Page 1

Rinascere Insieme Per Amore

ottobre - dicembre

RICOMINCIARE A 50 ANNI Scommettere su se stessi non ha età www.ripadeisettesoli.org

facebook.com/ripa.deisettesoli

ripadeisettesoli@gmail.com

twitter.com/Ripasettesoli

pagina 2

pagina 6

pagine 7-8

L’antenna

La versione di Francesco

Dalla fraternità

Comunicare per condividere Nasce il giornale di Ripa

Ripa alla marcia francescana e alla giornata del camminare

Teatro: “Matti unici” 2 e 3 novembre Donaci la tua email e Facebook


L’Antenna

Comunicare per condividere Nasce il giornale di Ripa Uno spazio per raccontare la vita della fraternità, le storie degli ospiti, le iniziative a sostegno delle persone La fraternità di Ripa accoglie, in uno stile di condivisione e gratuità, persone costrette alla vita di strada o che hanno avuto problemi con la giustizia. Attraverso la relazione e la conoscenza dei desideri della persona accolta, si vuole favorire il loro reinserimento, così che possano arrivare alla consapevolezza di essere un dono prezioso per la fraternità e per la società. Obiettivo ultimo è la rinascita della persona come soggetto consapevole del suo valore per sé e per gli altri. Secondo lo spirito francescano, tutto ciò è possibile grazie all’incontro rivoluzionario con l’amore di Dio, un dono che cambia l’esistenza dell’essere umano che si sente finalmente amato nonostante le proprie fragilità e debolezze. San Francesco considerava la fraternità come un luogo dove l’individuo potesse esporre al fratello le sue necessità, senza il timore di mostrarsi fragile e bisognoso dell’aiuto e dell’amore dell’altro. Gli individui, per poter essere felici, non hanno bisogno esclusivamente della sicurezza di un piatto caldo e di un cu-

scino su cui posare il capo: non siamo solo corpo, abbiamo un’anima che si nutre di amore e di cura. Senza il suo nutrimento vitale, l’anima perde la sua luce originaria e l’individuo perde di vista il suo valore primario, la strada per trasformare la sua vita in un’opera d’arte mai realizzata prima d’ora. Le fragilità umane sono come dei doni preziosi dalle quali l’essere umano scopre la sua vera identità e forza. Questo cammino di recupero e rinascita della persona accolta, può avvenire soprattutto grazie al supporto di volontari e collaboratori laici che donano i loro talenti e le loro competenze al servizio della fraternità: è nato così il giornale di Ripa, grazie a due giovani collaboratori con la passione per la scrittura che hanno deciso di raccogliere le testimonianze di vita dei fratelli ospiti della fraternità e di raccontare i momenti più belli e significativi che ci accompagneranno durante il cammino fraterno.

3

4

5

EDITORIALE: LA SPERANZA NEL FUTURO

FOCUS: RICOMINCIARE A 50 ANNI

FOCUS: RICOMINCIARE A 50 ANNI

Ripa dei Sette Soli Bimestrale della Fraternità francescana - Anno I, n.0 In attesa di registrazione

Direttore responsabile Francesco Unali

Redazione Gaia Bottino, i volontari e gli ospiti delle fraternità

Grafica e copertina Andrea Dottori

Direzione e redazione Piazza S. Francesco d’Assisi, 88 - Roma, 06 581 9020

Editore: Frati minori Lazio Onlus www.ripadeisettesoli.org

Stampa Publistampa Arti grafiche Pergine Valsugana (Tn) Questo numero è stato chiuso il 29 settembre a mezzanotte

2 Ripa n. 3 / 2013

Padre Domenico Domenici Responsabile Fraternità di Ripa


Editoriale

LA SPERANZA NEL FUTURO: OGNI ETà PUò ESSERE “VERDE”

