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LA PRIMA RIVISTA SCRITTA DAI LETTORI

IN QUESTO NUMERO

L’IMPORTANZA (E L’ORGOGLIO) DI ESSERE NONNI DISCARICA VESUVIO

L’ULTIMO BALUARDO ATTIMI TRAMONTO THE TIME WARP AGAIN!

LO SPESSORE DEL SILENZIO JANE AUSTEN,UN’ICONA LETTERARIA L’IMPORTANZA DELL’ISTINTO THE MEXICANS SE POTESSI VOLARE LO FAREI GRATUITAMENTE COSETTA KUNG PAO JITIN OROSCOPO DEL MESE DI OTTOBRE SPECIALE DELLA BILANCIA LE CINQUE STELLE DI MAX BIAGGI


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DIRETTORE RESPONSABILE ANTONIO BORGHESE ART DIRECTOR E EDITORE MARCO SAVARESE PUBBLICITA’ E MARKETING GRAFIKAEWEB DI GIAMPIERO LAGO STAMPA GRAFFIETTI STAMPATI 01027 MONTEFIASCONE VITERBO (ITALY) SITO WEB WWW.RIVISTAHYDEPARK.ORG EMAIL REDAZIONE@RIVISTAHYDEPARK.ORG FOTO COPERTINA SOMMARIO INDICE ALESSIO COGHE FLICKR.COM/PHOTOS/ALXCOGHE REGISTRAZIONE AL TRIBUNALE DI NAPOLI CON IL N. 66 DEL 28/09/2009


INDICE 6 L’IMPORTANZA (E L’ORGOGLIO) DI ESSERE NONNI

8 DISCARICA VESUVIO 10 L’ULTIMO BALUARDO 12 ATTIMI 14 TRAMONTO 15 THE TIME WARP AGAIN! 16 LO SPESSORE DEL SILENZIO 18 JANE AUSTEN, UN’ICONA LETTERARIA

20 L’IMPORTANZA DELL’ISTINTO 22 THE MEXICANS 26 SE POTESSI VOLARE LO FAREI GRATUITAMENTE

27 KUNG PAO JITIN 27 COSETTA 28 OROSCOPO DEL MESE DI OTTOBRE 2010

30 SPECIALE DEL SEGNO DELLA BILANCIA

32 LE CINQUE STELLE DI MAX BIAGGI 04 HYDE PARK


GRAFIKA E WEB GRAFICA PUBBLICITARIA E WEB DESIGN ALCUNI ESEMPI SITI WEB A PARTIRE DA 500 EURO - 5000 VOLANTINI A6 250 GR. COLORI STAMPA F/R 85 EURO

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L’IMPORTANZA (E L’ORGOGLIO) DI ESSERE NONNI IL 2 OTTOBRE SI E’ CELEBRATA LA FESTA DEI NONNI, RICORRENZA CHE COINCIDE CON LA CELEBRAZIONE CATTOLICA DEGLI ANGELI CUSTODI ...

E’

stata introdotta in Italia con la legge numero 159, datata 31 luglio 2005, ma viene festeggiata ogni 2 ottobre, giorno in cui la chiesa cattolica celebra gli Angeli Custodi. Stiamo parlando della festa dei nonni, e non poteva esserci scelta migliore che far coincidere le due ricorrenze, visto che le figure dei nonni e degli Angeli Custodi molto spesso si intersecano. I nonni, infatti, sono per noi dei punti di riferimento sempre disponibili e pronti ad ascoltarci, nei momenti di bisogno e non, fornendoci preziosi consigli dall’alto della loro saggezza. Quando a parlare è il nonno, la nonna o entrambi, non si percepisce mai la superficialità, o peggio ancora la falsità, nelle loro parole, ma solo l’affetto, incondizionato e sconfinato, che provano per i propri nipoti. Sono queste la basi che devono portare a pensare che la festa dei nonni non è, non può, non deve essere solo una trovata commerciale, caratteristica da lasciare volentieri ad altre ricorrenze. Basti pensare al fiore scelto come simbolo della giornata, di un bellissimo colore blu che colpisce in positivo la vista, e che si chiama “Non ti scordar di me”, a lasciare intendere che non basta prendere un oggetto, fare un bel pacchettino e portarlo al vecchietto o vecchietta di turno nel dì della loro festa. E’ un monito per i giovani, ormai sempre troppo “rapiti” da internet, cellulari ed uscite con gli amici, a ricordarsi sempre dei propri nonni, e non limitarsi a “fare solo la presenza”,nelle feste comandate. Ricordo che qualche anno fa veniva trasmessa una pubblicità progresso, molto significativa, il cui slogan era “Chi ascolta cresce”: ascoltare dai nonni, ad esempio, un racconto risalente ai tempi di guerra, è un’opportunità incredibile di arricchimento. Una lezione speciale di storia, fatta da chi quel periodo l’ha vissuto per davvero, e non solo sui libri e nei documentari. Per non parlare di tutte le situazioni nelle quali, grazie ai nonni, abbiamo accresciuto il nostro livello

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DI ANTONIO BORGHESE

HYDE EDITORIALE FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/ALXCOGHE di educazione. Ad esempio, scavando “nell’archivio ricordi” personale, ed in particolare della mia infanzia, periodo nel quale si è abituati a stare sempre tra le a persone di famiglia, mio nonno mi portò a fare una passeggiata, quando ad un certo punto rivolge un “buongiorno” ad una persona completamente estranea. Io lo guardai interdetto, quasi a dirgli con lo sguardo: “ma lo conosci?”. Il nonno percepì la domanda, e mi spiegò che il saluto è degli angeli, racchiude in sé l’educazione e va dato anche agli estranei. Tornando alla festa dei nonni, fa piacere che il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, abbia sottolineato la bontà dell’iniziativa ricordando, nel suo messaggio per l’occasione, la grande valenza dai nonni, che :”con la loro costante disponibilità ad aiutare, ascoltare e comprendere, costituiscono sicuri punti di riferimento per la vita delle famiglie chiamate ad affrontare, in un contesto sociale di crescenti difficoltà, anche le gravi conseguenze della attuale congiuntura economica”. Particolarmente significative le ultime parole del


HYDE EDITORIALE DI

ANTONIO BORGHESE

FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/SLAGHEAP

Presidente della Repubblica, perché i nonni non rappresentano solo un punto di riferimento affettivo. Ricordiamoci che i nonni sono anche genitori, e restano pur sempre ancora di salvezza dei propri figli, i quali desiderano mettere su famiglia, ma essendo costretti a lavorare al pari del proprio marito/moglie per arrivare decentemente a fine mese, visto che un solo stipendio non basta più, ritrovano dei validi baby sitter proprio nei nonni, ben felici di ricoprire questo ruolo e stare a contatto coi nipotini. Validi, fidati ed anche di aiuto alle tasche, in quanto alcune stime dell’AMI (Associazione avvocati matrimonialisti italiani) dimostrano che le giovani coppie, grazie all’aiuto dei nonni, riescono a risparmiare fino a 1000 euro al mese di baby sitter o asili nido. Peccato esistano anche figli che non capiscono cosa significhi la gratitudine, o più semplicemente cosa significhi l’affetto, e ricoverano i propri anziani genitori, magari ancora in buone condizioni di salute, nelle case di riposo. Tengo a precisare che non è mia intenzione attaccare, o accusare queste strutture di qualsivoglia maltrattamento o

trascuratezza nei confronti delle persone ospitate, visto che nella stragrande maggioranza dei casi la gestione è affidata a personale qualificato ed iper professionale. Ritengo solamente che staccare una persona anziana, dal proprio contesto familiare ed affettivo, rappresenta solo l’inizio di un’agonia che trasforma la camera di quella clinica in una “sala d’attesa della morte”, visto l’isolamento al quale sono sottoposti, nonostante le visite settimanali dei parenti. Non nascondo di essere stato contento di leggere che molte case di riposo, in occasione della festa dei nonni, hanno apprezzabilmente collaborato ad organizzare iniziative volte a far sentire meno soli e dimenticati i propri ospiti, che ad esempio hanno ricevuto i festeggiamenti da parte di alcune scolaresche, autorizzate all’ingresso in clinica. Con l’auspicio che proprio le nuove generazioni capiscano che i nonni devono restare solo e soltanto una grande risorsa per la società. E che il fiore blu,simbolo della loro festa,prosperi sempre di più.


