Page 1

oblo.nove@yahoo.it

www.parrocchiamaddalena.it Notiziario della Parrocchia di S. Maria Maddalena al Forte Procolo anno XXXIX n. 2 – Giugno 2018

Questo è l’augurio che mi sento di rivolaugurarci “Buona Estate” acquista un sigere a tutti in questo momento dove il gnificato più ampio: vuol dire buon mancaldo si fa più sentire, le giornate sono tenimento degli impegni del bravo cribelle e lunghe, la scuola finisce, le vastiano, buona testimonianza di vita dove canze iniziano e qualcuno già parte per ci troveremo a passare un po’ di meritati le ferie! Buona Estate! Con una attenziogiorni di riposo, buon servizio nei conne, che ci offre San Giovanni Bosco, che fronti degli ultimi che, forse proprio duquando faceva le raccomandazioni ai rante le vacanze, rischiano di rimanere suoi ragazzi dell’Oratorio che tornavano ancora più soli del solito, buone occasioai loro paesi per le vacanze era solito dini per vivere momenti di aggregazione, re loro: “Attenti perché l’estate è la vendi servizio, di testimonianza, di animademmia del diavolo!”. Perché, mi chiedo, zione, soprattutto nei confronti dei più una frase così forte? Perché l’estate, olgiovani. E allora ben vengano le propotre che offrirci tutte quelle belle cose di ste che anche la Parrocchia mette in cui parlavo anche all’inizio, spesso ci cantiere per i prossimi mesi. rende pigri e non vigili e attenti ai nostri Le proposte, come si vede dall’elenco, ci doveri e impegni di uomini, di cittadini e, sono e sono tante! Non resta che partesoprattutto, di cristiani! Per esempio nocipare, sentirle nostre e, magari, anche to come la nostra chiesa nei mesi estivi mettersi a servizio. Vinciamo le nostre si svuoti e, dentro di me, spero che si paure e i nostri egoismi, buttiamo via riempiano quelle dei luoghi di villeggiatura, sia al Il campo per le elemare che in mentari: dall’11 al 16 giugno a Fai della Paganella (TN), il pellemontagna… Ma grinaggio in Terra Santa dal 27 giugno al 5 luglio, il Grest Estiso che non è vo dal 2 al 21 luglio presso le opere Parrocchiali, il campo per i sempre così e ragazzi delle Medie dal 16 al 21 luglio, sempre a Fai della Pagache, in vacanza, nella, i campi del reparto, dei lupetti, del clan e del noviziato ci si sente giustidegli scout, il campo per gli adolescenti dal 21 al 25 agosto a ficati a saltare la Carbonare di Folgaria e la gita-pellegrinaggio a Barcellona e Messa della doLourdes dall’11 al 18 settembre. Infine, dal 30 agosto al 2 setmenica, le pretembre viene riproposta anche quest’anno la bellissima espeghiere e il raprienza comunitaria della sagra. Sarà anche quest’anno l’occaporto quotidiano sione per incontri di amicizia e fraternità, prima della ripresa con il Signore, dell’anno pastorale. E, il 2 settembre, in occasione della Mesad evitare i nosa e del pranzo comunitario, festeggeremo con don Giovanni i stri impegni di 50 anni del suo sacerdozio. servizio e quelli di carità! Allora SOMMARIO Pag. 4-5...... Pr ime confessioni Pag. 6…….. Prime comunioni

Pag. 7……....... Cooperativa Faliero Pag. 10-11........ Or dinazione di don Giacomo


2

oblò 9

…PRIMA PAGINA

l’idea tentatrice che ci fa sempre dire “ma ce ne sono tanti, che facciano loro”. Così pensando, oltre che restare chiusi nel nostro recinto, non offriamo un po’ di tempo e di aiuto alla comunità che per continuare a vivere e crescere ha bisogno veramente del contributo di tutti e di ciascuno. Spesso sento vari “amarcord” del bel tempo che fu, o “si stava meglio una volta!!!” Invece che pettegolare, piangerci addosso e vivere di sterili ricordi, rimbocchiamoci tutti un po’ le maniche e facciamo in prima persona qualcosa di concreto per la nostra comunità cristiana. E allora saremo veramente parrocchia, luogo dove si prega, si sta insieme, si cresce, si matura e ci si mette ognuno in comunione con l’altro! Questo serve! Guardare avanti!!! Con fiducia, impegno e speranza!!! E allora…, in questo senso…, Buona Estate! Don Michele, Parroco

Un pensiero di Papa Francesco... L’ESORTAZIONE APOSTOLICA DI PAPA FRANCESCO SULLA SANTITÀ NEL MONDO COMTEMPORANEO

Non un "trattato" ma un invito a far risuonare nel mondo contemporaneo una vocazione universale, la chiamata a diventare santi. E' questo l'obiettivo dichiarato di papa Francesco per l'Esortazione apostolica "Gaudete et exsultate". Il papa sottolinea che si diventa santi vivendo le Beatitudini, la strada maestra perché “controcorrente” rispetto alla direzione del mondo. Si diventa santi tutti, perché la Chiesa ha sempre insegnato che è una chiamata universale e possibile a chiunque, lo dimostrano i molti santi “della porta accanto”. La vita della santità è poi strettamente connessa alla vita della misericordia, “la chiave del cielo”. Dunque, santo è chi sa commuoversi e muoversi per aiutare i miseri e sanare le miserie. Non un “trattato” ma un invito. È proprio lo spirito della gioia che papa Francesco sceglie di mettere in

apertura della sua ultima Esortazione apostolica. Il titolo “Gaudete et exsultate”, “Rallegratevi ed esultate”, ripete le parole che Gesù rivolge “a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua”. Nei cinque capitoli e nelle 44 pagine del documento, il papa segue il filo del suo magistero più sentito, la Chiesa prossima alla “carne di Cristo sofferente”. I 177 paragrafi non sono, avverte subito, “un trattato sulla santità con tante definizioni e distinzioni”, ma un modo per “far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità”, indicando “i suoi rischi, le sue sfide, le sue opportunità” (n. 2). Prima di mostrare cosa fare per diventare santi, il Papa si sofferma nel primo capitolo sulla “chiamata alla santità” e rassicura: c’è una via di perfezione per ognuno e non ha senso scoraggiarsi contemplando “modelli di santità che appaiono irraggiungibili” o cercando “di imitare qualcosa che non è stato pensato” per noi (n. 11). “I santi che sono già al cospetto di Dio” ci “incoraggiano e ci accompagnano” (n. 4), afferma il papa. Ma, soggiunge, la santità cui Dio chiama a crescere è quella dei “piccoli gesti” (n. 16) quotidiani, tante volte testimoniati “da quelli che


