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RighiTimes IL GIORNALE STUDENTESCO DEL LICEO SCIENTIFICO STATALE «A. RIGHI» DI BOLOGNA

L’Editoriale di FEDERICO PIERI

OPINIONI - 2013. Un nuovo anno, una nuova redazione. Anche per quest’anno, il RighiTimes, il giornale studentesco di questo Liceo, vi seguirà, mese dopo mese, nel vostro anno scolastico. Ma cosa cambia quest’anno? Partiamo prima da chi siamo, perché i ragazzi di prima, e probabilmente di seconda, non conoscono ancora bene l’attività del RighiTimes. | P3

Intervistando L’ONU POLITICA

UNO SPECIALE DOVE RISPONDE AD UNA INTERVISTA ECCEZIONALE L’AMBASCIATORE PER LA SOMALIA, YUSUF MOHAMED ISMAIL, STANZIATO PRESSO LA SEDE ONU DI GINEVRA, SVIZZERA. La politica e la vita: con piacere ospitiamo l'Ambasciatore della Somalia all'Onu , S. E. Yusuf M. Ismail - L’articolo vuole affrontare, nelle sue sfumature, il mondo della politica odierna, ma vuole anche introdurre i giovani all’orientamento internazionale. DI FEDERICO PIERI | P4

Alcune scelte di LAURA ZACCHIROLI

ESTERO - Trascorriamo buona parte della nostra vita a prendere decisioni che riteniamo più o meno importanti a seconda delle situazioni in cui ci troviamo, ci misuriamo ogni giorno con lo stress e con la pressione che subiamo da parte di genitori, insegnanti, ma soprattutto da parte di noi stessi. | P6

Ricicliamo? di ILARIA MAZZETTI

AMBIENTE - Cinque anni passati fra le mura della nostra scuola sono tanti… non tanto per il reale numero di giorni passati sui banchi, ma piuttosto per quello che si è vissuto. | P5

NUMERO SETTEMBRE – 0,50€

E-BOOK, COSA CAMBIERA’ NEL NOSTRO MODO DI LEGGERE I LIBRI

ANNO ZERO – IL MESE DEGLI INZI – IL CALCIO

LIBRI - Quest’anno come ogni estate mi si è presentato al momento di partire il difficile compito di scegliere se e soprattutto quali libri portare in vacanza; dato il loro numero consistente e soprattutto il considerevole peso che vedevo crescere nella valigia, avevo iniziato a prendere in considerazione la possibilità di comprare un E-book reader.r | P12

SPORT - Settembre è sempre stato il mese degli inizi. E’ ormai iniziato l’autunno, è iniziato, nostro malgrado, l’anno scolastico, sono iniziati i programmi e le serie televisive e, ovviamente, è iniziato il campionato. | P10


2 | GLI ARTICOLI DEL MESE

EDITORIALE

2

DIRETE RIGHITIMES PER DIRE… di FEDERICO PIERI

POLITICA E SCUOLA

4

INTERVISTANDO L’ONU

Direte RighiTimes per

QUANDO PARTI E NON SAI SE TORNI

EDITORIALE – Una breve introduzione, un augurio a tutte le quinte,

di FEDERICO PIERI

6

di RICCARDO FERRARI

8

UNA FANTASTICA STORIA

di FEDERICO PIERI DIRETTORE DEL GIORNALE

di LEONARDO PASQUI SPORT E MUSICA

9

MOTO GP – NOVITA’ E IL MERCATO di ELENA TURRINI

10

ANNO ZERO – IL MESE DEGLI INIZI di LORENZO MITI

11

«ANIMALS» – PINK FLOYD di CECILIA ARMANDI

TEMPO LIBERO

12

I NUOVI ORIZZONTI DELLA LETTURA di GIUSEPPE PARRILLA

13

COME COMPORTARSI NELL’ERA DEI RIFIUTI di ILARIA MAZZETTI

14

ARRIVA L’AUTUNNO E NUOVE PIANTE di LEONARDO PASQUI

Giochi, fumetti e… www.righitimes.com redazione@righitimes.com

. Un nuovo anno, una nuova redazione. Anche per quest’anno, il RighiTimes, il giornale studentesco di questo Liceo, vi seguirà, mese dopo mese, nel vostro anno scolastico. Ma cosa cambia quest’anno? CHI SIAMO Partiamo prima da chi siamo, perché i ragazzi di prima, e probabilmente di seconda, non conoscono ancora bene l’attività del RighiTimes. Il RighiTimes è nato cinque anni fa, con lo scopo di rappresentare un punto di incontro e di confronto di idee ed opinioni. Il RT nasce per coinvolgere e per informare gli s t u d e nti s ul l a r e a l tà de l l ’ o g g i . COSA E’ CAMBIATO IN QUESTI ANNI Chi ci segue da poco, forse non sa quali siano stati i grandi passi che questo giornale ha compiuto. In pochi anni infatti siamo passati da una stampa «fotocopiata», quindi manuale, a una vera e propria stampa in tipografia. Questo ha sicuramente migliorato la qualità del giornale, rendendolo più competitivo ed accattivante. Il nostro giornale è, secondo gli studenti di altre scuole, «uno dei giornali più invidiabili nell’ambiente

scolastico». In questi anni poi, durante la Direzione dello studente Riccardo Ferrari, ex Direttore, il RT è sbarcato anche sul web, creando un sito, www.righitimes. .com, pieno di contenuti e aggiornato costantemente, sia con temi legati alla scuola che alla attualità. I PROGETTI 2013 Quest’anno, oltre alla normale stampa mensile, abbiamo approvato una serie di progetti importantissimi sia in campo culturale che innovativo. Da quest’anno infatti avrete la possibilità di seguire un corso di giornalismo mediatico, approvato, inoltre, dal POF del Liceo (è disponibile quindi l’acquisizione del credito formativo per il triennio). Il corso, che partirà a breve, punterà a spiegare come il giornalismo stia cambiando grazie alle nuove tecnologie e innovazioni, come i social networks, il digitale, ed altro. L’esperto, che ringraziamo anche su questa stampa, Claudia Resta, oltre ad essere il Responsabile Comunicazione Italia della Yelp, società che gestisce i dati delle Mappe Apple per intenderci, è anche una giornalista di SkyTG24 a Milano!

HAI IDEE? AIUTACI A MIGLIORARE! Scrivi una email a redazione@righitimes.com


EDITORIALE | 3

The RighiTimes – Settembre 2012 – redazione@righitimes.com

dire informazione e svago a tutte le prime, ed alcune informazioni su ciò che abbiamo fatto, faremo, e facciamo in questo giornale. Insomma, un Esperto con la «E» maiuscola. CAMPAGNA ABBONAMENTI La qualità però, come saprete, ha un costo e per risolvere il grave problema del budget (sforiamo di 2000 euro l’anno), avevamo organizzato, per quest’anno, la campagna abbonamenti, riservata a chi dimentica sempre i soldini, o li vuole riservare alla merenda, e invece può così pagare direttamente per tutto l’anno i dieci numeri. Come fare? Semplicissimo! E’ tutto scritto sul nostro sito a www.righitimes.com. Potrete infatti pagare 5 euro, il costo delle copie mensili (10 numeri), direttamente la prima volta, e non dovervi ricordare di pagare tutte le

altre volte! QUESTO MESE Questo mese, per partire bene, abbiamo voluto regalarvi, insieme alla copia del giornale (che speriamo gradirete!), un inserto su come effettivamente funziona la vita di uno studente in questo Liceo. Troverete infatti che ci sono milioni di organizzazioni studentesche e di organi rappresentativi che possono interessarvi. Ovviamente, essendo molto corto, la raccolta verrà incrementata ogni mese, con differenti inserti. Avete delle idee? Non esitate a scriverci a redazione@righitimes.com. Buon Anno Scolastico a tutti e grazie per il vostro sostegno sempre gradito.

