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RIVISTA MENSILE

N-3 2014


Al Suono Delle Eolie

Al morir del suono delle Eolie placa l’ira e dorme l’errante Odisseo. I Ciclopi dal Mongibello lanciano incandescenti sassi, lapilli e sbuffano nubi nere, mentre le Sirene ammaliano i naviganti che osano varcare lo Stretto. Scilla e Cariddi si guardano in cagnesco nel tempo, al pizzichÏo delle Eolie, Omero canta, Vulcano e Stromboli chiamano il fratello Etna ed al risveglio trema Zancle e Rhegjon soave tramonto al morir del suono delle Eolie!

Rocco Giuseppe Tassone


Indice Realtà e leggende di Locri Epizefiri III Parte La scuola artistica Reggina 1925 Le mille interpretazioni archeologiche Concorsi di “CESAR” Italia Concorsi Novità dal … Il vostro spazio-Richieste Eventi


“ Cesar” Cesa REALTA’ EALTA’ E LEGGENDE DII LOCRI EPIZEFIRI III PARTE.

Il santuario di Persefone. “Persefone è stata rapita. Mentre, M lungi dalla madre, coglieva dei fiori nella dolce terra di Sicilia, il suolo si è spalancato spal e un giovane in armi, balzato giù ù dal cocchio, coc l’ha trascinata con sé negli gli Inferi, Infer sposa soave per il tenebroso Ade. Demetra, etra, de desolata, erra per ogni dove invocando ocando il suo nome finché il Sole, pietoso, non le svela ll’avvenuto connubio. E tutta la terra rrisuona, allora, dei gemiti disperati della a madre, madre e tutta la terra si spoglia dei fiori e dei de frutti per rivestirsi di un nero manto di dolore. ore. E mentre gli uomini vedono, ormai, rmai, ap appressarsi la morte, Zeus decide : trascorra rra la fan fanciulla una parte dell’anno con la madre m e un’altra nel Tartaro con lo sposo o divino. Ed ecco Persefone assurgere, re, allora allora, a simbolo della vegetazione ( seme sotto otto la terra, pianta fiorente alla luce del sole), sole ed ecco Persefone divenire, nei misteri ri Eleusin Eleusini, latrice d’immortalità….”


“ Cesar” Cesa La malinconica, antica ica vicenda vicen sembra ancora aleggiare sulla Mannella nella (Lo (Locri) dove sono stati rinvenuti i resti di quello che i testi storici magnificano come” me” il più pi famoso dei templi d’Italia”. Che l’edicola l’ed tesauraria ivi trovata appartenga veramente veramen al santuario di Persefone, ne, è sta stato confermato dall’avvenuto ritrovamento ento di ex e voto ad essa dedicati, i “pinakes”. akes”. Si tratta di tavolette votive policrome impresse presse n nella giallastra argilla locrese rese su cui, c in puro stile jonico, sono raffigurate a rilievo scene relative alla leggenda da di Persefone Per dal momento in cui, rapita da Ade, de, inizia la sua nuova vita nel regno o dell’olt dell’oltretomba e non solo. In esse troviamo pure ure raffigurazioni raffi di oggetti e di animali sacri a Persefone P ( principalmente il gallo), scene ne di sacrifici sac e figurazioni varie ( come me la n nascita di Afrodite) nel complesso inerenti ti al cult culto della dea. Questi ex voto che, probabil probabilmente, erano appesi alle pareti del santuario tuario o agli alberi del giardino sacro alla lla Dea, rappresentano, senz’altro, la più preziosa sa specia specialità dell’artigianato locale le del VI-V VI sec. a. Cr. Bellissima è la policromia a colori vivaci v rossobruno, azzurro, giallo lo e rosso che meglio fa risaltare i singoli elementi nti sottolineando sotto i particolari figurativi,i, dolcissima dolciss quell’aurea di delicata malinconia che li pervade pe rendendoli trasognata ta rappr rappresentazione “di un mondo reale visto attravers ttraverso il nebuloso velario della lla rasseg rassegnazione” (S. Ferri).

Ma i pinakes non costituisco stituiscono solo un documento prezioso per la conoscen onoscenza dell’arte e della religione dei Locresi in i quanto ci forniscono anche preziose notizie otizie riguardo ri i riti, i costumi e perfino glili ogget oggetti e le suppellettili più comuni in uso a quel tempo. tem


“ Cesar” Cesa E sono proprio questi ti oggett oggetti banali, appena trasfigurati artisticamente ente e non n il senso sacrale ( come ci si aspetterebbe) aspettere a primeggiare sulla scena: è evidente ente come com questi ex voto, lungi dall’essere re espressione espre di misteriose rappresentazioni simboliche imboliche ad uso degli iniziati, facessero ero invece invec riferimento alla più genuina e spontanea nea religiosità relig popolare che vedeva, a, nel mo mondo dell’aldilà, un fedele specchio della a vita ter terrena in ogni sua più banale espressione. essione. Del resto, come scriveva Paolo Orsi, il popolo opolo locrese lo “era proprio gente coi piedi edi ben fissi f per terra e poco propensa alla speculazione ulazione metafisica”. Non appare pare fuori fuo luogo ricordare, a tale proposito, un aneddot aneddoto significativo: Quando o Pitagora, Pitago fuggiasco da Crotone, fece sapere che sarebbe sareb stato disposto a stabilirsi presso di d loro, i Locresi si affrettarono a mandargli rgli incontro incon una delegazione di anziani ni per ri riferirgli che non intendevano apportare alcun m mutamento alle loro leggi giudicate cate “irreprensibili” “irre (Dicearco).

