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INDICE INTRODUZIONE………………………………………………………………………………….pag.2 ………………….. CAPITOLO PRIMO: LA RIVINCITA DI MCLUHAN……………………………………...........7 LE OPERE……………………………………………………………………………………………11 IL PENSIERO…………………………………………………………………………………..........13 L’ESTENSIONE DEI NOSTRI SENSI…………………………………………………………….17 CONCLUSIONI………………………………………………………………………………….........20

CAPITOLO SECONDO: LA NEW ECONOMY………………………………………………….21 2.1 LA GLOBALIZZAZIONE…………………………………………………………………........23 2.2 LA TECNOLOGIA SUBENTRA NELL’ECONOMIA……………………………………….26 2.2.1 IL RUOLO DI INTERNET NELL’ECONOMIA GLOBALE………………………...........29 2.3 LE IMPRESE CAMBIANO PROFILO…………………………………………………..........34 2.3.1 LE IMPRESE E I NETWORK………………………………………………………….........39 2.4 LE NUOVE PROFESSIONI INFORMATICHE……………………………………………...44 CONCLUSIONI……………………………………………………………………………………….61

CAPITOLO TERZO: LO SVILUPPO DELL’ISTRUZIONE ATTRAVERSO I NUOVI SUPPORTI INFORMATICI………………………………………………………………………..62 3.1 LA DIGITALIZZAZIONE DELLA SCUOLA………………………………………………...64 3.2 LE DIFFERENZE TRA IL TESTO DI GUTENBERG E L’IPERMEDIA………………….67 3.3 L’APPRENDIMENTO ONLINE……………………………………………………………….70 3.4 L’APPRENDIMENTO E-LEARNING…………………………………………………………74 CONCLUSIONI……………………………………………………………………………………….80

CAPITOLO QUARTO: L’INFORMAZIONE DIGITALE………………………………………81 4.1 IL PASSAGGIO DALL’ANALOGICO AL DIGITALE………………………………...........82 4.2 DOPO MCLUHAN………………………………………………………………………………87 4.2.1 I SEGUACI……………………………………………………………………………………..87 4.2.2 I NEW MEDIA…………………………………………………………………………………93 4.3 LA SITUAZIONE ITALIANA………………………………………………………………...100 CONCLUSIONI GENERALI………………………………………………………………………..104

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INTRODUZIONE

Il qui presente lavoro, trae ispirazione dalle riflessioni di un famoso studioso dei media, Marshall McLuhan, e si pone l’obiettivo di analizzare gli effetti di quello a cui oggi noi tutti stiamo assistendo: il dilagare dell’informazione digitale. Egli ha anticipato la nascita del “villaggio globale”, che „ esattamente quello in cui viviamo oggi. L’espansione delle telecomunicazioni e la loro integrazione con l’informazione digitale, ha accorciato le distanze e annullato il tempo. Quest’anno si „ celebrato il centenario della sua morte dello studioso, e molti sono stati gli eventi e le mostre per ricordarlo. Ai suoi tempi nessuno si interessava dei media, non venivano considerati degli strumenti da studiare ma solamente da usare. Le sue parole spesso profetiche erano incomprensibili a molti. La societ… dei suoi tempi era poco istruita e poco informata, a differenza di quella attuale e forse „ per questo che si „ riscoperto tutto il suo valore. Il primo capitolo parte proprio da lui, un lungo excursus sulla sua vita, le sue opere e il suo pensiero, per capire chi era Marshall McLuhan e perch† „ cosi importante. In particolar modo mi concentrer‡ sulla sua opera piˆ famosa, “Gli strumenti del comunicare”. Un’opera emblematica del suo pensiero, anche per quanto riguarda la sua composizione. Formata da argomentazioni continue e a volte contraddittorie, „ di difficile comprensione a primo impatto, ma ha una prosa che rimane in continuo dialogo con il lettore. I frammenti d’intuizione si offrono a noi come delle piccole tracce da ricomporre. Quello che voleva insegnarci McLuhan era il saper destreggiarsi tra i numerosi bombardamenti che arrivavano, a quei tempi, dalla televisione. Poich† i media non

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trasportano solo messaggi ma trasformano il mittente, il ricevente e il messaggio. Purtroppo non ha potuto vedere l’attuale geniale invenzione, che ci ha reso padroni del messaggio. Qualunque tipo di tecnologia ha sempre effetto sui processi inconsci, capirli e dominarli „ il modo migliore per non farsi dominare, e usarli al meglio. Con questo principio, mi propongo di rilevare nei capitoli successivi, gli effetti benefici di questa nuova forma d’informazione, perch† una rivoluzione della conoscenza se usata bene, „ sempre un progresso per l’umanit…, e l’aumento della sua presenza nella nostra societ… Come l’invenzione della stampa si ebbe il libro, il primo bene prodotto in massa, che fece nascere in seguito il capitalismo. Oggi con la nascita del computer, ci troviamo ancora una volta di fronte ad una nuova economia, la new economy. Nel secondo capitolo affronter‡ proprio il cambiamento che ha subito l’economia, per l’impatto della tecnologia su di essa. Un fenomeno reso possibile innanzitutto dalla nascita della globalizzazione. L’aumento delle operazioni e delle obbligazioni in azioni estere, ha fatto nascere un mercato unico e ha prodotto la formazione di reti internazionali. Esigenze di coordinamento internazionale furono infatti necessarie, in seguito al secondo conflitto mondiale. Poi mi addentrer‡ meglio nella questione, analizzando dagli anni 80’ in poi circa, l’aumento dei prodotti tecnologici. Fino ad arrivare alla nascita d’internet. Usata inizialmente a solo scopo di comunicazione interna tra le universit… e per scopi militari, ha pian piano invaso il mondo della finanza creando un mercato virtuale, di compravendita delle azioni.

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Non solo, con l’avvento d’internet anche le aziende si sono dovute adeguare. Hanno dovuto ammodernarsi e cambiare la loro stessa organizzazione. Determinanti sono stati la figura del “manager”, e quella intermedia del “quadro”. Persone indispensabili alle aziende, che devono saper progettare, innanzitutto un piano di marketing-comunicazione per vendere al meglio i loro prodotti, e saper anche coordinare e controllare tutte le varie operazioni. Ed „ qui, che vengono in loro aiuto i tanto usati social network. Reti sociali che prendono e comunicano alle aziende i dati degli utenti, per scoprire cosa gli piace e cosa no, creando determinati target in modo da poter prevedere la domanda e programmare l’offerta. Non „ mia intenzione per‡ occuparmi della morale di queste operazioni, poich† ritengo, come in tutte le cose, che se si esagera o se non si chiedono le giuste autorizzazioni, si paga. Spiegher‡ invece, tutto il meccanismo che si cela dietro le quinte, gli enormi interessi economici in gioco e in che modo esattamente le imprese possono farsi conoscere. Inoltre l’informazione digitale non ha cambiato solo l’assetto delle imprese, bens‰ del lavoro stesso, in meglio. Con la crescita esponenziale del web, si sono rese necessarie delle figure sempre piˆ specializzate, che vanno dalla progettazione dei software, i programmi che fanno funzionare i computer, alla gestione grafica di un sito. Professionalit… molto richieste da un mercato del lavoro sempre piˆ dinamico e pronto ai cambiamenti repentini. Il terzo capitolo intende dimostrare che l’informazione digitale pu‡ apportare risparmi notevoli alle spese scolastiche, e un miglioramento dell’apprendimento. Il problema della scuola per quanto riguarda la didattica, „ sempre stato stimolare gli allievi ad apprendere, rendendoli partecipi. I supporti informatici danno vita a una nuova forma di apprendimento. L’interattivit… digitale e la possibilit… di rispondere

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agli input, danno la possibilit… agli studenti di rendersi attivi di un processo, che „ sempre stato, soprattutto in passato, rigido e autoritario poich„ solo in mano all’insegnante. Nello studio digitale o online l’apprendimento avviene per associazione mentale, come i vari collegamenti che vi sono all'interno della pagine elettroniche. Un percorso di apprendimento che a differenza di quello tradizionale, lineare come la lettura di una pagina da sinistra verso destra, lascia aperto un campo infinito di possibilit… per nuovi collegamenti e nuove conoscenze. Infine nel quarto capitolo spiegher‡ meglio il concetto d’informazione digitale partendo dalla definizione d’informazione. L’elaborazione dei dati „ la fase principale e allo stesso tempo piˆ fragile della ricezione dell’informazione. Il rischio che l’informazione si contamini, perch† soggetta a rumore o distorsione, era sempre in agguato ai tempi dei nastri magnetici. Per ovviare a questo problema, si „ pensato ad una forma di archivio dei dati digitale, basato sui numeri. Š una frequenza di raccolta dei dati molto precisa e veloce, per non perdere proprio nessun elemento. Per farlo si applica il famoso Teorema di Shannon, secondo cui la freqenza di campionamento deve essere almeno doppia rispetto alla massima frequenza dell'evento da campionare. Il cambiamento di questa modalit… di catalogazione, ha determinato la nascita dei nuovi media. Di cui si sono occupati altri studiosi, sulla scia di McLuhan. Tra questi ricordiamo Gianpero Gamaleri, che tanto ha contribuito a continuare il suo pensiero, allargando la galassia dei media fino a quelli attuali e innovativi. Per non parlare di Derrick De Kerckove, suo principale allievo che in America, oltre alle numerose attivit… accademiche collabora a progetti tecnologici all'avanguardia come consulente dei media. Entrambi vedono la tecnologia come un’estensione dei nostri sensi, quella digitale in particolare del tatto. La realt…

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virtuale che stimola il tatto non fa altro che creare un’estensione cognitiva della mente.

Anche i vecchi media si accostano all’informatica, per migliorare la quantit… e la qualit… degli elementi che arricchiscono un’estensione mentale globale, in cui c’„ sempre piˆ bisogno di sapere. Per offrire un “servizio informativo” i media interagiscono tra loro, dando vita a quella che viene chiamata multimedialit…. Essi ormai parlano un unico linguaggio per rendersi utili a tutti gli abitanti della Terra. Tutti i Paesi ormai, caso a parte il nostro Paese, concorrono nell’investire nel digitale, per non incorrere nel cosiddetto digital divide. Per digital divide si intende il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne „ escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d'istruzione, qualit… delle infrastrutture, differenze di et… o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Oltre a indicare il divario nell'accesso reale alle tecnologie, la definizione include anche disparit… nell'acquisizione di risorse o capacit… necessarie a partecipare alla societ… dell'informazione. Il divario pu‡ essere inteso sia rispetto a un singolo paese sia a livello globale. Chi non vuole essere escluso dall’economia e dalle sorti del mondo non pu‡ non considerare l’informazione digitale.

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INDICE INTRODUZIONE………………………………………………………………………………….pag.2 ………………….. CAPITOLO PRIMO: LA RIVINCITA DI MCLUHAN……………………………………...........7 LE OPERE……………………………………………………………………………………………11 IL PENSIERO…………………………………………………………………………………..........13 L’ESTENSIONE DEI NOSTRI SENSI…………………………………………………………….17 CONCLUSIONI………………………………………………………………………………….........20

CAPITOLO SECONDO: LA NEW ECONOMY………………………………………………….21 2.1 LA GLOBALIZZAZIONE…………………………………………………………………........23 2.2 LA TECNOLOGIA SUBENTRA NELL’ECONOMIA……………………………………….26 2.2.1 IL RUOLO DI INTERNET NELL’ECONOMIA GLOBALE………………………...........29 2.3 LE IMPRESE CAMBIANO PROFILO…………………………………………………..........34 2.3.1 LE IMPRESE E I NETWORK………………………………………………………….........39 2.4 LE NUOVE PROFESSIONI INFORMATICHE……………………………………………...44 CONCLUSIONI……………………………………………………………………………………….61

CAPITOLO TERZO: LO SVILUPPO DELL’ISTRUZIONE ATTRAVERSO I NUOVI SUPPORTI INFORMATICI………………………………………………………………………..62 3.1 LA DIGITALIZZAZIONE DELLA SCUOLA………………………………………………...64 3.2 LE DIFFERENZE TRA IL TESTO DI GUTENBERG E L’IPERMEDIA………………….67 3.3 L’APPRENDIMENTO ONLINE……………………………………………………………….70 3.4 L’APPRENDIMENTO E-LEARNING…………………………………………………………74 CONCLUSIONI……………………………………………………………………………………….80

CAPITOLO QUARTO: L’INFORMAZIONE DIGITALE………………………………………81 4.1 IL PASSAGGIO DALL’ANALOGICO AL DIGITALE………………………………...........82 4.2 DOPO MCLUHAN………………………………………………………………………………87 4.2.1 I SEGUACI……………………………………………………………………………………..87 4.2.2 I NEW MEDIA…………………………………………………………………………………93 4.3 LA SITUAZIONE ITALIANA………………………………………………………………...100 CONCLUSIONI GENERALI………………………………………………………………………..104

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INTRODUZIONE

Il qui presente lavoro, trae ispirazione dalle riflessioni di un famoso studioso dei media, Marshall McLuhan, e si pone l’obiettivo di analizzare gli effetti di quello a cui oggi noi tutti stiamo assistendo: il dilagare dell’informazione digitale. Egli ha anticipato la nascita del “villaggio globale”, che „ esattamente quello in cui viviamo oggi. L’espansione delle telecomunicazioni e la loro integrazione con l’informazione digitale, ha accorciato le distanze e annullato il tempo. Quest’anno si „ celebrato il centenario della sua morte dello studioso, e molti sono stati gli eventi e le mostre per ricordarlo. Ai suoi tempi nessuno si interessava dei media, non venivano considerati degli strumenti da studiare ma solamente da usare. Le sue parole spesso profetiche erano incomprensibili a molti. La societ… dei suoi tempi era poco istruita e poco informata, a differenza di quella attuale e forse „ per questo che si „ riscoperto tutto il suo valore. Il primo capitolo parte proprio da lui, un lungo excursus sulla sua vita, le sue opere e il suo pensiero, per capire chi era Marshall McLuhan e perch† „ cosi importante. In particolar modo mi concentrer‡ sulla sua opera piˆ famosa, “Gli strumenti del comunicare”. Un’opera emblematica del suo pensiero, anche per quanto riguarda la sua composizione. Formata da argomentazioni continue e a volte contraddittorie, „ di difficile comprensione a primo impatto, ma ha una prosa che rimane in continuo dialogo con il lettore. I frammenti d’intuizione si offrono a noi come delle piccole tracce da ricomporre. Quello che voleva insegnarci McLuhan era il saper destreggiarsi tra i numerosi bombardamenti che arrivavano, a quei tempi, dalla televisione. Poich† i media non

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trasportano solo messaggi ma trasformano il mittente, il ricevente e il messaggio. Purtroppo non ha potuto vedere l’attuale geniale invenzione, che ci ha reso padroni del messaggio. Qualunque tipo di tecnologia ha sempre effetto sui processi inconsci, capirli e dominarli „ il modo migliore per non farsi dominare, e usarli al meglio. Con questo principio, mi propongo di rilevare nei capitoli successivi, gli effetti benefici di questa nuova forma d’informazione, perch† una rivoluzione della conoscenza se usata bene, „ sempre un progresso per l’umanit…, e l’aumento della sua presenza nella nostra societ… Come l’invenzione della stampa si ebbe il libro, il primo bene prodotto in massa, che fece nascere in seguito il capitalismo. Oggi con la nascita del computer, ci troviamo ancora una volta di fronte ad una nuova economia, la new economy. Nel secondo capitolo affronter‡ proprio il cambiamento che ha subito l’economia, per l’impatto della tecnologia su di essa. Un fenomeno reso possibile innanzitutto dalla nascita della globalizzazione. L’aumento delle operazioni e delle obbligazioni in azioni estere, ha fatto nascere un mercato unico e ha prodotto la formazione di reti internazionali. Esigenze di coordinamento internazionale furono infatti necessarie, in seguito al secondo conflitto mondiale. Poi mi addentrer‡ meglio nella questione, analizzando dagli anni 80’ in poi circa, l’aumento dei prodotti tecnologici. Fino ad arrivare alla nascita d’internet. Usata inizialmente a solo scopo di comunicazione interna tra le universit… e per scopi militari, ha pian piano invaso il mondo della finanza creando un mercato virtuale, di compravendita delle azioni.

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Non solo, con l’avvento d’internet anche le aziende si sono dovute adeguare. Hanno dovuto ammodernarsi e cambiare la loro stessa organizzazione. Determinanti sono stati la figura del “manager”, e quella intermedia del “quadro”. Persone indispensabili alle aziende, che devono saper progettare, innanzitutto un piano di marketing-comunicazione per vendere al meglio i loro prodotti, e saper anche coordinare e controllare tutte le varie operazioni. Ed „ qui, che vengono in loro aiuto i tanto usati social network. Reti sociali che prendono e comunicano alle aziende i dati degli utenti, per scoprire cosa gli piace e cosa no, creando determinati target in modo da poter prevedere la domanda e programmare l’offerta. Non „ mia intenzione per‡ occuparmi della morale di queste operazioni, poich† ritengo, come in tutte le cose, che se si esagera o se non si chiedono le giuste autorizzazioni, si paga. Spiegher‡ invece, tutto il meccanismo che si cela dietro le quinte, gli enormi interessi economici in gioco e in che modo esattamente le imprese possono farsi conoscere. Inoltre l’informazione digitale non ha cambiato solo l’assetto delle imprese, bens‰ del lavoro stesso, in meglio. Con la crescita esponenziale del web, si sono rese necessarie delle figure sempre piˆ specializzate, che vanno dalla progettazione dei software, i programmi che fanno funzionare i computer, alla gestione grafica di un sito. Professionalit… molto richieste da un mercato del lavoro sempre piˆ dinamico e pronto ai cambiamenti repentini. Il terzo capitolo intende dimostrare che l’informazione digitale pu‡ apportare risparmi notevoli alle spese scolastiche, e un miglioramento dell’apprendimento. Il problema della scuola per quanto riguarda la didattica, „ sempre stato stimolare gli allievi ad apprendere, rendendoli partecipi. I supporti informatici danno vita a una nuova forma di apprendimento. L’interattivit… digitale e la possibilit… di rispondere

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agli input, danno la possibilit… agli studenti di rendersi attivi di un processo, che „ sempre stato, soprattutto in passato, rigido e autoritario poich„ solo in mano all’insegnante. Nello studio digitale o online l’apprendimento avviene per associazione mentale, come i vari collegamenti che vi sono all'interno della pagine elettroniche. Un percorso di apprendimento che a differenza di quello tradizionale, lineare come la lettura di una pagina da sinistra verso destra, lascia aperto un campo infinito di possibilit… per nuovi collegamenti e nuove conoscenze. Infine nel quarto capitolo spiegher‡ meglio il concetto d’informazione digitale partendo dalla definizione d’informazione. L’elaborazione dei dati „ la fase principale e allo stesso tempo piˆ fragile della ricezione dell’informazione. Il rischio che l’informazione si contamini, perch† soggetta a rumore o distorsione, era sempre in agguato ai tempi dei nastri magnetici. Per ovviare a questo problema, si „ pensato ad una forma di archivio dei dati digitale, basato sui numeri. Š una frequenza di raccolta dei dati molto precisa e veloce, per non perdere proprio nessun elemento. Per farlo si applica il famoso Teorema di Shannon, secondo cui la freqenza di campionamento deve essere almeno doppia rispetto alla massima frequenza dell'evento da campionare. Il cambiamento di questa modalit… di catalogazione, ha determinato la nascita dei nuovi media. Di cui si sono occupati altri studiosi, sulla scia di McLuhan. Tra questi ricordiamo Gianpero Gamaleri, che tanto ha contribuito a continuare il suo pensiero, allargando la galassia dei media fino a quelli attuali e innovativi. Per non parlare di Derrick De Kerckove, suo principale allievo che in America, oltre alle numerose attivit… accademiche collabora a progetti tecnologici all'avanguardia come consulente dei media. Entrambi vedono la tecnologia come un’estensione dei nostri sensi, quella digitale in particolare del tatto. La realt…

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virtuale che stimola il tatto non fa altro che creare un’estensione cognitiva della mente.

Anche i vecchi media si accostano all’informatica, per migliorare la quantit… e la qualit… degli elementi che arricchiscono un’estensione mentale globale, in cui c’„ sempre piˆ bisogno di sapere. Per offrire un “servizio informativo” i media interagiscono tra loro, dando vita a quella che viene chiamata multimedialit…. Essi ormai parlano un unico linguaggio per rendersi utili a tutti gli abitanti della Terra. Tutti i Paesi ormai, caso a parte il nostro Paese, concorrono nell’investire nel digitale, per non incorrere nel cosiddetto digital divide. Per digital divide si intende il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne „ escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d'istruzione, qualit… delle infrastrutture, differenze di et… o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Oltre a indicare il divario nell'accesso reale alle tecnologie, la definizione include anche disparit… nell'acquisizione di risorse o capacit… necessarie a partecipare alla societ… dell'informazione. Il divario pu‡ essere inteso sia rispetto a un singolo paese sia a livello globale. Chi non vuole essere escluso dall’economia e dalle sorti del mondo non pu‡ non considerare l’informazione digitale.

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CAPITOLO 1. LA RIVINCITA DI McLuhan Vent’anni fa McLuhan sembrava destinato all’oblio, penalizzato dall’oscurit… d’una scrittura dai toni oracolari e dall' accusa di sconfinare dal proprio campo - l' analisi dei media - per inseguire speculazioni metafisiche prive di valore scientifico; finch† l' avvento di Internet, il nuovo medium che ha sconvolto la nostra vita quotidiana, rivoluzionando emozioni, sentimenti e idee, ne ha fatto tornare di moda le profezie.

Marshall McLuhan nasce nel 1911 ad Edmonton, in Canada, studia lingua e letteratura inglese nell'universit… di Manitoba e poi in Inghilterra, nell'Universit… di Cambridge dove ha come insegnanti I.A. Richards e di F.R. Leavis e si avvicina alla corrente letteraria del Nuovo Criticismo. Una corrente letteraria, molto diffusa in Inghilterra e Usa, che si interroga sulla tradizione e sulla contemporaneit… . In questo New Criticism troviamo figure di critici che si dedicano alla riscoperta della letteratura tradizionale inglese: C.S. Lewis (1895 – 1979) e J.R.R. Tolkien (1892 – 1973). Hanno fatto il percorso contrario: sono critici che hanno studiato la tradizione e le mitologie sassoni e hanno creato le “Cronache di Narnia” e il ciclo dello “Lo Hobbit”.

Nel 1934 si laurea in Letteratura inglese, con una tesi di dottorato poi nel 1943 che „ un saggio di formidabile erudizione, che studia la storia delle arti verbali (grammatica, logica e dialettica, retorica: cio„ il trivium) dall'epoca di Cicerone fino al tempo di Thomas Nashe. Nelle sue pubblicazioni successive, McLuhan usa a volte il concetto latino di trivio per indicare una rappresentazione ordinata e sistematica di alcuni periodi della storia della cultura occidentale. Per esempio, egli suggerisce che

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il Medioevo non fu un’epoca oscura ma caratterizzata da una forte enfasi sullo studio della logica formale. La svolta chiave che port‡ al Rinascimento non fu la riscoperta di testi antichi, ma una nuova enfasi data allo studio della retorica e del linguaggio

invece

che

allo

studio

formale

della

logica.

