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STILE ITALIANO 20 FEBBRAIO 2019 € 5,00 (ITALIA)

CON PIERO CASTELLINI NELLA DIMORA ENGADINESE

CON DELFINA RATTAZZI DOMOTICA E DESIGN INTERNO D’ARTISTA I MAESTRI GIARDINIERI NELL’INTERIOR DI CHARME PER LA CASA DI CORTINA NEL CENTRO DI LECCE DEL VIVAIO CAPPELLINI


febbraio 2019

La fascinazione per gli oggetti e la passione per le piante

P

Piero Castellini, architetto milanese, ha una vera passione per gli oggetti d’arredo, con la capacità di scomporli e ricomporli in nuove forme: “È il mio modo di fare le cose e divertirmi, realizzare pezzi unici che rendono originale e prezioso l’insieme”. Con uno stile molto personale e riconoscibile. A Bever, in Alta Engadina, ha seguito i lavori di restauro di una storica abitazione riportando all’antico splendore le strutture lignee come la preziosa boiserie e i soffitti. E ha anche curato l’interior design, per il quale ha applicato la sua particolare abilità nel creare oggetti su misura (a pagina 40). L’amore per gli arredi è anche la fonte di ispirazione delle opere di Cosimo Gabrieli: “Questa fascinazione per gli oggetti è anche alla base dei miei collage. Appena vedo l’immagine di un oggetto, di un quadro o di un mobile che mi cattura, la ritaglio e inizio a creare uno spazio dove collocarlo utilizzando, per la composizione, sia l’acquerello sia altri ritagli complementari”. Il risultato è un mix tra realtà e fantasia che è ben evidente nel servizio a pagina 72. Un grande sforzo di immaginazione, secondo il racconto di Delfina Rattazzi a pagina 102, è servito anche nella casa di Milano dove artisti e artigiani di grande esperienza hanno lavorato per creare un delizioso ambiente, che ospita molti pezzi di origine africana e berbera, e per realizzare un originale terrazzo fatto di intrecci di rami di salice, contenitori colorati e pavimentazione d’autore. E soprattutto è il segno di una vera passione per piante e fiori. È la stessa che si respira nel servizio a pagina 88, tra le piante di Vivai Castellini Giardinieri, una passeggiata nella natura dai toni invernali, con le foglie colorate dal freddo e le belle bacche rosse: “Il vivaio in pieno campo durante l’inverno è bellissimo, meno appariscente, austero e malinconico. Ma non per questo noioso. Ogni settimana regala qualche nuovo dettaglio”, spiegano Alice e Giorgio Cappellini. Nelle serre, che sono un mondo a parte, trovano riparo nei mesi invernali alcune specie particolari come piante mediterranee ed esotiche, una collezione di begonie, banani e grandi esemplari di Ficus australis. All’artista-designer americano Peter Shire è affidata questo mese la Selezione. Shire all’inizio degli anni 80 è stato uno dei fondatori di Memphis, il famoso gruppo guidato da Ettore Sottsass. n

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DI MARGHERITA DALLAI


sommario

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56 ABITARE 12 LA MIA STANZA

di Marella Caracciolo

F Taylor Colantonio nella sua stanza-studio, un piccolo spazio illuminato da un lucernario in quella che un tempo fu una fabbrica di sapone, ora arredata come una scenografia teatrale

40 IN MONTAGNA. MAGICA BEVER Nel villaggio dell’Alta Engadina, Piero Castellini è intervenuto con un’opera di recupero che ha riportato agli antichi splendori una grande casa del 600

56 IN MONTAGNA. CAMERE CON VISTA Una tipica residenza alpina dove convivono l’atmosfera e l’ospitalità tradizionali di una casa ampezzana con tecnologia e domotica legate alle moderne esigenze dell’abitare

72 INTERIORS. COME UN COLLAGE A Lecce, nel Palazzo di famiglia di fine Ottocento, rinnovato con sensibilità ed estro, Cosimo Gabrieli ha costruito il suo rifugio elegante e senza tempo

102 INTERIORS. INTRECCI DI CHARME Per questa casa milanese con terrazza si è puntato sull’artigianato di qualità con preziose opere tessili e interventi d’autore

In copertina foto di Laila Pozzo

72

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NEL VERDE 88 VIVAIO. MAESTRI DEL VERDE

Nei Vivai Cappellini in inverno le piante prendono due strade diverse: quelle resistenti al gelo rimangono all’aperto, quelle sensibili alle basse temperature trovano riparo nelle serre; “Il vivaio in pieno campo durante l’inverno è bellissimo, meno appariscente, ma non per questo noioso”

116 DIALOGHI

di Guido Piacenza

Quasi tutti i vegetali che vediamo coltivati ma anche a volte allo stato spontaneo sono nativi di altre località del mondo, portati in Europa da ‘cacciatori di piante’ soprattutto inglesi, finanziati da ricchi possidenti

118 L’INTERVISTA

di Oliva di Collobiano

Geza con i genitori e le sorelle, vive in campagna a Reschio, in Umbria in una valle piuttosto solitaria tra le colline boscose e ripide che si ricongiunge alla valle del Tevere. Abita in città e nei giorni festivi torna in campagna a una vita nella natura

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Oltre la SIEPE di Marco Bay

Nonostante il clima, l’atmosfera è magica più che mai: rarefatta, silenziosa; nebbia, brina e cielo grigio ne aumentano l’incantesimo facendo risaltare tutte le tonalità dei verdi. Non sfugge a queste emozioni la Petite Rochelle…


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sommario

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14 IDEE 14 MOSTRE

Milano

Paul Klee torna a Milano, con la grande retrospettiva “Alle origini dell’arte”, negli spazi del Mudec, Museo delle Culture

37 ARTE

Valentina Grilli

Le opere di Valentina Grilli raffigurano soggetti botanici e animali in modo veritiero, con un realismo minuzioso di grande effetto. “La mia arte attinge a una indagine interiore quotidiana”

19 LA SELEZIONE

di Peter Shire

“Il motivo per il quale ho scelto questi oggetti, è che sono parte della mia vita: sono ispirazione, aspirazione, esasperazione, immaginazione”

120 NEWS

Intesa Sanpaolo Casa

Nel mercato immobiliare, le case di pregio non hanno mai risentito della congiuntura sfavorevole. In questo segmento ha deciso di entrare Intesa Sanpaolo Casa con il progetto Exclusive

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19 122 EVENTI

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Mercanteinfiera

Dal 2 al 10 marzo, gli spazi espositivi di Fiere di Parma torneranno a ospitare Mercanteinfiera, la mostra mercato dedicata all’antiquariato, al modernariato e al collezionismo vintage

125 SCEGLIERE. SPECIALE LEGNO

Parquet e boiserie di pregio nella rassegna dedicata alle più importanti e qualificate aziende del settore

132 OUTDOOR

Alcune tra le principali aziende del settore presentano le loro più recenti novità per l’arredamento outdoor

COMPRARE AFFITTARE 135 LIGURIA Proprietà e ville di fascino sulla Riviera Ligure: Sanremo, Imperia, Bordighera e Ventimiglia


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LA MIA STANZA

a cura di Marella Caracciolo

F Taylor Colantonio: come una scenografia teatrale L’umorismo surrealista di F Taylor Colantonio comincia dal suo primo nome, una I-PHOTO DI F TAYLOR COLANTONIO solitaria ‘F’ maiuscola. “Si dimenticarono di scrivere per intero il mio nome, che avrebbe dovuto essere Francis”, racconta divertito riferendosi all’errore che fecero all’anagrafe dove fu iscritto alla sua nascita negli Stati Uniti trent’anni fa. Una leggera ironia pervade anche il suo studio trasteverino grazie al suo gusto per il kitsch e per il ‘burlesque’ teatrale. Italiano di origini, F (che si fa chiamare con il secondo nome, Taylor) è arrivato a Roma attraverso il Salento. “Sono approdato a Lecce qualche anno fa”, racconta, “per lavorare come apprendista presso uno dei più grandi Maestri artigiani, esperto nel creare quei meravigliosi pupazzi di cartapesta che popolano le processioni religiose”. Quell’alchimia che attraverso l’immaginazione trasforma umili materiali – in quel caso carta straccia e colla, ma anche stoffa, plastica in oggetti che strizzano l’occhio a risonanze sacrali o classiche, è alla base della sua creatività. “Che siano tappeti, carte da parati o oggetti tridimensionali”, spiega, “i miei oggetti devono poter esistere autonomamente in qualunque spazio. Tendo a fare multipli piuttosto che pezzi unici, anche per questo mi considero un designer”. La sua stanza-studio, un piccolo spazio illuminato da un lucernario in quel che un tempo fu una fabbrica di sapone, è arredata come una scenografia teatrale con elementi architettonici, ad esempio colonne classicheggianti, disegnati direttamente su pezzi di cartone. Appoggiati qua e là una linea di vasi in stoffa che evocano una visione kitsch, piuttosto, che filologica, del classicismo greco e romano. Altri ‘vasi’ ciclopici sempre in stoffa ma alti quasi due metri da terra fanno riferimento a due vasi cinesi dipinti da John Singer Sargent in un noto quadro del 1882, ‘The daughters of Edward Darley Boit’ che si trova al museo di Boston dove Colantonio andava spesso da bambino. A illuminare il piccolo tavolo di lavoro, numerose lampade appese al soffitto: semplici forme in PVC sulle quali Colantonio ha dipinto coloratissime forme astratte. “Il mio tributo a Carla Accardi”, dice. L’innesto con l’arte Italiana degli ultimi decenni del Ventesimo secolo si respira un po’ ovunque in questo studio appartenuto per lungo tempo a Gino De Dominicis. In seguito lo spazio fu rilevato e trasformato in galleria da Stefania Miscetti che qui ha mostrato i lavori di alcuni grandi protagonisti dell’arte italiana e internazionale. Oggi è il palcoscenico su cui F Taylor Colantonio proietta le sue immaginifiche finzioni. Info: ftaylor.co Instagram: @taylorc n

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Sopra “Con il Serpente”, una tecnica mista del 1924 e accanto “Costruzione Boschiva” del 1919; in ogni opera Klee si sforza di rinviare l’osservatore al processo che sta dietro l’immagine, di sollecitare in lui domande attorno al senso di ciò che vede.


