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Riccardo Russo Progetti selezionati 2013-2017

POR T F O L I O


INDICE p. 1

L’America al di là dell’Ofanto. Cerignola e il Piano delle Fosse granarie Tesi di Laurea Magistrale Politecnico di Milano, Labortorio di Progettazione Architettonica

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QT8: Progetto per il cuore urbano

p.15

La Fabbrica dell’Acropoli. Attraverso la memoria di un cantiere

Politecnico di Milano, Laboratorio di progetto urbano e Paesaggio

Tesi di Master Master Itinerante in Architettura e Museografia per l’Archeologia, Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia ONLUS, Roma

p.23

Workshop internazionale di progettazione, Parco archeologico di Segesta Master Itinerante in Architettura e Museografia per l’Archeologia

p.29

Workshop internazionale di progettazione, Parco archeologico del Pausilypon Master Itinerante in Architettura e Museografia per l’Archeologia

p.35

Concorso Internazionale Piranesi Prix de Rome Villa adriana, Roma

p.41

Workshop: 30 case portoghesi

p.45

Workshop internazionale: I taccuini di viaggio tra Francia e Italia

Politecnico di Milano,

Politecnico di Milano, Scuola di Architettura Civile


Il Museo delle Fosse Granarie

L’America al di là dell’Ofanto. Cerignola e il Piano delle Fosse granarie Tesi di Laurea Magistrale Politecnico di Milano, Labortorio di Progettazione Architettonica relatore: correlatori:

Angelo Torricelli Giovanni Comi, Gianluca Sortino Luglio 2017

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L’architettura nascosta

Nel corso dei secoli la Capitanata ha conservato la propria identità, definendosi come una delle province storiche della Puglia e dell’Italia meridionale. Situata all’incrocio di importanti vie di comunicazione territoriali e rurali sorge la città di Cerignola, che assurge a principale centro nella rete delle agrocittà: in essa la sovrapposizione o l’accostamento dei tipi, dei principi e delle regole non negano, fino a tempi recenti, la sua fondamentale struttura, che lega in modo organico il costruito alla campagna circostante. Entro tale struttura, contraddetta solo dalle espansioni recenti della città, si presenta un fatto urbano eccezionale ed unico nel suo genere, Il “Piano delle Fosse”, luogo dell’incontro/scontro fisico tra Forma Urbis e Forma Agri. Qui si conservano tuttora 654 di questi depositi sotterranei che a lungo hanno costituito il sistema migliore per l’immagazzinamento dei prodotti cerealicoli del territorio. Si configurano come straordinarie architetture al rovescio, che nascondono al di sotto della superficie il loro carattere monumentale, presentandosi come un grande vuoto misterioso nella città. L’ntervento si propone di restituire riconoscibilità e valore d’uso ai frammenti di città che altrimenti andrebbero perduti, attraverso la ridefinizione del limite e del rapporto con il suolo di questo luogo. Viene introdotto un itinerario della cultura che mette in relazione i “possibili” poli museali della città, riscrivendone le gerarchie e le incompiutezze. Il Piano delle Fosse con il rinnovato Museo Civico, diventano cardine di un sistema museale diffuso nel territorio, i cui itinerari si diramano nella raggera delle strade verso la campagna.

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In questa pagina: La città di cerignola e le sue relazioni nel territorio, confronto tra Forma Urbis e Forma Agri, il suolo di Capitanata, l’antropizzazione del territorio, l’uso agricolo. Nella pagina successiva: Planivolumetrico complessivo e fotografie dello stato di fatto, sintesi delle relazioni tra le parti della città.


In questa pagina: Planivolumetrico di progetto, sezione sul dromos di accesso alla rotonda, prospetto interno dello scavo e vista verso il Piano delle Fosse. Nella pagina precedente: Planivolumetrico complessivo e vista sull’ingresso della visita alle Fosse.