“Tenera”, “bella”, “verde”, “mezza”, “tarda”. La lingua italiana offre un aggettivo per ogni periodo della vita. Fino a pochissimi anni fa ad ogni “tappa” , ancor più di oggi, corrispondevano ruoli, compiti e posizioni nella società e nella famiglia. Lo studio, il lavoro, la pensione più o meno appaganti, apparivano come momenti che scandivano a ritmi precisi l’esistenza umana. Oggi lo stato di buona salute di cui ormai beneficiano in molti "dilata" il tempo di inizio e fine di queste fasi. Inoltre, le situazioni di precarietà sorte nel mondo del lavoro e nella “società liquida” hanno spesso spostato in avanti l’ingresso dei singoli nelle diverse “stagioni”. Se dunque si è “giovani” più a lungo, si diventa “vecchi” sempre più tardi: il tempo in cui viviamo ci chiede di essere lavoratori per più tempo, e soprattutto sempre efficienti, autonomi, indipendenti. Come se il rapporto tra le generazioni, il supporto reciproco delle comunità, l'assistenza e l'attenzione per l'altro non contassero più. Per questo oggi avere cinquanta o sessant'anni non vuol dire più ncessariamente essere avviati verso l'”ultimo” periodo di lavoro o la pensione, ma significa essere in piena attività. "Invecchiare è un privilegio, una meta e una sfida" spiega l'Organizzazione mondiale della sanità. E le statistiche confermano che in Italia sono sempre di più gli ultra 65enni, e in numero sempre maggiore quelli attivi e in grado di aiutare economicamente i figli grandi. Una sorta di “eterna giovinezza” che tanto fa comodo alla odierna società dei consumi. A sessant’anni però ci si può anche ritrovare disoccupati perchè “poco spendibili” o soli, in strada, in difficoltà se relazioni sociali sempre più fragili o problemi personali privano gli individui delle basi essenziali quali il lavoro o gli affetti più importanti. Eventi che trasformano queste persone in esseri insignificanti per la società dei consumi in cui viviamo. Rinascere però si può: per noi qui a Ripa ripartire è un obiettivo possibile. In questo numero del giornale, il primo in una rinnovata veste grafica, abbiamo voluto raccontare la rinascita di chi, come Antonio, vive con noi l'esperienza dell'accoglienza e della vita comunitaria, e quella di Luciano che, nella sua realtà a pochi chilometri da Roma, ha sperimentato con difficoltà prima e successo poi cosa significa rinascere a 50 anni dopo aver perso il lavoro, con moglie e figli a carico. Due incontri diversi e simili dentro e fuori la fraternità con chi ha deciso di non farsi fermare dalle difficoltà della vita. Due episodi forti per sperare e indicare come sia possibile "rinascere", ricominciando innanzitutto dalla voglia di fare di se stessi, una volta di più, i protagonisti della propria storia. Per fare di ogni età una “verde” età. Francesco Unali

6

7

8

DALLA MARCIA AD ASSISI ALLA GIORNATA DEL CAMMINARE

NOTIZIE DALLA FRATERNITÀ

AIUTACI AD AIUTARE: LA CAMPAGNA ABBONAMENTI

3 Ripa n. 3 / 2013


FOCUS Ricominciare a 50 anni

Ripartire dal fondo si può Le storie di Antonio e Luciano Dalla strada a Ripa con la voglia di provarci Il mio nome è Antonio, ho 53 anni e per venticinque sono stato capo cantiere: avevo un buono stipendio, una compagna, un figlio. In pochi anni, tutto ciò che avevo costruito si è sgretolato davanti ai miei occhi: nel 2010 ho perso mio padre, l’anno successivo mio fratello e poi mia madre si è ammalata di tumore. La perdita dei familiari mi ha condotto in un tunnel nero dal quale non riuscivo più ad uscire. La sofferenza fa paura, in genere preferiamo non guardarla negli occhi e fuggire il più lontano possibile: così ha fatto la mia compagna che non sopportava più i miei continui nervosismi. Mi ha lasciato. Io sono rimasto solo, ma nel frattempo non potevo più pagarmi l’affitto di casa perché avevo perso il lavoro a causa della crisi. Per un periodo sono riuscito a vivere grazie ai risparmi ma, una volta finiti, mi sono ritrovato a dormire su una panchina. Ogni essere umano ha bisogno della sua dignità: la vita di strada ti costringe invece ad abbandonarla. Quando dormi per strada perdi il contatto con la realtà e soprattutto, quello umano: diventi un fantasma per te stesso e per la società. Comincia così un lento logorio interiore ed inizi ad annullarti. Tutto ciò significa che stai per morire, lentamente. Penso che nell’animo umano esista una sentinella che ti fa risvegliare dal sonno in cui stai cadendo: infatti, dopo parecchie notti

su una panchina, ho pensato che non volevo farmi uccidere dalla sofferenza. Ognuno di noi ha un percorso di vita che deve portare a termine e, se la mia esistenza non è più la stessa di quella che ho vissuto negli ultimi 25 anni, significa che qualcosa di nuovo mi sta aspettando. Ho deciso così di bussare alla porta della fraternità di Ripa e di chiedere aiuto; qui ho trovato la casa che avevo perso e un tempo per ricevere amicizia, comprensione e condividere la mia storia con persone che vivono la mia stessa condizione. Il mio orizzonte si è aperto nei confronti delle persone che operano per aiutare gli altri, un mondo sommerso che non conoscevo. Ora sono come un bambino, non ho più nulla o forse sì: una nuova vita da ricostruire.