MOSTRE

Milano

il linguaggio multiforme di Paul Klee Paul Klee torna a Milano, con una grande retrospettiva negli spazi del Mudec, Museo delle Culture, che ospiterà fino al 3 marzo oltre cento opere del grande pittore svizzero nella mostra “Alle origini dell’arte”; questo il titolo del progetto espositivo, che si propone di indagare l’universo estetico di Klee a partire dal 1901, anno in cui l’artista visitò l’Italia scoprendo i tesori dell’arte paleocristiana, attingendo alle sue memorie simboliche. Da allora il suo percorso si è trasformato in un viaggio nei più diversi linguaggi primitivi, in una ricerca volta alla comprensione dei segreti del cosmo attraverso forme ancestrali, indagate e riformulate con ironia ed eleganza. Onnivoro e curioso, Klee si distanzia sempre più dalla sua formazione accademica, approdando a figure inedite, come nelle caricature o ancora nei suoi paesaggi onirici dove l’artista In alto, “Senza Titolo” (1939). L’intensa produzione di simboli supera la gabbia naturalistica senza perdere definitivamente il contatto con il dato è rintracciabile in tutta l’opera visivo; nell’opera in mostra “Costruzione Boschiva” (1919), le semplici campiture di Klee; qui un cuore e un ramo geometriche e i segmenti che le racchiudono rimandano a un universo infantile e pulsano all’interno dell’opera. fiabesco che contribuisce a dare un’implicazione emotiva dell’immagine. Il percorso Sopra, “Tempo di Forza” (1933), in cui Klee riduce il paesaggio continua con una spazio dedicato alle marionette che l’artista stesso realizzò per il a ‘scacchiere’ di colori. figlio Felix, prova tangibile di un interesse profondo verso la grafica essenziale dei bambini; a concludere la sezione “policromie e astrazione”, dove Klee sublima il suo alfabeto espressivo sciogliendo ogni vincolo con il soggetto, per far risplendere solo la sua bellezza interiore attraverso leggere velature di acquerello. n TESTO DI VALENTINA GRILLI

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Sopra, “L’occhio” (1938), a sinistra “Angelo in divenire” (1934): la creatura celeste si è fatta linea, divenendo pura idea, come in cercasi cerca di una forma. Nella pagina accanto “Con la Lampada a gas” (1915), in cui Klee inizia a spartire lo spazio in un gioco di triangoli leggeri, mentre la mezzaluna gialla rimanda all’alone della fioca luce della lanterna.


MOSTRE

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LA SELEZIONE DI PETER SHIRE

Seduta PIZZ-O-LOVER, Peter Shire, 2007

“Il motivo per il quale ho scelto questi oggetti, è che sono parte della mia vita: sono ispirazione, aspirazione, esasperazione, immaginazione, ammirazione”. Con queste parole, Peter Shire ha spiegato la filosofia che ha seguito per realizzare la sua Selezione. L’artista, che vive e lavora a Los Angeles, è autore di opere che sfuggono a ogni tentativo di categorizzazione. Nel corso della sua lunga carriera, ha creato ceramiche, mobili, giocattoli, design di interni e sculture pubbliche, che sembrano, allo stesso tempo, omaggi e parodie di alcuni tra i più significativi movimenti artistici del 900: Bauhaus, Futurismo, Art Nouveau e Déco. All’inizio degli anni 80, Peter Shire è stato inoltre uno dei fondatori di Memphis, il gruppo di designer, guidato da Ettore Sottsass, che ha contribuito a rinnovare i linguaggi del design internazionale con progetti all’insegna della provocazione e dell’ironia. “Certamente molte delle cose che abbiamo fatto a quei tempi erano folli, ma sono diventate delle vere e proprie icone. Forse perché il nostro desiderio era quello di oltrepassare i limiti e rendere ogni cosa completamente nuova”. n

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PHOTO: FELIX COOPER FOR SPACE MAGAZINE

il piacere dell’ironia e della provocazione creativa


LA SELEZIONE

Sculture CASSATA AND TRE VENEZIA, Peter Shire, 2002 fotografate all’esterno dello Studio e ora al Catalina Island Museum Installazione NAKED IS THE BEST DISGUISE, Peter Shire, MOCA Pacific Center, 2017 (Courtesy of The Museum of Contemporary Art, Los Angeles, foto di Zak Kelly)

Divano BIG SUR, Peter Shire, Memphis, 1986 (Vista dell’installazione di Peter Shire 1234 STAGIONI, Memphis | Post Design, Milano, 2018) Tavoli BRAZIL, Peter Shire, Memphis, 1981 (Vista dell’installazione di Peter Shire 1234 STAGIONI, Memphis | Post Design, Milano, 2018)


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LA SELEZIONE

Automobile 500 ABARTH, Fiat, 2008

Automobile JEEP WRANGLER 2 DOOR SPORT (Soft Top), Jeep, 2018

APE 50 PIANALE, Piaggio, 1969

Automobile FIAT 500, Fiat, 1957


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LA SELEZIONE

Automobile PINK PANTHERMOBILE, Ed “Big Daddy” Roth, 1969

Automobile personalizzata BEATNIK BANDIT, Ed “Big Daddy” Roth, 1961

Automobile personalizzata OUTLAW, Ed “Big Daddy” Roth, 1957


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LA SELEZIONE

Illustrazione HOT ROD RACE, Robert Williams, 1976

Autovettura JAGUAR E-TYPE, Jaguar, 1961

Brochure RAINBOW CONVERTIBLE D, Porsche, 1958


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LA SELEZIONE

Interni PALAZZO DEL BO, Università degli Studi di Padova, Gio Ponti, 1941

Libreria VELIERO SHELVING, Franco Albini, Cassina, 2011

DISCO BALL, Carlo Mollino, 1959


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LA SELEZIONE

Scultura RETIRED INSTRUMENTS WITH DISC (YELLOW), Ricky Swallow, 2012

Scultura CHAIR FORM WITH STRING, Ricky Swallow, 2014

Sedia PRIMULA, George Sowden, Memphis, 1981

Scultura PHOENIX, Matt Paweski, 2017


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LA SELEZIONE

Tazza NOSE CUP, Ken Price, 1969

PINK-SLIPPED GOLD KAIRAGI SHINO BOWL, Takuro Kuwata (Photo: Kenji Takahashi, courtesy of Tomio Koyama Gallery)

Scultura, HANDLIN’ BAMBI, Ron Nagle, 2012

Ceramiche DRUM AND SHADE VESSEL, Ian McDonald, 2016


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LA SELEZIONE

LOS ANGELES CITY HALL, John Parkinson, John C. Austin, Albert C. Martin Sr., 1928

Grafica JAPANESE CULTURE THE FIFTY POSTWAR, Tadanori Yokoo, 1945-1995

Libro LOS ANGELES: PORTRAIT OF A CITY, Jim Heimann, Taschen, 2009

Marching Band THE HUMAN JUKEBOX, Southern University e A&M College a Baton Rouge, Louisiana


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SOTTO L’OPERA “RISVEGLIO”, OLIO SU TELA DEL 2018. IN BASSO A SINISTRA “SCORGERE” E A DESTRA “LO SGUARDO”, TAVOLE 20X20 CM. A OLIO


ARTE

Valentina Grilli

sospesa tra realtà e sogno Valentina Grilli, una giovane artista milanese, dopo aver frequentato Beni Culturali e studiato i grandi maestri ha deciso di intraprendere il suo percorso artistico. “Fin da piccola ho sempre disegnato e amato le piante, il cielo e gli animali”, racconta. “La decisione di volermi realizzare come artista è relativamente recente. Il mio studio è la mia casa, studiata e arredata ad hoc”. I soggetti preferiti sono rimasti quelli della sua infanzia. Fiori, fili d’erba, soffioni e animali. “I cervi sono tra i miei animali preferiti, sono un soggetto che ricorre nei miei lavori”, continua. “Andavo con il mio papà in montagna a cercarli, sgranavo gli occhi per poterne avvistare qualcuno. La loro innocenza mi lasciava senza fiato, come il suono dei branchi che correvano”. Le opere di Valentina Grilli raffigurano soggetti botanici e animali in modo veritiero, con un realismo minuzioso di grande effetto. “La mia arte attinge a una indagine interiore quotidiana. La definirei sospesa, perché creo atmosfere in bilico tra realtà In alto, “The Grassy bank” e sogno, tra passato e futuro, al di là della realtà fenomenica”. Valentina Grilli, che (2018), una zolla erbosa ama esprimersi attraverso la grafite e considera la matita una fedele compagna che richiama gli acquerelli da sempre, da qualche anno si è avvicinata all’olio, tecnica antica e complessa. del Durer dedicati alle piante selvatiche. Sopra, un ritratto “È meravigliosa, è a lei che devo il senso di verità che anima i miei lavori”. Il disegno di Valentina Grilli. a cui è più legata è una rosa a grafite, il lavoro in corso è una grande coppia di cervi con volo di uccelli. Le ispirazioni non le mancano come gli stimoli e la ricerca che muovono da una meditazione personale profonda. Ama molto Dürer (“Ha reso speciale l’erba, ha dato dignità a fiori come il tarassaco e i trifogli”) e Andrew Wyeth per le sue atmosferiche pittoriche sospese e sognanti. n TESTO DI FRANCESCA MALASPINA

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ARTE

Sopra, a sinistra, “The Nourishment” (2017), olio su tavola. Qui sopra “The Dreamer”, olio su tela (2018): il sonno pesante del mammifero evoca l’isolamento dal mondo e la conseguente necessità d’introspezione. A sinistra “The Silent Song”, olio su tela del 2018: il rinnovarsi periodico delle corna del cervo, allude al concetto della rigenerazione.


