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13 COVER Assemblea Assosistema 2017 DALLE ASSOCIAZIONI Assafrica & Mediterraneo DOSSIER Il Decreto correttivo ai contratti pubblici FINANZA I piani individuali di risparmio

In ricordo di Patrizia Ferri

PERIODICO ISCRITTO AL n. 58 del 01-04-2014 DEL REGISTRO DELLA STAMPA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA EDITORE ASSOSISTEMA - VIALE PASTEUR, 8 - 00144 ROMA In caso di mancato recapito inviare al CSL STAMPE ROMA per la restituzione al mittente previo pagamento resi. Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale D.L.353/03 70% Roma Aut C/RM/35/2014.


In ricordo di Patrizia Ferri Ci sono degli eventi nella vita che è difficile accettare e comprendere fino in fondo. Rimane un forte senso di incredulità e quasi di ingiustizia davanti alla scomparsa di una persona ancora giovane e tanto impegnata nella vita privata e professionale. Nelle pagine seguenti abbiamo voluto pubblicare alcune sue foto, quelle più intense e significative che la ritraggono nelle tante occasioni che l’hanno vista protagonista del suo lavoro e del mondo associativo.

Patrizia Ferri è scomparsa in poco tempo e a soli 52 anni, lasciando tutti attoniti. Negli ultimi giorni di lavoro in ufficio, Patrizia era nel pieno della sua vivacità intellettuale. Stava programmando nuove iniziative e progettando gli sviluppi delle attività in corso, con la capacità tipica di chi sa far convivere perfettamente l’intuito e la lungimiranza con la preparazione e lo studio. Dall’ospedale, la sua mente, sempre lucida e attenta, seguiva con attenzione tutto il nostro lavoro.

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La sua scrivania, ancora piena di appunti, di libri e di documenti testimonia la sua vitalità e per chi ha lavorato al suo fianco ogni giorno è ancora naturale vederla seduta lì e sentire la sua voce, intenta a scrivere al computer, a leggere e a rispondere alle tante telefonate che riceveva. Punto di riferimento delle aziende associate, interlocutore di tutti gli operatori del settore ed eccezionale motivatore dell’Associazione. Sapeva conciliare i vari momenti del lavoro, trasmettendo a chi aveva vicino un grande senso di sicurezza e di umanità. Va(4)

lori che, si capiva bene, Patrizia aveva conquistato e meritato in tanti anni di impegno e dedizione. E per questo ancor più sentiti e veri. E’ da questa immagine che ripartiamo. L’onestà e il lavoro serio ripagano sempre nella vita. Ne sono la prova le numerose attestazioni di dispiacere e i bellissimi ricordi sulla sua persona che abbiamo ricevuto in questi giorni. E a Patrizia, che ogni giorno si metteva in gioco con la testa e con il cuore, avrebbe fatto piacere saperlo.


Patrizia Ferri Sociologa, Patrizia ha conseguito la laurea all’Università La Sapienza di Roma indirizzo organizzativo, economico e del lavoro con tesi sperimentale, in materia di relazioni industriali, sull’Accordo interconfederale del luglio ’93. Specializzata in Relazioni Industriali ed esperta in materia di associazionismo, era mediatrice professionista con una lunga esperienza di lavoro in associazioni del sistema privato di rappresentanza dell’Industria italiana (CONFINDUSTRIA) e del sistema pubblico di rappresentanza dei Comuni (ANCI). Il 10 gennaio 2008 è stata nominata Segretario Generale di ASSOSISTEMA-Confindustria, l’Associazione del Sistema Industriale Integrato di servizi tessili e medici affini e di produzione e distribuzione dei dispositivi di protezione individuale e collettivi. Nel 2007 era entrata in organico in AUILConfindustria operando in Staff con il Presidente e affiancando il Direttore Generale. Da aprile 2016 è diventata Consigliere di Amministrazione del Consorzio Unica Energia partecipato da Unindustria Partecipazioni, Assosistema e Confindustria L'Aquila – Abruzzo Interno. Dal 2015 Presidente di FASIIL, Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa del Servizio Sanitario Nazionale e  dal 2008 Tesoriere  dell’Ente Bilaterale della categoria. Dal 2007 è stata rappresentante dell’Italia in ETSA, The European Textile Service Association (Bruxelles) e dal 2015 di ESF, The European Safety Federation, (Bruxelles). Direttore Responsabile di Oltre, l’organo di stampa ufficiale delle imprese che operano nel settore della sicurezza sui luoghi di lavoro e dei dispositivi tessili e medici riutilizzabili. Precedentemente, Patrizia ha trascorso in FISEFederazione Imprese di Servizi (Confindustria)

maturando una significativa esperienza interassociativa e multidisciplinare. Sul fronte pubblico è stata consulente del Centro Studi di Formazione del Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio - FORMEZ - per la realizzazione di progetti editoriali di e-government sull’innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione e per la realizzazione del Centro Studi e Documentazione delle Autonomie Locali – CESDAL – all’interno del quale ha coordinato la realizzazione di banche dati elettroniche in materia di lavoro. In ANCI ha coordinato il progetto “Statuti e Regolamenti degli Enti locali" promosso dalla Presidenza del Consiglio e realizzato con il coinvolgimento dell'UPI e dell'UNCEM. E’ stata consulente di aziende specializzate nel settore dell’ICT. Particolarmente gratificante ai fini professionali l’esperienza di impresa. In staff con l’Amministratore Delegato ha infatti gestito, nell’ambito di FISE, la realizzazione del progetto imprenditoriale, FISE Servizi Srl, seguendone tutte le fasi dalla costituzione all’implementazione e distribuzione sul mercato di servizi business to business occupandosi di tutti gli aspetti giuridici, amministrativi, commerciali e contabili. Dal 2000 al 2005 è stata Responsabile Editoriale della FISE Servizi Editore dove ha istituito e curato la “Biblioteca Lavoro”, la “Biblioteca Tecnica”, la “Biblioteca Tecnica/Studi” e la “Biblioteca Tecnica/Manuali” Convinta e ferma sostenitrice dei processi di innovazione interdisciplinare, Patrizia credeva nella ricerca, nella formazione continua e nel confronto culturale europeo per la crescita e lo sviluppo delle imprese italiane e più in generale del sistema Paese. Cultrice dei processi industriali, era particolarmente sensibile e attenta ai temi organizzativi e delle relazioni industriali nelle imprese. Costantemente impegnata nello studio e nell’approfondimento, partecipava a numerose iniziative convegnistiche e seminariali di aggiornamento.


OLTRE PERIODICO ISCRITTO AL N. 58 DEL 01-04-2014 DEL REGISTRO DELLA STAMPA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA EDITORE ASSOSISTEMA Viale Pasteur, 8 - 00144 Roma Tel. 06.5903430 - Fax. 06.5918648 assosistema@assosistema.it DIREZIONE (AD INTERIM) E REDAZIONE LAURA LEPRI PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE DANIELA BOCCADORO STAMPA DM SERVICES S.R.L. PUBBLICITÀ ASSOSISTEMA SERVIZI SRL GIULIA D’ADDAZIO Viale Pasteur, 8 - 00144 Roma Tel. 06.5903430 - Fax. 06.5918648 assosistemaservizi@pec.buffetti.it

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SOMMARIO IN MEMORIA DI... Patrizia Ferri IN QUESTO NUMERO COVER Assemblea dei Soci di Assosistema IMPRESE Industria 4.0 DALLE ASSOCIAZIONI Assafrica & Mediterraneo DALL’EUROPA Etsa Conference 2017 SICUREZZA SUL LAVORO Assosistema presenta il workshop del Safety Expo 2017 TURISMO Osservatorio sul Turismo Internazionale

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DOSSIER Il Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n.56. Novità in materia di appalti QUI FINANZA I piani individuali di risparmio

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RUBRICHE NUMERI NORMATIVA APPUNTAMENTI EURONEWS

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La Tessitura Mario De Tomasi Srl opera nel settore della tessitura dal 1950. Nasce come MaDe, un'azienda a conduzione familiare sita in Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. Durante i primi anni di attività si occupa della realizzazione di tessuti per tute da lavoro, materassi e cuscini. Negli anni seguenti, grazie alla qualità dei propri prodotti, diventa ben presto un punto di riferimento per il mercato dei tessuti. Nel 1956 la Tessitura Mario De Tomasi viene registrata presso la Camera di Commercio e si trasferisce nella sua attuale sede a Sant'Antonino Ticino. Nello stesso periodo amplia la propria produzione inserendo anche i tessuti per la tovaglieria. Negli anni settanta, pur mantenendo il proprio carattere familiare, la Tessitura Mario De Tomasi si allarga e incrementa la produzione, rendendo la fornitura alberghiera per lavanderie il proprio prodotto principale. Dal 2002 la Tessitura Mario De Tomasi é una Srl e distribuisce i propri prodotti anche in alberghi e ristoranti di tutta Italia. Nelle due unità produttive dello stabile di Sant'Antonino, la famiglia De Tomasi opera su 18 telai unitamente ai suoi 12 dipendenti. I macchinari, marca Vamatex ed aventi tutti funzionamento a pinza, sono completati da altrettante (18) macchine Jaquard Bonas. Per mantenere il passo con i tempi, recentemente la tessitura ha modificato le proprie attrezzature con modelli di ultima generazione al fine di garantire maggiori velocità di esecuzione ed efficienza, contenere i procedimenti di manutenzione e, soprattutto, consentire la realizzazione di tutti i Tessitura Mario De Tomasi Srl Via Baracca, 6 - 21015 Lonate Pozzolo (VA) Tel. +39 0331 668214 - Fax +39 0331 301546 texdetomasi@gmail.com - www.texdetomasi.it

disegni, modelli, colori e loghi richiesti dai clienti. La Mario De Tomasi Srl ha sempre fatto dell'avanguardia tecnica il proprio punto di forza: attraverso investimenti mirati ha sempre saputo rinnovarsi per offrire ai propri clienti le attrezzature più evolute. Inoltre la tessitura dedica una apposita unità al controllo qualità ed alla formazione dei rotoli di tessuto destinati alle necessarie lavorazioni esterne di candeggio ( bruciapelo, mercerizzo e ottico). Una volta rientrato in azienda, il tessuto viene affidato ai confezionisti per l'orlatura ed un ulteriore controllo qualitativo preliminare all'imballaggio e alla spedizione. In questi ultimi anni le esigenze della clientela sono mutate e la richiesta di tempi sempre più ristretti tra ordine e consegna ha reso necessaria la costituzione di un pronto magazzino costantemente approvvigionato con gli articoli di maggiore diffusione. Essendo una realtà famigliare il cliente ha sempre la possibilità di confrontarsi, valutare e scegliere prodotti, colori e disegni direttamente con i titolari dell'azienda senza alcun intermediario. Da oltre 65 anni la Tessitura Mario De Tomasi Srl produce e vende tovagliato per lavanderie industriali, alberghi e ristoranti rispettando standard di altissima qualità e garantendo il 100% Made in Italy. Sempre attenta alle esigenze di mercato, la Tessitura Mario De Tomasi Srl ha saputo coniugare, per tre generazioni, esperienza ed originalità, tradizione e ricerca, competenza e professionalità, sviluppo del prodotto e attenzione alla qualità, raffinatezza ed avanguardia, distribuendo i prodotti su tutto il territorio nazionale.


COVER > Da pag. 10 a 15 A circa un anno dall’elezione alla Presidenza di Assosistema di Marco Marchetti, il 28 giugno 2017 si è svolta l’Assemblea dell’Associazione. Abbiamo fatto il punto con il Presidente sulle numerose attività messe in campo, gli impegni istituzionali e gli obiettivi prefissati di Assosistema.

IMPRESE > Da pag. 16 a 17 Industria 4.0 rappresenta una sfida cruciale per l’industria italiana. Si tratta di un intervento di modernizzazione del tessuto industriale che coinvolge contestualmente processi, prodotti e persone grazie all’integrazione di nuove tecnologie nel mondo manifatturiero. Si tratta di un cambio di passo radicale rispetto alle precedenti azioni di innovazione industriale e produttiva. Andrea Bianchi, Direttore Politiche Industriali di Confindustria ne traccia tutte le potenzialità.

DALLE ASSOCIAZIONI > Da pag. 18 a 19 Confindustria Assafrica & Mediterraneo è la Rappresentanza internazionale del Sistema Confindustria che riunisce, rappresenta e supporta le imprese italiane che già operano o interessate a svilupparsi nei 70 Paesi del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. L’articolo approfondisce un aspetto finora poco conosciuto e ancor meno percepito, almeno in Italia: il fattore dell’imprenditorialità africana come driver di industrializzazione e la necessità di liberarne il potenziale, tracciando anche un ritratto dell’imprenditore africano.

DALL’EUROPA > Da pag. 20 a 23 Le più importanti aziende europee del settore della sanificazione dei tessili, insieme ai loro fornitori e alle associazioni nazionali, hanno partecipato alla Conferenza ETSA di Parigi, il 14 e il 15 giugno, con la partecipazione di 110 delegati in rappresentanza di 24 aziende associate e 5 associazioni nazionali. L’incontro è stato l’occasione per condividere le strategie e le linee di sviluppo future del settore a livello globale.

SICUREZZA SUL LAVORO > Da pag. 24 a 25 Assosistema Safety partecipa alla seconda edizione del Safety Expo che si svolgerà alla Fiera di Bergamo il 20 e 21 settembre 2017 con 16 aziende associate e l’organizzazione del convegno: “Il nuovo Regolamento europeo 425/2016 sui DPI: focus sulle novità e sulle criticità preannunciate da Assosistema. Lo stato dell’arte un anno dopo”, che si svolgerà mercoledì 20 settembre 2017 dalle 9:30 alle 11:30 in Sala Caravaggio.

TURISMO > Da pag. 26 a 27 Secondo l’indagine sul turismo internazionale dell’Italia condotta dalla Banca d’Italia, nel 2016 i flussi in entrata e in uscita sono aumentati rispetto all’anno precedente in termini sia di viaggiatori sia di spesa. Nel 2016 la spesa turistica internazionale è stata di quasi 1.100 miliardi di euro a livello globale, in crescita del 2 per cento rispetto al 2015. L’Italia è al sesto posto della graduatoria con 36,4 miliardi; ha scalato una posizione rispetto al 2015, superando il Regno Unito, che ha visto ridursi fortemente le proprie entrate turistiche in euro, in linea con il deprezzamento della sterlina.

DOSSIER > Da pag. 28 a 35

QUESTO NUMERO

ipnillole

Il 20 maggio 2017 sono entrate in vigore le 441 modifiche al Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 50/2016) apportate dai 131 articoli del Decreto Correttivo, ossia il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56. Il cd. “Correttivo” fa seguito all’entrata in vigore del D.lgs. 18 aprile 2016 n. 50, il cd. “Nuovo Codice degli appalti” (adesso “Codice dei contratti pubblici”), che ha sostituito il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto. Il dossier analizza le principali novità del Decreto Correttivo.

