne approfittiamo per avanzare qualche metro in direzione palco, il concerto è stupendo e come sperato è identico a tutti i video che abbiamo visto mille volte; ma dal vivo è un’esperienza unica. L ‘estasi viene raggiunta durante i 20 (venti!!!) minuti di assolo alla chitarra di Angus Young che salta e si rotola ovun-

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fantasie di fimo

Le miniature e i gioielli che vedete in queste pagine sono produzioni uniche di Anima Creation, alias Francesca R. Gizzi, lavorate a mano e modellate in FIMO e paste polimeriche. E’ tanto che ti sei avvicinata a questa arte? “Non moltissimo ho cominciato a lavorare con il FIMO da circa un anno e mezzo.” Vuoi raccontarci come è nato tutto? “La “colpa” è di due miei amici, (Ride) che mi hanno chiesto di creare un cake topper (una decorazione che produce delle figure reali , ndr) per il loro matrimonio. Desideravano qualcosa che rimanesse nel tempo, e così cercando qua e là mi sono imbattuta nel Fimo; è stato amore a prima vista.”

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Prima non avevi mai lavorato con il FIMO? “Lo conoscevo ma devo dire con rammarico che inizialmente lo avevo sottovalutato. Vedevo in giro tanti oggetti molto graziosi, ma che per la maggior parte erano fatti con stampini e formine. Personalmente, trovo che usandoli si perda in gran parte il divertimento, e si rischi di creare oggetti che non sono propriamente unici.” Quindi vuoi dire che tu non usi stampi e che le tue creazioni sono tutte originali? “Si, ed è per questo che ogni pezzo che produco è unico nel suo genere. Posso farne due (o più) somiglianti, ma sicuramente non riuscirò mai a farne due uguali.” Come scegli i soggetti da realizzare? “Alle volte seguo l’ispirazione del momento, altre lavoro su commissione e cerco di esaudire al meglio i desideri di chi mi contatta. Ho avuto tante richieste molto diverse tra loro...e dai complimenti che ricevo….. direi di non aver mai deluso nessuno!” Quali sono gli oggetti per i quali ricevi più richieste? “Sicuramente gli Angioletti....soprattutto per regalarli a Natale o per usarli come bomboniere...e poi spesso portachiavi personalizzati o gioielli.” E le miniature? “Le miniature sono tra le cose che mi appassionano perché le trovo delle sfide interessanti. Ho sempre amato perdermi nei particolari...” Come si lavora il FIMO ? E’ difficile? “Dipende da cosa vuoi creare. Le paste polimeriche sono meravigliose, e si possono lavorare a mano libera o con


piccoli strumenti. Modellare un oggetto non è particolarmente difficile, la sfida più interessante è creare le variazioni di colore e le decorazioni...” Puoi farci un esempio? “Beh, in tanti mi chiedono se le mie collane sono dipinte dopo la cottura...in realtà invece non c’è pittura: tutte le decorazioni, le variazioni di colore e i disegni che le caratterizzano sono fatti solo e unicamente con le paste polimeriche.” Quindi non sono dipinte, ma fatte solo in Fimo? “Esattamente. Bello no?” Complimenti! Hai parlato di cottura..quindi il Fimo è un materiale che va cotto? “Si, la cottura in forno rende l’oggetto resistente e indeformabile, conservandolo però abbastanza elastico, in modo che non si spezzi facilmente.” Grazie Francesca! C’è qualcosa che vuoi dire ai nostri lettori interessati a contattarti? “Beh, intanto li ringrazio! E poi vorrei fare loro una piccola raccomandazione: poiché lavoro ogni pezzo senza uso di stampi, ho bisogno di un po’ di tempo per studiarlo e realizzarlo...diciamo che mi risulta difficile realizzare qualcosa richiesto oggi per domani!” E se i nostri lettori volessero vedere le tue opere? “Possono trovarle sulla mia pagina facebook, (che possono visualizzare anche se non sono iscritti), digitando su Google “Anima Creation” e, a breve, nel mio Etsy Shop, digitando sempre “Anima Creation” sul sito Etsy.com” Grazie Francesca e buon lavoro !

Cos’è il FIMO? Il fimo è una pasta sintetica modellabile, si può trovare facilmente nei negozi dedicati al “fai da te” ed in qualche merceria specializzata. Può essere facilmente modellato e lavorato a mano (come il pongo) ed assumere le più svariate forme. Una volta terminata la lavorazione è sufficiente cuocerlo per quindici minuti in forno in modo da renderlo solido e resistente.

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www.londoninrome.com London School è una scuola di lingue con sede a Roma. Ci occupiamo di lingue dal 1997 con serietà, professionalità e continua ricerca, caratteristiche queste che ci hanno portato, nel corso degli anni, a sviluppare diversi ambiti professionali, senza mai dimenticare l’educazione linguistica, nostra mission da sempre. Organizziamo corsi di lingua inglese individuali e collettivi per bambini, ragazzi e adulti, sia nella nostra sede centrale, nel cuore del Rione Monti, a due passi da via Nazionale, sia presso il domicilio dei nostri studenti o le sedi delle aziende che quotidianamente ci scelgono. Organizziamo anche corsi di altre lingue straniere (francese, spagnolo e tedesco…), corsi di italiano per stranieri, vacanze studio nel Regno Unito e tour culturali in Italia per studenti stranieri. Comunicare bene, comunicare subito. Tutti i nostri corsi, per adulti e bambini, per studenti e professionisti, per aziende e scuole mirano a sviluppare in maniera precisa e puntuale le quattro attività fondamentali della comunicazione: lettura, scrittura, ascolto, produzione orale. Il nostro metodo, basato sulle più attuali ricerche nel campo della didattica delle lingue moderne, prevede che da subito ogni studente impari a comunicare in lingua inglese: i nostri docenti si impegnano al massimo per ricreare, durante le lezioni, un ambiente linguistico perfettamente anglofono. Il materiale didattico utilizzato nei nostri corsi è selezionato in base alle esigenze di ogni singolo studente, alle sue specificità e ai suoi bisogni di apprendimento. Tutte le lezioni si svolgono con un docente: non crediamo che i corsi online o che noiose videolezioni possano soddisfare i bisogni di apprendimento dei nostri studenti. Professionalità, gentilezza e disponibilità: crediamo nel nostro lavoro e facciamo il possibile per farlo al meglio. I nostri insegnanti, tutti madrelingua e tutti con una solida formazione ed esperienza nell’insegnamento dell’inglese, si distinguono per creatività e spirito empatico. Ogni insegnante dedica tempo e risorse a formazione e aggiornamento, al fine di garantire a tutti gli studenti lezioni sempre dinamiche e interessanti. Il nostro Staff della Direzione Didattica, dell’Amministrazione e del Customer Service garantisce sempre puntualità, precisione e cortesia: alla London School nulla è lasciato al caso.

London School si occupa da anni e con successo, anche presso ministeri o uffici della PA, di corsi di inglese aziendale, ovvero di formazione linguistica all’interno delle aziende. Con il passare del tempo, la conoscenza dell’inglese si rivela, evidentemente, fondamentale per un piano aziendale di successo: l’inglese è il passaporto per il business. Da quasi vent’anni anni London School è partner di numerose aziende e amministrazioni che scelgono di puntare su percorsi di formazione linguistica totalmente modellati sulle esigenze aziendali. London School è la scelta più affidabile per l’inglese in azienda. Il nostro know how nel campo dell’educazione linguistica, nostra mission da sempre, ci consente di fornire corsi di inglese costruiti interamente sui bisogni dei nostri clienti. Oltre ai classici corsi di inglese generale, noi di London School abbiamo grande esperienza nella preparazione delle certificazioni di lingua inglese e nei corsi di inglese tecnico/settoriale. Siamo pronti a fornire corsi di: - inglese business (commerciale e finance); - inglese legale; - inglese per il giornalismo e la comunicazione (TLC, MKTG); - inglese scientifico (per medici e professionisti del settore); - inglese tecnico ICT. Abbiamo un’ampia disponibilità di corsi individuali, semi-individuali e collettivi. Assicuriamo la massima flessibilità, competenza e professionalità, dal primo contatto con il nostro Customer Service all’erogazione dei corsi concordati: i nostri clienti ci scelgono e ci confermano annualmente la loro fiducia. Tra i nostri partner possiamo vantare ambasciate, pubbliche amministrazioni, grandi imprese con presenza internazionale. Per avere un preventivo, per conoscere i corsi disponibili, per contattare London School, il sito internet della scuola è www. londoninrome.com

