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Anno I n.5 allegato ottobre 2008 Registrazione presso il Tribunale di Lecce n. 991 del 28/05/2008

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salotto di cultura e attualità Anno I, n. 5 allegato ottobre 2008

Quel “selvaggio” di Antonio Ligabue Antiaccademico e iperespressivo naif di un grande pittore italiano di Maria Beatrice Protino Figurazione diretta e grande forza espressiva sono i tratti caratteristici di una pittura dall’evidente valore simbolico, di un artista inquieto e insofferente, finalmente apprezzato dai critici e dal pubblico a pochi anni dalla morte. (a pag. 6)

Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde

Sabina Spielrein

Il desiderio di far coincidere la vita con l'arte

Una pioniera della psichiatria a lungo dimenticata

di Eliana De Giorgio

di Rossella Bufano

Il ritratto di "Dorian Gray" è un’opera molto importante della letteratura inglese. Uscito nel 1891, narra una storia ambientata nella Londra ottocentesca

Sabina Spielrein è prima paziente e poi allieva dello psichiatra Carl Jung. Studia la schizofrenia e a Mosca istituisce l’“asilo bianco”

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Direttore responsabile: G. Greco Direttore editoriale: R. Bufano Progetto grafico: R. Bufano, G. Matarrelli Caporedattori: S. Foti Sciavaliere, L. Longo In redazione: M. B. Protino, E. De Giorgio redazione: redazione@ripensandoci.com


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salotto di cultura e attualità Anno I, n. 5 allegato ottobre 2008

Videogiochi in sala operatoria: la chirurgia robotica di Maria Beatrice Protino Sabina Spielrein di Rossella Bufano Quel “selvaggio” di Antonio Ligabue di Maria Beatrice Protino “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde di Eliana De Giorgio “Eva Luna” di Isabel Allende di Eliana De Giorgio Il "Federalista" di Rossella Bufano

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Videogiochi in sala operatoria: la chirurgia robotica Braccia meccaniche nel corpo del paziente di Maria Beatrice Protino

Societ à, p economolitica, ia collaboratori – l’anestesista Allo Ieo, l’Istituto europeo e gli infermieri – osservano di oncologia di Milano, il uno schermo che mostra in primo intervento robotico di tre dimensioni, con la rimozione della prostata massima definizione, ciò che risale al 2006. accadde all’interno del corpo Oggi sono una quindicina i del paziente. chirurghi dell’Istituto in grado di operare con l’ausilio La flessibilità delle degli arti robotici macchine: La chirurgia robotica, è maggiore di urologi, nuova frontiera quella umana specialisti in della chirurgia, intestino, consente un intervento Questa nuova frontiera della polmone, sul paziente meno chirurgia utero, invasivo il ovaio. e più minuzioso oltre esprime massimo del I a una fase di recupero suo potenziale chirurghi post-operatorio in spazi di italiani più breve intervento possono molto piccoli. fare Rispetto alla laparoscopia classica – affidamento su 36 robot che comunque consiste distribuiti in diversi già in una metodica ospedali della penisola e chirurgica mini invasiva l’anno prossimo, proprio allo – lo strumento robotico Ieo, si darà inizio alla lezioni consente una visione della scuola di chirurgia robotica. Il joystick di un videogioco Il chirurgo, guardando nel monitor di un computer-cabina, muove con le mani due comandi - che sembrano i joystick di un videogioco - e coi piedi due pedali per inviare comandi a quattro braccia meccaniche che si agitano sopra il paziente: esse eseguono le istruzioni del chirurgo robotico. Gli altri

tridimensionale e ingrandita e una posizione molto più confortevole per il chirurgo. Le braccia meccaniche, inoltre, hanno una flessibilità che il polso,

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il gomito e la spalla dell’uomo non permettono. Le conseguenze più importanti, però, sono per il paziente, perché questi nuovi strumenti permettono di essere ancora meno invasivi e più minuziosi, così anche la fase di recupero postoperatorio sarà più breve.