QUI FINANZA > Da pag. 36 a 37 L’ultima legge di stabilità ha introdotto un nuovo strumento: i Piani Individuali di Risparmio (PIR), con lo scopo di veicolare il risparmio dei privati verso le piccole-medie imprese per sostenerne la capitalizzazione e favorirne gli investimenti. Stante la perdurante situazione di un sistema bancario appesantito da una massa importante di crediti deteriorati, lo strumento dei PIR cerca di “saltare” l’intermediazione delle banche con lo scopo di aprire un canale diretto tra le piccole e medie imprese ed i finanziatori. L’articolo esplora in dettaglio quali sono le “regole di ingaggio” per un risparmiatore che volesse avvicinarsi a tale forma di investimento.

NUMERI > Da pag. 38 a 41 Continua la risalita del Mezzogiorno, trainata dalle sue imprese: questa la fotografia che emerge dal Check Up di metà anno che Confindustria e SRM (centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) dedicano all’economia e alla società meridionale. Dopo un 2015 che ha visto crescere le regioni del Sud più della media nazionale, le anticipazioni relative al 2016 confermano la tendenza alla crescita moderata, che dovrebbe proseguire anche nella prima parte del 2017.

NORMATIVA > A pag. 42 Gli atti normativi di interesse del settore pubblicati in Gazzetta Ufficiale nell’ultimo trimestre.

APPUNTAMENTI > A pag. 44 I convegni, le fiere, i workshop organizzati e partecipati da Assosistema e tutti gli eventi di interesse del settore.

EURONEWS > A pag. 46 Notizie sul settore dall’Europa: conferenze internazionali, progetti, iniziative, nuove soluzioni in lingua inglese.

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COVER ASSEMBLEA DEI SOCI ASSOSISTEMA A CIRCA UN ANNO DALL’ELEZIONE ALLA PRESIDENZA DI ASSOSISTEMA DI MARCO MARCHETTI, IL 28 GIUGNO 2017 SI È SVOLTA L’ASSEMBLEA DELL’ASSOCIAZIONE. ABBIAMO FATTO IL PUNTO CON IL PRESIDENTE SULLE NUMEROSE ATTIVITÀ MESSE IN CAMPO, GLI IMPEGNI ISTITUZIONALI E GLI OBIETTIVI PREFISSATI DI ASSOSISTEMA.

In apertura dei lavori, il Presidente Marchetti ha fatto alcune riflessioni politiche-economiche sugli ultimi mesi: “Il 2017 è iniziato nel nostro Paese con la costituzione del neo Governo Gentiloni, con nuovi referenti politici e istituzionali e nuovi percorsi programmatici. Sul fronte internazionale, l’attenzione si è subito rivolta allo sviluppo della Brexit, alle politiche economiche di Donald Trump, al ruolo dell'Europa sulle banche e sui conti pubblici, alle elezioni europee in Paesi chiave, fino al ruolo predominante che gli attori

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stranieri stanno esercitando su molte aziende italiane. Le stime dell’Istat, rispetto a novembre 2016, rivedono al rialzo di 0,1 punti percentuali le indicazioni sulla crescita economica nel 2017 in Italia, prevedendo un aumento del prodotto interno lordo pari all’1,0% in termini reali. Il dato rimane però inferiore a quanto stimato per l’area euro nel suo complesso, la cui economia dovrebbe espandersi dell’1,7%. Prendendo come riferimento il primo trimestre del 2015, inoltre, il livello del Pil italiano è cre-


sciuto dell'1,9% nei primi tre mesi del 2017. Mentre, nello stesso periodo il Pil dell'area euro è aumentato del 3,5%. Le cause del ritardo della crescita del nostro sistema economico rimangono la scarsa produttività e i bassi investimenti. Tra le ragioni di questo ritardo, la mancata trasformazione digitale ha il suo peso. Basti pensare che gli investimenti digitali rappresentano nei principali paesi europei il 6,4% del pil, mentre in Italia raggiungono il 4,7%, evidenziando un gap digitale italiano stimabile in circa 25 miliardi di euro l’anno di mancati investimenti. Per questo, occorre puntare sull’innovazione come fattore di crescita e sulla qualità della nostra industria per procedere nello sviluppo del settore”.

w Presidente Marchetti, rispetto al Programma della Presidenza presentato a luglio 2016, come stanno procedendo i lavori? L’attività dell’Associazione è proseguita sul doppio binario interno ed esterno: al dialogo e al lavoro comune tra le aziende associate si è affiancato in maniera complementare il confronto con i nostri stakeholder sulle tematiche di stretto interesse e di attualità del settore. Per quanto riguarda le strategie di sistema, abbiamo proseguito il progetto politico relativo alla costituzione di un nuovo soggetto federativo tra le Associazioni confederate del mondo dei servizi,

con la definizione delle linee guida su principi e regole basilari per la redazione dello Statuto della costituenda Federazione. Questa cornice regolatoria - da cui, a seguito della condivisione con gli uffici confederali, scaturirà il testo statutario vero e proprio - mira a definire la vision e la mission della Federazione, individuando i soggetti che vi si potranno associare in qualità di Soci effettivi, quali le sole associazioni di categoria a cui aderiscono le imprese del comparto dei servizi alle imprese, agli immobili ed alla collettività. Inoltre stabilisce, in linea generale, i meccanismi di composizione dei vari organi (Assemblea, Consiglio generale e Consiglio di Presidenza). Sempre in questo ambito, le sinergie con la storica Associazione dei Fornitori si sono ulteriormente fortificate e sviluppate. Il dialogo intrapreso ha portato alla realizzazione di importanti iniziative, in particolare con la Sezione Servizi Alberghieri Integrati, e alla progettazione di altre future. Il successo del convegno “Prendi la pista giusta. Per un futuro migliore ci vuole stoffa!”, organizzato all’Autodromo del Mugello il 12 maggio 2017 da Assosistema e Assofornitori, ha rappresentato il punto di partenza della partnership tra le due Associazioni e l’inizio del percorso di rilancio di tutta la filiera. Sulla scia di questo successo, Assosistema e Assofornitori stanno pianificando il proseguimento del percorso e organizzando la partecipazione


con uno stand ed iniziative di comunicazione alla prossima edizione di Host, fiera mondiale dell’Ho.Re.Ca. in programma alla Fiera di Milano dal 20 al 24 ottobre 2017. Per quanto riguarda invece le strategie di settore, nell’ambito dell’iniziativa Use&Reuse, abbiamo proseguito l’azione di sensibilizzazione per il recupero del tessile riutilizzabile presso le amministrazioni comunali, grazie anche alla collaborazione delle aziende associate sui vari territori, ottenendo in alcuni casi l’applicazione del provvedimento di riduzione della Ta.Ri. e in altri, manifestazioni di interesse all’iniziativa. Attraverso la rivista Oltre abbiamo promosso la buona pratica del sindaco De Magistris di Napoli che, seguendo l’esempio dei Comuni toscani di Scarperia e Sanpiero e di Borgo San Lorenzo, ha premiato i comportamenti virtuosi in ordine alla compatibilità ambientale dell’esercizio d’impresa. Motivo, quest’ultimo, di particolare orgoglio per l’Associazione e il settore, se consideriamo l’importanza che riveste l’ambiente e il tema dei rifiuti per il comune di Napoli. E di conferma che la strada dell’informazione e della comunicazione delle pratiche virtuose è un ottimo veicolo di conoscenza e di esempio per le altre amministrazioni pubbliche italiane. In quest’ottica, il numero di marzo di Oltre con l’annuncio del convegno e il numero di giugno con il report sono stati spediti a tutti i comuni d’Italia per dare ampia diffusione al tema. Abbiamo iniziato, inoltre, ad ampliare il raggio d’azione, progettando iniziative convegnistiche e di incontro a livello territoriale per sensibilizzare gli utenti finali all’utilizzo dei prodotti tessili riutilizzabili e al tempo stesso comunicare il ruolo dell’impresa quale fautore di economia sostenibile. Questo è stato, ad esempio, l’obiettivo, dell’iniziativa “Impianti aperti alla Chi-Ma Florence”, realizzata con Pietro Chirico il 13 maggio 2017. L’azienda ha aperto le porte del proprio stabilimento alle scuole del territorio e alle famiglie degli studenti,

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in quanto ognuno di essi può contribuire a conoscere e creare una nuova economia sostenibile, fondata sull’utilizzo dei prodotti tessili riutilizzabili e sul rispetto dell’ambiente.

w Con l’introduzione dei CAM, criteri ambientali minimi, per le forniture dei prodotti tessili, gli appalti pubblici sono diventati più sostenibili. Cosa rappresenta ciò per il settore di Assosistema? Il nostro settore aggiunge in questo modo un importante contributo alla realizzazione dell’economia circolare. Il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare dell’11 gennaio 2017 “Adozione dei criteri ambientali minimi per gli arredi per interni, per l’edilizia e per i prodotti tessili”, infatti, contiene importanti aggiornamenti per gli acquisti della Pubblica Amministrazione e per il settore di Assosistema. Aggiornamenti resi possibili grazie anche all’intuizione e all’impegno di Assosistema che, attraverso il monitoraggio continuo del processo e la partecipazione alla revisione dei CAM, si è adoperata affinchè le istanze specifiche del settore fossero accolte. Assosistema, in qualità di associazione di rappresentanza della categoria, siede, infatti, al tavolo tecnico istituito presso la sezione "Acquisti verdi e certificazioni ambientali" del Ministero dell’Ambiente per la stesura del decreto relativo alla definizione dei CAM per il lavanolo. Tale decreto sarà poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale e utilizzato dalle stazioni appaltanti per la redazione dei propri documenti di gara, come previsto dal nuovo Codice degli Appalti. Considerata l’importanza dei CAM, il Consiglio generale di Assosistema ha deliberato la costituzione di uno specifico Gruppo di Lavoro per lo studio e l’elaborazione di proposte che possano costituire una base condivisa per l’avvio della di-


scussione con l’Amministrazione, il cui primo incontro sarà convocato a settembre. L’Associazione ha, inoltre, costituito il Gruppo di Lavoro che si occuperà di analizzare e recepire le novità introdotte a livello europeo dalla nuova edizione della norma UNI EN 14065:2016 “Tessili trattati in lavanderia - Sistema di controllo della biocontaminazione”, al fine di aggiornare le relative Linee Guida associative utilizzate nel “Manuale pratico per l’applicazione dei requisiti previsti dalla norma UNI EN 14065 e il conseguimento della certificazione RABC” (Risk Analysis Biocontamination Control System).

w Sul fronte della sorveglianza del mercato, quali attività sta facendo Assosistema? Nell’ambito della lotta alla concorrenza sleale e per proteggere la sicurezza e la qualità dei pro-

dotti e dei servizi offerti, dopo la sigla del Protocollo tra Assosistema e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, stiamo procedendo nell’individuazione dei punti d’ingresso sul suolo nazionale più critici dei prodotti contraffatti. Stiamo, inoltre, definendo una check list, con indicate le caratteristiche essenziali degli stessi e le irregolarità note più frequenti. La check-list dovrebbe contenere una serie di operazioni preliminari per mezzo delle quali i funzionari doganali possono bloccare la merce sospettata di non essere conforme alla normativa e richiedere l’intervento di un Organismo Notificato in grado di fare un’analisi più approfondita sul prodotto. Saranno altresì definiti i costi medi di realizzazione dei DPI per intercettare anche le sotto fatturazioni. Nel frattempo, sono stati organizzati anche corsi di formazione dedicati al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli impegnati nei controlli.

OCIALE CCNL e CLAUSOLA ESTTORE per gli APPALTI del S ASSOSISTEMA, FEMCA-Cisl, FILCTEM-Cgil e UILTEC-Uil l’11 maggio 2017 hanno sottoscritto l’Accordo che ha concluso l’iter per il rinnovo del CCNL per i lavoratori dipendenti dalle imprese del sistema industriale integrato di beni e servizi tessili e medici affini del 19 giugno 2013, sciogliendo i nodi legati all’Ipotesi di accordo siglata il 13 luglio 2016. Rispetto a quest’ultimo accordo, con cui si interviene su svariate questioni legate al CCNL di categoria, il contratto introduce la clausola sociale che regola il subentro di un nuovo appaltatore o concessionario al fine di salvaguardare i livelli occupazionali presenti nelle singole realtà coinvolte. Le parti, peraltro, hanno preferito delimitarne l’ambito di applicazione al settore sanitario/assistenziale pubblico, che nella generalità dei casi è caratterizzato dalla produzione dei servizi tramite contratti di appalto o di concessione. In questi casi sono frequenti gli avvicendamenti fra le imprese rappresentate da Assosistema, con

risoluzione dei rapporti di lavoro da parte dell'impresa cessante e predisposizione delle necessarie risorse lavorative da parte dell'impresa subentrante. La clausola sociale è stata predisposta, dunque, con l’obiettivo di tutelare, da un lato, i livelli occupazionali del personale coinvolto in operazioni contrattuali che comportino l’alternarsi di soggetti diversi nell’espletamento del medesimo servizio, prevedendo una rigida procedura con il coinvolgimento di tutti gli attori interessati e delle rispettive organizzazioni di rappresentanza. Dall’altro lato, di non trascurare neppure le esigenze delle imprese che, subentrando ad un diverso operatore nella realizzazione di un’attività economica e nella gestione dei rapporti di lavoro, non debbano vedersi costrette ad accettare acriticamente le condizioni lavorative adottate da una concorrente, le quali potrebbero non tener conto né delle diverse modalità organizzative e del differente progetto tecnico della subentrante né delle possibili modifiche alle previsioni di gara.

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RATING DI LEGALITÀ, ASSOSISTEMA CONSULTA LE AZIENDE ASSOCIATE Assosistema, nel ritenere rilevante l’attuazione del rating di legalità e di impresa e al fine di elaborare una posizione dell’Associazione sul tema, ha invitato le aziende associate interessate ad esprimere il proprio punto di vista in merito, in considerazione delle rispettive esperienze relative all’utilizzo del rating di legalità. L’articolo 95, comma 13, del D.lgs. n. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici), come modificato dal D.lgs. n. 19 aprile 2017 n. 56 (Correttivo), infatti, obbliga le amministrazioni aggiudicatrici ad indicare nel bando di gara, nell’avviso o nell’invito “i criteri premiali che intendono applicare alla valutazione dell'offerta in relazione al maggior rating di legalità e di impresa dell'offerente”. Il rating di legalità e di impresa rileva anche ai fini della riduzione (pari al 30 per cento) della garanzia prevista per la partecipazione alla procedura (art. 93, comma 7, D.lgs. n. 50/2016). Nello specifico, il rating di impresa è disciplinato dall’art. 83, comma 10, del Codice, con cui si rimette all’ANAC la determinazione delle linee guida sui requisiti reputazionali, sui criteri di valutazione degli stessi e sulle modalità di rilascio della relativa certificazione, in considerazione delle nuove finalità “premiali” dell’istituto previste dall’art. 95. L’ANAC dovrà emanare dette linee guida entro tre mesi dall’entrata in vigore di tale disposizione, ossia a decorrere dal 20 maggio 2017. Dunque, allo stato dei fatti il rating di impresa non è ancora operativo. Con riferimento, invece, al rating di legalità, esso è

previsto dall’art. 5-ter del decreto-legge 1/2012, come modificato dal Decreto legge 29/2012, convertito con modificazioni dalla Legge 62/2012. La sua disciplina è contenuta in un regolamento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (v. Delibera AGCM del 14 novembre 2012, n. 24075, modificata da ultimo con delibera n. 25207 del 4 dicembre 2014) già in vigore da tempo. Il regolamento indica i requisiti da possedere, la loro valutazione e il procedimento da osservare per ottenere il rating di legalità. Quest’ultimo viene articolato in diversi range (da un minimo di una ‘stelletta’ a un massimo di tre ‘stellette’) e l’attribuzione del rating viene disposta dall’AGCM sulla base di dichiarazioni rese dalle imprese, che verranno successivamente verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate. Per quanto riguarda le imprese operanti in ambito privato, del rating di legalità attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico. Infatti, gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d'Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta.

