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Come FIori selvatici Terlizzi, 20 maggio 2011 “La felicità è avere accanto una persona significativa.” dalla voce di un bambino di nove anni.

La vita lavora per solchi in campagne già arate e per forza di cammini non segnati, che in ogni caso esistono, perché vengono dagli altrove quotidiani. L’urbanistica impara dalla vita comune la ragionevolezza delle linee d’ombra.


I piani urbanistici ingessati e intoccabili sono un ricordo del passato, soppiantati oramai da nuovi strumenti normativi che consentono alle comunità di intervenire a modificare le sorti di quelle porzioni di territorio che necessitano di vitalità, di nuove prospettive, di adattarsi alle mutate istanze.

aree delimitate da viale dei Garofani e via Torino, è stata una fenomenale esperienza collettiva che ha mobilitato non solo il quartiere oggetto dell’intervento ma l’intera città nelle sue declinazioni più significative. Le competenze esperte della scuola e del mondo dello sport si sono coniugate con quelle dei pianificatori, degli operatori della sanità, dei commercianti, ma anche con quelle di cittadini più distanti ma ugualmente interessati all’evoluzione di aree storicamente reiette e urbanisticamente squilibrate.

Ecco quindi che un’area in parte degradata e inospitale può diventare un fenomenale attrattore di energie, di strategie e idee di assoluta lucidità, perché partorite dalle menti che quotidianamente si rapportano al luogo della trasformazione e al tessuto sociale che si dipana attorno ad esso.

Ne è scaturita una elaborazione di grande qualità che ricuce, integra, rigenera, ridà luce e prospettiva al quartiere, dà risposte concrete alla comunità e al suo ambiente. È stata una grande occasione di crescita, ora bisogna mettersi all’opera per trasformare le idee in tangibile realtà

La partecipazione sperimentata con il R.U.LAB di Terlizzi, il laboratorio di rigenerazione urbana che ha riguardato le

.

Il governo di un territorio passa attraverso l’adattamento progressivo alle istanze della comunità che lo abita, in un rapporto causa-effetto che deve essere efficiente, efficace, rapido, come rapida è la società in cui vive l’uomo moderno.

Vincenzo di Tria Sindaco di Terlizzi


“Che è la corsa scompigliata? domandò Alice. Non le premeva molto di saperlo, ma il Dronte taceva come se qualcheduno dovesse parlare, mentre nessuno sembrava disposto ad aprire bocca o becco... La corsa è finita! - e tutti lo circondarono anelanti domandando: - Ma chi ha vinto? Lewis Carrol - Alice nel paese delle meraviglie

La Partecipazione non è un gioco senza regole, senza vincitori né vinti. Ancora di più, nei processi di rigenerazione urbana come in quelli legati allo sviluppo locale, è in gioco il destino ed il futuro di intere comunità, dei soggetti che ne fanno parte (vi partecipano…), con tutto il proprio vissuto di speranze e di problemi, di risorse e di libertà, espresse e represse. La posta in gioco della partecipazione nei processi di rigenerazione urbana, in ultima analisi, è la capacità di ricondurre in modo utile, realistico e sostenibile, questo patrimonio di risorse identitarie e di parzialità, anche piene di conflitto e antagonismi, verso soluzioni attendibili, che segnino il cammino futuro in un progetto orientato e condiviso.

Un progetto di città, che faccia emergere il tratto comunitario della cittadinanza, che restituisca spirito pubblico nella rappresentanza politica, che trasferisca il dono che ciascuno di noi può fare, con un passo indietro del proprio interesse particolare, in un cambio di passo generale, aperto, inclusivo di chi è indietro o sia stato messo nella condizione di esservi, restituendo parola e protagonismo ai viventi senza nessuno dimenticare: perché ciò che è buono è tale se lo è per tutti, giovani, donne, adulti, anziani, bambini, diversamente abili, lì dove tutti sono attori e protagonisti del proprio futuro. La regola del gioco è la consapevolezza che si costruisce mettendo a disposizione il proprio sapere, giuste ed accessibili informazioni, una discussione aperta sul merito e non il pregiudizio o la difesa occulta di piccoli o grandi interessi.

Il R.U.Lab ha terminato la sua corsa e molti cittadini di Terlizzi pregustano la partecipazione a corse e sfide future in cui disporsi ad aprir bocca……. Chi ha vinto? Ha vinto la città, la sua Amministrazione comunale, che ha puntato su questa inquieta scommessa difficile, perché dirompente sugli equilibri delle consuete e talvolta indecifrabili appartenenze politiche, hanno vinto gli anziani, depositari misconosciuti di saperi ed esperienza, hanno vinto i bambini della scuola Pappagallo, architetti del futuro, e gli scout, connettori di un’analisi sociale al dettaglio degli individui, le famiglie residenti di Via Torino e di tutte le vie Torino possibili, ha vinto la passione, l’entusiasmo e la competenza dei giovani ma esperti animatori del R.U.Lab, che ringrazio per il lavoro svolto così come ringrazio tutti i vincitori.

Francesco Milella Soc. Coop. Ricerca e Sviluppo


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uno spazio aperto presso la Pinacoteca De Napoli

IL rULAB E :

R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

un insieme di mappe urbane poco tecniche per capire meglio il quartiere e il progetto

una lavagna in strada con il menĂş degli eventi del giorno

una serie di incontri informali ma strutturati di ragionamento collettivo

un laboratorio con le classi quarte della scuola primaria Don Pappagallo

un dialogo con i commercianti a Largo Torino

una ricognizione della qualitĂĄ urbana aďŹƒdata agli scout un insieme di colloqui e di interviste ad abitanti del quartiere, ad associazioni attive a professionisti a persone

una nube di storie.


rULAB SIGNIFICA...

Il Rulab significa

Il Rulab significa

Il R.U.Lab significa

che è una Rivoluzione Urbanistica Laboratoriale. Laboratorio di Rigenerazione Urbana...

imparare nuove cose e anche imparare a stare insieme.

che è un laboratorio dove i bambini progettano le loro idee.

La Rigenerazione Urbana... Laboratorio. Si fanno cose nuove e si fanno nuove cose tutti insieme. Si impara pure a lavorare in gruppo. Esperimenti. Inventare. O trasformare. Le cose per cambiare il mondo. Il Rulab servirebbe per cambiare il futuro. Per l’uomo, per essere più avvantaggiato. Creare divertendosi. Il Rulab significa che è un laboratorio dove i bambini progettano le loro idee.

Il R.U.Lab significa Il R.U.Lab significa che è una Rivoluzione Urbanistica Laboratoriale. Laboratorio di Rigenerazione Urbana... La Rigenerazione Urbana... Laboratorio. Si fanno cose nuove e si fanno nuove cose tutti insieme. Si impara pure a lavorare in gruppo. Esperimenti. Inventare. O trasformare. Le cose per cambiare il mondo. Il R.U.Lab servirebbe per cambiare il futuro. Per l’uomo, per essere più avvantaggiato. Creare divertendosi.

imparare nuove cose e anche imparare a stare insieme1.

7 Scuola Don Pappagallo, il Posto delle Nuvole, 25 maggio 2011

1 Le voci dei bambini spiegano cos'è il R.U.Lab. Cfr. il blog del R.U.Lab. Visualizza il link dal seguente QR-Code:


INCONTRO CON GLI ABITANTI DEL QUARTIERE

ore 19:00

RICERCA-AZIONE-OUTREACH

ore 09:00

Venerdì, 20 Maggio 2011

Relazioni con i cittadini

Rulab APERTO

METAPLAN CON LA COMMISSIONE URBANISTICA

ore 16:00

Esplorazioni della città e testimoni privilegiati

RICERCA-AZIONE

ore 08:30

Giovedì, 19 Maggio 2011

Relazioni con i cittadini

Rulab APERTO

OSSERVAZIONI SUL CAMPO

ore 16.00

Esplorazioni della città e testimoni privilegiati

AVVIO DELLA RICERCA-AZIONE

ore 09:00

Mercoledì, 18 Maggio 2011

Relazioni con i cittadini

Viaggianti. La ricerca-azione per la ricognizione della qualità urbana

9. 16-25 maggio 2011, l’esplorazione urbana degli Scout: Valutazione della Qualità e Bussole

8.13 I punti programmatici dall’infanzia per l’attuazione del PIRU

8.11 25 maggio 2011, R.U.Lab Primario. Planning for Real, il Posto delle Nuvole. Primo tempo. 8.12 27 maggio 2011, R.U.Lab Primario. Il Posto delle Nuvole.Secondo tempo: l’evoluzione nomade.

8.1 16 maggio 2011, Pubblica Amministrazione a Scuola 8.2 17 maggio 2011, Metaplan e Muro Nomade dei Costruttori 8.3 Muro Nomade. Identità e idee vaganti 8.4 Muro Nomade di Don Pappagallo, coscience rêveuse della rigenerazione urbana 8.5 Racconto del Muro Nomade dei 178 bambini 8.6 Bussola di Pappagallo. Anno 2016, come fiori selvatici 8.7 I punti programmatici per la scala urbana, la Bussola dal Futuro 8.8 18 maggio 2011, il Deposito delle Nuvole 8.9 18 maggio 2011, Mappa delle relazioni primarie 8.10 24 maggio 2011, R.U.Lab Primario delle maestre. Per intervenire fra scuola e parco RULAB APERTO

ore 16:00

8. R.U.Lab Primario, un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

7. 19 maggio 2011, Commissione Urbanistica al R.U.Lab

6.1 La Ricerca Azione, una nota metodologica 6.2 L’ambito dell’indagine, l’osservazione diretta e i racconti degli abitanti

6. La ricerca-Azione

Metaplan e Muro Nomade del 2016

LAB PRIMARIO

ore 09:00

Martedì, 17 Maggio 2011

Avvio dell’indagine sulla Qualità Urbana con gli Scout

BUSSOLE-VIAGGIANTI

ore 18:30

La Pubblica Amministrazione va a scuola

RULAB PRIMARIO

5. ComunicAzione come disseminAzione

4. 9 maggio 2011, l’incontro con la Pubblica Amministrazione

Lunedì, 16 Maggio 2011 ore 10:00

3. Identità fisica del R.U.Lab

2. Il quartiere di intervento e l’area d’indagine

1. Strategie del R.U.Lab, il Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

Incontro partecipato con la P.A.

METASWOT

ore 10:00

Lunedì, 9 Maggio 2011

R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

8


PLANNING FOR REAL

ore 09:00

Mercoledì, 8 Giugno 2011

Terlizzi 2021: il Futuro è ora!

AWS – SCENARIO WORKSHOP

ore 09:00

Martedì, 7 Giugno 2011

Planning for Real – Secondo tempo

IL POSTO DELLE NUVOLE

ore 09:00

Venerdì, 27 Maggio 2011

Verifica della ricognizione degli scout

METAPLAN DELLA QUALITA’ URBANA

ore 19:00

Planning for Real – Primo tempo

IL POSTO DELLE NUVOLE

ore 09:00

Mercoledì, 25 Maggio 2011

METAPLAN CON LE MAESTRE

ore 17:00

RICERCA-AZIONE-OUTREACH

ore 09:00

Martedì, 24 Maggio 2011

METAPLAN MULTI-STAKEHOLDERS

ore 19:00

Esplorazione urbana

Rulab APERTO

Domenica, 22 Maggio 2011

Relazioni con i cittadini

Rulab APERTO

ore 17:00

RICERCA-AZIONE-OUTREACH

ore 09:00

Sabato, 21 Maggio 2011

rulab time! rulab time!

INDEX 9

. Indice

. Lavagna

. Tavole narrative del percorso

. Credits

21. Bibliolinkografia del reale

20. Verso le intese, la costruzione del Patto

19. Racconti strategici nel governo

18. Linee di Azione partecipata: un PIRU che cambia

17. 8 giugno 2011, planning for real, planning for PIRU

16. L’analisi di contesto unificata per il planning for real

15. Il R.U.Lab va al mercato

14. Il Tavolo dei Segnali

13.1 Terlizzi, 7 giugno 2021: la visione condivisa positiva, a quattro dimensioni transitanti 13.2 Futuro in sintesi, il Manifesto

13. ASW. Terlizzi 2021, Il futuro è ora!

12. Ragionare con chi abita con un muro nomade a crescita continua

11. 22 maggio 2011, Metaplan degli stakeholders

10. 20 maggio 2011, l’incontro con il comitato degli abitanti dell’insediamento Fracchiolla

9.3 25 maggio 2011, Metaplan degli scout, l’Impronta della Qualità Urbana

9.2 Schede di valutazione della qualità urbana

9.1. Le bussole viaggianti, l’impronta dinamica della swot e la valutazione


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

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1 Strategie del R.U.Lab, il Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

Il carattere di media scala dell’intervento è una cifra generativa dell’interscalarità:

attiva percorsi di conoscenza collettiva ravvicinati, propriamente di quartiere, di vita quotidiana e di prossimità;

innesca reti informali di cooperazione, per il reciproco riconoscimento dell’essere presenti, vicini perché immersi in un territorio comune di problemi e di valori;

travalica l’ambito attraverso gli argomenti, le storie individuali e collettive, utilizzando gli immaginari, e infine trabocca fino a cementare una visione strategica vasta, con principi strutturali del futuro urbano fondati sulla cooperazione, con il linguaggio naturale dell’urbanistica, con la consistenza concreta di assi visionari sostenuti dai cittadini e dalle pratiche sociali del contesto locale del PIRU. La dimensione allargata del quartiere è un nodo spazio-temporale in cui giocare i passaggi di scala. La dimensione intergenerazionale degli attori che entrano in gioco

è lo spazio della concertazione fra punti di vista molto diversi. Per attivare questa scala del tempo delle persone, individuale e collettiva, si affida l’innesco a un punto di infiammabilità molto basso. Il destino del cambiamento di un pezzo significativo di città e degli immaginari concreti è gassoso e celeste. Riguarda pezzi di cielo locale attraversato dalle nuvole. Mobili, singolari, veloci e lente, amiche e in conflitto. I vapori si formano. Il processo non li disperde. Il R.U.Lab li raccoglie, in una quantità tale che in presenza di ossigeno (le storie e le narrazioni dei problemi e dei valori) e di un innesco (l’architettura dei processi partecipati) abbia luogo il fenomeno della combustione. Il flash point di questo combustibile del futuro, la temperatura più bassa alla quale si formano vapori, è nella vita quotidiana delle persone. In un quartiere simbolo e sintesi concreta dell’arco della vita e dello spazio della città. In una sfera che accoglie il mercato rionale e il vuoto, la grande scuola storica di Terlizzi e gli edifici dell’istruzione abbandonati, gli alberi inaccessibili e recintati, i transiti informali e difficili delle persone, gli intorni abitativi di cesura e cortina, gli imbuti di attraversamento di cui è sconosciuta la proprietà e la responsabilità e, ancora, la vita urbana densa del centro, con la sua strada verde pedonale e poi

le zone opposte più recenti, oltre le cortine, con gli anelli abitati, con le strade veloci, con pezzi di verde, di case e di famiglie verso la campagna sempre più giovani, con i passeggini, con i nonni, con i ragazzi, con la chiesa e il calcetto. La scuola di Don Pappagallo, con le sue memorie, le sue generazioni, le insegnanti e le famiglie, 700 bambini nel presente, infinitamente moltiplicati nel tempo attraverso quattro generazioni contemporanee, ciclicamente rigenerate. Queste cose sono al centro della storia. E il centro è il cuore del PIRU. Il PIRU interessa la città. Interessa il futuro interscalare delle persone e delle cose. Crea interessi. Ed è anche luogo della combustione, dove si depositano e si concentrano e i vapori, dove si formano le nuvole. Il flash-point è molto basso. E’ negli immaginari dei bambini, che raccolgono e operano la fusione delle generazioni, che transitano di scala, che producono pratiche e politiche rigenerative, strategie e scenari di governance.

11 1. Strategie del R.U.Lab

R.U.Lab è un processo decisionale inclusivo avviato dal Comune di Terlizzi per la Rigenerazione Urbana. Ha un polo di riferimento strategico, un PIRU formulato per un cuore urbano agente fra centro consolidato e fasce delle periferie.


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

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2 Il quartiere di intervento e l'area d'indagine il Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

Le evidenti funzioni di servizio evaporate, i tratti architettonici costitutivi, il sistema estetico e percettivo generale, la presenza non occasionale e poco valorizzata del verde, la sensibile pendenza orografica, sono impronta dell’area e immagine identitaria. Non sfugge l’interposizione della zona di intervento tra i due assi viari, Via Torino e Viale dei Garofani, che nel disegno dell’assetto funzionale complessivo della città, collegano circolarmente le aree periferiche tra loro. Viale dei garofani è definito “già extramurale Bitonto-Molfetta”. L’ambito, un grande trapezio molto allungato sulla direttrice maggiore, segue la stessa logica circolare delle due strade su cui principalmente si appoggia. E’ una chiusura del cerchio immaginario della città, in direzione nord-est/sud-ovest. Discende dalla logica espansiva urbana moderna, che legava e direttamente lega

la vivibilità di queste aree all’uso delle automobili. Il quasi perfetto susseguirsi parallelo delle strade radiali di chiusura - via Torino in parte, viale dei Garofani, via Federico II – racconta un ambito funzionale a connettere le direttrici principali di entrata e di uscita della città (viale Roma e via Sarcone). Il nostro luogo, per proprio disegno e per intuizione di progetto, adotta l’asse radiale. La scelta dell’area sembra è anche molto intuitiva e figlia di una riflessione compiuta. Allargando lo sguardo, si percepisce lo stesso brano trapezoidale prescelto come maglia interessante, perché si posiziona al margine tra due tessuti urbani ben distinti: quello storico compatto e quello moderno. La maglia è margine, tra due città, per molti aspetti distinte. La direttrice principale NW-SE è asse prospettico identitario, per il nesso fra due epicentri sociali: la scuola e li mercato. Prende tuttavia interesse e valore la direttrice trasversale, da Sud-Ovest a NordEst: la direttrice che taglia perpendicolarmente l’asse e che connette i due distinti tessuti urbani. Le osservazioni sul campo e i primi contatti con i cittadini

allargano il contesto territoriale di riferimento, fino ad uno spazio d’indagine ben più ampio, che taglia trasversalmente la città, arrivando a contenerne almeno un quinto. Quest’area macroscopica di riflessione e ricerca, è uno spazio geografico e identitario quasi universale, con tutte le pratiche umane dell’immaginario cittadino: da quelle del tessuto storico compatto di largo Don Pappagallo, al senso delle periferie nelle aree 167, con margini aperti e sospesi. La perimetrazione macroscopica, utile per tutti i lavori del laboratorio, è un campagna di luoghi importanti e di contesti allargati. E’ soprattutto territorio di connessioni e transiti fra le identità. Piazzetta Amendolagine, il largo di via Torino verso le stradine di accesso dal centro storico, Viale Roma, le palazzine montate a spina di pesce come gioco di pezzi di Lego tra viale dei Garofani e viale Federico II, i campetti sportivi di via Sarcone, la Chiesa della Stella, l’intera area residenziale della 167, il complesso di via Frattacchia. Sono luoghi della prossimità, delle trasmutazioni e dei transiti. Metafore costruite dello scambio. Spazi delle voci diverse. Snodi di comunità. Parti in ascolto. Sistemi

di comprensione testuale. Il Tavolo dei Segnali, le Bussole Viaggianti, gli incontri-metaplan e il nomadismo dei muri del R.U.Lab, sono macchine che nelle mani dei cittadini funzionano subito. Autogenerative per forza di ascolto e di parola. Strumenti di testimonianza. Sistemi mobili per rappresentare contesti. Segnalazioni, proposte, riflessioni hanno spesso forato i margini: superando perimetro e cornice, hanno attivato migrazioni transcalari del senso. L’intera riflessione sugli ingressi all’area è stata una pratica utilissima. Il contesto dei percorsi pedonali informali apre varchi in quelli già disegnati sul progetto. La vita lavora per solchi in campagne già arate e per forza di cammini non segnati, che in ogni caso esistono, perché vengono dagli altrove quotidiani. L’Urbanistica impara dalla vita comune la ragionevolezza delle linee d’ombra.

13 2. Il quartiere di intervento e l'area d'indagine

L’ambito urbano di rigenerazione individua un brano di città caratterizzato da uno stato generale di dismissione. Questo stesso tratto si racconta come contrappunto, come fatto distinto rispetto al contesto urbano di riferimento.


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

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3 IdentitA` fisica del R.U.Lab

I processi decisionali inclusivi sono fiori servatici. Non si piegano alle pratiche uguali. Richiedono il riconoscimento dei valori comuni, dei colori, delle identità fragili. Vivono fra i sassi, lungo sentieri leggeri. A volte radicano improvvisamente per forza di vento. Inattesi, ma definitivamente riconoscibili. I percorsi di partecipazione sono leggeri. Di carta. Testimoniando il senso diventano solidi, muri e case. Opus, lavoro e opera. Infine si devono raccogliere, come i fiori selvatici, come le famiglie la sera, per abitare e di nuovo costruire. Il Comune di Terlizzi ha scelto le metafore della propria identità, i fiori selvatici, la casa, i muri e le opere. Nel cuore, laddove si conservano, ha fatto sbocciare il R.U.Lab. Negli spazi vuoti, pronti ed essenziali di un pezzo della Pinacoteca De Napoli. Al piano terra, nel centro della città. Una pinacoteca serve a raccogliere le opere d’arte. A conservarle. Perché le opere d’arte sono oggetti futuri. Come nei mondi di Borges, i quadri sono cose di un tempo ribaltato. Resisteranno dopo di noi, dopo i nostri sguardi.

Una pinacoteca raccoglie la vita per sempre. La voce delle persone, allo stesso modo, resiste nella memoria plurale degli altri. Una pinacoteca per questo può raccogliere voci del presente e futuri urbani. Documentarli tutti, su un unico piano. Su muri liberi di carta. Con nuvole di parole. Con cassette degli attrezzi per comunicare e raccontare. Con idee che si incontrano come nuvole e che abitano il paesaggio. Con la realtà. Tutti insieme. Politici, cittadini, esperti, mercanti, bambini, anziani, associazioni, passanti, abitanti. In pinacoteca, si possono costruire quadri di realtà. Gli autori sono le persone. Nel R.U.Lab si ascolta. Si documenta in tempo reale.

Il blog rulabterlizzi.wordpress. com racconta le cose mentre accadono, un giorno dopo l’altro, una pagina dopo l’altra. E’ tutto trasparente, visibile, documentato. Vero.

15 3. IdentitA` fisica del R.U.Lab

I percorsi di partecipazione sono nomadi. Camminano fra la gente. Si fanno con i piedi, come in Urbanistica. Occorre essere nomadi per abitare.


