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Casa Editrice la fiaccola srl

Numero 51 Giugno 2019

Scegliere, Gestire, Ottimizzare Rapporto Aniasa La sharing mobility chiede strada Outsourcing La ricetta di 400 fleet manager Guida alla scelta A due o quattro posti: basta che sia cabrio

VOLTa pagina Arriva sul mercato la versione elettrica a batteria del big van Crafter firmato da Volkswagen, primo furgone da flotta acquistabile giĂ ora in qualsiasi concessionaria del marchio


Corsi in Sede: - Accesso alla Professione Autotrasportatori - Responsabile Tecnico Gestione Ambientale


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Flotte&finanza

 Giugno 2019 - numero 51 anno 13 8 Aniasa nel segno dello sharing 10 Outsourcing, liberi di fare altro 16 Arval Store apre le porte al privato

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18 Crafter Tdi anche in versione ‘e’ 22 Noleggio, Autotorino va alla guerra 24 Giulia Quadrifoglio in Selezione Italia 26 Breve e medio termine? AlphaRent! 28 Basta che sia cabrio 32 Classe B: rivista fuori, dentro e sotto 34 Nuovo motore per Renault Scénic

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35 Stelvio, il Suv che sa fare la sportiva 36 Jeep Miles, formula pay-per-use 38 Omoove, tecnologia intelligente

RUBRICHE 4 Legalmente 6 Quote Rosa 7 Il Pensatore 15 Attualità 39 Aftermarket

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TANTO PER COMINCIARE TEMPO DI LETTURA: 3 minuti

C

i siamo, chi più chi meno, adagiati sulla definizione e descrizione convenzionale di noleggio a lungo termine. Una formula sostitutiva del leasing e del finanziamento, con radici lontane e con nel DNA il Red Carpet inventato da quel genio dei venditori d’auto che fu Bob Tasca. Lo abbiamo visto crescere con veemenza nel mercato dell’auto, arrivare a quote importanti in tutti i principali segmenti, poi puntare alle flotte, ambire i liberi professionisti, sfarfalleggiare intorno ai veicoli commerciali e ai semirimorchi. Lo abbiamo visto ammiccare in un vorrei ma non posso voyeuristico verso i veicoli pesanti e spiare le macchine movimento terra. Lo abbiamo visto, infine, mostrare la coscia al leasing, per poi ritrarla con finto turbamento. Lo abbiamo visto cantare come le sirene ai dealer auto, attirandoli in un gorgo pericolosissimo nel quale in molti sono affogati. Ma non lo abbiamo mai visto cambiar pelle, snaturarsi più di tanto. Oggi le spinte sociali, ad esempio il rifiuto dei 20-30y verso la proprietà e la contemporanea beatificazione dello sharing, o ancora l'invadenza della lead generation e della geolocalizzazione, e la rivincita del ‘leasing grasso’, le pulsioni tecnologico-ambientali come la crocifissione del diesel e la

contestuale venerazione del dio-elettrico (Giove picchiava duro con le saette, aveva capito tutto), e infine le politiche aziendali, come l'erosione del fringe benefit, la contrazione delle flotte aziendali, obbligano gli operatori dell’NLT a scuotersi dal torpore, lo costringono a comprendere che bisogna crescere. Recentemente, ad esempio, Leasys ha proposto una formula fulminante su Jeep Compass e Renegade, di quelle che non si possono rifiutare. In pratica un noleggio consumer con una robusta iniezione di pay per use. Ecco, l’avvento del pay per use potrebbe essere il meccanismo in grado di polverizzare la composizione del canone, per sua natura rigido e canonico. E se arrivasse anche la possibilità di ‘vendere’ i propri dati sulle abitudini di guida, tragitto e consumo? E se poi ancora venisse proposto uno sconto ulteriore, accettando pubblicità dedicata al nostro stile di vita mentre siamo in viaggio? Oppure un polposo benefit se si sceglie un percorso suggerito da un ente del turismo piuttosto che l’itinerario classico? È lì che il cavallo sta andando. Due passi avanti e uno di lato.

P.S. Non perdetevi la seconda puntata degli speciali ‘tech’ di F&F.

Il NLT avanza, ma forse non nella direzione che tutti ci aspettiamo: un ‘movimento laterale’ potrebbe essere il leitmotiv prossimo venturo

DUE PASSI AVANTI, UNO DI LATO www.flottefinanzaweb.it

giugno 2019 - Flotte&finanza - 3


LEGALMENTE

PRINCIPIO DI SOLIDARIETÀ

E (intanto) io pago Una multa per violazione della ztl o per divieto di sosta? Può capitare. Ma se a prenderla è un cliente di una società di renting la faccenda si complica, anzi... si duplica. Per il principio di solidarietà, infatti, ne rispondono entrambi a cura di Dionigi Bovolo*

R

icordo che la prima volta che l’ho sentito mi è sembrata la contraddizione tra due termini: obbligazione e solidarietà. Poi con il passare del tempo - e delle lezioni all’università - ho capito. L’obbligazione è uno specifico dovere giuridico in forza del quale un soggetto debitore è tenuto a una determinata prestazione patrimoniale per soddisfare l’interesse di un altro, il creditore. È un istituto civilistico e l’obbligo si definisce plurisoggettivo quando è riferito a una molteplicità di agenti, solidali tra loro perché legati dal vincolo contrattuale. Nell’ipotesi della circolazione dei veicoli, l’applicazione del principio della solidarietà ai verbali di contestazione delle violazioni, porta a una apparente duplicazione di essi. La fattispecie è ben conosciuta dai fleet manager delle aziende di noleggio a lungo termine quando si vedono recapitare un verbale relativo a una violazione del codice stradale imputata all’autista di un autoveicolo

4 - Flotte&finanza - giugno 2019

Il noleggiatore e il suo cliente sono solidali tra loro perché vincolati contrattualmente. Ecco perché capita che la multa arrivi a tutti e due.

guidato da un loro cliente. Ciò si verifica perché, a essere legati dal vincolo di solidarietà, sono il proprietario del bene e il soggetto firmatario del contratto di locazione. Ho scritto di un fittizio raddoppio del verbale poiché, a fronte della medesima trasgressione, vengono inviati due verbali che si differenziano tra loro solo per il numero progressivo e la qualità del soggetto interessato: trasgressore oppure obbligato in solido. Se si parla di identità della prestazione, intendendo con ciò che tutti i debitori solidali sono obbligati per il medesimo dovere - il pagamento della sanzione -, è chiaro che essi sono tenuti a un solo pagamento, dal momento che l’adempimento dell’uno libera gli altri. Chi ci guadagna? Se per le società di noleggio ricevere verbali che addebitano al conduttore anche solo semplici divieti di sosta non pagati è una seccatura, non lo è per l’ente che li ha emessi. Infatti. la principale funzione dell’obbligazione solidale è quella di garanzia del creditore,

rendendo più sicura e più agevole la realizzazione del suo diritto, potendosi rivolgere all’uno o all’altro dei condebitori ed esigere l’intera prestazione. Naturalmente anche il secondo di essi, se il primo non paga, potrà adire l’autorità giudiziaria e presentare ricorsi contro verbali ritenuti iniqui, ma i costi legati all’instaurazione di un contenzioso e alla sua gestione? Spesso non sono neppure ipotizzabili e, quando conteggiati, inaccettabili se non per ‘ragioni di principio’… Poiché il vincolo di solidarietà si costituisce in base alla regola generale della cosiddetta presunzione di solidarietà, per renderlo inoperante sarebbe necessario escluderlo espressamente dal contratto. Preferibile sarebbe invece prevedere il beneficio dell’ordine, in base al quale il creditore deve richiedere preventivamente adempimento a un debitore convenzionalmente specificato.

*L’Avvocato Dionigi Bovolo è un esperto di contrattualistica del trasporto

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QUOTE ROSA TEMPO DI LETTURA: 3 minuti

MAI SENZA QUATTRO RUOTE

Ritorno al passato Grazie alle nuove soluzioni di mobilità messe in campo da molte Case costruttrici, l’auto torna ad essere (quasi) per tutti. I Millennials possono tornare a scoprire il mondo a cura di Tiziana Altieri

A

vere un’auto in garage non è più un lusso. I costruttori di automobili, forse spaventati dal calo delle vendite, da un allontanamento dei giovani dalle quattro ruote, dall’avanzata dello sharing, eccetera, eccetera, stanno facendo a gara per promuovere nuove soluzioni di mobilità dedicate ai privati. Jeep Miles è solo l’ultima ad aver debuttato sul mercato. Addio a tutti i problemi legati al possesso: assicurazione, bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, cambio pneumatici, sono inclusi nel canone mensile, fisso e certo, è tutto nero su bianco. Posso finalmente tirare un sospiro di sollievo, ammetto che ero parecchio preoccupata per i Millennials e per tutte le generazioni a venire. 6 - Flotte&finanza - giugno 2019

Perché che vita sociale si può fare senza un’auto?

Non solo libertà La maggiore età fino a qualche tempo fa era collegata indissolubilmente alla patente. I 18 anni si aspettavano non per la scheda elettorale ma per Chi rende il foglio rosa. accessibile l’auto Quel foglio che di sta salvando lì a poco ci l’umanità. Che vita sociale si avrebbe aperto le avrebbe senza? porte del mondo rendendoci liberi di andare dove volevamo e più o meno a qualsiasi ora, genitori permettendo. Un giovane che rinuncia all’auto si perde tutto questo e molto di più: la possibilità di passare a prendere gli amici, di decidere all’ultimo cosa fare, di arrivare sotto casa di chi fa battere il cuore, di stare a chiacchierare anche

quando il termometro fuori segna meno dieci. Perché l’auto non è solo uno strumento per muoversi ma un luogo dove si incontrano persone, si parla, si svolgono eventi che possono cambiare i nostri destini. Sfido chiunque a non ritrovare nella propria mente un momento del passato dove le quattro ruote hanno giocato da protagoniste, magari rubando la scena. Meriterebbe un premio chi studia formule per renderle accessibili a tutti (o quasi), sta salvando l’umanità! Non me ne vogliano i sostenitori dei mezzi pubblici e del car sharing a tutti i costi, ma volete mettere la differenza? Insomma, una cosa è sentirsi dire ti passo a prendere a casa, un’altra è ci vediamo alla fermata della 94 alle 8. Voi con chi uscireste? P.S . “Brad (Pitt, ovvio) possiamo vederci anche alla fermata della 94, ma giusto perchè sei tu”. www.flottefinanzaweb.it


IL PENSATORE TEMPO DI LETTURA: 3 minuti

AAA GUIDA AUTOREVOLE CERCASI

Sergio Savaresi È un docente del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, ma quella a cui assistiamo è un’imprevista, e gradita, lezione di storia a cura di Roberta Carati

N

on ha nessuna intenzione di entrare in politica, il Professor Sergio Savaresi, ma questo non significa che non abbia un’idea chiara di chi ci dovrebbe governare, in Italia e in Europa: “persone competenti”. Parlare con il docente del Politecnico di Milano, dove insegna ‘Automazione nei sistemi di trasporto’ e ‘Identificazione dei modelli e analisi dei dati’, è spingere lo sguardo oltre i trend di mercato, le motorizzazioni, gli incentivi... È, anche, sentir citare De Gasperi.

populismo, ma in sostanza è una perdita di figure di riferimento di grande competenza. Storicamente il grande statista era saggio, onesto, competente; per governare bisognava avere tutte e tre queste caratteristiche. Oggi invece si crede possibile essere un bravo governante anche se non sei competente, se sei un cittadino medio; questo è il messaggio che è passato. Sta accadendo in tutta Europa.

F&F Non funzionerà?

F&F Guardare fuori dall’Europa? Per esempio all’operosa Cina?

F&F Con buona pace di chi vaticina la fine del diesel...

F&F Che cosa fa più paura oggi?

 Per noi è impensabile culturalmente seguire quello che stanno facendo i cinesi, i cinesi che sulla guida autonoma arriveranno prima perché, a differenza delle democrazie occidentali, sono disposti a sacrificare qualche vita in nome del bene collettivo. Noi dovremmo recuperare le nostre origini, una democrazia basata su figure autorevoli, competenti e oneste. Dovremmo guardare agli albori, guardare ai De Gasperi.

 Non è pensabile cambiare il parco circolante in un attimo. Il mercato non è pronto a fornire tanto elettrico, tanto ibrido, quindi oggi il consumatore va verso il benzina e il diesel. Quello che mi aspetto nei prossimi anni è una massiccia evoluzione verso gli ibridi.

 Una politica incapace di definire un percorso. Perché si sa bene qual è il punto di arrivo - in venti o in trent’anni passeremo da veicoli grandi, alimentati a combustibili fossili, guidati da umani, a veicoli piccoli, elettrici, a guida autonoma - ma il percorso è estremamente incerto. Dealer e Case auto sono capaci di adattarsi, tanto più in tempi così lunghi, il problema è che ogni anno c’è qualcuno che si inventa qualcosa, senza una base veramente razionale, e rincorrere questi continui cambiamenti di rotta è terrorizzante.