IN RICORDO DI ELENA Un ricordo scritto dagli amici

on nascondere il segreto del tuo cuore, amico mio! Dillo a me, solo a me, in confidenza. Tu che sorridi così gentilmente, dimmelo piano, il mio cuore lo ascolterà, non le mie orecchie. La notte è profonda,

la casa silenziosa, i nidi degli uccelli tacciono nel sonno. Rivelami tra le lacrime esitanti, tra sorrisi tremanti, tra dolore e dolce vergogna, il segreto del tuo cuore. Ciao Amica..

I NOSTRI «NUMERI SU NUMERI»

ENTRATE-USCITE ANNUE DEL RT

Ogni anno il giornale spende circa 2.000 € in più in proprio per supportare il costo della stampa in tipografia, senza contare i costi aggiuntivi per progetti o eventi. ENTRATE PARI A 2.000 € USCITE PARI A 4.500 € QUANTE COPIE FACCIAMO?

Ogni mese vengono stampate ben 400 copie, anche se l’Istituto potrebbe coprire 1300 lettori mensili. Ogni anno, stampiamo 4.000 copie. IN RICORDO DI ELENA

Elena ha smesso di essere una nostra studentessa lo scorso Giugno decidendo di concludere, tragicamente, la sua vita. Alla famiglie ed agli amici, riserviamo il nostro conforto per la grande perdita.


4 | POLITICA

UNA PICCOLA INTRODUZIONE E RINGRAZIAMENTI

L’articolo che state per leggere, è un articolo che abbiamo messo in cantiere, in collaborazione con l’Associazione Ex Alunni del Liceo Righi, - in specifico con il Dr Andrea Magoni - già dal Maggio scorso! Siamo riusciti, per vari motivi e situazioni, a pubblicarlo solamente oggi, ma vi assicuro che le domande sarebbero state ancora tante – l’intervista, in sé per sé, è durata ben un’ora! Ma perché l’ONU? Volevamo intervistare un Ambasciatore delle Nazioni Unite perché credevamo fosse interessante, e magari «alternativo», presentare un articolo su un mondo di cui si sa sempre così poco; ma soprattutto, abbiamo deciso di fare un articolo sul mondo della politica internazionale pensando che ci fosse sicuramente almeno uno s t u d e nt e i n te r e s s a to a ta l e argomento. Ecco perché, tra l’altro, gemellato con questo articolo, abbiamo proposto l’articolo firmato da Laura Zacchiroli, una nostra ex redattrice che studia scienze politiche a Bruxelles |P6. I miei ringraziamenti, per la riuscita dell’articolo, vanno al Dr Magoni, nostro grande sostenitore, ed ovviamente, all’Ambasciatore Yusuf Mohamed Ismail, persona eccezionale che ho avuto l’onore di conoscere e a cui devo gratitudine per la sua disponibilità e gentilezza.

Intervistando l’ONU, POLITICA - Ai microfoni del nostro giornale l’Ambasciatore ONU di FEDERICO PIERI DIRETTORE DEL GIORNALE

uonasera ambasciatore. La ringraziamo subito per la sua disponibilità, per il suo tempo, e vorremmo cominciare subito chiedendole un po' su qual è il suo ruolo nelle Nazioni Unite, in particolare a Ginevra. Buonasera. Ringrazio il RighiTimes per questa opportunità che serve anche per chi, come noi, non ha più vent’anni, per ricordare un po' il proprio passato, le proprie aspettative per il futuro, e perché quando si è giovani si pensa giustamente di poter cambiare il mondo. E' importante, perché sono questi i sentimenti e le passioni che poi entrano in ognuno di noi e ci spingono a proiettarci sul nostro futuro: adesso voi le vivete come giovani studenti, prima le abbiamo vissute noi ex. Mi è doveroso un ringraziamento, a proposito di ciò, soprattutto ai miei genitori, così come è doveroso per ognuno di noi il ricordo dei propri cari. Il mio lavoro attuale consiste nel rappresentare il mio Paese, la Somalia, presso la Sede ONU di Ginevra. Sede importante certamente dal punto di vista tecnico, ma anche per la diplomazia multilaterale; un tipo di diplomazia fra paesi ed il resto della comunità internazionale, nel rispetto dell'istituzione

massima che corrisponde all'organo delle Nazioni Unite. Rappresentare il proprio paese è una grande responsabilità. Nel momento in cui si portano avanti istanze dal proprio paese è necessario saper mediare sempre e comunque, anche quando non se ne avrebbe voglia, e questo, modestamente, lo consiglio a tutti i ragazzi: bisogna sempre trovare un compromesso. E' grazie a questo che si va avanti nella vita. Bisogna fare il proprio dovere, bisogna studiare, perché, fra l'altro, il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali annoverati fra i diritti tutelati dalla carta dei diritti umani. Quindi la passione è la politica - al momento però in Italia il termine "politica" non va molto di moda... E' vero che il termine politica non è molto di moda, per tutta una serie di vicissitudini, legate ad altre dinamiche: sociali, economiche, culturali. Nel momento in cui si fa fatica ad arrivare alla fine del mese, si è delusi rispetto alle proprie aspettative, alle proprie speranze, e il dito viene puntato sulla classe politica. Ciò non toglie però che senza l'arte della politica non si riuscirebbe a definire i limiti per cui le interazioni fra diversi Stati debbano avvenire. Se non si stabilisce una linea rossa entro cui debbano arrivare i conflitti di interesse è logico pensare che sia necessario essere equipaggiati con strumenti tecnici necessari.