Ma c’è di più: se per imparare a operare in laparoscopia classica occorrono almeno un centinaio di interventi - con l’assistenza dell’esperto accanto - per operare con l’ausilio del robot ne sono sufficienti una ventina: il futuro è molto più vicino di quanto si creda.


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Sabina Spielrein Una pioniera della psichiatria a lungo dimenticata

di Rossella Bufano

Pensie r politico e azione ad donne elle

Sabina Spielrein

universitaria. Sabina viene Sabina Spielrein è prima ricoverata adolescente per paziente e poi allieva dello nevrosi a Zurigo presso psichiatra Carl Jung. Studia la l’ospedale psichiatrico dove schizofrenia e a Mosca lavora Jung. La giovane istituisce l’“asilo bianco” donna guarisce e decide di nel quale applica il metodo intraprendere gli studi freudiano per assistere ed psicanalitici. Si laurea e educare i bambini. Il metodo diventa membro psicoanalitico per curare isteria e Sabina Spielrein della Società di nevrosi introdotto da viene ricoverata psicoanalisi a Vienna. Istituisce Freud è per nevrosi l’asilo bianco a rivoluzionario: sostituisce l’ipnosi presso l'ospedale Mosca durante il di Zurigo fermento della e l’elettroshock con la talking cure, “la in cui Jung applica rivoluzione leniniana. Scrive la psicanalisi. cura del parlare, del saggi sulle sue Guarisce e discorrere”. I pazienti, messi in condizioni di diventa una delle esperienze con l’infanzia e con la tranquillità, prime donne schizofrenia. esprimono psichiatra. liberamente le proprie Istituisce a Mosca Tra Jung e idee, senza alcuna l'asilo bianco Spielrein nasce censura morale o una relazione sociale. Il fluire delle sentimentale a parole per cui poi rinunceranno poiché associazione di idee e non lo psichiatra è sposato. La necessariamente seguendo una storia tra i due è nota solo logica, consente di far da pochi anni grazie al riemergere traumi dimenticati ritrovamento di quaderni e e di superarli. Molti bambini di lettere nei seminterrati che hanno difficoltà a dell’ospedale psichiatrico di relazionarsi, grazia a Sabina Zurigo, il Burghozli. La donna vincono il loro blocco emotivo. intrattiene un rapporto Ma l’asilo viene soppresso sotto epistolare con Jung e con la dittatura di Stalin. Freud, oltre a scrivere un La psichiatra viene diario. Anche i due fucilata dai nazisti insieme psicanalisti si scrivono, Jung alle due figlie durante infatti chiede consigli a Freud l’invasione tedesca nella sulla risoluzione del rapporto Sinagoga di Rostov nel 1942. con la giovane donna. Il padre della psicanalisi spiega Nasce nel 1885 a Rostov a entrambi i limiti entro i sul Don da una ricca famiglia quali va contenuto il ebrea. Il padre è un transfert, ovvero il vincolo commerciante e la madre, emotivo, che si instaura tra seppure casalinga, ha paziente e medico e ricevuto un’istruzione contribuisce alla fine della

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loro relazione sentimentale. Ma il confronto tra i tre prosegue sul piano scientifico, soprattutto tra Freud e Spielrein. “La distruzione come causa della nascita” (1922) è il primo importante saggio che scrive la studiosa. Analizza la paura del sesso nello psicotico. Questi teme la propria disintegrazione, ha paura di perdere sé stesso, di dissolversi nella persona amata. Per questo motivo, secondo la psichiatra, gli schizofrenici sostituiscono la realtà con le proprie fantasie. Freud citerà la donna solo una volta, in “Al di là del Principio del Piacere”, ma le riconosce un certo debito scientifico. Sabina Spielrein aveva anticipato, infatti, una considerevole parte delle sue meditazioni e aveva anche individuato la componente sadica della pulsione sessuale come “pulsione distruttiva”. Secondo lo psicoanalista junghiano, Aldo Carotenuto, anche Jung ha attinto dalle intuizioni di Sabina per l’elaborazione delle sue teorie. Ma nella letteratura junghiana non vi è alcuna menzione della donna. Approfondimenti Per saperne di più Aldo Carotenuto “Diario di una segreta simmetria”, Astrolabio-Ubaldini, 1980.