F&F Succede anche in Europa?  Gli stati nazionali sono tutti abbastanza in crisi perché le nostre democrazie, le democrazie occidentali, stanno andando verso un appiattimento morale e culturale. Noi lo chiamiamo www.flottefinanzaweb.it

F&F Mancandoci queste guide, gli imprenditori come devono affrontare la transizione in corso?  Gli imprenditori stanno cercando di adattarsi il più velocemente e nel miglior modo possibile ai cambiamenti di rotta, anche tenendo il piede in più scarpe. Fuor di metafora, annunciando un impegno a tutto campo nell’elettrico.

 I costruttori sanno che l’elettrico non sarà la soluzione di tutti i mali per il prossimo decennio e non potrà essere una soluzione su larghissima scala. Stanno seguendo la moda perché la politica detta la moda. Al loro interno, però, sanno quali sono le cose più corrette da fare e quindi continuano a sviluppare tecnologie basate su motori diesel e a benzina sempre più raffinati.

F&F Per arrivare infine all’elettrico?  Pronto per l’elettrico oggi c’è solo un 20-25 per cento della popolazione. Questa fetta potrebbe essere portata in elettrico domani. Il restante 80 per cento ragionevolmente non è elettrificabile, quindi va accompagnato. La traiettoria? È un ibrido non plug-in, poi un ibrido plug-in con 50 chilometri di autonomia, che diventeranno 70-80-100 e pian piano si andrà verso l’elettrico, ben sapendo che almeno il 30 per cento di auto continuerà ad avere a bordo un motore termico. giugno 2019 - Flotte&finanza - 7


ANIASA TEMPO DI LETTURA: 6 minuti

18° RAPPORTO

Esame di maturità Calano le immatricolazioni, cresce il noleggio. Basta questo dato per promuovere il 2018. Invece, le nubi all’orizzonte dell’anno in corso, figlie dell’incertezza sia economica sia politica, obbligano l’Aniasa a valutazioni prudenti di Giacinta Moraschi

S

ullo schermo alle spalle del presidente Archiapatti, e degli altri relatori che si avvicendano alla presentazione del 18esimo Rapporto Aniasa, campeggia il titolo ‘Muoviamo il futuro’. Ci sta provando, l’Associazione, cambiando pelle (sono finiti i tempi in cui la si poteva definire sinteticamente ‘dei noleggiatori’) e attrezzandosi per un prossimo decennio che sarà improntato alla new mobility, cioè alla condivisione sempre più spinta del veicolo, alla sua iper connettività e, in progressione, alla guida autonoma.

8 - Flotte&finanza - giugno 2019

Introducendo quello che definisce “il Rapporto della maturità”, Massimiliano Archiapatti mette l’accento sull’evoluzione di Aniasa, “che nasce con il noleggio a breve più di 50 anni fa per poi ampliarsi nel segno del lungo termine, del car sharing, dei servizi alla mobilità. E del digital automotive, un’opportunità di integrazione tecnologica tra i nostri clienti e lo sviluppo delle auto del futuro”.

Bene ma non benissimo Intanto, il presente racconta di un comparto noleggio solido, con una flotta che supera il milione di veicoli, un fatturato 2018 a quota 6,8 miliardi di euro (+10 per cento rispetto al 2017) e un record di immatricolazioni di auto e veicoli commerciali che costituisce quasi il 25 per cento del mercato nazionale. Un anno complessivamente positivo, ma che nel secondo semestre mostra alcuni segni di cedimento, complici gli effetti delle recenti regole WLTP, della campa-

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ANIASA

Tabella 1. Prime indicazioni 2019 sul breve termine Stime

1°Trimestre 2019 189,8 6.052.862 951.087 91.308 52.971

Fatturato (mln €) Giorni di noleggio Numero di noleggi Flotta media Immatricolazioni

1°Trimestre 2018 189,5 5.940.787 956.343 92.314 65.876

Var. % 0,2% 1,9% -0,5% -1.1% -19,6%

Tabella 2. Prime indicazioni 2019 sul lungo termine Stime Fatturato incluso prelease (mln €) Flotta circolante Immatricolazioni

1°Trimestre 2019 1.489

1°Trimestre 2018 1.352

Var. %

938.048 84.800

837.565 95.008

12% -10,7%

10,1%

Tabella 3. I numeri del Car Sharing in Italia - 2018 Milano

Roma

Utenti iscritti 850.000 600.000 Utenti attivi* 300.000 200.000 Vetture in flotta 3.100 2.100 Noleggi effettuati 6.310.000 3.210.000

Altre città censite 340.000 140.000 1.400 2.350.000

Totale 2018 1.790.000 640.000 6.600 11.870.000

* Per “utenti” attivi si intendono quelli con almeno 1 noleggio nel secondo semestre

Nel primo trimestre dell’anno il rent-a-car, pur sostanzialmente stabile per fatturato e numero di noleggi, sconta il calendario delle festività pasquali e dei ‘ponti’ che ha spinto molti turisti a rinviare i propri spostamenti ad aprile (cfr. Tab. 1). Gennaio-marzo in chiaroscuro per il settore del lungo termine, dove spicca l’incremento di fatturato e l’equivalente calo di immatricolazioni (cfr. Tab. 2). Buone notizie dal car sharing (cfr. Tab. 3), che nel 2018 ha visto aumentare sia il numero di noleggi sia quello degli utenti attivi.

gna anti-diesel, del pressante rinnovo degli stock da parte delle Case e del successivo calo di immatricolazioni. Il 2019 è in scia, con un primo trimestre che nel confronto con lo stesso periodo del 2018 registra altri centomila ingressi in flotta e nove punti percentuali in più di fatturato. Bene il lungo termine, costante l’aumento dei privati sedotti dalla formula noleggio, che si stima saranno 50mila a fine anno. Un po’ meno bene il segmento del breve, che patisce la riduzione del prezzo, e quindi dei margini, e del tasso di utilizzo della flotta. In più, è sempre allarme furti: 1.600 nel 2018 (+36 per cento) e danni per 10,2 milioni di euro. Quanto al car sharing, ora disponibile anche presso gli aeroporti per iniziativa delle compagnie di rent-a-car, “mantiene le posizioni e si consolida a dispetto delle mancanze: regole univoche che mettono in difficoltà le aziende che vogliono investire”, elenca il presidente Aniasa, “il riconoscimento della sharing mobility nel codice della strada, una politica di sicurezza che pone limiti alla sostenibilità del modello”. www.flottefinanzaweb.it

Un’Associazione sempre più digital Noleggio a lungo termine, rent-a-car, vehicle sharing, servizi all’auto e ora anche Digital Automotive. Con questa nuova sezione, il settore della telematica e della mobilità connessa entra ufficialmente in Aniasa. Sono soci fondatori ACI Infomobility, Alphaevolution Technology (UNIPOL), LoJack, Omoove (Octo), Safo Group, Targa Telematics, Texa, Viasat, Vodafone Automotive. “L’apertura di Aniasa verso le nuove forme di mobilità condivisa e connessa che si stanno rapidamente diffondendo”, ha dichiarato il presidente Archiapatti, “evidenzia il ruolo da protagonista che l’Associazione sta giocando nell’evoluzione in corso dell’offerta e della domanda di mobilità, sempre più propensa al modello ‘pay per use’ e meno vincolata alla proprietà del bene auto. Primo obiettivo dell’Associazione in questo ambito sarà la definizione, attraverso il dialogo con le istituzioni, di un contesto chiaro di regole sulla gestione dei dati condivisi attraverso i dispositivi che mettono in connessione i veicoli”. Secondo uno studio Bain & Company, oggi un italiano su tre guida un’auto connessa e oltre la metà intende dotarsene; il 60 per cento degli automobilisti è disposto a condividere i dati del veicolo (ma non quelli personali del telefono) per servizi che possano aumentare la sicurezza personale e dell’auto, come la localizzazione in caso di emergenza o furto, la diagnostica da remoto e la manutenzione predittiva.

Allargando il discorso a tutte le espressioni della mobilità rappresentate dall’Associazione, Archiapatti osserva l’addensarsi di nubi all’orizzonte figlie “dell’incertezza economica e politica”. Vede “la normativa bonus-malus che rallenta lo svecchiamento del parco circolante”, sottolinea “la minore competitività dettata dai limiti di deducibilità dei costi dell’auto aziendale e dalla detraibilità dell’iva al 40 per cento”, rimarca “la necessità di aggiornamenti di un codice della strada che risale al 1992, quando il noleggio a lungo termine rappresentava 31mila vetture!”, si aspetta “che il governo aiuti a chiudere il gap tra vetture considerate green e vetture ad alimentazione tradizionale”, dissente dal principio, “non corretto e soprattutto pericoloso, secondo cui la società di noleggio risponde in solido con il cliente per permettere allo stato di recuperare un credito”. A dispetto di tutto quello che ancora non va, anche il 2019 chiuderà con il segno più: 485.000 veicoli immatricolati (+1 per cento) e flotta a quota 1.120.000 (+3 per cento).

7 maggio, Milano. Alla presentazione del 18° Rapporto Aniasa sono intervenuti, oltre al presidente Aniasa Archiapatti, Gianluca Di Loreto, partner Bain & Company che ha presentato lo studio ‘L’auto connessa... con gli occhi di chi guida’, e Pierluigi Del Viscovo, direttore Centro Studi Fleet&Mobility.

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OUTSOURCING TEMPO DI LETTURA: 15 minuti

STRATEGIE DI MOBILITÀ

Liberi di fare 10 - Flotte&finanza - giugno 2019

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OUTSOURCING

Organizzare un servizio di outsourcing che liberi i fleet manager dalla gestione operativa della flotta interloquendo con un partner che fornisca un reale apporto consulenziale attraverso l’accompagnamento all’ottimizzazione dei processi. È il desiderio espresso da un numero crescente di fleet manager, principalmente con flotte di dimensioni medie e grandi di aziende con processi ad elevata complessità. Abbiamo raccolto l’opinione di oltre 400 fleet manager e dei principali operatori di fleet administration per realizzare un’indagine di mercato verticalizzata: uno strumento di analisi e conoscenza per le aziende che vogliano effettuare una valutazione oggettiva della fattibilità e della economicità di un percorso di outsourcing gestionale. di Davide Gibellini

F

Davide Gibellini è fra i principali esperti e ricercatori di auto aziendali in Italia. Dopo diverse esperienze manageriali presso importanti aziende multinazionali, dirige dal 2008 GR ADVISORY, società leader nella ricerca, consulenza e advisory in ambito mobilità aziendale.

altro www.flottefinanzaweb.it

leet Management e Fleet Administration sono termini diffusi da anni, sebbene utilizzati con accezioni talvolta diverse (in funzione della prospettiva dell’osservatore) e non pienamente appropriate. In senso lato, Fleet Management può essere riferibile alla gestione della flotta (traduzione letterale) nel suo complesso: potrebbe quindi includere tanto le attività del fleet manager quanto il business di un noleggiatore, che si pone come soggetto in grado di sostituirsi all’azienda nelle diverse attività di gestione della flotta. Nella prassi comune, questo termine viene invece utilizzato per le attività più prettamente operative di gestione del mezzo (manutenzione, sinistri, pneumatici, auto sostitutiva, etc). Con Fleet Management si intende dunque l’insieme delle attività di gestione di un parco mezzi in proprietà, effettuate dall’azienda in presa diretta (attraverso i fornitori dei singoli servizi) oppure da noleggiatori o società specializzate. La Fleet Administration (o administrative fleet management) afferisce invece la terziarizzazione delle attività amministrative e gestionali della flotta. L’esigenza di esternalizzare queste attività è propria di quelle aziende che hanno maturato consapevolezza della complessità dei processi interni sottostanti all’auto aziendale e del potenziale aggravio di costi associato alle inefficienze nei vari procedimenti. Le società di Fleet Administration curano inoltre l’accuratezza delle fatturazioni dei fornitori, l’allogiugno 2019 - Flotte&finanza - 11


OUTSOURCING

cazione puntuale ai centri di costo aziendali, realizzando reporting e strumenti di monitoraggio. Queste società possono essere di aiuto non solo all’azienda cliente ma anche allo stesso noleggiatore nella misura in cui abbiano la possibilità di portare efficienza, trasparenza e velocità. Nel Febbraio 2017 GR ADVISORY, società indipendente leader nella ricerca e nella consulenza in ambito mobilità aziendale, ha realizzato la prima indagine completa, commissionata e pubblicata dal CVO Arval, sull’utilizzo dell’outsourcingnella gestione delle flotte. Dalla lettura dei dati risulta che l’outsourcing è apprezzato perché permette di concentrarsi sulla gestione strategica della flotta e di ridurre il tempo assorbito dalla gestione amministrativa e dei driver. L’outsourcer ideale dovrebbe quindi essere un partner affidabile in grado di offrire una vasta scelta di servizi: da quelli più labour intensive, ma fondamentali per l’assegnatario del mezzo (configurazione, ordine, consegna dell’auto e dei documenti), a quelli con una forte componente tecnologica, quali le piattaforme di reporting. La ricerca è stata ripetuta a Maggio 2019 su iniziativa di Flotte&finanza. L’analisi dei risultati delinea le caratteristiche che i servizi esterni di assistenza alle flotte dovrebbero possedere per offrire un reale valore aggiunto alle aziende clienti. Abbiamo affiancato alla ricerca il punto di vista dei principali operatori per arricchire l’interpretazione dei dati e valutare il grado di convergenza delle due prospettive PATRIZIA MONTI di osservazione, la do“In passato era manda e l’offerta. normale avere trequattro interfacce Il campione aziendali, laddove La ricerca, erogata sotai giorni nostri to forma di web survey, troviamo un solo ha raccolto il punto di referente”. vista di un campione rappresentativo di fleet manager: 311 nel 2017 e oltre 400 nel 2019. La maggior parte delle aziende che hanno risposto al questionario possiedono almeno 100 veicoli (62,2% nel

2017; 67,0% nel 2019) e la forma di acquisizione prevalente dei veicoli è il noleggio a lungo termine (71,6% nel 2017; 76,1% nel 2019). Quasi la metà dei rispondenti riporta la qualifica di fleet manager (gli altri rappresentano vari ruoli aziendali, con prevalenza di procurement e facility).

