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GRC Rivista di Governance, Risk Management and Compliance

RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE

PERSONE GIURIDICHE,

DELLE

SOCIETÀ E DELLE

ASSOCIAZIONI Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2001

GESTIONE PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO

G. Fotino – F. Fotino

Numero 1/2012

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MODELLO DI CONTROLLO E

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Premessa

Il documento che segue è strutturato in due sezioni.  La prima ha la scopo di consentire un veloce inquadramento della disciplina determinatasi per effetto del D. Lgs. 231/01. E’ strutturata con il metodo “domanda/risposta”;

sintetica del decreto in parola.

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 La seconda è una descrizione più approfondita, ma pur sempre

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Sezione I Decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231

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FAC

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Cosa stabilisce il D. Lgs. 231/01 GIUSEPPE FOTINO*

Il decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità in sede penale delle società e degli enti, per reati commessi, o tentati, nel loro interesse o a loro vantaggio. Alla responsabilità degli enti e delle società si aggiunge quella degli Amministratori e delle figure apicali. La

responsabilità

dell’Ente

(

società;

associazioni;

imprese

di un Modello di Gestione e Controllo anticrimine ( D.Lgs. 231/01).

Quali sono i benefici in caso di adozione del Modello L’adozione ed efficace attuazione del modello di controllo e gestione anticrimine da luogo a quattro importanti benefici:  TUTELA DA RESPONSABILITA’ PENALE

il reato resta incardinato in capo a chi lo ha effettivamente commesso e la Magistratura inquirente non può estenderlo

Professore a contratto di Economia e Gestione delle Imprese - Università degli Studi di Foggia e-mail: g.fotino@studiofotino.it

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individuali, ecc.) e degli Amministratori è presunta se non si disponga

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alla società né agli amministratori Estensione viceversa automatica in caso di assenza del modello 231/01;  TUTELA DA RESPONSABILITA’ ECONOMICO/PATRIMONIALE

l’Amministratore della società o dell’ente non risponde, nei confronti dei soci, dipendenti, banche, compagnie di assicurazione e creditori, per i gravi danni derivanti dall’applicazione delle sanzioni previste in caso di mancata adozione del Modello di Controllo Anticrimine  RIDUZIONE PREMI INAIL

costi aggiuntivi per la società ed infatti per effetto dell’art. 24 del MAT (Modalità di Applicazione delle Tariffe Inail) la società può godere di una riduzione dei premi annuali da corrispondere all’INAIL che va da 10 al 35%. L’art. 24 del MAT

infatti prevede una riduzione del 10% dei premi

annuali da corrispondere all’INAIL. Tale riduzione, per l’effetto congiunto del meccanismo bonusmalus, può raggiungere, in funzione di diversi parametri, fra cui le dimensioni aziendali in termini di addetti, l’entità del 35%.  PRESUNZIONE DI RISPETTO DELLA NORMATIVA SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

Si determina una presunzione di rispetto delle prescrizioni di cui al TU 81/08 (sicurezza sui luoghi di lavoro) e quindi

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L’adozione del Modello 231/01 potrebbe non comportare

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una inversione dell’onere della prova per effetto della quale è l’Organo inquirente a dover dimostrare il mancato rispetto delle prescrizioni e non l’imprenditore come normalmente avviene. L’art. 30 del T.U. 81/08 stabilisce, infatti, che i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle linee guida UNI-INAIL si presumono conformi ai requisiti richiesti dallo stesso T.U.

Quali reati?

come ad esempio i reati di indebita percezione di contributi, finanziamenti; truffa in danno dello Stato o d’altro ente pubblico (art. 640, 1°co. N.1 c.p.); corruzione; concussione (art. 317 c.p.); malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-bis c.p.), ecc. o I reati societari: come ad esempio i reati di false comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.); falso in prospetto, (art. 2623 c.c.); impedito controllo (art. 2625 c.c.); indebita restituzione dei conferimenti (art. 2626 c.c.); operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.); formazione fittizia del Capitale (art. 2632 c.c.) omessa convocazione dell’assemblea (art. 2631 c.c.); ecc.;

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o Reati che si possono verificare nei rapporti con la P.A.:

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o I reati di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime colpose per violazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori ( T.U. 81/08); o Reati ambientali

o Reati per impiego di cittadini da paesi terzi il cui soggiorno è irregolare ( Art. 25- duodecime). Il legislatore con D. Lgs. N. 109 del16 luglio 2012 rubricato “ Attuazione della direttiva 2009/52 CE che introduce norme minime relative a sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano il cui soggiorno è irregolare” ha

introdotto nel corpo del D Lgs. 231/01 l’art. 25-duodecies rubricato “ Impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare).

L’adozione del modello è obbligatoria ? Il Tribunale di Milano con la sentenza 1774/08

ha chiarito ogni

dubbio, condannando gli Amministratori di un’azienda per non aver attuato i modelli organizzativi di cui al D.Lgs. 231/01. Gli Amministratori sono stati condannati per non aver stimolato l’organo amministrativo all’adozione dei modelli di Controllo e Gestione Anticrimine, così violando l’obbligo di vigilanza generica e specifica di cui all’art. 2392 c.c.

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cittadini di Paesi terzi

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Gli amministratori possono evitare la responsabilità civile per i danni causati alla società e quella penale per omesso impedimento dei reati, solo adottando ed efficacemente attuando i modelli organizzativi e di gestione previsti dal D.lgs. 231. Qualora invece l’amministratore non provveda all'introduzione del modello di controllo e gestione anticrimine, non ha alcuna scusante in quanto la possibilità di evitare le conseguenze dannose per la società gli è offerta dalla legge in maniera chiara (mediante l’adozione del modello di cui al D.Lgs. 231), né l’amministratore

obbligo, non essendo ammessa in tale ambito alcuna ignoranza. Ovviamente la responsabilità determinata dalla mancata adozione del modello non può non riguardare il Collegio dei Revisori Contabili qualora non provvedano a sollecitare l’organo amministrativo.

A chi si applica il Decreto legislativo 231/01 a) Il D.Lgs. n. 231/01 espressamente dichiara la non applicabilità della presunzione di responsabilità dell’Ente nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali e degli altri enti pubblici “non economici”. b) L'applicazione della normativa, quindi, è circoscritta agli enti privati ( ditte individuali; società; associazioni, consorzi; ecc.) ed agli enti pubblici economici, ossia a quelli che svolgono attività

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stesso potrà far appello alla mancata conoscenza in relazione a tale

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“di natura economica”, presupposto per cui ricorre la repressione dei comportamenti illeciti. In particolare con riferimento alle società pubbliche si è di recente pronunciata la Corte di Cassazione che con Sentenza n. 28699, depositata il 21 luglio 2010 ha deciso che anche le società pubbliche o a partecipazione pubblica sono soggette alla responsabilità amministrativa sancita dal decreto n. 231 del 2001 e, quindi, nel caso in cui venga esercitata un'attività economica, le stesse saranno chiamate a rispondere per i reati commessi da propri dipendenti

e da cui abbiano tratto un

Applicabilità Non applicabilità ---------------------------------------------------------------------------------------------Ditte individuali Enti Pubblici non Economici Società Associazioni Consorzi Enti Pubblici Economici

Ciò detto, sia per motivi tuzioristici che in adempimento all’obbligo/dovere di operare in maniera trasparente e legalmente lecita, si preferisce proporre alcune considerazioni di non poco momento in favore della applicabilità del Modello di Controllo e gestione anche a vantaggio degli Enti Pubblici tout court. Due considerazioni ci appaiono decisive a riguardo:

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vantaggio.

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A) Mentre la responsabilità penale dell’Ente è esclusa nei confronti dell’Ente stesso, altrettanto non si può dire per i loro amministratori e relative “figure apicali” ( Segretario Generale; Dirigenti; Assessori; ecc.). B) L’Amministratore Pubblico nella sua azione politico, sociale ed economica, ben più di quanto debba fare l’imprenditore privato, deve sviluppare una strategia di trasparenza e legalità volta alla gestione cristallina della cosa pubblica.

Il Tribunale di Napoli, Giudice per le Indagini Preliminari, Dott.ssa R. Saraceno , con un’importante ordinanza del 26.06.2007 ha ritenuto inadeguato il Modello Organizzativo (Modello di controllo e gestione per la mitigazione del rischio) adottato dalla capogruppo e dalle controllate. Rilevanti sono apparse al Gip alcune argomentazioni che hanno fatto specifico riferimento, all’ Organismo di Vigilanza; al sistema sanzionatorio; ai percorsi formativi per il personale; alle metodiche in ordine all’analisi dei rischi ed infine in ordine alla trasparenza dei processi e tracciamento delle operazioni. Il tutto come meglio si illustrerà nella sezione seconda.