DISCARICA VESUVIO IL “BRUCIATORE” NON FUNZIONA COME DOVREBBE...NEL PROSSIMO FUTURO ANDRA’ MEGLIO? SI RIUSCIRA’ A PORVI RIMEDIO? FUNZIONERA’?

I

l problema spazzatura a Napoli e provincia incomincia a delinearsi come benzina prossima a essere lanciata sul fuoco. Un folto nugolo di amministratori a tratti inutili e di tecnici votati alla politica, non sono riusciti nel corso di decenni a sfornare un piano organico per lo smaltimento dei rifiuti. Il famigerato inceneritore di Acerra, pubblicizzato come il deus ex machina dell’immondizia, pare si sia rivelato un vero fallimento. A essere sinceri, che qualcosa non andasse per il verso giusto, l’avevamo intuito all’indomani dell’inaugurazione dell’impianto, perché non fu battuta la grancassa pubblicitaria col datato slogan … siamo la politica del fare. Il “bruciatore” non funziona come dovrebbe… Nel prossimo futuro andrà meglio? Si riuscirà a porvi rimedio? Funzionerà? Dalla zona militarizzata non trapela molto…chissà! Se non ci sono gli inceneritori, anche se funzionasse la raccolta differenziata secondo percentuali accettabili, delle discariche a cielo aperto non se ne potrebbe fare a meno. Tant’è che l’hanno aperta pure nel parco nazionale del Vesuvio, vero giardino metropolitano, esattamente nel territorio comunale di Terzigno. Infatti, nella terra del fuoco e del vino, un sito è in funzione a pieno regime (Pozzelle), con i suoi miasmi irrespirabili, e un’altra cava, con una capacità d’invaso enorme e riattata all’uopo, è prossima all’apertura (cava Vitiello). Che dire…purtroppo finché non si arriva a un ciclo dei rifiuti virtuoso, bisognerà individuare “buchi” e sempre buchi. In alternativa inviare l’immondizia in altre regioni o addirittura all’estero, lì dove gli inceneritori magari sono sovradimensionati rispetto alle esigenze. Suoli da adibire a discarica nel comprensorio provinciale di Napoli non sono tanto facili da individuare, perché il territorio è pesantemente conurbato “grazie” al fatto che nessuna agenda politica è mai riuscita a pianificare secondo le esigenze del rispetto ambientale e dei concetti di vivibilità. Siamo come topi in trappola…tant’è che il desiderio di molti è andare via nottetempo da questi luoghi scempiati. I Comuni di Boscoreale, Terzigno, Boscotrecase e Trecase sono quelli su cui si abbattono immediatamente i miasmi. In un link, pare riportante un articolo edito sul corriere del mezzogiorno del 15 novembre 2008, il Sindaco di Terzigno, chiamato in causa sulla questione discarica in qualche modo collegata alla sua simpatica amicizia col premier, oltre ad andar fiero dell’autorevole conoscenza, nel merito sbotta: «No, la discarica per noi è una ricchezza. Gli altri Comuni ce la invidiano. È perciò che ho fiducia in Berlusconi. Siamo entrambi imprenditori. Silvio mi ha promesso che farà diventare

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Terzigno come un paese della California». Il sindaco continua: <<Vuole sapere cosa faremo con la discarica? Questo è un paese in agonia. Con Berlusconi ho stretto un accordo: una deroga piena sui vincoli della zona rossa (quella a maggior rischio vulcanico n.d.r.). Non chiederemo sanatorie e roba del genere; ma la messa in sicurezza del territorio. Una risistemazione dell’esistente, senza sgomberi». Il sindaco di Terzigno va fiero di avere debellato la consuetudine di sindaci medici amministratori. Lui è un commerciante di frutta fresca e secca, magari senza titoli altisonanti, ma degno della politica del fare… Leggiamo ancora online sul link http://napoli.indymedia.org/ node/6177 ... il sindaco espone il petto alle critiche. Alla domanda sulle indennità di ristoro previste per ogni tonnellata di rifiuto tal quale, resta un po’ incerto sulle gambe. Ma quando la richiesta di delucidazioni si fa più esplicita (quanto incasserete con l’attività della discarica?) i suoi occhi si illuminano come quelli di Paperon de’ Paperoni: «All’incirca 12 euro a tonnellata — risponde sicuro —: potremo rifare le strade, dare un’aggiustatina al paese e fornire nuovo impulso all’economia. E tutto questo, senza subire alcun danno. Ho visto come lavorano i militari: sono bravissimi! Sono stato nel sito di Sant’Arcangelo Trimonte: non è una discarica, ma una fabbrica di confetti. Ecco, noi avremo una fabbrica di confetti che produrrà oro. Insomma, altro che casinò. Meglio di un casinò». Che dire: speriamo che sia una boutade quest’intervista alla stregua del più noto discorso augurale del sindaco di Palomonte : un vero tormentone sul web…ma nutriamo qualche dubbio. Intanto non è da escludere che, per arginare le proteste popolari, attive soprattutto nell’ambito di Boscoreale, si arriverà al compromesso dell’allargamento della prima discarica di Pozzelle evitando così l’apertura di cava Vitiello. L’escamotage è ingannevole perché le discariche sono sostanzialmente promiscue. In termini di risultati finali nulla cambierebbe. L’accordo che la popolazione dovrebbe strappare invece, deve necessariamente riguardare una data limite allo scarico dei rifiuti. Ovviamente senza superare le attuali quantità di deposito giornaliere. Questa storia delle discariche ubicate nel parco Vesuvio sicuramente ci riserverà ancora molte sorprese. Noi ci auguriamo come detto, che quell’intervista che vi abbiamo proposto al sindaco di Terzigno sia una montatura dell’opposizione. Che sia tutto falso insomma. Se dovesse essere reale, l’imprenditore della frutta fresca e secca dovrebbe rassegnare le dimissioni dalla carica di primo amministratore della fabbrica di confetti ubicata in California che produce e rende soldoni meglio di un casinò…

DI MALKO

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DI DAVIDE ZANARDI

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L’ULTIMO BALUARDO “DARO’ LA POSSIBILITA’ AL MIO CORPO, GUIDATO DALLA MIA MENTE, DI AUTO RIPARARSI SE SARA’ IN GRADO DI FARLO. INIZIERO’ ANCH’IO A MORDICCHIARE LA VITA”

Q

uando ero piccolo pensavo che la mia morte sarebbe arrivata mentre stavo facendo qualcosa di eroico o di memorabile… Ero già un amante della fantascienza. Immaginavo un’invasione del pianeta da parte di alieni ovviamente cattivissimi e invincibili. Già vedevo la battaglia finale per la salvezza della Terra ed io, ultimo baluardo dell’umanità che, sanguinante e ormai a un passo dalla fine, compievo l’ultima azione salvando e liberando tutti. Poi, tra il cordoglio e la tristezza dei sopravvissuti, mi sarei spento mormorando ai miei amici qualcosa che avrebbe fatto ricordare il mio eroismo e il mio gesto finale per sempre. Forte! Ero davvero piccolo e i miei sogni spaziavano in elucubrazioni fantasiose fino a immaginare delle disgrazie indicibili, di livello mondiale, solo per giustificare il fatto che prima o poi sarei dovuto morire anch’io, riuscendo a lasciare però, qualcosa di grande a chi sarebbe rimasto…fantastico! Chissà se è capitato a tutti di vedere così la propria fine. Ora sorrido di quei miei pensieri e dei sogni associati. Poi crebbi, ma il pensiero che prima o poi sarei dovuto morire è sempre rimasto con me. Cambiavano però, gli scenari della mia dipartita. Durante l’adolescenza pensavo che sarebbe potuto accadere per un incidente. In quel periodo conseguivo la patente per la moto e iniziavo a scoprire una cosa che poi sarebbe rimasta per sempre dentro di me: la velocità. La mia prima vera moto, una Laverda 125, era appartenuta ad un ragazzo che era morto proprio su quel mezzo, a causa della velocità e forse dell’inesperienza. Lo scoprii dopo averla comprata con mille sacrifici. Fu una cosa che mi lasciò un segno, non profondo, ma indelebile. Si poteva morire in moto mentre si godeva dell’ebbrezza della guida veloce. A quei tempi non era ancora obbligatorio il casco e i motori non sviluppavano le potenze dei mezzi moderni, ma si potevano “truccare” molto più facilmente. E allora mi vedevo volare fuori da una curva o impattare frontalmente con un camion o con un muro. La cosa che variava rispetto ai sogni giovanili,era che non riuscivo mai a pronunciare le ultime leggendarie parole. Mi schiantavo e morivo. Fine! Crebbi ancora e conseguii questa volta la patente per l’auto. I modelli di allora erano dei cassoni metallici pesantissimi. Seduti dentro era come avere intorno una spessa corazza. L’idea di dover morire prima o poi,la accantonai per un periodo, fino a quando all’età di 23 anni, fui coinvolto in un gravissimo incidente stradale. Mi salvai ma persi mia madre e mia moglie,una ragazza di 20 anni che avevo sposato appena tre