Doveva, decisamente, te, incutere incute loro maggiore timore un filosofo chee un esercito eser in armi alle porte! Ma torniamo amo ai nostri n pinakes… Essi testimoniano senz’altro ’altro il cculto passionale che i Locresi resi prestavano pres alla dea che, a sua volta, era molto olto ben benigna verso di loro custodendo essa ssa stes stessa il tesoro nel tempio. Narra infatti Tito o Livio che, ch durante la guerra contro Crotone, tone, i LLocresi, temendo che il tesoro venisse rubato bato in q quanto il santuario si trovava fuori da dalle mura, deliberarono di portarlo dentro ro la città. citt Ed ecco una voce misteriosa isteriosa, dall’interno del tempio, ammonirli: lasciassero sciassero essi lì il tesoro, la dea l’avrebbe bbe protetto. prot


“ Cesar” Ces Ma i Locresi, ancora timorosi, imorosi, decisero di allargare le mura di cinta per er includere includ il santuario all’interno della città. Le mura erano state appena innalzate quando una man mano misteriosa le fece rovinare. La guerra rra contr contro i Crotoniati si concluse con la vittoria locrese se sulla s Sagra : non è detto che, accanto aii Dioscuri, Dioscu non fosse intervenuta la stessa dea! Più fortu fortuna sembrava avesse avuto Pirro che, e, approd approdando con la sua flotta a Locri, riuscì a trafugare il tesoro e a caricarlo sulle navi. La vendetta vendett della dea non si fece attendere :” Il giorno iorno dopo do la flotta di Pirro fu dispersa da una na violen violentissima tempesta , tutte le navi che portavano rtavano iil sacro denaro furono gettate sulla spiaggia… piaggia…e Pirro, respinto dall’Italia, morì di morte rte ignob ignobile e oscura”(Valerio Massimo).

Al culto della dea fa preciso reciso riferimento rif l’iscrizione rinvenuta su una lamina d di bronzo ( probabilmente del III secolo A.Cr.) A recante una maledizione: “Collyra consacra alla sacerdotesse della dea a l’himation l’himat scuro che qualcuno le portò via e non on restituisce, restit anzi, chi glielo rubò se ne serve e sa be bene dov’è. Chi ha la veste non crepi prima a di pag pagare il fio del suo delitto alla dea (…) Non n m’incolga m’inco male se, a mia insaputa, il ladro dovesse vesse partecipare pa con me allo stesso banchetto tto o entrare ent sotto lo stesso tetto.” Questa iscrizione izione è collegabile c a quei canti popolari locresi cresi fioriti fior tra il quarto e il terzo secolo a. Cr. che, e, pur no non erigendosi all’altezza del canto dei ei grandi grand lirici greci, danno testimonianza della fervida vena v popolare che spesso batteva su temi che meglio si prestavano al riso pur tra preghiere eghiere e maledizioni di ogni sorta. Daniela Ferraro.


“ Cesar” Cesa La scuola scuo artistica Reggina La città di Rhegion, grazie razie alla all sua strategica posizione geografica proiettata proietta nel cuore del Mediterraneo ha a da se sempre ricoperto un ruolo di quanto mai fo fondamentale importanza per la storia ria del proprio p territorio fin dalla remota data della ella sua fondazione. Anche se forse non ha mai raggiunto lo sfarzo e lo splendore politico, olitico, eeconomico e militare di Crotone, Sibari ibari e Locri, L ha sicuramente giocato un ruolo dominante dominan nella vita sociale, politica ed economica onomica della vasta regione dello “Stretto” antico.Nel tico.Nel corso del VI° e del V° a.C. si assiste te al fiorire fio di una serie di “scuole”, segno evidente vidente d di una certa vivacità culturale presente sente nella nel polis e che la poneva in stretto contatto tto con tutte le altre poleis della Magna Graecia. Oltre alla scuola pitagorica reggina sorta al tempo di Anassila, che fu sicuramente amente insieme alla scuola sorta a Crotone per er opera di Pitagora una tra le più importanti anti di tutta tu la Magna Graecia, a Rhegion sorsero ero una scuola lirica alla quale appartenevano vano esponenti es come Ibico, Glauco e Teagene ne e un una scuola di scultura con esponenti nti com come Clearco, Pitagora da Reggio e Learco, arco, considerato co il precursore della stessa a scuola. scuola L’attività artistica svolta da questa scuola cuola dovette do essere sicuramente molto intensa tensa come c dimostrato dalle fonti storiche e altrettanto altrett capaci dovettero essere le persona personalità artistiche che in questa scuola operavano. operava Plinio il Vecchio a proposito dii Pitago Pitagora di Reggio dice:<< capace di rendere come nessun n altro i riccioli di barba e i capelli, e per fare “respirare” le statue, cioè oè rendere rend perfetta l’anatomia dei vasi sanguigni> nguigni>>.

