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del titolo di studio? Prontuario delle risposte al questionario truffa del Ministero dell'istruzione Il Governo è intenzionato ad abolire il valore legale del titolo di studio, era stato presentato un provvedimento all'interno del pacchetto di leggi sulle semplificazioni che aveva questo obiettivo, per paura delle accese critiche che si erano diffuse in brevissimo tempo nell'opinione pubblica e in seguito ad una serie di contestazione, il governo fece marcia indietro. Per uscire dall'empasse in cui si era confinato il ministro dell'istruzione Profumo propose di redige­ re n questionario online per sentire l'opinione dei cittadini in merito all'abolizione del valore legale del titolo di studio. A distanza di due mesi, il governo presenta il suo questionario “truffa” le domande sono faziose ed indirizzate ad un unico obiettivo: ABOLIRE IL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO. Abbiamo ritenuto necessario, svelare l'inganno portato da un governo che sta distruggendo l'uni­ versità, approvando decreti che aumentano le tasse universitarie, ma si maschera dietro ad una parvenza, quanto mai finta di democraticità nelle sue scelte. Noi studenti non abbiamo intenzione di essere presi in giro, per questo abbiamo scritto questo prontuario di risposte per il questionario presentato dal Miur, nella convinzione che solo sfidando i governi sul terreno della democrazia vera e partecipata li si possa battere, per questo abbiamo anche elaborato un contro-questionario, assieme a tutti coloro che in questi anni si sono adopera­ ti per difendere l'università pubblica, per mostrare al governo e a Profumo come non abbiamo in­ tenzione di farci scippare i nostri diritti. Le risposte che trovate qui di seguito alle domande del questionario del Miur, non sono necessaria­ mente le migliori o quelle più corrette per cambiare questo paese, in quanto non può esistere una partecipazione costruttiva ad un questionario costruito per ingannare le persone, ma sono le uni­ che che evitano che il governo possa trovare una legittimità popolare al fine di cancellare il valore legale del titolo di studio. Se volete evitare l'abolizione del valore legale, vi proponiamo qui di seguito le risposte migliori. #Noi Vogliamo Contare!

Questionario Miur: http://www.istruzione.it/web/ministero/consultazione-pubblica P.S. Al fondo di questo opuscolo trovate tutte le ragioni della nostra contrarietà all'abolizione del valore legale del tito­ lo di studio.


Tematica I: Accesso alle Quesito 1 Come giudicate la necessità di possedere uno specifico titolo di studio per poter esercitare una determinata professio­ ne? a) Positivamente, perché il possesso di uno specifico titolo di studio garantisce la qualità della prestazione resa dal professionista, che il cliente potrebbe non essere in grado di verificare da solo. b) Negativamente, perché la necessità di possedere uno specifico titolo di studio impedisce che soggetti con com­ petenze acquisite attraverso l'esperienza pratica e/o attraverso studi personali possano esercitare una determinata professione. c) Dipende dal tipo di professione. In questo caso, potete indicare le professioni alle quali vi riferite e illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________ Risposta: A Motivazioni: Il titolo di studio è una garanzia per uno studente gli permette di vedersi riconoscere la qualità dei suoi studi e del suo percorso formativo da Università che ne garantiscono la qualità ed il possesso di competenze di base. Vien da sé che un percorso lavorativo necessita di forme di apprendimento permanente e continuo, In assenza del possesso del titolo di studio vi sarebbe estrema discrezionalità e si moltiplicherebbero i fenomeni di finti professioni mancanti dei neces­ sari requisiti per una determinata professione Quesito 2 Come valutate la necessità di possedere uno specifico titolo di studio per l'ammissione all'esame di abilitazione per l'esercizio di una professione? a) Positivamente, perché il possesso di uno specifico titolo di studio è garanzia di preparazione adeguata e consen­ te di selezionare, fin da subito, gli ammessi all'esame di abilitazione. b) Negativamente, perché il superamento dell'esame di abilitazione è sufficiente a dimostrare il possesso di ade­ guate competenze. c) Dipende dal tipo di professione. In questo caso, potete indicare le professioni alle quali vi riferite e illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________ Risposta: A Motivazioni: Il possesso di uno specifico titolo di studio per accedere ad una professione è una ga­ ranzia della qualità della formazione, permette quindi ad uno studente di accedere ad un esame di abilitazione dopo aver ricevuto tutti gli insegnamenti necessari, anche se non sempre sufficienti, non è di sicuro un singolo esame che garantisce il possesso di competenze specifiche maturate nel corso di un percorso di studi però il problema dell'attuale sistema è quello di garantire una miglio­ re didattica ed una migliore organizzazione dei piani di studio,non di certo abolirne direttamente il valore ________________________________________________________________________________ Quesito 3 Ritenete che vi siano professioni non regolamentate, per le quali dovrebbe essere richiesto uno specifico titolo di studio, attualmente non necessario? a) Sì. In questo caso, potete indicare le professioni alle quali vi riferite e il titolo di studio che dovrebbe essere richiesto (max 500 caratteri): ”Bisogna quindi valorizzare il valore legale del titolo e non abolirlo” b)