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salotto di cultura e attualità Anno I, n. 5 allegato ottobre 2008

“Lettere tra Freud e Jung”, Boringhieri, 1974. Sabina Spielrein (http://www.url.it/donnest oria/film/regiaf/spielreinst o.htm) (http://www.psicolinea.it/ p_p/sabina_spielrein.htm) Carl Jung (http://www.viaggio-ingermania.de/jung.html)

Sigmund Freud (http://www.psicocitta.it/p sicologiapsicoterapia/psicoanalisisigmund-freud.php) Teatro e cinema: “Prendimi l’anima”. Film di Roberto Faenza, 2003. “Oggi voglio essere felice. Sabina Spielrein, Jung, Freud”. Opera teatrale, testo

e regia di Maria Inversi, 1999. “My name was Sabina Spielrein”. Film documentario di Elizabeth Martòn, 2002 (http://www.sabinaspielrei n.com).

Sabina Spielrein

“La distruzione come causa della nascita” Nell’occuparmi di argomenti sessuali un problema mi ha particolarmente interessato: perché l’istinto alla riproduzione, questo istinto potentissimo, insieme alle prevedibili sensazioni positive ne contiene di negative come la paura e la nausea, che devono essere eliminate affinché si possa raggiungere una sua positiva realizzazione? Naturalmente l’atteggiamento negativo dell’individuo nei confronti dell’attività sessuale è particolarmente palese nei nevrotici. A quanto mi risulta alcuni studiosi hanno cercato una spiegazione che tende a porre limiti all’istinto e insegna ad ogni bambino a considerare la realizzazione del desiderio sessuale come qualcosa di cattivo e proibito. Alcuni hanno notato la frequenza delle rappresentazioni di morte collegate con desideri sessuali, tuttavia questi autori considerano la morte come un simbolo del problema morale (Stekel). Gross deduce la sensazione di nausea per i prodotti sessuali dalla loro coesistenza spaziale con i morti escrementi. Freud ricollega la paura alla rimozione dei desideri che, se non fossero repressi avrebbero una connotazione affettiva positiva. Bleuler vede nella difesa l’elemento necessariamente negativo che è contenuto nelle rappresentazioni affettivamente positive. In Jung (Wandlungen und Symbole der Libido- trad. it Simboli della trasformazione) ho trovato questo passo: “Il desiderio appassionato, cioè la libido ha due aspetti: essa è la forza che tutto abbellisce ma all’occasione tutto distrugge. Spesso si ha l’impressione di non riuscire a comprendere realmente in che cosa potrebbe consistere la caratteristica distruttiva della forza creatrice. Una donna che si abbandona alla passione, almeno nella odierna situazione culturale, sperimenta solo troppo presto l’aspetto distruttivo. Occorre immaginarsi di essere un po’ al di fuori dei costumi borghesi per capire la sensazione di enorme insicurezza che sorprende l’uomo che si affida incondizionatamente al destino. Essere fecondi significa distruggersi, perché col nascere della successiva generazione quella precedente ha superato la sua acme: così i nostri discendenti diventano i nostri nemici più pericolosi contro cui non potremo mai spuntarla perché essi sopraviveranno e prenderanno il potere dalle nostre mani ormai prive di forza. La paura del destino erotico è assai comprensibile, perché ad esso é connesso qualcosa d’imprevedibile; sempre il destino nasconde ignoti pericoli, e la continua esitazione del nevrotico ad affrontare la vita si spiega con il desiderio di starsene da parte per non entrare in lizza con gli altri nella pericolosa lotta per la vita. Chi rinuncia all’avventura di vivere deve soffocare in se stesso il desiderio che lo spinge a questo, deve cioè mettere in atto una specie di suicidio. Con ciò si possono spiegare le fantasie di morte che spesso accompagnano la rinuncia al desiderio sessuale”. Volutamente cito per esteso le parole di Jung perché la sua osservazione corrisponde perfettamente ai risultati da me raggiunti; egli infatti accenna ad un ignoto pericolo che è contenuto nell’attività erotica; inoltre per me è assai importante che anche un individuo di sesso maschile sia cosciente di un pericolo non solo sociale. Jung non pone le rappresentazioni di morte in accordo, bensì in contrasto con quelle sessuali. Nella mia esperienza con ragazze posso dire che normalmente è la sensazione di paura quella che emerge in primo piano fra i sentimenti di rimozione quando per la prima volta si prospetta la possibilità di realizzare un desiderio, e in effetti si tratta di una forma molto specifica di paura: si avverte il nemico in se stessi, ed è il nostro stesso ardore amoroso che ci costringe con ferrea necessità a fare qualcosa che non vogliamo; si avverte la fine, la caducità da cui invano vorremmo fuggire verso ignote lontananze. Tratto da Sabina Spielrein, “La distruzione come causa della nascita” (http://digilander.libero.it/pumpmoon/authors/sabinapage.htm)