The RighiTimes – Settembre 2012 – redazione@righitimes.com

POLITICA | 5

risponde Yusuf Mohamed Ismail che rappresenta la Somalia nella sede di Ginevra, Svizzera, e che lavora presso l’ufficio per i Diritti Umani. Vi sarete chiesti quali sono i maggiori punti importanti di una società in questo mondo. I capisaldi sono l'accesso alle risorse e la rappresentazione politica. L'equilibrio sociale si raggiunge solo quando la classe politica assicura servizi sociali, e così via fino ad arrivare all'economia, ovvero la possibilità di inserirsi nel mercato. E' chiaro che se all'interno di una società i suoi componenti non hanno uguale accesso alle risorse del paese, comprese quelle naturali, si scaturiscono, inevitabilmente, tensioni sociali. Che tipo di studi si dovrebbero fare per intraprendere la diplomazia, che passioni bisogna avere, che interessi, le scienze politiche certo, ma in particolare? La ringrazio della domanda! Innanzitutto ognuno di voi dovrebbe ascoltarsi, nel senso che dovrebbe riuscire a decifrare quello che si sente veramente dentro. Se ci si sente più portati verso il prossimo, e le sue difficoltà vi toccano da vicino, o quantomeno le sue condizioni vi sono vicine, allora potreste intraprendere una carriera a favore dei diritti umani. Oppure, se la vostra indole è più portata verso il conseguimento di un proprio successo personale. Ovviamente una possibilità non esclude l'altra. Ogni essere umano ha bisogno di sentirsi gratificato, come nel successo personale, ed anche aiutare il prossimo lo comporta. Questo succede

anche quando date un esame: vi sentite gratificati. Per il vostro futuro, il consiglio, con la "c" maiuscola, che mi sento modestamente di darvi è di non dare sempre la colpa al prossimo. L'autoesame è fondamentale. Dare la colpa al prossimo non vi porterà da nessuna parte. Questo nei rapporti con i vostri genitori o insegnanti, con i compagni, gli amici. La vera soddisfazione parte dall'arrivare oltre ciò che avete studiato sui libri, portandovi ad un obbiettivo piuttosto che un altro. Dovete sempre ricordare che andare a scuola è solamente utile a voi stessi, per il vostro futuro. Questi discorsi li avrete già sentiti dire, e da giovani ricordo che si è un po' impermeabili a questi discorsi, ma è fondamentale riconoscere il dono che vivete. Rispetto alla sua vita, lei perché ha scelto le Nazioni Unite, e cosa l'ha portata a scegliere la diplomazia? E' stato un percorso particolare legato soprattutto alla vita e ai valori della mia famiglia. Mio padre scelse, a suo tempo, un percorso: prima nella didattica, poi nella diplomazia. A loro volta, gli eventi politici nel mio paese hanno segnato la nostra vita, e nel '78 mio padre dovette scegliere di andare all'opposizione del governo di quel periodo. Questo ha fatto sì che i miei interessi, che non erano, allora, rivolti alla politica, subissero un cambio di rotta a 360° gradi. Questo ci riconduce al discorso

di prima, perché un sistema che non tutela legittimi diritti e non rappresenta, finisce per scatenare tensioni sociali. In me scattò la voglia di difendere i diritti per gli altri. Nel '91 vi fu il crollo dello stato somalo, mentre io ero all'opposizione, ed è scaturita una guerra civile senza pietà. La militanza politica si è fatta più importante, e posso dire di aver speso gran parte della mia vita in opposizione. E' stato un test molto forte, più forte di un normale percorso politico in un sistema normale come può esserlo uno di matrice europea. In quelle dinamiche, o si ha una forte passione, o dopo un po', come si dice, si "molla". Di mollare non se ne parlava, e dopo un po' di tentativi, nel 2004 c'è stata la svolta. Che futuro vede per le Nazioni Unite? Il forte dibattito sull'allargamento del consiglio di sicurezza dell'Onu è sicuramente un punto fondamentale per il futuro della Nazioni Unite. Al momento, come saprete, ne fanno parte solamente cinque paesi, i vittoriosi, per così dire, della seconda guerra mondiali e paesi che hanno un forte sistema economico. Chiaramente, nuovi paesi che hanno aumentato il loro livello economico e sociale, stanno ora chiedendo di entrare a far parte di questo "club ristretto". Spesso i paesi cercano di garantire i propri interessi ed è qui che è necessario che le Nazioni Unite continuino a creare il compromesso.


6 | ESTERI

Quando parti e non sai se torni: ESTERI - Uno speciale di una nostra ex alunna che si è trasferita a Bruxelles per frequentare lì la facoltà e NOTIZIE FLASH E BREVI INFORMAZIONI STUDIARE A BRUXELLES

Il costo base per un anno di studi è di circa 850.00€ ma se si richiede una borsa di studio al Ministero degli Esteri è possibile ottenere un finanziamento di 840.00€. Info: www.esteri.it PAROLE

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UNA DECISIONE CHE HO PRESO SOLAMENTE PER ME STESSA, LIBERA DA PRESSIONI.

STUDIARE ALL’ESTERO

Per studiare all’estero è sempre richiesta dal Ministero la conoscenza una seconda lingua, meglio se quella del paese ospitante. Le maggiori lingue richieste sono l’Inglese, lo Spagnolo, il Francese, il Tedesco.

di LAURA ZACCHIROLI CORRISPONDETE ESTERO EX STUDENTE DEL LICEO

ccomi in diretta da Bruxelles per il mio ultimo articolo sul RighiTimes, il mio saluto alla scuola che mi ha ospitata per cinque anni. Trascorriamo buona parte della nostra vita a prendere decisioni che riteniamo più o meno importanti a seconda delle situazioni in cui ci troviamo, ci misuriamo ogni giorno con lo stress e con la pressione che subiamo da parte di genitori, insegnanti, ma soprattutto da parte di noi stessi. Finito il liceo arriva la resa dei conti, il momento in cui si deve prendere la prima vera decisione, una decisione che è più importante di tutte le altre perchè riguarda solo noi stessi, è una decisione che dobbiamo prendere per il nostro bene, seguendo il nostro volere e senza avere paura di rischiare. Più facile a dirsi che a farsi. Terminato il liceo, ho preso la decisione di trasferirmi in Belgio, a Bruxelles, e frequentare lì l'università, una scelta che per molti versi si potrebbe definire azzardata o al contrario molto azzeccata, ma la cosa veramente importante è che è una decisione che ho preso solamente per me stessa, libera da qualsiasi pressione e consapevole del fatto che qualora mi fossi sbagliata, avrei potuto ricominciare, stravolgere i miei piani, tornare a casa, senza vergogna e senza paura, perchè quando si punta in alto si deve tenere conto anche di una possibile caduta. Ora mi trovo qui, nella capitale Europea mentre sogno cibo Italiano e

mi godo un nuovo momento guadagnato non senza fatica. Mi sono iscritta alla facoltà di scienze politiche e relazioni internazionali e sto cercando di adattarmi alla vita del campus universitario. L'università è molto grande ed è organizzata proprio come i campus Americani, grandi spazi, dormitori, ristoranti, una realtà molto diversa da quella che mi aspettavo, ma proprio per questo molto eccitante. Non è stato facile partire e lasciare casa, decidere di intraprendere un nuovo cammino senza avere accanto i propri affetti è molto più duro di quello si può pensare, ma ogni volta che pensavo di voler tornare a casa o di non farcela, mi ripetevo che era un occasione unica, un'opportunità che non molti hanno e che dovevo stringere i denti e andare avanti, non potevo giudicare senza aver prima capito di che cosa si trattava. Non appena sono iniziati i corsi l'aumento delle paure è stato direttamente proporzionale all'aumento dell'entusiasmo, la sensazione di sentirsi parte di qualcosa di diverso, di nuovo, parlare diverse lingue in una sola giornata, portare un po' della propria cultura nelle vite che incontri, è un'esperienza incredibile. Mi è stato chiesto di integrare in questo articolo sulla mia esperienza, una piccola parentesi su come i giovani Belgi vivono la crisi europea e riguardo a questo argomento posso dire di essermi trovata proprio al centro di uno “scontro” di punti di vista. Per i giovani Belgi la crisi esiste, ma è solo uno stato transitorio, una tappa obbligata attraverso la quale bisogna passare per poi rinascere più forti.