No.


Risposta: A – frase da scrivere: ”Bisogna quindi valorizzare il valore legale del titolo e non abolirlo” Se si vuole citare una professione proponiamo quella di Ministro dell'istruzione Motivazioni: Sicuramente esistono delle professioni per le quali sarebbe giusto fosse previsto uno specifico titolo di studio, ma senza un'adeguata documentazione al riguardo, la domanda risulta essere inutile e mal formulata con l'obiettivo specifico di dimostrare che non per tutte le professio­ ni oggi è prevista la necessità di un titolo. Questo problema non si risolve abolendo il valore legale, ma anzi facendo un elenco delle professioni scritto dal ministero per le quali potrebbe essere ri­ chiesto uno specifico titolo di studio, per questo suggeriamo di rispondere positivamente alla do­ manda ma di specificare che il valore legale del titolo di studio non va abolito, se si vuole citare una professione suggeriamo quella di ministro della pubblica istruzione. ________________________________________________________________________________ Quesito 4 Ritenete che vi siano professioni per le quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di prestazio­ ne che si è chiamati a svolgere? a) Sì. In questo caso, potete indicare le professioni alle quali vi riferite e il differente titolo di studio che dovrebbe essere ri­ chiesto (max 500 caratteri): b) No.

________________________________________________________________________________ Risposta: B Motivazioni: Il titolo di studio non può essere considerato un valore eccessivo, al massimo può non essere sufficiente e quindi la preparazione dell'individuo può e deve essere integrata tramite corsi specifici, lavori sul campo... Inoltre risulta evidente come si potrebbe valutare una prepara­ zione non sufficiente ma in che modo si potrebbe stabilire una preparazione eccessiva?

Tematica II: Pubblico Impiego Quesito 5 Ritenete necessario il possesso di uno specifico titolo di studio per l'accesso al pubblico impiego? a) Sì, perché il possesso di uno specifico titolo di studio garantisce professionalità e competenza da parte di impiegati, funzionari e dirigenti pubblici ed evita un'eccessiva discrezionalità nella loro assunzione. b) No, perché il titolo di studio puó essere poco significativo in rapporto alle funzioni da svolgere e il possesso di adeguate competenze dovrebbe essere accertato esclusivamente in sede di svolgimento delle prove concorsuali. c) Dipende dal tipo di funzioni che si è chiamati a svolgere. In questo caso, potete indicare le funzioni alle quali vi riferite e illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________ Risposta: A Motivazioni: Il possesso di uno specifico titolo di studio riconosce competenze maturate nell'arco del percorso di studi, evitando così, almeno in parte, un meccanismo di selezione non basato sulla reali capacità delle persone, ma su basi troppo discrezionali e purtroppo spesso basate sulla cooptazione o sulle raccomandazioni. Resta evidente la necessità di garantire comunque una for­ mazione continua del personale, alla luce dei costanti cambiamenti che si determinano quotidia­ namente. Inoltre, quasi tutti i concorsi prevedono anche prove scritte/orali (che sono comunque discrezionali) oltre che il possesso di uno specifico titolo di studi. Ovviamente riteniamo che queste domande e le rispettive risposte valgano per i nuovi assunti e non possano essere utilizzate in


