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Instituto Postal Telegrafico de Venezuela - Porte Pagado - Permiso N° 57 de fecha13 - 11 81 - Revista Incontri - Apdo. Postal 88827 - Caracas 1062 - Venezuela

Anno 44 N° 363 - Settembre - Ottobre - 2015 - Bs. 150.00 - Estero $ 10.00

Incontri n° 363 2016

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Incontri n° 363 2016


EDITORIAL

Anniversario Rivista

della

Incontri

“Lascia la tua terra, e va, dove ti mostrerò”

N

el ricordare l’anniversario della Rivista INCONTRI viene spontaneo citare una frase bibblica che si può leggere sulla parete sinistra della Chiesa degli

Emigranti dedicata a Nostra Signora di Pompei, la Vergine del Santo Rosario. Anche la presenza degli italiani in Venezuela è arrivata a recitare un lungo rosario con i Misteri del Giubilo, della Gloria e anche i misteri della passione e resurrezzione. Lascia la tua terra… si riferisce al popolo eletto che lascierà l’Egitto, non senza qualche

rimpianto per avventurarsi nel lungo cammino del deserto. Cammino drammatico verso la terra promessa. Finirà il cibo e molti rimpiangeranno l’Egitto dove almeno c’erano pane e cipolla. Verrà la manna del cielo, miracolo del Signore per consolare il suo popolo, che a cambio il suo popolo non sempre gli sarà fedele. Qualcuno non avrà nemmeno la fortuna di vedere e di giungere la terra promessa. Continuerà a desiderarla, non perderà mai la speranza che se non la vede lui, la potranno almeno vedere i suoi nipoti. La Rivista INCONTRI è così stata testimone per molti anni di questo esodo dall’Italia verso la “terra di gratia”. I nostri emigrati all’inizio hanno avuto modo di dimostrare che avevano fatto la scelta giusta, in cerca di cielo e terra nuova, inviando aiuti a parenti e amici rimasti in un Paese che usciva da una guerra devastante. Dietro a quell’anelito di vita migliore s’udiva l’eco di quella frase: “Lascia la tua terra e va…” Lascia la tua terra ma non per scomparire, ma per fiorire in ver-

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EDITORIAL di pascoli che non fossero seminati di bombe esplose e inesplose che sapevano di piombo. Fiorirono, eccome che fiorirono gli italiani da qualcunque regione provenissero. Diedero la parte migliore di se senza limitazioni, in un paese ospitale fra gente accogliente. Poi venne anche per il Venezuela il tempo della prova, e la nostra bella gente ormai abbracciata e mescolata per sangue e cultura agli abitanti di questa terra mera-

vigliosa vissero a fianco momenti difficili. Restarono insieme nelle disgrazie e nelle code ai supermercati. Le difficoltà li affratellarono ancor di più degli slogan e del successo. Impararono a soffrire insieme ed ora sfilano per le strade per costruire un comune divenire, per trovare una terra promessa che non sia solo la loro, ma che posssa divenire bene comune da gioire e soffrire in un destino comune.

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Questo anniversario ripercorre questa lunga traversata della nostra bella gente italovenezuelana in terra tropicale, orgogliosa di aver dimostrato ad entrambe le Patrie che non hanno preparato pietre e cemento per fare un muro di contenimento, ma un ponte su cui transitare da un verso per l’altro. Inoltre, e anche questo è un concetto che fa grandi le nazioni, hanno utilizzato per la loro creatività i materiali che altri hanno scartato e con mezzi umili hanno fatto i grandi capolavori. Grande saggezza che ci fa simili al Supremo Creatore, che si serve degli ultimi e di cose altri buttano per dimostrare che l’uomo può contribuire alla Provvidenza divina che tutto trasforma in un bene comune che ha del miracoloso. Gli italiani del Venezuela in questo mezzo secolo di storia, hanno forse trascurato, loro ed i loro figli e nipoti, la politica di partito, ma con la loro presenza e azione hanno disegnato la vera strategia politica del far vivere le nazioni in pace. Ora che le nuove generazioni prendono il testimone sembra che la staffetta stia ripartento con nuovo vigore e ce lo auguriamo per tutto questo meraviglioso Paese che uscirà, seppur con sofferenza dal lungo cammino nel deserto. Il miglior premio per la nostra testimonianza e il vero

ringraziamento alla collettività venezuelana che ci ha accolto nel dopoguerra sarà quello di poter dire non solo: “C’ero anch’io”, ma soprattutto di poter affermare che nessuno è rimasto indietro o fuori della carovana. Abbiamo aspettato e risollevato lungo il cammino coloro che non ce la facevano a rischio di non farcela nessuno. Ora che vediamo la terra promessa all’orizzonte ci rallegra di poter raggiungerla insieme, italiani e venezuelani per creare insieme una

terra nuova dove non si debbano fondere campane di pace per costruire cannoni. In questi giorni di anniversario, pagine così, gli italiani ne stanno scivendo molte anche se le pensioni che non arrivano tentano di far rimpiangere l’Egitto… Auguri! La Redazione


EDITORIAL

O

ggi, i casi di vera e propria emergenza per la sopravvivenza possiamo trovarli ovunque. Ogni catastrofe reca in sé un sovvertimento delle cose, degli eventi e del futuro. Perció esiste il volontariato civile che interviene nei casi piú difficili. Il futuro dell’umanitá dipende da come noi stessi riusciamo a vincere la nostra indifferenza. La solidarietá é un vincolo di assistenza reciproca che coinvolge tutti, nonostante in Venezuela ci siano altri tipi di emergenze. Essere solidali vuol dire aiutare il prossimo materialmente e moralmente; infatti quando ci troviamo di fronte a situzione di estrema difficoltá occorre stimolare la generositá. Non basta un sonriso per infodere serenitá o rassegnazione, bisogna mettere a disposizione degli altri tutti i mezzi possibili per restituire loro il desiderio di riprendere la voglia di vivere e lavorare il ritmo di vita precedente. La solidarietá é un valore di altri tempi, e la nostra comunitá in Venezuela é pronta a ritrasmettere la vecchia generositá che unisce il Venezuela e l’Italia. Grazia Musumeci-E

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EDITORIAL Lascia la tua terra, e va, dove ti mostreró

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VITA CITTADINA INCONTRI: un bollettino che vuol.......

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46 anni spesi con entusiasmo

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AMBASCIATA : Comunicato Stampa

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PROTAGONISTI I Borghi piú belli d´Italia

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PROTAGONISTI

Respetando el Legado....

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RELIGIONE Il grido degli innocenti

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I NOSTRI SANTUARI

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LO SPIRITO DI ASSISI

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I BORGHI PIÚ BELLI

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PORTATA

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Santuario di Montevergine

Grazia Musumeci-E


N° 363 - Settembre - Ottobre 2016 VENEZUELA OGGI Parque Nacional Canaima

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RASSEGNE E TENDENZE Zuckerberg

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Pietro Carbone.................

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Salon Nautico ..................

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Dall´inchiostro ..................