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Quel “selvaggio” di Antonio Ligabue Antiaccademico e iperespressivo naif di un grande pittore italiano di Maria Beatrice Protino

Arte A. Ligabue, "Nibbio con volpe", 1959-60

una vita randagia e di Figurazione diretta e povertà sino al 1929, quando grande forza espressiva viene notato per caso da sono i tratti caratteristici di Marino Mazzacurati, pittore una pittura dall’evidente della Scuola Romana, che gli valore simbolico, di un offre denaro e gli insegna artista inquieto e insofferente, Antonio Ligabue, ad usare i colori ad olio, conoscenza che gli finalmente apprezzato dai artista inquieto premetterà di iniziare a e insofferente, mantenersi con la pittura. critici e dal finalmente Eppure, continuerà ad pubblico a è apprezzato accusare attacchi di pochi anni dalla dai critici violenza, tali da farlo morte. e dal pubblico internare più volte in manicomio. Un omino a pochi anni amico degli dalla morte. La prima personale animali nel 1961 Era di statura Finalmente, già nel 1948 sta bassa, amico degli animali meglio e la sua fama si allarga: –di cui imitava i versi- e vince premi, vende quadri e amante delle automobili di compra moto e auto di grossa lusso. cilindrata. Figlio naturale di Nel 1961 tiene la prima un’immigrata friulana, nasce grande personale a Roma, e alla fine dell’ottocento a lì viene consacrato come il Zurigo e nel 1900 viene pittore naif italiano più affidato ad una famiglia importante. Quindi, l’anno svizzero-tedesca che tuttavia successivo, l’antologica a non legalizza l’adozione. Nel Guastalla (RE), come omaggio frattempo, la madre naturale da parte del suo paese che sposa Bonfiglio Laccabue che sino a qualche anno prima lo successivamente legittimerà considerava poco più che un Antonio dandogli il proprio folle. nome, che poi il pittore Muore nel 1965 a soli 66 muterà in Ligabue da adulto. anni. Sin da piccolo mostra un Post mortem, sarà il carattere irrequieto: nel pubblico a decretare il 1913 subisce la prima definitivo successo di un reclusione in un istituto artista diverso, dai più per bambini caratteriali, additato come reietto dove peraltro si fa notare vagabondo per quella sua per la sua innata e miseria solitaria, consumata straordinaria abilità nel rintanandosi tra gli alberi e le disegno - oltre che per la nebbie della Bassa Padana, pessima condotta. per la sua parlata mezza Espulso, nel 1915 comincia

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tedesca e le ossessioni maniacali. La sua genialità artistica era capace di trasformare gli incubi di una travagliata vicenda umana in visioni di lotte tra predatori e prede, raffigurazioni di una violenza ancestrale, di paura e di eccitazione, di dettagli minuziosi nelle scene di vita campestre come in quelle di esotiche foreste espresse in oli, disegni e sculture: tigri con le fauci spalancate, leoni nell'atto di aggredire una gazzella, leopardi assaliti da serpenti, cani in ferma e galli in lotta.