3 vivono vicino a noi”. Nel secondo capitolo, il papa stigmatizza quelli che definisce “due sottili nemici della santità”, già più volte oggetto di riflessione tra l’altro nelle Messe a Santa Marta, nell’Evangelii gaudium, come pure nel recente documento della Dottrina della Fede, Placuit Deo. Si tratta dello gnosticismo e del pelagianesimo, derive della fede cristiana vecchie di secoli eppure, sostiene, di “allarmante attualità” (n. 35). Lo gnosticismo, osserva, è un’autocelebrazione di “una mente senza Dio e senza carne”. Si tratta, per il papa, di una “vanitosa superficialità”, una “logica fredda” che pretende di “addomesticare il mistero di Dio e della sua grazia e così facendo arriva a preferire un Dio senza Cristo, un Cristo senza Chiesa, una Chiesa senza popolo” (nn. 37-39). Il neopelagianesimo è, secondo papa Francesco, un altro errore generato dallo gnosticismo. A essere oggetto di adorazione qui non è più la mente umana, ma lo

“sforzo personale”, una “volontà senza umiltà”, che si sente superiore agli altri perché osserva “determinate norme” o è fedele “a un certo stile cattolico” (n. 49). Francesco ricorda, invece, che è sempre la grazia divina a superare “le capacità dell’intelligenza e le forze della volontà dell’uomo” (n. 54). Talvolta, constata, “complichiamo il Vangelo e diventiamo schiavi di uno schema” (n. 59). Al di là di tutte “le teorie su cosa sia la santità”, ci sono le Beatitudini. Francesco le pone al centro del terzo capitolo, affermando che con questo discorso Gesù “ha spiegato con tutta semplicità che cos’è essere santi” (n. 63). Il papa le passa in rassegna una alla volta. Dalla povertà di cuore, che vuol dire anche austerità di vita (n. 70), al “reagire con umile mitezza” in un mondo “dove si litiga ovunque” (n. 74).Dal “coraggio” di lasciarsi “trafiggere” dal dolore altrui e averne “compassione” – mentre il “mondano ignora e guarda dall’altra parte” (nn. 7576) – al “cercare con fame e sete la giustizia”, mentre le “combriccole della corruzione” si spartiscono la “torta della vi-

ta” (nn. 78-79). Dal “guardare e agire con misericordia”, che vuol dire “aiutare gli altri” e “anche perdonare” (nn. 8182), al “mantenere un cuore pulito da tutto ciò che sporca l’amore” verso Dio e il prossimo (n. 86). E infine, dal “seminare pace” e “amicizia sociale” con “serenità, creatività, sensibilità e destrezza” – consapevoli della difficoltà di gettare ponti tra persone diverse (nn. 88.-89) – all’accettare anche le persecuzioni, perché oggi la coerenza alle Beatitudini “può essere cosa malvista, sospetta, ridicolizzata” e, tuttavia, non si può aspettare, per vivere il Vangelo, che tutto attorno a noi sia favorevole (n. 91). Una di queste Beatitudini, “Beati i misericordiosi”, contiene per papa Francesco “la grande regola di comportamento” dei cristiani, quella descritta da Matteo nel capitolo 25 del “Giudizio finale”. Questa pagina, ribadisce, dimostra che “essere santi non significa (…) lustrarsi gli occhi in una presunta estasi” (n. 96), ma vivere Dio attraverso l’amore agli ultimi. Purtroppo, osserva, ci sono ideologie che “mutilano il Vangelo”. Rimarcato, dunque, che il “godersi la vita”, come invita a fare il “consumismo edonista”, è all’opposto del desiderare di dare gloria a Dio, che chiede di “spendersi” nelle opere di misericordia (nn. 107-108), il Santo Padre passa in rassegna nel quarto capitolo le caratteristiche “indispensabili” per comprendere lo stile di vita della santità: “sopportazione, pazienza e mitezza”, “gioia e senso dell’umorismo”, “audacia e fervore”, la strada della santità come cammino vissuto “in comunità” e “in pre-


4

VITA DI COMUNITÀ

ghiera costante”, che arriva alla “contemplazione”, non intesa come “un’evasione” dal mondo (nn. 110-152). E poiché, prosegue, la vita cristiana è una lotta “permanente” contro la “mentalità mondana che ci intontisce e ci rende mediocri” (n. 159), il papa conclude nel quinto capitolo invitando al “combattimento” contro il Maligno, che, scrive, non è “un mito”, ma “un essere personale che ci tormenta” (nn. 160-161). Le sue insidie, indica, vanno osteggiate con la “vigilanza”, utilizzando le “potenti armi” della preghiera, dei Sacramenti e con una vita intessuta di opere di carità (n. 162). Importante, continua, è pure il discernimento, particolarmente in un’epoca “che offre enormi possibilità di azione e distrazione” – dai viaggi, al tempo libero, all’uso smodato della tecnologia – “che non lasciano spazi vuoti in cui risuoni la voce di Dio” (n. 29). Francesco chiede cure specie per i giovani, spesso “esposti – dice – a uno zapping costante” in mondi virtuali lontani dalla realtà (n. 167). “Non si fa discernimento per scoprire cos’altro possiamo ricavare da questa vita, ma per riconoscere come possiamo compiere meglio la missione che ci è stata affidata nel Battesimo”. Nello spirito del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa, chiediamo e invochiamo il dono di una vita santa per noi e per tutti i fratelli e sorelle sparsi per il mondo, spronati dai Santi che vivono la gloria del paradiso, ma anche da quei santi che vivono nella porta accanto. a cura di don Giacomo

oblò 9

LA FESTA DELLA UN MOMENTO Il 17 aprile, nel pomeriggio, si sono celebrate nella nostra parrocchia le prime Confessioni, meglio dette Festa della Riconciliazione. I bambini sono stati 19 tra gli 8 e i 9 anni: ANNA, ANDREA, ANTONIO, CATERINA, CESARE, CHRISTIAN, EDOARDO, EMMA, FILIPPO, JACOPO, KARIM-GIUSEPPE, LINDA, MARTINA, MATTEO, MATTIA, NICOLA, NICOLÒ, SERENA, SERGIO. Erano pronti e tanto emozionati, hanno vissuto il loro primo incontro di riconciliazione/perdono con Dio che è amore, accompagnati dalle loro famiglie. Hanno frequentato gli incontri di catechismo durante l'anno più o meno con costanza e, con le catechiste, hanno riscoperto il loro Battesimo, conosciuto l'amore di Dio Padre/Madre che ha un cuore grande e non esclude nessuno, che ci dà tanti doni, ma noi a volte li sciupiamo. I bambini hanno conosciuto e imparato a confrontarsi con le dieci regole dateci da Dio, sottolineando l'importanza di santificare la festa con la Messa della domenica e di vivere sempre il comandamento dell'amore insegnatoci da Gesù. Hanno imparato a fare l'esame di coscienza e a sapere quando si ha bisogno del perdono di Dio e come prendersi un impegno (proposito). Hanno sempre camminato con Gesù ascoltando la sua Parola e imparando a pregare. Con le catechiste hanno scelto un parti-