ESTERI | 7

The RighiTimes – Settembre 2012 – redazione@righitimes.com

l’Università all’estero e la Crisi l’Università. Una testimonianza sulla fuga dall’Italia e sulla Crisi Economica vista da occhi europei. Qui ci sono poche manifestazioni, poche proteste, nessun disagio nelle fabbriche e nessun disagio nelle vite dei lavoratori. É forse un paese perfetto? Assolutamente no. Ci troviamo in presenza di una migliore gestione economica? Forse. La cosa veramente differente è lo spirito con il quale affrontano i cambiamenti che sono in atto in Europa. Guardano ai lavori delle grandi istituzioni Europee con ammirazione e speranza, senza critiche o giudizi, attendono semplicemente di vedere cosa ci sarà alla fine del tunnel. Sicuramente questa loro visione “positiva” è sostenuta dal fatto che il Belgio non gode di gravi problemi economici, a differenza di altri stati, ma sicuramente il loro spirito va preso a modello. Io ho portato la voce del mio paese, un paese che a mio avviso si sta battendo con le unghie e con i denti per difendere il futuro dei propri figli, ma che forse ha perso un po' la speranza. Potrei dilungarmi ancora molto sulle diverse visioni politiche, ma questo articolo in realtà nasce come testimonianza, come cronaca di una partenza, potremmo dire. Sono fiera di me stessa per la decisione che ho preso, l'ho fatto solo per me, scommettendo sulle mie capacità e soprattutto sulle mie debolezze. Ci saranno giorni difficili, ma in che vita non ce ne sono? Il mio consiglio è quello di provare, non cedere mai, avere il coraggio di sbagliare alla grande e sapersi rialzare, tutti cadiamo prima o poi, è la natura umana. Siamo il futuro, abbiamo

possibilità infinite e dobbiamo sfruttarle, dobbiamo voler cambiare le cose, consapevoli del fatto che alle spalle avremo sempre un porto sicuro a cui fare ritorno. Una delle difficoltà maggiori del vivere in un altro paese, è lo scontro con punti di vista diversi dal proprio. Tutti siamo attaccati alle nostre certezze, abbiamo la nostra visione delle cose e ci piace credere che sia l'unica visione possibile ma, vivendo in un paese che non conosci, devi essere pronto a mettere da parte l'orgoglio, devi farti avanti con tutta la curiosità che hai e devi ascoltare tutto quello che hai intorno. A mio avviso la cosa più importante che possiamo fare è non fermarci mai davanti ad un solo punto di vista, il mondo è talmente tanto grande che non possiamo permetterci di guardarlo con un paio solo di occhi. Qui sto cercando di fare proprio questo, scambiare opinioni con persone che vengono da parti differenti del globo, dare la mia versione dei fatti e vederla non condivisa da altri, perchè solo così possiamo crescere. A tutti quelli che dovranno decidere in futuro cosa fare all'università, se frequentarla o se intraprendere un'altra strada, non posso dire che partire è la cosa giusta, ma posso dire che non fa male. Interpretare la parte di quelli che decidono di andarsene è sempre difficile, il confine fra il partire per il proprio futuro e il partire perchè si ha voglia di scappare è molto sottile e spesso si tende a confondere questi due elementi. Se volete partire, fatelo perché sentite che il

vostro posto nel mondo è più in là del vialetto di casa, perché volete vedere tante realtà diverse prima di scegliere la vostra o anche solo perchè volete dimostrare di essere grandi. Se restate nella vostra città, fatelo con il cuore, perchè la amate e perchè può darvi ciò che volete, non prendete decisioni per accontentare gli altri, se vorrete partire gli altri vi capiranno, magari non subito, ma lo faranno. Io sono partita perchè i miei genitori mi hanno cresciuta spiegandomi che io rappresento solo una parte infinitesimale di questo mondo e che per fare una rivoluzione, di qualsiasi tipo, non basta stare seduti alla propria scrivania, bisogna alzarsi e guardare tutto ciò che abbiamo intorno. Magari ciò che vedremo non ci piacerà e vorremo tornare a casa ,ma almeno potremo dire di aver visto tutto quello che volevamo vedere. Le rondini migrano e fanno ritorno a primavera, ma quello che hanno visto durante il loro viaggio solo loro lo sanno e così fa anche l'uomo. Tornerò a casa ogni tanto per dire cosa ho visto, che cosa mi è piaciuto o cosa mi spaventa. Forza di volontà, coraggio e un po' di follia ecco il mix perfetto per riuscire in ogni impresa. Se sceglierete di partire non abbiate paura di perdere l'amore dei vostri genitori, amici, fidanzati ecc...L'amore vi seguirà, così come vi seguirà la vostra libertà di scegliere e vivere. Rischiate, sbagliate e divertitevi. Un ultimo abbraccio caro Righi.


8 | SATIRA

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di LEONARDO PASQUI REDATTORE

era una volta un paese perfetto in cui tutto funzionava benissimo. Quel paese si chiamava Lilliputia. Per molti anni lo aveva governato un uomo non tanto alto, ma potente che, per governarlo meglio, controllava anche la maggioranza delle televisioni e dei giornali, così era sicuro che non si “inculcassero” strane idee alla gente. Aveva governato cosi bene che venne addirittura nominato Cavaliere, il Cavaliere Azzurro. La perfezione nel paese di Lilliputia non era stata solo opera sua, l’azione meritoria occorreva condividerla con i suoi egregi ministri. Anche la giustizia era invidiata da tutti gli altri reami .Era veloce, giusta quasi sempre imparziale e cosa più importante mai osteggiata dalla politica, men che meno dal Cavaliere Azzurro. A dirla tutta la giustizia aveva poco lavoro, perchè nessuno rubava ,nessuno mentiva, nessuno commetteva reati tali da richiedere la prigione. Addirittura in una regione di Lilliputia , chiamata Licilia ,c’era una organizzazione che svolgeva un’azione meritoria a volte sostitue ndosi al lo Stato, a volte accordandosi con esso in una specie di mutuo soccorso. Quest’organizzazione chiamata MAFIA (qui

non ci vogliono fraintendimenti) funzionava molto bene, con i suoi apparati e ramificazioni, proprio come uno stato e immetteva nel mercato cose che il regno non poteva assolutamente spacciare, incassando tanto denaro tanto quanto due o tre manovre fiscali del regno. La sanità era un altro punto di forza del paese, la gente moriva solo in casi rarissimi , per tumori non diagnosticati ,scambi di cartelle, protesi sbagliate, diagnosi superficiali ecc. ecc.. Il nostro Cavaliere aveva un grande alleato nella lotta alla poca corruzione che di tanto in tanto veniva fuori, il duca della Fandania, la regione più a nord di Lilliputia. Quest’ultimo sosteneva ,con un linguaggio scintillante, che i mali del regno erano da addebitarsi agli abitanti del sud e alle genti che provenivano da altri mondi, i quali erano colpevoli di essere poco eleganti e con le orecchie troppo grandi. L’azione del governo del regno però era sempre contrastata in modo efficace da una durissima opposizione che sempre più unita, continuava imperterrita a mettere alla berlina il Cavaliere azzurro, inventandosi persino storie di feste ed orge, assolutamente impensabili a quel tempo.. Dopo quasi 20 anni di governo il Re Giorgio concesse al Cavaliere Azzurro il meritato

