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Giovannino il capriolo e... chi la fa, l’aspetti! FIABE DAL LETARGO DI GELLINDO GHIANDEDORO (4) - FIABA DI MAURO NERI - ILLUSTRAZIONI DI FULBER

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Giovannino il capriolo e... chi la fa, l’aspetti – Liquirizio, è arrivata una lettera per te! – Vengo dopo: adesso devo giocare, mamma Lilli! – Ma come: non è cosa da tutti i giorni ricevere una lettera tutta e solo per te, con tanto di indirizzo “Alla piccola pantegana Liquirizio Robaccio, Via della Discarica n. 1”. Non sei curioso di sapere chi ti scrive? – Tanto, so già di chi è! –Come sarebbe a dire? – È Gellindo Ghiandedoro, che sta scrivendo a tutti gli spaventapulcini e ai topolini della Valle di Risparmiolandia! Lilli rimase in silenzio, perplessa e pensierosa. Poi strillò a voce alta: – A maggior ragione, carino, ci si alza e si corre a leggere quel che Gellindo ha da scriverti! Forza! Il topolino lasciò perdere le tortine di fango che stava preparando in una pozza d’acqua sulla strada e zampettò veloce veloce in casa.

– Ecco la lettera, guarda che bella! – esclamò felice Lilli Spatoccia. Liquirizio afferrò la busta lasciandovi l’impronta fangosa della zampetta, la strappò e cominciò a leggere. “Caro Liquirizio, come forse ti avranno già detto i tuoi amichetti, per quest’inverno ho deciso di esservi sempre e comunque vicino con le mie fiabe, scrivendone una nuova per ognuno di voi. Un modo per non farvi sentire troppo l’assenza del vostro amico Gellindo e per continuare nella nostra bella abitudine della fiaba serale ai piedi della quercia della mia tana. Ecco la fiaba che ho scritto per te: leggila e divertiti. Poi chiama i tuoi amici spauracchi e i tuoi fratellini e leggila assieme a loro. Mentre il continuo a dormire sotto le coperte,vi mando un caldo saluto dal letargo di Gellindo Ghiandedoro”

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Giovannino il capriolo e... chi la fa, l’aspetti Il Bosco delle Venti Querce sonnecchiava tranquilla al caldo sole di quel pomeriggio di primavera. Si udiva solo il CRI-CRI-CRI del grilli e il fruscìo delle foglie mosse da una brezza leggera. Gastone il cervo se ne stava sdraiato all’ombra di un nocciòlo e guardava il vuoto con occhi annoiati e semichiusi, masticando il gambo di un bel papavero. Amedeo il camoscio, invece, accoccolato sulla riva del ruscello, osservava per nulla interessato le piccole trote che nuotavano veloci da un sasso all’altro. Giovannino il capriolo, infine, nascosto nella penombra del sottobosco, rimuginava senza sosta quell’unico pensiero che gli frullava in testa fin dall’alba. «Ma guarda un po’ quant’è monotona la vita, nella Valle di Risparmiolandia! Non succede mai nulla: sempre le stesse cose, lo stesso panorama, le stesse facce... Ci vorrebbe qualcuno capace di risvegliare questo mortuorio, insomma, qualcuno che porti un po’ di movimento... Già, ma chi?». Il caprioletto Giovannino stava ancora pensando a queste tristi cose, quando all’improvviso, lì accanto a lui... Pufff!... da una nuvoletta celeste balzò fuori un minuscolo spaventapasseri tutto sorridente: Era uno gnomo-spauracchio vestito di rosso, con un berrettino di lana gialla che terminava in un grosso pon-pon azzurro. – Ciao ciao, mio bel capriolino, di nome, che bello!, Giovannino

– esclamò il piccoletto. Io sono il Nano Scaloppino, che parla sempre in rima oggi e domani più di prima! Sono anche un chiacchierone che non vuol veder tristi le persone. Non son capace di star in compagnia se tutti gli altri non ridono, suvvia! Ma perché siete tutti così muti e tristi? Infelici come voi non ne ho mai visti! Quando Giovannino si riprese dallo spavento, cominciò a parlare con un fil di voce appena. – Ecco vedi, Scaloppino, la vita nel Bosco delle Venti Querce corre via così tranquilla, insulsa e senza scossoni già da molto tempo, che molti di noi si sono veramente stufati: non c’è mai nulla di nuovo, di strano, di imprevisto... – Oh, ma allora son arrivato giusto per farvi ridere tutti di gusto! Lasciami... lasciami pensare a che cosa potrei inventare... Fu così, cari miei, che quando Gastone il cervo si stancò di masticare gambi di papaveri e s’alzò sulle zampe per sgranchirsi un po’... si mise all’improvviso a ballare la tarantella, a saltare come un matto, a piroettare come un ballerino! – Ehi... Ferma! Aiutooo... – strillava Gastone. – Ma cosa mi sta succedendo!? Io... io non voglio ballare! Ferme, state ferme zampacce! Niente da fare: al ritmo frenetico del Cri-Cri-Cri dei grilli il povero cervo