mesi prima…scoprii così e in un attimo, che morire non era sempre la cosa peggiore che potesse capitare a un uomo. A volte è peggiore del morire il salvarsi in un contesto in cui perdi le persone più importanti della tua vita. Prima di allora non avevo mai pensato a questa possibilità… Anche gli altri morivano,dunque. Chissà se le mie care donne avevano mai pensato o immaginato o sognato che sarebbe successo quella cosa lì in questo modo. Il morire, e lo scoprii solo in quel momento, poteva capitare a tutti. Sopravvivere a chi ami è una cosa terrificante. Naturalmente la mia vita, ed il modo di vederla, cambiò da quel giorno radicalmente. Gli altri magari dopo aver smaltito lo shock iniziale, avrebbero realizzato come la vita non sia altro che un lumicino che poteva spegnersi all’improvviso e, probabilmente, avrebbero iniziato a vivere più intensamente e a “mordere” tutto il tempo che restava a loro disposizione come se fosse stato un frutto dolcissimo da assaporare fino in fondo. Io non lo feci! Mi chiusi in me stesso e divenni cupo e schivo e solitario. Non avevo neppure la forza di immaginare un suicidio che mi avrebbe liberato, forse, dal dolore e dal vuoto che sentivo. Poi la vita ritornò pian piano a scorrere intorno a me. Gli amici mi tirarono fuori dalla palude nera in cui ero caduto. Alcune ragazze mi fecero riscoprire dei piaceri che avevo escluso dalla mia vita. Così, dopo anni mi risposai, comperai casa e mia moglie rimase incinta. Purtroppo la mia compagna perse la bambina quando ancora era in grembo, e questo dolore, misto a incomprensioni, soprattutto da parte mia, ci allontanò e finimmo così per separarci pur restando in buoni rapporti. Già da dieci anni ormai facevo un lavoro molto rischioso, ben pagato ma pur sempre pericoloso. La morte non era mai molto lontana da me. Morirono alcuni miei colleghi in vari incidenti sul lavoro; persi anche amici in incidenti stradali e per gravi malattie, così come dovetti rinunciare ad alcuni parenti morti per vecchiaia… ora sono vent’anni che faccio quel mestiere col pensiero che se è capitato a loro potrebbe accadere anche a me in qualsiasi momento… un’esplosione, un carico che si sgancia, una fuga di gas, avvelenamento, amianto… e altre decine di modi che ora non mi vengono neppure in mente. Ebbene, dopo aver immaginato per me tutti i tipi di morte possibili, purché eroiche e mediamente rapide come lo schianto, scopro di avere un tumore che mi farà spegnere piano piano… ora capisco che non avevo mai considerato il fatto che, a volte, la morte arriva con calma e, tante volte, ti fa pure soffrire a lungo. E allora ho deciso che non mi curerò. Se devo soffrire per la malattia va bene. Ma se devo stare male a causa delle cure, allora preferisco lasciare che la natura faccia il suo corso. Darò la possibilità al mio corpo, guidato dalla mia mente, di auto ripararsi se sarà in grado di farlo. Inizierò anch’io a mordicchiare la vita. Non piangerò sulla spalla di nessuno. So già che qualcuno lo farà al posto mio e sulla mia spalla perché ho alcune persone che mi vogliono davvero bene e che, spero, capiranno che l’unica cosa che potranno fare per me, sarà accompagnarmi fino a dove riuscirò ad arrivare… Un pensiero però, mi consola e mi fa anche ridere (si, è vero, non sono triste!): e se arrivassero davvero gli alieni cattivi ed invincibili che immaginavo da bambino e io diventassi davvero l’ultimo baluardo e salvezza dell’umanità? ahahahahahah…………..fighissimo!


DI MICHELE FALCO

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ATTIMI

“NUOTANO VERSO LA LIBERTA’, CON LA LORO VOGLIA DI DIVERTIRSI, ASPETTANDO IL LORO REGALO: L’ONDA PERFETTA”

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li occhi si perdono all’orizzonte dove il mare abbraccia il cielo mentre il vento accarezza la

sabbia portandosi via qualche granello e fogli di carta troppo leggeri per restare ancorati al suolo. Un’interminabile stringa di onde sbatte sulla battigia intonando un canto che scuote l’anima. Qualche goccia ribelle arriva persino sul mio viso. E’ fredda, molto fredda, eppure resto lì, a guardare quelle onde che si alzano dall’acqua come un gabbiano. I pensieri si perdono come gocce nell’oceano: incontrarsi, perdersi, ritrovarsi. In un giorno quante persone entrano a far parte della nostra vita? Le incontri per strada, all’aeroporto, alla stazione, nelle sale d’attesa dei dentisti, in un negozio di scarpe; entrano e nemmeno te ne accorgi. Ti fermi ad un bar, la sera, per riposarti da una giornata che


sembrava non avere fine. Ti siedi ed ordini qualcosa di forte, che riscaldi il tuo corpo freddo come l’oceano d’inverno; e lì, con quel bicchiere tra le mani, ti perdi nell’oceano. Una volta lessi che c’è un posto dove l’acqua è sempre gelida e le onde sono molto alte: è il posto più amato dai surfisti. Essi non hanno paura: abbracciano la loro tavola, indossano la tuta, alcuni sfidano il freddo anche senza, e si gettano in acqua. Nuotano verso la libertà, con la loro voglia di divertirsi, aspettando il loro regalo: l’onda perfetta. Stanno soli in mezzo all’oceano, come un uomo in mezzo al mondo: aspettano, il loro momento, la propria onda. Non c’è un criterio preciso di scelta: scegli un’onda per istin-

to, per casualità, per il rumore che fa l’acqua quando inizia ad alzarsi verso il cielo, perché in quel momento immagini che urli proprio il tuo nome, e allora ti lanci su quell’onda, la senti tua. A volte, poi, capita di avere lo stesso attimo, di sentire lo stesso battito, lo stesso nome pronunciato dal mare e si sceglie la stessa onda, come incontrarsi ad un bar e alzare gli occhi nello stesso momento in cui dall’altra parte ci sono due occhi che guardano nella tua stessa direzione. Così, segui quell’onda come gli occhi seguono le parole che le labbra non sanno dire. Poi l’onda finisce: tocchi di nuovo terra dopo aver volato, e quell’incantesimo si spezza. Gli attimi sono così: come un’onda da cavalcare.


TRAMONTO DI LIA MANZI

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Cercare uno spazio tra i propri nostalgici pensieri, si sciolgono. In un silenzioso anelito il tuo sognante desio mi avvolge come un turbine di vento caldo. Così mi ritrovo sospesa nella vulnerabilità nascente.

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THE TIME WARP AGAIN! DI VALERIA BATTIATO

HYDE POESIA FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/BRANDONCWARREN Anche questa discreta faccia se ne andrà e quando se ne andrà sarò una Maddalena coi denti ingialliti e ripudiata. Orba, storpia, deforme in un’ abbaino uvaceo stretta da lenzuoli acrilici; immaginando gipsoteche troppo umide, lepide. Lontana un’ acufene continua e tormentata proveniente dai fossi delle Veneri. Invano cercano di attirare l’attenzione su di sé; bellezza destinata a una fruizione limitata.