In questa pagina: Il rinnovato Museo CIvico, piante, alzati e assonometria. Nella pagina precedente: Il Dromos di accesso alle fosse, sezione prospettica, pianta, sezioni del corridoio espositivo


Nuovo centro civico per il QT8 di Milano

QT8: Progetto per il cuore urbano Politecnico di Milano, Laboratorio di progetto urbano e Paesaggio Scuola di Architettura Civile Luglio 2016

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ll cuore vitale mancante

Il Quartiere Triennale 8 di Milano, nato come quartiere sperimentale di un nuovo approccio alla progettazione urbana, non vede ancora oggi realizzata la propria volontà originaria. Gli studi delle vicende storiche del progetto QT8 fino alla situazione attuale rimandano alla contraddizione principale, che diventa il fulcro dell’intervento progettuale: l’assenza del “cuore urbano”. Il progettista più importante del QT8, Piero Bottoni, in ogni suo schizzo prevedeva un centro civico che costituisse il nucleo vitale del quartiere, di cui ad oggi nulla o quasi è stato realizzato. Il progetto In primo luogo propone un intervento sulla viabilità: l’area dove si prevede il nuovo cuore urbano sarà interamente pedonale e a traffico limitato. La pedonalizzazione dell’asse viabilistico che oggi rappresenta il Decumano si pone l’obiettivo di ridisegnare il sagrato della chiesa e ricucire quelle relazioni che nel tempo sono state negate all’idea iniziale di Bottoni. Il nuovo centro Civico prevede la realizzazione di un cinema-teatro, di fronti attivi che vadano a sostituirsi all’attuale mercato dismesso, di un bar-ristorante, degli uffici che ospitino i servizi amministrativi di quartiere e i servizi assistenziali agli abitanti. Una serie di edifici si sviluppa in una composizione che asseconda la forma del parco del Monte Stella con cui si relaziona, definendo la successione degli spazi aperti e costruiti, e instaura rapporti a diverse quote si sulla parte viva del Centro, sia su quella più naturale e libera del parco, grazie ai varchi e passaggi che si vengono a creare tra gli elementi.

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In questa pagina: Analisi del quartiere e delle sue relazioni. Mobilità , spazi aperti, tipologie edilizie, destinazioni d’uso, Masterplan di progetto, I progetti per il QT8. Nella pagina successiva: Il nuovo centro civico Vista della piazza, planivolumetrico, sezioni urbane


In questa pagina: Prospetto sul decumano della nuova piazza, sezione sul sistema di ridiscesa al parco, vista dal portico Nella pagina precedente: Piani terra dei nuovi edifici, fotografie del modello, vista dal parco


Progetto sull’Acropoli di Atene

La Fabbrica dell’Acropoli. Attraverso la memoria di un cantiere Tesi di Master: Master Itinerante in Architettura e Museografia per l’Archeologia, Progettazione Strategica e Gestione Innovativa del Patrimonio Archeologico. Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia ONLUS, Roma relatore:

Valerio Tolve Marzo 2016

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Il cantiere è il nuovo museo

L’Acropoli di Atene è un palinsesto denso in cui le numerose sovrapposizioni sono testimonianza degli eventi che ne hanno scandito la storia. Storia dell’edificazione di templi e recinti sacri, della loro distruzione o manipolazione, ma anche storia di un processo di restauro degli stessi. Da anni la rocca è un cantiere continuo in cui l’immediata prossimità ai monumenti di prefabbricati da cantiere, strumenti, macchinari, impalcature e blocchi di marmo accatastati per tutto il sito, inevitabilmente alterano la percezione del luogo. Il restauro dei monumenti dell’Acropoli è indispensabile e rappresenta ormai una fase considerevole della millenaria storia del sito. Perché non valorizzarla allora, portandola da “disturbatore” a, se non “coprotagonista”, almeno “spalla” dei primi attori? Il progetto punta alla realizzazione di un Museo del Restauro dell’Acropoli, in cui all’esposizione più tradizionale di documenti fotografici e grafici e reperti lapidei, si affianchi la possibilità di osservare da vicino il lavoro pratico dei restauratori che ogni giorno, da anni, cesellano ad arte i blocchi dei monumenti. Questo tipo di intervento permette da un lato di ridare vigore al museo sull’Acropoli, eclissato dal sottostante più celebre museo dell’Acropoli, e dall’altro di integrare nel nuovo sistema museale le baracche di cantiere posizionate lungo il Partenone, conferendo loro una dignità architettonica che ora non hanno.

