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03 rivista mensile gratuita per le nuove tendenze: musica sport moda hi-tech eventi cinema letteratura arte

www.resetmagazine.ch

trend.setters Christiania - Love and chaos

hi.tech Pesci digitali

trend.setters Bambole cattive

free.style Nitrolymp’X 2004

04.2004

faster


Paul Virilio Non so come mai ma per il numero pasquale di re.set mi viene spontaneo essere critico su quello che succede nel mondo, mi devo sfogare. Gia l’anno scorso abbiamo proposto una colomba pasquale con l’ala spezzata e una simpatica panoramica sulla “gita” degli americani in Medio Oriente. Forse visto il nostro calendario cattolico la Pasqua ci induce ad essere più riflessivi e saggi, e questo succede anche ad un ateo come me! Quindi parliamo di velocità, sempre più faster, in chiave critica e di riflessione sociale. Non v'è dubbio, il mondo gira sempre più vorticosamente e nella corsa per restare attacati ad esso molti si perdono lo spettacololo avvertendo così un profondo senso di frustrazione, con pesanti ed inevitabili conseguenze. Spesso i problemi da risolvere si susseguono ad ritmo talmente incalzante che non si è in grado di affrontarli nel dovuto modo, e non avendo abbastaza tempo si opta per soluzioni pragmatiche, dette anche “mezze” soluzioni... oppure dovendo giudicare si sparano sentenze sulla spinta della prima emozione senza mettere in funzione quel poco di cervello lucido che ci rimane. Ho l’impressione che molti partano così di fretta da casa da dimenticarsi proprio di accenderlo questo cervello, maschereando così la propria ottusità con il fatto di essere “impegnati”. Lo so, sembro cattivo, ma quello che dico lo vedo tutti i giorni, se ci si soffermasse un pò di più sulle cose che destano la nostra attenzione, spendendoci un pò più di tempo per capire, eviteremmo molte incomprensioni, e paradossalmente perdite di tempo. D’altra parte non ci può enteressare tutto, se non abbiamo tempo non inventiamocelo, perché lo ruberemmo ai nostri sogni. Morale: non rompete le palle al prossimo a scapito dei vostri sogni, non è salutare.

editoriale

“Stiamo perdendo il mondo a causa della velocità”


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trend.setters Report - Christiania Love and chaos Report - Bambole cattive Report - Intramontabile molletta & Miss Insubria

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free.style Report - Racers - Storie di uomini con la velocità nel cuore 014 Report - Graffiskate 2004 015 Report - Nitrolymp'X 2004 016 hi.tech Cybercorner- Pesci digitali Cyberflash Webcorner & Websoft Games - Due mondi a confronto - Cinema e videogiochi Gameflash

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re.view

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re.play Dischi - Recensioni Report - The Vines & John Frusciante Report - Cypress Hill & Informer Report - Kurt Cobain & Falene Report - Carta della musica svizzera & Demo on-air Live - Concerti Jazz di Rete Due & Localcorner live Live - Roger Rotor & Primitive rock’n’roll

026 032 033 034 035 036 038

re.vision Cinema - Honey & Van Helsing Cinema - Nói Albinói Cinema - HamburgerHollywood Nextscreen & The Passion of Christ Rassegne

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re.ad Libri - Recensioni Report - J.G. Ballard - Millenium People Comics - Gran Googaly Moogaly!

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travel travel - Ma De Niro guida ancora il taxi a New York?

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re.art Teatro - Agenda Mostre - Agenda Report - I cento anni di Salvador Dalì Gallery - L'opera visuale di Patti Smith Concorso di fotografia

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Abo Impressum

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Foto di copertina by stoner


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mail

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Spettabile redazione, in merito al vostro articolo nel numero di re.set di marzo sulla Pubblicità e Censura avrei qualche considerazione da fare. La pubblicità sta assumendo delle forme plasmabili, adattabili all'esigenza del momento. Per ogni prodotto gli studi in merito si fanno via via più agguerriti ed invadenti, fino a trovare delle soluzioni alternative a quelle classiche. E quindi non c'è scampo per i detrattori, il marketing pubblicitario non avrà mai fine. Ho i miei dubbi sull'efficacia dei divieti che stanno nascendo in merito alla pubblicità diretta ai consumatori di sigarette ed alcool. Logico che incentivare questi vizi tramite promozioni trendy e dal forte impatto visivo sia controproducente nei confronti della salute dei consumatori, ma, secondo me, è altrettanto pericoloso proibirne completamente la visibilità mediatica. Tutti sanno che le cose "proibite" sono quelle più ricercate ed ambite, soprattutto dai giovani. Un esempio: l'applicazione di avvisi in stile "mortuario" sui pacchetti di sigarette acquistati nei paesi dell'Unione Europea viene facilmente aggirata dai consumatori collocando i pacchetti o il loro contenuto in porta-sigarette attualmente in commercio secondo l'antica legge "occhio non vede, cuore non duole". Portasigarette che, tra l'altro, stanno diventando oggetto di collezionismo. L'impressione è che queste proibizioni siano un pretesto per rendere più difficile la vita alle multinazionali del tabacco e degli alcoolici, non di certo per salvaguardare la salute pubblica. Tuttalpiù l'intenzione vera è di salvaguardare le casse sociali adibite alla salute pubblica.

Fumare e bere ci fa male, di questo siamo consapevoli tutti, ma che dire dell'inquinamento? Allora proibiamo la pubblicità delle case automobilistiche. E che dire delle malattie sociali, come l'obesità e il colesterolo alto? Proibiamo la pubblicità della cioccolata svizzera! E non dimentichiamoci degli scompensi che i tacchi alti provocano alle schiene delle donne alla moda... via allora dalle riviste le promozioni degli stilisti più in voga. Proibire la pubblicità di tabacchi e alcool? Allora eliminiamo TUTTA la pubblicità, anche quella dei pannolini per bebé. Per chi non lo sapesse i pannolini ci mettono centinaia d'anni ad essere eliminati dal nostro ambiente, sono uno dei prodotti più deleteri per il nostro eco-sistema. Con i miei più cordiali saluti. Guido Antognini

Cara Gabi, quale "veterana" della scena musicale ticinese, che ne pensi della polemica che è sorta per la concomitanza dell'Estival Jazz 2004 ed i grandi concerti che si svolgeranno durante gli stessi giorni in Piazza Grande a Locarno? Ho letto da qualche parte che Locarno ha fatto bene ad accettare quest'eventualità unica nel suo genere, visto che la Good News è specializzata in questo genere d'eventi e che qui in Ticino non c'è nessuno che sia in grado di sostenere un'organizzazione simile. Tu hai qualche opinione in merito? Nella speranza di una tua risposta un augurio di buon lavoro. Fabiano Corti

Penso che le due manifestazioni siano differenti e che non abbiano da sentirsi minacciate a vicenda, anche perché l'Estival Jazz è una manifestazione gratuita, mentre i concerti che saranno organizzati dalla Good News di Zurigo in Piazza Grande a Locarno sono a pagamento: un biglietto costa dai 60 ai 75 franchi circa. Quelli che andranno a vedere gli ospiti in Piazza Grande ci andranno per passione sull'ospite della serata, e deve essere una passione molto convinta visto che il biglietto d'entrata non è a buon mercato. Mi metto nei panni di un padre di famiglia con due figli e moglie. Che sceglierebbe secondo te? Spendere globalmente 240 franchi solo per un concerto di (se gli va bene) un’ora e mezzo in piazza Grande, o passare gratuitamente tutta la serata a Lugano durante l'Estival, potendo così permettersi una pizza per tutti? L'Estival non perderà pubblico perché ha un'identità tutta sua, un'atmosfera inimitabile alla quale i ticinesi sono molto affezionati.

ERRATA CORRIGE

Sul numero di marzo di re.set in questa pagina sono state pubblicate delle immagini riguardanti Critical Mass Ticino senza menzionare la fonte di provenienza. Le foto in questione sono copyright di Indymedia.org. Ci scusiamo con gli interessati per la svista redazionale.


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trend.setters di apache

Christiania

Love and chaos

Nel 1970 a Copenaghen naque una città-utopia unica al mondo caratterizzata da una magica miscela d'anarchia e fratellanza universale. A trentaquattro anni dalla fondazione questa città libera combatte la sua ennesima battaglia.

Christiania naque in una caserma militare dismessa nella vicina periferia di Copenaghen, Danimarca. All'inizio il quartiere smilitarizzato fu usato da hippies, freaks ed artisti come luogo per i loro happening, esposizioni e spettacoli d'arte. In seguito arrivò il movimento degli squatters, bisognosi di un posto ideale per realizzare i loro sogni di libertà. La voce girò velocemente ed in breve tempo una massiccia aggregazione di persone di varia estrazione sociale si ritrovò in quel luogo a creare una società basata sulla vita in comune e sulla libertà. Agli inizi la polizia cercò di disperdere gli occupanti, ma l'area era troppo vasta come ormai erano tanti gli occupanti. Il parlamento dapprima accettò quest'esperimento sociale, ma già nel 1973 ne propose lo sgombero, senza successo. Nel frattempo Christiania si era già organizzata come un vero quartiere instaurandovi i propri valori e integrandosi nella vita sociale di Copenaghen. Le dimensioni dell'area stessa ed il numero crescente degli abitanti furono i motivi per la suddivisione dell'insediamento in dieci aree minori e per l'istituzione di un primo nucleo d'autogoverno, il cosiddetto Common Meeting.

Nel 1974 una cittadina di Christiania addirittura entrò nel partito politico femminista arrivando fino al consiglio comunale, scatenando così il panico in seno alla politica di Copenaghen. La storia di Christiania è costellata da un originalissimo attivismo politico che, manifestandosi con varie azioni di disturbo atte a ridicolizzare con ironia il potere e il consumismo, ha conquistato l'affetto ed il plauso di molti concittadini. Tantissimi i suoi sostenitori: per esempio il National Museum danese pubblicò un libro su questa comunità alternativa, ed architetti e urbanisti hanno in varie occasioni dimostrato il loro entusiasmo verso le idee della città libera. Com'è successo anche alle nostre latitudini, la faccenda degli autonomi diventò una patata bollente che Stato e Municipio si passavano vicedevolmente. Nel 1976 arrivò il terzo ordine di sgombero, ma ancora una volta Christiania seppe sollevare una manifestazione di massa a suo favore, e lo sgombero fu sventato in extremis.


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repor t La lotta continuò nel 1978 con una sentenza della corte suprema contro gli occupanti, di nuovo vennero mobilitate le folle e conquistati seggi in consiglio comunale in occasione delle elezioni, mentre il parlamento non trovava il modo di eseguire la chiusura della comune. Così negli anni seguenti fu strumentalizzata la lotta contro la droga in una caccia alle streghe che permise allo Stato di disturbare pesantemente la vita agli autonomi, tra i quali la marjuana è tollerata, ma non le droghe pesanti. Iniziò così un'altra lotta di Christiania contro lo Stato da una parte, e contro spacciatori e tossicomani all'interno della comune dall'altra. Nel frattempo attorno al fulcro di Christiania si affermò una rinomata realtà artistica e creativa, soprattutto con la poesia, il teatro e la musica, come per esempio al Musikloppen e alla Den Grå Hal, o al teatro gay Børneteatred. Il famigerato quartiere divenne sempre più organizzato ed accettato dall'opinione pubblica: alle autorità non restò che accettarne l'esistenza e nel 1990 venne elaborato un accordo di massima tra le parti. La polizia continuò la sua battaglia contro la marjuana e nel 1992 mise sotto sorveglianza la zona per otto mesi con settanta agenti. Questo dissidio con la polizia è terminato solo a gennaio di quest’anno, a risolverlo sono stati gli stessi "canapari" che di propria iniziativa hanno raso al suolo Pusher Street con tutti i suoi fumosi negozietti. Come una qualsiasi città Christiania ha emesso un bando di concorso pubblico per la riqualificazione urbanistica della zona.

Ora nella grande comune lo spaccio di marjuana e derivati avviene come in qualsiasi altra città europea, sulla strada ed in appartamenti privati. Questo importante gesto sembra però non essere bastato per attenuare i dissapori con le autorità, a marzo è partito l'ennesimo ordine di sgombero e Christiania si appresta oggi ad affrontare l'ennesima battaglia per difendere un ideale che ha saputo resisitere fino ad oggi. Quale sarà il futuro di Christiania? Resisterà anche a quest'ennesimo attacco della neo-morale che sta serpeggiando per l'Europa? Le nuove generazioni sapranno raccogliere e difendere l'eredità di questo sogno? Lo sapremo al termine di questo ennesimo braccio di ferro tra Libertà e Stato Informazioni su: www.christiania.org

Christiania bikes Tra gli esperimenti più riusciti di Christiania c'è la totale assenza di traffico all'interno della freetown, difatti un immenso striscione all'entrata chiede una città senza macchine. Automobili e motociclette sono bandite, e la bicicletta rimane l'unico mezzo privilegiato di locomozione utile per spostarsi all'interno e al di fuori della comune. Tra le attività di Christiania la fabbricazione di biciclette è la più fiorente. Qui ha sede uno dei più famosi marchi di biciclette della Danimarca, la Pedersen, che vende modelli

molto strani ma tutti assai comodi e maneggevoli, richiesti in tutta Europa e anche oltreoceano. Possedere una di queste bici è quasi un privilegio a Copenaghen, sia per il prezzo, sia per la limitata produzione. Tra le più apprezzate c'è la versione familiare: una bicicletta con un contenitore davanti capace di accomodare bambini, animali e capienti buste della spesa. Questa versione è pure adattata a varie esigenze professionali, ideale per rivenditori di gelati, fattorini, pony-express, mercanti ambulanti… una bicicletta unica al mondo. Info su: www.christiania-bikes.nl


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repor t

trend.setters di apache

Bambole cattive E' notizia recente l'annuncio arrivato come un fulmine a ciel sereno della casa produttrice di giocattoli Mattel: Barbie si è separata da Ken. Dopo quarantatre anni d'unione finisce l'idillio tra due leggendari personaggi che hanno conquistato milioni di bambine in tutto il pianeta.

La notizia è sconcertante: la nuova Barbie è (finalmente) unpolitically correct? Di certo ora la sua fama di brava donnina non è più così immacolata! Questo è il risultato di una strategia di marketing destinata a "sporcare" l'immagine della bambola più conservatrice che ci sia, donandole così un tocco attuale e anticonformista. Sì, perché oggi la concorrenza è agguerritissima, e alla biondina tutta miele e panna è restato ben poco spazio nei giochi delle bambine moderne e al passo con i tempi. Le bambole sono appannaggio di tutte le bambine del pianeta, ma non solo. Sono anche oggetto di culto di collezionisti adulti da tutto il mondo. Ma la bambola non è solo un gioco o una passione, è anche un feticcio utilizzato in ambiti molto differenti. Tutti abbiamo sentito parlare delle bamboline voodoo, vero? Combinate tutti questi fattori assieme: bambine moderne, collezionisti feticisti, simboli esoterici. Ecco quindi le nuove bambole cattive.

Attorno alle Bratz si è formata una vastissima comunità d'adoranti estimatori di tutte le età che si ritrovano sul sito www.bratz.net per divertirsi a giocare virtualmente con queste scatenate dolls. Se la Barbie ha incarnato il prototipo della donna casa e famiglia, le Bratz incarnano l'ideale di ragazza forte, emancipata, che non si ferma di fronte a nulla. La scelta non si sofferma soltanto su queste bambole dalla forte carica sessuale, le bambine dai gusti forti (e sono davvero una moltitudine) hanno anche la possibilità di baloccarsi con le inquietanti e minacciose Living Dead Dolls.

La Mattel ha ben da tremare di fronte all'invasione di questo nuovo trend che si consuma nelle camerette dell'infanzia o nelle vetrine degli amatori: bamboline e pupazzi che sfoderano un look aggressivo, all'ultimo grido per costume ed attitudine, e con una decisa tendenza a giocare con il lato oscuro di tutti noi, piccoli e grandi.

Questo marchio ideato da Ed Long e Damien Glonek, due intraprendenti giovani americani appassionati di film dell'orrore, ha sviluppato una numerosa famiglia di bambole in plastica o in porcellana che impersonano streghe, diavolesse, zombies e altre amene tremende creature: le Living Dead Dolls (come il nome fa intendere) sono persino fornite di un certificato di morte. (www. livingdeaddolls.com). Il mercato della bambolina "gotica" sta andando a gonfie vele, difatti tra gli adulti sono ricercatissime come dei tesori da collezionare le bambole freaks prodotte artigianalmente, cioè cucite a mano, come le stralunate e arrabbiate Damned Dolls, oppure le contorte pupattole pro-

Le più grandi concorrenti di Barbie sono le Bratz, sei sexy bad girls che sfoggiano abiti fashion dal glam sfrenato ed innumerevoli accessori dal design più attuale.

dotte in pezzi unici del marchio Elizabeth McGrath. Grazie ad un gusto retrò, molta fantasia ed accuratezza nella confezione, questi mostri di pezza sono diventati preziosissimi (e costosi) oggetto di culto.

Paura che i più piccoli si spaventino? Nessun timore, si possono già abituare fin dai primi giochi con i Naughty Naughty Pets che trovate su www.scariystories.com, dei peluches sgraziati come Handsome Hook, il cane dallo sguardo spaventato a cui manca un piede, o come il mostriciattolo ringhioso e strabico Dig Ivan. Statene sicuri: con questi bambolotti tra le braccia, gli "angioletti" dormiranno sogni tranquilli…


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report

trend.setters

Intramontabile molletta Per anni relegata ad un ruolo "invisibile", oggi la molletta per i capelli torna alla ribalta esponendosi a vista sulle acconciature. Il ritorno del trend dei capelli più lunghi e lisci s'accompagna con il nuovo look proposto dagli stilisti, dove il glam anni '80 si abbina ai colori pastello e alle forme del trend rock'n'roll anni '50. Uno stile che permette di cambiare aspetto senza dover ricorrere alle forbici del parrucchiere, difatti si possono raccogliere i capelli, evidenziando così viso e collo. Ci sono numerose maniere per "legare" i capelli. Se si amano acconciature semplici e pulite, si può fare una coda di cavallo con una riga di lato, molto bassa. Quest'acconciatura è facile da realizzare e di grande effetto. Oltre alle acconciature semplici come la coda di cavallo, sono di moda anche le pettinature raccolte più piene, cotonate e ricercate, un po' stile Brigitte Bardot, talvolta con più volume sul centro della testa ed in ogni caso molto femminili. Uno stile di sicuro effetto, elegante e passe-partout.

Per realizzare queste acconciature si possono utilizzare delle mollette, le protagoniste del look della stagione. La molletta è un accessorio che non è mai caduto in disuso, nato nella notte dei tempi e che nel corso della sua esistenza si è adattato in innumerevoli modifiche seguendo mode e stili. Essendo le mollette (e le forcine) utili a mantenere stabili le pettinature più elaborate, è indiscussa la loro necessità tra gli strumenti di seduzione d'ogni donna. Fuori moda invece è la molletta grande a pinza, spesso colorata e di varie forme, utilizzata negli ultimi anni da tutte per raccogliere i capelli in una crocchia (spesso disordinata) dietro la testa. Se volete essere alla moda, allora è meglio utilizzare la pinza-molletta esclusivamente a casa. Le mollette che si possono trovare oggi hanno forme diverse e colori variati da abbinare alle tinte dell'abbigliamento, o addirittura diventano simpatici oggetti di bigiotteria, impreziosite da strass oppure perline. Scatenate la vostra fantasia, tra le mollette esposte nei supermercati c'è solo l'imbarazzo della scelta!

Accessori per capelli di H&M

Miss Insubria

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Stefan ia Aqu Miss In subria ilino Jeans in caric a

Una miss che rappresenti il nostro territorio, comprendendo naturalmente anche quello dei cugini oltre frontiera. Questa l’idea dell’agenzia Mediaplanet di Bellinzona. Miss dei Laghi e Miss Insubria Jeans sono i concorsi di bellezza organizzati dall'agenzia in collaborazione con municipi, enti e vari sponsor della Regio Insubrica. Si vedranno incoronate giovani donne che rappresentano la bellezza della nostra regione, esibita con simpatia ed intelligenza.

