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Rivista online

Settembre 2013


La rivista“Cesar � nasce dalla voglia di conoscere e far conoscere le storie e le vicende legate alla nostra terra, trattando svariati e fantasiosi temi che coinvolgeranno il lettore conducendolo in un viaggio lungo settemila anni.


“ Cesar”

Indice Culti a Leucopetra Il culto Dionisiaco in Calabria Saffo L’ Evoluzione e la Creatività Concorsi e Novità Il vostro spazio-Richieste Eventi La Redazione Contatti


“ Cesar” Ces Culti a Leuco eucopetra La storia dei culti a Leucopetra petra ine inesorabilmente si intreccia con la fantastica storia d di questo territorio immediatamente a sud della ella gran grande polis di Rhegion e ad essa strettamente collegato llegato come c probabile demos. Importante punto d’avvio e di gra grande rilevanza per tracciare la storia dei cultii praticat praticati nel territorio di Leucopetra, si rivelano essere sere i da dati di carattere archeologico che sono emersi ersi da u una serie di rinvenimenti casuali avvenuti nuti in d due distinte aree di questo territorio che ben ci aiutan aiutanoa comprendere l’importanza del culto stesso o per le popolazioni che qui’ vi abitavano. La prima area che ha fornito o import importanti testimonianze relative a culti praticati raticati a Leucopetra, è il territorio posto sulla dorsale le del pro promontorio di Capo D’armi dove, secondo ndo alcune alc fonti, sorgeva un oppidolumgraecum. Nel 1904 infatti lo studioso reggino Domenico Carbone Grio rese noto dii avere rrinvenuto in contrada Vasi’ di Lazzaro proprio roprio su sulla dorsale in questione, preziose testimonia stimonianze relative ad un culto ctonio di alcune divinità ità agres agresti.I reperti rinvenuti dal Carbone Grio io appart appartenevano ad una stipe votiva sacra al culto dii Demetr Demetra o a quello della figlia Kore che attesta esta in m maniera inequivocabile la presenza di un temenos, tem ovvero un recinto sacro, dedicato icato proprio pro al culto e attivo con molta probabilitàà dall’età arcaica a tutta l’età ellenistico-romana. ana. Del prezioso materiale rinvenuto faceva anche parte rte una sstele incisa con un’epigrafe databile al V sec. a.C. dedicata sempre a queste due divinità ità nella q quale si legge che Kleainetos, figlio dii un tale Nicomaco, dona loro la decima parte dei suoi oi prodo prodotti. Appartenente sempre ai reperti rinvenut rinvenuti in quest’area c’è anche una statuetta fittile muliebre che regge, seduta sulla propria spalla lla sinistr sinistra, una divinità acefala vestita con un lungo o chitone ornato artisticamente. La frazione Vasi’ menzionata ta dallo sstudioso reggino si trova proprio al confine onfine fra fr Lazzaro e Saline. Un rinvenimento molto similare ilare pe per tipologia e caratteristiche dei reperti rti a questo que già descritto, si ebbe circa quarant’anni dopo po in un un’altra importante area del territorio di Leuco Leucopetra; lo Stretto della Ferrina.Infatti nel 1948 8 nel cor corso dei lavori di scavo per la costruzione one di un serbatoio idrico in località “Stretto della Ferrina”, rrina”, lu lungo la strada provinciale che da Lazzaro zaro con conduce a Motta, la ditta che eseguiva i lavori sii imbatté casualmente in una nuova stipe votiva; tiva; una larga favissa nella quale erano deposte numerose rose stat statuette votive in terracotta attestantii anche in questo caso un loro caratteristiche stilistiche he una st statuetta fittile rappresentante una figura igura femminile fem assisa in trono, vestita con chitone che he tiene sul grembo una colomba e con la mano ano sini sinistra alzata databile al IV sec. a. C.; un boccaletto to fittile verniciato di nero solo nella parte superiore periore e nell’ansa, una piccola oinochoe attribuibile le alla se seconda metà del IV sec. a. C. e una statuetta atuetta ffittile muliebre, nuda, senza arti con una collana llana a ggocciole