Nel 1936, insegna all'Universit… del Wisconsin, l’anno successivo viene formalmente accolto nella Chiesa cattolica Romana e insegna nelle istituzioni di educazione superiore della Chiesa cattolica. Dal 1937 al 1944 lavora come insegnante di inglese nell'Universit… di Saint Louis. In questi anni uno dei suoi studenti, il giovane gesuita Walter J. Ong, scrive una tesi di laurea su un argomento proposto da McLuhan, divenendo in seguito un'autorit… nel campo dei mezzi di comunicazione e delle relative tecnologie. McLuhan si sposa 4 agosto 1939 con Corinne Lewis e trascorre con lei a Cambridge due anni continuando a lavorare alla sua tesi di dottorato su Thomas Nashe e le arti verbali. Dal 1944 al 1946, McLuhan insegna presso l'Assumption College a Windsor, in Canada. Dal 1946 al 1979 lavora al St. Michael's College, University of Toronto, dove ha come studente Hugh Kenner. Dal 1953 al 1955 „ alla presidenza di un seminario della Ford Foundation su cultura e comunicazioni. Dal 1954 al 1959 „ co-direttore dell'Exploration Magazine ed in questi anni „ nominato direttore del Media Project, un progetto nato dalla collaborazione tra la national Association of Educational Broadcasters e l'United States Office of Education. Nel 1963 McLuhan „ fra i promotori del Center for Culture and Technology dell'Universit… di Toronto, diventandone in seguito il direttore. Questo centro si occupa delle ricerche sulle conseguenze psicologiche e sociali delle nuove tecnologie. Nel 1967 riceve il premio onorario in cultura e comunicazione e, sempre nello stesso anno, riceve il premio Molson per i grandi

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meriti nel campo delle Scienze Sociali. Negli ultimi anni della sua vita „ stato consulente della speciale commissione vaticana per le comunicazioni sociali. Per un anno „ professore alla Fordham University, dove avviene il noto esperimento di Fordham sugli effetti della televisione. Muore a Toronto nel 1980; in suo onore il Centro di Toronto „ comunemente chiamato il "McLuhan Program in Culture and Technology".

Fino all’et… di 35 anni insegna in diverse universit… americane tra cui quella di Saint Louis, letteratura inglese del Novecento, quindi studia per esempio Lawrence, Joyce, e sviluppa l’interesse per la comunicazione, per i media. <<Allora, nel vedere piˆ da vicino la societ… americana delle grandi citt…, „ attratto dai meccanismi della comunicazione sociale o della comunicazione di massa, come si vuole, - sono due modi di dire che vanno bene entrambi - e comincia verso la fine degli anni Quaranta ad occuparsene in profondit…>>.1 Intellettuale eretico, fu tra i primi a comprendere l'importanza della tecnologia e dei mass media per la comprensione della storia umana. Come chiarisce all’inizio del decimo capitolo dell’opera Understanding Media ovvero Gli strumenti del comunicare: i media sono metafore, il cui termine deriva dal greco metaph†rein, e significa trasportare. Ma ogni forma di trasporto non soltanto porta, ma traduce e trasforma il mittente, il ricevente e il messaggio. La lettura dei suoi testi induce un'opera di interazione intellettuale con i concetti, che spesso sotto forma di frammenti, di intuizioni, si offrono al lettore come tracce di un percorso che offre delle chiavi che sar… suo compito utilizzare per scardinare l'imperscrutabile modernit…. La sua frase piˆ famosa, molte delle quali divennero

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Intervista su “McLuhan e il futurismo”, dall’Enciclopedia multimediale rai-educational di Agnese G.

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addirittura dei slogan perch† erano brevi e incisive apparentemente chiare ma complesse, fu “il medium „ il messaggio”. In quanto egli per primo analizz‡ l’effetto che i media hanno su di noi. Non tanto partendo dai contenuti ma dalle loro caratteristiche tecniche per cui hanno determinati effetti. Essi sono un’estensione dei nostri sensi e questo ci induce ad un uso continuo. Ma prima di addentrarmi nel pensiero di McLuhan e non solo, occorre precisare che egli pur non potendo vedere la dirompente comparsa di internet nelle nostre vite con tutte le conseguenze, ebbe per‡ un’intuizione fondamentale. Gi… negli anni Ottanta capi che l’energia elettrica aveva trasformato l’assetto dell’intera societ…, facendola passare dalla forma meccanica a quella istantanea, dall’esplosione all’implosione. La tecnologia elettrica „ un modello del sistema nervoso centrale.

<<Sino a epoca recente le nostre istituzioni e i nostri ordinamenti sociali, politici ed economici, si muovevano fondamentalmente in un’unica direzione (…) La velocit… elettrica ha fatto sparire le autorit… settoriali dell’organizzazione scolastica con la stessa rapidit… con cui ha dissolto le sovranit… nazionali. E’ come la differenza tra la rete ferroviaria e quella elettrica. La prima richiede importanti nodi e grandi centri urbani, mentre l’energia elettrica, dispone nella case coloniche come negli uffici direttivi dei massimi complessi, fa si che ogni luogo possa costituire un centro e non richieda vasti conglomerati >>2L’elettricit… non centralizza ma decentra. E quale concetto piˆ attuale di questo, insieme all’istantaneit… e al villaggio globale, altro concetto di Marshall, che la rivoluzione digitale ha amplificato ai massimi livelli?

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McLuhan Gli strumenti del comunicare (2008a,p.53).

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Una trasformazione che ha inciso innanzitutto sul trasporto dell’informazione e quindi di conseguenza anche dell’apprendimento; sul cambiamento del piano di marketing a cui le aziende si sono adeguate; sul cambiamento quindi delle stesse Istituzioni anche scolastiche.

1.1 LE OPERE La sposa meccanica (1951): „ il suo esordio: la sua idea „ quella che i media costituiscano "il folklore dell' uomo industriale": pubblicit…, oggetti di consumo, titoli di giornale, fumetti al posto di proverbi, indovinelli, canti popolari, fiabe. Ma il libro non „ un trattato: „ un caleidoscopio di immagini, soprattutto ricavate da giornali popolari, commentate con brevi articoli e aforismi. Per studiare la relazione fra i versi di Gertrude Stein e i messaggi pubblicitari dei grandi magazzini Macy' s, McLuhan usa le stesse tecniche della Stein e della pubblicit…, facendo collage di frammenti, e certamente contestando qualsiasi andamento sillogistico. Una caratteristica sicuramente derivante dalla sua passione per James Joyce e il suo celeberrimo “flusso di coscienza”, la riproduzione del libero fluire dei pensieri, dei sentimenti e delle sensazioni dei personaggi. Piˆ che un libro, si tratta di un medium visivo, fatto essenzialmente di immagini, secondo il credo di chi ritiene finita l’era della carta stampata. Le immagini sono tratte dal folclore di massa, essenzialmente la pubblicit… e la nuova segnaletica comunicazionale, solo che il procedimento logico che sta alla base dei segni qui „ rovesciato, al fine di ribaltare la posizione dell’uomo industriale

da

oggetto

passivo

a

essere

dinamico.

Ma la percezione piˆ importante „ quella di aver compreso, oltre quarant’anni fa, che

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l’uomo era ormai precipitato nel cuore di una nuova, immensa rivoluzione: l’informatizzazione della societ…. La galassia di Gutenberg (1962): in questo libro, per la prima volta, McLuhan sottolinea l'importanza dei media nella storia umana; in particolare egli discute dell'influenza della stampa a caratteri mobili sulla storia della cultura occidentale. Il libro illustra come, con l'avvento della stampa a caratteri mobili, si compia definitivamente il passaggio dalla cultura orale alla cultura alfabetica. Se nella cultura orale la parola „ una forza viva, risonante, attiva e naturale, nella cultura alfabetica la parola diventa un significato mentale, legato al passato. Con l'invenzione di Gutenberg, queste caratteristiche della cultura alfabetica si accentuano e si amplificano: tutta l'esperienza si riduce ad un solo senso, cio„ la vista. La stampa „ la tecnologia dell'individualismo, del nazionalismo, della quantificazione, della meccanizzazione, dell'omogeneizzazione: insomma, „ la tecnologia che ha reso possibile l'era moderna. Gli strumenti del comunicare (1964): „ il suo lavoro piˆ famoso. Quando nel 1967 apparve in Italia la parola media era sconosciuta al pubblico, anticipando i tempi „ oggi un’ opera fondamentale e attuale per chi si occupa di comunicazione. L’opera base, da cui „ scaturita l’idea di fare questa tesi, che ho analizzato meglio nel paragrafo 1.2. Il medium ‚ il messaggio (1967): il titolo „ l’espressione di uno dei suoi elaborati. Contrariamente a quanto si pensa, e gli esperti del settore lo sanno bene, i media hanno effetti subliminali su di noi. Non di rado si sente dire dagli addetti ai lavori

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l’importante „ che vada in onda. Il contenuto di un medium „ un altro medium, di cui contano per‡ in base alle caratteristiche tecniche, solo gli effetti del primo. Il villaggio globale (1968): „ un metaforico ossimoro per indicare come il nostro mondo, con lo sviluppo dei media elettronici sia diventato piˆ piccolo. Una volta la presenza fisica era un requisito essenziale dell’esperienza diretta. Tradizionalmente, gli individui erano isolati non solo fisicamente, ma anche emotivamente e psicologicamente, da locali, edifici e quartieri. Oggi la delimitazione fisica degli spazi ha meno importanza perch† l’informazione attraverso la radio, il satellite e soprattutto internet, pu‡ attraversare le pareti e percorrere lunghe distanze a grande velocit…. Ci‡ che ci era distante e inconoscibile ce lo ritroviamo a casa sotto gli occhi, „ una consapevolezza del mondo sconvolgente quella che ci ha dato l’elettricit…, notata per primo proprio da McLuhan. 1.2 IL PENSIERO Per comprendere meglio il pensiero di Mcluhan, prendo in esame la sua opera piˆ famosa ed esaustiva di tutto il suo studio: Gli strumenti del comunicare. In particolar modo ho preso spunto da una prefazione illuminante ad opera di Peppino Ortoleva. Presidente di Mediasfera, societ… di ricerca e progettazione culturale, ha pubblicato oltre un centinaio di lavori scientifici su media, storia, societ…; in particolare, si „ occupato, con saggi, interventi a convegni, attivit… professionali, dell'uso dei media nella ricerca storica e nella trasmissione della conoscenza sul passato, e delle conseguenze sociali e culturali dell'innovazione nel campo dei media; attualmente insegna Storia dei media all’Universit… di Torino. Egli da diversi anni ha adottato questo volume come testo obbligatorio e lo conosce molto bene. Direi che piˆ di tutti

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ha captato l’essenza vera di Mcluhan. Il primo impatto con Gli strumenti del comunicare „ sempre controverso e Ortoleva ne spiega bene i motivi. Per lo studioso canadese la storia dell’umanit… ha subito dei passaggi fondamentali: il primo „ stato dalla forma di comunicazione orale alla scrittura di Gutenberg, che ha esposto in maniera meccanica e sequenziale quello che nella parola parlata era rapido ed esplicito, e da questa all’elettrificazione, allo smembramento piˆ totale di tutto questo. E’un flusso continuo e disordinato quello in cui siamo immersi. Non per niente McLuhan, passa dal suo primo libro La sposa meccanica, piena di immagini a un libro invece pieno di testo, quello preso in analisi da Ortoleva. Apparentemente potrebbe sembrare un passo indietro il suo, un paradosso, ma lo studioso canadese ama i paradossi, presi nel loro senso generale, ed il libro „ pieno di argomentazioni che portano a conclusioni contraddittorie ma che vanno oltre il senso comune. Ed „ questo che vuole fare McLuhan, smontare tutti i luoghi comuni, portarci dentro una societ… caotica che facilmente pu‡ confonderci, ma se noi riusciamo a destreggiarci tra i molteplici segnali pubblicitari e informazioni che ci piombano da tutte le parti, non ci faremo dominare. Entrando nel libro, all’apparenza un libro comune e uguale a tutti gli altri, ci imbattiamo in frasi oracolari, citazioni, analogie, come se esistesse sempre una sorta di dialogo continuo seppur virtuale con la mente del pubblico, con lo stesso impegno che richiede una conversazione faccia a faccia o al telefono.3 “E’ un libro che sembra imitare il flusso continuo e disordinato della televisione, mescolanza di materiali di differente origine intermezzati da slogan e titoli gridati, ordinato non dalla sequenza di un ragionamento unitario o di un’esposizione narrativa unica come ci si aspetta da un testo scientifico o anche da un romanzo o da

3

(McLuhan 2008,op.cit. p.18)

14


un film, ma dall’intento di interloquire di volta in volta con chi in quel momento sta davanti alla pagina come davanti allo schermo”. In questo modo egli vuole svegliarci dal sonno dogmatico e dal torpore in cui inevitabilmente le tecnologie ci portano, ma non per cambiare il mondo ma piuttosto per aiutarci a starci davvero dentro. McLuhan come spiega Ortoleva, non „ uno studioso che passa in sordina. In un modo o nell’altro resta nella mente degli studenti, i quali superato una prima fase di disorientamento, che io stessa ho provato, iniziano un lungo ragionamento che li pu‡ portare anche ad un dibattito collettivo e a ritornare piˆ volte e a distanza di tempo su quel libro pieno di frasi eclatanti, che colpiscono per sempre l’inconscio e ci mettono un po’ per risalire fino alla ragione. E quando succede non la smettono piˆ di rimbombare senza sosta.

Uno dei concetti cardine che si incontra per primo nel suo studio dei media, „ quello di temperatura, che fece tanto discutere. Sulla base di questa nozione lo studioso canadese divise i media in due categorie: media caldi e media freddi. In generale possiamo dire che il concetto di "temperatura" „ legato al grado di partecipazione che un media richiede in chi lo utilizza o ne fruisce. In questo senso i media "caldi" sono quelli che non esigono da parte di chi li utilizza una grande partecipazione, e media "freddi" sono invece quelli che richiedono al fruitore maggiore partecipazione e coinvolgimento. Ma da cosa viene determinato questo livello di partecipazione? Analizzando i vari passi in cui lo studioso canadese si occupa di questo tema, emergono due elementi fondamentali che caratterizzano la temperatura di un medium: il numero di canali sensoriali che sono impegnati durante il suo uso e il livello di definizione o di "intensit…" con cui sono costruiti i messaggi. Un medium „ caldo, e dunque meno partecipativo, se impegna un solo senso con messaggi ad alta

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definizione. In questo caso, infatti, la comunicazione fornisce una grande quantit… di dati estremamente dettagliati, che non richiedono al fruitore nessuna operazione di integrazione del messaggio durante la percezione. Un esempio di medium caldo „ la fotografia: si tratta infatti di un medium esclusivamente visivo le cui immagini sono dotate di un elevato grado di dettaglio. Ma anche la radio e la scrittura sono considerati da McLuhan media caldi. Al contrario, i media freddi coinvolgono molteplici canali sensoriali, inviando per‡ un messaggio a bassa definizione. Essi di conseguenza lasciano spazio al fruitore, gli chiedono anzi di completare la loro portata informativa con una partecipazione attiva. I media freddi, insomma, coinvolgono il fruitore proprio perch† lo stimolano con maggiore efficienza sia dal punto di vista sensoriale che da quello percettivo. Tra i quali McLuhan, oltre al telefono, indicava come esempio massimo di media freddo la televisione: ŒLa TV „ un medium freddo, partecipazionale ... La radio, invece, „ un medium caldo e funziona meglio se se ne accentua l'intensit…. Non richiede a chi ne fa uso lo stesso livello di partecipazione. Pu‡ servire come rumore di fondo... La TV non pu‡ essere uno sfondo, ci impegna, ci assorbe•. 4 A dispetto dell’incriminante accusa odierna alla televisione di addormentare le coscienze, contraddetta per‡ da recenti studi come quello di McGuire5, che cita gli studi di Draper, secondo cui l’americano medio che „ esposto a 1600 messaggi pubblicitari al giorno risponde, e non necessariamente in modo positivo, solo a dodici. Insomma, in questa peculiare distinzione, McLuhan mette in evidenza come l'effetto dei media non dipenda solo dal contenuto, ma soprattutto dal tipo di relazione percettiva che uno strumento instaura con i processi percettivi e cognitivi del fruitore. Il riscaldamento di un unico senso tende a produrre 4 5

(McLuhan op.cit. 2008, p.275) (Manuel Castells 2008,p.386)

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ipnosi, stato simile al sonno provocato artificialmente, mentre il raffreddamento di tutti i sensi tende a sfociare nell’allucinazione, a vedere come reale ci‡ che „ inesistente.

In questo senso il medium „ il messaggio, uno dei suoi slogan piˆ famosi. Gli effetti della tecnologia non si riversano infatti al livello delle opinioni o dei concetti, ma alterano costantemente le reazioni sensoriali e le forme di percezione. I mutamenti che apportano influiscono nelle proporzioni, nel ritmo e negli schemi dei rapporti umani stessi.

1.3 L’ESTENSIONE DEI NOSTRI SENSI

McLuhan non prende in considerazione solo i mezzi di comunicazione, ma tutto ci‡ che ha il potere di cambiare la societ…. Come ad esempio l’avvento del denaro nel Giappone, che con la sua penetrazione nell’economia ha avviato una lenta ma irresistibile rivoluzione, culminata nello sfasamento del governo feudale e nel riallacciamento dei rapporti con i paesi stranieri dopo oltre duecento anni di isolamento. Questo perch† i media e tutto quello che l’uomo si „ inventato per rendere la propria vita piˆ agevole, sono un’estensione dei nostri corpi e dei nostri sensi. Il denaro pu‡ essere considerato un medium sociale, poich† non soltanto ha permesso un’accelerazione degli scambi commerciali ma ha stretto i legami d’interdipendenza di ogni comunit…. Ha separato il lavoro dalle altre funzioni sociali, soppiantando il baratto ha fatto si che si potesse trarre a proprio vantaggio piˆ facilmente il prodotto dell’attivit… di ogni lavoratore: il barbiere, l’ingegnere, l’idraulico ecc. Questa organizzazione e separazione che si „ creata, insieme all’orologio che ha separato visivamente il tempo dallo spazio, „ stato possibile

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soltanto perch† il terreno „ stato preparato dalla stampa. I paesi arretrati infatti ci mettono molto per arrivare al decollo perch† non subiscono l’azione estensiva della stampa con il suo condizionamento psicologico all’uniformit… e alla ripetibilit…. L’Occidente in genere non si rende ben conto di quanto il mondo dei prezzi e dei conti sia sorretto dall’invadente cultura visiva dell’alfabetismo.

Ma ci‡ che rende davvero l’idea di quanto i media siano l’estensione dei nostri sensi sono l’automobile e il vestiario. La prima „ considerata dagli uomini una vera compagna di vita, ci‡ che gli da un tocco in piˆ, amplificando la loro forza e la loro potenza in base ai cavalli che ha. Piˆ „ potente, piˆ costa e piˆ e in gamba l’uomo che la possiede. Con questa affermazione dissento dallo studioso canadese, il quale vide nell’auto l’espressione piˆ vistosa dell’uniformit… gutenberghiana, con un conseguente livellamento sociale. Ci‡ si „ verificato a mio avviso solo in alcuni momenti storici: negli anni cinquanta in Italia con la mitica cinquecento e prima ancora con Henry Ford e il suo modello T. Per il resto oggi la tipologia della macchina, al pari del vestiario, e con la conoscenza dei prezzi che si ha su tutti i modelli, connota inequivocabilmente lo status sociale dell’individuo. Lo stesso vale per il vestiario, l’estensione della nostra pelle per mantenere costante la temperatura del nostro corpo. Anche se con la rivoluzione industriale e la diffusione dell’alfabetismo si sono progressivamente abbandonati i vestiti di corte in favore di vestiti piˆ comodi e facilmente lavabili per lavorare nelle fabbriche, basta pensare ai jeans. Ma il potere comunicativo che ha la moda, „ molto piˆ potente di quello della macchina ovviamente. Pu‡ essere usato per sentirsi o entrare a far parte di un gruppo, sotto la spinta del conformismo, oppure pu‡ sostituire l’espressione verbale del potere attraverso la carica simbolica che si riscontra nell’uso dell’abbigliamento

18


in modo gerarchico. L’identificazione di un individuo all’interno di una formazione comporta infatti spontaneamente l’adozione di rigorosi codici di comportamento. Prima ancora di questi media sociali, per esigenze pratiche, „ nata prima di tutto la ruota. L'invenzione della ruota „ stata una delle piˆ importanti nel progresso umano: essa consent‰ un uso piˆ efficiente della potenza animale nell'agricoltura e nei lavori pesanti e divenne un mezzo meccanico di inestimabile utilit… nelle piˆ svariate funzioni. Le applicazioni della ruota nella vita e nella tecnologia moderna sono virtualmente infinite. Come citato da McLuhan: 6

<<La ruota posta sotto la slitta fu un acceleratore del piede e non della mano. Da

questa accelerazione sorse il bisogno della strada, come dall’estensione delle nostre schiene nella forma della schiena sorse il bisogno della tavola. (…) Ogni estensione o

accelerazione produce

immediatamente nuova configurazioni dell’intera

situazione>>. Un mezzo che ha permesso la realizzazione delle auto e quindi degli infiniti collegamenti, oggi del tutto superate grazie al dono dell’ubiquit… della digitalizzazione, che ha accelerato i trasporti e la velocit… delle informazioni.

6

(McLuhan 2008,op.cit. p.173).

19


CONCLUSIONI Marshall McLuhan ha intuito per primo quanto i mezzi di comunicazione o di estensione dei nostri sensi, apportino dei cambiamenti nella vita dell’uomo piˆ di quanto egli stesso non se ne renda conto, prima ancora di capirne le reali finalit…. Totalmente incompreso ai suoi tempi, oggi invece che siamo nel corso di una rivoluzione dell’informazione impetuosa, „ da tutti preso come primordiale punto di partenza di riflessione. Adesso siamo in una nuova era che ha partorito ci‡ che egli non ha potuto vedere: l’informazione digitale, che non si „ limitata ad estendere i nostri sensi, bens‰ la nostra mente.

20


CAPITOLO 2. LA NEW ECONOMY L’attuale rivoluzione digitale non ha apportato cambiamenti solo nello stile di vita ma anche nell’economia.

Con l’avvento di una societ• dell’informazione, si ‚ recentemente affermata anche una nuova realt• economica che ‚ quella che da piƒ parti viene definita come new economy. Manuel Castells, un grandissimo sociologo americano da molti paragonato per le sue idee innovative a Max Weber e Karl Marx, ha analizzato bene questo nuovo scenario che ci si presenta ogni giorno sotto gli occhi. Nel 2000-09 una graduatoria relativa di un pool selezionato di importanti studiosi nel Social Science, lo classifica come quinto studioso di comunicazione piƒ citato al mondo. Proveniente da una famiglia conservatrice, fu politicamente attivo nel movimento studentesco anti- Franco , un attivismo politico adolescenziale che lo ha costretto a fuggire in Francia. A Parigi, all'et• di vent'anni, ha completato i suoi studi di laurea, poi progredito alla Universit• di Parigi , dove ha conseguito un dottorato in sociologia. All'et• di 24, il dottor Castells ‚ diventato un istruttore presso l'Universit• di Parigi, dal 1967 al 1979, prima alla Universit• di Paris X Nanterre , che lo ha licenziato a causa delle proteste studentesche del 1968, poi alla „cole des Hautes Etudes en Sciences Sociales , dal 1970 al 1979. Successivamente, nel 1979, negli Stati Uniti, la University of California, Berkeley lo ha nominato a due cattedre, Professore di Sociologia, e professore di pianificazione urbana e regionale . Nel 2001 ‚ stato professore di ricerca presso l' Universit• Aperta della Catalogna (UOC), Barcellona. Nel 2003 ha aderito alla University of Southern California (USC) Annenberg School for Communication , come docente di comunicazione. E’ membro 21


della Rete di Ricerca Annenberg sulla comunicazione internazionale . Prof. Castells divide la sua residenza tra Spagna e Stati Uniti ed ‚ sposato con Emma Kiselyova . Dal 2008 ‚ membro del consiglio di amministrazione dell’ Istituto europeo di innovazione e tecnologia. Il lavoro sociologico del Prof. Manuel Castells Oliv…n sintetizza la letteratura empirica di ricerca con combinazioni di sociologia urbana, studi di Internet , movimenti sociali , sociologia della cultura e dell'economia politica .