L’agenzia Mediaplanet si occupa delle giovani in maniera seria, professionale e coscienziosa, guidandole con sensibilità ed accortezza nei primi passi dell’intricato ed esigente mondo della moda. Miss Insubria attraversa il territorio dell'Insubria con un tour di 25 tappe tra discoteche, locali, feste e centri commerciali. Durante le selezioni le concorrenti di Miss Insubria - La Miss dei Laghi si propongono in abito casual, elegante e in costume da bagno. Passaggio soltanto in casual ed elegante invece per le candidate di Miss Insubria Jeans. Ad ogni selezione viene assegnata, tramite una giuria qualificata sul posto, una fascia alla prima classificata della serata. La fascia vinta permette il passaggio alla semifinale, dove si ritroveranno tutte le vincitrici delle varie fasce e sarà determinato il passaggio alla finale in piazza della Riforma di Lugano del 4 settembre 2004. Chi non si classifica al primo posto ad una tappa del tour potrà riprovare alle altre. Possono partecipare al concorso Miss dei Laghi le ragazze tra i 17 e i 25 anni (compiuti nel 2004) di bella presenza, alte almeno 169 cm, con domicilio sul territorio della Regione Insubrica (intesa come il Canton Ticino e le Province di Como,

Varese e Verbano-Cusio-Ossola) e di nazionalità svizzera o italiana. Miss Insubria dedica uno spazio alle ragazze più giovani, denominandolo Miss Insubria Jeans.Vi possono partecipare le ragazze che compiono 16 anni nel 2004 di bella presenza, con domicilio sul territorio della Regione Insubrica di nazionalità svizzera o italiana. Le iscrizioni per l'edizione di quest'anno sono aperte. Tutte le iscritte verranno contattate dall'organizzazione per un primo colloquio. L'iscrizione a Miss Insubria - Miss dei Laghi e Miss Insubria Jeans non è vincolante. Fatevi sotto, ragazze, è il vostro momento!

Per iscrizioni ed informazioni: tel. ++41(0) 91 835 51 02 cell. ++41(0) 79 612 96 81 e-mail: info@missinsubria.ch www.missinsubria.ch Le tappe in programma per aprile: venerdì 16 Discobar Temus - Serocca d'Agno sabato 17 Autoinespo - Biasca venerdì 23 e domenica 25 Espo Ticino - Bellinzona


TWO SIDES

ONE NATION


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free.style di damiano merzari

Storie di uomini con la velocità nel cuore. Michele Lupi Racers Feltrinelli Traveller (2003)

Valentino Rossi

Max Papais

Il libro parte alla grande, con l’incontro tra l’autore Michele Lupi e Valentino Rossi. Il pilota viene intervistato nel suo appartamento londinese, e con in sottofondo London Calling dei Clash parla di donne, musica, film, e naturalmente di motori. Particolarmente impressionante e avvincente è il racconto della sua prima esperienza con una moto GP quattro tempi che con un fare quasi ironico racconta così: ”Ero in Australia, a Philip Island, dove il rettilineo ti permette di raggiungere velocità mostruose. Se con le vecchie 500 due tempi arrivavamo a 305 chilometri orari, con la nuova RC 211V toccai subito i 320 all’ora - a quella velocità, 5 chilometri all’ora di differenza sono un’enormità. Dato che il rettilineo di Phillip Island ha un dosso e la parte finale termina in discesa, le prime volte che arrivavo sul dosso mi si staccavano i piedi dalle pedane, perché in quel momento, quando mi alzavo per la frenata, il flusso d’aria m’investiva dritto sul petto, s’incuneava tra me e il cupolino e poi andava a infilarsi sotto il sedere, scaraventandomi in aria. La sensazione di saltare via dalla moto era davvero impressionante”. L’autore nei ventuno capitoli successivi viaggia alla ricerca di personaggi e testimonianze che gli svelino le diverse facce nascoste dietro la velocità. Tra le righe non solo moto e auto, ma anche alpinismo, vela, subacquea, per arrivare a raggiungere anche un tipo di velocità diversa da quella a cui normalmente facciamo riferimento, ma altrettanto affascinante. Non importa se per andare veloce ci si serva di una pista d’asfalto o di uno sconfinato oceano, l’importante è superare il limite ed essere protagonisti di un’esperienza che ti cambi la vita. Ogni storia, ogni incontro, ogni viaggio sono raccontati e descritti in modo da far trapelare fortemente la personalità di ciascun personaggio e in quale ambiente si trovi. I racconti in prima persona dei diversi interventi ci rendono quasi coinvolti nella discussione e rendono alcune citazioni così autentiche da capire esattamente le emozioni di chi le sta raccontando. “In curva a 400 chilometri orari di sangue al cervello ne arriva poco” (Max Papis, pilota F.Indy). "Atterrai, sentii le ossa andare in frantumi e urlai. Tutto tacque, poi il dolore esplose" (Joe Simpson, scalatore). "Ogni tre secondi facevo un chilometro" (Andy Green, record di velocità su terra, 1266 km/h). "A 390 chilometri orari hai un solo pensiero: speriamo che non succeda niente" (Mauro Baldi, 24 ore di Le Mans). Questi elementi rendono il libro molto scorrevole, veloce, entusiasmante, appassionante, anche per un pubblico non forzatamente amante delle corse o delle alte velocità. In copertina Joey Dunlop. Re indiscusso delle gare motociclistiche cittadine e, a mio avviso, del libro. Ventitré vittorie consecutive al Tourist Trophy, che è più che una gara, è una furiosa lotta contro la morte, tra marciapiedi, muretti e cabine telefoniche. Birra, sigarette, rozzo, illetterato, riservato e sicuro di sé. Tutti lo ricordano cosi, dopo che nel luglio 2000 prese la strada del paradiso. Ciao Joey.

Joey Dunlop

Non sono uno che normalmente si fa influenzare dalle copertine dei libri. Questa volta è stato diverso. C’è qualcosa di magnetico nello sguardo di quel tipo in copertina. Chi sarà? Cosa guarda? Perché indossa una tuta da motociclista? Passo quindi al titolo. Racers - storie di uomini con la velocità nel cuore. Ecco che allora focalizzo e capisco cosa c’è di seducente in quello sguardo. Gli occhi! Quelli sono gli occhi di uno che la velocità l’ha vista da vicino, da molto vicino.


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report Graffiskate 2004 Sabato 24 aprile Siberia - Ascona Fun & Skate Park

La giornata è dedicata ai graffiti, con la possibilità di disegnare utilizzando delle bombolette spray, mentre per la parte sportiva il centro Siberia offrirà l’entrata gratuita a tutti, mettendo a disposizione una trentina di rampe per skaters, bmx e inline. Per l'occasione l'orario d'apertura del centro sarà prolungato, dalle 10 fino alle 23.

La tredicesima edizione della manifestazione Graffiskate è in fase d’allestimento: con la nuova ubicazione dell’evento presso la Siberia di Ascona, sabato 24 aprile l'animazione giovane non mancherà grazie a Diario e/o Tazebau. Torna come ogni anno la seguitissima manifestazione Graffiskate di Locarno, questa volta anticipata ad aprile per festeggiare l'inaugurazione del nuovo Fun & Skate Park presso la pista di ghiaccio Siberia d'Ascona. E' un’occasione unica che offre un ampio spazio per l’espressione sportiva e visuale dei giovani del Cantone e della vicina penisola.

La manifestazione è organizzata da Diario e/o Tazebau di Locarno in collaborazione con il municipio di Ascona, la ditta Brima SA, Regione Locarnese e Vallemaggia, Rivella, The Music Club, Euro 26, Info Giovani (DSS), Radio Fiume Ticino, ATMM e con il sostegno del servizio gioventù dell’Ufficio federale della cultura.

Le iscrizioni per partecipare come sprayer si chiuderanno il 19 aprile. Per informazioni in merito o per collaborare all'allestimento della manifestazione, basta telefonare ad Emilio Pozzi presso l'Ufficio Giovani (dalle 14 alle 18) al numero 091. 7561545, oppure inviare un e-mail a: info@tazebau.ch


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free.style

report

di stoner

Nitrolymp'X 2004 A tutto nitro

In prima linea troviamo la categoria Top Fuel Dragster, sono i veicoli più veloci dello sport motoristico e sono in grado di raggiungere i 470 chilometri orari in soli cinque secondi, la loro corsa dura circa quattrocento metri dopodiché si aprono i famosi freni-paracadute, gli unici in grado di fermare la corsa mantendo la stabilità di questi missili. Ad Hockenheim si possono vedere anche i motociclisti più forti al mondo lanciati a cavallo di motociclette da mille cavalli: queste Nitro Bike sono in grado di raggiungere i cento chilometri orari in un secondo. La gara si svolge anche in questo caso sempre sulla distanza classica del quarto di miglio (402.33 metri), la corsa di queste moto dura 6,5 secondi al termine dei quali la velocità raggiunta è di 300 chilometri orari. Oltre queste due classi regine, ci sono anche altre categorie, meno potenti ma altrettanto esaltanti che si avvicinano di più alla standard automobilistico e dove è anche particolarmente curato il lato estetico Quello che è interessante in queste competizioni di dragster è il contatto che si può stabilire con le scuderie ed i piloti, infatti l'accesso ai box non è esclusivo come nelle competizioni classiche e i fans possono avvicinarsi e comunicare con piloti e meccanici. Per appassionati della velocità sicuramente un'esperienza da vivere dal vivo almeno una volta nella vita, per gli assenti o per chi volesse un souvenir ogni anno viene pubblicato un Dvd con i momenti più esaltanti della tre giorni di Hockenheim. Chi fosse interessato può trovare tutte le informazioni sul Nitrolymp'X presso il sito www.dragster.de

Nitrolymp'X 2004 da 20 al 22 Agosto Hockenheim - Germania


La pi첫 grossa corsa di dragster in Europa si corre in Germania nel famoso circuito di Hockenheim. Dal 20 al 22 di agosto gli appassionati dello sport automobilistico pi첫 veloce del mondo potranno vedere in azione duecento corridori in un totale di mille corse.


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hi.tech di alessio cassis

Pesci digitali Una delle maggiori qualità attribuite ad Internet è sicuramente la libera circolazione delle informazioni. Chiunque abbia un’idea, una notizia o voglia semplicemente dire la sua, gratuitamente o con pochi spiccioli, ha la possibilità di far giungere la propria voce ad un grandissimo numero di persoAtlantic metrò

ne. La semplicità con cui le informazioni vengono divulgate su Internet hanno sicuramente aumentato la nostra libertà di espressione. L’informazione non è più un’esclusiva dei grandi network, e può quindi circolare senza restrizioni o controlli.

Questa grande indipendenza su Internet ha naturalmente il suo rovescio della medaglia. Montagne di dati spazzatura, pornografia, pedofilia e quant’altro. Internet è veramente lo specchio della società, per cui si può trovare il meglio e il peggio di quello che la razza umana ha da offrire; inutile quindi recriminare sui contenuti, quelli, siamo noi… In mezzo a tutto questo c’è un altro fenomeno, sicuramente non nuovo, ma che con la grande diffusione della Rete ha di molto acquistato visibilità e dimensioni: i falsi digitali, o le cosiddette bufale. E con il primo d’aprile appena passato, quale migliore occasione per parlarne.

Base lunare Google

Squalo domestico

Ce ne sono per tutti i gusti. Catene di Sant’Antonio caritatevoli, semplici truffe, vendita di prodotti inesistenti, trappole a concorsi, falsi annunci di virus e così via. Una dei primi hoax, cioè burla o imbroglio, di livello planetario ebbe luogo nel 2001. Un sito internet, www.bonsaikitten.com, offriva uno speciale prodotto che, iniettato all’interno di un gatto, ne rendeva morbide e malleabili le ossa rendendo così possibile cambiare l’aspetto del vostro amico a quattro zampe. Assieme a questo “ammorbidente” e ad un rilassante muscolare, venivano poi offerte delle pratiche forme di vetro per modellare il gatto prescelto. Il tutto veniva presentato con realistiche foto del trattamento, con il Aereo invisibile risultato finale di felini a forma cubica, cilindrica e via di seguito. Lo studente americano annoiato che ebbe l’idea di creare il bonsai kitten mai si sarebbe aspettato una reazione tanto imponente dall’opinione pubblica. Milioni di persone credettero a questa storia. Giornali e televisioni riportarono la notizia, per non parlare delle associazioni che iniziarono a raccogliere firme in forma di protesta e delle minacce di morte che ricevette il giovane creativo. Questa fu anche la conferma del potere di Internet e di come, un testo ben scritto e delle foto realistiche possano indurre la gente a credere anche in una notizia che, a posteriori, sembri soltanto la trama di un brutto film. Le catene di Sant’Antonio di e-mail con richieste di aiuto sono molto frequenti. Persone con figli o amici malati inviano messaggi alla ricerca di una cura o di un altro tipo d’aiuto. Alcune sono reali, ma molto spesso si tratta di falsi. Altre volte ancora, i buoni propositi della gente che riceve queste lettere, fa si che la catena vada avanti per anni, trasformando così una richiesta vera in un falso, poiché la necessità non sussiste più. Se ricevete una di queste e-mail e volete verificarne la validità, sono molti i siti che raccolgono informazioni su questo tipo di bufale, ad esempio www.attivissimo.net/antibufala/elenco.htm.


cybercorner

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Il famometro

Un altro tipo di hoax molto diffuso è quello del falso annuncio di virus. Di solito si tratta di un e-mail dai toni allarmanti in cui, dopo una breve descrizione del virus, si spiega alla vittima come si procede per individuare ed eliminare il codice maligno. “Cerca un file che si chiama xyz, se lo trovi cancellalo e svuota il cestino!”. 99 volte su 100 il file xyz sarà un file di sistema, cioè un elemento essenziale al funzionamento del sistema operativo, che se cancellato ne impedirà il corretto funzionamento. Se ricevete questo genere di messaggi non cancellate nulla e fidatevi del vostro anti-virus, che da utenti prudenti e disciplinati tenete sempre aggiornato. Anche in questo caso non è difficile trovare pagine web che segnalano questo tipo di truffe, che possono anche costare caro al portafoglio. Un sito che è famoso per i suoi pesci d’aprile è www.thinkgeek.com, e-shop d'accessori per fanatici dell’informatica. Il primo aprile 2002 sulle pagine di thinkgeek.com apparve un oggetto descritto come “infinite power supply”, vale a dire una sorgente elettrica inesauribile. Non occorre essere un fisico nucleare per capire che un gadget del genere non esiste, eppure ciò non ha impedito di richiederne l’acquisto da parte di centinaia di persone.

Gattone viziato

Per farsi un’idea di ciò che la mente umana può inventare da una parte, e quello che la stessa è capace di bersi come vero dall’altra, segnalo www.museumofhoaxes.com, sito che raccoglie alcune delle bufale più strane e più di successo nella grande Rete. Internet è un mezzo di comunicazione strabiliante, che ha il pregio dare grande spazio anche a realtà minori, ma data la natura spesso anonima dei suoi contenuti, è bene verificare ciò che state leggendo. Altrimenti correte il rischio di ritrovarvi a tentare l’acquisto di un’improbabile confezione di “acqua secca”.

Cyberflash Il decreto Urbani scatena un pandemonio

Il Governo svizzero prepara una legge contro lo spam

Ha scatenato una vera e propria sollevazione popolare il decreto del ministro ai beni culturali italiani, Giuliano Urbani. La nuova legge, approvata dal Consiglio dei ministri, è tesa a punire la violazione del diritto d’autore per mezzo delle tecnologie digitali, cioè il p2p. Pesanti multe sono previste anche per i provider, che dovrebbero sorvegliare i propri utenti e denunciarli in caso di attività illecite. Il decreto suscita critiche da più parti, anche perché oltre ad essere in conflitto con la normativa europea sul diritto d’autore, la nuova legge tutela solo i prodotti cinematografici, senza tener conto dei prodotti audio e della letteratura. Sono in molti quindi a pensare che il ministro Urbani abbia agito sotto la pressione di chi, in Italia, ha grossi interessi nel settore.

Seguendo l’esempio di Stati Uniti ed Unione europea, la Svizzera sembra decisa a dotarsi di una legge contro la corrispondenza elettronica indesiderata. Il Governo svizzero per la formulazione della legge si avvarrà della consulenza di Microsoft, che proporrà inoltre nuove soluzioni tecnologiche per arginare il fenomeno spam. Il progetto di legge, oltre a colpire gli autori materiali, vorrebbe punire anche coloro che lucrano e commissionano questi invii pubblicitari di massa. Si calcola che nella sola Unione europea, i costi derivati da investimenti tecnologici e perdita di produttività si aggirino sui 12.5 miliardi di euro annui e che l’amministrazione federale abbia speso quest’anno due milioni di franchi per filtrare ed eliminare le e-mail indesiderate.

Il PC peggio del WC

La grande corsa dei robot si trasforma in un fiasco

Una nuova ricerca dell’Università dell’Arizona conferma quanto già si sapeva da tempo. Tastiere, mouse e periferiche varie non vengono pulite abbastanza frequentemente, diventando così sito prediletto per sporcizia e batteri. In una postazione informatica vengono trovati germi in quantità 400 volte superiore a quella di un gabinetto mediamente pulito. Per esempio, su una tastiera trovano rifugio circa 3'300 germi per pollice quadrato. Il primato della sporcizia spetta però al telefono, che con i suoi 25'000 microbi per pollice quadrato, può diventare fonte di malattie. Come detto, il risultato della ricerca non sorprende più di tanto, nel 2000 un’altra ricerca stimava che all’interno delle tastiere britanniche si annidano complessivamente trecento quintali di sporcizia. Buon lavoro…

Tredici sofisticati robot realizzati dai campus più quotati, 280 chilometri da percorre nel deserto e un premio finale di un milione di dollari per chi avrebbe tagliato per primo il traguardo nel tempo massimo di dieci ore. Questo lo scenario di una gara unica nel suo genere, fortemente voluta dal DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) per spingere sulla ricerca di nuovi mezzi bellici. La competizione è purtroppo durata poco. Nove robot hanno dovuto abbandonare nei primi tre chilometri di percorso, a causa di guasti, cappottamenti e panne dei sistemi di navigazione satellitare. Mentre i due robot che si sono spinti più lontano hanno percorso appena undici chilometri.

Si moltiplicano i guai per Kazaa

Muore George Pake, fondatore dello Xerox Parc

La società produttrice di Kazaa, la Sharman Networks, già al centro di numerose cause giudiziarie legate al diritto d’autore, vede il numero dei suoi nemici ancora in aumento. Il programmatore di origini rumene che ideò Kazaa, ha denunciato la Sharman Networks rivendicando i diritti del popolare software di file sharing e un risarcimento pari a 25 milioni di dollari. Sharman naturalmente respinge ogni accusa del programmatore, ora alle dipendenze della Microsoft. L’ultima versione di Kazaa è stata scaricata più di 335 milioni di volte.

All’età di 79 anni muore George Pake, leggendario fondatore dello Xerox Parc (Palo Alto Research Center), il celebre centro di ricerca di Palo Alto in cui videro la luce le maggiori scoperte dell’informatica moderna. Il mouse, l’interfaccia grafica, il protocollo ethernet e la stampa laser sono solo alcune delle scoperte che Pake contribuì a sviluppare stando alla guida delle menti più brillanti della Silicon Valley. Pake diresse lo Xerox Parc fino al 1978 e fu poi, nel 1987, insignito del National Medal of Science da Ronald Regan, all’epoca presidente USA. La fama di Pake proviene anche dagli studi effettuati ad Harvard durante il suo dottorato, che portarono allo sviluppo della risonanza magnetica, tecnologia largamente usata in campo medico.


webcorner

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hi.tech di alessio cassis

www.swissinfo.org

www.perverted-justice.com

www.darwinawards.com

www.irobotnow.com

Da qualche tempo ormai cercavo un sito d’informazione completo, e soprattutto gratuito. Il sito web di swissinfo.org era proprio quello che ci voleva; informazione a 360 gradi, attualità svizzera e internazionale, e una nutrita offerta di servizi e pagine utili. Realizzato da Radio Svizzera Internazionale (RSI), azienda della SRG SSR Idée Suisse, swissinfo.org è un vero e proprio quotidiano on-line. Le informazioni d’interesse si trovano facilmente grazie alla divisione in sezioni (cultura, sport, economia, ecc.) e al motore di ricerca. Il sito propone anche le informazioni sul traffico, una guida geografica, la possibilità di iscriversi ad una newsletter e una sezione interamente dedicata agli svizzeri che risiedono all’estero. Swissinfo.org offre anche un servizio e-mail gratuito a cui è possibile iscriversi in pochi clic.