________________________________________________________________________________ Quesito 6 Ritenete necessario il conseguimento di un voto elevato, all'esito del percorso di studi svolto, per partecipare ai concorsi per l'accesso ad alcune tipologie di impiego/qualifiche nella pubblica amministrazione? a) Sì, perché solo i più meritevoli devono poter accedere a ranghi elevati e/o a funzioni particolarmente qualificate nella pubblica amministrazione. b) No, perché, indipendentemente dalla votazione finale, il titolo conseguito assicura il possesso delle competenze/conoscenze necessarie. c) Altro. In questo caso, potete illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________ Risposta: A Motivazioni: il voto elevato è comunque complementare e non incide direttamente sull'assunzione, poiché nella maggior parte dei concorsi si valuta il possesso di altri requisiti (titoli, pubblicazioni, etc.). Non riconoscere il voto di laurea significherebbe eliminare il valore del titolo di studi, non sti­ molando gli studenti ad accrescere le loro competenze, accontentandosi del voto minimo o di ac­ crescere la selezioni basata solo sull'università di provenienza, molti studenti si vedrebbero svalu­ tate le loro lauree con punteggi elevati e ottenute con molte fatiche solo perché conseguite in uni­ versità pubbliche e non in università private ________________________________________________________________________________ Quesito 7 Come giudicate le disposizioni dei bandi di concorso che prevedono l'attribuzione di punteggi aggiuntivi a coloro che abbiano conseguito un voto di laurea elevato? a) Positivamente, perché il voto di laurea conseguito è espressione di particolare impegno, bravura e competenza. b)

Negativamente, perché il voto di laurea conseguito consente valutazioni comparative, di merito, solo tra studenti

dello stesso ateneo. c) Altro. In questo caso, potete illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________ Risposta: A Motivazioni: dietro queste domande si nasconde la volontà di eliminare totalmente il valore legale del titolo di studi. Sono domande “a trabocchetto” che nascondono una precisa volontà politica. E' bene ribadire che il voto di laurea incide in modo estremamente limitato sul punteggio conseguito in una prova concorsuale. Non garantire ciò significherebbe lasciare maggiore discrezionalità alle commissioni, in un contesto in cui – molto spesso – le selezioni premiano gli amici piuttosto che i migliori.

Quesito 8 Ritenete che vi siano concorsi in cui, pur non essendo attualmente prevista, dovrebbe essere richiesta la laurea? Quali in particolare? E quale laurea? a) Sì. In questo caso, potete indicare i concorsi ai quali vi riferite e la laurea che dovrebbe essere richiesta (max 500 caratte­ ri): ”Bisogna quindi valorizzare il valore legale del titolo e non abolirlo” b) No.


Risposta: A – frase da scrivere: ”Bisogna quindi valorizzare il valore legale del titolo e non abolirlo” Motivazioni: Questa domanda è “a trabocchetto” come quella precedente, sicuramente esistono dei concorsi per i quali non è prevista una laurea mentre dovrebbe esserlo, però questo problema non lo si risolve cancellando il valore legale, ma anzi facendo uno studio accurato dei concorsi nel­ la pubblica amministrazione e delle loro mancanze. Questa domanda è molto simile al quesito 5, solo si sostituisce alla parola “concorsi” alla parola “pubblico impiego”. Proponiamo di rispondere positivamente ma di specificare la necessità di valorizzare il valore legale del titolo di studio e non di abolirlo, in modo da evitare di essere strumentalizzati. Inoltre questa domanda è speculare al quesito 3 vi suggeriamo quindi di rispondere allo stesso modo. ________________________________________________________________________________ Quesito 9 Ritenete che vi siano concorsi per i quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di funzioni che si è chiamati a svolgere? a) Sì. In questo caso, potete indicare i concorsi ai quali vi riferite e il differente titolo di studio che dovrebbe essere richiesto (max 500 caratteri): b) No.

________________________________________________________________________________ Risposta B Motivazioni: Come già scritto nella risposta al quesito 4, non crediamo si possa quantificare la preparazione eccessiva, lo scopo del sistema di istruzione dovrebbe essere quello di dare a tutti la possibilità di raggiungere i più alti livelli di istruzione e selezionare le persone per svolgere deter­ minati ruoli lavorativi in base alle competenze acquisite non definire delle soglie minime al ribasso di preparazione per accedere a determinati incarichi, così verrebbe disincentivata profondamente la volontà delle persone di studiare. Se per fare un determinato lavoro una laurea non ti serve, e questo viene certificato dal ministero (che dovrebbe avere invece il compito di garantire un percor­ so formativo di qualità) che senso ha continuare a studiare? ________________________________________________________________________________ Quesito 10 Come giudicate la necessità che i dipendenti pubblici debbano possedere uno specifico titolo di studio ai fini delle progressioni in carriera c.d. verticali? a) Positivamente, perché il possesso di uno specifico titolo di studio garantisce l'idoneità del dipendente a svolgere attività riconducibili all'area funzionale superiore. b) Negativamente, perché il passaggio da un'area funzionale all'altra dovrebbe basarsi, esclusivamente, sulle com­ petenze acquisite attraverso l'esperienza maturata nell'amministrazione e/o attraverso studi personali. c) Altro. In questo caso, potete illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