MATTEO DE PACE “Il comparto auto aziendali è spesso fra i meno gestiti in azienda, e il mercato ha portato a pensare che il costo sia poco governabile”.

La penetrazione di mercato dei servizi di outsourcing cresce dal 31% (2017) a oltre il 42% (2019). Rimane tuttavia minoritaria (seppure in crescita) la quota di aziende che utilizzi una forma completa di outsourcing: dal 27,8% (2017) al 36,9% (2019). Due aziende su tre prediligono quindi un utilizzo parziale orientandosi su specifici processi: operativi (configurazione, ordine e consegna del veicolo, ordine e fornitura di fuel card), contabili (supporto elettronico alla fatturazione) e informativi (reporting globale). “Le aziende clienti”, afferma Patrizia Monti, Direttore Commerciale di Ufleet Traxall Italy , “apprezzano in particolare la nostra capacità di normalizzare la parte amministrativa: dall’applicazione degli specifici parametri contrattuali fino al controllo del processo di fatturazione”. “L’analisi approfondita del Total Cost of Ownership”, integra Matteo De Pace, Sales Director di YouCar, “è fra le attività maggiormente apprezzate. Il nostro progetto principale è l’unbundle: prendiamo in esame le fatture degli ultimi quattro anni e rappresentiamo il corrispettivo erogato per ogni singola voce, associando i vari servizi ad ogni singola targa”.

Tipologia di outsourcing Utilizzate servizi di outsourcing?

Outsourcing totale o parziale?

no

parziale

31,10% Il grafico a lato tratteggia il crescente ricorso all’esternalizzione dei servizi, nella sua forma più completa e soprattutto in quella parziale - opzione scelta da due aziende su tre - che si orienta su specifici processi operativi, contabili e informativi.

12 - Flotte&finanza - giugno 2019

La diffusione attuale

feb 2017

42,40%

36,90%

27,80%

totale mag 2019

feb 2017

mag 2019

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OUTSOURCING

Le motivazioni principali Nessuna variazione nei tre driver principali che orientano l’azienda verso l’outsourcing: 1) eliminazione di attività operative con relativo rilascio di risorse interne; 2) efficientamento dei processi; 3) riduzione dei costi. Nell’ultima indagine è inoltre emersa la necessità di avere un partner esterno affidabile, che trasferisca all’interno la continua innovazione del settore (modelli, tecnologia, sicurezza, telematica, ibrido/elettrico, dispositivi di sicurezza, etc). “La richiesta di savingè sempre presente”, evidenzia Joshua Formis, International Sales Director di FleetLogistics, ancora oggi leader in termini di diffusione e numero di auto gestite, “ma non è mai l’unico motivo: le aziende chiedono efficienza (per gestire processi complessi) e interlocuzione professionale (know-how e aggiornamenti)”. “L’auto aziendale è una categoria difficile”, aggiunge Formis, “che sconta spesso l’assenza di dati e una limitata possibilità di allocare responsabilità delle varie voci di costo”. I gestionali tradizionali presentano quindi difficoltà a controllare e allocare i costi. L’esperienza FleetLogistics con le aziende italiane evidenzia “la richiesta di analisi e chiarimenti. Spesso l’opinione del fleet manager è influenzata da chi grida di più e meglio. Noi offriamo dati affinché possa avere una sua visione realistica”.

JOSHUA FORMIS “Fare saving non basta. Le aziende chiedono efficienza per gestire processi complessi e interlocuzione professionale”.

nicativi delicati. In quarta posizione troviamo il controllo della fatturazione, un’attività complessa che richiede strumenti appositi e spesso genera benefici economici già nel breve termine. Altre attività più operative (monitoraggio consegna e richiami tecnici del costruttore) hanno perso posizione, probabilmente in virtù dei miglioramenti tecnologici e del maggiore servizio offerto direttamente dalle concessionarie. “Si registra oggi una maggiore consapevolezza nelle aziende”, chiarisce Monti, di Ufleet Traxall Italy, “di quanto le attività amministrative e operative assorbano tempo e risorse. Era normale in passato avere tre-quattro interfacce aziendali, laddove ai giorni nostri troviamo un solo referente. Questa forzata riduzione del personale dedicato rende necessario e inALBERTO VIANO dispensabile il ricorso “Attraverso il nostro a una società esterna servizio di Full specializzata che posOutsourcing sa assistere la corretta l’azienda affida implementazione della la gestione in toto car policy e della car list, delle attività relative nel rispetto del livello di al parco auto”. servizio desiderato”.

Il livello di soddisfazione I servizi di outsourcing più richiesti Negli ultimi due anni si sono registrate alcune variazioni significative nella classifica dei servizi di outsourcing più richiesti. Nelle prime tre posizioni ci sono servizi che richiedono un contatto diretto con il driver e la gestione di processi amministrativi complessi e workflow comu-

Top 10 dei servizi di outsourcing più richiesti Configurazione e ordine Gestione multe con rinotifica al driver Gestione carta carburante Controllo fatturazione Reporting globale Consegna del veicolo Richiami tecnici costruttore: notifica al driver Notifica eleggibilità ai driver Calcoli e gestione fringe benefit Gestione certificato assicurativo

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Mag 2019 78,0% 71,2% 60,4% ➡ 55,1% 47%,0 ➡ 44%,2 ➡➡ 42%,3 ➡ 39%,5 33%,2 29%,3

Feb 2017 50,8% 44,4% 61,0% 50,2% 49,9% 61,1% 50,1% 38,9% 22,2% 38,9%

Quasi nove aziende su dieci utilizzatrici dei servizi di outsourcing giudicano positivamente la qualità del supporto ricevuto. Tuttavia, si rileva una distonia tra il valore economico percepito (o ipotizzato dai clienti) e il pricing offerto: nel 2017 oltre l’80% dei fleet manager dichiarava la disponibilità a riconoscere una fee mensile tra 10 e 20 euro al mese per veicolo, laddove l’aspettativa dei rispondenti oggi si colloca principalmente nella fascia 10-15 euro. “La semplicità della struttura di pricing (fee mensile per auto)”, illustra Formis, di FleetLogistics, “è un elemento importante di trasparenza. Erogare un servizio di qualità richiede un canone mensile per veicolo adeguato: offrire elevata specializzazione richiede persone qualificate, un set di strumenti all’avanguardia e una metodologia Nella tabella a fianco, che cosa sale e che cosa scende nel gradimento delle aziende: al top ci sono i servizi che richiedono un contatto diretto con il driver e la gestione di processi amministrativi complessi e workflow comunicativi delicati.

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OUTSOURCING

Principali aziende del settore: prodotti, soluzioni offerte e alcune referenze AZIENDA FleetLogistics Presenza on line www.fleetlogistics.com Principali Strumenti Fleet.OnlineReporter - report specifici su stato, evoluzione della flotta e trend dei costi GreenCube 2020 - Strategia in termini di emissioni di CO2 Per il driver App - Utilizzo dell’auto e car policy Fleet.Wizard - Car configurator Punti di forza Fleet management di taglio consulenziale con un ruolo esecutivo, grazie a: • Personale qualificato • Portafoglio strumenti per i vari processi • Knowledge specializzata AZIENDA Ufleet Traxall Italy Presenza on line www.ufleet.it - LinkedIn Principali Strumenti U-APP - Unico strumento per reperire tutte le informazioni necessarie al driver U-DASHBOARD - Cruscotto con indicatori e dati di sintesi per analisi e viste su più livelli REDRO - Interfaccia web per configurare secondo policy e scegliere l’auto. Punti di forza Local management, global view Esperti fleet nazionali e internazionali attraverso un network di società indipendenti Orientamento all’innovazione con strumenti di Business Intelligence AZIENDA MR.FLEET Presenza on line www.youcar.it Principali Strumenti Piattaforma Tecnica - Operativa h24, per fornire assistenza e supporto su tutta la rete App youcar - Anche per prenotare gli interventi Punti di forza Piattaforma operativa Esperienza pluriannuale con il più grande NLT italiano Call center 24/7 con dipendenti in Italia Guida in pillole per orientare la scelta dell’utilizzatore dei servizi di outsourcing in base alle proprie esigenze. L’indicazione dei prodotti e delle soluzioni e, anche, le referenze di chi li hà già testati sono il quid in più.

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di lavoro. Siamo consulenti di fleet management con un ruolo esecutivo: ci viene richiesto di mettere a terra processi e generare saving”.

E chi non lo utilizza? Gli attuali fleet manager non utilizzatori di outsourcing sarebbero interessati principalmente a un servizio di interfaccia verso i driver (gestione multe, consegna veicolo, invio documentazione), con un certo interesse anche verso il reporting. Il partner prescelto sarebbe una società specializzata di fleet management (60%) oppure il noleggiatore (31,4%). Secondo De Pace, di YouCar, l’analisi approfondita delle barriere all’adozione potrebbe riservare qualche sorpresa: “Il comparto auto aziendali è spesso fra i meno gestiti in azienda, oltre al fatto che il mercato ha portato a pensare che il costo sia poco governabile. Al netto della soddisfazione dei driver, ritroviamo spesso interesse limitato e poca accountability. Succede quindi di vedere progetti di outsourcing già finanziati che non vengono poi sottoscritti e attivati, pur con interessanti ritorni economici”.

Il punto di vista del noleggiatore “La gestione delle auto aziendali presenta oggi aspetti sempre più complessi in quanto attività in continua evoluzione”, afferma Alberto Viano, Amministratore Delegato di LeasePlan Italia: “Gestire un parco auto è una sfida quotidiana, che comporta la soluzione attenta e tempestiva di tutte le incombenze operative, logistiche e amministrative. Il tradizionale servizio di noleggio a lungo termine”, dice ancora Viano, “può essere arricchito attraverso il nostro servizio di Full Outsourcing: l’azienda affida la gestione in toto delle attività relative al parco auto, compreso l’oneroso contatto quotidiano con il driver, dal contratto all’operatività giornaliera”. Le principali attività di supporto diretto con il driver vanno dalla consulenza nella scelta delle vetture e nella configurazione della car policy alla gestione delle scadenze e dei rinnovi, includendo la reportistica relativa alla fatturazione. “Inoltre”, conclude l’AD di LeasePlan Italia, “offriamo un supporto diretto al driver per la configurazione dell’ordine con il conteggio, ove previsto, del fringe benefit o della quota a carico del driver e relativo report mensile, la gestione delle riassegnazioni interne con revisione dell’eventuale della quota a carico del driver e la revisione annuale dei valori di fringe benefit”.

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NEWS ATTUALITĂ€

A PROPOSITO DI FLOTTE&FINANZA

‘Pillole’ dall’Italia e dal mondo. Dall’andamento del mercato del renting all’attuale offerta di servizi, fino ai consigli per gli automobilisti. Cos’è cambiato e cosa cambierĂ per i gestori e gli utenti di auto aziendali

MORINI RENT Ăˆ ANCHE A TRENTO 7',078,687/27/5835807278+68%6365368406168712& 358/4-6728625365158-41%3.6258358/-40/587/2527861 (6/8.+)72804.,#8".326'484612"85,70248 .73348+68 07124&8+4(" 8,4//663781437))65078(72$ 2.07&8(76-4368-4''70-6536837))706&8'7**6807%06$ )705268485337/2626&851-78-418/43.*64168,708638205$ /,40248+68,70/4178+6/56368 43/ 5)7185++ 5!688,4/268787.)74284!7088,4/26# 38-514178'71/637861-3.+78.158/70678+68,3./ ).6+78/.,,37'7125068)0526/&8.158-4,702.0585/$ /6-.0526(587!2058,708%.024+51148+738(76-434& 5--7//4068+68(43258618(43258%.1*641536853348/,7$ -6%6-48.2636**48+738'7**4&8-51-7335*64178+7335 ,071425*64178/71*58,71536#8

CONNECTED MOBILITY SUMMIT Nuovi servizi Data-driven per i trasporti; Cloud e piattaforme collaborative; Customer Big Data, Intelligenza Artificiale (AI) e nuovi business model della Shared Mobility; Diversi modelli di servizio per le auto connesse; Cybersecurity; Impatti della tecnologia 5G sull’industria di settore e sulla mobilitĂ collettiva; Infrastrutture abilitanti l’auto a guida autonoma; Sviluppo delle sperimentazioni sull’autonomous driving; Insurance Telematics: i kpi e l’infrastruttura per l’evoluzione verso i nuovi modelli assicurativi on demand. Di tutto questo si è dibattuto a Connected Mobility, il summit organizzato da The Innovation Group a Milano lo scorso 13 giugno per delineare “il futuro della mobilitĂ  connessa, autonoma, condivisa e on demand, tra disruption e opportunitĂ â€?. L’evento ha anche messo a fuoco una questione connessa con l’esplosione di connected vehicles e veicoli a guida autonoma, ovvero l’esposizione dei mezzi ad attacchi di pirateria informatica, come nel caso del ‘car jacking’ che vede l’intromissione di un soggetto terzo nei sistemi che regolano anche la manovrabilitĂ  del veicolo.