“ Cesar” Ces La datazione di questa stipee è da po porsi in un arco cronologico compreso tra il V sec. s a. C. e il III, periodo nel quale ebbe ampia pia diffu diffusione il culto di Demetra in tutta la Magna agna Grecia G e nel reggino in particolare. Demetra, tra, Cerere Cere per i Romani, era la figlia di Cronos e di Rea ea e sore sorella di Zeus e nella mitologia greca era una divinità ivinità di grande importanza: infatti proteggeva ggeva la terra coltivata e tutti i prodotti agricoli. li. Come simbolo della terra, Demetra fu anche simbolo della fertilità e della fecondità e fu anche la dea p protettrice del matrimonio e della maternità. rnità. Viene Vie quasi sempre rappresentata assisa in trono no e con una folta capigliatura a chiomaa ornata di spighe. Nulla esclude che anche presso o lo “Stretto “Stre della Ferrina” fosse stato eretto un temenos per ili culto proprio a Demetra nel quale i fedeli,, dopo ri riti e sacrifici, lasciavano le loro offertee alla dea de in segno di ringraziamento per la prosperità sperità d della terra. Alla luce di tutto ciò, a mio avviso, vviso, è aanche ipotizzabile, considerato che Demetra fu u anche an dea della fertilità e del matrimonio, che he qui’ vvenissero compiuti riti sacri che vedevano vano protagoniste pr le fanciulle del luogo che si affidavano fidavano a questa divinità nella speranza che venisse concesso loro il dono di una buona fertilità dopo av aver contratto matrimonio. Due importanti testimonianze nze di cu culto praticato a Leucopetra fin dall’etàà greca cche evidenziano tra l’altro la centralità dei culti agresti iin un territorio soggetto, per il continuo nuo “divenire “dive della storia”, a costanti e radicali trasformazioni. azioni.

Saverio Verduci


“ Cesar” Il culto dionisiaco in Calabria: Il Senatus Consultum de Bacchanalibus di Teura Dioniso è sicuramente una della figure più suggestive e contraddittorie del mito greco, un personaggio dalle innumerevoli sfaccettature. Nasce come dio della vegetazione e della natura e successivamente assume l’accezione di dio e creatore dell’uva, del vino e dell’ebbrezza, che ne deriva dall’eccessivo consumo, fino a divenire rappresentante dell'originaria natura dell'uomo, quella primitiva, selvaggia e assopita dalla civilizzazione. La sua nascita e le sue origini sono, ancora oggi, al centro di numerosi dibattiti. Esistono differenti miti; non vi è alcun dubbio sulla paternità, da attribuire a Zeus, ma resta irrisolta la maternità. Illustri studiosi indicano come madre Demetra, Io o Lete, altri suggeriscono Persefone. Il mito più comune associa la nascita di Dioniso a Semele, figlia di Cadmo, re di Tebe. Per sfuggire alla gelosa Era, moglie di Zeus, Dioniso fu portato da Ino, sorella di Semele e cresciuto come una bambina; successivamente, trasformato in capra, fu condotto sul monte Nisa, luogo divino abitato dalle Ninfe, dove fu allevato in una grotta. Qui il Sileno lo iniziò ai segreti della natura e del vino; figlio di Pan e di una ninfa, é di solito raffigurato come un anziano nerboruto, con attributi ferini e dotato di straordinaria saggezza, che dopo aver accompagnato il giovane dio durante la sua adolescenza, si sarebbe poi abbandonato completamente al consumo del vino.

Scene del mito di Dioniso - Villa dei Misteri – Pompei

In tutto il mondo greco, e in origine ad Atene, le feste in onore di Dioniso erano varie e quasi ogni mese ve ne era una dedicata al dio. Le Piccole Dionisiache o campestri si celebravano nel mese di Poseidone (Dicembre-Gennaio); si svolgevano danze dal carattere farsesco accompagnate dall’apertura del vino nuovo in campagna. Le Lenee (la festa dei torchi) si festeggiavano nel mese di Gamelione (Gennaio-Febbraio) nel tempio consacrato a Dioniso, all’interno del teménos, detto Lenéo; si svolgeva il rito del simposio, o banchetto, si beveva il vino nuovo e si assisteva alle rappresentazioni teatrali. Le Antestérie si svolgevano dall’11 al 13 del mese di Anthesterione (Febbraio-Marzo) ed era la festa dei fiori, dal greco anthos. Il primo giorno si aprivano le botti e si beveva il vino nuovo, il secondo si celebrava la festa delle brocche, accompagnata da gare fra chi riusciva a berne in maggior numero; la giornata si concludeva con una cerimonia rituale in onore di Dioniso. Il terzo giorno era la cosiddetta feste delle pentole, nel cui interno si cuocevano varie specie di legumi, poi offerti a Hermes Ctonio e ai morti;