Ha suscitato non poche polemiche il progetto di perverted-justice.com, una sorta di gogna elettronica per le persone che molestano i ragazzini nelle chat. Alcuni volontari si fingono ragazzini minorenni nelle varie chat di Yahoo e AOL, quando s’imbattono in un maggiorenne che fa avance sessuali esplicite, il volontario sta al gioco invitando il presunto pedofilo ad inviare foto, numero di telefono e chiedendo quante più informazioni personali possibili. Appurato di disporre dati a sufficienza, il vigilante si scopre e annuncia che i suoi dati finiranno sulle pagine di perverted-justice.com. In questo modo più di seicento uomini sono finiti nei guai, perché oltre a finire sul sito, le trascrizioni delle chat vengono inviate a datori di lavoro, mogli e amici, causando la morte sociale dell’accusato.

“La stupidità uccide” : questo il monito che si legge sulla homepage di darwinawards.com, il sito che raccoglie le testimonianze delle morti più strane, assegnando poi ogni anno i premi per le morti più bizzarre. Tra il macabro e il profano, le pagine di darwinawards.com presentano queste storie assurde, al limite della leggenda metropolitana, come ladri improvvisati che rapinano un negozio di caccia e pesca, pieno di clienti armati fino ai denti, oppure gente che si stacca la testa con una motosega per dimostrare la propria mascolinità, e altre amenità del genere. Il sito di darwinawards.com ha ottenuto talmente successo, che i suoi ideatori hanno pensato bene di farne un libro acquistabile su amazon.com, in una sorta di guinness dei primati della stupidità umana.

La società Android Mechanics presenta su irobotnow.com il suo ultimo prodotto: l’NS-5. Sviluppato con gli ultimi ritrovati della scienza, l’NS-5 dispone di un cervello positronico che controlla le funzioni del robot, un Centralcore 247 che fornisce l’energia necessaria, e risponde naturalmente alle fondamentali tre leggi della robotica del Dr. Lanning. Grazie all’NS-5 le faccende di casa non saranno più un problema e mentre lui lavorerà, voi potrete dedicarvi alle attività che più vi aggradano. Non sarebbe fantastico? I suoi creatori sono il Dr. Peter Bogert, il Dr. Milton Ashe e il Dr. Gerald Black, le cui biografie sono disponibili sul sito. Tutto questo non vi suona familiare? Qualcuno si è divertito a creare il sito di una società che non esiste, se non nella fantasia di Isaac Asimov e dei suoi appassionanti racconti sulla robotica.

websoft Lettore multimediale e multi-piattaforma VideoLAN – VLC Media Player 0.7.1 www.videolan.org VLC Media Player è un progetto open source che permette la visione di file multimediali in praticamente qualsiasi formato. MPEG-1, MPEG-2, MPEG4, file DivX, DVD, tv satellitare, digitale terrestre e streaming su IP sono i formati che questo player permette di visualizzare; naturalmente legge anche mp3 e i classici cd audio. È particolarmente pratico per coloro che scaricano filmati da Internet, perché permette la visione senza problemi di file incompleti o danneggiati, inoltre, non è più necessario installare i codec DivX separatamente, poiché questi sono già inclusi nel player. Per dovere di cronaca bisogna dire che essendo ancora in fase di sviluppo, i software open source a volte faticano a uscire da questa fase, VLC ha ancora ampio margine di miglioramento. In particolare è l’interfaccia grafica a lasciare a desiderare; è molto grezza e anche cambiando skin le cose migliorano poco. In compenso l’utilizzo è molto semplice, pur disponendo delle opzioni per gli utenti più esigenti.VLC è gratuito ed è disponibile per Windows, MacOS X, BeOS, Solaris e Linux.

È aperta la stagione dei virus, uscite coperti! Grisoft – AVG Anti-Virus 7.0 www.grisoft.com L’anno scorso è stato raggiunto un nuovo primate nella diffusione di virus e quest’anno sarà, molto probabilmente, anche peggio. La colpa è dei soliti ignoti, bande di virus-writer brufolosi intenti a farsi la guerra per dimostrare chi è più bravo; altri ancora scrivono virus che trasformano i Pc in nodi spara-spam, che poi rivendono al miglior offerente. Insomma, le soluzioni non sono molte: o si passa a MacOS X o a Linux, dato che il 99% dei virus colpisce solo i sistemi Microsoft, oppure ci si protegge con un buon antivirus. La piccola società Grisoft produce un ottimo software antivirus, dotato di tutto ciò che serve, le cui definizioni di virus vengono aggiornate con periodicità quasi giornaliera. Controllo permanente dei file, controllo delle e-mail in entrata e uscita, pianificazione di aggiornamenti e scansioni, AVG dispone di tutto il necessario, senza essere così pesante come il cugino di casa Symantec. Sul sito della Grisoft è disponibile una versione di prova completamente funzionante.


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hi.tech testo michael bartolotti

Matrix

Due mondi a confronto Cinema e videogiochi Il mondo dell’intrattenimento in questi ultimi anni è divenuto completo appannaggio degli adolescenti. A partire dalla fruizione della musica, per passare al cinema e ai videogiochi, sono i ragazzi che dettano legge sia ai botteghini sia nei negozi specializzati. Sappiamo bene che spesso sono le nuove idee a far rifiorire un mercato che comincia ad essere stagnante e oltremodo ripetitivo.

Wing Commander

Soul Calibur

Una tendenza nata anni fa e ultimamente sempre più comune è quella di andare a cercare fonte d'ispirazione nelle altrui sfere del divertimento. Questo è il caso sia di Hollywood sia di tutto il sistema dell'entertainment, dove l’assidua ricerca di nuovi soggetti conduce entrambe le industrie a delle strette collaborazioni. Il fenomeno Matrix ne è l’esempio più lampante, dove un film che trae netta ispirazione da videogiochi come Tekken per le scene di combattimento a mani nude crei un videogioco, che abbia una trama che sia parte integrante di tutta la trilogia e non semplice background per un gioco d’azione. C’è da dire che questa strana simbiosi non è emersa dal nulla, ma ha avuto una lenta gestazione risalente ormai a quasi due decenni di tentativi più o meno riusciti su entrambi i fronti di produrre prodotti decenti. Se torno indietro nel tempo non posso non rammentare film quali Wargames, Daryl o The last Starfighter (Giochi Stellari) che prendevano spunto dal mondo dei videogiochi per creare film avvincenti e che vedevano giovani protagonisti eroi, loro malgrado, di fantastiche avventure. Uno dei film più riusciti di allora fu il sempre amato Tron, realizzato dalla Walt Disney (estremamente

Dune 2


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games avveniristico per l’epoca), che vedeva un programmatore di videogiochi piombare lui stesso dentro una realtà virtuale a dover fronteggiare programmi attraverso arene che non erano altro che i videogiochi che lui stesso aveva creato nel mondo reale. Per chi non lo avesse ancora visto, consiglio l’acquisto del Dvd di Tron che è uscito in edizione speciale a vent'anni dal suo debutto al cinema con un Dvd extra pieno d'interessanti documentari sulla realizzazione. Per quel che concerne la trasposizione di film in videogiochi ai tempi vi erano solo timidi tentativi, dovuti anche ai limiti fisici di programmazione dell’epoca (da citare i primi videogiochi di Guerre Stellari, che sebbene molto semplici erano già estremamente divertenti). Se però vogliamo citare il primo vero esempio di simbiosi cinema-videogioco, bisogna spremere un po’ la memoria all’imbarazzante film del 1993 Super Mario Bros. della temeraria regista Annabel Jankel. Temeraria perchè oltre che non avere nulla a che spartire col personaggio mascotte della Nintendo, nel suo film era riuscita a rendere il bravo attore Bob Hoskins, Alias Mario, il tipico idiota stereotipo dell’italiano visto dagli occhi ingenui degli americani. Diciamo non il migliore dei debutti. Dopo un periodo di doveroso silenzio, innescato da questo fiasco commerciale, più che dei film negli anni novanta sono da citare quei videogiochi che hanno potuto usufruire d'attori in carne ed ossa per le scene d'intermezzo tra un livello e l’altro dei videogiochi, oltre a tutta la serie d'avventure grafiche (già citate sull’articolo di re.set di marzo 2003). La fortunata serie di videogiochi di combattimento spaziale, Wing Commader, ebbe una trama degna della migliore saga di fantascienza e potè usufruire del contributo di attori quali Mark Hamill (Luke Skywalker di Guerre Stellari), Malcolm Mc Dowell (indimenticabile protagonista di Arancia Meccanica di Stanley Kubrick) e John Rhys-Davies ( il Sallah di Indiana Jones e il più recente Gimli nel Signore degli anelli). Questa serie ebbe un tale riscontro di pubblico, che anni dopo una versione approdò al cinema, ma anch’essa, non ebbe gran seguito soprattutto perchè la tra-

ma non aveva nessun legame col videogioco malgrado il titolo. Cito ancora Dune che dal film al videogioco per le scene d'intermezzo portò diversi attori in versione digitale. Approdiamo infine ai giorni nostri e finalmente possiamo notare che qualcosa si sta muovendo anche se a piccoli passi. Lo si capisce ad esempio dal film francese Il patto dei lupi dove per una scena di combattimento ci si è ispirati palesemente al picchiaduro Soul Calibur. Oltre a film che parlano del fenomeno dei videogiochi quale aspetto sociale aggregante quali il cronenberghiano eXistenZ ed Il tredicesimo piano - che comunque guardano all’utopico mondo della realtà virtuale - giochi divenuti film di discreto successo commerciale sono da citare l’ormai icona Tomb Raider alla sua seconda apparizione con una Lara Croft dalle sinuose forme di Angelina Jolie, e il film dell’orrore Resident Evil che vede protagonista la conturbante Milla Jovovich alle prese con uno stuolo di affamati morti viventi. In comune questi film coi videogiochi hanno l’ambientazione e le atmosfere, ma per quel che riguarda la trama le pellicole scelgono spesso delle vie differenti da quelle intraprese dalle loro fonti di ispirazione elettroniche. Paul Anderson, regista di Resident Evil confessa che, benchè lui sia fan sfegatato delle atmosfere cupe del videogioco Biohazard (nome giapponese di Resident Evil) a livello narrativo il film non avrebbe avuto lo stesso impatto sul grande pubblico. Sorge quindi un problema di fondo: da una parte si cerca di avvicinare il sempre più esigente pubblico giovanile andando ad attingere ispirazione da fenomeni emergenti come quelli dei videogames, dall’altro esigenze produttive e di marketing, stravolgono la natura del titolo preso in considerazione deludendo spesso i fan che si ritrovano un film che del loro titolo preferito ha solo il nome. Comunque è incoraggiante sapere che siano stati fatti sforzi per avvicinare queste forme di divertimento. Vedremo cosa ci riserverà il futuro. Ciak si gioca!

Gamesflash American Conquest: Fight Back CDV per PC

Forbidden Siren Sony per Playstation2

Metal Gear Solid: Twin snakes Konami per Gamecube

di Marco Mascaro

di Lorenzo Favilli

di Michael Bartolotti

La software house teutonica CDV dimostra ulteriormente con questo titolo che gli strategici in tempo reale a tema storico sono il suo piatto forte. American Conquest: Fight Back è un’ espansione stand-alone (non necessita del gioco originale per essere installata) per American Conquest, che offre nuove unità, civiltà aggiuntive e otto nuove campagne, molto approfondite per quanto riguarda il dettaglio storico, ambientate nelle colonie del Nuovo Mondo negli anni dal 1500 al 1800. Per quanto riguarda la gestione delle risorse e della base il titolo CDV non offre nulla di nuovo. Piatto forte sono però le battaglie, che permettono di gestire fino a 16'000 unità e che, grazie alle moltissime variabili di cui il gioco tiene conto, si rivelano complesse e complete. Oltre a ciò il gioco è graficamente molto curato, e dispone di una buona colonna sonora e di ottimi effetti. American Conquest: Fight Back non propone niente di nuovo, ma è decisamente ben fatto.

L’orrore si scatena in un piccolo paese del Giappone: dieci sopravvisuti dovranno farsi strada tra le vie di un villaggio infestato da morti che camminano, ma non avranno con loro armi da fuoco pesanti, ma solo il loro ingegno e ciò che riusciranno a trovare in giro. Il tutto in una atmosfera cupa che ricorda molto da vicino quella della nebbiosa Silent Hill. Ma i tratti in comune con l’omonimo gioco finiscono qui. Forbidden Siren è un survival horror del tutto diverso che presenta una serie di missioni con due unici scopi: sopravvivere e proteggere coloro che non possono difendersi. Caratterizzato da un’ottima grafica e da una colonna sonora da brivido, Forbidden Siren è l’ultimo survival horror della Sony, ispirato ai film horror giapponesi, un gioco innovativo che potrebbe deludere coloro che si aspettano un nuovo Resident Evil o un Silent Hill. Ciò nonostante lo considero assolutamente un titolo da provare

Ne sono trascorsi di anni ormai dall’uscita del primo celeberrimo Metal Gear per la vecchia Playstation1. Entrato a far parte della leggenda per quel che riguarda gli stealth game, oggi Metal Gear gode di una seconda rinascita sulla console Nintendo con una veste grafica rinnovata (ma non troppo) e alcuni elementi innovativi, che lo rendono interessante nonostante il titolo sia ormai un po’ datato e reduce di uno splendido seguito. Rispetto all’originale del '92 sono stati aggiunti alcuni elementi già presenti in Metal Gear Solid 2 quale la visuale in soggettiva con la possibilità di poter sparare in prima persona.


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re.play Cypress Hill

re.vision Hamburger Hollywood

re.ad Millenum People

re.art L’opera visuale di Patty Smith

the Vines Australiani irriverenti


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dischi

re.play

Zero 7

Eric Clapton

N.E.R.D

The Devastations

When it falls Palm Pictures

Me & Mr. Johnson Warner

Fly or die Virgin

The Devastation Munster Records

by naca

by owen

by mr. loop

by stoner

Abbassate le luci, sedetevi tranquillamente su un comodo divano e accendete il vostro impianto stereo. Stasera in programma il secondo capitolo della carriera degli Zero 7, delizioso gruppo downbeat che, già con il disco di debutto, il piacevolissimo Simple Things, aveva attirato l’attenzione sia di critica che di pubblico riscotendo enorme successo. Questo When it Falls è sicuramente un buon disco, realizzato con cura dei dettagli ma che, sfortunatamente, non riesce a colpire nel segno com’era avvenuto per il suo predecessore. Le caratteristiche della musica dei Zero 7, le atmosfere lounge soffuse, le sonorità soul, rimangono intatte e rappresentate nella loro totalità ma malgrado questo, When it Falls si perde abbastanza presto nel anonimato. La tendenza a rimanere ancorati alle chiavi che avevano portato al successo di Simple Things, non gioca sicuramente a favore degli Zero 7 che riescono comunque a non deludere i loro fans più accaniti. When it Falls è tutt’altro che una delusione, confermando la vena artistica di questi due ragazzi. Henry Bins e Sam Hardaker, così si chiamano i due inglesi che stanno dietro a quest'interessante progetto, ma non prende nessun rischio percorrendo un tragitto già visto e sentito. Consigliato pertanto il loro primo lavoro, quel Simple Things che aveva colpito per la sua dolcezza e per la raffinatezza delle atmosfere e delle sonorità.

Eric Clapton rende omaggio al leggendario innovatore del blues Robert Johnson con un nuovo album Me and Mr. Johnson, lavoro che si annovera tra le più interessanti realizzazioni dell’artista inglese. Sedici volte vincitore del Grammy Award e per ben tre volte membro della "Rock & Roll Hall of Fame", il leggendario Eric "Slowhand" Clapton ha fatto la storia del blues-rock inglese. Qui interpreta quattordici delle ventinove canzoni incise negli anni '30 da Johnson. Clapton aveva già inciso in passato una serie di canzoni del maestro del blues del Mississipi, è la prima volta però che gli rivolge un intero lavoro. Lui stesso dichiara d'esser stato sempre guidato ed influenzato dal lavoro del leggendario guitarhero, affascinato da sempre dall'intensità di quest'artista, il più puro, progenitore di uno stile intramontabile. In Me and Mr. Johnson, prodotto dallo stesso Clapton e Simon Climie, hanno suonato i fidatissimi Andy Fairweather (chitarra), Doyle Bramhall II (chitarra), Billy Preston (tastiere), Jerry Portnoy (armonica), Nathan East (basso) e Steve Gadd (batteria). L'esperimento può dirsi riuscito, ed in fin dei conti stiamo parlando di due miti a confronto, ma in definitiva la partita la vince la scrittura musicale di Johnson, dove invece il suono di Clapton pecca un po' per troppa pulizia e perfezione. Nonostante questo, Me and Mr. Johnson rimane un ottimo album, che sicuramente avrà il pregio d'avvicinare i giovani al vero blues, quello che fece scoppiare la scintilla del rock'n'roll.

Per esteso, i No One Ever Really Dies, è il side project (o l'evoluzione?) del famoso gruppo The Neptunes, famoso per Neptunes present Clones uscito l'anno scorso, e per aver messo il loro zampino creativo in molte produzioni rap e pop. Il nome N.E.R.D sta anche ad enfatizzare lo spirito nerdiano proprio di questa band, e questo lo si capisce subito anche dalla ridicola copertina. Appurato questo passiamo alla musica. Con questo album i N.E.R.D approdano al rock, già in occasione del loro ultimo lavoro avevano deciso di ripubblicare l'album con strumenti "veri" ed ora ci presentano questo originalissimo Fly or Die, prevalentemente un misto di rock, funk e nu-soul dove esce l'incontestabile e fresca vena creativa di questa band che trova così la seconda vera affermazione. Le voci in falsetto e lo stile ricordano non poco l'ultimo Outkast (la parte curata da Andre3000) e questo dato ci riconduce all'attuale direzione artistica intrapresa da una parte della scena hip hop. Tra le dodici tracce di questo disco reputo veramente speciali ben cinque brani, e questo con i tempi che corrono non è poco, come già detto una qualità che a questi nerd non manca è la creatività. Questi sono la titletrack Fly or Die, il singolo She Wants to Move, Breakout, Wonderful Place e Maybe, in cui è inserita la chitarra di Lenny Kravitz. Fly or Die ci offre una musica dalla ricercata semplicità, sostenuta da una produzione impeccabile, che non ci stravolge, ma ci avvolge con il suo fascino... N.E.R.D.

