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Edita

Scripta Manent Numero 1

18 Maggio 2009

Simone De Beauvoir: L’esistenza precede l’essenza Un seminario di studi dedicato all’intellettuale femminista “Di me sono state create due nata dallo scrivere. È zione del saggio che immagini. Sono una pazza, una una vita che ne vale la rese famosa, “Le mezza pazza, un'eccentrica. [...] un'altra: che ha i suoi deuxième sexe” del Ho abitudini dissolute; [...] ho motivi, il suo ordine, 1949. Il Seminario praticato con assiduità tutti i vizi, i suoi fini che si pospromosso dal Comitala mia vita è un continuo carne- sono giudicare strato Pari Opportunità vale. Passo la mia esistenza fra i vaganti solo se di dell’Università del Salibri o a tavolino, tutto cervello. essa non si capisce lento si propone più [...] Nulla impedisce di concilia- niente”. che come un confronre i due ritratti. [...] L'essenziale Con questo passag- Simone to fra studiosi, come è presentarmi gio tratto da una un “sincero” momento come un'anorma- “Donna non memoria del De Beauvoir di riflessione sull’intelle. [...] Il fatto è 1963, “La forza lettuale che ha cambiache sono una si nasce ma delle cose”, si apre il to qualcosa. Ha trasferito l’espescrittrice: una si diventa” seminario dedicato alla rienza della politica in un impedonna scrittrice intellettuale, scrittrice, gno rigoroso di vita. non è una donna femminista Simone De (segue a pag.2) di casa che scrive, ma qualcuno Beauvoir. Si commemorano la cui intera esistenza è condizio- i sessanta anni dalla pubblica-

R I P E N S A N D O

Dall’indifferenza alla differenza: Interrogare oggi “Il Secondo Sesso” Lo staff di Edita intervista le relatrici del seminario A 60 anni dalla pubblicazione Il seminario di studi organizzadel saggio che to dal Comitato Pari la rese celebre “L’essere eccezio- Opportunità dell’Utra gli intelletniversità del Salento nale ti consegna tuali si avverte si inserisce in quegli ancora la ne- all’essere sola” spazi di riflessione cessità di rifletche rendono ancora tere intorno alla figura di Si- oggi attuale e contemporaneo mone de Beauvoir. il suo pensiero .

Interviste alle relatrici (segue a pag. 3)

Sono intervenute: M.Forcina, P.Guida, A. Masi, È G. Politi, A.. Romanovic, L. Magi


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(segue da pag.1)

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Centrale e di ampio respiro l’intervento della studiosa Antonella Masi che ha cercato in

Un impegno volto a costruire un’identità etica o un’arte di vivere, a veicolare un modello della pratica del sé attraverso cui la sua stessa vita diventa occasione di lettura e di scrittura. Su questi temi si è soffermata la studiosa Patrizia Guida dell’Università del SalenRelatrici del seminario to. La passione della scrittura ha connotato tutta l’esistenza di Simone durante modo suggestivo di tracciare un l’intero arco della sua vita. Sin percorso che dalla De Beauvoir da quando era un’adolescente, ha portato al pensiero femminitanto da poter parlare di écritu- le di oggi, incontrando Carla re-femme, come suggerisce la Lonzi, intellettuale che ha condocente di letteratura francese, ferito al femminismo un reale Loredana Magi. Intende la senso di pienezza e di liberazioscrittura come mezzo di libera- ne, partendo da se stessa. La rappresentante del zione non “Centro di docupiù confi“Donne, come la De mentazione e cultunato a un ra delle donne”, si uso puraBeauvoir, non sono solo sofferma su due me nte intimisti- una traccia di intelligenza, espressioni di grande intensità, quali co. Così la lettera- ma anche una traccia che “alzare il cielo” e “sovrana solituditura per si fa carne” ne”, che restituiscoSimone, no l’alto valore delcome già Antonella Masi la storia delle donsuggeriva ne, del loro stare Sartre nel suo saggio “Qu’est-ce qu’est la nel mondo, e che danno alla littérature?”, diventa luogo elet- scrittura di Simone la possibilito per un éngagement politico e tà di lasciare tracce che spalancontemporaneamente per un cano nuovi orizzonti. Immaginiamo la politica, più diséngagement dalle convenzioche riflesso degli attuali giochi ni sociali. È la scrittura che le ha permesso di indagare sulla di partito, come uno sguardo di propria identità e di incidere lunga durata, comeciò che ha così sulla società in cui vive, davvero la capacità di orientare il provando a riequilibrare il ruolo mondo. Come suggerisce la filosofa Marisa Forcina, anima di dei due sessi. questo incontro.

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Se appare come un concatenarsi di pensieri che si precisa nel rapporto dialettico tra il vissuto personale di ciascuno e ciò che accade nel mondo, nella dialettica tra autenticità e inautenticità, la libertà e la volontà di essere diventano dato politico fermo e conferiscono al pensiero femminile la speranza di cambiare il mondo, di guardare al futuro, come Simone avrebbe desiderato.