B-RENT, ALTRE DUE STAZIONI DEL CIELO

IO SONO LEGGENDA Evento nell’evento, ha registrato un grande successo di pubblico la mostra 100 MITI all’interno di Verona Legend Cars. “Non i modelli piĂš belliâ€?, ha chiarito il curatore Luca Gastaldi, “ma i piĂš importanti dal punto di vista tecnologico e socialeâ€?. Ed ecco l’omaggio al primo veicolo con motore a scoppio, alla prima auto circolante in Italia, alle capostipiti delle vetture per famiglie e delle city car, all’evoluzione delle granturismo, del fuoristrada e delle sportive. Grande curiositĂ per la retrospettiva del Museo Nicolis di Verona dedicata al Marchio Bianchi, molto partecipati i raduni, vasta la scelta di ricambi originali. Alla sua quinta edizione, Verona Legend Cars si conferma l’appuntamento che riunisce le diverse anime dell’heritage.

5.600 veicoli in flotta, la societĂ di noleggio partenopea aggiunge due postazioni, proprio accanto all’area arrivi, presso gli aeroporti di Catania e Cagliari. Oltre a queste due ‘stazioni del cielo’, B-Rent sta per inaugurare i nuovi uffici rent-a-car nelle stazioni dei treni ad alta velocitĂ  a Verona, Venezia, Torino e Firenze. Le previsioni di fatturato per il 2019 sono di 30 milioni di euro.

OSSERVATORIO COMPASS: NO PRESTITI, NO ACQUISTI L’auto accende ancora i desideri degli italiani. Ăˆ la conclusione cui è giunto l’Osservatorio Compass alla luce dei 17 miliardi di euro, il 7,7 per cento in piĂš rispetto all’anno prima, concessi complessivamente nel 2018 per l’acquisto di una vettura nuova o usata. Senza prestiti a spingere le vendite, l’80 per cento dei consumatori avrebbe rinunciato o

rimandato la decisione. La media degli importi finanziati per comprare un’auto nuova è di 14.401 euro (+4 per cento sul 2017), di 11.296 euro per una usata (+3,9). Il 77 per cento degli italiani tende a cambiare

l’auto superati i sette anni. L’acquisto di un’auto nuova è la prima scelta per il 55 per cento degli intervistati, seguono l’usato piÚ o meno recente (31 per cento) e le auto a chilometri zero (10). Menzione a parte per il noleggio a lungo termine, formula conosciuta da 8 intervistati su 10 ma che convince solo il 15 per cento degli automobilisti.

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ARVAL STORE TEMPO DI LETTURA: 5 minuti

#PASSAALNOLEGGIO

Sceglila, è tua da subito Il claim scelto da Arval Italia-Intergea per il debutto di Arval Store strizza l’occhio al privato, mercato emergente del NLT. A giudicare dal numero di visite, del sito web e dello showroom di Torino inaugurato ad aprile, ha già raggiunto l’obiettivo

di Giorgia Rocca

U

Otto volte su dieci, il cliente dello store opta per un’auto fra quelle in esposizione. Tra le più quotate, utilitarie berline e Suv compatti.

n negozio dove l’auto non si compra ma si noleggia. È Arval Store a Torino, frutto della partnership con Intergea, il secondo gruppo in Italia nella distribuzione automotive. Già lo scorso anno Arval aveva confezionato un pacchetto all inclusive a tariffa mensile fissa ad hoc per i privati. Mancava il luogo fisico dove far incontrare domanda e offerta. Ed ecco, dall’intesa con l’imprenditore torinese Alberto Di Tanno, presidente e AD di Intergea che ha apprezzato “la visione a medio-lungo termine di Arval, perché qui non si tratta di noleggiare o vendere qualche macchina in più ma di fare qualcosa che duri nel tempo”, i 1.300 metri quadrati di Corso Rosselli 236. La parte coperta, di 200 metri quadrati, si struttura in un’area accoglienza e due postazioni dove i consulenti del negozio prendono in carico le richieste dei clienti. Clienti che hanno

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a disposizione diversi strumenti digitali, tra i quali gli schermi interattivi, utili ad approfondire la formula NLT e le soluzioni offerte.

Usato, Noleggio, Consegna

Tre le aree esterne per mille metri totali: •Area Usato: se un cliente lo desidera, un consulente Arval Store propone una valutazione immediata, puntuale e trasparente del veicolo di proprietà, che può essere direttamente scalata dalla quota del canone di noleggio della nuova vettura (anticipo solo su richiesta del cliente) •Area Noleggio: sono esposte le auto ‘in promozione’, già tutte targate, che possono essere visionate e provate •Area Consegna: il luogo in cui la nuova auto a noleggio viene consegnata. In un solo giorno, il cliente può uscire guidando una vettura sostitutiva nel caso scelga l’opzione permuta, per poi ritirare, pochi giorni dopo, l’auto a noleggio. www.flottefinanzaweb.it


ARVAL STORE

Qui sopra, scorcio dell’Area Noleggio dello store di Corso Rosselli a Torino dove sono esposte le auto ‘in promozione’, già tutte targate, che possono essere visionate e provate dal cliente. Nel riquadro in basso a destra, un visitatore in postazione digital approfondisce il concetto di noleggio a lungo termine e le soluzioni offerte da Arval Italia in partnership con Intergea.

“Se avessi dovuto realizzare lo store senza il marchio Arval non l’avrei fatto”, chiarisce Di Tanno; “la certezza del successo non l'abbiamo, ma siamo fiduciosi”. Il trend delle prime settimane è dalla sua. Già il sito dedicato (https://www.arvalstore.it) ha registrato nel primo periodo di attività oltre 19.000 visite. Il cliente tipo è uomo, dai 35 anni in su e un profilo socio culturale medio-alto. Chi entra in Arval Store cerca una soluzione di mobilità efficace che gli consenta di avere l’auto che desidera senza dover immobilizzare il proprio capitale, ma soprattutto senza dover pensare a bollo, assicurazione, manutenzione, assistenza... tutti servizi inclusi nel canone mensile. C’è anche chi arriva dopo essere stato in concessionaria, dove magari ha individuato il proprio modello ideale, poi però, nell’80 per cento dei casi, chi sottoscrive il contratto di noleggio sceglie una delle auto tra quelle in esposizione. Le più quotate? Le utilitarie berline e i Suv compatti. www.flottefinanzaweb.it

Dalla vendita alla rendita Le auto sono tutte nuove e dei modelli più in voga, non c’è usato né chilometro zero. “Ora che abbiamo una leadership riconosciuta dai nostri clienti business”, sottolinea Dario Casiraghi, direttore generale SME Solutions e New Business Development di Arval Italia, “desideriamo farci conoscere dai privati: dal ragazzo che ha appena preso la patente e non ha modo di investire denaro per l’acquisto di una macchina, alla famiglia che vuole avere la certezza di un costo pianificato e certo ogni mese, senza dover pensare a bollo, assicurazione e alle tante varie ed eventuali”. Valore aggiunto è l’assistenza tecnica garantita dai diecimila metri quadrati di officina, la più grande d’Italia, a due passi dallo store. “Valore aggiunto”, conclude Casiraghi, “è anche una consulenza consapevole. Vogliamo trasformare il concetto di vendita in rendita”. giugno 2019 - Flotte&finanza - 17


COVER TEMPO DI LETTURA: 6 minuti

VOLKSWAGEN E-CRAFTER 35 ZEV

Faccia da turbodiesel Se togliessimo le targhette sul retro e sulla calandra nessuno si accorgerebbe della sua trazione elettrica: ed è proprio quello che voleva la Casa di Wolfsburg, permettere cioè di saltar giù da un Van termico e salire su uno a batterie senza problema alcuno di Gianluca Ventura in collaborazione con

LA SCELTA DI Flotte&finanza Cognome e nome Vw e-Crafter 35 L3H3 Luogo di nascita Polonia/Germania Alimentazione elettricità Coppia Nm/giri 320/1.400-3.200 Omologazione Euro 6d Cambio automatico monomarcia Lunghezza mm 5.986 Passo mm 3.640 Larghezza mm 2.040 Altezza mm 2.590 Volume di carico m3 10,7 Tara kg 2.427 Portata kg 998 Peso totale a terra kg 3.500 Prezzo (Iva esclusa) € 69.500 On line volkswagen-veicolicommerciali.it

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COVER

Alla guida Che i veicoli elettrici siano piacevoli e rilassanti da guidare è ormai cosa nota. A impressionare i neofiti della trazione a Volt è sempre l’accelerazione bruciante, grazie alla capacità dei motori elettrici di passare da zero a coppia massima in un baleno. Anche sul fronte della velocità di punta, nulla da dire. Volkswagen ha però deciso di limitare i chilometri orari massimi a 90, prediligendo così un utilizzo esclusivamente urbano a discapito - ad esempio - delle tangenziali, dove un po’ di boost in più farebbe bene ai sorpassi. Ma tant’è.

L’

idea di fondo dei progettisti tedeschi era proprio quella di creare il ‘minor fastidio’ possibile nel passaggio dalla trazione termica a quella elettrica. Fare in modo cioè che qualsiasi artigiano o fattorino potesse in un baleno mollare il volante di un Crafter Tdi per afferrare quello della versione ‘e’ ritrovando tutto identico, così da facilitare lo switch, anche temporaneo, tra le trazioni in base al lavoro da svolgere. Insomma, un approccio diametralmente opposto a quello di taluna concorrenza, giapponese soprattutto, che invece ha voluto puntare sulla diversità assoluta, estetica e di guida, aggiungendo molte funzioni spesso ignorate o inutilizzabili nel lavoro quotidiano. Perché un furgone non è un’auto.

In cabina Dentro non cercate differenze perché non ve ne sono. L’unica diversità è nella porzione sinistra del cluster, dove

INTERNI Nulla cambia in plancia rispetto alla versione termica. Sotto, da sinistra, al posto del contagiri va uno strumento per il monitoraggio dell’energia, mentre nel sistema d’infotainment si aggiungono le videate per la programmazione delle ricariche. Più a destra, i sedili e lo schienale mediano abbattibile. In basso, ancora da sinistra, il cielo cabina, il portaoggetti con la Cpu navigatore, il gavone sottopanca e l’interno porta.

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COVER

al posto del contagiri ci si piazza un altro grosso strumento circolare indicante (in percentuale) la potenza prelevata dalla batteria e quella recuperata in rilascio. Recupero che in realtà avviene solo se negli accumulatori c’è ‘spazio’, altrimenti ciccia. Più sotto, uno strumentino mostra invece la ‘birra’ delle batterie, ossia quanta energia abbiamo ancora a disposizione. L’indicatore di carica prende invece il posto del livello carburante, dentro il tachimetro sulla destra, mentre il display multifunzionale a centro cruscotto sostituisce i litri di gasolio coi chilowattora di corrente. Identico anche il sistema d’infotainment tattile, non fosse per le schermate in più dedicate all’eventuale

DESIGN Il disegno del Crafter elettrico, cosi come quello dei termici, è frutto del centro stile Volkswagen capitanato da Michael Mauer.

programmazione delle ricariche. Insomma, niente tasti Eco o manettini per aumentare il recupero energetico: infili le chiavi nel quadro, metti la leva del cambio (identica a quella dell’automatico) su D e vai.

Nel vano di carico Tutto come un comune Crafter L3H3, unica taglia disponibile al momento per questa versione elettrica. C’è l’illuminazione a led nel vano merci e sull’esemplare in prova i binari per il fissaggio del carico più i dieci occhioni d’ancoraggio tutti a pavimento. Nei pressi delle porte posteriori un’utile presa eletterica a 12 Volt.

ESTERNI Riconoscere esternamente la versione elettrica è praticamente impossibile. Sotto, da sinistra, il fianco destro aperto, il retro con le porte apribili di 270 gradi e il lato guida In basso, sempre da sinistra, la presa 12 Volt nel vano di carico, le plafoniere a led che assicurano una migliore illuminazione del vano di carico, l’interno dello stesso, le prese d’aria ricavate nel paraurti anteriore per raffreddare meglio i freni e la retrocamera sopra le porte posteriori.

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COVER

Batteria

Motore

Prestazioni

Marca e modello Samsung Tecnologia ioni di litio manganese-cobalto Tensione nominale (Volt) 323 Capacità nominale (Ah) 111 Energia (kWh) 38 (*) Numero moduli 27 Numero totale celle 264 Peso (kg) 344 Raffreddamento ad aria Tempo di ricarica completa dichiarato (h) da 5:20 a 17

Marca e modello Vw Eem85 Tipo sincrono Posizione anteriore trasversale Alimentazione corrente alternata Raffreddamento a liquido Inquinanti (omologaz./sistema) Zev

Potenza (kW(Cv)/giri) 100(136)/12.000 Coppia (Nm/giri) 290/0-12.000 Riserva di coppia (%) 264,7 Velocità massima (km/h) 90 (*) Autonomia dichiarata ciclo Nedc (km) 173

(*) 35,8 utilizzabili.