LO SPESSORE DEL SILENZIO “FACEVA FREDDO DI NOTTE IN MONTAGNA, MA NON SI POTEVA ACCENDERE IL FUOCO, PER LA PAURA CHE IL CHIARORE ATTIRASSE GLI ALTRI LAMPI NEL CIELO”

DI DARIO DE GIACOMO

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-R

ammenti il silenzio? - Si. Mio padre fumava sul balcone. All’una del sole di luglio, scintillante tra i ferri anneriti della ringhiera. Di pomeriggio. Gli amanti all’ombra dei portoni erano ancora ignari. Dagli organetti a mano suonavano malinconiche le melodie ferrose degli zingari. Zio Bernardo prese tra le grosse dita il quaderno, fitto della mia scrittura. Le pagine giallastre sotto la copertina lucida erano spesse e io dovevo calcare le parole sulle righe con la matita dalla punta doppia. Allora dall’orizzonte sul mare salirono scure masse nuvolose, roboanti veloci verso terra. Si riversarono in schegge nell’aria d’estate, dilatandosi fino alle finestre spalancate. Prima un tintinnare lieve di cristalli, poi scuotendo le mura di casa che def lagrarono calcinacci sull’impiantito. Nella caligine polverosa tutte le bombe piovvero tra le onde, risparmiando la città. Dall’inizio del conf litto era il primo bombardamento a raggiungere quell’angolo di costa. Gli allievi ufficiali della caserma erano strisciati per strada allo sbando, nella tenuta mimetica delle esercitazioni. I proiettili della mitraglia aerea si infilarono nei vicoli, raggiunsero le colonne di soldati e li fissarono al suolo o contro gli alti muraglioni del centro storico. Un’ondata di polvere marcia si sollevò verso il cielo. Ricadde ovunque sulla città, coprendo il chiasso. Noi rimanemmo prigionieri sotto il tavolo di cucina, sospesi senza aspettare niente. Là sotto rimanemmo così fino al segnale del pianto. Il pianto caldo di una bambina tra le parole smozzicate: - Ė morta mamma. Ė morta mamma. La cantilena colpiva chiunque si muovesse, come prima i proiettili sparati in strada. Al centro della devastazione sua madre sedeva immobile e sorridente, solo un po’ intontita dai crolli, intorno agli occhi. Una granata esplodendo si era sfrangiata in un turbine di

frammenti. Il più piccolo e solitario si era appuntato nel cuore della donna. Quando le sirene suonarono, le mani robuste di mio zio ci trassero fuori da quel nascondiglio improvvisato. Mio padre radunava in mucchi l’oro e gli oggetti sottratti alla guerra, da portare con noi. Dobbiamo muoverci subito. – diceva – Raggiungere la campagna prima di notte. – Temeva una nuova incursione che avrebbe devastato la città. Quella notte dal mare veramente ritornarono gli aerei nemici, ma noi eravamo già lontani. Camminammo per tutto il pomeriggio e buona parte della notte, lungo i sentieri di montagna che conducevano all’interno; a piedi per quasi tutto il tempo, oppure sulle stanghe dei carretti trainati dai muli. Ora nel buio della masseria di zio Bernardo guardavamo il cielo lontano di città, rosso di esplosioni, illuminato come a mezzogiorno. Gli scoppi delle granate attutiti dalla distanza sembravano soffici come quelli nel grande camino al centro della casa. Faceva freddo di notte in montagna, ma non si poteva accendere il fuoco, per la paura che il chiarore attirasse gli altri lampi nel cielo. Avevo nelle orecchie il fragore del giorno e non riuscivo a prendere sonno, nonostante la stanchezza. Allora mio zio Bernardo uscì dal buio e si avvicinò a me. Tirò fuori dalla tasca il mio quaderno, lo aprì e me lo mostrò. Se l’era messo in tasca quando eravamo scappati. Stringeva ancora in mano una gomma-pane e rideva. Quando sollevò la copertina nera del quaderno, notai che lo zio aveva cancellato tutte le frasi scritte a matita. Ecco il tuo quaderno – mi disse – ora è nuovo. Poi mi guardò fisso con i suoi occhi nerissimi sotto le sopracciglia folte. Stette così per un po’. - Rammenti il silenzio? - Si, zio!


JANE AUSTEN, UN’ICONA LETTERARIA DI ELENA ROMANELLO

HYDE RECENSIONI FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/OBENSON

C

hi è l’autrice più popolare del momento? Non Michela Murgia, vincitrice del Premio Campiello, non Joanne Harris, di cui continuano ad uscire man mano le ultime fatiche sempre e comunque con successo, non Patricia Cornwell, un must ormai per gli appassionati di thriller: la scrittrice più amata e popolare, che continua ad essere citata in libri e al cinema, è Jane Austen, morta nel 1817, che per prima si interrogò sull’amore, sui rapporti tra i sessi, sul ruolo della donna nella società, tra cuore e aspirazioni personali. Una donna in anticipo sui tempi, che non si sposò mai, che visse del suo lavoro di scrittrice, e che, oltre ad aver ispirato larga parte della letteratura al femminile d’intrattenimento contemporanea (la cosiddetta chick lit), ispira oggi con i suoi intrecci e la sua figura romanzi di svariato genere e tono, ma sempre incentrati sul suo mondo. Una panoramica sulla produzione romanzesca ispirata a Jane Austen a questo punto si rende quasi doverosa, per orientarsi in mezzo ad una pubblicistica che cresce di anno in anno, o anche solo di stagione e stagione. Il giallo risulta essere sempre un genere su cui scommettere, e ha incontrato Jane Austen per due fortunate serie di romanzi, editi in Italia da Tea. In una di queste si immagina che Darcy ed Elizabeth, gli interpreti di Orgoglio e pregiudizio, diventino una coppia di detective, pronti ad indagare sugli intrighi dell’alta società inglese dei primi dell’Ottocento, con anche elementi paranormali. Carrie Bebris ha dato vita ad una serie di fortunati romanzi incentrati su questi, dove non si sente la lesa maestà nel vedere i beniamini di una storia immortale in nuove vesti, e che nei titoli riecheggiano le opere di Jane: Orgoglio e preveggenza, Sospetto e sentimento, Le ombre di Pemberley e L’enigma di Mansfield Park sono i primi quattro titoli di una serie che promette di andare avanti per un po’, senza stanchezza ma con simpatia e brio. Una Jane Austen diventata detective come una sorta di Jessica Fletcher ante litteram è al centro invece della serie di Stephanie Barron, in cui si ricostruiscono episodi inventati ma basati sulla vera vita dell’autrice, in cui si trova coinvolta in casi di spionaggio (non bisogna dimenticare che visse in quell’epoca cruciale che furono le guerre napoleoniche), di traffico illegale di merci e di delitti, nei luoghi che le furono cari, svelando anche cose come il suo mancato matrimonio e la sua scelta di