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MAGICA BEVER

TESTO DI FRANCO NICCOLI / FOTO DI LAILA POZZO

NEL VILLAGGIO DELL’ALTA ENGADINA, PIERO CASTELLINI È INTERVENUTO CON UN’OPERA DI RECUPERO CHE HA RIPORTATO AGLI ANTICHI SPLENDORI QUESTA GRANDE CASA DEL 600


IN MONTAGNA

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IN MONTAGNA

N

Nel recupero degli ambienti interni di questa casa padronale del 600 nel villaggio di Bever, tra St. Moritz e Zuoz, rimasta intatta e perfettamente restaurata all’inizio dell’800, Piero Castellini, architetto, ha avuto mano libera. Lo racconta con soddisfazione e con riconoscenza nei confronti dei proprietari milanesi e anche della Sovrintendenza locale che ha vigilato con discrezione perché le opere di un bene protetto fossero condotte a regola d’arte, secondo la rigida legislazione svizzera. Così Castellini ha potuto procedere all’opera di risanamento delle strutture esistenti riportandole all’antico splendore e aggiungendo, dove possibile, un tocco di creatività. In un contesto, quello di Bever, che sembra sospeso nel tempo e costituito da un manipolo di case d’epoca, ben restaurate e ricche di storia. Le magnifiche boiserie di questa casa sono tutte originali e uno degli interventi più importanti di Castellini è stato l’accurato lavoro di restauro dei pannelli di legno e degli interni. “Era importante conservare il fascino della casa e nello stesso tempo inserire armoniosamente opere d’arte contemporanea e arredi in gran parte fatti su misura”. Così, entrando, ci si trova immersi nella luce diffusa del bel soffitto a volte creato da Castellini e da alcune opere di Andy Warhol e dal “Bosco” realizzato da Francesco Pignatelli. Ciò che colpisce nell’ampio salone, sul quale si affaccia l’antica stufa in ceramica che risale ai primi dell’800, sono le magnifiche pareti alle quali, per contrasto con gli antichi manufatti lignei, sono appese alcune opere d’arte di Getulio Alviani e un raro acrilico di Francesco Carozza. Un mix completato dagli arredi in parte disegnati da Castellini, in parte acquistati da antiquari o recuperati in botteghe specializzate. “Mi piace mescolare stili diversi, creare oggetti su misura e metterli a confronto con il design, creare contrasti tra arte contemporanea e pezzi provenienti da culture asiatiche”. Il tutto accomunato da una vera passione per l’antiquariato e la capacità di scomporre e ricomporre oggetti e arredi: “È il mio modo di fare le cose e divertirmi, realizzare pezzi unici che rendono originale e prezioso l’insieme”. Con uno stile molto personale e riconoscibile. n

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NELL’INGRESSO, IL BEL PAVIMENTO IN ABETE E NOCE, LE SEDIE IDEATE DA PIERO CASTELLINI E L’ANTICO MOBILE TIBETANO ACQUISTATO A PARMA AL MERCANTEINFIERA. IL SOFFITTO A VOLTE E L’ILLUMINAZIONE SONO UN PROGETTO DI CASTELLINI. A DESTRA, DUE DAINI IN LEGNO LACCATO ORO PROVENIENTI DALL’INDIA. SOPRA, LO STEMMA DELLA FAMIGLIA CHE FECE COSTRUIRE LA CASA, E IL LAMPADARIO “SOLE” CON SPECCHIO FISH EYE E LUCI LED VERSO L’ALTO.


IN MONTAGNA

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BOISERIE E SOFFITI RESTAURATI CON PERIZIA. DUE OPERE ALLE PARETI SONO DI GETULIO ALVIANI. LA TERZA, A DESTRA, È DI FRANCESCO CAROZZA. IL TAVOLINO DI PIERO CASTELLINI, LAMPADE C&C


IN MONTAGNA

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LA DORMEUSE DI ELIO FRIGERIO CON BRACCIOLI IN CORNA DI ANTILOPE E RIVESTITA IN PELLE. LE TENDE SONO IN TESSUTO C&C MILANO. L’OPERA ALLA PARETE è DI SILVIO WOLF. A DESTRA, UNO SCORCIO DEL SALONE CON I DIVANI DISEGNATI DA CASTELLINI RIVESTITI CON TESSUTO C&C. IL TAVOLINO, DESIGN CASTELLINI, è REALIZZATO DA FALEGNAMERIA ROTA DI BARZANA (BERGAMO).


IN MONTAGNA

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IN MONTAGNA

Nella pagina a sinistra, in alto, la sala da pranzo con il tavolo in rovere e lamiera di ferro, design Castellini, e il lampadario Fontana Arte. Le specchiere con la cornice in rame e le sedie con i braccioli in corno sono state disegnate da Castellini. Finemente lavorato e prezioso il mobile originale inserito nella boiserie. Nella foto sotto, la grande stufa in ceramica dell’800 realizzata in Olanda e che si affaccia sul

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salone e sulla sala da pranzo. Sopra, la cucina con il pavimento in legno di abete e noce. Gli elementi di cottura di Stefano Cermenati sono in acciaio stagnato con maniglie in rame. Le cantinette in acciaio sono realizzate su misura. A sinistra, due pecorelle di Nando Crippa in legno e pelo di lana e il mobile-libreria realizzato su disegno di Castellini utilizzando le ante di un vecchio organo.


NELLA CAMERA PADRONALE, IL LETTO DISEGNATO DA PIERO CASTELLINI IN ROVERE SBIANCATO CHE CONTRASTA CON IL COLORE CALDO DELLA BOISERIE. TUTTI I TESSUTI E LE TENDE SONO DI C&C. POSATA SUL PAVIMENTO, LAMPADA DI CATELLANI & SMITH. A DESTRA, L’ANGOLO, PIENO DI CHARME, DEL BOW WINDOW CON LA PICCOLA SCRIVANIA CHE SCOMPARE NELLA PARETE.


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A destra, una delle camere da letto con la boiserie in legno di abete acquistata da Castellini a Parigi e in seguito decapata. Le lampade sono di Anna Lai, sul tavolino un’antica ruota cinese in legno. Nel bagno, pareti rivestite con doghe di pino in contrasto con la pietra locale utilizzata per il lavabo. Rubinetti della serie Italica di Stella.


IN MONTAGNA

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IN MONTAGNA

CAMERE CON VISTA TESTO DI DELFINA MALATESTA / FOTO DI MASSIMO CRIVELLARI

UNA TIPICA RESIDENZA ALPINA DOVE CONVIVONO L’ATMOSFERA E L’OSPITALITÀ TRADIZIONALI DI UNA CASA AMPEZZANA CON TECNOLOGIA E DOMOTICA LEGATE ALLE MODERNE ESIGENZE DELL’ABITARE

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IN MONTAGNA

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Un attico a Cortina, la Perla delle Dolomiti, in un elegante sottotetto, inondato dalla luce naturale, foderato di legno antico di prima patina e circondato da boschi e montagne innevate. “Gli interni delle case di montagna traducono il fascino della tradizione, dei materiali tipici, del contesto naturale in cui si trovano, anche se caratterizzate da uno stile essenziale, piacevolmente minimalista, dove design e tecnologia assicurano comfort ed eleganza”, spiega Alessandro Zandonella, designer che ha realizzato il progetto di ristrutturazione. Seguendo le richieste della committenza lo studio ha ripensato una tipica residenza alpina facendo convivere l’atmosfera e l’ospitalità tradizionali di una casa ampezzana con la tecnologia e la domotica legate alle moderne esigenze dell’abitare. Anche per gli arredi è stato scelto di unire la tradizione con la contemporaneità mettendo a confronto elementi di design con elementi del folclore ampezzano. La zona giorno, ampia e luminosa, ne è un esempio: il legno antico d’abete prima patina richiama lo charme del passato, evoca l’autenticità della materia e i segni del tempo sottolineati dai nodi e dalle venature. La stufa in maiolica richiama la tradizione delle stufe in ceramica decorate artigianalmente mentre il caminetto in ardesia presenta una linea essenziale e moderna. A questo binomio di tradizione e contemporaneità si aggiunge un elemento prezioso: il lavoro su misura eseguito da maestri artigiani del territorio, depositari della memoria e delle usanze dei luoghi. Nel living le sedute di design, i divani su misura, il tavolo da pranzo e i tavolini da salotto convivono in armonia come i diversi materiali utilizzati, legno, vetro e ardesia. “La grande terrazza che si apre su un ampio terrazzo/ patio con vista sulle montagne circostanti non rappresenta solo una fonte di luce ma è un elemento essenziale del grande living, voluto per creare un contatto tra gli interni dell’attico e la straordinaria natura del luogo, fil rouge che contraddistingue l’intero progetto”, prosegue Alessandro Zandonella. “L’interior design di ogni stanza da letto è stato studiato per soddisfare l’esigenza della committenza di poter godere del panorama, unico, delle Dolomiti. Ogni testata è stato posizionato in modo da godere della vista delle cime delle montagne, rivoluzionando la consuetudine di collocare la testata a ridosso di una parete”. Una richiesta che ha comportato un progetto su misura degli arredi, con vani guardaroba, mensole e televisione a scomparsa per dare risalto e spazio alla vista delle camere. n

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UNO SCORCIO DEL LIVING CON IL DIVANO SU MISURA E LE POLTRONE DI CASSINA. A SINISTRA, LA STUFA IN MAIOLICA RICHIAMA LA TRADIZIONE


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L’attico di Cortina, inondato dalla luce e ristrutturato dal designer Alessandro Zandonella, è stato pensato in modo tale da coniugare la tradizione delle case ampezzane con le moderne esigenze dell’abitare. In queste pagine, la ZONA cucina, foderata di legno antico e accessoriata con domotica e tecnologia.