Aspetto esterno

(*) limitata elettronicamente.

SOTTOPELLE In grande, l’elettronica di potenza cela il motore sottostante. Sotto, da sinistra, le prese di ricarica sul fianco sinistro possono giocare brutti scherzi se la colonnina è a lato strada destro, il vano attrezzi sotto il pavimento, il caricatore Evse più il cavo Mennekes e le prese Tipo 2/Combo 2 al posto del tappo diesel. In basso, ancora da sinistra, la sospensione anteriore indipendente, i fusibili sotto il sedile guida, lo sblocco manuale della presa e la batteria di trazione.

Di serie c’è la scorrevole sul lato destro e sul retro le doppie porte a battente, apribili di 270 gradi con 440 euro extra. Aprendo lo sportellino di rifornimento a fianco della porta autista, si trovano invece le prese elettriche di Tipo 2 e Combo 2 per la ricarica rapida in corrente continua a 40 kW che promette di rifornire l’80 per cento in 45 minuti.

Meccanica La differenza è tutta qui. Sull’avantreno è sistemato un modulo assemblato nella fabbrica di Kassel, comprendente motore elettrico, cambio e differenziale, sovrastato dall’unità di controllo e quella di potenza, visibili aprendo il cofano. Quanto alle batterie, vengono distribuite sotto il pianale, sfruttando il fatto che si utilizza la struttura del Crafter 4Motion, di suo più alta da terra. In caso la spina resti bloccata nella presa del veicolo, un tiretto dietro al sedile di guida consente di sganciarla meccanicamente.

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DEALER DAY TEMPO DI LETTURA: 5 minuti

CONCESSIONARIE&RENTING

CI SONO ANCH’IO Con Rent2Go, Autotorino si candida a primo player del NLT a diretta emanazione di una concessionaria. L’annuncio al DealerDay (dove c’era anche Salvini) di Roberta Carati

A

utotorino, primo dealer italiano multimarca per dimensioni e fatturato, scopre le carte: da qui al 2025 la ‘sua’ Rent2Go - joint venture con Gruppo Barchetti (partner nei servizi con sede a Bolzano) e Banca Popolare di Sondrio (partner finanziario) - si candida a diventare il primo player italiano del noleggio a lungo termine a diretta emanazione di una concessionaria. La dichiarazione d’intenti, quando Rent2Go è ormai operativa dal luglio 2018, è del direttore generale di Autotorino, Stefano Martinalli, al convegno ‘Mobilità e noleggio’ che si è tenuto al Dealer Day di Verona: “I nostri competitori”,

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ha detto, “sono i noleggiatori e le Case attraverso le società controllate. Il cliente che si avvicina al noleggio chiede un servizio analogo a quello che compra l’auto. Ma se vendi il noleggio e offri un servizio di un altro soggetto il cliente è spiazzato. E non è più tuo, diventa un cliente della company rent. Tu fai il lavoro sporco del marciapiede e la company rent raccoglie i frutti”. Ed ecco allora Rent2Go, “uno strumento per far vivere al cliente l’analoga esperienza dell’acquisto”. Prossimità, Rapidità, Convenienza, Sicurezza sono gli elementi cardine della strategia di diffusione del noleggio secondo il dealer che conta su oltre 560 punti vendita tra le concessionarie del Gruppo di Cosio Valtellino (So) e quelle del Gruppo Barchetti, cui si sommano i 482 sportelli PopSO (“in lutto sul tema noleggio, modello che non è stato veicolato in modo efficiente”).

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DEALER DAY

Millennials, l’auto non è più ‘top-of-mind’

A sinistra, un momento del dibattito al Dealer Day su ‘Quali politiche per il mercato italiano dell’auto?’ con il ministro Matteo Salvini (al centro), il presidente di Autotorino, Plinio Vanini (a destra), e Leonardo Buzzavo, presidente di Quintegia.

Il cliente è esclusivamente corporate. A sua disposizione, 10.000 vetture a stock in pronta consegna. “Il break even point”, ha concluso Martinalli, “è a tremila auto in flotta. Stimiamo saranno ottomila entro il 2025”. Rent2Go darà del filo da torcere a noleggiatori puri come Arval - 200.000 veicoli gestiti in Italia per il 22 per cento di quota di mercato - che oggi propone soluzioni di mobilità da dieci minuti a dieci anni, e a società captive come Free2Move Lease (PSA Group), che veicola l’offerta di noleggio modulare all’azienda, al professionista, al privato, sempre e solo attraverso le concessionarie del Gruppo. Barchetti esclusa.

La promessa del Ministro A riprova della ‘potenza di fuoco’ di Autotorino, la partecipazione del presidente, Plinio Vanini, al dibattito sulle politiche per il mercato italiano dell’auto che lo ha visto sul palco con il vicepremier Matteo Salvini. Pungolato “dall’amico Plinio”, Salvini si è impegnato “a portare dal 40 al 100 per 100 la detraibilità dell’Iva per le auto aziendali, un’operazione da 500 milioni di euro che favorirà il rinnovo del circolante e, con le maggiori vendite, permetterà allo Stato di incassare anche più di prima”. Era il 15 maggio e il voto per le Europee incombeva. Il mondo dell’auto, aziendale e non solo, aspetta. A Verona anche il convegno su ‘Mobilità e noleggio’. Relatori, da sinistra: il direttore generale di Autotorino, Stefano Martinalli, Dario Casiraghi, direttore generale SME Solutions di Arval Italia, e Andrea Valente, general manager di Free2Move Lease. Ha moderato Tommaso Bortolomiol, partner di Quintegia.

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Hanno tra i 24 e i 35 anni e rappresentano il 16 per cento della popolazione. Sono i Millennials italiani, insieme a quelli di Germania e Regno Unito oggetto della ricerca di Bain & Company ‘Millennials alla guida’ illustrata durante il Dealer Day. Sarà che si è trovato a vivere la pesante crisi economico-finanziaria del Paese (a differenza dei baby boomers che sono diventati adulti con il Pil al 2,2 per cento e la generazione X al 2,6, con un misero 1,1 per cento i Millennials sono la prima generazione ad approcciare la vita da ‘grandi’ in un contesto poco promettente), e quindi dispone di un reddito reale nettamente inferiore a quello dei coetanei di vent’anni prima (-17 per cento), è un dato di fatto che un giovane su quattro non ha la patente e l’interesse per l’automobile (da comprare o noleggiare) è soltanto al quinto posto come priorità da mettere a budget dopo il conto corrente, le spese quotidiane, l’acquisto di una casa, una vacanza da sogno. Diverso il rapporto con la quattro ruote a seconda del luogo in cui vivono: i Millennials di città hanno sicuramente meno feeling di quelli che abitano in aree rurali, anche a causa dei costi di gestione più elevati (parcheggi, traffico, furti, atti vandalici, multe...); infatti, il 55 per cento guarda con favore al car sharing o ad altre forme di mobilità condivisa. Più ci si avvicina alla metropoli, più il dealer gioca un ruolo importante: proprio perché considerano l’auto un male necessario, e nonostante passino molto, moltissimo tempo sui social, al momento di fare il grande passo gli under 35 si consultano con gli amici, si informano online, e alla fine vanno in concessionaria. Ma attenzione: comunicare prodotto e prezzo, dettagliare consumi minimi e tassi di finanziamento non basta per conquistarli, occorre parlare la loro lingua. Seat, per esempio, ha capito che l’esperienza dentro l’auto deve richiamare la vita fuori dall’auto. Non per nulla è il costruttore con la clientela più giovane: il 31 per cento è Millennial.

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RENT-A-CAR TEMPO DI LETTURA: 3 minuti

NUOVI ARRIVI

Hertz spinge sul gas Con 510 Cv di potenza, la Giulia Quadrifoglio è la rombante novità by Alfa Romeo offerta ai clienti di Selezione Italia in anteprima mondiale

P

er il prossimo secolo di attività Hertz, e con lei la filiale italiana guidata da Massimiliano Archiapatti (amministratore delegato e direttore generale della società del ramo Rent-a-Car), puntano decisamente sull’esclusività. Un concetto che nel catalogo dell’operatore si declina in varie forme, ad esempio nella promozione di vetture di fascia alta o nella disponibilità di un prodotto che nessun altro competitor è in grado di proporre. Ci siamo soffermati su questi due aspetti in particolare

perché racchiudono le grandi novità che Hertz Italia ha presentato in questi primi mesi del 2019. Partendo dall’annuncio dell’ingresso, in anteprima mondiale per il comparto del noleggio a breve termine, di Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio nel catalogo di una delle collezioni più di successo - nonostante la giovane età - tra quelle che Hertz Italia ha studiato e introdotto a beneficio della propria clientela: Selezione Italia. Un inno alle eccellenze che la nostra Penisola - patria del buon cibo, dell’arte, dei paesaggi da cartolina, ma anche di un certo sapere e di un gusto raffinato certificati in ambito motoristico - offre ai tanti turisti che ogni anno la visitano (il rapporto sul totale tra noleggianti locali ed esteri è di 70 a 30).

Cavalli da addomesticare

La valorizzazione del passato Dalla collaborazione tra Hertz Italia e Garage Italia è nata una vettura elettrica open-air realizzata a partire da una Fiat 500 d’epoca: la Jolly ‘Spiaggina’ Icon-e. Trasformata in una soluzione di trasporto zero emissioni grazie all’impiego di un kit retrofit, nella fase di lancio la Cinquecentina è disponibile in tre esemplari, assegnati agli uffici della società a Milano, Roma e Firenze. Il canone giornaliero di noleggio per la vettura, prodotta nello stabilimento siciliano Fiat di Termini Imerese (Pa) e inserita in Selezione Italia, è di 300 euro. Da notare, sulla ‘Spiaggina’, l’utilizzo per la carrozzeria di colori Heritage, i cerchi in tinta, nonché, senza considerare i tanti dettagli di pregio, le due sedute in corda naturale intrecciata artigianalmente.

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Alla collezione dedicata ai modelli Made in Italy alto di gamma a spiccata vocazione sportiva è stata aggiunta la vettura di serie del Biscione più potente di sempre, spinta da un motore sei cilindri 2.891 litri, 510 Cv, tanti quanto l’importo di partenza del canone giornaliero richiesto. Prima dell’arrivo della Giulia Quadrifoglio, che sarà ritirabile presso i punti della società a Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Firenze (prossimità della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella), il marchio di Arese contava già, in Selezione Italia, su altri tre modelli: la 4C, la Stelvio e la Giulia Veloce. L’apprezzamento riservato al prodotto nella sua globalità, ricalcato nel Regno Unito con la British Collection e a breve anche in Germania, ha indotto Hertz Italia a studiarne l’esportazione oltre i confini nazionali. I mercati su cui sta lavorando sono Stati Uniti e Olanda. www.flottefinanzaweb.it


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SOLUZIONI TEMPO DI LETTURA: 5 minuti

ALPHARENT

Semplice e flessibile Il portafoglio di prodotti e servizi Alphabet si completa con il lancio, anche in Italia, di AlphaRent, il servizio di noleggio a breve e medio termine che viene incontro alle esigenze dei clienti con semplicità e flessibilità by Alphabet

I

l noleggio a breve e medio termine è una realtà sempre più consolidata nel mercato. Per offrire ai propri clienti la risposta ad ogni esigenza di mobilità, Alphabet ha lanciato anche in Italia AlphaRent, il servizio di noleggio per brevi e medi periodi, già presente con successo da diversi anni nelle altre Country europee. “La domanda di noleggio a medio termine è in forte crescita, in tutta Europa”, conferma Andrea Castronovo, presidente di Alphabet Italia. “AlphaRent è un passo avanti

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della nostra offerta di mobilità premium, un passo in più verso la flessibilità oggi sempre più richiesta dai nostri clienti. Accompagnare e anticipare le esigenze dei consumatori è stata, è e rimarrà una caratteristica fondamentale per ogni azienda di successo. Ed è anche una caratteristica che il mercato riconosce ad Alphabet”. AlphaRent è il prodotto dedicato alle aziende con esigenze di mobilità temporanee, e permette di usufruire di un’auto o di un veicolo comAndrea Castronovo: merciale a tariffe vantaggiose, “Accompagnare a partire da una settimana fino e anticipare le a un massimo di 24 mesi, senesigenze dei clienti za limiti di percorrenza. è stata, e rimarrà Il cliente può contare per tutta la nota caratteristica la durata del noleggio su tutti di ogni azienda i servizi necessari a garantire di successo”. una mobilità a 360 gradi e senza pensieri: manutenzione e riparazione, gestione delle multe, chilometraggio illimitato, copertura Rca, soccorso stradale, gestione sinistri e molto altro ancora. Inoltre, è possibile scegliere fra veicoli di ogni brand e carwww.flottefinanzaweb.it


SOLUZIONI

rozzeria, compresi veicoli commerciali e auto elettriche. Dalle city car ai Suv, dalle utilitarie alle auto premium come ad esempio i modelli del Gruppo BMW, ogni veicolo sempre nuovo e in perfette condizioni è configurato per rispondere alle esigenze di un’utenza business. E contrariamente a ciò che succede spesso nel noleggio a breve termine, nel caso di AlphaRent non esiste il termine “...e similare”: nel momento in cui si sceglie una determinata tipologia di vettura, quella sarà, senza sorprese. L’auto desiderata si può scegliere e riservare utilizzando il sistema online self-service che garantisce una prenotazione facile, veloce, flessibile nei tempi e sicura. Molto utile e apprezzato dai clienti il servizio di pick up & delivery in sede, con inoltre la possibilità di ritirare l’auto su una location e di riconsegnarla su un’altra.