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ASPETTANDOA cura RIO 2016 di Rolando Frascaro PENTATHLON MODERNO Iniziamo il nostro viaggio dedicato a conoscere meglio alcuni degli sport che saranno protagonisti delle prossime olimpiadi che si disputeranno a Rio de Janeiro in Brasile dal 5 al 21 agosto 2016. La prima tappa del nostro percorso di avvicinamento ai giochi è il Pentathlon Moderno. La parola “penta” deriva del greco e significa “cinque”. Questo sport è infatti in realtà composto da discipline diverse. Gli atleti che partecipano alle competizioni devono confrontarsi in varie modalità molto lontane fra loro in termini di preparazione fisica e tecnica: scherma, equitazione, tiro a segno, nuoto e corsa. L’inventore della disciplina fu Pierre de Coubertin, il barone francese, ideatore stesso delle Olimpiadi moderne, decise di creare questa modalità con l’idea che l’atleta dovesse svolgere le cinque prove di abilità e forza fisica fondamentali per un soldato moderno: l’uso della carabina, la capacità di usare una spada , la destrezza nel cavalcare, la forza fisica per nuotare e correre per lunghi percorsi. Il fatto che la disciplina fosse a di ispirazione militare comportò che per moltissimi anni, fino alle olimpiadi di Sydney del 2000 , le competizioni fossero riservate solo ad atleti maschi. L’esordio nella competizione australiana delle atlete del gentil sesso incoronò l’inglese Steph Cook come prima vincitrice di una medaglia d’oro. In una competizione di Pentathlon moderno il vincitore viene deciso dal punteggio acquisito nelle singole modalità svolte secondo i seguenti principi. Nella scherma, in particolare ci si sfida nella spada, gli atleti gareggiano in un girone all’italiana (ovvero ogni concorrente deve competere a turno con tutti gli altri). Vince il singolo incontro chi porta la prima stoccata valida nel tempo di un minuto. Nel nuoto i partecipanti devono coprire la distanza dei 200 metri in stile libero. In una vasca olimpica significa nuotare per quattro vasche complete. Per la gara di equitazione i cavalli vengono sorteggiati e 60 RM MAGAZINE

assegnati agli atleti. Fatto ciò i cavalieri devono sfidarsi su un percorso di 15 ostacoli della lunghezza di 350 metri circa. Nelle ultime due discipline rimanenti gli atleti gareggiano in una specialità avvincente e spettacolare chiamata “combinata”. Ogni atleta deve percorre 3 Km di corsa campe-

stre e, a distanze prestabilite ,incontra un punto di tiro con una pistola laser. Obbiettivo è centrare dei bersagli posti a 10 metri di distanza. Per ogni bersaglio mancato esistono delle penalità in secondi che vengono aggiunte al tempo di gara.

Il pentathlon moderno è una disciplina che richiede molta dedizione e allenamento e che in Italia è regolamentata dalla Federazione Italiana Pentathlon Moderno fondata nel 1940 seppur con un nome diverso da quello attuale. Alle Olimpiadi di Londra 2012 l’Italia ha partecipato sia con una squadra maschile che con una femminile raggiungendo un ottimo ottavo posto con l’atleta Riccardo de Luca.


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il book fotografico

Foto-Book nasce per soddisfare le esigenze di mo-

delle, modelli, artisti e ragazzi, professionisti e non, che sono alla ricerca di un servizio fotografico di qualità. Il Book costituisce il biglietto da visita indispensabile per promuovere la propria immagine e per affacciarsi nel mondo della moda e dello spettacolo o più semplicemente per un’esigenza personale o un regalo. RM Magazine ha rivolto alcune domande a Massimiliano Correa, il fotografo del sito www.foto-book.it , che oltre ad essere un nostro collaboratore ha realizzato la copertina di questo numero e il servizio interno di Agnese la ragazza del mese . Per prima cosa raccontaci l’esperienza con Agnese per la realizzazione delle foto presenti in questo numero di RM Magazine. “L’esperienza è stata molto divertente e per questo vorrei ringraziare Agnese per la disponibilità e professionalità dimostrata. Ci conoscevamo già personalmente e ogni volta che lavoriamo insieme so che la giornata sarà positiva . Un buon clima sul set aiuta sempre ad ottenere buoni risultati . Quel giorno abbiamo scelto una location molto particolare , un edificio abbandonato a nord di Roma che si presta per servizi fotografici. In riferimento a quella giornata vorrei ringraziare anche il lavoro della Make-up Artist Giulia Luciani che ha contribuito a rendere quella sessione fotografica ancora più bella”. Qual’è la tipologia di persone che si rivolgono a te per realizzare un book fotografico? “Principalmente vengo contattato da giovani che vogliono intraprendere un percorso nell’ambito della moda o del cinema per i quali avere un book fotografico di qualità e realizzato da personale professionale è strumento fondamentale . Ma capitano anche 62 RM MAGAZINE

richieste diverse . Sempre più spesso , per esempio , ragazze giovani e meno giovani si rivolgono a me per realizzare il sogno di posare e magari fare un regalo un po’ particolare ai propri fidanzati o mariti” . Come si svolge la realizzazione del book? “Innanzitutto si deve stabilire la tipologia del book, dato che è possibile realizzare vari tipi di servizio fotografico. Ritratto, fashion o glamour sono le modalità più richieste . Dopo aver deciso la tipologia di foto, insieme si decide la location più adatta in base al risultato che si vuole ottenere. Si scelgono poi gli abiti e gli accessori e insieme alla make-up artist decidiamo il tipo di trucco ed acconciatura che si vuole utilizzare in base al progetto.” Quanto tempo è necessario per realizzare un servizio? “Normalmente servono almeno tre o quattro ore, non di meno, a volte sono arrivato anche a sei. E’ chiaro che il lavoro non finisce nel momento in cui si termina di scattare perché nei giorni seguenti comincia la post-produzione degli


scatti per raggiungere il risultato finale. Questa viene effettuata al computer, mentre modella e make-up artist hanno finito la loro parte. In un servizio vengono scattate anche seicento foto di cui ne viene selezionato un massimo del 10% ed è su queste che si esegue la post-produzione. Quando si vedono foto pubblicate su riviste e giornali, pubblicitarie o di personaggi famosi, il 99% delle volte non sono scatti usciti così dalla macchina fotografica. Esiste sempre un lavoro fatto successivamente per ottimizzare colori, contrasto, imperfezioni della pelle o fisiche, o altri problemi presenti sullo scatto originale”. Per realizzare un book fotografico è necessario avere esperienza o è possibile farlo non avendo mai posato prima? “Non è necessaria esperienza perché mi sono capitati casi in cui più di una volta ragazze o modelle già conosciute erano impacciate e non naturali davanti all’obiettivo, mentre altre volte ragazze alla prima esperienza si sono com-

portate in modo disinvolto e professionale. Comunque in entrambi i casi il servizio si realizza ugualmente con ottimi risultati.” Qualche consiglio a chi vorrebbe realizzare un book fotografico? “Per prima cosa consiglierei di posare esclusivamente per generi in cui ci si sente a proprio agio altrimenti non è possibile risultare naturali nell’immagine finale; il secondo consiglio è di rivolgersi ad un fotografo che abbia una galleria visibile su internet e non a sedicenti fotografi che si spacciano per maestri ma non hanno neanche un lavoro pubblicato.” Ringraziando Massimiliano per aver risposto alle nostre domande non ci resta che dargli appuntamento per il numero di febbraio di RM Magazine visto che si occuperà della realizzazione della copertina e del relativo servizio.