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TEMPO LIBERO SPORT Sport Invernali

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Alpine Endurance Trail ARTE

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Antonio Canova

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Salsa di senape

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Carpaccio di tonno

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SPORT INVERNALI

CUCINA Semifreddo alle fragole

Abbonamento Annuo per il 2016: Ordinario Sostenitore Estero Una copia

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VITA

CITTADINA

INCONTRI:

Un bollettino che vuol essere qualcosa di più

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NCONTRI nasce a Valencia e ad averne l’idea è Padre Sante Cervellin. Padre Sante è già conosciuto all’epoca per essere un sacerdote missionario speciale, a cominciare dall’utilizzo di mezzi non proprio ordinari come quello di volare con un aereo Cesna monomotore nei posti più disparati del Venezuela per svolgere il suo ministero pastorale. E’ lui stesso il pilota e attento alla modernità pensò di estendere la sua pastorale per mezzo della stampa. Comincia così con un bollettino che vuol essere qualcosa di più di un bollettino pastorale. Non deve aver odore di sacrestia si direbbe oggi, ma deve attraverso argomenti anche non religiosi trasmettere il pensiero della Chiesa sociale sui fatti che preoccupano la famiglia e i nostri connazionali a contatto con una realtà che cambia velocemente. E’ subito un successo. E lo si vede dalle sue copertine che ritraggono i testimoni della realtà italovenezuelana. Possono essere figure di imprenditori conosciuti che abbiano sensibilità sociale, ma anche figure della vita quotidiana che con il loro spirito di servizio e dedizione agli altri nella vita semplice riescono

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Padre Sante Cervellin Fundador de la Revista Incontri

a trasmettere entusiamo per la vita comunitaria. Subito si affrontano temi anche in più spinosi e alla guida della rivista si alternano direttori che pur non essendo giornalisti sanno intravvedere nella società i veri protagonisti del bene comune, persone ottimiste della vita e con i piedi per terra. INCONTRI diventa così la rivista della famiglia con notizie che ag-

giornano sulla realtà italiana e arriva in tutto il Venezuela e nei posti più sperduti. Passerà poi, con sede a Caracas, a una veste grafica più impegnativa diventando la rivista degli italiani del Venezuela e per molti anni sola accanto ai due giornali ufficiali, la Voce d’Italia e il Corriere di Caracas. A differenza dei giornali la rivista non si presta a visioni politiche di destra o di sinistra, sceglie di rappresentare la sensibilità della Chiesa e in particolare dei Padri di San Carlo, congregazione fondata dal vescovo Beato Scalabrini per assistere i migranti italiani all’estero. La sua idea era infatti di dare assistenza a coloro che vivono lontani dalla Patria garantendo la presenza di un missionario, una specie di parroco all’estero per non farli sentire abbandonati dalla loro diocesi di partenza. La Rivista INCONTRI colma parte di questo vuoto raggiungendo famiglie lontane nello stesso territorio venezuelano, rappresentando per molte familie l’unico punto di contatto con l’Italia e gli italiani in Venezuela. Per questo le famiglie la conservano e quando entrando in una trattoria o in un albergo, anche i più sperduti, quando si intravvedono


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VITA

CITTADINA

i volti della copertina di INCONTRI ci si sente subito a casa. Padre Sante i primi anni la porta in aereo e la distribuisce agli italiani aviatori che con i loro piccoli aerei formano la flotta amica di “Ali blu” l’associazione che li riunisce. Una storia che lascia traccia nelle pagine di INCONTRI e che rappresenta uno spaccato di vita italiana in Venezuela negli ultimi cinquant’anni. Chi sfoglia le pagine di INCONTRI rivede volti conosciuti che hanno fatto la storia del Venezuela con grandi opere ma soprattutto dIffondendo con il nostro stile italiano, la cultura e le tradizioni del nostro paese. Raccoglie anche testimonianze di persone buone e generose che con il loro esempio quotidiano hanno fatto la vita più serena e solidale, gente semplice che non avrebbero trovato posto nei libri di storia ma che sulla Rivista INCONTRI rivivono per insegnarci la via della semplicità e della sobrietà che hanno fatto grande un paese e che sono il miglior esempio per affrontare i momenti difficili che devono affrontare i cambi generazionali, esconomici e sociali. Questa continua ad essere la ragione del divenire di questa rivista voluta e fatta non da profesionisti dei media, ma da interpreti veri della nostra società che ci trasmettono con parole semplici la loro buona volontà di vivere meglio la condizione umana e spirituale delle nostre comunità. E’ doveroso ricordare oltre a Padre Sante che ora svolge il suo ministero in Argentina che ha fondato e sostenuto per molti anni la rivista insieme ad altri Padri che si sono susseguiti alla direzione Padre Didonè e Padre Massari, ora negli Stati Uniti e Padre Cogo, per ragioni di salute ora in Italia. Non possiamo dimenticare Valeriano Garbin che ha collaborato per un periodo diventando poi

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animatore culturale a

Valencia lasciando un vuoto con la sua scomparsa. Sare-

bbe lunga la lista dei collaboratori laici della rivista, testimoni nel campo economico, dell’arte e della vita sociale, fra cui le nostre autorità italiane che con i loro messaggi hanno sostenuto la nostra collettività. A nome di tutti va sottolineata la costanza di Franco Soressi che da anni sollecita interessanti interviste. Ci auguriamo che le nuove generazioni possano continuare questa attività di volontaria collaborazione che rappresenta il sale utile a rendere saporita e viva la nostra comunità specialmente ora che il pensiero si diluisce nell’opinione comune del pensiero globale sempre più smorta. La Redazione


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VITA

CITTADINA

46 anni

spesi con entusiasmo E

’ da qui che parte la nostra riflessione sui quarantasei anni di vita della rivista INCONTRI. Troviamo il tempo per ricordare un passato che dovrebbe insegnarci prima di tutto, a essere più mansueto. E dalle tante copertine di INCONTRI ci guardano volti di personaggi della nostra collettivita’ che come prima caratteristica hanno o avevano quella di essere persone tolleranti, qualunque fosse la loro professione o impegno sociale. La loro tolleranza non era di “lasciar correre” tutto il contrario. La vera tolleranza è di essere persone autentiche, e di avere il coraggio di servire la verita’. “INCONTRI” ha sempre pensato che la nostra collettivita’ in cammino sia capace di affrontare le difficolta’ con una forza morale e spirituale che rende le persone migliori. Il nostro sguardo al passato sulle famiglie dei nostri amici lettori e sulla storia di questa collettivita’

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ci fa sentire che abbiamo scelto la strada giusta per realizzare il nostro progetto di vita. Nel nostro cuore c’è la certezza che abbiamo risposto con generosità alle chiamate della vita, alle speranze dei nostri cari e nessuno ci può dire che abbiamo fatto la scelta sbagliata.

cenza ai rappresentanti del Governo Italiano in Venezuela che grazie al loro sguardo benevolo verso il nostro mezzo stampa, garantiscono un sostegno pubblico. Ringraziamo il volontariato dei privati che la preparano e dei lettori amici che la sostengono con la pubblicita’.

Per celebrare quest’anniversario di quarantasei anni di esistenza (per una rivista non sono pochi), basterà una visita alla Missione Cattolica in Alta Florida o nelle citta’, dove gli Scalabriniani sono presenti per recitare una preghiera di ringraziamento nella certezza che la nostra carovana nel suo avanzare ha disegnato un itinerario verso un miglior futuro. Un ringraziamento va alla Congregazione dei Padri Scalabriniani che fin dagli inizi hanno mantenuto una presenza viva nella nostra comunità e un appoggio sostanziale alla rivista INCONTRI.

Come volle il Fondatore Padre Sante Cervellin e continuano i Padri che si sono alternati alla sua guida, la Rivista INCONTRI coglie la vita semplice di questa carovana italiana che si snoda nella storia del Venezuela lasciando una traccia per le nuove generazioni. Sono piccoli segni, ma spesso grandi gesti di solidarieta’ che fanno unica e preziosa per il paese la testimonianza italovenezuelana.

Una menzione di riconos-

Auguri a INCONTRI e a voi, lettori e amici, e in alto le bandiere con i colori che la vita fra due continenti, ci ha insegnato ad amare. La Redazione