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La Giurisprudenza ha individuato cause di inadeguatezza del Modello di Controllo e Gestione Anticrimine ?

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L’adozione del modello quale elemento per l’assoluzione La Magistratura con una importante sentenza ha mandato assolta una società per aver adottato ed implementato adeguatamente il proprio Modello di controllo e gestione anticrimine. In altre ipotesi, viceversa, e per la verità con orientamento assolutamente maggioritario, la Magistratura ha ritenuto irrilevante la presenza del Modello di Controllo e gestione Anticrimine, giudicandolo non “efficacemente attuato” ovvero non idoneo a

condannando Amministratori e Società. Da ultimo, nel senso dell’assoluzione, Tribunale Milano, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, dott. Manzi, in data 17 novembre 2009.

La mancata adozione del modello ha determinato gravi sanzioni in capo alle società? Di seguito si indicano i casi più rilevanti che hanno visto coinvolte le società e gli amministratori a causa della mancata adozione del Modello di Gestione e Controllo.

1.

Sovrintendenza di Perugia e soci della Olimpo Costruzioni.

2.

Thyssen Group SpA – per il reato di omicidio volontario

3.

Policlinico San Donato – truffa ai danni del Servizio

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prevenire la commissione dei reati di cui al D. Lgs. 231/01,

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Sanitario Nazionale. 4.

Ospedale San Raffaele – per il reato di truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale.

5.

Don Luigi Verzé Amministratore del San Raffaele - per il reato di truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale.

6.

Telecom e Pirelli per i reati di corruzione

7.

La Procura di Benevento – villaggio turistico – per il reato di indebita percezione di un contributo pubblico.

8.

Telecom e Fastweb richiesta di commissariamento per

9.

SIEMENS - per tangenti pagate per ottenere appalti

10. Istituti bancari, Merrill Lynch international - contestati gli illeciti amministrativi (legge 231/2001) per non aver adottato e attuato modelli organizzativi idonei a prevenire il verificarsi dei reati. 11. Quattro Banche intermediarie - presunto reato di truffa aggravata 12. Rdb - presunto reato di truffa ai danni dello Stato. 13. Farmaceutiche Schering spa e la Bechton Dichinson

-

presunto reato di corruzione 14. Haemonetics Italia, - presunto reato di corruzione nel mondo della sanità italiana. 15. Milan e Inter - falso in bilancio. 16. Linda Srl - Sequestrate le azioni della Lazio.

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"mancata vigilanza.

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17. Immucor Italia - Tangenti sanità in ospedali milanesi reato di corruzione continuata. 18. Manager Società farmaceutica Recordati SpA – presunto reato di Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. 19. Unipol sotto inchiesta per responsabilità oggettive in violazione della legge 231/01, per non aver predisposto alcun modello organizzativo atto a prevenire illeciti. 20. Magiste Holding - Secondo l'accusa Magiste non avrebbe

Commissione di reati come l'aggiotaggio. 21. Grant Thornton (ora Italaudit) e Deloitte & Touche rinviate a giudizio

in base alla legge 231 del 2001 sulla

responsabilità amministrativa delle società, 22. Buongiorno/Vitaminic indagata per frode informatica e violazioni sulla privacy dalla Guardia di Finanza.

La mancata adozione del modello ha determinato gravi sanzioni in capo agli Amministratori e Direttori Generali? Le sanzioni sono di natura penale e patrimoniale.

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predisposto i modelli organizzativi adatti a prevenire la

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a) Penale: in applicazione del D: Lgs. 231/01, infatti, la responsabilità penale si estende agli Amministratori, ai Direttori Generali ed ai Sindaci. b) Patrimoniale: Il Tribunale di Milano con sentenza 1774/2008, si ripete, ha condannato gli Amministratori di una società al risarcimento dei danni nei confronti dei soci, per non aver adottato il Modello di controllo e gestione anticrimine così violando l’obbligo di vigilanza generica e specifica che pende in capo ad essi Amministratori in

Si badi bene, mentre la responsabilità penale potrà, se del caso, essere

scongiurata

da

una

sentenza

di

assoluzione,

la

responsabilità patrimoniale per i danni cagionati a soci, dipendenti, banche e creditori, si determina sin dal momento dell’avvio dell’indagine e per ciò stesso, indipendentemente dall’esito del giudizio.

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applicazione dell’art. 2392 c.c.

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Sezione II Decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231

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Decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231 Premessa Le brevi note che seguono trovano la propria origine nella sentita necessità/opportunità di informare i soci, gli amministratori e le figure apicali delle società ed enti, sui gravi effetti che possono determinarsi in loro danno in caso di mancata adozione del Cosiddetto Modello di Controllo e Gestione Anticrimine di cui al D. Lgs. 231/01. un accenno dei principi che la regolano:

Responsabilità penale delle Società, loro Amministratori e Dirigenti ( Superamento del principio “societas delinquere non potest”) Per combattere più efficacemente l’illegalità d’impresa, il decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità in sede penale delle società e degli enti, per alcuni reati commessi, o tentati, nel loro interesse o a loro vantaggio. Alla responsabilità degli enti e delle società si aggiunge quella degli Amministratori e delle figure apicali quale effetto dell’applicazione del principio di immedesimazione organica tra gli amministratori e

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Prima di illustrare gli aspetti più salienti della problematica, diamo

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l’ente, ovvero quale effetto della cosiddetta “culpa in vigilando”. La

responsabilità

dell’Ente

(

società;

associazioni;

imprese

individuali, ecc.) e degli Amministratori è presunta se non si disponga di un Modello di Gestione e Controllo anticrimine ( D.Lgs. 231/01), mentre nell’ipotesi in cui ci si sia dotati di tale strumento di governance, viene esclusa qualsiasi responsabilità salvo che l’accusa non dimostri che il sistema é inidoneo o inefficace. Appare quindi evidente che è considerevolmente più agevole difendersi qualora si sia dotato l’Ente del Modello Organizzativo di l’inadeguatezza dello stesso piuttosto che, in assenza del Modello, dover dimostrare la propria estraneità ai fatti addebitati. Vediamo meglio. Le disposizioni che assumono importanza decisiva consentendo una esatta interpretazione della questione sono contenute negli artt. 5 e 6 del decreto citato. Esattamente: 

l’art.5 individua i soggetti il cui comportamento illecito può comportare la responsabilità dell’ente. L'ente e' responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso b) da persone sottoposte alla direzione o vigilanza di uno dei

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cui al D. Lgs 231/01, lasciando all’Inquirente l’onere di provare

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soggetti di cui alla lett. a).  l’art.6 definisce i requisiti necessari per escludere l’estensione della responsabilità all’Ente, agli Amministratori ed alle figure apicali. Se il reato e' stato commesso dalle persone indicate nell'articolo 5, comma 1, lettera a), l'ente non risponde se prova che: a) l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello

b) il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli, nonché di curare il loro aggiornamento e' stato affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (organismo di vigilanza); c) le

persone

hanno

commesso

il

reato

eludendo

fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; d) non vi e' stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'organismo di cui alla lettera b).

Quali Reati A) Reati in danno della Pubblica Amministrazione: 1.

indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte di un ente pubblico (art. 316-ter c.p.),

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verificatosi;

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2.

truffa in danno dello Stato o d’altro ente pubblico (art. 640, 1°co. N.1 c.p.),

3.

truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.),

4.

frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.),

5.

corruzione per un atto d’ufficio (art. 318 c.p.),

6.

corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.), corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.),

8.

istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.),

9.

corruzione di persone incaricate di pubblico servizio (art. 320 c.p.)

10.

concussione (art. 317 c.p.),

11.

malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-bis c.p.),

12.

peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità Europee e di funzionari delle Comunità Europee e di Stati esteri (art. 322-bis c.p.)

B) Reati societari: 1.

false comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.);

2.

false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori (art. 2622 c.c.);

3.

falso in prospetto, (art. 2623 c.c.);

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7.

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4.

falsità nelle relazioni o comunicazioni della Società di Revisione (art. 2624 c.c.);

5.

impedito controllo (art. 2625 c.c.);

6.

indebita restituzione dei conferimenti (art. 2626 c.c.);

7.

illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.);

8.

illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.); operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.);

10.

omessa comunicazione del conflitto d’interessi (2629 bis c.c.);

11.

formazione fittizia del Capitale (art. 2632 c.c.);

12.

omessa convocazione dell’assemblea (art. 2631 c.c.);

13.

indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.);

14.

illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.);

15.

aggiotaggio (art. 2637 c.c.);

16.

ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638 c.c.);

17.

abuso di informazioni privilegiate (art. 184 TUF);

18.

manipolazione del mercato (art. 185 TUF).

C) Reati di recente introduzione: C.1 Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro. Articolo 25 septies del D. Lgs. 231/01

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C.2 Reati Ambientali C.3 Reati per impiego di cittadini da paesi terzi il cui soggiorno è irregolare ( Art. 25- duodecies). Il legislatore con D. Lgs. N. 109 del16 luglio 2012 rubricato “ Attuazione della direttiva 2009/52 CE che introduce norme minime relative a sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare”, ha introdotto nel corpo del D Lgs. 231/01 l’art. 25-duodecies rubricato “ Impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare). Qualche breve considerazione relativamente al delicatissimo caso

gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro ci sembra doverosa. La Legge 123/07, in vigore dal 25 agosto 2007, con l’art. 9 ha esteso il campo di applicazione del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime (ai sensi dell’art. 583 del codice penale) commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute nei luoghi di lavoro. Tuttavia l’applicazione d’ufficio del dlgs 231/01 è prevista esclusivamente per reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’organizzazione. Questa salvezza ha indotto alcuni commentatori ed una certa parte della dottrina a chiedersi quale fosse, nel malaugurato caso delle lesioni gravi o gravissime subite in occasione di lavoro o peggio ancora del decesso, l’interesse ovvero il vantaggio

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rappresentato dall’omicidio colposo e lesioni colpose gravi o

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dell’organizzazione. La questione non appaia di poco momento, l’assenza

del

vantaggio

ovvero

dell’interesse

da

parte

dell’organizzazione, infatti, scongiurerebbe qualsivoglia estensione della responsabilità ex d. lgs. 231/01. Orbene, non è chi non veda che, nel caso di infortuni sul lavoro, la carenza di misure di prevenzione o di protezione sono quasi sempre associabili al vantaggio di minori costi per l’azienda o all’interesse di una maggiore produttività. La responsabilità della persona giuridica

(organizzazione,

ente,

associazione) è quindi ipotizzabile e comunque non escludibile a priori e, pur essendo sanzionata con misure di tipo amministrativo, giudice penale. L’Azienda, ciò nondimeno, può esimersi dalla responsabilità per i suddetti reati se dimostra di possedere un modello organizzativo e gestionale rispondente a quanto indicato all’art. 30 del D. Lgs. 81/2008, avendo adottato ed attuato un modello idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Inoltre dovrà dimostrare che sia stato affidato a un Organismo, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo (Organismo di Vigilanza), il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del modello e di aggiornarlo. Detto modello, per assumere il valore di esimente dovrà essere sviluppato partendo da un’analisi dei rischi, cd mappatura dei rischi e dovrà prevedere i seguenti componenti:

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subisce un procedimento gestito, con approccio penalistico, dal

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23 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

 un Codice Etico,  un organismo di vigilanza,  un sistema sanzionatorio  un sistema di gestione della salute e sicurezza (SGSL). In questa logica, il D .Lgs. 81/2008 ( nuovo T.U. sulla Sicurezza sui luoghi di lavoro) indica nei sistemi di gestione aziendali della salute e sicurezza uno strumento funzionale all’esonero dalla responsabilità. All’art. 30 comma 5, infatti, prevede che i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle linee guida UNI-INAIL o al

requisiti richiesti dallo stesso T.U. Peraltro, l’adozione di un SGSL unitamente al Modello Anticrimine di cui al D. Lgs. 231/01, lungi dall’appesantire la struttura dei costi aziendali, ne consente, viceversa, la riduzione ed infatti: a. determina una minore probabilità di accadimento di infortuni consentendo, così, la riduzione dei costi ad esse connessi; b. consente di accedere ad una riduzione dei premi assicurativi obbligatori da corrispondere all’ INAIL, ai sensi dell’art. 24 delle Modalità di applicazione delle Tariffe (MAT) L’oscillazione del tasso ex. art 24 MAT consente di accedere a uno sconto che, per l’effetto

congiunto

del

meccanismo

bonusmalus,

può

raggiungere, in funzione di diversi parametri, fra cui le dimensioni aziendali in termini di addetti, l’entità del 35%-40%.

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British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai

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24 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Qualche considerazione sia pure, considerato l’obiettivo informativo e non di approfondimento della presente nota, deve essere proposta, infine, quanto al reato per impiego di cittadini da paesi terzi il cui soggiorno è irregolare ( Art. 25- duodecies). Con Gazzetta Ufficiale n. 172 dello scorso 25 luglio 2012 (in vigore il 9 agosto 2012) è stato pubblicato il DLgs. 16 luglio 2012, n. 109, rubricato “Attuazione della direttiva 2009/52 CE,

che introduce

norme minime relative a sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro

che impiegano cittadini di Paesi terzi

il cui

modifica il D. lgs. 231/01 prevedendo un nuovo articolo, l’art. 25duodecies, che, rubricato “Impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare” prevede significative novità in materia di responsabilità amministrativa delle società e degli enti. In particolare il Legislatore, inserendo nel corpo del D. Lgs. 231/01 il reato de quo ha inteso responsabilizzare le imprese i cui vertici o loro sottoposti hanno commesso, nell’interesse o a vantaggio dell’impresa stessa, il reato di impiego di cittadini il cui soggiorno in Italia è irregolare. Espressamente l’art. 25-duodecies

recita “ In

relazione alla commissione del delitto di cui all’art. 22, comma 12-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si applica all’ente la sanzione pecuniaria da 100 a 200 quote, entro il limite di 150.000 euro”. Dalla letture della norma si evince chiaramente l’estensione della

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soggiorno è irregolare”. In particolare il DLgs.109/2012, con l’art. 2

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25 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

responsabilità degli enti al caso in cui lo sfruttamento di manodopera irregolare supera i limiti stabiliti dall’art. 22 del D. Lgs. 286/98 ( cd. Testo Unico sull’immigrazione) in termini di numero di lavoratori, età e condizioni lavorative ed esattamente: a) i lavoratori occupati siano in numero superiore a tre; b) i lavoratori occupati siano minori in età non lavorativa; c) i lavoratori occupati siano sottoposti alle altre condizioni lavorative di particolare sfruttamento di cui al terzo comma dell’art. 603-bis del codice penale.

Il D.Lgs. n. 231/01 espressamente dichiara la non applicabilità della presunzione di responsabilità dell’Ente nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali e degli altri enti pubblici “non economici”. L'applicazione della normativa, quindi, è circoscritta agli enti privati ( ditte individuali; società; associazioni, consorzi; ecc.) ed agli enti pubblici economici, ossia a quelli che svolgono attività “di natura economica”, presupposto per cui ricorre la repressione dei comportamenti illeciti. In particolare con riferimento alle società pubbliche si è di recente pronunciata la Corte di Cassazione che con Sentenza n. 28699, depositata il 21 luglio 2010 ha deciso che anche le società pubbliche

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A chi si applica il Decreto legislativo 231/01

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26 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

o a partecipazione pubblica sono soggette alla responsabilità amministrativa sancita dal decreto n. 231 del 2001 e, quindi, nel caso in cui venga esercitata un'attività economica, le stesse saranno chiamate a rispondere per i reati commessi da propri dipendenti da cui hanno tratto un vantaggio.

A questo punto la questione sembra risolta. Così non è anzi di seguito dimostreremo come gli Enti Pubblici, pur in assenza di un obbligo giuridico, hanno interesse e forse necessità, ancor più che i Privati, ad adottare un modello di legalità. Due considerazioni ci appaiono decisive a riguardo: A) Responsabilità degli Amministratori Pubblici – Requisiti essenziali: dolo o colpa grave – Sussistenza – Responsabilità Adozione del Modello – Esclusione Mentre la responsabilità penale dell’Ente è esclusa nei confronti degli Enti Pubblici non economici, altrettanto non si può dire per i loro amministratori e relative “figure apicali” ( Segretario Generale; Dirigenti; Assessori; ecc.).

