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COSMO LINGUAGGI - ARTE E MUSICA 4-5

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ARTE E MUSICA

ISBN 979122310237-4

© 2026 Rizzoli

Education S.p.A. – Milano

Tutti i diritti riservati

Rizzoli Education S.p.A. Via Privata Mondadori, 1 – 20054 Segrate (MI) supporto@rizzolieducation.it www.rizzolieducation.it

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Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il contenuto di questo libro non è stato approvato dalle Nazioni Unite e quindi potrebbe non riflettere la posizione ufficiale di questa organizzazione, www.un.org/sustainabledevelopment.

Testi in formato accessibile. L’Editore promuove l’accessibilità e collabora con AID - Associazione Italiana Dislessia, Seleggo e con la Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”. La conformità dei prodotti e dei servizi resta disciplinata dalla normativa vigente.

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L’editore ringrazia sin da ora chi vorrà segnalarli alle redazioni. Per segnalazioni o suggerimenti relativi al presente volume scrivere a: supporto@rizzolieducation.it

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Realizzazione editoriale

Coordinamento editoriale Mauro Traversa

Coordinamento redazionale Elisabetta Gabellich

Progetto grafico Ka Communications

Elaborazione immagini e impaginazione Ka Communications

Disegni Francesca Costa

Copertina Ka Communications

Ideazione del personaggio Cosmo Ka Communications

Illustrazione di copertina Ka Communications

Testi di Arte Anna Rossi

Testi e foto dei Laboratori di Musica Valentina Biletta

Testi, foto e illustrazioni dei Laboratori pagg. 21, 23, 39, 49, 52, 60, 64 Valentina Scagnolari

Referenze iconografiche Getty Images © 2026. Alamy Stock Photo © 2026 Mondadori Portfolio © 2026

Inquadra il Qr Code per i dettagli di crediti e referenze iconografiche

Contenuti digitali

Progettazione Fabio Ferri, Nicola Barzagli

Realizzazione EICON S.r.l., IMMAGINA S.r.l., Isabella Spagni, Lumina Datamatics, Silvia Sferruzza.

Audio IMMAGINA S.r.l

Contenuti per la didattica inclusiva

PariPasso è il progetto promosso da Rizzoli Education sul tema dell’inclusione e delle pratiche di insegnamento/apprendimento incentrate sulla didattica inclusiva.

Validato da un comitato scientifico di esperti del settore, il progetto si ispira ad alcuni principi fondamentali:

1. progettazione di strumenti didattici disegnati in funzione dei diversi stili cognitivi e i ritmi di apprendimento delle studentesse e degli studenti

2. valorizzazione di pratiche di insegnamento/ apprendimento personalizzate, efficaci e significative, anche mediante il ricorso a contenuti e strumenti digitali

3. valorizzazione di tutti gli apprendenti, in modo che a ciascuno sia garantito il successo formativo

4. promuovere una didattica sempre connessa a un’idea di cittadinanza attiva, critica e responsabile

Il processo di progettazione, sviluppo, produzione e distribuzione dei testi scolastici di Rizzoli Education S.p.A. è certificato UNI EN ISO 9001.

Prima edizione:gennaio2026

Questo volume è stampato da: Grafica Veneta, Trebaseleghe (PD) Stampato in Italia – Printed in Italy

CHE COS’È ARTE?

CHE COS’È ARTE?

La parola arte viene dal latino ars, che significa possedere un’abilità nel fare qualcosa. Ma non basta essere abile per fare arte. Se costruisci una casa o un albero di plastilina, questi possono essere lavori manuali molto belli ma non opere d’arte. E quindi, che cosa deve avere l’arte? Deve essere una creazione che imiti o inventi, che risvegli l’immaginazione. Deve esprimere un’emozione. Non basta che sia qualcosa di bello e decorativo, deve comunicare qualcosa.

Gabriel Martin Roig, Arte per bambini, Editoriale Scienza.

Come si legge un’opera d’arte?

Non tutte le opere d’arte devono piacerci per forza. Ci sono opere che ci emozionano, ci incuriosiscono, e altre che ci lasciano indifferenti.

La prima cosa da fare per capire un’opera d’arte è lasciarci

coinvolgere. Quali sensazioni mi suscita?

Poi bisogna essere curiosi. Perché è stata fatta? In quale epoca? Che cosa rappresenta? Con quale tecnica?

Più informazioni si hanno, più si può comprendere un’opera.

È un po’ come quando si guarda uno sport: più ne conosciamo le regole, più riusciamo ad apprezzare il gioco.

un’ IDEA da leggere

Cristina Petit, L’arte dell’amicizia, Artebambini, racconta che ognuno davanti ai quadri prova sensazioni diverse.

All’ingresso della National Gallery di Londra.

VIDEO, AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÀ

L’arte serve a emozionare

Attraverso l’opera d’arte, l’artista esprime i propri sentimenti, ma anche quelli di chi guarda. Quando osservi un’opera, puoi cogliere le emozioni dell’artista e allo stesso tempo scoprire le tue, quelle che l’opera riesce a farti sentire.

Gustav Klimt, Il bacio, 1908-09. L’artista usava colori brillanti con tanto oro e i suoi quadri sono pieni di dettagli di fiori e forme. Il suo scopo era raccontare la bellezza e suscitare forti emozioni.

L’arte serve a descrivere

Le opere d’arte, come i dipinti, le sculture, gli edifici architettonici sono una fonte per conoscere le usanze delle società del passato e del mondo di oggi. Osservando un quadro puoi capire come le persone si vestivano o si comportavano. Osserva il quadro che rappresenta una giovane ragazza vissuta nel 1600. Quali differenze noti da una ragazza di oggi?

Johannes Vermer, La ragazza con l’orecchino di perla, 1665-6 circa.

◆ Fai una ricerca con un compagno o una campagna e trova dei quadri che rappresentino lo stesso luogo dipinto in epoche diverse. Per ognuno scrivi una breve didascalia.

Entra nell’arte

L’arte serve a divertire

L’arte può anche far divertire. Molti artisti contemporanei realizzano installazioni in musei o per strada dove puoi giocare con illusioni o semplicemente stando al centro dell’opera come ne fossi il protagonista.

L’artista Yayoi Kusama, nel 2023, ha realizzato e installato una statua di se stessa che dipinge dei pois colorati su un edificio lungo rue Du Pont Neuf a Parigi. L’opera non ha titolo.

L’arte serve a denunciare

Molti artisti viaggiano per il mondo e con la fotografia, che permette di ritrarre il reale, denunciano e fanno conoscere disuguaglianze e oppressioni.

Dorothea Lange, Famiglia migrante, 1936. La fotografia fu scattata, insieme ad altre, per denunciare come vivessero in povertà le famiglie contadine negli Stati Uniti.

◆ Il più famoso quadro di denuncia è Guernica di Pablo Picasso. Nel 1937, durante la guerra civile in Spagna, la piccola città di Guernica fu bombardata e il pittore dipinse l’evento per denunciare le brutture della guerra. Cerca il quadro e commentatelo in classe.

Entra nell’arte

L’arte serve a sognare

L’arte può anche far andare la nostra mente oltre la realtà ed esprimere speranza.

La ragazza con palloncino di Banksy, 2002, vuole esprimere la speranza che l’amore possa volare sopra tutte le cose brutte. Banksy è un artista misterioso: come un supereroe dell’arte va in giro e disegna per strada sui muri. Nessuno sa chi sia.

Le origini dell’arte

Fin dalla Preistoria gli esseri umani si sono espressi attraverso l’arte.

I dipinti più antichi, giunti sono a noi, sono stati custoditi per millenni all’interno delle grotte abitate da uomini e donne della Preistoria.

La mano con il pollice opponibile è ciò che ha permesso ai primi esseri umani di distinguersi. Proprio l’impronta di una mano è stata una delle prime forme d’arte.

Impronte di mani ritrovate nella Cueva de las Manos (Caverna delle Mani) in Patagonia, nel sud America, di 10000 anni fa circa.

La Venere di Willendorf è di circa 25000 anni fa.

Le sculture più antiche ritrovate sono statuette realizzate con la pietra o i resti di ossi di animali e rappresentano corpi femminili.

VIDEO

arte nella storia

Le prime opere architettoniche della Preistoria sono gli insediamenti megalitici, cioè costruzioni di grandi pietre disposte in modo regolare.

Gli allineamenti di Carnac, nel nord della Francia, contano più di 3000 monoliti distribuiti in file regolari.

LABORATORIO I colori naturali

Gli uomini e le donne della Preistoria coloravano i loro dipinti con tinte realizzate con terre o sostanze vegetali che venivano stese con le dita e dei bastoncini o con penne d’uccello. Realizza anche tu dei colori naturali.

PROCEDIMENTO

1 Sciogli in poca acqua:

◆ del cacao, per ottenere il marrone;

◆ della paprica dolce, per ottenere il rosso (attenzione agli occhi e alle allergie!).

2 Appoggia la tua mano su della carta marrone, come la carta da pacco o quella dei sacchetti di carta che si utilizzano per la frutta.

3

Usa i colori naturali e con un pennello colora i contorni. Che cosa hai ottenuto?

Tanti tipi di arte

I modi di fare arte sono davvero molti: dipingere, scolpire, stampare, ma anche muoversi, filmare…

Entra nell’arte

◆ Leggi le indicazioni della guida e scrivi sulla piantina del museo a quale forma artistica è dedicata ogni sala. Usa i numeri. Confrontati poi in classe.

1 Pittura: raffigurazione bidimensionale su carta, tela o tavola eseguita principalmente con le tecniche della tempera, dell’olio, degli acrilici o dell’acquerello.

2 Scultura: raffigurazione tridimensionale scolpita o modellata, può essere in vari materiali, tra cui legno, bronzo, ceramica, materiali riciclati.

3

Video arte: espressione artistica diffusa tramite video trasmessi su schermi o proiettati.

4 Installazione: opera realizzata con vari elementi posizionati nello spazio.

5 Performance: espressione artistica in cui l’artista compie azioni a cui può partecipare anche il pubblico.

COLLEGATI AD HUB ART

I segreti dei dipinti

Quando guardi un’opera d’arte, apri bene gli occhi e osserva tutti i dettagli, poniti delle domande e cerca le risposte: spesso le opere d’arte nascondono dei segreti.

Nel dipinto a destra,a un primo sguardo si vedono solo due personaggi che si tengono per mano. Leggendo il titolo dell’opera puoi capire che sono marito e moglie.

Se osservi con più attenzione, vedi che c’è anche un cagnolino, un paio di zoccoli, un grande lampadario. E sulla parete alle loro spalle c’è uno specchio. Nello specchio sono riflessi i due coniugi di spalle, ma se guardi bene, si vedono anche due personaggi. Probabilmente uno è l’artista, che in questo modo ha voluto essere presente nel suo dipinto.

un’ IDEA da leggere

Quali altri quadri nascondono dei segreti? Puoi scoprirlo sfogliando il libro di Alain Korkos, Entrate nel quadro, L’ippocampo.