Abbiamo continuato, inoltre, nell’attività di anticipare l’evoluzione del mercato e comprenderne i cambiamenti per permettere alle associate di affrontarli al meglio. Per questo, il 20 Marzo 2017 Assosistema ha organizzato l‘incontro di approfondimento “Appalti, somministrazione di lavoro e intermediazione illecita di manodopera; gli appalti genuini e non”. Il tema, strettamente attuale e di importanza centrale per le aziende del settore è nato dall’esigenza di fronteggiare una situazione di cambiamento del mercato e, in particolare, il diffondersi di alcuni fenomeni, quali la concorrenza sleale e il dumping sociale, che mettono a rischio l’attività di quelle imprese che invece svolgono il proprio servizio nel rispetto delle regole e dei principi di qualità e sicurezza dei prodotti. All’incontro hanno partecipato molte aziende associate ma anche rappresentanti del settore dei servizi, testimoniando l’interesse per l’argomento e la necessità di approfondire ancora la normativa in materia di appalti, di contratti di lavoro e dei criteri ed indici di genuinità.

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w Come sta procedendo il fondo sanitario FASIIL? FASIIL è il Fondo per l’assistenza sanitaria integrativa ai lavoratori delle nostre aziende, nato in forza di un Contratto collettivo nazionale di lavoro che oggi copre tutti gli aspetti del welfare: la bilateralità, la previdenza complementare e l’assistenza sanitaria. In ognuno dei nostri momenti assembleari forniamo ai Soci contezza dei numeri del Fondo e delle sue evoluzioni. Ad oggi, il Fondo conta 105 aziende iscritte, associate e non con oltre 8.600 assistiti tra lavoratori e loro familiari, registrando quindi, solo nei primi sei mesi del 2017, l’iscrizione di circa 1.000 assistiti in più. Da settembre del 2016 vengono erogati i rimborsi delle prestazioni sanitarie a cui sempre di più gli iscritti stanno facendo ricorso. Sul fronte della comunicazione, il 14 marzo 2017 presso la sede del FASIIL si è tenuto il primo seminario informativo a livello nazionale “La bilateralità e il nuovo strumento di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori dei servizi tessili e medici affini”. Al convegno sono stati invitati i rappresentanti delle imprese e i rappresentanti sindacali, con una notevole affluenza di partecipanti. Per il futuro saranno organizzati seminari territoriali di tipo tecnico che coinvolgeranno direttamente i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali per diffondere in modo più radicato la conoscenza del Fondo.

UNA TARGA PER MAX EUSEPI L’Assemblea dei soci del 28 giugno 2017 è stato anche occasione per condividere il ricordo di Max Eusepi, Past President di Assosistema, venuto a mancare il 1 giugno 2017. “Di Max ricordiamo il forte impegno che sempre ha guidato il suo lavoro e il senso di responsabilità che lo ha contraddistinto, anche in quest’ultimo periodo in cui si era messo a disposizione del settore per guidare la Sezione Sanità di Assosistema. Oltre alla dedizione per l'attività lavorativa, notevole anche il suo impegno sul territorio, dal punto di vista politico e sociale. Max è stato, inoltre, sempre attento alle problematiche sociali e alle necessità dei più bisognosi, dei malati, soprattutto dei bambini: non a caso i familiari hanno scelto di rendergli omaggio con una raccolta di fondi da destinare in beneficenza presso un reparto ospedaliero di oncologia pediatrica”, ha detto Marco Marchetti, Presidente di Assosistema nel momento della consegna della targa ai figli di Max, Roberta e Tommaso.

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IMPRESE INDUSTRIA

4.0

Di Andrea Bianchi, Direttore Politiche Industriali di Confindustria

Industria 4.0 rappresenta una sfida cruciale per l’industria italiana. Si tratta di un intervento di modernizzazione del tessuto industriale che coinvolge contestualmente processi, prodotti e persone grazie all’integrazione di nuove tecnologie nel mondo manifatturiero. Il modello di smart manufacturing si caratterizzerà per una profonda integrazione e interconnessione delle varie fasi della produzione, delle persone che operano nell’ambiente produttivo, dei beni prodotti fino al consumatore finale grazie all’impiego di tecnologie che trasformano le informazioni e i dati in nuovi fattori della produzione. Si tratta di un cambio di passo radicale rispetto alle precedenti azioni di innovazione industriale e produttiva. Essa ripensa il ruolo dell’uomo nella fabbrica, attiva nuove modalità di interazione tra uomo e macchina e tra gli stessi macchinari, ma soprattutto mette in rete, attraverso l’ausilio delle tecnologie digitali e di internet, fasi produttive in una logica non più verticalizzata, ma profondamente integrata e simultanea. Le nuove tecnologie digitali potranno trovare impiego nell’ambito di diverse funzioni aziendali: dall’acquisto/vendita, alla logistica, dalla produzione industriale pura alle fasi di ricerca e sviluppo e prototipazione. Esse modificheranno il modo di pensare e ideare un prodotto – tenendo conto dell’intero “ciclo di vita” – di progettare e far funzionare i

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processi produttivi in fabbrica, nonché di disegnare, organizzare e gestire l’intera attività della supply chain. Si tratta di un contesto nuovo che potrà incidere sul sistema produttivo italiano, migliorandone l’efficienza – anche ambientale ed energetica – la capacità produttiva, la sicurezza e la continuità operativa. Senza dubbio Industria 4.0 è una sfida tecnologica per tutte le imprese, dal manifatturiero ai servizi ed è determinante per la competitività di tutto il nostro sistema produttivo e per il futuro del nostro Paese. Confindustria ha sottolineato con determinazione l’importanza di questa sfida e il Governo, con lungimiranza e intelligenza, l’ha fatta propria con il Piano Nazionale Industria 4.0, nella convinzione che con misure mirate sia possibile innescare un processo virtuoso di rilancio industriale, che investe tutta l’economia, perfettamente coerente con una piena e più efficace transizione verso la sostenibilità e un più diffuso ed equilibrato benessere sociale. È un piano serio, incentrato sull’innovazione, sulla trasversalità e non su logiche settoriali che negli anni passati non hanno soddisfatto il fabbisogno di innovazione del Paese. Confindustria ne ha apprezzato l’incisività e la capacità di tener conto delle specificità italiane. Abbiamo chiesto al Governo che fosse l’occasione per cominciare a lavorare sui gap, a sostenere il potenziale innovativo del Paese, affrontando il tema degli investimenti privati, dell’innovazione nel mercato e per il


mercato. Il Piano del Governo è senza dubbio una risposta positiva all’esigenza di rilancio del sistema industriale: offre, per la prima volta dopo molto tempo, alle imprese una visione di medio-lungo termine, una politica industriale centrata sulla trasversalità degli interventi e sul coordinamento delle diverse iniziative di policy nazionali. Ma soprattutto è un piano che punta alla condivisione e alla collaborazione tra istituzioni e parti sociali, segno di una stagione di ascolto e condivisione che non può che giovare al benessere del Paese. La sua caratteristica più rilevante è che si tratta di un vero Piano di politica industriale: delinea una strategia complessiva di crescita del sistema produttivo e del Paese; il suo approccio è del tutto innovativo rispetto alle misure - frammentarie, discontinue, prive di una strategia - adottate negli ultimi anni e ha il merito di supportare l’innovazione delle imprese attraverso il ricorso a strumenti fiscali e finanziari che in modo deciso sostengono gli investimenti. Una parte importante di tali misure hanno trovato attuazione con la legge di Stabilità del 2017: iper ammortamento del 250% per i “beni 4.0” e del 140% per i software funzionali al loro utilizzo; il credito d’imposta ricerca e innovazione, che è stato prorogato e rafforzato con la definizione di l’aliquota unica del 50% per le spese di ricerca, interna ed esterna, e con l’innalzamento del credito massimo per contribuente da 5 a 20 milioni di euro; la Nuova Sabatini, che è stata prorogata fino al 2018 con un significativo stanziamento e che riserva una particolare attenzione alla realizzazione di investimenti in tecnologie 4.0; le misure fiscali per le Start up e per le PMI innovative. Si tratta di interventi rilevanti per il rilancio degli investimenti e per orientare le imprese verso le tecnologie più avanzate e i primi risultati sono già evidenti. I dati sugli investimenti in macchinari e beni strumentali parlano chiaro: nel secondo trimestre del 2017 gli ordini risultano in crescita del 28,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parlare di Industria 4.0 non significa però parlare solo di strumenti agevolativi. Confindustria l’ha sostenuto in più occasioni: Industria 4.0 richiede un salto culturale, un adeguamento strutturale e organizzativo delle imprese molto impegnativo, ma anche pieno di nuove e migliori prospettive di crescita per la produzione e il consumo. In altre parole, ciò di cui abbiamo bisogno è innovare. E proprio questa è la nostra sfida e il nostro obiettivo: diffondere la cultura

dell’innovazione tra le imprese di tutti i settori e di tutte le dimensioni. Questa è una priorità per il nostro Paese e avremmo dovuto affrontarla a prescindere da Industria 4.0. Ora dobbiamo recuperare il terreno perduto negli anni scorsi. La sfida del digitale ci dà una forte spinta a farlo anche perché siamo di fronte a un bivio: la capacità di cogliere le opportunità offerte dal digitale e le scelte che faremo in questi anni incideranno sul futuro dell’industria e sulle caratteristiche economiche dell’Italia. E proprio per “fare cultura” e per avvicinare soprattutto le PMI verso i modelli Industria 4.0 Confindustria si è impegnata in una intensa attività di promozione e di formazione, che ha coinvolto sia le imprese sia la stessa Confindustria. Abbiamo infatti realizzato un progetto destinato alla struttura di Confindustria, realizzato in collaborazione con SFC-Sistemi Formativi Confindustria, Politecnico di Milano e LUISS; abbiamo svolto un roadshow di oltre 25 tappe sul territorio in collaborazione con Confindustria Digitale e tantissimi incontri presso le Associazioni del Sistema per presentare gli strumenti messi a disposizione dal Piano Nazionale e per spiegare che cos’è Industria 4.0. I risultati si cominciano a vedere: secondo un’indagine del Politecnico di Milano, solo l’8% dichiara di non conoscere Industria 4.0 (un anno fa era il 38%). Ma non basta. Confindustria si è lanciata in un progetto strategico per il nostro sistema, che è quello della creazione di una rete di Digital Innovation Hub (DIH) sul territorio. Nella visione di Confindustria, i DIH hanno la funzione di stimolare la domanda di innovazione da parte delle imprese e rappresentano la loro “porta di accesso” al mondo di Industria 4.0. I DIH costituiscono il canale di collegamento tra i tanti soggetti che sul territorio offrono innovazione e le imprese. E’ un progetto su cui stiamo lavorando dall’autunno scorso in stretta collaborazione con il sistema associativo. Abbiamo elaborato specifiche Linee Guida, per assicurare omogeneità di impostazione e un livello standard di servizi offerti su tutto il territorio nazionale, ed è stato costituito un “Coordinamento Nazionale” dei nostri Hub con l’obiettivo di creare una vera rete dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Il sistema associativo ha risposto con interesse e sono oltre 20 le iniziative in corso: alcuni DIH sono già operativi, altri si stanno strutturando e entro l’autunno contiamo di presentare la rete completa dei DIH di Confindustria.


dalleiazioni

Assoc

AFRICA 2017: IMPRENDITORIALITÀ, URBANIZZAZIONE E INDUSTRIALIZZAZIONE In Africa, di recente ci sono andati in tre. Il primo è stato nell’ottobre 2016 Mark Zuckerberg, l’ideatore di Facebook, seguito da Jack Ma, il proprietario di Alibaba, leader cinese dell’ecommerce, e per ultimo da Sundar Pichai, Amministratore delegato di Google, questi ultimi finanziando anche startup e la formazione di sviluppatori. Basterebbe quindi l’interesse all’Africa di questi tre leader globali del settore digitale per motivare una maggiore attenzione da parte del mondo industriale italiano al continente africano. Ma c’è anche un altro elemento su cui riflettere: Sundar Pichai ha 45 anni, Zuckerberg ha 34 anni, Jack Ma ne ha 53. Tre leader giovani, quindi, almeno per l’età media del management italiano, così come è giovane la popolazione del continente africana e molto connessa. Secondo l’ultimo Mobilty Report della Ericcson infatti, nel primo trimestre del 2017, altri nove milioni di africani hanno sottoscritto nuovi contratti, facendo del continente il quarto mercato con la più rapida espansione nel mondo. Questi elementi sarebbero già degli indicatori significativi per far capire che l’Africa di oggi non è più principalmente una immensa riserva di petrolio e materie prime per le economie mature, né il Continente dei “Paesi in via di sviluppo”, destinatari di azioni di charity e/o aiuti ( 18 )

umanitari. Ma è piuttosto il Continente del Futuro, anche per l’industria italiana. Tuttavia sono ancora più “parlanti” i dati dell’African Economic Outlook 2017, il Rapporto pubblicato ogni anno congiuntamente da Banca Africana di Sviluppo, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, presentato a Milano lo scorso 22 giugno in Assolombarda. Secondo il Rapporto 2017, la crescita media del continente nel 2016 si è attestata intorno al 2,2% ed il trend per i prossimi due anni è positivo, stimato al 3,4% per il 2017 ed al +4,3% per il 2018. Sempre ragionando per megatrends, in Africa la domanda interna sta crescendo, sostenuta a sua volta dalla crescita della popolazione, così come aumenta a ritmo sostenuto la classe media, composta ormai da circa 350 milioni di persone con sempre più potere d’acquisto. Un in-

sieme di motivi che, con la variazione dei prezzi delle risorse naturali, rappresenta i fattori-chiave dello sviluppo africano, insieme però all’urbanizzazione. Già nel 2015 infatti la popolazione urbana africana era costituita da 472 milioni di abitanti, il doppio rispetto al 1995, con conseguente, esponenziale allargamento delle necessità di mercato legate all’urbanizzazione ed ai servizi collegati, sollecitando inoltre i governi a mettere in campo politiche sostenibili di sviluppo urbano ed industriale. Il processo di urbanizzazione che sta avvenendo nel Continente africano entro il 2050 porterà inoltre due terzi della popolazione ad abbandonare le campagne per vivere in città, sempre secondo Banca Africana di Sviluppo. Ma l’African Economic Outlook accende i riflettori su un aspetto finora poco conosciuto e ancor meno percepito, almeno in Italia: il fattore dell’imprenditorialità africana


come driver di industrializzazione e la necessità di liberarne il potenziale, tracciando anche un ritratto dell’imprenditore africano. Per i diciotto Paesi africani di cui sono disponibili infatti le statistiche, gli imprenditori che hanno creato una impresa rappresentano l’11% della popolazione in età da lavoro, una proporzione ampiamente superiore a quella dei Paesi in via di Sviluppo dell’America Latina (8%) e, a sorpresa, dell’Asia. Come riportato dall’African Economic Outlook inoltre, il 44% della classe imprenditoriale africana è costituita da imprenditori “per opportunità” (portatori di una significativa innovazione di prodotto o processo), mentre nel 33% dei casi si parla di “imprenditori di sussi-

stenza”, che scelgono il lavoro in proprio perché ritengono di non avere altre scelte. E ancora un’altra sorpresa riguarda i settori: l’avvento delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di produttività ha abbattuto le frontiere tra il manifatturiero (che ormai rappresenta l’11% del PIL complessivo africano) e quello dei servizi. Se questa è dunque, per somme linee, la fotografia dell’Africa economica del 2017, resta da colmare una profonda asimmetria esistente tra la consapevolezza dei Governi africani circa il potenziale di sviluppo locale incardinato nel modello industriale italiano delle PMI e la scarsa conoscenza che viceversa ne hanno le imprese africane. Così da un lato assistiamo alla costante richiesta da parte dei Go-

verni africani in Missioni incoming di “innestare” tale modello nei loro territori, tramite joint venture e trasferimento di know-how, per creare occupazione e un tessuto industriale nazionale in grado di sganciare il proprio Paese dalla dipendenza dalle materie prime. D’altro lato va evidenziato con energia la poca preparazione sui vantaggi e flessibilità del modello della PMI da parte degli imprenditori africani, che per motivi storici hanno maggiore familiarità con le imprese inglesi, francesi, tedesche ed ora, anche cinesi e che è uno dei grandi temi su cui la nostra Associazione sta lavorando. Si gioca infatti anche su questo terreno il posizionamento dell’industria italiana in mercati emergenti in cui la nostra presenza industriale è ampiamente sottodimensionata.