VIGNETTE di FEDERICO DI NICOLA VIGNETTISTA

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riposo, dal momento che il paese godeva buona salute e il suo congedo non avrebbe creato dei problemi. Uscì dalla scena come si conviene ad un vero eroe, furono intonati canti, lanciate parole affettuose e dolcetti al suo indirizzo. Re Giorgio scelse, per la sostituzione, una persona estranea alla entourage, Mario Mari, il quale però non controllava l’informazione e cominciarono a circolare nuove voci come il ripristino di tasse che il Cavaliere Azzurro aveva allegramente eliminato per il bene del paese. La cosa peggiore però fu che Mari era un personaggio che si indignava se qualcheduno rubava soldi al Regno o non pagava le tasse dovute. Il popolo allora chiese a gran voce il ritorno del Cavaliere. Nel frattempo però un nuovo pericolo si era delineato all’orizzonte, un giullare di animo nobile aveva cominciato a creare un movimento di astronomi che osservavano le stelle, ed erano già arrivati a 5…stelle. La situazione era frenetica e il popolo fu preso da mille dubbi, finché un giorno tutti si accorsero di ciò che era veramente successo, di tutte le malefatte e di come erano stati raggirati dal Cavaliere Azzurro. Si affidarono cosi ad un uomo nuovo, puro … Il conte Bianco.


SPORT | 9

The RighiTimes – Settembre 2012 – redazione@righitimes.com

Moto GP – Le novità e il mercato SPORT - Iniziato finalmente il mercato dei piloti mentre Casey Stoner annuncia un suo possibile ritorno di ELENA TURRINI

REDATTRICE – CRONACA SPORT EX STUDENTE DEL LICEO

d eccomi di nuovo qua, nonostante sia uscita dal Liceo Scientifico Righi, a scrivere dello sport più emozionante, a parer mio, che si vede al giorno d’oggi in televisione. Quale ragazza sana di mente andrebbe a Barberino non per vedere l’outlet, ma esclusivamente per vedere la pista di moto? Ovviamente nessuna, con la mia piccola eccezione! Dall’ultima volta che ho scritto l’articolo sulla Moto Gp sono successe molte questioni burocratiche e molte novità per quanto riguarda il futuro dei piloti. Innanzitutto l’ormai abbandono della casa di Borgo Panigale da parte di Rossi è diventato ufficiale. Il Dottore dal prossimo anno correrà, probabilmente fino alla fine della sua carriera, per la casa giapponese yamaha. Al suo posto arriverà Andrea Dovizioso, pieno di voglia di fare e di volontà. In Ducati dovrebbe poi giungere anche Andrea Iannone, ora in Moto2. In questo modo si troveranno di nuovo a correre insieme Jorge “Il martillo” Lorenzo e Valentino Rossi, come già era avvenuto qualche anno fa. Nel Gp d’Italia a Barberino del Mugello si è imposto Lorenzo, il quale ha così accumulato venticinque punti di vantaggio da Pedrosa e Stoner. Successivamente, alle continue vittorie dello scorso campione mondiale Lorenzo, si sono

alternate le vittorie del Camomillo Pedrosa. L’australiano Casey Stoner, a causa di un incidente nelle prove libere dopo il gran premio di Indianapolis, ha deciso di fermarsi e guarire la frattura al piede che gli provocava forte dolore. A Brno si è imposto Dani Pedrosa, davanti a Jorge Lorenzo e Cal Crutchlow, solo quarto il Dovi. Il percorso del pilota Ducati fino a questo punto era stato intriso di sconfitte e delusioni, ma al gran premio di San Marino, nel nuovo circuito dedicato a Marco Simoncelli, Rossi è riuscito a strappare il secondo piazzamento. Tanto di cappello per un pilota del suo calibro che fino a quel momento non era stato in grado di ottenere soddisfazioni dall’unica moto italiana presente alle corse della classe regina. Recentemente le polemiche tra la casa bolognese e il pilota si erano fatte sempre più forti, ma grazie a questo buon risultato i rumori si sono calmati e la tranquillità è tornata a regnare sovrana. Il pilota del team Repsol Honda Casey Stoner, attualmente “ai box” dopo un’operazione importante, ha parlato con il canale australiano Seven e attraverso il suo blog con qualche novità sul suo possibile rientro. L’operazione è andata alla perfezione, i medici hanno fatto un lavoro incredibile con tagli finissimi, ma sfortunatamente ci vorrà tempo prima che il canguro possa tornare in sella alla moto non potendo mettere peso sulla caviglia fino a totale recupero. Sul possibile rientro a Phillip Island, Stoner ha annunciato: “Sarà

dura vincere la sesta di fila lì, ma ci sarò. Spero di tornare un paio di gare prima, ma vediamo come vanno le cose e manteniamo le dita incrociate”. A Misano è stato inoltre presentato il libro dedicato a Marco Simoncelli “Il nostro Sic”. Questo libro rappresenta in tutto e per tutto la storia di un guerriero gentile, raccontata con centinaia di foto pubbliche e private e dalle parole dei suoi genitori, Rossella e Paolo, della sua fidanzata Kate, e da un coro di più di trenta voci: amici di vecchia data, Valentino Rossi, il suo rivale Andrea Dovizioso, i suoi meccanici, i team manager e molti altri. Alla presentazione erano allo stand anche i genitori del Sic e Paolo Beltramo, noto giornalista sportivo sempre in collegamento dalle piste e grande amico del pilota. Concludendo, mancano ancora cinque o sei gare alla fine del mondiale: Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa si giocheranno il massimo titolo del motociclismo, un duello tra due spagnoli completamente diversi ma uniti dalla grinta e dalla voglia di arrivare per primi.

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10 | SPORT

Anno Zero – Il Mese degli Inizi SPORT - Settembre è sempre stato il mese degli inizi ed anche stavolta non ha deluso le aspettative di LORENZO MITI

REDATTORE – CRONACA SPORT

ettembre è sempre stato il mese degli inizi. E’ ormai iniziato l’autunno, è iniziato, nostro malgrado, l’anno scolastico, sono iniziati i programmi e le serie televisive e, ovviamente, è iniziato il campionato. E’ stata un’estate davvero difficile per il calcio italiano: tra calcioscommesse, calciomercato e amarezza per un europeo sfumato solo all’ultimo, calciatori, allenatori, giornalisti, presidenti, ma soprattutto tifosi, non vedevano l’ora che tutto ciò finisse. La parentesi più buia, per non dire deprimente, non può che essere quella relativa allo scandalo che ha investito decine di club tra serie A, B e Lega Pro. Tra processi, squalifiche (spiccano quelle di Conte, allenatore della Juventus, e di Portanova, giocatore del Bologna), sentenze, patteggiamenti, ricorsi, penalizzazioni, retrocessioni, multe… e chi più ne ha più ne metta, io -come tutti i tifosi, immagino- non ne potevo davvero più. Quando i giornali non parlavano di questo argomento, il tema caldo dell’estate era senza dubbio il calciomercato. E anche su questo punto c’è poco da stare allegri. Mai come in questa sessione, infatti, l’Italia ha visto partire così tanti talenti verso l’estero. Citiamo i più clamorosi, Ibrahimovic, Thiago Silva, Maicon e Julio Cesar, ma anche i vari Verratti, Lavezzi, Ramirez, Borini, Nastasic, giocatori molto giovani e promettenti. “Sono arrivato in questa squadra per vincere tutto; e poi da bambino ho sempre sognato di giocare