Quest'album di debutto ha saputo stupire molti, me compreso. I The Devastations sono tre giovani bastard-gentlemen di Melbourne, Australia. Hanno saputo affermarsi facendo da spalla alle tournée australiane di Thindersticks e Cat Power, e grazie al sostegno di Rowland S. Howard, il chitarrista dei leggendari Birthday Party (la prima favolosa band di Nick Cave) che di tanto in tanto si diletta anche a raggiungerli sul palcoscenico. Sono stati paragonati a Nick Cave, Leonard Cohen, Hazelwood e Gainsbourg. Quindi armonia e dinamismo, una chitarra impressionante per forza e sensibilità, tanto quanto la centrale voce baritonale. Una musica dove traspare l'intenso vissuto nella dimensione di un sogno reale, tra bottiglie rotte, corde spezzate e cuori infranti senza però scadere, come può succedere in questo genere musicale, in una banale noia. Una musica suonata al tramonto, lucidamente sospesa nel tempo, intrisa di poesia, con calibrati arrangiamenti di fisarmonica, banjo, violini folk, organetti, pianoforte, basso, batteria, seconda voce femminile e chitarre in tutte le salse. Sorprendentemente intima ma allo stesso tempo rude. Dopo i molti successi in patria The Devastations si sono decisi a cercare fama anche in Europa. Seguendo le orme di Nick Cave, nel settembre 2003 si sono ritrovati a Berlino e ad aspettarli guarda caso c'era Alexander Hacke (Einsturzende Neubauten). Con lui attualmente stanno lavorando alla colonna sonora di un film. Con dei padrini così… come non aver fiducia?


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Michael Bublé

Blonde Redhead

Squarepusher

Eagles of Death Metal

Michael Bublé Reprise

Misery is a Buttefly 4AD

Ultravisor Warp

Peace Love and Death Metal Roadrunner

by owen

by gabi

by stoner

by tanica

Il suo nome è Michael Bublé (pronunciato bu-blei), ha ventisette anni e la prova evidente della sua eccezionale e peculiare destrezza con lo swing è contenuta nel suo irresistibile album di debutto prodotto dalla Reprise. Più che un tributo alle canzoni più famose dell’età d’oro della musica, più che un omaggio agli autori e compositori del passato, i tredici brani di Michael Bublé annunciano l’indiscutibile arrivo di un grosso nuovo talento capace di infondere una propria fresca ed originale sensibilità in una musica così amata e familiare. Michael Bublé è terribilmente capace di fare swing. Il risultato è un album che con abile scioltezza riesce a combinare le intramontabili For Once In My Life, Fever e The Way You Look Tonight con una versione appassionante di Moondance di Van Morrison, un’interpretazione evocativa di You’ll Never Find Another Love Like Mine di Lou Rawl, e un’esecuzione di un classico dei Bee Gees, How Can You Mend A Broken Heart, eseguito con gli stessi autori, che si annovera tra le migliori versioni di questo brano. “Penso che tutte queste canzoni abbiano una cosa in comune…”, afferma Michael, “Hanno un cuore ed un’anima e la sfida d'ogni cantante è mettersi in connessione con queste qualità e renderle vere al pubblico.". Simpatico, capace, bravissimo, rispettoso e raffinato. Questo è l'inizio di una carriera che si prospetta inarrestabile. Michael Bublé è destinato a diventare The King of the Swing! Robbie Williams e compagni, tremate!

Dopo una lunga pausa, tornano alla grande i Blonde Redhead passati alla 4AD con il nuovo album intitolato Misery is a butterfly. Innanzitutto la confezione: bellissima, con un booklet che è una gioia per gli occhi, prezioso, raffinato. Un album di foto ricordo che ben interpreta lo spirito di questo disco che, a parer mio, surclassa di gran lunga le ultime produzioni di Air, Zero7 e affini. Italian touch, e forse questa definizione può sembrare fuori posto per quella che è stata una delle noise-band più alternative di New York anni '90. Album ricordo, dicevo, dove i fratelli Pace in compagnia della cantante Kazu Makino e, in cabina di regia, di Guy Picciotto dei Fugazi, riscoprono sonorità amarcord anni '60 di una speranzosa Italia che fu, amalgamate con un gusto pop-dark anni '80. Niente paura, non cantano in italiano, e le voci sono sempre le stesse, sghembe, stranite, a volte stridenti. Però c'è più melodia e meno noise, ed un'atmosfera meravigliosamente retrò che potrebbe far perdere qualche colpo al cuore d'ogni quarantenne nostalgico. Cinematografico, intimo, sussurrato, stupendamente sospeso, lirico, fuori dal tempo e perciò terribilmente fresco. Ascoltate Elephant Woman, oppure la title track. Potrebbe sembrarvi di vedere una giovanissima Claudia Cardinale passeggiare su un lungomare in un film in bianco o nero. Inutile descrivervi che magie sono riusciti a fare con le chitarre baritone, l'organo e la fisarmonica. Formidabile: già uno dei miei dischi dell'anno.

Do you know Squarepusher (?) era il titolo del suo ultimo album. Bhé, dopo questo Ultravisor nessuno potrà più ignorare Tom Jenkinson. Il "one man show" Squarepusher esordisce nel 1996 per la Rephlex di Aphex Twin. La sua dimensione è l’avant-garde elettronica (LFO, Aphex Twin, Autechre) con accenni al jungle-breakbeat-drum'n'bass, ma parallelamente Jenkinson è anche cultore del jazz sperimentale e progressivo (Mahavishnu Orchestra, Miles Davis Weather Report) e, last but not least, un eccellente polistrumentista. Da questi ingredienti nasce la sua personalissima fusion dalle sconfinate interazioni ed alterazioni. Se fino ad oggi nei suoi dischi a prevalere era il sound electro, in questo album esce alla grande anche il Jenkinson strumentista. Per la prima volta appare il suo ritratto in copertina, segno che interpretiamo come un "ecco, questo mi rappresenta!". L'album inizia in sordina con delicate strumentazioni jazz per contaminarsi e decostrutturizzarsi con trip hop, electro, drum'n'bass, elettrock arrivando a veri e propri deliri caotici che annientano la ragione per poi ritornare all'improvvisazione jazz, quando gli strumenti riprendono più o meno il controllo in una dimensione da live act. Chiude la parabola, riportandoci a terra, il delicato e intimo Every Day I Love. Per apprezzare il lavoro di Squarepusher occorre essere vaccinati, se cercate qualcosa di "nuovo" ma maturo, se cercate un'avanguardia ben contestualizzata e non fine a se stessa questo è l'indirizzo giusto.

Il nome del gruppo è molto divertente, il titolo dell’album è come il nome del gruppo. E Josh Homme suona la batteria. Potremmo finirla qui e dire “…andate e ascoltatelo, se vi va!”. La mia prima vocina invece ha detto: “Ehi Tanica, ma non lo capisci. E’ un capriccio di Homme, voleva solo suonare un po’ la batteria. Si è ricordato di aver lasciato il suo compagno di scuola Jesse “the Devil” Huges nelle Desert Sessions 3&4 - siamo arrivati alla 9&10 ormai - gli ha portato chitarra e microfono e gli ha detto che poteva finalmente raccontare tutte le sue storie di ragazze, diavoli e deserti…”. La seconda ha detto: “Ehi Tanica, ma senti che ritmo questo boogie-rock e questi riffs così semplicemente garage e le pennellate di blues e questia voce falsetto e quest’aria da area di servizio in mezzo al niente. E poi la batteria, così divinamente simile ad un metronomo…”. Insomma è un disco d’amore, ma anche un disco d’odio. Con suoni scontati, ma anche coinvolgenti, trascinanti. Con testi deliranti, ma tremendamente divertenti. E' per chi spera nel presente, ma sogna anche il futuro. Per chi ha il Sud nelle vene e la California sulla lingua. Per chi ama i cameo di Nick Olivieri, ma non disdegna le folgoranti incursioni di Tim Van Hammel (dEUS). E’ per chi non si rifiuta di collegarsi al loro sito www.eaglesofdeathmetal.net per scaricare tutto il concerto allo Slims di San Francisco prima, e poi su www.foundryfilm.com/musicvideos/creeper per il trash-video di Midnight Creeper. Da avere.


028

re.play

Aerosmith

Soulfly

Ozric Tentacles

Modena City Ramblers

Honkin' On Bobo Columbia

Prophecy Roadrunner

Spirals in hyperspace Magna Carta

Viva la vida, muera la muerte! Universal

by iggi

by iggi

by stoner

by owen

E' uscito nei negozi il seguito di Just push Play, cioè Honkin' On Bobo, che ripropone gli Aerosmith dopo tre anni passati quasi interamente in tour per il mondo, ora qui alle prese con la musica delle radici americane, il blues. Honkin' on Bobo, è un album di dodici standard blues nel quale, con l'eccezione dell'energica The Grind - la bonus track inedita - la band di Wanapee celebra la musica roots soprattutto proponendo brani di Willie Dixon e compagni, come i classicissimi brani Baby, Please Don't Go, Stop Messin'Around e Road Runner. Prodotto da Steven Tyler, Joe Perry, Jack Douglas, e con la partecipazione del produttore Marti Frederiksen, questo nuovo album è stato registrato in parte negli studi The Boneyard di Joe Perry e in parte nello studio The Bryer Patch di Steven Tyler, mixato infine al Pandora´s Box in Massachussetts. Gli Aerosmith avevano anticipato con successo alcuni brani di Honkin' On Bobo, come Stop Missin Around e Baby, Please Don´t Go, eseguendoli durante il loro tour sold out dello scorso anno con i Kiss. L'uscita di Honkin' On Bobo contraddistingue l'inizio di una nuova ed importante epoca nella carriera trentennale degli Aerosmith: dopo aver pubblicato più di venti album ed aver venduto più di cento milioni di copie in tutto il mondo, la mitica band è pronta ancora una volta a distinguersi per forza ed energia. Un lavoro egregio, passionale, sincero, ruspante, che farà la gioia di tutti i fan della band statunitense. Long live, Aerosmith!

Con Prophecy i Soulfly tornano alle radici grazie ad una rinnovata line-up che vede alcuni personaggi noti nel circuito metal come Marc Rizzo (ex-Ill Nino), Bobby Burns (exPrimer 55) e David Ellefson (ex-Megadeth) che si alternano a vicenda al basso. In Prophecy non c'è niente d'innovativo, intendiamoci. La title-track, Living Sacrifice e Defeat U colpiscono per l'impatto classicamente crossover che i Soulfly hanno tatuato indelebile nel loro pesante bagaglio artistico, mentre altri pezzi sono nello stile thrash degli ultimi Sepultura e colpiscono per precisione, ma, purtroppo, anche per troppa similarità. Qualche impercettibile novità c'è: chitarre acustiche, ritmi reggae-ska (in Moses), aperture tribal-folk (Soulfly IV), addirittura rythym'n'blues (con Wings) ed infine qualche sprazzo metal-ambient in sottofondo. Prophecy potrebbe candidarsi come uno dei migliori dischi della band di Cavalera, ma, appunto, potrebbe se non ci fosse qualche virtuosismo di troppo e qualche raffinatezza superflua, che paradossalmente tolgono splendore a questo lavoro dai tempi medi e squadrati, dai riffs granitici e massicci. I momenti migliori sono quelli robustamente rough, quando il tutto diventa sfrenato e deragliante, quando finalmente Max Cavalera spacca, e il suo tipico cantato growl è inarrivabile e poderoso. Tra i titoli in scaletta una cover di In The Meantime degli Helmet. Un netto miglioramento rispetto alle passate esperienze discografiche di questa band, ma non è ancora abbastanza.

Una band arrivata da un'altra epoca e un altro pianeta: ecco gli Ozric Tentacles, evoluti seguaci del cozmik-rock anni Settanta, sacerdoti della nuova psichedelia tornata in auge negli anni Novanta grazie alle sue contaminazioni con la scena Goa e per la rinascita della cultura degli open air. Gli Ozric Tentacles sono effettivamente una band che deve maggior parte del suo successo, consacrato da un folto seguito d'estimatori, soprattutto alla sua inarrestabile attività live. Formati nel 1983 da musicisti provenienti dal rock, dal jazz e dalla fusion, i Tentacles hanno spesso e volentieri cambiato formazione. Il loro primo successo discografico risale al 1990 e s'intitola Erpland, subito diventato colonna sonora del movimento Goa di tutto il mondo, movimento che rappresenta quella via di mezzo tra punk e hippies che non disdegna la musica psycho-progressive. Il loro più grande best seller è Strangeitude del 1991 (un album assolutamente da riascoltare!). Nessuno degli album successivi ha avuto lo stesso successo commerciale, ma gli Ozric Tentacles sono rimasti un gruppo molto idolatrato dal pubblico amante della neo-psichedelia, perché assemblano durante i loro eventi diverse generazioni d'appassionati dei viaggi cosmici. Con il nuovo Spirals in hyperspace, la band inglese si dimostra come la più dotata, vuoi per esperienza, vuoi per attitudine, in un iperspazio creativo dove tutto è ancora possibile. Bellissimi i brani Oakum, Slinky e la title track. Dateci un orecchio, ne vale la pena.

In seguito ad un viaggio in Chiapas e in Guatemala, e grazie alla guida di Max Casacci dei Subsonica in cabina di regia, il nuovo lavoro dei Modena City Ramblers, Viva la vida, muera la muerte! dimostra lo sviluppo di un suono e un’attitudine musicale che, perseverando il discorso iniziato con Radio Rebelde (2002), ha il senso compiuto della consistente maturità raggiunta dalla band. Dopo mezzo milione di dischi venduti in dieci anni, dagli esordi del 1994 di Riportando tutto a casa ad oggi, decine di tour in giro per l’Italia, l’Europa, il Sudamerica e l’Africa, i Ramblers di Viva la vida, muera la muerte! trovano il perfetto equilibrio tra poesia e lotta, vocazione internazionalista e amore per le proprie tradizioni, curiosità per i suoni e le canzoni di tante diverse culture, nonché il desiderio di sperimentare e cercare nuove strade espressive. In Viva la vida, muera la muerte! ci sono la cantante dei Caravan De Ville, Sara Piolanti, che presta la voce in tre canzoni. C’è l’amico Luca Lanzi, dei compagni Casa del Vento, che partecipa alla composizione della musica di Altri Mondi. C’è la voce saharawi del poeta Dahan Abdelfatah che perora la causa del suo popolo in Ebano. C’è l’incredibile tromba cubana di Amik Guerra, già nei Mau Mau e nei Fratelli di Soledad. Ci sono i musicisti sudafricani Gito Baloi, Nibs van der Spuy e Ant Cawthorn-Blazeby, che collaborano nell’incisione di Lontano. Un album schietto, adulto, completo, importante, coerente.


029

dischi Sondre Lerche

Negroamaro

Dirty Americans

Syd Matters

Two Way Monologue Virgin

00057 Sugar

Strange generation Roadrunner

A whisper and a sigh V2

by spingo

by owen

by iggi

by owen

Sondre Lerche un enfant prodige? "Credo si tratti di un'esagerazione, scrivo canzoni perché è il modo migliore che conosco di sviluppare il mio interesse nella musica, e sono stato abbastanza fortunato da riuscire a scrivere brani che reputo interessanti, ma non c'è niente di geniale in quello che faccio. Cerco solo di scrivere buone canzoni: le mie scelte stilistiche possono sembrare insolite se rapportate a quelle dei miei coetanei, ma questo non rende la mia musica più interessante di altre. Sono felice in ogni caso di poter raggiungere un pubblico così ampio." Sondre Lerche esponente dell'avantgarde norvegese? "Forse il fatto che non esista un'unica scena, come accadeva ad esempio a Manchester dieci anni fa, ma c'è di tutto, dalla dance al jazz. E' un buon momento, anche dovuto, credo, ad un cambiamento nell’attitudine. Ci sono molti giovani musicisti che cercano di essere meno pretenziosi e allo stesso tempo più ambiziosi, una buona combinazione di fattori, che si lega anche ad una situazione molto rilassata.". Sondre Lerche è modestia, finezza, eleganza, e tanto sentimento che scaturisce da pigrizia, letizia, leggiadria, positività. Con il suo visino delicato da nordico, a ventuno anni Sondre pubblica per la Virgin il suo secondo disco. Ascoltate questo nuovo Two way monologue, e festeggiate la Primavera. Sondre Lerche è un indiscutibile talento pop, paragonabile a nessuno, che aspetta soltanto d'essere ascoltato ed apprezzato.

La band si chiama Negramaro come l’uvaggio tipico del Salento, da cui si ricava l’omonimo vino dolce con un persistente retrogusto amarognolo. Si è scelto questo nome perché simboleggia nell’aroma quello stesso contrasto che si ritrova nelle loro canzoni: ballate romantiche e struggenti riff di chitarra rabbiosamente teneri o teneramente rabbiosi, nello stile di Radiohead e Muse. Diventati ben presto un fenomeno emergente del circuito alternativo in più di un’occasione hanno condiviso la scena live con band italiane come Afterhours, Negrita e Verdena. Nel nuovo ottimo album 000577 è allegato il SynchroniCd, uno speciale cd rom che allarga gli orizzonti temporali del disco. Su questo dischetto si propongono dei prodotti integrati multimediali di nuova generazione. Il supporto contiene una serie di brani audio e un’applicazione multimediale i cui contenuti e servizi sono modificabili e aggiornabili attraverso una tradizionale connessione al web. L’album è composto da tredici brani ed è stato curato da Corrado Rustici, produttore di Elisa, Zucchero, nonché di grandi artisti internazionali tra cui Eric Clapton e Sinead O’ Connor. Oltre ai brani contenuti nel cd audio si potranno, per mezzo del SynchroniCd, scaricare in futuro nuovi brani e contenuti speciali evolvendo in questo modo il rapporto con il prodotto artistico che, virtualmente diventa un “disco infinito”. Un progetto interessante e completo, unito ad una scrittura musicale di sicuro fascino e coinvolgimento. Da scoprire.

Robusti, con i bicipiti in vista, questi cinque ragazzotti americani propongono un album che si fa ascoltare piacevolmente ma senza picchi d'esaltazione. I Dirty Americans stanno seguendo le tracce lasciate dal grunge per dirigersi verso territori hard-rock di stampo tradizionalista e roots. Niente di speciale, certo, ma onesto e prodotto in maniera egregia. Per il momento una promessa che sarà difficile mantenere, vista la concorrenza. Da valutare con più severità alla prossima puntata, se ci sarà.

Il francese Syd Matters tenta il colpo grosso in campo internazionale con l'album di debutto A wish and a sigh, un lavoro intriso di sonorità folk-pop delicate e sospese. Influenzato in maniera evidente dal sonwriting di Robert Wyatt, dalla faccia più acustica dei Pink Floyd ( e così si capisce il nome che si è dato) e dalla elettronica lirica attualmente monopolio di Radiohead e soci, Matters ci offre un gioiellino di pura poesia. Un lavoro molto interessante, particolare e fresco.

Francesco Guccini

Fennesz

Ritratti Emi Music

Venice Touch by gabi

by stoner

Troppo poco spazio per descrivere questo nuovo disco di Guccini. Vi lascio quindi un verso tratto da esso, bastante a descrivere la sua formidabile caratura d'artista e pensatore. "La canzone è una penna e un foglio così fragili fra queste dita, è quel che non è. E' l'erba voglio, ma può esser complessa come la vita. La canzone è come una vaga farfalla, che vola via nell'aria leggera, una macchia rossa, una rosa gialla, un respiro di vento la sera, una lucciola accesa in un prato …". Intramontabile.

Umbratile questo disco di uno dei più importanti protagonisti dell'elettronica glitch, il viennese Christian Fennesz. Ispirato alle atmosfere rarefatte di Venezia, tra gli ospiti in questo disco troviamo David Sylvian, le cui parole su Transit approfondiscono la collaborazione sfociata nel suo ultimo disco, Blemish. Fragile, rigoroso, nostalgico, Venice affronta le maree e le onde dell'anima, accompagnando l'ascoltatore in un viaggio leggero, ma a tratti inquietante e crepuscolare. Grande classe.


030

dischi

re.play

Original Soundtrack

Modest Mouse

Starsky&Hutch TVT records

Good News for People Who Love Bad News - Sony by mr. loop

by stoner

Gli anni ’70 e la mitica serie televisiva ripresa ultimamente per il film Starsky & Hutch. Potete sicuramente immaginare cosa vi aspetta, un viaggio a ritroso per rivivere quelle sensazioni dei telefim americani dell’epoca. Funk originario, soul e disco con puntatine al country e al soft rock. Le produzioni sono quasi tutte recenti, si tratta quindi di revival o rimasterizzazioni di registrazioni originali dell’epoca. Alcuni nomi: Jackson 5, The Band, Johnny Cash, Chicago. Leggenda!