AlphaRent: un servizio all inclusive Manutenzione e riparazione

Chilometraggio illimitato

Gestione multe

Copertura RCA

SERVIZI INCLUSI

Soccorso stradale

Gestione sinistri Copertura infortuni conducente Servizio incendio e furto

Il cliente AlphaRent AlphaRent è la risposta a tutte le esigenze di mobilità temporanea. È l’ideale per le aziende e i professionisti alla ricerca di soluzioni rapide e flessibili che non vogliono rinunciare al comfort di guida anche per periodi di tempo più lunghi. Qualche esempio: aziende con personale in periodo di prova; realtà che devono gestire grandi cantieri con lo spostamento di collaboratori fuori sede; società che devono far fronte alle esigenze di mobilità di personale non dotato di auto aziendale. Ma non solo. Alcuni fenomeni sociali stanno mettendo la popolazione nelle condizioni di avere esigenze di mobilità temporanee da risolvere. Quante persone stanno abbandonando la macchina di proprietà per usufruire del car sharing in città? E se queste persone volessero partire per qualche settimana di vacanza? Oppure una famiglia che necessita di un veicolo sostitutivo o di un veicolo aggiuntivo, magari più spazioso, per un certo periodo? E se ci fosse la necessità di una macchina differente per qualche giorno (più prestigiosa per rappresentanza, più potente per percorsi inusuali, magari un veicolo commerciale, o uno elettrico per muoversi senza problemi in centro città)? Anche in questi casi, AlphaRent si configura come la soluzione ideale.

Il grafico rende perfettamente l’idea di che cosa voglia dire pacchetto completo. Per tutta la durata del noleggio, da una settimana a 24 mesi, il cliente può contare su tutti i servizi necessari a garantire una mobilità a 360 gradi e senza pensieri: manutenzione e riparazione, gestione delle multe, chilometraggio illimitato, copertura Rca, soccorso stradale, gestione sinistri e molto altro ancora.

e riconsegna, si seleziona la categoria di veicoli. Al completamento dell’ultimo passaggio, in un’unica schermata compaiono tutti i veicoli disponibili con le informazioni necessarie per poter scegliere l’opzione più adatta. Si seleziona il veicolo desiderato e nella scheda veicolo si trovano tutte le informazioni relative all'offerta: servizi inclusi, optional e possibilità di personalizzazione. In questo modo è possibile costruire un pacchetto tailor-made e beneficiare di una soluzione che si adatta perfettamente alle proprie esigenze di mobilità.

Pacchetto tailor-made Il portale di prenotazione online consente di prenotare il veicolo desiderato in modo semplice e veloce in tre step. Si sceglie la località di ritiro del veicolo, si inseriscono le date di ritiro www.flottefinanzaweb.it

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FLEET CONFIGURATOR

TEMPO DI LETTURA: 12 minuti

GUIDA ALLA SCELTA

Cabrio

SUPER

Undressed Vehicles Tutti hanno un SUV? È diventata l’auto del popolo? Se il pensiero vi ha sfiorato almeno una volta e i figli hanno l’età per andare fuori casa, allora il sapore dell’avventura è diverso ed è più green. Capelli al vento, auto più leggera e meno CO2 emessi. State pensando alla suocera? C’è allora una bella cabrio 4 posti

di Matthieu Colombo

190 g/Km di CO2 Associate il nome Boxster a una Porsche vorrei ma non posso? Nulla di più sbagliato. Motore centrale, 4 cilindri, di soli 2 litri, per ben 220 kW (300 Cv), 0-100 km/h in 5 secondi e 275 km/h. Per essere un’auto aziendale ha il problema del superbollo e supera la soglia dei 60mila euro di listino. A renderla politicamente scorretta sono i CO2 emessi...

Abarth 595 Cabrio 1.4 Turbo 145 Cv

Audi A3 Cabrio 35 TFSI COD Busin.

1.4 turboT-Jet 107 kW (145 Cv) da 22.750 a 28.750 euro iva inclusa

1.5 turbo benzina 110 kW (150 Cv) da 38.190 a 49.460 euro iva inclusa

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 3 stelle Euro NCAP (protezione 66%) • Optional da prendere: interni pregiati 1.200 euro • Per il cambio automatico robotizzato 1.600 euro • Volume bagagliaio: 185 litri

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 5 stelle Euro NCAP (protezione 95%) • Optional da prendere: cerchi in lega 18” 1.745 euro • Per il cambio automatico Stronic 2.200 euro • Volume bagagliaio: 320 litri

Tra le più accessibili, ma anche arroganti, c’è la Abarth 595 Cabrio. Noi scegliamo la versione meno potente che arriva a 100 all’ora in 5 decimi di secondo in più rispetto alla 160 Cv, ma costa anche 3mila euro in meno. Data la rivendibilità buona, la rata di noleggio deve essere ragionevole. Con 152 g/km di CO2, fa registrare valori superiori a un’Audi S3 Stronic! La Fiat 500C? Costa poco meno, ma ha emissioni basse.

Se il trasporto di passeggeri al posteriore è occasionale, la A3 Cabrio è molto più agile (e accessibile) di una A5 Cabrio. Inoltre, ha il passo più corto di 17 centimetri, il peso inferiore di 240 kg e prestazioni di tutto rispetto con un 1,5 litri turbo a fronte di un 2 litri turbo. In termini di g/km di CO2 fa segnare un valore di soli 128. Con l’A3 Cabrio, si sceglie la qualità Audi con costi di gestione ragionevoli, ma attenzione agli optional!

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FLEET CONFIGURATOR

Audi A5 Cabrio 40 TFSI Stronic Business Sport 2.0 turbo benzina 140 kW (190 Cv) da 56.215 a 58.665 euro iva inclusa

Audi TT Spider 40 TFSI Stronic 2.0 turbo benzina 145 kW (197 Cv) da 44.7400 a 48.140 euro iva inclusa

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 5 stelle Euro NCAP (protezione 89%) • Optional da prendere: sistemi di assistenza alla guida • Il cambio automatico Stronic è preciso e veloce • Volume bagagliaio 380 litri

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 4 stelle Euro NCAP (protezione 81%) • Optional da prendere: interni pregiati 565 euro • Per i fari a led 1.465 euro • Volume bagagliaio 305 litri

Rispetto alla sorella minore A3 ha un baule un poco più capiente, ma soprattutto un comfort decisamente maggiore, soprattutto sui lunghi tragitti dove il passo superiore regala una stabilità in curva notevole. Tra i punti che non giocano a favore della A5 citiamo il peso in ordine di marcia di 1.700 kg. Vi piacciono le Audi sportive? Preferite i cerchi da 19” all’allestimento esterno Sline.

Ha lo stesso motore dell’Audi A5 che consigliamo, ma pesa oltre 250 kg meno e ha un passo da utilitaria, ben 260 mm meno di una A5, che le regala una grande agilità. Si tratta di una macchina molto efficace, che non piace al classico pubblico Audi. La TT dispensa prestazioni elevate senza lasciarlo percepire per via dell’onnipresente elettronica. È una sportiva sicura, adatta anche a chi non è un asso del volante...

BMW 218i Cabrio Advantage

BMW 420d Cabrio Advantage

1.5 turbo benzina 100 kW (136 Cv) da 40.400 a 42.500 euro iva inclusa

2.0 turbodiesel 140 kW (190 Cv) da 56.650 a 59.000 euro iva inclusa

Un aiuto per la scelta • Sicurezza stelle Euro NCAP n.d. (Serie 1, 5 stelle) • Opt. da prendere: Variable Sport steering 300 euro • Per il cambio automatico (upgrade 220i) 4.200 euro • Volume bagagliaio: 335 litri

Un aiuto per la scelta • Sicurezza stelle Euro NCAP n.d. (Serie 3, 5 stelle) • Opt. da prendere: Variable Sport steering 300 euro • Per il cambio automatico 2.450 euro • Volume bagagliaio: 370 litri

Se vi diverte l’idea di una cabrio ma non vedete ogni marciapiede come un cordolo, la 218i benzina fa il suo dovere. Emette però 144 g/km di CO2. La serie 2 cabrio che emette meno CO2 (127 g/km) è la 218d Advantage diesel da 40.700 euro di listino, che merita però il cambio automatico 8 marce con cui il conto sale a 45.700 euro senza aggiungere frivolezze. Secondo noi ha senso basic e benzina.

Le versioni benzina esistono, ma per muovere 1.800 kg di auto ci vuole una bella coppia e scegliere il 2 litri turbo (330i), che non paga il superbollo, vuol dire partire da oltre 60mila euro. L’auto non ha bisogno di presentazioni e per chi esita ad acquistare una cabrio perché teme il taglio della capote in tela, la Serie 4 offre il tetto rigido a scomparsa. Certo, pesa come un SUV, ma il baricentro è molto più basso.

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FLEET CONFIGURATOR

DS3 Cabrio 130 Sport Chic

Fiat 124 Spider 1.4 MultiAir Lusso

1.2 turbo benzina 96 kW (130 Cv) da 25.900 a 36.000 euro iva inclusa

1.5 turbodiesel 85 kW (116 Cv) da 30.340 a 33.000 euro iva inclusa

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 3 stelle Euro NCAP (protezione 69%) • Optional da prendere: ruotino 180 euro • Per il cambio automatico 3.450 euro • Volume bagagliaio: 245 litri

Un aiuto per la scelta • Sicurezza stelle Euro NCAP n.d. • Optional da prendere: navigatore 800 euro • Per il cambio automatico (sconsigliato) 2.000 euro • Volume bagagliaio: 140 litri, ha la trazione posteriore

Non è un’auto progettata di recente, ma sicuramente è originale. Il suo punto forte è la motorizzazione da 130 Cv che emette solo 105 g/km di CO2 . Se avete voglia di cabrio e siete nostalgici delle auto compatte francesi degli anni Ottanta, la DS3 è fatta per voi. Più sbarazzina che sportiva, ha una tenuta di strada superiore alla media. Non vale la pena di accessoriarla troppo. Più è semplice, meglio è.

Bassi costi di gestione, tanto divertimento e un autotelaio sviluppato in sinergia con la giapponese Mazda che ha il merito di avere rilanciato questo segmento di auto ‘anni Sessanta’ nel 1989. Se volete guidare italiano e avere i capelli al vento la 124 Spider è la vostra cabrio 2 posti. La potete scegliere basic, ma se optate per il navi in plancia si parte dalla Lusso. Rispetto alla cugina giappo ha più coppia ai bassi.

Land Rover Evoque Cabrio

Mazda MX-5 2.0L Skyactiv-G Sp.

2.0 turbodiesel 132 kW (180 Cv) da 58.930 a 65.000 euro iva inclusa

2.0 benzina aspirato 135 kW (184 Cv) da 31.500 a 33.500 euro iva inclusa

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 5 stelle Euro NCAP (protezione 94%)* • Optional da prendere: interni pregiati 2.522 euro • Cambio automatico di serie • Volume bagagliaio: 251 litri

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 4 stelle Euro NCAP (protezione 84%) • Optional da prendere: nessuno • Cambio automatico, non adatto • Volume bagagliaio: 130 litri, ha la trazione posteriore

L’Evoque taglia via il tetto ma ingrassa di 220 kg e arriva a oltre due tonnellate in ordine di marcia. La cabrio è disponibile solo diesel. Dato il peso arriva a emettere 177 g/km di CO2. I casi sono due: o questa Evoque vi fa impazzire, oppure vi conviene scegliere una cabrio sportiva due posti che arriva a 100 km/h in 5 secondi e non in 10 come questa inglesona. Siete ancora titubanti? Allora prendetela arancione.

L’accelerazione da zero a 100 in 6,5 secondi non è mai costata così poco. Più leggera della cugina Fiat 124 Spider, l’ultima versione della MX-5 è un’auto davvero degna di nota. Il peso e il passo sono quelli di una Panda, ma il baricentro a pochi centimetri da terra, la trazione posteriore e 184 Cv fanno tutto. Se non siete maniaci delle prestazioni scegliete la 1.5 G Exceed che costa 3.650 euro in meno.

*Nota: dati della versione berlina 5 porte

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FLEET CONFIGURATOR

Mercedes C200 Aut. EQ-Boost Cabrio Ex 1.5 turbo benzina 145 kW (197Cv) da 56.830 a 60.500 euro iva inclusa

Mercedes SLC 180 AMG Line 1.6 turbo benzina 115 kW (156 Cv) da 42.579 a 48.000 euro iva inclusa

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 5 stelle Euro NCAP (protezione 89%) • Optional da prendere: capote rossa o blu 0 euro • Cambio automatico di serie • Volume bagagliaio: 360 litri

Un aiuto per la scelta • Sicurezza Stelle Euro NCAP n.d. • Optional da prendere: navigatore 610 euro • Per il cambio automatico (SLC200) 2.650 euro • Volume bagagliaio: 335 litri

Tanto fumo e un buon arrosto. Oggi la Classe C Cabrio è disponibile nella versione 200 (motore 1.5 benzina turbo da 184 Cv con impianto mini ibrido a 48V) che assicura a questa 4 posti prestazioni superiori alla media, oppure declinata nelle detonanti versioni AMG V6 o V8 che costano praticamente il doppio. Volete una C200 Cabrio vistosa come una vera AMG? La fattura sale di ben 8.000 euro...