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

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4 9 maggio 2011 l'incontro con la Pubblica Amministrazione

La storia del R.U.Lab inizia con un percorso partecipato rivolto alla Pubblica Amministrazione. Sindaco, assessori, dirigenti e funzionari del Comune di Terlizzi lavorano utilizzando i principi operativi del metaplan. Nasce una visione trasversale dell’ambito urbano di rigenerazione e delle relazioni con il contesto, dal punto di vista integrato dei settori. Con il metaplan la Pubblica Amministrazione costru-

isce una SWOT: una bussola dei punti di forza, delle debolezze, delle minacce e delle opportunità, identificando con precisione sulle mappe questi elementi della scena urbana: un paesaggio di partenza di un percorso a più voci. Il Dirigente del settore Lavori Pubblici, autore del sistema architettonico che forma il Programma Integrato di Rigenerazione Urbana fra viale dei Garofani e via Torino, racconta la soluzione. L’area è inserita nel più vasto ambito di riferimento, assunto come spazio stabile dell’indagine. I confini sono permeabili, ma coerenti rispetto al sistema dei transiti, degli attraversamenti, delle grandi morfologie e degli usi. Rispetto a questa geografia, il dirigente narra le vocazioni al cambiamento delle altre aree urbane. Il meccanismo di lavoro collettivo è fondato su alcuni principi generali integrati di funzionamento, conservati per l’intero processo: l’identificazione di problemi e di valori la declinazione identitaria delle questioni con una semplice codificazione cromatica. Si chiede ai partecipanti di scrivere ogni elemento significativo su un foglio mobile, esplicitandone la natura: giallo per i fatti economici, verde per gli aspetti

culturali, azzurro per la natura ambientale, arancione per elementi di derivazione sociale. Questa modalità consente di apprezzare lo sfondo delle cose e conduce le persone fuori dagli schemi consueti dei settori d’appartenenza. In ogni caso, la provenienza dell’osservazione assume una contaminazione costruttiva in radice e converge dentro un’inaspettata integrazione delle visioni e delle competenze.

E’ appunto il riconoscimento dell’internità e dell’esternità di valori e problemi rispetto all’ambito, ad inserire nessi interscalari ed uno sguardo fondato su legami trasversali. In ognuno dei quattro quadranti, avviene il deposito immediato delle riflessioni e la successiva clusterizzazione collettiva. Questi i caratteri e i raggruppamenti1:

Metaplan e swot, fondendosi su un unico piano orizzontale, producono aggregati sensibili di scena interscalare. Questo risultato è dovuto al meccanismo geografico di posizionamento delle questioni. Al gruppo è fornita una bussola d’orientamento: occorre identificare: nel quadrante S i punti di forza (valori) interni all’ambito di riferimento che la rigenerazione urbana può rafforzare e strutturare; nel settore W i punti di debolezza (problemi) interni all’ambito di riferimento che la rigenerazione urbana deve superare; nel quadrante O, le opportunità, i valori esterni al territorio di riferimento non influenzabili dalla rigenerazione, ma per essa potenzialmente vantaggiosi; nel settore T, le minacce, esterne che occorre aggirare.

1 Il colore dei fogli mobili è una delle regole fondamentali del R.U.Lab. Viene scelto da ogni partecipante che si esprime inserendo un argomento per foglio. Con il colore, problemi e valori dichiarano la propria identità, l’impronta e l’origine, la declinazione e la provenienza. La scelta del colore riguarda la sfera soggettiva, il punto di vista individuale, che afferma la natura (ambientale, sociale, economica, culturale) delle singole questioni. I raggruppamenti successivi, in quadricromia, derivano invece da decisioni collettive e restituiscono un sistema di conoscenza delle cose ispirato al principio di integrazione, che regge la rigenerazione urbana. Le lettere A, E, C, S richiamano i colori e le corrispondenze. A = Ambiente e Territorio (blu), E = Economia (giallo), C = Cultura e formazione (verde), S = Società (rosa/arancio).

17 4. 9 maggio 2011 - l'incontro con la Pubblica Amministrazione

Il gruppo: Vincenzo Di Tria Sindaco di Terlizzi, Michele Berardi - Assessore LL.PP, Margherita Bufi - dirigente scolastico Istituto Don Pappagallo, Stefano Caldarola - responsabile dei procedimenti Ufficio Commercio, Angela Carnicella - funzionario Servizi Sociali, Massimo Casamassima - funzionario tecnico LL.PP, Marianna Cicolella - referente Informagiovani, Giampaolo De Donato - funzionario dei Servizi Tecnici, Francesco Gianferrini - dirigente Servizi Tecnici, Maria Mangiatordi - Assessore alle Politiche per lo Sviluppo e politiche del lavoro, Santa Mastropasqua - Assessore alla Coesione Sociale, Giovanna Spada - Assessore alla Legalità ed Affari istituzionali, Nicolò Visaggio - funzionario tecnico settore Urbanistica, Vincenzo Zanzarella - Dirigente S.U.A.P.


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

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Centralità dell’area: rispetto al contesto (S), rispetto all’abitato (A); fulcro di attività innovative collegabili al MAT (C); zona di pregio (A), volano per la città (A); focus su un’area storicamente degradata (A); spazio di risoluzione definitiva e completa di questioni decennali (S).

Interazione e Cerniera: centralità strategica dell’identità di cerniera (A); spazio di interazione fra le generazioni (S); legami e interazioni fra le istituzioni (S); dimensione di raccordo fra centro e periferia (A); ambito di collegamento fra le parti (A); luogo di percorsi pedonali dedicati (S); importante snodo per i servizi e per il commercio (E); luogo importante per i nuovi obiettivi della viabilità (A).

Scuola, Polo dell’Animazione e della Cura: punto culturale di riferimento (C), centro di formazione e di aggregazione (C); spazio formativo di animazione territoriale e di nuove opportunità per i giovani (C); cammino verso la cura del malessere sociale (S).

La grande scala urbana dell’intervento: un grosso polo diversificato e positivo (A); un vuoto capiente per potenzialità funzionali (A); una nuova possibilità di vivibilità e appetibilità da conferire al mercato rionale esistente, in una sede propria e pubblica (E).

W – Punti di Debolezza dell’ambito di rigenerazione Servizi e infrastrutture: carenze infrastrutturali per il commercio mercatale (A); assenza di parcheggi (A); ambiente privo di aree verdi a misura d’uomo (A); luogo a rischio, non controllato, privo di tutele (A); assenza di poli-

tiche ecosostenibili (A); assenza di percorsi ciclabili (S).

Luoghi della socialità limitati: carenza di spazi di aggregazione diversi dalla scuola (C); funzioni della formazione compromesse dai limiti dei contenitori (C); delocalizzazione del luna park (E).

Incuria e risarcimento: assenza di verde attrezzato (A); assenza di progettazione integrata mirata (S); mancanza di aree attrezzate per i cani (A); area incolta (A).

Dimensione economica e residenziale: sostenibilità economica delle attività culturali (E); mancata riqualificazione dell’ambito urbano (S); mezzi pubblici poco frequenti fra periferia e centro (S); carenza di strutture commerciali (C); residenze senza standard (A); aspettative dei residenti e dei proprietari (A)

O – Opportunità esterne all’ambito di rigenerazione Potenziamento economico: potenziamento di altre attività commerciali (E); organizzazione di spazi ampi e serviti (S); assenza di alta concorrenzialità economica esterna (E)

T – Minacce esterne all’ambito di rigenerazione Viabilità e traffico a scala urbana: viabilità debole per il commercio (E), sovraccarico della viabilità del centro urbano (A), ingestibilità del traffico (S).

Vandalismo e abusivismo: vandalismo (C), abusivismo nel commercio (E), fenomeni di illegalità (S), servizi di bassa qualità (E).

Bassa cultura della rete: assenza di reti fra le associazioni del territorio (C), sovrapposizione di interventi concentrati e ridondanti

(S), assenza di spazi verdi vivibili (A), basso sviluppo della cultura della rete (C). Il quadro di riferimento della SWOT è arricchito con il contemporaneo deposito a sistema di ragionamenti individuali, fusi sull’unico piano liquido del Muro Nomade durante la riaggregazione dei contenuti: la scrittura del muro nomade consente la fissazione discorsiva e l’ancoraggio di nuvole di senso, fra i pensieri di persone diverse. Questi i principali ragionamenti. L’identità di cerniera. Un ambito inattuato, uno snodo fra le aree di completamento di primo novecento e le zone della nuova edilizia degli anni ‘90. E’ una cerniera collante sociale, d’interazione intergenerazionale. In questo quadro, una popolazione scolastica grande, con le difficoltà di programmazione scolastica e le necessità di servizi contrapposte ai vuoti delle infrastrutture. Nella cerniera, lo svantaggio della periferia e l’ipotesi di nuovi percorsi di mobilità dolce, principalmente pedonali e dedicati, con un’azione combinata educativa rivolta ai genitori e alle famiglie, attraverso il mondo dell’infanzia. Un’area di relazioni con il territorio urbano: dall’integrazione con la scuola alla scala del quartiere, fino a raggiungere la dimensione urbana, attraverso la costruzione di legami fra i servizi. Le aree sono di margine. Disseminate e mai considerate, Ambiti di frangia a effetto deflagrante. Degradate perché non utilizzate, sia dal pubblico, sia dal privato. L’intervento del PIRU in sintesi. E’ un fatto prioritario, per demolire i volumi scolastici abbandonati ad alto rischio, per definire un’area mercatale e risolvere le carenze e i rischi igienico-sanitari della vendita rionale di strada. L’Istituto Don Pappagallo ha un’architettura

storica occlusa e senza prospettiva. La demolizione attiva un polo della qualità urbana, con una scuola restituita; la nuova palestra è destinata ai 700 alunni. Incassata e integrata funziona per la scuola e per la comunità. I parcheggi interrati sono connessi a 1.000 mq di sviluppo d’area mercatale, con un mix funzionale di residenza e di attività d’interesse pubblico. Questo sistema combinato crea vantaggi economici strategici. E’ una scommessa sulla qualità integrata, soprattutto sulla qualità dell’edilizia residenziale sociale, pensata con valore aggiunto rispetto al privato. E’ un esperimento. Una riqualificazione a scala urbana. Il gruppo della PA ha generato un sistema di parole chiave per esplorare l’impronta identitaria del processo, da porre a base della comunicazione. La scuola. Vivente. Il percorso comune. Identità. Appartenenza. Miglioramento dei luoghi. Riqualificazione urbana e sociale. Integrazione fra persone, servizi, spazi, quartieri. Link. Foresta ordinata. Interazione fra potenzialità. Il riscatto. La foresta. Creazione e partecipazione. La cerniera. Tutti gli elementi di SWOT sono stati dotati di numeri progressivi ed è avvenuta la localizzazione su ortofoto di quelli con esplicito riferimento posizionale. E’ la prima disseminazione concreta. Il riconoscimento nei luoghi fisici di problemi e valori reali.

A = Ambiente e Territorio (blu), E = Economia (giallo), C = Cultura e formazione (verde), S = Società (rosa/arancio).

19 4. 9 maggio 2011 - l'incontro con la Pubblica Amministrazione

S -Punti di Forza dell’ambito di rigenerazione


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

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5 ComunicAzione come disseminAzione

Io e un mio amico, su questa mappa che abbiamo trovato, abbiamo composto un tris come quello e abbiamo messo in ogni punto il segno e cercavamo di comporre forse la prima lettera del...non sapevamo. E allora ci siamo ripromessi di andare a cercare ancora per tutta la città. E allora io e il mio amico una sera siamo andati in giro per tutto il paese, cioè fino a dove potevamo arrivare. Seguendo la cartina che voi ci avete dato, che avevamo in più, siamo riusciti a trovare dei segni e li abbiamo messi su un foglio. Noi abbiamo cercato di comporre un tris. Ed era uguale a

quello che avete fatto voi. Nella villetta della scuola c’era un segno, S2, che era scritto in verde, e Terlizzi in nero. Il segno verde vuol dire le cose che dobbiamo rispettare e conservare.2 Io stavo andando in giro con mia nonna e ho trovato sul marciapiede W5. Mia nonna ha detto: che cosa significa? E io ho detto: sono dei segni di un progetto e forse saranno dei luoghi importanti, che forse sono rischiosi. Io quando ho finito il catechismo, allora sono passato per andare a casa e ho trovato un W7, vicino alle villette, però della 167. Lì c’è. 2 Ma che sono questi segni? La comunicazione spiegata dai bambini. R.U.Lab Primario, Scuola Don Pappagallo, 25.5.11 - Visualizza il link dal seguente QR-code:

Io invece i segni li ho trovati, uno vicino all’oratorio della Stella Nuova, uno alle giostrine della Pappagallo, un altro vicino al benzinaio di viale Federico II e uno alle villette sempre della 167. 3 Per definizione, la comunicazione è un’impronta, lasciata da un’identità specifica riconoscibile. Un trasferimento di un immaginario nella realtà. Un fatto generativo. E’ lasciare traccia. E’ segnare. Il percorso con la Pubblica Amministrazione del 9 maggio 2001 lascia tracce significative: riconosce valori e problemi, li localizza sulle mappe. Il fatto non è marginale. Le carte urbanistiche troppo spesso sono inabili. Ipovedenti e 3 S e W per strada, testimonianze dei bambini sui segni trovati per caso. Visualizza il link dal seguente QR-code:

21 5. ComunicAzione come disseminAzione

“Alcuni simboli servono per migliorare, altri per conservarli, altri per cambiarli. Ci sono alcuni simboli diversi. Non sono tutti dello stesso significato.


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Nel nostro caso la carta è una foto dall’alto, sufficientemente dettagliata. Chi governa e dirige ci ha messo sopra cose concrete, fatti puntuali. Che stanno lì e non altrove. La carta è la realtà concreta. Il governo diventa governance se lascia impronte e incide la realtà. Il termine “governance” definisce lo spazio del processo attraverso cui collettivamente risolviamo i nostri problemi e rispondiamo ai bisogni 4   Questi soggetti hanno un Q.I. nella norma, manifeste ed eclatanti difficoltà nel capire i testi, ma competenze sufficienti nella lettura strumentale.

della società5. In quest’atto collettivo di fissazione, condiviso dalla Pubblica Amministrazione, il R.U.Lab ha trovato la strada della comunicazione. Il riconoscimento puntuale di valori e problemi, numerabili ed enumerati, richiedeva il loro trasferimento nella realtà concreta, per valutare il gioco distributivo delle forze e delle debolezze: un gioco territoriale concreto, non sempre neutro, per quanto iterabile e sistematico. E’ nata l’identità del processo come disseminazione. Un gioco di carta e matita astratto a informazione perfetta. Che sanno fare tutti. Notissimo ai bambini. Intergenerazionale. Trasparente. A effetto concreto. Nei giochi a informazione perfetta, ogni giocatore conosce tutte le mosse eseguite dagli altri giocatori. Fra questi abbiamo scelto il tris. Servono pochi secondi per i preparativi. E’ immediato e universale. E’ dai cinque anni in su. Per esso, la fortuna è ininfluente. Occorre tattica e strategia. Il tris ha regole evidenti. E’ abitato da pesi opposti. Da scelte che 5 Cfr. Formez, In Significati di governance, a cura di FORMSTAT e dello staff Linea Osservatorio Progetto Governance - Visualizza il link dal QRcode di fianco.

cambiano in base alla distribuzione locale delle presenze. I nostri fattori, positivi e negativi sono i valori (S) e i problemi urbani (W) enumerati, ma anche gli elementi chiave che appaiono inaspettati nello schema sistematico: Terlizzi, l’identità; D.P.R.U., il Documento Programmatico. L’immagine finale è vincente: è sempre possibile dare un’alternativa ai valori (S) e affermarli definitivamente. Un gioco di carta e matita che attiene alla scrittura, individuale e convergente. Un gioco sulle regole. Le questioni concrete appaiono nel tris, così come nella città. Lo spazio temporale ha forma di laboratori. Laboratorio sulle regole (rules), sui giochi, sui pesi. Il fondo del gioco è una lavagna. Storica. Polverosa di tracce. Della Scuola di Don Pappagallo. Perimetra lo spazio. Lo rende significativo. Un R.U.Lab e un R.U.Lab. La Rigenerazione Urbana come regole, norme, processi, comportamenti che influiscono sulla vita comunitaria. R.U.Lab. Valori e problemi sono stati realmente disseminati, prima sulle mappe, poi nella città concreta. Di sera, sono comparsi i primi valori e i primi problemi. Fissati a terra per strada, accanto alle panchine segnate con il nastro carta, per

comunicare indizi. Principalmente l’indirizzo del R.U.Lab, quello della Pinacoteca. Scritture, rosse e verdi. Statiche. Fissate in posti unici. La gente le ha viste. Alcuni bambini hanno cercato e collezionato i segni, componendo una sicura mappa della mente e dello spazio urbano. Hanno visto i manifesti più grandi, in periferia, i 6 per 3. Il R.U.Lab e il gioco del tris. E hanno iniziato a giocare in anticipo quel gioco di carta e matita. Dopo qualche giorno, sarebbero stati coinvolti a scuola in una concreta avventura di futuro, tutta giocata sulle cose reali e sulle Grandi Nuvole. Chiamati dal Comune di Terlizzi a decidere la governance. Come cittadini esperti di domani. C’è un pezzo di comunicazione che si muove e va in giro. Che fa outreach, ricerca fuori. Flyer e locandine come fiori selvatici rari. Temporanei. Transitanti per poche ore e vaganti per i luoghi. Consegnati nelle mani degli abitanti. Mobili.

23 5. ComunicAzione come disseminAzione

afone. Altre volte, raggiungendo evoluzione tecnica, maturano convinzioni singolari: sono autoreferenziali e convinte di essere aperte e guardate da troppe persone affette da disturbo della comprensione del testo4.


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“E per noi ogni giorno è prezioso. E abbiamo i racconti. E sappiamo riparare le cose, voi no. E anche se il vento ci soffia contro, abbiamo sempre mangiato pane e tempesta, e passeremo anche questa”.

6 La Ricerca-Azione

(Stefano Benni)

6.1 La Ricerca-Azione, una nota metodologica

sono una miniera inesplorata di idee.

La Ricerca Azione è uno strumento di azione sociale nel quale la produzione di conoscenza è connessa e finalizzata al cambiamento, tramite il coinvolgimento diretto dei cittadini come principali attori sociali della rigenerazione urbana. Entro tale approccio emerge l’interesse per gli aspetti comunicativi e interattivi della pianificazione, che permettono un avvicinamento delle pratiche alla vita reale degli abitanti. Nel percorso di progettazione partecipata per la rigenerazione urbana del comune di Terlizzi, la Ricerca è stata applicata alla raccolta di documenti, di testimonianze orali e di patrimonio narrante; l’Azione è stata l’animazione territoriale e la capacità collettiva di trasformare problemi in linee strategiche di cambiamento, che si sono fissati in incontri strutturati, secondo le tecniche della progettazione partecipata, fino a fissare il senso di un PIRU modificabile collettivamente. Le fasi hanno consentito di transitare da un momento puramente conoscitivo dei fenomeni ad uno in cui è stato possibile fornire indicazioni sulla possibilità di risoluzione dei problemi affrontati durante l’indagine. Pertanto, la fase conoscitiva è avvenuta tramite le tecniche che attengono alla classica ricerca sociale del territo-

rio: l’osservazione dei luoghi e le interviste strutturate agli abitanti6. L’osservazione è stata applicata per studiare i caratteri ambientali, sociali, economici e culturali dell’area di indagine, e ha consentito di entrare in contatto con la comunità e con gli attori sociali di riferimento. La somministrazione di 20 interviste strutturate, ha permesso di vagliare le istanze dei cittadini e comprendere al meglio le percezioni che gli abitanti hanno del quartiere, le relazioni e il suo utilizzo, il significato che attualmente ricopre e le idee sulla trasformazione urbana. La fase di azione prende avvio con l’esperienza di costruzione collettiva della “mappa della qualità urbana”, pensata secondo codici di forze, debolezze, opportunità e minacce: una fotografia della realtà scattata da un gruppo 6 L’osservazione è una tipica tecnica utilizzata nelle indagini di sociologia urbana per rilevare il contesto fisico-sociale del territorio e le interazioni formali e non tra gli individui (Cit. G. Toriano, Metodi e tecniche della ricerca sociale, ed. Pensa Multimedia, Lecce, 2005, p.169). L’ intervista strutturata è un’intervista n.discorsiva, cioè la tecnica di interrogazione basata su domande aperte, ovvero quelle alle quali l’intervistato può rispondere liberamente e con parole sue alle domande poste. Dall’intervistatore» (op. cit. p.173)

di giovani esploratori: il Gruppo Scout Agesci Terlizzi. Gli esiti convergono in una macro swot viaggiante, restituita cartograficamente con l’analisi delle frequenze dei dati tramite i software GIS e SPSS. Outreach e colloqui informali coinvolgono una serie di soggetti non facilmente reperibili, per promuovere azioni parallele di inclusione sociale e di comunicazione del R.U.Lab. Altra esperienza viaggiante è prodotta trasferendo al mercato il Tavolo dei segnali del R.U.Lab. Viene generalmente utilizzato un campionamento per aree, applicabile allo studio dei territori urbani. L’ambito di indagine è diviso in quattro microaree, per la somministrazione di interviste strutturate, secondo un campione ragionato.

Suddivisione territoriale in microaree: Microarea 1: Largo Pappagallo, via Settembrini, via Tamborra, via Bisceglia, via Brin, via La Mura, via Bonghi, via De Lucia, Piazza Medaglie D’Oro. Microarea 2: Largo Ginestra, viale Roma, Piazza Amendolagine, via Sauro, via Brancaleone, via Carignano, via Ricasoli, via Rattazzi, via Bertani, via Acton. Microarea 3: via Torino, via Ales-

25 6. La Ricerca-Azione

Alcuni soggetti deboli, proprio perché reduci da un lungo silenzio,


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sandria, viale dei Garofani, viale Federico II, via Sarcone.

Microarea 4: viale Moro, via Almirante, via Gramsci, via Einaudi, via De Nicola, via Nenni, via Amendola, via Togliatti.

La Ricerca-Azione ha percorso l’osservazione diretta e i racconti degli abitanti, ha attraversato tutte le esperienze del R.U.Lab e le linee di azione partecipate. E’ entrata in futuri urbani paralleli, dentro

i racconti straordinari e catastrofici di amministratori viaggianti nel tempo dentro il gioco dello Scenario Workshop. Infine è tornata indietro, ad osservare un PIRU che cambia, nelle mutazioni concrete

di progetto, prodotte in tempo dalla Pubblica Amministrazione. Infine si è fermata, per ascoltare relazioni e ragionamenti identitari, fra le sfere di governo.