_______________________________________________________________________________Risposta A Motivazioni: Come già esplicitato nelle precedenti risposte, il titolo di studio è una garanzia, sep­ pur limitata di una formazione di qualità e certificata da un'università controllata, se non ci fosse neppure questa minima garanzia le progressioni di carriera potrebbero essere decise da motivazio­ ni assolutamente arbitrarie, ancora di più di quanto avviene oggi. Inoltre questa domanda è “a trabocchetto” come molte altre, poiché il possesso di uno specifico titolo di studio non limita le progressioni di carriera basate sulle competenze, anzi è una garanzia


ulteriori a tutela dei cittadini ________________________________________________________________________________

Tematica III: Valutazione dei titoli di studio Quesito 11 Come giudichereste una differenziazione qualitativa di titoli di studio nominalmente equivalenti? a) Positivamente, perché darebbe vita ad un sistema maggiormente meritocratico e costituirebbe un incentivo ad una formazione migliore per studenti ed istituzioni scolastiche/universitarie. b) Negativamente, perché creerebbe distinzioni basate su criteri opinabili e potrebbe pregiudicare chi non puó acce­ dere alla formazione ritenuta piú qualificante. c) Altro. In questo caso, potete illustrare la vostra opinione e la relativa motivazione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________ Risposta: B Motivazioni: Non riteniamo utile una differenziazione tra titoli di studio perché crediamo che una differenziazione qualitativa garantirebbe la creazione di Atenei di serie A, B, C, D, aumenterebbe le disuguaglianze sociali (in base al reddito), in quanto solo le persone più ricche potrebbero andare a studiare in atenei prestigiosi e gli unici in in grado di fornire un titolo di studio spendibile, e ter­ ritoriali (Sud-Nord), in quanto il sud Italia risulterebbe fortemente penalizzato, più di quello che è oggi. Crediamo che vada garantita la qualità di tutti i corsi di laurea, monitorando il rispetto dei requisiti minimi previsti per l'attivazione. Riteniamo che la differenziazione tra i titoli di studio non farebbe altro che precludere a tantissimi studenti la possibilità di accesso all'università e conse­ guentemente al mondo del lavoro, il ministero dell'istruzione dovrebbe adoperarsi per innalzare la qualità di tutto il sistema scolastico. Ai quesiti 12, 13, 14 non si deve rispondere, vanno lasciate non compilate (come previsto dagli ideatori del questionario), tutte le domande seguenti infatti sono infatti costruite con il preciso obiettivo di differenziare il valore dei titoli di studio a cui avevamo dato in precedenza una rispo­ sta negativa. Quesito 12 Per quali finalità ritenete possa essere utile una differenziazione tra titoli di studio nominalmente equivalenti? a) Per selezionare i partecipanti ad un pubblico concorso ovvero all'esame di abilitazione per l'esercizio di una pro­ fessione. b) Per attribuire punteggi differenti ai partecipanti ad un pubblico concorso ovvero all'esame di abilitazione per l'e­ sercizio di una professione e ai dipendenti pubblici ai fini delle progressioni in carriera. c) Per altre finalità. In questo caso, potete indicare le finalità alle quali vi riferite (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________ Risposta: Nessuna Motivazioni: Non riteniamo utile differenziare il valore dei titoli di studio per nessuna finalità, in quanto crediamo, come scritto nel quesito 11, che sia sbagliata la differenziazione in quanto tale. ________________________________________________________________________________


Quesito 13 Ai fini di un'eventuale differenziazione di titoli di studio nominalmente equivalenti, quali valutazioni ritenete che do足 vrebbero rilevare? a) Valutazioni relative all'istituto che ha rilasciato il titolo (esistenza di procedure selettive per l'accesso al corso di studi; numero di studenti; numero di abbandoni; numero di studenti che si laureano con il massimo dei voti; voto me足 dio conseguito; strutture didattiche; curricula dei docenti; piani di studio, etc). b) Valutazioni relative al percorso di studi proprio di ogni soggetto (tempo impiegato per conseguire il titolo; voti conseguiti durante il corso di studi; votazione finale, etc). c) Sia a) che b). d)

Altre valutazioni.