Circa la figura artistica a di Learco Lear da Reggio si sa molto poco addirittura ra alcun alcune fonti lo indicano come leggendario dario e mitologico m figlio di Atamante e Ino. Più rilevanti sono invece le notizie circa Clearco Reggino Reggin considerato e ritenuto il vero fondatore re della scuola artistica della polis sorta rta sulle sponde dello Stretto. Clearco fu scultoree e bronzista bron di elevato livello e la sua bottega d’arte venne paragonata per importanza nza a quella qu di Fidia ad Atene fu inoltre la più famo famosa di tutta la Magna Graecia.


“ Cesar” Cesa Dal punto di vista stilistico stico Clearco Cle seguì lo stile “dedalico” con figure re rigide e dalle grandi dimensioni prive di prospettiva spettiva. A Clearco è attribuita la paternità della “Statua “S di Giove” ubicata a Sparta nel tempio mpio di Atena Calcica. Tale statua è considerata ta essere la più antica di questo genere poiché risulta isulta es essere costituita da una serie di placchee inchiodate inchiod tra loro da chiodi e da una serie di lamine. Probabile illustre discepolo di Clearco fu sicuramente sicura Pitagora da Reggio che superò per er bravur bravura il suo maestro venendo così annoverato ato tra i cinque maggiori statuari greci vissuti dopo opo il grande g Fidia. Pitagora giunse a Rhegion on al tempo tem di Anassila divenendo discepolo di Clearco e sempre secondo le fonti storiche fu osannato fin da giovane per la sua bravura. Plinio nio il Vecchio Ve infatti ci riferisce che nell’arte della ella scultura scul superò con estrema abilità e facilità à non solo so il suo maestro ma anche Policleto e Mirone e a proposito di Mirone ci rifersce:<<lo superò P Pitagora di Reggio in Italia con il Pancratiaste ratiaste dedicato a Delfi, fece anche Astilo che si vede ad Olimpia, a Siracusa fece poi uno Zoppo o tale ch che anche a chi lo guarda fa sentire il dolore re della sua piaga…; Pitagora fu il primo a riprodurre odurre i tendini e le vene e il primo a trattare i capelli pelli con maggiore diligenza degli altri suddividendoli endoli con c precisione>>. Pitagora però a differenza nza del suo maestro Clearco non proseguì sullo stess esso stile dedalico, secondo lui divenuto ormai rmai vet vetusto e privo di armonia, ma inaugurò ò il nuovo nuov stile severo e proto classico con volti che abbandonano abb lo sguardo sorridente per assumer assumere atteggiamenti rigidi e seri fortementee distaccati distacc dall’animo del personaggio rappresentato resentato che “giocano” virtuosamente nello spazio. azio. Sec Secondo lo storico Pausania a lui si deve attribuir attribuire la paternità di importanti opere di atleti leti tra cui: c il lottatore Leontisco di Messina, il Protola Protolao di Mantinea, l’Astilo di Crotone e il Cratisten ratistene di Cirene, l’Auriga di Delfi ordinata dallo allo stes stesso Anassila e La testa di Perseo conservata ata oggi presso il British Museum di Londra. Allo lo stato degli d studi esiste anche uno sparuto numero ero di sstorici che gli attribuirebbe anche la paternità ternità d dei due Bronzi di Riace anche se il dato sembrerebbe sembrere un po’ azzardato. Ma Pitagora da a Reggio sembra essere stato anche l’autore di numerose numero statue in marmo e sembra che eglii nello sc scolpire il marmo prediligesse quello bianco co venato vena di rosa. Infatti anche se non con assoluta soluta ccertezza, gli sono state attribuite le seguenti enti statue stat marmoree: l’Auriga di Mozia e il Suonatore onatore della lira. Sono questi i segnali di una città in continua c crescita, in continua evoluzione ne e proiettata pro al centro dei più importanti canali di svilu viluppo; sono i segnali dell’elevato grado di civiltà che caratterizzò la polis regina durantee il VI° e il V° sec. a.C.; una città nella quale le giungevano giung non solo mercanti, politici, esuli, tiranni e legislatori ma anche letterati, filosofii e artist artisti Fu merito delle scuole che sorsero proprio rio a Cro Crotone a Locri e a Reggio se la Magna Graecia poté dare lustro dell’elevato livello di civiltà viltà e di cultura raggiunti.

