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IL WWF PARMA RICHIAMA LE ISTITUZIONI TERRITORIALI IN TEMA RIFIUTI

Oltre 20 anni fa il WWF Italia ha indicato nelle 4R, Riduzione, Recupero, Riuso, Riciclo, le linee guida per una corretta gestione dei rifiuti ispirandole al concetto del “ciclo di vita”. La parola rifiuto, ovvero disconoscimento, diniego, conduce ad uno spreco di risorse inconciliabile con la vita sul Pianeta. Già nel nel 1997 il Decreto Ronchi identificava nella regola delle 4R le quattro cose più importanti che ognuno di noi può fare per contribuire a risolvere il problema dei rifiuti. La Direttiva Europea del 2008 in tema di rifiuti di nuovo pone l’obiettivo primario della riduzione dei rifiuti e della diminuzione della loro pericolosità. La stessa direttiva ipotizza una “società del riciclaggio”, in cui non solo si eviti di produrre rifiuti ma li si utilizzi anche come vera e propria risorsa. L’analisi cronologica proposta evidenzia come, in tema di rifiuti, sia oramai assunto un futuro modellato sulla prevenzione del rifiuto e sul recupero della materia. Politiche attuative che ancora oggi mettano al centro impianti di smaltimento molto complessi, rigidi, costosi e di grandi dimensioni, fanno pensare che non ci sia quella volontà di cambiamento, di innovazione, richiesta dal Legislatore Comunitario, l’unica capace di traghettare il sistema oltre la società del rifiuto verso la sostenibilità ambientale. Impianti di incenerimento e grandi discariche calati all’interno di un territorio rappresentano un freno alla prevenzione del rifiuto e alla società del riciclaggio in quanto il loro funzionamento così come la loro sostenibilità economica richiedono necessariamente, in modo antitetico, la produzione del rifiuto con il relativo processo di disconoscimento della materia. Il WWF Parma chiede agli Enti del territorio una ulteriore riflessione nei confronti di un progetto di gestione dei rifiuti che rischia di ancorare il sistema economico locale a logiche che guardano al passato anziché al futuro. Servono politiche capaci di richiamare i vari soggetti, Enti, Cittadini, Tessuto Economico, a responsabilità condivise in cui ognuno sia consapevole di ricoprire un proprio ruolo attivo. Gli Amministratori nel progettare percorsi virtuosi devono sapere che solo in questo modo hanno la possibilità di favorire altrettanti comportamenti virtuosi in Cittadini ed Imprese. Cittadini ed Imprese sapranno mettere in atto, laddove gliene fosse data la possibilità, scelte capaci di condizionare dal basso gli attuali stili di vita. Entrando maggiormente nel dettaglio il WWF Parma intende richiamare gli Amministratori Locali di Provincia e Comuni a promuovere azioni capaci di incidere in modo sostanziale sulla produzione dei rifiuti interrompendo un trend provinciale continuamente in crescita. Ancora per il 2012 è indicato dalla Provincia di Parma un dato previsionale in aumento, anziché costringersi ad obiettivi di diminuzione posti in termini strettamente numerici. Il WWF Parma, ancora richiama a dare attuazione in modo omogeneo e stringente, su tutto il territorio provinciale, a sistemi di raccolta dei rifiuti del tipo porta a porta, senza cassonetti stradali e con applicazione di tariffa puntuale, modalità non ancora estesa ed applicata ovunque, con carenze importanti soprattutto sul centro cittadino. E’ sperimentato ormai come questo risulti essere sistema funzionale al raggiungimento di elevate percentuali di materiali differenziati idonei al riciclo nonché alla prevenzione del rifiuto stesso. L’applicazione, inoltre, di una tariffa in base a quanto ogni utente produce di materiale non riciclabile, la cosiddetta tariffa puntuale, porta con sé l’effetto di responsabilizzare cittadini ed imprese richiamando i primi, già nel momento degli acquisti, a valutazioni sui prodotti post consumo, e le seconde a ricerca e sviluppo su processi produttivi e industriali capaci di ridurre al minimo scarti o sostanze inquinate. L’applicazione di una tariffa puntuale è l’unica modalità in grado di dare attuazione al principio richiesto dalla Comunità Europea che “chi inquina paga”. D’altra parte acqua, gas ed energia non vengono già pagate in base a personale consumo, unica modalità in grado di regolarne lo spreco?