In questo caso, potete indicare le valutazioni alle quali vi riferite (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________ Risposta: Nessuna Motivazioni: Non riteniamo utile differenziare il valore dei titoli di studio, in quanto crediamo, come scritto nel quesito 11, che sia sbagliata la differenziazione in quanto tale. Quesito 14 Ai fini di un'eventuale differenziazione di titoli di studio nominalmente equivalenti, chi ritenete che dovrebbe operare le relative valutazioni? a) Un organismo centrale, che dovrebbe valutare i titoli di studio rilasciati da ciascun istituto autorizzato e/o fornire criteri per valutare il singolo soggetto che abbia conseguito un titolo di studio. b) Ciascuna commissione d'esame o di concorso. c)

Ciascuna commissione d'esame o di concorso sulla base di informazioni e criteri generali elaborati ai sensi della

lettera a). d) Altro. In questo caso, potete illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________ Risposta: Nessuna Motivazioni: Non riteniamo utile differenziare il valore dei titoli di studio, in quanto crediamo, come scritto nel quesito 11, che sia sbagliata la differenziazione in quanto tale. ________________________________________________________________________________________________

Tematica IV: Questioni ulteriori Quesito 15 Avete ulteriori osservazioni o proposte sugli argomenti discussi in questo documento o su ulteriori temi o questioni che ritenete connessi alla materia del valore legale del titolo di studio (max 1000 caratteri)?

Qui di seguito proponiamo una serie di risposte possibili da noi elaborate per esplicitare il nostro parere contrario alla cancellazione del valore legale del titolo di studio. Prendete spunto da queste proposte, modificatele e combinatele assieme, in modo da inviare un parere netto contro qualsiasi abolizione del valore legale del titolo di studio.


direzione: la cancellazione del valore legale del titolo di studio, alcune domande sono volutamente faziose e ingannevoli. Sono contrario all'abolizione del valore legale del titolo di studio perché... … credo che il titolo di studio sia una garanzia a tutela della qualità del sistema formativo per lo studente e la cittadinanza, inoltre il valore legale del titolo non è un privilegio, anzi serve per met­ tere tutti allo stesso punto di partenza ma non avvantaggia nessuno. Inoltre sono contrario perché... … l'abolizione del valore legale eliminerebbe quella garanzia esercitata dal controllo statale sui re­ quisiti minimi necessari per accedere agli ordini professionali, primo strumento per garantire la professionalità del lavoro degli stessi. … non esisterebbe più nessun controllo della qualità della formazione se non quella stabilita da soggetti o enti privati, con il rischio di incentivare la selezione delle persone in base a criteri arbi­ trari. … si creerebbero atenei di seria A con corsi di formazione di avanguardia e master di eccellenza con tasse universitarie elevatissime, accessibili a pochissimi, e atenei di serie B, C e D, con percor­ si di formazione meno qualificati e con meno possibilità per gli studenti di accesso al mondo del lavoro. … l'abolizione del valore legale del titolo di studio favorirebbe l'accreditamento per fama degli ate­ nei, viziando così la scelta dell'università in cui studiare da parte dello studente a seconda della reputazione, senza però che vi sia necessariamente una corrispondenza con la qualità delle offerte formative valutate dal Ministero. … con un'università sotto-finanziata come quella di oggi, a seguito dei tagli all'istruzione di questi ultimi anni da parte del governo Berlusconi, verrebbero penalizzati ulteriormente gli atenei già in difficoltà, spesso situati al sud, che se il valore dei titoli di studio fosse differenziato in base alla sede dell'università si ritroverebbero ulteriormente svantaggiati, e ne subirebbero i danni le miglia­ ia di studenti di quegli atenei che da un giorno all'altro si ritroverebbero con un titolo di studio svalutato. … la logica dell'abolizione del valore legale, insieme a quella del reclutamento permesso soltanto da un innalzamento delle tasse universitarie (materia del Decreto attuativo n.437), porterà gli ate­ nei ad un aumento ingiustificato della contribuzione studentesca, minando l'accesso ai saperi per gli studenti in difficoltà economiche. Gli effetti di questo meccanismo verrebbero inoltre amplificati dalla mancanza di finanziamento degli enti che garantiscono il diritto allo studio e la mobilità. … la qualità dell'università non si sviluppa favorendo la competizione estremizzata tra atenei che, per natura, presentano metodi didattici diversificati e sviluppano settori di ricerca differenti. An­ drebbero invece certamente favoriti ed implementati i vari programmi di collaborazione tra Atenei, in materia di didattica e di ricerca. … senza un diritto allo studio che consenta di scegliere dove studiare a seconda dei propri interes­ si personali e senza la copertura totale delle borse di studio, gli studenti senza adeguate possibili­ tà economiche vedrebbero ancor più ridotte le possibilità di frequentare le future università di se­ rie A e quindi la mobilità sociale sarebbe ulteriormente bloccata, ghettizzando questi studenti in università non adeguatamente formative. … credo che la competizione tra gli atenei debba svilupparsi sulla qualità della didattica e della ri­