CONFINDUSTRIA ASSAFRICA & MEDITERRANEO Confindustria Assafrica & Mediterraneo è la Rappresentanza internazionale del Sistema Confindustria che riunisce, rappresenta e supporta le imprese italiane che già operano o interessate a svilupparsi nei 70 Paesi del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente.Polo specifico del Sistema Confindustria per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in tre macroregioni geografiche, Confindustria Assafrica & Mediterraneo è multisettoriale e associa piccole e medie imprese, banche, grandi gruppi industriali e Associazioni del Sistema Confindustria.

PIER LUIGI D’AGATA, Direttore Generale Confindustria ASSAFRICA & MEDITERRANEO Nasce professionalmente nel Sistema Confindustria con un cuore “meccanico”, come Responsabile delle Relazioni Esterne e del Coordinamento di Federmeccanica, per poi approdare in Confindustria alla Delegazione di Bruxelles come Responsabile delle Politiche regionali, sociale e concorrenza. Rientrato alla sede centrale a Roma, diventa Responsabile dell’Area Affari europei e mediterranei e di Assafrica, allora braccio operativo interno di Confindustria sull’Africa, che successivamente diventerà autonoma Associazione specializzata appartenente al Sistema Confederale. Dal 2004 è Direttore Generale dell’Associazione, attualmente denominata Confindustria Assafrica & Mediterraneo.


DALL’EUROPA ETSA Conference, PARIS, 14-15 giugno 2017 LE PIÙ IMPORTANTI AZIENDE EUROPEE DEL SETTORE DELLA SANIFICAZIONE DEI TESSILI, INSIEME AI LORO FORNITORI E ALLE ASSOCIAZIONI NAZIONALI, HANNO PARTECIPATO ALLA CONFERENZA ETSA DI PARIGI. L’INCONTRO È STATO L’OCCASIONE PER CONDIVIDERE LE STRATEGIE E LE LINEE DI SVILUPPO FUTURE DEL SETTORE A LIVELLO GLOBALE.

I Delegati alla Sessione plenaria dell’ETSA Conference 2017 (Foto: ETSA) La conferenza ETSA, che ha cadenza biennale, quest’anno si è svolta a Parigi il 14 e il 15 giugno, con la partecipazione di 110 delegati in rappresentanza di 24 aziende associate e 5 associazioni nazionali e la moderazione di Charlie Betteridge, Vice President Global Corporate di Christeyns. In apertura dei lavori, Juha Laurio, Presidente di ETSA, ha detto: “Lo sviluppo tecnologico sta modificando il modo di comunicare e di produrre, oltre a cambiare la nostra società. L’innovazione, anche

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nelle sue forme più dirompenti, sta accelerando il nostro business. L’innovazione offre nuove chances, il cambiamento nuovi interrogativi. ETSA e i suoi associati intendono guidare e agevolare il percorso delle proprie industrie verso gli step successivi dello sviluppo.”

Lobby e Industry Standards Robert Long, Segretario Generale di ETSA, insieme


a Deborah Santus Roosen, hanno presentato il programma di ETSA che si sviluppa lungo tre linee principali: lobby, network e altre attività come studi, seminari e workshop. Uno dei ruoli chiave di ETSA è quello di monitorare le questioni normative dell'UE e rappresentare il settore davanti alle istituzioni politiche, insieme alle altre Associazioni europee. ETSA collabora, inoltre, attivamente alla redazione dei testi delle norme tecniche. Gli esempi più recenti includono gli standard per l’alta visibilità e i dpi. ETSA e le associazioni nazionali contribuiscono anche alla "traduzione" e all’interpretazione delle norme ISO e EN. E’ il caso del gruppo di lavoro ETSA "Norme tecniche sui DPI, che ha rilasciato documenti di interpretazione degli indumenti protettivi contro il calore e la fiamma (ISO 11612) e contro i prodotti chimici liquidi (ISO 13034)”.

Il Network La rete è una componente importante di ETSA, in quanto consente ai soci di scambiarsi esperienze e di collaborare in vari modi all’interno e all’esterno dell’Associazione. All'interno di ETSA gran parte dell’attività è stata svolta per lungo tempo all'interno dei comitati. Ora sarà sviluppato maggiormente il network, in quanto le reti possono arricchire l’attività di argomenti e di collaborazione tra i membri e i collaboratori esterni. A proposito di ciò, Robert Long ha presentato uno schema di attività di ETSA, che include la tecnologia delle lavanderie industriali e il network ambientale; gli abiti da lavoro e il network delle associazioni nazionali. Una delle espressioni delle iniziative di network di ETSA è stato il World Textile Service Congress 2016 a Bruges, realizzato dall'Associazione Belga FBT.

Studi e Workshop Le altre attività di ETSA comprendono gli studi di mercato e le ricerche per migliorare le aree di business e le operazioni di marketing. Ad esempio, la sicurezza nelle lavanderie industriali è un tema sempre più importante per le imprese e per le Associazioni ed ETSA sta organizzando un evento sul tema presso la sede dell’azienda Berendsen nel mese di settembre 2017.

Cambio al vertice di ETSA Con la conferenza di Parigi, è terminato il mandato di Juha Laurio alla presidenza di ETSA. Robert Long ha ringraziato il presidente uscente per il lavoro svolto, che però non è finito del tutto, in quanto Juha Laurio rimarrà un componente del Consiglio dell’Associazione. Il nuovo Presidente sarà Thomas Krautschneider, Ceo e proprietario dell’azienda austriaca Salesianer Miettex.

Le aspettative dei clienti ETSA ha commissionato un importante studio sul grado di soddisfazione dei clienti alla società di consulenza Ducker Worldwide nel 2016. L'analisi, che è stata diffusa a livello internazionale, è stata realizzata attraverso 380 interviste nei Paesi del Regno Unito, Germania, Francia e Polonia che si sono concentrate principalmente sui tre settori industriali: Ingegneria e Produzione, Chimica e Petrolchimica e Servizi Commerciali. L'analisi ha rilevato che il 19 per cento dei clienti è intenzionato a cambiare il proprio fornitore di abiti da lavoro, alla scadenza del contratto.

Fonte: Ducker Worldwide (2016) Guardando alle differenziazioni per paese, i risultati sono piuttosto diversi. Mentre in Francia il 34% delle imprese sta pensando di cambiare fornitore dopo la scadenza del contratto, in Germania solo il 6%. Tra le industrie intervistate, le aziende chimiche e petrolchimiche sono state più critiche, mentre i servizi commerciali meno. Come principale motivo del cambio di fornitore, lo studio ha individuato i prezzi più competitivi dai fornitori concorrenti. Un dato allarmante è che circa il 50% delle società fornitrici di servizi non è a co-

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noscenza dell’insoddisfazione del cliente e quindi della loro possibile sostituzione. Alla domanda su quali aspetti i fornitori di abiti da lavoro dovrebbero migliorare la propria attività, i primi cinque riguardano i tempi di consegna, qualità del servizio, tempi di risoluzione dei problemi, rapporto qualità-prezzo, pulizia e igiene. Meno richiesti gli aspetti più prettamente estetici degli abiti da lavoro, quali il design o la gamma dei prodotti.

Tempi di consegna

Innovazione ed etica L'innovazione tecnologica sta interessando tutti i nostri modelli di business coinvolgendo le macchine intelligenti e i robot, che al momento hanno le facoltà di movimento e di trasmissione di dati. Ma il progresso corre veloce e il passo successivo saranno i robot con capacità cognitive e questo futuro è già iniziato, con conseguenze sulle attività lavorative e sui posti di lavoro. Tutto ciò porta inevitabilmente degli interrogativi etici: che tipo di robot vogliamo realizzare? Quanto li vogliamo intelligenti e in grado di comunicare?

Economia circolare

Qualità del servizio Tempi di risoluzione dei problemi Rapporto qualità/prezzo Pulizia e igiene

Base: Ducker Worldwide (2016)

Le applicazioni mobili, una possibile minaccia del mercato Le app mobili stanno guadagnando sempre più terreno nella nostra vita quotidiana. Basti pensare ad Uber, la piattaforma per i servizi di taxi, o ad Airbnb, la piattaforma per la prenotazione delle vacanze. Sulla base di 60 interviste svolte in Francia e nel Regno Unito, la società Ducker ha rilevato che il 20% dei clienti del nostro servizio ha manifestato un interesse verso una soluzione simile a quella di Uber per il nostro settore. Tra le principali ragioni di tale apertura c’è la capacità di negoziare prezzi più equi, la capacità di fidelizzare il rapporto, la possibilità di inserire le durate dei contratti in modo da rispettare i tempi e le modalità di lavoro, la possibilità di selezionare i fornitori in base alla condivisione di informazioni con altri clienti. Sebbene il dato della manifestazione di interesse del 20% alle soluzioni app non sia al momento troppo allarmante, indica, tuttavia, che a lungo andare il modello del servizio attuale è destinato a subire delle modifiche.

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Anche se la società e l'economia stanno evolvendo verso una continua innovazione degli uomini e dei processi, la digitalizzazione e le realtà virtuali, c'è un altro orientamento che riconosce la scarsità delle nostre risorse. Anche l’aria e l’acqua non sono affatto infinite. La crescita e il benessere materiale sono legati alla disponibilità limitata di risorse sul pianeta, che purtroppo non sempre è contemplata dalla teoria della crescita economica. Karl Falkenberg, ex direttore generale della DG Ambiente della Commissione europea, ha dichiarato nel suo discorso che dobbiamo abbracciare un modello di business circolare, dove i rifiuti sono visti come materiali per una nuova produzione o reimmessi nel ciclo naturale delle materie prime. “La Commissione europea è consapevole che i modelli di produzione e di economia devono cambiare - ha detto Falkenberg – e nel proprio programma ha inserito molti elementi “green”. Tuttavia, è necessario accelerare il cambiamento verso l'economia circolare. L'economia deve proteggere le risorse e i mercati hanno bisogno di una maggiore regolamentazione per proteggere l'ambiente, come è stata necessaria la regolamentazione per proteggere le persone povere e disagiate quando l'economia di mercato si è sviluppata nell'economia di mercato sociale.

Tavola rotonda sul futuro del settore Charlie Betteridge ha moderato una tavola rotonda composta da alti rappresentanti del settore con un focus sull’innovazione, che ha coinvolto Juha Lau-


In occasione della Conferenza è stata realizzata una visita all’azienda Elis a Nanterre (Photo ETSA) rio, Presidente ETSA e Ceo di Lindstrom, Alfonso Marra, Ceo di Klopman e Andreas Holzer, Ceo di Bardusch. Alla domanda se i servizi di sanificazione dei tessili sono abbastanza innovativi, Andreas Holzer ha risposto differenziandoli per tipo di produzione e ha affermato che il servizio degli abiti da lavoro ha un livello di innovazione superiore rispetto ai servizi di biancheria piana. Mentre Alfonso Marra ha sottolineato che esiste uno sviluppo straordinario per esempio nei “tessuti intelligenti”, che possono essere dotati di sensori di diversa natura. Ciò sarà utile per i Dpi in ambito sanitario. Ma è certo che il loro trattamento potrebbe richiedere processi organizzativi totalmente nuovi. Juha Laurio ha aggiunto che le aziende del settore dovrebbero interagire di più e meglio con gli utenti finali del servizio e con i propri clienti. Ad esempio, nel settore turistico sarebbe utile entrare in contatto con gli albergatori per comprendere le modalità di prenotazione delle vacanze e le aspettative degli ospiti. Relativamente all'economia circolare, Alfonso Marra ha affermato che secondo è un'enorme opportunità, basti pensare che prevede di riciclare i materiali in media 6-7 volte. Infine, secondo Andreas Holzer la realizzazione di questi obiettivi innovativi necessita di leadership e di un’adeguata formazione nelle aziende.

Outlook 2020 L'ambiente economico per investire e realizzare innovazioni è attualmente molto favorevole. Bernd Ziesemer, ex direttore generale del quotidiano tedesco Handelsblatt, ha presentato il trend europeo 2020. Le economie europee sono tornate ai livelli pre-crisi del 2006/2007, ad eccezione della Grecia. I tassi di disoccupazione stanno scendendo e i tassi di interesse favoriranno un percorso di crescita moderato ma costante. L’appuntamento per la prossima edizione della Conferenza ETSA è fissato per il 2019.

