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riccardo rubini

PORTFOLIO architettura


UNIVERSITÀ


BATTISTERO DEGLI ARIANI ravenna


l patrimonio artistico di Ravenna conserva un'eccezionole testimonianza della cultura e dello civiltò bizantino in Italia espressosi sopratutto nell'architettura e nella decorazione o mosaico. A testimonianza di questo passato rimane un complesso di monumenti religiosi paleocristianidi straordinario valore artistico riconosciuto dall’ Unesco patrimonio mondiale dell'umanità.

Elemento comune a tutti sono le preziose decorazioni a mosaico che valgono a Ravenna il titolo di "cittò dei mosaici" i capolavori paleocristiani sono il Mausoleo di Galla Placidia, che contiene al suo interno stupefacenti mosaici, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di Sant' Apollinare Nuovo, con le pareti dello navata centrale completamente ricoperte

do mosaici e. ancoro, la Basilica di San Vita le con i magnifici mosaici dell' abside e lo Cappella A rcivescovile; il Battistero Neoniano o Battistero degli Ortodossi che presenta un'incantevole cupola decorata con mosaici policromi; Il Battistero degli Ariani, dove protagonista è il mosaico raffigurante il battesimo di Cristo.


TEATRO SAN GIORGIO pesaro


Non si può sapere con certezza quando, negli architetti, sia svanita l’indole al costruire bene. Forse nella dimenticanza che il proprio compito, e potere, sia quello di creare un mondo attorno all’uomo che non solo ne agevoli la quotidianità ma che ne possa anche indirizzare il futuro e non quello di costruire delle statue, delle grandi statue monumentali e urlanti, spesso rispecchiando esclusivamente loro stessi.

O forse nel vortice di un mercato globale che va assecondato ( quel mercato che Koolhaas battezza YES – Yen, Euro, dollaro ), dove ovunque e chiunque può erigere un grattacielo di Piano, un ponte di Calatrava o un un museo di Zaha Hadid. Costruzioni distaccate, sfoggio di ricchezze, coltivatrici di illusioni. Costruzione fuori da un luogo, fuori da un quando. In questa logica è necessario scindere quella che è buona architettura da quella cattiva. Deve essere chiaro, stampato sulla copertina del manuale del costruire, che non si può, non si deve, approcciarsi al progettare senza fare i primi passi con l’osservazione di dove ci si trova, di che aria si respiri, di quanto cielo si può scorgere e di come le persone affrontino la vita nel luogo che il professionista si accinge a modificare. E’ inscindibile quindi la buona etica edilizia dalla Natura circostante, da tutto ciò che si muove attorno all’area destinata all’intervento. Ed è così che la Natura entra nell’architettura sin dalla composizione, sin dai primi gesti; è così che ne diventa ispiratrice e lo spirito si fonde con la praticità umana.


Le preoccupazioni nelle scelte dei materiali, gli impatti con tutto ciò che ci circonda, lo sforzo al miglioramento della vita del luogo, e la necessità di non invadere con maleducazione diventano le regole progettuali. Il genius loci è quindi una dimostrazione di salute dell’architettura , non di povertà, e le nuove tecnologie che affiorano con velocità sempre maggiore diventano un aiuto fondamentale al servizio del progettista. È seguendo queste idee che la nostra proposta d’intervento dell’ex-cinema di S. Giorgio di Pesaro si è tesa allo studio della reperibilità di materiali locali ( il travertino, il tufo, il sughero, i legnami….) e alla ricerca di aziende per il trattamento e la posa di tali materiali se non in loco il più vicino possibile per limitare al minimo la filiera lavorativa. Si è cercato quindi di assecondare il territorio circostante, usandolo come landscape teatrale, valorizzando le sue naturali caratteristiche e di integrare fonti energetiche a basso impatto. L’architetto si deve reinventare maestro di un costruire non nuovo, non “bio”, ma buono e cosciente del potere immenso e insemprato di regalare benessere, di regolare la qualità della vita e dell’ambiente e di essere motore e veicolo di uno sviluppo economico etico. L’uomo torna quindi ad essere integrato con la Natura e a relazionarsi sia concettualmente che fisicamente con essa. E anche dove l’uomo vive, lavora o si rilassa, diventano parte di essa e si intreccia attraverso l’architettura con gli elementi primi infondendo, senza sforzi, il benessere.


NAVIGLIO GRANDE milano


CENTRO POLIFUNZIONALE monzuno|bologna


Necessità Le destinazioni d’uso sono molteplici con caratteristiche e necessità completamente diverse da soddisfare con spazi, volumetrie e accorgimenti differenti tra loro. La prima essenziale necessità diventa quindi chiarire quali siano i requisiti di progetto e identificarli nonchè suddividerli in gruppi per bisogni simili. Divisione

Sono tre le aggregazioni individuate, create secondo dei principi di spazi, di possibilità di comunanza negli aspetti di accessibilità, comfort e utilizzo. Si individuano così tre principali volumi di diverse dimensioni: il primo conterrà le sedi delle associazioni di paese, compresa una distribuzione e collegamento in altezza, il secondo sarà un cuscinetto comunicativo tra i due e prevederà una biglietteria informativa, ampi

servizi igienici e il locale macchina e centrale termica e avrà carattere “logistico”, il terzo, infine, diventa una “sala della musica” che prevede la coesistenza di un palco attrezzato per prove e concerti, una platea di ampio respiro. Tre volumi a confronto che rispondono a richieste di diverso ordine e quindi concepite con diversa attenzione agli spazi, ai materiali, alla luce.