6.1 L'ambito dell'indagine, l'osservazione diretta e i racconti degli abitanti

Il settore a nordest è di recente espansione e fa riferimento alla zona 167 Chicoli. Le vie convergono attorno ad un cuore comune: il rione compreso tra viale dei Garofani e via Torino, oggetto del PIRU. L’intero ambito sembra sviluppato per cerchi concentrici, con funzioni proprie, a volte autosufficienti, a volte dipendenti dalle zone attigue. Morfologia territoriale e reti viarie hanno concorso a cenni di isolamento spaziale delle zone, a svantaggio di una integrazione e di una interconnessione dei luoghi. Il distacco si legge anche nelle architetture, che attestano un movimento e una discontinuità nelle forme: il primo e il secondo comparto, con edifici ancora storici, in pietra dura, che mostrano orgogliosamente i propri blocchi litici; il terzo, una vecchia area agricola con produzione di ortaggi, risucchiata dal boom edilizio e dalla richiesta di casa degli anni ‘70: via Torino e Viale dei Garofani; il quarto, zona Chicoli, con un abitato residenziale compatto

degli inizi degli anni Ottanta. In particolare, il distacco fra le aree si legge e si infittisce lungo Viale dei Garofani e viale Aldo Moro. Il primo è caratterizzato dalla presenza di un edificato residenziale con aree esterne, di ridotte dimensioni, destinate in parte a parcheggio, in parte ad aiuole, in parte a passaggi pedonali, non del tutto sicuri e formalmente definiti come tali. Per motivi controversi e non del tutto chiari, le aree esterne, attigue agli edifici, non posseggono una chiara titolarità della proprietà e del relativo diritto di godimento. Questa situazione ha provocato atteggiamenti e azioni: dall’assenza di manutenzione del verde con conseguente relativo degrado e rischi e ambientali, a recinzioni e innalzamenti di piccoli muri; sino alla formazione di barriere architettoniche con scarsa sicurezza per la mobilità pedonale. La parte posteriore degli edifici si affaccia su viale Federico II, arteria a doppia corsia per lo scorrimento del traffico e collegamento con la zona 167 Chicoli. Anche questa via presenta problemi legati alla sicurezza pedonale, a causa dell’assenza di marciapiedi e di passaggi pedonali sicuri. Il tema della mobilità chiarisce quanto interconnessioni assenti e

frattalizzazione della città provochino senso di marginalità e di isolamento reale, con una generazione concreta di isole chiuse. “Dalla 167 siamo molto distanti! Come distanza dalla zona di via Torino non è molto, però per raggiungerla bisognerebbe fare un percorso abbastanza lungo, perché non è possibile tagliare. Da poco sono stati aperti dei varchi, prima non c’erano ed erano completamente isolati; l’unica strada per raggiungere la 167 era quella davanti alla caserma dei carabinieri. Mentre adesso, grazie a questi varchi pedonali aperti, è possibile accedere alle zone centrali più facilmente.” (intervista n. 12). Il quadro appena descritto indica l’esistenza di problemi di diversa natura, riconducibili, per lo più, al tema della sicurezza urbana, canalizzata sia in termini di sicurezza per la mobilità (in particolare per viale dei Garofani e viale Federico II) che di sicurezza statico-strutturale di alcuni edifici in stato di abbandono presenti su via Torino. Dalla storica Scuola Elementare Don Pietro Pappagallo, si sviluppa un’asse con i vecchi edifici: l’ex Istituto Magistrale in abbandono e per questo soggetto ai ripetuti atti vandalici; il vecchio palazzetto dello sport di pertinenza del Ma-

gistrale, con problemi di agibilità e sicurezza; l’Ente Pugliese per la Cultura Popolare e l’Educazione Professionale, che ostruisce uno degli ingressi più esemplari della Scuola Pappagallo (il grande porticato); ed infine un’area incolta di proprietà indivisa, utilizzata come spazio per le giostre durante le feste patronali e come toilette informale per gli animali domestici. Elemento caratterizzante del rione è il mercato quotidiano in Largo Torino che offre prodotti alimentari, con strutture poco consone alla vendita e con servizi non adeguati, se non del tutto assenti. La conoscenza stanziale quotidiana dell’abitato e delle vie, ha permesso di toccare il tessuto sociale, perché lo spazio non può prescindere dalle persone, per la sua forza di integrazione funzionale alla vita umana. Un quartiere non è solo un posto in cui gli abitanti agiscono e interagiscono influenzati esclusivamente da fattori socioeconomici, spesso esterni e globalizzati, ma un luogo di significato affettivo. In questa prospettiva, se la città è un passaggio in cui possono avvenire incontri marginali e causali, il quartiere è soprattutto il cortile e il vicinato, è un’area pubblica dove gli incontri sono prevedibili:

27 6. La Ricerca-Azione

L’area prescelta è una porzione del tessuto della città compresa tra la zona est e nord est rispetto al centro storico. Un borgo compatto, delimitato da Largo Pappagallo fino a via Acton, volto verso la villa del passeggio: da viale Roma, passando per Largo Ginestra, a Piazzetta Amendolagine.


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Ecco perché alcuni luoghi, come gli istituti di formazione, diventano importanti, sia nel pieno del loro attivismo (la scuola Pappagallo), che nel pieno del proprio attestato declino e degrado (l’Istituto Magistrale) ed ancora, come una piccola villetta e un mercato entrano nei racconti degli abitanti. Il lavoro, l’istruzione, la famiglia e il godimento dello spazio sono elementi cardine per una sostenibilità umana. Lo sguardo sociale delle persone ricade in luoghi significanti e il fulcro d’azione è quel cuore comune che unisce i confini dell’area. Il rione di via Torino è definito e identificato dai Terlizzesi con diverse accezioni. La cosa dipende prevalentemente dall’età, perché le generazioni hanno ricordi diversi, ma simili per alcuni versi. Il rione è ”il magistrale” o “il professionale” per chi ha frequentato queste scuole; è “alle giostre”, per chi è padre e madre di figli piccoli; è “la casa del Vescovo”, per chi è stato protagonista di una storia lunga ormai quanto una vita ed ha visto i cambiamenti del luogo; è “la finanza”, per chi ha iniziato a frequentare la zona da quando c’era la caserma della finanza poi trasferitasi; è la “Stella” per chi identifica i luoghi di culto come fatto importante di comunità. La qualità urbana percepita dagli abitanti del quartiere oscilla tra negatività e positività, in base al mondo esperienziale di ognuno; per i tanti fattori mobili, ambienta7 M.Bergamaschi, M.Colleoni, F.Martinelli (a cura di), “la città: bisogni, desideri, diritti. Dimensioni spazio-temporali dell’esclusione urbana”, ed. Franco Angeli, Milano, 2009, p. 80.

li e sociali. A tratti essi sono ricordi e questioni deplorevoli, a tratti pezzi non negoziabili della propria storia. “D: Nel quartiere quali sono i luoghi più significativi? R: Storicamente, per quelli della mia generazione, sono la zona prospiciente il Magistrale. C’era un campo di calcetto ed era una zona abbastanza centrale; si facevano dei tornei di calcetto, e quindi tutti andavano a vedere le partite. Si organizzavano squadre di calcetto per quartieri e quindi i più intraprendenti si organizzavano con attività per strada. D: Quando si sono perse queste pratiche sociali? R: Prima degli anni ‘90. D: Da quel momento c’è stato uno spopolamento del quartiere, in particolare da un punto di vista di aggregazione spontanea e informale? R: C’è stato un degrado aggregativo; questo si è verificato anche perché c’è stato un degrado aggregativo sociale. C’è stata una sorta di crollo di interesse di queste forme di aggregazione spontanee. Questi sono gli anni in cui Terlizzi ha subito l’onda della tossicodipendenza ed un’intera generazione è rimasta bloccata e bruciata da questi fenomeni. Anche persone appartenenti a fasce sociali medio alte, se pur non colpite direttamente, hanno vissuto a pieno il fenomeno. Pertanto, vi sono stati una serie di fenomeni legati alla tossicodipendenza, come furti e microcriminalità” (intervista n.6). La testimonianza riporta in maniera sintetica un processo di trasformazione socializzante di alcuni luoghi riferito ad un periodo che va dalla fine degli anni ’70 ai primi decenni degli anni’80.

Il fenomeno desocializzante si è acuito intorno al 2000, quando l’Istituto Magistrale è stato chiuso: “Il traffico di gente quando c’era la scuola funzionante, c’erano i giovani, davano vivacità al quartiere” (intervista n. 1). “Io personalmente, dal 1985 mi sono sempre trovato bene. Non lo cambierei. In particolare via Acton, la nostra palazzina, è un complesso recintato, restaurato, il grado di vivibilità è alto, quando scendo giù mi sembra di stare in villeggiatura, quindi anche questa sensazione, ti permette di accettare tutto quello che c’è intorno…” (intervista n. 7). Oltre al gradimento dello spazio, si evince quanto la casa, fattore intimo e personale, possa produrre appagamento rispetto a un mondo esterno diverso, a volte inammissibile. “Un quartiere in cerca d’identità, perché comunque legato alla zona pedonale, alla villa, e quindi è tutto rivolto verso viale Roma. Poi ha questa grossa presenza della scuola che per quanto possa sembrare essere destinata alla formazione e agli alunni, in realtà è una presenza che si vede, è importante e imponente. Poi c’è la zona dove fanno le giostre, il circo. Comunque la zona è legata all’area pedonale, quindi è subordinata ad essa e per questo non ha dei caratteri specifici di identità…” (intervista n.6). Dai racconti emerge la presenza di alcuni luoghi significati, attinenti a caratteri prevalentemente ambientali e sociali: via Torino è uno snodo strategico. Consente collegamenti veloci con il resto della città; in particolare, nelle ore di chiusura al traffico di viale Roma e durante l’orario di ingresso e di uscita da scuola, la strada diventa cerniera essenziale per la mobilità urbana carrabile. Gli aspetti

29 6. La Ricerca-Azione

un luogo dove ci si sente a casa7.


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L’oratorio della Chiesa della Nuova Stella è uno dei luoghi di socializzazione e di svago per gli adolescenti del quartiere Chicoli. Piazzetta Amendolagine è un posto di divertimento per la quasi totalità del mondo dell’infanzia: la sua posizione centrale rispetto alla villa permette una diversificazione del gioco infantile e del relax adulto. Dalle nove di sera Largo Ginestra si popola di nuove generazioni. I più piccoli rincorrono palle sospese e i più grandi occupano le sedute di marmo, concedendosi in chiacchiere, in fatti di vita quotidiana e in nuovi amori adolescenziali. Largo Torino, una piccola fascia di marciapiede arredata con panchine in ferro e alberi, è luogo privilegiato di osservazione. La differenza di questa parte di città rispetto agli altri luoghi è il suo essere intergenerazionale, ma tacitamente vissuto da differenti classi di età in momenti diversi della giornata. Al mattino, ospita anziani, molti dei quali si concedono una pausa e una chiacchierata dopo aver fatto la spesa quotidiana al mercato; il primo pomeriggio ci sono pochi bambini accompagnati dai genitori, mentre dal tardo pomeriggio fino alle nove la villetta è vissuta dai ragazzi fino ai 16 anni. Dalle 21.00 in poi, quando il buio si fa fitto e l’illuminazione pubblica non assolve al suo dovere di sicurezza urbana, le panchine si popolano di giovani in cerca di evasione e di privacy. La scarsa illuminazione favorisce pratiche di vita discutibili: alcool, droghe leggere e svaghi spesso illeciti

diventano dominanti e i resti di questo consumo finisce sull’asfalto e nelle aiuole. “Mi capita di trascorrere del tempo nella piazzetta vicino alla fontana. Precisamente, due anni fa, mio figlio aveva un’amichetta e ci incontravamo là, ci incontravamo il pomeriggio presto e si poteva stare fino alle sei e mezza! Poi basta! Arrivavano gruppi di ragazzini e facevano di tutto di più, con le bottiglie di vino; non era più possibile stare lì, oppure passavano le macchine, fumavano. Un bellissimo ricordo non ce l’ho! Parlo degli ultimi anni, è una zona morta! Non ha più niente!” (intervista n.4) “La piazzetta è un luogo di incontro. Ci sono dei tempi precisi. Prima ci sono i vecchietti sulle panchine, poi i giovani a tarda ora, verso le dieci. Hanno la possibilità di parcheggiare. La cosa che manca, è un punto di incontro dove poter consumare qualcosa. Prima c’era un bar e si riunivano, ora continuano ad incontrarsi, anche perché è un luogo dove si possono estraniare dal caos. Si sta più tranquilli, la zona non è illuminata. Diverso è il discorso nella traversa Acton. Sono più piccoli i ragazzi che si incontrano lì, più portati a fare marachelle. Fino a poco tempo fa avevamo la recinzione bassa. Scavalcavano. Ne hanno fatto di cotte e di crude. Ora un po’ meno, perché abbiamo alzato la ringhiera, messo la luce; sono dei dissuasori. Prima abbiamo trovato di tutto, accendini, cucchiaini; quindi abbiamo eliminato le zone buie, perché le zone buie portano a questo. Adesso ci sono i bambini che giocano nel cortile e ci preoccupiamo dei nostri figli.” (intervista n. 7) Fenomeni del tutto simili si riscontrano sotto i porticati degli edifici di viale dei Garofani, una sorta di incivility, come direbbero

gli anglosassoni: un progressivo decadimento fisico degli ambienti urbani, dovuto alla presenza di individui che sporcano, vivono la strada, sviliscono l’immagine pubblica dello spazio. Mobilità inadeguata, edifici abbandonati ed uso improprio dei luoghi, causato da atteggiamenti individuali dannosi, provocano in alcuni soggetti forme di insicurezza urbana che si collegano ad una sempre più pressante richiesta di qualità della vita. La domanda di sicurezza non è direttamente collegata a fenomeni criminali, ma al desiderio di vivibilità, di libertà di muoversi, di usufruire degli spazi. Per questo, la domanda di sicurezza entra in frizione con la domanda di uso della città ed il diritto alla sicurezza con il diritto alla città: il poter vivere lo spazio urbano in ogni sua parte e momento, senza limiti spaziali e temporali. Il diritto alla città che vive, senza mai fermarsi. Gli abitanti hanno imparato a riconoscere il pericolo dai segnali ambientali, come il microvandalismo (le cabine telefoniche rotte, l’alto volume degli stereo ed i rumori, i graffiti e le scritte sui muri, il degrado degli edifici e la sporcizia delle strade, il livello di illuminazione). Durante l’indagine sono state rilevate azioni capaci di contrastare il pericolo urbano, come quelle intraprese dai condomini del Palazzo Fracchiolla, i quali hanno sperimentato positivamente strategie di sicurezza che attengono al modello del Panocticon diretto a contrastare il pericolo con una funzione latente di ridurre la paura. Il modello panopticon (che fa riferimento all’edificio settecentesco proposto da Bentham) si basa sul principio che il controllo possa indurre nei sorvegliati compor-

31 6. La Ricerca-Azione

squisitamente sociali, attengono al tempo libero e agli incontri informali, molti dei quali significativi per determinate fasce di età.


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Queste strategie non eliminano ovviamente la percezione del pericolo in maniera diffusa e sopprimono il principio fondante della città moderna europea in cui la sicurezza è diritto di ogni cittadino, indipendentemente dal potere d’acquisto o dalla ricchezza; il modello panopticon, al contrario, fa dipendere la sicurezza dal potere d’acquisto di ciascuno. Vi sono zone urbane che bisogna difendere, gruppi sociali che bisogna tutelare, gruppi sociali che sono in grado di pagarsi la sicurezza. Per gli altri, c’è la risposta istituzionale che si dimostra sempre più spesso largamente insufficiente. L’utilizzo del quartiere è prevalentemente di tipo residenziale e formativo, per l’enorme bacino di utenza della scuola primaria Don Pietro Pappagallo. Un ruolo rilevante è giocato dal mercato rionale quotidiano, che accoglie otto bancarelle: due di frutta e verdura, due di prodotti di salumeria, una di legumi, due di pesce e un biscottificio. I mercanti hanno assunto un ruolo consolidato che, oltre alla dimensione puramente economica e qualitativa dei prodotti, attiene a forme di riconoscimento umano: le voci dei mercanti sono voci di vicina8 G.Amendola, La paura diffusa e la domanda di sicurezza nella città contemporanea, in La sicurezza nella progettazione urbana, Atti del convegno, Bologna 13 Novembre 2000, pp.13-28.

to e di richiamo dell’intera città. Infatti, il mercato riesce ad attrarre clienti da ogni parte. E’ un mercato a scala urbana, che però non vive condizioni di vendita agevoli: strutture precarie, bancarelle spartane soggette alle intemperie, con effetti negativi sulla vendita, condizioni igieniche sanitarie al limite del possibile (una fontana dell’acqua pubblica risolve in parte il problema idrico delle pescherie. E a fine giornata gli odori assediano largo Torino). Altri fattori negativi del mercato riguardano l’assenza di aree destinate a parcheggio e i conseguenti ingorghi che si creano durante le ore di vendita: automobili parcheggiate in modo selvaggio ostacolano la viabilità e ostruiscono gli accessi agevolati alle stesse bancarelle. “D: quali sono i problemi del mercato? R: Tutti! Vivibilità, viabilità. Qui si crea un macello tra le macchine che devono parcheggiare, i camion che devono scaricare e se mettiamo anche il camion della spazzatura si crea un caos assurdo! Sono 5 anni che ci dicono che devono fare i gabbiotti. Qui se poco poco il tempo si mette storto, dobbiamo chiudere e la giornata va male! Comunque il problema serio è la copertura, io sono più esposto, perché non posso prendere umidità diretta e indiretta, ho la frutta secca anche. Quando piove a vento chiudiamo. Non è fattibile. Il vento, gli ombrelloni se si alzano in volo provocano danni” (intervista n. 17). Nel tempo vi sono state forme di reazione e tentavi di risoluzione dei problemi su iniziativa degli stessi commercianti, come la costituzione di un consorzio tramite l’accesso a fondi strutturali europei, il Consorzio delle Bontà, composto da nove commercianti. La richiesta è stata quella di affittare

parte del suolo incolto per l’installazione di stalli coperti idonei alla vendita e protetti dagli agenti atmosferici. L’ipotesi non ha avuto esito e il tentativo di miglioramento è caduto. Oltre al mercato rionale sono presenti altri esercizi commerciali, prevalentemente di tipo alimentare, alcuni studi professionali (medici e commercialisti), assicurazioni, una palestra privata con un numero consistente di utenti e con prospettive di ampliamento per assolvere alla domanda di sport e di esercizio fisico. Le forme dell’economia stabiliscono una sinergia ampia con il resto della città, ma non riescono a rispondere ad una domanda sempre più diffusa di utilizzo pieno degli spazi. Il quartiere potrebbe avere un ruolo forte nello sviluppo di Terlizzi: la sua centralità e l’offerta di strutture e servizi agirebbe verso l’integrazione con le altre parti urbane, attivando percorsi di nuova mobilità.

33 6. La Ricerca-Azione

tamenti positivi. Secondo questo modello, la società sicura è quella dove vige il principio della trasparenza: solo eliminando angoli oscuri e innalzando recinzioni si può debellare il crimine e ridurre l’insicurezza.8


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7 19 maggio 2011 Commissione Urbanistica al R.U.Lab

Fatti urbani di forza e di debolezza sono elencati con i codici utilizzati dalla Pubblica Amministrazione il 9 maggio, per le sfere AMBIENTE (A), SOCIETÀ (S), ECONOMIA (E), CULTURA (C).

W. I problemi che deve risolvere la rigenerazione urbana: Bonifica delle aree abbandonate (A) Carenza igienico-sanitaria di Largo Torino (A) Mercato poco ordinato e sporco (E) Carenza di servizi (E) Carenza di spazi culturali e ricreativi per i giovani (C) Spazio ridotto della cultura (C) Basso scambio di esperienze (E) Bassa partecipazione (S) S. I valori che la rigenerazione urbana deve affermare: La crescita della cittadinanza attraverso i momenti educativi (C) La solidarietà intergenerazionale (C) L’affermazione dei percorsi di crescita individuali (C) I luoghi di aggregazione e di scambio (S) La concorrenza leale (E) La capacità della collettività di autogestirsi (S) Il sostegno alle aggregazioni sociali esistenti (S) Gli spazi dello sport e della socialità (S) L’attenzione ai portatori di disabilità (S) L’adeguamento dei servizi per lo sviluppo (E) Reagire alle difficoltà quotidiane (E) La dimensione del polmone verde (A) Gli spazi di educazione al rispetto del verde (C) La valorizzazione delle aree attraverso l’arredo urbano (A) Il territorio come bene comune da custodire (A) L’identità dei luoghi verdi e degli affetti (A) L’ordine e la pulizia (A) La razionalizzazione del traffico (A) Lo snellimento del traffico di accesso a scuola (A Quali relazioni curare fra l’ambito del PIRU e la città? L’essere presenti (S) La sensibilizzazione civica per la mitigazione della velocità veicolare nel centro (A) La perequazione della rigenerazione urbana (S) Il piano della mobilità (A)

35 7. 19 maggio 2011 - Commissione Urbanistica al R.U.Lab

La Commissione Urbanistica visita gli spazi del R.U.Lab, si insedia e attiva ragionamenti sul percorso collettivo della Rigenerazione Urbana.


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8 R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana 8.1 16 maggio 2011, Pubblica Amministrazione a Scuola

(Gaston Bachelard) Progettare è una pratica esperta. Riguarda il mondo degli adulti, le responsabilità e le decisioni. I grandi insegnano ai bambini che l’esperto è quello bravo, quello che ci dice come si fa. C’è qualcosa però che non torna: le città non sono mai come nei nostri sogni. Eppure non sogniamo macchine volanti, ma una vita felice e semplice, camminare, giocare, guardare il cielo e andare in bicicletta. Rivelandoci i nostri bisogni, i bambini sono consapevoli del cuore del progetto. Sono i primi portatori di interessi, gli attori protagonisti del futuro urbano, la cifra di un Governo con il Territorio.

1 Gaston Bachelard, La poetica della rêverie, Dedalo, Bari, 1972, pag. 112.

Il R.U.Lab con la Pubblica Amministrazione e l’Ufficio Urbanistica presenta alle classi quarte dell’Istituto Don Pappagallo il programma di riqualificazione fra via Torino e l’ex Magistrale. Si sceglie il quarto anno per dare continuità alla strategia, per trasferire la storia, l’avventura e le intese possibili nel successivo anno scolastico. L’obiettivo è aprire gli immaginari strategici dei bambini per una rigenerazione urbana a più scale. 5 incontri di 30 minuti con circa 180 bambini. Con l’Ing.Francesco Gianferrini Dirigente del Settore e autore del progetto, con l’Assessore ai LL.PP. Michele Berardi. Il tecnico progettista e il politico raccontano ai bambini, alle maestre e ai genitori rappresentanti di classe. Il meccanismo narrativo è costante. Parla del 2016, delle scelte dominanti che fra cinque anni faranno del luogo un posto diverso. Descrive lo spazio della scuola, la grande palestra, il sistema verde, le aree abitative del nuovo mercato. L’esperto e la guida vanno a scuola con pezzi di futuro. Raccoglieranno scenari, molto più vasti. Ancora non lo sanno. Ma hanno fiducia. Infatti i bambini sono costruttori

del futuro urbano interscalare. Sono g-local, cittadini globali-locali. Sanno essere squadra. Sanno fare la cosa più importante del mondo: sanno giocare. Giocare è una cosa seria. Giocando si inventano mondi, cose mai viste. Chi gioca, gioca per gli altri. Ad ogni gruppo di bambini è proposta un’identità, per costruire un mondo in una stanza.

mi piace scoprire, inventare, trasformare cose, e vi spiego come si fa. Io sostengo il sogno degli altri.

Voce del Produttore (l’Operatore Economico): Io promuovo gli scambi dei valori e i giochi per vincere insieme, io sono un Bambino Costruttore del futuro urbano,

L’identità sostiene il sogno degli altri. Sempre. Serve a giocare.

faccio il massimo con poche risorse

Ecco le voci delle Identità, per l’esercizio del Diritto di Sognare:

Io sostengo il sogno degli altri.

e produco i risultati che contano.

Voce del Cittadino Voce della Guida (il Politico): Io sono uno che vede, ascolta e decide con gli altri, uno trasparente, io sono un Bambino Costruttore del futuro urbano, mi piace dare l’esempio e la fiducia, guidare l’avventura della mia città. Io sostengo il sogno degli altri.