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Applicabilità Non applicabilità -------------------------------------------------------------------------------------------Ditte individuali Enti Pubblici non Economici Società Associazioni Consorzi Enti Pubblici Economici

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27 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

E’ noto che gli amministratori e gli impiegati degli E.P., sono responsabili dei danni arrecati, con dolo o colpa grave, all’Ente o ai terzi verso i quali l’Ente stesso debba rispondere, sulla base di una responsabilità diretta per immedesimazione organica. Inoltre, l’art. 50 del R.D. n. 2440 del 1923 prevede che, se nell’esame del conto, la Corte dei Conti osservi che siano ad alcuno imputabili delitti contro la P.A. o contro la fede pubblica, e quindi venga riscontrata la lesione di un interesse penalmente rilevante, la stessa dovrà riferire alla competente autorità , per il promovimento

accertamento del delitto ( delitto contro la P.A. o contro la pubblica fede ). Come si vede, gli Amministratori sono responsabili dei danni cagionati all’Ente o a terzi verso i quali l’Ente debba rispondere, solo a condizione che tali danni siano stati causati da dolo o colpa grave. A questo punto appare evidente che: l’adozione e l’efficace attuazione,di un modello di organizzazione e gestione, prima della commissione del fatto illecito, unitamente alla nomina di un Comitato di Sorveglianza con il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza delle procedure adottate e che effettivamente ed in maniera riscontrabile, abbia vigilato con diligenza, non può non essere valutata dal Giudice come circostanza che esclude il dolo e/o la colpa grave, esclude cioè quelle circostanze in presenza delle quali sia possibile affermare la responsabilità

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dell’azione penale al fine di instaurare un giudizio penale di

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28 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

dell’amministratore per i danni arrecati all’Ente o ai terzi verso i quali l’Ente stesso debba rispondere. In altri termini l’adozione delle prescrizioni di cui al D.Lgs 231/01 deve essere considerato un comportamento idoneo ad escludere i requisiti del dolo e della colpa grave, requisiti ritenuti essenziali perché

possa

configurarsi

la

responsabilità

penale

dell’amministratore dell’ente e delle figure apicali.

B) Amministratori della Cosa Pubblica – Responsabilità Sociale –

L’Amministratore Pubblico nella sua azione politico, sociale ed economica, ben più di quanto debba fare l’imprenditore privato, deve sviluppare una strategia volta alla acquisizione del consenso di tutti gli stakeholder, siano essi esterni come cittadini, imprese, banche, comunità locali, mezzi di informazione; movimenti di opinione, associazioni, portatori di interessi collettivi, sindacati e associazioni datoriali, che interni quali altri Pubblici Amministratori dello stesso Ente, dipendenti, ecc.. La dimensione sociale dell’attività di un Ente che gestisce la “cosa pubblica”, in altri termini, non può non far riferimento a quell’ampio e complesso sistema di interrelazioni e scambi con le varie categorie sociali, stakeholder e gruppi di pressione, che di volta in volta sono interessate alle singole decisioni.

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Modelli di Legalità

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29 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Rispetto alle esigenze ed alle attese espresse da questi interlocutori l’Amministratore della cosa pubblica deve fornire risposte che vanno oltre l’ambito puramente economico/gestionale. Si tratta di avere una strategia capace di assicurare al Pubblico Amministratore ed all’Ente che egli rappresenta un elevato grado di legittimazione sociale e di consenso che permetta loro di operare in maniera efficace e continuativa. In altri termini si tratta di comunicare ed essere riconosciuti come Ente Etico.

ed economicamente non condivisa dalle associazioni, dai portatori di interessi collettivi, dai gruppi di pressione, dalle banche, determina per il Pubblici Amministratore una delegittimazione della propria proposta e forti barriere alla realizzabilità della stessa, con diffusione del discredito e riduzione del gradimento e del grado di comune sentire, condizione essenziale per la realizzazione di quella precondizione a favorevoli risultati economici e sociali che è appunto costituita da un ambiente (territorio) virtuoso, coeso e sinergico. In altri termini da un territorio fiducioso, non

filantropicamente

fiducioso ma tecnicamente “fiducioso”, nel senso del sostantivo “fiducia” “Pensare bene a priori di una persona e credere alle sue parole”. Se tutto ciò è condiviso ci sia consentita

qualche breve

considerazione circa i motivi di opportunità che dovrebbero indurre

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Viceversa, un ambiente lavorativo ostile, una strategia socialmente

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30 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

gli Organi di Governo di realtà complesse e di natura pubblica (Enti Pubblici)

a procedere alla

attivazione di una vera e propria

Funzione Rischi che possa ricomprendere compiti di attenzione non soltanto verso le istanze sociali provenienti dall’ambiente nel quale l’ente pubblico è inserito, ma anche verso le pesanti responsabilità di natura civile e penale che incombono in capo agli Amministratori ed alle figure Apicali nell’ipotesi di violazione, seppur involontaria, degli obblighi di legge con particolare riguardo a quelli a tutela della salute, dell’ ambiente e della legalità. oltre

che

di

sistemi

necessari

ad

assicurare

all’Amministratore Pubblico quella legittimazione sociale e di consenso essenziale per l’attuazione della strategia, di pesanti responsabilità che possono

determinarsi a seguito del mancato

adempimento ovvero mancato controllo in ordine alle prescrizioni di cui alle normative in materia, tra le quali, a titolo puramente esemplificativo si richiamano: 

Documento programmatico sulla Sicurezza (D. Lgs 196/03 – Privacy)

Modello di Controllo e Gestione Anticrimine (G. Lgs. 231/01 e legge !23/07 )

Sicurezza sui luoghi di lavoro (T.U. 81/08)

Reati Ambientali (ricompresi dalla normativa Comunitaria nel D. Lgs. 231/01e UNI EN ISO 14001:2004)

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Trattasi,

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31 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Responsabilità Sociale e Certificazione Etica (SA 8000)

Una prima considerazione: Non è ragionevolmente pensabile che un ente pubblico complesso, per quanto organizzato e strutturato possa dotarsi di tutti i sistemi elencati e garantirne la perfetta attuazione, in maniera sganciata gli uni dagli altri. Tanti “mondi” autonomi e non “colloquianti”. Renderebbero il sistema troppo complesso non tanto per i costi di implementazione che, se pur rilevanti, sarebbero ben compensati sia dal livello di sicurezza fisica e giuridica raggiunto sia da una migliore legittimazione verso tutti gli stakeholder, ma per

perseguimento dei propri obiettivi prioritari. E’ quindi necessario che tutti i sistemi elencati, riescano ad integrarsi e, per così dire, dissolversi, dando origine ad un sovrasistema unico che potremmo definire S.S.E. “Sistema Sicurezza Ente” . Il tutto darà luogo tra l’altro, alla possibilità di redigere e Pubblicare il Bilancio di Sostenibilità dell’Ente,

sul quale ci sia consentita

qualche sia pur breve considerazione. Come ogni attività che si prefigga precisi obiettivi, anche quelli che ci occupano non possono essere “approssimativamente” indicati. Occorre che questi siano misurabili ed i risultati dimostrabili. In altri termini anche l’implementazione di una strategia sociale richiede la misurazione dei risultati, così orientando in maniera adeguata il processo decisionale.

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una eccessiva invasione dei sistemi che appesantirebbero il

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32 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Tra i molteplici misuratori proposti si possono sintetizzare due strumenti comunemente accolti dagli studiosi più evoluti, e che si aggiungono, ovviamente al bilancio economico patrimoniale. Sono il bilancio sociale ed il bilancio ambientale. Tutti e tre danno luogo, se rappresentati da un documento unico ed integrato, al cosiddetto bilancio di sostenibilità che, per l’appunto rappresenta in maniera integrata i risultati sociali, ambientali ed economici dell’Ente. L’accezione di responsabilità sociale d’impresa si discosta dalla mera

delle disponibilità dell’Ente. La responsabilità sociale, invece, interessa strutturalmente la gestione strategica e operativa dell’Ente che, nel realizzare la sua tipica missione socio-economica, inevitabilmente influisce su una molteplicità di soggetti, creando (o distruggendo) valore per ciascuno di essi. La responsabilità sociale è davvero interessante quando si dimostra conveniente, nel senso etimologico di convenire, ovvero incontrarsi, ‘essere in armonia con’

le esigenze poste dagli obiettivi di

competitività ed economicità dell’impresa. Costituisce una modalità innovativa di rispondere alle attese di una o più classi di interlocutori sociali, al di là di quanto previsto dalla normativa vigente e dalle consuetudini, dando vita a scenari che contribuiscono a generare e alimentare vantaggio per il territorio e,

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filantropia, che si esaurirebbe nel destinare a scopi sociali una parte

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33 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

dunque, il suo disegno di sviluppo. Nella nostra proposta si assume come modello di riferimento il paradigma “Responsabilità sociale - Performance economiche”, in quanto

gli

interventi

che

proponiamo

contribuiscono

al

miglioramento delle performance alimentando quel patrimonio di risorse intangibili (capitale organizzativo, capitale umano e capitale relazionale) che costituisce una determinante fondamentale per lo sviluppo futuro del territorio. Alla luce di quanto molto sinteticamente esposto si potrebbe

molto semplice, ma efficace, del tipo che segue.