Giovanna Rita

Edizione originale del 1949

“Io restai stupefatta del clamore che suscitarono: capitoli pubblicati in tempo moderno”. Scrive Simone De Beauvoir a proposito dell’uscita del suo libro del 1949. (“La force des choses”, Ga1limard, 1963).


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Voci di donne a confronto… A tu per tu con Patrizia Guida - In relazione al rapporto fra letteratura italiana ed esistenzialismo femminile, qual è stato il riverbero culturale del pensiero della De Beauvoir nella letteratura novecentesca italiana? R. “Il secondo sesso” viene pubblicato nel ’49, ma è un testo che viene ripreso solo in una fase successiva che identifichiamo con la rivoluzione del ’68 e quindi con la scrittura femminile degli anni ’70. In questo momento non riesco a pensare a una scrittura italiana che si sia rifatta in maniera diretta a quella di Simone De Beauvoir. Per esempio non c’è con lei lo stesso legame che c’è con Virginia Woolf. - Lei si è interessata di storia di genere e di donne anche al livello locale, (“Scrittrici di Puglia” 2008), tra le autrici da lei riscoperte ce ne sono alcune sconosciute in Italia, ma già note in Europa. Può dirci qualcosa su questo caso editoriale particolare?

R. La scrittura pugliese femmi- intersecarsi con altri. Noi non nile paga un prezzo abbastanza possiamo continuare a parlare alto per due ragioni. Il primo è delle donne come qualcosa a sé il suo essere stante rispetto al “femminile” e genere umano e a questo aspetto la creare percorsi relega a un cirparalleli. Ci nuocuito editoriale ce ed è una coche è al margine. struzione stratifiAllo stesso tempo cata della società. è una scrittura Non esiste un “meridionale”, genere. Lo abbiaquindi non apparmo costruito noi Patrizia Guida tiene al circuito e continuiamo a principale, quello farlo. Finora lo diretto, che si chiama hanno costruito gli uomini. Ora “mainstream”, e soffre di quenoi abbiamo “preso in mano” il sta condizione geografica che è gioco. Tra venti o trent’anni svantaggiosa. Ma il problema, qualcuno ci riderà dietro, accuoltre ad essere di natura geogra- sandoci di dire un cumulo di fica, è soprattutto di tipo cultu- sciocchezze. Che cos’è l’identirale e di distribuzione e diffutà? Non maschile o femminile. È sione della cultura e della lette- su quello che noi ci stiamo interratura che evoca le donne. Devo rogando. confessare però per onestà intellettuale che le donne entrano Intervista a cura pesantemente in questo processo di ghettizzazione. Poiché di Andrea Fiorucci esasperano alcuni fenomeni e alcune situazioni che creano spesso percorsi paralleli, senza

A tu per tu con Marisa Forcina - Lei si occupa concetto di Pari Opdi “studi di geportunità oggi? nere” e ricopre R. Pari Opportunità la carica all’innon corrisponde proterno dell’unipriamente alla possiversità, di delebilità di avere la pagata alle Pari rità tra donne e uoOpportunità. A Marisa Forcina mini che è invece suo avviso cosa una cosa ancora da penserebbe Simorealizzare, ma è un altro discorso. ne de Beauvoir del “moderno” Anche gli uomini hanno proget-

tato tante cose prive di concretezza. Basti pensare a ciò che Bauman definirebbe “società liquida”, che è inafferrabile, sfugge, n definitiva non produce né felicità, né sapere, né sapienza, né politica. Certamente le donne non vogliono questa parità al maschile, però è importantissimo che tutti abbiano delle opportunità uguali di partenza,


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dove, se non parità, dovrebbe essere data una possibilità al proprio progetto di vita. A tutti dovrebbe essere consentito non solo l’accesso ma anche il godimento della felicità. Se manca la possibilità di accedervi i “giochi sono fatti”. Sembrerebbe che io stia parlando della felicità come di qualche cosa che esula dalla politica e dalla morale. Ma già nella “Costituzione agli Stati Uniti d’America” ne è ribadito il diritto e dunque è un dato essenzialmente politico. Tutti devono avere pari opportunità di accesso e di godimento della felicità, che non è una cosa astratta. - Ha citato il convegno del 1992 in cui si afferma la volontà di chiamarsi “filosofa” e non filosofo. Cosa rappresenta quella gambetta alla “o” che trasforma il filosofo in filosofa per una donna? R. Significa il riconoscimento