www.foto-book.it pierpandi@alice.it

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SCIROCCO CATTERY Allevamento www.sciroccocattery.com a cura di Carlo D’Agostino

Al gatto sono da sempre attribuite capacità magiche e taumaturghe .Ma cosa c’è di vero? E’ davvero possibile stare meglio grazie al nostro amico a quattro zampe? Molte ricerche hanno dimostrato i notevoli benefici che la compagnia di un animale può apportare al benessere fisico e psicologico di una persona. Accarezzare un gatto, in particolare, ci fa pervadere di una sensazione di relax e di abbandono dello stress e delle tensioni accumulate . Perché ? E’ stato dimostrato che accarezzare un gatto regolarizza, sia pure temporaneamente, la pressione del sangue e i livelli di colesterolo in essi presenti. Pare che l’interazione con il proprio animale possa avere un effetto positivo anche su alcuni disturbi di origine psicosomatica (come cefalee o problemi digestivi). Alcune ricerche hanno addirittura dimostrato che la compagnia dell’amato felino non solo riduce la possibilità di essere colpiti da infarto, ma aumenta quella di sopravvivenza degli infartuati! Studi recenti hanno mostrato che pazienti anziani e malati di cancro, che possedevano un animale domestico sono sopravvissuti più a lungo rispetto ad altri che non avevano animali, in quanto ritenevano, che i loro animali domestici avessero bisogno di loro e questo dava loro una ragione in più per vivere. Avere una animale migliora la qualità della vita e in alcuni casi, aiuta le persone a sentirsi un po’ meno sole e depresse. I gatti con la loro vitalità stimolano il nostro lato giocoso e ci spingono a fare attività fisica. Inoltre, specie per una persona sola e malata, occuparsi di un animale domestico può farla sentire di nuovo importante e necessaria e, di conseguenza, migliorare la sua autostima. Non è un caso infatti se da molti anni e in strutture sparse in tutto il mondo La Pet Therapy (ovvero terapia degli animali domestici) si affianca ormai a pieno titolo a terapie mediche e psicologiche, e considera la persona nella sua

globalità psicofisica ed emotiva avendo come finalità il suo benessere. Il gatto esotico si presta particolarmente a tutto ciò, essendo molto semplice da gestire e essendo molto autonomo sia in termini di gestione delle dosi giornaliere di cibo sia in quelli delle sue necessità biologiche per le quali ha bisogno solo di una vaschetta apposita con sabbia per animali . In poche parole possiamo affermare che vivere e avere cura di un gatto ci aiuta a favorire il rilassamento, stimolare le capacità motorie e i diversi canali percettivi, consentendo alla persona di elaborare una coscienza di sé integrata, consente un accesso facilitato alle relazioni, una migliore comunicazione e la realizzazione di rapporti affettivi più efficaci. Il gatto esotico è ideale per la vita in appartamento, meglio ovviamente se si dispone di un terrazzo o di un piccolo giardino. Questo gatto, si affeziona indistintamente a tutta la famiglia ma è adatto anche ai single, potendo sopportare lunghe assenze del padrone che, al suo ritorno, accoglie con feste davvero speciali. Docile, gentile, molto intelligente e curioso, è affettuoso con chi ama e conosce. Ideale per chi ama i persiani ma non ha il tempo per curare il suo folto e lungo pelo.Come si distingue un gatto esotico? Appartiene alla categoria dei gatti a pelo corto, ma è la razza dal mantello più folto, denso e soffice. Zampe corte e grosse, testa tonda e grossa, naso corto, orecchie piccole e distanti traloro, coda medio/ corta, occhi tondi e sporgenti. Ne potete vedere numerosi esempi sul sito web www.sciroccocattery.com; in questo sito è inoltre possibile trovare indicazioni su come prendersi cura di questi gatti.


Il tuo ufficio nel centro di Roma Il fenomeno dei Business center è in continua crescita. Nato negli anni 70 negli Stati Uniti e poi diffusosi in Inghilterra, negli ultimi anni ha finalmente preso piede anche in Europa e in Italia. Il Day office nasce dal cambiamento della società nei confronti del modo di fare business dove le parole chiave sono sempre più gestione dei costi e flessibilità. Per capire meglio come funziona abbiamo fatto due chiac-

chiere con i proprietari dello Share! Business Center il Day office situato a Piazza Mazzini nel cuore della capitale. RM Magazine: Ciao! Allora spiegate esattamente ai nostri lettori che cos’ è un Business Center! ShareBC: Un business center è , in poche parole, un ufficio di dimensioni variabili dove sono presenti diverse stanze completamente arredate e attrezzate. Le stanze possono essere utilizzate da società e liberi professionisti per

un tempo variabile da mesi a poche ore senza nessun costo di alcun tipo a parte il tempo di utilizzo. RM Magazine: Quali sono i vantaggi di questo tipo di struttura ? ShareBC: I vantaggi sono molteplici . Prima di tutto bisogna dire che la società o la persona che utilizza la stanza paga solo il tempo di utilizzo e che non ha vincoli contrattuali e quindi spese accessorie da pagare. Le stanze sono già comodamente arredate e non esistono caparre o costi aggiuntivi per telefonate, pulizie e linea internet. Facciamo un esempio: Sono un avvocato che due volte alla settimana devo incontrare dei clienti in una zona di Roma lontana dal mio studio. Il costo di un affitto di un ufficio per un tempo cosi limitato sarebbe molto oneroso. E allo stesso tempo non posso utilizzare il tavolino di un bar per incontrare i miei clienti. Benissimo. Il business center serve a questo. Posso affittare una stanza elegante con servizio di reception e tutte le comodità spendendo pochi euro al mese, solo per il tempo necessario. Comodo no? RM Magazine: Comodo anche per le giovani società che non vogliono affrontare costi inziali troppo alti! ShareBc: Esatto! Spesso dei giovani che hanno voglia di aprire una società devono affrontare costi inziali altissimi, soprattutto in una città come Roma, per quanto riguarda gli affitti. Caparre, contratti con compagnie telefoniche,


arredamento. Da noi possono trovare tutto questo già pronto! Senza vincoli di alcun tipo. E se pensano di usare l’ufficio solo per poche ore la settimana ancora meglio! Stabiliscono da noi la sede legale e pagano solo le ore che usano! RM Magazine: Quindi fornite anche altri servizi come la domiciliazione legale e postale oltre all’affitto degli uffici. Share Bc: Certo! La nostra società fornisce una linea completa di servizi a tutte le imprese e i liberi professionisti. Oltre al day office disponiamo di sale riunioni da 4 a 10 persone e sale meeting fino a 200 persone. Ma per i clienti più esigenti forniamo anche servizi ad hoc come studio di contratti e business plan oltre ad avere disponibile avvocato e commercialista in sede. Rm Magazine: Proprio per questa vostra efficienza e professionalità anche la nostra rivista ha deciso di stabilire la sede della sua redazione da voi! ShareBc: Grazie a voi per la fiducia e …successo!

Share! Business Center è la soluzione ideale per chi cerca la comodità di un ufficio nel centro di Roma e servizi completi a costi contenuti. Il nostro centro uffici è situato in via Giunio Bazzoni 15 a pochi metri da piazza Mazzini e vicinissimo alle fermate della metropolitana di Ottaviano e Lepanto . Per i professionisti, per le piccole e grandi aziende. Location di prestigio, uffici completamente arredati e tutto quello di cui si ha bisogno per ricevere i propri clienti in un ambiente elegante e con tutti comfort. In più un risparmio notevole sui costi di gestione. Puoi affittare il tuo ufficio per un ora, mezza giornata, settimane e mesi. Disponiamo inoltre di sale convegni e sale training che possono ospitare comodamente da 20 a 200 persone. Ma Share! Business center è molto di più. Oltre alla disponibilità di uffici arredati con connessione internet e chiamate illimitate nazionali verso tutti offriamo anche una vasta serie di servizi integrativi per semplificare e sostenere le attività di professionisti e imprese: business plan completi, studio di contratti, servizio di domiciliazione legale e postale e molto altro. Be cool! Share!