debbano essere adeguatamente finanziati. Queste sono solo alcune delle risposte possibili, ma tante altre possono essere da voi sviluppate, l'importante e continuare a lottare per difendere la scuola e l'università. NON FACCIAMOCI INGANNARE! #NOI VOGLIAMO CONTARE

Qui di seguito pubblichiamo alcune informazione che speriamo possano essere utili a chiarire tutti i dubbi in merito all'abolizione del valore legale del titolo di studio. Cosa si intende per valore legale del titolo di studio? In Italia al titolo di studio si attribuisce un valore legale, cosa che non avviene in altri paesi euro­ pei, viene quindi sancita l'equiparazione tra tutte le lauree ottenute sul territorio nazionale senza distinzione di sorta, purché conformi ai regolamenti ministeriali. Una laurea conseguita all'università di Foggia viene quindi equiparata ad una laurea ottenuta all'u­ niversità di Milano, questo permette a tutti gli studenti di sapere che il loro titolo di studio è con­ forme a determinati parametri formativi determinati dal ministero dell'istruzione. Questo determina l'obbligo della laurea per l'accesso alle professioni come per la partecipazioni agli esami di stato, per diventare avvocato sarà quindi indispensabile essere laureato esclusiva­ mente in giurisprudenza, in quanto questo garantirebbe il possesso di determinati conoscenze, allo stesso modo un medico deve per forza possedere una laurea in medicina. Bisogna inoltre tenere conto che n Italia non esiste una legge specifica che disciplini la questione, ma un insieme di norme, questo rende ancora più complesso il tema della cancellazione del valore legale.

Chi lo vuole cancellare? Il dibattito sull'abolizione del valore legale del titolo di studio nel nostro paese è aperto da tempo. Tra i più favorevoli alla cancellazione del valore legale del titolo di studio ritroviamo politici e do­ centi appartenenti ad un ampio schieramento politico, spesso bipartisan, i quali sostengono che la cancellazione del valore legale del titolo di studio aumenterebbe la competizione tra gli atenei, permettendo agli studenti di scegliere le università con una migliore qualità della didattica e au ­ mentando quindi la competizione tra gli studenti oggi ingessata a causa del valore legale del titolo di studio . A favore dell'abolizione si è sempre schierata Confindustria che ritiene restrittivo attribuire ai titoli di studio un valore uguale su tutto il territorio nazionale, in quanto questo limiterebbe la concor ­ renza e la selezione del personale su basi meritocratiche A favore della cancellazione del valore legale si espresse il ministro dell'istruzione e dell'università Maria Stella Gelmini, che avvio un lavoro istruttorio in tal senso, bloccata dalla caduta del governo Berlusconi e successivamente il premier Monti, che essendo espressione degli interessi delle elite economico-finanziare che precedentemente sostenevano Berlusconi non ha esitato a schierarsi