Nel 1970, seguendo il percorso di Alain Touraine Castells ‚ stato uno sviluppatore chiave della variet• di marxista sociologia urbana che enfatizza il ruolo dei movimenti sociali nella trasformazione conflittuale della citt•. Nel 1989 ha introdotto il concetto di " spazio dei flussi ", i componenti materiali e immateriali delle reti globali di informazioni utilizzate per la real-time, a lunga distanza coordinamento dell'economia. Nel 1990, alterna i due filoni di ricerca in L'etÄ dell'informazione: economia, societÄ e cultura , pubblicato come una trilogia, La nascita della societÄ in rete (1996), The Power of Identity (1997) e Fine Millennio (1998 ).

L'etÄ dell'informazione: economia, societÄ e cultura comprende tre dimensioni sociologiche - produzione , energia , e l'esperienza - sottolineando che l'organizzazione della economia , dello Stato e delle sue istituzioni, ei modi in cui le persone creano il senso della vita attraverso l'azione collettiva, sono fonti irriducibile di dinamiche sociali - che deve essere intesa sia come entit• discrete e tra loro collegati. Inoltre, egli divenne un teorico stabilito di cultura cibernetica con la sua analisi di sviluppo

su Internet, sottolineando i ruoli dello Stato (militare e

accademica), i movimenti sociali (hacker e attivisti sociali), e degli affari, nel 22


plasmare le infrastrutture economiche in base alla loro (in conflitto) interessi. Egli not† come ormai le nostre societ• siano sempre piƒ strutturate attorno all'opposizione bipolare della Rete e il S‚. la rete indica le organizzazioni della rete sostituendo le gerarchie verticalmente integrate come la forma dominante di organizzazione sociale.

“Negli ultimi venticinque anni del XX secolo ‚ nata una nuova economia su scala mondiale. Io la definisco informazionale, globale e interconnessa per identificarne i tratti distintivi e per mettere in rilievo l’intreccio di tali elementi. E’ informazionale perch‚ la produttivit• e la competitivit• di unit• o agenti, che si tratti di aziende, regioni o nazioni, all’interno di questa economia dipendono in modo sostanziale dalla propria capacit• di generare, elaborare e applicare con efficienza informazione basata sulla conoscenza”.7 Tutto questo ‚ stato

reso possibile innanzitutto dalla globalizzazione.

2.1 LA GLOBALIZZAZIONE Globalizzazione ‚ un termine impegnativo, tuttavia molto elastico, le cui interpretazioni sono le piƒ diverse possibili. La definizione ufficiale che ne d• l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) intende tale processo come quello “attraverso il quale mercati e produzione nei diversi paesi diventano sempre piƒ interdipendenti, in virtƒ dello scambio di beni e servizi e del movimento di capitale e tecnologia”. Un processo iniziato dopo la seconda guerra mondiale, quando gli Stati Uniti erano l’unico Paese in grado di risollevare l’Europa dalla decadenza in cui era precipitata dopo il conflitto. In questo modo si ebbero ingenti esportazioni di beni dagli Stati Uniti e il dolore divenne fortissimo. Inoltre fu 7

Manuel Castells , la nascita della societ€ in rete( 2008a)

23


creata la banca mondiale la (BIRS), siamo agli albori dell’economia mondiale interconnessa. Un mercato odierno che solo apparentemente ‚ unico, ma che invece presenta una dimensione di aspra competizione mondiale in cui si vanno definendo le aree di influenza di almeno tre poli imperialisti: USA, UE e Giappone o area asiatica. Se non ci si ferma alla semplice definizione, ma si vuole capire come e perch‰ i mercati diventano sempre piƒ interdipendenti, come e perch‰ beni, tecnologia e capitali si scambiano oggi oltre i confini dei singoli paesi, occorre indagare sul significato reale del termine globalizzazione che suggerisce un avvenuto cambiamento qualitativo nella nostra societ•. Protagoniste indiscusse di questo cambiamento, che non assume sempre valenza positiva ma che anzi presenta spesso risvolti che incentivano le diseguaglianze economiche e sociali, sono quelle che vengono definite risorse elettroniche: programmi, testi, pagine web, archivi di dati, cataloghi di biblioteche (OPAC), fotografie, filmati, documenti sonori e tutte le informazioni che possono essere messe a disposizione soprattutto attraverso la moderna tecnologia informatica. Diseguaglianze economiche e sociali poich‰ nelle borse vi sono grandi investitori e speculatori che acquistano o vendono ingenti quantit• di titoli o di moneta esclusivamente per trarne un guadagno, cercando di anticipare i cambiamenti della domanda e dell’offerta. Alcune banche e societ• d’investimento sono diventate cosŠ ricche da poter influenzare esse stesse l’andamento del mercato finanziario, che quindi dipende sempre meno dalle variazioni dell’economia reale, cio‚ dalla produzione e dagli investimenti: si parla al riguardo

di

finanziarizzazione dell’economia,

un

fenomeno

che

riguarda

particolarmente i paesi a economia di mercato sviluppata, cio‚ i paesi del Nord 24


America, dell’Europa occidentale e del Sud-Est asiatico. La crisi economica e l’attacco speculativo al nostro Paese ne ‚ la prova schiacciante. “Pertanto il sentiero che collega la tecnologia dell’informazione, il mutamento istituzionale e la crescita della produttivit• passa in larga misura attraverso la concorrenza globale”.8 Lo dimostra il repentino aumento delle obbligazioni e operazioni estere, come mostra questa tabella:

Figura.2.1 OPERAZIONI IN OBBLIGAZIONI E AZIONI ESTERE, 1970-1996 (% DEL PIL)i

1970

1975

1980

1985

1990

1996

Stati Uniti

2,8

4,2

9,0

35,1

89,0

151,5

Giappone

--

1,5

7,7

63,0

120,0

82,8

Germania

3,3

5,1

7,5

33,4

57,3

196,8

Francia

--

-

8,4

21,4

53,6

229,2

Italia

--

0,9

1,1

4,0

26,6

435,4

Regno Unito

--

--

--

367,5

690,1

--

Canada

5,7

26,7

64,4

3,3

9,6

234,8

Fonte :Manuel Castells 2008,p.109, redatta da Held et al, (1999, tab. 4.16)

8

(Manuel Castells op.cit,p.105)

25


Quest’aumento dell’investimento all’estero ha prodotto la formazione di reti internazionali. Operazioni che sono progressivamente aumentate, racchiuse nella sigla IDE, soprattutto nei Paesi Ocse. La nascita dell'organismo fu dovuta all'esigenza di dar vita a forme di cooperazione e coordinamento in campo economico tra le nazioni europee nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale. Il 14 dicembre 1960 si giunse, a Parigi, alla firma di una nuova convenzione da cui nacque l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), entrata in funzione il 30 settembre 1961 e sostitutiva dell'OECE. Entrarono a farne parte i Paesi che avevano aderito all'OECE, oltre a Canada e USA mentre, in un secondo momento, aderiranno anche Giappone (1964), Finlandia (1969), Australia (1971), Nuova Zelanda (1973), Messico (1994), Corea del Sud (1996), e infine, dopo la dissoluzione del blocco comunista e delle organizzazioni internazionali quali il COMECON, anche Repubblica Ceca (1995), Polonia e Ungheria (1996), Slovacchia (2000). Infine, nel 2010, il Cile e l'Estonia sono divenuti membri e sono stati invitati a far parte dell'Organizzazione, anche Israele e Slovenia.

2.2 LA TECNOLOGIA SUBENTRA NELL’ECONOMIA Ci† che ha davvero cambiato lo scenario per† non ‚ solo l’aumento delle esportazioni, ma cosa si esporta e cosa oggi crea disuguaglianze nel mondo: lo scambio tra beni ad alta tecnologia e bassa tecnologia, nonch‰ tra servizi ad alta conoscenza e bassa conoscenza. Purtroppo ancora oggi questo crea una grande

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disparit• tra i Paesi poveri e i Paesi ricchi. Chi investe meno in ricerca e formazione rimane inevitabilmente in defalut, come sta accadendo all’Italia. Il settore emblema della tecnologia ‚ quello dell’Information Technology che racchiude: la produzione di hardware, degli strumenti di comunicazione e dei semiconduttori. Come mostrato nei grafici qui di seguito.

Figura 2.2

Fonte: P. Giussani “Capitale fisso e guruismo” in www.countodownnet.info

27


La produzione di software ‚ passata dallo 0,5% nel 1975 a poco piƒ del 3% nel 2002 con un andamento sempre crescente. L’autore di questo grafico sottolinea per† il leggero declino cha ha avuto la produzione dopo il 2000. A mio avviso ‚ dovuto oltre alla diminuzione dei prezzi dell’hardware anche ad un iniziale preparazione da parte della popolazione ad accogliere questi nuovi mezzi. Lo stesso vale per la produzione dei mezzi di comunicazione:

Figura 2.3

Fonte: Jonathan McCarthy “Equipment Expenditures since 1995:The Boom and the Bust”. 28


E quella dei semi conduttori: Figura 2.4

Fonte: : P. Giussani “Capitale fisso e guruismo” in www.countodownnet.info

2.2.1 IL RUOLO DI INTERNET NELL’ECONOMIA GLOBALE Internet ‚ nata inizialmente con lo scopo di permettere lo scambio di informazioni all’interno delle Universit• e delle comunit• scientifiche, per questo la rivoluzione tecnologica viene anche chiamata rivoluzione dell’informazione. L'istituto era denominato ARPA (acronimo di Advanced Research Projects Agency) e il suo compito era ambizioso: cercare soluzioni tecnologiche innovative. Fra gli incarichi dell'Agenzia c'era quello di trovare una soluzione alle problematiche legate alla sicurezza e la disponibilit• di una rete di telecomunicazioni. Il progetto venne sviluppato negli anni '60 in piena Guerra fredda con la collaborazione di varie universit• americane, e, secondo molte fonti, aveva lo scopo di costruire una rete di comunicazione militare in grado di resistere anche ad un attacco nucleare su vasta 29


scala (questa idea deriva dagli studi che Paul Baran aveva iniziato nel 1959 alla RAND corporation sulle tecnologie di comunicazione sicura). Per tutti gli anni Settanta ARPAnet continu† a svilupparsi in ambito universitario e governativo, ma dal 1974, con l'avvento dello standard di trasmissione TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol), il progetto della rete prese ad essere denominato Internet. Come volevano i suoi inventori ne venne fuori una rete senza nessun centro ma costituita da migliaia di nodi , a commutazione di pacchetto o packet switching. La rete ‚ nata propriamente libera e senza nessun controllo. Quando un nodo intermedio detto commutatore di pacchetto, generalmente un router o uno switch, riceve un pacchetto, esso decide quale ‚ il percorso migliore che il pacchetto pu† prendere per raggiungere la sua destinazione grazie alle informazioni fornite dalla tabelle di routing e alla cosiddetta metrica assegnata ai percorsi possibili. Questa strada pu† cambiare da pacchetto a pacchetto indipendentemente dalle condizioni della rete ( congestione o meno, malfunzionamento del link e router, capacit• massima dei link ecc...), per cui pacchetti appartenenti ad uno stesso messaggio possono intraprendere anche percorsi distinti. Tutto cambi† il 30 Aprile 1993 quando il Cern (Conseil Europ‰en pour la Recherche Nucl‰air) emise il world, wilde, web ovvero il w.w.w. facendo divenire la navigazione piƒ semplice ed accessibile a tutti. Le novit• maggiori furono l’interattivit• e la dinamicit•. Sono state aumentate le funzionalit• dei browser attraverso un'evoluzione del linguaggio HTML e la possibilit• d'interpretazione di linguaggi di scripting ,come il JavaScript. Dall'altro, si ‚ migliorata la qualit• di elaborazione dei server attraverso una nuova generazione di linguaggi integrati con il Web Server (come JSP, PHP, ASP, etc.), trasformando i Web Server in quelli che sono oggi piƒ propriamente noti come Application Server. 30


La diffusione di queste soluzioni ha consentito di avviare l'utilizzo del web come piattaforma applicativa che oggi trova la sua massima espressione nei Web Service, alla cui realizzazione e diffusione sta lavorando l'intera industria mondiale del software per la gestione d'azienda, dai grandi nomi commerciali (come SAP e Oracle ) fino alle comunit• Open Source. L'utilizzo dei web-service all'interno dell'architettura di integrazione SOA permette anche alle piccole imprese di gestire senza grandi sforzi i propri processi aziendali. Scopo dei Web Service ‚ di limitare il piƒ possibile le attivit• di implementazione, consentendo di accedere a servizi software resi disponibili in rete, assemblarli secondo le proprie necessit• e pagarli soltanto per il loro utilizzo effettivo, metodologia individuata nella terminologia anglosassone come pay per use, on demand software, just in time software, on tap software, etc. ‹ chiaro, quindi, che i web-service e il loro successo hanno ed avranno un legame strutturale ed intrinseco con i processi aziendali che dovranno supportare nell'ambito di una nuova organizzazione basata sui processi. Ma prima ancora di incidere sulla resa delle imprese, un processo ancora in corso, ha cambiato il modo di fare economia, stravolgendo il mercato reale.

31


Figura 2.5

Fonte: P. Giussani “ Capitale fisso e guruismo” in www.countdownnet.info Archivio-analisi-altro

Come si pu† evincere dal grafico il settore della finanza ha

usato per primo

intensamente l’I.T.C.(tecnologia dell’informazione e della comunicazione), dove la produttivit•, nel senso di erogazione di servizi finanziari nell’unit• di tempo, ‚ 32


sempre cresciuta nel tempo garantendo ampi margini di profittabilit•, tanto da registrare dopo il 1990 un’impennata nell’utilizzo dei mezzi informatici che prosegue tutt’ora. Infatti l’ammontare delle transazioni finanziarie oggi equivale a 20 volte il commercio internazionale. Praticamente ormai ‚ nelle reti informatiche che collegano tali centri che si svolgono le operazioni effettive. . La nascita del Nasdaq nel 1971 ha creato un mercato virtuale, basato esclusivamente su reti di computer, senza la sala delle contrattazioni centrale. In questo modo, grazie alla tecnologia, nel mercato azionario hanno fatto il loro ingresso anche i piccoli investitori, senza risorse finanziarie: i day-traders. “Questi piccoli investitori tengono la loro posizione fino a quando realizzano un profitto, acquistando o vendendo con operazioni a brevissimo termine, fino a quando subiscono perdite sufficienti per la giornata”.

9

Nel mercato finanziario quasi ogni cosa pu† essere venduta o diventare titolo, in quanto sulla piazza d’affari si assegna valore ad ogni attivit• economica, che siano delle azioni, delle obbligazioni o dei titoli appunto. La compressione del luogo e del tempo di internet ‚ l’ideale per il mercato delle finanze, dove anche il secondo pu† essere determinante per le sorti di una transizione. L’industria della tecnologia dell’informazione e l’industria della finanza , che grazie ad essa ha potuto creare un mercato telematico globale, sono le forze motrici di questa nuova economia, ancora capitalista ma dipendente dall’essere connesso alle reti capitaliste globali. Purtroppo per† la computerizzazione comporta anche la volatilit• finanziaria con possibili crisi ricorrenti.

9

Klam. The solitary obsession of a day trader, New York Time (1999)

33


“CosŠ mentre la rivoluzione industriale ‚ stata determinata dal progresso tecnico dei sistemi di produzione e trasporto, la rivoluzione dell’informazione ‚ alimentata dalle innovazioni che consentono di elaborare, conservare e distribuire le informazioni in modo sempre piƒ rapido e sempre meno costoso. Mentre l’impresa espressa dalla rivoluzione industriale era fondata sulla produzione di massa e sullo sviluppo delle strutture di trasporto e logistiche, quella che sta emergendo dalla rivoluzione in atto fonda la propria ragion d’essere sulla capacit• di coordinare tra di loro, attraverso le tecnologie dell’informazione i vari fattori produttivi interni ed esterni in funzione del mercato.”10

2.3 LE IMPRESE CAMBIANO PROFILO L’impresa ‚ un organismo che coordina prestazioni di lavoro e strumenti adeguati, per il conseguimento di finalit• economiche: cio‚ la massimizzazione del profitto. La sua sopravvivenza dipende essenzialmente da questo, e per raggiungere quest’obiettivo le imprese utilizzano tutti i mezzi possibili, soprattutto al giorno d’oggi quelli informatici. Non solo, ‚ cambiata la sua intera organizzazione. L’impresa moderna vera e propria dominante nel Novecento.

nasce alla fine dell’Ottocento per diventare

Suddetto organismo complesso nasce dalla sinergia

dell’imprenditore che mette a disposizione il capitale, necessario a comperare i mezzi di produzione, e la forza lavoro dei proprietari. Un modello base che oggi, si ‚ ampliato e diversificato per rispondere alla globalizzazione dell’economia. Un’esigenza di delegare le funzioni, che inizialmente con la rivoluzione industriale

10

www.ilsole24ore.it Walter Scott, il commercio elettrinico: il nuovo scenario competitivo , (dalla sitografia)

34


del XVIII secolo, di cui non si sentiva per nulla il bisogno. La produzione in serie e la linea di assemblaggio di Henry Ford dominavano la logica industriale secondo cui: per produrre di piƒ bisognava compiere un gesto solo, il piƒ velocemente possibile, “basta immetterli in un’inesorabile logica meccanica, semplificando e stilizzando le operazioni in modo da imporre a tutti la stessa cadenza del flusso produttivo”.

11

Henry Ford fu l’unico in grado di mettere in pratica i principi di Federick Winslow Taylor, come citato pocanzi. Un industriale e imprenditore statunitense che per primo propose uno studio scientifico del lavoro dell’operaio, cronometrando i tempi di esecuzione per individuare la cosi detta “one best way”, il metodo migliore. Come dice B. Mottez << la logica del taylorismo ‚ il fordismo>>. La meccanizzazione era la parola chiave di questa organizzazione, non esistevano mestieri ne ripartizione dei ruoli veri e propri, si faceva la gara a tenere il lavoro in movimento con gesti piƒ semplici possibili. Successivamente, la produttivit• del lavoro raggiunta con il taylor-fordismo e la produzione di massa non poterono piƒ reggere la domanda dei consumatori e la competizione con i concorrenti, senza una pianificazione. Negli anni 60’ il modello taylor-fordista entra in crisi. Comincia a delinearsi cosi il cosiddetto post-fordismo, caratterizzato dapprima dall’intensificazione delle tecnologie per fronteggiare una domanda piƒ variabile e per offrire prodotti piƒ variabili. In piƒ la divisione verticale e rigida dei comandi e dei ruoli all’interno dell’industria, lasci† il posto alla “specializzazione flessibile”, realizzata mediante l’integrazione orizzontale fra imprese. Il primo modello di questo genere fu quello giapponese con la Toyota. La storia della Toyota Motor Corporation inizi† nel settembre del 1933, quando la

11

Aris Acconero Il mondo della produzione. Sociologia del lavoro e dell’industria (2002a).

35


Toyoda Automatic Loom (nata nel 1890 come produttore di telai tessili, dove ebbe un grande successo grazie all'invenzione del suo creatore: il telaio tessile in legno) aprŠ una nuova divisione destinata alla produzione di automobili sotto la direzione di Kiichiro Toyoda, figlio del proprietario Sakichi Toyoda. Poco dopo vennero prodotti i primi motori Type A Engine, nel 1934, usati l'anno seguente sull'automobile Model A1 e sull'autocarro G1. Nel 1936 inizi† la produzione in serie dell'automobile Model AA. Nonostante il gruppo Toyota oggi sia conosciuto soprattutto per le automobili, esso ‚ ancora attivo nel settore tessile e continua a produrre telai, ovviamente automatizzati, e macchine per cucire venduti in tutto il mondo. La Toyota Motor Company fu istituita come societ• indipendente nel 1937. Il suo famoso obiettivo erano i “cinque zero”, zero difetti nelle parti, zero danni ai macchinari, zero scorte, zero ritardi, zero burocrazia. Un’organizzazione del lavoro snella era necessaria per rispettare questi cinque parametri. Gli operai vengono resi partecipi delle operazioni, possono fermare la catena di montaggio e creano un sindacalismo aziendalistacollaborativo. L’azienda la sentono propria e il farla funzionare diventa un dovere morale interiorizzato. “ La differenza principale tra le imprese americane e giapponesi pu† essere riassunta come segue: l’azienda americana mette in primo piano l’efficienza conseguita attraverso una specializzazione dettagliata e una netta demarcazione delle mansioni, mentre l’azienda giapponese sottolinea la capacit• del gruppo di lavoratori di affrontare le emergenze locali in modo autonomo, sviluppata attraverso l’apprendimento sul lavoro e la condivisione delle conoscenze nell’officcina”12

12

Aoki, Information, Incentives, and Bargaining in the Japanese Economy, Cambridge, Cambridge University Press; (1988,p.16)

36


Per ovviare alla possibilit• di non riuscire a vendere sul mercato le scorte, si ‚ resa successivamente necessaria un’offerta personalizzata, il “ just in time”. Una produzione giusto in tempo, che risponde alla domanda e che quindi non proviene piƒ dall’alto ma viene trainata dal basso.

Attraverso la pubblicit• e la

comunicazione, il consumatore viene influenzato nello

scegliere tra una vasta

gamma di prodotti. Talmente tanto ormai, che i consumatori esigono delle campagne di informazione piƒ informali e direttamente rivolte a loro. Non soltanto le imprese, ma anche le banche. Secondo uno studio commissionato da Xerox : la quasi totalit• delle banche europee coinvolte nella ricerca (90% circa) ha identifi cato la necessit• di favorire sia la personalizzazione dei canali di comunicazione che la comunicazione stessa sulla base delle singole preferenze dei consumatori. Le banche italiane hanno concordato sul fatto che messaggi maggiormente mirati possono produrre un impatto positivo sul fatturato derivante dalla vendite (95%) e sui tassi di risposta delle campagne di marketing (89%). Allo stesso modo trova largo consenso il fatto che una maggiore o migliore segmentazione e comunicazione con la clientela ne possa ridurre il turnover (95%) determinando direttamente una crescita del fatturato (63%). Quasi tutte le banche europee (91%) ritengono che la fedelt• del cliente potrebbe migliorare qualora si riuscisse a segmentare la base di utenza e a comunicare in modo appropriato. Fra i consumatori si ‚ registrato un consenso elevato (con un punteggio che sfi ora il 3,4 a fronte di un massimodi 5,5) per la sensazione che le campagne di marketing non si rivolgano individualmente ai singoli clienti, in quanto non si focalizzano sulle necessit• personali. Inoltre, il 38% di tutti i consumatori europei ha asserito che “le banche sono ancora troppo impersonali nella comunicazione one-to-one, mentre dovrebbero essere molto piƒ informali”. Quindi, 37


se da un lato vi ‚ convinzione rispetto al fatto che la segmentazione potrebbe generare importanti vantaggi, dall'altro gli attuali sistemi e processi legacy tendono a frenare questo tentativo di progresso da parte delle banche di tutta Europa.13 Il progresso tecnologico ha fatto declinare alcuni settori tradizionali e ha fatto espandere l’occupazione in settori nuovi del terziario avanzato: quale telematica, logistica, robotica, energia e comunicazione. Gi• alla met• degli anni Novanta le imprese facevano uso di una tecnologia, ancora, per†, troppo complicata, denominata EDI (Electronic Data interchange.) per ridurre i tempi di burocrazia cartacea. La connessione a banda larga ha permesso alle imprese di interagire piƒ facilmente tra loro, modificando e complicando per† al tempo stesso il loro assetto strutturale. Poich‰ per la sopravvivenza dell’impresa ‚ vitale sia l’immagine che da di s‰, che tutte le relazioni di cooperazione che deve stringere per assicurarsi il suo posto nel mercato, non per niente le imprese odierne sono delle imprese che lavorano a rete, per questo motivo si sono rese necessarie nuove figure professionali chiave. Quali i manager e i quadri: i primi sono dei dirigenti che si assumono la responsabilit• senza detenere titoli di propriet•; i secondi sono invece delle figure intermedie che mediano tra gli imprenditori e gli operai. Negli anni 20’ si capi che le grandi aziende avevano bisogno di persone in grado di saper dirigere, prevedere, organizzare, coordinare e controllare: i manager. Una grande responsabilit• la loro, che gli ‚ ben retribuita, poich‰ pur non rischiando finanziariamente rischiano continuamente la reputazione. Se l’azienda crolla, trascina nel fosso anche loro inesorabilmente. Pian piano il management si ‚

13

Dalla rivista online <<STAMPARE>> XXIX(2)15febbraio-15marzo 2009:pag.9.

