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>> riccardo panata, via del Belsito 4, 63100 Ascoli Piceno IT >> e-mail: riccardopanata@gmail.com >> mobile: +39 349 5028923 Lavori Universitari Academic Works


Indice Index > Casa a patio

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Pesaro

Patio house Pesaro

> Centro culturale a Torricella

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Ascoli Piceno

Torricella cultural centre Ascoli Piceno

> Parco fluviale del Potenza

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San Severino Marche (MC)

Potenza river park

San Severino Marche (MC)

> Riqualificazione urbana

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PEEP Annunziata, SanBenedetto del Tronto (AP)

Urban regeneration

PEEP Annunziata, San Benedetto del Tronto (AP)

> Restauro di una fornace

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Cesano, Valle Castellana (TE)

Brick-kiln restoration

Cesano, Valle Castellana (TE)

> Tra le C.A.S.E. lo spazio pubblico per una nuova città Sassa, L’Aquila

Among C.A.S.E. public space for a new city Sassa, L’Aquila

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In un lotto lungo cento metri e profondo trenta vengono accostate quattro abitazioni a patio ricavate attraverso un’operazione di scavo nel terreno. Il tetto giardino, attraversabile tramite dei percorsi in trincea che duplicano gli elementi distributivi sottostanti, rende duplice e ambigua la natura della casa: da un lato l’introspezione delle varie corti e dall’altro il senso di apertura del giardino pensile i cui spazi verdi divengono una lenta conquista attraverso i vari percorsi. Unico elemento estraneo e visibile dall’esterno è la biblioteca, che diviene l’avamposto della casa e simbolicamente riferimento e guardiano della vita umana. In a hundred meters long and thirty deep lot, four patio houses that are made through an excavation in the ground are brought together. The roof garden, crossed by trenches paths that duplicate the underlying distribution elements, makes its nature dual and ambiguous: on the one hand we see the introspective appearance of the several courts and on the other we feel the opening sensation of the roof garden whose green spaces become a slow conquest through the various pathways. The only foreign element which is visible from outside is the library that becomes an outpost of the house and a symbolic reference to a “guardian” of human life.


>> Casa a patio, Pesaro Patio house, Pesaro

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Gli elementi naturali di fiume e collina e la prossimità della città diventano i punti di partenza inderogabili nella riconversione del piano fuori terra di un parcheggio pubblico alle porte di Ascoli Piceno. Il programma dell’edificio prevede una biblioteca, una sala conferenze e locali per attività culturali accompagnati dai servizi di ristoro. Il corpo principale del complesso prende vita dal corrugamento del terreno che va ad accogliere le funzioni principali - la biblioteca e l’auditorium - e crea un punto di vista privilegiato sulla città. Un corpo di fabbrica più basso va ad abbracciare il primo seguendo l’ansa del fiume e crea uno spazio di relazione che funge sia da accesso alla sala conferenze sia da luogo per eventi all’aperto. La copertura del secondo corpo di fabbrica diventa infine una terrazza che si affaccia sul corso d’acqua e collega il secondo livello della biblioteca con la piazza sottostante. The natural elements of the river and the hill and the proximity of the city become the binding starting points for the conversion of the ground floor of a public parking near Ascoli Piceno. The building project covers with a library, a lecture room, spaces for cultural activities and a rest stop. The main part of the complex originates from the rising ground that is going to receive the main functions - library and auditorium - and creates a view focused on the city. A lowest part of the building embraces the first by following the bend of the river and creates a relational space. It acts both as access to the conference room and for outdoor events. The second building coverage eventually becames a terrace which overlooks the river and connects the second level of the library with the square below.