Share! Business Center Via Giunio Bazzoni, 15 (p,zza Mazzini) 0637513207 sharebcinfo@gmail.com


EX

A cura di Ioana Banulescu

ritorno di fiamma

Quante volte quel volto legato a tanti anni fa, a momenti del nostro passato, ci è tornato in mente? Ritornare in contatto con un proprio ex, o spingersi ancora oltre e riprendere una vecchia relazione che sembrava ormai dimenticata da anni, risulta essere un episodio sempre piu diffuso in soggetti tra i 35 e i 45 anni imbrigliati in rapporti sentimentali logorati dalla routine. Il ritorno o la ricerca degli ex viene vissuto come un momento per rivivere periodi felici della propria

vita ormai passati. In tempi moderni riallacciare vecchi rapporti risulta facilitato dall’ utilizzo sempre più diffuso dei social network e dai mezzi di comunicazione messi a disposizione da internet, i quali annullano le distanze e rendono possibile il ritrovamento di persone con cui si erano persi i contatti. Una prima domanda che sorge è: perche? Le motivazioni che spingono uomini e donne a non distaccarsi definivamente dalle storie passate possono essere molteplici; prevalgono due cause : da una parte l’ incapacita di effettuare distacchi emotivi e affettivi e dall’ altra la domanda perenne che ci affligge. abbiamo fatto la scelta giusta? Cosa avrebbe riservato il nostro destino, il futuro se avessimo compiuto scelte differenti? Inoltre in un momento di solitudine la ricerca di un ex suscita un senso di sicurezza perchè risulta più semplice rapportarsi a una persona che già si conosce 68 RM MAGAZINE

piuttosto che mettersi in gioco. Proprio in base a questo trascorso vissuto insieme la relazione appare priva della fase di corteggiamento iniziale e quindi piu immediata e priva degli imbarazzi tipici di una nuova relazione. Il reiterarsi di queste situazioni sono inoltre incentivate da una dipendenza affettiva che spesso si protrae anche alla fine della relazione. Questo tipo di atteggiamento è fortemente egoistico e non scaturisce da un affetto reale ma dalla neccessita di contornarsi di persone che sopperiscano a un costante senso di solitudine e di insoddisfazione personale. Ma quali sono i pro e i contro di un “ritorno di fiamma”? So che a molti piacerebbe ricevere una risposta a riguardo. Beh, impossibile a dirsi. I rapporti di coppia non sono mai netti e non esiste nero e bianco. Le persone sicuramente cambiano e si evolvono e chi conoscevamo dieci o venti anni fa potrebbe non essere più lo stesso oggi. Questo vale sia per gli aspetti negativi (“ci siamo lasciati perchè”) sia per quelli positivi (“non capisco perchè ci siamo lasciati lui/lei era così dolce/simpatico/intelligente). Lo so non si dovrebbero dare consigli nella vita e ancora di più in quell’ambito così confuso e inafferabile che sono le “ragioni del cuore”. Ci provo comunque in queste poche righe, convinta che in fondo nessuno sa cosa sia giusto: io sono per una apertura alle novità e alla ricerca di un amore nuovo, sempre. Se poi questo non dovesse arrivare, possiamo anche imparare a stare da soli. Che non significa necessariamente in solitudine. Ma significa, prima di tutto, stare bene con se stessi. Forse, così, anche l’amore arriva più facilmente.


A cura di Marta Boneca

Una nuova psicologia femminile. Una stanza spoglia in penombra, molti uomini eleganti vestiti di nero, alcuni in piedi, altri seduti su semplici sedie, visibilmente annoiati. Sono tutti lì perché hanno un legame con la stessa donna: ex moglie, madre, amante, amica. Comincia, così, il film di Laura Morante “Assolo”, con il racconto per immagini di un sogno. Le signore in sala, capiscono subito: si tratta di noi. L’intuizione fotogramma dopo fotogramma, scena dopo scena, diventa certezza. Probabilmente tutte, durante il film, hanno pensato per motivi diversi: questa sono io. Incuriosite osservano la protagonista nel suo doloroso percorso di psicanalisi, che un po’ diventa anche il loro, perché chi non si riconosce in questa donna che ama troppo, ma non SI ama? “Mi parla sempre delle altre e mai di sé stessa” le dice a un certo punto la psicanalista. Seguono interminabili e imbarazzanti minuti di silenzio della protagonista. E se lo chiedessero a me, cosa direi ? E’ il pensiero terrorizzante che attraversa tutte. Ecco per aiutare le donne a trovare le parole per descriversi esistono diversi manuali di psicologia (non c’è da spaventarsi!!) che in modo molto piacevole permettono un’autoanalisi di sé stesse. Uno in particolare

Io donna offre, oltre ad un nuovo approccio alla psicologia femminile, anche la possibilità di rispolverare le nostre conoscenze di mitologia greca! Il titolo è “Le dee dentro la donna” di Jean S. Bolen (Astrolabio edizioni ). L’autrice arriva a proporre una

sua personale visione della psicanalisi, fondendo la sua formazione di analista junghiana con la scoperta delle istanze del movimento femminista degli anni ’70. Nell’introduzione scrive: “la prospettiva junghiana

mi ha fatto capire che le donne sono influenzate da potenti forze interne o archetipi che si possono vedere impersonati dalle divinità femminili greche. E la prospettiva femminista mi ha dato la comprensione di come forze esterne o stereotipi rinforzino alcuni modelli di dee e ne rimuovano altri”. L’idea è che le dee greche incarnino una funzione psicologica e l’interpretazione dei miti ad esse collegati favorisca il riconoscimento di verità nascoste e la conoscenza di sé. Sette sono le dee prese in considerazione che vengono divise in tre gruppi. Al primo appartengono Estia, Artemide, Atena che rappresentano le qualità femminili dell’indipendenza e dell’autosufficienza, concentrate sui loro obiettivi non si lasciano condizionare da legami emotivi. Al secondo gruppo appartengono Era, Demetra, Persefone che incarnano i ruoli tradizionali di moglie, madre e figlia, esprimono il bisogno di appartenenza e trovano realizzazione solo nel rapporto sentimentale. Alla terza categoria appartiene solo Afrodite dea dell’amore e della bellezza, espressione di creatività e apertura al cambiamento. Insomma, in ogni donna esiste una dea questo mi sembra già un ottimo punto di partenza!

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pro.edit RISPARMIA CON IL FOTOVOLTAICO

Pro.Edit è un’ affermata società leader nell’installazione di impianti fotovoltaici, che opera in Italia nell’ambito di impianti civili ed industriali, nonché nella progettazione e relazioni tecniche, installazione, riparazione, manutenzione ed assistenza tecnica di impianti elettrici, elettronici, idraulici, termoidraulici, di condizionamento, opere murarie. Pro.Edit e gli impianti fotovoltaici Gli impianti fotovoltaici sono impianti di produzione di energie elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare, tramite l’effetto fotovoltaico. Tali impianti sono composti principalmente da un insieme di moduli fotovoltaici che si possono distinguere in: moduli non integrati, moduli parzialmente integrati, moduli integrati. Nel dettaglio gli impianti fotovoltaici sono caratterizzati, in base alla natura dell’impianto, dalle seguenti tipologie: Impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici: 1. Moduli fotovoltaici installati su tetti piani o su coperture: Se sul tetto è presente una balaustra perimetrale la quota massima consentita riferita all’asse mediano dei modu-

li deve risultare non superiore all’altezza della balaustra stessa. Se, invece, non è presente alcuna balaustra, l’altezza massima dei moduli rispetto al piano non deve superare i 30 cm; 2. Moduli fotovoltaici installati su tetti a falda: I moduli devono essere installati in modo complanare alla superficie del tetto, con o senza sostituzione della superficie medesima;

