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Martedì, 15 ottobre 2013

Anno I numero 108

S. Teresa d’A.

Il sole sorge: 06: 57

Temperatura: Min. 19° Max. 24°

Mare: poco mosso

Il sole tramonta: 18: 09

Cielo: sereno variabile

Vento: S 15 km/h

Carlo, Maria, Giuseppe, Annarita, Lucio, Paola, Niccolò, Lucia, Martina e Chiara porgono un cordiale benvenuto e augurano a tutti una piacevole vacanza. Direttore Camping: Lucio Coppola

Resp. Bar-ristorante: Giuseppe Coribello

Direttore Cantina: Giuseppe Coppola

Resp. bar piscina:

Francesco Ungherese

Resp. Reception:

Resp. Bar Spiaggia:

Marcello Ungherese

Paola La Cagnina

Responsabile Oggi minuto per minuto: Rita de Bernart

Camping La Masseria 1980- 2013. Una scelta di vita Con ferma convinzione ho scelto una linea di vita che riflette quello che i miei predecessori mi hanno inculcato, quello che io intendo trasmettere ai miei figli, dando così un senso a quel termine, che capita spesso di usare abusivamente rispondente alla espressione “tradizione”. Io vivo il mio lavoro in piena libertà, godo nel respirare aria pura, nell’osservare con i miei occhi lo svolgersi di quel fenomeno meraviglioso rappresentato dall’esplosione della ripresa vegetativa nella nostra vigna che ad ogni primavera compensa con la sua apparizione ogni mia sofferta attesa. Qui la nostra terra produce di tutto. Abbiamo la stalla, la cantina dove, prima mio nonno paterno, poi mio padre, mi hanno insegnato a vivere la mia linea di vita, ponendomi di fronte ai misteri della natura, della nascita, sia in campo animale sia in quello più edificante del mondo vegetale che porta n ell’ a ffa scin a n te reg n o d elle fermen ta z io n i in ca mp o en o log ico . E poi ancora all’influenza delle fasi lunari sulle semine, sui raccolti, sui travasi. Oggi mi sento di aver scelto un lavoro che ogni giorno diventa più indispensabile alla sopravvivenza dell’umanità come unico baluardo da contrapporre ai prodotti di sintesi che la scienza non si lascia sfuggire occasione di propinarci diuturnamente. E’con questo spirito che l’enologo Carlo Antonio Coppola dà vita, nel 1980, al progetto “La Masseria” che di li a qualche anno sarebbe diventato la realtà vincente che conosciamo.

Detti salentini “L'oiu te ulia lu male porta via” L’olio d’oliva cura tutti i mali 1489

2013

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1980

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La Bella Città tra il 600 e l’800 e il commercio dell’olio lampante C’è stato un tempo in cui nella Bella Città si respirava aria internazionale, in un periodo in cui l’olio d’oliva valeva oro qui, in questa piccola cittadina dell’arco jonico, nell’estremo tacco d’Italia, si stabiliva il prezzo dell’olio lampante, utilizzato per illuminare le case e gli altari sacri del continente. Nei frantoi sotterranei presenti nella città vecchia (circa una trentina) c’era l’olio migliore del Mediterraneo, il più ambito. E il segreto di questa purezza era proprio nella pietra delle cisterne nelle quali veniva conservato spesso per lungo tempo. Il carparo infatti lo filtrava donandogli quella speciale trasparenza. Nel periodo tra il 600 e l’800 il porto gallipolino era dunque affollato da navi di ogni nazionalità che caricavano il liquido ambrato per raggiungere il Nord Europa e la Russia. Si dice che la stessa zarina Caterina, che ne commissionava l’acquisto, più volte inviò suoi emissari per cercare di scoprirne il segreto. Sulle banchine di Gallipoli si sentiva parlare in tutte le lingue d’Europa, in città si avvicendavano commercianti e autorità consolari, ma la presenza maggiore era rappresentata degli inglesi. Il commercio dell’olio lampante veniva infatti controllato da Londra, che proprio a Gallipoli come nelle altre più importanti città commerciali dell’epoca, aveva un viceconsole. Nel Salento ancora oggi sono presenti famiglie dai nomi britannici. Tra queste la famiglia Stevens in particolare ebbe per tre generazioni il consolato inglese. Vi erano inoltre fino al 1923 i vice consolati di molte altre nazioni europee, Austria, Danimarca, Francia, Inghilterra, impero Ottomano (Turchia), Olanda, Portogallo, Prussia, Russia, Spagna, Svezia e Norvegia. I principali porti di approdo delle navi inglesi erano Dordrecht, Pietroburgo, Liverpool, Falmouth, Stettino, Amburgo e Nizza. Il prezzo dell’olio gallipolino veniva pubblicato a Londra da Tooke e per regolare le contrattazioni si teneva a Gallipoli una fiera annuale, dal 2 all’8 Luglio, la cosiddetta Fiera del Canneto. In questa sede dagli inizi del ‘700 alla metà dell’ 800, avvenivano le contrattazioni dell’olio e di altre merci di importazione. Fatto insolito e del tutto eccezionale, tutte le merci, durante la fiera, non erano sottoposte a nessun tipo di tasse, tant’è che si parlava di Gallipoli come di una zona franca. Questa situazione portò un indotto notevole alla città. Nell’Ottocento c’erano circa 8.000 lavoratori impegnati da ottobre a maggio, si sviluppò altresì la produzione e la commercializzazione delle botti, il cui legno veniva fatto stagionare in acqua salata in modo da divenire più resistente e ci fu un crescente sviluppo di una borghesia artigiana , la cui generosità è visibile oggi nei luoghi di culto fatti edificare.