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In questa pagina: Stato di fatto dell’Acropoli, immagini, schizzo, planivolumetrico. Nella pagina successiva: Vista dal nuovo accesso al Museo, schema delle trasformazioni dell’edificio e dell’antico sedime del recinto di Pandione, Planivolumetrico di progetto.


In questa pagina: Il nuovo percorso espositivo, viste, dettaglio espositori, pianta complessiva Nella pagina successiva: L’edificio del museo, Pianta, sezioni, schemi dell’ intervento sulla copertura.


Laboratory

Laboratory

Exhibition

Exhibition


In questa pagina: Il nuovo percorso espositivo e gli spazi di lavoro, viste, pianta, sezione. Nella pagina successiva: Il nuovo percorso espositivo e gli spazi di lavoro, Vista dallo stilobate, assonometria modulo tipo dei laboratori, schemi di progetto, sezione prospettica.


Allestimento nel tempio di Segesta

Workshop internazionale di progettazione, Parco archeologico di Segesta Master Itinerante in Architettura e Museografia per l’Archeologia, Progettazione Strategica e Gestione Innovativa del Patrimonio Archeologico. Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia ONLUS, Roma Sicilia Giugno 2016

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Lavorare con l’antico

L’area archeologica di Segesta presenta un tempio dorico rimasto nel tempo incompiuto, privo della copertura e soprattutto della cella, probabilmente mai costruita o andata perduta. Il tema progettuale presuppone Il confronto tra l’imponente figura statica del tempio che si staglia su un promontorio affacciato verso il paesaggio e una installazione museale temporanea da collocarsi al suo interno. Nell’idea prposta il rapporto di antitesi tra la massività dell’antico e la leggerezza del nuovo diventa un interessante spunto di dialogo tra due fatti apparentemente distanti, ma che si incontrano nel tentativo di restituire la spazialità degli elementi del tempio ormai perduti. Il tema progettuale della ricostruzione della cella è pensato non solo dall’interno, ma anche dall’esterno del monumento, con la risistemazione del percorso di visita e di arrivo allo stesso. Pensare a come veniva vissuto un tempo l’edificio sacro, ha portato alla progettazione di un “Temenos” -il recinto sacro attorno ad un tempio- che porti il visitatore ad aggirare il monumento in un percorso fatto di punti di vista e lo conduca al suo interno, per arrivare infine al fulcro del progetto. La cella tripartita si costituisce degli spazi alle estremità, con funzione di accesso l’uno e spazio di possibile rappresentazione l’altro, i quali accompagnano il percorso di smaterializzazione dell’ architettura che si conclude nella leggerezza della cella. Una stanza di luce dove si svolge l’esposizione vera e propria, ma che allo stesso tempo diventa rappresentazione essa stessa grazie alla possibilita del visitatore di interagire con il materiale elastico delle pareti,

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In questa pagina: esploso assonometrico delle parti del progetto, planivolumetrico generale, vista del nuovo “temenos� Nella pagina successiva: Il nuovo percorso di visita del tempio, sezione trasversale sul pronao, pianta, prospetto esterno


In questa pagina: Vista notturna dell’iterno dell’esposizione, dettagli architettonici della struttura della cella Nella pagina precedente: L’allestimento della cella, viste dall’esterno, pianta, sezione longitudinale

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1. Profilato metallico a sezione cava 2. Vasca di alloggiamento in lamiera metallica 3. Massetto di posa 4. Pavimentazione in pietra arenaria 5. Podio in legno verniciato 6. Struttura metallica 7. Pannelli di rivestimento in pietra arenaria 7