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immaginare di valutare la funzione rischi secondo una strutturazione

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34 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Responsabile di Funzione

Responsabile Area Rischi Fisici

Responsabile Area Rischi Legali

Modello di Controllo e Gestione Anticrimine D. Lgs. 231/01

Reati Ambientali Iso 14001:2004 e D .Lgs. 231/01

Documento Programmatico sulla Sicurezza D. Lgs. 196/03 Certificazione sulla responsabilità Sociale SA8000

BILANCIO DI S O S T E N I B I L I T A’

Certificazione di Sistema Uni En Iso 9001:2008

Bilancio Sociale

Bilancio Ambientale

Bilancio Economico Patrimoniale

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Sicurezza sui Luoghi di Lavoro T.U. 81/08

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35 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Quanto proposto, pur rappresentando per la società un apparente appesantimento dei costi e della gestione, lungi dal violare l’obbligo degli Amministratori e del Management di operare nell’unica direzione di assicurare l’interesse economico della società, assicura viceversa benefici ben maggiori di quanti oneri determini.

Obbligatorietà del Modello di Controllo e Gestione Anticrimine – Condannato l’Amministratore inadempiente FEDERICA FOTINO*

Dal momento dell'entrata in vigore del D. lgs 231/01, si è subito posto il problema circa l’obbligatorietà o meno dell'adozione del Modello Organizzativo ivi richiamato, anche alla luce delle disposizioni dell'art. 2392 c.c. (responsabilità degli amministratori verso la società). In altri termini, si tratta di stabilire se la necessità di adottare il modello risponda esclusivamente a esigenze volontarie di controllo del rischio e di tutela dell'ente o se, viceversa, esista un vero e proprio obbligo giuridico in capo agli Amministratori.

Cunsultant PricewaterhouseCoopers - Full Time Visiting Researcher

presso Centre of European Law King’s College London Strand, London WC2R 2LS, England, United Kingdom. e-mail: f.fotino@studiofotino.it

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Sentenza 1774/08 Tribunale di Milano

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36 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

L'art. 6, comma 1, lett. a) del D.lgs. 231/2001 prevede che l'ente non risponda per i reati commessi dai suoi dipendenti se l'organo dirigente ha efficacemente adottato e attuato modelli organizzativi e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. La norma citata richiama esplicitamente l'organo dirigente dell' ente e quindi, con riferimento agli enti organizzati in forma societaria, viene in essere la disciplina dettata dall'art. 2392 c.c. che tratta la responsabilità degli amministratori verso la società, ponendo a loro carico:

costitutivo (primo comma: doveri di generica vigilanza); • l'obbligo di vigilare sul generale andamento della gestione facendo quanto possibile per evitare ed eliminare le conseguenze dannose per la società derivanti da atti pregiudizievoli (secondo comma: doveri di vigilanza specifica) Fino all' entrata in vigore della cosiddetta riforma del diritto societario (D. lgs. 5/2003 e 6/2003) la diligenza richiesta agli amministratori nell'adempimento degli obblighi di cui sopra era quella del mandatario, cioè semplicemente quella del buon padre di famiglia. La riforma ha però modificato l'articolo in questione facendo risalire la responsabilità alla natura dell'incarico.

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• l'onere di adempiere agli obblighi previsti dalla legge e dall'atto

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37 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

La responsabilità richiesta dalla nuova formulazione dell'art. 2392 dunque è più ampia in quanto si riferisce non solo alla diligenza del buon padre di famiglia, ma anche e soprattutto alla natura dell'attività esercitata, obbligando gli amministratori a compiere scelte che siano informate, meditate e basate sulle rispettive conoscenze, che devono essere adeguate alla natura dell'incarico ( vera e propria diligenza professionale). Gli amministratori quindi, ai sensi della disciplina dettata dall'art. 2392 c. c., sono chiamati a rispondere dei danni causati alla società

generica posti a loro carico. Inoltre la giurisprudenza penale fonda da tempo su questo articolo l'estensione della responsabilità in capo agli amministratori per fatti commessi da altri nel caso che l'omessa vigilanza dei primi sia rilevante sul piano causale.

Conclusioni Dalla lettura combinata dell'art. 6, D.lgs. 231/2001, dell'art. 9 della Legge 123/07 e dell'art. 2392 c.c. è possibile concludere che gli amministratori potranno evitare la responsabilità civile per i danni causati alla società e quella penale per omesso impedimento dei reati, solo adottando ed efficacemente attuando i modelli organizzativi e di gestione previsti dal D.lgs. 231/01.

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dal loro inadempimento degli obblighi di vigilanza specifica o

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38 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Qualora invece l’amministratore, malgrado l'art. 2392 c.c. ponga a suo carico l'onere di evitare ed eliminare le conseguenze dannose per la società, non provveda all'introduzione del modello di controllo e gestione anticrimine, non ha alcuna scusante in quanto la possibilità di evitare le conseguenze dannose per la società gli è offerta dalla legge in maniera chiara (mediante l’adozione del modello di cui al D.Lgs. 231), né l’amministratore stesso potrà far appello alla mancata conoscenza in relazione a tale obbligo, non essendo ammessa in tale ambito alcuna ignoranza. Quanto detto, però, fino a pochi giorni or sono, aveva puro valore stato il comportamento della Magistratura? Con la sentenza 1774/08 il Tribunale di Milano ha chiarito ogni dubbio, condannando gli Amministratori di un’azienda per non aver sollecitato il Consiglio di Amministrazione ad attuare i modelli organizzativi di cui al D.Lgs. 231/01. Il procedimento, deriva da un processo penale in cui l’Azienda è stata condannata e da un successivo processo civile, per risarcimento dei danni, contro il Presidente del Consiglio di Amministrazione e l’Amministratore Delegato, per non aver posto in essere i predetti modelli organizzativi. Gli Amministratori sono stati condannati per non aver stimolato l’organo amministrativo all’adozione dei modelli di Controllo e Gestione Anticrimine, così violando l’obbligo di vigilanza generica e specifica di cui all’art. 2392 c.c.

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dottrinario, per quanto assolutamente dominante. Ma quale sarebbe

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39 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Peraltro ed in senso contrario una recente Giurisprudenza, considerando ben implementato ed efficacemente attuato il Modello di Controllo e Gestione Anticrimine, ha mandato assolti gli Amministratori di un’importante società e la società stessa. (Tribunale Milano, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, dott. Manzi, 17 novembre 2009).

Responsabilità degli Amministratori in caso di mancata adozione del Modello

c) Penale: in applicazione del D: Lgs. 231/01, infatti, la responsabilità penale si estende agli Amministratori, ai Direttori Generali ed ai Sindaci. d) Patrimoniale: Il Tribunale di Milano, come si è detto, con sentenza 1774/2008 ha condannato gli Amministratori di una società al risarcimento dei danni nei confronti dei soci, per non aver adottato il Modello di controllo e gestione anticrimine così violando l’obbligo di vigilanza generica e specifica che pende in capo ad essi Amministratori in applicazione dell’art. 2392 c.c. Si badi bene, mentre la responsabilità penale potrà, se del caso, essere vanificata da una sentenza di assoluzione, la responsabilità patrimoniale per i danni cagionati a soci, dipendenti, banche e creditori, si determina sin dal momento dell’avvio dell’indagine, con

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Le sanzioni sono di natura penale e patrimoniale:

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40 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

l’applicazione delle sanzioni ex d. lgs. 231/01 e per ciò stesso, indipendentemente dall’esito del giudizio. Si determinano così gravissime

situazioni

in

capo

agli

Amministratori

i

quali,

quand’anche fossero assolti perché il reato non è stato commesso, si vedrebbero tenuti al risarcimento dei danni comunque generati dalla mancata applicazione del Modello 231/01. Danni che, si ripete, si determinano per la sola mancata adozione ed efficace attuazione del Modello e quindi indipendentemente dall’esito del giudizio. Trattasi, peraltro di sanzioni di non poco conto andando dal sequestro di ingenti somme (sino ad 1,5 milioni di euro) alla perdita di

operare con la Pubblica Amministrazione e possono arrivare sino alla confisca. Ovviamente tali gravi sanzioni possono portare alla morte giuridica della società con grave danno per i soci (perdita del valore patrimoniale delle partecipazioni); i dipendenti (perdita del lavoro); le banche ed i creditori in genere (perdita del credito). Di tutti questi danni risponde l’Amministratore inadempiente.