L’autotelaio non è dei più giovani, ma il tetto rigido a scomparsa ha molti estimatori. Oggi la scoperta a 2 posti di gamma media è disponibile con un generoso 1.6 benzina turbo. L’assetto piatto, il telaio rigido e i controlli elettronici la rendono più efficace che divertente. Il motore due litri aspirato (SLC 200) regala poche emozioni in più. Meglio la versione turbo (SLC 300) con cambio automatico. Da 53.651 euro...

Mini Cooper Cabrio 1.5 turbo

Smart 90T Cabrio Superpassion

1.5 turbo benzina 100 kW (136 Cv) da 27.200 a 31.000 euro iva inclusa

0.9 turbo benzina 66 kW (90 Cv) da 21.154 a 23.000 euro iva inclusa

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 4 stelle Euro NCAP (protezione 79%) • Optional da prendere: interni pregiati 990 euro • Per il cambio automatico 2.000 euro • Volume bagagliaio: 215 litri

Un aiuto per la scelta • Sicurezza 4 stelle Euro NCAP (protezione 82%) • Optional da prendere: antifurto 308 euro • Cambio automatico di serie • Volume bagagliaio: 190 litri

La Mini cabrio è un’icona. Il motore da 1,5 litri e 136 Cv è un buon compromesso, dato che per la versione da 2 litri turbo che offre prestazioni superiori ma non stratosferiche è richiesta una differenza di ben 4.800 euro. Ovviamente i due posti posteriori sono di fortuna e l’omologazione è per 4 persone. A nostro parere il rapporto qualità prezzo è buono così come la rivendibilità (soluzioni di noleggio vantaggiose).

L’elettrificazione della gamma Smart è iniziata e gli incentivi statali per passare all’elettrico sono allettanti (ma non quanto nel Nord Europa). L’efficienza dei motori benzina è tale che l’idea di scegliere un elettrico di potenza inferiore su un’auto di peso complessivamente superiore è poco allettante. Se l’immagine green non è la priorità assoluta, allora optate per una delle ultime cabrio turbo in allestimento Superpassion.

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giugno 2019 - Flotte&finanza - 31


LE PROVE DI F&F TEMPO DI LETTURA: 6 minuti

MERCEDES-BENZ CLASSE B

Più tourer Cambia totalmente pelle la monovolume compatta della Stella, che lancia sul mercato cinematiche inedite da vettura premium di Gianluca Ventura

L

a clientela cambia gusto, migrando verso gli Sport Utility nella fascia dei veicoli da famiglia compatti, quindi tocca adeguarsi. Sulla scia del successo della nuova Classe A, diventata ora una berlinetta per conducenti giovani seppur danarosi, pure la B cambia fenotipo, abbracciando il concetto di Sport Tourer. Con un’aerodinamica migliorata, assetto e look più aggressivi, nonché un sistema d’infotainment che raggiunge e stacca quello della Classe A, stante un Mbux aggior-

nabile online dotato di navigazione a realtà aumentata e integrazione con gli assistenti virtuali Siri, Google, Alexa e perfino Garmin. Una vettura, la B, apprezzata in Italia, dove fino a oggi finiva metà della produzione, e bramata dalla donne: 57 clienti su 100 erano del gentil sesso.

Rivista fuori, dentro e sotto Non è un restyling, bensì una vettura completamente nuova, a partire dalla cinematica. Che porta al debutto

INTERNI Si mette mano a tutto, rivedendo completamente il cockpit che diventa monocorpo con al centro il sistema multimediale Mbux. Anche il cluster si fa tablet digitale personalizzabile: di serie sono offerti due display da 7 pollici, a richiesta un display da 7 pollici più uno da 10,25, oppure due di quest’ultima dimensione, anche con realtà aumentata. Pagando un extra, è possibile avere perfino l’head-up display, che proietta le informazioni del cruscotto sul parabrezza. Per l'illuminazione interna, si può scegliere fra ben sessantaquattro colori e dieci scenari cromatici.

32 - Flotte&finanza - giugno 2019

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LE PROVE DI F&F

LA SCELTA DI Flotte&finanza

BAULE La Classe B offre di serie i sedili posteriori abbattibili nella proporzione 40-20-40 (sopra, a sinistra), capaci di scorrere in avanti di 140 millimetri. Rispetto alla serie precedente, il volume del bagagliaio coi sedili ritti diminuisce di 33 litri, ma per il portellone adesso c’è l’opzione del movimento elettrico Easy Pack che, in abbinata all’Hands Free Access, risponde a un movimento del piede. Sopra, a destra, l’equipaggiamento sotto il bagagliaio.

un diesel quadricilindro già Euro 6d, trasversale abbinato a un cambio automatizzato doppia frizione otto rapporti, buoni anche per le altre trazioni anteriori del Gruppo (si veda il riquadro ‘meccanica’ a lato). Offerto in due tarature, s’affianca a un diesel 1.461 cc da 85 kW (116 Cv) e al benzina milletre da 100 e 120 kW (136 e 163 Cv). Allungando il passo, spostando le ruote più all’estremità e rastremando il tunnel interno, si recupera ulteriore spazio per gli occupanti. Mentre grazie alla linea più filante ne guadagna l’efficienza in termini di consumi.

Cognome e nome Mercedes-Benz Classe B Luogo di nascita Germania Versione 200d Sport Alimentazione diesel Cilindrata cm3 1.950 Potenza kW(Cv)/giri 110(150)/3.400-4.400 Coppia Nm/giri 320/1.400-3.200 Omologazione Euro 6d Cambio/n° marce automatizzato/8 Consumo combinato l/100 4,2-4,5 Emissioni CO2 g/km 112-119 Capacità serbatoio l 43 Capacità bagagliaio dm3 455 (1.540*) Lunghezza mm 4.419 Passo mm 2.729 Larghezza mm 1.796 Altezza mm 1.562 Massa vettura kg 1.535 Prezzo (Iva inclusa) € 28.540 On line www.mercedes-benz.it (*) Con sedili posteriori abbattuti

Sempre più connessa La nuova Classe B è già pronta di serie per la condivisione privata: attraverso il portale e l’App Mercedes me (nella sua versione Car Sharing) è infatti possibile condividerla con amici e familiari, che potranno accedervi utilizzando il proprio smartphone. Mentre coi nuovi servizi Mercedes me connect On-Street Prediction, Real-Time Information e Off-Street Information diventa più facile trovare un parcheggio, grazie alle informazioni in tempo reale provenienti anche da altre vetture Mercedes-Benz che hanno appena lasciato un posto o che sono transitate davanti a potenziali parcheggi. Acquistando infine il pacchetto ‘Sistemi assistenza alla guida’, Classe B può viaggiare in modalità parzialmente automatica, in virtù dell’assistenza attiva al cambio di corsia, della regolazione automatica della distanza e della frenata automatica che

MECCANICA Una delle due novità più interessanti relative alla catena cinematica sono il debuttante turbodiesel captive quadricilindro 1,95 litri Om 654q trasversale Euro 6d, adatto alle trazioni anteriori come la Classe B (foto in alto). L’altra (foto a destra) è invece il cambio robotizzato a doppia frizione, otto rapporti, 8G-Dct, disponibile abbinato solo al nuovo propulsore di cui sopra, nel cofano delle B 200d e B 220d, tarato a 110 e 140 kW (150 e 190 Cv), con 320 o 400 Nm di coppia.

rileva perfino eventuali pedoni o ciclisti distratti. Ultima chicca per un utilizzo business, la funzione ufficio in auto (In-Car Office), che trasforma la Classe B nel luogo ove poter continuare a lavorare, organizzando addirittura una teleconferenza o gestendo vocalmente tutti i propri appuntamenti professionali. Cambiano l’aspetto e anche le misure in questa serie W247 della Classe B, che cresce di 26 millimetri in lunghezza, 10 in larghezza e 30 nel passo, ma s’abbassa di 4. All’interno, nel vano anteriore, lo spazio per i gomiti misura adesso 1.456 millimetri, 33 in più della serie precedente, e a richiesta si possono avere i sedili Multicontour climatizzati con funzione di massaggio.

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LE AUTO DI F&F TEMPO DI LETTURA: 3 minuti

NUOVO MOTORE PER LA MONOVOLUME FRANCESE

Il 1.7 entra in Scénic Sviluppato e costruito da Renault il propulsore diesel, disponibile in due livelli di potenza. Consumi ai minimi ed emissioni che conquistano le flotte

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na vettura che piace molto anche alle flotte perché confortevole, sempre più sicura e dalle eccellenti prestazioni. È Renault Scénic, modello che nel 1996 ha fatto da apripista ai monovolume del segmento C e che oggi è giunto alla quarta generazione. Oltre cinque milioni i clienti in Europa e 500mila quelli in Italia. Per continuare a soddisfarli la Losanga, dopo aver lanciato nel 2018 i motori benzina 1.3 TCe Fap, ha ampliato la propria offerta introducendo il Blue dCi 1.7, nelle potenze di 120 e 150 Cv, con coppie massime rispettivamente di 300 e 340 Nm. Un propulsore sviluppato interamente da Renault, costruito a Valladolid, in Spagna, e che può contare su oltre 2.500 ore di test al banco e 270mila chilometri su strada. E che punta a equipaggiare numerosi modelli dell’Alleanza.

Oltre 20 chilometri con un litro A caratterizzarlo sono un nuovo albero motore che permette una riduzione degli attriti e quindi dei consumi, la

presenza di una turbina a geometria variabile per una migliore efficienza del turbocompressore, gli iniettori a 8 fori a 2.500 bar e l’intercooler aria/acqua che ottimizza il rendimento di combustione. Entrambe le versioni dispongono di sistema di riduzione dell’ossido di azoto tramite Scr, con utilizzo di AdBlue. I consumi variano da 4,8 litri a 4,9 litri/100 km in ciclo misto. Le emissioni di CO2, invece, da 127 a 129 gr/Km. Il 1.7 può essere montato anche a bordo di Grand Scénic, con un investimento superiore di 1.500 euro rispetto a Scénic. Per quanto riguarda i prezzi, la Business Blue dCi 120 Cv, quella maggiormente richiesta dalle flotte, è offerta a 28.600 euro, la Business Blue dCi 150cv a 29.950 euro. Sempre di serie R-Link2. Da sinistra, una vista della plancia dominata dal touchscreen R-Link 2 da 8,7 pollici, il baule che può raggiungere i 496 decimetri cubi e il nuovo motore Blue dCi 1.7 sviluppato da Renault.

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IL RETROTEST DI F&F TEMPO DI LETTURA: 3 minuti

ALFA ROMEO STELVIO

Oltre il Suv A due anni dall’introduzione sul mercato, Flotte&finanza torna a provare lo sport utility del Biscione, stavolta ‘chilometrato’, per capire come invecchiano le Alfa Romeo del nuovo corso

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olete uno sport utility e allo stesso tempo una vettura sportiva? La soluzione, a portata di tutte o quasi tutte le tasche, è italiana (lo fabbricano in quel di Cassino, nel Frusinate) e si chiama Alfa Romeo Stelvio. Un Suv del segmento D lanciato sul mercato nel 2017 e che a due anni da quel giorno torniamo a guidare, testandone per circa un mese uno ‘chilometrato’, al fine di capire se - come succedeva oltre un decennio fa - le auto del Biscione soffrano ancora il tempo e la strada percorsa, debolezze letali per il valore residuo del mezzo. Ebbene no. Oltre 20mila chilometri dopo, la nostra Stelvio, una Q4 turbodiesel da 210 cavalli prima serie, sembra appena uscita dal concessionario, senza scricchiolii né segni d’usura, perdite o comportamenti strani anche sui percorsi più difficili. Elementi che ci fanno ancora sostenere come Stelvio sia un Suv unico, perfetto per le flotte, abbastanza compatto fuori e spaziosissimo dentro.

Nuovo allestimento ‘Ti’ Insomma un ‘must rent’ che non vi farà pentire della scelta. E ora, per celebrarne il successo, arriva sulle Q4 diesel 210

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Cv e benzina 280 il nuovo allestimento ‘Ti’ - come Turismo Internazionale - , un classico di Alfa Romeo. Che prevede di serie il Pack Performance, in cui sono incluse le palette del cambio al volante in alluminio, il bloccaggio differenziale posteriore e le sospensioni attive Active Suspension, oltre ai pack Sport e Sport Interior. Tra le dotazioni dei pacchetti, volante sportivo in pelle, inserti e pedaliera sportiva in alluminio, sedili sportivi in pelle con regolazione elettrica, ambiente nero. Il tutto senza rinunciare alla connettività e al comfort di bordo grazie al media center Alfa Connect completo di Apple CarPlay/Android Auto, l’Adaptive cruise control e i fari bi-xeno. Della partita anche dei poderosi cerchi in lega da 20 pollici in combinazione con pinze freno rosse, le cornici dei cristalli esterni in nero lucido, così come i terminali di scarico, i badge Stelvio e Q4 scuri quanto i vetri dietro. Nella foto in grande, l’Alfa Romeo Stelvio nel nuovo allestimento ‘Ti’, con lo scudo frontale e le calotte dei retrovisori in carbonio, nonché i cerchi da 20. Sotto, da sinistra, il retro coi gruppi ottici bruniti, il volante sportivo in pelle con le palette in alluminio, l’integrazione Apple CarPlay/Android Auto del sistema Alfa Connect con schermo da 8,8 pollici e il cambio automatico col bloccaggio differenziale posteriore.