La cena dell’ETSA-Networking alla Torre Eiffel (Photo ETSA)

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SAFETY EXPO ASSOSISTEMA SAFETY PRESENTA IL WORKSHOP

IL REGOLAMENTO EUROPEO 425/2016 SUI DPI: FOCUS SULLE NOVITÀ E SULLE CRITICITÀ PREANNUNCIATE DA ASSOSISTEMA. LO STATO DELL’ARTE UN ANNO DOPO FORUM SICUREZZA SUL LAVORO

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Produzione, Distribuzione e Manutenzione di DPI

FIERA DI BERGAMO VIA LUNGA, SNC 20 SETTEMBRE 2017 ORE 9.15 - 11.15 SALA CARAVAGGIO

PROGRAMMA Ore 9:15

Apertura dei lavori

Ore 9:20

Tavola rotonda. Interverranno: Vincenzo Correggia, Ministero dello Sviluppo Economico Henk Vanhoutte, ESF Lorenzo Petrilli, Accredia Filippo Tommaso, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Maria Rosaria Fizzano, Contarp Inail

Ore 11: 00 Spazio domande e Conclusioni Modera: Andrea Pancani, Vice Direttore TGLa7

PER PARTECIPARE È NECESSARIO REGISTRARSI AL SITO

www.safetyexpo.it/registrazione

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TURISMO OSSERVATORIO SUL TURISMO INTERNAZIONALE S E C O N D O L’ I N D A G I N E S U L T U R I S M O INTERNAZIONALE DELL’ITALIA CONDOTTA DALLA BANCA D’ITALIA, NEL 2016 I FLUSSI IN ENTRATA E IN USCITA SONO AUMENTATI RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE IN TERMINI SIA DI VIAGGIATORI SIA DI SPESA. LA SPESA DEI VIAGGIATORI STRANIERI IN ITALIA, PARI A 36,4 MILIARDI DI EURO, È CRESCIUTA A UN TASSO (2,3 PER CENTO) LIEVEMENTE SUPERIORE A QUELLO DELLE ENTRATE MONDIALI DA TURISMO, DETERMINANDO UNA TENUTA DELLA QUOTA DI MERCATO DEL NOSTRO PAESE. LA SPESA È AUMENTATA NELLE REGIONI DEL NORD ED È DIMINUITA NEL COMPLESSO DELLE REGIONI DEL CENTRO-SUD. SONO CRESCIUTI SIA GLI ARRIVI, IN PARTICOLARE QUELLI DEI VIAGGIATORI NON PERNOTTANTI, SIA I PERNOTTAMENTI. LE VACANZE NELLE CITTÀ D’ARTE ITALIANE SI SONO CONFERMATE LE PIÙ RICHIESTE TRA GLI STRANIERI, SEGUITE DA QUELLE AL MARE. I GIUDIZI DEGLI INTERVISTATI A CONCLUSIONE DEL PROPRIO VIAGGIO IN ITALIA SI SONO MANTENUTI POSITIVI.

L’ITALIA NEL CONFRONTO INTERNAZIONALE Nel 2016 la spesa turistica internazionale è stata di quasi 1.100 miliardi di euro a livello globale, in crescita del 2 per cento rispetto al 2015. Gli Stati Uniti si sono confermati il paese con i più alti introiti da viaggi internazionali (186,9 miliardi di euro), seguiti dalla Spagna (54,6). L’Italia è al sesto posto della

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graduatoria con 36,4 miliardi; ha scalato una posizione rispetto al 2015, superando il Regno Unito, che ha visto ridursi fortemente le proprie entrate turistiche in euro, in linea con il deprezzamento della sterlina. La quota di mercato dell’Italia sulle entrate turistiche mondiali è rimasta stabile al 3,3 per cento nel 2016, interrompendo una lunga fase di declino. È in linea con quella del Regno Unito (3,3 per cento)


e non lontana da quella della Francia (3,5 per cento). Quest’ultima si è fortemente ridotta nel 2016, forse per gli effetti derivanti dagli attentati terroristici che hanno colpito il paese.

I VIAGGIATORI STRANIERI IN ITALIA Nel 2016 è proseguita la crescita dei pernottamenti, frutto di un ulteriore aumento del numero dei turisti e di una sostanziale stabilizzazione del numero medio di notti pro-capite; è invece scesa la spesa media giornaliera. Ne è derivato un aumento modesto della spesa complessiva (1,3 per cento sul 2015). Oltre metà delle entrate proviene da viaggiatori internazionali in arrivo da paesi della UE, con un peso preponderante dei residenti nell’area dell’euro (circa il 40 per cento sul totale). La Germania è il paese di origine principale; insieme a Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Svizzera, genera oltre la metà delle entrate. La spesa media giornaliera tende a crescere all’aumentare della distanza geografica e del reddito pro-capite del paese di origine del viaggiatore. La Svizzera è lo stato principale di provenienza per numero di viaggiatori (13,8 milioni nel 2016). Oltre tre quarti sono escursionisti, che si recano in Italia soprattutto per

fare acquisti. Nel 2016 il turismo per motivi di vacanza ha generato circa i due terzi delle entrate turistiche, il 56 per cento dei viaggiatori e il 63 per cento dei pernottamenti). Gli stranieri prediligono la vacanza in città d’arte (56,7 per cento della spesa nel 2016). Seguono le vacanze al mare (20,1 per cento) e al lago (9,1 per cento). Le vacanze in montagna hanno generato entrate per 1,1 miliardi nel 2016, in forte calo rispetto all’anno precedente. L’albergo e il villaggio turistico sono le strutture ricettive preferite dagli stranieri in termini di numero di pernottamenti (41,3 per cento nel 2016). Il peso sulle entrate è maggiore (60,0 per cento), in ragione di una spesa media giornaliera più alta che nelle altre forme di alloggio. Nel 2016 le entrate da turismo internazionale sono diminuite al Centro e nel Mezzogiorno e sono aumentate al Nord, che consolida il suo peso sul totale (Oltre il 55 per cento, quasi equamente diviso tra Nord-Est e Nord-Ovest); solo il 13 per cento circa delle entrate raggiunge le regioni meridionali e insulari (la quota sale al 15 per cento considerando solo il turismo per vacanze). Le spese per alloggio costituiscono la voce più rilevante, seguite da quelle per ristorazione.

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LE NOVITÀ TIVO T E R R O C O T E DEL DECR BBLICI U P I T T A R T N O AI C A CURA DI MATTEO DI GREGORIO, AREA RELAZIONI INDUSTRIALI DI ASSOSISTEMA

IL 20 MAGGIO 2017 SONO ENTRATE IN VIGORE LE 441 MODIFICHE AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI (D.LGS. 50/2016) APPORTATE DAI 131 ARTICOLI DEL DECRETO CORRETTIVO, OSSIA IL DECRETO LEGISLATIVO 19 APRILE 2017, N. 56. IL CD. “CORRETTIVO” FA SEGUITO ALL’ENTRATA IN VIGORE DEL D.LGS. 18 APRILE 2016 N. 50, IL CD. “NUOVO CODICE DEGLI APPALTI” (ADESSO “CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI”), CHE HA SOSTITUITO IL DECRETO LEGISLATIVO 12 APRILE 2006, N. 163, IN ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE 2014/23/UE, 2014/24/UE E 2014/25/UE SULL’AGGIUDICAZIONE DEI CONTRATTI DI CONCESSIONE, SUGLI APPALTI PUBBLICI E SULLE PROCEDURE D’APPALTO DEGLI ENTI EROGATORI NEI SETTORI SPECIALI DELL’ACQUA, DELL’ENERGIA, DEI TRASPORTI E DEI SERVIZI POSTALI, NONCHÉ SUL RIORDINO DELLA DISCIPLINA VIGENTE IN MATERIA DI CONTRATTI PUBBLICI RELATIVI A LAVORI, SERVIZI E FORNITURE. IL NUOVO CODICE SI APPLICA ALLE PROCEDURE ED AI CONTRATTI PER I QUALI I BANDI E GLI AVVISI CON CUI SI INDICE LA PROCEDURA DI SCELTA DEL CONTRAENTE SIANO PUBBLICATI A DECORRERE DAL 19 APRILE 2016. QUESTE LE PRINCIPALI NOVITÀ INTRODOTTE DAL CORRETTIVO:

r La programmazione degli acquisti a) Art. 21: Le amministrazioni aggiudicatrici adottano il programma biennale degli acquisti di beni e servizi e il programma triennale dei lavori pubblici, nonché i relativi aggiornamenti annuali. I programmi sono approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza con il bilancio e, per gli enti locali, secondo le norme che disciplinano la programmazione economicofinanziaria degli enti. b) Art. 31: Per ogni singola procedura per l’affidamento di un appalto o di una concessione le stazioni appaltanti individuano nell’atto di adozione o di aggiornamento dei programmi di cui all’articolo 21, comma

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1, ovvero nell’atto di avvio relativo ad ogni singolo intervento, per le esigenze non incluse in programmazione, un responsabile unico del procedimento (RUP) per le fasi della programmazione, della progettazione, dell’affidamento, dell’esecuzione. Nelle gare indette da soggetti aggregatori/centrali di committenza i RUP saranno due. c) Art. 77: La nomina del RUP a membro delle commissioni di gara è valutata con riferimento alla singola procedura. r Lo scorporo del costo della manodopera e dei costi della sicurezza dall’importo assoggettato a ribasso d’asta a) Art. 23, comma 16, ultimo periodo: Nei con-


tratti di lavori e servizi la stazione appaltante, al fine di determinare l’importo posto a base d’asta, individua nel progetto i costi della manodopera sulla base di quanto previsto nel presente comma. I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso d’asta. b) Art. 95: Nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera a). Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell’aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all’articolo 97, comma 5, lettera d). r Trasparenza degli atti Art. 29: sono altresì pubblicati, nei successivi due giorni dalla data di adozione dei relativi atti, il provvedimento che determina le esclusioni dalla procedura di affidamento e le ammissioni all’esito della verifica della documentazione attestante l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80, nonché la sussistenza dei requisiti economico-finanziari e tecnico-professionali. Entro il medesimo termine di due giorni è dato avviso ai candidati e concorrenti, con le modalità di cui all’articolo 5-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il Codice dell’amministrazione digitale o strumento analogo negli altri Stati membri, di detto provvedimento, indicando l’ufficio o il collegamento informatico ad accesso riservato dove sono disponibili i relativi atti. Il termine per l’impugnativa di cui all’articolo 120, comma 2-bis, decorre dal momento in cui gli atti di cui al secondo periodo sono resi in concreto disponibili, corredati di motivazione. E’ inoltre pubblicata la composizione della commissione giudicatrice e i curricula dei suoi componenti. Nella stessa sezione sono pubblicati anche i resoconti della gestione finanziaria dei contratti al termine della loro

esecuzione con le modalità previste dal decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Gli atti di cui al presente comma recano, prima dell’intestazione o in calce, la data di pubblicazione sul profilo del committente. r La determina a contrarre semplificata a) Art. 32, comma 2: Nella procedura di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), la stazione appaltante può procedere ad affidamento diretto tramite determina a contrarre, o atto equivalente, che contenga, in modo semplificato, l’oggetto dell’affidamento, l’importo, il fornitore, le ragioni della scelta del fornitore, il possesso da parte sua dei requisiti di carattere generale, nonché il possesso dei requisiti tecnico-professionali, ove richiesti. b) Art. 36, comma 1: L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35 avvengono nel rispetto dei principi di cui agli articoli 30, comma 1, 34 e 42, nonché nel rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti e in modo da assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese. Le stazioni appaltanti possono, altresì, applicare le disposizioni di cui all’articolo 50. c) Art. 36, comma 7, secondo periodo: Nelle predette linee guida sono anche indicate specifiche modalità di rotazione degli inviti e degli affidamenti e di attuazione delle verifiche sull’affidatario scelto senza svolgimento di procedura negoziata, nonché di effettuazione degli inviti quando la stazione appaltante intenda avvalersi della facoltà di esclusione delle offerte anomale. d) Art. 36: Fermo restando quanto previsto dagli articoli 37 e 38 e salva la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie, le stazioni appaltanti procedono all’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35, secondo le seguenti modalità: a) per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, mediante affidamento diretto, anche senza previa con-

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sultazione di due o più operatori economici o per i lavori in amministrazione diretta; b) per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno dieci operatori economici, per i lavori, e per le forniture e i servizi di almeno cinque operatori economici, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti. I lavori possono essere eseguiti anche in amministrazione diretta, fatto salvo l’acquisto e il noleggio di mezzi, per i quali si applica comunque la procedura negoziata previa consultazione di cui al periodo precedente. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche dei soggetti invitati. r Rilegificazione dell’importo delle penali per ritardo Art. 113–bis: I contratti di appalto prevedono penali per il ritardo nell’esecuzione delle prestazioni contrattuali da parte dell’appaltatore

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commisurate ai giorni di ritardo e proporzionali rispetto all’importo del contratto o alle prestazioni del contratto. Le penali dovute per il ritardato adempimento sono calcolate in misura giornaliera compresa tra lo 0,3 per mille e l’1 per mille dell’ammontare netto contrattuale da determinare in relazione all’entità delle conseguenze legate al ritardo e non possono comunque superare, complessivamente, il 10 per cento di detto ammontare netto contrattuale. r Criteri ambientali minimi per qualunque importo Art. 34: “L’obbligo di cui ai commi 1 e 2 si applica per gli affidamenti di qualunque importo, relativamente alle categorie di forniture e di affidamenti di servizi e lavori oggetto dei criteri ambientali minimi adottati nell’ambito del citato Piano d’azione”. La precisazione riguardante l’applicazione dei criteri ambientali minimi anche ai contratti sotto soglia è importante, perché tale disposizione non sembrava direttamente applicabile a tali contratti, in virtù del combinato disposto degli artt. 35 e 36 (nella formula precedente l’intervento correttivo).


r Verifiche nelle procedure negoziate a) Art. 36, comma 5: Nel caso in cui la stazione appaltante abbia fatto ricorso alle procedure negoziate di cui al comma 2, la verifica dei requisiti avviene sull’aggiudicatario. La stazione appaltante può, comunque, estendere le verifiche agli altri partecipanti. Le stazioni appaltanti devono verificare il possesso dei requisiti economici e finanziari e tecnico professionali, se richiesti nella lettera di invito. b) Art. 36, comma 6-bis: Nei mercati elettronici di cui al comma 6, per gli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro, la verifica sull’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80 è effettuata su un campione significativo in fase di ammissione e di permanenza, dal soggetto responsabile dell’ammissione al mercato elettronico. Resta ferma la verifica sull’aggiudicatario ai sensi del comma 5. r Modifiche al sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti Art. 38 comma 4 (requisiti di base): 4) numero di gare svolte nel quinquennio con indicazione di tipologia, importo e complessità, numero di varianti approvate, verifica sullo scostamento tra gli importi posti a base di gara e consuntivo delle spese sostenute, rispetto dei tempi di esecuzione delle procedure di affidamento, di aggiudicazione e di collaudo; 5) rispetto dei tempi previsti per i pagamenti di imprese e fornitori come stabilito dalla vigente normativa ovvero il rispetto dei tempi previsti per i pagamenti di imprese e fornitori, secondo gli indici di tempestività indicati dal decreto adottato in attuazione dell’articolo 33 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33; 5-bis) assolvimento degli obblighi di comunicazione dei dati sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture che alimentano gli archivi detenuti o gestiti dall’Autorità, come individuati dalla stessa Autorità ai sensi dell’articolo 213, comma 9; 5-ter) per i lavori, adempimento a quanto previsto dagli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, in materia di procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica

dell’utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del Fondo opere e del Fondo progetti, e dall’articolo 29, comma 3. r Clausole sociali Art. 50: Per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad alta intensità di manodopera, i bandi di gara, gli avvisi e gli inviti inseriscono, nel rispetto dei principi dell’Unione europea, specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, prevedendo l’applicazione da parte dell’aggiudicatario, dei contratti collettivi di settore di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81. r Commissione giudicatrice a) Art. 78, comma 1: E’ istituito presso l’ANAC, che lo gestisce e lo aggiorna secondo criteri individuati con apposite determinazioni, l’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici. Ai fini dell’iscrizione nel suddetto albo, i soggetti interessati devono essere in possesso di requisiti di compatibilità e moralità, nonché di comprovata competenza e professionalità nello specifico settore a cui si riferisce il contratto, secondo i criteri e le modalità che l’Autorità definisce in un apposito atto con ap-

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posite linee guida, valutando la possibilità di articolare l’Albo per aree tematiche omogenee, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice. Fino all’adozione della disciplina in materia di iscrizione all’Albo, si applica l’articolo 216, comma 12. b) Art. 78, comma 1-bis: Con le linee guida di cui al comma 1 sono, altresì, disciplinate le modalità di funzionamento delle commissioni giudicatrici, prevedendo, di norma, sedute pubbliche, nonché sedute riservate per la valutazione delle offerte tecniche e per altri eventuali adempimenti specifici. c) Art. 77, comma 3, 4° periodo: La stazione appaltante può, in caso di affidamento di contratti per i servizi e le forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35, per i lavori di importo inferiore a un milione di euro o per quelli che non presentano particolare complessità, nominare alcuni componenti interni alla stazione appaltante, nel rispetto del principio di rotazione, escluso il Presidente.

