Issuu on Google+

LE ALLUVIONI HANNO PROVOCATO DANNI IN VENETO PER 1 MILIARDO DI EURO. Queste sono le cause delle alluvioni: Scarsa o nulla manutenzione dei corsi d’acqua. Interventi di bonifica e di salvaguardia idrica progettati, ma poi realizzati solo parzialmente o messi da parte. Azioni eseguite a tampone e nell’emergenza.

LA GRAVE ALLUVIONE DI NOVEMBRE 2010 E QUELLA DI MARZO 2011 HANNO DIMOSTRATO CHE LA SITUAZIONE IDROGEOLOGICA DELLA NOSTRA PROVINCIA È IN GRAVE E PERMANENTE RISCHIO E CIÒ È CONFERMATO DAL GENIO CIVILE, DALLA PROTEZIONE CIVILE, DAGLI ALLARMI LANCIATI DA ADDETTI ED ESPERTI. La mancata manutenzione, i progetti non realizzati (ad esempio, le vasche di laminazione), i ritardi, i rinvii, gli interventi eseguiti solo parzialmente e a tamponamento ci impongono di ottenere precise risposte dalla Regione: quali fondi sono stati investiti negli ultimi 10/15 anni? In quali progetti? Con quali modalità? Che risultati sono stati ottenuti?

LE POPOLAZIONI NON POSSONO CONVIVERE CON UN’EMERGENZA PERMANENTE, NÉ MIGLIAIA DI FAMIGLIE DEVONO ESSERE COSTRETTE, PIÙ VOLTE NEL CORSO DELL’ANNO, ALL’APPRENSIONE O ALL’ANGOSCIA VISSUTE SUGLI ARGINI DEI FIUMI E DEI CANALI, IN ATTESA E NELLA SPERANZA DI UN PASSAGGIO INNOCUO DELLE ONDATE DI PIENA.

LA REGIONE DEVE FARE LA SUA PARTE Riteniamo urgente e non rinviabile una programmazione regionale mirata perchè: Bisogna porre in sicurezza permanente i corsi d’acqua che hanno provocato l’alluvione (Bacchiglione, etc.). Bisogna intervenire sugli alvei dei corsi d’acqua in stato di perenne preallarme appena le piogge divengono insistenti (ad esempio, il Muson dei Sassi). Non bisogna trascurare i corsi d’acqua minori: gli argini vanno rinforzati, gli alvei vanno puliti.

CONSORZI DI BONIFICA La Giunta Regionale deve garantire adeguati finanziamenti ai Consorzi di Bonifica attraverso una nuova normativa. Nella condizione attuale, i Consorzi non riescono concretamente a realizzare gli interventi di difesa idraulica del territorio, in particolare nelle aree urbane a maggiore rischio idraulico.

PIANO PER L’ASSETTO IDROGEOLOGICO

La Giunta Regionale deve dare sostegno urgente agli interventi di salvaguardia idrogeologica elaborati nel “Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave, Brenta-Bacchiglione”, pubblicato in G. U. n. 233 del 2007 dall’Autorità del Brenta-Bacchiglione.

COORDINAMENTO DEGLI ENTI

La Giunta Regionale deve praticare un coordinamento più razionale ed efficiente degli enti competenti sul territorio provinciale, a livello nazionale (Autorità di bacino del Brenta-Bacchiglione), regionale (Magistrato delle Acque), locale (Genio Civile e Consorzi di Bonifica).


La Giunta Regionale deve procedere alla: Verifica e monitoraggio degli alvei e degli argini dei corsi d’acqua che presentano situazioni critiche e pericolose; Progettazione mirata degli interventi urgenti di bonifica e salvaguardia (es.: realizzazione delle vasche di laminazione previste dalla relazione De Marchi del 1972; completamento dell’idrovia Padova-Venezia quale canale scolmatore delle piene contemporanee di Bacchiglione e Brenta; etc.).

La Giunta regionale e i Consigli comunali devono prevedere obbligatoriamente negli strumenti urbanistici: nuove metodologie di smaltimento delle acque piovane; riduzione delle impermeabilizzazioni dei terreni; divieto di costruire fabbricati sotterranei (anche prevedendo nuovi sistemi di calcolo delle volumetrie);

IL PARTITO DEMOCRATICO HA PRESENTATO LE PROPOSTE PER EVITARE NUOVI DISASTRI. LA REGIONE DEVE DARE LA PRIORITÀ ASSOLUTA A QUESTE PROPOSTE DI SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO, ASSEGNANDO DA QUI AI PROSSIMI ANNI LE RISORSE FINANZIARIE ADEGUATE. SE QUESTO GOVERNO REGIONALE NON ACCOGLIE QUESTE PROPOSTE, SI ASSUME PESANTI RESPONSABILITÀ RISPETTO AI BENI PRIMARI DEI CITTADINI (LA SICUREZZA, LA CASA, I BENI PERSONALI E FAMILIARI, LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE, LE FATICHE E I RISPARMI DI ANNI DI VITA).

divieto di edificazione a meno di 150 metri dai corsi d’acqua. partitodemocraticopadova.it

partitodemocraticopadova.it


Pieghevole alluvione