Saverio Verduci


“ Cesar” Cesa 1925 Dal passato assato Matauros e Medma edma fa fanno anco parlare di sé … ancora

Come è già noto, a coloro loro che hanno avuto modo di approcciarsi alle varie tem tematiche culturali e in particolare a quelle lle prettamente pretta di carattere archeologico, il passato sato rise riserva continuamente e generosame erosamente a chi lo indaga, dettagli ulteriori da chiarire, chiarire sfumature da cogliere , perché da spiegare. iegare. Ovviamente tale assioma è valido anchee per il nostro n Sud, niente affatto povero di mater materiali e tematiche sui quali discutere a tall propos proposito. Proprio per questo motivo, dopo accurate ricerche, quasi a dar conferme al principio ipio sovr sovraesposto, tra altri documenti degni di nota, si è ritenuto opportuno ai fini di una più ù chiara conoscenza dell’argomento in questione, stione, rendere r pubblico un documento scritto in lingua inglese risalente al 1925; tale documento docume opera di GISELA M. A. RICHTER estratto ratto dal BOLLETTINO DEL METROPOLITAN MUSEUM USEUM OF ART (NY), è stato opportunamente tradotto in lingua italiana con lo scopo dii renderlo render maggiormente accessibile ad un più vasto pubblico. pu

Riportiamo di seguito integralmente integral quanto contenuto nell’articolo: RECENTI RECENT ACQUISTI CLASSICI “.

Antiche ntiche sc sculture e vasi in terracotta rracotta L’antico periodo dell’arte rte greca grec con il suo misto di tradizioni e contino annaspare annasp verso il nuovo è causa di una speciale attrazione per noi oggi. Fino ad una generazion nerazione fa non era affatto apprezzato; così sì per no noi è abbastanza impegnativo fornire una a corrett corretta rappresentazione di essa. ssa. Stia Stiamo imparando adesso che la grande arte te non è interamente dipendente dalla perfezione ezione delle d sculture; e perciò noi siamo più pronti nti a valutare valu queste antiche opere greche anche se presentano molte imperfezioni in diversi rsi punti, le quali hanno altre notevoli qualità.


“ Cesar” Cesa E’ importante, comunque, e, ricordare ricord che i greci non erano amanti delle imperfezioni, imperfez infatti essi tendevano continuamente nte a rag raggiungere la perfezione; ogni decade dunque nque denota de distinti progressi in quella direzione. ione. Sei importanti pezzi di sculture in terracotta ta sono stati recentemente acquistatii dal museo, mu e ci mostrano lo scultore greco al lavoro avoro durante du il VI e V secolo a.C. Essi consistono no entrambi entra di pezzi architettonici e frammenti di statue statue. Un’antefissa con testa femminil emminile che un tempo decorava un tempio di Metaurum Metauru nel Sud Italia. Il reperto è un pezzo lavorato orato in epoca arcaica; la testa si trova in posizione zione frontale fro posta contro uno sfondo piatto o con un buco trasverso, forse utile ad un supporto rto di legno leg da togliere una volta che l’opera era a compiu compiuta. Lo scultore sperimenta le difficoltà di tutt tutti i principianti nell’arte della scultura. Egli scolpisce scolp il viso troppo piatto e non riesce ancora ncora a mettere opportunamente in relazione zione l’u l’un l’altro i suoi differenti piani. Così la fronte, ronte, la parte alta della palpebra e parte dell’orbita bita sono tutte su un livello; il naso e la bocca invece vece anziché an passare gradualmente alle guance, ce, sono separate da esse da due profonde incisioni; sioni; i ca capelli sono tirati in maniera puramente convenzio onvenzionale con trecce arrotolate su ogni lato che terminano term giù, in una fila di riccioli a spirale. le. Ma, il fine contorno ovale del viso, le linee decorativ ecorative sotto l’occhio e la bocca, mostrano il trasporto rasporto dell’artista per la bellezza delle linee e anche sse i piani non sono in relazione tra loro, o, la ma massa come totalità è comprensibile ed ogni ni parte è ben proporzionata. La testa in principio princi era colorata; deboli tracce di colore nero rim rimangono sulle iridi. Un'altra testa di argilla rgilla grigia gri grezza è stata rinvenuta nel circondario ario ed era forse parte di una statua a grandezza za naturale. natur E’ il tipico cosiddetto Apollo con i lunghi nghi capelli cap lavorati in creste che partono da sotto otto la fr fronte e si sviluppano tutto attorno e dietro tro la tes testa; sotto la fronte è presente una bordatura ordatura di piccole creste. Un lieve progresso è rilevabile sulla testa; l’artista ha imparato a calare la palpebra un po’ più giù del livello del sopraccig opracciglio e l’orbita è anche piuttosto prominente. ente. Essa Ess presenta lo stesso piano dalla forma di quattr quattro lati, le stesse semplificazioni e gli stessi ssi motivi motiv decorativi.

Mentre l’antefissa può essere da datata all’inizio del VI secolo, questa testa a probabilmente probab appartiene alla metà di secolo stesso. s Un deciso progresso è riscontrabile ile in alc alcuni frammenti da una terza testa probabilment abilmente a grandezza naturale vuota all’interno .