Gli americani Modest Mouse sono uno di quei gruppi alternative indie rock fedeli alla linea, non si lasciano condizionare dalle sensazioni trendy-pretensiose attuali e proprio per questo possono vantare una folta schiera di veri fans. Assolutamente da recuperare anche The Moon & Antartica, ripubblicato in questi mesi con l'aggiunta di alcune bonus track. Una band di culto per puristi che consiglio agli estimatori di Mercury Rev, Superchunk, Yo La Tengo, The Fire Theft o dei Talking Heads, dei quali a si sente l'influenza.

Frederic Galliano & The African Divas

Archive

Sacré Live! F Communication

Noise East West by mr. loop

by stoner

La house da dancefloor di Galliano, la kora di Ali Boulo Santo e la voce delle regine della musica africana Hadja Kouyaté, Ramata Doussou, Aïssata Baldé. Un esperimento etnico prodotto in live e registrato magistralmente per ricreare l’ambiente magico di una fortunatissima tourné dell’anno scorso tra Francia e Olanda. Un disco dolce e gioioso tutto da ballare che ci anticipa le sensazioni dei sogni etnici estivi, capace di richiamare quel mal d’Africa che molti di noi soffrono, per alleviarlo, con stile. Bravo Galliano!

Era molto atteso questo quarto lavoro degli Archive, dopo il fortunatissimo Londinium del 1996 Noise sembra essere destinato ad essere il secondo capolavoro di questo duo inglese in bilico tra trip hop, rock ed electro. Il trip rock di Noise richiama fortemente le esperienze floydiane di Roger Waters, integrando un oscuro trip hop, sperimentazioni elettroniche, orchestrazioni ed a volte anche chitarre impattose . Raffinati, ipnotici, decisamente più rock che in passato, sviluppano con coerenza la loro “spiritualità urbana”.

The Cure Join the Dots (b-sides & rarities 1978 - 2001) Fiction/Universal Per chi adora i Cure sarà un 2004 da annotare come l'anno del grande ritorno: dopo aver abbandonato la nave delle major, la band di Robert Smith ha recentemente trovato accoglienza presso la neonata etichetta I Am Recordings, del produttore Ross Robinson, annunciando un album in uscita per la fine dell'estate (che sarà di stampo metal, ha affermato il leader dei Cure) e la rimasterizzazione di tutta la discografia ufficiale. E' un progetto imponente che parte da Join The Dots, cofanetto uscito recentemente per infiammare fan e mercato in attesa del nuovo album. In Join The Dots troviamo 70 lati-b sparsi per quattro Cd, presi da più di trenta singoli prodotti in venticinque anni di carriera. E' stato Robert Smith in persona ad occuparsi di questo formidabile cofanetto: egli stesso ha affermato d'avere ascoltato circa quattromila cassette di registrazioni del suo gruppo per poter assemblare la scaletta del cofanetto progettata in un perfetto ordine cronologico: dagli anni ’80, con A Man Inside My Mouth e altri brani strepitosi lasciati fuori dagli album (Pillbox Tales, The Exploding Boy, This Hanging Garden e tante altre, troppe per essere menzionate tutte), alle rarità che si nascondono nel percorso artistico della band fino al 2001. Il tutto si accompagna a numerose cover (Hendrix, The Doors, Bowie, Depeche Mode) e a vari remix (Clearmountain, Oakenfold, i Curve). Niente di particolare nel corposo libretto con foto rare ed altro ancora, e tra le note di copertina dove sono accennati dei piccoli aneddoti della band, ma invece (e questa è la cosa più importante) tantissime le chicche musicali che faranno la gioia ai fan più sfegatati della band. Join The Dots è un'ottima occasione per recuperare materiale rarissimo di un gruppo che definire seminale in ambito rock è davvero semplicistico. Non fatevelo sfuggire!


032

report

re.play

Australiani irriverenti La nuova sensazione rock viene dall'Australia: si chiama The Vines. Una band nata per durare? I The Vines sono nati a Sydney, in Australia, come cover-band dei Nirvana, verso la fine degli anni ’90. All’inizio del 2001 si ritrovarono con una trentina di canzoni proprie già pronte. Le cose presero a funzionare quando la band registrò la canzone Factory su un sette pollici a tiratura limitata che li portò presto a trovare un contratto discografico con una piccola etichetta inglese, la Heavenly. Ciò gli diede l’opportunità di volare a Los Angeles per registrare un album completo con Rob Schnapf (Foo Fighters, Beck, Elliott Smith) alla cabina di regia. Si realizzò, quindi, Highly evolved, un lavoro che fu subito considerato hype dalla rivista NME, l'influente rivista inglese che benedice le nuove band consacrandone la popolarità internazionale (negli ultimi anni però, ammettiamolo, lo fa con troppa generosità, vero?). Dopo aver firmato un contratto in esclusiva mondiale con la Capitol i Vines fecero il loro primo concerto come headliners nel febbraio del 2002, in un piccolo pub di Sidney chiamato Vic On The Park. Da quel momento è stato un susseguirsi di concerti, tournée e pompaggi mediatici. Ma veniamo al loro secondo album Winning Days. La seconda uscita per queste band dal suffisso "the" è il banco di prova più importante. E' sul secondo lavoro che si gioca e che si punta di più. Ma in questo caso il gioco vale la candela? A me pare proprio di sì. Winning Days è un'esplosiva miscela di sonorità che va dai Beatles ai Nirvana (una definizone "ufficiale" che dice tutto e allo stesso tempo niente). I brani radiofonici beatpunk-rock non sono pochi e tra questi sono sicuramente da citare Ride, Fuck The World, Rainfall e She's Got Something To Day, dove è evidenziato il valore maggiore della band, cioè il carisma vocale dello scatenato frontman Craig Nicholls.

Voce furiosa, sguaiata, carattere irriverente, indomabile (spesso fa a botte con i suoi compari d'avventura ed inoltre terrorizza senza scampo i giornalisti che osano intervistarlo), Craig è un vero animale da palco. Dicono che durante l'ultima tournée europea si sia nutrito unicamente di hamburger e che si sia sostenuto con chili d'erba. Il risultato di questa particolare e insalubre dieta si può sentire pure sull'album. La voce di Craig, spietata e sguaiata è malsana sul serio, forse la più rock attualmente in giro. Già paragonato a Cobain per gli eccessi, sarà Craig il prossimo anti-eroe del nuovo millennio? Queste le sue parole: "… quando sono sul palco il punto è che non sento alcuna restrizione. Non cerco di progettare alcun tipo d'immagine, solo di far parlare la musica… La cosa che mi fa andare avanti sono le canzoni. Le canzoni trasformano una performance, un momento, un’emozione. Urlare serve a rilasciare energia. Essere sul palco è come stare su uno strano, affascinante pianeta. Senti una forza immensa, ma non la puoi vedere, la senti tutt’intorno a te, e anche dentro. E’ una sensazione fisica e mentale al tempo stesso. ". L'attitudine c'è, la stoffa pure, le intenzioni anche. Intanto godiamoci questo dischetto, nella speranza che il prossimo sia davvero quello che ci farà gridare al miracolo. Un solo consiglio: Craig, cambia (di iggi) dieta!

The Vines Winning Days Capitol

Stabilità ritrovata di naca

John Frusciante è sicuramente il vero segreto del successo dei Red Hot Chili Peppers. Geniale nel songwriting di Blood Sugar Sex Magik, grandioso capolavoro del rock degli anni ‘90, John Frusciante è stato anche l’anima tormentata dei Peppers. Dopo il successo trasversale di Blood Sugar Sex Magik, Frusciante aveva tagliato i ponti sia con le droghe, ma anche con la musica, prendendosi una pausa per rigenerarsi. Intanto i Red Hot, senza Frusciante ma con l’eccentrico Navarro alla chitarra, perdevano colpi presentando un lavoro opaco, quel One Hot Minute che era stato stroncato dalla critica, ma anche dal pubblico, che aveva cominciato ad intravedere il tramonto di questa storica band. Nel 1995 John Frusciante torna sulle scene musicali con il suo debutto solista Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt che passa senza fare troppo rumore nel business, ma che regala un gran personaggio della musica. Lo stile di Frusciante è inconfondibile, grezzo e raffinato allo stesso tempo, trova la sua massima espressione proprio nella produzione molto casalinga. Intanto, nel 1999, tornava anche a furore di popolo alla chitarra nei Red Hot Chili Peppers e i risultati sono conosciuti da tutti. Infatti proprio dopo il suo arrivo, i Peppers riuscivano a regalare ai loro fan un altro capolavoro, quel Californication che metteva d’accordo tutti.

Dopo tre dischi registrati in maniera amatoriale con un quattro piste - di cui il terzo lavoro To Record Only Water for Ten Days rappresenta una vera chicca - John Frusciante affronta ora l’esperienza della grossa produzione. Per buttarsi nell’avventura del nuovo disco solista Frusciante si regala evidentemente la compagnia dei suoi amici più cari da Chad Smith e Flea, e insieme a loro produce quello che è l’album della personale svolta. Il suo malessere e la dipendenza dalla droga si esprimevano in un lo-fi minimale, che regalava emozioni sempre più intense. Ora, la sua calma, e la stabilità ritrovata, danno un senso di nuovo e permettono a Frusciante di raggiungere la maturità musicale definitiva. In Shadows Collide With People John Frusciante sprigiona l'innata fantasia e dà libero sfogo alla sua espressività. Il risultato è intrigante, e non deluderà gli amanti del rock tranquillo, ma risulta suo malgrado, anche meno emotivamente intenso e genuino. Un gran bel disco comunque, che però, visto il personaggio, potrà deludere quelli che nella musica di Frusciante cercano l’immediatezza della produzione indipendente. John Frusciante Shadows Collide With People Warner


033

di stoner

Il ritorno del lato oscuro dell'hip-hop

Sono trascorsi tredici anni dal fortunatissimo debutto dell'omonimo Cypress Hill, i bei tempi dove a dettar legge c'erano Beastie Boys, NWA e appunto Cypress Hill. Nel 1993 un altro gran successo, Black Sunday, dopodiché una lunga parabola discendente fino al 2000 quando esce Skull & Bones, un disco che riprendeva il discorso crossover tra rap (Skull) e rock metal (Bones) iniziato nella mitica compilation Judment Night, ma che solo nelle parti rap presentava delle grandi idee. Segue nel 2001 Stoned Raisers, altro esperimento crossover dove questa volta i pezzi forti sono quelli rockettari.

Informer

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Uscirà negli States il 20 aprile Stone Age Complication, raccolta di sei cover, destrutturate e rivoluzionate dalla scienza musicale di Josh Homme, ormai orfano di Nick Olivieri che ha lasciato i QOTSA per dissidi interni. Inclusi in questo Ep tre brani dei Kinks - Who Will Be The Next In Line, Subhumans e Wake Up Screaming - e The Most Exalted Potentate of Love dei Cramps. La mini-raccolta include anche il remix di No One Knows, firmato U.N.K.L.E., e i due inediti Born To Hula e The Bronze. Stone Age Complication uscirà solo in 25.000 copie.

Con il nuovo Till Death Do Us Part arriviamo ad oggi, e finalmente i Cypress sembrano aver trovano la miscela giusta che convince con una regressione allo ska-reggae-dub, accompagnata da una ben assimilata strumentistica rock, e dalle solite atmosfere oscure e cinematiche alla Necro create da un ispirato Muggs, con il valore aggiunto di una nutrita partecipazione di grossi nomi della musica (Adam Horowitz, Rick Rubin).

Latin Thugs spezza (ma non troppo) l'aria da obitorio ospitando al microfono Tego Calderon per un proverbiale stile latino gangsta. L'aria quindi si fa briosa con Ganja Bus ( per questa celebrazione del ganja way of living l'ospite è l'Mc Damian Marley), la stona continua in stile dub dove troviamo l'inconfondibile rappata di B Real in Busted In The Hood. Money è il brano sicuramente più in sintonia con lo standard attuale (vedi Eminem&co.), arrangiamenti orchestrali perfetti. Esercizio riuscito con lode. Ritorna l'atmosfera crepuscolare con Never Know, caratterizzato da clavicembalo e chitarra western dilatata alla Morricone e l'epica Last Laugh. Dopo una breve pausa per riaccendere la pipa ad acqua con Bong It arriva la bella e orecchiabile radio hit What's Your Number? (con suoni tratti da Guns Of Brixton dei Clash) dove troviamo anche Tim Armstrong (Rancid) alla voce. Seguono ancora sei brani tra i quali vorrei citarvi One Last Cigarette perché troviamo l'impronta italiana di Piero Piccioni, famoso compositore di colonne sonore, e l’ultimo mini-brano che chiude con Cypress Hill, Cypress Hill, ...Assassins! Album magnificamente polically uncorrect! Cypress Hill - Till Death Do Us Part - Sony

I protagonisti dei testi sono sempre i soldi, la morte e la droga ... ma questo va quasi da sé, quello che c'interessa è come. Già dal primo brano si capisce che i Cypress sono ritornati per farci il culo, è istintivo, la mano va subito al telecomando per alzare il volume e bang bang, Another Body Drops. Il brano Till Death Comes rappresenta alla grande il lato oscuro dell'hip-hop impregnato da un intimo confronto con la morte.

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Il nuovo album di Prince, Musicology, sarà pubblicato dalla Sony, ma continuerà a essere venduto online. Sono passati otto anni dall'ultima collaborazione dell'artista di Minneapolis con una major discografica. Nel 1996, Prince aveva sciolto il suo contratto con la Warner, in seguito ad aspri contrasti. Il primo singolo tratto dall'album sarà il brano che dà il titolo al disco. L'uscita di questo lavoro è annunciata per il 20 aprile.

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La comunità di Lowestoft nel Suffolk inglese - paese di origine di Justin e Dan Hawkins, frontman e chitarrista dei Darkness - ha deciso di intitolare una strada alla band. La cittadina avrà presto una Hawkins Way (o Hawkins Close), in omaggio ai due fratelli che, insieme ai loro compagni di avventura, hanno risvegliato il glamrock nel mondo, riscuotendo un enorme successo nel resto d'Europa e negli States.

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Il nuovo album di PJ Harvey di intitolerà Uh Hu Her. La rocker inglese pubblicherà il 31 maggio il seguito dell'acclamato Stories From The City, Stories From The Sea. Secondo le voci di corridoio, il disco - che PJ ha registrato e prodotto da sola, con il solo aiuto di Head al missaggio e di Rob Ellis alla batteria - ha un sound decisamente ruvido ed essenziale.

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Dr. Dre ha annunciato d'aver rinunciato per sempre alla pubblicazione del suo nuovo album, Detox, che sarebbe dovuto uscire nei prossimi mesi. "Ho compiuto 39 anni di recente, e ho all'improvviso realizzato che voglio fare solo il produttore, non l'artista di primo piano. Mi sono sentito improvvisamente sollevato.". Sembra che i brani che Dr.Dre aveva originariamente deciso di includere nel disco saranno destinati ad alcuni dei suoi protetti, primi fra tuttti Busta Rhymes e 50 Cent.


034

re.play di apache

Kurt Cobain Una vita folgorante

Il 5 aprile scorso è stato l'anniversario decennale della scomparsa di Kurt Cobain, l'amatissimo leader dei Nirvana. Cogliamo l'occasione per commemorare questo personaggio che indiscutibilmente è stato l'ultima "icona" del mondo rock.

E' vero, dopo la morte di Kurt la musica rock non è più la stessa, e dalla sua scomparsa si sente un vuoto che fino ad ora nessuno è riuscito a colmare, malgrado che al posto vacante di "eroe maledetto" del rock ci siano innumerevoli aspiranti. Kurt Cobain, il carismatico leader della band Nirvana morto suicida nel 1994, è stata la figura rock più discussa degli anni ’90. Suicida a causa da un insopportabile disagio di vivere, Cobain aveva un'indole molto complessa, riservata e fragile. Dopo anni di gavetta nelle cantine a suonare e come roadie da palco per rinomate band, il successo arrivò grazie al suo carisma da poeta maledetto e alla sua potenzialità controcorrente. Il secondo album dei Nirvana, Nevermind (Geffen, 1991), segnò inesorabilmente la musica degli anni ’90 all’insegna del grunge e del punk. La poesia e la fragilità visionaria di Cobain, abbinate alla potenza ed energia del suo gruppo (Dave Grohl alla batteria e Chris Novoselic al basso), determinarono un cambiamento sostanziale, e la musica alternativa divenne un’appetibile speculazione commerciale. Il singolo Smell Like Ten Spirit fu l'inaspettato brano che, come un fulmine a ciel sereno e coadiuvato dalla martellante promozione su MTV, spalancò le porte del mercato discografico delle major alla musica punk-metal.

Raggiungere il successo non fu il coronamento di un’ambizione, ma l’inizio di un film di cui Cobain aveva già scritto la sceneggiatura e, purtroppo, anche la conclusione. Un costante disagio nei confronti della quotidianità e verso la popolarità che lo asfissiava, resero il labile Cobain ancor più insicuro. Oggi si sostiene pure che l'intenzione di Cobain era di lasciare i Nirvana e di mettersi a suonare con la band Hole di sua moglie Courtney. Una decisone, pare, osteggiata con gran forza dalla Geffen che non voleva mollare la presa su questa "gallina d'oro". Di questo stress ne risentì pure la sua salute, difatti degli inspiegabili dolori allo stomaco, dei quali non si scoprì mai la causa, furono per Kurt una costante fonte di sofferenza che cercò di mitigare con droghe, alcool e psico-farmaci Verso la fine egli si allontanò da tutto e da tutti, perfino dalla moglie Courtney e dalla figlia, e si rintanò nel suo mondo interiore, in balia di fantasmi e rimpianti dolorosi. Kurt Cobain è l'ultimo che ha saputo vivere - e morire - specchiandosi in entrambe le facce del rock'n'roll: quella scintillante, vorticosa e piena di soddisfazioni, e quella cupa, dove solitudine e decadenza vanno assieme a braccetto. Indimenticabile.

Falene La morte dei grandi miti del rock ha ormai assunto la valenza di devozione quasi religiosa che s'avvicina alla devozione per i santi del Cristianesimo, in una sorta di religione unica che accomuna migliaia di perone in tutto il mondo, ovvero il culto del rock'n'roll. Vite bruciate in un lasso di tempo cortissimo, stelle filanti destinate ad infrangersi sul proprio mito, personalità pronte a mordere la vita come se sentissero d'essere predestinate ad una fine anticipata. Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Bob Marley, Freddie Mercury, Kurt Cobain, oggi sono idoli venerati proprio in virtù della loro morte precoce. Jimi Hendrix, era una persona disponibilissima e collaborativa, ma è morto in totale solitudine soffocato da un rigurgito di vomito. Janis Joplin, fragile creatura perennemente alla ricerca d'amore, è stata acchiappata senza scampo dalla Dama Bianca. Bob Marley, l'Uomo Libero, fu travolto da una malattia inesorabile e senza scampo. Freddie Mercury, fu una "luce" splendente poi immolatasi sull'altare della malattia del millennio. Jim Morrison, il Re Lucertola, ora è un fantasma senza pace che s'aggira per il cimitero Père Lachaise di Parigi e, pare, per l'Africa, sulle orme di Rimbaud.

Jimi Hendrix Janis Joplin Bob Marley

Angeli delicati e perduti, troppo vivi per questa Terra, tanto vivi da essersi avvicinati al fuoco troppo da vicino e troppo presto. Meravigliose falene bruciate dalla luce.

Freddie Mercury Jim Morrison


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report Carta della musica svizzera L'accordo tra la SRG SSR Idée Suisse ed i musicisti svizzeri I rappresentanti dei musicisti svizzeri e la SRG SSR Idée Suisse hanno firmato una Carta della musica svizzera. Il documento, che dev’essere ancora ratificato dalle associazioni musicali, è il risultato di un intenso e costruttivo dialogo tra i due partner, dopo anni di sforzi da parte dei musicisti per aumentare la quota di musica svizzera nei programmi radiofonici della SRG SSR Idée Suisse. In febbraio, a Berna, i rappresentanti dei musicisti svizzeri (tra cui anche Action Suisse Rock) e la SRG SSR si sono messi d’accordo sul testo definitivo della Carta della musica svizzera. Le parti hanno convenuto di promuovere la musica svizzera con la diffusione di brani nei programmi musicali quotidiani, con contributi redazionali e con programmi speciali.