qui!” è la frase che hanno ripetuto più o meno tutti questi giocatori al momento dell’arrivo nei nuovi club; ma l’unica e sacrosanta verità è che tutta questa gente si è mossa per i soldi, i tantissimi soldi che offriva lo sceicco, il petroliere russo o l’imprenditore cinese di turno; già, anche la Cina ha scoperto il ricco mondo del calcio, che si sta spostando sempre più rapidamente verso orizzonti orientali. Tutte queste cessioni hanno fatto male al calcio italiano, che perde sicuramente fascino, competitività a livello internazionale e anche la possibilità di seguire con maggior attenzione alcuni giovani abili e arruolabili per la nazionale. Non possiamo negare di essere inferiori, in quanto ad organizzazione, modernità delle strutture e appeal, alla Premier inglese, alla Liga spagnola e alla Bundesliga tedesca. La situazione poteva diventare disperata se non ci fosse stata la nostra Nazionale che ci ha fatto divertire, gioire e soffrire, in un Europeo sfuggitoci per un soffio a causa di un avversario formidabile (la Spagna) e di una squadra arrivata stremata alla finale di Kiev (tralasciando alcune discutibili scelte tattiche di Prandelli, il quale però non merita assolutamente di essere criticato). Il percorso incredibile dei nostri azzurri, che ha avuto il suo culmine nella semifinale vinta contro la Germania, ha fatto in modo che i problemi sopracitati passassero in secondo piano. Abbiamo dato, inoltre, un segnale importante al mondo del calcio: “noi ci siamo, esistiamo ancora e torneremo p r e s t o p r o t a g o n i s ti i n E u r o p a ” . Proprio da questo messaggio il nostro calcio deve ripartire. Quello che sta per

cominciare deve essere un “annozero” per le nostre squadre. Lo deve essere per le milanesi, che devono cercare di ripartire dai giovani, visto che i campioni hanno fatto le valigie. Lo deve essere per la Roma, che ha un progetto importante, già iniziato l’anno scorso, e che si affida all’impareggiabile esperienza di Zeman. Lo deve essere per le neopromosse Torino, Sampdoria e Pescara, che ricalcano il palcoscenico della serie A dopo anni. Lo deve essere, più in generale, per tutte le squadre che stanno puntando sui giovani e che hanno un progetto costruito su di loro. E’ chiaro, come del resto è sotto gli occhi di tutti in questi giorni, che i risultati tarderanno ad arrivare e magari anche di molto. Ma in un momento come questo, di crisi del nostro calcio, è importante avere pazienza. Se una volta, ad esempio, i presidenti esoneravano a cuor leggero fior fiori di allenatori, adesso sarebbe bene dare loro più tempo e fiducia. Il problema è che la “fame” di risultati e di punti in classifica dei presidenti li spinge troppo spesso a prendere decisioni affrettate. Rimango convinto comunque che il nostro calcio si risolleverà da questa crisi e tornerà ai fasti di un tempo, magari più modernizzato, ma soprattutto più pulito.

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MUSICA | 11

The RighiTimes – Settembre 2012 – redazione@righitimes.com

Parlando di “Animals”, Pink Floyd MUSICA – Una recensione su una musica che rimane sempre attuale nei suoi temi fin dal lontano 1977 di CECILIA ARMANDI REDATTRICE – RUBRICA MUSICA

pro questa rubrica di musica con un disco che ho trovato parecchio interessante sia musicalmente che a livello di contenuti. Questo mi rivela qualcosa di nuovo ogni volta che lo ascolto e invito tutti a sentirlo. Con “Animals” infatti, dietro a testi particolari e dissacranti, musiche ogni tanto orecchiabili ma spesso ostinatamente inquietanti e a singolari suoni di sottofondo realizzati con sintetizzatori, i Pink Floyd sono riusciti a realizzare un album con tematiche attuali nel 1977 come oggi. Viene affrontato infatti il tema del capitalismo identificando appropriatamente le classi sociali nelle diverse specie di animali (ispirandosi al romanzo “ La fattoria degli animali” di George Orwell), in modo semplice ma incisivo, ora velato, ora lampante, come la chitarra acustica che apre il disco. Nella traccia “Dogs”, i cani sono infatti tutte quelle persone che sarebbero disposte a compiere ogni tipo di crimine pur di adempiere al proprio scopo, ossia il raggiungimento del potere. La critica nei confronti di questi animali esplode nella chitarra elettrica e nei versi “You have to be trusted by the people that you lie to, so that when they turn their backs on you, you’ll get the chance to put the knife in” (“Devi essere creduto dalle persone alle quali menti, cosicché quando ti volgeranno la schiena,

avrai l’opportunità di piantarci il coltello”). Il disprezzo è così forte da affermare che questi “cani di uomini” sono destinati ad invecchiare tristi e soli, morenti di cancro. La categoria seguente è quella dei maiali, ossia di chi sfrutta e vive a spese degli altri; tra questi versi è esplicito il riferimento a Mary Whitehouse, moralista dell’epoca che sosteneva la censura di televisione e radio. Non vengono risparmiati nemmeno i deboli sottomessi, spesso ingenui e manipolati: le pecore, che belano all’inizio del brano (“Sheep”) ignare dell’arrivo dei cani. Più questi si avvicinano, più la canzone acquista energia e tutti gli strumenti rincorrono la voce intenta ad avvertire del pericolo (“What do you get for pretending the danger’s not real?”, cosa ottieni pretendendo che il pericolo non sia reale?). Questa corsa sembra placarsi in inquietanti suoni indistinti che recitano una riscrittura del Salmo23 completamente modificata, dove Dio è ritenuto protettore delle pecore solo per renderle poi braciole. Alla fine le pecore riusciranno a ribellarsi e sconfiggere i cani ma non per questo smetteranno di essere inclini alla loro natura di sottomissione: “The dogs are dead […] you better stay home and do as you’re told . Get out the road if you want to get old”, I cani sono morti […] fareste meglio a tornarvene a casa e fare ciò che vi è stato detto. Andatevene dalla strada, se volete invecchiare. Niente affievolisce la spietatezza dell’uomo. Il disco si spegne poi com’è cominciato: con la chitarra acustica e la voce, realizzando

un’atmosfera quieta in forte contrapposizione con la parte centrale del disco. Il testo offre una via d’uscita dagli orrori della società, il cantante esprime infatti di non sentirsi solo nonostante tutto, perché trova riparo da questi animali nell’amore per la propria moglie. .