Incontri n° Incontri n° 363 362 2016 2016 13 13


VITA

CITTADINA

COMUNICATO STAMPA APPUNTAMENTI ONLINE A PAGAMENTO COMUNICATO STAMPA Sono giunte segnalazioni all’Ambasciata e al Consolato Generale di persone che offrono e COMUNICATO STAMPA pubblicizzano anche sulle reti sociali servizi per ottenere appuntamenti prenotati con il APPUNTAMENTI ONLINE AAPAGAMENTO ONLINE PAGAMENTO sistema informatico diAPPUNTAMENTI gestione delle prenotazioni. Alcuni utenti hanno fatto sapere che tali servizi avvengono a pagamento. Si fa presente che l’Ambasciata e il Consolato Sono giunte segnalazioni all’Ambasciata al Consolato Generale di persone che offrono Generale sono assolutamente estranei a equeste richieste di pagamento e si conferma chee anche sulle socialialtresì servizi sottolineare per ottenere che appuntamenti con diil ilpubblicizzano servizio è gratuito. Si reti desidera il sistema prenotati informatico sistema informatico di gestione delle prenotazioni. Alcuni utenti hanno fatto sapere cheil prenotazione è gestito direttamente da Roma, quindi sarebbe comunque impossibile per tali servizidiavvengono Si fa presente chesullo l’Ambasciata e il Consolato personale Ambasciataae pagamento. Consolato Generale intervenire stesso. Si invitano tutti gli Generale sono assolutamente estranei a queste richieste di pagamento e si conferma che utenti che abbiano notizia di tali servizi a segnalarli e a rifiutare qualsiasi pagamento. Tali il servizio gratuito. Si desidera altresì sottolineare che il bensì sistema informatico di servizi non èsono una soluzione alle difficoltà di prenotazione, ne sono spesso la prenotazione è gestito direttamente Roma,diquindi sarebbe comunque eimpossibile peraiil causa principale. Essi occupano infattidadecine spazi per le prenotazioni impediscono personale di Ambasciata singoli utenti di accedervi.e Consolato Generale intervenire sullo stesso. Si invitano tutti gli utenti che abbiano notizia di tali servizi a segnalarli e a rifiutare qualsiasi pagamento. Tali servizi non sono una soluzione alle difficoltà di prenotazione, bensì ne sono spesso la causa principale. Essi occupano infatti decine di spazi per le prenotazioni e impediscono ai singoli utenti di accedervi. COMUNICADO DE PRENSA COMUNICADO DE PRENSA

CITA EN EN LÍNEA COBRO CITA LÍNEACON CON CBRO

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COMUNICADO DEItalia PRENSA La Embajada de Italia y al Consulado General de en Caracas han recibido denuncias de que algunas personas ofrecen y anuncian, también en las redes sociales, servicios para EN LÍNEAinformatizado CON COBRO de gestión de reservas del obtener citas reservadas con CITA el sistema Consulado. Algunos usuarios también informan que tales servicios requieren de un pago La dinero. Embajada de Italia y al Consulado General de Italia en Caracas han recibido denuncias en de algunasdepersonas y anuncian, también en las sociales, servicios La que Embajada Italia y ofrecen el Consulado General de Italia enredes Caracas informan que para son obtener citas reservadas con el sistema informatizado de gestión de reservas del absolutamente ajenos a tales requerimientos de pago y que EL SERVICIO DE CITAS PARA Consulado. CONSULARES Algunos usuarios también informan GRATUITO. que tales servicios requieren de unque pago TRÁMITES ES COMPLETAMENTE Asimismo, se enfatiza el en dinero. sistema informatizado de reservas se gestiona directamente desde Roma. Por lo tanto, La Embajada de Italia y elimposible Consuladopara General de Italia Caracas informan que son sería de cualquier manera el personal de en la Embajada y del Consulado absolutamente tales requerimientos de pago yque quetengan EL SERVICIO DE CITAS intervenir en el ajenos mismo.a Se invita a todos los usuarios conocimiento dePARA este TRÁMITES CONSULARES GRATUITO. Asimismo, que el tipo de ofertas engañosasESa COMPLETAMENTE denunciarlas y a rechazar cualquier pago. se Losenfatiza mencionados sistema informatizado de reservas gestiona directamente desde Roma. lo tanto, servicios no son una solución a lasse dificultades de reservaciones. Por el Por contrario, a sería de son cualquier manera imposible para personal de la Embajada y del menudo su causa principal, puesto queelocupan decenas de espacios de Consulado reservas y intervenir en el mismo. Se invita a todos los usuarios que tengan conocimiento de este evitan que los demás usuarios puedan acceder al sistema. tipo de ofertas engañosas a denunciarlas y a rechazar cualquier pago. Los mencionados servicios no son una solución a las dificultades de reservaciones. Por el contrario, a Incontri n° 363son 2016 menudo su causa principal, puesto que ocupan decenas de espacios de reservas y evitan que los demás usuarios puedan acceder al sistema.


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PROTAGONISTI

Borghi più belli d'Italia Rivivere i borghi ed i centri storici, togliere cemento e piantare alberi, tutelare le testimonianze del passato, tornare ai nostri ieri migliori, perché Dio per chi crede o la natura per chi non crede, possano cominciare a pensare di perdonarci e ci aiutino a creare una Italia migliore.

E

hh si, perdonateci Dio e Madre Natura se ci siamo dimenticati di voi, o meglio (peggio), se semplicemente ce ne infischiamo di voi. Nessuna blasfemia, solo verità. Come è vera verità che non possono che essere segni divini quelli che hanno creato, e che mantengono in vita, i borghi d'Italia e del mondo. E' a loro che si riferiva il maestro Battiato quando cantava il bisogno di "un'altra vita", è in loro che si riflette l'esigenza, talvolta incombente e prepotente in noi, di recuperare i ritmi, gli odori, i sapori, i valori, le persone di un tempo. Quel tempo in cui si leggeva su carta e non su video, in cui si parlava vis a vis e non su whatsapp, in cui si amava dalle

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Alexandre Cuissardes

finestre e si faceva l'amore senza proprio nulla di virtuale. Ora, non fraintendiamo… non vogliamo mica dire che in questi borghi si lavano i panni nel fiume e si cena con la luce delle candele o si va a nanna appena finisce Carosello in Tv. Quello che vogliamo dire è semplicemente… non ve la prendete se non prende bene il wifi. Anzi, fate una cosa… il cellulare, per qualche giorno… mettetelo da parte! Ma cos'è un borgo? Secondo l'associazione "Borghi d'Italia", questo nasce come centro

nevralgico delle attività del territorio. Deve avere un numero limitato di abitanti, (pare non più di 6.000), e deve avere un patrimonio architettonico e naturale certificato dalla Sovrintendenza delle Belle Arti. Oggi in Italia ne sono stati certificati circa 253. L'Umbria è la regione con la maggiore concentrazione (24), la Valle d'Aosta ne ha solo 1. Tutti quanti però, hanno una caratteristica in comune: fanno sorridere, fanno innamorare. E sono belli come le rughe di Anna Magnani, buoni come il vino buono e saggi come i nonni saggi: del resto, anche loro ci hanno messo una vita ad invecchiare!


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PROTAGONISTI Offagna, Provincia di Ancona Meno di 2.000 abitanti per il piccolo centro delle Marche. Si visita naturalmente in una giornata, prendendosi il tempo per soffermarsi sui dettagli, sull'atmosfera, sui volti della gente. Le chiese, l'architettura militare della sua Rocca, le mura merlate, Villa Malacari e Villa Montegallo. • Prodotti tipici: Vino Rosso Conero e Olio Extravergine d'Oliva Offagna, Provincia di Ancona

Egna, Provincia di Bolzano Qui ci si fa in tanti: ben 5.000 abitanti! Il borgo si caratterizza per i suoi portici, che raccontano la storia di una antica e florida città mercato. Molto pittoresto è il museo di Cultura Popolare, il palazzo Zenobio, e tanti stili che si incrociano splendidamente, dal liberty al gotico al romanico. • Prodotti tipici: Vino Pinot Nero e Mele • Piatto tipico: Polenta con formaggio, spezzatino di carne e funghi, canederli (salume di suino).

Egna, Provincia di Bolzano Locorotondo, Provincia di Bari E' bianco come il latte questo paesino pugliese. Il nome si spiega subito, poiché alla vista mostra questa sua crescita circolare, verso la sommità di un colle. E' anche grazie a questa sua geografia che, dalle sue cinta murarie, si ammira un panorama della Murgia da togliere il fiato! Vigneti, muretti a secco, e naturalmente tutto l'aspetto fiabesco della Murgia dei Trulli! • Prodotti tipici: Vino bianco locorotondo doc • Piatto tipico: Gnumerèdde suffuchète, involtini di trippa d'agnello, orecchiette e tridd, pasta all'uovo fatta a mano Locorotondo, Provincia di Bari

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Fuente: Travel 365


PROTAGONISTI

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PROTAGONISTI

Respetando el legado y la tradición

MADONNA DI MONTEVERGINE L´EREDITÁ PIÚ BELLA La comunidad de devotos de la fiesta en honor a la Madonna di Montevergine, cumplió27 años el pasado domingo con una fiesta por todo lo alto, al mando de la Familia Triufo-Di Gregorio, siguiendo los pasos de sus padres como herencia de Fe.