Dal canto suo, la SRG SSR s’impegna a diffondere una quota adeguata di produzioni musicali svizzere sulle sue reti radiofoniche (i dettagli verranno definiti da un gruppo di dialogo ad hoc), informare il pubblico sugli avvenimenti musicali svizzeri e partecipare a varie attività e produzioni volte a promuovere la musica svizzera. Le organizzazioni partner riconoscono che le radio della SRG SSR sono libere di definire la propria programmazione e sono consapevoli delle particolarità regionali e delle differenze nella programmazione. Intendono partecipare attivamente all’attuazione delle misure di promozione. Misure che finalmente daranno lo spazio adeguato e competente alla creatività musicale del nostro paese e della nostra regione. Per informazioni: www.srgssrideesuisse.ch

Firmando la Carta, le parti contrattuali ribadiscono la loro volontà di promuovere la musica elvetica e la sua immagine in Svizzera e all’estero. Intendono inoltre avviare una collaborazione costruttiva e basata sul dialogo, rafforzare e consolidare la presenza della musica svizzera e delle novità musicali sulle reti radiofoniche della SRG SSR nonché sostenere la musica svizzera e i nuovi talenti con misure concrete.

Demo on-air Spazi radiofonici per i gruppi emergenti

di nightatheopera

Il cruccio più ricorrente per le band alle prime armi è raggiungere un ampia visibilità sul proprio lavoro. Grazie alle nuove comunicazioni e ad Internet, le possibilità di far ascoltare i propri brani sono aumentate. Per questo numero di re.set vengono proposti tre ottime occasioni per diffondere sulle onde radiofoniche italiane la propria musica.

LifeGate Ecco una radio molto particolare nel suo genere di programmazione, si tratta di LifeGate. Quest'emittente radiofonica ha ideato un programma chiamato Lifegate Music Starter. In questo programma vengono presentati dieci gruppi emergenti che hanno inviato la loro demo presso la sede della radio. Si tratta di una sorta di concorso attraverso il quale si vince un’intervista e la possibilità di passare sulle loro frequenze. La prima edizione si è appena conclusa e il programma verrà battezzato il 30 di marzo alle 23.00 dove si ascolteranno le bands selezionate dallo staff della radio. Al link www.lifegate.it/lg_radio.htm trovate altre informazioni riguardo quest'iniziativa. La prossima edizione sarà in giugno ed è consigliato fin d’ora mandare la vostra demo. Per partecipare a questa selezione è sufficiente mandare i brani a: LifeGate Music Starter Via Manzoni 18 - 22046 Merone/Como (I)

Flashmusica

Demo

La seconda occasione è il portale Flashmusica (www.flashmusica.it), che offre la stessa possibilità di trasmettere i propri pezzi sulle onde radiofoniche di Radio International ed altre emittenti. Per partecipare a quest’altra iniziativa è molto semplice, basta spedire sempre la demo con una liberatoria (si permette alle radio di mandare in onda il pezzo) al seguente indirizzo:

L’ultima opportunità, ma non per questo la meno importante, è Demo, cioè un programma trasmesso su Radio Uno Rai, dunque una radio d'ampia portata e con un bacino d'utenza notevole. L’indirizzo web è www.radio.rai.it/radio1/demo da dove si può scaricare la scheda per la partecipazione. I demo migliori appaiono in una classifica dove sono votati da una giuria di esperti.

Comune di Bologna Ufficio Politiche Giovanili redazione Flashmusica via Oberdan 24/m 40126 Bologna (I)

Mandate tutto a: Demo Radio Uno Rai Palazzina G2 /Largo Villy de Luca 5 00188 Roma (I)


036

live

re.play

Concerti Jazz Di Rete Due Prosegue la seconda parte della stagione dei Concerti Jazz di RTSI/Rete Due con in cartellone ancora due appuntamenti di gran richiamo. Il jazz, per molti di noi, è un mondo inesplorato e sconosciuto. Ecco un'opportunità unica nei luoghi giusti per assaporare al meglio i suoni e le vibrazioni che solo questo genere musicale sa dare.

Il 22 aprile sarà la volta del quintetto Baby Boom di Daniel Humair, una delle glorie del jazz elvetico e batterista stilisticamente tra i più rappresentativi del jazz contemporaneo, con alle spalle esperienze accanto a Chet Baker, Lee Konitz, Phil Woods, gli Swingle Singers (per non citarne che alcuni), nonché co-leader assieme a Martial Solal, John Scofield, Henri Texier, Joachim Kühn, Franco Ambrosetti. Il gruppo, in concerto nello Studio 2 RSI, è un’eccezionale live band con all’attivo un primo Cd pubblicato lo scorso anno da Sketch Records. Il concerto di Baby Boom si fonderà idealmente con l’incontro letterario Percorsi dell’invenzione, promosso dall’AdS (Autori e Autrici della Svizzera) e previsto con letture dal vivo, già a partire dalle 18.30.

La rassegna si chiuderà il 15 maggio all’Auditorio Stelio Molo con il concerto della EBU Jazzorchestra, che presenterà il frutto del lavoro svolto la settimana precedente durante l’annuale workshop per Big Band promosso sin dagli anni ’60 dall’Unione Europea di Radiodiffusione (UER o, all’inglese, EBU) e aperto ai giovani talenti del jazz continentale. L’EBU Jazzorchestra torna dopo molti anni nel nostro paese, prodotta dalla SRG-SSR Idée Suisse in collaborazione con Pro Helvetia. Forte sarà la rappresentanza del nostro paese, con i musicisti in orchestra Sandro Schneebeli (chitarra), Wolfgang Zwiauer (basso) e Fabian Kuratli (batteria).

Inizio alle 20.45. I biglietti sono disponibili presso La Bottega del Pianoforte - Lugano, Libreria Leggere - Chiasso, By Pinguis - Bellinzona e Soldini Music City - Locarno, e la sera dei concerti alla cassa RSI Besso - Lugano. Informazioni ed eventuali prenotazioni: tel. 091. 8039123 www.rtsi.ch/jazz.

Localcorner live Decisa e in perenne movimento la scena rock ticinese! Alcune band locali nel prossimo futuro hanno una serie di concerti promettenti e di sicuro interesse per il pubblico locale e svizzero. Vediamo quali…

Gli irrefrenabili Vomitiors sono sulla cresta dell'onda per quanto riguarda la richiesta dei loro potenti servigi musicali: il 5 giugno saranno in concerto durante la serata della Maratona contro il cancro, mentre il 12 ad un open-air in previsione a Giornico. Nel mese d'agosto è previsto il loro live il 21 presso l'Open Air Tiglion a Verscio (di cui non si sa ancora niente sul programma completo), e il 27 all'Open Air Sant'Antonino.

Per i pugnaci Falling Silence il prossimo live sarà il 5 maggio presso il Biasca Live, mentre i MUSh il 29 aprile saranno a Losanna (info su http://mushband.cjb.net), e con un concerto acustico nel cuore dell'Università di Zurigo, in pratica al bQm il 6 di maggio.

I Wave Flow, altra solidissima ed interessante band locarnese, questa volta di fusion-jazz d'alto livello, ha in prospettiva una serie di concerti nella regione. Oltre a festeggiare il 28 aprile il 20° anniversario della K-Sound di Camorino, la band suonerà il 1° maggio al Mamy Jazz Club di Lugano, il 15 maggio al Teatro Dimitri e il 4 giugno all'Officina della Birra di Bioggio. Con i Wave Flow si è sicuri di passare un'ottima serata in piacevole compagnia.

Foto by Fabrizio Capeder

Impressionante la lista di concerti in programma per i My Stupid Dream. I ragazzi si sono dati da fare e il risultato è una tournée con i fiocchi in giro per la Svizzera: il 17 aprile al Falken Music Club di Svitto, il 24 al Box di Davos, il 25 al Remise di Wil in occasione del Dance Of Days Festival con in cartellone anche i Ten Foot Pole e The Masked Animals, poi il 19 giugno alla Fête de la Musique di La Chauxde-Fonds, e l'11 settembre al (TBC) Estrich di Winistorf (Soletta). Complimenti a questa band inarrestabile!


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di partecipazione dove acquista le sue Camel.

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038

live

re.play

A wild night of

PRIMITIVE ROCK'NROLL

Roger Rotor

1. maggio Garage Music - Castione dalle 22.30 - 5.00

Confessa! Pentiti! Risvegliati! Grande appuntamento per i cultori dell’alternative dancefloor e dell’elettronica estrema sabato 17 aprile al Living Room Club di Lugano. Si esibirà Roger Rotor, artista di punta a livello europeo in ambito techno-industrial e stella di prima grandezza nell’attuale e riconosciuta scena elettronica zurighese con all’attivo numerosissimi concerti in patria e all’estero e svariate partecipazioni con i più importanti artisti della scena elettronica-sperimentale-rumorista internazionale quali Main, Scorn, Scanner, Soviet France e Suicide. L’attuale progetto, nato nel 1997, non è che uno dei tanti pseudonimi musicali creati dalla vulcanica mente di Rotor (Bloodstar, Myiase, Rotor Syndrom, Telerotor) progetti, in parte conclusi, altri ancora in progresso, che spaziano dalla sperimentazione rumorista degli inizi anni Novanta alla verso lidi elettronici techno-ambient o electro-punk. Al Living room Roger Rotor presenterà il suo ultimo lavoro, Malleus Maleficarum (Ant-Zen, 2003), album che ha conosciuto positivi riscontri nella stampa specializzata. Elettronica essenziale, veloce, dura, ipnotica e danzabile per la gioia d’orecchie pronte a recepire ritmi e sonorità distanti dalle proposte di mercato usuali. Malleus Maleficarum, ovvero Il martello delle streghe, libro pubblicato nel 1486 e referenza di base per gli inquisitori. Nelle intenzioni dell’artista e per analogia dovrebbe servire per identificare, perseguire e, possibilmente, soppiantare la banale e scontata elettronica che strizza sempre più l’occhio a puri criteri commerciali. (www.roger-rotor.ch, www.malleusmaleficarum.org) 17 aprile Living room - Lugano live con Roger Rotor + Industrial ritual power electronic Party Dj set con Blackleo (resident) & Antz (Losanna)

>> Interessanti anche gli altri eventi previsti questo mese presso il Living room: per la serata del 10 in programma il dj set di Dj Rolla da Ginevra (già membro del gruppo Freebase Corporation) con un repertorio d'n'b e breakbeat e con videoproiezioni a cura del vodese PixelFairy; mentre il giorno seguente, l'11, è la volta del Joe Colombo Trio, in un live energy blues nel consueto stile di questa band ticinese. Il 24 è previsto un evento progettato dalla Pro Helvetia, il Constrution Sonor, che vedrà susseguirsi i coinvolgenti dj-set d'elettronica dei "nostri" Table, seguiti poi da Intricate di Lucerna, da Balduin di Berna e da Dj Ter, un ospite italiano. Un programma bollente! Il programma completo lo trovate su: www.livingroomclub.ch

Un appuntamento imperdible per gli amanti del rock'n'roll, rockabilly, garage, punk, surf. Particolarmente interessante perché questo grande evento coinvolge le realtà più rappresentative a livello ticinese e svizzero essendo co-prodotto da una sinergia d'eccezione: Garage Music, Bipiem Agency, Apocalypse Knights Motorcycle Club, re.set magazine, Bad Cat Tatoo Studio, Crazyeventik (il maggiore organizzatore di eventi rock'n'roll in Svizzera) e la Voodoo Rhythm Records del Reverendo Beatman. Il programma prevede l'esibizione dei gruppi nostrani Pussywarmers e Ghost Town Bats, dei bernesi Monsters e dei croati Mad Man. Segue fino alle 5 del mattino un dj set di Paul Burkalter alias dj Pepper Hot. Nonsolomusica Per l'occasione ci sarà anche un raduno di Oldtimer American Cars, il posteggio dell'ampio piazzale del Garage Music sarà infatti riservato ai mitici macchinoni americani.

The Monsters Una trasgressiva miscela di 60ies garage punk, wild teenage trash rockabilly e primitive rock'n'roll. I Monsters si sono formati a Berna nel '86, la band è capitanata dal Reverendo Beatman, fondatore della Voodoo Rhythm Records e icona mondiale del trash-punk-rock'n'roll... e da Berna! Chi se lo aspetterebbe? La formazione attuale si compone di voce, chitarra, basso e una curiosa "clonedrum": due batteristi suonano contemporaneamente una batteria e mezza. Vi aspetta un live selvaggio, indemoniato, dissacrante. Yell, drink & dance! www.themonsters.ch

The Mad Man Selvaggio rockabilly/rock'n'roll direttamente da Zagabria! Una band di riferimento in Croazia e Slovenia per i rock'n'roll party ed i raduni dei bikers. Il giorno prima di raggiungerci in Ticino presenteranno ufficialmente il loro nuovo cd in un concerto a Berlino con la leggenda della Sun Records Glenn Honeycutt! www.geocities.com/band_mad_men

The Ghost Town Bats Sicuramente la più rinomata rockabilly band ticinese, capitanata da Fabio Poretti già cantante e chitarrista nelle formazioni dei Bad Cats e dei Saking Bones. High energy of neo rockabilly, psychobilly, blues & surf con composizioni proprie e cover di Stray Cats, Eddie Cochran, Restless, Johnny Burnette, Carl Perkins e Reverend Hot Heat. http://groups.msn.com/theghosttownbats

The Pussywarmers Giovanissima rivelazione del panorama musicale ticinese, freschi vincitori del concorso Extra Garage Music, i Pussywarmers propongono uno stile ispirato al rockabilly. Sono una delle ultime sorprese del panorama musicale ticinese. Freschi, ironici e coinvolgenti... to heat your ass!


040

cinema

re.vision di ado bader

Honey Una ballerina di hip-hop dolce come il miele

In occasione dell’uscita di Honey nelle sale del Cantone la United International Pictures mette in palio cinque biglietti omaggio, validi per due persone per l’anteprima del 29 aprile prossimo.

Quale tra questi film è stato interpretato da Mekhi Phifer?

I primi cinque lettori che risponderanno correttamente via e-mail alla domanda si aggiudicheranno i biglietti.

Inviate le vostre risposte, complete di nome e cognome, indirizzo con l’intestazione "Honey" a redazione@resetmagazine.ch

1. 8 Mile 2. Road Trip 3. Save the last dance

Il suo nome è dolce come il miele ma Honey ha grinta da vendere e tanto talento. Come tutti noi, anche’essa ha un sogno nel cassetto: quello di sfondare e diventare una gettonata coreografa di musica hiphop. Ma la strada per il successo, si sa, non è facile e la giovane cerca quindi di sbarcare il lunario come può. Tra i tanti lavoretti Honey impartisce lezioni di danza in una scuola del Bronx. La ragazza si rende conto che l’attività non certo quello che si aspettava ma è pur sempre un’occasione per mettere in pratica le sue doti nel ballo. Una sera, ecco giungere l’occasione che potrebbe aprirle la strada verso il palcoscenico. Un regista di video musicali, infatti, la nota mentre è intenta a ballare in una discoteca e la scrittura immediatamente per il suo prossimo progetto. La vita nel mondo dello spettacolo, però, è una sfida continua e Honey inizia a trascurare la sua stessa vita e gli amici più cari. La ragazza si rende presto conto di trovarsi di fronte ad una difficile scelta: seguire le orme del successo o rimanere alla semplice - ma forse più genuina - vita di sempre? Protagonista di Honey, la nuova commedia musicale al ritmo di hiphop e R&B, è Jessica Alba. Per prendere parte al film la giovane attrice (celebre per vestire i panni di Max nella serie televisiva Dark Angel) si è allenata per diversi mesi seguendo lezioni di aerobica, sessioni in palestra e naturalmente lezioni di danza hip-hop. A completare il cast ci sono poi numerose giovani promesse del calibro di Mekhi Phifer (8 Mile) e il rapper Lil’ Romeo. Siete pronti a scendere in pista per lasciarvi coinvolgere dal sensuale ritmo dell’r&b e dell’hip-hop? Il 29 aprile prossimo, al Cinestar di Lugano, grande anteprima del film preceduto da uno spettacolo di danza hip-hop!

Van Helsing L’ammazza-mostri

In occasione dell’uscita di Van Helsing nelle sale del Cantone la United International Pictures mette in palio cinque biglietti omaggio, validi per due persone per l’anteprima del 29 aprile prossimo.

Quale tra questi mostri NON appare in Van Helsing?

I primi cinque lettori che risponderanno correttamente via e-mail alla domanda si aggiudicheranno i biglietti.

Inviate le vostre risposte, complete di nome e cognome, indirizzo con l’intestazione "Van Helsing" a redazione@resetmagazine.ch

1 L’uomo lupo 2 Dracula 3 La mummia

Quali sono i più famosi mostri della storia del cinema? Niente di più facile, penserete: Dracula, L’Uomo lupo e la creatura di Frankenstein. Immaginatevi ora, un film in cui tutti e tre i leggendari mostri appaiono per la prima volta insieme, interagendo tra loro. L’insolito cocktail che ne scaturisce è Van Helsing, una cupa avventura ambientata nell’Europa dell’est del tardo 19.mo secolo. Il Dr. Gabriel Van Helsing - nato dalla mente creativa di Bram Stoker - viene incaricato da una società segreta per liberare le terre della Transilvania, da un’orda di terribili mostri che le infestano. Lo raggiunge per aiutarlo la temeraria Anna Valerious, che ha giurato di annientare la stirpe di Dracula e liberare così la sua famiglia da un’antica maledizione. Van Helsing segue la scia della recente rivisitazione del classico della Universal La Mummia e mette in scena un nuovo mondo, dove soprannaturale e realtà si fondono. Tra Londra, Roma e Parigi, lo spettatore verrà immerso totalmente in tenebrosi scenari scaturiti dalla creatività del regista-sceneggiatore Stephen Sommers. Protagonisti della vicenda, due attori che di mostri se ne intendono: Hugh Jackman (il Wolverine di X-Men) e Kate Beckinsale (l’eroina-vampira di Underworld). Se avete il coraggio di unirvi ai protagonisti in una pericolosa caccia al mostro, l’appuntamento è al cinema dal 7 maggio!


041

Nói Albinói

Nói vuole essere felice. Nói vuole essere innamorato. Nói vuole essere ricco. Subito.

Delicata e preziosa la pellicola che la Xenix Filmdistribution di Zurigo propone questo mese nelle nostre sale, Nói Albinói di Dagur Kari. Il protagonista è Nói, un ragazzo albino diciottenne che vive in un lontano villaggio nel Nord dell'Islanda dotato di un intelligenza sopra la media, ma che svogliatissimo a scuola usa la sua dote per i furtarelli con i quali si procura soldi per i suoi piccoli vizi. Il suo sogno è quello di poter andare via lontano, magari al caldo sole del Mar dei Caraibi. Assieme ad Iris, una ragazza di città finita a lavorare nello squallido bar annesso al distributore di benzina, progettano come scappare, però i maldestri tentativi d'evasione di Nói restano inesorabilmente senza successo. Solo una catastrofe naturale stravolgerà la vita di Nói, facendogli intravedere un altrove migliore. Ecco un’altra pellicola a ricordarci che l’Islanda esiste. Lo stile cinematografico di Nói Albinói richiama da subito la memoria a 101 Reykjavik (di Baltasar Kormakur, 2000), ovvero il modo di raccontare una storia in maniera pacata, distaccata ma profonda, con semplicità. Questo sensibile film, passato attraverso vari festival internazionali, s'impone per energia, nitidezza ed originalità. Il capace regista islandese Dagur Kari si è diplomato alla National Film School di Danimarca, ed ha già realizzato Lost Weekend, un cortometraggio che ha ricevuto undici premi internazionali. Il buffo e tragicomico interprete principale, Tomas Lemarquis, è un francese trapiantato in Islanda, ha studiato a Parigi ed ha un passato nel teatro e come presentatore di un telegiornale islandese. Un film poetico e fortemente esistenziale sulla morte che portiamo dentro, ma anche una favola islandese, sconvolgente ma senza enfasi, che suggerisce dolcemente e sottovoce lasciandoci sottili ma intensi spunti di riflessione.