“ Cesar” Cesa I piani sono adesso molto to meglio differenziati, il naso e le labbra sono finement inemente modellati, l’alta linea dell’occhio mostra ostra molta m delicatezza nel delimitare l’orbita sotto di eessa, il condotto lacrimale è ben delineato. to. Inoltre Inoltr l’opera è ben accurata. Per tale fine scultoreo cultoreo è stato necessario lavorare in uno no strato di argilla ben levigata, la quale giaceva va su un basamento di argilla grezza ( sulla quale ale possiamo possi ancora vedere l’impronta delle dita a dello sscultore), e la superficie era coperta con on avorio bianco ad imitare il colore del marmo.. Palpebre, Palpebr ciglia e iridi erano marcate in nero. L’effetto del totale anche nel suo attuale stato frammen frammentario è altamente impressionante. nte. Si trattava tra forse di una statua di un tempio?? Noi sappiamo sap che tutto ciò è stato trovato a Metaurum Meta presso un tempio arcaico. Un problema blema ch che afflisse gli artisti della Grecia antica a in grande gran misura era la prospettiva. L’artista stesso si impegnò sempre di più durante la a seconda second metà del VI secolo e provò a risolvere tale pro problematica, decade dopo decade, fino o a che riuscì a risolverla quasi un secolo dopo.. I suoi an antichi sforzi erano naturalmente primitivi; mitivi; pe per lui si trattava adesso di risolvere comee un gra grande puzzle che mai nessuno prima di luii era stato sta capace di risolvere.

Lo osserviamo cimentarsi rsi con la tecnica della prospettiva in un frammentario entario rilievo r in cui sono presenti due cavalli, parte di un carro con quattro cavalli presentato to agli o osservatori frontalmente. La difficoltà ltà di rappresentare rap i differenti piani era troppo grande e perciò è stato utilizzato un compromesso: sso: un ccavallo è mostrato di profilo, impennato sulla sinistra sin ; l’altro sta quietamente con il corpo orpo posto pos di fronte all’osservatore e soltanto ill capo di profilo. Per completare la composizione ione della dell scena dobbiamo immaginare un altro cavallo posto di fronte con il capo voltato in direzione rezione del d suo vicino e un cavallo impennato dall’altro all’altro llato. Il braccio del cavaliere è visibile all centro, nell’atto di afferrare le redini. Composizioni izioni sim simili sono visibili su vasi a figure nere contempora temporanei alla scultura, su monete del Chersoneso neso , e su una delle metope del tempio “ C ” di Selinus Selinu , come ad indicare l’impegno generale le nella ssoluzione del problema della prospettiva. tiva. I dettagli de delle esecuzioni di queste opere variano, ariano, ma le stesse tecniche di abbinamento o dei profili pro e delle figure frontali sono riscontrabili bili in tutte tu le opere allo stesso modo. Il nostro rilievo ilievo è sstato trovato a Metaurum e forse era parte rte di un una metopa.


“ Cesar” Cesa

E’ finemente stilizzato, i tratti del de tutto essenziali nello scolpire i cavalli,, il bellissimo belliss contorno dell’impennata, gli conferiscono eriscono distinzione in aggressività nonostante la scorre scorretta prospettiva. Un altro rilievo arcaico di terracotta terrac probabilmente parte anche esso dii una me metopa mostra un cavaliere con due cavalli, li, la testa test del cavallo più vicino la quale è voltata ta frontalmente fronta è andata perduta, l’unico dei cavalli cava esterni si mostra di profilo, il cavaliere re gira la sua testa in direzione frontale in maniera niera vivace viv e realistica osservabile anche su statuette atuette d di bronzo dello stesso periodo. La parte frontale della testa di un leone in creta giallo marrone arrone è probabilmente un pezzo architet architettonico, forse facente parte di un cornicione. ione. No Non può essere, comunque sia, che il suo scopo fosse f quello di essere un pluviale, perchéé non vi sono s fori per la fuoriuscita dell’acqua; la a bocca aperta a non è collegata con la parte retrostante. ostante. La forma specialmente dei denti e della lingua lin sporgente è realistica e accurata, nello stile stil del V secolo. E’ stata trovata a Metaurum. urum. I tre antichi vasi recentemente mente acquistati a risalenti al periodo geometrico o del IX e VIII a.C. Un paio di brocche a fondo piatto so sono nel familiare stile di Dipylon e sono riempite in superficie con degli ornamenti lineari ari ( meandri, me linee a zigzag,svastiche , cerchi puntati, untati, serpenti s altamente stilizzati o uccelli celli dalle dall lunghe gambe). I frammenti di un recipiente ipiente sono un raro esempio interessante dii antico a articolo italico; tale recipiente è di argilla a rossastra rossas modellata sul tornio senza rotazione ne (i segn segni di lavorazione delle mani al termine del lavoro lavor sono chiaramente visibili) , e coperto con un sottile strato di smalto marrone nerastro. nerastro Sparse tutte intorno alla superficie sono ono incise incis decorazioni che consistono in disegni geomet geometrici e cavalli disegnati in maniera davvero vvero primitiva. pr Questo articolo è il diretto precursore ursore di d un bucchero etrusco e apparentemente nte antec antecedente alcune importazioni orientali; così osì poss possiamo vedere un antico stile italiano incontamina ntaminato dalla successiva influenza greca.