Voce dell’Esploratore (l’Esperto): Io sono un esperto di avventure, di sogni e di mondi nuovi, io sono un Bambino Costruttore del futuro urbano,

(Il Cittadino): Io sono protagonista della mia città, al curo e la proteggo ora, io sono un Bambino Costruttore del futuro urbano, mi piace giocarci dentro ed essere l’arcobaleno del mio quartiere. Io sostengo il sogno degli altri.

Bambini costruttori del Futuro Urbano. Divisi in squadre. Ci sono 43 guide, 45 esploratori, 45 produttori e 45 cittadini.

37 8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

L’infanzia è all’origine dei più grandi paesaggi. Le nostre solitudini infantili ci hanno dato le immensità primitive.1


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8.2 17 maggio 2011, Metaplan e Muro Nomade dei Costruttori

178 alunni attivano le visioni dell’anno 2016. 4 metaplan e 2 tempeste di cervelli in un solo giorno. In 4 ore un pezzo di quartiere transita in un’unica mappa di futuro. Nasce un’unica bussola per la città, fondata sulle persone, sugli scambi, sull’ambiente, sulle invenzioni. Guide, Produttori, Esploratori e Cittadini, in gruppi separati, per costruire gli immaginari concreti dei pezzi dominanti della trasformazione urbana.

5 argomenti per 5 grandi scenari: lo spazio della scuola, la grande palestra, gli alberi e il verde, il mercato e la piazza, il movimento. 5 diversi colori e tanti fogli mobili. Un’idea per ogni foglio. In pochi minuti convergono le cose più importanti, quelle irrinunciabili e si formano le famiglie dei pensieri. Dentro questa guerriglia di idee, velocissime, numerose e sovrabbondanti, che si attaccano da sole e a volte cadono per eccesso di peso, come in un falso autunno, c’è una storia di legami. Nei gruppi si parte dal colore della scuola e inizia il racconto sul muro. Un Muro Nomade lungo 90 minuti. Il Muro si costruisce insieme. Ognuno porta un mattone

colorato. Il suo. La malta è fatta di parole. Le parole assicurano i legami e la tenuta delle idee. I ragionamenti di tutti convergono in una plenaria ristretta di Bambini Costruttori: 40 inventori di futuro, da tutte le quarte classi, dal gruppo generativo dei 178. Quaranta. Sicuramente rappresentativi. Guide, Esploratori, Produttori e Cittadini. Insieme a tutti i colori e a tutte le storie. Arcobaleni visionari. Galassie. L’intero sistema di conoscenza dei 5 settori (scuola, palestra, parco, mercato e movimento) viene portato a fusione e transita nel R.U.Lab, in pinacoteca. In una stanza del pensiero collettivo infantile.

8.3 Muro Nomade. IdentitA` e idee vaganti Muro Nomade. IdentitA` e idee vaganti !! Il Muro Nomade è uno strumento per il racconto dei discorsi collettivi: è una mappa concettuale scritta in tempo reale davanti ad un gruppo di persone.9 Raccoglie tutti gli interventi. Argomenti e questioni sono connessi nel momento in cui si formano su un foglio di grande formato. La scrittura che evolve e permane aiuta tutti a essere sempre dentro i discorsi. Il percorso di scrittura, 9 Un’applicazione iniziale di Muro Nomade per la narrazione complessa a più voci si è avuta il 29.1.2009, per il Laboratorio sull’esperienza Vision 2020 (7° giornata della Scuola di Partecipazione CAST della Regione Puglia per la Provincia BAT, a cura di FormezPA). Il video è visualizzabile sul QR-Code a sinistra.

quando volge al termine, genera il muro.

di voci moltiplicate, in un tessuto coerente di pensiero.

Chi scrive è un modellatore della forma della mappa, un medium per le narrazioni del gruppo, un Murat(t)ore. Un mura(t)tore non costruisce il muro, un mura(t)tore lo fa parlare. Scrive le parole degli altri, scrive i legami fra le cose.

Il muro offre una documentazione dei discorsi immediatamente riproducibile: può essere tradotto in formato di ipertesto e posto in rete. L’unità discorsiva è utilizzabile per la gestione dei conflitti.

Le persone riconoscono sul muro il senso collettivo della parola e la propria presenza nel discorso. Il muro è nomade perché alla fine si fotografa e si stacca. Si può portare altrove, in un altro luogo, per generare un nuovo racconto. Oppure si può collegare ad un altro muro e generare un ambiente favorevole: una stanza del pensiero collettivo, un sistema

La sua chiave è la contemporaneità, ma anche la mobilità del muro ed il precipitare delle parole dentro un flusso. La visione diventa collettiva, perché i linguaggi, i saperi esperti e quelli naturali accettano la fusione del senso. I muri urbani sono il luogo ed il tempo di questo passaggio di stato.

39 8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

La Scuola diventa protagonista del paesaggio urbano futuro.


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8.4 Muro Nomade di Don Pappagallo, coscience rEveuse della rigenerazione urbana

Il mondo della rêverie infantile è grande. I bambini sono costruttori del mondo adulto perchè offrono strade per tornare a casa, fino alla

dimora delle rêveries: le rêveries che ci hanno aperto il mondo. Abitiamo meglio il mondo se lo abitiamo come i bambini abitano le immagini e le nuvole. Nella loro rê l’immagine supera tutto. La rêverie dell’infanzia ci restituisce la bellezza delle immagini prime. Dentro questa benefica unione dell’immaginazione e della memoria, si trova la chiave del futuro: la complicità costante fra bambini e nonni, abitanti possibili di una città fondata sull’apprezzamento delle nuvole10. 10 Fra i siti più suggestivi, si segnala quello della Società di Apprezzamento delle Nuvole, visibile

nel QR-Code in alto. Un universo di immagini ad accrescimento collettivo continuo. Già nel 2006, il sito web è stato visitato ogni mese da più di sette milioni di persone.

8.5 Racconto del Muro Nomade dei 178 bambini Lo spazio della Scuola è fatto per giocare, ci sono macchine per divertirsi e giostre comunali. E’ un posto per giocare in gruppo, un’area informatica collegata al giardino, per fare merenda e picnic. Lo spazio della scuola è una zona per dipingere, per i concorsi di disegno. E’ il luogo della musica e una giostra galattica. E’ un teatro dei burattini. Ha un posto speciale: un porticato per uscire e per entrare. Lo spazio della scuola è uno spazio cinema grande, un cinema 8D. Ha un tunnel per la grande palestra, per muoversi coperti, con i sentieri delle maestre, a scrittura digitale, con le regole per la palestra, con cose nuove per la scuola. Lo spazio della scuola è una Scuola-Parco gigantesca, una Scuola-Quartiere, con sedie volanti

e tavoli giganti, con le penne colorate per imparare a studiare, per scrivere e per leggere. Con mappe di percorso. La Grande Palestra ha tutti gli sport possibili, sport diversi in giorni diversi, la pallavolo e la pallacanestro, il movimento e la danza. Ha tanti canestri e tante reti. Con le finestre aperte, è piena di giochi e di materassi. Si nuota fra i colori, come una piscina di palline, grande e colorata. Sulla grande palestra c’è l’osservatorio delle grandi nuvole, delle stelle e della luna. La grande palestra è per tutti, è per quelli abili e per quelli diversi. E’ un centro medico. Ha una coperta di fiori. La grande palestra è coperta dal giardino. E’ piena di desideri e di divertimento. E’ uno spazio per sognare.

Gli alberi e il verde hanno la frutta colorata, le molle e le altalene, prati fioriti e colorati. La scuola si fa all’aperto e i compiti si fanno sotto i grandi alberi. Ci sono zone domestiche per gli animali domestici, con i nonni addestratori, i nonni del gioco e i nonni domatori. Fra gli alberi e il verde ci sono gli spazi d’ombra per riposare. Fra gli alberi e il verde, ci sono tanti fiori alberi, per osservare la natura, Fra gli alberi e il verde, le biblioteche viaggianti entrano ed escono dalla scuola. Fra gli alberi e il verde, le biblioteche mobili sono alberi biblioteche e alberi castelli magici. Le biblioteche mobili sono i nonni che raccontano. Fra gli alberi e il verde ci sono i nonni albero. Ci sono tanti alberi da proteggere e spazi d’ombra per riposare in una calda notte d’estate,

41 8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

C’è una dimensione autogenerativa della progettazione partecipata infantile. Il muro nomade ne è il motore. Il muro nomade dei bambini è gassoso, universale e ragionevole. Specifico e appropriato. E’ fatto di nuvole che transitano e si legano. I bambini unificano generazioni e storie remotissime attraverso la pratica collettiva della rêverie. Restituiscono un sistema coerente di reazioni a catena. Un linguaggio generativo con finalità fertile sensiente.


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dopo una lunga giornata di lavoro. Fra gli alberi e il verde, c’è un giardino paradiso per chi lavora. Fra gli alberi e il verde ci sono incontri volanti per caffè e cioccolate. Fra gli alberi e il verde ci sono i giorni picnic. In giro per il parco ci sono nonni e bambini, ci sono bambini e nonni curatori del verde. Fra gli alberi e il verde, ci sono gli alberi con le ali, alberi giganti e prati galleggianti, c’è uno spazio per sognare e uno per desiderare. La piazza e il mercato sono

colorati e aperti fino a sera. La piazza e il mercato hanno la banca delle medicine. La piazza e il mercato fanno scambi con la scuola e legano con altri mercati. Il mercato è aperto tutti i giorni. Al mercato si scambiano le idee. La piazza e il mercato hanno i magazzini della merce avanzata, per scambiare alimenti con cose da fare per curare il mercato. La piazza e il mercato hanno bancarelle delle cose della scuola, per scambiare giochi e libri: soldi che valgono più dell’euro. La

piazza e il mercato hanno banchi colorati per cose interessanti. La piazza e il mercato hanno gli skateboard e i giochi e le panchine per i nonni. La piazza è una macchina a energia solare. Infine voglio un grandissimo movimento, voglio correre e camminare lento. Voglio usare meglio le auto, con le regole delle macchine amiche, macchine piene di persone. Voglio organizzarmi, chiamare gli amici per comprare insieme al mercato. Voglio convin-

cere i miei genitori, con un bonus per comprare le bici. Voglio andare a piedi e con le bici. Voglio stare in un quartiere di ciclisti, lenti se vanno a piedi e veloci solo sui roller. Voglio fare il Bambino Vigile, per le auto sulle piste ciclabili. Voglio spostarmi sui treni. Voglio le auto elettriche disponibili per i cittadini, giù nel parcheggio, che le prendono e le lasciano. Voglio reti e strade e percorsi progettate dai disabili. Voglio un grandissimo movimento, con me, come forza e come energia.

8.6 Bussola di Pappagallo. Anno 2016, come fiori selvatici Ci sono argomenti interscalari che traboccano e superano l’area del PIRU, il quartiere di studio. Pervadono la vita. Segnando il destino urbano migliore. Transitano. Diventando sestante e bussola universale. Sono le cose importanti. Elementari e di ogni giorno. I bambini costruttori le distribuiscono in quattro quadranti. L’uso della bussola è fondamentale in mare aperto, in vasti spazi, dove non ci siano punti di riferimento. Evita lo smarrimento. Segna la rotta. Il Quadrante delle Persone, la Dimensione della Cittadinanza Le persone hanno accesso ovunque. Gli sport che non vanno nella grande palestra li portiamo in città, collegati a rete con i percorsi, con segnali inventati dai bambini, con vialetti “sentieri” delle maestre, protetti da bambini vigili viaggianti, che danno l’esempio, con le maestre in pensione. Le reti e i percorsi sono tanti. Ci sono percorsi orari speciali, attrezzati per gli animali. Ci sono caffè volanti per animare

gli incontri, in giro per la città. Le persone imparano cose per essere felici. Si diventa felici giocando. Perché la felicità è avere accanto una persona significativa. Gli incontri servono a fare molta amicizia. I bambini sono i Piloti della Felicità. Ogni giorno fanno inviti ai vari nonni. Inviti a sorpresa. I bambini scelgono il gioco. I bambini sono attivatori dell’amicizia. Le amicizie fra i bambini sono a catena. Si può parlare e ascoltare tutti. Il Quadrante degli Scambi, la Dimensione dell’Economia Gli scambi funzionano con legami a rete fra i mercati, mercati delle idee nelle piazze, scambi di giochi e di libri, con banchi colorati per cose interessanti, con Cassetti dei Sogni apri e chiudi. Scambi di alimenti, per azioni di qualità e di protezione sul quartiere, con magazzini delle cose in più quotidiane. Il Quadrante e la Dimensione dell’Ambiente L’Ambiente è fatto di reti. Reti di sport, reti di riposo, reti di libri. Gli

spazi sono fatti per osservare. Gli spazi sono fatti per sognare e per desiderare. La Città è una ScuolaParco. Le reti e i percorsi sono progettati dai diversamente abili e da tutti. Per l’ambiente vale l’alleanza, fra nonni e bambini. Il Quadrante delle Invenzioni Urbane, la Dimensione dell’Innovazione Le invenzioni della Città sono (come) piscine. Divertenti. Per le gare e per rilassarsi. Le invenzioni della Città sono cose pubbliche. Si usano pagando con regole e idee. Per vivere meglio. Per essere sicuri. Le invenzioni della Città sono Castelli di Avvistamento, giostre gonfiabili a sorpresa. Arrivano di mattina presto, negli spazi vuoti. Per magia. I castelli avvistano le persone e l’ambiente. Le invenzioni della Città sono giochi di quartiere improvvisi. I nonni sono i maghi delle giostre e dei castelli. Li controllano e li fanno funzionare. I nonni e le invenzioni della città sono improvvisi. Come fiori selvatici.

43 8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

La gente vuole leggere storie che pervadono la vita, che portino notizie dal mondo dello scrittore al mondo che abitiamo tutti noi. I lettori vogliono sapere che cosa significa essere per un istante qualcun altro, così da poter capire, in un senso più profondo, che cosa significa essere se stessi. E’ questo il potere miracoloso dell’invenzione narrativa, il potere che Keats chiamava “immaginazione simpatetica”. Joseph O’Connor


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8.7 I punti programmatici per la scala urbana, la Bussola dal Futuro

Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell’airone o della pecora o di qualche altra bestia ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema e gli animali si stanno zitti certe volte ti avvisano con rumore Vanno vengono ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai Vanno vengono per una vera mille sono finte e si mettono lì tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia. (Fabrizio De André, Le Nuvole)

1. Dimensione della Cittadinanza, le persone

2. Dimensione dell’Economia, gli scambi

Città accessibile a tutti. Reti, percorsi e sentieri per lo sport in città. Segnali inventati dai bambini.

Reti fra i mercati. Mercati delle idee. Scambi di giochi e di libri. Cassetti dei Sogni. Banco alimentare stabile nei mercati. Economia di scambio: alimenti per servizi di utilità pubblica. Magazzini delle cose in più quotidiane comuni. Economia dell’uso funzionale del dono.

Bambini e maestre in pensione, tutori viaggianti. Incontri animati in giro. Imparare cose per essere felici. Si diventa felici giocando. Bambini piloti della felicità. Inviti a sorpresa. Coinvolgimento inatteso degli anziani. Amicizie a catena. Parlare liberamente e ascoltare tutti.

3. Dimensione dell’Ambiente

Reti. Di sport, di riposo e di libri. Spazi. Per osservare, sognare e desiderare. La Città ScuolaParco. Progettazione integrale e diffusa della città minuta. I diversamente abili come esperti primari. Alleanza per l’ambiente, fra nonni e bambini.

4. Dimensione dell’Innovazione

L’innovazione è un fatto pubblico. E’ un fatto di luoghi, che si usano scambiando risorse, per essere sicuri e vivere meglio. L’innovazione è nei vuoti urbani, disseminata nei quartieri. Sboccia improvvisa come fatto necessario e inevitabile, di comunità. E’ radicata nell’immaginario locale, ritorna ciclicamente. L’innovazione ha, negli aggregati selvatici, una direzione certa. I fiori selvatici sono persone e castelli di avvistamento di tutela locale. L’innovazione accade con il riconoscimento degli altri. Nonni e nipoti sono innovatori, esploratori, sentinelle d’avvistamento e produttori di futuro.

8.8 18 maggio 2011, il Deposito delle Nuvole Com’è fatta la mia nuvola! I bambini scoprono a scuola un deposito delle nuvole: una bussola per l’immaginario che raccoglie tutto il cielo del 2016 inventato. Devono scegliere una nuvola e disegnarla. Le nuvole sono raggruppate per ambiti coerenti. Il giorno dopo restituiscono 178 mondi. La fissazione della nuvola individuale è un esercizio di solitudine. Un compito a casa per la coscience rêveuse. E’ la pagina bianca che dà il diritto di sognare.

8.9 18 maggio 2011, Mappa delle Relazioni Primarie Tessuti di comunità. 178 carte per 178 bambini, che tracciano con le proprie famiglie la mobilità fra casa e scuola, i luoghi più importanti, le case degli amici. Un patrimonio collettivo del movimento. Un sistema di luoghi significativi dell’immaginario infantile.

45 8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

Vanno vengono ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo sembra che ti guardano con malocchio


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8.10 24 maggio 2011, R.U.Lab Primario delle maestre. Per intervenire fra scuola e parco. 19 insegnanti ragionano insieme sulle questioni funzionali e sulla soluzione tecnica dell’Amministrazione Comunale: depositano le esigenze dell’istituto scolastico, i nodi del progetto, i principi operativi per i legami fra scuola e nuova palestra. Viene utilizzato un muro nomade per ragionare sulle questioni della trasformazione urbana programmata.

Il sistema dei contenuti secondo le docenti

• L’accesso e l’uscita degli alunni pone oggi un problema di sicurezza. • Gli attuali spazi seminterrati disponibili non sono utilizzati: sono aree potenziali per laboratori e attività. • Lo spazio mensa è insufficiente. • Non ci sono aree ricreative per il dopo mensa, interne ed esterne, per aree lettura e per il gioco. • I servizi igienici non sono adeguati e sufficienti. • Il cortile centrale non è utilizzato: la pavimentazione non è adeguata, non esiste illuminazione, c’è troppo sole e riscaldamento eccessivo. • L’apertura del sistema cortileporticato in progetto non garantisce la sicurezza e la privacy dei bambini a scuola: occorre una protezione d’ambito. • Esigenze della Grande Palestra • Deve essere assicurato un collegamento diretto fra lo spazio della scuola e la palestra. • Il collegamento deve garantire:

la sicurezza della scuola, la disciplina dell’entrata e dell’uscita, la protezione completa dagli agenti climatici.

• La Scuola, il mondo dell’infanzia e quello esperto delle associazioni sportive devono progettare la palestra fino al livello esecutivo in modo partecipato. • Deve essere garantito l’accesso a tutte le fasi successive di progetto delle competenze, delle conoscenze esperte e delle capacità dei diversamente abili.

• Esiste una forte domanda di nuoto.

Scuola e spazio aperto: gli alberi e il verde • Il parco è un patrimonio collettivo centrato sull’infanzia. • La sicurezza integrale e l’igiene ambientale degli spazi aperti sono fattori dominanti. • I nessi economici nel progetto, per l’attuazione e la conservazione del verde, hanno alta rilevanza.

• La dimensione prioritaria della palestra è quella dell’identità infantile: le strutture e le attrezzature devono essere coerenti con il mondo dei bambini, garantendo la conservazione delle dotazioni e la sicurezza degli attrezzi.

• Il verde deve esprimere una chiara dimensione funzionale, esperta e sostenibile.

• L’uso della palestra deve essere riservato alla scuola durante le attività scolastiche.

• Occorre privilegiare impianti arborei autoctoni e a basso potenziale allergenico per i bambini.

• La palestra deve favorire un interazione fra interno ed esterno verde.

• Occorre curare i giochi di prossimità.

• La palestra deve favorire negli usi uno scambio identitario intergenerazionale.

• La manutenzione del verde è un elemento fondamentale delle previsioni.

• Le zone arboree devono essere intense, per aree gioco destinate alle intergenerazioni: agli anziani ed ai bambini.

47 8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

Lo spazio della Scuola


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8.11 25 maggio 2011, R.U.Lab Primario. Planning for Real, 'il Posto delle Nuvole'. Primo tempo Il R.U.Lab inventa un gioco di cooperazione per la scala del progetto. Nel Posto delle Nuvole 42 alunni dell’Istituto Don Pappagallo identificano l’immaginario dell’intervento di Rigenerazione Urbana.

La grande nuvola dei fiori selvatici

Kashyapa, supponi che gli alberi e l’erba dei prati di migliaia di mondi, incluse le erbe che crescono nei boschi, nelle foreste, sui monti, nelle valli, in pianura o accanto ai fiumi, di forma e nomi diversi, siano sovrastate da una grande nube. Immagina poi che, da questa nube immensa, prenda a riversarsi una grande, leggera e benefica pioggia. Tutte le piante sono bagnate dalla medesima acqua, sia che abbiano radici forti e profonde, che giovani e deboli. I tronchi, i rami e le foglie

degli alberi, i prati e le erbe che crescono nei boschi e nelle foreste, sono tutti irrorati dall’acqua. Ecco quindi che i vecchi alberi, quelli giovani, quelli più alti, quelli medi e quelli molto bassi, ricevono tutti l’acqua di questa grande pioggia. Tutte le piante ricevono quest’acqua, chi più chi meno, e l’acqua è la stessa per tutte le piante, e proviene da una sola unica nube. In base alla loro età, dimensioni e specie, le varie piante prendono più o meno acqua da

quella che viene riversata in modo equanime su tutte loro, e l’acqua così assimilata le fa crescere e fiorire. Sebbene crescano tutte sulla stessa terra, ogni pianta produce così diversi fiori e frutti, ma tutte hanno ricevuto la stessa acqua dalla stessa nube.”

Prima di iniziare i bambini ascoltano le nuvole. Due minuti lunghissimi dentro il silenzio, con il fruscio dei vapori e delle nebbie celesti.

Dentro la Bussola-Deposito delle Nuvole i bambini scelgono quelle dominanti nascoste: le Grandi Nuvole. 4 per ogni ambito del progetto. Le Grandi Nuvole sono quelle importanti, quelle che si spostano e che costruiscono il cielo comune, l’identità collettiva del luogo.

Ogni squadra esplora. E trova le Parole delle Nuvole: le relazioni fra le parti e fra le funzioni.

Poi insieme raccontano la voce delle nuvole: La voce delle nuvole è tonda. corre e consiglia. Cantando balla. Si muove e gioca, si tiene per mano. Insegna e consiglia, salta due volte e immagina il futuro.

In ogni contesto (lo spazio della scuola, la grande palestra, gli alberi e il parco, la piazza del mercato) le 4 grandi nuvole sono nuclei generativi a gemmazione continua. Per questo moto maieutico ci sono 5 squadre e un’unica Nave-R.U.Lab. Ci sono 5 Comandanti delle Nuvole, per sviluppare con l’equipaggio i temi delle aree-progetto.

49 dal Sutra del Loto, (capitolo quinto).

Le identità delle parti transitano dalle singole metafore al funzionamento reale degli spazi. L’Innovazione è allo stato gassoso. Sostiene la teoria dell’azione di massa. Ogni immaginario, pur agendo individualmente per moto casuale, compone modelli maggiori a cascata, uscenti dalle Grandi Nuvole. Questo paesaggio celeste e concreto è un nuovo layer di fondazione e provenienza. E’ l’impronta dell’infanzia, una filigrana essenziale su cui agirà la riflessione del mondo esperto ed adulto.

