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Alla scoperta di Torino in bicicletta Itinerari in città Articolo e foto di Arianna Zucco

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archi e giardini, piazze e viali alberati, ponti e lungo fiume, palazzi storici e monumenti: una piacevole alternativa al bus turistico o alle visite guidate a piedi per andare alla scoperta della città è la bicicletta. Grazie alle nuove piste ciclabili e alla chiusura al traffico automobilistico di molte delle vie del centro e soprattutto alla pendenza delle strade quasi nulla, Torino è sempre più una città a misura di ciclista e in questo speciale Oltre WeekEnd suggeriamo due itinerari da percorrere sulle due ruote: Torino Capitale del Regno – un percorso che si snoda fra le vie storiche e gli antichi palazzi e monumenti del centro – e Acqua e Parchi – un percorso pensato per godere del fresco del verde e delle belle viste sul fiume.

Itinerario “Torino, Capitale del Regno” Difficoltà: bassa Durata: 2.5 ore

1. Piazza Castello Punto di partenza del percorso è la piazza centrale della città, quella che conserva in misura maggiore l’impronta del passato. Al centro della sua pianta quadrata, si erge infatti Palazzo Madama – dalla scenografica facciata settecentesca opera del Juvarra – alle cui spalle è ancora saldo il Castello Duecentesco costruito dai signori del Monferrato, incorporando le torri di un’antica porta Romana. A chiudere il lato nord si trova invece Palazzo Reale, residenza dei re di Sardegna fino al 1859 e di Vittorio Emanuele II, re d’Italia, fino al 1865. 2. Piazza Carignano Muovendosi verso sud si incontra la piazza che ospita una delle più originali creazioni barocche di Guarino Guarini: Palazzo Carignano, riconoscibile dalla caratteristica facciata curvilinea in cotto. Al suo interno nacquero Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, fu sede primo del Parlamento italiano ed attualmente ospita il museo Nazionale del Risorgimento italiano.

«La più bella e la più ampia delle vie di Torino è quella di Po, da ambo i lati ornata di portici, mettente in due piazze, e guardante da un lato il vecchio Castello, dall’altro l’amena collina» (DAVIDE BERTOLOTTI, Descrizione di Torino, 1840)

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Oltre weekend Piazza Castello. Il Castello Duecentesco alle spalle di Palazzo Madama.

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3. Piazza Carlo Alberto Alle spalle di piazza Carignano e caratterizzata dal monumento equestre a Carlo Alberto che brandisce una spada – inaugurato proprio nell’anno della proclamazione del Regno d’Italia – piazza Carlo Alberto ospita l’edificio della Biblioteca Nazionale. 4. Via Lagrange Recentemente pedonalizzata, Via Lagrange è una delle vie dello shopping cittadino. Percorrendola tutta, si raggiunge la zona di Porta Nuova, con Piazza Carlo Felice.

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5. Piazza Carlo Felice Insieme alle due piazze minori Paleocapa e Lagrange, poste simmetricamente ai lati del porticato che la cinge, Piazza Carlo Felice rappresenta il punto di accesso da meridione al centro storico della Città. Inclusa nel Piano di ingrandimento della Capitale del 1850 è caratterizzata dagli edifici dalle facciate a bugnato in leggero rilievo e da un piccolo giardino centrale.


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Piazza Castello.

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Palazzo Carignano.


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Piazza San Carlo con al centro il monumento equestre dedicato ad Emanuele Filiberto.


Oltre weekend 6. Piazza San Carlo Risalendo in via Roma si giunge in Piazza San Carlo, la piazza più elegante e armoniosa della città. Realizzata nel ’600 su disegno di Juvarra, è delimitata da edifici barocchi con profondi portici, che – insieme ai tetti spioventi con lunghe file di abbaini – costituiscono il tratto distintivo del paesaggio urbano torinese. Palcoscenico di eventi pubblici e mostre fotografiche a cielo aperto, Piazza San Carlo ospita anche il monumento equestre dedicato ad Emanuele Filiberto e le due chiese simmetricamente poste ai lati di Via Roma di Santa Cristina e di San Carlo.