Jan Van Eyck, I coniugi Arnolfini, 1434.

EDUCAZIONE CIVICA

I musei in italia

Ci sono luoghi destinati alla conservazione delle opere d’arte: i musei. Questi hanno lo scopo di proteggere e far conoscere tutto ciò che ha un valore storico, artistico o scientifico. In Italia ci sono circa 4000 musei. Per visitare un museo serve solo tanta curiosità e voglia di scoprire cose nuove. Spesso i bambini e le bambine entrano gratuitamente e in molti musei sono predisposti percorsi adatti a loro, con laboratori e installazioni interattive, dove si può conoscere divertendosi.

Musei al chiuso

Un cortile interno della Galleria degli Uffizi.

Tra le opere importanti conservate nella Galleria degli Uffizi c’è La primavera, dipinta tra il 1477 e il 1482 c. da Sandro Botticelli. È un’opera molto grande: misura 3,14 per 2,03 m.

I musei che conservano opere artistiche possono ospitare opere di tipo ed epoche diversi, come la Galleria degli Uffizi di Firenze. È uno dei musei più famosi al mondo soprattutto per le opere del Trecento e del Rinascimento. Traguardi

Sviluppo economico e sostenibilità

Musei all’aperto

I musei possono essere anche a cielo aperto. Di solito quelli a cielo aperto sono siti storici, dove vengono conservati resti di città, palazzi, insediamenti preistorici.

Il parco archeologico del Colosseo di Roma è il museo più visitato in Italia. Oltre al Colosseo, fanno parte di questo museo a cielo aperto anche il Foro Romano, il Palatino, la Domus Aurea, la Meta Sudans e l’Arco di Costantino.

Nel sito archeologico di Ercolano, fuori Napoli, puoi ammirare le rovine dell’antica città, sepolta sotto la cenere vulcanica nell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Sullo sfondo osserva il vulcano.

Alcune rovine del Foro Romano
ESPLORA L’IMMAGINE

Sviluppo economico e sostenibilità

Musei tematici

Altri musei, invece, sono tematici e raccolgono reperti e opere risalenti a una stessa epoca.

Il Museo egizio di Torino è uno dei musei più importanti al mondo che conserva reperti della Civiltà egizia antica.

La statua di Ramesse II è forse l’opera più importante conservata nel Museo egizio di Torino. Ramesse II è stato uno dei più importanti faraoni dell’Antico Egitto.

Musei scientifici

In Italia molti sono i musei scientifici dove è possibile interagire con la realtà attraverso esperienze interattive.

A Milano si trova il Museo della scienza di Leonardo da Vinci; a Napoli il Museo Darwin-Dohrn, che promuove la conoscenza dell’evoluzione della biodiversità della vita marina.

A Genova l’Acquario è un vero e proprio museo vivente della flora e della fauna marine: ospita oltre 12.000 animali di 600 specie diverse provenienti da tutti i mari del mondo.

All’Acquario di Genova puoi ammirare: delfini, squali, tartarughe marine, meduse, pesci tropicali, pinguini, otarie, foche...

Che cosa posso fare io?

Un modo per sostenere i musei è andare a visitarli. Quando sei in vacanza o anche quando sei a casa nella tua città o paese, cerca un museo che possa interessarti e vallo a visitare.

VIDEO

Il Patrimonio Mondiale in Italia

Tutto ciò che è prezioso e che viene trasmesso alle generazioni future è chiamato Patrimonio Mondiale. È considerato patrimonio di tutti gli esseri umani ed è per questo che deve essere protetto. L’Unesco è una agenzia delle Nazioni Unite che dal 1972 ha tra i suoi compiti quello di identificare e tutelare i siti che hanno un valore universale dal punto di vista naturale o culturale.Tra questi ci sono anche le opere con valore artistico, come opere architettoniche, pittoriche, reperti archeologici. L’Italia è il Paese con più siti Unesco al mondo: ben 60 a oggi.

Il primo sito italiano riconosciuto come Patrimonio dell’umanità è stato il Parco nazionale delle incisioni rupestri in Valcamonica, nel 1979. Qui, in un museo a cielo aperto, sono conservate le incisioni rupestri del popolo dei Camuni.

Nel 1980, è stato riconosciuto dall’Unesco il refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, dove è conservato l’affresco dell’Ultima cena di Leonardo da Vinci. L’affresco fu realizzato tra il 1495 e il 1497. L’artista lo dipinse con delle tempere mescolate a olio, applicate direttamente sul muro ormai asciutto. Questo gli permise di ottenere dei colori precisi e brillanti, ma poco duraturi nel tempo. Per questo l’affresco ha bisogno di grande cura.

Sviluppo economico e sostenibilità

Nel 1997 è stata riconosciuta l’area archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Pompei ed Ercolano e furono sommerse dall’eruzione del Vesuvio il 24 agosto del 79 d.C. Lo strato di cenere ne ha permesso la conservazione fino ai nostri giorni. Pompei ed Ercolano sono l’unico sito al mondo dove sono rimasti conservati edifici romani con oggetti di uso comune.

Dal 1996 sono stati riconosciuti come Patrimonio dell’umanità i monumenti paleocristiani di Ravenna, tra cui il Mausoleo di Galla Placidia e la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Al loro interno sono conservati i magnifici mosaici bizantini.

◆ Incontrerai e studierai alcuni luoghi descritti nelle pagine 13-16 più avanti nel tuo libro. Scrivi qui le pagine.

• Parco nazionale incisioni rupestri Valcamonica

• Ultima cena di Leonardo da Vinci

• Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna

Entra nell’arte

Sviluppo economico e sostenibilità

Fondato nel 1922, il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è un parco con grandi foreste e popolato da numerose specie animali. Conserva le Antiche faggete primordiali riconosciute Patrimonio.

Nel 2009 L’Unesco ha riconosciuto le Dolomiti come Patrimonio Mondiale per la loro eccezionale bellezza naturale e per la loro importanza geologica. In particolare, le Dolomiti presentano fenomeni naturali unici, come la colorazione delle montagne all’alba e al tramonto.

Le tre cime di Lavaredo, in Trentino. Che cosa posso fare io?

◆ Tutti i luoghi dovrebbero essere rispettati e mantenuti puliti. Cerca insieme alla tua classe l’elenco dei 60 siti italiani riconosciuti dall’Unesco. Poi discutete su quale luogo vicino a voi dovrebbe essere secondo voi riconosciuto patrimonio.

La grammatica dell’arte

IL PUNTO

Il punto è il primo segno da cui nascono tutti gli altri segni. I punti possono essere piccoli, grandi, possono stare vicini o lontani, e insieme possono creare effetti diversi.

La “dot art” (arte dei punti), è una forma di arte contemporanea delle popolazioni aborigene australiane. Consiste in composizioni di punti colorati disposti in modo regolare ed equidistanti così da formare figure di animali e oggetti.

ARTE

Verso la fine del 1800

Georges Seurat e Paul Signac fondarono il movimento artistico del Puntinismo. Questi artisti realizzavano le loro opere accostando moltissimi puntini dai colori vivaci, grazie ai quali ottenevano sfumature, luci e ombre. Se guardi le loro opere a distanza, non distingui più i singoli puntini, ma li percepisci come uniche pennellate di colore.

Paul Signac, L’albero di pino a Saint-Tropez, 1909.

VIDEO, AUDIO, OGGETTI
DIGITALI
DELL’UNITÀ

Le immagini digitali

Esattamente come facevano i pittori del Puntinismo, i colori delle riviste stampate e delle immagini digitali del computer sono l’insieme di tanti puntini colorati, messi uno accanto all’altro. Puoi verificarlo tu stesso guardando con una lente d’ingrandimento una foto stampata su una rivista o ingrandendo tantissimo una foto al computer.

un’ IDEA da leggere

Leggi Peter H. Reynolds, Il Punto, Ape Junior. Nel libro la protagonista Vashti pensa di non sapere disegnare. La sua maestra allora le dice di iniziare disegnando un punto. Vashi scoprirà così di essere un’artista.

LABORATORIO

Disegna con i punti

Sperimenta anche tu come puoi disegnare con i punti.

1 Su un foglio fai punti di colori e dimensioni diversi. Utilizza anche strumenti diversi, come matite, pennarelli e pastelli a cera. Oppure puoi usare le tue dita: intingi un dito in un colore e lascia punti sul foglio.

2 Poi prova a metterti vicino e lontano dal disegno che hai fatto e osserva l’effetto diverso che ti fa.

LA LINEA

La linea è un segno continuo. Per tracciare una linea ti basta appoggiare la punta di una matita su un foglio e farla scorrere.

Nelle incisioni rupestri dei Camuni, in Val Camonica, in Lombardia, gli animali sono rappresentati da semplici linee spesse.

Le linee possono essere dritte, curve, spezzate, corte, lunghe, spesse, sottili. Si possono muovere e incrociare creando delle forme oppure possono definire i contorni delle figure.

Entra nell’arte

◆ Collega ogni linea tracciata al suo nome.

linea curva linea obliqua linea verticale linea spessa linea sottile

Le linee nell’arte

Artisti più recenti hanno scelto di utilizzare le linee per esprimersi: tonde, delicate, ben definite, oppure rigide, spezzate, con spessori e colori diversi.

Queste possono rappresentare figure ben riconoscibili oppure hanno il solo scopo di comunicare emozioni o movimento, riempiendo gli spazi creati con i colori.

Piet Mondrian, Composizione in un ovale, con piani di colore, 1914.

LABORATORIO

Ritratto con linea continua

1 Procurati la fotografia o il disegno di un soggetto che ti piace: un animale o un personaggio dei fumetti.

2 Scegli un pennarello o una matita colorata e su un cartoncino esegui il ritratto senza mai staccare la matita dal foglio.

3 Ripassa più volte sulle stesse linee, creando linee diverse. Puoi usare colori diversi.

4 Infine colora a tuo piacere gli spazi interni che si sono creati.

I COLORI

I colori possono essere primari, secondari e terziari.

I colori primari sono il giallo, il rosso e il blu. Si chiamano così perché con essi puoi creare tutti gli altri colori. Infatti se

rosso + giallo arancione

blu + rosso viola giallo + blu verde

li mescoli a due a due ottieni i colori secondari: arancione, viola e verde.

Se poi mescoli un colore primario con un suo secondario, si ottengono i colori terziari.

Osserva il cerchio sotto che rappresenta la composizione di ogni colore.

All’interno del cerchio ci sono i tre colori primari, poi, andando verso l’esterno, i secondari. Nel cerchio più esterno ci sono i colori terziari in corrispondenza dei primari e secondari che li compongono.