Requisiti essenziali del Modello di controllo e Gestione Anticrimine. Le prime pronunce giurisprudenziali

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finanziamenti e contributi, alla interdizione dalla possibilità di

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41 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Allo stato tra le più importanti pronunce giurisprudenziali in tema di validità ed efficacia del Modello di Controllo e Gestione Anticrimine possono citarsi l’ordinanza

del Tribunale di Napoli Ufficio del

Giudice per le indagini preliminari

Dott.ssa R. Saraceno del 26

giugno 2007, che ha ritenuto non idoneo il Modello Organizzativo per la mancanza di una serie di requisiti supposti essenziali e quella del Tribunale Milano, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, dott. Manzi, in data 17 novembre 2009 che viceversa dichiara la validità del Modello essendo accertata la presenza di una serie di requisiti ritenuti essenziali.

che devono caratterizzare un valido Modello di controllo. Vediamo meglio. Il Tribunale di Napoli, GIP Dott.ssa R. Saraceno , con ordinanza del 26.06.2007 ha ritenuto inadeguato il MODELLO ORGANIZZATIVO adottato dalla capogruppo e dalle controllate poiché: in tema di ORGANISMO di VIGILANZA: -

non erano specificati i requisiti di professionalità dei componenti;

-

non era prevista, quale causa di ineleggibilità/decadenza, la condanna non definitiva per uno dei reati previsti dal d.lg. 231;

-

non erano specificati i requisiti di indipendenza;

-

un componente dell’ODV della holding ricopriva la carica di membro del CDA nelle controllate;

in tema di SISTEMA SANZIONATORIO: -

non erano previste sanzioni per la violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’ODV;

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Entrambe le pronunce concordano nella identificazione dei requisiti

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42 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

-

non erano previste sanzioni a carico dei soggetti apicali in caso di violazione all’obbligo di vigilanza sui soggetti sottoposti;

in tema di FORMAZIONE -

non era prevista l’obbligatorietà della formazione del personale;

in tema di ANALISI DEI RISCHI: -

non erano state adottate per le aree sensibili “previsioni specifiche, procedure esattamente determinate e determinabili, regole individuate anche nella loro rigida sequenza e funzionalmente dirette a garantire il conseguimento di precisi

-

Secondo il GIP, una volta individuate le aree di rischio, la società “deve stabilire per ognuna di esse degli specifici protocolli di prevenzione che regolamentino nel modo più stringente

ed

efficace

possibile

le

attività

pericolose,

sottoponendo le regole ad un’efficace e costante azione di controllo e presidiandole con altrettante ed adeguate sanzioni …”

in tema di TRASPARENZA DEI PROCESSI E TRACCIAMENTO DELLE OPERAZIONI: -

L’ente deve procedere ad un’esatta individuazione dei soggetti cui è rimessa l’adozione delle decisioni, all’individuazione dei parametri cui attenersi nelle scelte da applicare per la

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risultati”.

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43 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

documentazione dei contatti, delle proposte, di ogni singola fase del momento deliberativo e attuativo della decisione.

Il Tribunale Milano, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, dott. Manzi, in data 17 novembre 2009, all’esito di giudizio abbreviato nei confronti di Impregilo s.p.a., in relazione alla commissione del delitto di aggiotaggio (art 2637 c.c.), ha ritenuto valido ed efficacemente attuato il Modello 231/01 ed ha conseguentemente emesso sentenza di assoluzione. La sentenza è particolarmente rilevante perché per la prima volta la Magistratura, in motivazione, ha indicato i requisiti

considerarsi valido (c.d. vademecum del Tribunale Milano).

Metodologie attuative del Sistema Assicurazione Rischi Reato L’Organo Amministrativo può essere affiancato secondo due metodologie a seconda che il Modello di Assicurazione Rischi Reato sia stato, ovvero non sia stato, adottato. a) In presenza di Modelli di Controllo e Gestione già adottati Metodologia: Attività Ispettiva in favore dell’Organo Amministrativo

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costitutivi ed attuativi in presenza dei quali il Modello deve

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44 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

E’ di palmare evidenza che, nell’ipotesi in cui un amministratore abbia avuto cura di dotare l’ente di un sistema di controllo interno attraverso l’adozione di un cosiddetto Modello di Controllo e Gestione Anticrimine, non resta che verificare la sussistenza del secondo dei requisiti di validità di cui al citato d. lgs. 231/01, id est l’efficace attuazione. In tale ottica dovrà quindi muoversi l’amministratore, allo scopo di poter dare evidenza al Magistrato, non soltanto della circostanza relativa alla “adozione del modello”, ma anche, e non da meno, di

Obiettivo dell’attività ispettiva sarà quindi quello di affiancare l’Organo Amministrativo assicurando, attraverso specifiche e formalizzate attività ispettive e di controllo, il rispetto e la “efficace attuazione” del Modello di Controllo e Gestione Anticrimine . In tal modo l’Organo Amministrativo ottiene due importanti risultati: 

Riduzione dei rischi connessi alla commissione, anche involontaria, di reati. In tal senso si può dire che un Modello di Legalità può dirsi tale quando la commissione di un reato è possibile solo attraverso la violazione fraudolenta delle procedure che compongono il Modello stesso (in tal senso GIP Tribunale Milano, 17 novembre 2009 - Dott. Manzi);

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averlo efficacemente attuato.

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45 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Precostituzione della prova che l’azione di governo dell’impresa e quindi dell’Organo Amministrativo, è informata a principi assoluti di legalità. Tale prova è assolutamente necessaria per dare certezza in ordine alla circostanza che l’Organo Amministrativo ha fatto tutto quanto poteva per assicurare il rispetto della legalità e quindi nessuna culpa in vigilando può essere ad esso imputata.

All’uopo, alla nomina dell’ Organo di Vigilanza (OR.VI.) già prevista obbligatoriamente dal D. Lgs. 231/01, si suggerisce di affiancare

rispetto delle procedure. Il tutto secondo la nota questione ben indicata nell’espressione “chi controllerà i controllori?”. Del resto assume valore di esimente del reato l’intero “Sistema” previsto dal D. Lgs. 231/01 e quindi non soltanto la progettazione ed implementazione del Modello, ma anche e soprattutto la sua efficace attuazione e controllo. Orbene l’OR.VI. controlla un pezzo del “sistema”, il primo (progettazione ed implementazione), ma chi controlla il “sistema” per intero ? Occorre in altri termini un’azione ispettive complessiva: sul Modello, sulla sua implementazione; sulla sua attuazione e sull’attività dell’OR.VI. Tutto ciò compone quell’insieme di requisiti essenziali per poter opporre il “Sistema” e non il semplice modello, quale esimente del reato. In altri termini sarà necessario che, giorno per giorno, si vadano formando due importanti registri, la cui presenza, unitamente

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periodiche azioni ispettive che verifichino l’attività dell’OR.VI. ed il

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46 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

ovviamente agli allegati di rito, darà certezza del comportamento trasparente dell’Organo Amministrativo e della sua volontà di muoversi nel solco della legalità più assoluta: 

Registro dei Verbali dell’OR.VI. (verifica del rispetto delle procedure)

Registro delle verifiche Ispettive del “Sistema” (Verifica del rispetto delle procedure e verifica dell’ Attività dell’OR.VI).. Questa seconda verifica ci sia consentito ripeterlo, è essenziale per assicurare la cosiddetta “efficace attuazione” che il D. Lgs. 231/01

dichiara

essere

requisito

indispensabile

per

Flusso del Sistema a Garanzia a. In assenza di Verbali Ispettivi

Progettazione Modello Controllo e Gestione Anticrimine

Implementazione

Controllo OR.VI.

b. In presenza di Verbali Ispettivi Vidimati

Progettazione Modello Controllo e Gestione Appare evidente che Anticrimine

Controllo Implementazione Controllo OR.VI. l’ispezione, solo un Sistema che subisce Ispettivo formalizzata e su registri vidimati, di una Parte Terza Indipendente ,

società di certificazione ovvero professionisti esperti (avvocati, dottori commercialisti, economisti di impresa, aziendalisti) potrà essere utilmente opposto al Magistrato. Solo tale verifica infatti,

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l’opponibilità del sistema alla Magistratura inquirente.