Perché siamo contrari? Oltre a tutte le risposte scritte precedentemente crediamo che l'abolizione del valore legale del ti­ tolo di studio non aprirebbe la strada ad una maggiore qualità dei processi formativi, ma anzi au­ menterebbe la competizione tra gli atenei, creando atenei di serie A, dove studiare costerebbe moltissimo e atenei di serie B con costi molto più limitati, creando una dualità nel sistema formati­ vo del nostro paese assolutamente dannosa per tutti quegli studenti che non potendo permettersi costosi master o anche solo normali corsi di laurea in “prestigiose università” sarebbero costretti a non poter accedere ad una formazione di qualità. Inoltre chi sostiene l'abolizione del valore legale del titolo di studi la giustifica sottolineando come così si eliminerebbe il vincolo posto nei concorsi pubblici e la verifica del solo requisito di merito nella prova d'esame. Giova ricordare a tal proposito che: 1) nella maggior parte dei concorsi pubblici, il voto di laurea incide in misura estremamente mino­ re rispetto alla preparazione mostrata dal candidato nel corso delle prove (scritta e/o orale) 2) un sistema siffatto aprirebbe a maggiore discrezionalità all'interno delle procedure concorsuali, con il rischio che candidati meno preparati di altri siano avvantaggiati non per le loro esperienze professionali ma per amicizie o le relazioni di cui godono, problema questo già esistente nel nostro paese ma che senza neppure la tutela di un valore legale del titolo di studio, si amplierebbe note ­ volmente. Riteniamo importante ribadire che il valore legale del titolo di studio non può essere visto come un privilegio o un ostacolo alla valutazione delle reali capacità di una persona, ma anzi intendiamo sottolineare come esso serva a far partire tutti dallo stesso punto di partenza senza avvantaggiare nessuno, in particolare chi si è potuto permettere durante il suo percorso formativo di studiare in università più prestigiose, o semplicemente con delle rette più alte, perché aveva delle elevate possibilità economiche. All'interno del settore privato infatti la selezione già oggi avviene in base al curriculum o ad altri criteri, mentre nel pubblico il valore della laurea è solo una garanzia minima contro la completa ar­ bitrarietà della selezione. Queste motivazioni potrebbero già essere sufficienti per comprendere come si tratti di un'idea che ha come unico obiettivo una competizione sterile tra università. Vogliamo però ribadire come attualmente gli Atenei versano in situazioni differenti e vi è una netta differenziazione sulle modalità di finanziamento degli stessi. In un sistema concorrenziale, come quello proposto da chi sostiene la cancellazione del valore le ­ gale del titolo di studio, si determinerebbe un ulteriore penalizzazione delle Università, in gran parte meridionali, che negli ultimi anni hanno subito tagli per effetto da un lato di criteri molto di­ scutibili e dall'altro per scelte politiche sbagliate o addirittura troppo corrette: Il governo oltre inoltre oltre a sostenere la proposta di abolizione del valore legale del titolo di stu­ dio ha inoltre approvato una serie di decreti volti ad aumentare le tasse universitarie, misura so­ stenuta da chi, docenti e politici di formazione liberale, ritiene che l'università si debba aprire ad un mercato perfettamente concorrenziale: liberalizzando le tasse, aprendo ai prestiti d'onore, vere e proprie forme di indebitamento studentesco che stanno rovinando un'intera generazione negli


Per garantire quindi una formazione di livello elevato secondo l'opinione chi sostiene tale proposta si dovrebbero alzare le tasse e far indebitare gli studenti all'interno di un sistema in cui l'unica ga­ ranzia della qualità del sistema di istruzione sarebbe determinata dalle preferenze delle aziende e delle industrie private. Se mai si verificasse una situazione come quella prospettata e tenendo conto della situazione at ­ tuale, uno studente senza elevate possibilità economiche di un piccolo paese del sud Italia per ot­ tenere una formazione di qualità in grado di permettergli di migliorare le sue condizioni di parten ­ za dovrebbe quasi sicuramente andare a studiare in un ateneo qualificato del Nord, scegliendo un corso di laurea con tasse universitarie molto alte e indebitandosi pesantemente, senza poi nessu­ na garanzia reale che il suo titolo di studio gli possa essere riconosciuto alla pari di quello di un altro studente anche solo per un concorso in un ente pubblico. Se il governo dovesse procedere su questa proposta si darebbe il via libera alla più spaventosa delle liberalizzazioni, l'introduzione di un modello universitario americano basato sulla competizio­ ne costante tra gli studenti che a nostro avviso non farebbe altro che aumentare le disuguaglianze.

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