“ Cesar” Ces vi era la credenza che, durante l’intero periodo della festa, gli spiriti iriti dei defunti vagassero liberamente. Per questo motivo otivo si cchiudevano case e templi e si celebravano vano riti rit in loro onore. Le Grandi Dionisiache o Dionisiache onisiache cittadine, si festeggiavano dall'8 al 13 del m mese di Elafebolione (Marzo-Aprile). Durante il secondo giorno, l'antica statua del dio si portava rtava in processione per le vie di Atene; lungo il corteo eo si ca cantavano i ditirambi composti dai più iù famo famosi poeti del mondo ellenico. La festa si concludeva ludeva ccon la rappresentazione di commedie edie e ttragedie, alle quali accorrevano cittadini provenienti enienti d da tutta la Grecia. Le Oscofòrie si celebrava elebravano il 7 del mese di Pianepsione (Ottobre). Per ringraziare ringrazia il dio per il buon raccolto delle olive live e de dell’uva, un corteo di ragazzi e ragazze partivano o dal tempio te di Dioniso, all’interno del Lenéo,, per giungere presso il tempio di Atena, nel Falero.. Venti efebi, due per ciascuna delle dieci tribù di Atene e vestiti da donna, erano a capo del corteo rteo e recavano in dono rami di ulivo e grappoli poli d’uv d’uva. Le Ascalie (feste dell’Otre) si svolgevano neii primi gi giorni del mese di Poseidone (Dicembre-Genn Gennaio) e consistevano in una gara, dove a sfidarsii erano i cittadini ateniesi. La competizione consiste consisteva nel saltare, con una sola gamba, un otre pieno di vino. Altrettanto famosi sono i Bacchana acchanalia, durante i quali donne, in preda all’ebbrezza za dionisiaca, dionis dovuta al consumo di vino puro, “¥krat ¥kratoj”, non mescolato ad acqua, correvano per i boschi d danzando e urlando. Nel 186 a.C. ill senato romano emanò un decreto che ridimensionò sia a Ro Roma che in Italia il culto di Dioniso,, a causa del loro carattere orgiastico, ritenendo la sua diffusio diffusione un pericolo per i cittadini e in particolar ticolar modo m per la dignitas romana. In Grecia venivano chiama chiamate Agrionia; qui le Baccanti, invase dal furor furore dionisiaco, oltre a ballare e ad urlare, sbranavano, avano, a morsi, le bestie che incontravano o duran durante il loro cammino rituale. In Calabria abbiamo o pochis pochissime tracce dello svolgimento dei Bacchanalia, Bacchan se non per un caso del tutto eccezionale che rapp rappresenta un unicum nel territorio. Nel 1640 a Tiriolo, in provincia di Catanz Catanzaro, durante il corso degli scavi per le fondazioni del pal palazzo del principe Giovan Battista Cigala, 6° Princi Principe di Tiriolo, furono rinvenuti resti di colonne, framme rammenti di fregi, di architravi e una tavoletta bronzea. Quest’ Quest’ultima, da una prima analisi, pareva contenere il testo esto or originale del Senatus Consultum de Bacchanalibus libus con il quale, nel 186 a.C. il senato romano tentòò di “a “arginare” i Bacchanalia, ritenuti pericolosi e indecoro decorosi. Per un lungo periodo di tempo permase l’ipotesi ipotesi che l’iscrizione contenesse il testo originario inario del decreto, ma intorno al 1850, Theodor Mommsen msen (storico, numismatico, giurista ed epigrafistaa tedes tedesco) la smentì, dando al documento il nome di Epistula istula consulum ad Teuranos de Bacchanalibus. Oggi gi si è qquasi certi che la tavoletta contenga una copia dell’editto l’editto dei consoli, (l’originale è conservato presso il Kunsth unsthistorisches Museum di Vienna), con il quale fuu comu comunicato il decreto in varie località, tra cui Tiriolo iolo ((Teura) e di fatto attesta lo svolgimento dei Bacchanaliaa nell’antica nell città brettia.

Copia del Senatus Consultum ultum de Bacchanalibus Antiquarium di Tiriolo Tiri (CZ)