>> Centro culturale a Torricella, Ascoli Piceno Torricella cultural centre, Ascoli Piceno

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Sul limite orientale della città, due ettari di terreno disegnati da un’ansa del Potenza sono protetti a nord-ovest da un salto di quota di 5 metri dal traffico di via Varsavia. Qui troviamo la testata di un parco lineare di 3000 metri che seguendo il fiume attraversa tutta la città di San Severino Marche. Le dimensioni considerevoli del lotto -l’area libera più grande lungo il fiume- consentono la collocazione di una serie di strutture di servizio quali l’info-point, il “Museo del Fiume”, una mediateca e locali per laboratori. Sfruttando il salto di quota vengono addossati lungo il lato nordovest una serie di blocchi che in parte si mantengono sotto il livello stradale e in parte emergono per accogliere gli ingressi alle strutture principali. Il parco viene generato da tre sistemi: il sistema delle zolle che ospita i vari giardini tematici, il sistema delle piazze e il sistema dei percorsi lineari che dal blocco servizi si spigono fino al fiume. La loro sovrapposizione produce un susseguirsi di luoghi prottetti tenuti insieme dai tracciati che collegano il fiume alle strutture ricettive. On the eastern border of the city, two hectares of land drawn by a loop of the river Potenza are protected from the traffic of Varsavia Street to the north-west by a jump of height of five meters. Here we can find the beginning of a 3000 meters long linear park which goes through San Severino Marche following the river. The sizeable dimension of the lot - the biggest blank area along the river - allows to place a set of facilities services such as the info-point, the “River Museum”, the media library and workshop rooms. A series of blocks which in part remain below the street level and partly emerge to accommodate the entrances to the main structures are huddled along the northwest side leveraging the height difference. The park is generated by three systems: the clods system which holds the thematic gardens, the square and the linear paths systems which go from the facilities services to the river. Their overlapping creates a sequence of shelters kept together by the pathways that link the river to the buildings..


>> Parco fluviale del Potenza, San Severino Marche (MC) Potenza river park, San Severino Marche (MC)

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Urban addiction è un progetto di riqualificazione di un’area di edilizia economica popolare sorta nei primi anni ‘90 nel quartiere SS. Annunziata. Il rapido degrado urbano e sociale nel 2008 ha spinto l’amministrazione comunale a indire un bando per un concorso partecipato di idee, iniziativa che terminò con un progetto vincitore e nessun euro speso per la riqualificazione dell’area. Urban addiction nasce come un “progetto secondo”, ovvero un progetto che si innesta sull’esistente e nel lavoro sugli spazi residuali trova la risposta a queste emergenze urbane. Addiction, inoltre, come “dipendenza” da tutto quel mondo di relazioni che caratterrizza la città moderna ma anche come operazione di riconnessione con il tessuto circostante e programmatica aggiunta di significato. Urban addiction scava pazientemente tra le maglie della città creando un “nuovo livello” di vita rubando opportunità là dove le trova. Urban addiction is a renewal project for a social housing complex built in the early nineties in the district SS. Annunziata. The fasten urban and social decay drove the local administration to announce an architectural competition in 2008 which ended with a winning project and any euro was spent for the redevelopment of the area. Urban addiction began as a “secondary project”, that is a project that engages on what is already existing and the work on residual spaces is the answer to these urban emergencies. Moreover, the word “Addiction” refers to the dependence on all the world of relationships which characterizes the modern city but also to a reconnection to the surrounding area and a programmatic addition of sense. Urban addiction digs patiently among the city’s textures and gradually creates a new life level stealing “opportunities” where it finds them.


>> Riqualificazione urbana, PEEP Annunziata San Benedetto del Tronto (AP) Urban regeneration, PEEP Annunziata San Benedetto del Tronto (AP)

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Lungo la strada provinciale che da Ascoli Piceno porta a Valle Castellana, a pochi chlometri dal confine regionale, troviamo in piccolo paese fatto di pietra e persone schive. Qui, a Cesano, una curiosa costruzione su tre livelli sporge dal pendio di una piccola montagna appena ai limiti dell’abitato circondata da querce e da vigili greggi di capre. Il piano terra dell’edificio nasconde dietro la parete nord una piccola fornace circolare di circa tre metri di diametro e sei di altezza, utilizzata durante tutto l’ottocento e quindi dismessa. La costruzione della restante parte dell’edificio è pertanto successiva a questa data. Il restauro della fabbrica e il suo utilizzo come abitazione prevede lo sfruttamento della fornace come elemento di collegamento tra i vari piani attualmente indipendenti e la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica in vetro e acciaio corten all’ultimo piano che funge da copertura della scala oltre che accogliere l’ingresso e una piccola zona lettura. Along the road that leads from Ascoli Piceno to Valle Castellana, a few kilometers far from the regional boundaries, there is a small village made ​​of stone and retiring people. Here, in Cesano, an unusual building on three levels sticks out of a little mountain slope just at the edge of the town. It is surrounded by oak trees and watchful herds of goats. The ground floor of the building hides - behind the north wall - a little circular brick-kiln which is about three meters in diameter and six meters in height, it was used during the nineteenth century and later abandoned. The construction of the remaining part of the building is therefore after this date. The restoration of the building and its use as a residence includes the exploitation of the brick-kiln as a connecting element between the various independent floors and a new block made of glass and corten steel added on the third floor. The latter serves as a cover of the stairs as well as accommodation of the entrance and of a small reading area.