Il colore secondario opposto al colore primario è il suo complementare: ad esempio, l’arancione è complementare del blu.

◆ Osserva il cerchio e completa i cartellini dei colori terziari con i colori mancanti.

◆ Scrivi il colore complementare di ogni colore primario.

Rosso: Giallo:

Blu:

Colore terziario composto da giallo + verde

Colore terziario composto da + verde

Colore terziario composto da blu +

Colore terziario composto da giallo + arancione

Colore terziario composto da rosso +

Colore terziario composto da rosso +

Entra nell’arte

I colori e gli artisti

Alcuni artisti e alcune artiste hanno realizzato le loro opere utilizzando solo linee e colori.

Piet Mondrian, Composizione con rosso, giallo, nero, grigio e blu, 1921. In quest’opera, l’artista ha utilizzato solo i colori primari, in una griglia dove i colori si alternano a spazi bianchi e neri.

LABORATORIO

1

Gioca con i colori

Traccia su un cartoncino con un pennarello nero delle figure geometriche. Puoi ispirarti a Mondrian e dividere il foglio in una griglia squadrata, oppure puoi tracciare figure circolari.

2 Fai una fotocopia del tuo disegno, o ripeti il disegno su un altro foglio. Non importa se non viene proprio uguale.

3

Scegli i colori che vuoi utilizzare e segui le istruzioni: sul primo foglio A usa solo i colori primari.

Sul secondo foglio B affianca i colori primari ai loro secondari e complementari. Come Mondrian puoi prevedere spazi bianchi.

I colori caldi e freddi

I colori possono suscitare sensazioni diverse in chi osserva. Una stessa immagine, con diversi colori, può dare sensazioni opposte. Si dicono colori caldi i colori che vanno dal rosso al giallo e colori freddi quelli che vanno dal blu al verde. I colori caldi sono quelli che rimandano al calore del Sole e del fuoco, mentre quelli freddi sono quelli legati al cielo e all’acqua. Ma questa distinzione non è rigida, perché, i colori sono formati da altri colori, che possono essere a loro volta caldi e freddi. Ad esempio, ci sono verdi più caldi, perché composti da più giallo, e verdi più freddi, perché con maggior blu.

Il nero e il bianco

Aggiungendo il bianco o il nero ai vari colori cambia la luminosità: aggiungendo nero il colore diventa più cupo, aggiungendo bianco diventa più luminoso.

Entra nell’arte

◆ Che cosa ti fanno pensare: il verde? il rosso? il giallo? l’azzurro? il grigio? Fai alla lavagna una tabella con tutti i colori che ti vengono in mente e scrivi per ogni colore una sensazione. Confrontati in classe. Avete fatto gli stessi abbinamenti?

Vincent Van Gogh, Passeggiata al crepuscolo, 1889-1890.

COLORI FREDDI
COLORI CALDI

LABORATORIO

I colori del computer

Anche i colori che vedi al computer sono formati dai tre colori primari. I colori fondamentali creati dalla luce del computer si chiamano magenta (rosso), cyan (blu) e giallo. A questi tre si aggiungono il bianco e il nero. Puoi giocare a creare nuovi colori con il computer utilizzando anche solo il programma Word.

1 Clicca sul pulsante per la scelta del colore del carattere. Ti verrà già fornita una scelta di colori, ma puoi crearne di nuovi se clicchi sul pulsante “altri colori”.

2 Se clicchi sul cerchio ti apparirà un cerchio con tutti i colori. Se ti muovi con il cursore li puoi vedere.

3 Se ti sposti con la barra sotto il cerchio, puoi rendere i colori più chiari o più scuri: se sposti la barra verso destra sarà come aggiungere nero, se sposti la barra verso sinistra sarà come aggiungere bianco. Divertiti a creare i colori e salvali. Poi scrivi con i colori che hai creato quello che vuoi.

Quanti sono i colori? Come si chiamano? C’è il rosso vermiglio, il magenta, il rosso fragola, rubino e anche il rosso giuggiolino. Se vuoi scoprire tutte le sfumature che i colori possono avere, puoi leggere e ammirare le immagini del libro di Chiara Carminati e Alessandro Sanna, Rosso di cielo, Lapis edizioni.

LA LUCE

Ciò che ci permette di vedere le forme e i colori è la luce. Senza la luce non potrebbero esistere i colori.

Nel Seicento lo scienziato Isaac Newton dimostrò come la luce sia composta da fasci di diversi colori. È un fenomeno che possiamo osservare tutti dopo un temporale, quando si forma l’arcobaleno. Facendo passare un raggio di luce attraverso un prisma, Newton riuscì a ricreare l’effetto dell’arcobaleno, cioè a scomporre la luce bianca nei sette colori che la compongono: il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, il blu, l’indaco e il violetto.

Come vedi i colori?

Quando la luce illumina un oggetto, l’oggetto assorbe solo alcuni raggi mentre ne riflette altri.

Questi ultimi arrivano al nostro cervello e noi vediamo l’oggetto del colore dei raggi riflessi.

Una superficie rossa assorbe tutti i raggi, ma riflette il rosso.

Una superficie nera assorbe tutti i raggi e non riflette nessun raggio o colore.

Una superficie bianca non assorbe alcun raggio, li riflette tutti e noi percepiamo la loro somma: il bianco.

La fonte della luce

Perché ci sia la luce c’è bisogno di una fonte, cioè qualcosa che la generi. Può essere una fonte naturale, come il Sole, la Luna o le stelle, o artificiale, come una lampadina. La luce naturale del Sole può cambiare durante il giorno perché il Sole si muove nel cielo, ma anche perché può essere oscurato dalle nuvole, o avere una luce più o meno intensa a seconda della stagione. Durante il giorno la luce cambia, quindi cambiano i colori e di conseguenza cambia il paesaggio.

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Molti artisti hanno studiato la luce e hanno creato le loro opere cercando di riprodurre l’effetto che la luce ha sugli oggetti e sui paesaggi.

Claude Monet ha rappresentato la cattedrale di Rouen in momenti diversi del giorno: 1 al mattino, 2 in pieno giorno e 3 al tramonto. Il soggetto rimane sempre lo stesso, ma cambiano i colori. Claude Monet, La cattedrale di Rouen, 1892-1894.

La luce e le ombre

Quando la luce colpisce un oggetto crea delle ombre. Dove la luce colpisce un oggetto, i colori saranno più chiari; dove l’oggetto è in ombra, i colori saranno più scuri. Osservando le ombre è così possibile capire da dove proviene a luce. Grazie allo studio delle luci e delle ombre, gli artisti sono riusciti a rendere l’effetto della profondità degli oggetti e a dare spessore a ciò che rappresentavano. Le ombre, infatti, ci fanno capire il rilievo delle cose: senza le ombre tutto apparirebbe piatto.

◆ Osserva la foto: dove è la luce e dove è l’ombra? Scrivi nei cartellini.

Georges de la Tour, Il neonato, 1645-1648.
Entra nell’arte

La luce e la scultura

La luce è molto importante anche per le sculture. Per questo gli scultori tengono conto di come la luce colpirà la loro opera, quali parti saranno illuminate e quali rimarranno in ombra. Una stessa scultura, illuminata in modo differente, si mostra a chi osserva in modo diverso. A seconda di dove arriva la luce, vengono messi in evidenza alcuni aspetti dell’opera e se ne nascondono altri.

La luce può essere:

Le ombre possono prendere vita. Se proiettiamo una luce contro una parete bianca e giochiamo con le ombre delle nostre mani, possiamo creare figure di animali e altri personaggi. Ritagliando sagome di personaggi, si possono allestire vere e proprie rappresentazioni teatrali di ombre.

IL PUNTO DI VISTA

Il punto di vista è il punto da cui si osserva un paesaggio, una persona o un oggetto: può essere dall’alto, dal basso, di lato, di fronte o da dietro.

Il punto di vista dall’alto è quello che utilizzano i cartografi per realizzare le mappe e le carte geografiche, ma si trovano esempi anche in opere artistiche.

Nei dipinti egizi le figure umane erano in parte di lato e in parte di fronte.

Il viso e le gambe erano rappresentati di lato, mentre le spalle e il busto di fronte.

Probabilmente questo avveniva per rendere ben visibili tutte le parti del corpo.

Vincent Van Gogh, Campo di olivi in collina, 1889.

Dal basso

Il punto di vista dal basso, invece, è spesso utilizzato per gli affreschi che decorano le cupole delle chiese e i soffitti.

Andrea Mantegna, Decorazione della Camera degli Sposi, 14651474, Palazzo Ducale a Mantova.

◆ E in questi dipinti quale è stato il punto di vista dell’artista? Osserva e scrivi. di lato • da dietro • di fronte

Piero della Francesca, Federico Montefeltro, Duca di Urbino, 1465.

Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia, 1818.

Grant Wood, American Gothic, 1930.

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VICINO E LONTANO

Quando guardiamo un paesaggio, vediamo che alcuni elementi sono più vicini a noi e altri sono più lontani. Un problema che gli artisti nel passato si sono posti è come rendere su una superficie piatta, come una parete o una tela, il senso di profondità, cioè come far capire che alcuni elementi sono più vicini e altri più lontani.

Figure sovrapposte

Nelle varie epoche gli artisti, osservando attentamente la realtà, hanno sperimentato varie soluzioni. Una prima soluzione fu quella di sovrapporre i vari elementi. Quando un oggetto ne copre un altro, lo percepiamo davanti, mentre l’oggetto coperto lo percepiamo dietro: quello che sta davanti sembra più vicino rispetto a quello che sta dietro.

Gli antichi Egizi, per dare il senso di ciò che stava davanti e ciò che stava dietro, rappresentavano le figure sovrapposte una all’altra.

Se disegniamo quattro quadrati identici uno sovrapposto all’altro, quello disegnato per intero ci sembra il più vicino.

Posizione nello spazio

Anche la posizione degli oggetti nello spazio può influire sulla nostra percezione di vicino e lontano. Gli oggetti posti più in basso ci sembrano più vicini di quelli posti più in alto

In questo particolare del mosaico della Basilica di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, percepiamo più vicini gli animali, le piante e le pietre che sono più in basso.

LABORATORIO

Primo e secondo piano, lo sfondo

In un dipinto, ma anche in una fotografia o in un film, si dice che sono in primo piano gli elementi che appaiono più vicini a chi osserva, in secondo piano quelli che appaiono più lontani. Tutti questi elementi appoggiano su uno sfondo.

1 Scegli un elemento che è il protagonista del tuo quadro. Può essere un animale, una persona o un oggetto.

2 Disegnalo su un foglio di cartoncino, in grande al centro.

3 Pensa ad altri elementi che vuoi aggiungere, mettili attorno al tuo elemento. Li metterai in secondo piano.

4 Infine disegna quello che può stare sullo sfondo: una montagna, il mare, il Sole, un prato.

Il colore

Un’altra tecnica per dare profondità ai paesaggi è utilizzare il colore. Osservando i paesaggi ci si rese conto che gli elementi più lontani sullo sfondo appaiono sfuocati e poco definiti e, di conseguenza, i loro colori sono più chiari, sulle tinte dell’azzurro e del grigio.