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istituzionalizzato ed ‚ diventato un vero ceto sociale, non piƒ destinato solo ai ceti privilegiati, ma attingente anche a basi sociali piƒ ampie. Molti studiosi si sono occupati di definire le funzioni del manager, tra cui Henry Mintziberg, uno studioso canadese di scienze gestionali, ricerca operativa, organizzazione e strategia. Egli ha stilizzato cosi i ruoli manageriali: -decisionali: nei quali il dirigente si occupa dei collegamenti esterni all’azienda; -di informazione: nei quali il dirigente fa da portavoce di notizie all’esterno; -direzionali: nei quali effettua dei cambiamenti e delle innovazioni; Altra storia ‚ quella dei quadri. Nuove figure professionali che hanno fatto fatica per vedersi riconosciuti i loro diritti. La loro autonomia venne riconosciuta nel 1985 con una modifica dell’art. 2095 del Codice Civile che distingue 3 categorie di prestatori di lavoro subordinato: dirigenti, quadri, impiegati e operai. Ancora oggi a causa del fatto di non essere ben visti dagli imprenditori, non hanno ancora grande considerazione nei contratti. Comunque sia a mio avviso saranno sempre piƒ richiesti, perch‰ il ruolo di mediazione all’interno di queste organizzazioni sempre piƒ complesse ‚ fondamentale per una buona riuscita della produzione.

2.3.1 LE IMPRESE E I NETWORK L’azienda

per

rimanere

competitiva

sul

mercato

e

sopravvivere,

deve

necessariamente studiare il mercato e trovare le vie piƒ facili per raggiungere la clientela e vendere il prodotto. Creare quel che viene chiamato: il piano di marketing. Una programmazione, redatta solitamente dai manager, che si propone di studiare: il mercato di riferimento, le minacce dovute all’evoluzione dei mercati, le peculiarit• 39


distintive dei prodotti e gli spazi occupabili, i punti di forza e debolezza rispetto alla concorrenza, e le strategie di posizionamento e di sviluppo, quest’ultime facente parte del marketing operativo. Per fare tutto ci†, l’azienda deve lavorare tantissimo sull’immagine di s‚, per identificare i bisogni e lo specifico profilo dei consumatori ai quali essa rivolge la propria offerta e nei confronti dei quali caratterizza il paniere dei propri prodotti e servizi. Deve cio‚ comunicare e saper comunicare. Basta attenzionare i siti web aziendali o i cartelloni pubblicitari per leggere: “Se la tua azienda comunica il tuo business cresce”. Uno dei modi migliori attualmente, per le aziende, per accaparrarsi i clienti ‚ quello di sfruttare i social network. Comunit• virtuali largamente diffuse, che essendo quotate in borsa, come il famoso Facebook, guadagnano dalle inserzioni, dalle pubblicit• e dai tasti I like, mi piace. Facebook ‚ stato fondato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg all'epoca studente diciannovenne presso l'universit• di Harvard, con l'aiuto di Andrew McCollum e Eduardo Saverin. Per la fine del mese, piƒ della met• della popolazione universitaria di Harvard era registrata al servizio. A quel tempo, Zuckerberg fu aiutato da Dustin Moskovitz e Chris Hughes per la promozione del sito e Facebook si espanse all' Universit• di Stanford, alla Columbia University e all'Universit• Yale. Questa espansione continu† nell'aprile del 2004 quando si estese al resto della Ivy League, al MIT, alla Boston University e al Boston College. Alla fine dell'anno accademico, Zuckerberg e Moskovitz si trasferirono a Palo Alto in California con McCollum, che aveva seguito uno stage estivo alla Electronic Arts. Affittarono una casa vicino all'Universit• di Stanford dove furono raggiunti da Adam D'Angelo e Sean Parker.

Il dominio attuale, facebook.com, fu registrato soltanto in seguito, tra l'aprile e l'agosto 2005, e molte singole universit• furono aggiunte in rapida successione 40


nell'anno successivo. Col tempo, persone con un indirizzo di posta elettronica con dominio universitario (per esempio.edu, .ac.uk ed altri) da istituzioni di tutto il mondo acquisirono i requisiti per parteciparvi. Quindi il 27 febbraio 2006 Facebook si estese alle scuole superiori e a grandi aziende. Dall'11 settembre 2006, l’et• minima per parteciparvi ‚ 13 anni. Gli utenti possono fare parte di una o piƒ reti partecipanti, come la scuola superiore, il luogo di lavoro o la regione geografica. Se lo scopo iniziale di Facebook era di far mantenere i contatti tra studenti di universit• e licei di tutto il mondo, con il passare del tempo si ‚ trasformato in una rete sociale che abbraccia trasversalmente tutti gli utenti di Internet. Nel 2007 Microsoft acquista una quota dell'1,6% per 240 milioni di dollari e un gruppo di investitori russi compra il 2% per 200 milioni di dollari. Il valore del sito era stimato da Microsoft all'epoca in 15 miliardi di dollari, ma successivamente smentito e corretto in 3,7 miliardi di dollari nel 2009. In Italia c'‚ stato un boom nel 2008: nel mese di agosto si sono registrate oltre un milione e trecentomila visite, con un incremento annuo del 961%; il terzo trimestre ha poi visto l'Italia in testa alla lista dei paesi con il maggiore incremento del numero di utenti (+135%). Secondo i dati forniti da Facebook e raccolti nell'Osservatorio Facebook, gli utenti italiani nel mese di aprile 2011 sono 22 milioni. Il giorno 3 gennaio 2011, Goldman Sachs investe in Facebook 450 milioni di dollari facendolo rivalutare alla cifra astronomica di 50 miliardi di dollari.

Ci sono molti introiti finanziari dietro le quinte, che giocano sulla vendita dell’identit• digitale, le informazioni personali. C’‚ da dire che molte di queste azioni, prettamente illegali perch‰ violano la privacy, sono svolte principalmente da privati criminali che vendono a suon di quattrini dati importanti o usano particolari virus, inviando spam, ovvero messaggi pubblicitari non richiesti che spesso possono 41


essere strumenti di truffa, perch‰ chiedono le credenziali di accesso telematico alla propria banca. A mio parere esiste un’etica per tutto e vale anche per il marketing. E’ giusto, prima di inviare e-mail con le informazioni sui prodotti di una certa azienda, chiedere il permesso e non divulgare in maniera inopportuna a terzi i dati personali degli utenti. Per tutto il resto a mio avviso, il fatto che un social network sappia cosa mi piace e mi abbia inquadrato in una certa categoria e magari mi fa spuntare nelle inserzioni accanto, qualche occasione imperdibile di qualche prodotto o meglio ancora un’offerta lavorativa o qualche notizia per me interessante, non pu† che essere un’agevolazione a coltivare i propri interessi. Anche le imprese rispondono alla legge e se non rispettano certe condizioni, vanno incontro a multe anche intorno ai 20.000 euro. La libert• di scelta vige sempre e comunque, su i social network ognuno di noi ‚ libero di dare o no certe informazioni, di cliccare il tasto mi piace oppure di non farlo. La tecnologia come qualunque altra cosa pu† essere usata male e a danno altrui, ma difendersi ‚ sempre possibile.

Esistono inoltre altri tipi di rete sociale come Foursquare. FourSquare ‚ una rete sociale fondata nel 2009 da Dennis Crowley e Naveen Selvadurai, che si basa sulla geolocalizzazione degli utenti, vale a dire sulla condivisione della propria posizione geografica via gps attraverso un dispositivo mobile, uno smartphone come un telefonino Android, un iPhone o un Blackberry, per i quali sono disponibili apposite applicazioni gratuite. Gli utenti possono effettuare il cosiddetto check in nei locali, nei negozi, nei musei, in qualsiasi posto di interesse pubblico. Essi sono suggeriti direttamente dall’applicazione e nel caso non lo fossero, si pu† aggiungere un punto d’interesse direttamente noi stessi. Tutto funziona come una specie di gioco. Maggiore sar• il numero dei check in e dei tip, i suggerimenti lasciati su un posto, e 42


piƒ punti si otterranno per conquistare una lunga serie di badge, una sorta di “medaglia al merito” che indica la popolarit• e l’influenza di un membro. I commenti possono essere sincronizzati con un account Twitter e su FaceBook. Ci† significa che ‚ possibile condividerli contemporaneamente anche nei due social network. Allo stesso modo si possono cercare amici rovistando nella nostra sfera sociale di Twitter, FaceBook, nella rubrica di GMail o aggiungerli direttamente. Le notifiche push consentono di trovare gli amici che sono nelle vicinanze o addirittura che si trovano contemporaneamente nello stesso locale. In pratica piƒ si usa FourSquare, maggiori saranno le informazioni a nostra disposizione e maggiore sar• l’incremento dei nostri meriti. Uno degli obiettivi piƒ ambiti ‚ diventare major, vale a dire “il sindaco” di un posto. Tutto questo si consegue effettuando il maggior numero di ingressi nello stesso luogo entro due mesi. Un altro aspetto da tenere in considerazione ‚ quello del cosiddetto social marketing. FourSquare, infatti pu† essere utilizato, dalle aziende a scopo promozionale, per pubblicizzare il proprio brand.

C’‚ chi offre sconti, prezzi e tariffe speciali, inviti e agevolazioni ai clienti migliori in base al numero di check in o addirittura la possibilit• di ottenere nuovi ambiti badge. Consigli preziosi per gli utenti che vogliono convenienza, nei posti che sono piƒ consigliati per il rapporto tra qualit• e prezzo. Uno studio di aprile effettuato da ROI Research ha inoltre rivelato che il 60% degli utenti americani dei social network si dice propenso ad acquistare o meno un prodotto o un servizio sulla base dei

post

e

dei

commenti

su

un

brand

letti

sui

social

network.

Dato che cresce il livello di accesso a questi siti dal cellulare, appare dunque evidente l'influenza dei social network sulle decisioni di acquisto. Lo studio Knowledge 43


Networks ha rivelato che il 27% degli utenti mobili americani consultano un social network per controllare o confrontare i prezzi dei prodotti prima, durante e dopo un acquisto. Il 24% consulta le recensioni su una data marca. In generale, affermano gli analisti, circa la met• degli utenti interagisce con un media sociale in una delle diverse fasi dell'acquisto.14

2.4 LE NUOVE PROFESSIONI INFORMATICHE Come abbiamo visto l’informatica, ha generato una nuova economia e altre tipologie di rapporti sociali. Abbiamo analizzato molti aspetti della cosa, adesso per† voglio passare in rassegna tutte le nuove opportunit• di lavoro che questa tecnologia ci prospetta. In questo periodo di grande crisi economica, in cui si dice che mancano posti di lavoro, quanto invece non si ‚ ancora capito bene che internet ‚ una vera e propria miniera d’oro di opportunit•. Offre un risparmio delle materie prime come la carta, di cui le case editrici e i giornali ne possono usufruire, con meno costi di produzione e piƒ profitto. Un ambito che richiede nuove competenze e figure professionali specializzate.

Il mondo delle professioni informatiche pu† essere diviso in 5 aree ( quelle da sempre esistenti fin dalla nascita del computer e quelle recentemente sviluppate grazie al web):

PROGRAMMATORE/ANALISTA PROGRAMMATORE La posizione dell’analista programmatore si configura come un’evoluzione della figura professionale di programmatore. In effetti, l’analista programmatore racchiude 14

Dall’art. “Mobile shopping: ecco come i social network influenzano gli acquisti”, www.key4biz.it

44


in s‰ le competenze di due figure distinte: quella dell'analista e quella del programmatore. L'analista si occupa dell'analisi delle esigenze del cliente e di tradurre queste ultime in un progetto funzionante attraverso il coordinamento di un team di programmatori. Il programmatore si occupa dello sviluppo del software nei vari linguaggi partendo dal progetto di un analista. Va comunque detto che la presenza di due figure distinte per adempiere ai compiti precedentemente citati dipende strettamente dalla dimensione dell'azienda in cui si trova ad operare: solo le strutture medio-grandi possono permettersi analisti che poi non partecipano all'attivit• di programmazione. Il lavoro dell'analista programmatore pu† sostanzialmente essere suddiviso in due fasi successive: nella prima il suo compito ‚ quello di analizzare ed interpretare le esigenze degli utenti; nella seconda si incarica della progettazione, codifica e documentazione, collaudo e manutenzione dei programmi creati in risposta a tali esigenze. L'analista programmatore ‚ perci† colui che sviluppa l'analisi di un problema in termini informatici e partecipa anche alla stesura dei programmi. L'insieme delle attivit• svolte dall'analista programmatore possono essere cosŠ riassunte: • ANALISI ED INTERPRETAZIONE DELLE ESIGENE DEL CLIENTE. L’analista programmatore realizza un software che deve soddisfare le esigenze evidenziate dal cliente, espresse sotto forma di una serie di requisiti. Il successo del sistema si misura dalla corrispondenza del prodotto finale con i requisiti concordati e da quanto le esigenze emerse nel dialogo con gli utenti siano soddisfatte. • Progettazione del sistema software. L’attivit• prende le mosse dai requisiti/esigenze emerse durante il dialogo con il cliente. In questa fase l'analista programmatore ‚ 45


spesso chiamato a giustificare le proprie scelte mostrando l'efficienza e la funzionalit• delle soluzioni adottate. • COLLAUDO E MANUTENZIONE. Il progetto viene tramutato in un programma scritto in un linguaggio di programmazione: ‚ questa l'unica fase in cui si usa direttamente

un

linguaggio

di

programmazione.

Da

parte

degli

analisti

programmatori ‚ buona norma documentare accuratamente il lavoro svolto durante la fase d’implementazione, in modo da agevolare il compito di chi, in futuro, andr• ad esaminare il codice sviluppato. • COLLAUDO. In questa fase ‚ accertata la qualit• del sistema realizzato per la conseguente consegna al cliente. • MANUTENZIONE. Dopo che il sistema ‚ stato messo in produzione, possono rendersi

necessari

dei

cambiamenti,

o

perch‰

gli

utenti

rilevano

dei

malfunzionamenti, oppure perch‰ risulta necessario aggiungere nuove funzioni o apportare delle migliorie a quelle preesistenti. Gli interventi di questo tipo rientrano nelle attivit• di manutenzione statica ed evolutiva. Spesso l'analista programmatore svolge il suo lavoro all'interno di un team di sviluppo coadiuvato da figure professionali del suo stesso tipo. Il lavoro all'interno del gruppo ‚ suddiviso in modo da permettere di procedere in parallelo ottimizzando cosŠ i tempi di sviluppo. ‹ di vitale importanza che all'interno del gruppo sussista un buon affiatamento per garantire un alto grado di cooperazione e comunicazione. I tempi medi di un progetto a cui un analista programmatore prende parte sono intorno ai sei mesi, ma su casi particolarmente complessi o di grandi dimensioni il suo lavoro pu† protrarsi anche per uno o due anni. Il lavoro dell'analista programmatore si svolge a ritmi serrati, spesso si lavora "a scadenza" per cui si richiedono orari piuttosto flessibili. 46


ANALISTA ‹ una figura che rappresenta la naturale evoluzione dell’analista programmatore. Oltre ad avere le competenze richieste all’analista programmatore ‚ in grado di effettuare l’analisi funzionale e tecnica in contesti ampi, nell'ambito di un sistema applicativo. Pu† scrivere specifiche funzionali e tecniche secondo standard definiti ed effettuare test completi ed integrati delle funzioni applicative di riferimento. ‹ in grado di disegnare banche dati e d’impiegare le piƒ affermate metodologie d’analisi proposte dalla dottrina informatica. Ha buone capacit• relazionali ed ‚ in grado di coordinare un gruppo di programmatori e analisti programmatori. ‹ possibile che in questo ruolo s’identificano figure “junior” e “senior”. Web developer Il web developer si occupa della gestione tecnica di un sito, della creazione e dell'aggiornamento delle pagine web. Negli anni passati la sola conoscenza del linguaggio HTML costituiva un prerequisito sufficiente, ma oggi il web developer deve possedere anche una buona conoscenza dei linguaggi di programmazione integrabili con le pagine web, insieme alla capacit• di leggere e scrivere in lingua inglese. Infine, il web developer deve avere una mente analitica, competenze grafiche e grande sensibilit• per capire e soddisfare le aspettative dell’utente. Area sistemistica, networking e sicurezza System manager Il system manager si occupa della gestione delle infrastrutture informatiche e di comunicazione e assicura la continuit• del servizio informatico. Il suo obiettivo ‚ ottimizzare il sistema informativo, coordinando e integrando le tecnologie hardware, software e di trasmissione a disposizione. Questa figura professionale nasce proprio 47


dall’esigenza di un perfetto funzionamento del complesso apparato informatico. Il suo primo compito ‚ analizzare le nuove necessit• produttive e definire nuovi progetti di sviluppo tecnologico. In una fase iniziale del suo lavoro egli deve dunque esaminare i settori aziendali che direttamente o indirettamente utilizzano il sistema. Valuta in seguito le soluzioni possibili per proporre al responsabile della struttura tecnica (Edp manager) un progetto definitivo. Questo responsabile ‚ l’unico referente per quanto riguarda la scelta definitiva del sistema. Per il resto il system manager opera in completa autonomia.

AMMINISTRATORE DI SITEMA L’amministratore di sistema, o system administrator, si occupa della messa a punto e della gestione delle soluzioni tecniche realizzate per collegare delle reti di computer aziendali ed extra-aziendali. I compiti dell’amministratore di sistema rete spaziano dalla progettazione di semplici architetture di rete, alla diagnosi ed alla risoluzione di problemi di comunicazione tra computer. Ma il ruolo centrale che svolge ‚ governare le interazioni di sistema e di rete. L'ordinaria amministrazione di un system administrator consiste nella verifica del regolare funzionamento del sistema e delle componenti che ne fanno parte. Tra queste, le criticit• sono rappresentate dai server web e mail, dai database e dai servizi ftp e, piƒ in generale, dai servizi e funzionalit• piƒ usate che devono garantire la continuit• di funzionamento. Il controllo dell'efficienza del sistema ‚, ovviamente, finalizzato all'intervento di fronte ad ogni anomalia e malfunzionamento. Tale intervento deve essere rivolto a prevenire quando possibile, a circoscrivere il difetto e 48


i relativi danni, e, soprattutto, a correggere e ripristinare la funzionalit•. Nel caso in cui il sistema sia stato progettato e realizzato da qualche altro soggetto, il system administrator deve garantire uno sviluppo che si adatti al meglio alle esigenze dell’impresa, con le soluzioni tecnologiche che il mercato rende via via disponibili. Oltre a questa attivit• di manutenzione ordinaria e straordinaria, il system administrator deve realizzare la messa a punto dei sistemi nella loro fase di avvio. Questa fase, che non ‚ sostanzialmente diversa dalla precedente, salvo che per la maggiore articolazione e complessit•, comporta innanzitutto l'individuazione e la realizzazione delle configurazioni ottimali della rete, sia sotto il profilo hardware che software in ragione degli obiettivi aziendali, del budget finanziario disponibile, dell'assetto organizzativo, del sistema tecnico, delle esigenze di sicurezza. Una volta messo in opera e testata la funzionalit• del sistema, il system administrator deve fissare e mettere a punto le politiche di gestione delle risorse del sistema, cio‚ le regole di funzionamento e di accesso che governano l'operativit• degli addetti, sulla base delle indicazioni della direzione aziendale e in modo coerente con le possibilit• offerte dal sistema stesso. Il system administrator, rappresenta, per certi versi, una figura di base nella famiglia professionale degli esperti che si occupano di reti e di sistemi. I componenti di questa famiglia variano dal tecnico di reti locali, un profilo maggiormente orientato alla diagnosi ed alla soluzione di problemi ai diversi specialisti di sistema (in ambiente web, in ambienti di reti locali), caratterizzati, come il system integrator, da una professionalit• prevalentemente rivolta alla progettazione, e piƒ specializzati di altri. Pressoch‰ sinonimi sono i profili del gestore di reti e del network administrator, anche se le relative definizioni evocano professionalit• distinte. 49


AMMINISTRATORE DI DATABASE L’amministratore di database, o database administrator, ha il compito di concepire, installare e amministrare i sistemi Client e Server in Rete: configura gli accessi al database, realizza monitoring dei sistemi stessi, si occupa della manutenzione del server, della sicurezza degli accessi interni ed esterni al database, definisce, al contempo, le politiche aziendali d’impiego e utilizzo delle risorse costituite dal database. Sempre tra i suoi compiti rientrano le attivit• di configurare e rendere operativo il backup dei dati, insieme alla pratica delle norme per preservarne la sicurezza e l’integrit•. Un altro compito riguarda l’analisi dei dati necessari a progettare soluzioni OLAP. Il database administrator pu† orientare la sua preparazione e la personale crescita professionale all'interno dell'azienda, specializzandosi in un ramo in particolare, dando valore aggiunto alla sua gi• competitiva professionalit•. Pu† ad esempio approfondire le questioni sulla sicurezza dei dati, sia dal punto di vista informatico, sia da quello giuridico. Specializzandosi ulteriormente nella gestione delle banche dati e nelle politiche aziendali ad esse legate, il database administrator pu† approdare alla carriera del data warehouse administrator, un profilo che vanta facolt• decisionali relative alla progettazione del database e all’organizzazione all'interno dell'azienda stessa. SECURITY MANAGER/ GESTORE DELLA SICUREZZA ‹ uno specialista in grado di individuare eventuali intrusioni o tentativi di spionaggio elettronico ai danni dell'impresa per la quale opera. Contro tali forme d’aggressione, l'addetto alla sicurezza mette in campo la propria preparazione tecnico-scientifica al fine di garantire e proteggere i dati su Internet, intranet e reti. A questo proposito, va sottolineato che, nel campo della sicurezza, il concetto di "sistema informativo" non 50


‚ inteso esclusivamente come sinonimo di computer, ma comprende tutto quanto ruota attorno e partecipa al trattamento, alla conservazione, all'accesso e alla diffusione di dati e informazioni proprie dell'azienda. Non va perci† escluso o tralasciato in questo contesto l'elemento umano. Il security manager, in genere, ‚ un consulente, uno specialista in un ramo particolare, quello della sicurezza informatica, la cui effettiva importanza non ‚ ancora stata adeguatamente riconosciuta e valorizzata in ogni ambiente di lavoro. In realt•, il pericolo attualmente piƒ diffuso resta quello dei virus rispetto ai pur temibili pirati informatici con i quali, in ogni caso, rimane meno frequente imbattersi. Prerogativa di chi opera in questa area occupazionale, per quel che concerne un sistema come il web, aperto e fruibile da parte di chiunque, ‚ proprio l’attivazione di piani di manutenzione e controllo attraverso la messa a punto di antivirus e anti hacking (l'anti spionaggio industriale). Tra gli incarichi del security manager, oltre a quelle di progettare antivirus e di mettere in atto l'antispionaggio industriale ove occorra, c'‚ anche quello di intervenire direttamente sul software dell'azienda qualora i tradizionali antivirus falliscano il proprio compito. In simili casi il security manager rende impenetrabile dall'esterno il sistema informatico dell'impresa attraverso l'applicazione di appositi filtri. Il security manager deve inoltre mantenersi costantemente aggiornato sia per quel che concerne i pericoli nella rete come i virus, sia per la sicurezza, intesa come tutela della privacy o legislazione inerente i crimini informatici. Egli, infatti, ‚ ritenuto responsabile del prodotto multimediale ed ugualmente rappresenta il garante per la sicurezza delle transazioni online, visto che ‚ in grado di elaborare sistemi d’autenticazione e autorizzazione. Il security manager deve effettuare con regolarit• test di penetrazione e auditing interno del software. Con il termine auditing s'intende 51


la pratica delle operazioni di ricerca delle imperfezioni nella sicurezza di un sistema. Esistono tipi diversi di questa procedura: creare idonei antivirus, utilizzare specifici software per la crittografia, sviluppare procedure per la sicurezza, controllare la loro effettiva applicazione da parte dei membri dell'azienda, individuare eventuali bug o imperfezioni nelle diverse applicazioni, in particolare quelle web, che possono favorire l’infiltrazione d’intrusi. Inoltre, il security manager deve essere in grado di elaborare e di adoperare tecniche d’analisi dei rischi, per anticipare situazioni di pericolo o, quantomeno, ridurne eventuali danni. Rientra tra queste attivit• la valutazione del rapporto costi/benefici per interventi di tutela aziendale. Il Security manager ‚ una figura "trasversale" in grado di muoversi con autonomia e disinvoltura in contesti eterogenei tra loro. Tra le figure professionali affini al security manager possiamo elencare i responsabili delle varie funzioni aziendali, dirigenti, amministratori delegati e quanti altri si occupano di diritto in materia di crimini informatici, gestione banche dati e sistemi informativi. Ad un livello sicuramente inferiore si collocano competenze di natura piƒ specialistica nell'ambito della New Economy. Un esempio pu† essere lo sviluppatore di antivirus che ha il compito specifico di realizzare software atto ad individuare potenziali virus.