7. Duomo di San Giovanni Il Duomo di Torino si trova nell’omonima Piazza alle spalle di Piazza Castello. Nel XVII alla costruzione originaria quattrocentesca, fu aggiunta la Cappella della Sacra Sindone – ad opera di Guarino Guarini – nella quale è stata custodita la preziosa reliquia fino al 1997, anno in cui a causa di un incendio, la struttura ha subito notevoli danni che hanno portato al trasferimento del Sacro Lenzuolo in una nuova teca in atmosfera controllata. 8. Porte Palatine Da Piazza San Giovanni è immediatamente raggiungibile la zona romana della città, in cui è tutt’oggi visibile la porta di accesso al “castrum” romano risalente al I secolo d.C. Realizzata in laterizio, presenta una sola facciata con quattro fornici – due maggiori per il transito dei carri e due minori per il passaggio dei pedoni – chiusa ai lati da due torri poligonali altre trenta metri. Si dice che fra le sue mura abbia soggiornato anche Carlo

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Magno dopo la vittoria sui Longobardi alle Chiuse e numerosi altri re nel periodo medievale. Oggi la struttura è protagonista del nuovo Parco Archeologico delle Porte Palatine.

9. Piazza del Corpus Domini e Piazza Palazzo di Città Spostandosi verso il comune, si attraversa la piccola Piazza Corpus Domini, dalla quale è possibile osservare un piercing gigante applicato al fianco di uno dei palazzi storici del lato sinistro. Si tratta dell’opera Urban Piercing di Corrado Levi, installata nel 1995. Passando sotto le luci d’artista lasciate in occasione del Centocinquantenario d’Italia anche dopo le festività natalizie, si giunge nell’antica Piazza delle Erbe, ora Piazza Palazzo di Città, che nei fine settimana spesso ospita mercati di generi alimentari.

Il piercing gigante “Urban Piercing” in Piazza Corpus Domini opera di Corrado Levi.

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Palazzo di CittĂ .


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Piazza Statuto. Monumento commemorativo al Traforo del Frejus.


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10. Quadrilatero Romano (Via Sant’Agostino ‐ Piazza Emanuele Filiberto ‐ Via delle Orfane) Uno dei tratti più piacevoli di questo itinerario si snoda fra le viuzze e i vicoli del Quadrilatero, quartiere che ricalca tutt’oggi l’antica pianta romana della città e che è stato negli ultimi anni oggetto di una profonda opera di riqualificazione. Uno dei principali poli di attrazione della movida, è un continuo susseguirsi di locali per aperitivo e con musica dal vivo, birrerie, pub, ristoranti, pizzerie, tradizionali ed etnici, gelaterie, focaccerie, yogurterie, cioccolaterie, ma anche boutique di moda, negozi d’antiquariato, gallerie d’arte e musei. 69

Piazza Savoia con l’obelisco posto in memoria delle Leggi Siccardi.

Un suggestivo tratto del Quadrilatero Romano.

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11. Piazza Savoia Proseguendo lungo via San Domenico verso ovest, si incontra Piazza Savoia. Dominata dall’imponente obelisco in granito di Baveno, posto a memoria delle Leggi Siccardi del 1890 che abolivano il foro ecclesiastico, la piazza a pianta circolare deve il suo nome alla omonima Regione francese, ragione per cui lo ha tenuto anche dopo la caduta della monarchia nel 1946.


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Piazza Solferino. Fontana Angelica.