8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

“Allora il Buddha si rivolse a Kashyapa e a tutti gli altri grandi discepoli dicendo: “Le tue parole corrispondono al vero. Il Buddha ha infinite virtù tanto che nessuno può o riuscirebbe ad elencarle tutte. Sappi Kashyapa che il Buddha è il re del Dharma. Tutto ciò che dico è assolutamente vero. Discepoli miei, il Buddha conosce il fine ultimo cui tendono tutte le dottrine, così come conosce quello che gli esseri viventi hanno nel cuore e ciò che stanno facendo.


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

5 50


8.12 27 maggio 2011, R.U.Lab Primario. Planning for Real, secondo tempo. l'evoluzione nomade

Il parco è nella scuola, la scuola è nel parco. La Scuola-Cinema a 8 Dimensioni. Tunnel Arcobaleni della Notte. Laboratori di scienziati. Laboratori delle Emozioni. Laboratori dei Fiori Colorati, della Frutta e del Verde. Segni e segnali dal futuro. Tutto l’immaginario precipita in un campionato del mondo. Dove si batte ogni record di Cacciatori delle Nuvole. I cacciatori sono veloci, almeno quanto i vapori. Viaggiano a più di 60 nuvole all’ora. Io sono una pioggia che cade dalla terra al cielo.

In questo paesaggio complesso e reale, il progetto di rigenerazione urbana è pronto ad evolvere.

(Silvano Agosti, L’essenza di un poeta. 1991)

E’ una tempesta. E’ la pioggia che cade.

Il posto delle Grandi Nuvole: il racconto del planning for real Lo Spazio della Scuola è il grande cortile. E’ lo spazio di tulle le esplorazioni. Lo spazio della scuola è il posto di tutti i racconti di tutte le gite. Lo spazio della scuola è lo spazio dei giochi e di tutte le cure. Lo spazio della scuola è una mensa arcobaleno, con cose più buone e diverse e con il divertimento della frutta: i bambini sono a proprio agio. Lo spazio della scuola ha tutto proporzionato ai bambini. Lo spazio della scuola è lo spazio dell’ascolto e del progetto. Lo spazio della scuola è degli esperti diversamente abili.

Grande Nuvola: il Cinema a 8 Dimensioni.

Grandi Nuvole della Grande Palestra.

Il Cinema a 8D è nel cortile della scuola. In un cinema a 8D siamo noi i personaggi dei film. Siamo gli attori e i registi. Inventiamo il film. In un cinema a 8D si ascoltano le sensazioni. Se vengono al cinema a 8D, sentono le nostre emozioni quando le proviamo. Possiamo decidere di cambiarle, perché i sogni sono nostri e possiamo immaginare tutto. Con il cinema a 8D si fa musica a scuola e suoniamo noi, insieme a quelli famosi. Il cinema a 8 D è nella Scuola Parco Gigante. Il Cinema è gigante, la scuola è gigante per famiglie giganti, accessibili a tutti.

La grande palestra è una Palestra di Canestri, è una Palestra Piscina di palline coloratissime, è una Palestra Osservatorio delle Grandi Nuvole delle Lune e delle Stelle, è una Palestra Coperta dei Fiori (con la musica della collina). La Palestra dei Canestri è fatta per tutte le età dei bambini. Ha tutti i campi possibili. Ha tutti gli attrezzi giusti. La Palestra dei Canestri ha i giochi più piccoli da tavolo. Ha gli spogliatoi. La Palestra dei Canestri ha i servizi con le Docce dal Cielo: ha la Stanza della Pioggia, con le nuvole e con l’acqua che scende dal cielo, con gli schizzi dal pavimento. La Grande Palestra Piscina di Palline Coloratissime ha i giochi che si gonfiano, i trampolini e un grande tappeto elastico.

Grande Nuvola: il tunnel Laboratorio Arcobaleno per la Grande Palestra. Il tunnel per la palestra ha un mondo fantastico dentro. Il tunnel per la palestra ha i muri continui divertenti e colorati, che diventano l’album dell’anno scolastico, il fotolibro parlante, con i disegni che crescono nei mesi, i disegni di un anno di scuola. Grandi. Il tunnel per la palestra ha scritture vocali, che raccontano la vita. Il tunnel per la palestra è un Laboratorio Arcobaleno. Ha il soffitto arcobaleno, fatto di luce e di sole, quasi trasparente. Di sera, il tunnel arcobaleno è l’Arcobaleno della Notte e illumina il parco. Ha scritture digitali a pavimento, con i segnali del futuro, con i segnali dal futuro, inventati da noi. Il tunnel arcobaleno racconta noi e la scuola. Il tunnel arcobaleno segna il percorso. I bambini fuori camminano nel parco, su strade arcobaleno.

La Grande Palestra Piscina di Palline Coloratissime è una Grande Palestra Piscina di Palline Coloratissime perché è anche la discoteca delle feste e possiamo fare tutti i tipi di danza, ogni giorno un gioco nuovo e i Tornei dei Giochi Nuovi Inventati, quelli che ancora non li conosce nessuno. La Grande Palestra è una Palestra Coperta dei Fiori. E’ un Punto LAB della Città dei Fiori. La Palestra Coperta dei Fiori con la musica è un Vulcano che Erutta. Intorno alla Palestra Coperta dei Fiori c’è il Percorso degli alberi per Bambini Avventurosi. La Grande Palestra è l’Osservatorio delle Nuvole delle Lune e delle Stelle. Ci sono gli attrezzi per guardare le stelle e tanti binocoli e cannocchiali per le nuvole.

51 8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

Il progetto si sviluppa per punti significativi e per maggiori dettagli. Nebulose di idee e immaginari concreti, attivati dai comandanti delle nuvole e da più di 30 bambini navigatori.


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

52


il parco è nella scuola, la scuola è nel parco. Il parco è accessibile a tutti. I bambini sono Direttori della Scuola-Parco. Sono i Piloti della Felicità. Il Parco-Scuola è il Laboratorio degli Scienziati. Gli scienziati sono i bambini direttori, che inventano le regole del parco. Il LAB è dentro la scuola cortile. Dentro la scuola cortile, il Lab degli scienziati è anche il Laboratorio dei Fiori Colori, della Frutta e del Verde. Il Laboratorio dei Fiori Colori, della Frutta e del Verde produce alimenti per la mensa della scuola. Cucina e prepara. Per la ricreazione, nel Laboratorio dei Fiori Colori, della Frutta e del Verde ci sono distributori automatici di frutta e di colori. I distributori di frutta e di colori stanno anche in palestra e sono amici dei bambini. I bambini scienziati direttori curano il parco. Piantano. Costruiscono e inventano gli attrezzi. Studiano le case sugli alberi. Il parco è nella scuola, la scuola è nel parco. Il parco scuola costruisce reti di libri per sentirsi a casa. Il parco è una macchina dell’amicizia. Il parco è un Laboratorio dell’Amicizia e delle Emozioni. Per scienziati pazzi, che diventano gli eroi del parco. Nel Laboratorio dell’Amicizia e delle Emozioni si disegnano i segni e i segnali del parco: visivi, vocali, di odori. Il laboratorio è un Laboratorio del Sorriso: splende come l’arcobaleno della notte.

Nubi di Magellano11: i Pezzi 11 Le Nubi di Magellano sono due piccole galassie irregolari, che orbitano attorno alla nostra Via Lattea come satelliti. Sono visibili ad occhio nudo nel cielo notturno dell’emisfero sud, e prendono il loro nome

di Parco. Nei Pezzi di Parco ci sono posti scuola all’aperto, spazi per osservare, spazi per desiderare e compiti sotto i grandi alberi. Nei Pezzi di Parco ci sono zone di riposo per gli animali, raccolti di frutti, l’acqua, nonni e nipoti e i giochi dei fiori selvatici. Nipoti e nonni sono gli animatori dei pezzi di Parco.

Grande Nuvola della Piazza e del Mercato. Vicino alla Grande Palestra c’è il Mercato, con la Stazione delle Bici del Parco, dove arrivano gli autobus. La stazione è un’officina delle bici, che si prendono e si lasciano. Alla Stazione delle Bici del Parco c’è il magazzino degli skateboard e un pronto soccorso che non si sa mai. Alla Stazione delle Bici del Parco si organizzano circuiti di ciclismo per tutti in città. La Piazza e il Mercato hanno 4 Grandi Nuvole: le Reti fra i Mercati, il Mercato delle Idee, i Cassetti dei Sogni Apri e Chiudi, la Banca delle Medicine.

Le Reti fra i Mercati hanno bancarelle colorate e trasparenti. Le Reti fra i Mercati hanno prodotti che camminano, da vicino e da lontano, bancarelle sempre aperte e prodotti che si scambiano e cose che prendi se ti servono.

Al Mercato delle Idee si fanno offerte specialissime: nuove amicizie e nuove conoscenze. Si scambiano i libri e si scambiano i giochi.

I Cassetti dei Sogni Apri e Chiudi stanno nella Piazza e nel dal navigatore Ferdinando Magellano, poiché furono descritte nel resoconto della spedizione da lui guidata. (fonte: Wikipedia).

Mercato. I Cassetti dei Sogni Apri e Chiudi sono coloratissimi e sono apri e chiudi perché così non si rompono quando li apri e li chiudi. Apri e chiudi e chiudi e apri. I Cassetti dei Sogni Apri e Chiudi servono a migliorare il mondo. Ogni abitante del mercato ha il suo cassetto e ci mette dentro i suoi sogni. I bambini aprono i cassetti. Lo fanno solo loro. I bambini portano i sogni, da un cassetto ad un altro. Così i sogni vanno in giro. Entrano ed escono. E si diffondono. I Bambini sono i Postini dei Sogni. Curano i Sogni degli Altri.

La Banca delle Medicine del Mercato serve a curare. Raccoglie i farmaci che sono rimasti, ma anche le emozioni rimaste. Quelle in più che ci sono, le emozioni di riserva che non sono finite. Quelle che ci sono e che non sono scadute. La Banca delle Medicine sta vicina ai Magazzini delle Cose in più. Le cose che non si usano più e che si mangiano, sono buone perché sono di tutti. Per prenderle si deve curare il Mercato, il Magazzino e la Banca.

53 8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

Ammassi di Grandi Nuvole:


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

5 54


8.13 I punti programmatici dall'infanzia per l'attuazione del PIRU

I termini autogenerativi della progettazione partecipata infantile: il sistema elencale e tematico degli indirizzi per l’attuazione del PIRU

E’ intergenerazionale.

I punti vendita hanno codici cromatici significativi.

Ospita la mensa all’aperto.

Si possono fare le feste.

E’ un Laboratorio dei Fiori Colori, della Frutta e del Verde.

Ha gli spogliatoi. Ha la Stanza della Pioggia.

E’ proporzionato ai bambini.

Il mercato è luogo di empowerment e di scambio economico delle idee.

La sua copertura è un punto lab dei fiori della scuola-parco.

I bambini sono mediatori sociali degli scambi.

E’ un osservatorio delle nuvole e delle stelle.

La posta dei cassetti dei sogni (coloratissimi) è un luogo reale e una funzione del quartiere.

E’ progettato dalla scuola e dai diversamente abili. E’ un luogo di racconti. E’ uno spazio emozionale e teatrale dove trasformare emozioni collettive e personali.

Intorno alla palestra c’è il percorso degli alberi. I percorsi sono arcobaleni colorati.

E’ uno spazio per la musica.

La Scuola-Parco Il Collegamento con la palestra E’ protetto, colorato, luminoso, trasparente. Le superfici verticali ospitano i materiali grafici annuali della scuola. Racconta storie. E’ multisensoriale. Ha scritture digitali a pavimento. E’ il luogo dei segnali. Segna il percorso come Arcobaleno della Notte.

La palestra E’ progettata in modo partecipato.

I bambini curano il parco. Il parco è un Laboratorio dell’Amicizia e delle Emozioni. I bambini progettano i segni e i segnali del parco.

Ci sono punti di scambio per oggetti d’uso condiviso (Magazzini delle cose in più). Nel Mercato c’è un banco farmaceutico dove si accumulano emozioni avanzate.

Ci sono posti scuola all’aperto: spazi per osservare, leggere e desiderare.

Mobilità a scala di quartiere e parcheggio

Ci sono zone di riposo per gli animali.

Dominanza del movimento ciclopedonale.

Nonni e bambini sono animatori del parco.

Car sharing di mezzi elettrici.

Le biblioteche viaggianti animano il parco.

La Piazza e il Mercato

E’ multifunzionale.

C’è un punto di scambio intermodale, una ciclofficina, un magazzino di skateboard.

E’ dedicata a tutte le età dei bambini.

Il mercato è parte di una rete di mercati urbani.

Ha interni coloratissimi.

Nel mercato è attivato un banco alimentare che gestisce i prodotti invenduti con finalità di protezione attiva del luogo.

Car pooling urbano e condivisione organizzata dei mezzi privati. Bambini vigili. Reti, spazi pubblici e percorsi progettati dai diversamente abili.

55 8. R.U.Lab Primario: Un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana

Il cortile della scuola


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

56


9 16 - 25 maggio 2011 l'esplorazione urbana degli Scout: Valutazione della QualitA` e Bussole Viaggianti. La ricerca-azione per la ricognizione della qualitA` urbana

La ricerca-azione attiva i presupposti di una valutazione civica della qualità urbana. Gli Scout del gruppo AGESCI - TERLIZZI 1 sono simbolo dell’esplorazione e della fiducia. Il R.U.Lab affida loro l’esplorazione dell’ambito di riferimento dividendolo in 4 settori a più tappe.

30 “Bussole Viaggianti”, SWOT multiple da compilare durante l’esplorazione, per segnare forze, debolezze, minacce, opportunità, su tutte le tappe e sul piano delle quattro declinazioni (cultura, economia, società, ambiente); le schede di monitoraggio diretto tratte da una recente sperimentazione pilota italiana, condotta da FormezPA e da CittadinanzAttiva. Metodologie dichiarate e controllabili, nelle mani dei cittadini, consentono la messa a valore dei punti di vista individuali, con l’emissione di giudizi motivati sulle realtà, rilevanti per la tutela dei diritti e per la qualità della vita. L’esperienza del R.U.Lab avvia il ciclo della valutazione civica:

• con una raccolta dinamica dei dati, per intervento diretto degli scout;

• con l’elaborazione di informazioni attraverso il trattamento dei dati stessi; • con un processo di rilettura controllabile e georeferenziato, per l’emissione di giudizi fondati e per la loro localizzazione In una visione a lungo termine la valutazione civica ha finalità essenziali più generali: il miglioramento dei servizi dal punto di vista della capacità di risposta dell’ente pubblico; la promozione di azioni di tutela dei cittadini. Il R.U.Lab assume come propri i principi-guida della valutazione civica:

• un lavoro in partnership fondato sulla esplicita focalizza-

zione collettiva degli obiettivi di miglioramento che si vogliono perseguire, con il coinvolgimento dei diversi tipi di energie e risorse umane disponibili;

• il superamento dell’autoreferenzialità per affrontare gli aspetti plurali connessi alla qualità esplorata

• l’apertura agli stakeholders per la costruzione di un patrimonio aperto con tutti coloro che intendono fornire il proprio apporto costruttivo e concreto alla sua realizzazione senza secondi fini. Questo principio si fonda sull’idea che il ruolo degli stakeholders nell’osservare le amministrazioni pubbliche, possa avere un effetto positivo sulla motivazione delle amministrazioni a “fare meglio”.

9. 16 - 25 maggio 2011 - l'esplorazione urbana degli Scout

57

Leoni, Volpi, Tori e Pantere attivano l’analisi con due strumenti dominanti:


Tab. 1 Punti di forza* Categorie Ambientali % Verde

54,6

Categorie Sociali % Luoghi della socialità

Categorie Economiche %

31,8

Commercio

36,4

Categorie Culturali % Luoghi della socialità

4,6 11,4

Luoghi della socialità

4,6

Studi professionali

4,6

Studi professionali

6,8

Luoghi della cultura

Edifici privati

6,8

Luoghi pubblici

4,6

Luoghi pubblici

2,3

edifici pubblici

2,3

Edifici pubblici

4,6

Formazione

2,3

Formazione

2,3

13,6

Luoghi della politica

2,3

Valori tradizionali religiosi

4,5

9

Servizi sociosanitari

2,3

Luoghi della politica

2,3

Edifici privati

2,3

Infrastrutture pedonali Mobilità Edifici storici Infrastrutture stradali

4,6 15,9

Codice stradale

2,3

Studi professionali

2,3

illuminazione

2,3

parcheggio

2,3

totale 122,9

47,9

45,5

29,7

58 R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

Tab. 2 Punti di debolezza* Categorie Ambientali % verde

6,9

Categorie Sociali % Luoghi della socialità

Codice stradale

15,9

Edifici privati

Edifici privati

13,6

Igiene urbana

41

Categorie Economiche % Luoghi della socialità

2,3

11,3

Commercio

29,5

Luoghi pubblici

2,3

Parcheggio

2,3

2,3

Comportamenti collettivi dannosi

2,3

illuminazione

6,8

Codice stradale

6,8

Mobilità sostenibile

2,3

Igiene urbana

2,3

13,6

illuminazione

13,6

Infrastrutture pedonali mobilità

2,3

Mobilità sostenibile

2,3

parcheggio

6,8

Infrastrutture pedonali

2,3

mobilità

4,5

Decoro urbano

49,9

Infrastrutture stradali

16

parcheggio

2,3

mobilità

6,8

Decoro urbano

6,8

Infrastrutture stradali

totale 143,2

Categorie Culturali % Luoghi della socialità

6,8

Luoghi della cultura

18,2

13,7

100,2

*Quando la somma è superiore a 100 significa che sono stati rilevati più elementi categoriali

34,1

25


9.1 Le bussole viaggianti, l'impronta dinamica della swot

L’affidamento agli scout dell’esplorazione ricognitiva è un momento essenziale per fissare la percezione dello stato qualitativo fisico dell’ambito urbano. In generale, è parte della Ricerca-Azione, con un’oggettiva espansione del gruppo di lavoro del R.U.Lab attraverso una Cittadinanza Attiva organizzata, fondativa ed esemplare. In questo senso la RicercaAzione potenzia la sua identità, la propria metafora cognitiva e costituzionale. La ripartizione del territorio in macro zone affidate a 4 squadriglie e la costituzione di singole tappe d’osservazione coincidenti con le strade e gli spazi principali, rende un sistema geografico minuto di punti di avvistamento in cui funziona la bussola della SWOT. Il moto dinamico delle bussole restituisce il senso del cambiamento, delle trasmutazioni e delle stabilità dei fattori osservati. Le squadre, punto per punto, usano la swot in modo integrale e integrato. Gli scout ricorrono, per ogni quadrante, alla codifica tematica del R.U.Lab: osservano punti di forza, debolezze, opportunità e minacce dal punto di vista ambientale, economico, sociale, culturale, con un potenziale espressivo sistematicamente quadruplicato, per ogni tappa. Questo meccanismo laborioso, che investe gli elementi fisici e quotidiani dello spazio umano costruito, genera un’immagine concreta della qualità

urbana, restituita attraverso uno sguardo integrato ed una dimensione dell’audit civico, con note di senso prevalentemente oggettive e collettive. Gli scout sono un microcosmo di cittadini viaggianti che genera un’osservazione partecipante. I dati raccolti sono di tipo qualitativo e tracciano un racconto sintetico e puntuale. La loro analisi ne ha comportato la trasformazione in dati quantitativi. Gli elementi rinvenuti sono stati raggruppati in 30 categorie tematiche riconoscibili, con una pesatura di ogni fenomeno rilevato. La raccolta e la decodifica si fondano sulla percezione degli esploratori, per una prima strada di fusione tra fattori qualitativi e quantitativi. L’analisi avviene con il software SPSS, mentre per la rappresentazione cartografica è utilizzato il software GIS. Dall’analisi dei punti di forza (gli aspetti positivi interni al territorio) emergono con maggiore consistenza quelli relativi ai fattori ambientali (122,9%), seguiti da quelli sociali (47,9%) e da quelli economici (45,5%). I fattori culturali si aggiudicano un peso inferiore (29,7%). I valori ambientali parlano di verde pubblico o privato (54,6%), di infrastrutture stradali (15,9%), di infrastrutture pedonali (13,6%) - i marciapiedi in buone condizioni – e di edifici privati recentemente

restaurati o di nuova costruzione (6,8%). I valori sociali riguardano nella prevalenza i luoghi della socialità (31,8%), come i campi di calcetto privati in via Sarcone, la villa di viale Roma, i piccoli parchi gioco attrezzati in piazzetta Amendolagine e nella zona Chicoli. Seguono gli studi professionali ed i luoghi pubblici (4,6%); questi ultimi si riferiscono alla presenza generazionale per le vie della zona, connotandone una valenza positiva, in quanto sintomo di vivacità dell’ambiente esterno. I valori economici sono attribuiti al commercio: alla presenza di esercizi commerciali di varia natura, in particolare lungo viale Roma e con sporadiche presenze nelle zone più interne all’area di indagine. I valori culturali sono identificati nei luoghi della cultura (11,4%): il caffè letterario Dada, il cinema, la sede del gruppo scout. Questi luoghi si localizzano nella zona più centrale della città (largo Pappagallo), mentre sono del tutto assenti nelle zone periferiche. I punti di debolezza, tutti gli aspetti negativi interni al territorio fanno riferimento agli aspetti ambientali (143,2%), a quelli sociali (100%), economici (34%) e culturali (25%). Le debolezze ambientali riguardano uno scarso decoro urbano (49,9%), il rispetto del codice stradale (15,9%), gli edifici privati non utilizzati e le infrastrutture pedonali assenti (13,6%).