Sa Saverio Modaffari


“ Cesar” Cesa Le mille ille inter interpretazioni archeolog cheologiche

“Le attività degli uomini viventi enti lasc lasciano tracce E le tracce tra dell'attività riflettono la a vita degli de uomini” Volendo fare una breve trattazio trattazione su uno dei campi disciplinari più impervi pervi ma affascinanti della cultura dell'uomo, proponendosi propone di dare una modesta e relativa visione isione d' d'insieme, dirò che l'Archeologia è un po o come u un crogiolo di lavorazione, in cui “i metalli” alli” della conoscenza sono tanto variegati quanto anto spe specializzati, settori che nel corso degli anni ni si sono concentrati nel cuore della materia che rappresentano, rappres cooperando tra loro, apportando do risulta risultati di straordinaria efficienza sia da un punto di vista sperimentalistico dello studio, che c prettamente strumentale-tecnologico; o; infiniti rimangono però i dubbi, le incongruenze, ze, le revisioni, rev le interpretazioni e le problematich lematiche (il più delle volte anche burocratiche)) legate alle ricerche e agli scavi in “working in progres progress”. E' stato poi largamente trattato durante rante gli anni '70-'80, agli albori dell'archeologia, gia, circa una “crisi” della stessa, dovuta a più cause ause dipendenti dip dallo squilibrio tra la qualità dell'informazione dell'infor archeologica e il numero effettivo o degli deg archeologi professionisti, certo quest'ultimo st'ultimo tende ad aumentare, ma molto più celerment lermente progredisce il primo fattore, a cui un contribut ontributo essenziale è dato dal rinvenimento dei ei repert reperti sullo scavo e dalle scoperte fortuite ed d inedite, inedite incentivate soprattutto dalle tecniche moderne modern di analisi come l'Archeometria e lee analisi Petro-minerografiche del manufatto e da scien scienze ausiliari come la Geologia, la Botanica, tanica, la Zoologia, la Metallurgia ecc... Questo divario è stato ulteriormente amplificato to dalla dal sproporzione difficilmente colmabile, fra ra i mezzi mezz messi a disposizione degli archeologi ologi per pe ricercarne i dati e i mezzi che sono loro o offerti per elaborarli e poi divulgarli;


“ Cesar” Cesa paradosso che è stato dato ato in qu qualche caso da una assurda superstizionee diffusa tra archeologi: credere cioè che un risultato ltato arc archeologico consista “solo” in un rinvenimento ento straordinario. str Ma la verità è che un rinvenimento imento n non è altro che l'inizio essenziale di un processo rocesso di conoscenza di cui è responsabile proprio prio l'ar l'archeologo, che ha la necessità assoluta di registr registrare tutte le nozioni appunto rinvenute. ute. L'acc L'accumulo di queste ha così effetti a doppio o taglio: una serie di dati “salvati” e la crisi dii dati non no prontamente utilizzabili. A ragione poi dell'ev ell'evoluzione di altre discipline che concorrono o all'esaustività all'esa del quadro archeologico, e, se vogliamo alla crisi interna dell'archeologia,, va ritenuto riten oramai oltrepassato quel periodo storico che c voleva, nella scelta della vasta gamma a della conoscenza, c le tesi portate avanti dagli studiosi empiristi che difesero i procedimenti induttivi usati nei sondaggi di scavo e, di contro, o, le tesi di quegli antropologi-archeologi neopositivisti neoposit che rimproverarono i primi dell'infondatez fondatezza dei loro metodi d'analisi a livello scientifico, scientif proponendo di sottoporre le propriee ipotesi invece a test rigidi che spiegassero il processo culturale. Verrebbe da affermare che dunque ci c si può accontentare di semplicii “analogie” “analog per spiegare questo sondaggio? Ebbene bene il discorso d è molto più complesso, tanto da non poterne pot dare una adeguata trattazione in questa ssede di sguardo esclusivamente generalee e, tanto tant da rimandare ad apposite opere che si occuparono occupa di dibattiti tra l'importanza delle teorie orie o l'importanza l' dei dati, nel disperato tentativo ativo di risolvere r questo “rebus di filosofia archeologica” ologica”.

Un primo passo per la risoluzion isoluzione, a mio avviso, è provare a non contrapporre pporre b bensì a complementare le due sfaccetta faccettature, in modo da operare il più possibilee senza impedimenti, i o con lo strumento dei dati ti o con llo strumento teorico, proprio per ottenere re un'ampia un'am visione del tutto nell'esuberante mole ole dei m materiali archeologici, che provengono da tutto il pianeta, dove per certo si è sviluppato nei secoli seco uno studio localizzato a livello temporale, rale, che costituisce dei forti parametri di riferimento. ento. I limiti cronologici infatti sono degli indicatori atori mo molto generici a cui attenersi (per lo più tipologicamente) tipologic per poter stabilire un campo disciplina isciplinare senza troppa dispersione d'interesse, il quale si focalizza in filoni come l'archeologia Classica, Etrusca, del Centro America, Orientale, le, Medievale, Med Nordica, Islamica, Egiziana ecc..