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dedicarsi alla scrittura. Altro genere di grande richiamo è l’horror, e qui forse stona un po’ l’accostamento a Jane Austen, con titoli come Orgoglio e pregiudizio e zombie di Seth Grahame Smith, uscito per Fanucci, ossimoro tra mondi inconciliabili con risultati decisamente modesti (qualcuno sul web ha scritto che Federico Moccia avrebbe saputo fare di meglio), e Mr Darcy vampire di Amanda Grange, di nuovo per Tea, inevitabile tributo ad un genere che continua a piacere, sia pure con un profondo snaturamento della sua essenza. Ma allora, per rivivere le atmosfere dei romanzi della Austen in chiave horror meglio rivolgersi alla serie di Colleen Gleason della famiglia Gardella, sorta di Buffy nell’Inghilterra della Reggenza. Sfrutta il tema dei viaggi nel tempo mescolandolo considerazioni sull’idealizzazione di un’epoca che aveva non pochi difetti invece Shopping con Jane Austen di Laurie Vera Rigler, storia di una fan di oggi di Jane che si ritrova catapultata nell’Inghilterra della Reggenza, scoprendo le cose poco carine che nei libri della sua autrice preferita non vengono fuori, come l’oppressione delle donne, la mancanza di acqua corrente per farsi un bel bagno con conseguente poca igiene personale e l’assenza di gabinetti moderni con annessi e connessi, come gli assorbenti. Tornando a riletture più nel canone dell’autrice, merita una lettura la trilogia di Pamela Aidan, Per orgoglio o per amore, Tra dovere e desiderio e Quello che resta, sempre editi da Tea, che racconta una storia dal punto di vista


di Darcy, raccontando anche antecedenti del suo incontro fatale con Elizabeth, un po’ come era stato fatto con Il mondo di Rhett di Donald Mc Caig con il protagonista di Via col vento. Una Jane Austen più reale, simile a quella messa in scena in Becoming Jane risulta essere protagonista de Il diario perduto di Jane Austen di Syrie James, edito da Piemme, che racconta la sua storia, partendo da un diario apocrifo ritrovato in una polverosa soffitta (espediente che da Manzoni in poi funziona sempre), ma ricostruendo la vicenda umana e sentimentale dell’autrice su dati veri. Jane Austen diventa invece punto di incontro tra culture diverse in una prospettiva di pace e cooperazione in Sognando Jane Austen a Baghdad, di Bee Rowlat e May Witwit, giornalista inglese la prima e professoressa irachena all’Università di Baghdad la seconda, che partendo dal loro amore comune per la letteratura inglese e l’immortale Jane, diventano amiche scambiandosi e-mail su una vita quotidiana dominata dalla guerra fino ad intraprendere insieme un progetto di vita. Una storia basata su fatti reali, molto intessante e non solo se si ama Jane Austen. Chi ha amato e ama Jane Austen può quindi ritrovare la sua beniamina con i suoi personaggi in tante salse, anche contrastanti, ma acccativanti: il tutto senza dimenticare il piacere di leggere e rileggere i romanzi originali, da Orgoglio e pregiudizio ai meno noti L’abbazia di Northanger e Mansfield Park passando per Ragione e sentimento, Persuasione e Emma, per rivivere le emozioni in edizione originale. Poi le rivisitazioni o gli omaggi sono sempre graditi.


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L’IMPORTANZA DELL’ISTINTO UNA PERSONA CHE SORRIDE AGLI OCCHI DELLE PERSONE APPARE SUBITO NON OSTILE E SIMPATICA E COSA CHE NON GUASTA PIU’ AFFASCINANTE!

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DI ALESSIO COGHE

HYDE STREET PHOTOGRAPHY FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/ALXCOGHE

oel Meyerowitz, da cui attingiamo molto per via degli insegnamenti che la sua fotografia continua ad elargirci, sostiene che un buon posizionamento per lo streepher è negli angoli dove le strade si incrociano. Joel Meyerowitz ha fotografato lungo le strade di New York per oltre quarant’anni, quindi è un consiglio che dobbiamo ricordare. Adesso però non piantatevi lì all’incrocio ogni volta che uscite a fare foto. Del resto torniamo sempre allo stesso punto: la fotografia di strada è essenzialmente istinto. Anche quando sembra che non accade nulla, siate pronti ad alzare la vostra fotocamera e a scattare. State quindi sempre all’erta. Un’altra necessità cui abbiamo solo accennato è quella di diventare invisibili. Come si fà? Beh, non scomodiamo improbabili film degli anni 30 e concentriamoci sul linguaggio del nostro corpo. Innanzitutto è importante che un fotografo non vesta in maniera sgargiante e che dia nell’occhio. Dobbiamo essere invisibili quindi puntiamo ad un abbigliamento informale che ci permetta di mischiarci alla folla. Non sono d’accordo con chi sostiene che per non farsi vedere bisogna “mascherarsi” come i turisti che affollano quel dato luogo. Essere vestiti come un tedesco in vacanza ci farà soltanto sentire ridicoli con l’ effetto orrendo di sentirci a disagio in panni non nostri e diventare goffi e impacciati. Vestiamoci casual e sorridiamo. Il sorriso è un’altra carta vincente del linguaggio del nostro corpo. Una persona che sorride agli occhi delle persone appare subito non ostile e simpatica e cosa che non guasta più affascinante! Non dimentichiamoci che anche se per certi versi lo è, non stiamo rubando nulla e che l’interazione attraverso lo sguardo coi soggetti a volte ci aiuta a fare foto migliori. Non dobbiamo mai essere voyeur dei soggetti perchè la nostra foto ne risentirà. L’entrata in scena in una piazza, in un centro commerciale (occhio qui, a volte non è permesso fare foto), in una spiaggia, in un parco, insomma in qualsiasi luogo con tanto pubblico armati di fotocamera, specie se ref lex può mettere in avviso i vostri possibili soggetti che diventeranno innaturali nei loro atteggiamenti se non speriamo per voi di no - ostili. Pazientate un pò. Armeggiate con le impostazioni della fotocamera (leggi come fate finta di armeggiare) e fate qualche scatto di prova. Di lì a poco quasi nessuno farà più caso a voi e inizierete a lavorare sul serio. Anche oggi abbiamo affrontato argomenti importanti, credo, che fanno parte dei fondamentali per lo streepher. A presto!


THE MEXICANS DI ALESSIO COGHE HYDE STREET PHOTOGRAPHY FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/ALXCOGHE

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SE POTESSI VOLARE LO FAREI GRATUITAMENTE DI VERONICA ERACLEO

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HYDE SOUND 2.0

iù di un anno fa ho iniziato questa rubrica con l’obiettivo di portare sotto i rif lettori la voce di quei musicisti di qualità che ci sono in giro per la Rete e che spesso non vengono considerati dai media. Il mio primo articolo su Sound 2.0 riguardava Riccardo Lopez e leggendo i vostri commenti è stato apprezzato da molti di voi. Oggi sono qua per parlare di una cantautrice in cui mi sono imbattuta per caso circa un anno e mezzo fa: Ila. Ne avevo già parlato in occasione dell’uscita del suo ep Va tutto bene…. Oggi ve ne riparlerò perché è uscito il suo secondo ep: Se potessi volare.

Cinque canzoni inedite più una cover (The very thought of you) condite con sonorità semplici ottenute da chitarra classica ed acustica, banjo, con l’aggiunta in qualche traccia del pianoforte (è il caso di Respira) e della fisarmonica (Libera). Se potessi volare colpisce all’istante per l’immediatezza delle canzoni e per la bellezza della voce utilizzata sempre con parsimonia, senza mai esagerare, anzi è nei momenti in cui Ila si tiene più bassa che dà il meglio di sé come dimostra Libera, il brano che apre questo ep, e Cala la pace, in cui l’atmosfera notturna s’impossessa dell’ascoltatore cullandolo dolcemente con quella sorta di mantra accennato nel ritornello “piano, lontano”. Elegante il duetto con il bluesman Robi Zonca che in The very thought of you suona anche la chitarra elettrica. Una scelta che si allontana come genere dall’atmosfera delle altre tracce ma che dimostra la versatilità di Ila non solo come autrice ma anche come interprete. Se potessi volare scivola via senza quasi che l’ascoltatore se ne renda conto, lasciando dietro di sé una scia di pace e tranquillità che permea in tutto il lavoro. Se avete voglia di ascoltarlo basta cliccare sul seguente link da cui è scaricabile gratuitamente:

HTTP://ILAMUSICA.BANDCAMP. COM/ALBUM/SE-POTESSI-VOLARE


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ediamo un po’ se riesco a preparare il mio KUNG PAO JITIN. Una volta lo facevo...chissà se ci riesco ancora. PERCHE’ NO? Dai! In una bella teglia, metto a soffriggere AGLIO (tagliato a fettine sottili = così da’ più sapore!), CIPOLLA (a pezzetti piccoli), e PEPERONCINO (esagero un po’... così viene bello piccante.). Tolgo l’aglio (a chi piace mangiarlo, può anche lasciarlo) e metto a cuocere i peperoni, che ho, in precedenza, lavato, pulito, aperto e tagliato a quadrati. I miei soliti 3 peperoni. GIALLO, ROSSO e VERDE! :-) Taglio il petto di pollo a cubetti e metto a marinare nella salsa di soia. Vi aggiungo sopra tutte le spezie in polvere che ho e/o vengono in mente. Quando i peperoni sono pressoché fatti (a me piacciono croccanti), aggiungo un pomodoro (o 2, 3...), altri pezzi di cipolla ed il pollo (compreso il miscuglio di soia). Aggiusto di sale. Spolvero di pepe o POLVERE DI PEPERONCINO :-) e...ta, ta: l’intera busta di ANACARDI che ho preso al supermercato. Al posto degli ANACARDI? Non ne farei a meno, ma... le noccioline possono sostituire. Si aggiungono sul pollo e i peperoni quando sono fatti. Così non si ammollano :-( La SALSA di SOIA? Si trova. Sì, si trova. Quella cinese, giapponese, o coreana...Oppure, vediamo un po’: mi serve un liquido amaro e di colore scuro (VINO?), con una punta di dolce (ZUCCHERO? MIELE?) un po’ d’acqua...