AREA WEB WEB DESIGNER Il web designer ‚ il responsabile degli aspetti grafici di un sito internet. Collabora da vicino con il web master per la progettazione e realizzazione delle interfacce, assicurando che siano rispondenti alle esigenze di navigabilit• e fruibilit• del sito. Garantisce la visibilit• del sito da parte di tutti i diversi browser e sistemi operativi 52


esistenti. Il web designer progetta e realizza l'interfaccia grafica e l'immagine stilistica del sito per il web, sulla base delle indicazioni fornite dall'utente e nel rispetto dei vincoli tecnologici connessi alle applicazioni web integrate nel sito. Cura l'implementazione del programma e lo sviluppo delle animazioni multimediali del sito, garantendo gli elevati standard di usabilit•, affidabilit• ed estetica. La professione si colloca a ridosso dell'area editoriale e contenutistica, con la quale i Web Designer lavorano abitualmente per integrare in maniera efficace e facile la grafica ai contenuti e per garantire un'immagine coerente dell'azienda attraverso il sito Web.

WEB MASTER Il webmaster ha il compito di ideare, progettare e curare la realizzazione di un sito, avendo cura di mantenere il giusto equilibrio tra esigenze tecniche e obiettivi commerciali. A volte coordina altri collaboratori, ma solitamente svolge di persona i compiti necessari per le fasi d’ideazione, progettazione e gestione, a partire da un’attenta analisi del mercato, alla quale segue lo studio delle attivit• di promozione. Una fase delicata, ricca di aspetti creativi, ‚ la definizione delle strategie di comunicazione del sito, che implica lo studio del target di clientela potenziale o acquisita. Il webmaster deve essere in grado di determinare le soluzioni tecniche da adottare, in relazione ai costi dei servizi di telecomunicazione, consultando eventualmente un tecnico specializzato. Parte delle competenze del webmaster ‚ la gestione ed il controllo dei contenuti, testo e immagini, attivit• dunque di tipo editoriale, per la quale si avvale dell’intervento di esperti esterni, tra cui grafici e 53


editors di pagine. Essenziale infine ‚ la sua funzione gestionale, sia per quanto riguarda la continua promozione del sito (tramite motori di ricerca, comunicati stampa, links, banners, siti correlati) sia per quanto riguarda la consulenza all’utente, di cui rimane il referente principale per ogni tipo di problema tecnico, curiosit•, suggerimenti, e cosŠ via. L’ambito lavorativo in cui si pu† inserire la figura professionale del webmaster non ‚ ben delineato. Considerando la rapida evoluzione del mercato e l’obsolescenza delle tecnologie, si pu† affermare che la richiesta di specialisti sempre piƒ aggiornati pu† provenire da diverse direzioni. Imprese, enti ed istituzioni che gestiscono in proprio dei siti web, finalizzati alla comunicazione istituzionale, costituiscono una delle fonti di maggiore richiesta di simili figure. A questi si aggiungono provider e motori di ricerca, che offrono buone opportunit• d’inserimento nel proprio organico. La difficolt• di individuare una funzione ben definita ‚ data proprio dalla poliedricit• delle competenze e dei ruoli che spesso il webmaster si trova a ricoprire: da quelli prettamente tecnici, a quelli pubblicitari, a quelli grafici, gestionali, editoriali e commerciali. AREA CONSULENZA (ERP, CRM, E-Business, E-learning, Data Warehousing) CONSULENTE AZIENDALE Il consulente aziendale deve essere un esperto della realt• aziendale, capace di individuare e approfondire i problemi con i responsabili delle aziende e in grado di prospettare soluzioni appropriate che si avvalgono anche delle potenzialit• offerte dai sistemi ICT. Ha uno spessore professionale di rilievo ed ‚ in grado di supportare l'utente fin dalla fase di definizione dei requisiti del sistema da realizzare. Pu†

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coordinare piƒ esperti e/o assumere la responsabilit• della conduzione di progetti con particolare complessit•. Deve essere un buon conoscitore del mondo esterno, del settore in cui opera l’azienda, dei mercati interni e internazionali. La crescita professionale avviene progressivamente e con l’esperienza. Generalmente nell’ambito di questa professionalit• esistono figure “junior” e “senior”. Nella fase d’inserimento lavorativo il giovane consulente ‚, di solito, guidato da un “senior”. Prima di iniziare quest’attivit• ‚ necessario possedere una profonda esperienza lavorativa, maturata nell’ambito d’imprese ed organizzazioni con dimensioni diverse, che operano in svariati settori.

E-COMMERCE MENAGER L’ e-commerce manager cura tutti gli aspetti legati al commercio elettronico con funzioni operative e di coordinamento. Progetta e sviluppa la parte del sito direttamente implicata nel servizio di vendita on line e intrattiene rapporti sia con i clienti sia con tutte le componenti aziendali (responsabili commerciali, di marketing e pubblicit•, delle consegne, della sicurezza, delle reti, ecc.). Possiede una perfetta conoscenza di Internet e di tutte le problematiche legate alla gestione delle transazioni economiche e commerciali (merci, servizi, dati) on line, dispone di conoscenze marketing e di tecniche di vendita, ha un’ottima conoscenza dell'inglese e una buona predisposizione ai rapporti umanie al lavoro di ‰quipe. FORMATORE Il formatore ‚ un docente che, operando in ambiti pluralistici dell’ICT, costruisce e/o

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consolida i legami tra formazione e lavoro, nel qualificare, riqualificare e aggiornare le forze di lavoro. Il formatore pu† assumere funzioni piƒ o meno ampie o specializzate a seconda della richiesta, delle sue competenze e dell'ampiezza e differenziazione funzionale presente nel gruppo in cui opera. Egli pu† occuparsi solo della gestione didattica oppure dell'analisi dei fabbisogni, della progettazione, della selezione dei candidati, della valutazione, del monitoraggio e cosŠ via. Un formatore pu† trovarsi dinnanzi ad iniziative di formazione anche molto diverse tra loro nel settore ICT e deve essere in grado d’individuare le metodologie e gli strumenti piƒ adeguati per fronteggiare le necessit• della committenza e dell'utenza. Qualora tali funzioni e compiti siano distinti, il formatore (cui spetta il compito specifico della gestione didattica degli interventi) deve essere in grado di entrare in relazione con gli altri esperti e specialisti della formazione. I compiti dei formatori, quando non intervengano altri specialisti nelle diverse fasi dei processo di programmazione, gestione e valutazione degli interventi, consistono nel comprendere e interpretare le esigenze della committenza ed effettuare l’analisi dei bisogni formativi dei destinatari; per predisporre un progetto formativo coerente con le finalit•, i tempi e le risorse disponibili. Si occupa d’identificare e contattare le persone necessarie a realizzare il progetto. Discute e decide con i formatori e gli esperti i tipi e le modalit• degli interventi, i sussidi didattici, gli strumenti di valutazione. La predisposizione di quanto necessario in termini di articolazione didattica e di valutazione dei risultati ‚ sempre a suo carico. ANALISTA ERP I sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) sono dei package software integrati e particolarmente estesi che permettono di tenere sotto controllo, in un unico quadro 56


gestionale, tutte le unit• operative di un'impresa, dalle risorse finanziarie fino al controllo dei costi, compreso l'andamento delle sue varie filiali nazionali ed estere, rispondendo cosŠ a quelle esigenze di "gestione centralizzata", necessaria per le imprese multinazionali. La diffusione internazionale di questi sistemi nasce proprio dall’estrema standardizzazione che offrono. La figura di analista in ambiente ERP gestisce moduli di contabilit•, logistica, risorse umane e di produzione aziendale. Egli ‚ in grado di utilizzare un software standard, capace di integrare tutti i processi aziendali, da quelli legati agli acquisti, alla produzione ed alla vendita, a quelli legati all'amministrazione, al marketing e alla gestione delle risorse umane. AREA COMMERCIALE ACCOUNT L'account gestisce il rapporto con l'impresa committente e coordina il lavoro dei reparti specialistici. L’account assicura che il lavoro venga eseguito nei modi, nei tempi e con i costi concordati con il cliente. Rientra nei suoi compiti fornire tutti i dati necessari per ideare un progetto ICT, verificare con il committente il lavoro svolto, organizzare e coordinare le riunioni periodiche a cui partecipano i responsabili dell'organico coinvolti nel progetto, per programmare il lavoro dei giorni seguenti. Elabora il report degli incontri che trasmette anche all'azienda committente, riportando le decisione prese, le responsabilit• assegnate e le nuove scadenze concordate. Fissa incontri tra i vertici dell'azienda committente e di quella che rappresenta e predispone i documenti necessari a valutare il lavoro svolto rispetto agli obiettivi fissati.

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BUSINESS UNIT MANAGER DI TELECOMUNICAZIONI Il Business Unit manager di telecomunicazioni ‚ il responsabile operativo di una Unit• di business, cio‚ una struttura organizzativa operativa di dimensioni contenute, non permanente, creata come risposta ad esigenze di concorrenza del mercato. Generalmente ‚ un dipendente dell’impresa di telecomunicazioni, con un elevato grado di autonomia operativa. Egli coordina altre figure professionali nell’ambito dell’Unit• di Business, come l’ideatore progettista di servizi e il service provider. Al di fuori dell’Unit• di business, ha rapporti con i responsabili del settore marketing per la valutazione dei costi. Il Business Unit manager gestisce l’unit• operativa occupandosi della definizione del servizio o del prodotto innovativo, della realizzazione e anche della determinazione e quantificazione dei costi del servizio stesso. Egli deve anche essere in grado di valutare gli aspetti tecnici ed economici legati alla interconnessione per e con le imprese concorrenti.

KEY ACCOUNT Il key account ‚ il responsabile dei grandi clienti all'interno della struttura commerciale di un’azienda. Questa figura professionale riveste un ruolo particolarmente delicato ed importante, in quanto deve negoziare tra il cliente e la propria impresa e deve elaborare strategie che siano in grado di soddisfare entrambi. Si tratta di un ruolo che gode di una discreta autonomia e che pu† operare in sinergia con un team di figure correlate. Il key account ‚, in sostanza, colui che vende ai principali clienti di un’azienda. Generalmente, ha un portafoglio clienti ed ‚ suo compito prendere contatti con essi, fissare gli appuntamenti, elaborare le offerte commerciali piƒ opportune, gestire gli incontri, formulare gli accordi successivi e 58


curare la relazione in ogni sua fase. Il key account avr• cura di predisporre e di servirsi di un piano personalizzato per ciascuno dei suoi clienti; in esso saranno presenti e si integreranno diverse componenti: caratteristiche, obiettivi, risorse, strategie, etc. Il key account, all'interno di un'azienda, opera alle dirette dipendenze della direzione commerciale o di un District Manager dai quali riceve indicazioni relative ai potenziali clienti, le coordinate entro cui muovere la propria strategia commerciale e le linee da seguire per quanto concerne la comunicazione con l'esterno. AREA DIREZIONE E GESTIONE PROJECT MANAGER Una figura sicuramente prossima a quella dell'analista, che pu† rappresentare una sua naturale evoluzione ‚ quella del Project Manager. Gran parte del lavoro dell'analista ‚ infatti svolto all'interno di un progetto; il leader nonch‰ primo responsabile delle risorse impiegate nel progetto ‚ proprio il Project Manager. A lui compete la responsabilit• del perfezionamento dell'accordo contrattuale con i clienti, la partecipazione a tutte le fasi di sviluppo ed implementazione di un progetto, la verifica dei costi e dei tempi necessari alla sua realizzazione ed, infine, il coordinamento delle persone affidate. PROGRAM MANAGER E’ una figura che ha una comprovata esperienza nella gestione di programmi finalizzati allo sviluppo e alla realizzazione di prodotti informatici. Partecipa alla definizione delle strategie del segmento di appartenenza del prodotto ed ha la responsabilit• della gestione del rapporto con eventuali aziende committenti e con i settori produttivi coordinati da project managers. Esercita un controllo finanziario 59


sulle commesse ed ‚ predisposto a lavorare in team e per obiettivi. Ha una buona padronanza della lingua inglese.

CALL CENTER MENAGER Tra le mansioni principali del call center manager vi ‚ quella di analizzare e coordinare i progetti che vengono ideati per il servizio. Per poter svolgere il compito, il call center manager deve definire le strategie da attuare che non risultano sempre le stesse per tutti i tipi di progetto, ma vanno valutate di volta in volta in base all'orientamento dell'azienda e preventivando il ritorno in termini di chiamate. Spetta a lui la decisione su quali e quanti numeri attivare per ciascun progetto e il numero di risorse da impiegare per ogni attivit•. La scelta dello staff e l’individuazione dei percorsi di formazione piƒ idonei sono sempre

sue

competenze.

Generalmente

riporta

al

Direttore

generale

dell’organizzazione per la quale opera. Percorrendo verso il basso la piramide degli impiegati troviamo il supervisore che gestisce, a sua volta, i Team leader. Abbiamo inoltre il responsabile della formazione, l'analista di produzione e il direttore commerciale. Quest’ultimo si occupa degli obiettivi di vendita. EDP MANAGER / RESPONSABILE DEI SISTEMI INFORMATIVI ‹ il responsabile delle strategie aziendali rispetto allo sviluppo dell’ICT nell’impresa od organizzazione in cui opera. Ha una profonda ed estesa conoscenza delle tecnologie informatiche e di comunicazione e buone capacit• di leadership e di negoziazione con utenti e fornitori. Ha la responsabilit• del buon funzionamento di tutto l’impianto ICT e della sicurezza dei dati sia in termini applicativi e sistemistici, per il quale assicura la continuit• del servizio, sia in termini economici, di sicurezza e 60


legali. Pianifica lo sviluppo dei sistemi e delle professionalit• che gli sono assegnate in modo coerente con il budget e le risorse attribuite e gli obiettivi strategici concordati con la direzione dell’impresa od apparati d’infrastruttura.

CONCLUSIONI Siamo di fronte ad una nuova forma di capitalismo. Una nuova forma contraddistinta dalla tecnologia che alimenta un sistema produttivo, basata sulla conoscenza. Non ‚ piƒ solo l’imprenditore, che detiene i mezzi di produzione e l’operaio che non ‚ piƒ padrone del proprio corpo, in un rapporto di subordinazione, in cui il lavoratore ‚ in una situazione di frustrazione perenne, costretto a vendere la propria forza lavoro senza possedere niente. Paradossalmente si sta creando un mondo circolare e parallelo, esattamente come lo ‚ la rete. Un mondo aperto, a mio avviso, a chiunque abbia le capacit• di trainarlo a proprio favore, internet ‚ il mezzo per eccellenza in questo, il veicolo piƒ grande, dove circola il flusso delle informazioni. Per informare, vendere, prevedere e compiacere i desideri altrui. Non ‚ un mondo perfetto, l’elettricit• va e viene e pu† andare facilmente incontro a dei corto circuiti, cosi come l’economia e le sue crisi cicliche. Ma fin quando perdurer• la libert• e la possibilit• di interattivit• da parte degli utenti, che per la prima volta possono interagire con un medium di informazione, ‚ un mondo migliore di quello cartaceo e analogico.

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CAPITOLO 3. LO SVILUPPO DELL’ISTRUZIONE ATTRAVERSO I NUOVI SUPPORTI INFORMATICI Abbiamo visto nel capitolo precedente, quelli che potrebbero essere i vantaggi economici derivanti dallo sviluppo futuro d’internet e dell’informazione digitale in genere. Un progresso in risparmio, che potrebbe rivelarsi ancora pi• importante, per un settore costantemente attanagliato da tagli e perdite: la scuola. L’istruzione ha conosciuto negli ultimi anni un profondo cambiamento. La rivoluzione giovanile del 68’ denunciava un sistema di formazione troppo rigido, che vedeva la figura dell’insegnante come inoppugnabile.

In Europa il movimento

studentesco ebbe legami pi• stretti con la realt‚ politica e sociale. In Francia, Germania e Italia esplose con l’occupazione delle universit‚, in quanto l’esperienza universitaria si rivelava , nella maggior parte dei casi, occasione di frustrazione e di scontro con strutture antiquate, con l’autoritarismo accademico, con pi• sottili meccanismi di esclusione. E’ interessante leggere questo documento, redatto dagli studenti della facolt‚ di lettere dell’Universit‚ di Roma nel febbraio 1968: “Noi occupanti la facolt• di Lettere consideriamo che l'insuccesso di tutte le rivendicazioni avanzate per anni dal movimento studentesco ‚ dipeso essenzialmente dalla mancanza di potere effettivo da parte degli organismi che avevano la pretesa di rappresentare gli studenti (Unuri, Orur, associazioni tradizionali). Pensiamo che la nostra battaglia debba procedere secondo la strada che si ‚ cominciata a seguire in questa occupazione, cio‚ senza che gli studenti deleghino a nessuno la direzione della loro lotta. Identifichiamo come caratteristica fondamentale dell’attuale struttura universitaria il suo carattere di selettivit•, selettivit• che si articola in due momenti: 1. l'universit• ‚ una struttura di classe nella misura in cui esclude nei fatti coloro che per motivi di bisogno economico sono costretti a cercare un’occupazione retribuita alla fine della scuola dell'obbligo;

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2. all'interno poi di quella minoranza che ‚ riuscita ad entrare nell'universit•, sussistono discriminazioni ulteriori di natura culturale e educativa, l’universit• infatti: a) non mette a disposizione degli studenti strumenti materiali di ricerca, cosicchƒ solamente coloro che possono provvedervi con mezzi propri riescono a colmare questa lacuna;

b) non fornisce una metodologia critica che renda gli strumenti di lavoro passibili di un’utilizzazione alternativa alla logica del sistema. All'interno di questo metodo d'insegnamento lo studente si trova ad essere oggetto passivo, privo d’ogni incidenza. Sono infatti i professori che detengono tutto il potere in tutte le fasi del lavoro universitario: scelta degli argomenti su cui svolgere la ricerca; metodi di svolgimento di essa; controllo della accettazione dei contenuti da parte dello studente con lo strumento dell'esame. „ questo l'autoritarismo accademico, attraverso il quale la struttura gerarchica della societ• si ripresenta nell'universit• e si crea gli strumenti per la sua perpetuazione. Dalla mancata comprensione del rapporto esistente fra i due momenti in cui si articola il carattere selettivo dell'universit•, ‚ derivato il sostanziale fallimento della lotta che il movimento studentesco ha condotto finora. Cardini di questa lotta sono stati la richiesta di una compartecipazione passiva alle scelte effettuate dal potere accademico (politica degli organismi rappresentativi), oppure l'astratta richiesta della democratizzazione dell'universit• cos… come ‚ attraverso l'allargamento della sua base sociale (richiesta del diritto allo studio). Oggi invece la rivendicazione del diritto allo studio acquista un nuovo significato con l'istanza di uno studio metodologicamente e qualitativamente diverso. E solo attraverso l'allargamento del servizio universitario a tutto il corpo sociale che le proposte di una nuova gestione dello studio acquistano significato reale. Un’universit• limitata nella sua base sociale non pu† essere che autoritaria. All'autoritarismo contrapponiamo il potere studentesco. L’universit• in lotta identifica come suo momento decisionale l'assemblea generale. Il potere che ad essa ‚ attribuito non significa soltanto contrattare su pi‡ vasta scala con la controparte, bens… decidere concretamente le forme e i contenuti del lavoro universitario. Gli studenti tolgono l'iniziativa al corpo accademico e riconoscono che nulla di ci† che interessa loro pu† essere escluso dall'universit• e tutto ci† che vi si studia pu† essere messo in discussione. A questo scopo, le commissioni in cui si articola l'assemblea sottopongono a critica la didattica e contemporaneamente dissacrano il prestigio dei professori dimostrando che il possesso da parte loro degli strumenti culturali e della qualificazione tecnica ‚ il

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canale attraverso cui la societ• impone i suoi valori e l'adesione ai suoi moduli di comportamento. In quest’opera le commissioni individuano nuovi temi di ricerca

e

pongono

l'esigenza

di

far

poi

sfociare

il

loro

lavoro

nell’organizzazione di corsi, le cui caratteristiche sono: „ selezione del tema da parte degli studenti e dei professori su un piano di parit• „ utilizzazione dei professori e d’altre persone anche estranee alla logica della carriera accademica, come esperti a disposizione degli studenti. Tali corsi esplicheranno il massimo della loro funzione in un’universit• che abbia abolito le assurde divisioni in facolt• e sia centrata nel principio dell’interdisciplinariet•, e in cui sia assicurata la possibilit• di partecipazione a tutti sia dal punto di vista delle strutture edilizie e di ricerca sia soprattutto dal punto di vista economico (salario generalizzato senza condizioni).”14

Allora il problema era l’esclusione sociale, ma alcuni punti sono ancora attuali. Una divisione netta tra cattedra e banchi, senza nessuna possibilit‚ di replica. L’insegnante era l’unica fonte d’informazione mai contestabile. Il desiderio di essere posti su un piano di parit‚ con i professori, scegliere insieme a loro e partecipare, … ancora univoco. Oggi i mezzi multimediali nella scuola del futuro, soprattutto, potrebbero permettere tutto questo. Molto … stato detto da alcuni studiosi e molto si sta gi‚ facendo.