59 9. 16 - 25 maggio 2011 - l'esplorazione urbana degli Scout

La Guida e lo Scout pongono il loro onore nel meritare fiducia. La Guida e lo Scout sono leali. La Guida e lo Scout si rendono utili e aiutano gli altri. La Guida e lo Scout sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout. La Guida e lo Scout sono cortesi. La Guida e lo Scout amano e rispettano la natura. La Guida e lo Scout sanno obbedire. La Guida e lo Scout sorridono e cantano anche nelle difficoltà. La Guida e lo Scout sono laboriosi ed economi. La Guida e lo Scout sono puri di pensieri, parole ed azioni. Legge AGESCI


Tab. 3 Opportunità Categorie Ambientali % verde 25

60

Luoghi della socialità 22,7

Categorie Economiche % Commercio 20,5

Edifici privati 4,6

commercio 2,3

Edifici privati 4,5

Igiene urbana 2,3

Codice stradale 2,3

Codice stradale 2,3

Barriere architettoniche 2,3

Barriere architettoniche 2,3

mobilità 4,6

Luoghi pubblici 2,3

parcheggio 4,5

Valori tradizionali reli- 2,3 giosi

Categorie Culturali % Luoghi della socialità 2,3 Luoghi della cultura 22,8 Edifici privati 2,3 formazione 2,3

formazione 2,3 Decoro urbano 2,3

totale 45,6 R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

Categorie Sociali %

34,2

26

32

Tab. 4 Minacce Categorie Ambientali %

Categorie Sociali %

Categorie Economiche %

Categorie Culturali %

Verde 2,3

Luoghi della socialità 4,5

Luoghi della cultura 2,3

Commercio 2,3

Codice stradale 4,5

Codice stradale 4,6

Edifici privati 2,3

Parcheggio 2,3

Edifici privati 2,3

Comportamenti indivi- 2,3 duali dannosi

Igiene urbana 2,3

Infrastrutture pedonali 2,3

Barriere architettoniche 6,8

Mobilità 2,3

Infrastrutture pedonali 4,5

Parcheggio 2,3

Mobilità 4,5

Condizioni abitative 2,3

4,6

4,6

Parcheggio 6,8 Decoro urbano 9,1 Luoghi pubblici 4,5 Infrastrutture stradali 6,8 Infrastrutture urbane 4,6

totale 59

20,6


I fattori negativi dell’economia riguardano essenzialmente il commercio (29,5%), in termini di assenza di esercizi di vendita e di diversificazione degli stessi, mentre quelli culturali si riferiscono in prevalenza all’assenza di luoghi di diffusione della cultura (18,2%). Gli elementi negativi sono distribuiti prevalentemente nelle zone interne e si riferiscono all’area compresa tra viale dei Garofani e la zona Chicoli. Le opportunità hanno un peso maggiore per i caratteri ambientali (45,6%) e si riferiscono in maniera considerevole al verde (25%), alla possibilità di riqualificare le aree verdi abbandonate o poco curate e, in egual misura, alla mobilità e agli edifici privati (4,6%). Per mobilità si intende principalmente chiusura del traffico in alcune vie, mentre l’opportunità relativa agli edifici privati è intesa come ristrutturazione con ricadute positive negli altri settori. Le opportunità sociali (34,6%) si riferiscono prevalentemente ai luoghi della socialità (22,7%), intesi sia come attivazione e costituzione concreta di luoghi di aggregazione giovanile, sia come maggiore cooperazione tra le associazioni di promozione sociale già presenti sul territorio.

Gli aspetti sociali hanno ricadute su quelli culturali (32%), proprio perché si riferiscono maggiormente ai luoghi della cultura (32%). Luoghi della socialità e luoghi della cultura acquisiscono una doppia valenza: l’aumento dell’aggregazione e la diffusione della conoscenza nello spazio, con atteggiamenti collettivi positivi nel lungo periodo. Peso inferiore, rispetto agli altri, assumono i caratteri economici (26%): riguardano il commercio in senso stretto (20,5%) e gli edifici privati con fini commerciali (4,5%) Le minacce sono riferibili in maniera sostanziale agli aspetti ambientali (59%) e a quelli sociali (20,6%); gli aspetti culturali ed economici hanno un peso decisamente inferiore (4,6%). Le minacce ambientali abbracciano in maniera essenziale il grande tema della mobilità, distribuito in modo uniforme (6,8%) in: barriere architettoniche, parcheggio e infrastrutture stradali, fattori complessivamente riferibili a soste e parcamenti irregolari, tali da peggiorare la viabilità. In misura congrua (4,5%), le minacce riguardano il codice stradale e le infrastrutture pedonali, per una cartellonistica in pessime condizioni e per strade progettate in modo poco virtuoso, con possibili rischi negli attraversamenti pedonali. I fattori di dimensione sociale riguardano: il codice stradale (4,6%), per le possibili conflittualità causate dalla presenza di

dissuasori e di parcheggi irregolari, i luoghi della socialità (4,5%), il timore che i pochi luoghi attivi possano chiudere, come nel caso dei campi di calcetto in via Sarcone, che attraggono un numero considerevole di giovani dall’intera città. Rilevate e percepite dal gruppo scout, in modo decisamente inferiore, sono le minacce culturali (4,6%) che si riferiscono principalmente all’assenza di vita culturale. Quelle economiche (4,6%) parlano del commercio, per l’assenza di esercizi commerciali ad uso quotidiano, con un conseguente spostamento degli abitanti in altre zone della città.

61 9. 16 - 25 maggio 2011 - l'esplorazione urbana degli Scout

Le debolezze sociali interessano i luoghi della socialità (41%) - del tutto assenti nei percorsi 3 (area del PIRU) e 4 (zona Chicoli) - l’illuminazione pubblica (13,6%), gli edifici privati (11,3).


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi

62


9.2 Schede di valutazione della qualitA` urbana

Gli scout arricchiscono su tre percorsi pilota la ricognizione compilando le griglie di monitoraggio diretto della qualità urbana recentemente utilizzate nell’ambito della Linea di Attività sulla Valutazione Civica del Progetto Formez PON Governance, attuato con il Dipartimento della Funzione Pubblica12. 12 La sperimentazione è stata avviata ufficialmente il 20 gennaio 2010. Ha riguardato 14 città delle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia ed è stata focalizzata sul tema della “qualità urbana” - intesa come qualità degli ambienti in cui i cittadini si muovono, vivono, socializzano, lavorano. I cittadini-monitori hanno raccolto dati e informazioni in alcuni quartieri e spazi delle città coinvolte, sia attraverso l’osservazione diretta sia attraverso interviste e materiali messi a disposizione dalle amministrazioni locali. Cfr. sul sito internet del Formez oppure visualizza il QR-Code qui a fianco.

Tappe: via/largo Pappagallo, De Sario, Brin, De Lucia, Bisceglie, Tamborra, Settembrini

56 Minacce relative alla sicurezza:

vandalici e da escrementi di animali domestici)

• 32 alberi pericolanti

decoro urbano:

• 23 parcheggi irregolari

• le pareti degli altri edifici e le altre superfici pubbliche sono generalmente rispettate

• 8 automobili in doppia fila • 33 impossibilità a proseguire il cammino seguendo i percorsi pedonali • 62 barriere architettoniche

rifiuti solidi urbani:

• i cassoni della spazzatura sono distribuiti in modo coerente, • ma non esiste servizio raccolta differenziata

presenza di rifiuti in strada: • sporadica presenza di piccoli rifiuti fuori dai cassoni

igiene complessiva delle strade: • presenza di alcuni rifiuti, ma senza porre problemi al percorso di auto e pedoni

qualità delle aree verdi: • le aree verdi sono poco curate con alcuni segni di degrado • (ridotte e degradate da atti

marciapiedi)

disponibilità di mezzi pubblici da e per la zona monitorata: • su corso Vittorio Emanuele una navetta urbana

stato dei marciapiedi:

segnaletica di base (segnaleti-

• i marciapiedi sono in buono stato di manutenzione (presenza di alcuni marciapiedi degradati facilmente identificabili)

ca che aiuta il cittadino e il passante ad orientarsi in riferimento ai principali luoghi della città):

illuminazione pubblica: • 9 lampioni spenti o non funzionanti (alcuni sono datati e non hanno protezione)

superficie oscura: • Le zone oscure del percorso sono limitate e si possono facilmente evitare (zone oscure in corrispondenza dei lampioni datati)

deflusso e regime delle acque: • quando piove si formano numerose pozze d’acqua ed il traffico rallenta leggermente (in particolare vicinanze incroci e/o

• in qualunque area principale della zona è possibile orientarsi grazie ad una segnaletica visibile e chiara.

tempo libero e sport: (numero delle aree che permettono di fare attività sportiva all’aria aperta ed occupare il tempo libero)

• campo da calcio

Traffico autoveicoli: Lunedì [n. 3 ingorghi / 2 ore] Martedì [n. 3 ingorghi / 2 ore] Mercoledì [n. 3 ingorghi / 2 ore] Giovedì [n. 3 ingorghi / 2 ore] Venerdì [n. 3 ingorghi / 2 ore] Sabato [n. 3 ingorghi / 2 ore] Domenica [ n. 1 / 1 ora]

63 9. 16 - 25 maggio 2011 - l'esplorazione urbana degli Scout

Percorso 1 squadriglia dei Tori


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Squadriglia delle Pantere Tappe: vie/largo Roma, Sarmi, Asti, Acton, Bertani, Rattazzi, Carignano, Ricasoli, Brancaleone

12 Minacce relative alla sicurezza • 1 marciapiedi divelti • 10 buche/voragini sul manto stradale • 1 mancanza di contenitori per la raccolta differenziata 6 automobili in doppia fila

rifiuti solidi urbani – presenza e qualità del servizio:

• i cassonetti della spazzatura sono pochi e non servono l’intera area

presenza di rifiuti in strada: • i rifiuti lasciati fuori dai cassonetti recano intralcio al passaggio di auto e pedoni • vari casi di rifiuti che fuoriescono dai cassonetti

igiene complessiva delle strade:

Percorso 3 Squadriglia delle Volpi Tappe: vie/largo Torino, Tatulli, Alessandria, Federico II, Garofani, Asti, Sarcone

• strade e marciapiedi non permettono un percorso agevole; presenza di escrementi canini, etc. Attenzione quando si cammina e si guida

qualità delle aree verdi: • le aree verdi sono poco curate con alcuni segni di degrado

decoro urbano:

superficie oscura: • le zone oscure del percorso sono limitate e si possono facilmente evitare

deflusso e regime delle acque: • quando piove le strade si allagano regolarmente; il traffico viene rallentato, ma non si blocca

• le pareti degli edifici e le altre superfici pubbliche sono generalmente rispettate

disponibilità mezzi pubblici da e per la zona monitorata:

stato dei marciapiedi:

• cimitero (n. mezzi 1)

• i marciapiedi presentano una scarsa manutenzione,

• Ruvo di Puglia (n. mezzi 1)

• ma sono comunque agibili nella maggior parte dei casi

segnaletica di base: (segnale-

illuminazione pubblica: • 1 lampioni spenti o non funzionanti

• Molfetta (n. mezzi 1) tica che aiuta il cittadino e il passante ad orientarsi in riferimento ai principali luoghi della città)

• presente soltanto in pochi casi e non ben visibile

23 minacce relative alla sicurezza

senza ostacoli al percorso di auto e pedoni

deflusso e regime delle acque:

• 6 marciapiedi divelti

qualità delle aree verdi:

• 15 buche/voragini sul manto stradale

• poco curate con alcuni segni di degrado

• quando piove si formano alcune pozze d’acqua ed il traffico sensibilmente rallenta

• 2 edifici abbandonati

decoro urbano:

• 20 automobili in doppia fila

• alcune superfici occultate da manifesti, scritte spray ed analoghi atti di vandalismo

• 8 impossibilità a proseguire il cammino seguendo i percorsi pedonali

disponibilità mezzi pubblici da e per la zona monitorata: • viale dei Garofani (n.mezzi 1) • viale Federico II (n. mezzi 1)

• degrado visivo evidente

segnaletica di base:

rifiuti solidi urbani:

stato dei marciapiedi:

i cassoni sono distribuiti opportunamente ed esiste un servizio di raccolta differenziata

• scarsa manutenzione, ma prevalentemente agibili

• non ci sono segnali ben visibili che indichino come raggiungere i luoghi più importanti

presenza rifiuti in strada: • vari casi di rifiuti che fuoriescono dai cassoni

igiene complessiva delle strade: • presenza di alcuni rifiuti, ma

illuminazione pubblica: • 4 lampioni spenti o non funzionanti

superficie oscura: • le zone oscure del percorso sono limitate e si possono facilmente evitare

65 9. 16 - 25 maggio 2011 - l'esplorazione urbana degli Scout

Percorso 2


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9.3 25 maggio 2011, Metaplan degli scout, l'Impronta della qualitA` urbana Gruppo di lavoro: Paolo Altamura, Cristina Berardi, Pietro Berardi, Francesca Chiapparini, Marcella Chiapperino, Carla De Chirico, Concetta De Chirico, Paola De Chirico, Raffaella De Chirico, Teresa De Sario, Martina De Scisciolo, Leonardo De Vanna, Giuseppe Giaco, Giorgio Iannelli, Laura Pellegrino, Marco Ruggiero, Mirko, Maria Pia Tatoli.

S, Punti di forza dello spazio urbano locale

• locali sfitti in largo Pappagallo • le aree libere non consentono il gioco • deposito carburante come vuoto urbano • mancato utilizzo dei locali vuoti della Diocesi • palazzetto dello sport non in condizioni ottimali

dismessi privati • spazi liberi da riutilizzare • piste ciclabili disponibili ma occupate • potenziamento di concorrenza etica per le attività economiche

Comportamenti umani individuali dannosi:

• aree incolte • aree di margine abitative su fronte rurale incolte e inquinate • spazio libero incolto su via Torino

Luoghi della socialità: • caffè letterario • palazzetto dello sport molto utilizzato ma periferico • campetti sportivi • oratorio con strutture sportive e ricreative • villa comunale e parco comunale: presenze ambientali e sociali pregiate • cinema

Formazione: • Scuola Pappagallo

Qualità urbana fisica: • via Sarcone molto illuminata • strade molto larghe

W, Punti di debolezza dello spazio urbano fisico Infrastrutture per la mobilità inadeguate: • barriere architettoniche • pista ciclabile non adeguata • molto traffico sull’extramurale • poco parcheggio nell’area del mercato rionale

Degrado urbano: • strutture inagibili: ex magistrale • bassa igiene nella gestione dell’area di vendita nell’area del mercato • reti viarie con buche diffuse

• macchine in doppia fila • carenza di senso civico • poca sensibilità per la raccolta differenziata • troppe macchine per brevi tragitti • noncuranza del divieto di transito su via Acton

Scarsa produttività: • non esistono servizi commerciali significativi • bassa concorrenza fra le attività economiche • le associazioni come gruppi chiusi, limitate ai soci fondatori

O, Opportunità dell’ambito urbano Vuoti urbani da valorizzare: • nuove destinazioni culturali per le strutture della Diocesi • utilizzo delle strutture private su largo Pappagallo • valorizzazione degli edifici

T, Minacce dell’ambito urbano

L’impronta etica finale, conferita al R.U.Lab dagli scout, è un trasferimento dell’identità fondativa di Baden-Powell nel lemma della rigenerazione urbana partecipata. Il gruppo sceglie le definizioni.

La rigenerazione urbane è: ...lasciare il mondo un po’ migliore di come l’hai trovato ...rispettare l’altro ...curare la felicità facendo felici gli altri ...sentirsi parte di un gruppo e lavorare per esso ...collaborare e cooperare ...educare alla legalità ed alla cittadinanza attiva.

67 9. 16 - 25 maggio 2011 - l'esplorazione urbana degli Scout

Al termine dell’esplorazione, si attua il Metaplan della Qualità Urbana, per un ragionamento collettivo sul sistema delle esperienze. Questi in sintesi i temi emersi nell’ambito di riferimento:


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10 20 maggio 2011 l'incontro con il comitato degli abitanti dell'insediamento Fracchiolla

I principali punti di interesse del gruppo sono su via Torino, nella piazza su via Tatulli, dentro il parco previsto. Sulla forma progettuale è esplicito il conflitto, ma questo viene declinato con una focalizzazione dell’identità concreta dei problemi. Per questo, la modifica di via Torino nasce come cluster e le forme attuali urbane che progetto vuole cambiare come valori da tutelare.

La voce del comitato è definitivamente testimoniata da un pannello dedicato.

Gruppo di lavoro: Nicola Annese, Francesco Cagnetta, Michelangelo De Chirico, Gaetano De Leo, Giuseppe De Nicolò, Francesco Gigli, Vincenzo La Gola.

W. I punti di debolezza nel PIRU

• incrementa la difficoltà di movimento nei percorsi casa scuola

• con la fontana AQP è un luogo di ristoro (S)

L’interruzione di via Torino prevista dal PIRU è un problema

• quando piove (C)

La forma di Via Torino:

• per possibili complicazioni nell’uso “veloce” del percheggio sotterraneo (A)

• consente collegamenti veloci: è un’arteria essenziale (A)

• aumenta il rischio di incidenti stradali in angolo via Torino-via Tatulli (A) • aumenta il rischio per la proprietà privata (A)

S. Via Torino e la piazza su Via Tatulli hanno qualità e valore unitario:

• il diverso accesso alla scuola può incrementare il flusso su via Torino (A)

La forma della piazza su via Tatulli

• genera un angolo chiuso con conseguente rischio sociale (S) • determina perdita di valore economico legato alle singole abitazioni (E) • riduce le comodità abitative (E) • incrementa il rischio di diminuzione del libero parcheggio a raso (E)

• consente il libero parcheggio degli abitanti (E)

Il tema del parco: i fattori critici • l’incerta tutela del verde previsto dal progetto (A)

• con via Torino consente la fluidità dei percorsi (A)

• i costi di manutenzione del verde (E)

• è un luogo di incontro a scala urbana (S)

• la sostenibilità nel tempo del parco verde (A)

• costruisce nessi e scambi con parti diverse della città (E)

• la sicurezza sociale degli spazi verdi (S)

• è centro sociale intergenerazionale (S)

69 10. 20 maggio 2011 - l'incontro con il comitato degli abitanti dell'insediamento Fracchiolla

Al R.U.Lab si ragiona sulle ipotesi morfologiche del PIRU con un metaplan dei problemi e delle debolezze, costruito in dettaglio dagli abitanti, per migliorare il progetto di intervento, dal punto di vista ambientale, sociale, economico, culturale.


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11 22 maggio 2011 Metaplan degli stakeholders

Le persone rispondono a tre domande fondamentali. Quali valori curare? Quali problemi risolvere? Quali relazioni curare fra ambito del PIRU e città? L’azione è la Rigenerazione Urbana. I codici colore sono costanti: economia, società, ambiente, cultura. Consentono di percepire lo sfondo identitario delle singole cose importanti, il tono e il senso. I colori si possono spostare, perché spesso, per vedere meglio, occorre cambiare il punto di vista. Poi, un pezzo dei ragionamenti si infittisce, fissandosi sulla carta, in nuvole e tragitti di relazioni. Il gruppo verifica una costante appartenenza di ogni aggregato-nuvola alla scala del PIRU (scala del progetto - SP).

W. Quali problemi la rigenerazione urbana deve risolvere? Fruibilità e sicurezza: • insufficiente fruibilità architettonica e sociale adeguata al contesto (A) • inadeguatezza degli edifici alle esigenze sociali e culturali dei cittadini (A) • atti vandalici nella zona del PIRU (ex istituto Magistrale) (A)

Accesso dei ragazzi alle strutture sportive: • pochi spazi dedicati ai ragazzi (S)

Gruppo di lavoro: Oronzo Ambrosini, Pierluigi Auricchio, Renato Brucoli, Massimiliano Chiapperini, Marino Ceci, Arcangelo Fumarola, Giorgio Iannelli, Vito De Leo, Domenico Malerba, Gioacchino Malerba, Nicolò Marziale, Teresa Marziale, Michele Mininni, Marina Santeramo, Mario Stragapede, Luciano Tedeschi, Carla Tricarico, Luigi Vendola

• non ci sono strutture per la pratica sportiva gratuita (S)

• di centri multimediali di promozione identitaria (E)

• le infrastrutture sportive pubbliche non sono realizzate (A)

Aggregazioni associative e spazi dell’integrazione sociale:

• poche aree verdi attrezzate (A)

Carenza delle aree verdi: • scarse aree per usi sociali di cittadinanza (C) • non ci sono aree verdi per gli animali (A)

• pochi luoghi di scambio aggregativi (C) • inesistenza di spazi di quartiere per medicina territoriale e per l’handicap (S)

Carenza di contenitori di promozione culturale:

• inesistenza locale di incubatori di riferimento per le associazioni (C)

• di strutture fisiche di formazione artistica e culturale (C)

• bassa interazione cooperante per attività di cittadinanza attiva (C)

71 11. 22 maggio 2011 - Metaplan degli stakeholders

I cittadini sono portatori di interessi. Curano valori e affrontano problemi. I punti di vista sono diversi. Ragionare insieme con un metaplan serve a porre il gruppo sullo stesso piano, legando le cose essenziali di ognuno in grappoli di senso per tutti. L’architetto Francesco Gianferrini racconta il progetto di rigenerazione, riflettendo insieme ai presenti sui problemi e sulle soluzioni.


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Spazi con finalità economiche insufficienti:

• l’istituzione della Consulta per l’Ambiente (A)

• valorizzare gli itinerari storici e artistici identitari (C)

• inesistenza di spazi dedicati a realtà economiche locali (E)

• la cura delle associazioni come cellule fondamentali per la crescita urbana (C)

• valorizzare le culture presenti nel territorio (C)

• il bilancio partecipativo per l’uso delle risorse (E)

Nei problemi è evidente la relazione fra fruibilità, accesso allo sport e dimensione del verde.

• una comprensione collettiva degli strumenti di partecipazione per una prassi continua (C)

Un forte legame è reso dalla relazione fra indisponibilità delle aree verdi, dimensione associativa e contenitori culturali. La prevalenza delle questioni si manifesta come sistema di carenze.

• laboratori per lo sviluppo sostenibile intergenerazionale (E)

S. Quali valori la rigenerazione urbana deve curare? Dimensione della Governance. La legalità ne è attributo fondamentale. La costruzione della governance e dei valori della legalità è un fatto plurale che si attua attraverso un sistema superiore e coordinato di azioni:

• il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi nella progettazione (C) • l’utilizzo di strumenti e materiali ecosostenibili (A) • il Consiglio Comunale dei Ragazzi ed il Forum dei Giovani per definire strategie (A) • l’applicazione degli istituti di partecipazione previsti a livello comunale (C)

Dimensione intergenerazionale come coinvolgimento. Le pratiche della lettura, nello spazio e nel tempo, sviluppano il coinvolgimento intergenerazionale e l’integrazione sociale. Tramandare e trascrivere è parte della scala temporale del coinvolgimento. Riguarda la comunicazione e l’apprendimento dalle esperienze formative narranti. Il deposito patrimoniale maggiore è nella quotidianità umana degli anziani. I ragazzi vedono e “sentono”: l’educazione attraverso gli esempi è un meccanismo fondamentale. L’ascolto è una pratica generativa. L’ascolto attivo è fondazione delle prassi di partecipazione permanenti.

Quali relazioni curare fra ambito del PIRU e città? Identità:

Commercio: • favorire l’insediamento commerciale locale (E) • attivare l’area del PIRU per uno sviluppo delle attività commerciali su scala urbana (E)

Parcheggi e mobilità: • non peggiorare la viabilità della zona (E) • valorizzare le reti esistenti (S) • potenziare la mobilità sostenibile (A) • sviluppare modalità convenienti per i parcheggi interrati (S) • sviluppare modalità semplici per i parcheggi interrati (S)

Servizi socio-sanitari: • favorire i servizi alla persona (S) • migliorare l’offerta dei servizi socio-sanitari pubblici a più scale (S) • istituire strutture socio-sanitarie zonali (S) • razionalizzare gli spazi di medicina territoriale (S)

73 11. 22 maggio 2011 - Metaplan degli stakeholders

• poche attività commerciali (E)


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12 Ragionare con chi abita muro nomade a crescita continua S – società), per chiarire l’impronta della nuvola. Molti temi sono contestualmente individuati in ortofoto, sul tavolo dei segnali, e transitino nel muro come questioni generali cooperanti.

Un primo team di abitanti definisce il sistema di orientamento cognitivo. Il muro nomade è una mappa ed un albero di nuvole che cresce al R.U.Lab dal 27 maggio in poi, alimentato dalle persone. Ci sono crescite improvvise e terremoti. Ci sono crescite più lente: le persone entrano e aggiungono legami, punti dispersi, collegamenti, documenti.