KUNG PAO JITIN DI LALLA

HYDE CUCINA GIOVANE FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/JENNIKOKODESU

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COSETTA DI LALLA

HYDE CUCINA GIOVANE FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/ROBOPPY 26 HYDE PARK

he faccio con UOVA, ZUCCHERO, RICOTTA e NUTELLA? PRIMA faccio sta’ cosetta, poi l’assaggio e pooooooooooooiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii... SORRIDO e gli dò un nome, OK? ;-) Sbatto energicamente 5 uova, stile frittata, insieme a 300 gr di zucchero. Aggiungo i 500 gr di ricotta, un pizzico di sale e 4 bei cucchiai di Nutella! Sapete, no, come si pulisce il cucchiaio sporco? ;-) Lavoro per bene il tutto con la forchetta (che poi pulirò come ho fatto col cucchiaio ;-) ) e cuocio in padella, rigirando prima un lato e poi l’altro.


OROSCOPO DEL MESE DI OTTOBRE 2010

DI MARIANGELA PRINCI

HYDE OROSCOPO FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/IDLPHOTO ARIETE (21/03-20/04): l’amore non è proprio in primo piano CANCRO (22/06-22/07): l’amore non può che andar bene con questo mese ma sarà l’aspetto sensuale a dare più soddisfazioni e a risvegliarsi. Liti e tensioni tra le coppie che convivono, discussioni a causa di figli o parenti. Dovrete mostrarvi più tolleranti e magari fare il primo passo per ottenere una rappacificazione o un chiarimento. Nel lavoro desiderate da tempo più stabilità e un’occupazione più soddisfacente, in questo mese dovrete preparare il terreno. Mercurio in opposizione da giorno 4 vi renderà meno lucidi e svelti a capire le situazioni perciò siate cauti.

quattro pianeti che vi appoggiano (Venere, Marte, Giove e Urano). Dovete darvi da fare per sfruttare al meglio questo cielo. Avrete più fascino e carisma anche se sarete un po’ ansiosi a causa di Saturno e Mercurio negativo fino al 20 del mese. Avrete voglia di star soli con la persona del cuore. Colpi di fulmine per chi è ancora single. Nel lavoro sarete aiutati da Mercurio a fine mese che vi renderà lucidi e concreti favorendo sopratutto le attività dipendenti. Sarete più ambiziosi e decisi nel proporre le vostre idee.

TORO (21/04-20/05): questo sarà un mese difficile per l’amore LEONE (23/07-23/08): Marte e Venere in scorpione e dissocon Venere negativa che vi metterà alla prova, solo le coppie solide resisteranno. L’umore è cupo perché vorreste che ci fosse sempre armonia con il partner ma non è così nella realtà. Non prendete decisioni frettolose dettate solo dal momento, preoccupatevi della persona che avete accanto. Nel lavoro dovete stare attenti a come gestite i rapporti con i colleghi e collaboratori, siete tentati di fare la guerra con Marte che vi spinge in questa direzione. Dal 21 attenti alle persone più giovani con Mercurio opposto.

GEMELLI (21/05-21/06): questo mese andrà abbastanza bene

con il sole in trigono al vostro segno e mercurio favorevole dal 4. La luna nuova del 7 che si formerà in bilancia vi spingerà a nuovi progetti. L’amore andrà bene in particolare per le coppie datate che ritroveranno la passione e la complicità. Ci sarà un buon dialogo e un clima più sereno. Nel lavoro sarete concreti, creativi, attivi, dovrete avere le idee chiare per fare le scelte giuste e lavorare sodo per ottenere buoni risultati.

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nanti vi rendono nervosi e pronti a litigare e a fare dispetti al partner. Questo mese vi vedrà spesso protagonisti di polemiche e battutine acide. Se ci sono veri problemi nel rapporto di coppia tutto ciò fare venire fuori ogni cosa altrimenti attenzione a non ferire troppo il vostro partner che potrebbe ribellarsi. Nel lavoro il nervosismo di questo mese non vi aiuterà, creando tensioni con i colleghi. Fate solo le cose urgenti e rimandate gli altri progetti.

VERGINE (24/08- 22/09): Venere e Marte in sestile vi regalano

nuovi impulsi amorosi. Le coppie riscoprono la passione e i più giovani si lanciano in avventure emozionanti. Chi di voi ha sofferto e chiuso una storia avrà voglia di ritrovarsi, di rimettersi in gioco, di piacere e conquistare, uscire e conoscere gente. Questo è il mese giusto per fare tutto ciò che vi piace. Nel lavoro alcuni di voi riusciranno a concretizzare dei progetti importanti, altri consolideranno una posizione, otterranno un nuovo contratto, più soldi. Qualche difficoltà per chi ha un’attività in proprio.


BILANCIA (23/09-22/10): questo mese dovrete ripartire da CAPRICORNO (22/12-20/01): questo mese potrebbe succedere zero e ritrovare l’equilibrio se siete tra coloro che hanno chiuso un rapporto e subito delle delusioni amorose. Approfittate di mercurio nel segno dal 4 per chiarire malintesi e superare le ferite causate da qualche parola di troppo. Per i single ci saranno più f lirts, anche se molto coinvolgenti ma non storie importanti. Nel lavoro si sbloccheranno alcune questioni. Pianificate tutto con ordine e seguite le priorità. Chiarimenti con eventuali soci, risolvete le questioni in sospeso con colleghi e collaboratori.

SCORPIONE (23/10-22/11): sarà l’amore il protagonista di questo

mese. Forse con meno romanticismo ma più erotismo. Sarete irresistibili e seducenti. Le coppie più solide penseranno a sposarsi e ad avere un bambino. Per chi è solo e non ha voglia di fare progetti seri non mancheranno le occasioni per divertirsi e fare nuove amicizie. Nel lavoro la grinta e l’audacia vi aiuteranno a ottenere dei buoni risultati. Cercate però di avere pazienza e di saper attendere i risultati a lungo termine, non sempre ciò che avviene rapidamente è positivo e duraturo.

di tutto in amore. Nascita di nuove storie, chiusura di rapporti, superamento di crisi...dipende solo dalla vostra situazione personale ma questo cielo indica movimento. Forti innamoramenti per i giovani del segno. Alcune coppie decideranno di affrontare sacrifici per sposarsi o comprare casa. Nel lavoro comincerete a raccogliere qualche risultato e non è escluso che qualche aiuto arrivi dalla cerchia delle amicizie.

ACQUARIO (21/01-19/02): in questo mese sarete tentati di as-

sumere atteggiamenti che di solito non approvate,se tenete al vostro partner ricordate che il dialogo è fondamentale per superare ciò che non sta andando bene.Evitate di scaricare il nervosismo cercando la lite solo per sfogarvi. Troncate invece con decisione e senza recriminare ancora, un rapporto che per voi non ha più nulla da dare. Chi è solo potrebbe trovarsi coinvolto in storie complicate. Nel lavoro c’è malumore e rivalità con i colleghi che possono portare a spiacevoli litigi. Provate ad essere più diplomatici. Chi è in cerca di lavoro stia attento a cogliere le occasioni, il tempismo è fondamentale.