Leonardo da Vinci, La Gioconda, 1503-1506. il dipinto, conosciuto anche come Monna Lisa, è uno dei quadri più famosi del mondo. Nessuno sa con certezza chi fosse davvero la donna ritratta, ma molti pensano che si chiamasse Lisa.

La Gioconda è custodita al Museo del Louvre a Parigi, in Francia. È protetta da un vetro speciale. Leonardo usò per dipingere lo sfondo una tecnica speciale chiamata sfumato, che fa sembrare tutto più morbido e naturale, come nei sogni.

LA PROSPETTIVA

Quando si guarda un paesaggio, gli oggetti lontani ci appaiono più piccoli, mentre quelli più vicini più grandi. Questo effetto si può osservare se si affiancano due figure di uguale forma ma di dimensioni diverse: quella più grande sembra più vicina di quella più piccola.

Se osservi le rotaie del treno, anche se sai che sono parallele tra loro, ti sembra che si uniscano in un punto lungo la linea dell’orizzonte.

Grazie a queste due osservazioni, intorno al Quattrocento fu inventata la prospettiva, una tecnica che consente di rappresentare su una superficie piana, come un foglio o una tela, la profondità degli spazi così come la percepiamo con la vista. Gli elementi principali sono la linea d’orizzonte e il punto di fuga. Tutte le linee di profondità, che nella realtà sono parallele, convergono nel punto di fuga sulla linea di orizzonte.

Punto di fuga

Linee di profondità

◆ Osserva l’affresco Ultima cena di Leonardo da Vinci, 1495-1497, Refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie, Milano. Cerca la linea di orizzonte. Quale sarà il punto di fuga dell’opera? Disegnala.

Punto di fuga
Linea di orizzonte
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VIDEO

LA SIMMETRIA

Una figura si dice simmetrica quando è possibile suddividerla in parti uguali rispetto a un asse (simmetria speculare) A o rispetto a un punto (simmetria radiale) B Si trovano molti esempi di simmetria in natura: sono simmetriche le ali di una farfalla, oppure gli spicchi di un’arancia.

Una composizione simmetrica fornisce una sensazione di ordine ed equilibrio: come nei bassorilievi romanici, nelle facciate delle chiese e delle cattedrali, negli affreschi e nei mosaici.

Il rosone della Cattedrale di Orvieto in Umbria, è un esempio di simmetria radiale.

L’arte araba è ricca di esempi di decorazioni geometriche e floreali con motivi simmetrici.

Porte dorate, dettagli intricati e piastrelle decorate del Palazzo Reale di Fez, Marocco.

LABORATORIO

1 Su un foglio di cartoncino traccia con una matita le diagonali e gli assi di simmetria. Unisci i vertici degli assi di simmetria e forma un rombo.

Dettaglio di mosaici nel Palazzo dell’Alhambra, Granada, Spagna.

Realizza un disegno simmetrico

2 Colora tutti i campi usando la stessa tonalità per i lati opposti. Avrai ottenuto il tuo disegno simmetrico.

IL RITMO

Un’opera artistica ha ritmo quando alcuni elementi si ripetono con regolarità.

Il ritmo può essere dato da forme e colori oppure da elementi architettonici come finestre, volte, colonne.

Il ritmo è presente nelle opere artistiche che appartengono a tempi e culture diverse.

di un antico mosaico romano, dove elementi geometrici e figure si alternano.

Theo Van Doesburg, Composizione XI, 1918.
La Torre di Pisa, in Toscana.
Dettaglio

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◆ Osserva la vetrata dipinta e descrivila rispondendo alle domande.

• È stata utilizzata la simmetria?

• Come sono i colori?

• Come sono disposti?

• Puoi individuare un ritmo nei personaggi?

Dettaglio dell’Incoronazione della Vergine, Duccio di Buoninsegna, vetrata del Duomo di Siena, 1287, in Toscana.

LABORATORIO

Crea un’opera ritmica

1 Prendi delle cannucce di colori diversi, tagliale con altezze diverse.

2 Poi uniscile con della colla e attaccale su un foglio di cartoncino, come nell’immagine. Disponile in modo da creare un ritmo.

IL MOVIMENTO

Fin dall’antichità, gli artisti hanno cercato di rendere visibile nelle loro opere il movimento. Per farlo, hanno cominciato a studiare la posizione dei personaggi rappresentati e i movimenti delle loro vesti.

Gian Lorenzo Bernini, David, 1623-1624, scultura in marmo bianco, Galleria Borghese, Roma.

Nel tempo i pittori hanno iniziato a rappresentare anche i movimenti della natura, come il vento tra gli alberi o le onde del mare.

Giovanni Fattori, La libecciata, 1880-1885.

Un gruppo di artisti, i Futuristi (dell’inizio del XX secolo), concentrarono il loro lavoro nello studio del movimento per rappresentarlo nelle loro opere.

Umberto Boccioni, La città che sale, 1910-11.

LABORATORIO Dai movimento

1 Prendi spunto dall’immagine e traccia delle linee ondulate su un foglio di cartoncino. Usa colori diversi.

◆ Leggi le definizioni e completa lo schema con le parole della grammatica dell’arte. Se sei in difficoltà aiutati con le illustrazioni in pagina.

Orizzontali

1 Lo sono le arti come il disegno, la pittura, la scultura.

3 Lo sono i colori giallo, rosso e blu.

5 Tecnica che permette di rappresentare la profondità dello spazio.

7 È il colore che assorbe tutti i raggi della luce e non riflette nessun colore.

10 Ci permette di vedere forme e colori.

Verticali

2 Lo è una figura quando è possibile suddividerla in parti perfettamente uguali.

4 Si ha quando alcuni elementi si ripetono con regolarità.

5 È il primo segno, da cui derivano tutti gli altri.

6 È il colore che riflette tutti i raggi della luce.

8 Si crea quando una luce colpisce un oggetto.

9 È un colore primario.

Il cruciverba dell’arte

LA SCELTA DEI MATERIALI

La scelta dei materiali è il primo passo che un’artista compie per realizzare un’opera d’arte. Su quale superficie voglio dipingere? Quali tipi di colore posso utilizzare? A seconda poi del materiale scelto, l’artista utilizza le tecniche più adatte per quel materiale.

LABORATORIO

1 Disegna su un foglio bianco con una matita nera qualcosa di molto semplice: per esempio un oggetto, una casa, una persona, un animale, un albero.

2 Procurati fogli di diverso tipo: possono essere lisci, ruvidi, leggeri, più spessi, cartoncini, sacchetti di carta stropicciati. Poi prepara davanti a te matite, pastelli a cera, pennarelli, acquerelli, tempere. Adesso ridisegna la tua figura usando materiali diversi: matita su foglio liscio, pennarello su foglio ruvido, acquerello su cartoncino e così via.

3 Alla fine, metti tutte le tue opere d’arte una accanto all’altra e osservale. Come è cambiato il tuo disegno iniziale?

con gli acquerelli

con le matite

con i pennarelli

VIDEO, AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNTÀ

LE MATITE

La matita è una bacchetta di legno che ha al suo interno un bastoncino di grafite, chiamato mina. La grafite è un minerale che ha la capacità di lasciare un segno. Le matite non sono tutte uguali: alcune hanno la mina più morbida e lasciano un segno più spesso e scuro, altre hanno la mina più dura e lasciano un segno più chiaro e sottile. Le matite con le mine più dure vengono utilizzate per i disegni di precisione. Il tratto della matita nera si può cancellare ed è per questo che spesso è il primo strumento che si usa per lo schizzo e il progetto di un disegno, anche se poi questo verrà realizzato con altri strumenti.

Tratti diversi

Oltre che dal tipo di mina utilizzata, i tratti che una matita può lasciare dipendono anche dalla pressione esercitata sul foglio e dall’inclinazione che dai alla matita.

A seconda di come muovi la matita sul foglio e di come incroci i tratti, puoi ottenere diversi effetti. Osserva.

I colori delle matite colorate non si possono mescolare, ma se si incrociano i tratti e si sovrappone così un colore all’altro, si ottengono nuovi colori.

Molti pittori utilizzano la matita per creare tante sfumature di grigio.

Le zone più chiare sono ottenute con una pressione della matita più leggera, quelle più scure con una maggiore pressione oppure con una sovrapposizione di più tratti.

LABORATORIO

L’ombreggiatura

Anche con una semplice matita è possibile rappresentare un oggetto con le sue luci e le sue ombre e ottenere così un effetto di spessore. Per farlo si usa la tecnica dell’ombreggiatura: tratteggiare in modo più fitto le parti di un oggetto che sono in ombra

1 Disegna su un foglio il contorno di una mela

2 Immagina che ci sia una luce che proviene dall’alto e immagina le ombre che potrebbero crearsi. Quindi con la matita, disegna le ombre sul tuo frutto Usa il tratteggio che preferisci.

Georges Seurat, The Lighthouse at Honfleur, 1886
Autoritratto dell’artista Dante Gabriel Rossetti, 1860 c.

I PASTELLI

I pastelli lasciano una traccia morbida e pastosa. Quelli a cera sono più duri e hanno un tratto più definito, di solito vengono usati per rifinire i particolari. I pastelli a olio sono più morbidi. Il loro tratto si può sfumare con le dita e i loro colori, se si sovrappongono, si mescolano.

Le opere realizzate con i pastelli sono molto delicate: se vengono toccate possono rovinarsi. Per questo, alla fine del lavoro, gli artisti e le artiste passano sul disegno un fissativo, una sostanza che fissa il colore.

◆ Osserva queste due opere realizzate entrambe con i pastelli. Quali differenze noti? Come sono stati usati i pastelli? Parlatene in classe.

Jean-François Millet, Il boquet di margherite, 1871.
Umberto Boccioni, Donna in giardino, 1910.
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LABORATORIO

Divertiti con il frottage

Il frottage è una tecnica che consiste nello sfregare un pastello su un foglio appoggiato sopra un una superficie che abbia delle parti in rilievo.

1 Procurati dei fogli di carta non troppo spessa e dei pastelli colorati, meglio se a cera.

3 Appoggia il foglio su uno di questi oggetti e inizia a strofinare il pastello del colore che preferisci.

2 Cerca in casa oggetti che abbiano la superficie non liscia, come dei centrini ricamati, una rete da giardino, ma anche delle foglie secche o delle monete.