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UNO SCORCIO DEL TERRAZZO COPERTO, APERTO SUL PAESAGGIO PER GODERE APPIENO LA VISTA SULLE MONTAGNE CIRCOSTANTI. IN PRIMO PIANO LE POLTRONE DI LEGNO


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IN QUESTE PAGINE ALCUNI SCORCI DELLE SCALE D’INGRESSO DELL’ATTICO AMPEZZANO. LE PARETI SONO FODERATE DI LEGNO ANTICO DI PRIMA PATINA


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IL FIL ROUGE CHE LEGA IL PROGETTO È LA RICERCA DEL CONTATTO TRA GLI INTERNI E IL PAESAGGIO. I LETTI SONO POSIZIONATI DI FRONTE ALLE FINESTRE CHE SI APRONO SULLE DOLOMITI. IN QUESTE PAGINE, CAMERA CON BAGNO


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INTERIORS

COME UN COLLAGE

TESTO DI MARGHERITA DALLAI / FOTO DI DARIO FUSARO

A LECCE, NEL PALAZZO DI FAMIGLIA DI FINE OTTOCENTO, RINNOVATO CON SENSIBILITÀ ED ESTRO, COSIMO GABRIELI HA COSTRUITO IL SUO RIFUGIO ELEGANTE E SENZA TEMPO

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INTERIORS

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Il Palazzo era di famiglia e conservava arredi secondo la moda di un tempo quando i damaschi, le carte da parati, i tappeti erano i grandi protagonisti degli interni. Quando ha deciso di farne la sua dimora principale, Cosimo Gabrieli ha iniziato a togliere i desueti arredi cercando di valorizzare i molti pregi della casa, i soffitti a volta, i volumi, l’antico pavimento in mosaico opera di maestranze locali nei primi anni del Novecento e la luce che vi entrava copiosa. “Il mio intervento è stato quello di riportare e mettere in luce le caratteristiche originarie degli interni senza togliere niente all’anima della casa che ho sempre percepito come carica di buona energia”, spiega. “È il mio rifugio senza tempo, privo anche di connotazioni territoriali, che mi permette, sempre, di sentirmi ovunque”. Così i damaschi sono stati sostituiti con il lino e la carta da parati con le tinteggiature, bianche per i soffitti, grigio beige per le altre pareti”. Per gli arredi ha seguito un preciso “fil rouge” non legato agli stili ma al significato “emotivo” che ogni oggetto portava con sé. “Il mobile comprato durante un viaggio, i divani o i quadri dell’infanzia, i regali o i frutti del mio irrefrenabile amore per gli oggetti da mercatino acquistati a Napoli o a Parigi negli anni”, continua. “Questa fascinazione per gli oggetti è anche alla base dei miei collage. Appena vedo l’immagine di un quadro o di un mobile che mi cattura, la ritaglio e inizio a creare uno spazio dove collocarlo utilizzando, per la composizione, sia l’acquerello sia altri ritagli complementari”. Cosimo Gabrieli è un medico con la passione per i collage che realizza nel tempo libero. E nel creare i suoi quadri come nella sistemazione della sua casa il rapporto con gli oggetti, il loro charme, la loro carica evocativa di sentimenti, hanno giocato un ruolo fondamentale. La sua casa è stata costruita come i suoi collage, pezzo per pezzo, sulla memoria e le atmosfere estetiche. È personale ed eclettica, fuori da ogni moda. Come la parete con le stampe dei Borboni o il ritratto di Maria Carolina regina di Napoli, dipinta con, al posto della corona, un’acconciatura di spighe di grano, che visitò brevemente anche Lecce (perché si ammalò), omaggi al Regno delle Due Sicilie. Nella casa di Cosimo si percepisce un’armonia calma e rassicurante, come quella che abita i suoi collage che iniziò a creare, per gioco, dopo averne visti qualcuno, antico, a Napoli. “Con ironia, e soprattutto con la consapevolezza del gioco, creo ogni volta una storia. Un’attività estremamente divertente, quasi terapeutica. Perché, come diceva Proust, siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia”, conclude. n

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INTERIORS

Due scorci della sala da pranzo. Le pareti grigio beige e i soffitti bianchi riprendono le tonalitĂ dei bei pavimenti in mosaico primi Novecento realizzato da maestranze locali. Alle pareti, stampe francesi di fine

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Settecento raffiguranti vasi antropomorfi. Mobili di famiglia e oggetti della memoria raccolti da Cosimo Gabrieli negli anni arredano la stanza. Ai lati del mobile da pranzo, due busti in gesto ottocenteschi.


Foto in alto, il salotto con il divano e le poltrone di famiglia ricoperte in lino bianco. Foto a sinistra, in primo piano sulla consolle a foglia d’oro, guerrieri cinesi in terracotta smaltata dei primi del Novecento. A destra, un collage di Cosimo Gabrielli con consolle e due carlini ai lati. Lo sfondo è dipinto ad acquerello. Nelle sue creazioni, Cosimo inizia da un mobile, un oggetto, un quadro che lo affascina. Dopo averlo ritagliato gli crea uno spazio intorno attingendo alla memoria e al sogno.


INTERIORS

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Un collage di Cosimo Gabrieli e uno scorcio del salotto della sua casa di Lecce. “Per l’arredamento ho seguito un unico criterio, che va al di là degli stili, e corrisponde al significato emotivo che ogni singolo arredo rappresentava per me”, racconta. “Questa fascinazione per gli oggetti è alla base dei miei collage che creo con ironia e con la consapevolezza del gioco”.


INTERIORS

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DUE LETTI IMPERO, ENTRAMBI TRASFORMATI IN DIVANI, SI RIPETONO SIA NEL SALOTTO DI CASA, SIA NEL COLLAGE CREATO DA COSIMO GABRIELI


INTERIORS

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INTERIORS

Foto a sinistra, la camera padronale con le tende in lino bianco che proteggono il letto a baldacchino disegnato da Cosimo Gabrieli e realizzato da artigiani locali. I cuscini delle sedie sono ricoperti con tessuti antichi. Sopra il letto, una natura morta napoletana del 700.

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A fianco del letto, due etagère Ottocento italiane. Foto in alto, un particolare del mobile con sopra il vaso francese in legno del 700 comprato a Parigi da Cosimo negli anni 80. Svetta nella camera grazie alla bella e originale infiorescenza di cristallo e ferro.


SPAZI INTIMI, ATMOSFERE LEGATE DA UN FIL ROUGE DI MEMORIE ED EMOZIONI, SI RITROVANO, CON IRONIA, NEI COLLAGE DI COSIMO


INTERIORS

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IN VIVAIO

MAESTRI DEL VERDE

TESTO DI MARGHERITA DALLAI / FOTO DI MARCO BAY

NEI VIVAI CAPPELLINI IN INVERNO LE PIANTE PRENDONO DUE STRADE DIVERSE: QUELLE CHE RESISTONO AL GELO RIMANGONO ALL’APERTO, QUELLE SENSIBILI TROVANO RIPARO NELLE SERRE

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IN VIVAIO

A

Anche d’inverno, con la bruma e i cieli lattiginosi, le piante mettono in mostra la loro bellezza, meno appariscente di quella primaverile ed estiva ma altrettanto affascinante per chi sa cogliere la magia delle foglie colorate dal freddo, degli alberi di cui risalta la sagoma del tronco e dei rami, delle bacche rosse. Una bellezza languida e sommessa che si addice alla stagione del riposo. Nei Vivai Cappellini in inverno le piante prendono due strade diverse: quelle resistenti al gelo rimangono all’aperto, quelle sensibili alle basse temperature trovano riparo nelle serre. “Il vivaio in pieno campo durante l’inverno è bellissimo, meno appariscente, austero e malinconico. Ma non per questo noioso. Ogni settimana regala qualche nuovo dettaglio”, spiega Giorgio Cappellini. Le serre sono un mondo a sé. Due sono serre fredde, costruite 50 anni fa da Carlo Cappellini, e vengono usate come ricovero di piante mediterranee. “All’interno corre un vecchissimo Ficus repens che ha ricoperto intere pareti, vecchi esemplari di asparagus, aralie, brachichiton, Duranta erecta dall’aspetto scompigliato, inusuale e dimenticato”, spiega Alice Cappellini. “Nella serra tropicale, più recente, trovano riparo piante mediterranee ed esotiche, una bellissima collezione di begonie, grandi esemplari di Ficus australis, Monstera deliciosa di considerevole età”. Nel vivaio all’aperto vengono coltivate piante del nord Europa, sia sagomate secondo l’arte topiaria, sia in forma libera dai portamenti naturali. “In questa stagione i meli da fiore sono ancora bellissimi, coltivati a tetto o a spalliera o lasciati crescere liberi, regalano macchie di colore rosso intenso al vivaio”, continua Giorgio Cappellini. “Bella anche la Parrotia persica che a metà febbraio inizierà una leggerissima fioritura rossa”. Una visita ai vivai è interessante anche in questa stagione. Le serre traboccano di piante tropicali come felci e filodendri, i campi mostrano gli alberi allineati con ai piedi i loro tappeti di foglie, sonnacchiosi ma pronti a risvegliarsi ai minimi cenni della primavera. Da vedere la collezione di querce sempreverdi raccolta da Enrico Cappellini insieme a quella delle magnolie di cui era appassionato. “Sono il frutto di anni di esperimenti. La nostra ricerca botanica si basa su prove e tentativi: è la pianta alla fine a decidere, è fondamentale la sua risposta al modo in cui è coltivata. Uno dei successi? La collezione di ciliegi giapponesi raccolta da mio nonno Carlo che è diventata famosa tra gli appassionati”, conclude Alice Cappellini. (cappellinipiante.it). n

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In apertura, Hydrangea paniculata. Sullo sfondo, Magnolia macrophilla. Pag 90-91, Parrotia persica in forma “ponpon”, a destra Fagus sylvatica Atropurpurea. In questa pagina, Malus x robusta “Red Sentinel; a destra, Fagus sylvatica Rotundifolia.