SAGITTARIO (23/11-21/12): mese neutro e poco interessante dal PESCI (20/02-20/03): cielo positivo in amore sta a voi agire punto di vista sentimentale. Fiacca nei rapporti,bisogna recuperare un po’. Dovrete essere più maturi e consapevoli che un rapporto si costruisce piano piano, che ogni giorno va curato e non dato per scontato. Anche chi è solo non ha voglia di avventure. Nel lavoro ci saranno nuovi contatti positivi. Avrete ottime idee e sarete pieni di iniziative. Possibilità di cambiare lavoro.

per conquistare chi vi piace e coccolare chi avete accanto. Tutto questo vi regalerà delle belle emozioni vi scalderà il cuore e non solo. Per chi è solo è in arrivo un forte innamoramento. Nel lavoro sono favoriti in particolare i lavori creativi, chi fa un lavoro da dipendente non si sentirà apprezzato. Siate più intraprendenti. Soldi in arrivo.


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IL SEGNO ZODIACALE DELLA BILANCIA

L’ elemento Aria perde, nel segno della bilancia, la superficialità, la mutevolezza e l’ inconsistenza dell’Aria mercuriana del segno dei gemelli per spingere al culto della personalità e a un’autostima tutta venusiana, che si esprime in ogni tipo di confronto con gli altri. La bilancia è il simbolo della coppia, è un segno che induce i nativi a sentirsi i predestinati a vincere e ad affermarsi, che ci siano o no le doti per conseguire la vittoria e l’affermazione. La superficialità della Bilancia si limita all’essere molto indulgenti con se stessi e a non voler vedere i propri difetti. I nati nel segno della bilancia sono anche molto sensibili, non sanno dissimulare il disappunto se subiscono una delusione. Vogliono essere sempre rassicurati, compresi, amati ed aiutati, chiedono immancabilmente al partner di risollevarli nei momenti difficili, di depressione. I nati sotto il segno della bilancia hanno anche innumerevoli pregi; fondamentalmente fedeli, credono nell’amore e nell’amicizia, vogliono una vita di coppia placida e piacevole, con pochi imprevisti ma ricca di belle cose come una buona posizione economica (ambita soprattutto dall’uomo Bilancia) o sociale (ambita dalla donna Bilancia). Sia l’uomo che la donna del segno bilancia odiano la monotonia, non sono sedentari e la mondanità esercita su di loro grande attrattiva perché gratifica quel pizzico di esibizionismo che è parte integrante del loro carattere, e che si attenua quanto più il Bilancia è sicuro di sé, affermato e realizzato. Molti quelli del segno che ricercano una relazione fissa e una stabilità sentimentale molto più precocemente degli altri segni, il che spiega perché tanti nati sotto questo segno si sposano molto giovani e comunque considerano il matrimonio una tappa importantissima nella loro vita. Non amano la solitudine perché amano il bello, la vita e tutto ciò che è dialogo ed emozione.


IL SEGNO DELLA BILANCIA E L’AMORE Al nativo Bilancia piace avere accanto un partner bello e pre-

stante, e lui stesso è innamorato delle diete, delle saune, dei massaggi, delle cure di bellezza. Questo segno è un esteta, e il suo occhio critico si accorge di ogni disarmonia, di ogni stonatura. Così come il suo orecchio si accorge dei toni troppo acuti, dei volumi troppo alti. Una voce sgradevole lo diserotizza quanto un abito volgare, un trucco eccessivamente pesante o una brutta pettinatura. Per il Bilancia la vita è equilibrio, comfort, piacere. Cerca di evitare le liti e detesta la gente aggressiva. In amore, rifuggirà dalle scenate passionali: le arrabbiature non sono un condimento necessario per vivacizzare la coppia, ma un motivo sufficiente per tagliare la corda! Dà al cibo molta importanza. Mangiare è un piacere e anche un’ arte. Niente pasti frettolosi a base di scatolette, ma piatti elaborati, da consumare con calma a lume di candela. Generalmente le persone di questo segno in cucina fanno scintille. Amano avere degli ospiti, preparare elaborati manicaretti per gli amici e sentirsi poi dire ‘bravo’. Però tratteranno con la stessa raffinatezza il proprio partner, apparecchiando la tavola con altrettanta cura. È ovvio che, alla fine, vorranno essere lodati. Lodare un Bilancia è sempre buona politica. Con i complimenti non gli si riesce a fargli fare proprio tutto, ma quasi! Quando tradisce, usa lo stile ‘classico’ che gli è proprio. Prima di tutto, cerca in ogni modo di non farsi scoprire. Bella novità, direte voi. Invece no. Ci sono segni (Cancro, Scorpione,Leone) per citarne solo alcuni) che, o tradiscono solo per il gusto di farvelo sapere, o si comportano, senza averne l’ intenzione, nel modo più adatto per essere colti in f lagrante. Dunque,questo segno nell’infedeltà è logico, razionale, attento ai dettagli, pronto a trovare, alle brutte, le scuse più plausibili. È spinto alle scappatellle amorose dalla vanità e, diciamolo francamente, dall’amore. Non va mai con la prima persona che capita, e mai di primo acchito. Ha bisogno di tutta la romantica messinscena del caso: cenetta romantica (comprerà le più belle rose), approccio discreto, regalini, passeggiata al chiaro di luna. Il corteggiamento del Bilancia ha in realtà un solo fine: essere a sua volta corteggiato. E amato. Con dolcezza,tenerezza, soavità. A questo punto, non spaventatevi. Certo se incontrasse la persona capace di amarlo come vuole lui, sarebbe pericoloso. La scappatella diventerebbe la passione di una vita. Ma raramente l’ incontro destinato a durare avviene mentre il Bilancia è già legato. Forse perché, indeciso com’è, questo nativo sempre oscillante nei suoi propositi e nelle sue azioni ha bisogno di una fortissima spinta per lasciare la sua compagna ufficiale. Può accadere, certo. Ma non è il caso di preoccuparsi prima: se accadrà, sarà per una sola, e definitiva, volta. Anche la donna bilancia tradisce per amore e vanità. Le piace

SEGNO BILANCIA COLORE BLU PERIODO 23 SETT - 22 OTT FIORE ROSA PIANETA VENERE METALLO BRONZO IMPULSO CARDINALE PIETRA LAPISLAZZULO ELEMENTO ARIA NUMERO 6 STELLA BERENICE PAESI GIAPPONE

essere amata, corteggiata, accarezzata. È facilmente vittima di amanti senza scrupoli che si servono di lei senza che lei se ne accorga. A differenza dell’uomo tradisce lasciando indizi. Sessualmente questo tipo zodiacale non sa essere grintoso né brutale, ma questo non significa che non ami una certa dose di brutalità nel partner. L’ ideale sarebbe una compagna (o compagno) profumata, bellissima, dalla pelle liscia e levigata, che indossi biancheria di gran classe e si trastulli nei preliminari.

IL BAMBINO BILANCIA

Generalmente è un bambino molto buono e tranquillo purché non venga lasciato solo. Fin da piccolo è molto socievole, sorride a tutti ma non sopporta di essere sballottato fra le braccia di tutti. Si spaventa facilmente ai rumori e ai suoni forti. Instaura buoni rapporti con gli altri bambini. Il primo contatto con la scuola suscita in genere timori verso gli insegnanti. Il suo modo di fare educato e garbato susciterà molte simpatie.

LA BILANCIA E IL LAVORO

La Bilancia attratta dalla vita di relazione,sceglierà attività che gli consentano di rinnovare continuamente il contatto con gli altri. Essa emerge là dove è necessario manifestare buon gusto, sensibilità, moderazione, senso della misura e dell’armonia; si distinguerà nelle professioni dove l’arte è l’argomento principale: gallerie d’arte, allestimento di mostre, diplomazia, pubbliche relazioni, giurisprudenza, agenzie matrimoniali, saloni di bellezza... Ma è importante che la bilancia tragga gratificazioni dal proprio lavoro cosa di cui ha estremo bisogno per fortificare l’autostima piuttosto fragile di questo segno.