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l pasado domingo 18 de Septiembre, en la Iglesia Nuestra Señora de Pompei, ubicada en Alta Florida de Caracas, se reunió la comunidad italo-venezolana para celebrar a la Madonna de Montevergine, Venerada en la Provincia de Avellino en la Región Campania al Sur de Italia. El evento inició con una solemne Misa celebrada por Padre Miguel Pan acompañado por el diacono Antonio Pellegrino y bajo las notas musicales de la Coral del Cen-

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tro Italiano Venezolano. P Miguel dedicó la Omelía a la paz en el mundoy finalizar en el recuerdo de la Virgen María, la madre de todos que simboliza a la madre que siempre acompaña a su hijo, a su comunidad, a su país. Luego de la Misa, se realizó la procesión donde los fieles acompañaron a la Virgen en un paseo por los alrededores de la Alta Florida con banda musical incluida, para luego

continuar la celebración con la tradicional verbena con música en vivo del dúo “Imagen” de Maribel y Sergio divirtiendo al público con canciones típicas italianas y degustando platos típicos como la lasagna, pasta al forno, fusilli, salsicce, arrosticini, y una gran variedad de dulces y bebidas como acompañante. Durante la verbena los niños, jóvenes y adultos se reunieron para el lanzamiento de globos blancos hacia el cielo, para recordar a quienes no están más con


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PROTAGONISTI nosotros pero que nos bendicen y nos ciudan desde lo más alto

zamos con la recaudación de fondos producto de las ventas de víveres de la verbena que serán donados a los más necesitados representados por la Asociación Madonna de Pompei, Sociedad Anticancerosa, Casa Hogar Villa Pompei, Iglesia Nuestra Señora de Pompei, Hospital San Juan de Dios, entre otras.

Nuestra Madonna de Montevergine es el nombre con el que honramos, en el santuario homónimo en Mercogliano, provincia de Avellino, la pintura original de la Virgen  sentada en un trono con el niño Jesús en brazos, que a su vez está sentado en la pierna izquierda de la Madre. La mano derecha del niño sostiene el ropaje del manto de la Virgen en el pecho. La cabeza de Nuestra Señora como la del niño son “aureolati”, sin embargo, sólo la cabeza del niño tiene la corona de oro otorgado por el Capítulo de San Pedro en el Vaticano en 1712. La imagen data del siglo XIII -  XIV Luego de esta pequeña reseña de la historia de la imagen de la Madonna de Montevergine, finali-

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Este evento empezó en el año 1989 en la mente de dos visionarios como Vincenzo Triunfo y Luigi Di Gregorio que querían honrar con una fiesta particular a la madre de todos nosotros. Ahora reposan en la casa del Padre y desde el cielo estarán orgullosos de lo que están haciendo sus hijos y amigos con un legado indeleble que se mantendrá hasta que Dios quiera. Altare Maggiore del Santuario

Rafael Saturno Durante @rsaturno86 Fotografía : Rafael Saturno Durante


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Il grido degli innocenti Durante la preghiera ecumenica Papa Francesco si fa voce di tutti coloro che hanno sete di pace

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’è chi lo spegne con la stessa facilità con cui cambia un canale in televisione Prima dell’incontro con i leader religiosi mondiali, Francesco ha pregato insieme ai rappresentanti delle Chiese e confessioni cristiane nella basilica inferiore di San Francesco. Durante la celebrazione il Pontefice ha pronunciato la seguente meditazione. Di fronte a Gesù crocifisso risuonano anche per noi le sue parole: «Ho sete» (Gv19, 28). La sete, ancor più della fame, è il bisogno estremo dell’essere umano, ma ne rappresenta anche l’estrema miseria. Contempliamo così il mistero del Dio Altissimo, divenuto, per misericordia, misero fra gli uomini. Di che cosa ha sete il Signore? Certo di acqua, elemento essen-

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ziale per la vita. Ma soprattutto ha sete di amore, elemento non meno essenziale per vivere. Hasete di donarci l’acqua viva del suo amore, ma anche di ricevere il nostro amore. Il profeta Geremia ha espresso il compiacimento di Dio per il nostro amore: «Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza, dell’amore al tempo del tuo fidanzamento» (Ger 2, 2). Ma ha dato anche voce alla sofferenza divina, quando l’uomo, ingrato, ha abbandonato l’amore, quando — sembra dire anche oggi il Signore — «ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne, cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua» (Ger 2, 13). È il dramma del “cuore inaridito”, dell’amore non ricambiato, un dramma che si rinnova nel Vangelo, quando alla sete di Gesù l’uomo risponde con l’aceto, che è vino andato

a male. Come, p ro f e ti c a m e n te, lamentava il salmista: «Quando avevo sete mi hanno dato aceto» (Sal 69, 22). “L’Amore non è amato”: secondo alcuni racconti era questa la realtà che turbava San Francesco di Assisi. Egli, per amore del Signore sofferente, non si vergognava di piangere e lamentarsi a voce alta (cfr. Fonti Francescane, n. 1413). Questa stessa realtà ci deve stare a cuore contemplando il Dio crocifisso, assetato di amore. Madre Teresa di Calcutta volle che nelle cappelle di ogni sua comunità, vicino al Crocifisso, fosse scritto “Ho sete”. Estinguere la sete d’amore di Gesù sulla croce mediante il servizio ai più poveri tra i poveri è stata la sua risposta. Il Signore è infatti dissetato


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dal nostro amore compassionevole, è consolato quando, in nome suo, ci chiniamo sulle miserie altrui. Nel giudizio chiamerà “benedetti” quanti hanno dato da bere a chi aveva sete, quanti hanno offerto amore concreto a chi era nel bisogno: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25, 40). Le parole di Gesù ci interpellano, domandano accoglienza nel cuore e risposta con la vita. Nel suo “Ho sete” possiamo sentire la voce dei sofferenti, il grido nascosto dei piccoli innocenti cui è preclusa la luce di questo mondo, l’accorata supplica dei poveri e dei più bisognosi di pace. Implorano pace le vittime delle guerre, che inquinano i popoli di odio e la Terra di armi; implorano pace i nostri fratelli e sorelle che vivono sotto la minaccia dei bombardamenti o sono costretti a lasciare

casa e a migrare verso l’ignoto, spogliati di ogni cosa. Tutti costoro sono fratelli e sorelle del Crocifisso, piccoli del suo Regno, membra ferite e riarse della sua carne. Hanno sete. Ma a loro viene spesso dato, come a Gesù, l’aceto amaro del rifiuto. Chi li ascolta? Chi si preoccupa di rispondere loro? Essi incontrano troppe volte il silenzio assordante dell’i n d i f f e re nza, l’egoismo di chi è infastidito, la freddezza di chi spegne il loro grido di aiuto con la facilità con cui cambia un canale in televisione. Di fronte a Cristo crocifisso, «potenza e sapienza di Dio» (1 Cor 1, 24), noi cristiani siamo chiamati a contemplare il mistero dell’Amore non amato e a riversare misericordia sul mondo. Sulla croce, albero di vita, il male è stato trasformato in bene; anche noi, discepoli del Crocifisso,

siamo chiamati a essere “alberi di vita”, che assorbono l’inquinamento dell’indifferenza e restituiscono al mondo l’ossigeno dell’amore. Dal fianco di Cristo in croce uscì acqua, simbolo dello Spirito che dà la vita (cfr. Gv 19, 34); così da noi suoi fedeli esca compassione per tutti gli assetati di oggi. Come Maria presso la croce, ci conceda il Signore di essere uniti a Lui e vicini a chi soffre. Accostandoci a quanti oggi vivono da crocifissi e attingendo la forza di amare dal Crocifisso Risorto, cresceranno ancora di più l’armonia e la comunione tra noi. «Egli infatti è la nostra pace» (Ef 2, 14), Egli che è venuto ad annunciare la pace ai vicini e ai lontani (cfr. Ef 2, 17). Ci custodisca tutti nell’amore e ci raccolga nell’unità, nella quale siamo in cammino, perché diventiamo quello che Lui desidera: «una sola cosa» (Gv 17, 21)