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cessiva deve essere calcolata sull’importo che risulta dalla riduzione precedente.

r Soccorso istruttorio Art. 83: Viene eliminata la sanzione.

r Minor prezzo sempre possibile sotto i 40.000 euro a) Art. 95, comma 3: Sono aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo: a) i contratti relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, nonché ai servizi ad alta intensità di manodopera, come definiti all’articolo 50, comma 1, fatti salvi gli affidamenti ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera a). b) Art. 95, comma 4: Può essere utilizzato il criterio del minor prezzo: […] c) per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 35, di importo fino a 40.000 euro, nonché per i servizi e le forniture di importo superiore a 40.000 euro e sino alla soglia di cui all’articolo 35 solo se caratterizzati da elevata ripetitività, fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo.

r Cauzione provvisoria a) Art. 93, comma 1, ultimo periodo: Nei casi di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), è facoltà della stazione appaltante non richiedere le garanzie di cui al presente articolo (lo stesso vale per la cauzione definitiva). b) Art. 93, comma 2: Fermo restando il limite all’utilizzo del contante di cui all’articolo 49, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, la cauzione può essere costituita, a scelta dell’offerente, in contanti, con bonifico, in assegni circolari o in titoli del debito pubblico garantiti dallo Stato al corso del giorno del deposito, presso una sezione di tesoreria provinciale o presso le aziende autorizzate, a titolo di pegno a favore dell’amministrazione aggiudicatrice. Si applica il comma 8 e, quanto allo svincolo, il comma 9. c) Art. 93, comma 7, ultimo periodo: In caso di cumulo delle riduzioni, la riduzione suc-

r Subappalto a) Art. 105, comma 4: I soggetti affidatari dei contratti di cui al presente codice possono affidare in subappalto le opere o i lavori, i servizi o le forniture compresi nel contratto, previa autorizzazione della stazione appaltante purché: a) l’affidatario del subappalto non abbia partecipato alla procedura per l’affidamento dell’appalto; b) il subappaltatore sia qualificato nella relativa categoria; c) all’atto dell’offerta siano stati indicati i lavori o le parti di opere ovvero i servizi e le forniture o parti di servizi e forniture che si intende subappaltare; d) il concorrente dimostri l’assenza in capo ai subappaltatori dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80. b) Art. 105, comma 6: È obbligatoria l’indicazione della terna di subappaltatori in sede di offerta, qualora gli appalti di lavori, servizi e forniture siano di importo pari o superiore


alle soglie di cui all’articolo 35 o, indipendentemente dall’importo a base di gara, riguardino le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa, come individuate al comma 53 dell’articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190. Nel caso di appalti aventi ad oggetto più tipologie di prestazioni, la terna di subappaltatori va indicata con riferimento a ciascuna tipologia di prestazione omogenea prevista nel bando di gara. Nel bando o nell’avviso di gara la stazione appaltante prevede, per gli appalti sotto le soglie di cui all’articolo 35: le modalità e le tempistiche per la verifica delle condizioni di esclusione di cui all’articolo 80 prima della stipula del contratto stesso, per l’appaltatore e i subappaltatori; l’indicazione dei mezzi di prova richiesti, per la dimostrazione delle circostanze di esclusione per gravi illeciti professionali come previsti dal comma 13 dell’articolo 80.

r Avvalimento a) Art. 89, comma 1, ultimo periodo: A tal fine, il contratto di avvalimento contiene, a pena di nullità, la specificazione dei requisiti forniti e delle risorse messe a disposizione dall’impresa ausiliaria. b) Art. 89, comma 9, ultimo periodo: La stazione appaltante trasmette all’Autorità tutte le dichiarazioni di avvalimento, indicando altresì l’aggiudicatario, per l’esercizio della vigilanza, e per la prescritta pubblicità, pena la risoluzione del contratto d’appalto. r Offerte anomale a) Art. 97, comma 2: Quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso la congruità delle offerte è valutata sulle offerte che presentano un ribasso pari o superiore ad una soglia di anomalia determinata; al fine di non rendere predeterminabili dai candidati i parametri di riferimento per il calcolo della soglia, il RUP o la commissione

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giudicatrice procedono al sorteggio, in sede di gara, di uno dei seguenti metodi: a) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del venti per cento, arrotondato all’unità superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta media; b) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del venti per cento rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso arrotondato all’unità superiore, tenuto conto che se la prima cifra dopo la virgola, della somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi è pari ovvero uguale a zero la media resta invariata; qualora invece la prima cifra dopo la virgola, della somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi è dispari, la media viene decrementata percentualmente di un valore pari a tale cifra; c) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, incrementata del quindici per cento; d) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse incrementata del dieci per cento; e) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del dieci per cento, arrotondato all’unità superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta media, moltiplicato per un coefficiente sorteggiato dalla commissione giudicatrice o, in mancanza della commissione, dal RUP, all’atto del suo insediamento tra i seguenti valori: 0,6; 0,7; 0,8; 0,9. b) Art. 97, comma 3-bis: Il calcolo di cui al comma 2 è effettuato ove il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a cinque. r Criteri di aggiudicazione Art. 95, comma 10-bis: La stazione appaltante, al fine di assicurare l’effettiva individuazione del miglior rapporto qualità/prezzo, valorizza gli elementi qualitativi dell’offerta e individua criteri tali da garantire un confronto concorrenziale effettivo sui profili tecnici. A tal fine la stazione appaltante stabilisce un tetto mas-

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simo per il punteggio economico entro il limite del 30 per cento (questa è stata la reazione all’utilizzo eccessivo dell’Allegato P). r Interpello anche per servizi e forniture Art. 110, comma 1: Le stazioni appaltanti, in caso di fallimento, di liquidazione coatta e concordato preventivo, ovvero procedura di insolvenza concorsuale o di liquidazione dell’appaltatore, o di risoluzione del contratto ai sensi dell’articolo 108 ovvero di recesso dal contratto ai sensi dell’articolo 88, comma 4ter, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, ovvero in caso di dichiarazione giudiziale di inefficacia del contratto, interpellano progressivamente i soggetti che hanno partecipato all’originaria procedura di gara, risultanti dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto per l’affidamento dell’esecuzione o del completamento dei lavori, servizi o forniture. r Controlli sull’esecuzione a) Art. 101, comma 6-bis: Per i servizi e le forniture di particolare importanza, da individuarsi con il decreto di cui all’articolo 111, comma 1, primo periodo, la stazione appaltante, su indicazione del direttore dell’esecuzione, può nominare un assistente del direttore dell’esecuzione, con le funzioni indicate dal medesimo decreto. b) Art. 102, comma 2: Per i contratti pubblici di lavori di importo superiore a 1 milione di euro e inferiore alla soglia di cui all’articolo 35, il certificato di collaudo, nei casi espressamente individuati dal decreto di cui al comma 8, può essere sostituito dal certificato di regolare esecuzione rilasciato per i lavori dal direttore dei lavori. Per i lavori di importo pari o inferiore a 1 milione di euro e per forniture e servizi di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 35, è sempre facoltà della stazione appaltante sostituire il certificato di collaudo o il certificato di verifica di conformità con il certificato di regolare esecuzione rilasciato per i lavori dal direttore dei lavori e per forniture e servizi dal responsabile unico del proce-


dimento. Nei casi di cui al presente comma il certificato di regolare esecuzione è emesso non oltre tre mesi dalla data di ultimazione delle prestazioni oggetto del contratto. c) Art. 102, comma 6: Per effettuare le attività di collaudo sull’esecuzione dei contratti pubblici di cui al comma 2, le stazioni appaltanti nominano tra i propri dipendenti o dipendenti di altre amministrazioni pubbliche da uno a tre componenti con qualificazione rapportata alla tipologia e caratteristica del contratto, in possesso dei requisiti di moralità, competenza e professionalità, iscritti all’albo dei collaudatori nazionale o regionale di pertinenza come previsto al comma 8 del presente articolo. Il compenso spettante per l’attività di collaudo è contenuto, per i dipendenti della stazione appaltante, nell’ambito dell’incentivo di cui all’articolo 113, mentre per i dipendenti di altre amministrazioni pubbliche è determinato ai sensi della normativa applicabile alle stazioni appaltanti e nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 61, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 156. d) Art. 113-bis, comma 3: All’esito positivo del collaudo o della verifica di conformità il responsabile unico del procedimento rilascia il certificato di pagamento ai fini dell’emissione della fattura da parte dell’appaltatore. Il certificato di pagamento è rilasciato nei termini di cui all’articolo 4, commi 2, 3, 4 e 5 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, e non costituisce presunzione di accettazione dell’opera, ai sensi dell’articolo 1666, secondo comma, del codice civile. r Modalità di affidamento Art. 36, comma 2: Le stazioni appaltanti procedono all’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35, secondo le seguenti modalità: b) per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante procedura ne-

goziata previa consultazione, rispettivamente di almeno dieci operatori economici; c) per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 1.000.000 di euro, mediante la procedura negoziata di cui all’articolo 63, procedura negoziata con consultazione di almeno quindici operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche dei soggetti invitati. r Il ritorno dell’appalto integrato a) Art. 59, comma 1-bis: Le stazioni appaltanti possono ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione di lavori sulla base del progetto definitivo dell’amministrazione aggiudicatrice nei casi in cui l’elemento tecnologico o innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori. b) Art. 59, comma 1-ter: Il ricorso agli affidamenti di cui al comma 1-bis deve essere motivato nella determina a contrarre. Tale determina chiarisce, altresì, in modo puntuale la rilevanza dei presupposti tecnici ed oggettivi che consentono il ricorso all’affidamento congiunto e l’effettiva incidenza sui tempi della realizzazione delle opere in caso di affidamento separato di lavori e progettazione. r Criterio del minor prezzo Art. 95, comma 4: Può essere utilizzato il criterio del minor prezzo: a) fermo restando quanto previsto dall’articolo 36, comma 2, lettera d), per i lavori di importo pari o inferiore a 2.000.000 di euro, quando l’affidamento dei lavori avviene con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo; in tali ipotesi, qualora la stazione appaltante applichi l’esclusione automatica, la stessa ha l’obbligo di ricorrere alle procedure di cui all’articolo 97, commi 2 e 8. Nel rimanere a disposizione per ogni approfondimento in merito, si invia in allegato il testo del Codice dei contratti pubblici aggiornato al Correttivo.

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QUI FINANZA

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Una delle uguaglianze fondamentali della macroeconomia stabilisce che la quantità di risparmio di una nazione deve essere uguale agli investimenti della stessa. Il ragionamento è intuitivo. Il reddito disponibile (quello guadagnato al netto del prelievo fiscale) può avere due destinazioni: il consumo ed il risparmio. La parte di reddito risparmiata, se non detenuta fisicamente da chi la ha guadagnata, è incanalata verso gli investimenti, sia nel pubblico (tipicamente acquisto di titoli del debito pubblico) che nel privato (azioni, obbligazioni, quote di fondi di investimento, ecc.). L’attività finanziaria di banche ed intermediari, quando i titolari del risparmio non prendono le loro decisioni in piena autonomia, possono essere di ausilio nell’ orientare i flussi verso forme di investimento il più produttive possibili. Lo Stato, sia attraverso la creazione di nuove modalità di investimento, sia attraverso la leva fiscale, può contribuire ad incentivare la destinazione del risparmio verso obiettivi congruenti con le politiche economiche ed industriali del momento. In questo ambito, l’ultima legge di stabilità ha introdotto un nuovo strumento: i Piani Individuali di Risparmio (PIR), con lo scopo di veicolare il risparmio dei privati verso le piccole-medie imprese per sostenerne la capitalizzazione e favorirne gli investimenti. Stante la perdurante situazione di un sistema bancario appesantito da una massa importante di crediti de-

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I PIANI INDIVIDUALI DI RISPARMIO: NUOVA LINFA PER GLI INVESTIMENTI DELLE PMI?

teriorati, lo strumento dei PIR cerca di “saltare” l’intermediazione delle banche con lo scopo di aprire un canale diretto tra le piccole e medie imprese ed i finanziatori. Vediamo in dettaglio quali sono le “regole di ingaggio” per un risparmiatore che volesse avvicinarsi a tale forma di investimento. Innanzi tutto, il PIR è generalmente proposto da una Società di Gestione del Risparmio (SGR) ed è rivolto solamente a persone fisiche, escludendo, quindi, dalla sua sottoscrizione le persone giuridiche. Una delle novità salienti della normativa è che il PIR può anche essere costruito in modo autonomo dal singolo risparmiatore che, sul proprio dossier titoli presso la sua banca di riferimento, può assemblare una serie di attivi congruenti con la normativa e, quindi, godere dei benefici ad essa associati. Purtroppo sembra che molte banche siano refrattarie alla implementazione di tale operatività, perdendo, almeno secondo il mio punto di vista, un’ulteriore occasione per modernizzarsi. La leva fiscale è stata utilizzata in maniera molto forte per incentivare i risparmiatori all’ utilizzo dei PIR. Come noto, la tassazione delle rendite finanziarie sconta, in Italia, l’aliquota del 26% che si riduce della metà per chi investe in titoli di Stato. Viceversa, chi sottoscrivesse un PIR e lo detenesse in portafoglio per un periodo superiore ai cinque anni, vedrebbe la sua aliquota scendere a zero. Maggiore incentivo fiscale anche in caso di dona-