Gruppo di lavoro generativo: Francesco Camporeale, Tommaso Carnicella, Giuseppe De Nicolo, Umberto Faccagina, Vitangelo Fontana, Pasquale Memola, Francesco Ricciotti, Antonio Rubini.

Tutti utilizzano i codici del R.U.Lab (A - ambiente, E - economia, C - cultura,

Primo Sistema Narrativo, problemi del quartiere (W) Aggregazione sociale: I giovani non hanno poli di aggregazione (S), gli anziani non hanno luoghi di aggregazione (S).

Barriere urbane e basso insediamento economico: La connessione con il centro ha barriere significative. La zona più densa su via Torino, alle spalle dell’ambito del PIRU, è una sacca, un’area chiusa, con un bassissimo stimolo all’insediamento delle attività economiche.

Barriere, orografia e percorsi a imbuto: la singolare distribuzione abitativa su via Garofani, assieme alla minuta orografia, genera barriere architettoniche insuperabili fra fabbricati interposti, stalli e passaggi a imbuto (S, A).

Proprietà delle aree di pertinenza: non c’è chiarezza sulla proprietà, se pubblica o privata, delle aree pertinenziali in via Garofani e sul collegato sistema di obbligazioni, responsabilità, usi consapevoli dello spazio (A).

Pratiche di mobilità: chi accompagna i figli a scuola non riesce a sostare (S); ci sono cattive abitudini nell’uso dei mezzi propri (C).

Vita sociale: le famiglie affidano totalmente alla scuola e alle parrocchie la vita sociale; le aggregazioni quotidiane notturne giovanili sono sgradevoli (S, C). Rischi periodici: quando ci sono le giostre, le aree d’ambito diventano parcheggio e aumenta il rischio igienico (A)

Secondo Sistema Narrativo, valori del quartiere (S) Paesaggio verde: un discreto polmone di definizione per il sistema abitativo; essenze arboree locali tipiche; un sistema minuto da conservare come forza del progetto (A).

Voci del Mercato: le voci del mercato sono un fatto identitario; il mercato rionale è un’abitudine di vita; la vicinanza del mercato rionale è un fatto necessario (S). Spazio informale di aggregazione umana: il sistema abitativo e la connotazione verde favorisce gli incontri informali dei ragazzi e lo stare insieme (S).

Terzo Sistema Narrativo, potenziare i collegamenti fra l’area del PIRU e l’ambito urbano:

Potenziare il TPL: Rivedere il trasporto pubblico locale in funzione del nuovo impianto; inserire nuove fermate; definire percorsi circuito e a tessuto di natura ciclopedonale;

Curare gli attraversamenti l’identità stradale: canalizzare i punti di attraversamento. Curare l’identità delle“strade interne” per viale dei Garofani e via Federico II.

Quarto Sistema Narrativo, problemi del progetto: Permeabilità trasversale: valutare i percorsi e l’attraversamento da viale dei Garofani a via Torino; verificare il sistema a tessuto dei collegamenti.

Estetica del paesaggio: approfondire i valori estetici e paesaggistici del progetto e le sue relazioni con il quartiere.

75 12. Ragionare con chi abita, muro nomade a crescita continua

Gli abitanti costruiscono il sistema della conoscenza. Alcuni di questi, che vivono fra Viale dei Garofani e Viale Federico II, trovano l’invito del R.U.Lab e si incontrano per ragionare sui problemi e sui valori del contesto, sui problemi che il progetto potrebbe suscitare, sui collegamenti fra quartiere e la zona d’intervento. Nasce una mappa cognitiva a più voci, dove le questioni sono codificate.


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Words create worlds. (Miguel Ruiz)

Quando riguardo le foto di un workshop EASW sono sempre sorpresa dal fatto che un sacco di gente sorrida.

13 ASW. Terlizzi 2021, Il futuro E` ora! Un percorso ispirato all'European Awareness Scenario Workshop

(Yvonne Van Delft)

Sei appena arrivato nel 2021, a Terlizzi. Il tuo compagno ti ha preceduto da qualche tempo e ha dato un’occhiata. Che cosa è successo? Raccogli la sua testimonianza. Narra le cose più importanti che ha visto. Uno scenario catastrofico! “Tutto grigio. Niente colori. Cielo nero. Corridoi stretti, in cui la gente cammina in fila. Sussulta ogni volta che si tocca. Molti vetri riflettono: chi sta dentro vede quello che sta fuori. Chi sta fuori avverte solo infissi e vetro. Non c’è più legno. Uno scenario straordinario! I giardini sono i luoghi dei frutti perduti. Le piazze sono profumate, con fontane. E a misura di bambino. ASW, dai fogli di reportage

R.U.Lab, Martedì 7 giugno 2011. Un team di coppie di piloti a bordo di macchine del tempo per viaggi paralleli, nella Terlizzi del 2021. Vanno fuori, dentro gli immaginari probabili. Partono dal paesaggio di oggi per esplorare quello che potrebbe avvenire domani. Viene utilizzato uno Scenario Zero: un doppio sistema d’inquadramento, un’analisi di contesto di livello generale ed una di scala locale, desunte dall’area vasta (fonte:AV BA2015).

Gruppo di lavoro: Michele Berardi, Assessore LL.PP. Comune di Terlizzi, Maria Teresa Boragine – Psicologa, Margherita Bufi, Dirigente Istituto Don Pappagallo, Antonella Caldarola – Dirigente ASL Consultorio Familiare di Terlizzi, Nicola D’Aniello – UPSA Confartigianato, Giampaolo De Donato – Funzionario U.T.C. Terlizzi, Damiano De Lucia – Operatore Terapeutico, Francesco Di Palo – Resp. Ufficio Comunicazione Pubblica Comune di Terlizzi, Francesco Gianferrini – Dirigente Settore Urbanistica Comune di Terlizzi, Grazia Paduanelli – Confcommercio. Due i futuri possibili: uno catastrofico ed uno straordinario. Tornate indietro, le coppie si raccontano i futuri. Si intervistano. Esplorando futuri, praticano una ricerca-azione singolare. Ognuno è un reporter privilegiato dei futuri dell’altro. Sceglie i fatti significativi. Quelli dell’altro, da curare e trasferire in un sistema coerente per forza di gruppo, collettività e senso plurale. Il meccanismo serve ad ascoltare i mondi possibili che scaturiscono dalle strade del presente. La dimensione temporale ampia svincola dalle contingenze e trasferisce i piloti dentro la migliore prospettiva possibile: la visione condivisa, lo scenario strategico ultimo di convergenza, bilanciato da un sistema concreto di minacce sopravvissute.

Ogni coppia trasferisce in sintesi i fatti dominanti catastrofici e straordinari sui fogli mobili colorati, con il rispetto del codice cromatico. Questi aggregati nebulosi finiscono in due opposti contenitori di immaginari paralleli: Da essi il gruppo attinge, per la restituzione della migliore visione condivisa di futuro. Con questa fisica, che esplora l’orizzonte remoto, si stabilizza una bussola di navigazione, utile ad assestare i possibili progetti futuri, conferendo loro casa e ragionevole collocazione. Le catastrofi dell’involuzione e le speranze visionarie sono nuvole incapsulate dentro 4 sfere dimensionali comunicanti, identiche ai codici utilizzati da tutti: economia, società, ambiente, cultura. Il mondo possibile viene allora restituito con i segni cromatici del R.U.Lab, con i legami, l’ascolto reciproco e

la cooperazione. I gruppi che funzionano, da 0 a 100 anni, sono mondi in una stanza. Anche se piccoli, rappresentano il senso. Soprattutto se svelano fatti collettivi, trasferendo radicalmente il bene comune nell’esercizio di scrittura di un manifesto radicale. Singolari sono le affinità con il mondo dell’infanzia: simile è la scrittura visionaria concreta. Analoghi sono i valori ispiratori. Le macchine del tempo, invertono il tempo. Oppure sono metafore di un reciproco avvistarsi in un altrove, che è il senso ultimo dei motori dei progetti di oggi.

77 13. ASW. Terlizzi 2021, Il futuro E` ora!

Appunti di viaggio per costruire lo scenario


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13.1 Terlizzi, 7 giugno 2021 : la visione condivisa positiva, a quattro dimensioni transitanti la Dimensione Sociale della Città

• una città culto dei sensi dove si pratica l’educazione all’ascolto tattile, per migliorare la vita. E raggiungere il settimo senso, il recupero e l’elogio della lentezza, per la sabbia che stride sotto i piedi nudi. Più cerchi, per accoglienze domestiche e relazioni • un crocevia di strade urbane dalle erbe aromatiche che invadono le mani, come tessuti di olfatto. Per tornare indietro, dai profumi dell’infanzia. Per coltivare la storia. Per andare avanti.

• un sistema di orti urbani come giardini di frutti perduti, con gli anziani, patrimonio di conoscenza

le informazioni per potenziare i prodotti • una città strategica che offre valore al futuro

• una città contagiosa, che crea contatti che genera eventi con paesi vicini, una città attrattiva e inclusiva

• una città innovativa che realizza “i disegni” dei bambini, per tunnel di quartiere, e cassetti dei sogni, apri e chiudi

• una città di tende e di case sugli alberi per scoperte e racconti a due, per cose segrete da dire da tempo, a tempo

• una città degli epicentri della socialità e dei nuovi quartieri, in net e co-working evoluto, collegati per tunnel e per cassetti

• una città che tiene i giovaniche incrementa le unioni, potenti e sociali, che potenzia

il transito nella dimensione ambientale

la Dimensione Ambientale della Città

• una città narrante per non perdere le tracce e i percorsi, sassolini bianchi per non perdere la strada. Luoghi per leggere e per ritrovare il senso. Murattori, per muri che parlano e per muri di scritture vaganti • una città disegnata a più generazioni con i quartieri attuati dall’intelligenza emotiva dei bambini, come Le Coriandoline13 • con nuovi quartieri fratellidiversi e a più scale temporali

• con spazi verdi tutori per salvaguardare il territorio, lo spazio libero e agricolo • una città tarata sul vero numero degli abitanti e sul recupero dell’abitato • una città a dimensione ecologica che cambia dagli uffici pubblici con un benessere integrale • una città dalle reti amicali veloci senza barriere, dai tessuti interscalare

di vita

il transito nella dimensione dell’innovazione culturale, passa dalla sfera sociale con reti veloci e qualità del verde di paese

79 13. ASW. Terlizzi 2021, Il futuro E` ora!

avviene con una città a tessuto dinamico, di scrittura viaggiante, collettiva urbana.

13 Coriandoline è un quartiere generato dal pensiero infantile. Visualizza il link dal QR-code.


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la Dimensione dell’Innovazione Culturale e dell’Integrazione

• una città di valore per stare insieme con vecchi giovani, per valorizzare tempo, vita e e risorse • una città a mobilità collegata per la Murgia e per il territorio agricolo, per le città e per i territori vergini

• una città progettata dai cittadini dove la proprietà pubblica è un fatto individuale • una città delle Feste Maggiori che accadono ogni giorno, con calendari quotidiani, appuntamenti festosi e banditori, dove le persone scelgono cosa fare

il transito della sfera culturale nell’innovazione economica avviene ogni giorno, come una Festa Maggiore, come in reti di feste, come interazione economica, fra pubblico e privato, con i giovani, sistema cardine • una città che cambia le vite generando servizi professionali a rotazione e integrazioni trasversali fra le competenze, fusioni, cambi-vita, cambi integrali di punti di vista • una città delle piazze cerchio con l’acqua e percorsi d’acqua, con le persone variamente abili

• una città Banca del Tempo che scambia e conserva memorie e azioni presenti, per usarle in futuro e migliorare la qualità della vita che sarà • una città giovane con più cooperative e più occupazione, per eventi con paesi vicini, per generare un futuro strategico

• una città dalle reti economiche di lavoro locale di spin-

ta, di botteghe aperte, di sistemi artigianali a tessuto creativo, con una formazione per l’unicità dei pezzi; attrattiva per i giovani, per forza di passioni infantili

il transito della sfera d’innovazione economica nella qualità sociale procede dalle piazze cerchio lungo la linea dell’acqua e dei 5 sensi, con eventi fra paesi vicini, con la cura per le passioni infantili. Ciclicità del senso, cambiamenti e transiti.

13.2 Futuro, in sintesi Il Manifesto di Futuro: ha dimensione sociale. Il Motto di visione: le radici e i frutti. Chiavi di futuro: inclusione, i bambini “disegnano” la città, tessuti dei 5 sensi per le attività umane e produttive, recupero di storie e di tracce, permeabilità di contagio e riconoscimento, oltre i 5 sensi, il 6° senso: dall’ascolto all’intuizione di futuro imminente; 7° senso: il recupero della lentezza e dell’attimo, il tempo dell’istante. Punti di forza: si rema tutti insieme nello stesso senso, nessuna a terra, riconoscimento del peso e del senso degli altri, festosità della vita urbana e politica (della porta) aperta.

Punti di debolezza (rischi): non sentirsi protagonisti, le fughe, non poterli trattenere qui, la bassa partecipazione, non trovare strategie di coinvolgimento.

81 13. ASW. Terlizzi 2021, Il futuro E` ora!

la Dimensione dell’Innovazione Economica


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14 Il tavolo dei segnali

I cittadini sono esperti. Conoscono la città in ogni sua piega perché la vivono. Sono seminatori di valutazioni. Generano il senso. Chi entra nel R.U.Lab può indicare subito e precisamente i problemi e i valori sull’ortofoto

del territorio, costruire un sistema di conoscenza plurale. Ha post-it rossi e blu. Per i problemi (W) e per i valori (S). Accade nella prima stanza, vicino alla strada. Accanto alla MetaSwot generata il primo giorno dalla Pubblica Amministrazione. Anche i fatti puntuali e unici sono declinati come questioni economiche, sociali, ambientali o culturali. Questo tono è scelto dalle persone.

15 Il R.U.Lab va al mercato

L’urbanistica è una questione di vita quotidiana. Se deve rappresentare il cambiamento deve cambiare, uscire dalle stanze e camminare a piedi. Tecnicamente questa cosa si chiama outreach. Più semplicemente è andare dalle persone. Questa rigenerazione parla di

Durante i metaplan il Tavolo dei Segnali si addensa. Accade quando le questioni dei contesti discorsivi assumono localizzazione. Tutti i post-it delle persone sono numerati progressivamente, codificati ed esposti, per restituire l’immagine viva di un contesto e un comune patrimonio.

83 14. Il tavolo dei segnali

E’ uno strumento di conoscenza ad aggregazione continua. E’ un punto di raccolta dei problemi e dei valori puntuali sulla scala del contesto urbano.

un mercato. Per questo la mappa va al mercato, in mezzo alla gente, alla verdura e alla frutta. Parla con i clienti e con i commercianti. E’ un tavolo tecnico a Largo Torino. Che spiega il progetto a tutti quelli che si fermano. Alla pari. E infine i mercanti raggiungono il R.U.Lab.


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14. Il tavolo dei segnali

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14. Il tavolo dei segnali

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16 L'analisi di contesto unificata per il planning for real In fase di restituzione, il sistema dinamico delle trenta bussole elaborate investe la disseminazione dei contenuti raccolti sul Tavolo dei Segnali e viene trasferita su un unico piano orizzontale, assieme al sistema dei valori e dei problemi georeferenziati durante tutti gli incontri strutturati.

89 16. L'analisi di contesto unificata per il planning for real

Mentre la dimensione strategica dell’infanzia transita per forza di valori unificati direttamente sul tavolo come impronta generativa del PIRU, gli aggregati minuti raccolti compongono una geografia fine di posizioni e un sistema-tessuto. Restituiscono un sistema di conoscenza su due scale parallele: valori e problemi della realtà, valori e problemi del programma di rigenerazione.


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17 8 giugno 2011, planning for real, planning for PIRU

Chiunque può scegliere liberamente quando partecipare. Adattiamo lo strumento del Planning for Real (Progettazione per la Realtà), con criteri operativi specifici, per rappresentare il sistema dei contributi emersi in un mese e sviluppare con le persone nuove riflessioni. Oggetto centrale dei lavori è l’area del progetto di rigenerazione urbana fra Viale Torino e Viale dei Garofani. Un tavolo operativo in scala 1:200 è aperto a nuovi depositi di contenuti ed alla convergenza dei punti di vista. Accoglie, sul suo perimetro, i principali valori strategici disseminati da 178 bambini e dai docenti dell’Istituto Don Pappagallo. Fuori, sulla lavagna del R.U.Lab, le “notizie dal tavolo” e i temi in corso di discussione. Alla destra del tavolo, il quadro di sintesi emerso, con i punti di forza e di debolezza della realtà e del progetto di partenza.

L’arch. Francesco Gianferrini, dirigente e autore della soluzione, partecipa ai lavori. Ha già adeguato il progetto di partenza:

• ripristinando il tessuto di via Torino e la continuità dello spazio verde; • ridefinendo l’assetto della palestra, per un diretto collegamento con l’Istituto Don Pappagallo. La palestra viene ruotata di 180 gradi e sensibilmente innalzata, per consentire pratiche sportive conformi alle norme sportive. Questa seconda soluzione è esposta al R.U.Lab, accanto al tavolo di planning. Durante l’intera giornata, i partecipanti operano con semplici meccanismi, ispirati al principio generale dell’interazione costruttiva, fissando nuovi contributi. Interagiscono i portatori di interessi. A vario titolo. Ragionamenti per la piazza e per il mercato: • cooperazione e possibili intese d’attuazione con il Consorzio delle Bontà: 10 commercianti uniti con Confcommercio; • concertazione dei tempi di attuazione • progettazione partecipata con il consorzio; • costruzione partecipata delle regole etiche per il funzionamento e per la gestione del mercato; • cura diretta delle aree di vendita • funzionalità dei banchi in acciaio, forniti di corrente ed adeguati

alle esigenze tecniche e pratiche della vendita • autonomia energetica • recupero delle acque reflue grigie per l’irrigazione controllata • canali di scarico di servizio proporzionati alle differenti attività • pendenze rilevanti per i deflussi d’acqua • tutela dello spazio mercatale Ragionamenti per le attività sociali affacciate sulla piazza e per il verde:

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• proposta di servizi di idrochinesi per il benessere integrale umano al piano terra degli edifici di nuova costruzione • la dimensione sensoriale verde come laboratorio dinamico del benessere • erbe officinali di interazione per il sostegno alle diverse abilità dell’infanzia • aree giardino dei cinque sensi • polo dell’infanzia urbano e diffuso nel verde • TVCC, videosorveglianza per la sicurezza diffusa degli spazi aperti

17. 8 giugno 2011 - planning for real, planning for PIRU

I cittadini trasformano la rigenerazione urbana. Al R.U.Lab si vive una giornata di progettazione partecipata aperta a tutti, dalle 9.00 alle 21.00. Una giornata di sintesi e di ultima accumulazione.

Ragionamenti sulla mobilità e sui collegamenti: • la permeabilità trasversale e i passaggi, attraverso “porte” di accesso significative, ad interazione dinamica umana; • potenziamento dei collegamenti intermodali e localizzazione strategica delle fermate


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18 Linee di Azione partecipata: un PIRU che cambia

Lo stato di inagibilità degli edifici, dell’area incolta e della piazzetta in Largo Torino, ha fatto emergere aspetti valoriali e problematici, tali da fissarli in maniera sintetica su un programma di rigenerazione che, nel suo percorso di costruzione ha assunto forme diverse rispetto al punto di partenza. L’idea progettuale iniziale, prevedeva infatti la realizzazione di un asse attrezzato in continuità con la scuola Pappagallo: un parco urbano, una palestra seminterrata a servizio della scuola nelle ore diurne e dell’intera comunità nelle ore pomeridiane, degli edifici per servizi sociosanitari in sostituzione della piazzetta, la realizzazione residenze sociali e private, l’area mercatale con stalli coperti, e due livelli di parcheggio interrato. Gli elementi critici del progetto, individuati dagli abitanti, riguardano principalmente la trasformazione della piazzetta e la pedonalizzazione su via Torino. Gli incontri hanno definito quanto questi luoghi avessero dei valori peculiari e consolidati nel tessuto sociale: un verde di quartiere piantumato dagli stessi abitanti ed un’agorà insostituibile, un luogo di incontro

intergenerazionale. L’interruzione di via Torino è letta come problema ed elemento di rischio, perché aumenterebbe il numero degli incidenti stradali, stabilendo serie difficoltà nel percorso casa – scuola (soprattutto quando piove). E porterebbe a una perdita del valore economico legato alle singole abitazioni. Attualmente la viabilità consente nessi e scambi con parti diverse della città e possiede un’estrema fluidità dei percorsi.

Il cambiamento recepito dal percorso di partecipazione è la conservazione dell’asse di via Torino e l’integrazione dello spazio verde esistente con il nuovo ambito mercatale. Qui cambia la vocazione stradale, ma la pedonalizzazione non esclude un transito regolamentato. Altra criticità evidenziata attiene al futuro parco, in termini sia di manutenzione che di sorveglianza: la tutela del verde, i costi di manutenzione, la sostenibilità nel tempo, la sicurezza sociale degli spazi. Il parco diventa luogo protetto e sinergico, un pezzo di città protetto da quattro generazioni e dalla dimensione formativa della scuola. In questa visione, la sostenibilità ambientale passa attraverso l’installazione di un impianto di fitodepurazione delle acque grigie utilizzate dai mercanti e riutilizzabili per l’irrigazione del parco. Il

verde, attualmente presente, diventa materia di progetto, evoluto, specifico e partecipato. Lo snodo essenziale del PIRU che cambia riguarda i percorsi dolci: l’apertura di maglie pedonali tali da mettere in connessione il tessuto sociale con quello urbano. Il disegno architettonico iniziale circolare dei tracciati pedonali, come guida dei percorsi del nuovo asse, viene implementato da nuove aperture verso le aree abitate, proprio nei pressi del condensarsi delle attuali “porte” al parco. L’individuazione delle “porte” è figlia di una diretta osservazione delle pratiche comuni e del coinvolgimento assiduo di cittadini che abitano il posto o che frequentano assiduamente l’attuale area mercatale. E’ un’ipotesi di nuova attenzione ai flussi di arrivo e di transito dagli abitati vicini, in particolar modo dalla fascia di palazzine che si trova tra Viale dei Garofani e Viale Federico II. Si aprono spazi di discussione e ragionamento più vasti: si guarda ai percorsi dolci come a segni importanti, capaci di connettere l’area periferica delle palazzine di tutta la zona ovest della città via Federico II e Area 167 - con il centro urbano, tagliando trasversalmente l’asse attrezzato. Nuovi percorsi dolci che attraversano il parco come connessione tra le parti di abitato, fra est ed ovest.

93 18. Linee di Azione partecipata: un PIRU che cambia

Le idee degli abitanti sui cambiamenti riguardano prevalentemente l’area del PIRU, secondo un comune sentire di interventi diretti e immediati.


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Immaginare che le strade ciclopedonali abbiano piena dignità di reti di connessione urbana in ambiti periferici è anello essenziale per l’impostazione di una nuova mobilità urbana di tipo sostenibile e un passaggio obbligato ad un nuovo stile di vita. Le strade possono tornare ad avere un ruolo socializzante come spazi in grado di esprimere la complessità della città: lungo le strade si materializza gran parte dei comportamenti degli abitanti.