“ Cesar” Di seguito il testo con traduzione: Q]. Marcius L..f. S. Postumius L. f. cos. Senatum consoluerunt n. octob. Apud aedem Duelonai. Sc. Arf. M. Claudi. M. f. L. Valeri. P. f. Q. Minuci. C. f. de Bacanalibus, quei foideratei esent, ita exdeicendum censuere: «Neiquis eorum (b)acanal habuise uelet. Sei ques esent quei sibei deicerent necessus ese bacanal habere, eeis utei ad pr(aetorem) urbanum Romam uenirent, deque eeis rebus, ubei eorum utra audita esent, utei senatus noster decerneret, dum ne minus senatorbus C adesent [quom e]a res consoleretur. Bacas uir nequis adiese uelet ceiuis Romanus neue nominus Latini neue socium quisquam nisei pr urbanum adiesent, isque [d]e senatuos sententiad dum ne minus senatoribus C adesent quom ea res cosoleretur iousisent. Censuere. Sacerdos nequis uir eset. Magister neque uir neque mulier quisquam eset. Neue pecuniam quisquam eorum comoine[m ha]buise ue[l]et neque magistratum neue pro magistratuo neue uirum [neque mul]ierem quiquam fecise uelet. Neue post hac inter sed conioura[se neu]e comuouise neue conspondise neue conpromesise uelet, neue quisquam fidem inter sed dedise uelet. Sacra in dquoltod ne quisquam fecise uelet. Neue in poplicod neue in preiuatod neue extrad urbem sacra quisquam fecise uelet, nisei pr urbanum adieset, isque de senatuos sententiad, dum ne minus senatoribus C adesent quom ea res consoleretur, iousisent. Censuere. Homines plous V oinuorsei uirei atque mulieres sacra ne quisquam fecise uelet neue inter ibei uirei plous duobus, mulieribus plous tribus arfuise uelent, nisei de pr urbani senatuosque sententiad, utei suprad scriptum est. » Haice utei in conventionid exdeicatis ne minus trinum noundinum, senatuosque sententiam utei scientes esetis, eorum sententia ita fuit : « sei ques esent, quei aruorsum ead fecisent, quam suprad scriptum est, eeis rem caputalem faciendam censuere ». atque utei hoce in tabolam aheneam inceideretis, ita senatus aiquom censuit, uteique eam figier ioubeatis ubei facilumed gnoscier potisit, atque utei Bacanalia sei qua sunt, axstrad quam sei quid ibei sacri est ita utei suprad scriptum est, in diebus X quibus uobeis tabelai datai erunt faciatis utei dismota sient. In agro teurano.I consoli Q. Marcio figlio di Lucio e S. Postumio figlio di Lucio hanno consultato il senato alle none di Ottobre (7 ottobre) nel tempio di Bellona. Hanno svolto le funzioni di segretari M. Claudio figlio di Marco, L. Valerio figlio di Publio, Q. Minucio figlio di Gaio.

(I senatori) hanno deciso che bisognasse promulgare a quegli che nell’ambito dei Baccanali fossero affiliati quanto segue (lett. “così”): - Nessuno di essi volesse tenere un baccanale; nel caso vi fossero alcuni che affermassero che fosse necessario mantenere un baccanale, (hanno deciso) che essi venissero a Roma dal pretore urbano e su tali questioni decidesse il senato, dopo aver ascoltato le loro parole, purché fossero presenti non meno di cento senatori, quando tale questione venisse discussa. -Nessun uomo volesse avvicinarsi alle baccanti, né un cittadino romano, né uno di nome latino né un alleato, se non si fosse presentato dal pretore urbano ed egli avesse dato l’autorizzazione, conforme al parere del senato, purché fossero presenti non meno di cento senatori, quando tale questione venisse discussa. - Nessun uomo fosse sacerdote. Nessun uomo o donna fosse capo. Nessuno di loro fosse tesoriere di denaro comune né volesse nominare uomo o donna magistrato o vice magistrato. Né da ora in poi volesse vincolarsi con giuramenti, con voti, con promesse, con obblighi, né volesse stabilire rapporti reciproci di fiducia. Nessuno volesse celebrare riti sacri in segreto. Nessuno volesse celebrare riti sacri né in pubblico né in privato né fuori città, se non si fosse presentato dal pretore urbano ed egli abbia dato l’autorizzazione conforme al parere del senato, purché fossero presenti non meno di cento senatori, quando tale questione venga discussa. Hanno deciso. -Nessuno volesse celebrare riti sacri se fossero presenti più dicinque persone, uomini e donne, e tra di essi non volessero essere presenti più di due uomini e più di tre donne, qualora non vi fosse l’autorizzazione del pretore urbano e del senato, come sopra è stato scritto. Perché rendiate pubbliche queste decisioni nell’assemblea di non meno di tre mercati consecutivi e siate consapevoli del parere del senato, questa è stata la loro decisione: “Se vi fosse qualcuno che agisse in modo contrario a quanto è stato scritto sopra, hanno deciso che bisognasse intentare loro un processo capitale”. Il senato ha giustamente deciso che incidiate questo editto su una tavola di bronzo, e che lo facciate affiggere dove con molta facilità possa essere conosciuto e che, come sopra è stato scritto, facciate rimuovere, entro dieci giorni dalla consegna delle tavolette, i baccanali, se ve ne è qualcuno, tranne quelli in cui c’è qualcosa di venerabile. Nel territorio dei Teuran

Teura non fu una vera e propria polis, ma un ager, (Ager Teuranus), molto contratto, poco urbanizzato e caratterizzato da piccoli abitati disseminati sul territorio; la presenza dei Bacchanalia denota una forte componente religiosa all’interno della comunità, che si riuniva in occasione del rito. Esisteva dunque un’area monumentale, forse dedicata a Dioniso, come dimostrano i resti di colonne, fregi e architravi, dei quali oggi non rimane traccia, proprio dove fu rinvenuta la tavoletta bronzea; area nella quale dovevano presumibilmente svolgersi i Bacchanalia. Come si evince dal testo è chiaro che l’editto non era finalizzato ad abolire il culto di Dioniso, ma a regolamentarne lo svolgimento ed evitare azioni degenerative che sminuissero la dignitas romana. Il decreto stabiliva i modi e i luoghi nei quali poteva svolgersi il culto, evitando di intaccarne la sacralità; la tavoletta dimostra che Teura fu tra quei “luoghi” dove si svolse e continuò a svolgersi il rito dionisiaco. Tiriolo è uno dei pochi esempi, se non l’unico, che attesta, in Calabria, la presenza di una delle feste più prettamente dionisiache tra le pratiche cultuali dedicate al dio del vino e molto probabilmente Teura non fu l’unico “luogo” brettio regolamentato dal Senatus Consultum de Bacchanalibus ; solo l’archeologia potrà confermarlo, come smentirlo. Davide Mastroianni