LA BILANCIA E IL DENARO

Questo segno ha un pessimo rapporto con il denaro,non tanto perché non lo sappia gestire anzi è molto attento a tenersi informato, ma per le “piccole spese” perché la voce “abbigliamento” fa aumentare notevolmente le uscite di denaro. Spenderà molto anche per la casa e vari oggetti. Se depressa sentirà l’assoluto bisogno di gratificarsi con un abito nuovo, una crema miracolosa, un profumo....Possiamo concludere dicendo che per quanto possa guadagnare tenderà a spendere sempre un po’ di più al di sopra delle proprie possibilità.

PERSONAGGI FAMOSI BILANCIA

Virgilio (15/10 70 a.c.) - Poeta e filosofo latino - Giuseppe Verdi (10/10/1813) - Compositore italiano - Oscar Wilde (16 ottobre 1854) - Scrittore e poeta irlandese - Eleonora Duse (3 ottobre 1858) - Attrice teatrale italiana - Mahatma Gandhi (Mohandas Karamchand Gandhi) (2 ottobre 1869) - Uomo politico e pacifista indiano - Sandro Pertini (25 settembre 1896) - 7° Presidente della Repubblica italiana - Enrico Fermi (29 settembre 1901) - Fisico italiano - Michelangelo Antonioni (29 settembre 1912) - Regista italiano - Luciano Pavarotti (12 ottobre 1935) - Cantante lirico tenore italiano - Pedro Almodòvar (24 settembre 1949) - Regista e sceneggiatore spagnolo - Renato Zero (Renato Fiacchini) (30 settembre 1950) - Cantautore italiano Zucchero (Adelmo Fornaciari) (25 settembre 1955) - Cantautore italiano - Tim Robbins (Timothy F. Robbins) (16 ottobre 1958) - Attore e regista americano - Monica Bellucci (30 settembre 1964) - Modella e attrice italiana - Valeria Golino (22 ottobre 1966) - Attrice italiana - Will Smith (Willard C. Smith Jr.) (25 settembre 1968) - Rapper, attore e produttore americano.


FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/TAZZA

LE CINQUE STELLE DI MAX BIAGGI IL “CORSARO”TRIONFA NEL MONDIALE SUPERBIKE 2010, PRIMO ITALIANO A RIUSCIRCI

DI ANTONIO BORGHESE

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HYDE SPORT

’altra giovinezza”, è un film diretto da Francis Ford Coppola,ispirato ad un romanzo dello scrittore rumeno Mircea Eliade, che narra di un anziano linguista, il quale folgorato da un fulmine, anziché morire, comincia a ringiovanire e ad acquisire poteri paranormali. L’altra giovinezza di Max Biaggi,39 anni suonati, ha la sua apoteosi sul circuito di Imola, dove ha conquistato gli

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ultimi, decisivi punti per essere incoronato re del Campionato del Mondo Superbike 2010: una meritata soddisfazione per il pilota romano, che aggiunge la quinta “stella” ai quattro mondiali ottenuti nella classe 250 tra il 1994 e il 1997, e che permette al “Corsaro” (così come viene soprannominato dai suoi fan) di entrare nell’Olimpo dei migliori motociclisti della storia. Come nel film-romanzo, anche su Max si abbatté, nel 2006, un fulmine che sembrava averlo annientato, sportivamente s’intende. Il Motomondiale,dopo 15 ininterrotte ed appassionanti stagioni, lo mise alla porta. E pensare che appena un anno prima, Biaggi, dopo anni da privato, toccava il cielo con un dito firmando con il team ufficiale Honda, salendo così finalmente in sella alla moto da tutti desiderata, con il maggior sviluppo e l’assistenza diretta del maggior costruttore al mondo di veicoli a due ruote, ingredienti giusti per poter impensierire il grande rivale di sempre,Valentino Rossi. Il matrimonio tra Max e la casa dall’ala d’oro si prospettava duraturo e vincente, ma non fu così. La Honda infatti non era più la moto quasi imbattibile di qualche anno prima, a vantaggio di una Yamaha invece sempre più in ascesa grazie a Rossi. Il Corsaro Biaggi fu così costretto ad alzare bandiera bianca, incappando nella peggiore delle sue stagioni in MotoGP, fatta di risultati deludenti (ad eccezione dello spettacolare duello con Rossi sul circuito del Mugello),zero vittorie e tante lamentele, l’ultima delle quali gli costa caro. Istanbul, 22 ottobre 2005:Max, dopo un misero 12°posto in qualifica, esplode tutta la sua rabbia appena rientra ai box, lasciandosi scappare un “su questa c…di moto non corro più”. Un ester-


FOTO FLICKR.COM/PHOTOS/RIKDOM nazione che viene spedita dritta dritta al gran capo Honda dell’epoca, Kanazawa, il quale non solo,a mondiale terminato, licenzia il pilota romano dal team ufficiale, ma pone anche il veto ad ogni possibile ingaggio in una delle squadre satellite della casa di Tokyo. Biaggi prova così ad accasarsi in un team che utilizzi moto diverse da Honda, ad esempio Ducati e Yamaha private, Kawasaki e Suzuki. Nessuna di queste gli da però una chance,costringendolo all’incredibile e malvoluto esilio, con qualcuno che già pensa ad un ritiro definitivo dalle corse. Trascorre però solo un anno, sabbatico, e Max nel 2007 torna a mordere le piste facendo il suo debutto in Superbike, competizione che mette a confronto bolidi strettamente derivati dalla produzione di serie, ovvero da moto che tutti noi, o perlomeno chi possiede la patente adatta, possiamo acquistare dal concessionario. In sella alla Suzuki, incanta subito conquistando la gara d’esordio in Qatar, al cui termine si scioglie in un pianto contenente tutta la sofferenza accumulata nell’anno vissuto da spettatore, poi coltiva ambizioni di vittoria del campionato, chiuso comunque con un buon terzo posto. Certi sponsor, però, possono fare il bello ed il cattivo tempo, ed il disimpegno di un noto marchio di birra, partner principale della Suzuki, costringe quest’ultima a privarsi di Biaggi, il quale evita,nel 2008, un nuovo ed ingeneroso appiedamento restando in Superbike con una Ducati privata, tutta nera, in pieno stile Corsaro. Dopo due gare,però, Max incappa nell’incidente forse più brutto della carriera, fratturandosi il radio del braccio sinistro. Anche in conseguenza di ciò,la stagione scivola via in maniera discreta, con diversi piazzamenti

sul podio,seppur non suggellati dalla vittoria. Il 2009 segna un gradito ritorno, ai nastri di partenza della Superbike, quello dell’Aprilia. La casa italiana schiera la RSV4, una moto con soluzioni tecniche ed aerodinamiche molto estreme, tanto da sembrare un prototipo, più che una moto da destinare alla produzione di serie. Un gioiello però ancora acerbo, da affidare ad un pilota esperto e veloce, possibilmente italiano…ad esempio Max Biaggi. Il Corsaro non tradisce il detto “il primo amore non si scorda mai”, e non esita un attimo ad accettare la proposta del marchio con il quale ha mosso i primi passi e vinto i suoi primi tre titoli mondiali. Biaggi e l’Aprilia si ritrovano a meraviglia, non vincono il campionato ma lo concludono in crescendo, anche se per Max la vittoria più grande arriva il 22 settembre 2009, giorno in cui Eleonora Pedron, sua compagna da sette anni, da alla luce la loro primogenita Inès. La paternità diventa una sorta di corazza per Biaggi, che nel 2010 punta senza mezzi termini al titolo mondiale, grazie ad un’Aprilia divenuta nel frattempo un razzo su due ruote, anche per merito dello stesso Max. E quando tutto funziona alla perfezione, è difficile non centrare l’obiettivo: dieci successi, nessun ritiro, mondiale dominato e Max Biaggi diventa il primo italiano ad aggiudicarsi il Campionato Superbike, su moto italiana (l’Aprilia, laureatasi anch’essa Campione del Mondo costruttori) e persino sponsor italiano. Un trionfo tricolore avveratosi proprio nell’anno in cui l’Italia della MotoGP ha fallito su tutti i fronti, a partire da Valentino Rossi, persosi nel vortice di una stagione no. Stavolta esulta solo il suo “vecchio rivale”, riscopertosi giovane.


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Hyde Park Ottobre 2010