OCCHIELLO

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Foto in basso, in primo piano Miscanthus x giganteus, Miscanthus sinensis e Panicum virgatum. Pagina a destra, dall’alto in senso orario, uno scorcio delle serre; il delicato stelo del Salix koryanagi; la fioritura della Salvia “Waverly� e uno scorcio sulle graminacee.


IN VIVAIO

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IN VIVAIO

A sinistra, le belle e rigogliose piante di Musa ensete “Maurelii” (Banano rosso) a riparo nelle serre. Sotto, le bellissime foglie della Licuala, pianta tropicale dell’Asia. Sullo sfondo, le decorative foglie della Archontophoenix alexandrae, palma australiana.

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IN VIVAIO

Le serre d’inverno? Una vera meraviglia, un trionfo di tronchi e foglie dalle fogge esotiche. A sinistra, uno scorcio sulla piccola giungla con la bella vegetazione che varia per tessitura e colore. In primo piano, la grande foglia del Phillodendron

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bipinnatifidum. Sullo sfondo, Kentia (Howea), Tetrastigma voinierianum. Foto a destra, uno scorcio all’interno della serra: in primo piano, Agave americana. Foto in alto, all’interno delle serre, un poetico riflesso sull’acqua delle foglie del Ficus australis.


In questa pagina, dall’alto a sinistra, uno scorcio sui frutti arancio-rossi che adornano la Duranta erecta durante l’inverno. A destra, le eleganti foglie della Cocos plumosa. Foto a fianco a sinistra, i bei fiori bianche della Aralia japonica, riuniti in vistose e decorative infiorescenze ad ombrello. Nella pagina a destra, uno scorcio sulle meravigliose tessiture delle foglie.


OCCHIELLO

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INTERIORS

INTRECCI DI CHARME

TESTO DI DELFINA RATTAZZI / FOTO DI LEONARDO DUGGENTO

PER QUESTA CASA MILANESE CON TERRAZZA SI È PUNTATO SULL’ARTIGIANATO DI QUALITÀ, CON PREZIOSE OPERE TESSILI,INTERVENTI D’AUTORE E UN RAFFINATO DISEGNO CREATIVO

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INTERIORS

E

Era un bilocale anni 60, dallo charme decisamente scarso, provvisto di un terrazzo con vista su muri sbrecciati e punteggiati da grosse macchie di muffa. Gli amici di sempre, gli architetti Roberto Giussani e Andrea Balestrero (giussaniarch.com) e il paesaggista Stefano Baccari, lo hanno contemplato con sguardi interdetti. Serviva un grande sforzo di immaginazione. Abbiamo puntato sull’artigianato di qualità. Le piastrelle del bagno sono fatte a mano, la partizione in ferro e vetro fra la sala e la cucina è stata affidata a un maestro nella lavorazione dei metalli. Sui muri cestini africani e berberi, che vengono intrecciati dalle donne, e opere tessili Naga, Hmong e tibetane. Una poltrona foderata di stoffa Ikat viene dal negozio di Maurizio Epifani. Una catasta di cuscini testimonia l’amore per i tessuti. L’armadio giapponese è stato nobilitato con stoffe di Lisa Corti. La stanza da letto è foderata con carta da parati Ananbo, che ha trasformato l’ambiente ristretto in una sorta di giungla che emana nostalgia del Raj, l’impero inglese in India. Stefano Baccari con Anna Patrucco, artigiana artista che intreccia i rami di salice, hanno creato una casetta fiabesca sul terrazzo, ideale per le piante rampicanti. Il pavimento è stato realizzato a mano da Andrea Serafino e Andrea Taddei, in ciottoli di marmo burattato grigi e verdi. Raffigura un labirinto. I contenitori per le piante, blu, azzurri, verdi e terra di Siena, sono l’opera di Samuele Bianchi, di Vases&Vasi. Felci, sambuchi, acanthus a fiore rosa, heuchere, asparagine, sambucus nigra, una gardenia di lago e hydrangea quercifolia sono state piantate alla base. Tra i rampicanti troviamo una rosa bianca “Purezza”, luppolo, ampelopsis arborea, hydrangea petiolaris, muehlenbeckia, viti americane trovate da Lapo Giani e akebia quinata. Ci sono clematis di ogni genere: montana, a fioritura estiva e con i fiori verdi. Ora che i rampicanti iniziano a ricoprire il tetto della casetta ornata da due comignoli, l’opera è sempre più viva e in continuo cambiamento. Troneggia una felce Cyathea Cooperii, dall’impressionante esuberanza. Fra le felci mi sono appassionata alla varietà Japonica Picta, che sembra dipinta a mano. La muehlenbeckia a foglia piccola è stata una scoperta. Il terrazzo è un piccolo mondo chi in autunno si riempie di bacche, ahimè molto amato dai volatili. Si arricchisce spesso di piante da sperimentare in questa sinfonia di verdi che devo all’abilità di Stefano Baccari, un creativo vero. n

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STEFANO BACCARI, PAESAGGISTA, CON ANNA PATRUCCO, ARTISTA DEGLI INTRECCI FATTI CON RAMI DI SALICE, HANNO CREATO IN TERRAZZO UNA ‘CASETTA’ IDEALE PER LE PIANTE RAMPICANTI

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Roberto Giussani, architetto, e Stefano Baccari, paesaggista, hanno puntato per la ristrutturazione della casa sull’artigianato di qualità. Il pavimento del terrazzo è stato realizzato a mano da Andrea Serafino e Andrea Taddei, i contenitori per le piante sono opera di Samuele Bianchi. La camera da letto testimonia l’amore per stoffe, tessuti , prodotti artigianali e richiama atmosfere di paesi lontani.

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LA STANZA DA LETTO È FODERATA CON CARTA DA PARATI ANANBO, CHE HA TRASFORMATO L’AMBIENTE IN UNA GIUNGLA LUSSUREGGIANTE


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CUCINA E SALA DA PRANZO SONO DIVISE DA UNA PARETE IN FERRO E VETRO DI FATTURA ARTIGIANALE. SUI MURI, CESTINI AFRICANI


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DIALOGHI in giardino Da dove vengono? E chi le ha portate? DI GUIDO PIACENZA

Il faggio, il castagno, il leccio, la rosa canina (e tante altre piante) sono di casa nostra. Anche la comunissima e bellissima magnolia sempreverde che orna parchi e giardini dalla Valle d’Aosta alla Sicilia? Quella no, la magnolia arrivò in Europa nel Settecento. Nello storico Orto Botanico di Padova vi è un esemplare datato 1786, certamente tra i primi giunti in Italia dagli Stati Uniti sud orientali (Carolina del Sud, Georgia, Texas). Molti dei vegetali che vediamo coltivati ma anche a volte allo stato spontaneo (l’ailanto e la lilla Paulownia tomentosa dalla Cina del nord, il malefico (e indistruttibile) poligono del Giappone (Fallopia japonica) che colonizza al nord i bordi strada con fusti alti due o tre metri simili a canne) e anche piccole bulbose o essenze a fioritura annuale sono nativi di altre località del mondo. Ma come sono giunti in Europa, chi li ha portati? Molte specie (specie = selvatico, che esiste in natura) sono state introdotte durante il 1800 da cacciatori di piante soprattutto inglesi portando semi o parti di piante (talee) per esser riprodotti, finanziati da facoltosi proprietari di giardini come, per esempio, Arthur Kilpin Bulley (1861-1942), commerciante di cotone di Liverpool. Finanziò la prima spedizione di George Forrest nello Yunnan nel 1904, quella di Frank Kingdon-Ward nella Cina di sud-ovest nel 1911 e quelle di Cooper in Sikkim e Buthan nel 1911-13. Nel 1903 fondò il vivaio Bees of Chester, per la coltivazione e diffusione delle piante raccolte in giro per il mondo dai cacciatori di piante. Il suo giardino di piante esotiche a Ness, Neston, (Cheshire) è ora il giardino botanico dell’Università di Liverpool (Ness Botanic Gardens). Uno sponsor particolare fu il prestigioso vivaio Veitch che coltivava le piante esotiche nelle serre delle Royal Exotic Nurseries nel quartiere di Chelsea a Londra (da cui la comune vite vergine che d’autunno s’infiamma - Parthenocissus tricuspidata ‘Veitchii’). La fama dei cercatori di piante inglesi ha oscurato il ruolo fondamentale svolto da quelli francesi. In realtà la prima grande sistemazione botanica della flora cinese fu compiuta non dagli inglesi ma da un folto drappello di missionari cattolici francesi, eccezionali raccoglitori di piante (oltre che di anime) giunti in Cina dopo l’apertura del paese in seguito alla seconda Guerra dell’oppio e ai trattati di Tientsin e di Pechino (1858 e 1860). Tutto il materiale vegetale confluiva al Museo di Storia Naturale di Parigi nelle sapienti mani del botanico e tassonomista Adrien Franchet, (Cotoneaster franchetii, Arisaema franchetii) fondamentale classificatore della flora cinese nel secondo 800. (Descrisse e classificò oltre 1200 nuove specie di piante provenienti dalla Cina e in particolare dallo Yunnan. Pochi forse sono al corrente che esiste un piccolo grande trimestrale (non in edicola) che leggo con vero piacere; “Rosanova”, rivista di arte e storia del giardino (da cui ho attinto e condensato queste righe). Il curatore è Guido Giubbini (guidogiubbini@ gmail.com). Il numero di gennaio ha superato tutti gli altri; una monografia dal titolo Cina, Yunnan. Foto di piante, paesaggi, folclore ma soprattutto un testo che da la sensazione di viaggiare con l’autore. n