3.1 LA DIGITALIZZAZIONE DELLA SCUOLA Come si pu† ben capire, per la mia ricerca di tesi, mi sono basata molto oltre che sui libri, sui siti internet, sull’attualit‚ insomma, poichƒ il fenomeno da me preso in esame … ancora in corso di evoluzione. Soprattutto per quanto riguarda la scuola, “E’ nell’ultimo decennio del secolo scorso che la ricerca sulla Didattica in senso tecnico, cio… l’elaborazione e la riflessione sullo statuto epistemologico, teorico, e pratico di questa come disciplina accademica inserita all’interno delle Scienze 14

www.liceopertini.net dalla sitografia

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dell’educazione, ha progressivamente avviato una riflessione sul rapporto tra scienze della comunicazione, con una particolare attenzione alle nuove tecnologie digitali, e didattica medesima”.15 Navigando su internet nel corso della mia ricerca, mi sono imbattuta in veri e propri portali della scuola digitale e concorsi con progetti, volti a favorire la modernizzazione della scuola. Come, mi sembra giusto riportare, ad esempio il progetto Gold (Global OnLine Documentation) intende favorire la circolazione delle buone pratiche dei docenti e delle scuole al fine di diffondere nel sistema scolastico nazionale idee innovative, oggetti e contenuti didattici digitali. Il concorso ha l'obiettivo di raccogliere e selezionare la documentazione, relativa alle migliori pratiche provenienti dalle scuole in modo da condividere, valorizzare e diffondere tali conoscenze, nell'intento di supportare il miglioramento della qualit‚ del sistema scolastico italiano.16

Il bisogno di avere un confronto face to face con l’insegnante, la possibilit‚ dell’interattivit‚ e del contatto continuo senza spazio e senza tempo, pu† essere ben reso dagli strumenti digitali, in particolar, modo come sempre, da internet. Poichƒ innanzitutto internet apre le porte a quattro canali di formazione: … per prima cosa un gigantesco database, consultabile in qualsiasi momento, una sorta di biblioteca di Alessandria moderna. Un contenitore non solo di testo ma anche d’immagini e video che a volte, con la semplicit‚ e la chiarezza, pi• che con mille parole, favorisce

15 16

Ferri Paolo, E-learning didattica, comunicazione e tecnologie digitali (2005a, p.22) www.goldindire.it

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l’apprendimento. Per cui costituisce un canale sempre aperto per sperimentare nuove forme di relazione formativa, tra i docenti e gli alunni. Recentemente, come gi‚ accennato, le istituzioni stanno facendo innumerevoli sforzi per realizzare tutto questo. Il Wi-fi, la rete a banda larga senza fili, nelle scuole entro il 2012 … uno degli obiettivi del ministro dell’Istruzione. Altre innovazioni sono gi‚ in corso, come La Lim, acronimo di lavagna interattiva multimediale, … un dispositivo elettronico che ha le dimensioni di una tradizionale lavagna di ardesia sulla cui superficie … possibile scrivere, gestire immagini, riprodurre file video, consultare risorse web, e cos‰ via. Š pensata per essere collocata nelle aule scolastiche dove, per funzionare, deve essere collegata a un computer e a un video proiettore. Questo collegamento consente di visualizzare sulla lavagna i contenuti presenti sul desktop del computer. L'utente, attraverso una penna elettronica o un dito, trasmette l'azione esattamente come se utilizzasse il mouse di un normale computer. Questo congegno permette di far arrivare a poco costo l’istruzione li dov’… difficile che arrivi, o pu† essere messa a servizio degli immigrati come strumento di accoglienza. In un mondo in cui lo status sociale ed economico sono sempre pi• intrecciati con la capacit‚ di stringere relazioni dinamiche di natura comunicativa e informazionale, la scuola essendo centro di formazione di un individuo, deve dargli tutti i mezzi per allargare i suoi orizzonti verso un mondo sempre pi• digitale e collegato, il tanto “villaggio globale” di McLuhan. Un processo, che prevede un risparmio di 300 milioni di euro, secondo quanto detto dal Ministro dell’Istruzione, in una conferenza stampa del 21 Aprile 2011. Ma entriamo meglio nel dettaglio e cerchiamo di capire le differenze tra il vecchio libro di Gutenberg e il foglio digitale.

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3.2 LE DIFFERENZE TRA IL TESTO DI GUTENBERG E L’IPERMEDIA E’ ormai lontana, la geniale intuizione che rivoluzion† il sistema delle comunicazioni, nel 1440. Joahn Gutenberg perfezion†, nella sua officina tipografica, l’uso dei caratteri mobili di piombo, che si sostituirono al lento sistema di copiatura dei monaci, per permettere una pi• ampia diffusione del materiale realizzato. L’utilizzo di questi caratteri mobili, permettevano di comporre di volta in volta la pagina che doveva essere riprodotta, permettendone un riutilizzo continuo. La nuova invenzione cambi† il mondo dell’informazione, a cominciare dalla stampa dei libri, il primo fra tutti fu la Bibbia, per arrivare pian piano nel 1513 con il primo esemplare di foglio notizie moderno, il The Treve Encounter. Gli effetti della stampa furono, per† molto pi• ampi, e sono ben illustrati da McLuhan. La stampa cambi† il modo di pensare, poichƒ attraverso la riproducibilit‚, si diede vita alla prima merce prodotta in massa, il libro appunto. L’uniformit‚ e la riproducibilit‚ dei caratteri permearono la mente dell’uomo fino a fargli concepire il tempo e lo spazio come una sequenza lineare, razionale. Lo scrivere da sinistra a destra continuamente, non fa che disegnare una linea continua in effetti. Inoltre, si ovviarono le scomodit‚ della poca maneggevolezza del manoscritto con la praticit‚ e la leggerezza del libro stampato, le idee poterono finalmente uscire dalle celle monastiche e determinare eventi storici a noi noti, come il nazionalismo.

La

riproduzione standard dei caratteri permise un’unificazione politica allargata, oltre le trib•.

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L’ipertesto, come ogni nuovo medium, nasce solitamente dall’incontro di due media, in questo caso il testo e il computer. Come citato da McLuhan “Ogni volta che si stabilisce un immediato confronto tra due strumenti della comunicazione, anche noi siamo costretti, per cosi dire, a un urto diretto con le nuove frontiere che vengono a stabilirsi tra le forme”.17

Con l’invenzione del computer, la struttura del testo ha fatto un nuovo passo in avanti verso la flessibilit‚. Per definizione l’ipertesto … un collegamento libero, di tipo associativo, e interattivo fra informazioni poste in punti diversi di uno o pi• documenti. L’ipermedia non … altro che un’estensione di questo, che include: testi, grafici, musica, filmati ecc. L'ipertesto … composto da un indice generale, mappa globale, che si trova sempre sulla prima pagina del documento. Esso pu† presentarsi in diverse varianti ma in genere … composto da bottoni di tipo testuale o iconico che rappresentano i vari argomenti del documento. Attivando uno di questi bottoni, si passa subito all'informazione che si cerca o si accede ad un sottoindice (mappa locale),

strutturato

come

il

primo.

Ogni argomento … correlato ad un altro in maniera interattiva tramite nodi , link, che danno sempre la possibilit‚ di ritorno al punto di partenza, cosicchƒ il lettore pu† iniziare la lettura da punti diversi del documento. Questo modo di procedere nella lettura dell'ipertesto si chiama navigare. Navigare … molto semplice e intuitivo perchƒ le interconnessioni sono di tipo associativo e consentono di incamminarsi su percorsi che

il

lettore

stesso

si

costruisce

a

propria

misura.

Un'altra caratteristica dell'ipertesto … che i testi in esso contenuti sono testi aperti, espandibili ed incompiuti. Un libro rimane immutato nel tempo, un ipertesto al

17

McLuhan(op.cit.p. 70)

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contrario … un libro incompiuto perch… si pu† integrare, si possono aggiungere altri elementi, cambiare la sua struttura o la sua veste grafica. I testi dell’ipertesto, sono solitamente divisi dall’autore in blocchi denominati “less‰a”, Termine coniato per la prima volta da Roland Barthes, negli anni Sessanta, prima della tecnologia digitale. In particolare Barthes, scompose con ogni modalit‚ e a ogni livello, con un suo commento il racconto di Honorƒ de Balzac Sarrasine, delineando una mappa delle possibili ricomposizioni del testo secondo i propri interessi di lettura. Solitamente nel web, la homepage costituisce la prima macrolessia, i titoli presenti nella pagina sono i singoli less‰e, che a loro volta rimandano ad altri less‰e e quindi ad altri approfondimenti.

Il

movimento

dinamico

di

informazioni,

continuamente

modificabili permette al ricevente di scegliere cosa e come ricevere le conoscenze, rendendosi partecipe di una rete gestibile dal soggetto stesso. Con l’ipertesto, si abbandona definitivamente la struttura lineare e omogenea del testo a stampa, che non faceva che confermare la visione anche temporale della realt‚, ereditata dalla filosofia greca di Aristotele, come “una successione di istanti identici secondo il prima e il poi”. Adesso sono le connessioni tra i link, che annullano la temporalit‚, con il semplice gesto istantaneo di un click a creare il nostro tempo virtuale,in un eterno presente. L'ipertesto si rende cosi un valido aiuto nel lavoro interdisciplinare, perchƒ costringe alla collaborazione e al lavoro in sinergia. Per creare un ipertesto si ha bisogno della collaborazione di pi• persone che interagiscano tra loro e dispongano di competenze specifiche e specialistiche. L'ipertesto insegna e fa vedere concretamente come si definisce un progetto e come si creano collegamenti tra le varie parti del progetto. In questo modo pu† migliorare l’apprendimento.

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3.3 L’APPRENDIMENTO ONLINE Come abbiamo visto, la stampa presupponeva un percorso lineare, ed … interessante prendere come modello “la sintesi memoriale” di Cesare Segre, per comprendere com’… cambiato l’apprendimento con la digitalizzazione dell’informazione. Cesare Segre … un famoso filologo, semiologo e critico letterario. L’apprendimento … un processo che indica l’acquisizione di nuove conoscenze, la comprensione delle informazioni che quotidianamente ogni individuo percepisce, dall’ambiente che lo circonda; e rielabora in base alle proprie capacit‚. L’apprendimento per† non riguarda soltanto le conoscenze acquisite ma anche i comportamenti. E secondo alcuni studi, dal punto di vista sociale come la corrente di studi sull’apprendimento strumentale, di cui il pioniere fu Skinner , l’apprendimento … basato sull’associazione di stimoli che possono essere rinforzati positivamente o negativamente. I famosi esperimenti sui ratti rinchiusi in una gabbia, che apprendono e momorizzano, una volta scoperto, che premendo la leva esce il cibo, furono la dimostrazione. Secondo altre scuole di pensiero come la Gestalt; che nacque in polemica con l’associazionismo imperante in psicologia nei primi anni Venti del Novecento, secondo cui la percezione … il risultato di una sorta di “montaggio” individuale di singoli elementi; per apprendere gli elementi vengono connessi in modo unitario e riorganizzati secondo una nuova cong‰figurazione mentale. Insomma lo stimolo e il rinforzo aiutano l’apprendimento, che avviene per associazione. La stessa cosa e in maniera pi• agevolata sono convinta che avvenga con l’apprendimento online. L’apprendimento … un processo che indica l’acquisizione di nuove conoscenze, la comprensione delle informazioni che quotidianamente ogni individuo percepisce, 70


dall’ambiente che lo circonda; e rielabora in base alle proprie capacit‚. L’apprendimento per† non riguarda soltanto le conoscenze acquisite ma anche i comportamenti. E secondo alcuni studi, dal punto di vista sociale come la corrente di studi sull’apprendimento strumentale, di cui il pioniere fu Skinner , l’apprendimento … basato sull’associazione di stimoli che possono essere rinforzati positivamente o negativamente. I famosi esperimenti sui ratti rinchiusi in una gabbia, che apprendono e memorizzano, una volta scoperto, che premendo la leva esce il cibo, furono la dimostrazione. Secondo altre scuole di pensiero come la Gestalt; che nacque in polemica con l’associazionismo imperante in psicologia nei primi anni Venti del Novecento, secondo cui la percezione … il risultato di una sorta di “montaggio” individuale di singoli elementi; per apprendere gli elementi vengono connessi in modo unitario e riorganizzati secondo una nuova configurazione mentale. Insomma lo stimolo e il rinforzo aiutano l’apprendimento, che avviene per associazione. La stessa cosa e in maniera pi• agevolata sono convinta che avvenga con l’apprendimento online. Per dimostrarlo prendiamo come esempio, come citato sopra, il modello “della sintesi memoriale” di Cesare Segre:

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ILLUSTRAZIONE: SINTESI MEMORIALE DI CESARE SEGRE

Fonte dell’illustrazione: elaborazione propria. L’immagine mostra chiaramente come l’apprendimento non lineare dei “lessie”, … molto pi• associativa di quello testuale. Non solo, nella lettura normale di un libro, man mano che si va avanti, aumenta la sintesi memoriale ma si restringe il campo delle possibilit‚, poichƒ arrivando all'ultima pagina lo studente non ha nient' altro da apprendere, ha raggiunto il grado zero delle possibilit‚ e ha immagazzinato tutto. Difficilmente lo studente torner‚ indietro nelle pagine per riprendere qualche concetto, quello che ha compiuto … un processo singolo e isolato. Al contrario, nello studio digitale o online, i percorsi non sono pi• lineari ma a rete, la sintesi memoriale del lettore e le sue possibilit‚ sono sempre aperte a nuove informazioni, acquisibili con un semplice click, molto pi• comodo del dover andare a ritrovare la pagina. Gli stimoli poi possono essere dei grafici o delle immagini interattive che ripetono o

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fissano meglio il concetto, diventando un rinforzo oltre che positivo anche piacevole.18 Questo nuovo tipo di apprendimento … anche detto interattivo. Come abbiamo visto … caratterizzato dall’abbandono dei tradizionali

metodi di apprendimento e

dall’apertura verso nuovi orizzonti grazie al forte incremento in questi ultimi anni della rete informatica. Gli strumenti multimediali, che utilizzano cio… vari mezzi di fruizione dei dati, come ad esempio gli audiolibri al posto dei libri normali, che solamente attraverso l’audio su appositi mezzi tecnologici, si dimostrano a volta pi• efficaci dei vecchi mezzi di informazione. L’IRCSS “E. Medea”, il settore di psicologia cognitiva e dei disturbi dell’apprendimento, ha effettuato un’indagine, che si … conclusa il 22/01/2008, per rilevare i benefici risultanti dall’utilizzo di testi su supporti di tipo informatico per i soggetti affetti da dislessia. Come sempre la tecnologia finisce per essere usata per qualcosa d’inimmaginabile al suo concepimento. Quando sono stati immessi sul commercio gli audiolibri, hanno incontrato molte resistenze da parte dei lettori accaniti, me compresa, affezionati all'odore della carta stampata. L’indagine condotta su questi ragazzi affetti da dislessia ha reso evidente che, gli audiolibri permettono ai soggetti di migliorare notevolmente: nella lettura corretta di un brano, nell’apprendimento, nell’impegno e nel rendimento.19 Il progetto prevede in futuro, e qui … sempre fondamentale il ruolo d’internet, di rendere disponibile un sistema informatico con una biblioteca online per poter scaricare tranquillamente gli audiovisivi. Questo tipo di apprendimento … detto e-learning. 18

L’esempio della sintesi memoriale di Cesare Segre … gia stato riportato da Paolo Ferri in E-learningdidattica, comunicazione e tecnologie digitali a pag.54. 19 Per chi volesse prendere visione delle modalit‚ dell’intera indagine vada al sito www.medea.it

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3.4 L’APPRENDIMENTO E-LEARNING L’e-learning … traducibile come apprendimento elettronico. Permette agli utenti, di usufruire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, dei contenuti didattici multimediali scaricandoli online.

E’ una modalit‚ attraverso la quale soggetti,

connessi alla rete producono, socializzano e condividono conoscenze. Gli strumenti in questione, con il progressivo sviluppo d’internet, hanno trovato forme sempre nuove di applicazione. Pi• in particolare, gli strumenti a cui si fa riferimento, possono essere ricondotti a : chat e videoconferenze,cd-rom e ipertesti, e-mail e mail list, newsgroup, web forum e conferencing. I vantaggi presentati dall’utilizzo dell’e-learning riguardano i costi, meno cartaceo pi• risorse disponibili per il personale e per la valutazione, … possibile un monitoraggio continuo dei percorsi formativi individuali e una valutazione costante dei risultati. L’e-learning per l'utente rappresenta una soluzione di apprendimento flessibile, in quanto facilmente adattabile alle proprie esigenze di lavoro e di orario . L'utilizzo sistematico e diffuso di tecnologie sempre pi• performanti e l'evolversi dei bisogni di apprendimento individuali e organizzativi, hanno recentemente condotto al passaggio da una prima generazione di e-learning, identificabile semplicemente con la distance learning, ad una seconda generazione che offre la possibilit‚ di progettare e gestire in maniera coordinata e centralizzata sistemi di formazione continua collegati con la gestione delle competenze e integrati con i sistemi di knowledge management. L'e-learning si inserisce in un contesto di formazione permanente e continua, aiutando a gestire (in accordo con quanto impostato nel Libro Bianco della Comunit‚

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Europea) la mobilit‚ degli studenti e dei lavoratori, l'avvicinamento del mondo della scuola a quello delle imprese e l'innalzamento dei livelli culturali. Esiste sentitamente l'esigenza di acquisire una nuova cultura, che veda la formazione a distanza non tanto in antagonismo o in alternativa alla formazione in presenza: si prospetta in concreto un'altra possibile via per la realizzazione dei processi d'apprendimento e di formazione. L'e-learning … un'alternativa reale, non pi• solo un'ipotesi per il futuro, quanto piuttosto come un'ulteriore possibilit‚ , per l'apprendimento degli adulti nella Societ‚ dell'Informazione. Nel nostro Paese abbiamo visto i progetti in corso e come non sia ancora concluso questo processo di ammodernamento della scuola. In altri Paesi invece, come il Regno Unito … gia una realt‚ vissuta da tanti.

La BBC, … la pi• grande e autorevole societ‚ radiotelevisiva del Regno Unito. E’ stata fondata nel 1992 con il nome di “British Broadcasting Company” Fin dalla riforma del mercato radiotelevisivo degli anni '80, la BBC ha affrontato la sempre pi• crescente concorrenza della tv commerciale, specialmente nel campo riguardante la tv satellitare, quella via cavo e i servizi di trasmissione digitale. Nel 1995 … nata BBC World News, canale all-news che trasmette via satellite, cavo e DTT ed … il pi• seguito al mondo dei canali BBC. Il suo slogan … "Putting news first" ('Prima di tutto, le notizie', ma pu† essere inteso anche come 'Diamo per primi le notizie') Al suo interno i servizi pubblici di radiodiffusione hanno sempre svolto un ruolo di carattere formativo. Attualmente … visitata da 8 - 9 milioni di utenti al mese, molti dei quali sono utenti anche dei siti di contenuto informativo e formativo della BBC, contenenti materiale per professori e studenti, risorse per aiutare a sviluppare competenze

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essenziali e lavorative, e contenuti complementari per interessi e hobby personali. Sono un milione, ogni mese, le persone che visitano i siti della BBC dedicati alle competenze degli adulti, mentre i siti della BBC per le scuole hanno da uno a due milioni di utenti. Circa la met‚ degli insegnanti di tutto il Regno Unito utilizza i siti della BBC per le scuole.

Con i media di cui dispone la BBC ha accesso a un pubblico molto ampio infatti ogni settimana il 93% della popolazione del Regno Unito utilizza qualche servizio televisivo, radiofonico o interattivo della BBC. Ci† significa che pu† arrivare a fasce di popolazione refrattarie a prospettive di apprendimento pi• formali. Oggi giorno, praticamente tutti i programmi della BBC (compresi quelli infantili) sono integrati da siti in BBCi, molti dei quali offrono opportunit‚ di apprendimento interattivo non formale. La BBC sta sviluppando un'interessante strategia per raggiungere fasce di popolazione poco propense alle modalit‚ di apprendimento formale. Ciononostante, con il progresso tecnologico … emersa anche la possibilit‚ di adempiere questo impegno in modi nuovi, con prospettive di apprendimento diverse e con nuovi metodi per avvicinarsi agli studenti. L'uso che fa la BBC delle tecnologie interattive nell'ambito dell'apprendimento non si limita solo alle risorse on-line. Per esempio, l'onnipresenza dei telefoni cellulari tra i giovani ha portato a realizzare esperimenti con la piattaforma di preparazione agli esami. Inoltre, le principali serie di documentari sono progettate come un ponte verso un pi• approfondito apprendimento interattivo on-line tramite il pulsante rosso digitale. Si prevede di ampliare l'ambito della televisione interattiva

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per includere altri programmi di riferimento, campagne di servizi pubblici e attivit‚ di apprendimento formale, utilizzando tutte le piattaforme appropriate per applicazioni di apprendimento cercando di ridurre le barriere ancora presenti e che ostacolano la diffusione totale dell’apprendimento. L'ambiente di e-learning creato da queste nuove tecnologie pu† abbattere molte barriere all'apprendimento, specialmente tra noi giovani. Per molti appartenenti a questa "screen generation" le nuove tecnologie sono intrinsecamente attraenti e coinvolgenti. Passare dai videogiochi, dall'invio di SMS o dal pulsante rosso interattivo all'e-learning pu† essere un impatto meno duro di quanto non lo sia stato, in molti casi, passare dalla televisione ai libri per i nostri genitori. La combinazione di pi• piattaforme permette di accedere a una maggiore variet‚ di persone interessate ad apprendere. Circa la met‚ della popolazione adulta del Regno Unito non ha ancora un computer con accesso a Internet, ma molte di queste persone hanno la televisione digitale. Sebbene attualmente la televisione interattiva non offra un apprendimento cos‰ approfondito come le risorse on-line, spesso pu† arrivare a un pubblico pi• ampio, di una demografia sociale differente. In un contesto di preoccupazione costante per il divario digitale –tra poveri e ricchi, tra vecchi e giovani– … fondamentale che l'elearning possa essere divulgato attraverso tutti i mezzi possibili. Questa prospettiva di piattaforma globale … un modo di stimolare la tecnologia digitale e di garantire, durante un periodo di transizione, che le risorse di apprendimento siano utilizzate nel modo pi• ampio possibile. Perci† … in corso un notevole lavoro di sostegno iniziale dell'e-learning.