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8. Graffa di fissaggio 9. Rivestimento in Barrisol 10. Copertura in travi e assito in legno di noce 11. Elemento di regolazione della luminosità in materiale plastico


Valorizzazione della villa del Pausilypon

Workshop internazionale di progettazione, Parco archeologico del Pausilypon Master Itinerante in Architettura e Museografia per l’Archeologia, Progettazione Strategica e Gestione Innovativa del Patrimonio Archeologico. Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia ONLUS, Roma Napoli Maggio 2016

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Architettura e paesaggio archeologico

L’impianto architettonico dell’antica villa che costituisce l’area di progetto, rappresenta il fulcro narrativo di un percorso tematico di interventi per la valorizzazione dell’area archeologica. La riqualificazione degli spazi aperti, la predisposizione di servizi e attrezzature per visitatori, lo studio di allestimenti temporanei e di protezione per qualificare i percorsi di visita, sono alcuni dei temi progettuali che sono stati affrontati per misurarsi sul rapporto tra l’architettura e il sito archeologico. Il progetto nello specifico si occupat della Villa Imperiale e dell’Odeion, di cui ripristina l’uso, come richiesto dalla Soprintendenza. Restituisce i volumi perduti del sito attraverso un linguaggio semplice e stereometrico, che si imposta sui muri antichi rimasti con un sistema di travi e montanti in legno e acciaio, senza intaccarne la strutura. In parallelo viene proposto un percorso inedito di visita del sito: la ricostruzione del portico sul fronte della villa diventa occasione per progettare una passeggiata in quota lungo tutto il complesso, con affacci all’interno degli ambienti e verso il panorama caratterizzato da una parte dalle scogliere a picco sul mare e dall’altra dall’imponenza del Vesuvio.

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In questa pagina: Stato di fatto della villa, Rapporti geometrici, le masse, i vuoti, vista dall’alto. Planivolumetrico di progetto

Nella pagina successiva: Prospetto principale, planimetria di progetto, sezione sull’odeon, vista dall’alto


In questa pagina: Dettaglio della Sala dei marmi dell’odeon, pianta, sezioni

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Nella pagina precedente: Sezione complessiva, pianimetria degli spazi di progetto, sezione trasversale sulla Sala dei marmi, viste


Progetto a Villa Adriana

Concorso Internazionale Piranesi Prix de Rome Menzione speciale Progetto: Acqua VitĂŚ Roma Settembre 2015 Pubblicato su Contaminations n. 6, in Lab 2.0 n. 13, settembre 2016

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Le architetture d’acqua

Il tema progettuale proposto dal concorso, si concentra sul rapporto tra due dei principali elementi che costituiscono l’immagine di Villa Adriana: l’Architettura e l’Acqua, visti nella stretta relazione di complementarità che ha originato alcuni dei più importanti episodi architettonici della Villa. Il progetto delle Architetture d’Acqua si pone i seguenti obbiettivi: 1) La creazione di un padiglione termaleespositivo, secondo la più stretta relazione con l’esperienza dell’architettura termale romana, in cui acqua e arte convivevano e condividevano l’obbiettivo stesso della restituzione di una straordinaria immagine architettonica. 2) La creazione di una fontana monumentale, in continuità con la sistemazione di parti archeologiche della Villa finalizzate a generare lo spettacolo dell’acqua catturata dall’architettura. Sia i padiglioni termali-espositivi sia le fontane monumentali, accolgono collezioni scultoree di antichità o di arte moderna e contemporanea, performance e spettacoli teatrali, nonché, naturalmente, le attività legate al benessere e al tempo libero. Il progetto connette il sistema termale posizionato sull’area della Palestra con il resto della Villa, riconoscendo come punto focale che regola l’area su cui insiste il complesso, il Tempio di Venere Cnidia, innalzato su sostruzioni prospicienti la Valle di Tempe.