4 Continuando a strofinare vedrai che sul foglio, in corrispondenza dell’oggetto, comparirà il motivo.

5 Una volta che sei diventato esperto, puoi utilizzare diversi colori e diversi materiali. Poi utilizzando uno stesso foglio e sovrapponendo vari frottage, otterrai dei bellissimi effetti.

I PENNARELLI

I pennarelli sono un filtro imbevuto di colore coperto da una cannuccia di plastica. Non possono essere cancellati, né mescolati; per cambiare tonalità vanno sovrapposti. Per ottenere tonalità più scure si fanno tratteggi più fitti, per dare luce e ottenere tonalità più chiare i tratteggi devono essere più radi.

LABORATORIO Disegna con i pennarelli

1 Con la matita traccia delle linee curve creando delle forme, come gli artisti e le artiste fanno in una composizione astratta: punti cerchi, spirali, linee ondulate.

2 Scegli 2 colori e traccia con i pennarelli delle linee diverse in ogni forma: cerchi, spirali, linee ondulate, anche punti.

1

3 Completa il disegno ripassando i confini delle forme con un pennarello nero.

2

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CON IL PENNELLO

Il pennello è uno strumento che permette di stendere i colori che si trovano in forma liquida o densa, come gli acquerelli e le tempere.

I pennelli possono essere di varie forme e i loro peli possono essere di diverso tipo. Di solito i pennelli tondi vengono usati per tracciare linee e definire i dettagli, i pennelli dalla punta piatta invece vengono usati per pitturare i fondi o le superfici più ampie.

Gli acquerelli

La caretteristica degli acquerelli è che sono molto liquidi e lasciano intravedere la carta sottostante.Questo permette di ottenere colori delicati e realizzare sfumature. Oggi si trovano in dischetti solidi che a contatto con l’acqua rilasciano il colore.

Paul Cézanne, Il viale al Jas de Bouffan, 1868-70. Gli acquerelli vengono spesso usati dagli artisti e dalle artiste quando dipingono i paesaggi perché permettono loro di ottenere le sfumature della luce e dei colori.

LABORATORIO

Realizza sfumature con gli acquerelli

1 Traccia su un foglio da disegno delle righe orizzontali con il righello. Lascia tra ogni riga la stessa distanza, per esempio 2 cm.

2 Scegli un colore e inizia a colorare la prima riga dal basso. Poi colora la seconda riga con lo stesso colore, senza però riprendere il colore ma solo immergendo il pennello nell’acqua. Vai avanti così e vedrai che il colore si sfuma e diventa sempre più chiaro. Arriva a metà del foglio.

3

Scegli un altro colore (Ricordati di pulire bene il pennello con l’acqua). Poi inizia a colorare le righe dall’alto come hai fatto prima, fino ad arrivare al centro del foglio. Così hai realizzato un quadro che ricorda il quadro di un grande artista, Paul Klee. Fai una ricerca con un compagno o una compagna e cerca il nome del quadro. Nei disegni trovi un indizio che può aiutarti.

I colori soffiati

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1 I colori degli acquerelli possono essere soffiati. Procurati un foglio e delle cannucce. Fai gocciolare delle gocce di colore degli acquerelli su un foglio. Con una cannuccia soffia forte e fai muovere il colore sul foglio. Poi osserva quello che hai ottenuto e trasformalo in un’immagine con l’aiuto di matite e pennarelli.

Le tempere

Il termine tempera deriva dal latino temperare che significa mescolare. Le tempere, infatti, si ottengono mescolando i pigmenti colorati con altre sostanze che li rendono densi. Si diluiscono con l’acqua e asciugano velocemente. Gli artisti nel passato si creavano da soli le proprie tempere diluendo i pigmenti colorati con sostanze come l’uovo, il latte, le cere, le resine.

Nell’antichità i dipinti a tempera venivano realizzati su tavole di legno. Le tavole venivano preparate ricoprendole con strati di gesso e colla, su cui poi l’artista dipingeva.

Gentile da Fabriano, Madonna dell’Umiltà, 1420-1422, tempera su tavola.

LABORATORIO

Dipingi con gli oggetti

Per ottenere dei dipinti con le tempere puoi usare tantissimi oggetti: spugne, corde, le ruote di una macchinina. Appoggia l’oggetto scelto su un piatto dove avrai preparato il colore. Poi tampona il foglio con l’oggetto e ridefinisci l’impronta con matite e pennarelli in modo da ottenere l’immagine che ti piace.

I

colori a olio

Anche i colori a olio sono formati da pigmenti colorati, questi però sono sciolti in olio vegetale e bisogna diluirli con olio di lino. Vengono utilizzati dagli artisti e dalle artiste perché con essi si ottengono colori molto brillanti e intensi e si stendono facilmente.

Nell’Ottocento nacque il movimento degli Impressionisti. Le artiste e gli artisti usavano i colori a olio in modo nuovo: i colori non venivano mescolati,ma affiancati con delle pennellate molto brevi ed evidenti. Questa tecnica era usata per le rappresentazione dal vivo all’aperto, perché molto veloce e permetteva di cogliere l’impressione del momento. Da qui, il nome Impressionismo.

Berthe Morisot, Giorno d’estate, 1879.
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IL MOSAICO

Il mosaico consiste nel fissare piccole tessere colorate una accanto all’altra in modo da formare disegni. È una tecnica che richiede molta precisione. È utilizzata per decorare pavimenti, pareti e soffitti.

Per realizzare un mosaico si seguono quattro passaggi:

1 si realizza un disegno su carta;

2 si intagliano le tessere scegliendo i materiali e i colori;

3 si prepara la parete da decorare con uno strato di calce o sabbia e si traferisce il disegno da realizzare;

4 si applicano le tessere.

Il pavimento della Basilica di Santa Maria Assunta ad Aquileia, in Friuli Venezia Giulia è rivestito di mosaici di epoca romana che rappresentano animali, personaggi, figure geometriche.

Diversi materiali

Le tessere dei mosaici possono essere di diversi materiali: marmo, rocce, pietre preziose, terracotta, pasta di vetro colorato, conchiglie. Spesso, per rendere i mosaici brillanti e luminosi, nel passato si utilizzavano anche lamine d’oro.

I mosaici delle pareti della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna sono realizzati con tessere dai colori accesi. Lo sfondo è fatto con tessere rivestite d’oro.

LABORATORIO

Realizza un mosaico

Tagliare pietre e vetri è molto difficile, bisogna essere esperti. Ma potete realizzare anche voi un mosaico con cartoncini di vari colori che potete recuperare da confezioni di pasta, contenitori delle uova... Cercate anche carte argentate o dorate, tipo quelle dei cioccolatini o delle uova di Pasqua.

1 Realizzate un disegno su un grande foglio spesso. Fate attenzione che gli spazi da colorare siano ben definiti e ampi.

2 Scegliete le carte dei colori che vi servono e tagliatele a cubetti. Stendetele bene e incollatele su un cartoncino, in modo da dare loro uno spessore.

3 Poi incollate le tessere in modo da realizzare il disegno fatto.

Il Trencadís

A Barcellona, in Spagna, edifici e mura di cinta di Park Güell, progettati da Antoni

Gaudí, sono stati decorati con una particolare tecnica di mosaico: il trencadís.

Consiste nel realizzare mosaici utilizzando ceramiche, vetri e specchi recuperati da pezzi di piastrelle, vasi, stoviglie.

un' IDEA da leggere

E se una tesserina di un mosaico si perdesse? Sfoglia e leggi l’albo illustrato Pezzettino, di Leo Lionni, Babalibri. Una piccola tessera è convinta di essere un pezzetto di qualcosa. Così si mette alla ricerca.

Per fare il Parco Güell, Gaudì si ispirò alla natura e ai suoi elementi: animali, piante o montagne. Tutto nel parco vuole ricordare la fiaba: scale a forma di grotte, colonne come alberi, panchine curve come onde nel mare, case con tetti a forma di caramelle, un drago come guardiano del parco.

Il mosaico

Una prima forma di mosaico fu il litostrato. Consisteva nel ricoprire i pavimenti con ciottoli di diversi colori. Aveva uno scopo pratico: rendere più resistenti e meno polverosi i pavimenti delle case.

La tecnica del mosaico vero e proprio, probabilmente nasce in Mesopotamia verso il 3000 a.C.Veniva utilizzata per decorare piatti e vasi di uso comune.

Lo Stendardo di Ur, dei Sumeri, è il primo esempio di mosaico. Su pannelli di legno sono fissate delle pietre di lapislazzuli per fare il fondo blu. Le figure sono intagliate in materiali diversi come conchiglie e pietre dure.

Presso i Greci e i Romani

I Greci e i Romani realizzavano immagini molto definite e dettagliate, al punto che gli oggetti rappresentati sembrano veri.

Un esempio di mosaici molto realistici sono gli asàrotos òikos, ossia i pavimenti non spazzati: sono avanzi di cibo, come lische di pesce, ossi di pollo, avanzi di frutta. Probabilmente il padrone di casa voleva dimostrare che era ricco, cioè che c’era abbondanza di cibo.

arte nella storia

Presso i Romani Gli antichi Romani rivestivano i pavimenti delle domus più lussuose con mosaici. I mosaici venivano usati anche nelle terme perché erano l’unica decorazione capace di resistere all’umidità e ai vapori.

Frammento di mosaico delle Terme di Caracalla, a Roma, 212-216 d.C.

I Bizantini I mosaici raggiunsero il massimo splendore con i Bizantini. A Ravenna, in Emilia-Romagna, sono conservati gli esempi più belli.

Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, in Emilia Romagna, V sec. d.C.

IL GRAFFITO E L’INCISIONE

I primi esseri umani vivevano nelle caverne, e i primi segni che hanno lasciato furono incisi sulle pareti di pietra. È la tecnica del graffito, la più antica tecnica artistica che consiste nell’incidere una superficie per realizzare dei disegni.

Una variante dell’incisione utilizzata nella decorazione di pareti è lo sgraffio che consiste nel mettere su una parete più strati di intonaco di colori differenti e poi disegnare grattando via lo strato più esterno.

LABORATORIO

Il grattage

Una decorazione realizzata con la tecnica dello sgraffio.

Alcuni artisti utilizzarono la tecnica del grattage, cioè grattavano con vari strumenti la pittura ancora fresca stesa sulla tela o altro materiale. Se sei curioso o curiosa cerca il quadro Il surrealista psicoanalitico di Max Ernst.

1 Con pastelli a cera di vari colori, colora un cartoncino nero e sfuma i colori con le dita.

2 Poi con uno stuzzicadenti o un bastoncino appuntito, incidi la superficie colorata e realizza il tuo disegno.

STORIA ARTE

Dagli anni 1970, con il termine graffiti metropolitani si indicano opere pittoriche realizzate con vernici spray sui muri delle città e negli spazi pubblici. Il Graffitismo nasce a NewYork, in USA, come movimento di protesta e spesso gli autori sono anonimi. Alcuni artisti sono diventati celebri, come Keith Haring (1958-1990) e Jean Michel Basquiat (1960-1988). Li conosci?