“ Cesar” Cesa con sottoclassi di non poca oca rilevanza rileva in fase di eccezionale progressione, e, rispond rispondendo a domande sì più complesse se ma più p circoscritte (laddove sia possibile) e precise recise della de scienza archeologica. Ma c'è da notare che c i termini di tempo convenzionalmente te ricon riconosciuti non valgono per il fattore geografico ografico (se non a grandi linee ovviamente!). Lee scoperte scoper infatti in un primo momento erano di stamp stampo ferventemente avventuristico presso i luoghi leggendari l dei miti e delle tradizioni letterarie, tterarie, fatte da personaggi di largo ingegno e sfrenata sete di conoscenza, che s'insinuavano vano tra t le foreste americane scoprendo le piramidi ramidi a gradoni Maya o tra le lande desertiche della ella Valle Vall dei Templi dei grandi Faraoni egiziani; i; ma att attualmente le considerazioni e le innovazioni vazioni a appurate da una prospettiva molto più metodica metodic e tecnica (anziché trasognante eroicismo oicismo culturale) sono di una portata tale da oltrepass ltrepassare dunque “la sola concentrazione geografica” grafica” in cui si specializzavano gli studenti di archeologia archeolo degli anni '80-'90, a favore di contatti atti più iinternazionali, chiavi per capire, confrontare ntare e b ben interpretare il mondo antico, poiché nessuna popolazione è mai confinata a se stessa: a: si otte ottenne così a lungo termine una scansione sione cro cronologica puramente stilistica e una geografia ografia d'insieme! d I congressi nazionali proposti osti a pa partire dagli anni '80 permettono inoltre a ciascu ciascun archeologo o studioso di partecipare a scambi scamb di vedute e a discussioni collettive (e costruttiv ostruttive) in cui ognuno trovava il posto che ben gli spet spettava a livello professionale e, in questa circosta circostanza, in amibito disciplinare, non senza fasi stori storiche di negativo stallo in cui alcune archeologie, eologie, come quella medievale, s'impantanarono, rono, riprendendo rip la loro attività solo in seguito o ai due dopoguerra mondiali. Definitivo è stato ato il graduale gra cambiamento della vita scientifica ca continentale, contin che poggia sempre più su basi asi universalmente unive accertate e accettate. Di conseguenz seguenza anche l'archeologia usufruì di questa ri rivoluzione, diventando molto standardizzata izzata e llo sviluppo tecnico dei mezzi ne è il risultato più efficace, di cui un chiaro esempio è il forte utilizzo del computer circa ad esempio pio il rilievo rili archeologico in 3D e il disegno archeologico eologico-architettonico, che non ha sostituito il metodo m manuale, ma lo perfeziona e forse lo semplifica mplifica scientificamente, tanto che vari studiosi hanno parlato addirittura di “computer omputer archaeology”, ma è evidente comunquee la nece necessità di un archeologia come una scienza za che te tenta di spiegare in modo più preciso possibile sibile i d dati della ricerca. Pertanto, non indifferenti nti sono i contributi offerti dai ricercatori in merito proprio p al problema della metodologia di scavo; i libri e gli articoli sono però molto diversificati diversif tra di loro, se consideriamo che gli archeolo archeologi mostrano le maggiori divergenze a livello ivello di interpretazione in base all'ambito di scavo avo cond condotto nel proprio campo disciplinare, per cui spesso spess si è proposto di “inventare” metodi, più idon idonei s'intende, per ogni materia laddove ciascuna ascuna presenta p caratteristiche peculiari e degli approcc procci diversi dalle altre, ma sono rimaste tutt'oggi questioni ancora aperte e senza un bagliore gliore di risoluzione. Il campo dell'Archeologia è dunque dunqu senza limiti, ove l'oggetto di ricerca è né più né n meno che lo studio dell'umanità nel suo insieme, insie e lo spazio temporale in cui operano o gli arc archeologi abbraccia un periodo di ben 5 milioni m di anni; esistono dunque diverse prerogat rerogative che costituiscono la sostanza a propria delle “diverse archeologie”, ma si può certamente certame confrontare i diversi risultati, ltati, ot ottenendone linguaggi specifici e molteplici, lici, traendone traen vantaggio da orientamenti oppostii e perfino perfin stimolanti.