Letture Dodici parole per ricominciare “Per ricominciare dobbiamo innanzitutto elaborare un nuovo pensiero, una nuova cultura della trasformazione in atto. Ricominciamo perciò dal pensiero” dice Marco Guzzi, poeta, filosofo e giornalista, autore nel 2011 delle sue “Dodici parole per ricominciare” (Paoline). Nel fare luce sulle parole fondamentali per l’autore, si vuole liberare il pensiero ridando slancio ai nostri progetti e desideri.

4 Ripa n. 3 / 2013

Da disoccupato a imprenditore di successo Rinascere a 50 anni si può, e questo è il racconto di Luciano, uno che ce l’ha fatta. La sua passione, la sua forza di volontà gli hanno permesso dieci anni fa di risollevarsi, lavorativamente parlando. Oggi Luciano ne ha 60 e dirige una cooperativa di servizi di manutenzione che dà lavoro a undici persone. "Dopo diversi anni nelle aziende, negli anni '90 mi sono ritrovato senza lavoro - ci spiega. Ho attraversato due crisi aziendali, poi sono entrato nel mondo dei lavoratori socialmente utili, fino a rimanere senza niente". Luciano aveva 45 anni e moglie e figli a carico. In quegli anni passa attraverso esperienze non


FOCUS Ricominciare a 50 anni sempre di successo, ma ormai la sua rinascita è indirizzata verso un progetto di impresa cooperativa. I rischi sono alti, i costi anche ("la gente non si vuole mettere in proprio", ammonisce), ma Luciano, anche con l’aiuto del sindacato, ricomincia da imprenditore nel settore delle manutenzioni dei giardini e degli edifici nei comuni della sua provincia, non lontano da Roma. Oggi Luciano parla con il piglio di un manager che conosce il suo lavoro in tutti gli aspetti ma ricorda bene quali valori servono per farlo. “Uno dei concetti per riuscire nella vita è “chiedi e ti sarà dato”, ma bisogna comportarsi con umiltà e educazione, e alla fine ce la fai se sai lavorare bene”. “Credo in quello che ho fatto. Mi è sempre piaciuto leggere, capire. Io sono figlio di contadini...”Luciano si commuove, mentre gli passa davanti la sua vita con tutti i ricordi dell’infanzia. “Ogni tanto prego i dieci comandamenti – ci confessa – ad esempio il “non rubare” significa essere liberi dalla schiavitù di possedere le cose. Secondo me la gente deve avere l’ambizione di migliorarsi, di migliorare la condizione che si è trovata nella propria famiglia”. fu

“È POSSIBILE?” RINASCERE È CAMBIAMENTO DEL CUORE di frate Roberto E’ possibile? L’eco di una domanda antica ma sempre nuova: “Come può un uomo rinascere quando è vecchio?”, è la domanda di Nicodemo, quel fariseo che di notte va da Gesù, con quest’assillo nel cuore. La stessa domanda che tutti ci poniamo di fronte a una vita impostata su binari che ci sembrano difficili, se non impossibili, da cambiare. E’ lecito allora avere il dubbio di Nicodemo: “E’ veramente possibile rinascere a cinquant’ anni?”. Oggi per per il mercato, per il mondo della produzione e del PIL, avere cinquant’anni significa essere vecchi, non trovare alcuna possibile collocazione, l’inserimento nello spietato circuito denaro-merce-denaro, è possibile solo se sei abile in un lavoro altamente produttivo. La questione della rinascita risuona ancora più attuale e più urgente proprio nella crisi; l’etimologia greca della parola rimanda ad un tempo in cui è necessario fermarsi a fare valutazioni per comprendere quello che è stato e che è - tempo di discernimento per cambiare proprio ciò che è necessario cambiare. Nicodemo, capo dei Giudei, è nella sua notte oscura di crisi. Sente che è giunto il momento di una svolta radicale, un mutamento così profondo, da porre la questione del cambiamento sotto il tema di una totale e completa rinascita, cioè del morire per nascere nuovamente. La sua è una questione di vita e di