VITA DI COMUNITÀ

5

RICONCILIAZIONE, SEMPRE IMPORTANTE PER I NOSTRI BAMBINI colare brano del Vangelo tratto dalle parabole: la "pecorella smarrita", che li ha accompagnati sino alla celebrazione della Riconciliazione. La bella parabola è stata ascoltata, capita e vissuta perché tutti si sono riconosciuti nella pecora smarrita, che Gesù cerca, perdona, senza sgridarla, fa festa con lei e le altre 99. I bambini durante il loro cammino di preparazione hanno avuto tanti dubbi e domande, alle quali ha dato risposta anche il nostro don Giacomo. La celebrazione ben partecipata ha toccato i loro cuori e quello dei genitori, che non sono semplici spettatori, ma protagonisti del cammino di fede dei loro figli. Dopo le confessioni celebrate da don Michele e da don Massimo, c'è stato un momento di festa conclusosi con la Santa Messa. Si sa, il sacramento del perdono è un po’ dimenticato e poco

vissuto; auguriamoci e preghiamo che i bambini del catechismo e tutti noi possiamo viverlo con gioia, con la certezza che Dio Misericordia ci aspetta sempre a braccia aperte per perdonarci e fare festa con Lui.

I bambini che quest’anno si sono accostati per la prima volta al Sacramento della Riconciliazione fanno festa tutti insieme alla fine della Messa rompendo un enorme uovo di Pasqua!


6

VITA DI COMUNITÀ

oblò 9

PRIME COMUNIONI

Grazie Gesù …..

Domenica 6 maggio 2018 don Michele, don Massimo, don Giacomo e don Alessandro hanno concelebrato la S. Messa, in cui hanno ricevuto la Prima Comunione venti bambini: SARA MARTINAS, ALESSANDRO GRAUSO, ARIANNA SIANO, CHRISTIAN SANNINO, DALILA BONETTI, FABIO DAL BOSCO, GIACOMO AVESANI, MATTIA LEONETTI, VALENTINA BORRIELLO, ISABEL MESSORI, JACOPO BERTAGNOLI, LORENZO AMBROSIO, MARIA CORDIOLI, BIANCA VAONA, VALENTINA BASSOTTO, SILVIA MARCHIONNE, ALLEGRA ROSSI, MARTIN MARSALA, LEONARDO LENCI e MATTIA TURLON. Don Michele nell’omelia, parlando ai bambini ed alla comunità, ha messo in evidenza alcuni punti importanti ripresi dalle letture e dal Vangelo: “Dio non fa preferenze di persone… Dio è Amore… Gesù si è fatto dono per tutti noi… Gesù è un vero amico”. Inoltre, ha sottolineato come il 6 maggio 2018 sarà una data che ricorderanno per sempre, proprio come è avvenuto per i loro genitori che, durante la cerimonia, mentre erano vicini ai loro figli, hanno ripensato al giorno in cui si sono accostati per la prima volta all’Eucaristia. I bambini, dopo aver ricevuto Gesù Eucaristia per la prima volta, hanno fatto il canto di ringraziamento: “Grazie, Gesù…”. In quel momento lo hanno ringraziato con la preghiera del cuore, chiedendogli le cose più importanti e più belle per la loro vita e per la loro famiglia. Sia i bambini, che i genitori hanno partecipato con profonda emozione, leggendo la Parola di Dio e le preghiere dei fedeli, e presentando i doni all’offertorio, mentre il coro e i musicisti hanno reso gioiosa la Santa Messa. Anche in questa occasione, il Signore attraverso i suoi sacramenti si è reso visibile nei nostri cuori. In ogni momento in cui riceviamo i suoi doni, lo sentiamo vivo e presente. Ancora una volta con il suo agire nella nostra vita ci sorprende!

Carissimi bambini e bambine, il giorno della Prima Comunione è finalmente arrivato. Sappiamo che l’avete atteso con gioia e trepidazione. Noi catechiste abbiamo pregato tanto per voi ed abbiamo cercato di accompagnarvi in questo anno con amore. Chiedete a Gesù di stare sempre con voi e di indicarvi la strada giusta da seguire. Affidatevi a Lui, così diventerà il vostro Amico, da cercare soprattutto attraverso la preghiera di ogni giorno e partecipando alla S. Messa domenicale. Cari bambini, lasciatevi amare da Gesù. le vostre catechiste


VITA DI COMUNITÀ

7

SIAMO ANDATI A TROVARE FRANCESCO

La Cooperativa è proprio benedetta da Dio. Dopo aver vissuto due meravigliosi incontri con papa Giovanni Paolo II, è arrivato anche quello con papa Francesco. Da un bel po’ si cercava l’occasione e si pregavano i nostri “santi in terra” perché si potesse realizzarla. Ed ecco che le cose si mettono bene e ci viene proposta la data del 30 maggio. Cosa fare? Si mette in moto tutto l’ambaradan: la logistica, il trasporto, il dono da portare al papa, l’abbigliamento (che si è rivelato determinante) e… via! Ci accompagna anche don Giacomo, sacerdote da soli dieci giorni. ll programma è serrato, ma ci sta anche una visita a S. Paolo fuori le Mura. Meravigliosa Basilica! Pertanto un saluto a S. Paolo, un saluto a S. Pietro e un abbraccio a Francesco. C’è tutto. Come dire: tutto programmato e… tutto imprevisto. I posti nella piazza non sono dei migliori, la confusione è tanta, qualche piccola delusione per i genitori e gli amici che ci hanno accompagnato a completamento dei posti in pullman, il tempo che da un cielo nero e minaccioso si apre in un caldo afoso. Sembra quasi una mezza sconfitta. Ma ecco che don Renzo – nostro principale “santo in terra” che vuole bene alla cooperativa – si attiva da par suo e si spende in lunghe telefonate smuovendo comandanti di Guardie Svizzere, segretari del papa e non si sa chi altro. Meglio non sapere (ma in fondo si sa) per dare la possibilità ai nostri “ragazzi” di sedere nella platea in fondo alla scalinata, di incontrare Francesco nella sua passeggiata in mezzo a noi, di abbracciarlo, sentire una Sua parola “personale”, bearsi del Suo sorriso. Come si può trasmettere a tutti l’emozione, la felicità, la commozione dei nostri ragazzi? E’ stato un premio, un incoraggiamento più che meritato, uno scambio di affetto sincero che nella vita ciascuno dovrebbe provare. Noi vorremmo condividere con tutti un pezzetto di questa felicità e di questo Amore che ci è stato donato, perché sappiamo che è solo condividendolo che si moltiplica. Diciamo forte insieme un GRAZIE che arrivi a tutti e per tutto e un arrivederci alla prossima visita in Vaticano, perché contiamo che ci sarà, trovandoci pronti, perché tanto sappiamo che sarà meravigliosamente perfetta e imprevedibile come questa.