“Ces “Cesar” Che non si dimentichi poii che ogni og singola ricerca debba meglio diveniree un dialogo dial e chi si escluda da esso difficilmente ente assurge ass al ruolo di professionista, poiché essenzial essenziale è rendere “trasparente” l'archeologia, gia, anc anche nei confronti del grande pubblico. Solo olo così ssi potrà evitare stando nel giusto o di deturpare, detu e anzi, si potranno capire e sopratutto atutto ap apprezzare e tutelare, incentivare ed amare lavori la di straordinario interesse archeologico ogico com come furono in illo tempore la scoperta delle città cit sepolte dalle eruzioni vulcaniche di Ercolano rcolano nel 1783 e Pompei nel 1743, divenute ute un Parco Pa Archeologico di non poca rilevanza interna internazionale, così come ancora le spedizioni ni archeologiche arche francesi in Africa, gli studi franco-ingle inglesi in Mesopotamia, rinvenimenti enti eclatanti ecla come per gli scavi di Schliemann e Hissarlik Hissarl a Troia, in Asia Minore e Micene negli egli anni '80, e così via... E infine, l'Archeologia non nasce nasc dunque serenamente e nell'armonia onia acc accademica, essa mosse infatti i primi passi si nel XVI XV secolo e da allora diventò via via una a vera e propria “scienza” a tutti gli effetti, integrando grando tradizione e apertura contemporanea, a, seppu seppur cadendo a volte negli eccessi della stratigrafia ratigrafia e a volte nei meccanismi troppo informatici, rmatici, ma rimanendo pur sempre una grande architettura architett che, nel cursus dal terreno al laboratorio oratorio, rivendica pienamente un suo statuto professio professionale, dove i reperti non rimangono più semp semplici vestigia inerti, soggetti a fantasie immagini mmaginifiche archeologiche, ma divengono ngono testimoni te millenari di avvenimenti e comportame portamenti dell' ”uomo sociale”.

Alessia Mainelli


“ Cesar” Cesa Parlando di …

Saverio Verduci Save Nasc a Reggio Calabria, ha frequentato il liceo Nasce eo scien scientifico Ales Alessandro Volta, si laurea presso l’ università tà di lettere lette moderne a Mes Messina . Attu Attualmente pratica la professione di docente te didatt didattico .

Saverio Antonio A Modaffari Nasce il 03/03/1988 a Gioia Tauro(rc). Geometra e laureando laurea in ingegner civile , esperto in numismatica e realizzazioni ingegneria izzazioni 3d, studia attualme attualmente presso l’Università della Calabria


“ Cesar” Cesa Parlando di … Daniela Ferraro nata a Locri L (RC) ha conseguito la laurea in lettere ere classiche class presso l’Univers degli Studi di Messina e, vinto un concorso l’Università ncorso a cattedre per le scuole sc medie. Presta servizio presso l’IPSIA IA di Locr Locri. Sin da ragazzina ra si diletta a scrivere poesie e racconti ti .Hanno .H scritto più p volte diversi giornali del Meridione ( Lente Locale, Lo Calabria Ora, La Riviera, La Voce del Nisseno) è stata ili soggetto di diverse divers interviste sia radiofoniche (Radio Civetta, Studio54 Studio54network) che televisive (Tele Bruzzano,TeleMia ,TeleMia, Fimmina FimminaTV). Dal mese di Agosto 2012 collabora a con la rivista r La Riviera (Siderno) ( con una mia rubrica intitolata “Messaggi “Messag nel tempo”.

Alessia Mainelli Nasce il 4 Agosto 1991 a Cinquefrondi e vive ve a Cosenza, Cose studia archeologia presso l’università UNICAL. Esordisce ordisce n nel mondo dell’indagine archeologica mediate l’esperienza ienza ma maturata presso il parco archeologico di Taureana.


“ Cesar” Concorsi di Cesar “Premio Metauros”


“ Cesar” Italia Concorsi

Concorso di Pittura a Ravenna

Aperto il Bando di Concorso internazionale di pittura per giovani artisti in residenza. http://www.giovaniartisti.it/concorsi/2014/03/26/aperto-il-bando-di-concorsointernazionale-di-pittura-giovani-artisti-residenza-

Arte shot 2014

ARTshot è il festival di tutte le arti che dal 2004 ogni estate invade Crema con mostre, concerti, spettacoli teatrali, arte di strada e molto altro. http://artshotcrema.wix.com/artshotfestival

Concorso Fotografico

L’associazione culturale Creazione e Immagine, in occasione della 18ª edizione del festival Moda Movie che per il 2014 ha per titolo “Classic”, indice il concorso di fotografia “Lo Stile Classico”.

http://www.giovaniartisti.it/concorsi/2014/02/18/moda-movie-2014-pubblicato-il-bandoil-concorso-fotografico


“ Cesar” Novità dal …


“ Cesar” Davide Mastroianni Buongiorno. Mi piacerebbe poter collaborare con un articolo! Saverio Verduci come fare a scrivervi? faccio ancora in tempo a mandarvi qualcosa da pubblicare nel numero di settembre? Clara Cesario Salve, ditemi quando posso un contributo. Se ogni mese c'è un tema oppure è libero. Grazie Marika Modaffari Mi piacerebbe poter pubblicare un articolo …

Anche tu puoi interagire con noi scrivendo articoli o semplicemente suggerendo cosa ti piacerebbe leggere su “ Cesar”….


“ Cesar”


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Direttore Generale Leandra Maffei

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Saverio Antonio Modaffari

Impostazione e Impaginazione grafica Leandra Maffei

Scrittori della rivista Direttore al Marketing e alla Comunicazione Leandra Maffei

Saverio Verduci

Saverio Antonio Modaffari

Davide Mastroianni Collaborazione Interna Saverio Antonio Modafferi

Daniela Ferraro

Alessia Mainelli

Alessia Mainelli Immagini e Multimedia Banca dati

Correction Writing Marika Modaffari

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N°-3 2014  
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