Lo Spirito di Assisi

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VENEZUELA

OGGI

Potencia turística de diversidad natural

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l sur está destinado a ser una referencia mundial de sorpresas y variedades que impacta a la vista y a la misma experiencia humana. El sur de Venezuela es, con sus particularidades naturales y ancestrales, el punto de inicio de la vida planetaria, y centro de una de las joyas turísticas más impresionantes del mundo: El Parque Nacional Canaima. Ubicado en el estado Bolívar, el territorio de mayor extensión de Venezuela que cuenta con 240 mil kilómetros cuadrados, el Parque Nacional Canaima, se ha posicionado como un centro de atracción turística del mundo, debido a la diversidad de paisajes naturales, epicentro de una

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rica diversidad de flora y fauna y origen de la cultura ancestral del pueblo pemón. Los legendarios tepuyes; la preservación de asentamientos indígenas, ricos en historia y tradición, las impresionantes cascadas y saltos, la gama de colores y texturas naturales, catapultan el Parque Nacional Canaima como una opción turística de primera categoría para los venezolanos y los turistas extranjeros. Decidir aventurarse hacia el extremo oriental del Parque Nacional, decretado de esta manera el 12 de junio de 1962, es tener un boleto seguro para conocer el sitio mágico y energético, origen del escudo guayanés, formación milenaria de cuando

América y África constituían un solo continente. La bitácora para este inolvidable viaje inicia en Ciudad Bolívar donde la autopista conduce hasta Upata, atravesando Ciudad Guayana, centro industrial del país donde confluyen el soberbio Río Orinoco y el caudaloso Río Caroní. En la vía es posible encontrar las emblemáticas poblaciones de El Callao, El Dorado, Las Claritas y Tumeremo. La imponente selva y sabana se va apostando sobre la vía donde es posible vislumbrar diferentes representaciones de flora y fauna. En determinado momento en el kilómetro 88, inicia el trayecto por la Troncal 10, arteria vial del Parque Nacional


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VENEZUELA

OGGI

Canaima. Cerrar los ojos no es una opción cuando el abanico de íconos representativos y naturales comienza hacer su propia presentación en el itinerario. La primera parada es Piedra Virgen, gigantesca roca que recibe a los turistas con la famosa leyenda de que este era el punto de inicio de la Troncal 10 pero fue imposible derribarla. Desde ese momento el monumento se convirtió en un ícono mágico religioso donde es posible ver la silueta de la virgen y tener contacto con un pequeño manantial, símbolo de vida del Patrimonio Natural de la Humanidad. Y es que desde 1994, gracias a la declaracristalinas, seguido del monumento al Soldado Pionero, centro obligado de parada erigido en homenaje a los soldados y efectivos que hicieron posible la construcción de la moderna Troncal. A medida

toria por parte de la Unesco, el Parque Nacional se convirtió en Patrimonio Mundial, debido a sus características milenarias, distinción que redobló el compromiso para la preservación de sus perfectas áreas geográficas. Desde Piedra la Virgen es posible iniciar ascenso hacia Sierra Lema, un

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verdadero paraíso para la observación de aves y variedad natural, constituido además como el mayor punto de pluviosidad de Venezuela con 3 mil 400 milímetros de lluvia anual. A pocos metros se encuentra el Salto el Danto, una de las primeras caídas de la vía, caracterizada por las frías aguas


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VENEZUELA

OGGI comparables como el Aponwao I, formación fluvial caracterizada por aguas oscuras con alta concentración de tanino (ácido natural), atractivo por su balneario, área de carpas, y sede administrativa del Instituto Nacional de Parques (Inparques). Es recomendable que

que avanza el día, y con una amplia sabana en frente, van vislumbrándose los sitios in-

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los turistas hagan su parada en este sitio y notifiquen acerca de su itinerario en aras de recibir apoyo. Salto Tarotá, es un salto pequeño, de uso turístico, en las inmediaciones de una zona militar que recibe a los fanáticos de la tranquilidad y la paz. Al continuar en la vía es posible divisar, en el cruce del eje de Kavanayén,

el Salto Aponwao (Chinak Merú). En este legendario lugar existe una comunidad organizada que cuenta con posadas y restaurante para los turistas. En las inmediaciones, y muy cerca de este lugar, se encuentra Toron y Toroncito, dos saltos de aguas oscuras de paisaje excepcional, que recuerda, gracias a su sencilla hermosura, la responsabilidad que debemos tener en la preservación de estos espacios. Y como la Gran Sabana también tiene múltiples sorpresas, es posible en-

contrarse, en pocos minutos con la Estación Científica Parupa, campamento destinado a la ciencia y la investigación. El itinerario natural es gratis. El pasaporte que se necesita es el de la responsabilidad y el de la plena conciencia en la preservación de los espacios patrimoniales. No olvide meter en su mochila un poco de sentido común, compromiso ecológico y reflexión para el futuro donde la premisa es: su acción permitirá que el Parque Nacional Canaima siga siendo un verdadero Patrimonio Mundial y Natural de la Humanidad.


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Zuckerberg, un hub per ricerca biomedica E’ primo passo di iniziativa filantropica lanciata con la moglie

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n grande centro per la ricerca biomedica, Biohub, dove ricercatori e ingegneri delle università della California di Berkeley, San Francisco e Stanford lavoreranno insieme per sviluppare nuovi strumenti e tecnologie che aiutino a vedere le cose in modo nuovo, come hanno fatto telescopi, microscopi e il sequenziamento del Dna, al fine di trovare la cura di tutte le malattie entro la fine del secolo. E’ questo il primo progetto della nuova iniziativa filantropica annunciata dal fondatore di

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Facebook, Mark Zuckerberg, e sua moglie, la pediatra Priscilla Chan. I due coniugi hanno deciso di destinare 3 miliardi, nei prossimi dieci anni, alla ricerca biomedica, e 600 milioni di dollari al Biohub. Un’iniziativa che, come rileva il premio Nobel per la medicina, David Baltimore, nel suo editoriale sulla rivista Science, ‘’avrà un ruolo importante nella ricerca scientifica’’. I futuri passi in avanti della scienza ‘’si avranno grazie ai contatti tra le diverse discipline

- continua Baltimore - una convergenza che richiede la rottura di barriere tra i vari campi. Che è proprio l’obiettivo di Biohub’’. Per risolvere alcuni dei maggiori problemi sociali non bisogna focalizzarsi solo sulla ricerca di base, ‘’ma servono risorse adeguate e nuovi approcci’’, evidenzia Baltimore. La ricerca di base permette agli innovatori di lavorare verso obiettivi ambiziosi. ‘’Ma senza adeguati supporti queste grandi visioni non possono diventare realtà - aggiunge - Anche se i finanziamenti privati non possono essere del livello di quelli del governo, possono aiutare a colmare i buchi e spingere la ricerca a provare nuove direzioni, non finanziate dal governo’’. Infine, conclude Baltimore, ‘’servono anche nuovi approcci’’, come il rompere le barriere tra le varie discipline, e il fatto di porre il Biohub vicino alla Silicon Valley sarà un vantaggio. ‘’Chan e Zuckerberg hanno parlato con molti scienziati e filantropi nel mondo - precisa - per capire dove il loro intervento potesse aiutare a fare progressi importanti e hanno avuto il coraggio di pensare in grande’’. Ansa


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PIETRO CARBONE

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l café es su norte y cruzada. Lo tuesta, lo prepara, lo enseña. La Academia Venezolana de Gastronomía le otorgó una Mención Especial en los premios “Tenedor de Oro 2015” por su buen hacer taza a taza. Es el barista Pietro Carbone @carbonespresso quien se suma a la serie #PersonajesDeLaGastronomía en blanco y negro.  Desde la revista INCONTRI felicitamos a Pietro por tan merecido premio. @adrianagibbsm

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SALONE NAUTICO, UN PATRIMONIO PER IL PAESE Al Salone di Genova una “rentrée” d’eccezione: ecco Gagliotta con il Lobster 35