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formalizzerà non solo il rispetto delle procedure, ma anche quello dell’azione di verifica dell’OR.VI. In tal modo, peraltro, oltre a dissolversi eventuali profili di responsabilità, si otterrebbero importanti risultati sociali che, lungi da perseguire obiettivi puramente filantropici, che peraltro non sarebbero tout court consentiti al manager, ben si innestano in quel filone di pensiero sul finalismo d’impresa, secondo il quale esso non può più limitarsi alla massimizzazione del profitto, ma deve andare oltre e tendere alla massimizzazione degli interessi degli stakeholder, (interni: dipendenti, azionisti e manager ed esterni: associazioni,

il grado di legittimazione dell’impresa sul territorio e nell’ambiente in cui opera rendendola riconoscibile come impresa etica e di eccellenza,

impegnata

non

solo

all’ottenimento

di

risultati

economico/patrimoniali, ma anche sociali ed etici, con conseguente aumento del gradimento nell’ambiente e abbassamento delle barriere all’entrata.

b) In assenza di Modelli di Controllo e Gestione già adottati Metodologia: Attività di Progettazione, Implementazione ed efficace attuazione del Modello 231/01 e costante azione ispettiva

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banche, portatori di interessi collettivi, ecc), in tal modo aumentando

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In tale seconda ipotesi, e cioè nel caso in cui l’organo di governo dell’ente non ha provveduto neppure alla semplice adozione del modello, e con ciò violando l’obbligo di vigilanza generica e specifica di cui all’art. 2392 c.c., é necessario attuare un programma rivolto alla realizzazione di un sistema di organizzazione e gestione, nel rispetto della normativa di cui al Decreto Legislativo 231/91, nonché di un sistema di controlli costituito dall’OR.VI. e dal Servizio Ispettivo. Tale

obiettivo

può

essere

perseguito

solo

attraverso

la

collaborazione di più partecipanti: i professionisti incaricati della

attività formative; i responsabili delle varie aree dell’Ente; il responsabile interno del progetto nominato dall’Ente stesso; l’Organismo di Sorveglianza; l’Organo Ispettivo. A questo punto ci sembra utile riepilogare sinteticamente le attività costitutive del Sistema Assicurazione Rischi Reato: 1.

Analisi dei Processi e Mappatura dei Rischi Reato:

analizzare e valutare le attuali criticità e gli eventuali rischi di commissione, sia pure involontaria, di reati e definire la c.d. Mappatura dei Rischi (vengono definiti gli scopi, i confini di processo, individuati gli input e gli output e i flussi operativi all’interno dei quali si possono annidare “occasioni di reato”); 2.

Progettazione Procedure:

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progettazione ed implementazione; i docenti per le obbligatorie

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49 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

definire le eventuali nuove configurazioni di processo se richieste dalla Direzione (best practices e/benchmarking) allo scopo di identificare, comprendere e adattare pratiche particolarmente significative, riconosciute appunto come best practice o high performance, messe in atto da altre organizzazioni, al fine di migliorare il livello di Sicurezza da Commissione Reati ed individuare nel contempo i Process Owner (integratori forti della struttura organizzativa con facoltà di incidere sul processo introducendo tutte le modifiche necessarie per migliorarne le prestazioni sempre ovviamente in ordine all’azione di contrasto alla commissione reati –

dirigenti); 3.

Verifiche:

verificare le procedure proposte ed eventualmente ridefinirle sino alla totale condivisione da parte della D.G. e dei Managers coinvolti. 4.

Approvazione Definitiva Procedure:

Formalizzare ed approvare in versione definitiva procedure condivise e standardizzate; 5.

Formazione dipendenti:

per espressa indicazione del D. Lgs. 231/01, tutto il personale interessato (dirigenti, funzionari, quadri ed impiegati in genere)

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anche involontari ed inconsapevoli, da parte dei dipendenti e/o

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dovrà essere coinvolto in un programma formativo volto al rispetto e puntuale adozione delle procedure; 6.

Implementazione/Efficace attuazione del Modello:

Affiancamento, attraverso periodiche verifiche ispettive e di confronto, del personale dipendente allo scopo di assicurare il rispetto delle procedure e l’utilizzo della modulistica approvata. Il tutto sino a giungere al risultato di adottare naturalmente, effettivamente e costantemente il Modello di Legalità; Verifiche di Sorveglianza:

L’Organismo di Sorveglianza effettuerà costanti verifiche in ordine al rispetto delle procedure adottate con il Modello di Controllo e Gestione; verificherà l’attuazione del piano didattico; prenderà atto di eventuali segnalazione e ad esse darà motivato seguito ed in generale effettuerà tutto quanto il D. Lgs. 231/01 pone a suo carico, tenute in debito conto le pronunce giurisprudenziali in materia. 8.

Verifiche Ispettive:

L’Organo Ispettivo si preoccuperà di verificare il virtuoso funzionamento dell’intero Sistema Assicurazione Rischi Reato e di esso ne darà evidenza attraverso costanti verbali ispettivi su registri vidimati, di data certa e con assunzione della responsabilità professionale che tale attività prevede, non essendo la stessa inquadrabile tra gli obblighi del mandatario e quindi con la diligenza

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7.

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semplice del cosiddetto buon padre di famiglia. Si darà in tal modo evidenza documentale dell’effettiva adozione ed efficace attuazione del Modello di Legalità interamente inteso e conseguentemente si disporrà di uno “storico” che comproverà, anche nel tempo e per situazioni pregresse, il comportamento irreprensibile, trasparente e legale dei dipendenti tutti e dell’Organismo di Sorveglianza

Breve Casistica

puro titolo esemplificativo di una casistica sempre più numerosa, si riportano stralci, tratti dai più importanti quotidiani, che ci appaiono particolarmente significativi.

1.

Corriere della Sera – Procura di Terni – custodia cautelare per il reato di corruzione e concussione ad impiegati legati alla Sovrintendenza di Perugia ed a soci della Olimpo Costruzioni. La Procura, inoltre, in base al D. Lgs. 231/01, ha esteso il reato alla società stessa vietandole, tra l’altro, di contrattare con la Pubblica Amministrazione.

2.

Corriere della Sera – Thyssen, omicidio volontario – Procura di Torino - chiesti 7 rinvii a giudizio. Chiesto anche il rinvio a giudizio della società per non aver implementato il sistema di controllo e gestione anticrimine.

3.

Dal “Sole 24 ore -

Policlinico San Donato – 24 avvisi di

garanzia e sequestri per due milioni di euro nell’ambito delle

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Tutto quanto esposto non appaia pura ipotesi teorica. Di seguito, a

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52 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

indagini per truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale. In applicazione del D.Lgs 231 del 2001 ad essere iscritto nel registro degli indagati è anche il Policlinico San Donato.

4.

Dal “Corriere della Sera - Ospedale San Raffaele – arrestati due medici per truffa ai danni del SSN. Avviso di garanzia anche a don Luigi Verzé: Alla fondazione San Raffaele i magistrati contestano di non aver predisposto il modello organizzativo (D. Lgs. 231/01) atto a prevenire la commissione di reati

5.

Dal “Corriere della Sera - Indagate Telecom e Pirelli per i reati di corruzione commessi dai propri dipendenti “ per non predisposto

modelli di

organizzazione e di gestione anticrimine e, dopo aver adottato i modelli citati “per non averli efficacemente attuati”

6.

La Procura di Benevento applica il D.LGS. 231/2001 La Guardia di Finanza, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Benevento, ha sequestrato un villaggio turistico in costruzione di una società accusata di indebita percezione di un contributo pubblico. Nell'ambito dell'operazione, e' stato dato impulso alle ulteriori procedure introdotte dal D.lgs. n. 231/2001. Sequestro preventivo del bene da sottoporre a successiva confisca, sanzioni amministrative quali l'interdizione dalle attività economiche, la sospensione di autorizzazioni e licenze, la revoca

delle

finanziamenti.

agevolazioni

e

l'esclusione

da

ulteriori

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aver, fino al maggio del 2003,

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53 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

7.

Commissariate Telecom Italia Sparkle e Fastweb La

procura

di

Roma

ha

fatto

richiesta

formale

di

commissariamento delle due società Fastweb e Telecom. La richiesta di commissariamento è motivata dalla "mancata vigilanza" ed e' stata fatta sulla base del D. Lgs. 231/01 che prevede sanzioni per quelle società che non predispongono misure idonee ad evitare danni all'intero assetto societario.