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L’INTERVISTA

a cura di Oliva di Collobiano

Geza: i miei pensieri nella casa sull’albero Geza con i genitori e le sorelle, vive in campagna a Reschio, in Umbria. La valle piuttosto solitaria tra le colline boscose e ripide, si ricongiunge alla valle del Tevere verso Umbertide. Frequenta la scuola elementare in città e nei giorni festivi torna in campagna, a una vita nella natura. Suo padre ha rimesso in ordine il podere, la casa e il giardino senza confini con la campagna. Tra i rami della vecchia quercia vicino alla casa ha costruito con le tavole di cantiere una stanza all’aria aperta, un osservatorio a una ventina di passi più in là su un’altra quercia ha fatto un secondo palchetto riservato ai giovani. Nella fotografia Geza con i cugini è sull’albero vicino a casa. In basso si intravede il profilo della siepe di bosso potato a forma come il classico giardino toscano. Tra le due casette quale preferite, la più lontana? Sì, perché è solo per noi. La prima casa sull’albero piaceva anche ai grandi e tutta l’estate è usata come sala da pranzo, io ero stato nominato cuoco e si può stare in dodici. Allora mio padre sull’altra quercia ha fatto una seconda casa più in alto e la scala in legno per salire ha ventidue gradini. A cosa giocate? Abbiamo coltivato due piante di pomodori nelle cassette e dell’insalata, ma si sono seccate perché non bagnavamo abbastanza. Allora facciamo le pozioni, poi scriviamo le ricette. Per una pozione abbiamo preso delle cose grosse da tagliare a pezzi, aggiungiamo acqua e pezzetti di cera e dopo un po’ di cenere. Mischiamo tutto: quella è la pozione dell’intelligenza, della fantasia. Poi abbiamo la pozione del veleno. Troviamo delle piccole boccette e le riempiamo con le pozioni e le lasciamo nella casetta. Un bel gioco è il zip-line. Dalla nostra quercia parte un cavo d’acciaio lungo 50 metri e legato all’altra estremità a un palo più in basso.

Il cavo è sospeso da terra e un piccolo disco dove ci si mette a cavalcioni, scorre sul cavo e trasporta per aria come attaccati a una liana. Una volta non ho fatto attenzione e ho attraversato sotto la traiettoria quando trasportava un amico; ho preso un colpo forte alla testa, qui, e sono cascato. Avevo quattro anni, non ricordo nulla del pronto soccorso di Umbertide. Quali sono le piante che preferisci? Prima gli alberi. Il pioppo, il cotogno, il cipresso, la quercia. E come piante? La fumaria, la menta, il finocchio, le fragole di bosco, i fagioli, la rosa canina. Porto a casa l’iperico selvatico per fare l’olio contro le bruciature. Colgo i fiori nel periodo di San Giovanni. Quando il barattolo è pieno di fiori, non lavati, verso sopra l’olio di casa e lascio il barattolo chiuso al sole a macerare così poi diventa rosso. Ogni due o tre ore bisogna aprire il barattolo e asciugare il coperchio dalle gocce del vapore.

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INTESA SANPAOLO CASA: SERVIZI A VALORE AGGIUNTO Ad appena tre anni dall’ingresso di Intesa Sanpaolo nel mercato dell’intermediazione immobiliare nel 2015, oggi la startup Intesa Sanpaolo Casa conta su una rete di 200 agenti e 44 agenzie immobiliari in 12 delle principali città italiane, di cui una innovativa agenzia online in grado di seguire circa 200 comuni in tutta Italia grazie al web. La società ha raggiunto in tre anni circa 13 milioni di fatturato gestionale, vantando una media nei tempi di vendita di 130 giorni a fronte di una media di mercato pari a 8 mesi con tassi di conversione da mandati a vendita che si attestano al 62%. Nell’arco del triennio 2015-2018 la società ha servito nella compravendita più di 5mila clienti superando nel 2018 le 1.100 compravendite con un book complessivo di oltre 4mila immobili compresi quelli appartenenti a reti di agenzie terze. La parte più tradizionale dell’attività è integrata con servizi a valore aggiunto attraverso il sito web (intesasanpaolocasa.com) come ‘Habitissimo’, ‘CasaClima’ e ‘A 2 passi da casa’. La società è anche presente sui principali canali social: Instagram, Facebook e Linkedin. Nelle due foto in alto, il Palazzo Fenaroli di Brescia e qui a sinistra uno scorcio della Villa Liberty di Varese.

A destra, Anna Carbonelli, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo Casa.


NEWS

Intesa Sanpaolo Casa

EXCLUSIVE, PER CHI PUNTA IN ALTO Nel mercato immobiliare, le case di pregio non hanno mai risentito della congiuntura sfavorevole. In questo segmento ha deciso di entrare Intesa Sanpaolo Casa, società di mediazione e intermediazione immobiliare del Gruppo, con il progetto Exclusive. L’iniziativa riguarda le “dimore da sogno” e si rivolge per la prima volta ai clienti interessati agli immobili di pregio del valore superiore a 1 milione di euro. Una tipologia che si qualifica in base ad alcune caratteristiche come il canone di locazione annua della zona, la tipologia architettonica, il valore al metro quadrato e la posizione geografica. Si punta in particolare al mercato estero e, a questo scopo, Intesa Sanpaolo Casa è entrata a far parte di FIABCI Italia, International Real Estate Federation, l’associazione internazionale che raccoglie operatori immobiliari da tutto il mondo, in qualità di nuovo membro associato. “Innovazione e passione ci hanno spinti a presentarci sul mercato con un nuovo progetto che ci permette di soddisfare il bisogno casa nella doppia dimensione di concretezza e di sogno”, spiega Anna Carbonelli, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo Casa. “Puntiamo a intercettare le richieste di una clientela esigente, ponendoci, grazie alla professionalità che contraddistingue il nostro Gruppo, come punto esclusivo di riferimento anche del mercato del lusso”. Con una squadra di 20 agenti specializzati nelle abitazioni di lusso nelle quattro agenzie di Milano, Padova, Roma e Torino, Intesa Sanpaolo Casa Exclusive punta a diventare il principale interlocutore del settore sfruttando le sinergie con i potenziali investitori esteri in Italia e con l’ampio bacino dei clienti “private” della rete Intesa Sanpaolo Private Banking. Le proposte di proprietà di prestigio sono visibili sul sito intesasanpaolocasa.com nella sezione dedicata “Exclusive”.

È bilingue, con una veste grafica semplice e immediata. Una vetrina diretta sugli immobili corredata di schede con foto, planimetrie, rendering tridimensionali con diverse soluzioni di arredo e riprese realizzate con droni per guidare i clienti nella scelta della propria “dimora da sogno” già nella prima fase di ricerca online. Intesa Sanpaolo Casa Exclusive possiede in portafoglio circa 20 immobili distribuiti tra centri urbani, montagna, mare, collina e isole. Tra questi sono comprese alcune dimore di valore storico come la villa in stile Liberty a Varese e Palazzo Fenaroli a Brescia (fine XVIII secolo), affrescato da Giuseppe Manfredini e gioiello del Fai appartenuto ai conti Fenaroli-Avogadro e sottoposto al vincolo delle Belle Arti.

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QUI SOTTO, ALCUNI PEZZI DI ANTIQUARIATO IN ESPOSIZIONE A MERCANTEINFIERA. IN BASSO, UN RARO MOBILE FUTURISTA DEL 1915


EVENTI

Mercanteinfiera

PASSIONE ANTIQUARIA TRA ARCHEOLOGIA, ARTE, GIOCATTOLI Dal 2 al 10 marzo, gli spazi espositivi di Fiere di Parma torneranno a ospitare Mercanteinfiera, il salone d’arte dedicato all’antiquariato, al modernariato, al design e al collezionismo vintage. Un ricco percorso, con pezzi selezionati da oltre 1.000 espositori internazionali, che comprende, tra le molte proposte, mobili del 700 e di epoca napoleonica, statue sumere, monetieri inglesi del 600, consolle toscane con marmi della breccia di Stazzema. Ma anche molti quadri, dai fiamminghi a De Nittis, passando per Guareschi, Bocchi e Boldini. Spazio anche al design, con creazioni di maestri del 900 tra i quali Gio Ponti, Joe Colombo, Franco Albini; al vintage e al modernariato, con un’ampia selezione di pezzi curiosi e rari; all’orologeria con rari modelli firmati Rolex, Audemars Piguet, Vacheron Constantin, Patek Philippe, Hublot. Il percorso espositivo è accompagnato, come di consueto, da mostre ed eventi collaterali. La prima esposizione è dedicata ai giocattoli, con bambole, aeroplani, soldatini e trenini raccolti nel corso degli anni da Gianni Marangoni, imprenditore nel campo della moda e appassionato collezionista. Realizzata in collaborazione con il Polo Museale della Liguria, la seconda mostra, “Storie della città di Luna. Frammenti di vita all’ombra di Roma” è un viaggio nell’antica città di Luna (oggi Luni) nata come avamposto militare romano. Disegni inediti, realizzati da Carlo Promis nel 1857 sugli scavi condotti sul sito a partire dal 1800, faranno da sfondo a materiali archeologici, bronzi, formelle di età augustea,

come per esempio la testa di Marte. Opere importanti ma sconosciute al grande pubblico. “In Italia parte delle opere d’arte si trova nei depositi dei musei”, spiega Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera. “In questa edizione abbiamo rinunciato a una mostra collaterale dai grandi nomi e dall’attrattività immediata, per dare invece visibilità a un patrimonio archeologico sconosciuto”.