zione e successione “mortis causa”: la neutralità fiscale dello strumento permane con l’azzeramento dell’aliquota di imposta. Ad un regime così favorevole dal punto di vista fiscale, non possono che corrispondere delle limitazioni quantitative sull’ ammontare dell’investimento: infatti, ciascuna persona fisica può allocare su un PIR solamente fino a 150.000 euro. Quanto sopra dal punto di vista del risparmiatore; ma quali sono gli attivi che possono essere parte di un PIR? Vale la “regola” del 70/30. Il 70% dell’investimento deve essere destinato a strumenti finanziari emessi da aziende italiane od europee purché abbiano stabile organizzazione in Italia. Di questo 70%, il 30% deve essere investito in imprese (sempre italiane o con organizzazione stabile in Italia) che siano fuori dal listino del FTSE Mib (ovvero aziende di piccole e medie dimensioni). Esiste, a tutela del risparmiatore e per conservare la tipologia di “piano” di risparmio, anche un vincolo di concentrazione che prevede che al massimo il 10% del patrimonio possa essere investito in strumenti emessi dallo stesso emittente. I primi mesi di vita dei PIR hanno mostrato una certa effervescenza dello strumento sui mercati finanziari con anche delle critiche, tutto sommato abbastanza fondate. In particolare, Salvatore Graziano, responsabile strategie di investimento di Soldi Expert pone in evidenza cinque debolezze strutturali dei PIR: il rischio di un mercato in bolla, le asimmetrie tra PIR “fai da te” e PIR gestiti, l’acquisto di prodotti finanziari di PMI sul mercato secondario, il costo delle commissioni e la concentrazione del rischio sul mercato Italia. Brevemente, analizziamo quanto sopra enunciato. Fa, giustamente, notare Graziano come il mercato dei prodotti finanziari delle PMI sia stato trascurato in passato dagli operatori. La creazione dei PIR, grazie evidentemente alle particolari condizioni che accompagnano questo tipo di prodotto, potrà generare un aumento repentino ed ingiustificato della domanda; una tipica condizione di bolla a cui, altrettanto evidentemente, potrebbe corrispondere un improvviso sgonfiamento dei prezzi, per riallinearsi alle vere condizioni di

mercato. I PIR potrebbero rappresentare l’“elefante nella cristalleria” per le PMI coinvolte. Mentre nel caso di PIR “fai da te” il vantaggio fiscale scatta dopo aver mantenuto fermo l’investimento per cinque anni (non è consentita la cosiddetta rotazione), un PIR veicolato attraverso il risparmio gestito consente al suo gestore di fare una politica attiva ovvero muovendosi liberamente sul mercato. I movimenti di investimento e disinvestimento (tipici, come visto, dei PIR gestiti) avvengono sul mercato cosiddetto secondario, ovvero quello che si attiva quando un emittente ha già “piazzato” il suo debito e, quindi, la piccolamedia imprese non beneficia ulteriormente dei movimenti. A beneficiarne saranno solamente i portatori dello strumento finanziario. Altrettanto importante il costo delle commissioni (sempre nel caso di PIR gestiti) ed il fatto che, essendo lo strumento dedicato alle imprese italiane (o, giova ricordarlo, con organizzazione stabile in Italia), il sottoscrittore del PIR, tipicamente residente e con un’attività lavorativa in Italia, si trovi a concentrare i suoi investimenti nel paese, quindi accettandone in toto il rischio paese. Insomma, come ogni strumento innovativo, i PIR ci presentano una situazione con luci ed ombre. Certamente rimane fondamentale l’attenzione che il legislatore, per la prima volta, porta alla disintermediazione del rapporto tra banche e piccole-medie imprese. Da un sistema di finanziamento bancocentrico, con i PIR si fanno passi sostanziali verso un sistema più centrato sul mercato. Rimane strategico, in questo caso, il beneficio fiscale per i sottoscrittori. Da un altro punto di vista, sarà opportuno correggere tutte le asimmetrie che lo strumento si porta con sé. Il PIR “fai da te” dovrebbe avere la medesima struttura di quello gestito e le banche dovrebbero garantire la possibilità ai loro clienti di strutturare personalmente il prodotto. Per le piccole e medie imprese i PIR rappresentano, comunque, una valida possibilità di finanziamento. Sono, senza dubbio, una opzione strategica di cui bisogna essere pronti a cogliere le molte possibilità.

MICHELE RUSSO, PARTNER DI EPTA PRIME Michele Russo, con una lunga esperienza nel settore della finanza e della consulenza strategica aziendale, nel 2016 è tra i fondatori di Epta Prime, società indipendente di consulenza e boutique finanziaria. Dal febbraio 2013 fino al maggio 2015, Russo è stato dirigente del servizio “Middle Office” della Direzione Finanza con responsabilità sul reporting analitico e sui progetti strategici della direzione. Da dicembre 2004 è stato direttore dell’area sud e isole di Dexia Crediop e, successivamente, ha curato i rapporti con alcune fondazioni bancarie e con enti religiosi. Precedentemente, nel maggio 2000 Russo è stato responsabile commerciale per il centro e sud America della Marconi Selenia Communications Spa e nel luglio 1993 è entrato in Alitalia Spa, prima nella rappresentanza commerciale di Bologna e poi nella sede di Roma nella neo-costituita direzione marketing.


NUMERI CHECK UP MEZZOGIORNO: CONTINUA LA RISALITA, PUNTARE SUGLI INVESTIMENTI PER ACCELERARE NEL 2018

Continua la risalita del Mezzogiorno, trainata dalle sue imprese: questa, in sintesi, la fotografia che emerge dal Check Up di metà anno che Confindustria e SRM (centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) dedicano all’economia e alla società meridionale. Dopo un 2015 che ha visto crescere le regioni del Sud più della media nazionale, le anticipazioni relative al 2016 confermano la ten-

denza alla crescita moderata, che dovrebbe proseguire anche nella prima parte del 2017. Tale tendenza è confermata dall’Indice Sintetico dell’Economia Meridionale che mostra tutti gli indicatori in crescita (come già alla fine del 2016). In particolare, continua la crescita del PIL (+0,9% nel 2016), su livelli non molto lontani da quelli del 2015 (+1%), trainata dall’industria in senso stretto (il cui valore aggiunto è cresciuto, nel 2016 del 3,4%, oltre 2 punti in più della media nazionale). Quattro indicatori su cinque, ad eccezione dell’export, sono – tuttavia - ancora al di sotto dei livelli pre-crisi. Si rafforza la natalità imprenditoriale: il numero delle imprese attive, nei soli primi tre mesi dell’anno, cresce di 8mila unità in più (+0,5%), una tendenza ancor più significativa se confrontata con un contemporaneo calo nel resto del Paese (-0,3%). In particolare, prosegue l’aumento delle società di capitali (+16 mila nel I trimestre 2017 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), ad un ritmo doppio rispetto al Centro-Nord, un chiaro segnale di irrobustimento del tessuto produttivo. Altro segno “più” lo fa registrare il numero delle start up innovative (+29,1% nel I trimestre del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno prece-

INDICE SINTETICO* DELLE PRINCIPALI VARIABILI ECONOMICHE NEL MEZZOGIORNO TRA IL 2007 ED IL 2016

* E’ un indice composito calcolato come somma dei valori indicizzati al 2007 di alcune importanti variabili macroeconomiche: PIL (valori concatenati, anno base 2010), Investimenti fissi lordi, Imprese attive, Export. Fonte: Elaborazione Confindustria e SRM su fonti varie

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STIME PRELIMINARI DEL TASSO DI CRESCITA DEL PIL (ANNI 2015 E 2016, VALORI PERCENTUALI)

Fonte: elaborazione Confindustria e SRM su dati Istat

dente), un dato migliore di quello registrato al Centro-Nord (+25,7%), con un trend positivo che riguarda tutte le regioni del Mezzogiorno. Positivi sono anche i dati sulle imprese in rete (1.000 in più in soli sei mesi) che aumentano ad un tasso, anche in questo caso, maggiore rispetto a quello del Centro-Nord. Cresce il fatturato delle imprese, non solo quello delle grandi ma anche, per la prima volta dall’inizio della crisi, quello delle piccole imprese (+0,6%), spina dorsale del sistema produttivo nazionale, ma soprattutto di quello del Sud, di cui rappresentano oltre il 90% del totale delle imprese. Segnali positivi per le imprese, in particolare quelle manifatturiere, sono confermati anche dall’andamento dell’export: nei primi tre mesi dell’anno è stato pari a 10,3 mld nel Mezzogiorno, registrando un +12,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente - un risultato migliore della media nazionale (+9,7%) - trainato dal forte recupero dei prodotti della raffinazione (+68,9%) e dei prodotti chimici (+35,1%), dall’export di macchinari (+10,1%) e della farmaceutica (+8,1%).

Brillante e superiore alle attese è, in particolare, la performance del settore dei macchinari, a cui il Check up dedica uno specifico approfondimento: un settore che, sebbene di dimensioni ancora ridotte al Sud (circa 2.000 imprese), ha registrato una crescita dei ricavi (+7,3%) più del doppio rispetto alla media nazionale (3,4%), così come degli addetti, cresciuti al Sud (+2,7%) quasi il doppio della media Italia (+1,4%). All’interno del settore, numeri più piccoli, ma altrettanto e forse più lusinghieri, vengono dal comparto delle macchine utensili, il cui export è cresciuto nel Mezzogiorno (principalmente verso Germania e Stati Uniti) nel periodo 2012-16 in media del 2,4%, a fronte di una contrazione dei principali Paesi Europei e della stessa media nazionale (-2,9%). Migliora, in particolare, la quantità e la qualità dei macchinari installati nelle aziende meridionali. Secondo i dati di UCIMU, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di macchine utensili, particolarmente significativa è la quota dei robot sul totale delle macchine installate, pari nel Mezzogiorno al 14%, rispetto ad una media

LA QUOTA DEI ROBOT (ANNO 2014) Fonte: UCIMU - “Il parco macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria italiana”, 2014

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TASSI DI CRESCITA DEL NUMERO DI IMPRESE* 2011-2017, CONFRONTO TRA MEZZOGIORNO E CENTRO-NORD

* Imprese attive; tassi di crescita tendenziali (I trimestre su I trimestre dell’anno precedente) Fonte: elaborazione Confindustria e SRM su dati Movimprese

delle altre regioni che si ferma al 7,4%. Si tratta di numeri positivi, anche se ancora limitati ad un numero ristretto di imprese di punta, che vantano risultati uguali - se non migliori - a quelli del resto del Paese. La sfida è, dunque, quella di rafforzare il gruppo di testa, favorendo in primo luogo gli investimenti, il cui livello è tuttavia ancora troppo basso, essendo calati di quasi il 44% dal 2008 e del 37% nel solo settore manifatturiero. La timida inversione di tendenza dell’ultimo anno (+0,8%) lascia bene sperare, ma la distanza dai livelli pre-crisi rimane ancora molto elevata. Particolarmente tempestive sono state, perciò, le modifiche apportate nel 2017 al credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, che potranno spingere in alto gli investimenti delle imprese già nella seconda parte dell’anno. Tornano a calare gli impieghi totali al Sud (-1,2% nel II trimestre 2016) e l’intensità creditizia (cioè il rapporto tra impieghi e PIL) registra una inattesa frenata (solo in parte spiegabile con la crescita moderata del PIL stesso). Cosicché, mentre il profilo di rischio delle imprese tende progressivamente a migliorare, l’espansione della domanda di credito non riesce ad essere del tutto soddisfatta dall’allentamento, seppur visibile, delle condizioni praticate per l’offerta di credito. Tra i settori, bene il turismo e la cultura: cresce, infatti, la presenza dei turisti stranieri nelle regioni del Mezzogiorno, che supera i 10 milioni di unità, e la loro spesa, che supera i 3,6 miliardi di euro, anche grazie ad

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una performance di porti ed aeroporti meridionali che si mantiene positiva. Ad attrarre i visitatori è anche l’ingente patrimonio museale ed archeologico meridionale che ha fatto registrare oltre 10 milioni di visitatori nel 2016, con un incremento degli introiti di quasi il 19%. L’occupazione cresce rispetto ad un anno fa (+1%), ma con un ritmo più lento negli ultimi mesi: un campanello d’allarme che non va trascurato, soprattutto in considerazione dei numeri rilevanti perduti durante la crisi, solo parzialmente recuperati, e tenuto conto dell’incentivo per le assunzioni a tempo indeterminato di cui beneficiano (nel solo 2017) le imprese localizzate nelle regioni meridionali, incentivo che ha già agevolato l’assunzione di oltre 55 mila lavoratori nei primi 5 mesi dell’anno. La disoccupazione resta elevata (21%) ed è anzi in crescita per effetto dell’aumento delle persone che si riaffacciano sul mercato del lavoro in cerca di occupazione: resta, in particolare, altissima la disoccupazione giovanile (56,3%), ad un livello doppio rispetto alle regioni del Centro-Nord. Così come elevato resta il numero dei NEET, dei giovani che non studiano e non lavorano: sono 1 milione e 800 mila al Sud (più di metà del dato nazionale), e di questi sono ben 800 mila quelli che non hanno neppure un titolo di studio. Al Sud più ancora che al Nord, dunque, un intervento per favorire l’accesso dei giovani al lavoro è decisivo e non più differibile. L’accelerazione dei processi di crescita è, insomma, necessaria all’economia del Mezzogiorno per re-


DISTRIBUZIONE REGIONALE DELLE IMPRESE CHE HANNO ADERITO AD UN CONTRATTO DI RETE (GIUGNO 2017)

Fonte: elaborazione Confindustria e SRM su dati Retimpresa e Infocamere

cuperare rapidamente il terreno perduto. Pesano ancora i divari di competitività con il Centro-Nord e la capacità produttiva andata distrutta, l’andamento della spesa per investimenti pubblici prima di tutto infrastrutturali - che non accompagna questa tendenza, l’offerta di credito che fatica a seguire la domanda, soprattutto delle imprese. Tuttavia, i segnali di vitalità degli ultimi anni si fanno sempre più intensi e sempre più diffusi, soprattutto grazie alla capacità competitiva (sul mercato interno e nella competizione internazionale) di un nucleo forte di imprese che si fa progressivamente più consistente. Sono tre le sfide principali per il Mezzogiorno: favorire la natalità delle imprese, al fine di ripristinare le fila di un sistema produttivo in cui la crisi ha aperto ampi vuoti; sostenere il rafforzamento, la crescita dimensionale, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle imprese esistenti, per far si che il nucleo forte si consolidi e si estenda; far crescere la quantità (e la qualità) della spesa per investimenti pubblici ad un livello effettivamente capace di avere impatti reali sui tassi di crescita, affiancando la vitalità delle imprese. Come fare? Sul versante delle imprese,

INDICATORE COMPETITIVITÀ REGIONALE 2016

* Istruzione superiore, formazione e apprendimento permanente ** Buckinghamshire and Oxfordshire ***Provincia autonoma Fonte: elaborazione Confindustria e SRM su dati Indice di Competitività regionale (RCI Index, European Commission), 2016

i provvedimenti già in vigore (come il credito di imposta e gli iperammortamenti) vanno nella giusta direzione, così come quelli in costruzione, come il DL Sud, attualmente all'esame del Parlamento, con le sue proposte per la creazione di nuove imprese da parte di giovani o le ZES (Zona Economica Speciale). I Programmi Operativi e i Patti attuativi del Masterplan costituiscono, in questo senso, delle buone basi di partenza. Ma altrettanto importante è un intervento per il rafforzamento del contesto produttivo meridionale. Al Mezzogiorno serve, oggi più che mai, una politica di coesione più semplice e più efficace, più concentrata, capace di sostenere il rafforzamento e l’innovazione della base produttiva e il superamento dei divari di competitività dei territori. L’accelerazione nell’utilizzo delle risorse, la piena efficacia delle strutture di gestione e controllo, la riduzione del rischio di inefficace utilizzo dei fondi, già nell’attuale ciclo di programmazione, costituiscono le prime e più urgenti carte da giocare per rafforzare la nostra credibilità in vista della programmazione futura.