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di una soggettività pensante, na: ciò basta a definirla”. In altrimenti nel neutro indistinto e riferimento a ciò notiamo due universale si perde l’esistenza. idee apparentemente diverInvece noi siamo genti. Cosa ne delle esistenze che pensa? si giocano nel R: L’essere donna, mondo. Se tolgoanzi femmina è no l’esistenza a l’essere definiti in uomini e a donne base a un’idea, a ci tolgono tutto, un’essenza, un non c’è altro al di dato teorizzato e là dell’esistenza e Comitato promotore teorizzabile che dell’iniziativa senza non c’è proprecede l’esistenza. gettualità. Il suo Noi siamo soggetti condizioriconoscimento è fondamentale, nati, siamo votati allo scarto più dell’essenza. secondo una visione sessista - L’intellettuale Simone De Beaue patriarcale. Essere donna voir in riferimento alle proprie vuol dire restituire alle sogidee innovative sembra si collegettività femminili le proprie ghi alle teorie socioesistenze: la libertà di essere. costruzioniste mettendo in risalto quanto la soggettività e l’identità femminile siano dei coIntervista a cura di strutti sociali e non biologici. Al Andrea Fiorucci contempo nel “Secondo sesso” la scrittrice asserisce : “La donna? È semplicissimo – dice chi ama le formule semplici: è una matrice, un'ovaia; è una femmi-

A tu per tu con Antonella Masi - Cosa rappresenta il libro “Il secondo sesso” per il “Centro di documentazione e cultura delle donne” di Bari?

te perché lei va oltre il piano della rivendicazione Ha aperto una possibilità, una strategia, una condizione R. Penso che “Il che sposecondo sesso” sia sta assoimportante non solutamente lo per il Centro, ma i piani. Il per tutte le donne pensiero che hanno vissuto e la pratiuna fase della loro ca della vita legata anche differenza all’emancipazione di genere Antonella Masi e non solo a quella. in qualche La riscoperta di Simodo aggiungono, ma non momone de Beauvoir è una neces- dificano, l’apertura non solo sità politica e storica del presen- teorica ma di scelta di vita, di

esistenza. Quindi c’è un percorso fatto di passaggi che io sento e trovo coerente. Credo che questo piano non appartenga solo alla passione delle donne, ma possa parlare e dare indicazioni utili a tutti, anche agli uomini. Simone de Beauvoir non ha soltanto preceduto tutte noi, ma ci contiene e continua a parlare per noi - Il femminismo aveva l’obiettivo principale di aiutare la donna a sviluppare le proprie potenzialità intellettuali e a rivalutare la propria dignità. Nel mondo contemporaneo, invece, è frequente


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la scelta di essere un po’ “oggetto sessuale”. Ne sono prova gli esempi quotidiani forniti dal mondo della televisione. Rappresenta una sconfitta per il femminismo? O la libertà di scelta costituisce comunque una vittoria? R. Ovviamente diventare un “oggetto” non potrebbe mai essere la mia scelta personale;. Sarebbe in contraddizione con tutte le mie convinzioni. Io rispetto qualunque scelta, purché nasca da consapevolezza e sia autentica. Cosa che, a mio parere, è vera solo parzialmente. Non so se una simile scelta, apparentemente libera e disinvolta, possa derivare da una piena adesione e da un reale desiderio personale. Spesso è una trappola. Spiegarlo è molto

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complicato, perché oggi è tutto più ambiguo. Ciò che appare come liberatorio porta dentro una serie di condizionamenti e di scelte – io credo – infelici. Un simile pensiero potrebbe risultare infondato, visto che parliamo di persone giovani, belle, apparentemente felici. Ma non hanno potere, perché vivono in uno spazio che viene consegnato loro, ma che può essere tolto in qualsiasi momento. Allora se non è il tuo spazio non c’è vera libertà. Rispetto tutte le scelte delle donne e degli uomini purché non abbiano questo prezzo. Purché corrispondano e facciano parte di una scelta personale, profonda e autentica.

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LA REDAZIONE

Andrea Fiorucci Gianluca Mattarelli Giovanna Rita Lucia Rizzelli

Intervista a cura di Gianluca Matarrelli

Luisa Muraro presenta il suo ultimo libro: “Al mercato della felicità. La forza irrinunciabile del desiderio” Il “Centro Studi G.A. Roggerone e A. Prontera” di Lecce hanno organizzato, il 15 maggio presso il monastero della Benedettine la presentazione dell’ultimo libro di Luisa Muraro: “Al mercato della felicità. La forza irrinunciabile del desiderio”. “Come non cedere sui desideri quando il confronto con la realtà sembra perdente?”. È la domanda con la quale la filosofa torna a riflettere su un tema classico della filosofia: la ricerca della felicità nel mondo moderno. In un momento in cui un uomo o una donna, appena si “muovono”, trovano “muri da ogni parte”, è forte la tentazione di rinunciare ai desideri e di rassegnarsi all’an-

gustia della propria esisistenza. In una società e in una cultura che non restituiscono valori e senso di sicurezza, in una vita metaforicamente associata al “mercato”, il desiderio, la volizione e la passione resistono. Anche in questo libro, appare sullo sfondo silenziosa ma carica di significato la figura della donna. Una docile vecchietta che con il proprio “fare” diventa metafora di virtù e sen-

timenti che nella contemporaneità sembrano non trovare conferma. La Muraro è stata tra le fondatrici della Libreria delle Donne di Milano (1975) e della Comunità filosofica Diotima (1984). Ha lavorato al concetto della differenza, favorendone la divulgazione e contribuendo a renderlo imprescindibile anche nel dibattito politico e filosofico italiano. Andrea Fiorucci e Giovanna Rita


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