3. Moduli fotovoltaici installati su tetti (diversi da quelli ai punti 1 e 2): I moduli devono essere installati in modo complanare al piano tangente o ai piani tangenti del tetto, con una tolleranza di più o meno 10%; 4. Moduli fotovoltaici installati in qualità di frangisole: I moduli fotovoltaici sono collegati alla facciata al fine di produrre ombreggiamento o schermatura solare di superfici trasparenti. La lunghezza totale dell’impianto non può superare il doppio della lunghezza totale delle aperture trasparenti Altri impianti fotovoltaici: vi fanno parte tutti gli impianti fotovoltaici che non fanno parte delle altre categorie, come per esempio gli impianti fotovoltaici realizzati su terreno Pergole serre tettoie e pensiline. Altro elemento di novità introdotto dal nuovo Conto Energia riguarda il caso di moduli fotovoltaici installati in sostituzione di elementi costruttivi di pergole, serre,


tettoie e pensiline. In questo caso la tariffa viene calcolata facendo una media aritmetica tra la tariffa spettante agli ‘impianti fotovoltaici realizzati su edifici’ e quella spettante agli “altri impianti”. Pro.Edit offre servizi altamente professionali proponendo strategie d’intervento volte a soddisfare pienamente il cliente. Pro.Edit dispone di attrezzature e personale specializzato ed un ufficio tecnico che intende risolvere ogni problematica che il cliente sottopone, progettando e implementando soluzioni adeguate ed interventi mirati e rapidi. L’ azienda affianca il proprio cliente in tutte le fasi che accompagnano ogni singolo progetto ed intervento, dalla definizione delle strategie operative al supporto al cliente durante tutte le fasi operative del servizio offerto. Un impianto fotovoltaico è composto essenzialmente da: pannelli fotovoltaici; inverter, che trasforma la corrente continua generata dai moduli in corrente alternata a tensione e frequenza compatibili con la rete elettrica; quadri elettrici e cavi di collegamento; gruppi di misura dell’energia elettrica prodotta ed immessa in rete. I moduli sono costituiti da celle in materiale semiconduttore, il più utilizzato dei quali è il silicio cristallino: essi rappresentano la parte attiva del sistema poiché convertono la radiazione solare in energia elettrica. Un modulo fotovoltaico è un dispositivo in grado di convertire l’energia solare direttamente in energia elettrica mediante effetto fotovoltaico ed è impiegato come generatore di corrente in un impianto di questo tipo. L’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico è energia pulita, priva di emissioni di gas serra e soprattutto rinno-

WWW.PROEDITSRL.IT 0620433985 340.4717207

vabile. Per ogni kilowattora prodotto tramite conversione fotovoltaica della radiazione solare si evita l’immissione in atmosfera di 0,53 kg di anidride carbonica (CO2), gas responsabile dell’effetto serra. Di seguito desideriamo illustrarvi i motivi fondamentali per i quali sarebbe opportuno installare un impianto fotovoltaico:

assenza di qualsiasi tipo di emissione inquinante;ti fa risparmiare la bolletta elettrica e ti mette al sicuro dagli aumenti del costo dell’energia; il meccanismo statale di incentivazione vi permette di ricevere per 20 anni un premio in denaro per ogni KWh prodotto dal vs generatore fotovoltaico: grazie alla produzione annua ed al risparmio derivante dall’abbattimento dei consumi elettrici, l’impianto fotovoltaico si ripaga da solo entro pochi anni. Costi di esercizio e manutenzione ridotti al minimo; ti permette di autoprodurre la tua energia elettrica proprio dove la utilizzi quindi in maniera efficiente.


A D TI ALIA

E R A GUST

PESTO DI AVOCADO INGREDIENTI

• 1 avocado maturo da 250g (200g pulito) • 25g mandorle o pinoli • 20g foglie di prezzemolo (oppure basilico) • 1 cucchiaino di sale (1g circa) • 10-15ml succo di limone (circa ½ limone ) • 2-5g zenzero fresco • 1 spicchio di aglio privato dell’anima • 3-4 cubetti di ghiaccio

• Pelare e denocciolare l’avocado e sbucciare e tritare lo zenzero. • Tritare le mandorle grossolanamente. • Frullare l’avocado, il prezzemolo, l’aglio, le mandorle tritate e un cubetto di ghiaccio alla volta in un robot da cucina fino ad ottenere una crema densa ed omogenea. • Aggiungere il sale, lo zenzero ed il limone e frullare per un ulteriore minuto. • Utilizzare subito oppure conservare in frigorifero all’interno di un contenitore ermetico in vetro. Consumare entro 2 giorni oppure riporre in freezer e conservare per alcuni mesi.


o d n o m l a d e t t e c i R

Fonte: ricettedalmondo.it

FEIJOADA

INGREDIENTI (per 4) • 1 kg di fagioli neri • 200 gr. di salsiccia • 250 gr. di pancetta affumicata • 1 orecchio di maiale • 500 gr. maiale (costine) • 2 cipolle • 3 spicchi di aglio • 3 peperoncini • 3 pomodori • prezzemolo • olio extravergine • sale • pepe • Lavare bene i fagioli neri e lasciarli per una notte in una pentola con 1 litro d’acqua. • Il giorno seguente cucinare i fagioli e farli cuocere a fuoco lento per circa 1 ora. • Mentre i fagioli stanno cuocendo, tagliare le carni di maiale in pezzi, metterli in una pentola, coprirli d’acqua e farli bollire per circa 10 minuti. • Scolare i pezzi di maiale e sistemarli in una pentola dai bordi alti insieme ai fagioli e alla salsiccia tagliata a pezzetti. • Soffriggere a parte l’olio, l’aglio, la cipolla, il peperoncino e la pancetta affumicata, e dopo qualche minuto aggiungere del brodo di fagioli ed i pomodori tagliati a cubetti alla miscela. • Lasciare il tutto friggere per qualche minuto. • Mescolare il tutto nuovamente con i fagioli e le carni. • Aggiungere le costine di maiale nei fagioli ed una tazza d’acqua. • Aggiungere il sale e il pepe. • Lasciare cuocere a fuoco lento, fino a quando lo stufato sarà denso e le carni ben cotte. • Servire in terrine di argilla.


La vera pizza napoletana ! Finalmente anche a Roma si realizza il sogno (e le voglie!) di chi vuole gustare nella sua forma originale il piatto più famoso, popolare e amato della cucina italiana e partenopea : la pizza. In questo splendido angolo di San Lorenzo , quartiere storico della capitale e meta immancabile per chi vuole vivere la vera movida romana , dalla voglia di fare bene e utilizzare solo i veri prodotti made in italy, nasce il ristorante “Da Marcolino”. Il proprietario del locale Marco , per gli amici “Marcolino”, è da sempre nel mondo dell’imprenditoria e dopo tante esperienze è riuscito a realizzare il sogno che coltivava da tanto tempo: quello di aprire un ristorante dove cucina di alto livello , cortesia , un ambiente gradevole e prezzi per tutte le tasche si fondono perfettamente . Ma in questo angolo di sapori non ci serviranno soltanto

dell’ottima pizza (ovviamente con impasto alto o basso a seconda dei gusti ) ma la varietà dei piatti che ci vengono presentati è ampissima . Ma….udite! udite ! Per i più golosi da oggi ci sono grandi novità ! Infatti , a parte le pizze “storiche” e quelle “speciali” di grande successo (come la fantastica Zozzona , base margherita con pancetta, uovo e peperoni e la Marcolino con coppa e fagioli) da oggi lo staff del locale ha deciso di affiancare al tradizionale menù una vasta scelta di Hamburger ! E che panini ! Pane cotto a legna al momento e farcito da 200 grammi di carne di manzo tutta italiana condito nei modi più assortiti dal più classico al gourmet. Varia e valida anche la proposta di frittini iniziali con moscardini, calamari, alicette e zucchine pastellate. Segnalazione speciale per le pizzot-


telle preparate in numerose varianti tra cui quelle con ‘nduja e, sempre tra gli sfizi iniziali, imperdibili i fagioli con con cotiche e prosciutto e la coratella con carciofi, tutto ovviamente annaffiato da buona birra e vasta scelta di vini. Insomma , se siete amanti della buona cucina a San Lorenzo non potete non fare una sosta “Da Marcolino”. Buon appetito !

da Marcolino Via de’ Messapi 10/14 Roma 06.4453625 Lunedi chiuso

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CAMPIONE DEL MONDO ! il romano de carolis re dei supermedi