043

cinema

re.vision di squalo

HamburgerHolly ood Veloci, veloci, veloci. Bisogna andare sempre più velocivelociveloci… Perché non c’è tempo da perdere ed il Tempo, si sa, è Denaro, nel mondo come, e soprattutto al cinema. A Hollywood fanno di tutto per cercare di usare il Tempo e la Velocità a loro favore.

Dimenticatevi subito che prenda questo spunto per vaneggiare di porcherie come La Macchina del Tempo o 2 Fast 2 Furious: non ne ho il tempo (per l’appunto!) e la voglia di scriverne (…e spero voi di leggere): sarebbe inchiostro sprecato. Non voglio nemmeno attaccarmi a quanto chilometriche siano ultimamente le pellicole malgrado numerosi appelli dai produttori. Alcuni film sembrano volere ripagare lo spettatore se non con la qualità, almeno con la quantità (“è vero: la minestra fa schifo però guarda quanta te ne ho data.”). Non ho voglia nemmeno di sporoloquiare a sproposito di quanto siano veloci certi combattimenti sullo schermo, talmente rapidi da essere totalmente incomprensibili, senza senso e di qualsivoglia logica elementare: alzi la mano chi riesce a star dietro a quei tornadi di fotogrammi (ovvero: non so cosa fare, lo inquadro strano e frullo il tutto così nessuno ci capisce…). A dir la verità avrei davvero voglia di incazzarmi con chi non è abbastanza veloce da arrivare per tempo in sala (anche se forse sarebbe più opportuno prendersela con gestori che non impediscono l’ingresso in sala a spettacolo iniziato: meglio disturbare un centinaio di spettatori paganti che non staccare due biglietti in più per due maleducati ritardatari) ma credo che una paginata di soli insulti sarebbe sì creativa dal punto di vista prettamente linguistico ma non servirebbe a cambiare le cose. Stavolta prendo l’occasione di spiegarvi (?) come i grandi studi californiani abbiano imparato ad utilizzare il Tempo: eliminando i “dormiglioni”. Pigri e narcolettici stiano tranquilli e si rilassino, io non ho nessuna intenzione di svegliavi e nessun killer è partito da Hollywood sulle vostre tracce. I “dormiglioni”, o per meglio dire gli “sleepers” sono una categoria cinematografica molto particolare. Il termine “dormiglione” anche se tradotto alla lettera non è nemmeno corretto: “dormiente” sarebbe il vocabolo più consono per definire delle pellicole che, una volta uscite in sala, partono molto lentamente, con incassi decisamente sotto la media ma che, grazie al passaparola degli spettatori, iniziano a raccattare soldi come una palla di neve che diventa un’inarrestabile valanga. Un esempio? Le Invasioni Barbariche (non ditemi che vi siete persi un simile gioiellino, ma cosa parlo a fare alla radio?). Uscito in sordina credo che abbia battuto in permanenza sugli schermi titoloni come Il Ritorno del Re. Non avrà certamente superato il film di Jackson in quanto ad incassi totali ma

credo che, come investimento, sia stato decisamente più redditizio. Matematicamente è semplice: Quanto è costato? Quanto ha incassato? A conti fatti, percentualmente, come investimento per i produttori, sono convinto che vinca lo splendido film canadese. Perchè invece Hollywood preferisce grosse produzioni estremamente costose e percentualmente poco redditizie a dei più economici e remunerativi sleepers sapendo che la pubblicità è oltretutto gratuita? Innanzittutto perchè lo sleeper necessita delle caratteristiche ben precise: un buon regista, un buon cast ed un’ottima sceneggiatura (ed una valida sceneggiatura spesso è più rara dell’acqua nel deserto). Eppoi uno sleeper non è mai certo di funzionare e per farlo occupa necessariamente per troppo tempo una sala. Meglio allora il buon vecchio metodo del TtMaR (“Take the Money and Run”, detto anche “Prendi i $oldi e $cappa”…) che consiste nel “creare” un evento (il film è quasi superfluo), fare in modo che i media ne parlino il più possibile (nel bene o nel male, è indifferente) per poi far uscire la pellicola nel maggior numero di teatri disponibili. Con la curiosità innescata tutti correranno in sala, è morbosamente inevitabile. Il tempo che si sparga la voce che effettivamente il film è una boiata pazzesca ed ecco che se ne è già andato con tutti i nostri bravi soldini. Certo così è decisamente più facile, costoso ma altrettanto redditizio e con la quasi certezza che funzioni. Semmai una pellicola dovesse avere tutte le potenzialità, dogmi e crismi per diventare uno sleeper, con le attuali pianificazioni cinematografiche, degne della logica di un fast-food, sicuramente sarà destinato a non trovare abbastanza tempo in una sala per essere valutato a dovere. Male che vada verrà forse ripescato nel mercato del home-video. Perché non c’è tempo (e non ci sono sale) da perdere. Le pellicole alle nostre regioni non possono restare in sala ad occupare spazi già prenotati dai film che s’incolonnano in un ingorgo degno di un casello autostradale sulla via del mare in un week-end d’agosto. Già molti titoli vengono persi per strada senza nessuna possibilità di redenzione alcuna se non quella di un argentato dischetto o di un cupo nastro. L’importante è riuscire a creare un nuovo caso, un altro evento affinchè gli spettatori corrano in sala, cascando nella trappola per l’ennesima volta… In fondo a chi importa veramente se sono andati pregustandosi un luculliano banchetto ed invece si sono ritrovati nello stomaco un indigesto hamburger? A me si!


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re.vision

cinema

nextscreen Il film La maledizione della prima luna avrà un seguito. E' intenzione della Disney produrre una seconda parte del film che avrà come protagonista ancora il grande Johnny Depp nella parte del pirata Jack Sarrow. L'uscita nelle nostre sale è prevista per inizio autunno.

Della serie "…a volte tornano!". Evidentemente il revival sta contagiando il mondo del cinema: dopo Terminator, Indiana Jones e Mad Max anche il pugile più famoso del grande schermo, Rocky Balboa, è pronto al ritorno. Sylvester Stallone interpreterà e scriverà la sceneggiatura del nuovo (il sesto) episodio della saga del boxer di Philadelphia. Stallone sarà alle prese con un Rocky cinquantenne che dovrà tornare ancora una volta sul ring.

La brava Scarlett Johansson, dopo La ragazza con l'orecchino di perla, si accinge ad interpretare un nuovo film in costume: l'attrice sarà la protagonista femminile del prossimo Napoleon and Betsy, film che racconterà l'amicizia tra l'imperatore francese e una ragazza inglese, durante l'esilio di Napoleone sull'isola di Sant'Elena. L'inizio delle riprese è previsto per la fine dell'anno. Intanto la Johansson sarà impegnata sul di Dalia nera, thriller ispirato al celebre romanzo di James Ellroy che sarà diretto da Brian De Palma e interpretato da Josh Hartnett e Mark Wahlberg.

Le notti brave di Ben Affleck potrebbero finire in un film. Gli Studios stanno guardando con interesse alla sregolata vita notturna di Affleck in cerca d'ispirazione. In particolare guardano alla serata d'agosto che l'attore trascorse con l'amico e collega Chris Slater, al Brandi Nightclub di Vancouver, che secondo il gossip scatenò l'ira funesta di Jennifer Lopez fino alla rottura. E proprio Slater rivendica la paternità del progetto annunciando che il taglio della pellicola sarà comico.

La Warner Bros insieme alla casa di produzione Plan B vorrebbe portare sullo schermo la storia del leggendario Jesse James, conosciuto come "la pistola più veloce del West". La regia del film dovrebbe essere affidata all’australiano Andrew Dominik, e il ruolo di Jesse James a Brad Pitt. I contratti con la Plan B impegnano Brad Pitt a interpretare, oltre a questo film, anche The Hatfields and the McCoys di Michael Mann, e Infernal Affairs di Martin Scorsese.

Keanu Reeves vestirà i panni di Constantine nell'omonimo film, adattamento cinematografico del fumetto della DC Hellblazer. Nel cast anche Tilda Swinton, Gavin Rossdale e Djimon Hounsou. Il film sarà diretto da Francis Lawrence.

The Passion of Christ Finalmente sugli schermi l’ultimo film di Mel Gibson, The Passion of Christ, autentico tormentone mediatico che, negli Stati Uniti e un po' anche in Europa, ha fatto parlare non poco di sé a causa delle sue presunte tesi antisemite.

di eric bouzigon

La storia è ormai nota. Il film mostra le ultime dodici ore della vita di Gesù partendo dal suo arresto nel giardino degli ulivi. La linea narrativa ricalca in modo relativamente fedele le rivelazioni dei diversi Vangeli. Costruendo, con l’innesto di diversi flashback, la struttura narrativa intorno agli elementi fondamentali delle ultime ore di Gesù : l’arresto, le sevizie romane, la sentenza, la via crucis, la crocifissione e la resurrezione, Gibson non prende molti rischi, ma non è questo lo scopo del suo film; soggetto è il sangue e la pelle. Il regista australiano gira un film nel quale il corpo di Gesù, spoglio e martoriato, subisce la vendetta degli uomini scandalizzati da quel messaggio che il film non mostra. E forse è questo il suo problema. Pur se narrativamente il film è indubbiamente coerente, è proprio questa ricerca sistematica dello spettacolo della sofferenza con tanto d’immagini rallentate e musica pruriginosa - ad annoiare velocemente. I difetti purtroppo non sono solo dovuti alle scelte registiche e contenutistiche. L’altra nota dolente del film, oltre alla pochezza teologica, è la prova insipida e a tratti penosa degli attori, appena degni di una recita liceale. In linea di massima se Gibson si tiene lontano da propositi canonizzatori rivendicati da certi ambienti cristiani, la critica mossagli da ambienti ebraici newyorkesi di sostenere tesi antisemite è senza fondamenta e ha il sapore di una polemica sterile. Mostrare degli ebrei inveperiti non basta in effetti ad avvalorare certe tesi, non comunque in un film manifestamente concentrato sulla sofferenza fisica più che sul contenuto teologico del messaggio religioso. Riuscita è invece la scelta di far parlare i protagonisti nelle loro lingue, l’aramaico ed il latino per i soldati romani. Una scelta ambiziosamente felice. Se il film contiene un gran numero di spunti interessanti, il prodotto finito non è però all’altezza delle aspettative. Anche se è una banalità, è comunque evidente che questo ennesimo film sulla vita di Gesù non fà che far rimpiangere il capolavoro di Pier Paolo Pasolini Il vangelo secondo Matteo, forse l’unico film ad essere riuscito a trascrivere visivamente la bellezza e lo scandalo di un testo sacro.


La rassegna Cineroom coordinata dal collettivo Cinemino procede con regolarità la sua stagione cinefila del mercoledì sera presso il Living room, il noto locale luganese situato in via Trevano. Per la serie Roman Polanski - La trilogia degli appartamenti in programma un film del 1965, Repulsion, in cui troviamo una favolosa Catherine Deneuve diretta dal sapiente stile di Polansky. In cartellone inoltre una proiezione per il ciclo Difficili convivenze - Il cinema del conflitto rivolto alle tematiche sociali - questo mese in previsione I Cento Passi di Tullio Giordana - ed una dedicata al nuovo cinema italiano (con Caro diario di Nanni Moretti). Cineroom è l'occasione fuori dal comune e dall'atmosfera accogliente dedicata a molti capolavori del cinema, nonché a film che difficilmente si possono vedere dalle nostre parti. L'entrata è gratuita. Apertura alle 21.00 ed inizio proiezione alle 21.30.

Per informazioni: www.livingroomclub.ch www.thermos.org/cinemino

7 aprile Uno sguardo al nuovo cinema italiano Caro Diario (Italia, 1994) regia di Nanni Moretti musica originale di Nicola Piovani. con Nanni Moretti, Giovanna Bozzolo, Silvio Orlando, Sebastiano Nardone, Antonio Petrocelli, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller, Marco Paolini, Carlo Mazzacurati e Italo Spinelli 21 aprile Difficili convivenze - il cinema del conflitto I cento passi (Italia, 2000) regia di Marco Tullio Giordana con Luigi Lo Cascio, Luigi Maria Burruano, Lucia Sardo, Paolo Briguglia e Tony Sperandeo

28 aprile Roman Polanski - La trilogia degli appartamenti

Repulsion (Gran Bretagna, 1965) regia e soggetto di Roman Polanski musica originale di Chico Hamilton con Catherine Deneuve, Ian Hendry, John Fraser e Yvonne Furneaux


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re.ad di stefano kirk

Iijima Ai Platonic Sex Rizzoli Platonic Sex, è l'autobiografia dell'ex attrice porno nipponica Iijima Ai, oggi un'amata star della televisione. La trama è molto semplice: scappata di casa all'età di quattordici anni dopo un furioso litigio col padre ed un furto ai danni della madre, Iijima inizia a vivere arrangiandosi da sola, in balia degli eventi. La sua giovinezza si consuma lavorando nei locali notturni, nelle boutiques e negli "hotel dell'amore", alla ricerca di denaro facilmente reperibile tramite l'offerta del proprio corpo agli sconosciuti. Iijima però è molto ambiziosa, e già prevede la fine che farà se non cambia direzione. Quindi arriva l'ingresso nel mondo del cinema porno e poi, dopo essere stata l'ammirata protagonista di oltre cento video per adulti, arriva il passaggio alla televisione dove Iijima trova il successo nazionale grazie ad una trasmissione sexy notturna. In una Tokyo sempre più capitale del vizio e della lussuria, notturna e fatalmente attraente, sfilano gallerie di personaggi surreali: gli uomini che usano e si fanno usare, e le strampalate amiche della protagonista, tra le quali la lesbica Mariko e l'hostess Akemi. Un testo sconvolgente, che ha scalato le classifiche asiatiche e che ora arriva da noi in tutta la sua schiettezza. Solo in Giappone Platonic Sex ha raggiunto in pochi mesi il milione di copie vendute e in brevissimo tempo s'è imposto alle classifiche di tutti i paesi asiatici, divenendo un bestseller senza eguali in Corea. Taiwan e Hong Kong. Fenomeno traumatizzante per gli adulti e oggetto di culto per centinaia di migliaia d'adolescenti, Platonic Sex è ora anche un film diretto da Masako Matsuura, una regista nota nel cinema nipponico. Un viaggio nell'adolescenza di una giovane donna alla ricerca di sé stessa, un romanzo di "formazione sessuale" che è anche un itinerario nella vita notturna di Tokyo, sfavillante ed allo stesso tempo squallida. La Melissa P. dell'Oriente.

West of your cities A cura di Mark Strand e Damiano Abeni Minumum Fax Lo sapevate che l’ultima antologia della poesia americana pubblicata in Italia (Poesia degli ultimi americani, curata da Fernanda Pivano) risale esattamente a quarant’anni fa? La Minimum Fax è arrivata in nostro aiuto colmando una lacuna che da tempo aspettava di essere soddisfatta. Una grossa nota di merito per questa pugnace casa editrice che non si stanca mai d'offrire ai lettori la traduzione d'opere statunitensi altrimenti impossibili da reperire in italiano. West of Your Cities è curata in esclusiva mondiale per Minimum Fax dal più grande poeta americano vivente, Mark Strand, e egregiamente tradotta da Damiano Abeni. Mark Strand (1935) è autore di nove raccolte di poesia, due volumi di prosa, oltre a saggi, traduzioni, libri per bambini. Fra i numerosi riconoscimenti assegnatigli, il premio Pulitzer nel 1999. In Italia la casa editrice Donzelli ha pubblicato nel 1999 una scelta di sue poesie, L’inizio di una sedia. Damiano Abeni ha tradotto per Minimum Fax testi poetici di Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti e Charles Bukowski. In West of Your Cities i testi sono riportati in versione originale con traduzione in italiano a fronte. Questo volume raccoglie il meglio del meglio della poesia americana contemporanea. Undici voci diverse, ma coralmente intonate, ci narrano come si è modificata la società americana dal dopoguerra ad oggi, in ogni senso, politico e sociale, poetico e culturale. Tra le firme di cui sono riportate le poesie più significative ci sono ben otto premi Pulitzer e quattro Poeti Laureati (tra i letterati di lingua inglese questa è un'onorificenza prestigiosissima). Oltre al già citato Strand, troviamo dunque gli scritti di Frank Bidart, Louise Glück, Jorie Graham, Robert Hass, John Koethe, Heater McHugh, Robert Pinsky, Charles Simic, James Tate, C.K. Williams e Charles Wright. Un riuscito tentativo di dimostrare che la poesia americana è ancora viva e vegeta. Da leggere.

Premio Chiara Giovani 2004

E' aperto il bando di partecipazione al più interessante concorso per giovani aspiranti scrittori. Il Premio Chiara è articolato in diverse iniziative che intendono promuovere la lettura, la scrittura e la conoscenza della letteratura e degli autori, soprattutto quelli che hanno operato in Lombardia e nella Svizzera italiana. Sono previsti inoltre alcuni seminari, l'organizzazione di una mostra su scrittori e poeti del Varesotto e l'assegnazione del Premio Chiara alla carriera ad un autore di riconosciuta fama.

La sezione Premio Chiara Giovani è riservata a giovani aspiranti narratori, provenienti dall'Italia e dalla Svizzera italiana ed è rivolto ai ragazzi nati tra il 1 gennaio 1979 e il 31 dicembre. I concorrenti sono invitati a produrre un breve racconto originale ed inedito sul tema "Con la musica in testa". La giuria letteraria selezionerà 25 racconti finalisti che saranno pubblicati in un volume che verrà inviato alla guria popolare del Premio Chiara per la votazione. Dalle preferenze espresse si formerà una graduatoria per sette premi: 600 euro per il primo premio, 300 euro per il secondo, un telefono cellulare, un impiano mini hi-fi, e altri premi per le restanti posizioni. La premiazione dei vincitori avverrà domenica 19 settembre prossimo a Villa Recalcati a Varese.