LO SAPEVI CHE…? Fonte: Wikipedia

PINK FLOYD

I Pink Floyd sono una rock band britannica formatasi nella seconda metà degli anni sessanta che, nel corso di una lunga e travagliata carriera, è riuscita a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca e a diventare uno dei gruppi più importanti della storia. CRIFRE DA CAPOGIRO

Nel 2008 si è stimato che abbiano venduto circa 250 milioni di dischi in tutto il mondo, di cui 74,5 milioni nei soli Stati Uniti d'America


12 | LIBRI

I nuovi orizzonti della lettura TECH - Cosa cambierà nel nostro modo di leggere nei prossimi anni con l’avvento dei nuovi e-book reader di GIUSEPPE PARRILLA CORRISPONDETE ESTERO EX STUDENTE DEL LICEO

uest’anno come ogni estate mi si è presentato al momento di partire il difficile compito di scegliere se e soprattutto quali libri portare in vacanza; dato il loro numero consistente e soprattutto il considerevole peso che vedevo crescere nella valigia, avevo iniziato a prendere in considerazione la possibilità di comprare un E-book reader. Parlando per chi non se fosse a conoscenza, gli E-book reader si presentano come dispositivi elettronici visualizzatori di testo che hanno tutta l’intenzione di fare una seria concorrenza a tutta l’industria della carta stampata. Gran parte se non tutta la loro praticità risiede nella facoltà di poter trasportare con un solo dispositivo centinaia di libri e di poterli mantenere a disposizione in pochissimo posto e con un peso riconducibile a quello di uno solo. Il rilancio che questa tecnologia ha subito nell’ultimo periodo è soprattutto dovuto ad una maggiore attenzione non alla capienza o al peso, in quanto già adeguati, ma al grande interesse che le aziende produttrici stanno dedicando al confort di lettura. La visualizzazione delle pagine di testo è infatti studiata in modo da essere sempre più simile a quella che si avrebbe guardando pagine reali di un libro e soprattutto gli Ebook reader non presentano la classica retroilluminazione tipica di ogni computer o

iPhone, ma riflettono la luce dell’ambiente in cui ci si trovano riuscendo in tal modo a non affaticare la vista e garantendo una lettura accettabile in diverse condizioni di luce. A renderli ancora più invitanti ci sono anche alcune migliorie sia di carattere puramente grafico come la grande cura nell’impaginazione che grazie a specifici programmi non risente delle costrizioni del formato digitale, sia di carattere più innovativo come per esempio un sempre utile accesso internet. Per quanto riguarda i contenuti si stanno moltiplicando i siti da dove è possibile scaricare i libri e ormai ogni pubblicazione di una certa rilevanza presenta anche un formato digitale, in più è in corso una digitalizzazione di tutti quei libri famosi che ormai si possono considerare dei classici. Per quanto riguarda il prezzo vi sono varie fasce a seconda della qualità della capienza e della marca, ma ogni casa produttrice possiede sul mercato modelli sicuramente per tutte le tasche . Ora dopo aver parlato di aspetti e migliorie che sono sicuramente positive voglio fare due precisazioni: in primo luogo in base alla mia esperienza non mi sono ritenuto completamente soddisfatto della qualità di lettura né all’aperto né tantomeno al chiuso poiché la lettura digitale è sempre e comunque molto più stancante di quella su carta; in secondo luogo mi viene da chiedermi se abbia sempre un senso portarsi dietro un‘intera libreria dal momento che comunque si riesce a leggere

un solo libro alla volta e che capita raramente di finirlo in un'unica lettura. Detto questo gli E-book si presentano sicuramente come una possibilità sempre più concreta e in continuo miglioramento, tuttavia per ora nonostante il peso e l’ingombro non credo di essere capace di r i n u n c i a r e a l l ’ o d o r e d e l l a c a r ta stampata.

LO SAPEVI CHE…? Fonte: Varie

COMPARIAMO

Il costo per un E-book reader può variare da 15,00€ a ben 230,00€ circa. Tutto sta nelle prestazioni e nel design. Ma c’è da ricordare che un Ebook può variare da soli 0,79 centesimi ad, ancora, soli 10,00€! E TU?!

Usi un E-book reader per leggere? Scrivici come ti trovi e come pensi che la tecnologia stia cambiando il nostro stile di vita di tutti i giorni. Pensi che preso la carta stampata verrà sostituita dai più economici E-book?


AMBIENTE | 13

The RighiTimes – Settembre 2012 – redazione@righitimes.com

Come comportarsi nell’era rifiuti AMBIENTE - Raee e i chilometri fino alle discariche - quanto inquiniamo e quanto potremmo riciclare di ILARIA MAZZETTI REDATTRICE

uando finisci di mangiare un pacchetto di patatine prendi l’involucro e lo butti nel bidone con un semplice e incurante gesto. Così vale per quasi tutti i rifiuti che produciamo. Dico quasi perché ne esiste una certa categoria che non può essere semplicemente buttata nella pattumiera. Questa categoria prende il nome di Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e comprende per esempio lavatrici, forni e televisori. Troppo spesso questi non fanno la fine che dovrebbero. Vengono lasciati ai bordi delle strade o vicino al bidone di plastica e carta, con il pensiero che tanto prima o poi qualcuno passerà a raccoglierli, che non è certo compito nostro provvedere al loro smaltimento e che in fin dei conti non si r i ci clerà nie nte di quell’oggetto . Niente di più sbagliato. Innanzitutto per cominciare queste specie di rifiuti va portata in apposite isole ecologiche (punti presenti in ogni comune in cui vengono raccolti questi rifiuti) dove poi gli addetti provvederanno al loro smaltimento, e non abbandonati nel primo spazio vuoto che si incontra vicino ad un cassonetto. Secondo fatto, i Raee inquinano terribilmente; prendiamo l’esempio di un frigorifero: se mal riciclato, con la fuoriuscita dei clorofluorocarburi, inquina l’equivalente di

16mila chilometri percorsi da un’auto. Infine, questione più importante, dei Raee si può riciclare fino all’80% dei materiali. Un semplice forno a microonde contiene oltre mille tra sostanze organiche e inorganiche, circa il 61% di minerali e 21% di plastiche. Una scheda a circuito stampato (Pcb) ha al suo interno rame per il 20% del peso e fino a 250 grammi d’oro ogni tonnellata. Riassumendo quindi il percorso dovrebbe essere questo: il proprietario di un Raee dovrebbe portarlo all’isola ecologica, prelevato da un consorzio e portato all’impianto di trattamento dove si recuperano tutti i materiali utili elencati sopra. Tutto questo qui in Italia avviene raramente. Ovviamente all’estero è diverso, esiste un sistema chiamato ‘nuovo contro vecchio’: i negozi portano direttamente a casa il nuovo acquisto e hanno l’obbligo di ritirare gratuitamente il rifiuto. Questo conveniente sistema nel nostro paese è penalizzato da mille assurdità burocratiche che complicano questo processo e anzi, sembrano quasi scoraggiare i più volenterosi. Coloro che raccolgono i Raee non possono immagazzinare più di 3550 chili, devono scaricarli nelle aree ecologiche con scadenza mensile e devono tenere uno schedario con tutte le informazioni dei rifiuti .. insomma tipico comportamento italiano. In Olanda grazie a sgravi fiscali e buoni d’acquisto la raccolta è del 40% , in Italia siamo al 4%. La consegna a domicilio di un prodotto nuovo costa in media 40 euro

extra , quando nel prezzo d’acquisto è già inclusa al quota dello smaltimento. Dice Andrea Poggio di Legambiente: “ Bisogna essere eroi per non cedere alla tentazione di sbolognare il frigo all’omino con l’Ape che poi chissà a chi lo rivende!”. Concludo con un dato: ogni anno in Italia si raccolgono solo quattro di chili Raee a testa , contro gli oltre sette della media Europea e i sedici Scandinavi. In pratica noi ne raccogliamo 260mila tonnellate. Invece potrebbero essere un milione.