Tuttomondo, è un grande disegno realizzato da Keith Haring, sul muro esterno del convento di Sant’Antonio Abate, a Pisa. Misura circa 180 m2. L’artista americano fece quest’opera in Italia per lasciare un messaggio visibile e gratuito a tutti.

LE SCULTURE

Modellare

Modellare significa dare forma a qualcosa. È la prima tecnica che impari: prima ancora di saper tenere in mano una matita, riesci a modellare pasta di sale o altre paste.

Scolpire

Scolpire significa togliere materiale da un blocco di marmo o legno. Per scolpire si utilizzano degli strumenti chiamati scalpelli

Entra nell’arte

◆ In Italia ogni città e paese ha molte piazze con statue. Molte di queste sono dedicate a personaggi storici (re, papi, politici, artisti, scienziati) altre sono opere decorative (fontane con sculture, statue allegoriche, leoni, colonne, ecc). Firenze ha oltre 40 statue solo in piazza della Signoria e degli Uffizi. Cerca nel luogo dove vivi la statua di una piazza e fai una ricerca su di essa.

Dante Alighieri, scolpito da Enrico Pazzi nel 1865, in piazza Santa Croce, a Firenze in Toscana.

Fondere

Molte statue in bronzo sono state realizzate con la tecnica della fusione a cera. L’artista realizza una scultura in argilla e la ricopre con uno spesso strato di cera. Lo strato di cera a sua volta viene ricoperto da uno strato di creta, lasciando dei buchi, e la si lascia seccare. Il bronzo fuso viene colato dall’alto tra la scultura di argilla e la creta. Mentre scende, il bronzo scioglie la cera, che esce dai buchi e occupa lo spazio. Una volta raffreddato, viene tolto lo strato di creta e di argilla. Rimane solo la scultura in bronzo.

statue in bronzo di epoca greca, fatte con la tecnica della cera fusa. Nella fotografia il restauro di una di esse al Museo nazionale della Magna Grecia in Calabria.

Emanuele Giannelli, Mr. Arbitrium, installata sul muro esterno della Lviv Opera House in Ucraina nel 2023. Oggi molti artisti realizzano statue monumentali, questa è alta 5, 60 m circa. L’artista per realizzare l’opera ha prima creato un piccolo modello in argilla, poi lo ha ingrandito con il computer e costruito in resina speciale; gli ha messo dentro una struttura di metallo per farlo stare in piedi e lo ha rifinito levigandolo a mano come se fosse marmo. Infine la statua è stata installata con una gru all’aperto.

I Bronzi di Riace, due

Assemblare

Negli anni più recenti si è diffuso un tipo di scultura che consiste nell’assemblare, cioè nel mettere insieme, più oggetti. Spesso i materiali utilizzati sono di uso comune. Non si seguono delle regole particolari: quello che si vuole ottenere è un effetto su chi osserva la scultura.

LABORATORIO I mobiles

I mobiles sono sculture leggere capici di muoversi con gli spostamenti dell’aria.

1 Prendi 2 fili di plastica o di ferro sottili. Modellali con le mani per ottenere il corpo di un pesce e la sua coda.

2 Procurati delle bottiglie di plastica colorate e tagliale a pezzettini. In ogni pezzetto fai un foro.

3 Prendi un altro filo di plastica e fallo passare nel foro di un pezzetto. Fai così per i pezzetti che vuoi.

4 Fissa ai bordi del pesce i fili con i pezzetti. Hai ottenuto un mobile che puoi appendere in classe.

LA REALTÀ NELL’ARTE

Fin dall’antichità gli esseri umani hanno sentito la necessità di rappresentare la realtà che li circonda. Dalle scene di caccia delle grotte preistoriche ai dipinti astratti contemporanei, gli artisti e le artiste osservano ciò che li circonda e lo trasformano in arte.

Raccontare i paesaggi

In origine, nei dipinti, il paesaggio faceva solo da sfondo e gli elementi naturali non erano mai i veri protagonisti. Poi, dal 1700 circa, il paesaggio comincia a essere l’unico soggetto. A seconda della tecnica utilizzata e dell’epoca in cui sono stati realizzati, i paesaggi dei dipinti cambiano molto. L’artista può rappresentare con precisione quello che vede, oppure può comunicare stati d’animo differenti: pace o inquietudine. Alcuni di questi dipinti sono importanti documenti storici, perché ci mostrano come apparivano paesaggi e città nel passato.

Canaletto, Piazza San Marco, 1723 c.

◆ Osserva il dipinto di Van Gogh: quali sensazioni secondo te voleva esprimere l’artista?

calore freddo pace inquietudine

◆ A te quali sensazioni suscita? Confrontati in classe.

Vincent Van Gogh, Campo di grano con cipresso, 1889.

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LABORATORIO

Paesaggi realistici e fantastici

Quando guardiamo un paesaggio dipinto possiamo viaggiare con la mente. Possiamo immaginare di essere in un bosco incantato o su una collina tranquilla. L’arte ci aiuta a sognare e a vedere il mondo in modo diverso!

Osserva il dipinto di Paul Cézanne e quello di Benedetta Marinetti. Uno è realistico, l'altro più fantastico. Che cosa vuol dire secondo te? Scegli uno dei due e scrivi una breve storia che abbia come sfondo il paesaggio del dipinto.

Paul Cézanne, Monte SainteVictoire con grande pino, 1887.

Benedetta Cappa Marinetti, Aeropittura di un incontro con l’isola, 1939.

Raccontare gli animali

Gli animali sono stati forse il primo soggetto a essere rappresentato dagli esseri umani.

Nelle grotte preistoriche di Chauvet, in Francia, sono stati scoperti dei dipinti di epoca paleolitica che mostrano come i primi esseri umani si sforzavano di rappresentare gli animali che vedevano intorno a loro.

Spesso l’animale ha un significato simbolico o religioso.Presso gli antichi Egizi, il una divinità. A lui furono dedicate statuette in bronzo come questa, conservata al Museo Egizi di i .

In altri casi l’animale è affiancato a un personaggio per rappresentare delle caratteristiche del protagonista. Per esempio, nel dipinto qui a destra di Leonardo da Vinci, l’ermellino simboleggia la delicatezza e la purezza della dama.

Leonardo da Vinci, La dama con l’ermellino. Ritratto di Cecilia Gallerani, 1488-1490.

Uno degli animali più presenti nelle opere d’arte nel corso dei secoli è forse il cavallo. Nelle nostre città sono numerosi i monumenti equestri: statue dove il protagonista è scolpito mentre è in sella a un cavallo.

Monumento equestre di Marco Aurelio, 176-180 c. d.C., conservato nei Musei Capitolini a Roma.

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◆ Gli artisti hanno spesso rappresentato gli animali domestici presenti nelle loro case. Paul Klee era un amante dei gatti e il suo dipinto Il gatto e l’uccellino (1928) ne è un esempio. Che cosa vedi sulla fronte del gatto? Perché, secondo te, l’artista lo ha disegnato in quella posizione? Confrontatevi in classe.

LABORATORIO

Per disegnare gli animali, ti può essere d’aiuto partire da delle figure geometriche e poi via via arricchire il disegno. Segui i passaggi e disegna anche tu.

Disegna un gatto

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Il ritratto

Prima dell’invenzione della fotografia, i dipinti erano l’unico modo per avere un’immagine delle persone che rimanesse nel tempo. Pittori e pittrici erano pagati da ricche famiglie per realizzare i loro ritratti. Le posizioni dei personaggi erano spesso rigide, perché chi veniva ritratto doveva stare fermo mentre l’artista dipingeva.

Élisabeth Louise Vigée Le Brun, Maria Antonietta con un libro, 1788.

Soprattutto dopo la scoperta della fotografia, gli artisti non hanno avuto più l’esigenza di realizzare opere realistiche. Alcuni ritratti sono molto realistici, altri invece vogliono rappresentare più l’idea della persona.

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne con cappello, 1918.

Kutlug Ataman, Ritratto di Sakip Sabanci, 2015, Biennale di Venezia. Gli schermi che vedi sono un omaggio a Sakip Sabanci, che ha contribuito alla cultura, alla sanità e all’educazione nel suo Paese, la Turchia. L’artista, in questi video, ha raccolto i ritratti di tutti coloro che nella loro vita sono entrati in contatto con Sabanci, creandone un ritratto davvero speciale.

L’autoritratto

L’autoritratto è quando un artista dipinge se stesso. Moltissimi artisti hanno realizzato autoritratti: alcuni si sono rappresentati in modo fedele e realistico, altri, invece, hanno scelto di inserire nell’opera simboli o di rappresentarsi in modo originale.

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◆ Secondo te un selfie può essere considerato un autoritratto artistico? Confrontati in classe.

Realizza un ritratto

Il volto è sicuramente la parte del corpo più espressiva che abbiamo. A seconda di come disegniamo gli occhi, la bocca e le sopracciglia, l’espressione del volto cambia.

1 Per disegnare un volto la prima cosa che devi fare è disegnare un ovale e tracciare con una matita una croce come nell’esempio. Disegna il naso sulla linea centrale e le orecchie ai lati.

2 Adesso sperimenta le varie espressioni che puoi ottenere inserendo i seguenti elementi. Gli occhi di solito sono circa a metà del nostro volto, quindi sulla linea orizzontale.

S l a

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3 Completa il tuo disegno con i capelli, ripassa tutto con i colori e cancella le linee guida.

O
B

Il corpo umano

Le prime immagini di persone si trovano nelle incisioni rupestri del Paleolitico. Sono immagini molto semplici: spesso gli esseri umani erano rappresentati solo da poche linee. Con il tempo e con le prime civiltà gli esseri umani cominciarono a essere rappresentati in modo più dettagliato. Ma erano immagini ancora molto semplici e le figure risultavano rigide e senza espressione.

Bassorilievo ittita, II millennio a.C.

Furono gli artisti greci e romani a cominciare a realizzare statue di persone molto dettagliate e realistiche. I Greci, soprattutto, realizzarono statue che mostravano non solo la bellezza del corpo umano ma anche le emozioni. Le statue erano spesso di dei ed eroi, e sembravano quasi vive.

Il Discobolo di Mirone, 455 a.C.

Durante il medioevo l’arte si concentrò di più su temi religiosi. Le persone erano rappresentate in modo più semplice e meno realistico, spesso in icone o affreschi nelle chiese.

Giotto, San Francesco predica agli uccelli, Storie di San Francesco, 1292-1296, Basilica Superiore di Assisi, in Umbria.

Successivamente, artisti come Michelangelo e Leonardo da Vinci studiarono la natura e l’anatomia, creando opere famose.

arte nella storia

Michelangelo Buonarrotti, Pietà, 1497-1499, Basilica di San Pietro in Città del Vaticano.