8

oblò 9

VITA DI COMUNITÀ

CONDIVIDENDO LA QUOTIDIANITÀ

Da martedì 13 a sabato 17 marzo noi ragazzi del gruppo adolescenti abbiamo avuto la bellissima opportunità di stare in compagnia all’Eremo di san Rocchetto e di trascorrere insieme la convivenza, come ormai tradizione da diversi anni. È stata una settimana ricca di attività: la mattina la sveglia era presto (molto presto!), ma facevamo colazione tutti insieme e poi si partiva per andare a scuola: chi in autobus, chi a piedi, chi in bici. Terminate le lezioni, tornavamo all’Eremo per mangiare insieme e, se eravamo fortunati, anche al tavolo fuori. Ai momenti di divertimento si affiancavano quelli del dovere: c'era chi doveva apparecchiare, chi lavare i piatti, chi pulire i bagni, chi aiutare a preparare la cena, ecc. Ma, si sa, insieme tutto diventa divertente… anche pelare patate! Il pomeriggio facevamo i compiti (eh sì, i prof non ci hanno graziato!) e poi giocavamo o passavamo del tempo divertendoci in compagnia. La sera, dopo essere tornati dagli eventuali impegni (sport,...) e dopo aver cenato, facevamo varie attività: abbiamo visto un film, ascoltato una testimonianza, giocato e molto altro. Ma la sera più bella è stata in assoluto quella nella quale abbiamo cantato tutti insieme al nostro ospite d’eccezione: Pietro, il direttore del coro della nostra parrocchia, che è venuto a raccontarci la sua esperienza di servizio! La convivenza è un’esperienza bellissima,

che ti insegna a stare con gli altri, ma anche ad assumerti le tue responsabilità, sempre divertendoti. Non potremo certo mancare a quella dell’anno prossimo!

Sacramenti... Funerali In questi ultimi mesi sono tornati alla casa del Padre questi nostri fratelli e sorelle, che affidiamo alla misericordia del Signore: Disarò Mario Battesini Attalo Branchetti Ermelinda

Battesimi Hanno celebrato il santo Battesimo e sono entrate nella comunità cristiana: Caria Ambra Carpana Alice


VITA DI COMUNITÀ

9

LA TRATTAZIONE DELLA PAROLA NELLE FAMIGLIE Già da qualche anno si sta consolidando nella nostra parrocchia l’esperienza di ritrovarsi nelle varie abitazioni, in gruppi di otto-dodici fedeli, per approfondire e meditare un brano della Bibbia. Quest’anno, nei quattro incontri serali programmati con cadenza settimanale nel Tempo di Pasqua, si sono sviluppati altrettanti brani tratti dagli Atti degli Apostoli, già presentati dai nostri sacerdoti in quattro conferenze serali durante la Quaresima. Questa nuova modalità, unitamente ai ricchi commentari messi preventivamente a disposizione, ha dato modo a tutti di intervenire più preparati agli incontri, determinandone quindi una riuscita ancora migliore, sostenuta da una partecipazione appassionata e fiduciosa. I brani della Parola hanno interpellato i partecipanti in ordine a temi oggi più che mai insistentemente attuali: At 8, 26-39 “Alzati e va sulla strada”: che cosa vuol dire evangelizzare e che cosa può fare ognuno di noi; At 9, 1-19 “Paolo il missionario”: l’esperienza della conversione nella nostra vita; At 10, 1-48 “La Pentecoste dei pagani”: con riferimento alla nostra parrocchia, chi è vicino, chi è lontano, da chi e da dove? At 11, 19-30 “Modello Antiochia”: quale nuovo modo di essere discepoli nel contesto storico-culturale che stiamo vivendo oggi? La coincidenza del libro affrontato con le letture previste dalla liturgia pasquale, ha aggiunto significato e valore agli incontri. All’interno dei gruppi, i feedback sono stati oltremodo positivi: pregare insieme, nelle case, e far emergere l’attualizzazione della verità della Parola nella storia e nell’oggi di ognuno e della comunità, hanno rappresentato una preziosa occasione di condivisione di vissuti molto autentici. È stata una profonda esperienza

ecclesiale, che ha dato spazio a diverse forme di fede, con l’intento di ritrovarsi intorno alla Parola. Un prezioso momento d’interazione e di scambio tra le persone, un’occasione di dialogo che migliora la qualità della relazione tra i fedeli. E’ emersa, soprattutto, la difficoltà che s’incontra nel vivere la Parola in modo vero, originale. È affiorato il bisogno di una quotidiana conversione, di preghiera e di carità, come anche il sofferto desiderio di vedere gli amici, i conoscenti e specialmente i giovani, forse un po’ tiepidi a queste proposte di condivisione, capaci di infiammarsi alla verità della Parola e di aspirare alla partecipazione a questi gruppi. In sintesi, si è trattato di incontri che hanno fatto emergere un importante aspetto della fede: quello di essere una fede in cammino. I racconti meditati e le esperienze percorse rivolgono decisamente lo sguardo verso una meta finale, un avvenire lontano, del quale però già si vedono le gemme e si odorano i profumi dei primi fiori.