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12. Piazza Statuto L’elegante Piazza posta alla fine di Via Garibaldi è stata realizzata nel 1863 da una società inglese su richiesta del Comune per far fronte all’incremento nella richiesta delle abitazioni. Il progetto prevedeva la costruzione di sette isolati abitativi “per formare una piazza da intitolare allo Statuto” (Albertino). Al centro della piazza spicca, circondato dalle acque, il monumento commemorativo al traforo del Frejus, che simboleggia il trionfo del Genio della Scienza – la ragione, l’intelligenza – su Titano – la forza bruta. 13. Via Cernaia e Piazza Solferino Percorrendo via della Consolata verso sud si raggiunge Via Cernaia, dedicata alla vittoria dell’esercito franco-piemontese nella battaglia della Tchernaia durante la guerra di Crimea. Da qui la distanza verso Piazza Solforino è breve. Anch’essa dedicata a una battaglia – contro gli austriaci vinta dai francesi di Napoleone Particolare della Fontana Angelica di Piazza Solferino.

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III (allora alleati dei Savoia) – è caratterizzata dalla Fontana Angelica, anche conosciuta con il nome di Fontana delle Quattro Stagioni per i quattro gruppi statuari che la decorano, due maschili – l’autunno e l’inverno – e due femminili – la primavere e l’estate. Fra i settanta getti d’acqua sembrano librarsi in volo rondini, uccellini e putti.

14. Via Pietro Micca e Via Po Per tornare verso il centro, bisogna dirigere le ruote verso la centrale via Pietro Micca che porta in Piazza Castello, da qui imboccare Via Po per godersi lo spettacolo della via porticata lunga 700 metri fino in Piazza Vittorio Veneto. Agli osservatori più attenti non sfuggirà la presenza di coperture sui passaggi pedonali nel solo lato sinistro. La ragione? Quello era il lato percorso dal Re e dal suo seguito quando si recava da Palazzo Reale alla Chiesa della Gran Madre nelle giornate di pioggia. 15. Piazza Vittorio e i Murazzi Via Po termina in Piazza Vittorio Veneto, piazza d’armi fino per secoli e oggi spazio per l’allestimento dei grandi eventi all’aperto e punto di ritrovo grazie ai numerosi locali. Circondata da portici, la piazza presenta un dislivello di più di 7 metri – in salita verso il fiume – abilmente camuffato dall’architetto Giuseppe Frizzi che l’ha progettata. Al fondo della Piazza, scendendo al fiume, si raggiungono i Murazzi, un tempo zona di magazzini merci e ricoveri per barche, oggi uno dei principali centri della vita notturna cittadina.

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Piazza Solferino.


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La “Fetta di polenta” in Corso San Maurizio all’incrocio con Via Giulia di Barolo.


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16. Gran Madre di Dio Attraversando il ponte sul fiume, si raggiunge il tempio neoclassico della Gran Madre di Dio, una delle più importanti chiese di Torino, eretta tra il 1827 ed il 1831. Celebre anche come uno dei luoghi simbolo della Torino magica, accoglie, ai lati della scalinata di ingresso, due statue rappresentanti la Religione e la Fede. Secondo le interpretazioni esoteriche, il calice che ha in mano la statua della Fede, rappresenta la presenza, a Torino, del Santo Graal. Lo sguardo stesso della Statua della Fede, indicherebbe la direzione in cui è nascosta la sacra coppa. 17. Via Sant’Ottavio e la Fetta di Polenta Ritornando su Via Po si incontra sulla destra via Sant’Ottavio che porta al Palazzo delle Facoltà Umanistiche, conosciuto come Palazzo Nuovo. Da qui, si può raggiungere Corso San Maurizio, per osservare – all’incrocio con Via Giulia di Barolo – Casa Scaccabarozzi, opera dell’Antonelli del 1881-84, meglio conosciuta in città come la Fetta di polenta. Si tratta infatti di una singolare abitazione dal colore inconfondibile, di sette piani, costruita su un’area triangolare dalle dimensioni ridottissime. Il Palazzo infatti misura circa 16 metri su Via Giulia di Barolo, 4,35 metri su Corso San Maurizio e appena 54 cm nella parte opposta a quella del corso. 18. Mole Antonelliana e Cavallerizza Reale Nelle immediate vicinanze è possibile ammirare una delle principali attrazioni della città: la Mole Antonelliana. Progettata come sinagoga dall’Antonelli, è stata edificata nel 1863 ed è attualmente – con i suoi 167 metri – l’edifi-