In seguito l’arte continuò a evolversi. Gli artisti moderni e contemporanei utilizzano stili diversi per rappresentare gli esseri umani.

Umberto Boccioni, Ritratto di signora, 1911.

Leonardo da Vinci, L’uomo Vitruviano, 1490 c.

ESPLORA L'IMMAGINE

Raccontare gli oggetti

Quando un’opera rappresenta oggetti inanimati, si chiama natura morta (frutta, piante, fiori, ma anche oggetti come bottiglie, tazze, strumenti musicali).

Caravaggio fu il primo a realizzare dipinti che avevano come soggetto degli oggetti. La sua prima natura morta fu un cesto di frutta.

In principio gli artisti cercavano di rappresentare gli oggetti nel modo più realistico possibile. Con il tempo cominciarono a rappresentarli in modo sempre più stilizzato fino ad arrivare a scomporre le forme e i colori.

Lo scopo era quello di interpretare le sensazioni che gli oggetti suscitavano in loro.

Juan Gris, Bicchiere e bottiglia, 1919.

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Canestra di frutta, 1597-1600 c.

Entra nell’arte

◆ Alcuni artisti contemporanei utilizzano gli oggetti di uso quotidiano per far riflettere. Che cosa ne pensi dell’opera di Cattelan? Secondo te che cosa ha voluto dire? Fai una ricerca con un compagno o una compagna e poi confrontatevi in classe.

LABORATORIO

Copia la realtà

1 Scegli un oggetto. Disponilo davanti a te e osservalo bene.

2 Poi disegnalo con una matita nera su un foglio. Non importa se il tuo disegno non è esattamente come l’originale.

3 Poi coloralo, rimani fedele ai colori reali che vedi oppure utilizza quelli che nel momento in cui dipingi ti sembra mostrino meglio le tue sensazioni. Usa la tecnica che preferisci: acquerelli, matite, pastelli.

Comedian, di Maurizio Cattelan, 2019. La banana, esibita all’Art Basel Miami Beach, negli Stati Uniti, era una vera banana attaccata al muro con un nastro adesivo grigio.

Non sempre le opere d’arte rappresentano la realtà. Anzi, le opere d’arte astratta hanno il solo scopo di comporre colori, linee, macchie, ma anche tagli, buchi, per esprimere degli stati d’animo, delle sensazioni.

Questo dipinto di Vassily Kandinsky, Primo acquerello astratto, 1910, è considerato la prima opera astratta. Il pittore diceva: “Io non dipinsi la realtà, ma realizzai composizioni di forme e colori per rappresentare suoni ed emozioni.”

MUSICA

L'arte nella musica

Osserva l’opera di Kandinsky; mantiene alcuni elementi legati alla realtà, ma si dissolve nel colore. L’artista l’ha dipinta ispirato da un concerto di un musicista.

Vassily Kandinsky, Impressione III concerto, 1911. Il pittore diceva: “Come la pittura, la musica deve essere immateriale, intangibile, emozionare gli spettatori.”

◆ Completa la descrizione inserendo le parole corrette. colore • lago • il pianoforte a coda • paesaggio • folla di spettatori colorati • giallo • albero

Nel dipinto vediamo: e la ed entusiasti, un in lontananza con un e un ; tutto si scompone in , prevale il per rappresentare la musica piena di energia.

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La musica dentro e fuori di te

Chiudi gli occhi e pensa a un brano musicale: è una canzone che canticchi tutti i giorni? Ti suscita emozioni positive o ti inquieta?

La musica è in grado di trasmettere emozioni e raccontare storie. Sin dall'antichità gli esseri umani si sono serviti della musica per comunicare, propiziarsi la natura e gli dei, divertirsi o riflettere.

Ci sono brani in grado di renderci allegri ed energici e altri di farci sprofondare nella malinconia, possiamo ascoltare una canzone e rimanere indifferenti, oppure essere catapultati in un ricordo... insomma la musica è vera e propria magia.

Entra nella musica

◆ Pensa al tuo carattere, a come ti comporti con chi ti è vicino, guardati allo specchio: osserva il tuo sguardo e i tuoi colori; pensa a quale musica ti rappresenta.

• È triste o allegra?

• È lenta o veloce?

• È leggera o pesante?

• È opaca o trasparente?

• È alta o bassa

• Se avesse un colore, quale colore sceglieresti?

La colonna sonora della mia giornata

Al mattino, quando mi alzo e vado a scuola, mi accompagnano i rumori di e di . Di solito mi sento così e la musica più adatta è

A scuola i rumori che sento sono per cui la musica ideale sarebbe . Quando torno a casa sento e la musica dei miei pomeriggi è . Andare a dormire è per me un momento , sento i rumori di e di

La colonna sonora per il mio sonno è quindi .

Il paesaggio sonoro

I suoni e i rumori fanno parte della nostra vita, possono rilassare o infastidire, possono annunciare qualcosa di bello o avvisarci di un pericolo, per questo è importante percepire con consapevolezza il paesaggio sonoro, cioè l'insieme di suoni che appartengono all'ambiente in cui ci troviamo.

Il suono e il rumore

Il suono è un fenomeno fisico che si crea quando un oggetto vibra e muove l’aria attorno, questo movimento raggiunge le nostre orecchie che lo percepiscono; quando ha una struttura organizzata lo avvertiamo come piacevole. Il rumore, invece, nasce da un insieme disorganizzato e caotico di suoni; per questo, spesso, lo associamo a qualcosa di spiacevole.

Nel 1948 il compositore Pierre Shaeffer registrò 5 studi di rumori, in cui raccoglieva i rumori più differenti: l’arrivo del treno in stazione, oggetti percossi, corde pizzicate. Definì queste registrazioni Musica Concreta, una musica nata dai suoni e dai rumori quotidiani.

◆ Descrivi il paesaggio sonoro in cui passi la maggior parte del tuo tempo: indica tutti i suoni e i rumori che senti, specificando quelli gradevoli e sgradevoli; pensa se puoi modificare questi ultimi per migliorare il tuo paesaggio sonoro.

◆ Confronta la tua tabella con quella dei tuoi compagni e delle tue compagne. Ci sono dei rumori o suoni che avete messo in colonne diverse? Che cosa significa secondo te?

Suoni piacevoli Suoni spiacevoli
Suoni chiassosi Suoni delicati
Entra nella musica

musica nella storia

Le origini della musica

I primi strumenti furono probabilmente la voce e il corpo, ma ben presto si utilizzarono oggetti per produrre suoni. Nei siti archeologici di Paleolitico e Neolitico sono stati trovati strumenti musicali fatti con ossa, pietre, legni, semi, e successivamente conchiglie e corni.

La Venere di Laussel è un bassorilievo alto 46 cm., scolpito nella roccia circa 25000 anni fa; rappresenta una donna con in mano un corno.

LABORATORIO

Una sonagliera da polso

Costruisci una sonagliera ispirata a quelle usate nella preistoria. Ti serviranno oggetti (naturali o no) che producano un suono e che siano bucati: anelli, portachiavi, bottoni, piccoli campanelli, foglie secche, gusci di pistacchio, baccelli secchi e quant’altro ti venga in mente.

1 Per la sonagliera da mettere al polso o alla caviglia utilizza un bracciale di stoffa, un elastico per capelli, un nastro o una stringa morbida e a questo lega alcuni fili doppi lunghi 10 cm.; a ogni capo dei fili lega un oggetto.

Scena di musicisti dalle pareti della tomba di Benia, Luxor, Egitto.

Altezza, durata, intensità, timbro

Ascolta la tua classe durante l’intervallo: sentirai voci squillanti e altre sussurrate, voci basse e acute, voci continue e altre che si interrompono; queste sono le differenti qualità del suono. Quando senti suoni acuti (alti) o gravi (bassi), stai percependo l’altezza. Quando senti un suono che dura a lungo o che si interrompe, stai ascoltando la durata. Quando senti un suono forte o debole, ne percepisci l’intensità. Infine la qualità di un suono che ha la stessa durata, altezza e intensità è invece il timbro. Ogni strumento musicale ha il suo timbro.

4,33 è il nome di una composizione di John Cage, scritto nel 1952, dove per quattro minuti e 33 secondi gli strumenti rimangono immobili per far sì che il “concerto” sia fatto da tutti i suoni e rumori che si manifestano in quel tempo e luogo.

Il suono del silenzio

Chiudi gli occhi e resta immobile, cosa senti? Probabilmente, se sei in classe, sentirai il brusio delle altre alunne e degli altri alunni, forse anche il rumore delle automobili in strada, se invece ti trovi in un posto isolato puoi percepire il silenzio. Per silenzio si intende l'assenza di rumore o suoni; il silenzio può aiutare a concentrarsi, a rilassarsi ad ascoltare meglio il proprio stato d'animo e i propri pensieri, ma, a volte può inquietare o spaventare.

◆ Cosa è il silenzio per te? Ti fa sentire a tuo agio oppure ti disturba? Vorresti più o meno silenzio nella tua vita? Scrivi un diario del silenzio della tua giornata:

• il silenzio al mattino è: mi fa stare

• il silenzio a scuola è: mi fa sentire

• il silenzio nel pomeriggio è: mi fa sentire

• il silenzio di notte è: mi fa stare

Entra nella musica

Gli strumenti musicali

Gli strumenti musicali sono classificati a seconda di come producono il suono.

La voce: è il primo strumento musicale; l’aria inviata dai polmoni, passa attraverso la laringe, fa vibrare le corde vocali e esce dalla bocca. La parte superiore del corpo fa da cassa di risonanza.

Gli strumenti a fiato: hanno un’imboccatura nella quale si soffia, una canna in cui l’aria vibra e infine una campana per l’uscita della vibrazione

Entra nella musica

◆ Insieme a un compagno o a una compagna cerca il nome di ogni strumento di questa doppia pagina.

Gli strumenti a corde: hanno corde che, vibrando, generano il suono che poi viene amplificato dal corpo dello strumento Tra questi gli archi: le corde sono sfregate da un architetto.

Gli strumenti a percussione: generano il suono se percossi da un altro oggetto, dalla mano o battuti tra di loro.

◆ Osserva l’immagine che rappresenta la composizione di un’orchestra. Numera le caselle degli strumenti con i numeri dati.

1 archi 2 fiati 3 percussioni

LABORATORIO Un’orchestra in casa

Hai mai pensato che puoi creare un’orchestra in casa pizzicando, soffiando, percuotendo o scuotendo gli oggetti che hai intorno a te? Sperimenta quello che trovi, ispirandoti agli esempi.

La voce Strumenti a fiatoStrumenti a cordeStrumenti a percussione

Far uscire l’aria dalla bocca chiudendo e aprendo le labbra.

Soffiare in una bottiglia vuota.