L’olivo nella provincia di Lecce La diffusione dell’olivo avvenne principalmente ad opera dei fenici e dei romani, dalla zona di origine sino all’attuale zona di coltivazione, estesa prevalentemente nel bacino del Mediterraneo. Oggi la sua coltivazione è praticata in molte zone del mondo ma il ruolo dell’olivicoltura mediterranea è di assoluto rilievo per tradizioni, estensione e risultati qualitativi. Gli oli del nostro territorio hanno da sempre alimentato importanti correnti commerciali verso mercati nazionali ed esteri. Il “bosco di olivi” provinciale ha una notevole valenza paesaggistica ed ambientale. Sovente esemplari secolari di olivo per lo sviluppo maestoso e la varietà e complessità delle forme, possono essere assimilati a veri monumenti naturali, testimoni della civiltà e della cultura salentina. Nella nostra azienda in località santo Stefano è presente un ulivo della presumibile età di 750 anni. Una sorta di Dolmen vivente. L’intera tenuta può essere considerata un museo naturale. La grande maggioranza delle varietà presenti oggi nell’oliveto salentino risulta di origine autoctona.Le varietà predominanti e caratterizzanti il paesaggio rurale e le produzioni oleicole provinciali sono la Cellina di Nardò e l’Ogliarola. Numerosissime testimonianze archeologiche rinvenute in tutto il bacino mediterraneo, e risalenti sino a 3000 anni fa, testimoniano che l’olivo fosse considerato l’albero della vita: lumi di vetro, vasetti per profumi, recipienti per oli medicamentosi, anfore per la conservazione ed il trasporto. Il prodotto si prestava a diversi utilizzi da fonte di illuminazione a lubrificante; da prodotto profumo ed unguento a prodotto alimentare. Oggi è apprezzato soprattutto come componente base della dieta mediterranea e le sue proprietà sono universalmente riconosciute. (da Alberi in riva al mare di C.A. Coppola)

Tradizione e Folkrore Gallipoli è una terra dalle grandi tradizioni, animata da un forte sentimento di pietà popolare. Tra le festività vissute con straordinaria intensità dall’intera popolazione c’è il Natale che abbraccia un periodo ben più ampio di quanto la consuetudine porti a pensare. Riccorre oggi la festività di santa Teresa D’Avila che nella Bella Città apre ufficialmente il periodo pre-natalizio. Mentre il clima mite regala ancora sussulti d’estate e qualche temerario non disdegna di crogiolarsi nel mare cristallino, oggi le campane delle chiese suonano la prima “pastorale” della stagione mentre le massaie preparano le prime “pittule alla pizzaiola” simbolo culinario delle feste. L’atmosfera inizia a donare emozioni particolari, le vie si riempiono di profumi delle specialità tipiche natalizie e qualcuno pensa già al presepe. Insomma una Gallipoli affascinante e tutta da vivere che va oltre lo splendido mare.

Ulivo secolare in tenuta Santo Stefano Proprietà Coppola 3


Le Pucce con le olive Le pucce con le olive sono una delle specialità salentine più conosciute ed amate. Questo prodotto da forno nella sua semplicità deriva da una tradizione contadina basata sull’utilizzo di prodotti genuini che la terra generosamente offre e dalla necessità ,divenuta come si dice una virtù, di no n buttare e sprecare nulla. Questi deliziosi panini nascono infatti dal riutilizzo fantasioso dei pezzettini di impasto che rimanevano sulla madia ai quali poi venivano aggiunte le olive nere e abbondante olio vergine d’oliva . Se volete dilettarvi nel prepararle ecco a voi la ricetta: 500 g di farina di grano duro, 25 g di lievito di birra, sale, acqua, olio extravergine di oliva 200 g di olive nere Dopo aver preparato un impasto per pane, lasciateo riposare, poi riprendete la pasta, aprite leggermente e inserite le olive con le mani ben unte di olio, aggiungete ancora poco olio e lavorate fino a quando l'impasto ottenuto sarà ben oleato e morbido. Formate dei panetti tipo grosse pagnottelle che adagiarete su una teglia da forno sempre unta d'olio, distanziandole. Infornate in forno molto caldo, anche 240 °C per circa 20', o comunque fino a cottura. Sfornate, lasciate raffreddare e … Buon Appetito! Insieme ad un bicchiere di Vermentino Li Cuti costituiscono un’ottima idea per un gustoso aperitivo!

Le attività marinaresche. L’arte delle reti. Le reti rappresentano uno degli strumenti peculiari della pesca, principale fonte di sostentamento della popolazione gallipolina, soprattutto in tempi passati. Sono gli stessi pescatori che si dedicano all’arte della rete ed in passato, come spesso accadeva anche in altre attività, coinvolgevano persino le mogli e le figlie alle quali era affidato il compito di confezionarle. La lunghezza delle reti si calcola attraverso una speciale unità di misura “lu Passu” che corrisponde a circa 180 centimetri. Ne esistono di due tipi: quelle a maglia, intrecciate a reticolo e quelle a filo formate da fili di diversi spessori e lunghezze.

15 ottobre 2013  

Oggi minuto per minuto "Fuori stagione"

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