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Lo sconto è computato sul prezzo di copertina al lordo di offerte promozionali edicola. La presente offerta, in conformità con l’art.45 e ss. del codice del consumo, è formulata da Visibilia Editore SpA. Puoi recedere entro 14 giorni dalla ricezione del primo numero. Per maggiori informazioni visita: www.abbonamenti.it/cga


SCEGLIERE SPECIALE PARQUET E BOISERIE A CURA DI MARCO MIGLIO

I VASSALLETTI PRESENTA AMOS, UN PAVIMENTO IN ESSENZA DI QUERCIA ANTICA E INTARSI IN MARMO GRIGIO. IL RIVESTIMENTO A PARETE È REALIZZATO CON LISTELLI IN ROVERE DI FORME E SPESSORI DIFFERENTI.

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raffinati decori impreziosiscono essenze di qualità

1 1 LUALDI Progettata da Piero Lissoni, Matrix è una boiserie in noce canaletto che coniuga forme rigorose con decorazioni essenziali. L’accostamento di tre diversi intagli in legno massello dona alla superficie una texture grafica che gioca sul contrasto tra linee e ombre. 2 LISTONE GIORDANO La collezione Biscuit, è caratterizzata da forme morbide e superfici bombate, pensate per dialogare con elementi d’arredo contemporanei. Le doghe in rovere consentono di interpretare gli schemi di posa della tradizione con un tocco di originalità.

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SCEGLIERE

3 3 ITLAS Assi del Cansiglio è un listone prefinito di grande formato a tre strati, trattato con vernici e colle ecologiche all’acqua. Un prodotto a “chilometro zero”, in quanto viene realizzato con legno di faggio della Foresta del Cansiglio, nei pressi dell’azienda.

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4 INKIOSTRO BIANCO Progettato da Emanuele Missaglia, 11/05 è un parquet caratterizzato da un decoro geometrico, realizzato al laser, che conferisce ai pavimenti un effetto materico delicato, di ispirazione optical. I diversi disegni garantiscono la possibilità di molteplici configurazioni.

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1

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1 GAROFOLI Parquet della collezione Vintage Selection con finitura rovere caldo trattato a olio. Il prodotto, che si presta anche alla realizzazione di pareti e boiserie, è stato utilizzato per realizzare uno scenografico letto a baldacchino. 2 GARBELOTTO Materia 3.0 è una collezione realizzata con legno di recupero in pino e abete antichi (da 300 a 400 anni). Le doghe, disponibili in tre diversi spessori, consentono di creare rivestimenti con effetti materici che esaltano la naturalezza e la patina del legno.


3 3 POLIFORM Boiserie in olmo nero con profili in nickel marrone opaco, mensole in laccato opaco moka e cuoio color tortora. La struttura può essere personalizzata con contenitori sospesi, cassetti laterali in vetro, piani in marmo lucido Saint Laurent.

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4 KERAKOLL Legno Medium è la nuova collezione in legno massello ispirata ai pavimenti industriali. La finitura, morbida e materica, è il risultato della combinazione tra la lavorazione manuale del legno e la posa di una speciale microresina colorata.

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PROMEMORIA Sala da pranzo dello Yacht Club de Monaco, con boiserie in legno di pero e dettagli in bronzo. Il progetto è caratterizzato dalla leggera curvatura delle pareti laterali che accolgono le mensole dall’originale forma a coda di balena.

BISAZZA Faraday Dream è un parquet in legno di rovere della Wood Collection, progettato da Edward van Vliet. Il modulo esagonale, disponibile in cinque diversi colori, consente di personalizzare lo schema di posa secondo i gusti e le esigenze estetiche di clienti e progettisti.


SCEGLIERE

CADORIN Rivestimento con listoni a tre strati in legno massello della collezione Segato d’Acero. Una proposta che si distingue per la ricchezza delle sfumature che vanno dal grigio al nocciola e dalla finitura superficiale a taglio sega, realizzata artigianalmente.

FIEMME 3000 Il pavimento in rovere della collezione Nocciolieve presenta una superficie color nocciola particolarmente ricca di nodi e fiamme. Le doghe sono realizzate con struttura a tre strati incrociati e sono rifinite con trattamento biocompatibile Fiemme Bio Plus.

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OUTDOOR

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tinte sobrie, per ambientazioni sofisticate

1 ETHIMO Enjoy è un tavolino con piano in ceramica e base rivestita in teak naturale. Questa nuova proposta, disponibile in diverse dimensioni e colori, si presta all’abbinamento con la seduta Kilt, con struttura in teak e schienale in corda. 2 UNOPIÙ Tra le anteprime della collezione 2019, Milton è un tavolo in teak dal design essenziale. Il piano, di forma quadrata, può diventare ovale o rettangolare grazie alle prolunghe di serie, adattandosi in questo modo a diverse esigenze estetiche e funzionali.

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3 TALENTI Con il progetto Pascal, il designer Marco Acerbis ha esplorato le potenzialità della lavorazione del metallo per creare forme morbide e leggere. La struttura è incorniciata da un listello di legno che conferisce calore all’insieme.

4 GIORGETTI Progettata da Ludovica+ Roberto Palomba, Loop è una poltroncina dalle forme morbide e accoglienti. Gli ampi cuscini sfoderabili sono rivestiti con tessuto Eva, che assicura resistenza agli agenti atmosferici e piacevolezza al tatto.

5 TORREMATO Dress è una collezione di lampade con struttura in metallo inossidabile e paralume in tessuto per esterni. Il prodotto, disegnato da Brian Rasmussen, è disponibile nelle versioni a piantana e a sospensione, in diverse varianti colore.

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RIVIERA LIGURE VILLE E CON GIARDINO DA SANREMO A VENTIMIGLIA


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Sanremo

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‘Perché Sanremo è Sanremo’ è il claim che da anni accompagna il Festival della canzone italiana. Ospitato dal 1951 nel centralissimo Teatro Ariston, è l’evento mediatico che trasforma la cittadina ligure in un enorme palcoscenico. Un posto al sole, comunque, Sanremo lo occupa da oltre 150 anni. La città dei fiori è così battezzata perché è stata la capitale indiscussa del floro-vivaismo. I camion frigorifero viaggiano ancora verso il nord carichi di fiori. Ma la concorrenza oggi arriva direttamente in aereo da Africa e Asia. Durante la Belle Époque, rose e garofani partivano in treno da queste ripide colline, baciate da un sole tiepido anche d’inverno. Le prime coltivazioni floreali offrivano essenze per l’industria dei profumi di Grasse. Nell’800, questa estensione italiana della Costa Azzurra iniziò ad attirare inglesi, tedeschi, russi che svernavano sul litorale. Sorsero splendide dimore per ricchi borghesi e teste coronate, compresa la famiglia degli zar di Russia. Solo nell’ultimo quarto del XIX secolo, a Sanremo vennero costruite 190 ville e 25 alberghi di lusso, molti oggi ristrutturati e suddivisi in appartamenti. Alcune residenze sono invece diventate proprietà dello Stato italiano e hanno conservato magnifici giardini scampati alle guerre e alla cementificazione. Tra i più belli ci sono il parco di Villa Nobel, dove lo scienziato svedese visse tra il 1890 e il 1896, il parco all’inglese di Villa Ormond e a Ventimiglia l’eccezionale collezione botanica creata da sir Thomas Hanbury. Sanremo e dintorni sono una falce di terra benedetta da un microclima particolarmente mite. Una eterna primavera a poca distanza da Torino e Milano, ma anche da Svizzera e Germania come dimostrano gli arrivi in aumento dal Nord Europa. La crisi immobiliare ha portato sul mercato immobili di grande fascino in vendita con un corretto rapporto qualità prezzo. n


Sanremo

VILLA IBISCUS ai Tre Ponti Nella zona levante di Sanremo, passati i magnifici giardini di Villa Ormond, la costa torna libera e punteggiata solo da vecchie case liguri e ville nel verde. Qui si trova la spiaggia Tre Ponti, la più amata dai sanremesi. Questo ampio arco di sabbia bagnato da acqua cristalline ha un fondale dalla particolare conformazione che genera lunghe onde adatte al surf. Gli amanti della tavola arrivano soprattutto in inverno dal nord Italia e dalla Francia per cavalcare questo tratto di mare. Uno spettacolo che si può godere dalla panoramica terrazza di Villa Ibiscus. La residenza di recente costruzione è suddivisa in sei appartamenti. In vendita c’è l’attico che oltre al parco e alla piscina condominiali, vanta un giardino privato da cui si accede in modo indipendente. L’interno è proiettato sul mare che dista soltanto 100 metri, al di là della pista ciclabile. Il soggiorno ha tre ampie finestre vista mare aperte sulla terrazza e la cucina a vista. La zona notte comprende due camere da letto con altrettanti bagni e la lavanderia. Finiture di pregio e ottimo stato di manutenzione caratterizzano tutto l’immobile. Knight Frank, Liguria Homes Casamare, Sanremo, tel. 0184 574262, liguriahomes.com n