Fatica. Sudore. Sangue, a volte. Pugni presi e dati. Il dolore dei colpi che viene su, di notte. Quello arriva comunque, non conosce vincitori né vinti. Poi, finalmente, quel momento. L’ultimo gong. L’ arbitro che alza il tuo braccio. Sei tu. Sei il campione del mondo. Sei il più forte di tutti. È passato per tutto questo e anche di più Giovanni de Carolis. Dopo otto anni il pugilato italiano conosce di nuovo un campione del mondo. Questa volta è nei super medi, un romano. Il pugile azzurro ha battuto, in una rivincita richiesta a gran voce dai media e dai tifosi tedeschi, dopo il primo match fra i due svolto il 17 di ottobre in Germania, il teutonico Vincent Feigenbutz, pugile dalla giovane età e dal record immacolato e ricco di vittorie per Ko. Ma questa volta per l’atleta del team Sauerland, potente organizzazione con sede in Germania, non c’è stato niente da fare. Giovanni de Carolis si è imposto con un perentorio Ko all’ 11 ripresa e dopo aver dominato il match si è incoronato campione del mondo il 9 Gennaio nella Baden Are-

na di Offenburg tra gli applausi del pubblico. Rm Magazine lo ha intervistato in esclusiva nella sua bella palestra “Next” che gestisce insieme alla sua compagna Veronica, sulla Cassia vicino Nepi. Partiamo da quella sera. Avevi già affrontato il tedesco due mesi fa perdendo ai punti con un verdetto molto contestato. Cosa è cambiato rispetto al primo match? Nonostante l’amarezza di quel primo incontro ho fin da subito cercato di lasciare da parte le polemiche sul risultato e di concetrarmi sul mio stato di forma, volevo arrivare a questa rivincita al top della mia condizione e cosi è stato. La preparazione presso la palestra del Team Boxe Roma XI é stata perfetta sotto tutti i punti di vista. Ho saputo del match con largo anticipo mentre nel primo avevo avuto soltanto un mese di tempo per allenarmi. Sono stato se-


guito da specilisti nella dieta e nalla preparazione fisica cosa che mi ha portato ad arrivare al giorno del match in uno stato fisico e psicologico incredibile, conscio del fatto che quella poteva essere la mia serata . Lo staff del tedesco inoltre credo che abbia fatto un errore che si paga molto caro in uno sport come il nostro: mi ha sottovalutato. Il risultato di questo atteggiamento lo conosciamo tutti. Noi invece abbiamo studiato attentamente il tedesco guardando i suoi filmati e facendo molta attenzione alla strategia da utilizzare. Il nostro lavoro ci ha premiato con il migliore dei risultati. Ho avuto fin da subito l’impressione che avrei potuto portare il risultato a casa e ci ho creduto fino in fondo e con fermezza. Facciamo un lungo passo indietro parlaci degli inizi con la boxe. Come ti sei avvicinato a questo sport? Fino a 14 anni come la maggior parte dei ragazzi della mia età giocavo a calcio. Un giorno durante una partita ho avuto un duro scontro di gioco dal quale sono uscito dolorante e che mi ha fatto riflettere sulla necessità di dover rinforzare il mio fisico. Ho deciso così di iscrivermi in palestra per fare semplicemente pesi.

Ma cosa è successo? E’ capitato che nella struttura dove mi allenavo c’era anche la possibilità di praticare il pugilato. Guardavo i ragazzi allenarsi e così è nata la voglia di provare. Mi sono così avvicinato alla noble art prima in forma “amatoriale” e poi, appassionandomi sempre di più, fino alla voglia di esordire come dilettante . Ti ricordi il tuo primo match? Si quanta emozione! E che trauma! Feci il mio esordio con un ragazzo che aveva 8 match e quindi con molta più esperienza di me, e persi ai punti. Fu una dura punizione per me più psicologica che fisica. Durante il match mi ruppi i due incisivi e rimasi quasi due mesi chiuso in casa per la vergogna. Ma il pugilato ti insegna anche questo: ti forgia il carattere e ti fa rialzare anche nei momenti peggiori. È così e’ stato anche per me, su consiglio di un amico ho cambiato palestra e ho iniziato a frequentare il Team Boxe Roma XI dove tutt’ ora mi alleno. I maestri Mattioli e Ascani mi hanno fatto diventare il pugile che sono adesso. I loro insegnamenti sono stati fondamentali e la voglia di crescere, nonostante i risultati di prestigio ottenuti, è sempre grandissima. 77 RM MAGAZINE


Nel 2006, poi decidi di abbandonare la boxe olimpica e diventare professionista. Si, dopo aver vinto i campionati Universitari nel 2006 e il torneo seconda serie sempre nello stesso anno e con un record di 29 match di pugilato dilettantisitco decidiamo di fare la richiesta per il passaggio al professionismo. Comincia quel percorso che ti ha portato oggi ad essere il campione del mondo dei pesi supermedi. Sono molto contento di quanto sono riuscito a fare fino adesso e devo dire che mi sono tolto diverse soddisfazioni durante la mia carriera. Un bel cammino fatto di 30 match da professionista con 24 vittorie e 6 sconfitte, che mi ha portato a vincere titoli internazionali e che ha ovviamente trovato il suo culmine nella vittoria del 9 gennaio sul tedesco Feigenbutz. Cosa significa fare il pugile in Italia? Cosa diresti a un giovane che vuole avvicinarsi a questo sport e magari sogna di seguire i tuoi passi? Giovanni De Carolis con il “numero zero” di RM Magazine

La boxe è uno sport difficile in qualsiasi parte del mondo si decida di farlo. Diventare boxer vuol dire prima di tutto sacrificarsi tanto e dedicarsi moltissimo alla palestra e agli allenamenti. Il pugilato a livelli alti si può praticare soltanto se l’ impegno in questa disciplina e’ massimo. È’ un percorso lungo, faticoso e che non sempre riserva soddisfazioni. Tenacia e’ la parola d’ ordine. Spesso ci si fa la fatidica domanda “Chi me lo fa fare?” e la risposta viene solo dalla passione e dall’ amore per questo meraviglioso sport che danno la forza di andare avanti. Bisogna poi rimanere con i piedi per terra e non pensare che essere un pugile professionista, anche e sopratutto in Italia, significhi navigare nell’ oro. Non si è’ dipendenti di una società come per altri sport, nella boxe si combatte a gettone e spesso il compenso che si riceve non è così significativo per farti vivere di solo pugilato. Cosa manca al movimento pugilistico italiano per crescere? Ci sono tanti professionisti seri nel settore e tanti atleti validi. Quello che manca di più è un imprenditore forte che investa nel pugilato e che abbia il coraggio di crederci e di dare continuità ai grandi eventi. Con questo arriverebbe anche la televisione e quindi la possibilità di portare persone che oggi non seguono la boxe, ad avvicinarsi a questa fantastica disciplina. Succedeva in Italia trent’anni fa e succede oggi in Germania e Inghilterra. Potremmo non avere niente


da invidiare a quei paesi in termini di organizzazione e di atleti coinvolti. Io sono ottimista e credo che le cose si possano cambiare e che il grande passo accadrà. Programmi futuri ?

zio di altri di discipline più note, ancora di più quando raggiungono risultati di grandissimo rilivevo come quelli conseguiti dall’atleta romano. Noi di RM Magazine facciamo un grande in bocca a lupo a Giovanni per un 2016 pieno di successi e speriamo che possa difendere a lungo i colori del pugilato italiano e romano.