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> APPROVATE LE DISPOSIZIONI

URGENTI PER LA CRESCITA ECONOMICA NEL MEZZOGIORNO Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, ha approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Il decreto, che fa seguito a quello dello scorso dicembre (D.L. 243/16) con il quale sono stati aumentati gli incentivi agli investimenti industriali, prosegue lo sforzo del Governo di attivare interventi di aiuto ad alta intensità al Mezzogiorno. In particolare, il nuovo provvedimento mira a incentivare, anche con significative risorse aggiuntive, la nuova imprenditorialità, prevede una specifica disciplina per la istituzione di zone economiche speciali (ZES), con particolare riferimento alle aree portuali, nonché una serie di misure di semplificazione e per la velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno. Attraverso la misura “Resto al sud” si offre un forte sostegno alla nuova imprenditorialità, prevedendo, per i giovani meridionali che non dispongano di mezzi propri per avviare un’attività propria - nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi - una dotazione di 40.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante. Sono escluse le spese per progettazione e quelle per personale, al fine di evitare di alimentare mercati delle consulenze e comportamenti opportunistici, mentre è prevista la possibilità di azioni di accompagnamento nelle fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale da parte di enti pubblici e non, opportunamente accreditati. Il finanziamento residuale, rispetto alla quota di contributo a fondo perduto, sarà a tasso zero ed erogato tramite il sistema bancario, con il beneficio della garanzia pubblica, attraverso apposita sezione del Fondo di Garanzia per le PMI. La dimensione del finanziamento globale della misura assicurerà che la stessa non si esaurisca in tempi brevi al fine di fornire uno stimolo all’economia meridionale nei prossimi anni. Sono inoltre previste ulteriori misure per sostenere l’imprenditoria giovanile nel settore agricolo in ragione delle sue specificità. Ulteriore misura di rilievo strategico è quella che istituisce e regolamenta le ZES. Esse saranno concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate. Lo scopo è di sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali le procedure amministrative e le procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese, che operano o che si insedieranno all’interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell’ Amministrazione centrale, della Regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della ZES, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali. Allo stesso scopo, le ZES saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al sud. In particolare, oltre agli investimenti delle PMI, saranno eleggibili per il credito d’imposta investimenti fino a 50 milioni di euro, di dimensioni sufficienti ad attrarre player internazionali di grandi dimensioni e di strategica importanza per il trasporto marittimo e la movimentazione delle merci nei porti del Mezzogiorno. Le ZES saranno attivate su richiesta delle regioni meridionali interessate, previo adeguato progetto di sviluppo, e queste ultime saranno pienamente coinvolte nel loro processo di istituzione e nella loro governance. Il decreto prevede, inoltre, strumenti di velocizzazione degli investimenti pubblici e privati, la semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi dei Patti per lo sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno, accelerando i tempi e riducendo gli oneri a carico delle Amministrazioni centrali. Con una specifica misura di valorizzazione dei Contratti Istituzionali di sviluppo si rende invece possibile l’utilizzo di questa forma di gestione dell’attuazione degli interventi di notevole complessità nei programmi operativi, finanziati con risorse nazionali e comunitarie, che ha dato buoni frutti nelle esperienze già attive.

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> NORMATIVA

LEGGE 12 LUGLIO 2017, N. 107 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. (Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.162 del 13-7-2017). DECRETO LEGISLATIVO 3 LUGLIO 2017, N. 112 Revisione della disciplina in materia di impresa sociale, a norma dell'articolo 2, comma 2, lettera c) della legge 6 giugno 2016, n. 106. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.167 del 19-72017). DECRETO LEGISLATIVO 3 LUGLIO 2017, N. 111 Disciplina dell'istituto del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a norma dell'articolo 9, comma 1, lettere c) e d), della legge 6 giugno 2016, n. 106. (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.166 del 18-7-2017). LEGGE 21 GIUGNO 2017, N. 96 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.144 del 23-6-2017 - Suppl. Ordinario n. 31). DECRETO-LEGGE 20 GIUGNO 2017, N. 91 Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.141 del 20-6-2017). DECRETO LEGISLATIVO 16 GIUGNO 2017, N. 104 Attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 9 luglio 2015, n. 114. (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.156 del 6-7-2017). DECRETO LEGISLATIVO 16 GIUGNO 2017, N. 106 Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 305/2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE. (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.159 del 10-7-2017). DECRETO LEGISLATIVO 16 GIUGNO 2017, N. 100 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, recante testo unico in materia di societĂ a partecipazione pubblica. (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.147 del 26-6-2017).

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Ambiente Lavoro ritorna nel 2017 nella veste di Convention a Modena il 13-14 settembre. E’ un’occasione per verificare cosa il mercato offre in termini di soluzioni al problema delle malattie professionali e degli incidenti sul lavoro, con un programma formativo ricco di spunti ed una serie di eventi che hanno lo scopo di offrire momenti di confronto e soluzioni a chi ogni giorno lavora per ridurre al minimo il peso di incidenti e morti sul lavoro. Ambiente Lavoro Convention si rivolge a tutti coloro che operano nel settore dei servizi alla sicurezza e protezione, a chi si occupa di prevenzione dalle malattie sul lavoro, ai datori di lavoro, ai dipartimenti di sanità delle Aziende USL, ai medici del lavoro e a tutti gli enti e associazioni dedicati alla sicurezza. Per maggiori informazioni: www.ambientelavoro.it.

SAFETY EXPO Assosistema Safety parteciperà con le aziende associate al Safety Expo che si svolgerà alla Fiera di Bergamo, il 20 e il 21 settembre 2017. La manifestazione, pensata per offrire una visione su tutte le problematiche più attuali, è divisa nelle due differenti aree della prevenzione incendi e della sicurezza sul lavoro, ciascuna con le proprie tipologie di incontro: convegni con le istituzioni, focus di approfondimento, corsi di formazione, workshop tecnici. Il 20 settembre 2017 dalle ore 9:15 alle 11:15 presso la sala Caravaggio, Assosistema Safety organizza il convegno: “Il nuovo Regolamento europeo 425/2016 sui DPI: focus sulle novità e sulle criticità preannunciate da Assosistema. Lo stato dell’arte un anno dopo”. Per maggiori informazioni: www.safetyexpo.it.

I PRIMI D’ITALIA Primi d’Italia è il Festival Nazionale dei Primi Piatti che si svolge nell’intero centro storico di Foligno, dal 28 settembre al 1 ottobre 2017 promuovendo la cultura del primo piatto in tavola. Quattro giorni all’insegna di degustazioni continuative, lezioni di cucina, dimostrazioni di grandi Chef, produzioni alimentari di qualità, ma anche momenti di spettacolo e di intrattenimento. Per maggiori informazioni: www.iprimiditalia.it

CONGRESSO AICO La XVIII° del Congresso Nazionale Aico (Associazione Italiana di Infermieri di Camera Operatoria) si svolgerà a Lecce, presso il Grand Hotel Tiziano e dei Congressi, dal 12 al 14 ottobre 2017. Il Congresso prevede la partecipazione di circa 700 infermieri di sala operatoria provenienti dai maggiori centri ospedalieri italiani che si incontreranno per trattare, insieme a esperti di rilevanza nazionale, argomenti attuali del settore. Per maggiori informazioni: www.aicoitalia.it.

A+A L’edizione A+A del 2017 si svolgerà in Germania, presso il quartiere fieristico di Dusseldorf, dal 17 al 20 ottobre. E’ una fiera internazionale per la protezione personale, la sicurezza aziendale e la salute sul lavoro che prevede anche una parte dedicata al congresso sulla tutela e sulla medicina del lavoro. Per maggiori informazioni: www.aplusa-online.it.

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HOST Assosistema e Assofornitori partecipano alla 40° edizione di HostMilano, fiera mondiale dell’Ho.Re.Ca., foodservice, retail, food, GDO e hôtellerie, si svolgerà presso la Fieramilano a Rho dal 20 al 24 ottobre 2017. La manifestazione è organizzata in tre macro-aree: Ristorazione professionale con Pane, Pizza e Pasta; Caffè Tea con Bar, macchine da caffè e vending, e Gelato Pasticceria; Arredo e Tavola. Per maggiori informazioni: www.host.fieramilano.it.

CONGRESSO NAZIONALE FARE Si svolgerà presso il Crowne Plaza di Verona dal 26 al 28 ottobre 2017 la XIX edizione del Congresso Nazionale FARE (Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi e Provveditori della Sanità). Il convengo è organizzato con 3 sessioni plenarie e 12 workshop nelle seguenti aree tematiche: servizi, ristorazione, igiene degli ambienti, lavanolo, sterilizzazione abiti e strumentario, chirurgico, logistica (del paziente e del farmaco), manutenzioni e gestioni calore, servizi ICT (fatturazione elettronica, cartella clinica, controllo accessi), smaltimento rifiuti, noleggio attrezzature e strumentari. Per maggiori informazioni: www.fareonline.it.

EXPODETERGO INTERNATIONAL La diciottesima edizione di EXPOdetergo International, Mostra Internazionale dedicata a macchine, tecnologie, prodotti e servizi per lavanderia, stireria e pulizia del tessile, si svolgerà dal 19 al 22 ottobre 2018 presso i Padiglioni 1 e 3 di Fiera Milano. La manifestazione sarà occasione di aggiornamento sulle tecnologie per il lavaggio a secco e ad acqua, stiro, detergenti, accessori, sistemi di automazione industriale, di confezionamento, identificazione e trasporto. Per maggiori informazioni: www.expodetergo.com.


S AV E THE DATE 20-24 ottobre 2017 FIERA HOST MILANO

Noi ci troveremo al padiglione 2, con lo stand U07.

Nell’ambito del progetto di riposizionamento del settore dei servizi alberghieri integrati e sulla scia del successo dell’evento “Prendi la pista giusta. Per un futuro migliore ci vuole stoffa!” dello scorso 12 maggio, Assosistema e Assofornitori parteciperanno alla 40^ edizione di Host, il Salone internazionale dell’ospitalità, che si svolgerà alla Fiera di Milano dal 20 al 24 ottobre 2017. Per il settore, sarà l’opportunità per proseguire l’opera di sensibilizzazione e promozione all’utilizzo del tessile nelle strutture alberghiere e della ristorazione, portando il proprio contributo allo sviluppo di un turismo innovativo, sostenibile e di qualità. Host rappresenta un appuntamento di riferimento per il settore Ho.Re.Ca, foodservice, retail, GDO e hotellerie. La manifestazione sarà l’occasione per presentare le nuove tecnologie per la lavorazione del food (equipment), nel prodotto food (materie prime, semilavorato), nel mondo del caffè, nei format, nel design e nel lifestyle, oltre che un marketplace per fare business internazionale con operatori stranieri. L’evento si svolge in 14 Padiglioni che integrano le filiere produttive e di servizio comuni, valorizzando le specificità di ogni settore e ogni azienda. I visitatori sono guidati all’interno della filiera attraverso percorsi funzionali che ottimizzano il tempo a disposizione e l’esperienza di visita. Nella scorsa edizione del 2015, grazie anche alla spinta di Expo, Host aveva registrato nei quattro giorni 150.968 visitatori (+13,5% rispetto all’edizione 2013), di cui oltre 60mila esteri (+17%) per conoscere i prodotti di oltre 2mila espositori all’interno di 14 padiglioni, due in più rispetto al 2013. L’edizione del 2017 conta al momento 1.437 aziende confermate, di cui il 41% estere provenienti da 48 Paesi. Incontreranno oltre 1.500 hosted buyer.

PER INFORMAZIONI: g.daddazio@assosistemaservizi.it TEL. 06/5903477

È UN’INIZIATIVA DI:


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FLYING TOWARDS TO EN 14065 Blue Dragon, under the aegis of William Orford, grandson of the founder, who has been managing director of the laundry business since 1999, along with Colin Hill, managing director, drycleaning.Their laundry market is predominantly private healthcare, with some hospitality contracts. This year, Blue Dragon achieved certification from Centre for Assessment for British Standard EN 14065 Risk and Bio-Contamination control. William Orford explains: “We saw the requirement for bio-contamination control standards coming into the market around five years ago, led by the NHS, and felt it was only a matter of time before the private healthcare market followed suit. To stay competitive, we needed a recognised system in place that we could put forward as evidence to any procurement teams when bidding for contracts. We didn’t see the business need for ISO 9001 but felt that EN 14065 was a suitable system to implement. “The biggest barrier to entry for the standard is workflow and building constraints. With risk and bio-contamination control, you need to show a separation of areas between clean and dirty work with critical control points along the way. Thankfully, our building enabled separate areas without having to move too much around or build any new walls. (www.laundryandcleaningnews.com)

RESEARCH NESTER: EUROPE REGION ACCOUNTS FOR THE LARGEST MARKET SHARE IN GLOBAL CORPORATE TRAVEL INSURANCE MARKET The corporate travel insurance market is showcased to witness a robust growth during the forecast period 2017-2024. The market is anticipated to flourish at a CAGR of 8.6% over the forecast period. Increase in business travels is expected to foster the growth of corporate travel insurance market across the globe. Geographically, Europe region accounts for the largest market share in global corporate travel insurance market followed by Asia-Pacific. Moreover, Europe is anticipated to continue its dominance over the forecast period owing to recent terror attacks in France, Germany, and other European countries. Moreover, rise in number of business travelers with high travel spending is expected to garner the growth of corporate travel insurance market in this region. Germany and

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France is likely to capture the largest market share in European corporate travel insurance market. Asia-pacific is anticipated to maintain second position over the forecast period. The major countries witnessing the increased demand for corporate travel insurance include China, Korea and Japan. North America region is also witnessing a positive corporate travel insurance growth and is expected to witness the significant growth over the forecast period. Further, in North America, enhanced travel options and advanced technological access have made business traveler’s access to insurance companies easier, thereby escalating the adoption rate of corporate travel insurance. Increase in expansion of business across the globe coupled with rising business travelers is anticipated to foster the demand for corporate travel insurance. Further, rising awareness among business travelers is anticipated to be the dynamic factor behind the rapid growth of corporate travel insurance market. (www.traveldailynews.com)

SAFETY LEADERSHIP: 11 CHARACTERISTICS OF GREAT SAFETY PERFORMERS Across industries, the best performers in safety sustain outcomes others struggle to reach. What sets them apart can be attributed to 11 leadership characteristics that are practiced consistently – regardless of challenges. These characteristics are fundamental in ensuring a culture that supports safety improvement and maintains the right behaviors over time: 1. Great safety performers are absolutely clear that safety is a personal value to them, even to the point of overriding the company position. 2. Great safety leaders relentlessly drive the message in all they do. 3. Great safety performers are present in the field on a regular basis. 4. Great safety performers identify artifacts that indicate the climate and culture of the organization. 5. Great safety performers expect subordinates to match their same level of focus and action. 6. World-class safety performers understand that aligning resources with objectives is critical. 7. Strong safety performers ensure they are aligned with subordinates on what they need to do to support them. 8. Great safety performers actively seek feedback on their safety leadership behaviors. 9. World-class safety performers drive the focus on proactive exposure reduction. 10. Great safety performers actively ensure alignment between their company and contractor leadership. 11. World-class safety performers have a deep understanding of the activities their organizations are undertaking and demonstrate active support. (www.safetyandhealthmagazine.com)


Photo Walter Gumiero

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