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Giovannino il capriolo e... chi la fa, l’aspetti ballò, saltò e piroettò senza un attimo di tregua. Amedeo il camoscio, invece, che se ne stava sempre imbambolato con gli occhi persi nell’acqua del ruscello a inseguire col pensiero le piccole trote, all’istante venne preso da una grande smania di fare il bagno e si tuffò nell’acqua ancora gelida. – Aiut... Splassshhh! Ma cosa faccio... Splassshhh! Io non so... Glub! Glub! Glub!... io non sono capace di nuotare! Ma gli scherzi di Nano Scaloppino non colpirono solo Gastone il cervo e Amedeo il camoscio. State un po’ a sentire cosa accadde, quel pomeriggio, nel Bosco di Gellindo Ghioandedoro. La civetta Brigida, che stava dormendo appollaiata in cima alla grande quercia, si sentì mancare all’improvviso l’appoggio da sotto le zampette (il rampo era sparito nell’aria con un flebile Plufff!) e precipitò verso il basso per andare a rovinare su un cespuglio tutto spinoso! Casoletta, che stava raccogliendo mirtilli dalle parti della Palude dei Vampiri Striscianti, andò a finire nelle sabbie mobili e... – Mamma mia! Aiutooo!! Sono caduto nelle sabbie mobili... vado sempre più a fondo e tra un po’ non potrò più respirare! Ma non mi sente nessuno? Ehm... ma... ma questa non è sabbia! Mmmmh, che buona! È... è Cioccolata! Fra’ Vesuvio, in giro per la foresta a raccoglier legna, si mise a correre per l’intero bosco inseguìto da uno sciame di api arrabbiate...

Mamma Pasticcia, che quel mattino aveva preparato le solite due torte di fragole e panna per i suoi amici spaventapulcini, s’accorse che i dolci erano duri come il sasso! Lo scoiattolo Gellindo, anche lui annoiato a morte, mentre stava saltando da un albero all’altro vide il ramo al quale doveva aggrapparsi che si spostava all’improvviso di mezzo metro e... – Aiutooo! – Patapamf! Andò a sbattere il musetto proprio su un formicaio... – Ih! Ih! Ih! Che bello! – rideva singhiozzando, nel frattempo, Giovannino il capriolo. – Non mi sono mai divertito tanto! Forza Scaloppino, ancora, ancora: fai altri scherzi, su! – Ma come faccio, capriolo mio caro? Di combinar guai io non sono avaro, ma, a quanto pare, nella foresta nessun altro spauracchio resta! – No no... tutti, gli voglio vedere tutti nei guai! Uh, come mi diverto! Coraggio, Scaloppino, combina qualcosa a tutti, ma proprio a tutti gli abitanti della Valle di Risparmiolandia! –Ma come sei strano, Giovannino: vuoi proprio che con tutti sia birichino? – Sì sì, presto... Ih! Ih! Ih!... e non perdere altro tempo! – E va bene, caro mio, farò come mio zio e in un baleno, senza più né meno, anche a te combinerò uno scherzo, ohibò!

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Giovannino il capriolo e... chi la fa, l’aspetti Accadde, insomma, che anche il capriolo Giovannino venne coinvolto nella sarabanda provocata dal Nano Scaloppino: il nostro piccolo amico si trovò in meno di un attimo costretto a camminare sulle due zampe davanti, mentre il fondoschiena se ne stava tranquillo sospeso in aria! Non vi dico le risate che si fecero Gastone il cervo, Amedeo il camoscio e tutti gli altri amici: da quel giorno, grazie allo gnomo Scaloppino, il Bo-

sco delle Venti Querce si trasformò nella foresta più strana e più allegro del mondo. E se ti capiterà di passare da quelle parti, non spaventrti quando vedrai uno spaventapasseri che cammina a testa in giù, oppure una spauracchietta che balla la tarantella in mezzo al prato. Stai solo attento a non ridere troppo forte, perché se il nanetto Scaloppino è nelle vicinanze, chissà che scherzo potrebbe combinare anche a te!

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