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opo cinque anni di forzata rinuncia, Gagliotta torna a esporre a Genova. Un ritorno in punta di piedi, con una sola imbarcazione, ma indicativo di una inversione di tendenza che potrebbe aprire le porte ad un vero e proprio rilancio dello storico cantiere fondato negli anni 50 da Salvatore Gagliotta e ora guidato da Renato Martucci, un passato da agronomo e un presente da appassionato manager di un’azienda costretta per qualche tempo ad accontentarsi delle attività di refitting e rimessaggio, oggi pronta a ricominciare con progetti nuovi e nuove ambizioni. Il Lobster 35 è la barca che viene esposta a Genova. E’ la riproposizione del progetto nato prima della crisi in collaborazione con i tedeschi di Judel & Vrolijk. Una barca di circa 10 metri, ispirata alle aragostiere d’una volta, che però unisce in modo elegante l’avanzamento tecnologico alla tradizione, con linee sinuose, materiali innovativi, comfort e buone doti di navigazione. “La partecipazione al Salone di Genova dopo qualche anno di assenza è per noi un grande traguardo - dice Martucci -. Siamo stati assenti negli ultimi anni a causa di difficoltà gestionali e scarso numero di potenziali acquirenti, ma abbiamo stretto

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i denti, creando strategie di marketing, puntando su materiali tecnologici e nuovi mercati e con grande orgoglio ci ripresentiamo a Genova con il Lobster 35”. Lo scafo è in resina vinilestere; la v e r n i c i a t u ra esterna in g e l -

coat di colore bianco avorio; la coperta è rivestita in teak. Nel pozzetto di poppa si trova una dinette per 8 persone con tavolo a scomparsa. Al di sotto del top si trova il mobile cucina con piano lavoro in materiale sintetico, piano cottura in vetroceramica e lavandino in acciaio inox lucido con miscelatore acqua caldo/freddo. Dietro al posto guida vi è il mobile con frigo a pozzetto e mensole interne. Le finiture esterne sono in mogano.

Sottocoperta l’imbarcazione presenta un ambiente unico, con divano, due posti letto e armadio guardaroba. Molto curati gli arredi, che si distinguono per eleganza e ricercatezza: la paratia curva del bagno può essere rivestita con pannelli di cuoio, i rivestimenti a murata in tessuto e in sky; la testata del letto è in tessuto; mensole laterali, fascioni letto e divano sono in legno pregiato; i pavimenti interni rivestiti in parquet; in acciaio lucido tutti gli accessori. Il bagno è invece in materiale sintetico con lavabo sottoposto, rubinetto e doccia estraibile. Il wc è elettrico, ovviamente con serbatoio di acque nere. I motori sono Volvo Penta D4 Common Rail 3,7 litri, 2x260 hp a 3500 giri. La strumentazione comprende Gps/Plotter, oltre agli irrinunciabili VHF e bussola, agli indicatori livelli carburante ed acqua, al sistema HI-FI, al controllo flap e al controllo elica di prua. Tra le dotazioni di serie non mancano, com’è ovvio, l’impianto di sentina automatico e di emergenza, il boiler, l’autoclave, una doccetta esterna, l’impianto antincendio automatico, il verricello elettrico, il tergivetro. ST


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Dall’Inchiostro alla velocitá: Dalla Stampa alla Rete digitale P

ensare alle pubblicazioni digitali risulta un esercizio di indagine storica che ci porta all’origine della stampa e ai primi torchi produttori di libri, fogli volanti e almanacchi. Le prime forme di giornalismo, di solito resti di piccoli e poche pagine, erano informazioni brevi,  che scritte spesso sotto forma di narrazione, raccontavano battaglie, fatti di cronaca, ed eventi naturali scritti in lingua volgare, linguaggio semplice rivolto a un pubblico lettore di militari, artigiani e mercanti. Ciò che conosciamo come giornalismo precede di molto l’invenzione della tipografia risalendo fino agli Acta diurna dei Romani a ai notiziari scritti a mano. Verso gli ultimi anni del Cinquecento sono nati in Germania e in Svizzera i primi periodici di informazione militare e politica. Nei decenni successivi la raccolta di informazioni si moltiplica in Olanda e in Italia per soddisfare la richiesta di notizie dell’Europa del Seicento, tempi di flussi regolari di persone, cambiamenti e descrizioni del territorio. Nel diciasettesimo secolo apparse in Italia il Giornale de’Letterati,  pubblicato a Roma, il quale, anche se modellato sugli omologhi

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inglesi e francesi, si configurò come una pubblicazione originale e critica, che oltre alle notizie dell’ambito letterario, riportava informazioni e osservazioni estratte dal Philosophical Transactions e dal Journal des Sçavans, entrambi fondati decenni prima del Giornale de’Letterati. La creazione dei giornali culturali è forse una delle innovazioni più significative dell’editoria moderna, in quanto aprí nuovi canali communicativi avviando l’Italia verso la modernità della nostra cultura. Esiste un altro elemento fondamentale che spiega la diffusione della pubblicazioni periodiche: la necesitá di trasmettere alla comunitá di scienziati, ricercatori e intelletuali i risultati degli esperimenti della scienza dell’Ottocento. La stampa ha dato un contributo importante per lo sviluppo della scienza e la tecnologia, articolanso un sistema di informazioni che diffondeva i risultati dell’attivitá scientifica. Le riviste moderne hanno offerto agli studiosi grandi vantaggi rendendo pubblici i risultati delle ricerche scientifiche. A partire dal secondo dopoguerra la necessità di informazione diventa fondamentale per soddisfare

i lettori sempre più affamati di notizie. Perciò le riviste cartacee hanno presentato tempi di realizzazione e trasmissione più rapidi che sono andati a scontrare alla proliferazione di pubblicazioni che grazie all’avvento delle tecnologie digitali hanno toccato l’apice negli anni novanta, quando Internet si è affermato come il più grande contenitore di informazioni di tutti i tempi. Possiamo pensare a Internet come una nuova versione della Biblioteca di Alessandria: riviste e libri cartacei digitalizzati, portali tematici, enciclopedie e corsi di Studio online.  La necessità di addottare strategie e metodi più veloci è stata avvertita come qualcosa di essenziale tanto dagli editori come dagli scrittori. La tecnologia pone cambiamenti tanto rapidi che ci risulta impossibile attendere a un modello stabile di pubblicazioni. La diffusione delle tecnologie informatiche costituisce un fattore di trasformazione dell’atteggiamento stesso dei lettori e degli scrittori. Oggi assistiamo al processo di unione fra l’informazione e la velocitá,  ibridazione che modifica la fisionomia dei contenuti offerti dai portali elettronici, è certamente  una evoluzione positiva che risponde ai nuovi tempi e alle esigenze attuali. Grazia Musumeci-E


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TEMPO

LIBERO

Sport

DAL MARE DI RIO ALL A M ONT AG NA , ECCO LE G ARE D I SPORT I NVERN AL I D

opo aver ammirato il mare e le spiagge del Brasile per le olimpiadi appena terminate, i nostri occhi si sposteranno sul manto bianco degli sport invernali per la stagione 2016/2017. Si svolgeranno gare alpine, di sci di fondo o di biathlon mentre naso all’insù per seguire gli spettacolari salti con gli sci dai trampolini della Baviera. Non può mancare il pattinaggio su ghiaccio, dove le maggiori star si sfideranno a suon di coreografie. Una delle competizioni piu seguita è sicuramente la Coppa dek Mondo di sci di fondo, per la quale la Fis ha reso noto il calendario delle 34 gare in programma. Si partirà con la cerimonia di apertura lunedì 7 febbraio alle ore 18.00 e poi al via il superG, prima femminile e poi maschile per chiudersi con lo sla-

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lom. Si comincerà a Ruka (Finlandia) il 26 novembre, per chiudere con la località russa di Tyumen il 19 marzo.

St. Moritz con la sua fama di meta del turismo invernale e un futuro tutto da scrivere.

Dal 21 febbraio al 5 marzo invece, si disputeranno i Mondiali di sci nordico a Lahti (Finlandia). Il Tour de Ski prenderà il via il 31 dicembre per concludersi l’8 gennaio.