Pizzicare gli elastici tesi sopra a una pentola.

Colpire con una matita ricoperta da un elastico, un coperchio appeso ad uno spago.

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La voce e il canto

Chiudi gli occhi e pensa a quando avevi pochi anni: ti torna in mente una ninnananna o una filastrocca che ti cantavano i genitori, i nonni o gli zii? La sai intonare? Che emozione provi nel ricordarla? La voce è il nostro primo strumento, quello che tutti, grandi o piccini, possono usare. Cantiamo inni, filastrocche, canzoni per sostenere la nostra squadra o per tenerci compagnia quando camminiamo in montagna; nella storia dell’umanità si sono tramandate canzoni per accompagnare i lavori di fatica, celebrare culti, raccontare leggende. La voce permette di associare le parole alla musica, il canto può essere eseguito da soli, in coro e accompagnato da uno o più strumenti.

Voci maschili

bassi (quelle più profonde)

Voci femminili

contralti (le più basse)

baritoni (quelle un po’ meno gravi) mezzosoprani (un po’ più alte)

tenori (quelle più alte)

LABORATORIO

soprani (le più acute)

tu, che voce hai?

Prima di cantare, leggere ad alta voce o recitare, puoi riscaldare la voce con questi esercizi.

1 Fai vibrare le labbra: pronuncia le lettere brrrrrr per alcuni secondi.

3 Emetti il suono mmmmmmm.

2 Rilassa i muscoli della lingua emettendo il suono rrrrrrr, come se facessi le fusa

4 Ora prova a far lavorare i risuonatori nel tuo corpo: posa una mano sul petto e emetti il suono aaaaa cercando di sentir vibrare; fai la stessa cosa mettendo una mano sulla gola: per sentire la vibrazione la voce dovrà diventare più acuta; posala infine all’attaccatura tra naso e fronte, qui dovrai alzare ancora di più la voce e pronunciare il suono nnnnnnnnn per sentire leggere vibrazioni.

Scrivere la musica

La musica ha avuto bisogno, sin dall’antichità, di essere scritta, cioè della notazione musicale. Per fare questo si utilizza il pentagramma. Il pentagramma è formato da 5 linee orizzontali parallele e dai 4 spazi tra esse. Sul pentagramma vengono scritte le note. Le note sono sette (Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si) e si scrivono sulle linee e negli spazi del pentagramma.

Do Re Mi Fa Sol La Si Do Re Mi Fa Sol La

◆ Leggi le note sul pentagramma di Fra Martino. Lavora in coppia.

Fra Mar - ti - no cam - pa - na - ro dor - mi - tu dor - mi - tu

suo- na le cam-pa - ne suo-na le cam-pa - ne din - don-dan din - don-dan

La musica è fatta di suoni lunghi, suoni brevi e pause, e segue sempre un tempo che è indicato all'inizio del pentagramma: 2 4 , 3 4 , 4 4 .

Per capire se il suono di una nota è breve o lungo, cioè la durata, segna il tempo battendo le mani sul banco. Un battito è ogni volta che batti la mano.

◆ Le note vuote senza gamba durano, (semibreve) 4 battiti

◆ Le note vuote con la gamba (minima) durano 2 battiti.

◆ Le note piene con le gambe (semiminima) durano un battito.

◆ Le note piene con la gamba e un baffo (croma) durano mezzo battito.

Entra nella musica

Melodia e armonia

Ascolta i primi minuti della Toccata e fuga in re minore di J.S. Bach per organo e prova a canticchiarne il motivo. Probabilmente ti risulterà molto semplice riprodurre la prima sequenza di note che si susseguono: questa è la melodia, una successione di suoni lineare. Le note che la accompagnano, invece, più difficili da distinguere, spesso suonate contemporaneamente (accordi), costituiscono l’armonia.

Il musicista Johann Sebastian Bach, nato a Eisenach nel 1685, compose molte opere di contrappunto per organo e clavicembalo: combinazione di più melodie autonome che si intrecciano con l’armonia. Per questo sono molto difficili da suonare.

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Disegna la melodia e l'armonia

Per comprendere meglio la differenza tra melodia e armonia, prova a rappresentarle con colori e segni. Ti serviranno pastelli, acquerelli, pennelli e un cartoncino per acquerelli.

1 Ascolta la Toccata e fuga in re minore per 1,30 minuti, scegli i colori dei pastelli a olio e disegna le linee che rappresentano i suoni che percepisci; cambia colore, forma e direzione a seconda che siano più acuti o gravi, lenti o veloci; fai in modo che le linee occupino tutto lo spazio del foglio.

2 Riascolta il brano, scegli i colori ad acquerello più adatti, diluiscili molto e colora il foglio lasciando che gli acquerelli si mescolino proprio come fanno le note; l’acqua scivolerà intorno al segno del pastello lasciandolo ben evidente.

Suonare da soli, suonare in gruppo

Quando più strumenti suonano insieme si ha una formazione musicale: gli strumenti dialogano tra di loro e la musica è più ricca e articolata. Anche la voce può cantare da sola oppure accompagnata da uno strumento o da altre voci; in base alla formazione degli strumenti che la compongono, la musica assume nomi diversi:

Lied, canzone o varietà: quando la musica vocale è accompagnata da uno strumento.

Opera o commedia musicale: quando la voce è accompagnata dall’orchestra.

Coro: quando più voci cantano insieme.

Musica da camera: formazione di due o più strumenti musicali che dialogano tra loro.

Big band: formazione di strumenti a fiato, pianoforte, chitarra, basso e batteria per dar vita alla musica jazz.

Orchestra: formazione che va da 10-20 musicisti (orchestra da camera) a 100-200 musicisti (orchestra sinfonica). Nell’orchestra sono presenti gli archi, gli strumenti a fiato, quelli a percussione e altri come l’arpa, il sassofono, il pianoforte, l’organo o il clavicembalo.

Generi e forme musicali

L’opera è un genere teatrale nato in Italia, in cui la recitazione è accompagnata dalla musica, dal canto e dal balletto. È una storia in musica, suonata da un’orchestra, recitata e cantata da cantanti lirici e talvolta ballerini

Una scena tratta dal musical Grease del 1978

Musical: è di origine statunitense e unisce dialoghi, canto e danza.

Il Blues nasce nel sud degli Stati Uniti, tra fine Ottocento e inizio Novecento. Veniva cantato soprattutto dagli afroamericani nei campi di lavoro e rifletteva emozioni come la tristezza, la speranza e la fatica della vita.

Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Il Jazz si sviluppa poco dopo, a New Orleans, mescolando blues, musica africana, europea e gospel. È una musica più ricca, spesso più allegra o sperimentale. Dal Jazz si sviluppò lo Swing, travolgente e irresistibile sulle cui note si muovevano i ballerini del Lindy Hop, degli anni Venti.

Il Rock, evoluzione del rock 'n' roll, sviluppatosi grazie alle nuove tecniche elettroniche è espressione di una cultura giovane che privilegia la vita comunitaria in opposizione alla famiglia tradizionale.

La musica Pop probabilmente il genere che ascolti di più è fatta di brani orecchiabili, dalla struttura semplice e con una melodia ripetitiva, tanto da non uscire più dalla testa. È una musica nata per piacere a un grande numero di persone; Pop è, infatti, diminutivo di popolare, cioè per tutti.

Entra nella musica

◆ In classe fate un’indagine statistica sulla canzone o genere musicale che preferite.

La danza

La danza è una forma di espressione usata dagli esseri umani sin dai tempi più lontani per manifestare, attraverso il corpo, la gioia o il dolore, la sconfitta o la vittoria; per evocare una divinità, auspicare la pioggia o un buon raccolto, esorcizzare la paura. Con il passare dei secoli la danza si è trasformata e organizzata diventando svago o strumento di narrazione di storie, fino a diventare libera espressione nel Novecento.

La danza sufi è una danza cerimoniale basata su antichi poemi; i danzatori, intermediari tra la terra e il cielo, indossano una veste bianca o colorata e un cappello cilindrico.

Il balletto è uno spettacolo costituito da un’azione scenica che racconta una storia o uno stato d’animo attraverso la danza.

Il kabuki è una forma di teatro giapponese nata nel 1600 che unisce danza, recitazione e canto. I soggetti sono eventi leggendari, storici, militari o episodi di vita contemporanea.

La street dance (danza di strada) è una forma di danza contemporanea che si svolge per strada. Si balla da soli o in gruppo e in maniera improvvisata. Ha molto ritmo e dinamismo, i ballerini fanno delle vere e proprie acrobazie con il corpo e usano sfidarsi uno contro l’altro per il pubblico. La street dance ha molte forme, le più conosciuta e sono la breakdance fatta di giri sulla testa e di schiena, salti, e il popping con scatti muscolari e movimenti robotici.

I balli sudamericani sono balli di coppia, ognuno con un ritmo diverso. Alcuni sono veloci e allegri (come la samba), altri più dolci (come il tango).

LABORATORIO

La Body percussion

Battere le mani è uno dei gesti più utilizzati dalla Body percussion, cioè la musica creata “suonando” parti del corpo. Già nel 1500 gli schiavi deportati dall'Africa all'America, a cui era stato vietato di usare tamburi e percussioni, ritmavano i loro canti con battiti di mani e percussioni sul corpo. Qualsiasi gesto fatto con il nostro corpo che produca un rumore, inserito in una sequenza ritmica, può dare vita ad una composizione di Body Percussion.

Con il nostro corpo possiamo:

- battere le mani

- battere i piedi

- schioccare le dita

- sfregare le mani tra di loro o sulle cosce

- battere le mani sul petto, sulle gambe

- fischiare

- schioccare la lingua sul palato

- colpire le guance tenendo la bocca aperta

La musica diventa forma

La scenografia è l’arte di creare un ambiente adatto ad accogliere uno spettacolo, sia esso teatrale, televisivo o cinematografico. Deve contribuire a trasmettere il messaggio che intende comunicare l’autore dell’opera ed essere funzionale per gli attori.

L’opera Le chant du Rossignol è un poema sinfonico, del 1917, di Igor Stravinskij, trasformato in balletto le cui scenografie e costumi furono realizzati dal pittore Henri Matisse.

LABORATORIO

1 Piega un foglio di cartoncino A4 a metà, poi ancora e ancora a metà.

3 Dal parallelepipedo ottenuto, al centro taglia una porzione di carta per creare un teatrino.

Una scenografia da viaggio

2 Fai la stessa cosa con un altro foglio e poi incolla le parti come nella foto.

4 Da un altro foglio (o cartoncino) taglia due strisce sul lato corto, alte, rispettivamente, 6 e 7 cm.; piega due alette di 3 cm su ognuna e intaglia parti della scenografia

5 Incolla le alette all’interno del tuo teatrino fissandole sulle parti chiuse, completa le due quinte, l’esterno e il fondo a collage e penna colorata.

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