77


La BBC non ha il monopolio dell'innovazione o dell'esperienza, ma pu† dare un contributo straordinario in considerazione del suo impegno come servizio pubblico, della sua audience, della sua esperienza, delle proprie conoscenze e della sua predisposizione a lavorare con terzi (sia nel settore dell'istruzione, sia in quello dell'e-learning) per predisporre i migliori servizi possibili in un ambiente in rapido cambiamento. Alcuni esempi di progetti dell’e-learning all’interno della BBC attualmente in corso o da realizzare in un prossimo futuro sono: •Bitesize : … stato il primo servizio multimediale di preparazione agli esami: … stato avviato all'inizio del 1998. Š stato un buon impulso per il mercato di questi servizi ed … ancora il pi• popolare: infatti, viene utilizzato dal 90% dei sedicenni che hanno sostenuto esami nel 2003, con un totale settimanale di 17 milioni di pagine stampate nel periodo cruciale degli esami. Il servizio online comprende le materie principali e suddivide il programma di studi in piccole parti (bitesize) da ripassare, oltre a consigli ed esempi di esami. Viene integrato con programmi televisivi e libri. Inoltre, si pu† disporre di contenuto televisivo interattivo 24 ore su 24 durante l'epoca che precede gli esami: l'anno scorso pi• di cinquemila utenti si sono scaricati un gioco di ripasso sul cellulare. Esiste anche materiale di ripasso per gli alunni pi• giovani che devono prepararsi agli esami statali. •Nozioni di base: WebWise e Skillswise : Becoming WebWise … un corso basilare di Internet, sviluppato insieme dal settore dell'istruzione superiore e da enti di certificazione, che offre un diploma ufficiale. Lo studente pu† seguire il corso in base ai propri ritmi, ma dovr‚ sostenere l'esame finale davanti a una commissione

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ufficiale. Attualmente 200.000 persone al mese visitano il sito di WebWise e 2.000 sostengono l'esame finale. Negli ultimi quattro anni, mezzo milione di persone hanno utilizzato un CD-Rom gratuito di WebWise. •Skillswise :Un website interattivo, organizzato secondo gli standard del Regno Unito relativi alle nozioni di base, che aiuta gli adulti a migliorare le loro competenze nel campo della lettura, della scrittura e della matematica. Comprende una banca dati, giochi e questionari, e offre assistenza e consigli pratici ai formatori. Se ne pu† fare uso a casa o nei centri scolastici. La BBC ha organizzato corsi di familiarizzazione per pi• di 3.000 formatori. Il traffico del sito … aumentato fino a superare i due milioni di pagine stampate mensilmente. •People’s War : La BBC ha aperto questo sito unico per creare e conservare per le generazioni future un archivio di racconti personali della seconda guerra mondiale. Nei primi tre mesi di funzionamento ha ricevuto pi• di 13.000 racconti e osservazioni. Questo sito ha fatto accedere per la prima volta a Internet molte persone anziane, e ha anche riunito giovani e adulti tramite progetti con le scuole, i musei e i centri civici. Sta diventando una magnifica risorsa educativa, ed … servito da base per i programmi di commemorazione dell'anniversario dello sbarco in Normandia emessi dalla BBC a giugno del 2004.20 Inoltre secondo una ricerca condotta dal neuro scienziato della UCLA in California, specializzato in funzioni cerebrali, Gary Small, le ricerche su internet attivano circuiti neurali del cervello che di solito restano inattivi con la normale lettura di un libro, quali la memoria di lavoro e la memoria a breve termine. Tale attivit‚

20

www.televisionando.it

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produrrebbe sul cervello effetti benefici, rendendolo pi• capace di filtrare informazioni e pi• veloce nel prendere le decisioni.21

CONCLUSIONI I supporti informatici non hanno soltanto un ruolo di intrattenimento ludico o di perdi tempo, ma sono e

saranno sempre pi• utili in futuro. Dei validi strumenti di

educazione che verranno incontro alle esigenze di tante tipologie di persone. I bambini, che essendo sempre pi• lasciati soli dai genitori, potranno imparare, anche da soli e in modo semplice grazie alle nuove tecnologie, a potenziare le loro abilit‚. I giovani che per esigenze di lavoro o di spostamento, in qualunque luogo possono sempre approfondire e perfezionare la loro formazione. E in generale possono rendere piacevole e semplice l’apprendimento a tutti, che da sempre … stato sequenziale, noioso e soprattutto passivo. Ovviamente l’insegnante sar‚ sempre una figura indispensabile, dietro qualsiasi programma o prodotto si cela comunque le mente dell’uomo che predispone e organizza il tutto. Io credo che i mezzi multimediali in genere, saranno molto utili per spazzare via una volta per tutti l’ignoranza, che … sempre fonte di povert‚ e schiavit• per ogni civilt‚ che si rispetti. Le immagini, i video, l’interattivit‚, l’associazione mentale delle informazioni non fanno altro che rendere pi• colorato, reale, vicino e quindi vero quello che a volte sembra infinitamente distante e incomprensibile sulla carta bianca.

21

Per maggiori informazioni sulla ricerca scientifica si vada al sito www.psicozoo.it “internet fa bene”.

80


CAPITOLO 4. L’INFORMAZIONE DIGITALE Abbiamo visto nei capitoli precedenti l’importanza fondamentale che ormai riveste l’informazione digitale nella nostra societ•. Siamo continuamente bombardati da informazioni che ci arrivano da tutte le parti, non essere informati al giorno d’oggi significa “essere fuori dal mondo”. Ma cos’„ l’informazione? L’informazione „ un mucchio di dati, che viene posto continuamente sotto la nostra attenzione. Da quel che sappiamo l’uomo „ l’unico animale sociale che li comunica, mettendoli in condivisione con i suoi simili.

L’aspetto fondamentale di questo

processo „ l’elaborazione dell’informazione, altrimenti l’informazione resterebbe del tutto inutilizzata. Il computer costituisce un ottimo esempio di macchina in grado di elaborare l’informazione. In realt• il cervello „ la macchina pi… perfetta, i cui funzionamenti precisi ci sono ancora in parte oscuri. Le prestazioni di un cervello e di un computer sono per molti versi differenti: nel linguaggio codifichiamo le informazioni in parole che possono essere pronunciate oppure scritte. In generale il paradigma dell’elaborazione „: INPUT-ELABORAZIONE-OUTPUT, nell’elaborazione la codifica serve a tradurre l’informazione in elementi utili e comprensibili

e

condivisibili,

per

essere

elaborata.

L’elaborazione

di

un’informazione avviene in un lasso temporale, passando da un sopporto ad un altro senza perdere il contenuto. Questo interscambio si realizza quando il ricettore, una volta ricevuto il messaggio, compie un’operazione di “feed-back” tale da far giungere all'’emittente il suo riscontro circa il messaggio ricevuto. E’ una

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comunicazione retroattiva, il ricevente si rende soggetto attivo della comunicazione stessa. E la trasformazione sar• di dimensioni tanto pi… grandi quanto elevato „ il grado di interazione consentito dal mezzo utilizzato, che influenza tantissimo il messaggio. Nella tecnologia della scienza dell'informazione e nella realizzazione degli apparecchi di trasmissione dei dati si pone grande cura al fatto che il messaggio non venga alterato nel processo di trasmissione, e che il ricevente ne possa ottenere una copia fedele in tutti i dettagli. Si cerca di evitare quello che viene chiamato rumore. Le distorsioni e i disturbi che possono verificarsi nel mezzo trasmissivo, rendono meno efficace la comunicazione determinando possibili problemi di decodifica da parte del ricevente. Il rumore costituisce un elemento importante della comunicazione poich† pu‡ provocare una deformazione del messaggio in senso quantitativo, ossia una perdita d’informazione, o in senso qualitativo introducendo elementi non chiari nel messaggio, si adultera, ossia si genera un fraintendimento. Il

passaggio

dall’informazione

analogica

a

quella

digitale

si

basato

sull’eliminazione di questo elemento.

4.1 IL PASSAGGIO DALL’ANALOGICO AL DIGITALE Il passaggio dall’analogico al digitale avvenuto negli ultimi anni, non riguarda soltanto i gestori dei mass media ma tutto ci‡ che ci circonda. Per analogico si intende un sistema in cui una quantit• fisica continuamente variabile, ad esempio, l'intensit• di un'onda audio. ˆ digitale invece un sistema o dispositivo che sfrutta segnali discreti per rappresentare e riprodurre segnali continui sotto forma di numeri

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o altri caratteri. ˆ l’universo nel quale le informazioni vengono rappresentate da stringhedi/0/1,attivo/inattivo,alto/basso,vero/falso.

.

L’analogico che, come spiega la parola stessa, tende ad evidenziare il legame che esiste tra i fenomeni, secondo grandezze continue che subiscono progressive trasformazioni, „ custode e testimone del tempo, della tradizione; il digitale „ invece il regno dei caratteri discreti, discontinui, un mondo dove le cose non avranno sfumature. Saranno o 0 o 1, dentro o fuori, bit o non-bit.

Possiamo dedurre che il concetto di analogico „ associabile ad una condizione di continuit•, cio„ in un probabile percorso qualcosa si muove mutando la sua collocazione attraverso infinite posizioni e definendole infinite escludiamo la possibilit• di poterle numerare. Con il digitale invece lo stesso percorso viene diviso in tappe

ed anche se piccolissime e numerosissime sarebbe sempre

possibile determinarne la quantit•.

L'analisi di queste differenze contribuisce a spiegare l'assoluta superiorit• di una riproduzione effettuata con mezzi analogici rispetto a quelli digitali sia essa audio o video: vinile e nastro contro cd, nastro e pellicola contro dvd.

Nella fattispecie „ una tensione alternata di piccola intensit• che si legge come un'onda sinusoidale e che trasporta contenuti in frequenza.

In definitiva se il termine analogico pu‡ essere riferito come un aggettivo qualificativo ad una grandezza variabile in un insieme infinito di stati, il termine digitale pu‡ essere usato solo come attributo aggiunto ad un'altra grandezza variabile

83


anch'essa, ma nell'ambito di un insieme finito di stati e questa situazione potrebbe costituire un limite della qualitâ&#x20AC;˘ finale.

Un paragone piâ&#x20AC;Ś comprensibile lo si puâ&#x20AC;Ą fare prendendo come esempio una fotografia: essa â&#x20AC;&#x17E; composta da un numero infinito di punti che racchiudono tutti i colori dello spettro e nel momento in cui andiamo a digitalizzarla con il metodo rgb otterremo

256

variazioni

di

rosso,

256

di

blu

e

256

di

verde.

Naturalmente sono tantissime le combinazioni generate ma sempre meno di una condizione infinita.

Fig 4.1

84


Fonte: www.chitarreaccordo.it “analogico e digitale quali differenze?”

Nel primo grafico notiamo l’onda sinusoidale irregolare, nettamente differente dal secondo grafico, costituito da un insieme di linee spezzate, con tratti costanti ai valori dell’insieme discreto, tipicamente 0 e 1 di un segnale digitale.

Per trasformare l’informazione analogica, irregolare e piena di distorsioni in digitale si deve effettuare il “campionamento”.

Lo scopo del campionamento „ quello di archiviare in forma digitale e con la fedelt• necessaria tutte le informazioni relative ad un evento di tipo analogico che si svolge continuativamente nel tempo. Un esempio tipico di campionamento lo abbiamo sui CD: in essi i suoni sono rappresentati in formato digitale,sequenze di 0 e 1, digitalizzati (fotografati) 44100 volte al secondo: questo processo si chiama campionamento. Anche tutti i filmati archiviati su file hanno subito il processo di campionamento dell'originale. Un caso particolare sono i cartoni animati: per la loro

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realizzazione vengono prima disegnati i "campioni", i quali, proiettati o trasmessi in rapida successione, generano il movimento: questo „ esattamente il concetto di riproduzione di una grandezza campionata. Si parlava all'inizio di fedelt•: „ infatti intuitivo che un campionamento troppo lento non pu‡ permettere di riprodurre adeguatamente il movimento (come nei cartoni animati di bassa qualit•, nei quali sono realizzati pochi campioni per risparmiare, e che generano l'effetto di movimenti a scatti). La velocit• di campionamento, infatti, deve essere strettamente correlata alla velocit• del movimento o di cambiamento della grandezza da campionare, in modo da potere riprodurre il movimento in modo completo oppure sufficiente, a seconda delle esigenze: il processo di campionamento genera quantit• elevatissime di dati in quanto si tratta di una digitalizzazione ripetuta moltissime volte al secondo (per esempio: 44100 per i suoni, 25 o 50 per le immagini in movimento, ...). Esiste uno studio, il Teorema del Campionamento di Shannon, che mette in relazione la velocit• di campionamento e la velocit• di cambiamento dell'evento da campionare, al fine di poter riprodurre con completezza tutti i cambiamenti. Con fc = 2 Ä f si afferma che la freqenza di campionamento deve essere almeno doppia rispetto alla massima frequenza dell'evento da campionare (nel suono la massima frequenza udibile „ 20 KHz; per quanto riguarda film e immagini televisive, invece, i "campioni" esistono gi• e sono, rispettivamente, un fotogramma e un frame, schermata; nella pratica comunque „ sempre necessario effettuare campionamenti ad una frequenza un po' superiore a quella minima teorica.

Per pura informazione il termine ANALOGICO affonda le sue radici nell'unione di due parole greche e letteralmente „ traducibile in "discorso simile" o "parola uguale" a

seconda

del

contesto

in

cui

inserito.

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DIGITALE invece deriva dal termine anglosassone "digit" che significa "cifra" e non "numero" come talvolta si dice erroneamente. Grande importanza riveste invece il termine "continuo" di derivazione latina "continuum" che esprimeva il perpetuarsi di un'azione ricorrente, ripetitiva, al limite del monotono come poteva essere un viaggio sui carri 2000 anni fa, un "iter continuum" dove il tempo era scandito dai sobbalzi delle ruote a causa delle asperit• del terreno.

La digitalizzazione ha investito tutti i campi e questo ha prodotto la nascita dei nuovi media.

4.2 DOPO MCLUHAN 4.2.1 I SEGUACI “La rivoluzione digitale produrr• una sorta di rivoluzione copernicana nel sistema audiovisuale. Consente infatti la globalizzazione delle reti; la moltiplicazione dei canali di trasmissione grazie alla numerazione e compressione del segnale; la convergenza della radio e della televisione con editoria elettronica, informatica e telecomunicazioni; l’integrazione di servizi su reti a banda larga; l’interattivit• grazie a trasmissioni bidirezionali nonch„, di conseguenza, la diversificazione dei programmi e dei servizi veicolati sulle nuove reti intelligenti”21

I nuovi media sono il frutto di questa nuova rivoluzione digitale. Coma McLuhan si interess‡ degli effetti della televisione, ai tempi l’unico media che aveva davvero

21

Olivi B. La fine della comunicazione di massa dal villaggio globale alla nuova Babele elettronica..

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cambiato il nostro stile di vita, altri studiosi e altri suoi seguaci cercano di analizzare, anticipare e capire il mondo digitale in cui siamo immersi oggi. Tra i libri che ho consultato per la mia ricerca, di fondamentale importanza „ stato quello di Gianpiero Gamaleri. Il primo ad aver scritto una monografia su Marshall McLuhan, contribuendo alla diffusione del suo pensiero e rivestendo tutt’oggi un importante ruolo di studioso e osservatore dei media.

Egli „ professore ordinario di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi” presso la Facolt• di lettere e filosofia dell’Universit• degli Studi Roma Tre e docente di “Teoria e tecniche radiotelevisive” alla Libera Universit• degli Studi Sociali LUISS-Guido Carli di Roma, Scuola di giornalismo. Insegna anche “Teoria generale della comunicazione” alla Pontificia Universit• della Santa Croce in Roma. ˆ membro del Board of Governors dell’European Institute for the Media di D‰sseldorf e giornalista professionista, collabora a quotidiani, periodici e riviste scientifiche.

ˆ stato Consigliere di amministrazione della Rai, Radiotelevisione Italiana nel Consiglio a cinque membri dal 1998 al 2000 e per un secondo mandato dal 2000 al 2002. In precedenza era stato dirigente della stessa Azienda dal 1967 al 1995. Per il triennio 2005-08 „ stato nominato dalla Segreteria di Stato Membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Televisivo Vaticano.

Nel 2005 „ stato tra i promotori presso Universit• degli Studi Roma Tre di Universytv la prima tv universitaria in Italia. E’ Consigliere di amministrazione dell’ ISIMM, Istituto di Studi sull’Innovazione nel campo dei Media e della Multimedialit•, per il triennio 2006-2009.

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ˆ stato anche Membro del CdA della Triennale di Milano e Presidente del Comitato tecnico-scientifico per il marketing territoriale dell’Agenzia Sviluppo Lazio. Ha coordinato il gruppo di lavoro su “Comunicazione, libert• e religione” nell’ambito dei Simposio dei Docenti Universitari Europei, Roma, 21-23 giugno 2007.

Quello che mi ha pi… colpito delle sue digressioni „ stato la constatazione, che ora pi… che mai ricalca il pensiero di McLuhan, e cio„ che la tecnologia digitale utilizza un linguaggio comune e universale, che permette all'’informazione di essere veicolata attraverso pi… canali senza tener conto del contenuto. Qui l’asserzione “il medium „ il messaggio” trova tutto il suo valore.

A livello internazionale, l’allievo di McLuhan Derrick De Kerckhove, era suo allievo ed „ considerato il suo pi… grande seguace. Direttore del Programma McLuhan di cultura e tecnologia e professore del Dipartimento francese all'’Universit• di Toronto in Canada. De Kerckhove promuove una nuova forma di espressione artistica, che unisce le arti, l'ingegneria e le nuove tecnologie di telecomunicazione. De Kerckhove „ un consulente dei media e delle iniziative culturali, e ha partecipato nella preparazione e nell'ideazione del padiglione di Ontario all'Expo '92 di Siviglia (Spagna), all'esposizione Canada in Space e al Centro di trasmissione della Canadian Broadcasting Company. E' stato recentemente membro della commissione incaricata della progettazione di una politica culturale per la comunit• francofona in Ontario e del Comitato governativo di Ontario sulla strategia di telecomunicazioni. Studia in che modo le tecnologie influenzano e influenzeranno la societ•. Oltre alle attivit• pedagogiche ed accademiche lavora a un progetto architettonico, urbanistico e tecnologico che dovr• realizzare l’idea di una Piazza per il Villaggio Globale

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attraverso una interconnessione video-comunicativa permanente fra le piazze di alcune citt• nel mondo: Napoli, Milano, Siena, Parigi, Varsavia, San Paolo, Seul, l'esperimento in corso spera di ispirare altre citt• a divenire nodi di questa Global Village Square. Autore di "Understanding", 1984, e coautore con Amilcare Iannucci di "McLuhan e la metamorfosi dell'uomo", (due raccolte di prove su McLuhan, la cultura, la tecnologia e la biologia). Coautore di "The Alfabet and the Brain: The Lateralization of writing", l'alfabeto ed il cervello. Un altro libro, "Brainframes: Tecnologia, Mente e Business " pubblicato in italiano, tratta delle differenze tra gli effetti della televisione, dei computer e dei hypermedia sulla cultura di massa, gli affari ed i mercati economici. "La Pelle della Cultura", Somerville Press, 1995, tradotto in dodici lingue „ un saggio di prove sulla nuova realt• elettronica. "Connected Intelligence: The Arrival of The Web Society" anch'esso tradotto in una decina di lingue. Uno degli ultimi suoi libri, " The architecture of Intelligence" „ uscito nel Giugno 2001 e ne „ gi• presente la traduzione in diverse lingue. Si possono trovare dei brani su un sito di collaborazione che permette ai lettori di continuare la sua elaborazioni (www.architecture.openflows.org). In seguito alle sue ricerche su tecnologie e conoscenza, Derrick di Kerchove ha organizzato dei seminari di intelligenza connettiva in diversi paesi, e propone adesso questo approccio innovatore sul pensiero appoggiandosi sulle tecnologie della notizia come parte del programma McLuhan.

Un po’ come McLuhan, De Kerckhove interpreta la tecnologia come un’estensione dei nostri sensi, in particolare pensa che l’era elettronica abbia esteso non solo i

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nostri sensi ma soprattutto la nostra mente. E’ quello che egli chiama “psicotecnologie”, una tecnologia che estende o amplifica il potere della nostra mente. Con i computer abbiamo spostato l’elaborazione delle informazioni dall’interno dei cervelli all'’esterno degli schermi. Crede che la realt• virtuale che simula il tatto creer• un’estensione cognitiva della mente. Il tatto il senso dell’epidermide, la pelle che riveste tutto il nostro corpo e da cui arrivano gli impulsi nervosi al cervello. Mi viene subito in mente a questo proposito il “touch screan”, un particolare dispositivo frutto dell'unione di uno schermo ed un digitalizzatore, che permette all'utente di interagire con una interfaccia grafica mediante le dita o particolari oggetti. Uno schermo tattile „ allo stesso tempo un dispositivo di output e di input. Gli schermi tattili sono particolarmente diffusi fin dagli anni '80 in vari dispositivi dotati di schermo destinati ad un uso intenso da parte del pubblico, quali i bancomat o gli sportelli informativi; non sono tuttavia mancate soluzioni professionali quali l'HP-150. ˆ solo a partire dai primi anni del XXI secolo che i dispositivi con schermo tattile conoscono una vera diffusione, grazie a soluzioni quali il Nintendo DS o PlayStation Vita, i navigatori satellitari, gli UMPC o i vari telefonini cellulari e smartphone senza tastiera. Con la diffusione di questi dispositivi e con l'aumentare della richiesta del pubblico, gli schermi tattili sono stati inseriti in modo intensivo anche in dispositivi portatili pi… grossi, come i tablet PC o i tablet computer. Anche il campo dell'editoria, seguendo la tendenza informatica, inizia ad utilizzare software che permettono lo sfogliamento direttamente dallo schermo.

L’uomo ha utilizzato il tatto, fin dalla primitivit•, per conoscere l’ambiente in cui viveva. Pensiamo alla fondamentale importanza che ha assunto per lui questo senso: se si bruciava voleva dire che quell’oggetto era pericoloso per la sua vita, e l’impulso

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del calore comunicava al suo cervello di ordinare all’arto di ritirarsi subito. Il tatto ,il toccare ,entra nel processo di conoscenza anticipando qualunque riflessione, „ innanzitutto attraverso un’“esperienza cinetica” (come quella della bocca che si accosta al seno o della manipolazione di un oggetto) che comprendiamo il mondo. Il bambino stesso si apre al mondo attraverso il tatto, „ la prima porta sensoriale che lo immette direttamente nel mondo, prima che chiunque glie lo possa spiegare. E pensiamo allora alla grande possibilit• che ci da la tecnologia che ricrea tutto questo e ci immette in un mondo interconnesso. Come bambini ci accostiamo a mille informazioni a mille dati, e lo facciamo direttamente coinvolgendo pi… sensi come se fosse la vera realt• sensoriale. A mio parere „ qualcosa di incredibile che non fa altro che aiutare la conoscenza. Un mondo digitale guidato da un cervello collettivo, composto a sua volta da piccoli cervelli privati( l’embrione di internet). Come dice De Kerckove la mente dei privati, per la prima volta nella storia dei media, assume il controllo: “I computer sono come libri elettronici, vi restituiscono il potere del libro e il potere di controllare il linguaggio, anche se condividete questo potere con una macchina. La macchina ancora voi all'’esterno, ma siete ancora voi a controllare la relazione”. 22

Lo studioso parla a questo proposito di tre culture: quella di massa, sviluppatasi tra la met• degli anni’60 e la met• degli anni 70’, che ha visto svilupparsi il rapporto frontale e unidirezionale con la televisione, la pi… importante garante ed emittente dell’informazione a quei tempi; la cultura della velocit• negli anni 80’ con l’iniziale sviluppo del rapporto bidirezionale dei computer e infine quella attuale della profondit•. Poich† in ogni istante possiamo avere accesso anche all'’informazione pi… ignota e al luogo pi… impenetrabile. E allo stesso modo noi stessi possiamo essere 22

Intervista tratta da “La mente umana e le tecnologie di comunicazione”, www.mediamente.rai.it

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produttori: pensiamo a numerosi blog d’autore che si stanno diffondendo, una sorta di diari elettronici dai temi pi… disparati.

4.2.2 I NEW MEDIA

Per quanto riguarda i new media „ ora il caso di passare in rassegna tutti gli altri mezzi di comunicazione che sono diventati digitali.

“Il villaggio globale” come gi• citato da McLuhan, ha cominciato a delinearsi con l’espansione innanzitutto dei satelliti artificiali, quelli che l’uomo immette nello spazio. Negli anni Novanta questi preziosissimi strumenti al servizio della scienza, si combinano con il digitale e rivoluzionano il sistema delle telecomunicazioni.