Adesso mi godo un po’ la famiglia, la mia compagna Veronica e i miei due figli di 3 e 7 anni. Per il futuro aspettiamo, ho un brevissimo manager Da- I fondatori di RM Magazine con il campione del vide Buccioni che sta lavorando per mondo dei supermedi Giovanni De Carolis vedere qual’ è il cammino migliore da percorrere. Il sogno è difendere il titolo a Roma sarebbe meraviglioso e sono sicuro che la città risponderebbe alla grande. Ringraziamo Giovanni De Carolis dell’ intervista e della disponiblità che ha dimostrato. La boxe e i suoi campioni meritano la stessa visibilità e lo spa-


Dall’ esperienza di Giovanni De Carolis campione del mondo di boxe dei pesi supermedi e della sua compagna Veronica Iovino nasce la nuova e attrezzatissima palestra di Monterosi forte dei suoi 400 mq. La palestra Next è il cuore pulsante di tutti coloro che vegliono fare sport in maniera seria nell’area che comprende, sulla via Cassia, i confini tra Roma e Viterbo. Posizionata in maniera strategica, all’incrocio tra le strade che portano a Roma-Viterbo-Nepi, Civitacastellana e Ronciglione, la palestra Next è il giusto premio per due ragazzi che dello sport hanno fatto la loro filosofia di vita Giusto premio anche per tutti coloro desiderino dedicare a se stessi un momento di sana attività fisica, seguiti e coccolati da uno staff tecnico preparato e appassionato.

BOXE SLIMMING PILATES HIP HOP BAMBINI (6-12 anni) KUNG FU BAMBINI (6-12 anni) DANZA MODERNA (6-12 anni) BOXE BAMBINI (6-12 anni) MMA KICK BOXING MUAY THAI BODY SCULPTURE SALSA FITBOXE FUNCTIONAL CROSS METABOLIC

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UN VELO DI BLUSH

A cura di Giulia Luciani luciani.giulia5289@gmail.com

se tonalità, che regala subito un effetto bonne mine; un prugna leggero per un tocco più strong, oppure un color rosa pesca che dona un effetto naturale, riscaldando l’incarnato. •Per pelli neutre, le nuance da utilizzare sono il malva, l’albicocca e i rossi. Ma attenzione a non esagerare; un velo ben sfumato sulle guance Il blush è uno dei prodotti di bellezza che è capace di dare quel tocco in più nel make-up di tutti i giorni. Freschezza, luminosità e un aspetto più sano sono le sue caratteristiche ed è per questo che non posso quasi mai rinunciavi quando mi occupo del trucco di attrici o modelle. Ma se scelto ed applicato nel modo sbagliato questo prodotto può provo-

care l’effetto contrario e creare terribili risultati. Ci sono molte cose da conoscere a riguardo, colore, texture, finish ed applicazione. Di blush (o nella versione francese fard) ne esistono davvero tante tipologie ed ognuna si adatta ad un viso o ad un altro. Partiamo dal colore: ogni incarnato ha il suo blush ideale. Per mettere in risalto i volumi e creare i giusti giochi di luci ed ombre, è necessario scegliere la nuance adatta alla tonalità della nostra pelle. •Per pelli chiare, diafane, i colori da scegliere sono il rosa nelle sue diver-

può bastare. Da evitare blush con un sottotono blu. •Per pelli olivastre, scegliere tonalità calde, pesca aranciato, bronzo o rosa. Mai colori troppo chiari, rischierete di rendere la vostra pelle grigia. •Per pelli scure illuminate il vostro sorriso con colori intensi, il mattone, il viola, il rosso intenso o l’arancio. Altra caratteristica è la texture; il blush può essere in polvere, in crema o in gel. Il blush in polvere è il più utilizzato ed il più reperibile in commercio ma non sempre va bene su tutti i tipi di pelle, soprattutto se si hanno imperfezioni e pori dilatati, una pelle secca o se si ha qualche rughetta in più; in questi casi è meglio utilizzare un blush in crema. Se si vuole un effetto glow, quello in crema è l’ideale. Un trucco per renderlo più resistente durante la giornata e più intenso, è applicarne un velo in polvere prima di quello in crema. Altra texture è quella in gel, che funziona come le tinte labbra,

è molto leggero e non crea spessore sulla base. Da non sottovalutare è il finish; si può avere un effetto satinato, opaco o shimmer. Per un effetto drammatico e chic si può utilizzare un blush dal finish opaco, adatto anche a chi ha una pelle con imperfezioni, il satinato metterebbe in evidenza pori e segni. Un tocco di luminosità sulle gote può essere dato con un satinato o uno shimmer. Sfumatelo anche sulle palpebre, usate tanto mascara ed il make-up è fatto! Ultimo step importante è l’applicazione; per un effetto più riempitivo e glam, sfumare il blush in polvere, con un pennello da viso di media grandezza, sorridendo, sulle gote e sfumare i contorni con un po’ di cipria, per evitare l’effetto Heidi. Sfu-

marlo verso le tempie può indurire il volto, rischiando di ricreare i colorati anni ‘80. Il blush in crema o in gel sfumatelo con le dita o con un pennello a fibre sintetiche, ma fatelo con attenzione. Se avete bisogno di altri consigli entrate in contatto con me , sarò felice di aiutarvi nella scelta del trucco migliore per ogni occasione !

In foto make up realizzati da Giulia Luciani in occasione di eventi. 81 RM MAGAZINE


IL PET DEL MESE

NICO Il pet del mese è Nico. Un bellissimo esemplare di Ara Ararauna di 10 anni. Vuoi vedere la foto del tuo pet pubblicata sul prossimo numero di RM Magazine? scrivici a:

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m r e a h C u r e f f i Co ORARIO NO STOP 9.00/18.00

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A cura di Luigi Procopio gigipro84@yahoo.it

Nella maggioranza dei proprietari di cani è presente il convincimento secondo il quale il proprio animale debba essere addestrato per rispondere ai comandi del padrone come un “robot”. In realtà tale convinzione può considerarsi totalmente errata alla luce delle linee guida dettate per un addestramento moderno e diretto ai tecnici del settore. Infatti è comprovato che un adeguato addestramento deve prevedere in via prioritaria un progetto educativo che riguardi il conduttore. Quest’ultimo deve essere portato a conoscenza della psiche e del linguaggio canino perché possa comunicare con il proprio cane. Contestualmente è necessario intervenire per agevolare la relazione comportamentale cane/padrone nel processo di inserimento sociale nel branco e anche al di fuori dello stesso, salvaguardando il suo equilibrio psichico. Gli obiettivi che si vogliono raggiungere si ottengono mediante esercizi di obbedienza con o senza guinzaglio per un corretto controllo del proprio cane. Questo significa che la prima cosa da fare è educare il padrone per fargli conoscere come ragiona ed elabora il proprio cane

e come comportarsi di conseguenza. Invece oggi la tendenza dei padroni è quella di umanizzare inconsapevolmente i loro comportamenti o nella peggiore delle ipotesi quella di trattarli come veri e propri figli. A questo proposito si possono trovare in ogni dove situazioni parossistiche che vedono per esempio donne trattare il cane come fosse un bimbo ed arrivare persino ad imboccarlo nel timore che non mangi. E come non citare coloro che portano il cane dentro la borsetta o nel passeggino od ornarlo con vestitini arrivando anche a farlo mangiare a tavola o dormire nel proprio letto. A seguito di tali comportamenti il cane viene via via depauperato della propria dignità che invece merita e che gli va riconosciuta in ogni luogo e in ogni situazione. Infatti il rispetto della natura animale da parte dell’uomo si manifesta proprio nel conservare le abitudini e i comportamenti tipici del cane, correggendoli in modo idoneo laddove ce ne sia bisogno. E’ mio parere che detti atteggiamenti sono frutto di una ignoranza largamente diffusa sul mondo della cinofilia che induce il proprietario ad adottare le suddette manifestazioni


di affetto e di cura parentale cosi come si trattasse di un proprio figlio. Il rispetto della natura umana e della natura animale esige che non avvenga mai un interscambio di abitudini e modi di vivere propri di ciascun essere vivente. Per quel che ora ci interessa, specificatamente sui cani non attenzionati adeguatamente, i comportamenti padronali erronei provocano un accumulo di stress che causa squilibri più o meno evidenti sul piano psichico/comportamentale mentre il rapporto di fiducia e rispetto andrà lentamente a scemare anche verso chi si prende amorevolmente cura di loro. Il morso verso il padrone, case distrutte in assenza dello stesso, l’abbaiare continuamente quando qualcuno si avvicina alla recinzione, il giardino disseminato di buche sono solo alcuni dei compor-

tamenti indesiderati provocati da una non conoscenza e cattiva gestione del cane. Poi ci sono i più sfortunati, i cosiddetti cani “buoni” che sono portati a chiudersi sempre più in loro stessi tanto da non esprimersi più. In conclusione appare evidente che la nostra società, al fine di evitare problemi di convivenza con i nostri amici a quattro zampe, deve includere fra i propri valori anche quello della conoscenza del mondo canino cosicché si possano sovvertire le convinzioni errate sul modo di approcciarsi al proprio animale. Solo così potremo prendercene cura e farlo crescere in modo sano e felice come si farebbe con un vero amico.