10

VITA DI COMUNITÀ

oblò 9

IL PRIMO SALUTO ALLA NOSTRA COMUNITÀ «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini. E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono». Carissimi fratelli e sorelle! Vorrei condividere con voi questa frase detta da Gesù che troviamo nel Vangelo di Luca al capitolo 5, versetti 10 e 11. E’ la frase che ho scelto come “motto” in vista della mia Ordinazione Presbiterale che ho ricevuto il 19 maggio nella Chiesa Cattedrale di Verona; soprattutto, però, è la frase che voglio mi accompagni come prete del Signore e di S. Filippo Neri. Questa frase la troviamo nel brano conosciuto come la “pesca miracolosa”, dove Gesù, rivolgendosi a Simon Pietro, dice: “Prendi il largo e calate le reti per la pesca”. Simon Pietro, dopo aver vissuto una pesca infruttuosa e con scarsissimo rendimento, si fida adesso della parola di Gesù e non esita a svolgere nuovamente il suo lavoro di pescatore: proprio per questo suo fidarsi della parola di Gesù, la pesca sarà abbondante. Simon Pietro, riconoscendosi povero di fronte alla grandezza di Dio, vede che il Signore stesso si abbassa, gli si avvicina e dice: “Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini”, e per questo anche gli altri apostoli insieme a Pietro lasciano tutto, lasciano le barche a terra per seguire e per stare con Gesù; lasciano tutto perché Gesù li ha chiamati ad essere pescatori di uomini, cioè li ha resi annunciatori e messaggeri del Vangelo, che è parola di vita e di salvezza. Questo è il vero miracolo: il dono della chiamata a seguire da vicino Gesù ed essere suoi pescatori per portare a Lui molti fratelli e sorelle. Ecco, cari fratelli e sorelle della parrocchia di Santa Maria Maddalena! In questa frase del Vangelo è racchiuso il passato della mia infanzia e adolescenza vissute nella mia parrocchia di origine, della quale sono particolarmente orgoglioso e fiero di esserne stato parte. Penso quando il Signore mi ha chiamato alla vita, in particolare servendosi della mia mamma Lidia e del mio papà Franco e mi ha messo accanto a mio fratello Michele. Non mi hanno mai lasciato solo, specialmente quando la strada in qualche momento si è fatta un po’ ripida. A loro va tutta la mia riconoscenza e il grazie sincero per tutto quello che hanno fatto e mi hanno donato. Qui il pensiero va anche a tutti i miei familiari che, a diverso titolo, mi hanno aiutato e mi sono stati vicini. E con tanta nostalgia e fede penso a quei parenti, ai nonni paterni, alla mia nonna materna e ad alcuni amici che ora godono della gloria del Paradiso. Penso anche ai preti con i quali ho condiviso delle esperienze significative sia come chierichetto nel servizio all’altare, sia in Oratorio nel servizio di animazione ai grest e ai campiscuola. La testimonianza di vita presbiterale dei miei sacerdoti d’infanzia è stata importante per l’esempio che mi hanno dato, per comprendere meglio il mio cammino vocazionale. Nella frase del Vangelo di Luca che ho citato all’inizio è racchiuso anche il mio presente. Penso in modo particolare alla Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Verona della quale faccio parte: voglio sottolineare come in questi anni, e anche in questo momento particolare della mia vita, mi stia accompagnando e sostenendo con gioia e con la preghiera. Qui ho trovato il modo per poter esprimere il mio essere cristiano. Ho trovato il modo in cui poter condividere quei talenti che il Signore ha seminato nella mia vita. Ho trovato una Congregazione che si impegna a vivere come una famiglia e che, passo dopo passo, alla scuola di San Filippo Neri, mi ha accompagnato nella formazione alla vita filippina, nella preghiera, nelle attività pastorali, nella vita comunitaria e nello studio. Questa comunità mi ha aiutato ad essere uomo,


VITA DI COMUNITÀ

11

DI DON GIACOMO NOVELLO SACERDOTE cristiano e ora mi sta accompagnando ad essere consacrato per sempre al Signore Gesù come prete, seguendo il modello di San Filippo: questo grande Santo della gioia cristiana è anche patrono principale del Clero della nostra Diocesi di Verona e compatrono della città. Questa frase-slogan mi ha insegnato ad essere pescatore di uomini con quella gioia che nasce dall’incontro con Cristo nell’Eucaristia e nel Vangelo, pur in mezzo alle difficoltà e alle sfide della quotidianità. Mi ha insegnato a lasciare la barca a riva perché ciò che conta è il Signore Gesù. Ecco il senso del futuro! Quali cose mi aspettano dunque, mi chiedo, dopo l’Ordinazione? Mi aspetta la vita di ogni giorno, ma con la consapevolezza che sono per sempre consacrato a Lui, a Gesù, il quale mi ha donato la cosa più bella che possa avere: il dono della chiamata e il dono di essere suo pescatore di uomini, il dono di essere Prete! Continuerò a seguire le attività pastorali proprie della Congregazione e sarò anche al servizio del nostro Vescovo di Verona in quanto incardinato anche nella Diocesi. Ringrazio quindi di cuore la Congregazione dell’Oratorio che mi ha accolto e accompagnato; ringrazio in modo particolare don Michele per avermi accompagnato in questo anno qui in parrocchia non solo come Superiore della Congregazione, ma anche come il mio parroco, che mi ha guidato come un padre e mi ha sostenuto nella difficoltà; grazie al carissimo don Massimo per aver condiviso con me questa esperienza e per aver preparato con tanto impegno, amore e passione, i momenti di preghiera e di festa in vista della Ordinazione e della Prima Messa. Ringrazio anche il Vescovo di Verona Sua Ecc. mons. Giuseppe Zenti che mi ha ordinato diacono lo scorso anno, e sacerdote il 19 maggio scorso. Concludo queste poche righe chiedendovi di pregare per me e per il mio futuro ministero presbiterale, per la mia famiglia e per la Congregazione dell’Oratorio di Verona. Nel ringraziare tutti quanti voi, carissimi fratelli e sorelle di Santa Maria Maddalena per il vostro affetto e la vostra generosità, vi chiedo di affidarci tutti insieme alla Madonna perché interceda per noi e perché io possa essere per sempre un Prete Santo e “pescatore di uomini” fino alla fine dei miei giorni. Vi abbraccio nel Signore e in San Filippo Neri. don Giacomo


12

VITA DI COMUNITÀ

oblò 9

MESE DI MAGGIO: LA SANTA MESSA CELEBRATA NEI CONDOMINI DEL QUARTIERE. La Messa è il memoriale dell’ultima Cena, della morte e della risurrezione di Gesù. Sull’ altare è resa veramente presente la Pasqua di Gesù. La Messa è un invito a far festa, si incontrano molte persone che si vogliono bene, che hanno condiviso momenti gioiosi e tristi della comunità e che fanno parte della storia e della vita di ciascuno. Ma, soprattutto, a Messa ci attende il grande amico Gesù. La comunità si raduna sotto la presidenza del sacerdote che celebra il sacrificio eucaristico. Cristo è veramente presente: nell'assemblea riunita in suo nome, nel sacerdote, nella Parola e nell'Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana. Una delle intuizioni con cui, dai primi passi della nostra comunità, si é cercato di dare risposta alle attese dei parrocchiani, è stata la scelta di celebrare l’Eucaristia presso i palazzi del quartiere, durante il mese di maggio. Ogni anno, i fedeli dei vari condomini attendono con impazienza e devozione questo evento. E’ l’occasione per tutte le persone di celebrare il Sacramento “in casa”: di incontrarsi con Gesù sul pianerottolo. I sacerdoti della nostra parrocchia che si sono avvicendati nel celebrare l’Eucaristia nei condomini hanno trovato l’occasione di portare la presenza di Gesù ai fedeli direttamente nelle case, nelle scale dei palazzi del quartiere, anche e soprattutto alle persone che magari, per motivi di salute o di non più giovane età, faticano