A. Ligabue, "Autoritratto"


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“Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde Il desiderio di far coincidere la vita con l'arte di Eliana De Giorgio

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Il ritratto di Dorian Gray è un’opera molto importante della letteratura inglese. Uscito nel 1891, narra una storia ambientata nella Londra ottocentesca che ha come protagonista un giovane bello e affascinante, Dorian Gray. All’inizio del romanzo Dorian è caratterizzato da purezza e

ricerca ossessiva del piacere ad ogni costo. Il ritratto e il patto col diavolo Dorian inizia a provare invidia per il suo ritratto, realizzato dall’amico pittore Basil Hallward, poiché, a differenza di lui, è immune dall’azione del tempo ed esprime quindi il desiderio che sia il ritratto ad invecchiare al posto suo. Il suo desiderio ben presto si realizza e il ritratto inizia a mostrare i segni della decadenza fisica e morale di Dorian, mentre la sua bellezza rimane intatta. Esso diventa uno specchio dell’anima del protagonista, tanto da indurre orrore e disgusto in lui. Dorian Gray, un idealista

ingenuità e per questo diventa facile preda dei discorsi seducenti di Lord Henry Wotton, il quale lo convince dell’importanza e della caducità della sua bellezza e lo spinge alla

Dorian Gray non è un personaggio così negativo come è stato fatto credere non appena uscì il romanzo. Egli è piuttosto vittima delle situazioni. Infatti inizialmente è animato da nobili sentimenti e da un grande ideale: far coincidere la sua vita con

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l’arte. E’ ciò che Dorian tenterà di realizzare attraverso la sua storia d’amore con Sybil Vane, un’attrice di teatro. Il fallimento di questo ideale lo porterà, anche a causa

Oscar Wilde

dell’influenza negativa di Lord Wotton, ad una progressiva degenerazione e ad una ricerca del piacere fine a se stessa, senza alcuna considerazione per gli altri. Wilde dimostra una certa simpatia per il suo personaggio; egli infatti in una lettera del 1894 affermò che: “Basil è ciò che penso di essere. Henry è ciò che il mondo pensa di me. Dorian è ciò che io vorrei essere”.

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“Eva Luna” di Isabel Allende Un romanzo d'avventura e d'amore di Eliana De Giorgio

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Eva Luna è il terzo romanzo della scrittrice sudamericana Isabel Allende, pubblicato nel 1987. È un romanzo d’avventura che contempla al suo interno una storia d’amore e contiene, come già altri romanzi dell’autrice, precisi riferimenti storicoculturali. Eva Luna, voce narrante e protagonista La voce narrante è quella di Eva Luna, la protagonista. La storia narra infatti le sue avventure, in una sorta di romanzo picaresco, che la vedono inizialmente povera e orfana, al servizio di diversi padroni in qualità di serva, e infine diventare una scrittrice. Dotata di grande fantasia (una caratteristica ereditata dalla madre Consuelo) e di spirito d’iniziativa, Eva riuscirà a riscattarsi e a superare molte difficoltà. Lungo il percorso incontrerà numerosi personaggi molto diversi tra loro, i quali ci vengono descritti attraverso gli occhi della protagonista. Il contesto in cui si svolgono le vicende è quello sudamericano, che presenta sullo sfondo la dittatura, la guerriglia e l’ingiustizia.