85 RM MAGAZINE


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A cura di B. Lanzone

Le 3 applicazioni del mese

Instagram ha deciso di sguinzagliare sul Play Store una nuova app stavolta dedicata alla creazione di brevi video in loop. L'app, semplicissima da usare, permette di unire dieci foto scattate in sequenza (possono essere usate entrambe le fotocamere anche se non simultaneamente) in un brevissimo video. Le vostre creazioni verranno salvate nella Galleria e potranno essere condivise con un tap su Instagram, Facebook e altri canali social. * Crea brevi video della tua vita e di te usando la fotocamera anteriore e posteriore. * Scarica l’applicazione e mettiti subito all’opera. Non serve registrarsi o creare un account. * Basta un semplice tocco! L’applicazione scatta 10 foto e le mette insieme, accelera il video, lo invia e lo rimanda indietro. * Condividi i tuoi video su Instagram e Facebook direttamente dall’applicazione o condividili in un secondo momento dal tuo rullino foto.

BOOMERANG DI INSTAGRAM

Scanbot è l’app da avere sempre a portata di mano per scannerizzare qualsiasi tipo di documento in modo rapido, senza rinunciare alla qualità. L’app offre diverse modalità che permettono di scansionare file e documenti a colori, riducendo le sfocature e salvando tutto in cloud o inviando i file via mail. Se poi avete una stampante a disposizione, l’app permette di stampare in modo pratico e veloce la scansione del vostro documento. I file scannerizzati vengono forniti in formato PDF e possono essere firmati o denominati utilizzando la data o la posizione in cui ci si trova per poterli ritrovare successivamente con facilità. Un’app utile per studenti o lavoratori che non hanno intenzione di affidarsi ad ingombranti e costosi scanner da scrivania per scansionare e condividere qualsiasi tipo di documento in un attimo!

L’applicazione Kindle è ottimizzata per i dispositivi Android e offre agli utenti la possibilità di leggere gli eBook Kindle attraverso un’interfaccia accattivante e semplice da usare. Avrai accesso agli oltre 1.500.000 libri del Kindle Store, tra cui più di 15.000 titoli a 3 euro o meno, bestseller, novità e classici gratuiti. Amazon Whispersync sincronizza automaticamente l’ultima pagina letta, i segnalibri, gli appunti e le evidenziazioni tra tutti i dispositivi (incluso Kindle), permettendo così di riprendere la lettura da dove l’avevi interrotta su un altro dispositivo. Puoi leggere l’estratto di un libro prima di decidere se acquistarlo o cercare all’interno del libro per trovare un personaggio, un argomento o una sezione che desideri riesaminare.

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Ponte Rotto Il fiume Tevere si snoda attraverso Roma contribuendo a renderla ancora più magica e lungo il suo cammino è attraversato da numerosi ponti alcuni più recenti , altri più antichi , che collegano le due “sponde” della città . All’altezza dell’isola Tiberina troviamo quello che gli abitanti della città eterna chiamano comunemente “ponte rotto” e che altro non è che quello che rimane dell’antico Ponte Emilio. Costruito in uno dei punti dove il Tevere è più impetuoso, a causa di inondazioni e piene, durante i secoli subì moltissimi danni e ripetute ricostruzioni. La sua prima edificazione risale addirittura al 181 dopo Cristo anche se alcune fonti lo datano in un passato ancora più remoto. Ad un ponte con una storia cosi antica sono legati ovviamente innumerevoli episodi della storia di Roma. Uno di questi è che il temibile imperatore Eliogabalo vi fu gettato nel 222 dopo Cristo legato ad un sasso in modo che non potesse tornare a galla. La storia del ponte si identifica definitivamente con il suo appellativo “rotto” nel 1575. Durante quell’anno infatti, soltanto cinque anni dopo un restauro progettato da Michelangelo ma non eseguito con la stessa perizia del famoso architetto dai lavoranti addetti, tre arcate del ponte a seguito di un alluvione tremenda che affligge la città, crollano. Non servono interventi di ricostruzione. A seguito di una nuova piena del Tevere nel 1598, avvenuta proprio nel giorno di Natale, le arcate crollano nuovamente. Il ponte diventa per i romani “rotto”. A sancire definitivamente la sua natura, nel 1888 si decide per la costruzione di una nuova struttura a fianco dei ruderi di quella antica. Dal quel momento il Ponte Palatino realizzato in ferro sorge a fianco di quello che rimane, e che possiamo ammirare ancora oggi, come uno dei luoghi più affascinanti di Roma. Testo: Rolando Frascaro Foto: Massimiliano Correa


Porta San Sebastiano Porta San Sebastiano, in passato conosciuta come Porta Appia dal nome della via consolare che proprio da li ha inizio, è la porta meglio conservata di quelle che facevano parte delle Mure Aureliane. Fu ribattezzata “San Sebastiano” durante il cristianesimo in quanto portava alla Basilica omonima, luogo di pellegrinaggi di numerosi fedeli. La struttura durante i secoli ha vissuto diverse modifiche sia interne che esterne e….. se potesse parlare quante cose su Roma potrebbe raccontarci! La sua storia si potrebbe dire che è scritta sulle pietre stesse che la compongono. Guardando bene la porta possiamo scovare varie iscrizioni e “segni” lasciati da chi a quest’ opera lavorò e che volle ricordare gli episodi di cui fu testimone. Uno su tutti la guerra fra Guelfi e Ghibellini romani che sotto porta San Sebastiano conobbe uno dei suoi momenti più decisivi nel 1327 quando entrambe le fazioni si opposero all’entrata a Roma di Roberto D’Angiò re di Napoli. Le tracce indelebili di questo evento sono per sempre incise sulle pareti della struttura per mezzo di una raffigurazione dell’Arcangelo Gabriele nell’atto di uccidere un drago. La sua volta fu attraversata da innumerevoli personaggi a cui la storia deve molto. Rimane memorabile nel 1536 il passaggio di Carlo V re di Francia, per il quale la porta fu riccamente addobbata a festa. Durante il fascismo la struttura fu addirittura….abitata. Il gerarca fascista Ettore Muti infatti vi stabilì, con una decisione alquanto originale, la sua residenza nel periodo 1940-43. Attualmente Porta San Sebastiano ospita al sui interno l’interessante Museo delle Mura dove è possibile seguire un percorso che consente al visitatore di conoscere meglio la vicende di questo edificio e con questo anche passaggi importanti della storia della nostra città. Testo: Rolando Frascaro Foto: Massimiliano Correa


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BRUXELLES...

MARCO BARGAGNA

Marco Bargagna, in arte Mister Bad, nato in Francia da genitori italiani inizia fin da piccolo a fare fumetti, autodidatta del segno grafico pubblica su vari quotidiani e mensili nazionali tra cui Cuore, Linus, Manifesto ecc... Premiato in vari concorsi nazionali, nel 2010 riceve il 4° premio al concorso internazionale indetto dalla celebre “fondation Raymond Leblanc” di Bruxelles. Attualmente collabora con testate regionali e nazionali, realizza manifesti e copertine per musicisti, illustra libri di autori indipendenti, aiuta compagnie teatrali per la realizzazione degli spettacoli, tiene corsi di fumetto a persone di varie età con il supporto di un associazione culturale della sua citta’ e dallo scorso anno partecipa, insieme ad altri illustratori umbri, ad alcune trasmissioni della RAI regionale. www.misterbad.it 96 RM MAGAZINE


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