8.

SIEMENS - Il GIP del Tribunale di Milano, dott. Salvini, in relazione alle tangenti pagate per ottenere appalti ha disposto, a carico della SIEMENS, un anno di interdizione dalla possibilità misura interdittiva è stata applicata in attuazione del decreto legislativo 231/01 sulla responsabilità amministrativa delle imprese.

9.

Puglia: inchiesta Fitto, procura sequestra rata da 30 milioni Per Merrill Lynch è stata richiesta la misura interdittiva del divieto di stipulare contratti con la pubblica amministrazione per due anni. Agli Istituti bancari, Merrill Lynch international, sono stati contestati gli illeciti amministrativi (D. Lgs. 231/2001) per

non aver

adottato e attuato modelli

organizzativi idonei a prevenire il verificarsi dei reati.

10.

Procura della Repubblica di Milano - Esposto relativo ad operazioni in strumenti derivati concluse dal Comune di Milano, dal giugno 2005 ad oggi, con istituzioni finanziarie estere.

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di stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione. La

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54 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

L’esposto riguarda il reato di truffa aggravata a carico di quattro banche intermediarie e chiede alla Procura di considerare, l’opportunità di adottare le misure precauzionali nei confronti delle persone giuridiche ai sensi del D. Lgs. 231/01.

11. Indagato un ex dirigente della Rdb: finanziamento di 564mila euro per acquistare macchinari nuovi: ma le attrezzature erano vecchie. Truffa ai danni dello Stato. In relazione al delitto di truffa aggravata, anche la società sarebbe stata denunciata alla

che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società.

12.

La Schering spa e la Bechton Dichinson avrebbero violato il D. Lgs. 231/01 La Procura chiede il processo per otto persone per le tangenti pagate all'Agenzia delle entrate del capoluogo lombardo. Sono coinvolte anche due multinazionali farmaceutiche: la Schering spa e la Bechton Dichinson che avrebbero violato la legge 231/01.

13. L'ex ministro Sirchia a giudizio - L'ex ministro della Sanità, prof. Girolamo Sirchia, è stato rinviato a giudizio dal gup di Milano Micaela Curami nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti nel mondo della sanità italiana.. la Haemonetics Italia, finita sotto inchiesta in base al D. Lgs. 231/01 sulla

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magistratura, sulla base del decreto legislativo 231 del 2001

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55 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

responsabilità amministrativa delle società

14. Calcio: Bilanci falsi, rischio-processo Moratti e Galliani. Udienza preliminare nei confronti del vicepresidente del Milan, Adriano Galliani, e del presidente dell’Inter, Massimo Moratti. Le due società vengono indagate dalla Procura in base al D. Lgs. 231/01

15. Sequestrate le azioni della Lazio . Il 14,61% di azioni del capitale sociale della Lazio spa è stato sequestrato dalla guardia di Finanza di Milano, su ordine del gip Fabio Paparella.

dell'inchiesta del pm Laura Pedio in cui sono indagati per aggiotaggio Claudio Lotito, presidente del club, e l'imprenditore Roberto Mezzaroma, oltre alla Linda srl (società riferibile allo stesso Lotito) importante impresa di pulizie con numerosi appalti presso grandi ospedali. In più in base al D. Lgs. 231/01 risulta iscritta nel registro degli indagati della Procura di Milano anche la Linda Srl, società che fa capo al patron della Lazio.

16. Tangenti sanità: Immucor Italia e altri 4 chiedono patteggiare. Tangenti per apparecchiature sanitarie a ospedali milanesi. Quattro imputati e la Immucor Italia spa hanno presentato istanza di patteggiamento. L'azienda ha chiesto di patteggiare in relazione al D. Lgs. 231/01 sulla responsabilità amministrativa delle società in relazione al reato di corruzione continuata.

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L'operazione delle Fiamme Gialle è avvenuta nell'ambito

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17. Recordati: titoli sospesi al ribasso dopo arresto manager, si teme legge 231/01 - Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. La Guardia di Finanza di Milano ha arrestato tre manager della società farmaceutica Recordati. I finanzieri contestano ai manager l’organizzazione di un “sodalizio criminale” con alcuni informatori del farmaco e medici, che prescrivevano i medicinali prodotti dalla predetta società in modo evidentemente anomalo. Ora gli occhi sono rivolti verso la società per valutare gli stremi per l’applicazione del D. Lgs. 231/01. Il crollo del titolo è probabilmente lo specchio della

18. Unipol sotto inchiesta per responsabilità oggettiva- Indagata La compagnia assicurativa Unipol per responsabilità oggettive in violazione del D. Lgs. 231/01, dal momento che lo stesso gruppo non ha predisposto alcun modello organizzativo atto a prevenire illeciti.

19. Antonveneta. La Guardia di finanza nella sede di Magiste, holding di Ricucci. per presunta violazione del D. Lgs. 231/01 sulla responsabilità oggettiva da parte della stessa società nell'ambito della scalata Antonveneta. Secondo l'accusa Magiste non avrebbe predisposto i modelli organizzativi adatti a prevenire la Commissione di reati come l'aggiotaggio.

20. Tanzi rinviato a giudizio dal gup di Milano. Tra gli imputati, alcuni uomini di Bank of America e i revisori di Deloitte. Il gup di Milano, Cesare Tacconi, ha rinviato a giudizio Calisto Tanzi,

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paura del mercato per questa eventualità.

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57 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

l'ex patron di Parmalat, con altre 15 persone. Le accuse vanno dall'aggiotaggio

alle

false

comunicazioni

dei

revisori,

all'ostacolo alla autorità di vigilanza. Fra le tre persone giuridiche rinviate a giudizio vi sono, in base al D. Lgs. 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle società, Grant Thornton (ora Italaudit) e Deloitte & Touche, le due società di revisione bilanci.

21. Buongiorno/Vitaminic indagata per frode informatica e violazioni sulla privacy dalla Guardia di Finanza. La società Buongiorno è finita nella rete della Guardia di Finanza con le responsabili della società, leader nel settore della pubblicità e della musica sul web, nel registro degli indagati è stata iscritta anche la società stessa come persona giuridica in base al D. Lgs.

231 del 2001. Come si vede trattasi costantemente di reati nei quali si può facilmente incorrere anche in assoluta buona fede e non avendo alcuna volontà di commetterli. Troppo spesso si tratta di responsabilità oggettiva per fatti commessi da altri. Fatti e situazioni che, al di là della buona volontà, non sono rilevabili dagli amministratori che spesso non hanno neppure il tempo di verificare di che trattasi e debbono quindi necessariamente affidarsi alla professionalità e diligenza dei loro collaboratori, anch’essi, peraltro, spesso in perfetta buona fede.

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accuse di frode informatica e violazione della privacy. Oltre ai

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58 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

A tale grave situazione però, pone rimedio lo stesso Decreto 231/01 che, nel mentre inasprisce così gravemente le sanzioni, ne consente tuttavia la tutela a condizione che gli amministratori e le figure apicali dimostrino particolare diligenza dotando la società del citato “Sistema di gestione e controllo anticrimine”.

Conclusioni 1

Il decreto legislativo in parola ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità in sede penale delle interesse o a loro vantaggio;

2

Gli Amministratori e i Dirigenti dei suddetti enti sono responsabili dei danni arrecati, con dolo o semplice colpa grave all’Ente o ai terzi verso i quali l’Ente stesso debba rispondere sulla base di una responsabilità diretta per immedesimazione organica, nonché, a seconda dei casi, sulla base della cd culpa in vigilando;

3

l’adozione delle prescrizioni di cui al D.Lgs 231/01 deve essere considerata un comportamento idoneo ad escludere i requisiti del dolo e della colpa grave, requisiti essenziali perché possa configurarsi

la

responsabilità

penale

dell’amministratore

dell’ente e delle figure apicali. In definitiva, riteniamo di poter affermare che qualsiasi Ente, sia

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società e degli enti, per alcuni reati commessi, o tentati, nel loro

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59 RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDIUCHE DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI

Privato che Pubblico, sensibile all’esigenza, da un lato di assicurare condizioni di correttezza e di trasparenza nella conduzione delle proprie attività, a tutela della posizione e dell’immagine propria e dei propri dipendenti e, dall’altro all’esigenza di rispettare un preciso obbligo/dovere, non può non ritenere opportuno e conforme alle proprie politiche di gestione, procedere all’attuazione del Modello di organizzazione e di gestione previsto dal Decreto Legislativo 231/2001.

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