Il senso del cammino si è dissolto con la cultura dello zoning, che ha isolato la circolazione dal resto delle attività urbane, rendendo la strada solo luogo del passare e non più dello stare.14 Il PIRU assume una forma integrata. Diventa trama del tessuto sociale, economico e fisico, attraverso il perfezionamento dell’am14 A. Magnier, P. Russo, “Sociologia dei sistemi urbani”, ed. Il Mulino, Bologna, 2002, p. 189.

biente, di servizi decentrati e delle politiche di rigenerazione urbana, sociale ed economica. La cooperazione tra cittadini, istituzione e tecnici definisce il lemma rigenerazione urbana come progettazione rivolta alle cose e all’immaginario, ai piedi della città (la dimensione dei cinque sensi) e alla città gigante (la scala territoriale, futura e vasta nel suo complesso), ai suoi aspetti sociali e temporali, al suo essere edificio del senso.

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L’ascolto della Ricerca Azione si conclude nei futuri possibili dei settori amministrativi, negli ambiti di un intervento integrato per l’accrescimento della qualità della vita15. Ecco alcune testimonianze 15 La qualità di vita o “benessere” della popolazione di una comunità, città o nazione, è un argomento chiave collettivo, in economia, scienze politiche, urbanistica e sociologia. Quando una città ha una buona qualità di vita, la maggioranza della sua popolazione può fruire di una serie di vantaggi politici, economici e sociali che le permettono di sviluppare con discreta facilità le proprie potenzialità umane e condurre una vita relativamente serena e soddisfatta. Cfr. Wikipedia: visualizza il link dal QRcode di fianco.

sull’identità dei settori, sulle linee strategiche future, sulla cura dei legami essenziali fra sfere di governo. L’assessore Mangiatordi e la dimensione economica: “La vocazione economica di Terlizzi è propriamente agricola, con specificità nel settore del florivivaismo, essendo anche punto di riferimento per l’intera zona barese, foggiana e, in parte, tarantina. La sua ampiezza ha fatto sì che rientrasse all’interno del Piano Strategico dell’area metropolitana. L’agricoltura è il settore fiorente con sbocchi occupazionali con particolare riferimento alla floricoltura e ha visto l’alternarsi delle generazioni. Il ricambio generazionale è quello

che sta consentendo visioni più moderne: le aziende hanno creato siti internet, hanno capito che è necessario commercializzare all’esterno. Inoltre le nuove generazioni hanno professionalità agricole, tecnicamente formate, capacità spendibili

19. Racconti strategici nel governo

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Racconti strategici nel governo


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Le future linee strategiche del settore economico convergono in due contenitori principali: il Gal e il Distretto Pugliese del Florovivaismo: “Da poco abbiamo costituito il GAL. La maggior parte dei finanziamenti sono quelli veicolati dalla Regione, dal Governo e dalla Comunità. Parlare di sviluppo in maniera strategica e lungimirante significa valorizzare il GAL, che punta alla diversificazione dell’agricoltura e alla trasformazione dei prodotti agricoli. E’ un’opportunità importante per rendere più competitivo il settore, insieme alla valorizzazione della formazione. Importante è unire agricoltura, valorizzazione del territorio e turismo, che è di tipo interattivo, che si cimenta nella raccolta delle olive. Occorre essere insieme, cooperare, uscire dalla scatola dei settori. Un segno di cooperazione a Terlizzi è la cooperativa “Agricoltura e Progresso”. E’ stato un primo tentativo ben riuscito: gente che si mette insieme, che raccoglie il prodotto e per conto dei contadini ne fa la commercializzazione su grosse catene. L’altro strumento strategico è il “Distretto Pugliese del Florovivaismo”, che ha avuto riconoscimento il 6 maggio. Impone la logica della cooperazione: mettersi insieme e guardare in grande. Il distretto vuole diffondere il settore in tutta la Regione Puglia, che attualmente ha solo tre poli: Terlizzi, Taviano, Leverano. Se c’è buona volontà, basta poco per decollare. L’Olanda sta guardando alla Puglia per il settore del florovivaismo, perché si sono inaspriti i rapporti con Israele: abbiamo un potenziale di produ-

zione che interessa agli Olandesi. Il nostro limite è nella fornitura da farsi in maniera congiunta. Altre cosa è la capacità di potenziare i trasporti. Questo non dipende dagli imprenditori ma dal Pubblico. Siamo molto deboli sulla logistica del fiore reciso, che ha una vita breve e che richiede delle basi specifiche. Noi le potremmo avere: abbiamo l’aeroporto a Bari. A volte la merce la portiamo a Latina. Agli imprenditori bisogna chiedere di credere di più nella collaborazione, al Pubblico, un’attenzione maggiore per le infrastrutture dedicate”. I legami strategici con gli altri settori riguardano il settore ambientale (per lo smaltimento dei rifiuti prodotti in agricoltura), quello culturale (per lo sviluppo del settore turistico), quello dei servizi sociali (con l’attivazione dei corsi di formazione contro la dispersione scolastica): “Con il settore ambientale ci sono strette sinergie, come lo smaltimento dei rifiuti prodotti in agricoltura, ma anche la nuova ottica del GAL è testimonianza di questa forte collaborazione. Stessa cosa avviene con l’Assessorato alla Cultura: condivido la delega al turismo, cultura e possibilità di sviluppo economico. Ci sono stati esperimenti molto belli per valorizzare i luoghi del mercato: la floricoltura è stata associata alla musica. Ci sono state le tappe di alcuni festival che sono stati fatti all’interno delle serre: c’era la cultura associata ai fiori. Per i servizi sociali la connessione è inevitabile. C’è uno stretto legame. I servizi sociali sopperiscono a mancanze che per la maggior parte delle volte provengono dall’assenza del lavoro. Abbiamo attivato un corso di formazione rivolto a ragazzi che hanno abbandonato le

scuole per conferire la qualifica di florivivaista”. L’assessore Mastropasqua definisce l’identità del suo settore: “Il settore dei servizi sociali è molto delicato nel complesso di una città. Riguarda le persone nei momenti più fragili della vita. E quei momenti arrivano all’improvviso. Per questo dai servizi sociali non passano solo i poveri e gli indigenti. Prima o poi ci passano tutti. Le fasi della vita toccano i momenti di fragilità. Ma anche nei momenti di normalità, per esempio quando i bambini vanno a scuola, il settore è trasversale rispetto a tutti gli altri aspetti della vita urbana. Trasversale perché rivolto non solo ai cittadini, ma anche a ditte, aziende, cooperative, che offrono e gestiscono servizi. È un settore che interagisce con tutti i settori. La coesione sociale riguarda l’urbanistica, le attività produttive, la scuola...” Le future linee strategiche della scala sociale sono particolarmente rivolte all’edilizia residenziale pubblica, per evitare processi di ghettizzazione dei ceti sociali e favorire un’integrazione delle classi: “Quotidianamente interagiamo con gli altri settori, è impossibile non avere rapporti di collaborazione. Un esempio è il diritto alla casa e il rapporto diretto con gli uffici tecnici. Lo sviluppo della città inevitabilmente ha ricadute sulla coesione sociale. La scelta che ha fatto Terlizzi di distribuire l’edilizia residenziale pubblica su tutte le lottizzazioni, è stata una scelta strategica, in modo da evitare le ghettizzazioni della popolazione”. I legami con le altre sfere di governo si fondano su una continua cooperazione: “La strategia è sempre fondata

97 19. Racconti strategici nel governo

anche per l’utilizzo dei fitofarmaci. Il ricambio generazionale non è solo relativo al lavoro manuale, ma attesta un arricchimento della professionalità che prima non c’era”.


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L’assessore Berardi, ragiona su Urbanistica e Lavori Pubblici: “È uno dei settori più importanti. Perché in un Comune come il nostro di 27.000 persone evidentemente l’Assessorato all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici assorbe il 70% di tutti i provvedimenti amministrativi. Attraverso l’attività edilizia si reggono le sorti dello sviluppo, perché con i tagli dei finanziamenti, gli investimenti ordinari vengono dal settore dei lavori pubblici. Grande parte e grande dispendio di forze rivestono le attività di manutenzione, come quella dei servizi scolastici, quella delle strade, dei servizi di prima urbanizzazione. Probabilmente insieme ai Servizi Sociali questo è l’assessorato di front office per le esigenze della socialità. È importante, perché disegna le strategie del futuro della città, attraverso visioni di sviluppo, predisponendo tutti quei provvedimenti che dovrebbero facilitare la crescita socioeconomica della città”.

Le future linee strategiche riguardano lo svecchiamento del Piano Urbanistico, con ricadute sul diritto alla casa e sul diritto al lavoro: “In questo secondo mandato si è messo a frutto tutto il lavoro sotterraneo del Piano Regolatore, perché avevamo uno strumento molto antico e di difficile attuazione. Attraverso un lavoro costante si è cercato di facilitarne l’attuazione. La circostanza che diverse lottizzazioni sono state approvate testimonia la bontà del lavoro fatto. Come l’edilizia privata e l’edilizia residenziale pubblica, esse daranno una risposta al problema della casa da una parte, ed una al problema del lavoro. Si è avuta un’attenzione significativa per utilizzare efficacemente tutti i finanziamenti pubblici per la realizzazione di nuove opere per la comunità. Con questo nuovo mandato si sono portati a termine appalti provenienti dal precedente e se ne sono iniziati di nuovi, con l’obiettivo di consegnarli entro la fine del tempo di governo. Con un monitoraggio giornaliero le opere sono andate tutte a buon fine, non si sono interrotte, non sono andate in contenzioso. Allo stesso tempo, abbiamo avuto un’attenzione particolare per l’edilizia scolastica. La Scuola Pappagallo è la dimostrazione di come l’Amministrazione abbia inteso investire le risorse, con un risultato evidente.

I legami strategici si integrano con il settore dei servizi sociali attraverso la realizzazione di un centro familiare. Con il settore culturale si condivide il recupero dell’ex-macello, secondo il programma regionale Bollenti Spiriti: “I legami strategici con il settore economico sono impliciti. E’ stata importante la grande sinergia e il gioco di squadra tra gli amministratori. Si sono create cooperazioni molto proficue per il futuro urbano. Con i servizi sociali si è data la possibilità di candidare progetti che sono stati finanziati, come L’Immacolata Concezione e il recupero dei locali sottostanti la scuola Pappagallo. Per quest’ultima verranno realizzati luoghi in cui famiglie e ragazzi potranno trovare persone qualificate per superare condizioni di conflitto. Con il settore culturale abbiamo ugualmente operato in sinergia, come nel caso del recupero del vecchio mattatoio MAT, che vedrà giovani attivi nella musica e nel teatro. Un altro fatto importante è stato quello della Pinacoteca De Napoli.”

99 19. Racconti strategici nel governo

su una forte collaborazione tra le persone che lavorano negli altri settori. Il bilancio di previsione ha inevitabilmente delle ricadute sulla coesione sociale. Oltre ai documenti contabili e di sviluppo della città, orientati alla coesione, ci sono le relazioni che si intrattengono quotidianamente con gli operatori agenti nel sociale”.


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20 Verso le intese. La costruzione del Patto

Una delle cose straordinarie riguardo agli eventi umani è che l’impensabile diventa pensabile. (Salman Rushdie)

La Governance è Politica Aperta. Le nuvole ne sono la metafora. Contengono la cifra del Riconoscimento, della Collettività, del Cambiamento. Il cambiamento è il senso del cantiere. Per questo, forse, ci ostiniamo a chiamare così gli spazi della partecipazione. Le decisioni partecipate sono imperfette alchimie. Per questo sono anche laboratori. Quando le cose cambiano attraverso gli incontri, avvengono trasmutazioni telluriche, stabilizzazioni del senso e si scoprono le nuove rotte.

Questo pezzo di storia deve ancora essere scritto. E’ un avvistamento e un’idea di governo. E’ una terra e un patto. Per fare un patto serve fiducia e impegno. Servono regole e obiettivi comuni. Servono i punti programmatici delle cose.

Questo è il patto di attuazione di una rigenerazione urbana scritta dalla Città di Terlizzi. Lo firma l’Amministrazione Comunale. Lo firmano tutte le persone che lo hanno costruito modificandolo, con transiti di parole e di senso, con le storie ed i racconti. Lo firmano i bambini di Terlizzi, le maestre e i genitori. Chi non lo firma non è mai ultimo e non è fuori dal patto. Questa storia lo riguarda, perché parla della vita concreta, di tutti i solchi e di ogni posto che prima o poi ospiterà le nuvole.

101 20. Verso le intese. La costruzione del Patto

Le parole delle persone, contano.


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PATTO DI ATTUAZIONE DELLA RIGENERAZIONE URBANA

Art.1 La Rigenerazione Urbana come Bussola del Futuro

1. Il processo di rigenerazione urbana è un fatto sociale. Riguarda la dimensione della Cittadinanza. E’ fondato sugli scambi di conoscenza e sui valori intergenerazionali. 2. La realizzazione di Programmi Integrati di Rigenerazione Urbana (P.I.R.U.) nella città di Terlizzi cura la dimensione ambientale e intergenerazionale, l’accessibilità di tutte le persone, la qualità dl vivere e dell’abitare e il Diritto di Sognare. 3. L’attuazione dei P.I.R.U. è fondata sull’innovazione dei rapporti umani e sul perseguimento della felicità, inteso come riconoscimento incrementale delle persone significative. 4. Gli esiti e i contenuti del processo partecipato avviato con il RULab sono gli elementi direttori per l’attuazione della Rigenerazione Urbana nel Comune di Terlizzi.

Progettazione Partecipata dei P.I.R.U.

2. La progettazione si fonda sul principio di comprensione pubblica dei problemi e dei valori dei principali beneficiari della rigenerazione urbana. I bambini, gli anziani e i soggetti diversamente abili sono intesi come principali esperti in problemi e valori. 3. I soggetti pubblici e privati, le associazioni no-profit e, più generalmente, i beneficiari o destinatari delle funzioni urbane previste dai P.I.R.U. cooperano nella definizione delle soluzioni tecniche. 4. L’impianto dei P.I.R.U. è ispirato dal riconoscimento delle funzioni a scala urbana, con particolare riferimento ai transiti pedonali e alle pratiche d’uso degli spazi pubblici.

Art.3 Primi Punti programmatici sull’area di Via Torino

1. L’intero impianto programmatico ed attuativo del P.I.R.U. di Via Torino è coerente con il mondo dell’infanzia, degli anziani, dei diversamente abili. Esso costituisce una proposta di ricucitura di funzioni a scala urbana per l’integrazione comunitaria e la qualità di vita dei residenti e dei destinatari delle funzioni stesse, migliorando le condizioni di attrattività dell’area e della città di Terlizzi e la mobilizzazione delle risorse pubbliche e private al quadro generatore degli investimenti di rigenerazione. 2. L’Istituto Don Pappagallo partecipa alla definizione della Rigenerazione Urbana nel tempo, mediante percorsi didattici dedicati per la progettazione, l’attuazione, la protezione, l’animazione e la promozione degli spazi oggetto di trasformazione e costruzione. 3. L’attuazione della piazza e del mercato parte del P.I.R.U. di Via Torino e le relative regole di funzionamento si basano sulla trasparenza, sull’etica, sulla cooperazione sociale. Il mercato promuove attività di socializzazione e di sostenibilità economica ed ambientale. 4. L’attuazione del P.I.R.U. cura la mobilità sostenibile, mediante soluzioni e sistemi di pratiche collettive. 5. Gli spazi pubblici del P.I.R.U. sono multisensoriali, promuovono la conoscenza e l’intelligenza emotiva. 6. Il P.I.R.U. persegue il consolidamento della memoria individuale e collettiva, mediante attività intergenerazionali che curino e proteggano il valore delle persone.

La Città di Terlizzi, 28 giugno 2011

103 20. Verso le intese. La costruzione del Patto

Art.2

1. I livelli di progettazione dei P.I.R.U. sono partecipati. Gli uffici comunali di competenza, mantenendo il governo tecnico ed amministrativo delle scelte possibili, aprono tavoli pubblici di confronto per l’evoluzione collettiva delle soluzioni, coerentemente con i tempi di attuazione dei programmi e delle opere previste.


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Anyway, Accessalento, la valutazione delle strutture dal punto di vista dei diversamente abili

Bauraum, case sugli alberi http://www.baumraum.de/index. php?pid=5

http://www.accessalento.it/chi.htm

Il giardino dei suoni, dei colori, degli odori e dei sapori. Laboratorio sugli spazi

Il mercato delle idee. Per una cittĂ  dai processi decisionali inclusivi. Concorso di idee

http://www.tempiespazi.it/spazi/ suoni/home.htm

http://europaconcorsi.com/ projects/27263

Le Coriandoline. Le case amiche dei bambini e delle bambine http://www.coriandoline.it/ita/index.html

Sensational Park. Nabito Arquitectura, Frosinone, 2009-11 http://www.spaziouno. org/2009/12/sensational-park/

Il giardino dei cinque sensi. Concorso di idee Ortinparco 2010, progetto finalista http://europaconcorsi.com/ projects/129976-Il-giardino-deicinque-sensi

2A+P/A progetto realizzato in spagna con i cittadini di Calaf su uno spazio residuale urbano http://www.2ap.it/en/projects/lugar_especifico/index.html


21 Biblio-linkografia del reale

Banca delle Immagini: l’album del Rulab in rete

http://www.2ap.it/en/projects/geodesign/index.html

G. Amendola, La paura diffusa e la domanda di sicurezza nella città contemporanea, in La sicurezza nella progettazione urbana, Atti del convegno, Bologna 13 Novembre 2000. G. Bachelard, La poestica delle Rêverie, Dedalo, Bari, 1972. G. Bachelard, Il diritto di sognare, Dedalo, Bari, 1987.

Formez, In Significati di governance, a cura di FORMSTAT e dello staff Linea Osservatorio Progetto Governance http://db.formez.it/fontinor.nsf/0/9 ED118F5F3010FAEC125710A00584 93B/$file/Significati%20di%20GOVERNANCE.pdf

M. Bergamaschi, M. Colleoni, F. Martinelli, La città: bisogni, desideri, diritti. Dimensioni spazio-temporali dell’esclusione urbana, ed. Franco Angeli, Milano, 2009. A. Magnier, P. Russo, Sociologia dei sistemi urbani, ed. Il Mulino, Bologna, 2002. G. Toriano, Metodi e tecniche della ricerca sociale, ed. Pensa Multimedia, Lecce.

105 21. Biblio-linkografia del reale

Geodesign, istallazione, 2a+p Architettura, Torino 2008


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Credits Molti cittadini hanno costruito scenari collettivi e paesaggi. Tanti hanno portato tasselli di mosaico, elementi grandi e piccoli, non meno significativi. Il cambiamento è la cifra del meccanismo. La vita è cambiamento.

Staff del R.U.Lab: Graziana Basile, ricercatrice sociale Cirino Carluccio, pianificatore territoriale Fedele Congedo, architetto, coordinatore del R.U.Lab Testi e immagini: Graziana Basile, Cirino Carluccio, Fedele Congedo Collaborazioni: Livianna Curri, facilitazione Donata Bologna, progetto grafico e impaginazione

R.U.Lab è il Laboratorio Partecipato di Rigenerazione Urbana

107 credits

Queste storie di legami e di incontri sono prassi dell’abitare e transiti. Equilibri fra azioni di progettazione partecipata, dall’alto in basso, e forze deboli, ugualmente essenziali e significative, che procedono, dal basso in alto. I cammini incrociati sono il luogo speciale del riconoscimento.

della Città di Terlizzi a cura di Comune di Terlizzi Soc. Coop. Ricerca & Sviluppo Si ringraziano l’Amministrazione Comunale, i tecnici e i funzionari del Comune di Terlizzi, i bambini e il personale docente dell’Istituto Scolastico Don Pappagallo, la Dirigente Prof.ssa Margherita Bufi, gli Scout del gruppo AGESCI - TERLIZZI 1, le associazioni, i professionisti, i commercianti e i cittadini che hanno costruito insieme l’esperienza.

R.U.Lab Pinacoteca De Napoli maggio - giugno 2011

rulabterlizzi.wordpress.com


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tavole NARRATIVE DEL PERCORSO

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indice

2. Il quartiere di intervento e l’area d’indagine 3. Identità fisica del R.U.Lab 4. 9 maggio 2011, l’incontro con la Pubblica Amministrazione 5. ComunicAzione come disseminAzione 6. La ricerca-Azione 6.1 La Ricerca Azione, una nota metodologica 6.2 L’ambito dell’indagine, l’osservazione diretta e i racconti degli abitanti

7. 19 maggio 2011, Commissione Urbanistica al R.U.Lab 8. R.U.Lab Primario, un Laboratorio Primario per la Rigenerazione Urbana 8.1 16 maggio 2011, Pubblica Amministrazione a Scuola 8.2 17 maggio 2011, Metaplan e Muro Nomade dei Costruttori 8.3 Muro Nomade. Identità e idee vaganti 8.4 Muro Nomade di Don Pappagallo, coscience rêveuse della rigenerazione urbana 8.5 Racconto del Muro Nomade dei 178 bambini 8.6 Bussola di Pappagallo. Anno 2016, come fiori selvatici 8.7 I punti programmatici per la scala urbana, la Bussola dal Futuro

8.8 18 maggio 2011, il Deposito delle Nuvole 8.9 18 maggio 2011, Mappa delle relazioni primarie 8.10 24 maggio 2011, R.U.Lab Primario delle maestre. Per intervenire fra scuola e parco 8.11 25 maggio 2011, R.U.Lab Primario. Planning for Real, il Posto delle Nuvole. Primo tempo. 8.12 27 maggio 2011, R.U.Lab Primario. Il Posto delle Nuvole. Secondo tempo: l’evoluzione nomade. 8.13 I punti programmatici dall’infanzia per l’attuazione del PIRU

9. 16-25 maggio 2011, l’esplorazione urbana degli Scout: Valutazione della Qualità e Bussole Viaggianti. La ricerca-azione per la ricognizione della qualità urbana 9.1. Le bussole viaggianti, l’impronta dinamica della swot e la valutazione 9.2 Schede di valutazione della qualità urbana 9.3 25 maggio 2011, Metaplan degli scout, l’Impronta della Qualità Urbana

10. 20 maggio 2011, l’incontro con il comitato degli abitanti dell’insediamento Fracchiolla

11. 22 maggio 2011, Metaplan degli stakeholders 12. Ragionare con chi abita con un muro nomade a crescita continua 13. ASW. Terlizzi 2021, Il futuro è ora! 13.1 Terlizzi, 7 giugno 2021: la visione condivisa positiva, a quattro dimensioni transitanti 13.2 Futuro in sintesi, il Manifesto

14. Il Tavolo dei Segnali 15. Il R.U.Lab va al mercato 16. L’analisi di contesto unificata per il planning for real 17. 8 giugno 2011, planning for real, planning for PIRU 18. Linee di Azione partecipata: un PIRU che cambia 19. Racconti strategici nel governo 20. Verso le intese, la costruzione del Patto 21. Bibliolinkografia del reale . Credits . Tavole narrative del percorso . Lavagna

123 indice

1. Strategie del R.U.Lab, il Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi


R.U.Lab, Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Terlizzi



R.U.lab, come fiori selvatici