Anche l’Italia sarà protagonista con le 12 tappe della Coppa del Mondo di sci alpino al Sestriere e Plan De Corones.

Da non dimenticare lo sci alpino, che verrà disputato dal 6 al 19 febbraio 2017 a St. Moritz per la quinta volta dopo le edizioni iridate del 1934, 1948, 1974 e 2003. Per tutti gli amanti della montagna, sarà previsto un ricco programma di attrazioni culturali. Il comitato organizzativo intende infatti proporre campionati mondiali autentici e moderni, all’insegna di un’atmosfera alpina unica nel suo genere il cui obiettivo è legare tradizione e innovazione, ovvero il passato di

Nel circo bianco di Madonna di Campiglio andrà in scena lo slalom in notturna sulla pista 3, mentre a Santa Caterina Valfurva si correrà la discesa libera, sulla pista di Deborah Compagnoni con la novità della combinata maschile il giorno dopo in sostituzione di quella di Kitzbuhel. Confermato infine le gare di Alta Badia, e Selva di Val Gardena e a Cortina D’Ampezzo. Barbara Roviello Ghiringhelli


1973 a Circuito chiuso di Giuliano Montaldo, 1978). Prova la commedia (Anche gli angeli mangiano fagioli, 1972), cerca la guida dei grandi maestri (Il deserto dei tartari di Valerio Zurlini, 1976), sceglie modelli epici (Il prefetto di ferro di Pasquale Squitieri, 1977) e autoironici (Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli, 1986). E quando c’e’ bisogno di lucidare il blasone, rimonta a cavallo

Rey, Francisco Rabal, Lee Van Cleef, Florinda Bolkan, Liv Ullman, Van Johnson, Ely Wallach, Jack Palance, Max von Sydow, Philippe Noiret, CatherineDeneuve,Ursula Andress,

e offre il suo volto al leggendario Tex Willer di Monelli in Tex e il signore degli abissi, ancora una volta con il fido Duccio Tessari nel 1985. Un film che diventa oggetto di culto (lo è ancora) e rilancia una popolarita’ che l’attore sfrutta per farsi largo nella fiction televisiva,

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Sport

4K VDA Alpine Endurance Trail, Cogne 3 - 9 settembre 2016

in ambito femminile la vittoria è andata ll’aeta di casa Francesca Canepa  98 ore, ottavo tempo assoluto. In tutto sono stati 309 gli atleti in grado di arrivare la traguardo,  ultimo Stefano Punzo in quasi 159 ore  ma giustamente felice ed orgoglioso per essere riuscito nell’impresa.

La Valle d’Aosta con le sue splendide e uniche montagne sono sempre più luogo di eventi sportivi mondiali.

N

elle menti degli appassionati di sci sono ancora vivi i ricordi delle gare di Coppa del Mondo di Sci svoltesi nell’inverno scorso a La Thuile; a luglio sempre nella località dell’Alta Valle si è svolta la quarta tappa del Enduro World Series di Mountain Bike e durante i mesi estivi quasi tutte le vallate sono state sede di importanti e rinomati gare di endurance trail. Ultimo nato di questa difficile e massacrante disciplina è il 4K,  una gara “a fil di cielo”  tra le vette più alte della Valleè che si è svolto dal 3 al 9 settembre 2016. Organizzato dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta e dalla fondazione Forte di Bard, l’ultratrail si è sviluppato per  350 chilometri  alle pendici delle quattro vette più alte delle Alpi, snodandosi in senso

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orario lungo le Alte Vie N°1 e N°2, con passaggi trai i 300 e 3.300 metri di altitudine per 25.000 metri di dislivello positivo con partenza e arrivo da Cogne. 33 i Comuni valdostani coinvolti nell’evento, 100 professionisti della montagna, 1500 volontari, 615 concorrenti al via in rappresentanza di 27 nazioni e 4 continenti, 21 anni il più giovane 71 il più maturo, 20 medici e 40 fisioterapisti, 15000 segnatori di tracciato, 10 campi base, 39 punti ristoro 19 rifugi coinvolti,  67,7% pendenza massima del tracciato, 90 giornalisti accreditati e 800 servizi stampa, sono questi alcuni dati per capire l’importanza dell’evento   La gara in campo maschile è stata vinta da Peter Kienzl, quarantenne originario dell’Alto Adige che ha completato il percorso in 83 ore,

Il vincitore: “Una gara bellissima, un viaggio in posti meravigliosi e dentro se stessi per ricercare le motivazioni per continuare contro tutto: sonno, stanchezza, fame e le intemperie che trovi durante il percorso” La vincitrice:”Ho corso per i valdostani, dedico questa vittoria a loro: è grazie la tifo se sono arrivata in fondo” “E’ una gara contro se stessi” “Devi essere allenato, ma il 70% lo fa la testa, la tua voglia di non arrenderti e di arrivare al traguardo” sono queste le frase più ricorrenti tra i  309 “finisher” della gara, dove non regna il normale spirito competitivo ma un grande fratellanza e orgoglio nel aver portato a termine una impresa titanica. Intervista all’Assessore al Turismo della Ragione Valle d’Aosta AureFabio Marongiu lio Marguerettaz 


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TEMPO

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Arte

Antonio Canova Antonio Canova (1757 – 1822) è stato uno dei più importanti scultori italiani e massimo esponente del Neoclassicismo, corrente artistica affermatasi in Europa tra il XVIII e il XIX secolo. Il Neoclassicismo nasce come reazione al barocco e al rococò, a cui contrappone lo stile, l’armonia delle figure e le tematiche tipiche dell’arte classica, in particolare di quella greco-romana. Il recupero del mondo classico in questa seconda metà del ‘700 è legato a due importanti avvenimenti: l’apertura degli scavi di Pompei nel 1740 e le scoperte in campo archeologico di Johann Joachim Winckelmann, fondatore dell’archeologia moderna.

natale, Possagno. È un talento precoce, già a diciotto anni si mette in proprio per aprire una bottega tutta sua. A ventidue anni (1779) si trasferisce a Roma, capitale dell’arte e della cultura italiana nel XVIII secolo, per studiare le opere dei grandi e confrontarsi con i principali artisti di una corrente artistica che in quegli anni si stava affermando: il Neoclassicismo. È in questo periodo che realizza alcune delle sue opere più celebri come Amore e Psiche, le Tre Grazie, Maddalena Penitente, Teseo sul Mi-

Le Tre Grazie

Canova fa il suo apprendistato a Venezia, a circa 80 km dal suo paese

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Paolina Borghese

notauro. In pochi anni diventa una delle personalità di spicco dell’arte romana, tanto che acquista un palazzo nel cuore della capitale (Palazzo Canova), che diventa presto meta di artisti e personaggi di spicco dell’epoca. Le opere di Canova si contraddistinguono per l’eleganza delle forme, per la bellezza e la semplicità delle sue figure. L’artista veneto infatti abbandona i drappeggi eccessivi e lo sfarzo delle opere barocche, spoglia la figura umana di tutti gli orpelli


Arte per restituirla in tutta la sua purezza al fine di ricavarne la sua essenza nel candore del marmo.

come piacere personale, evitando di rendere pubbliche le sue creazioni.

Grande ammiratore dell’arte e del mondo ellenico, Canova era un appassionato cultore della mitologia

Napoleone, all’apice del successo, chiese a Canova di diventare suo ritrattista ufficiale. Lo scultore italiano rifiutò, realizzando però bellissime opere per il sovrano e alcuni dei suoi familiari come il Ritratto di Paolina Bonaparte ispirato alla Venere vincitrice, quello di Maria Luigia nelle vesti di Concordia o quello di Napoleone Bonaparte nei panni di Marte il Pacificatore.

TEMPO

LIBERO

Ercole e Lica

greca. Quando era al lavoro infatti, nel suo studio c’era sempre qualcuno che aveva il compito di leggere storie tratte dai classici del mondo greco.

Ebe

l’opera si trova nella casa-museo di Lord Wellington che si appropriò dell’opera dopo aver sconfitto Napoleone a Waterloo. Il comandante inglese decise di porre la statua nel suo atrio di casa, probabilmente come trofeo.