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In questa pagina: Le Terme sulle antiche Palestre Vista, sezione sull’ingresso, sezione sul percorso termale Nella pagina precedente: Planivolumetrico di progetto, Schizzo dell’impianto della Villa, prospetto


In questa pagina: Dettaglio architettonico dell’impianto termale alle Palestre.

Il sistema di risalta al Tempio di Venere Cnidia vista, sezione,prospetto Nella pagina precedente: Planimetria di progetto, prospettica delle terme

sezione


Guest house per una casa in Portogallo

Workshop: 30 case portoghesi Politecnico di Milano, Scuola di Architettura Civile Aprile 2014

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Verso il paesaggio

Il Workshop ha sviluppato un’attività di analisi e ridisegno di edifici residenziali unifamiliari realizzati in Portogallo negli ultimi quindici anni, rappresentativi del tema dell’abitare contemporaneo e di progettazione di piccole Guest House, intese come unità residenziali autonome collocate nelle immediate vicinanze degli edifici oggetto di analisi come loro ampliamento atto all’accoglienza ed ospitalità per periodi medio-brevi di ospiti dei proprietari della residenza stessa. Per la casa progettata da ARX arquitectos a Romeirão, la guest house si configura come un terzo elemento di caratterizzazione del paesaggio che, in sintonia con le forme “tubolari” e spezzate della casa principale, conquista un ulteriore punto di vista privilegiato sul panorama. L’abitazione si attesta nelle immediate vicinanze dei due punti focali del serbatoio e dell’albero di noci, attorno cui modella il terreno conformando una nuova terrazza che integra lo specchio d’acqua e la scala per accedere al livello inferiore, dove si colloca l’edificio. La linearità del volume si spezza proponendo una rivisitazione del tema del patio che si fonde con lo spazio aperto. Un piano di calpestio rialzato si svolge in tutta la profondità della guest house raccordandone i due ambienti principali, la zona giorno e lo spazio di riposo, da cui si spazia con lo sguardo verso l’intera valle. Il percorso che si proietta verso questo punto privilegiato ha il suo culmine in una balconata esterna inserita nel prolo della sezione cava terminale dell’edificio.

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In questa pagina: Schizzo e immagini della casa madre Planivolumetrico e alzati della guest house

Nella pagina successiva: Planimetria deli interni, alzati, foto del modello

lisboa

Casa a RomeirĂŁo ARX-arquitectos RomeirĂŁo, Ericeira, Lisboa 2001.2003 350 m2

Guest house 2014 66 m2

- planivolumetrico -

- prospetto nord-

- prospetto sud -

2m


30 MICRO

- sezione AA -

STRATEGIES

PORTUGAL B

A

A

B

- pianta -

- sezione BB -

- prospetto est -

2m


Urban Sketching Parigi

Il tema fondante di questa esperienza è stato quello di esplorare il disegno sia come mezzo espressivo individuale per osservare e descrivere lo spazio esistente, sia come strumento per immaginare il progetto architettonico e urbano. Percepire la realtà per mezzo del disegno determina l’importanza del taccuino di viaggio nella formazione dell’architetto. Un viaggio ispirato all’idea del “Grand Tour” che una volta portava gli architetti del Nord-Europa verso l’Italia e la Grecia. Parigi, capitale ricca di monumenti di ogni epoca storica, è un luogo dove la cultura contemporanea e il fermento sono vivi e dove la ricerca architettonica viene declinata secondo varie tematiche. L’attività svolta tra le vie della città si è concentrata nella produzione degli elaborati basati sulla rappresentazione di architetture dal vero, urban-sketching e analisi “in loco” degli edifici, piazze, spazi presi in considerazione.

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Workshop internazionale: I taccuini di viaggio tra Francia e Italia Politecnico di Milano, Scuola di Architettura Civile Giugno 2013


In questa pagina: Place des Vosges, Pont des artes

Nella pagina precedente: Villa La Roche, casa-atelier di Le Corbusier

Architectural Portfolio - Riccardo Russo  
Architectural Portfolio - Riccardo Russo  
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