SUPERFICIE mq 83 SUPERFICIE TERRENO mq 1.000 LOCALI ACCESSORI Cantina, due posti auto STATO ATTUALE Ottimo PREZZO DI VENDITA 630.000 euro

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Sanremo

VILLA BEVILACQUA progetto da nobel

Seguace di Charles Garnier, l’architetto Pio Soli venne scelto da Alfred Nobel per la sua villa sanremese e divenne il più richiesto della Riviera. A fine 800, Pio Soli firmò le più belle ville di Sanremo. Una di queste è Villa Bevilacqua circondata da un parco lussureggiante a soltanto 300 metri dal mare e dalla famosa passeggiata. Ultimata nel 1896 come dono di nozze, la residenza ha mantenuto intatto il fascino Belle Epoque con decori originali e fioriti. La villa si sviluppa su quattro piani, perfettamente mantenuti. Attraversato il pronao in marmo, si accede al piano nobile che comprende: due saloni con pavimenti in parquet, lampadari di cristallo, stucchi e soffitti a cassettone affrescati alti oltre cinque metri, la sala biliardo, la cucina e la biblioteca di ispirazione orientale. La maestosa scala in marmo sale alla zona notte con tre camere matrimoniali, due bagni e la spaziosa camera padronale con terrazzo privato e bagno en-suite. L’ultimo piano con torretta è attualmente occupato dall’appartamento dei custodi, mentre nel piano seminterrato si trovano i locali di servizio. Knight Frank Liguria Homes Casamare, Sanremo, tel. 0184 574262, liguriahomes.com n

SUPERFICIE mq 1.165 SUPERFICIE TERRENO mq 5.000 LOCALI ACCESSORI Cantine STATO ATTUALE Ottimo PREZZO DI VENDITA Oltre 10.000.000 euro


Imperia

VILLA PALMA stile fiorito Imperia nasce dalla fusione di due borghi molto diversi: Oneglia con il porto commerciale e la pianta tipicamente piemontese; e Porto Maurizio, una rocca che si protende sul mare, tagliata da carruggi e piazzette su sui si affacciano palazzi nobiliari e ville ottocentesche dall’architettura fiorita. Un esempio ne è Villa Palma, eretta nel XIX secolo in stile Liberty. A pochi metri dalla spiaggia, l’aristocratica dimora è protetta dal parco di disegno ottocentesco con alte palme e arbusti ornamentali. La residenza si sviluppa su cinque livelli collegati da scalinate in ferro battuto e da un ascensore interno. La recente ristrutturazione, infatti, ha preservato i decori e l’atmosfera d’antan aggiungendo ogni moderno confort: dalla piscina interna alla zona fitness con sauna e bagno turco, al parcheggio sotterraneo per ospitare fino a dieci automobili. Gli ambienti sono luminosi e decorati con vetrate, caminetti d’epoca, elementi ornamentali di pregio realizzati artigianalmente. La zona notte comprende cinque camere doppie, di cui due all’ultimo piano con bagno in comune e tre al secondo piano servite da due bagni. Lionard Luxury Real Estate, Firenze, tel. 055 0548100, lionard.com n

SUPERFICIE mq 1.500 SUPERFICIE TERRENO mq 1.000 LOCALI ACCESSORI Piscina interna, spa, ascensore, garage 10 posti auto STATO ATTUALE Ottimo PREZZO DI VENDITA Su richiesta

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Bordighera

VILLA MOSTACCINI cara a Monet

Sulla collina che sovrasta Bordighera, a pochi chilometri da Sanremo, i saraceni avevano eretto nel XV secolo una torre di avvistamento. La veduta infatti abbraccia un ampio tratto di mare fino alla Costa Azzurra. Proprio di qui, nel 1884, Claude Monet dipinse alcune delle sue opere più famose. La torre insieme alla cappella fanno oggi parte di Villa Mostaccini. L’imponente complesso fu edificato a 900 metri dalla spiaggia nel 1932. L’accurato restauro ha mantenuto lo stile neo-rinascimento marchigiano: soffitti alti, camini, logge e terrazzi decorati si uniscono al moderno design. I 35 locali sono sempre ampi e con alti soffitti. Al piano nobile si trovano una serie di sale e saloni e una cucina. La scala in travertino porta al piano superiore dove oltre alla camera padronale, ci sono sei camere da letto. La mansarda è un open-space di 450 metri quadrati. Sul giardino si apre la zona spa e fitness e su un lato ci sono la cucina professionale e gli alloggi del personale. Su un pianoro panoramico è stata inserita la piscina, mentre l’ex bunker militare è stato trasformato in cantina. Liguria Homes Casamare, Bordighera, tel. 0184 264764, liguriahomes.com n

SUPERFICIE 1.900 mq SUPERFICIE TERRENO 42.000 mq LOCALI ACCESSORI Piscina, spa, cappella, torre, cantina, garage, ascensore STATO ATTUALE Ottimo PREZZO DI VENDITA Oltre 15.000.000 euro


Ventimiglia

VILLA VORONOFF sul confine Nell’800, questa estensione italiana della Costa Azzurra iniziò ad attirare inglesi e tedeschi che svernavano sul litorale. Banchieri e aristocratici fecero costruire splendide dimore circondate da giardini fioriti tutto l’anno. Proprio come il parco di Villa Voronoff, una imponente residenza a picco sul mare dopo Ventimiglia, a poca distanza dai giardini botanici di Villa Hanbury. La splendida dimora è stata ristrutturata con cura e suddivisa in appartamenti che hanno in comune il vasto parco con palme ed alberi secolari, la portineria, la piscina e il campo da tennis. L’attico in vendita gode di un terrazzo privato da cui la vista spazia sia sulla Riviera dei Fiori sia sulla Costa Azzurra. L’appartamento si sviluppa su due livelli, ognuno con ingresso indipendente, ma collegati dalla scala interna. Al quarto piano si trova la camera matrimoniale con bagno con arredi su misura. Al quinto piano si aprono il soggiorno, l’angolo cottura, un bagno e un terrazzo da cui si sale all’altro terrazzo che sembra sospeso sul mare. Liguria Homes Casamare, Bordighera, tel. 0184 264764, liguriahomes.com n

SUPERFICIE mq 70 SUPERFICIE TERRENO mq 22.000 LOCALI ACCESSORI Piscina, campo da tennis, posto auto STATO ATTUALE Ottimo PREZZO DI VENDITA 490.000 euro

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STILE ITALIANO

DIRETTORE Franco Perfetti francoperfetti@fastwebnet.it VICEDIRETTORE RESPONSABILE Margherita Dallai marghe.dallai@gmail.com ART DIRECTION Mario Trimarchi PROGETTO GRAFICO

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IL FASCINO DEL LEGNO "In relazione all'articolo e servizio fotografico comparsi su Villegiardini nel fascicolo 17.01.2019 alle pagine 77/87 dal titolo "Il fascino del legno" si precisa che l'autore dell'intero progetto di arredo e design relativo alla "antica abitazione di Antagnod" è l'Arch. Paolo Genta Ternavasio con studio in Torino, Via Giolitti 24." Paolo Genta Ternavasio

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SIEPE MARCO BAY

Oltre la

La bellezza del giardino d’inverno DI MARCO BAY

Passeggiando a febbraio in giardino, il freddo mi si insinua dalle estremità dei piedi alla punta del naso che, inevitabilmente, cola. Nonostante il clima, l’atmosfera è magica più che mai: rarefatta, silenziosa; nebbia, brina e cielo grigio ne aumentano l’incantesimo facendo risaltare tutte le tonalità dei verdi. Non sfugge a queste emozioni la Petite Rochelle, il giardino di Hélène d’Andlau. Qui il disegno delle siepi tagliate, dei vialetti alberati, delle architetture ‘nude’ di alberi e arbusti, emerge in una straordinaria scena fatta di sottrazioni. Non può passare inosservata la vasca ornamentale tonda, specchio immobile sia di ogni sfumatura del cielo che del palcoscenico verde che ruota all’intorno, vivissima superficie riflettente sottolineata dalla bellissima cornice in pietra decorata da licheni, indice di atmosfera limpida e libera dall’inquinamento! Valore aggiunto del giardino d’inverno è rappresentato dai colori che non ti aspetti. Rossi aranciati e lucenti degli steli del Cornus alba sibirica che riescono a catturare ogni minima vibrazione luminosa. Molti Hamamelis in fiore: ‘Aurora’, ‘Afrodite’, ‘Angelly’, ‘Barmsted Gold’, ‘Vesna,’ e ‘Livia’. Se poi il ramo è innevato si esalta lo spettacolo dei piccoli fuochi d’artificio delle loro infiorescenze. In questo periodo non sfuggono nemmeno i dettagli offerti dai Galanthus nivalis: eleganti e discreti, assolvono a quello che potrei definire “il giardino in miniatura”. E i profumi? Terminata l’infatuazione dei calicanti ora è il turno della Daphne odora ‘Walberton’, piccolo arbusto compatto, amante della mezz’ombra e di terreni ricchi e freschi, dal raro e intenso dolcissimo profumo. Nei giardini giapponesi questa stagione è seconda solo alla primavera, perché l’estetica della neve è considerata alla guisa di quella delle fioriture primaverili. Per questo gli elementi che compongono i giardini sono studiati anche quando sarà tutto bianco per la neve e offrono lo spettacolo più bello per la gioia dello sguardo. Fa parte della loro estetica invernale la tecnica yukitsuri, che consiste in quei coni straordinari di corde che proteggono le alberature più pregiate dal peso della neve che in alcune zone può raggiungere 5 metri di altezza. n


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