LO SAPEVI CHE…? Fonte: www.gruppohera.it

HERA DICE…

I Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (R.A.E.E.) sono rifiuti pericolosi ma recuperabili. Si tratta di materiali che per tipologia, dimensioni o peso non possono essere conferiti nei cassonetti stradali, non possono essere abbandonati a fianco degli stessi, e non sempre possono essere facilmente portati nelle Stazioni Ecologiche.


14 | FIORI

Arriva l’autunno e nuove piante FIORI – Con l’arrivo dell’autunno è arrivata anche l’ora di cambiare le piante dei balconi: ecco dei consigli di NADIA STANZANI REDATTRICE

iamo già ad Ottobre e di fiori se ne vedono sempre meno, perfino nei balconi delle case più curate. Nei prossimi mesi proporne di sbocciati in contemporanea con le uscite del giornale potrebbe diventare difficile e soprattutto limitante. Quest’anno, perciò, sceglierò le piante di cui parlare in base alla particolarità delle origini e significati di ciascuna, non più secondo i periodi di fioritura. Lillà giallo Proust, in Jean Santeuil, diceva che non c’era casa, anche modesta, che non avesse nel proprio giardino un cespuglio di lillà. Oggi questo fiore è diventato quasi una rarità e i pochi esemplari che ancora si possono incontrare sono degli ibridi moderni, eccelsi per colore e grandezza, ma totalmente privi del profumo che probabilmente lo scrittore francese conosceva bene. Forse la colpa di questa inversione di tendenza è dei significati spiacevoli che il lillà si è guadagnato presso diverse culture. Ad esempio, in Inghilterra e in America divenne l’emblema dell’ abbandono: una vecchia tradizione voleva che venisse donato per comunicare ai compagni la rottura del fidanzamento. In Persia, poi, acquisì una sfumatura più cortese venendo regalato agli amanti che

venivano lasciati in segno di scusa. Fortunatamente il lillà giallo si discosta completamente da questi significati, essendo, invece, il fiore di chi ha la testa fra le nuvole. Sarebbe meglio dire ‘ancora in vacanza’.

Glicine Una leggenda piemontese narra di una pastorella di nome Glicine ossessionata dal suo aspetto. Si diceva che la fanciulla fosse talmente tormentata che un giorno finì col piangere nel bel mezzo di un prato e che le sue lacrime, toccando il terreno, si tramutarono in una meravigliosa pianta fiorita. In realtà il glicine fu importato nel XVII secolo dall’Asia, così come il suo significato. Infatti vi era la tradizione che gli Imperatori viaggiassero accompagnati da alcuni esemplari della pianta. Questi venivano poi regalati alle popolazioni dei luoghi stranieri in cui giungevano per rendere note intenzioni amichevoli. Il glicine significa ancora oggi amicizia e disponibilità; è perciò il fiore perfetto per accogliere i nuovi legami.

Flox Questa pianta è famosa per i suoi colori sgargianti sulle sfumature del rosso, tanto che lo stesso nome, che deriva dal latino phlox, significa fiamma. La sua epoca d’oro fu quella medievale, quando ,in occasione di feste e ricevimenti, i cavalieri erano soliti ornare gli abiti con i suoi fiori. Sembrava, infatti, che i loro colori e profumo fossero molto graditi dalle dame del tempo. Così prese piede fra cavalieri la tradizione di regalare il proprio fiore alla fanciulla con cui avevano passato la serata. Da questa usanza nasce il significato di complicità del flox, che in alcuni libri di florigrafia viene indicato come ‘le nostre anime sono unite’.


GIOCHI E FUMETTI | 15

The RighiTimes – Settembre 2012 – redazione@righitimes.com

Giochi e svago

VIGNETTE di FEDERICO DI NICOLA VIGNETTISTA

Un gioco nuovo Date le sillabe sottostanti, scrivere nelle caselle le sei parole delle definizioni(una per riga) Nel settore centrale compare un proverbio Ca-ca-chi-di-e-fa-go-in-le-lon-ma-no-o-prere-sel-so-te-te-vo DEFINIZIONI Gian Maria attore cinematografico e televisivo Lo dimostra il matematico Discorso tenuto dal pulpito saluto rispettoso Alcune risultano nere Canale digerente

1

A 3!!!

9 5 8 6 1

3 4 5 8 6 9

1

Sono le

3 7 6 4 7

stesse regole, ma a tre schemi!

8 4 3 5

6

2 1

6 6

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7

5 5 7 9

8 3

7

3 4

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16 | GIOCHI

redazione@righitimes.com – Settembre 2012 – The RighiTimes

Adesso si cambia!

di GIUSEPPE PARRILLA

REDATTORE E RESPONSABILE GIOCHI

Cruciverba

Gli schemi sono adesso variabili! Prova a risolverlo!

Risolvere il cruciverba tenendo presente che le definizioni sono date in ordine riga per riga le orizzontali e colonna per colonna le verticali. Annerire 15 caselle

ORIZZONTALI Teatro di verona La consacra il sacerdote Simbolo del titanio Massimo Comun Divisore Il centro di Cannes Il nome dell’attore Garrani Il nome del regista De Mille Un romanzo di Jules Renard Relativo a malattia che non si accompagna ad altri processi morbosi Profilo di un arco Scrivono per il giornale Inizio di sosta Eroina ebrea Lo dicono gli sposi Un’esclamazione Il sostegno della corolla Edificio religioso Consonanti in linea Comprendi, riassunti Le sorelle della mamma

VERTICALI Diversa dal normale Drammatico appello Incontrarsi di nuovo Antica città della penisola calcifica Centimetro...breve Iniziali di Machiavelli Buone qualità naturali Unità di misura della resistenza elettrica Esclamazione di stupore Il più anziano del collegio Il Ruggeri della canzone(iniz) Stato di rigidità muscolare Studioso di fenomeni medianici Insetti dannosi all’agricoltura Preposizione che vale dentro Involucri di pasta con ripieno Osso del fianco Un uccello con lunghe zampe

PROPONI GIOCHI PER IL GIORNALE Scrivi una email a redazione@righitimes.com


GIOCHI | 17

The RighiTimes – Settembre 2012 – redazione@righitimes.com

Giochi e svago 5 7 6 9 6 2

Sudoku Risolvi gli schemi cercando di inserire in ogni quadrato piccolo una serie di numeri da 1 a 9 senza mai ripeterti su tutta la colonna orizzontale che verticale.

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9 7 8 3 5 8 9 1

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5 3 7 4 1 3 8 1 9 3 1 2 4 9 7 3 9 9 2 8 1

Un nostro regalo per l’inizio dell’anno… che speriamo sia un po’ più caldo!

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Numero Settembre-Ottobre 2012