a recarsi in chiesa ogni domenica. Queste sono le persone che più di tutte attendono, apprezzano e auspicano la celebrazione del Sacramento “in casa” propria, tra l’ascensore e l’uscio aperto sulla propria quotidianità. La celebrazione dell’Eucaristia nei vari caseggiati è anche una preziosa occasione di relazione, oltre che con Gesù, anche con i vicini di casa, magari ancora poco conosciuti o poco frequentati. Dopo la celebrazione, la tradizione più consolidata vuole che venga sempre preparato un delizioso buffet di dolcetti, torte e bibite volte a facilitare il successivo momento conviviale e di scambio di commenti, di opinioni, di idee. Occasione, quindi, per rafforzare ancor di più le relazioni tra le persone. Relazioni che rappresentano un patrimonio diretto a contrastare la solitudine che lo stile del mondo d’oggi, spesso, determina. Si pensi, quindi, a quale ulteriore grazia potrebbe nascere nel celebrare l’Eucarestia, oltre che nelle nostre chiese e nei nostri condomini, nelle altre comunità alle quali apparteniamo: nei nostri luoghi di lavoro, nelle fabbriche, negli uffici o nelle aule delle nostre scuole.


VITA DI COMUNITÀ

13

MESE DI FESTEGGIAMENTI IN CASA VERONA16 Ebbene sì, per i ragazzi del gruppo scout è stato un periodo di grandi festeggiamenti, gare e giochi. In occasione del santo patrono degli scout, san Giorgio, in aprile il reparto, cioè i ragazzi dagli 11 ai 16 anni, è stato coinvolto nell'evento della zona Verona Monte Baldo, meglio conosciuto appunto come Giochi di san Giorgio. Circa 300 ragazzi si sono cimentati in giochi e attività che li hanno portati a confrontarsi, giocare assieme e vivere esperienze nella natura. Quest'anno è stato un anno fortunato, perché la nostra squadriglia Aquile è stata una delle tre squadriglie vincitrici dei giochi: che orgoglio! Ma le vittorie non sono finite, perché nel primo week end di maggio il clan, i ragazzi dai 16 ai 20 anni, sono stati protagonisti del loro evento di zona che quest'anno vedeva al centro dell'attenzione una gara teatrale, dove il nostro clan, dopo aver lavorato sodo, si è aggiudicato il primo posto con la sua rappresentazione dal titolo “il Coraggio di aspettare”, a cui avrete potuto assistere in replica presso le opere parrocchiali il 2 giugno, a seguito di una semplice, ma ricca cena. Per ultimi, ma non per importanza, è stato il turno dei nostri Lupetti, che a metà maggio hanno avuto l'occasione di festeggiare, assieme a tutti i bambini della zona, la Festa di Primavera, che quest'anno si è svolta nella cornice della bella Peschiera del Garda, con il tema Robin Hood. Sono stati tutti mo-

menti unici che, come ogni anno, hanno permesso di creare relazioni, stringere amicizie, giocare e condividere le gioie dello stare insieme nello spirito proprio dello scoutismo, basato sulla lealtà e sulla fratellanza. Buona strada e buona caccia! Il gruppo Scout Verona 16

I Lupetti alla Festa di primavera

Vittoria del Clan alla Kermesse teatrale della nostra zona


oblò 9

14

Santi e Sante di Verona: chi sono? Conosciamo meglio San Zeno, patrono della nostra città perché, per primo, condusse tutti i veronesi al battesimo

IL GRANDE E UMILE PATRONO DELLA TERRA VERONESE In concomitanza con la solennità di Pentecoste e con la festosa occasione dell’ordinazione di don Giacomo, quest’anno cadono anche i giorni della festa del Patrono di Verona, san Zeno. Il “vescovo moro”, com’è ricordato dalla tradizione popolare, fu l’ottavo vescovo di Verona tra il 362 e il 372, circa 1650 anni fa. Le notizie su di lui ci sono tramandate dai suoi scritti, novantatré Sermones, cioè “discorsi, omelie”. In queste prediche il Santo elargisce consigli ai fedeli su come vivere una retta vita cristiana, in un periodo storico in cui anche l’autorità civile, rappresentata in particolare dall’imperatore Giuliano, non appog-

giava il culto pubblico di Cristo. Sembra che Zeno, o Zenone, venisse dall’Africa del nord, dalla regione della Mauretania, un’antica provincia romana situata dove oggi vi sono il Marocco e la parte occidentale dell’Algeria. È proprio per quest’origine africana che viene denominato “moro”, anche se vi sono due ipotesi: che da Mauretania si sia passati all’aggettivo “mauro”, e da qui a “moro”, oppure che avesse in effetti la pelle scura come nella famosa statua di San Zen che ride presente nella basilica che porta il nome del Santo, a pochi passi dal nostro quartiere. Un’altra statua si trova nella piccola chiesa di san Zeno in Oratorio, chiamata affettuosamente San Zenetto: qui il vescovo ha invece la pelle chiara, da cui il dubbio sull’effettiva origine dell’appellativo. Entrambe le raffigurazioni condividono un particolare degno di nota: appeso al pastorale del Vescovo c’è un pesce. La tradizione veronese lega volentieri la figura di san Zeno alle acque dell’Adige, tanto che anche una delle famose formelle del portale della Basilica maggiore raffigura il Santo proprio nell’atto di pescare. Il buon Zenone era un monaco, e viveva una vita semplice e frugale, tanto da procurarsi autonomamente il pasto prendendo qualche pesce nel fiume. Proprio a San Zenetto è custodito quello che da sempre viene ritenuto il sasso su cui il Vescovo si sedeva per pescare, proprio lì vicino a dove fu eretta la piccola chiesa, e dove oggi si snoda la passeggiata delle Regaste. Quel luogo era per lui occasione di solitudine, silenzio e meditazione, e nel frattempo, perché no, anche della semplice attività della pesca. Sul sasso è stata posta un’iscrizione in latino, la cui traduzione suona