5 Ripa n. 3 / 2013

morte, e Gesù non si sottrae a quest’incontro. Gesù è presente dentro la notte di quest’uomo disorientato e si lascia incontrare. La prospettiva della rinascita è posta però da Gesù all’interno di un orizzonte che non resta imprigionato in categorie storiche, sociali o culturali; Gesù ne fa soprattutto una questione di cuore. Rinascere per Gesù è accettare un radicale e profondo cambiamento del cuore dell’uomo (in senso biblico): tutto il resto è evanescente, fluido, di breve durata. La direzione per Gesù non è mai però per una generazione dal basso, (così come pensa Nicodemo: “Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”), ma è rinascita dall’alto. Il cambiamento che fa rinascere è opera di Dio. La forza dello Spirito di Dio che cambia il cuore, deve incontrare il desiderio dell’uomo, che è domanda, preghiera, affidamento fiducioso al soffio dello Spirito, che mai “sai da dove viene e dove va”. La prospettiva che offre Gesù è allora radicalmente diversa dal tentativo del mondo; questo vuole trattenere la giovinezza attraverso edulcoranti imbellettamenti, spesso ridicoli con cui si tenta di nascondere il segno del tempo che passa. Gesù ci indica che non serve travestire il corpo, se non si cambia il cuore. Si è giovani a partire dal cuore, qui è posto il segreto evangelico della possibilità di rinascere anche a cinquant’anni.


La versione di Francesco

“Ripa” cammina sulle strade di Roma e d’Italia Pellegrini come stile di vita Le esperienze della “marcia francescana” a luglio fino ad Assisi e la “giornata del camminare” a Roma di Gaia Bottino Partire per un pellegrinaggio a piedi significa portare con sé non solo le fatiche fisiche ma anche quelle spirituali. Tra i marciatori della XXXIII Marcia Francescana, tenutasi dal 25 luglio al 4 agosto scorsi, c’è la storia del giovane Ahmed che, da quasi un anno, vive stabilmente alla fraternità di Ripa: “Ho sempre amato camminare – racconta - i pensieri volano via e mi sento libero di essere me stesso”. Della sua esperienza da marciatore, Ahmed ha ancora negli occhi i paesaggi e i cieli stellati incontrati lungo il cammino tra i boschi e i paesi di Abruzzo, Lazio e Umbria, e i passi e le esperienze condivise con giovani della sua stessa età: “La marcia mi ha mostrato come tutti siamo alla ricerca di qualcosa che dia un significato pieno alla nostra esistenza. Ho camminato per centinaia di chilometri perché dentro di me sapevo che c’era qualcosa ad aspettarmi all’arrivo: la libertà di poter finalmente essere me stesso e di scoprire ciò che mi fa sentire vivo. La ricerca è appena iniziata ma penso di aver intrapreso

la strada giusta”. Ahmed e gli altri ragazzi della fraternità di Ripa, sono ora pronti per un nuovo cammino: il 13 ottobre 2013 si tiene la II edizione della Giornata Nazionale del Camminare, organizzata dall’associazione per l’escursionismo e l’ambiente FederTrek, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), la collaborazione del Ministero dell’Istruzione (MIUR) e con l’adesione del Presidente della Repubblica. Un itinerario a piedi per le vie di Roma grazie al quale le bellezze della Città Eterna incroceranno i luoghi della solidarietà di Roma: il percorso farà tappa dunque, tra i punti simbolo, anche alla Chiesa di San Francesco, dove verrà illustrato il progetto RIPA (“Rinascere insieme per amore”) e da dove ospiti e volontari della fraternità si uniranno al resto dei partecipanti per camminare insieme fino a riunirsi con altri itenerari tematici per la festa finale di Via dei Fori Imperiali. La fraternità è una risposta ben

6 Ripa n. 3 / 2013

precisa ad una chiamata di Dio: “non voi avete scelto me, ma Io ho scelto voi” (Gv 15,16). Camminare insieme significa essere orientati verso la stessa Meta, che ci attende tutti da sempre.


Notizie dalla fraternità

Nel piazzale della Basilica di Trastevere “Super-iper-mega” festa di compleanno Raccolti 600 euro per la fraternità Domenica 16 giugno la piazza della chiesa di San Francesco a Ripa, nel cuore di Trastevere, si è travestita in un improvvisato e colorato “Cirque du Soleil”, una festa per raccogliere fondi destinati ai progetti della fraternità di Ripa dei Sette Soli: non capita tutti i giorni osservare una ragazza volteggiare con leggerezza sui trampoli, ascoltare canzoni che parlano d’amore e di giustizia sociale scritte dal nostro Dollar, gustare specialità etiopi come lo zighinì preparato da Johnny ed ammirare gli oggetti realizzati con la tecnica del découpage da Giorgio. Un’esplosione di colori, suoni, musiche, allegria che ha coinvolto non solo i ragazzi della fraternità ma anche gli invitati alla festa: tutti hanno portato e lasciato qualcosa di loro stessi agli altri. Grazie a Gabriele, organizzatore ed anima dell’evento, la serata ha regalato mille emozioni ai presenti: uno spettacolo

per ridere e riflettere, giochi, danze, testimonianze, sorrisi ed occhi illuminati dall’incontro con l’altro.