“ Cesar” Ces

Saffo sulla virile Saffo,, amante ama e poetessa, più leggiadra di Venere ere nei ssuoi cupi pallori (dan Commento su Saffo o di Cha Charles Baudelaire) Canta l'amore come turbamento bamento sconvolgente dell'animo, come tenerezza erezza cche perdura nella nostalgia della memoria e strazio solitario della malinconia, la forse unica nica poetessa poe del mondo arcaico, Saffo, la cui esistenziale tenziale creazione poetica si inquadra nella cultura ultura di d un epoca legata al modulo dei sentimenti omoero omoerotici. Costei intese l'Eros, dio dell' amore ore e de del desiderio, come sintomo di "dissociazione" ne" e "m "malattia" psico-fisiche, ma con particolari olari mo momenti in cui visse queste esperienze con un n tangib tangibile scarto tra sentimento e realtà: la soffere sofferenza; non è perciò il suo amore om omosessuale, l’attrazione tra “maestra” a” e fanciulla, fanc ma questo singolare fenome fenomeno sensibilmente travagliato a far di lei un mito m senza tempo. Questa valenza è data dall riscontr riscontro di nessi con la terapeutica antica dei testi sti di Ippocrate, che li traduce in manìe anìe e sscoppi di reazioni forti e incontrollate, e, e anco ancora non mancano corrispondenze con i testi ti clinici aassiro-babilonesi e con quelli egizianii del Pap Papiro di Ebers e del Papiro Smith risalenti all 1150 a. a.C., circa l’incapacità di parlare, il sentir tir ronza ronzare le orecchie, il sudore freddo, i brividi,i, il color colorito verdognolo... membra, “ Di nuovo mi assilla violento Eros che scioglie le membr dolceamara irresistibile creatura, ma tu, oh Atthis, ti sei stancata di pensar a me e voli via ancora verso Andromeda… Frammento Poetico n° 130.. Vale tu tutto il carattere di una ferita ancora aperta, perta, a causa di Atthis, la fanciulla tanto amata del suo uo tìaso, per cui si rinnova il dolore del desiderio erio erot erotico col “di nuovo”, spia tanto più di un’ins un’instabilità di fondo della condizione della lla poete poetessa di Lesbo, per l’insorgere di sempre nuove uove conoscenze con e rotture in relazione all’avvicenda vicendarsi di nuove ragazze all’interno della suaa comun comunità.L'innovazione rispetto a un canone ne prees preesistente è costituito da un morbo che viene pr presentato come pazzia e perdita di senno enno che intacca il <<maìnolai thumòi>> l' “animo imo folle folle” di chi ha voce. Si riferiva pertanto all'agita all'agitazione ossessiva determinata dal rifiuto della la ragazz ragazza da lei amata, perciò, in tale contesto, sto, il dat dato erotico seppur presente, finisce per essere schiacciato schiacc di fronte allo sconvolgimento emotivo motivo del d soggetto che vi è coinvolto, ecco che all'eros 'eros si ssovrappone la nevrosi e la dissociazione ne dalla realtà. Saffo è pienamente immersa sa dentro dentr il vortice erotico, in una totale dissociazion sociazione dalla realtà; inoltre il disinteresse di Atthis, his, sia a livello personale sia a livello didattico co (Andr (Andromeda è infatti una “rivale” che esercitava la funzio funzione educatrice in un altro tiaso!) corrisponde risponde dunque allo scatenarsi dell’eros “che scioglie ioglie le membra”,