15 come: “Sopra questo sasso che incombeva sull’onda del fiume, il padre Zeno prendeva i pesci con la canna tremula”. È per questo motivo che il Santo è patrono anche dei pescatori d’acqua dolce. Sempre a San Zeno in Oratorio, probabilmente, è registrato essere avvenuto il più famoso miracolo zenoniano, raccontato da un cronista d’eccezione, san Gregorio Magno. Si narra che durante la festa del Santo celebrata nell’anno 589, i veronesi si riunirono nella chiesa a lui dedicata, ma le acque dell’Adige strariparono per un’alluvione e circondarono l’edificio. L’invocazione dei fedeli al patrono, però, scongiurò miracolosamente che le acque irrompessero dall’entrata, nonostante avessero superato in altezza le finestre della chiesa! I cittadini si salvarono, e la fama della potenza dell’intercessione di san Zeno superò i confini dell’Italia, tanto che in numerosi paesi esteri sono sorte chiese dedicate a lui. A Salisburgo in Austria, per esempio, ve ne sono ben tre. La memoria liturgica di san Zeno è fissata, tradizionalmente, al 12 aprile. La diocesi di Verona, però, ne ha traslato la festa al 21 maggio, giorno del trasferimento della salma del suo vescovo nella cripta di San Zeno Maggiore, datato appunto al 21 maggio 807, ad opera di altri due santi della nostra terra, Benigno e Caro, originari di Malcesine. Di san Zeno sono ricordate due “versioni”: quella tradizionale, che lo vuole un monaco semplice, divenuto poi vescovo, bonario e sorridente, come nella statua di San Zen che ride, e quella patristica, che celebra il vescovo come uno strenuo difensore della fede cattolica di fronte alle eresie, un uomo dalla penna sottile e dalla parola chiara, che con l’esempio di una vita semplice e retta era riuscito a instillare nei veronesi un amore sincero per il Vangelo. Lo stile dei suoi Sermones lo

avvicina a sant’Agostino per l’abbondanza delle immagini con cui spiega i doni delle virtù cristiane della povertà, dell’umil-

tà, della carità, dell’aiuto ai poveri e ai sofferenti. I temi dei suoi discorsi toccavano anche la teologia profonda, riguardante il mistero della Trinità e i sacramenti dell’iniziazione cristiana (il Battesimo, l’Eucaristia e la Confermazione). Unendo le due tradizioni, si ottiene l’immagine di un uomo concreto, sincero nel suo amore verso Cristo e nella sua dedizione al gregge veronese a lui affidato, capace di un esempio di grande umiltà e allo stesso tempo di fermezza e coraggio nella fede. Un santo che anche oggi, se ci rivolgiamo con affetto a lui, ha davvero qualcosa da regalarci nella nostra vita semplice di fedeli.


16

VITA DI COMUNITÀ

oblò 9

INSIEME SI PUÒ!

Anche quest’anno, in collaborazione con “Il Samaritano”, la nostra parrocchia ha dato ospitalità, durante l’inverno, a tre persone senza fissa dimora. E, come già è avvenuto negli anni passati, alcune famiglie hanno preparato per loro la cena. L’iniziativa quest’anno ha avuto inizio con un po’ di ritardo, esattamente il 3 dicembre 2017. L’ultima sera che gli ospiti hanno passato da noi è stata il 5 maggio 2018. Le famiglie coinvolte sono state trentaquattro. Che dire? Credo che l’iniziativa sia molto importante e la ritengo utile per gli ospiti, ma anche per noi. Per gli ospiti, che hanno potuto per alcuni mesi, i più freddi dell’anno, essere alloggiati in una stanza singola e quindi riposare in modo alquanto confortevole, hanno potuto cenare in tranquillità, hanno potuto godere di una notevole autonomia, ovviamente nel rispetto di alcune regole di convivenza. Lo si poteva cogliere dalle loro parole quando, servendo la cena, si scambiava con loro qualche semplice frase. Ma utile anche per noi. ”Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare. Ho avuto sete e mi avete dato da bere…”. Quante volte abbiamo sentito queste parole! E quante volte abbiamo voluto credere che fosse un modo semplice per dire che agli altri, specie se bisognosi, bisogna guardare con occhio benevolo! Ma questa interpretazione rischia di rappresentare per noi un comodo alibi. “Dar da mangiare” significa dar da mangiare e “dar da bere” significa dar da bere. Ospitare queste persone, quindi, è una bella opportunità per noi. E le opportunità vanno colte! Dopo di che, ovviamente, ognuno fa sempre quello che può e che ritiene giusto. Ma forse con un po’ di buona volontà nella nostra parrocchia le trentaquattro famiglie potrebbero diventare qualcuna di più. L’iniziativa verrà ripetuta anche l’anno prossimo. La bella opportunità, quindi, si ripresenterà. Perché non coglierla?

NOVITÀ IN CANTIERE PER IL SAVAL Sta nascendo il Progetto Saval, una nuova iniziativa che interessa cinque quartieri di Verona, tra i quali il nostro. L’intenzione è quella di sperimentare un nuovo modello di “welfare di comunità”: rilevare i bisogni del quartiere, per poi tentare di attivare quei servizi che rispondono alle esigenze degli abitanti, collegando gruppi già esistenti, enti pubblici e privati e promuovendo nuove iniziative. L’idea è portata avanti dal “Consorzio il Solco”, che, nell’arco di tre anni, si attiverà nel territorio. Per realizzarla sarà necessaria la collaborazione di tutti noi. La parrocchia si è già resa disponibile a dare i locali e il gruppo Marta Maria si muoverà per contribuire concretamente ad avviare i primi opportuni contatti. È una buona occasione per partecipare a rendere più vivibile il nostro quartiere.


VITA DI COMUNITÀ

17

Parrocchia S. Maria Maddalena Sei pronto, sei carico? Ti aspettano momenti di giochi, gite in piscina, al mare e tanto tanto divertimento! Quando? Dal 2 al 21 Luglio A chi è rivolto? A tutti i bambini dai 6 anni in su (prima elementare frequentata) Orario? Dalle 9:00 alle 12:30 oppure Dalle 9:00 alle 14:00 (con pranzo incluso) N.B. : Possibilità di scaricare il modulo di iscrizione dal sito della parrocchia: www.parrocchiamaddalena.altervista.org Ti aspettiamo!! don Giacomo e gli animatori

Il coro gospel “The Anytime Singers” si è esibito il 14 aprile davanti ad una chiesa gremita di spettatori, che hanno applaudito con entusiasmo le sue interpretazioni. Un GRAZIE di cuore a don Michele per aver messo a disposizione la chiesa per lo spettacolo, permettendo così la realizzazione di questa manifestazione a favore di un gruppo di giovani, che, durante l’estate, si recheranno presso i nostri amici in Bolivia.


oblò 9

18

Sport...

U.S. SAVAL MADDALENA A.S.D. Calcio 13^ EDIZIONE

12 e 13 maggio - 2 giugno 2018 Campo Sportivo: via M. Faliero, 104 Verona SOCIETÀ PARTECIPANTI: 18 ARBIZZANO – AUDACE – BNC NOI - BORGO TRENTO - BOYS BUTTAPEDRA – BUSSOLENGO - CALDIERO – CASTELNUOVO - COLOGNOLA AI COLLI - CONCORDIA – CRAZY - HELLAS VERONA – ILLASI – LUGAGNANO - REAL SAN MASSIMO - SAN MARCO B.M. – SAN ZENO e SAVAL MADDALENA SQUADRE PARTECIPANTI: 37 per un numero complessivo di 450 giocatori circa dalla categoria Piccoli Amici 2011/2012 alla categoria Esordienti PERSONE IMPEGNATE DURANTE LA MANIFESTAZIONE: …almeno una trentina, ma… mai troppe (chi ha orecchie per intendere, intenda!!!) E questi gli immancabili “ingredienti” della festa: partecipazione, sana competizione, divertimento, servizio, allegria, e a dire il vero, anche “tanta acqua”, vista la pioggia abbondante del tardo pomeriggio di sabato!!!