Il 1 Dicembre 1996 viene lanciato l’ottavo satellite Astra 1G. La categoria a cui appartiene questo satellite, e quello dei “transponder”, in quanto effettuano scambi tra il canale di ricezione con quello di trasmissione. Grazie alla digitalizzazione, che comprende la compressione dei dati, diversi canali possono viaggiare su un singolo trasponder. E’ esattamente quello che „ avvenuto grazie al satellite Astra 1G, che permetteva di irradiare fino a otto canali televisivi per ogni transponder. Questo sistema permise di non lasciare nessuna frequenza vuota e di dare agli utenti un servizio di 56 canali digitali. L’impiego dei satelliti ha riguardato per prima la televisione, ma oggi ha investito anche i cellulari, per cui si „ installato tanti satelliti ad orbite basse o medie, poich† a queste quote i satelliti devono avere un’alta velocit• d’orbita per resistere all'’attrazione terrestre e possono ricoprire in poco tempo tanti punti della Terra, un collegamento veloce e perenne. Le applicazioni che risultano oggi presenti direttamente sui i nostri cellulari, che usufruiscono dei

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satelliti e che ci aiutano nella vita quotidiana sono innanzitutto il GPS (General, Purpose,Register). Un sistema basato sulla commutazione di pacchetto tramite onde radio. GPRS consente di raggiungere velocit• di 57.6 Kbit/s in download e di 14.4 Kbit/s in upload e mantenere una connessione permanente ad Internet. GPRS „ oramai diventato lo standard per la trasmissione dati nella rete telefonica cellulare attraverso la commutazione di pacchetto. Ma recentemente, „ stato ideato addirittura l’A-Gps che interagisce con i satelliti. E’ un sistema basato sulla commutazione di pacchetto tramite onde radio. GPRS consente di raggiungere velocit• di 57.6 Kbit/s in download e di 14.4 Kbit/s in upload e mantenere una connessione permanente ad Internet. GPRS „ oramai diventato lo standard per la trasmissione dati nella rete telefonica cellulare attraverso la commutazione di pacchetto. Questo ingegnoso sistema pu‡ individuare la nostra posizione fisica, se ci pensiamo bene pu‡ essere molto utile in caso di pericolo, identificando le celle cio„ gli spazi di campi di rete che coprono le onde radio SRB (Stazioni Radio Base) che rivelano la posizione anche dei satelliti, velocizzando cosi gli scambi di dati tra quest’ultimi due. Il satellite „ una sorta di grande occhio che sorveglia la nostra incolumit•. Ovviamente quest’ultimo non „ niente senza un’adeguata ricezione da terra, che avviene attraverso il cosiddetto cavo. L’idea dal cavo venne a un rivenditore di elettrodomestici, nella piccola citt• di Mahanoy City negli Stati Uniti nel 1940. Per avere una migliore qualit• dei canali attacc‡ un cavo ad un’antenna su una collina, aumentando le sue vendite. Come sempre purtroppo il nostro Paese „ rimasto tra i meno cablati.

Oggi la svolta arriva con due grandi aziende energetiche italiane che sfruttando una rete in fibra ottica, all'’avanguardia nel tempo d’internet, sono in grado di offrire agli

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utenti servizi di telecomunicazioni integrati a banda larga per la trasmissione veloce di dati, video e internet. La prima si chiama Fastweb. Nel settembre 1999 nasce a Milano e.Biscom, con il progetto imprenditoriale di sviluppare e diffondere una nuova generazione di reti di trasmissione alternative a quelle telefoniche tradizionali. Durante i primi mesi di vita la Societ• si focalizza sulla realizzazione di una rete capillare in fibra ottica nell’area metropolitana di Milano. e.Biscom „ la capogruppo cui fanno riferimento altre Societ• tra cui FastWeb, interamente controllata da e.Biscom, che eroga i servizi di tlc. In questi giorni mentre sto scrivendo questa tesi, ha avviato i lavori per la prima rete nazionale in fibra ottica a 100 Gigabit al secondo per canale tra Roma e Milano. Finalmente il nostro Paese si mette in pari, ci‡ permetter• una velocit• di trasporto dati totale di 4 Terabit al secondo per la prima volta in Italia. La seconda „ metro web che affittava a Fastweb l’uso della sua rete in fibra ottica.

Dal 2005 „ in corso il matrimonio e l’integrazione definitiva tra l’informatica e le telecomunicazioni. Essendo l’informazione televisiva un’informazione racchiusa in un segnale elettrico, pu‡ essere rappresentata in forma analogica o in forma digitale, come spiegato a pagina 67. Nel confronto tra la trasmissione analogica e quella digitale dei canali televisivi valgono le stesse considerazioni che possono essere effettuate in generale sul confronto fra tecnologie analogiche e digitali: i segnali analogici sono maggiormente soggetti a disturbi, in quanto il ricevitore non ha modo di distinguere una variazione di segnale dovuta a disturbo da un reale contenuto informativo; viceversa, il segnale digitale „ per sua natura immune ai disturbi fintantoch† rimangono di lieve entit•. Due le conseguenze immediate: un’espansione dell’offerta e di conseguenza come l’economia ci insegna, una riduzione dei costi

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unitari di trasmissione per ogni nuova emittente. Secondo il DVB,il digital video broadcasting, i servizi e le applicazioni relative alla televisione digitale, sono racchiusi in tre gruppi: enhanced broadcasting, in formato 16:9 adatto per qualunque tipo di programma e arricchito da molti supporti grafici; la televisione interattiva con trasmissione ciclica di contenuti che vengono memorizzati nel decoder e utilizzati successivamente dall’utente con i servizi individuali di pay tv; e infine l’accesso ad internet con l’utilizzo di tutti i servizi online.

A proposito di distorsione e rumore dell’informazione che ci arriva, la radio „ il mezzo che n’„ pi… palesemente affetto. Quante volte infatti ci accingiamo con tanto stress nel cercare la stazione che pi… ci piace o ascoltare la nostra canzone preferita senza quel rumore fastidioso delle frequenze? La DAB potrebbe rappresentare la soluzione a tutto questo. Ancora una volta l’informazione digitale ci viene in aiuto. Il DAB, Digital Audio Broadcasting „ la pi… importante innovazione nel campo della radio dopo l'introduzione della stereofonia in Modulazione di Frequenza. Come l'avvento del Compact Disc negli anni '80 ha rivoluzionato la produzione discografica, cosŠ il DAB potr• cambiare la radio nei prossimi anni. Alla base di questo nuovo sistema di radiodiffusione vi „ la possibilit• di offrire all'utente una qualit• sonora indistinguibile da quella del Compact Disc, anche in condizioni di difficile ricezione mobile. Il sistema DAB „ stato sviluppato in Europa, nell'ambito del progetto EUREKA EU-147, da un consorzio di industrie elettroniche, broadcaster, network provider ed istituti di ricerca. La radiodiffusione in MF fu introdotta e pianificata per offrire un buon livello qualitativo di ascolto agli utenti dotati di un ricevitore fisso con antenna direttiva. Il sovraffollamento della banda, la rapida diffusione dei ricevitori portatili e dell'autoradio hanno messo in evidenza i

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limiti della ricezione FM. Questo nuovo sistema di radiodiffusione digitale nasce per una ricezione, con una semplice antenna omnidirezionale, sia mobile, sia portatile che fissa. Come altri sistemi digitali di trasmissione si basa su procedure avanzate di codifica audio, sull'uso di tecniche numeriche per la modulazione e la codifica di canale in unione con sistemi di compressione dell'informazione e tecniche di correzione d'errore. Sfrutta un’unica banda televisiva nell’ambito del VHS, suddivisa per‡ in quattro sottobande. Ognuna di queste quattro sottobande „ in grado di contenere fino a 2 Megabit di informazioni

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, che sono sufficienti a trasmettere sei

canali ad alta qualit•. Inoltre „ particolarmente indicato per l’utenza mobile. Il grafico sottostante „ la dimostrazione dell’utilit• del nuovo sistema radiofonico:

Fig. 4.2

Programma

Bit-rate di codifica (kbit/s)

Livello di protezione (*)

RAI MF 1

192

3

RAI MF 2

192

4

RAI MF3

192

3

ISORADIO

192

3

RAI GRPR

64

4

RAI FD4 (musica leggera)

160

3

RAI FD5 (“Auditorium”: musica classica)

192

4

(*) Il livello di protezione specifica il grado di protezione, fornito dalla codifica convoluzionale, contro gli errori di trasmissione

Fonte:www.associazionemarconi.com

23

2 Megabit corrispondono a 2.000.000 di bit, l’unit• di misura dell’informazione digitale.

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Il DAB „ ancora un progetto sperimentale nel nostro Paese, ma la Rai „ stata incaricata dal Ministero delle Comunicazioni di estendere, a partire dal 1999, il servizio DAB pre-operativo per coprire circa il 60% della popolazione italiana; la Rai, inoltre, quale membro della DBTA (Digital Broadcasting Technology Association), il Consorzio nazionale fondato per sviluppare le tecnologie digitali nei servizi radiofonici e televisivi sulle reti terrestri, sta dando il proprio appoggio all'industria nazionale per lo sviluppo della tecnologia DAB.

Anche i vecchi mezzi di comunicazione, l’antenato della televisione, il cinema ha subito l’influenza della digitalizzazione e dell’informatica in generale. Basta pensare alla Pixar. La Pixar Animation Studios „ una delle pi… importanti case cinematografiche specializzata in "computer generated imagery" (CGI), con base a Emeryville, California (USA). Dal 2006 appartiene alla The Walt Disney Company. La compagnia nacque inizialmente come una divisione della LucasFilm di George Lucas. Fu acquisita da Steve Jobs (co-fondatore della Apple Computer) per cinque milioni di dollari nel 1986, rendendola indipendente. In quel periodo la societ• si occupava di grafica al computer dal punto di vista software e hardware e il suo principale prodotto era una workstation grafica sviluppata per gestire ed elaborare immagini di grandi dimensioni. I progetti hardware della societ• non ebbero molto successo mentre i cortometraggi e lo sviluppo di software per la computer grafica si dimostrarono una strada pi… produttiva per la societ•. Nel gennaio 2006 „ stata acquistata dalla multinazionale dell'intrattenimento The Walt Disney Company, di cui „ tuttora parte.

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Per non pensare, alla diffusione della visione al cinema in 3D. La sensazione della terza dimensione „ data dall'’uso del visore stereoscopico. Le immagini in movimento sono catturate da una cinepresa o una videocamera con doppio obiettivo e doppia esposizione, che riprende al contempo due visioni leggermente sfalsate di circa 6 cm. della medesima immagine, cio„ alla stessa distanza degli occhi umani. In tempi pi… remoti, un'altra tecnica utilizzava due cineprese posizionate una di fronte all'altra, che riprendono la medesima immagine attraverso due specchi posizionati a 90‹ rispetto al soggetto.

Le ultime novit• tecnologiche, che con le alte definizioni raggiunte e una percezione della profondit• sempre pi… perfetta grazie al 3d: cio„ all’utilizzo di due macchine da presa messe di fianco all’altra che riprendono come fanno i nostri occhi, due punti di vista diversi per poi fonderli in sincrono attraverso un proiettore digitale; danno l’impressione allo spettatore di assistere alla vera realt•, coinvolgendolo completamente. Questa tecnica fu utilizzata nella prima fase del "boom" del cinema 3-D, durante gli anni cinquanta del XX secolo, fase che subŠ un brusco declino gi• all'inizio degli anni sessanta. Molti film girati in 3-D furono infatti successivamente ristampati in versione 2-D, dato lo scarso successo riscosso presso il pubblico, che presto si stanc‡ dei film 3-D, sia per l'affaticamento visivo dovuto ad una lunga visione, sia per l'effetto tridimensionale non soddisfacente.

Pi… recentemente il sistema di visione stereoscopica anaglifica, „ stato superato in popolarit• dal sistema a lenti polarizzate. Quest'ultimo, infatti, appare molto pi… realistico, grazie ad una resa dei colori migliore, e permette visioni pi… prolungate, stancando meno l'occhio. Il cinema „ sempre stato la macchina dei sogni, il momento

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in cui si stacca la spina dalla propria vita e ci si immerge in un altro luogo o in e un bisogno fisiologico e soprattutto un bisogno emotivo. Il 3D e ancora una volta il digitale e la tecnologia in genere, ci aiuta semplicemente ad integrarci nella “momentanea sospensione dell’incredulit•”. Senza l’immaginazione l’uomo non avrebbe osato creare molte cose.

Come abbiamo visto i new media non sono altro che l’integrazione di vari media tra loro. E’ quella che viene chiamata multimedialit•. Il termine si utilizza per riferirsi a quella commistione e combinazione di diverse tipologie di comunicazione in un unico documento. La multimedialit• vuol dire che grafica, suoni, immagini, video e testo sono integrati in un unico file. Il termine multimedialit• si „ diffuso fra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta. Usare la multimedialit• per comunicare una data informazione, equivale a dire che ci si avvale di molti mezzi differenti. Quei mezzi che oggi con la rivoluzione digitale si stanno integrando sempre di pi… e parlano un unico linguaggio.

4.3 LA SITUAZIONE ITALIANA

Abbiamo fatto gi• qualche accenno, durante tutta la tesi, sulla situazione del nostro Paese per quanto riguarda il suo rinnovamento tecnologico. Avendo tanto parlato di internet partirei dagli italiani e dall’uso che ne fanno:

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Fig. 4.3

“In base ai dati di Audiweb, nel mese di Gennaio 25,8 milioni gli Italiani si sono collegati a internet almeno una volta, con un incremento dell’11,6% rispetto a gennaio 2010. Primi i giovani uomini, per quantit• e tempo di connessione, in prime time la mattina. 12,6 milioni di utenti attivi hanno navigato per 1 ora e 40 minuti consultando 201 pagine per persona. Gli uomini in un giorno medio navigano pi… delle donne, 7 milioni di uomini e 5,5 milioni di donne. Nel Nord Ovest il 31,3% degli utenti attivi e del Sud il 30,4%, in et• compresa tra i 35 e i 54 anni (46,6%). Rimangono molto pi… tempo connessi i giovani tra i 18 e i 24 anni, mediamente 2

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ore di tempo nel giorno medio e 262 pagine viste per persona. Il prime time del web „ dalle 9:00 e le 12:00, ma c'„ una certa costanza durante le ore del giorno.”24

Dai dati emerge un significativo aumento degli utenti che si connettono, l’Italia si sta adeguando pian piano agli altri Paesi, ma „ partita in ritardo. I giovani ovviamente sono la parte trainante dell’ammodernamento, sono quelli che si collegano di pi…, non „ possibili sapere esattamente per cosa ma non credo solo per passatempo, e anche se lo fosse ricordiamo che comunque devono leggere, in ogni caso allenano il cervello, come specificato nel terzo capitolo. Peccato che la maggioranza della popolazione italiana sia anziana, secondo i dati Istat uno su cinque „ sopra i 65 anni, altro handicap del nostro Paese.

Per dare uno sguardo pi… ampio vediamo coma va in generale l’ICT (information and Communication Tecnology): l’Assintel Report 2011 la ricerca annuale sul mercato del Software e Servizi IT in Italia effettuata da Nextvalue per conto di Assintel, l'associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio-Imprese per l'Italia. Gi• un altro rapporto, il Global Information Technology Report 2010-2011, aveva segnalato come il nostro Paese non reggesse il passo rispetto ai competitor europei e mondiali. Ora l'Assintel Report 2011 conferma come la bassa crescita che si registrer• a fine anno porter• il mercato italiano dai 19.271 milioni di euro del 2010 ai 19.698 del 2011, risultato quest'ultimo che, viene specificato, „ dovuto ai rimbalzi registrati alla fine dello scorso anno e all'ottimismo che imperava nel primo trimestre dell'anno in corso.

24

Dati statistici dal sito www.audiweb.it

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Entrando nel dettaglio dei dati ed analizzando il mercato per comparti e segmenti, viene evidenziato che il segno positivo si registra ancora nel settore delle banche (+2,5%), dell'industria (+3,3%) del commercio e servizi (+2,6%) mentre realizzano un segno negativo i comparti della PA (-2,4%), degli Enti Locali (-0,5%) e della Sanit• (-2,2%). In termini di imprese, invece, soffrono le micro (-2,4%) e le piccole (-2,8%) mentre tengono ancora quelle medio grandi (+6,8%) e le top (+3,2%).

Nonostante il segno negativo, recupera il comparto dell'hardware con un -0,8% (5.794 milioni di euro) rispetto al -19,1% del 2010. Il recupero „ dettato dalla crescita del mercato del Cloud Computing e dei Tablet (+141%). Sul versante del software c'„ una crescita importante che porta il comparto dal +2,7% del 2010 al +3,6% del 2011 con un volume complessivo pari a 4.273 milioni di euro dovuto al traino del Middleware e della Sicurezza IT (+4,8% e +7,8%). I servizi IT, infine, fanno registrare un valore di 9.238 milioni di euro con un incremento del 2,4% rispetto allo scorso anno.

Al primo posto nell’investire c'„ la Lombardia, che fa registrare investimenti in crescita del 5,4%, seguita dal Piemonte che, per‡, „ in calo dell'1,5%. Al terzo posto c'„ il Lazio con una spesa di 5.942 milioni di euro e un +3,2% su base annua.25

Ho riportato solo i dati dell’ultimo periodo poich† nella societ• in cui viviamo cambia tutto molto velocemente, specialmente in questo settore.

25

Dati tratti da www.menageronline.it

103


CONCLUSIONI GENERALI Ho deciso di affrontare quest’argomento, perch† innanzitutto l’ho ritenuto idoneo al mio corso di laurea e molto attuale, considerando l’epoca in cui viviamo. Un buon comunicatore deve captare tutti i segnali che gli arrivano dal mondo che lo circonda, per poter avere gli strumenti adatti per dominarlo secondo i propri scopi. Cosi, un po’ come Marshall McLuhan ho voluto riflettere e

accostarmi a un fenomeno in

continua crescita, che ci sta cambiando la vita. Per farlo mi sono servita di varie ricerche e dati empirici, statistici, per dimostrare la mia tesi di base: l’elettricit• ha generato una nuova forma d’informazione, dinamica, flessibile, rapida che fa sembrare il mondo pi… piccolo ma continuamente connesso, e secondo me per questo pi… efficiente. Internet „ stato il mio strumento privilegiato, proprio a conferma della sua enorme utilit•. Per la prima volta nella storia non „ stato inventato solo un nuovo mezzo di comunicazione. O meglio, „ stato inventato il computer che ha poi permesso la convergenza di tutti gli altri media verso un unico codice linguistico, quello numerico, dei bit. Un linguaggio da sempre universale, quello dei numeri, ma che non „ mai stato cosi semplice, utilizzabile e alla portata di tutti, come oggi. Ci troviamo di fronte a qualcosa di straordinario, quasi di magico. La nostra societ• si basa ormai sull’informazione come fosse materia prima. Dopo tutto, se gli uomini non avessero imparato a comunicare, e a mettere in condivisione le loro informazioni, non avrebbero potuto aiutarsi gli uni e gli altri per sopravvivere, e firmare quel famoso “patto d’alleanza” di Rosseau, che ha dato poi vita a quella che chiamiamo societ•.

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Da sempre i mezzi di comunicazione, anche se non ce ne rendiamo conto, apportano modifiche al modo di pensare e di vivere dell’uomo. Sono gli strumenti che modellano la nostra realt•. Ma contro tutti i catastrofisti, e chi in generale „ prevenuto verso la tecnologia o i cambiamenti, ho voluto dimostrare quanto invece possano essere d’aiuto. La rivoluzione digitale che abbiamo di fronte non „ solo un adeguamento di standard gi• presenti. Come passare con il decoder dalla televisione analogica a quella digitale. E’ anche questo, ma „ molto di pi…. E’ un cambiamento che sta investendo il nostro modo di lavorare e di apprendere, ma senza provocare nell’uomo l’alienazione da se stesso o un impoverimento delle sue capacit•. Anzi le esalta. La creazione della rete e dei Personal Computer ha ridato all'’uomo la possibilit• di decidere cosa cercare, cosa sapere e come utilizzarlo. L’informazione digitale ci ha dato un’ampia possibilit• di scelta. Un miglioramento della qualit• del prodotto finale e un abbassamento dei costi. Fino a quando qualcuno non decider• diversamente, davanti a noi si „ prospettata tanta libert• di fare. Con la crisi economica che stiamo vivendo, penso che la tecnologia sia l’unica cosa che ci possa salvare, „ stato dimostrato e perfino reso presente al nostro esecutivo, che un cambiamento di direzione in questo senso aumenterebbe il nostro PIL, il prodotto interno lordo. Per la prima volta nella storia l’invenzione di una macchina, il computer, non toglie posti di lavoro ma ne crea. Poich† non „ soltanto l’estensione di un braccio e quindi di una forza lavoro, ma l’estensione di quel grande mistero illimitato che „ la nostra mente. Dai dati che ho raccolto, ho constatato che la crescita dell’ICT „ un fenomeno in continuo aumento, anno dopo anno si aggiunge qualche piccolo tassello. I Governi stanno prendendo coscienza di questa nuova possibilit• e stanno investendo in modo

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preponderante in questo campo. Anche il nostro Paese sta muovendo qualche passo in questa direzione. Ma pi… che le istituzioni, sono soprattutto gli italiani ad aver compreso l’importanza dei nuovi strumenti di comunicazione. Lo dimostrano le lunghe file davanti agli store tecnologici ad esempio. C’„ da dire che il nostro Paese anche in questo settore „ indietro, ma per fortuna i nuovi ponti di comunicazione che oltrepassano tutti i confini, danno la possibilit• alla gente comune di sapere cosa succede e di mettersi in pari con il resto del mondo. Con mio grande piacere ho scovato anche ricerche scientifiche che provano quanto questa rivoluzione digitale non sia dannosa ma, faccia addirittura bene anche al nostro cervello. McLuhan diceva che il vero contenuto dei media „ l’utente stesso, che si deve adeguare alla caratteristiche tecniche del mezzo. Io dico che il vero contenuto dell’informazione digitale e di internet „ la libert• da parte dell’utente di sapere, creare e divulgare il prodotto della propria mente a livello globale, come ha sempre sognato di fare, per un mondo unito senza limiti. Molto c’„ ancora da fare ma i cambiamenti e i miglioramenti stanno avvenendo nel giro di pochissimi anni, se pensiamo invece ai secoli che ci sono voluti per capire l’importanza dell’invenzione della stampa. Infine penso che internet, lo strumento che ha divulgato grazie alla genialit• di alcuni uomini, in modo semplice e immediato l’informazione digitale in tutto il mondo, sia stata una creazione dalle potenzialit• illimitate. Ricordiamo a questo proposito Steve Jobs, il cofondatore della Apple, una delle maggiori Software House e produttrice di Personal Computer. Noto per aver introdotto al grande pubblico il primo computer con il mouse, l’interfaccia a icone e prodotti di successo come iPod, iPhone e iPad. Rendendo semplicemente con un click quello che era complicato e accessibile solo ai tecnici, con un occhio di riguardo alla perfezione e al design. Jobs puntando su

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questi elementi si „ dimostrato uno dei pi… grandi comunicatori mai esistiti, capace di vendere i suoi prodotti come nessuno, battendo la concorrenza. E’ stato classificato primo tra i 25 uomini d'affari pi… potenti per il 2007 da Fortune e persona dell'anno 2010 dal Financial Times. Dobbiamo molto a lui. Perfino

le

ricerche

scientifiche

e

mediche,

traggono

enormi

benefici

dall’informazione a rete che ci sovrasta. Pensiamo all’importanza della repentinit•, da parte di medici e ricercatori nello scambio dei dati e dei risultati delle loro scoperte, con l’opportunit• del confronto e del miglioramento apportato da pi… “cervelloni”, in contemporanea. L’informazione digitale non „ solo un mucchio di dati e di numeri nascosti tra le parole, le immagini o i video, „ il pensiero di una coscienza collettiva che debutta sullo schermo, per poter finalmente cooperare e migliorare questo nostro Pianeta.

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IL NUOVO PRODOTTO DELL'ERA ELETTRICA: L'INFORMAZIONE DIGITALE  

Tesi di laurea triennale in Scienze delle comunicazione multimediale

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