“ Cesar” Ces inserendosi a pieno nella tr tradizione poetica di Esiodo, Archiloco,, Alcman Alcmane; devastante è anche l’uso di verbi aggress aggressivi e totalizzanti come “assilla” (traducibili ducibili p pure con “agitare” “squassare”) e l’uso degli ag aggettivi vincolanti come “irresistibile” “contro cui si e incapaci” “invincibile”, nonchéé dell’us dell’uso dell’ossimoro “dolceamaro” che apre pre la vi via a nuove immagini letterarie , con cu cui la poetessa dichiara la sua impotenza tenza di fronte alla passione travolgente te dell’am dell’amore, che ricorda l’episodio omerico merico d del saluto di Ettore alla moglie Andromaca presso sso le po porte Scee, poco prima del duello finale le con Achille, A ma vi è una differenza: Saffo è sola con se stess stessa, non ha interlocutori esterni con cui ui divide dividere l’impatto emotivo, dove il dolore nasce ce nella sua psiche e si alimenta nella sua nevrosi.In vrosi.In tale sconvolgimento d’animo, analoga naloga è l’immagine di Eros presentato comee un fort forte vento che violentemente agita l’amante, te, com come una tempesta, il cui impatto sferzante nte era già stato un modello per l’autore dell’Iliade iade e pe per Esiodo, ma avulso da ogni connotazione zione er erotica e quando Virgilio, nei vv. 437 sgg. dell libro IV dell’Eneide, descrive le reazioni di Enea nea di fr fronte alle preghiere e ai pianti di Didone, presuppone ppone ccerto l’espressione omerico-esiodea, ma sfumandola sfum nella sfera omoerotica di un saffico eros, os, sepp seppur respinto: perciò fu Saffo che per prima rima introdusse int in poesia l’impeto del vento associato to all’am all’amore… “ Ed Eros ha sconquassato il mio cuore, come raffica che irrompe sulle querce montane *** infine giungesti, hai fatto bene, ti desideravo, infin e hai refrige refrigerato il mio cuore che ardeva di passione per te “ Frammenti poetici n° 47 e 48. Come nel sentimento del poeta latino la quercia viene v sì scossa, ma mai abbattuta e non potrà esserlo d dato il grande, eccezionale sviluppo delle sue radici in terra, così Enea piange ma <<mens ns immo immota manet>> nell’irremovibile stato della ella men mente, a differenza della logica saffica che vienee travolt travolta, poiché il rovesciamento di segno che si realizzerà re in Virgilio corrisponderà alla forte esigenza genza di assolvere al progetto che gli dèi gli affidaron affidarono: è così che la poetessa rimarrà senza radici, ici, di fronte fro all’impatto con Eros. E che Saffo stessa sentisse s il peso della sua condizione come una mala malattia, è possibile riscontrarlo in moltaa parte dei suoi frammenti e immagini coniugali, lungi dal cara carattere armonioso di “imeneo” degli epitalami pitalami nuziali, tanto da rimanere incapace (“di nuovo”) ovo”) di ffronte alla vista dello sposo e della sposa posa (la fanciulla di cui ella era innamorata). E in questo ordine ine di idee, nel senso di una sensibilità esaspera esasperata, si pone il nuovo particolare della poetessa tessa di sentirsi soggetto inetto e attonito, incompet ncompetente, come di fronte ad una realtà che l’attira ttira e su subito le provoca il trauma della devastazione stazione, di reggere ad oltranza, come nel Frammento nto Poetico Poe n°31, in fin dei conti la sintomatologia ologia del d suo stesso cuore…


“ Cesar” Ces

“ Mi sembra pari agli dei quell’uomoo che tti siede di fronte e vicino ti ascolta mentre dolcemen lcemente parli e ridi di un sorriso che suscita desiderio erio e questa visione in verità mi ha turbato il cuore re nel petto: appena ti guardo un breve istante nulla ulla m mi è possibile dire, ma la lingua mi si spezza e subito bito un fuoco sottile mi corre sotto la pelle e con gli occ occhi nulla vedo e rombano forte le mie orecchie ecchie e su me sudore si espande e un tremito ito m mi afferra tutta e divento più verde dell’erba ba e poco po lontana da morte sembro risultaree a me stessa. Ma tutto si può sopportare … “

(frammento) Alessia Mainelli Ales


“ Cesar” Cesa L’’ Evoluzione Evoluz e la Creatività reatività Definizione di creatività Con il termine creatività si fa riferim riferimento a quella capacità e a quella facoltà coltà cognitiva cog della mente,che dando vita a nuovi ovi stim stimoli percettivi e applicando al meglio le strut strutture sensoriali,capta informazioni ni dal mo mondo circostante e consente all’individuo iduo di sviluppare s una vasta gamma di idee e spunti nti di ogn ogni genere , cosicché sentimenti ed emozioni mozioni riunite in un solo processo sono in grado di spiegare piegare il presente e il passato di idee percettive ttive nat nate inconsapevolmente dalla capacità apacità umana ..Arte e Scienza si incontrano! Artisti che non curano l’aspetto etto est estetico del loro disegno , in quanto “CREATIVO REATIVO” ; Scienziati che realizzano meccanismi esistenziali tenziali e durevoli nella quotidianità dell’individuo. ividuo. Ma la Creatività che origini possied possiede ? Secondo studi psicologici descritti ti nel libro libr “ Creativity in human evolution and PREISTORY”M TORY”MITHEN .S. (1998), la creatività può essere ssere sud suddivisa in due tipologie : una di natura psicologica icologica e una di natura storica;