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PAY-PER-USE

Condividiamo con U-Go?

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LA MOBILITÀ PER LEASYS

Non uno di più Dimmi quanti chilometri fai e ti dirò quanto pagherai. Arriva Jeep Miles, il noleggio pay-per-use rivolto ai privati. Si parte con Renegade e Compass

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Giacomo Carelli, Ceo e general manager di Fca Bank, joint venture paritetica tra Fca Italy e CA Consumer Finance, società del gruppo Crédit Agricole. Fca Bank controlla il cento per cento di Leasys.

resce costantemente il numero dei privati che guarda con interesse al renting e Leasys, società di noleggio e di mobilità di Fca, non sta alla finestra. Tante le formule alternative al classico acquisto proposte, a cui ora si aggiunge Jeep Miles, presentata in occasione del lancio degli allestimenti Trailhawk su Compass e Cherokee che le rendono ancora più versatili e adatte all’utilizzo in off-road (sul prossimo numero di Flotte&finanza tutti i dettagli). “Jeep Miles - ha spiegato Giacomo Carelli, Ceo e general manager di Fca Bank - è un noleggio pay-per-use, che offre quindi la possibilità di pagare solo il reale utilizzo del veicolo. Una formula che stando a recenti sondaggi interesserebbe un cliente su due in Europa: del resto, le auto rimangono parcheggiate per il 95 per cento del tempo. Innovativa e flessibile, Jeep Miles è particolarmente adatta a quei clienti con basse percorrenze annuali, intorno ai 10mila chilometri, oltre il 51 per cento del totale. Jeep Miles è un noleggio con durata 48 mesi che, senza anticipo, prevede un canone mensile vantaggioso, a cui si aggiunge una quota variabile calcolata in base ai chilometri effettivamente percorsi, che vengono rilevati dalla T-Box Mopar Connect installata a bordo”. Il cliente può scegliere tra due versioni: ‘light’, comprensiva di tassa di possesso, assicurazione RCA, Leasys app e assistenza stradale; e ‘plus’, con in più la copertura furto e incendio, la copertura danni e la manutenzione ordinaria e straordinaria. Nel primo caso si versano 9 centesimi al km, nel secondo 18 centesimi al km. “Le due soluzioni possono essere abbinate - ha sottolineato Carelli - a tutte le motorizzazioni e gli allestimenti di Jeep Renegade e Compass, anche alle versioni ibride plug-in in uscita nel 2020. Secondo

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Il debutto di Giulietta Model Year 2019 è stata l’occasione per presentare U-Go by Leasys, la prima piattaforma che offre ai privati soluzioni di condivisione dell'auto peer to peer, ossia da utente a utente. Chi sceglie BeFree di Leasys per salire a bordo della compatta firmata Alfa Romeo, proposta in cinque allestimenti con sei nuovi pacchetti, può ora condividerla. U-Go è, infatti, pensato per tutti quei clienti con l’attitudine allo sharing, che cercano nuove soluzioni di mobilità e vogliono contenere la spesa mensile del canone di noleggio. Dall’altra parte, gli ‘U-Go User’ possono contare su una vettura, per qualche ora o qualche giorno. La piattaforma ugo.leasys.com, fruibile sia dal sito sia dall’app, fa incontrare le esigenze di Player e User: il Player si registra indicando le caratteristiche della propria auto, il periodo di disponibilità e la tariffa giornaliera (in un mese non può incassare più di quanto versa come canone); lo User, dopo essersi registrato, potrà individuare il veicolo effettuando la ricerca per città e periodo d’interesse, concordando con il Player le modalità per il ritiro e il pagamento (tramite contanti o carta di credito presso i punti Leasys). Al termine del periodo di condivisione, entrambi potranno lasciare una recensione. U-Go punta anche alla creazione di una community tramite sistemi di feedback diretto. Già disponibile sul mercato italiano, il servizio sarà presto lanciato in Francia, Spagna e Regno Unito. Si stima di arrivare a 50.000 utenti registrati entro il 2021.

le nostre stime, già nel primo anno Jeep Miles sarà scelto da oltre 10mila clienti”. Tradotto in euro, quanto costa guidare una Jeep con Miles? Ecco alcuni esempi. Jeep Renegade 1.6 Multijet Longitude si potrà avere a un canone fisso di 199 euro al mese, mentre Jeep Compass 1.6 Multijet Longitude a 249 euro al mese, sempre senza alcun anticipo. E poi da 0,09 a 0,18 centesimi a chilometro, ma in fase di lancio i primi 1.000 sono offerti da Leasys. www.flottefinanzaweb.it


21°

INFO Per informazioni ed iscrizioni www.internetmotors.it

LOCATION Teatro Nazionale CheBanca! Via Giordano Rota, 1 - Milano M1 Fermata Wagner


TECNOLOGIE TEMPO DI LETTURA: 6 minuti

F&F Si tratta di soluzioni trasversali?  Soluzioni che possiamo proporre, indistintamente, a tutti i player della mobilità: gli OEM; le società di noleggio a breve e lungo termine; gli operatori del car sharing.

F&F I competitor più temibili sono le società captive?

MOBILITÀ INTELLIGENTE

Multimodello Un contributo al business. Che si parli di Vehicle Sharing, Fleet Telematics, Driver & Vehicle Relationship Management, il propulsore è Omoove

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ostruttori di veicoli, compagnie di noleggio a lungo e breve termine, società di car sharing, utilizzatori. Per ognuna di queste tipologie di clienti, Omoove ha sviluppato soluzioni tecnologiche ad hoc. Siamo entrati nel merito con Edwin Maria Colella, VP Sales and Marketing Omoove, azienda del gruppo Octo Telematics. Edwin Maria Colella, VP Sales and Marketing Omoove. A destra, un’immagine che traduce il concetto di Telematica Assicurativa: la tecnologia consente all’operatore di tracciare e monitorare le prestazioni in tempo reale. La raccolta intelligente di dati e le applicazioni analitiche forniscono soluzioni automatizzate e allarmi di sicurezza quando necessario.

F&F Dire Omoove è dire Intelligent Mobility?  Esattamente. Partendo dal presupposto che la suite tecnologica Omoove permette di realizzare i modelli di business più eterogenei e complessi, la value proposition si declina in tre soluzioni: - ‘Vehicle Sharing & Renting’, rivolta agli operatori di car sharing, scooter sharing, corporate car sharing, ride sharing, car pooling e compagnie di noleggio... un multimodello che prevede anche la possibilità di optare per le formule free floating e/o station based. - ‘Fleet Telematics’, per massimizzare l’utilizzo dei veicoli in flotta, mantenerli efficienti, intervenire preventivamente in caso di alert registrati dal mezzo e tempestivamente in caso di incidente. - ‘Driver & Vehicle Relationship Management’, per permettere a chi eroga il servizio di avere un contatto diretto con l’utilizzatore al fine di veicolare e ricevere informazioni puntuali; il servizio di push notification, per esempio, è un potente strumento di marketing che contribuisce a rafforzare la relazione tra azienda e cliente.

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 È corretto e ragionevole che le aziende sviluppino componenti proprietari: ecco perché offriamo soluzioni complete, modulari e integrate. La flessibilità e i contenuti innovativi delle nostre proposte ci permettono di continuare a distinguerci in un mercato molto competitivo.

F&F Che cosa c’è nel 2019 di Omoove?  Un tool di visual analytics, l’integrazione con la piattaforma Salesforce, Zuora per i sistemi di pagamento e la soluzione Safo per la gestione delle multe. Stiamo anche sviluppando il canale distributivo indiretto: abbiamo individuato dei partner - reti di installatori o reti di distributori - in modo che il piccolo operatore intenzionato a sviluppare un’attività di car sharing o di noleggio, trovi nelle soluzioni offerte da Omoove una risposta perfettamente adattabile sia che si tratti di un albergo in Costiera Amalfitana sia di una realtà che prevede la gestione di numerosi veicoli.

F&F Non si rischia l’appiattimento?  I piccoli operatori hanno bisogno di una soluzione white-label, completa ma standard, per partire velocemente; i grandi chiedono integrazione con i loro sistemi e customizzazione dei processi operativi. Omoove conosce e interpreta entrambi gli scenari.


NEWS AFTERMARKET

POST VENDITA

La produzione di componenti e ricambi, il riciclo, la distribuzione, la rivendita e l’installazione di tutte le parti dei veicoli, la manutenzione, i prodotti chimici, le attrezzature, gli equipaggiamenti e gli accessori. L’aftermarket automobilistico è servito

AUTOPROMOTEC GRANDI NUMERI La 28esima biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico - a Bologna Fiere dal 22 al 26 maggio - ha centrato gli obiettivi della vigilia: ha infatti registrato la partecipazione di 119.108 addetti ai lavori, il 4,85 per cento più del 2017. Significativa la presenza di operatori professionali stranieri, pari al 18 per cento, e di oltre 100 delegati provenienti da 32 Paesi. Una presenza che si è tradotta in 629 incontri B2B con gli espositori italiani (il 57 per cento dei 1.676 totali) organizzati nell’ambito del piano per la promozione internazionale di Autopromotec e di tutta la filiera dell’aftermarket automotive. Prossima edizione, il 26 maggio 2021.

CONSEGNE, CI PENSA DIGIT Si chiama Digit l’automa dalle sembianze umane sviluppato da Ford in collaborazione con Agility Robotics con il compito di consegnare a domicilio pacchi fino a 18 chili di peso. Le sue caratteristiche motorie gli permettono di sollevare il pacco, salire e scendere le scale, camminare su terreni sconnessi e reagire aipiccoli urti senza perdere l’equilibrio. Fatta la consegna, si richiude e auto-ripone nella parte posteriore del veicolo. Ovviamente a guida autonoma.

L’OLIO MOTORE... IN SCATOLA

ARIA PURA, ANZI PURIFICATA Basandosi sul precedente sistema di purificazione, Hyundai Motor Group ha sviluppato la tecnologia ‘Smart Air Purification’ che monitora la qualità dell’aria nell’abitacolo per gestirne il filtraggio in maniera autonoma. Il nuovo sistema attiva il filtraggio automaticamente appena viene registrato un livello di qualità ‘fair’ lasciandolo in funzione fino a raggiungere il livello ‘excellent’, passaggio che avviene quasi istantaneamente anche quando l’aria all’esterno è molto inquinata. I passeggeri possono monitorare la qualità dell’aria nell’abitacolo in qualsiasi momento, attraverso lo schermo del sistema AVN che ne mostra una visualizzazione digitale in tempo reale.

ADAS, I PIÙ AMATI DAI GENITORI Nissan ha condotto uno studio su una tipologia di automobilisti più a rischio distrazione, ovvero i genitori di bambini ancora piccoli. Non sorprende che il 43 per cento dei mille adulti del campione abbia dichiarato che la sua prossima auto dovrà essere dotata di sistemi di assistenza alla guida quali la frenata automatica d’emergenza, l’avviso di cambio di corsia involontario e il cruise control adattivo. Quasi tre su dieci, pari al 27

Addio lattine in alluminio e flaconi in plastica. Da ExxonMobil arriva l’olio motore in scatola, più economico da distribuire alla rete di autoriparatori, più facile da stivare in magazzino, più sicuro da adoperare. Il lubrificante è conservato all’interno di un resistente contenitore di plastica racchiuso in una scatola di cartone. La Mobil Boxx ha una capienza di 20 litri ed è provvista di un rubinetto che consente una più efficace erogazione dell’olio, riducendo il rischio di fuoriuscite indesiderate.

per cento, sono consapevoli che proprio l’inquietudine dei figli - che si manifesta in litigi (75 per cento), capricci (61) e calci al sedile del conducente (51) - rappresenti un fattore di distrazione. Canzoni (59 per cento), tablet e smartphone (35), giochi (39) e caramelle (16), cioè le strategie adottate per tenerli buoni, sono utili ma non bastano.

A dare sicurezza è invece la tecnologia. Come il pacchetto Nissan ProPILOT, progettato perché il guidatore non stacchi le mani sul volante e gli occhi dalla strada: Intelligent Cruise Control regola la velocità e mantiene la distanza dal veicolo che precede; Lane Keep Assist agisce sullo sterzo per aiutare a mantenere il veicolo al centro della corsia; Traffic Jam Pilot permette di seguire la vettura che precede alla distanza stabilita, se necessario rallenta fino a fermarsi e poi riparte.

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Numero 51 Giugno 2019

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Outsourcing La ricetta di 400 fleet manager Guida alla scelta A due o quattro posti: basta che sia cabrio

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Flotte&finanza 51 giugno 2019  

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