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La Cavallerizza Reale in Via Verdi.

cio più alto della città. Sede del Museo del Risorgimento, dal 2000 ospita invece il Museo del Cinema. Dal tempietto posto a metà altezza e raggiungibile con l’ascensore in vetro interno alla cupola, si gode di uno splendido panorama su tutta la città. Proseguendo in via Verdi si raggiunge infine la Cavallerizza Reale, imponente complesso dedicato a funzioni burocratiche, rappresentative e di servizio del potere e sede dell’Accademia per l’educazione dei giovani nobili italiani e stranieri ed i paggi di corte fin dal Seicento, oggi è stato in parto recuperato come area espositiva, ma sono tutt’ora in corso i lavori di restauro. L’itinerario si chiude circolarmente con il ritorno in Piazza Castello. ■


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La Mole vista dal Po.


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Itinerario “Acqua e Parchi”

entrare direttamente all’interno del Parco del Valentino.

Difficoltà: bassa Durata: 1.5 ore

2. Parco del Valentino Il Parco del Valentino è il più famoso e antico parco pubblico della città. Con i suoi 1800 alberi ad alto fusto costituisce un polmone verde nel pieno centro della città, sulla sponda sinistra del Po. Le sue origini risalgono al Seicento, come parco annesso alla residenza sabauda nell’omonimo castello, ma dopo l’abbattimento delle mura in epoca napoleonica, la sua destinazione cambia e viene riprogettato come area verde per il passeggio pubblico. Cornice ideale per le esposizioni universali, oggi è un intreccio di viali, boschetti e prati, interamente percorribile in bicicletta. Al suo interno sono ospitate alcune delle attrazioni più interessanti della città.

1. Piazza Vittorio Veneto L’itinerario prende avvio dalla Piazza affacciata sul fiume Po. Da qui è possibile imboccare il Ponte Umberto I dal quale osservare la zona dei Murazzi, per proseguire lungo la pista ciclabile che costeggia il fiume a lato di Corso Moncalieri. Da questa prospettiva si può godere di una splendida vista sul Parco del Valentino e i suoi gioielli architettonici per poi addentrarsi nel Parco riattraversando il fiume sull’elegante Ponte Isabella. In alternativa si può percorrere Corso Massimo D’Azeglio per Veduta della Mole, a sinistra Piazza Vittorio Veneto.

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Il ponte levatoio all’ingresso del Borgo Medievale.


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3. Il Castello del Valentino Entrando da nord, il primo punto di interesse architettonico è la zona del Castello. L’edificio dal quale l’intero parco prende il nome, era una delle residenza di casa Savoia, la preferita della Madama Reale Maria Cristina di Francia. Dalla caratteristica forma a ferro di cavallo, presenta i caratteri dei castelli francesi del secolo XVII e del barocco italiano e ancora oggi conserva al suo interno stucchi ed affreschi originali, mentre l’acciottolato del cortile mantiene il suo disegno originario. Alcune delle sale, soprattutto al piano terra, ospitano oggi le aule e la biblioteca della Facoltà di Architettura.

4. L’Orto Botanico Adiacente al Castello, è aperto al pubblico uno dei principali centri di studio della botanica italiana: l’Orto Botanico. L’inizio degli studi botanici a Torino si fa risalire alla sua fondazione, intorno al 1729. Attualmente il suo erbario conserva circa 700.000 esemplari, collocandosi al secondo posto in Italia, dopo quello di Firenze. Le aiuole, le serre e il boschetto sono visitabili con percorso guidato da metà aprile a fine settembre nei fine settimana e nelle feste infrasettimanali.

Il Castello del Valentino.

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Scorcio del Borgo Medievale.


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Viale Baiardo, la Fontana monumentale dei Dodici Mesi.