La Creatività di natura Psicologica ologica cconsiste in un’ azione già conosciuta e quindi n non inedita all’ individuo , mentre la Creatività eatività di natura Storica rappresenta l’evoluzione zione um umana durante il corso degli eventi ti , ed è ggrazie a questa che oggi riusciamo a compre comprendere il passato ed il presente. Affinché nché dun dunque , possiamo essere in grado dii coglier cogliere le origini e il ruolo della creatività nell’essere ll’essere umano , dobbiamo affidarci alle diverse documentazioni archeologiche iche , cos cosi da poter riflettere sugli albori del pensiero nsiero aantropico e di conseguenza descrivere il ruolo olo dell’esplosione creativa. E’’ opportu opportuno soffermarci sulla natura storica rica dell della Creatività , poichè questa è stata il nucleo del nostro principio evolutivo . La capacità di adattamento dei nost nostri antenati può essere associata ata al ter termine Creatività in quanto azione creativa o di cambiamento e soprattutto process processo d’ invenzione ;

tale capacità è senza nza dub dubbio il diamante più prezioso dell’ingegno gno Uma Umano. Questo studio sul pensiero evolutivo del individuo viene prodotto odotto d da documentazioni archeologici di tipo o cogniti cognitivo , ove mostrarti i processi del comportamen ortamento umano. Come abbiamo già sostenu sostenuto la Creatività ha portato l’evoluzione ne dell’in dell’intelligenza umana; di conseguenza ha introdott ntrodotto l’evoluzione biologica dei nostri antenati ntenati , così da riuscir ad assumere nuovi ruolili esisten esistenziali. Le origini dei nostri antenati nati si compiono per cause naturali , dopo o la scom scomparsa dei dinosauri avvenuta sessantacinque nque mi milioni di anni fa a causa di una catastrofe ofe ambi ambiatale . La quale ha permesso dunque l’evoluzion evoluzione della specie umana : iniziando con on un an antenato a noi molto caro il Ramapiteco ; da ques questo nostro progenitore ha avuto o origine , circa quattro milioni e mezzo di anni nni fa , il gruppo di Australopitechi .


“ Cesar” Ces Per riuscire a sopravvivere , i nostri ostri ominidi om si adattano alla posizione eretta, così osì da poter po osservare e prevenire i pericoli … possiamo o elenc elencare quindi l ‘Homo Erectus , con una postura stura completamente com eretta ma soprattutto la loro innata creativit creatività gli permise di lavorare oggetti non forniti niti direttamente diret dalla natura , come per esempio le prime capanne apanne e i primi utensili ; dall’uomo Erectus si haa un ulteriore ulte sviluppo evolutivo con l’Homo sapies Neandert eanderthalensis , per poi proseguire con l’Homo sapiens sapiens evolutosi in un periodo che va da trenta mila la anni fa ad oggi. Sappiamo bene che il lavoro dell’arc dell’archeologo è quello di dover , e di saper ricostruire laa storia d di un nostro passato trasformatosi oggi in presente presen e domani in un futuro. I diversi studi archeologi hanno comportato la cultura e lo sviluppo del nostro sapere s … Con questo libro non si vuole brandire il posto dell’archeologo e tanto meno ill loro compito com , ma il nostro intento è quello di voler comprendere rendere e studiare a livello sociologico la creatività ità sin da dalle origini dell’uomo , in quanto questa caratteristica ca è inna innata nell’essere umano , e per capire ciò dobbiamo obbiamo trattare l’evoluzione dell’homo … per poi arriva arrivare alle innovazioni creative , dell’uomo odierno che trasforma i propri spazi concettuali in modernità dernità , divenuta oggi indispensabile per la comunità . Detto ciò : ritorniamo indietro o intrapr intraprendendo un viaggio dove la capacità cognitiva nitiva e creativa dei nostri ominidi sono il soggetto principale ipale di sstudio.

La preistoria e la creatività

Abbiamo più volte ripetuto e affermat affermato con i nostri studi precedenti che l’età tà preist preistorica si suddivide in diverse fasce : Paleolitico leolitico ,mesolitico, e neolitico. Parlando di preistoria oria si fa riferimento alla fase dell’evoluzione zione um umana in cui si iniziarono a costruire e ad usare sare ute utensili , ricavati da pietre , ossa , e legno. no. La preistoria pr si suddivide in tre diverse fasi, Età tà della p pietra , età del bronzo e in fine l’età del ferro. Iniziamo Iniz appunto con la prima fase , l’età ’età della pietra che come abbiamo già detto nelle righe pr precedenti si suddivide in tre diversi periodii :Paleoli :Paleolitico , Mesolitico , Neolitico.Paleolitico co dal gr greco παλαιός palaios "antico", e λίθος lithos, litho "pietra", ossia età "della pietra antica" periodo in cui i nostri antenati si dilettavano nella ella cac caccia e nella pesca , questo perchè sentivano no la nec necessita di nutrirsi ; in seguito abbiamo l’ideazio l’ideazione delle che vennero modificate tramite ite l’aggi l’aggiunta delle pelli di animali; in questo periodo odo si in introduce l’utilizzo del fuoco come mezzo o di risca riscaldamento , usato anche per allontanare glili animal animali in quanto