Tivoli Inaugurata la casa d’accoglienza “Il Faro” Lo scorso 9 giugno è stata inaugurata nel comune di Tivoli, la casa d’accoglienza “Il Faro”, offerta dalla Società San Vincenzo De’ Paoli. Gli ospiti, coordinati da una famiglia di volontari, sono i protagonisti indiscussi nella gestione della casa e della vita in comune.

2 e 3 novembre Due sere a Teatro con i “Matti unici” per Ripa

A fine serata, ognuno ha lasciato una dedica, un pensiero per ricordare quanto “fare del bene e farsi del bene è la stessa cosa”: è stata questa l’intuizione di Gabriele e Gianluca che, con la scusa di festeggiare il loro compleanno, hanno organizzato una festa in cui i veri protagonisti sono stati i ragazzi di Ripa. Così qualcuno è tornato a casa canticchiando una canzone di Dollar, qualcun altro con in mano un portapenne realizzato da Giorgio da sfoggiare il giorno dopo sulla scrivania in ufficio. Grazie alla generosità dei molti che hanno partecipato, sono stati raccolti più di 600 euro che hanno contribuito a sostenere le spese per i ragazzi della fraternità e a regalargli una gita al Parco Nazionale d’Abruzzo per il mese d’agosto. Gb

7 Ripa n. 3 / 2013

Il 2 novembre alle ore 21 e il 3 novembre alle ore 18.00, siete invitati a partecipare allo spettacolo teatrale di beneficenza della Compagnia "i mAtti Unici" che andranno in scena con il giallo “La soluzione migliore” al Teatro Viganò , Piazza Antonio Fradeletto 17 (zona Nuovo Salario). Il ricavato andrà a sostenere le attività della fraternità di Ripa dei Sette Soli e del centro di discernimento vocazionale di Roma, la chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco. I “matti unici” sono una compagnia che da anni mette in scena i suoi spettacoli brillanti in tutta Roma e ha scelto di essere vicina a Ripa e ai suoi ospiti. Il costo del biglietto d’ingresso è di 10 euro. Per prenotazioni ed ulteriori informazioni, inviate una mail al nostro indirizzo di posta elettronica. (ripadeisettesoli@gmail.com)


Notizie dalla fraternità Dona la tua mail e seguici su Facebook e Twitter Abbonarsi a Ripa: segui il progetto, sostieni le attività a Roma, Valmontone e Tivoli Abbiamo pensato un modo bello, secondo noi, per aiutare la fraternità di RIPA. Se ti è piaciuto questo numero di “RIPA - Rinascere insieme per amore” questa è l’occasione per restare in contatto con i frati, gli ospiti e i volontari. Con l’abbonamento annuale a Ripa (6 numeri in un anno) potrai seguire la vita di Ripa: bastano 15 euro per ricevere il giornale nella tua cassetta

della posta. Con 50 euro l’anno (tredici centesimi al giorno, nemmeno un caffè) insieme al giornale aiuterai concretamente tante persone a tornare a sperare e a ricominciare a Vivere. Per abbonarsi (primo numero a partire da gennaio-febbraio 2014) basterà sin da subito inviare al nostro indirizzo di posta elettronica ripadeisettesoli@gmail.com una email con i tuoi dati e l’indirizzo di

casa. Potrai avere il giornale anche in versione Pdf sulla tua email, se lo vorrai. Inoltre, puoi restare sempre aggiornato sulla vita del progetto cercandoci su Facebook e di Twitter e diventando amico di “Ripa dei sette soli”. Con il giornale cartaceo, le email e i contatti sui social network vogliamo allargare la rete di amici e sostenitori di Ripa e accrescere la capacità di accoglienza e reinserimento di "Rinascere insieme per amore": perchè, come ci ha insegnato San Francesco d’Assisi le relazioni umane per noi sono centrali.

I C A T U I A AD

AIUTARE Vuoi sostenere le nostre iniziative? Puoi fare una donazione tramite bonifico bancario intestato a:

frati minori lazio onlus IT 58 Q 01030 03200 000004906117 facebook.com/ripa.deisettesoli

www.ripadeisettesoli.org

ripadeisettesoli@gmail.com

twitter.com/Ripasettesoli

Ripa 3 2013light  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you