5. Il Borgo Medievale Avvicinandosi al fiume e proseguendo verso sud, si può fare un tuffo nel passato e rivivere l’ atmosfera di un piccolo borgo di circa ottocento anni fa. Dal 1884, il Parco ospita infatti il Borgo Medievale, un’attenta riproduzione storica di uno scorcio completo dei principali caratteri stilistici ed architettonici piemontesi e valdostani dell’epoca. Il ponte levatoio, le botteghe degli artigiani, due fontane, i porticati, le piazzette e anche una rocca visitabile, sono stati progettati e realizzati dall’italo-portoghese Alfredo D’Andrade in occasione della grande Esposizione Universale del 1884 e costituiscono ora uno dei simboli della città.

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6. La fontana dei Dodici mesi All’altezza del Ponte Isabella, in viale Baiardo, si incontra invece la Fontana monumentale dei Dodici Mesi, anch’essa realizzata in occasione di un’Esposizione Universale, quella del 1898. Leggermente in pendenza, è disposta a semicerchio e delimitata da una balaustra sulla quale si ergono le statue che rappresentano appunto i mesi. La parte centrale è dominata da quattro gruppi statuari dal significato misterioso a circondare la cascata. Secondo la leggenda, la fontana sarebbe stata costruita nel luogo in cui cadde nel Po il principe egizio Fetonte, figlio del Sole e di Iside.


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Nei pressi di Ponte Isabella, L’Andrea Piovana, sommergibile della Prima Guerra Mondiale.


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7. Il Giardino Roccioso 44 mila metri quadrati del Parco del Valentino sono dedicati al Giardino Roccioso. Qui stradine lastricate, ruscelli, giochi d’acqua, ponticelli, panchine e terrazzi vanno a comporre – insieme alle aiuole fiorite – una tavolozza di colori, cangiante con il passare delle stagioni. 8. Il Sommergibile Andrea Piovana Proseguendo nell’itinerario ci si imbatte in un qualcosa che non ci si aspetterebbe di trovare in una città ai piedi delle Alpi. Sempre nei pressi del Ponte Isabella fa infatti bella mostra di sé, l’Andrea Piovana, un sommergibile entrato in servizio nell’ultimo anno della Prima Guerra Mondiale e portato a Torino nel 1928, in occasione del decimo anniversario della vittoria nella Grande

Guerra e per il quarto Centenario della nascita di Emanuele Filiberto di Savoia.

9. Il Museo dell’automobile Uscendo dal Parco del Valentino e procedendo lungo Corso Unità d’Italia, si trova invece il Museo dell’Automobile, completamente rinnovato e inaugurato nel marzo 2011. Una realtà dinamica, interattiva, avveniristica che fa di questo spazio cittadino aperto a tutti, un importante polo di attrazione. Con le sue duecento vetture originali di ottanta marche diverse, a partire dalle prime vettura a vapore risalenti al XVI secolo, il Museo racconta l’evoluzione dell’auto come mezzo di trasporto di massa con modalità nuove in grado di coinvolgere non solo gli appassionati, ma un pubblico eterogeneo. Altra prospettiva dell’Andrea Piovana.

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Il Palavela.


Oltre weekend Il Palavela.

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10. Palavela Più avanti, all’interno del Parco Millefonti, si può osservare il nuovo Palavela, la reinterpretazione, ad opera di Gae Aulenti, del Palazzo delle Mostre, chiamato Palazzo a Vela o PalaVela proprio per la sua forma particolare. Inaugurato in occasione dei festeggiamenti di Italia ’61, oggi è utilizzato soprattutto per ospitare i grandi eventi sportivi del ghiaccio. 11. Parco delle Vallere L’itinerario si conclude con un tratto sterrato lungo il Po nel Parco delle Vallere.