questo produceva luce. ce. Quin Quindi molti furono gli sviluppi che portarono no una nuova n vita nella passata preistoria , come ome l’in l’industria del paleolitico, ma primaa ancora che ciò si potesse sviluppare come azione ione crea creativa, dobbiamo considerare un atto creativo : lo sviluppo celebrale , che diede la possibilità possi a questi individui di formare dei grup gruppi in modo da poter eliminare la competizione, izione, si sia a livello sessuale che nell’azione di caccia ccia … n nascono cosi le prime parentele, le prime coppie che ch permetteranno a questi di potersi concentrar ncentrare sul gruppo e non sulle diverse competizioni.C tizioni.Con ciò si può sostenere che l’homo o dimostra dimos la sua capacità intellettiva , o meglio o la sua ccapacità creativa , in quanto atto permanente ente e aazione di cambiamento dell’essere ssere du durante il periodo paleolitico , gli ominidi scoprono scop l'uso delle armi e utensili in pietra per er poi ar arrivare ai diversi culti dei morti , concludendosi ndosi po poi con una vera forma creativa : “ l'arte rupestre pestre “ . L.M “Evoluzion voluzione e Creatività”


Concorsi e Novit Novità

“ Cesar” Ces

“Poesia Inedita” La rivista Cesar ,propone a tutti ti i suoi llettori un concorso di POESIA dal titolo “Poesia Poesia In Inedita”, I partecipanti dovranno inviare una poesia , con tem tema storico-culturale, l’opera non dovrà superare uperare i 25 versi/righe, I partecipanti dovranno indicaree il propr proprio nome, cognome, indirizzo, numero dii telefon telefono, eventuale e-mail, dovrà essere inserita anche unaa piccol piccola autobiografia del partecipante , inoltre vi ricordiamo ricord che non saranno considerate valide le poesie inviate i in forma anonima. La poesie più bella verrà inserita nei volumi v successivi della rivista, la redazionee contat contatterà solo l’ autore selezionato per la pubblicazione all'interno all'in della rivista “CESAR”, che dovrà autorizzar utorizzare il trattamento dei dati personali . L’elaborato dovrà essere inviato ato entro il 12 ottobre 2013 , all’indirizzo e-mail rivistaonline@outlook.com rivistaon o inviarlo all’indirizzo facebook della rivi rivista Rivista Cesar .

“vi ricordiamo che il concor concorso è completamente gratuito e l’iscrizione è aperta a tutti”


“ Cesar”

Davide Mastroianni Buongiorno. Mi piacerebbe poter collaborare con un articolo! Saverio Verduci come fare a scrivervi? faccio ancora in tempo a mandarvi qualcosa da pubblicare nel numero di settembre?

Anche tu puoi interagire con noi scrivendo articoli o semplicemente suggerendo cosa ti piacerebbe leggere su “ Cesar”….


“Cesar” Eventi

PREMIO PER LA FILOSOFIA KARL-OTTO APEL Sabato 14 Settembre 2013 18:00 Luogo: Acquapp esa-Guardia Piemontes (CS) 7° Edizione del Premio Internazionale per la Filosofia Karl-Otto Apel Adela Cortina, ordinario di Etica all’Università di Valencia, vincitrice della settima edizione del Premio Internazionale

per la Filosofia Karl-Otto Apel COMMEDIA DIALETTALE Sabato 14 Settembre 2013 20:30 Luogo: San Fili (CS) L'ISTITUTU Commdia Dialettale in due attidi Giacomo Guglielmelli Teatro F.Gambaro San Fili Per informazioni: w ww.inprimafila .net TELE NUDE 2013

Dal 21 al 25 Settembre 2013 Luogo: Parghelia TELE NUDE ” III edizione nell’ambito della promozione socio-culturale delle realtà artistiche locali organizza la terza Mostra Concorso Collettiva di pittura che si terrà nei locali del Comune di Parghelia


Direttore Generale Leandra Maffei Impostazione e impaginazione grafica Leandra Maffei Direttore al Marketing e alla Comunicazione Leandra Maffei

Scrittori della rivista

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Collaborazione Interna Saverio Antonio Modafferi Alessia Mainelli Immagini e Multimedia Banca dati Distribuzione su Piattaforma On-line

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