Novità di questa edizione: una giornata di festa – il 2 giugno - dedicata alle famiglie dei tesserati e aperta a tutta la nostra comunità! E’ stata questa una simpatica occasione per trascorrere qualche ora serena (non impegnati come i primi due giorni di Festa nella gestione di tornei con tante squadre ospiti), scambiare due parole con i vicini (cosa ormai purtroppo non scontata!) ed anche divertirsi nel vedere allenatori, dirigenti e i genitori “più coraggiosi” delle varie squadre disputare tra di loro tornei “decisamente amichevoli“ di calcio e pallavolo! La giornata si è conclusa poi con la Celebrazione della Santa Messa presso l’impianto sportivo! TUTTI CERTO CONTENTI E SODDISFATTI… UNA FESTA (e un impegno!!!) CHE VALE CERTO LA PENA MANTENERE E RIPETERE e quindi… ARRIVEDERCI A TUTTI IL PROSSIMO ANNO!

Udite, udite!!! E’ arrivata anche al Saval la tanto sospirata e attesa tribuna: ora genitori, nonni, amici… potranno assistere seduti e comodi alle partite delle nostre squadre e tifare così i nostri colori!!!


19

Economia…

SITUAZIONE FINANZIARIA AL 12 MAGGIO 2018

Uscite

Entrate OFFERTE DOMENICALI E VARIE

10.774,18

SPESE ORDINARIE DI CULTO

ENTRATE STRAORDINARIE

11.262,57

AGSM

RACC. MISSINONI COMBONIANE

1.200,00

RACC. CRISTIANI TERRASANTA

511,00

RACC. MISSIONE AFRICA

4.305,00

RACCOLTE PER MARTA E MARIA —adozioni vicinanza

2.805,00

FONDO PER RISTRUTT. CHIESA

8.765,22

TOTALE ENTRATE SALDO CASSA AL 31-12-2017 TOTALE A PAREGGIO

39.622,97 15.956,02 55.578,99

14.087,96

ASSICURAZIONI ATTIVITÀ

CARITATIVE

A DIOCESI PER CRISTIANI TERRASANTA

195,00 3.500,00 511,00

A COMBONIANI PER MISSIONI

1.200,00

IMPOSTE E TASSE - contributi a Diocesi

3.066,00

OPERE PARROCCHIALI E ATT. PASTORALI

1.625,00

SPESE MANUT, ORDINARIA IMMOB.

5.021,56

RIMBORSI SERVIZI ECCLESIALI

3.355,20

VARIE

2.152,41

TOTALE USCITE SALDO CASSA AL 12-05-2018

Facciamo presente che:

1.540,13

TOTALE A PAREGGIO

36.254,26 19.324,73

55.578,99

Il debito verso la Banca di Credito Cooperativo ammonta a € 100.959,33 Il debito verso privati è di € 27.400,00 Dal saldo cassa al 12-5-17 dobbiamo togliere € 4.305,00 che verranno consegnati a breve a don Silvano Daldosso della Missione Diocesana di Cavà-Memba in Mozambico ed Euro 13.361,62 che sono a disposizione del gruppo Marta e Maria per le adozioni vicinanza. Le manutenzioni ordinarie su immobili fino ad ora sostenute ammontano a € 5.021,56, però ci sono ancora in corso lavori per la sistemazione del tetto, per la realizzazione del controsoffitto nell'aula S. Chiara e per il condizionamento della cappella. Siamo in attesa delle fatture dell'impresa edile, dell'elettricista, del fabbro e del lattoniere. Come risulta evidente, se al saldo cassa togliamo quanto dobbiamo alle missioni e al gruppo caritativo, il saldo cassa è pressoché insignificante. Abbiamo bisogno di un maggiore impegno da parte di tutti per poter far fronte agli impegni a suo tempo assunti. È un piacere vedere la cura che hanno i nostri sacerdoti nel mantenere in modo ordinato i giardini e il gusto con cui dispongono gli arredi nei locali, facendo risparmiare molto denaro alla comunità.


20

oblò 9

Carissimo don Giacomo, ecco finalmente arrivato il momento della tua prima messa a S. Maria Maddalena! Vogliamo stringerci tutti attorno a te per fare festa e per esprimerti la nostra gioia di oggi. Lo facciamo facendo ricorso a tre parole, che ci sembra rappresentino la vera sintesi della giornata. La prima parola è CURATO. Per anni la nostra comunità ha rincorso il sogno di avere un curato, senza peraltro riuscire mai a ottenerlo. Ma anche il sogno di Abramo si è coronato dopo parecchio tempo… Ora nella nostra parrocchia i curati rischiano di diventare numerosi come le stelle del cielo! Scherzi a parte, tu sei il secondo curato che arriva tra noi e ci auguriamo proprio che tu, come anche don Massimo, rimaniate a lungo in mezzo a noi! In ogni caso, ti diamo il secondo benvenuto nella nostra comunità in questa tua nuova veste, certi, anzi certissimi che saprai svolgere il tuo ruolo nella maniera migliore. Noi siamo felici di averti qui! La seconda parola è MITEZZA. Ci sembra sia questa la caratteristica più rappresentativa della tua presenza tra noi. Fin dal tuo arrivo abbiamo notato e apprezzato il tuo modo di fare semplice e umile, mai impositivo, ma capace di comunicare a ciascuno di noi quanto c’è nel tuo cuore. Non chiedi nulla, sei disponibile con tutti, non ti lamenti, ma sai essere vicino alle persone, sai capire le loro necessità e, soprattutto, non ti stanchi di loro! Sono doti che, ne siamo certi, ti accompagneranno lungo tutto il tuo cammino sacerdotale e ti auguriamo di riuscire a rafforzarle sempre di più. E arriviamo alla terza e ultima parola, che è BENEDIZIONE. In questi giorni abbiamo pregato molto per te, don Giacomo: il Signore ci ascolterà di sicuro! E’ questa la benedizione che invochiamo oggi per te: perché il Signore ti stia sempre vicino, ti accompagni lungo la via, ti conforti nei momenti difficili, ti doni la gioia di assaporare i momenti belli. Il tuo cammino di sacerdote possa essere ricco di incontri, di relazioni, di servizio verso gli altri, nella grande serenità che solo la fede in Dio può donare.

Giugno 2018  
Giugno 2018  
Advertisement