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Posto alla confluenza fra il torrente Sangone ed il fiume Po, nei territori comunali di Torino e Moncalieri, dal 1990 fa parte delle aree protette della fascia fluviale del Po. Nel cuore del parco è presente un’Area attrezzata di 130 ettari con un’area gioco per bambini, due recinti in cui lasciare i cani in libertà, punti di sosta nel verde, un giardino ed un attracco per la navigazione fluviale di linea sul Po. Vi sorge inoltre la cascina settecentesca Le Vallere, sede dell’Ente di Gestione del Parco Fluviale del Po Torinese. ■


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Le vie di Torino si tingono di giallo

Una stazione ToBike nelle vicinanze delle Porte Palatine.

Pedalando con il Bikesharing Articolo e foto di Arianna Zucco

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ispetto per l’ambiente, rapidità ed efficienza negli spostamenti cittadini per lavoro o per svago e voglia di mantenersi in forma: queste sono alcune delle motivazioni che spingono sempre più persone ad inforcare la bicicletta per le vie del capoluogo piemontese. E così le strade si colorano del giallo delle biciclette di STORIA DEL BIKE SHARING Lʼidea della condivisione delle biciclette per il trasporto urbano nasce in Olanda, in pieno boom automobilistico, quando un gruppo di anarchici diede vita al Piano delle biciclette bianche nella città di Amsterdam. Lʼiniziativa voleva essere sia una contestazione della proprietà privata, sia una forma di protesta costruttiva contro lʼinquinamento ambientale prodotto dalle automobili. Soltanto un quarto di secolo dopo, lʼidea viene ripresa – e non in chiave dimostrativa – in Danimarca: la città di Copenhagen attiva infatti il servizio Bycyklen che consente di noleggiare le biciclette con la stessa logica con la quale si prendono i carrelli al supermercato. Negli anni seguenti, il bikesharing si è diffuso via via negli altri paesi europei fino a contagiare il nostro paese. Oggi sono più di 130 i sistemi di bikesharing evoluti attivi nelle città italiane, con una netta prevalenze delle regioni del Centro-Nord, in particolare Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna.

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Porte Palatine.


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In Via della Consolata.


Oltre weekend [TO]Bike, il servizio di BikeSharing inaugurato dalla città di Torino il 6 giugno dello scorso anno in occasione della Giornata Mondiale dall’Ambiente e della manifestazione a sostegno della mobilità sostenibile e ciclabile Bike Pride. Manager in giacca e cravatta, studenti, madamin, famiglie e turisti: la voglia di bicicletta ha contagiato un po’ tutti, grazie alla semplicità del meccanismo. Sempre disponibile – grazie alle 1116 stazioni aperte in vari punti della città – la bicicletta non ha problemi di orario né di parcheggio, rivelandosi un ottimo sostituto sia dei mezzi pubblici sia dell’automobile. Come funziona il BikeSharing

Il servizio è disponibile 24 ore su 24 e non comporta vincoli di tragitto. È sufficiente abbonarsi al servizio [TO]Bike – il costo del-

Nelle vicinanze di Piazza Statuto.

l’annuale è di 25 euro comprensivi di ricarica da 5 – per ottenere la tesserina con cui prelevare la bicicletta da una qualsiasi delle stazioni e depositarla in quella più comoda. La prima mezz’ora del servizio è gratuita, perciò è consigliabile utilizzare la bici solo per il tempo necessario allo spostamento e poi prelevarne un’altra per lo spostamento successivo. Le pagelle di [TO]Bike

In Via della Consolata.

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Il servizio [TO]Bike può essere valutato da chi ne usufruisce. Tramite il sito ufficiale www.tobike.it, nella sezione dedicata alla Mappa delle stazioni, ogni utente può dare un voto in stelline da uno a cinque alla qualità delle stazioni. Un modo semplice e diretto per migliorare continuamente il servizio alla città. ■

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La mia guida è un’App Scopri RisorgimenTO, l’ultima novità del turismo mobile Articolo e foto di Arianna Zucco

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l Risorgimento è qui. 150 luoghi dove si è fatta l’Italia a Torino. Questo il payoff dell’applicazione per smartphone RisorgimenTo lanciata il 2 giugno scorso e dedicata alla scoperta degli itinerari turistici torinesi legati alla genesi del nostro paese. Un modo nuovo e interattivo per visitare la città, attraverso cinque percorsi a piedi che ripercorrono l’evoluzione storica della città risorgimentale, creando connessioni tra gli elementi architettonici, artistici e paesaggistici. Piazza Castello.