>> Restauro di una fornace, Cesano, Valle Castellana (TE) Brick-kiln restoration, Cesano, Valle Castellana (TE)

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Il sisma del 6 Aprile 2009 all’Aquila e i successivi interventi governativi ci consegnano una città mutata nella sua struttura e ferita nella sua identità. Le cosiddette new town, rinominate dai loro ideatori progetti C.A.S.E. (complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili), nel giro di pochi mesi hanno costellato il territorio aquilano esasperando i fenomeni dello sprawl. La scelta dei siti per i nuovi insediamenti ha seguito più la logica della facilità e rapidità di esproprio dei terreni scelti che quella di una possibile relazione identitaria con il contesto urbano. La frantumazione fisica del centro cittadino a causa del sisma ha così avuto il suo metaforico doppio nella frantumazione del tessuto urbano ad opera di tecnici poco attenti alla natura dei luoghi, complice anche la necessità di una risposta rapida all’emergenza alloggi. I progetti C.A.S.E. vengono qui considerati come dati oggettivi dai quale partire per un ripensamento del territorio che tenga conto della dispersione del tessuto urbano come fenomeno già presente nel territorio aquilano, dispersione che è stata storicamente uno degli elementi fondanti dalla città e che le new town hanno solo esacerbato nei suoi aspetti più deleteri. Lo studio lavora sulla ferrovia come sistema infrastrutturale in grado di tenere insieme il territorio attraverso la sua riconversione in metropolitana di superficie. Su ogni fermata gravita una porzione di territorio, dei punti caldi all’interno del magma urbano, stralci che portano con sé l’ormai improcrastinabile destino di una città che deve ripartire dalle sue tragedie ma anche dai suoi errori. “Tra le C.A.S.E.” è invece uno step successivo di questo studio. Prendendo in considerazione uno di questi frammenti di territorio è stata conferita una nuova forma fisica a questa città, una serie di suggestioni visive di un territorio che vanno a intervenire all’interno di quei non luoghi che sono i progetti C.A.S.E. The earthquake of 6th April 2009 in L’Aquila and the subsequent government interventions deliver us a city changed in its structure and wound in its identity. The so-called new town, renamed CASE projects (sustainable and environmentally friendly antiseismic buildings) by their creators, within a few months have marked the territory of L’Aquila exacerbating the sprawl phenomenon. The choice of the area for new settlements has followed more the logic of the ease and speed of expropriation of land than that of a possible relationship with the urban context. The physical crushing of the downtown because of the earthquake has had its metaphorical double in the fragmentation of the urban work of technicians who paid little attention to the nature of the place, also because of the need for a rapid emergency response housing. The projects C.A.S.E. are considered here as objective data from which to rethink the area taking into account the dispersion of the urban fabric as a phenomenon existing in the territory of L’Aquila, a dispersion which historically has been one of the cornerstones of the town and the new town have only exasperated in its most deleterious aspects. This study works on the railway infrastructure as a system capable of holding together the country through its conversion in a metropolitan area. At each stop there is a portion of land, hot spots in the urban magma and excerpts that carry the now binding fate of a city that has to start agin from its tragedies and also from its mistakes. “Among C.A.S.E.” is instead a next step of this study. Considering one of these fragments of land it has been given a new physical form to this city, a series of visual impressions of an area that intervenes in those places that are the projects C.A.S.E.


>> Tra le C.A.S.E. lo spazio pubblico per una nuova città, Sassa, L’Aquila Among C.A.S.E. public space for a new city, Sassa, L’Aquila

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