Ri-unione A rendere il progetto unitario e organico è un piano comune ai volumi, un foglio, una coperta, una seduta. Il centro polifunzionale è ora tenuto insieme da una piastra che diventa sede dei tre parallelepipedi-concept che si incastrano tra loro e possono comunicare pur mantenendo la loro identità personale. Si crea un vero e proprio “tappeto” per

la comunità del paese che, così come in un salotto identifica uno spazio dalle mansioni molteplici, qui si candida a punto di riferimento che ri-unifica attività paesane di rilievo. Accoglienza Il piano sul quale si incastrano i tre contenitori si ripiega, svolta, accoglie e abbraccia l’edificio: tagliandosi distribuisce delle fasce che dal terreno si innalzano e girano in co-

pertura inventando un aspetto estetico al costruito che sin d’ora era scatolare. Nelle pieghe si possono interpretare e individuare accessibilità, percorsi, schienali e cornici a facciate vetrate e caratteristiche strutturali. Nasce così una pelle di un nuovo organo che si inserisce nel tessuto urbano, di un centro culturale di riferimento per la collettività.


LAVORI


CONCORSO YOUNG ARCHITECTS bologna


1.2m 1.2m x 1.2m = 1.44mq

1.44 one.fortyfour PROGRAM Apartment / art studio for artists 720mq Movie theatre / theatre / auditorium 615mq Day care 70mq Game room / media room 70mq Art Hotel 800mq Multi-purpose room 500mq Temporary ofďŹ ces 270mq Sports facilities 400mq Workshops / laboratories 240mq Cafes / restaurants 480 mq Exhibition halls 630 mq

3rd FLOOR: Exhibition halls Art Hotel Apartment / art studio for artists

2nd FLOOR: Temporary ofďŹ ces Cafes / restaurants Multi-purpose room Apartment / art studio for artists

1st and GROUND FLOOR: Apartment / art studio for artists Movie theatre / theatre / auditorium Day care Game room / media room Multi-purpose room Sports facilities Workshops / laboratories

1.2m x 1.2m = 1.44 mq

1.44 is the number that generates everything: is the modulor of the new elements inside the exisiting building. The composition of the project takes shape hosting reality defragmentation, so the existing panels of the facade become the size of a large cube, container that decomposes itself. Every single 1,20 x 1,20m glass of the courtain wall breaks from its location and is attracted towards the Interior of the building until it meets an imaginary mass, a volume meant to its functionality, for the life that must accommodate.


1.44 is the number that generates everything: is the modulor of the new elements inside the exisiting building. The composition of the project takes shape hosting reality defragmentation, so the existing panels of the facade become the size of a large cube, container that decomposes itself. Every single 1,20 x 1,20m glass of the courtain wall breaks from its location and is attracted towards the Interior of the building until it meets an imaginary mass, a volume meant to its functionality, for the life that must accommodate. The necessity and usefulness they encounter along the way and the reality in which comes the old skin is new placement on surfaces of the faces sometimes of atelier, sometimes of multi purpose room, sometimes offices. New individual organisms that breathe within the “old� and absorb the features while maintaining the uniqueness and independence and interacting with one another with a plate-square that combines and manages the movements on several levels. A body drained, even without roofs, donates all of its volume, its air, and its skeleton, to a new project that locates public and private places making a new unity where sport, shows, work activities, art live together at the same time affirming their uniqueness.


CONCORSO EX MOF ferrara


LINEE GUIDA PER IL PROGETTO DI RECUPERO E RESTAURO DELLA FACCIATA NORD OVEST Per il progetto preliminare per il recupero del fabbricato si propongono una serie di linee guida per la redazione degli interventi di restauro mediante l’indicazione di massima delle operazioni da eseguire grazie a: descrizione della consistenza materica e l’individuazione delle manifestazioni del degrado e le relative cause; analisi delle problematiche conservative d’insieme, utile a valutare al contempo l’entità delle spese che saranno affrontate nella fase di cantiere.

individuazione delle più idonee metodologie e tecniche di restauro, con mappatura delle aree di intervento in rapporto alle diverse azioni conservative. Questa metodologia verrà definita sul prospetto sudest come esempio poi applicabile sugli altri prospetti esterni. Risulta necessario pensare ad un campagna di campionamento ristretta ai materiali e alle tecnologie tipo per approfondire la conoscenza sui materiali stessi ed individuare le più specifiche tecnologie di intervento.

stato di fatto

analisi del degrado

EX-MOF

prospetto sud est CONCORSO PER LA PROGETTAZIONE PRELIMINARE RELATIVA ALL’INTERVENTO DI RIPRISTINO CON MIGLIORAMENTO SISMICO AI SENSI DELL’ORDINANZA N° 120 DELL’11 OTTOBRE 2013 DELLA PALAZZINA EXMOF, CORSO ISONZO 135

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CONCORSO CONA/UNIFE ferrara 5째 posto


CONCORSO ALLESTIMENTO NUOVO MUSEO ARCHEOLOGICO comacchio


MOSTRA VIVER EM CONCRETO SALONE DEL RESTAURO 2014 ferrara


CONTATTI rirubini@gmail.com riccardo01.rubini@unife.it tel. 345 46 29 727

Portfolio