Antonio Canova si è dedicato anche alla pittura, arte che coltivava Napoleone come Marte pacificatore

Amore e Psiche

Il suo ritratto nei panni (si fa per dire) di Marte non piacque a Napoleone che rimase interdetto di fronte a quell’’opera che lo ritraeva completamente nudo, armato solo di un’asta e con un globo tra le mani. Per realizzare quest’opera Canova si ispirò ad un atleta greco e difese la scelta della nudità facendo riferimento ai capolavori del mondo classico. Oggi

Canova muore nel 1822. Il suo corpo è conservato a Possagno nel Tempio Canoviano, una chiesa in stile neoclassico progettata dallo stesso Canova. Il cuore è custodito nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, mentre la sua mano destra, un tempo custodita dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, si trova oggi a Possagno, insieme al resto del corpo. Marco lovisco

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Cucina

Semifreddo alle fragole INGREDIENTI: Per La Base: 250 gr di biscotti secchi 160 gr di burro 50 gr di zucchero Per La Crema: 3 tuorli d’uovo 200 gr di zucchero 250 ml di panna da montare 500 gr di ricotta 25 gr di colla di pesce in fogli 4 cucchiai di liquore all’arancio o al limone 500 gr di fragole fresche (più quelle per decorare) PREPARAZIONE

I

niziamo preparando la base del dolce riducendo i biscotti in polvere con l’aiuto di un mixer, unite lo zucchero mescolate e aggiungete il burro fuso, amalgamate bene e versate il tutto in uno stampo per dolci a cerniera nel quale avrete steso sul fondo un foglio di cartaforno tagliato a misura. Distribuite il composto in modo uniforme e poi con il dorso di un cucchiaio compattate per bene in modo da ottenere un fondo ben livellato e liscio. ora mettete in frigo e lasciate che si rapprenda. Nel frattempo preparate la

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crema alle fragole. Mettete in ammollo i fogli di colla di pesce con dell’acqua fredda e mettete da parte. In una capiente ciotola versate i tuorli d’uovo e lo zucchero, sbattete energicamente in modo da ottenere un composto spumoso., unitevi la ricotta e lavoratela con una frusta elettrica in modo da non lasciare grumi. A questo punto unite la panna semi montata e poi le fragole mondate, lavate e tagliate a pezzetti; lavorate nuovamente con la frusta elettrica a bassa velocità così le fragole diventeranno purea ed il composto prenderà l’aspetto di una crema omogenea e rosata. In un pentolino a parte mettete il liquore ed i fogli di colla di pesce strizzati, ponete sul fuoco a fiamma bassissima e fate sciogliere completamente, appena avrete liquefatto il tutto versate nella ciotola contenente la crema di ricotta alle fragole continuando a mescolare con le fruste a bassa velocità. Riprendete dal frigo la tortiera con la base di biscotto, versate la crema di ricotta e fragole e rimettete in frigo a rapprendere per almeno 6-8 ore. Al momento di sformare il dolce per evitare di rovinalo passate sull’esterno dello stampo uno straccio bagnato con acqua calda ed eventualmente aiutatevi con un coltello a lama piatta a “scollare” il dolce dai lati della tortiera prima di aprirla. Poco prima di servirlo decorate il dolce con fragole fresche tagliate a fettine e foglioline di menta fresca oppure con dei canditi verdi in modo da ottenere un effetto cromatico piacevole.


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TEMPO

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Cucina

Cucina

Recetas para aromatizar con Salsa di hierbas Senape: su propio aceite ricetta di de La oliva Cucina Italiana

Cuando juntamos los aromas y sabores de las hierbas aromáticas con el del aceite de oliva virgen extra estamos creando : muy especial. un nuevo aderezo que encierra la esencia del Mediterráneo. Sus ensaladas, carnes o pescadosINGREDIENTI tendrán un toque polvere di senape 100 gr Es muy fácil con nuestras recetas. Imprescindible utilizar aceite de oliva virgen extra Proporciones de hierbas aromáticas ACEITE A LA ALBAHACA Para preparar una botella de 1/2 litro: 25 gr de albahaca fresca y una cucharadita de sal PREPARAZIONE ACEITE A LOS QUATRO AROMAS

P

er la ricetta classica dellalitro: salPara preparar una botella de 1/2 sa di senape, fate bollire 50 g l 10 gr de o una aramidi aceto conromero 20 g diseco scalogno ronta fresca delle, un rametto di timo e 1-2 foglie l 10 gr de tomillo seco o una ramidi alloro. ta fresca l 10 gr de orégano seco o una ramita fresca Dopo 2-3’ di bollore spegnete l 10 gr de albahaca secaRaccogliete o una rae lasciate raffreddare. mita fresca la senape in polvere in una ciotola l 1 cucharadita y media de sal

Preparación Es preferible utilizar las hierbas frescas, si esto no fuera posible recurra a las secas. 1. Limpiar las hierbas frescas. Si provienen de una maceta será suficiente con pasarles un papel de celulosa o Si las ha cogido contrapo. un cucchiaino colmodel di campo curcuy tuvieran mucha arena, páselas ma, mezzo cucchiaino di zenzero, un por un poco de agua, pero tendrá cucchiaino di coriandolo, 30 g di zucque esperar a que estén perfecchero di canna, 10 g di olio, 170 g di tamente secas. acqua fredda un pizzico di sale. 2. Triture las ehierbas y colóquelas en un recipiente de cristal limpio y Unite añadal’aceto un poco de sal a medida filtrato e mescolate que las va colocando. Algunas de con cura con la frusta ottenendo una recetas llevan pimienta salsa. Sigillate la ciotola con lablanpellicola, ca en grano. Esta se añade sin rimescolate la salsa ogni tanto e fatemachacar. la in el frigo per una settimana 3. riposare Se añade aceite de oliva virgen extra (usted deci-

scalogno zucchero di canna de la variedad que más le guste) curcuma in polvere procurando que el aceite las cutimo bra. Debe estar unos 2-3 cm por alloro encima. Se tapa herméticamente zenzero in polvere y se deja macerar unos 20 días coriandolo in polvere en un lugar con poca luz y fresco. aceto di mele Nunca en la nevera. olio extravergine d’ oliva 4. Cuando se utilicen se pueden cosale lar o no. Queda muy decorativo colocar una ramita de la hierba quedise ha utilizado en su prepaprima consumarla. Potete preparare ración cuando se vayan a utilizar. questa salsa anche con i semi di senaembargo, es pe,Sin bianchi, marronilao maceración neri. preferible hacerla con las hierbas machacadas o trituradas. Mettetene in ammollo 100 g coMaría Val, Sabormediterraneo.com perti di acqua, per almeno 30’, poi scolateli, bagnateli con l’aceto filtrato e lasciateli insaporire per almeno 4 ore. Infine frullateli con il resto degli ingredienti: la consistenza finale resterà più rustica di una senape fatta con la polvere.

Centro Comercial Plaza La Trinidad piso 1, local 24 - 25 Calle San Rafael, La Trinidad. Telfs: (0212) 941.1971 - 945.8497 - Rif.: J-30533143-0 52 52

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Cucina

Carpaccio di Tonno INGREDIENTI 250 g di filetto di tonno fresco affettato molto sottilmente 4 Cucchiai di succo di limone 4 Cucchiai d’Olio Extra Vergine d’oliva 1 cuore di sedano affettato a listarelle 100 g d’olive snocciolate sale e pepe q.b. 4 foglie di basilico 4 fette di pane

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PREPARAZIONE Disponete le fettine di tonno su un piatto di portata e conditele con il succo di limone, un pizzico di sale e pepe, lasciando marinare per 5 o 10 minuti. Nel frattempo condite le fette di pane con l’olio extra vergine d’oliva e con un pizzico di sale e pepe, quindi ponetele in forno a tostare con il grill da entrambi i lati per un paio di

minuti fino ad ottenere una bella doratura. Sgocciolate quindi le olive, tagliatele a rondelle e mescolatele al sedano tagliato sottile e al basilico. Ricoprite quindi il carpaccio con la guarnizione appena preparata e servitelo accompagnato dai crostini di pane tiepidi.


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