Oltre weekend Come funziona

L’applicazione RisorgimenTo sfrutta la tecnica del GPS per la geolocalizzazione dell’utente: in base alla sua posizione vengono suggeriti luoghi di interesse nelle vicinanze, corredati da descrizione testuale, galleria fotografica, pillole di storia e schede sui personaggi. Insomma una vera e propria guida personale, da reinventare continuamente, seguendo i propri interessi e le proprie curiosità. Ogni utente può infatti inserire tappe di proprio interesse creando il proprio diario di viaggio. L’esperienza dal vero si arricchisce inoltre di una nuova modalità visiva: la Realtà Aumentata che consente di intraprendere un viaggio virtuale, tra gli edifici storici, monumenti ed elementi architettonici. I cinque itinerari

RirsorigimenTo consente di fruire di una mostra a cielo aperto, organizzata in cinque itinerari tematici, tutti corredati da informazioni pratiche, mappe dettagliate, calcolo del percorso, curiosità, aneddoti e fotografie. I luoghi di comando

Percorso che si snoda nel cuore storico della città, tra Piazza Castello e Piazza Carignano, che raccoglie i palazzi di governo – Palazzo Reale, Palazzo Madama con l’aula del Senato e Palazzo Carignano con il Parlamento – le statue e i monumenti dei personaggi chiave dell’epoca sabauda e dei primi anni di vita del Regno. Piazza Carignano.

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Palazzo Reale.


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Porta Nuova.


Oltre weekend Moti e cospirazioni

Itinerario che prende avvio dalla centralissima Piazza Castello, passando per la Mole Antonelliana per concludersi alla Chiesa della Gran Madre, toccando i luoghi simbolo delle cospirazioni rivoluzionarie risorgimentali, dal Palazzo del Rettorato dell’Università legato ai moti del 1821 al caffé Florio nelle cui sale riecheggiavano le accese discussioni degli uomini che hanno fatto l’Unità. La modernizzazione

Tragitto che congiunge il centro città con il Parco del Valentino a rappresentare lo spirito di modernizzazione del nuovo Stato Unitario. Dai monumenti a Garibaldi e D’Azeglio, all’obelisco in memoria della spedizione di Crimea del 1855 ai luoghi chiave dell’emancipazione religiosa carloalbertina come il Tempio Valdese, fino alla Stazione di Porta Nuova – simbolo di quel Piemonte regno preunitario con la maggior estensione ferroviaria e infine il Parco Italia ’61 realizzato per il centenario dell’Italia unita. I Padri della Patria

Un percorso circolare che tocca i Palazzi e i monumenti legati alle figure dei grandi statisti – Gioberti, Cavour, Mazzini – degli intellettuali, degli eroi e della gente semplice che ha dedicato la propria vita alla creazione dell’Unità d’Italia. Vittorio Emanuele II

Un itinerario dedicato al primo Re d’Italia, che prende avvio da Piazza Palazzo di Città – sede dell’attuale municipio – per

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Piazza Palazzo di Città.

passare alla Piazza che ricorda la concessione dello Statuto Albertino nel 1848 – corpus liberale del diritto del futuro Regno – al Mastio della cittadella, fino al monumento dedicato al Re, posto sulle imponenti colonne doriche a svettare sopra i tetti dei palazzi dell’omonimo corso. La guida multimediale e interattiva ideata dal Comune di Torino in collaborazione con Reply è un progetto che mette la tecnologia al servizio della cultura e può essere scaricata gratuitamente sia per telefonini iPhone che Android. ■


Rivista Oltre n. 34