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Si invitano, inoltre, gli Amministratori Locali tutti a sollecitare il soggetto gestore di raccolta differenziata affinché i procedimenti vadano incontro alla raccolta di materiale di qualità, meglio retribuito sul mercato e, in quanto materia prima-seconda, favorevole a mancata estrazione di nuove risorse primarie. L’efficienza di un tale sistema garantirà lo sviluppo di filiere di imprese di riciclaggio sul territorio capaci di creare reddito e lavoro. Per il raggiungimento di un tale obiettivo è necessario che gli amministratori operino ad un sistema dove l’indice di riciclo, ovvero l’effettiva quantità di materia differenziata condotta a riciclo, sia molto vicino, se non addirittura aderente, alla totalità del materiale raccolto in modalità differenziata. Cittadini ed imprese che all’interno del processo fanno la loro parte nel conferire in modo differenziato, hanno il diritto di richiedere altrettanto impegno affinché si metta a punto un sistema che ne efficienti l’indice. Opportune analisi qualitative dei rifiuti, anche con l’intervento di soggetti istituzionali quali le Università, sapranno contribuire al costante miglioramento dei flussi. Il dato di RD sul territorio provinciale passato dal 17% del 2001 (ultimi in regione) all’attuale 54% (primi in regione) avvalora la tesi che porta a dire come impianti di incenerimento e RD rappresentino sistemi antitetici anziché integrati. Infatti finché è rimasto in funzione il vecchio inceneritore fino al 2001, la RD non ha avuto impulso, mentre al contrario, l’assenza di inceneritore (unici in regione) ha consentito alla nostra provincia di raggiungere l’obiettivo migliore. In termini di tempistiche riteniamo di non riconoscere alla realizzazione di un impianto di incenerimento una scelta politica di breve-medio periodo in quanto trattasi di sistema con una vita lunga almeno 20-25 anni, peraltro ancora da avviare, in grado di condizionare per molto più tempo, ben oltre gli anni di stretto funzionamento, i modelli legati agli stili di vita e all’innovazione dei sistemi produttivi ed industriali. In termini di costi richiamiamo a prendere in considerazione anche quelli legati allo smantellamento di un simile grande impianto oltre che alla bonifica delle aree di incidenza. Generalmente si tratta di costi esternalizzati rispetto al piano economico dell’impianto. Costi che, nella fase successiva al funzionamento, ricadono, in modalità silente, sulla collettività cui non era stata concessa valutazione preventiva. Altri costi non annoverati potrebbero risultare quelli sanitari. Ai cittadini di Parma e Provincia non è dato farne previsione, anche in corrispondenza del fatto che il PPGR non ha richiesto una VIS preventiva, Valutazione di Impatto Sanitario, non resa obbligatoria per Legge, ma tuttavia auspicabile. Nulla vieta che gli Enti preposti possano richiederla ora. Invitiamo, infine, le Amministrazioni destinatarie degli oneri di compensazione, peraltro già erogati dal gestore nella misura di due annualità, a non lasciarsi condizionare in scelte tanto determinanti dagli importi decisamente consistenti, oltre 2 milioni di euro/anno per il Comune ospitante, Parma e centinaia di migliaia di euro per i Comuni nelle aree di incidenza, Colorno, Torrile, Sorbolo e Mezzani. Diminuire i rifiuti, deve rimanere l'obiettivo primario di ogni utile iniziativa sul ciclo dei rifiuti che va chiuso definitivamente con il riciclo totale di tutte le componenti e la trasformazione di ciò che resta in inerti.

Parma, 16.02.2011

IL WWF PARMA RICHIAMA LE ISTITUZIONI TERRITORIALI IN TEMA RIFIUTI  

Con un nuovo documento sul tema rifiuti, il WWF Parma intende riportare in primo piano quelli che sono gli obiettivi primari della Comunità...

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