Rolf Carlè, il protagonista maschile

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La narrazione: ritmo e profondità

Parallelamente alla storia In questo romanzo Isabel di Eva Luna si sviluppa quella Allende crea ancora una di Rolf Carlè, nato e cresciuto volta personaggi vividi e in Austria in una famiglia reali, per quanto ciascuno caratterizzata di loro sia dotato di tratti dall’autoritarismo paterno e peculiari che caratterizzano nel contesto storico la sua persona o la sua dell’Europa post-bellica. Nei storia, rendendola fuori dal primi capitoli il romanzo comune. Il lettore ha la segue sensazione di dettagliatamente averli i primi anni di conosciuti, di vita di Eva e Rolf, vederseli ma affiorare successivamente davanti agli le vicende si occhi non susseguono più appena sente velocemente, pronunciare il fino ad loro nome. La incrociarsi in narrazione è Sudamerica, ricca di eventi dove Rolf era che si stato mandato susseguono a dalla madre a ritmo vivere presso sostenuto, ma alcuni zii. Rolf allo stesso approderà al tempo è mestiere di impregnata giornalista, della spinto dal suo profondità Isabelle Allende" desiderio di descrittiva e verità e di della sensibilità tipica dell’Allende. conoscenza. Dopo essere entrato in un gruppo di guerriglieri, conoscerà Eva con la quale condividerà molte esperienze.

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Il "Federalista" Scelta tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa

di Rossella Bufano

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Alexander Hamilton

repubblica rappresentativa. Il “Federalista” (“The La prima forma di governo, Federalist”, 1787-1788) è tipica di una piccola una raccolta di articoli repubblica, è respinta dalla scritti da Alexander Costituzione americana in Hamilton, James Madison e quanto può dar John Jay apparsi luogo a lotte di su alcuni giornali Il sistema della fazioni. La dello Stato di New rappresentanza, Costituzione York per evitando americana accetta sostenere la l’oppressione invece la forma ratifica della Costituzione del potere assoluto rappresentativa, in base alla quale il approvata dalla e il conflitto Convenzione di violento delle parti, popolo Filadelfia del è il miglior mezzo amministra il potere non 1787. Gli articoli per estendere direttamente, ma sono stati poi la repubblica attraverso i raccolti da democratica propri Hamilton, su grandi territori rappresentanti. principale uniti in forma Tale sistema ispiratore, in un federativa risulta il più adatto testo unico. a un grande territorio come A seguito quello americano, dell’approvazione in cui i candidati da eleggere della “Dichiarazione devono necessariamente d’indipendenza” si crea un ottenere la fiducia di un gran orientamento antifederale numero di cittadini. Questo poiché il federalismo è visto metodo è il solo che può come una minaccia per garantirne la qualità. Il l’autonomia dei singoli stati. sistema della Con gli articoli del rappresentanza, evitando “Federalista” si difendono le l’oppressione del potere istituzioni repubblicane assoluto e il conflitto violento americane, sostenendo che delle parti, è il miglior mezzo l’unità federale è un bene, per estendere la repubblica sia perché rispecchia la democratica su grandi profonda omogeneità del territori uniti in forma popolo americano, sia federativa. perché si adegua perfettamente alla geografia del territorio. Il principio della sovranità del popolo non è, dunque, espresso solo dalla Gli autori degli articoli fanno democrazia diretta, ma una distinzione tra anche dalla democrazia democrazia diretta e

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rappresentativa. La Costituzione federale americana non si apre con una dichiarazione dei diritti, ma questo non è considerato un problema. Le dichiarazione dei diritti, infatti, servono principalmente a difendere il popolo da un possibile abuso di potere da parte dei sovrani. Ma la Costituzione federale è espressione diretta del popolo sovrano che, in tal modo, mantiene intatto il suo potere. La Costituzione americana, dunque, secondo quanto emerge dal “Federalista”, rispecchia pienamente lo spirito di una dichiarazione dei diritti. Approfondimenti La “Dichiarazione d’indipendenza” redatta da Benjamin Franklin, Thomas Jefferson, John Adams afferma i principi di inalienabilità dei diritti naturali come la vita e la libertà, della sovranità popolare, dell’eguaglianza, del perseguimento della felicità.

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