Ogni racconto non dovrà superare ottanta righe dattiloscritte (per un totale massimo di 5'000/5'500 battute) e dovrà pervenire in tre copie, entro il 24 maggio. Alle tre copie dattiloscritte del racconto dovranno essere allegati: un floppy disc con testo in word, il riassunto del racconto in cinque righe (max 100 battute) dattiloscritto in tre copie, una fotografia dell'autore, la fotocopia della carta d'identità e la scheda di partecipazione da richiedere a: Associazione Amici di Piero Chiara Premio Chiara Giovani Viale Belforte 45 - 21100 Varese Tel. +39.0332.335525 Fax +39.0332.335501 amicichiara@premiochiara.it www.premiochiara.it


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libri Andre Dubus III La casa di sabbia e nebbia Piemme

Una banalissima svista burocratica e Kathy Lazaro si ritrova sbattuta fuori di casa per finire disperata in un incubo senza apparente soluzione. E' mattina, e lei sta facendo la doccia quando bussano alla porta. E' un funzionario dell’ufficio imposte, venuto a consegnarle un’ordinanza del tribunale. Kathy ha poche ore per fare i bagagli e lasciare la sua casa di Bisgrove Street, nei sobborghi di San Francisco, espropriata dalla contea per evasione fiscale. Si tratta di uno sbaglio ma la macchina della legge si è messa inesorabilmente in moto, e non si può fare nulla per arrestarla, se non cercare un buon avvocato. Quando la casa è messa all’asta, ad aggiudicarsela è Massoud Behrani, ex colonnello dello scià di Persia fuggito ai tempi della rivoluzione fondamentalista. Per Massoud, che da anni insegue il successo all'insegna del Sogno Americano, la casa è molto più di un buon affare: è un impegno di riscatto, l’occasione di riconquistare i privilegi perduti con l'espatrio. Acquistarla a basso prezzo per poi rivederla ad un costo maggiorato: egli si vede già come agente immobiliare di successo. I suoi intenti non sono osteggiati solo dalla precedente proprietaria sfrattata, ma anche dalla delicata moglie, dapprima partecipe al sogno di riscatto del coniuge, poi scandalizzata dal comportamento sempre più ostinato dello stesso, e dal figlio, giovane vittima spettatrice di un gioco troppo grande. Kathy, rintanata in un motel vicino, è disposta a tutto pur di riavere ciò che ingiustamente le è stato tolto. Non l'aiuta certo un passato turbolento durante il quale ha vissuto una passione rovinosa per la bottiglia e per un uomo in seguito scomparso. Un passato dal quale si è a stento liberata, ma la ferita è ancora aperta, e riprenderà a sanguinare copiosamente a causa di Lester Burdon, un poliziotto squilibrato e dedito all'alcool follemente innamorato di lei. Assieme imboccheranno una strada senza uscita destinata a travolgere drammaticamente tutti i protagonisti coinvolti nella vicenda. Andre Dubus III vive nel Massachusetts. Prima di diventare scrittore, è stato investigatore privato, falegname ed insegnante. La casa di sabbia e nebbia, finalista del prestigioso National Book Award, ha ottenuto ottimo successo di pubblico e di critica, raggiungendo nei soli Stati Uniti la quota record di oltre un milione di copie vendute. Da questo romanzo è stato tratto il film omonimo appena passato nelle nostre sale, diretto da Vadim Perelman e magistralmente interpretato da Ben Kingsley e Jennifer Connelly. Libro e film che descrivono una volontà di riscatto vista sotto due punti di vista diversi per cultura e modalità. Due mondi contrapposti che si fronteggiano vorticosamente, cadendo infine, senza alcun scampo, nella stessa trappola fatale: l'intolleranza.

kult

Boris Vian Sputerò sulle vostre tombe Marcos y Marcos

Nell’estate del 1946, monsieur Halluin, titolare della casa editrice Le Scorpion, era a caccia di un romanzo americano, visto il successo ottenuto in Francia, in quel momento, dagli autori d’oltreoceano, Henry Miller su tutti. Boris Vian propose di scriverglielo lui, in appena quindici giorni, e nacque così un libro scabroso, atroce, dalle tinte davvero forti, la cui trama racconta di Lee Anderson, negro dalla pelle bianca, che ad ogni costo vuole vendicare l’assassinio del fratello. Ottenuto il posto come gerente di una libreria, Lee entra a far parte di un giro di bianchi della borghesia. Assieme a Dex, amico ma anche antagonista, dopo varie scorrerie all'insegna del sesso più sfrenato, progetta di far perdere completamente la testa e sedurre le gelide ed inavvicinabili sorelle Asquith. E' l’avvio di una storia brutale che amalgama con disumano criterio i tratti essenziali dell’epoca dei “belli e dannati” degli anni '50: automobili lanciate a velocità sfrenata, tempo e spazi polverizzati dall'eccitazione dell’avventura, alcool ingurgitato fino all’annientamento psico-fisico, crudeltà come sfida spudorata, sesso scostumato e senza freni, e tanta musica "del diavolo" giunta alle soglie del rock'n'roll. Un breve e folgorante romanzo ancora capace di stupire i lettori più scafati. Boris Vian è nato a Parigi nel 1920. Ha vissuto la sua breve esistenza (è morto nel 1959) in maniera convulsa, ingaggiandosi nei lavori più eterogenei: ingegnere, solista e critico di jazz, attore e cantautore, inventore di strani apparecchi meccanici, soggettista cinematografico, narratore e commediografo teatrale, nonché grande esperto di fantascienza e pornografia. Personaggio in vista negli ambienti dell'esistenzialismo, salì alla ribalta della cronaca letteraria nel 1946 quando pubblicò Sputerò sulle vostre tombe, sotto lo pseudonimo di Vernon Sullivan, un romanzo che provocò enorme scandalo e relativo processo penale. Sullo stesso registro, ma con toni accentuati d'umorismo surreale e di satira politica, scrisse L'autunno a Pechino (1947), L'erba rossa (1950), Lo Sterpa-cuore (1953). Il suo libro più conosciuto, La schiuma dei giorni (1947), è un romanzo sorprendente e acre, un capolavoro del surrealismo, una storia d’amore ricca d'invenzioni divertenti e dolcissime. Notevole anche la raccolta di poesie Non vorrei crepare (1959) dove il sarcasmo dei romanzi si traduce in un lirismo sagace ed inconsolabile. Un autore da riscoprire in tutte le sue sfaccettate e illuminanti espressioni, sia letterarie sia musicali.


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libri

re.ad di stefano kirk

Millenium People Stanno nei quartieri della media-borghesia, guidano automobili raffinate, hanno le piscine in giardino, sono architetti, medici, docenti, ricercatori, liberi professionisti… Ma a Chelsea Marina questa gente è stufa, e ha deciso di reagire. Basta con gli istituti di bellezza alla ricerca di una giovinezza perduta, basta con musei, cinema, teatri, sale concerti; basta con viaggi intorno al globo, viaggi mediatici sulla rete, viaggi davanti allo schermo televisivo: "…Abolire il Ventesimo secolo. Bandire il turismo. Politica, istruzione, commercio - sono tutti corrotti."

T

utto inizia con un attentato all'aeroporto di Heathrow, durante il quale perde la vita l'ex-moglie del pediatra David Markham. David intraprende quindi una sua indagine personale e scopre così una banda di facinorosi cospiratori che ha sede a Chelsea Marina, un confortevole quartiere a Londra domicilio della middle-class inglese. Dapprima incuriosito e poi affascinato, David riesce ad infiltrarsi nel gruppo che è guidato dal carismatico e radicale leader Robert Gould. Gli intenti dei congiurati gli sono subito chiari: "Tutti questi movimenti di protesta - 'Riappropriamoci delle strade', 'Salviamo la campagna', le manifestazioni contro gli organismi geneticamente modificati (OGM) e l'Organizzazione mondiale del commercio… Sono tutte cause meritevoli, ma fanno parte di una rivolta del ceto medio che iniziò quarant'anni fa con la campagna per il disarmo nucleare. Quello che succede adesso è l'inizio del finale di partita: l'abdicazione alla responsabilità civica.". Questo il tema portante del libro: la responsabilità civica. E' solo con essa che si mantengono stabili le nostre società. Se venisse improvvisamente a mancare crollerebbe tutto. "…Siamo sempre più scontenti. I ceti medi dovrebbero essere la spina dorsale della società, con tutti i loro doveri, le loro responsabilità. Ma le vertebre sono incrinate. Le qualifiche professionali non valgono più niente… Quanto alla sicurezza, non esiste.". Combattere la Bellezza e la Cultura, ossia le nuove dipendenze che hanno assoggettato l'animo dell'uomo occidentale, e distruggere l'Istruzione che è solo atta a formare rotelle umane da inserire nel gran meccanismo dell'Economia Globale. Questi tra gli obiettivi rivoluzionari che David incontra nelle indagini sui neo-terroristi urbani, e che lo costringono a solidarizzare di fronte ad un disagio che lui stesso riconosce come proprio. Un disagio che è anche appresso a tutti noi, oramai.

Millenium People è l'ultima prova letteraria di J.G. Ballard, il grande autore inglese amante dell'arte surrealista che da circa trent'anni è all'avanguardia della letteratura mondiale. Basti solo citare i suoi titoli più noti al grande pubblico, divenuti tra l'altro la sceneggiatura di famosi film: La mostra delle atrocità (1970), Crash (1973), L'impero del sole (1984). Le sue opere più recenti, Cocaine nights e SuperCannes, costituiscono, assieme a Millenium People, una triologia dedicata al terrorismo urbano e alla rivolta delle classi medie. Secondo Ballard il ceto medio occidentale ha sempre avuto uno spiccato senso di responsabilità. Fino ad ora, in cambio riceveva sicurezza, prestigio sociale e ricchi salari. Ora la sicurezza è sparita, il prestigio non è più riconosciuto, e i salari sono sempre più esigui e dal potere d'acquisto ridotto. Lauree, diplomi e specializzazioni non sono più la garanzia di un posto di lavoro sicuro. Mai come oggi la classe del ceto medio è scontenta. E se questa perde speranza e fiducia, potrebbe essere la fine. Immediato, tagliente, diretto, avvincente, lo stile di Ballard ci trasporta inesorabilmente in una disperata parabola sulla società odierna inducendoci all'autocritica, ed a porci, finalmente, le domande che da tempo aspettavano d'essere espresse. Libro del mese.

J.G. Ballard Millenium People I Canguri/Feltrinelli


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comics

di kovacs

Gran Googaly Moogaly! Del come e del perché unA strip divenne un comic book. Se caracollando annoiati tra gli scaffali di una libreria dovesse capitarvi tra le mani Liberty Meadows - Eden di Frank Cho, non fate il terribile errore di lasciarlo là dove lo avete trovato, perché avreste fra le mani la possibilità di gettarvi alle spalle la noia che tanto vi attanaglia. E non fatevi ingannare dall’apparente serenità che trasmette la copertina e il titolo di questo volume a fumetti, perché, a dispetto delle apparenze, Liberty Meadows è un vero concentrato di comicità al fulmicotone, ironia, sagacia, intelligenza e talvolta cattiveria. Creata dal geniale disegnatore autodidatta Frank Cho, Liberty Meadows è stata per diversi anni una delle strip più popolari degli States. Dal suo esordio nel 1997, la striscia ha conquistato di continuo nuovi lettori fino ad essere presente su trenta quotidiani americani, tra cui il Washington Post. Il crescente successo era merito delle grandissime capacità del suo autore e disegnatore, Frank Cho, capace come pochi di spaziare nel giro di poche vignette, dinamicamente e con estrema semplicità, attraverso un’ampia gamma di registri espressivi: dal comico, all’epico, al drammatico, alla farsa. Parte non trascurabile del risultato era, comunque, da attribuirsi alla capacità di diffusione della Creators Syndacate, la più potente e importante organizzazione distributrice di strips del mondo. Oggi, tuttavia, con una decisione unica nel mondo dei fumetti, l’autore ha abbandonato l’editoria giornalistica per dedicarsi esclusivamente all’autoproduzione dei propri lavori. Di conseguenza Liberty Meadows è diventato un comic book. Ma perché abbandonare la Creators Syndacate e intraprendere un’avventura rischiosa come l’autoproduzione? Perché Frank Cho avvertiva la necessità di liberarsi dell’opprimente perbenismo e del politically correct dell’editoria giornalistica. In parole povere il nostro n'aveva piene le scatole della censura. Ha, infatti, dichiarato che gli editori dei quotidiani non vogliono che siano presenti nella pagina dei fumetti cinque argomenti: sesso, religione, droga, violenza e questioni razziali. Fatto sta che sono proprio queste le tematiche predilette da Cho. Bene, in Eden avrete modo di ritrovarle tutte. Il volume raccoglie, infatti, le prime quattrocento strisce di Liberty Meadows. Si tratta, però, di una vera e propria riedizione, perché comprende tutte quelle strisce che la censura non aveva consentito di pubblicare. Avrete così modo di leggere, rivedute e corrette, le esilaranti avventure che si svolgono nel rifugio per animali “Liberty Meadows”. Vi appassionerete per l’incompiuta storia d’amore fra la bellissima psicologa degli animali Brandy e Frank, un veterinario timido e imbranato. Riderete per le battute di Dean, un maiale tabagista, per gli scherzi folli di Leslie, una rana-toro ipocondriaca, e Ralph, uno scorbutico orso nano, e vi farà tenerezza l’ingenuità dell’anatra Truman. Le strisce, inoltre, sono ricche di decine di citazioni cinematografiche, televisive e musicali. Talvolta qualcosa può sfuggire ad un lettore che non conosce perfettamente la realtà americana. Ma non preoccupatevi più del dovuto, perché grazie ad un lavoro certosino del traduttore e degli editori della Salda Press, troverete un’accurata prefazione, ed in chiusura del libro alcune bellissime note, che spiegano ogni riferimento, ogni citazione, ogni invenzione di Frank Cho, fra cui anche l’enigmatico titolo di quest’articolo. Informazioni su: http://saldapress.grupposaldatori.com www.libertymeadows.com Frank Cho / Liberty Meadows - Eden / Saldapress


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travel di nicola mazzi

ORAMAI DI NEW YORK SI È DETTO TUTTO. FILM, LIBRI, QUADRI, CANZONI CHE PARLANO DELLA BIG APPLE CE NE SONO IN ABBONDANZA… E ALLORA MI SONO DETTO PERCHÉ NON METTERE UN PO' DI CITAZIONI, TUTTE RIGOROSAMENTE NEWYORKESI, E COSTRUIRCI ATTORNO UN PICCOLO RACCONTO CON UN IO NARRANTE?

Ma De Niro guida ancora il taxi a New York?

Arrivo all’aeroporto JFK. A qualche miglio di distanza da Manhattan. Passo la dogana con un addetto scorbutico e biondo che mi fa un timbro sul passaporto guardandomi con disprezzo. Esco e aspetto un taxi giallo libero, controllo che abbia acceso la sigla sul tetto. Ne arriva uno con un autista strano. È quasi tutto pelato, solo una cresta nera in mezzo alla testa. È magro, con un neo sullo zigomo destro. Non parliamo durante il viaggio, lui è nervoso, io guardo fuori dal finestrino. Affascinato dalla highway con le auto che vanno tutte alla stessa velocità. Ai lati sfilano veloci le casette del Queens, mentre alla radio la parlata di Lou Reed accompagna i suoni psichedelici dei Velvet Underground in Heroin.

Dopo una mezz'ora arriviamo all’albergo vicino al Central Park. Il portiere scarica i bagagli a terra e io guardo in alto le sagome imponenti dei grattacieli vetrati. Una ragazzina con un cappello da cow-boy e truccata in modo vistoso, sale sul mio taxi. Li vedo allontanarsi verso la downtown senza rispettare i semafori rossi. Il viso dell’inserviente che mi porta la valigia mi ricorda qualcuno. Giusto. Quel cantante, Paul Simon. La stanza è accogliente con una vista magnifica sul Parco, lato sud. Lo guardo dall’alto e m'immagino l’enorme prato verde il 19 settembre del 1981, quando 500'000 persone cantavano in coro “…and here's to you, Mrs. Robinson, Jesus loves you more than you will know, wo, wo, wo…”. Ho ancora il pomeriggio davanti a me.


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travel Malgrado la stanchezza del viaggio e il fuso esco ed incontro la città in una giornata ventosa e limpida. Agli incroci i baracchini grigi che vendono hot-dog. Ai piedi le mie sneakers bianche, su una spalla lo zaino e in un attimo sono nel bel mezzo della Quinta Avenue. I taxi gialli e le limousine bianche si rincorrono. Davanti a me, una di queste accosta. Un uomo di mezza età scende e si guarda in giro. Cerca un negozio. Subito dopo un giovane elegante e con gli occhiali da sole scende dalla stessa limousine ed esclama seccato “Devo tagliarmi i capelli. Dobbiamo attraversare la città. Non possiamo fermarci qui.” L’uomo di mezza età e il giovane mi guardano curiosi. Io li riconosco, ma non faccio in tempo a dire nulla. Rientrano entrambi nell’auto. Parte e si perde assieme ad altre decine di limousine bianche. Don DeLillo e il protagonista di Cosmopolis hanno incrociato il mio sguardo. Decido di scendere nella subway e di andare in direzione della downtown. Suonatori ambulanti e acrobati danno un piccolo spettacolo per una decina di passanti che assistono in semicerchio, attenti. Un gruppo di giovani stanno correndo fuori dal vagone ricoperto di graffiti della metro. Sono inseguiti da altri giovani con una tuta a righe degli Yankees e la mazza da baseball nella mano. Ma i primi, con i giubbottini di pelle e i jeans stretti sono troppo veloci, loro sono i Guerrieri della Notte e arriveranno sino alla spiaggia di Coney Island domattina. Arrivo in downtown, a Ground Zero. L’enorme buco recintato. Guardo in alto e vedo il cielo azzurro al posto delle torri. I turisti immortalano il vuoto e alle bancarelle comprano foto delle torri. Poi m’incammino come Michael Douglas in Wall Street, con passo veloce e sicuro tra i grattacieli, mentre migliaia di Charlie Sheen escono dagli uffici: tutti uguali, incravattati e col telefonino all’orecchio. Sono in fondo a Manhattan. Se fosse il giorno giusto potrei prendere il ferry per Staten Island, salutare la Statua delle Libertà e partecipare alla Maratona che parte dal ponte di Verrazzano, potrei andare a Times Square a festeggiare la fine dell’anno, oppure a Brooklyn seduto su una panchina come Woody Allen in Manhattan per vedere la skyline al tramonto.

New York on-line: www.newsday.com www.nydailynews.com www.nycvisit.com newyork.citysearch.com www.nytoday.com

Decido che per oggi è meglio se vado a cenare nel mio pub preferito. Una birra fresca, french fries e l’hamburger più buono di Manhattan, tutto questo al Corner Bistro, sulla 4a strada. Poi, magari, prima che le mille luci di New York si spengano, farò un salto al CBGB per respirare la stessa aria cupa dei Talking Heads e dei Blondie. E mentre addento il mio hamburger e alla radio gli Strokes suonano a tutto volume una delle loro ballate, mi guardo in giro. Di fianco a me, un omone trasandato coi capelli grigi e lunghi sta facendo la stessa cosa, ma le birre sul suo tavolo non si contano più. Mi guarda e mi urla “I’m Abel Ferrara, man”. Io lo guardo e gli faccio solo un gesto con la testa, lo avevo riconosciuto. Poi esco e aspetto un taxi, con la speranza di rincontrare quello strano tassista dal neo sullo zigomo destro.

Maratona di New York Vuoi avere tutte le informazioni per partecipare alla più famosa maratona del mondo? La prossima edizione si svolgerà il 7 novembre prossimo. Dal sito www.nyc-site.com/eventi/novembre/maratona/2004 puoi scaricare senza impegno il programma in italiano con le condizioni e troverai sicuramente la soluzione più adatta alle tue esigenze. Per prenotare il tuo "pettorale" non dovrai fare altro che compilare il modulo di prenotazione riportato in questa pagina web, e ricevererai la conferma e la proposta di viaggio entro ventiquattro ore. Le iscrizioni scadono il 1° giugno 2004. Informazioni anche su: www.ingnycmarathon.org


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re.art

............................................................................. dal 16 al 18 aprile Teatro del Gatto - Ascona Il Calapranzi Con la Compagnia Nuovo Teatro

............................................................................. 17 aprile Nuovo Studio Foce - Lugano Non tutti i ladri vengono per nuocere commedia di Dario Fo regia di Katya Troise con Fabio Dondina, Muriel Thiery, Matteo Casoni, Silvana Mariotti e altri

............................................................................. 21 aprile Cinema Teatro - Chiasso Ghazal Ensemble spettacolo musicale d'improvvisazione persiana ed indiana con Kayhan Kalhor (kamancheh), Shujaat Husain Khan (sitar e canto) e Sandeep Das (tablas)

............................................................................. 22 e 23 aprile Teatro Sociale - Bellinzona Chi è di scena Lo zoo di vetro di Tennesse Williams regia di Ferdinando Bruni con Ida Marinelli e la compagnia Teatridithalia

............................................................................. 23 aprile Teatro del Gatto - Ascona Rose rosse per la signora con la compagnia Teatro Senza Tempo

............................................................................. 24 e 25 aprile Nuovo Studio Foce - Lugano Icaro

............................................................................. Teatro Dimitri Trent'anni di storia: il Teatro Dimitri venne fondato a Verscio nel 1971 per iniziativa del clown Dimitri e di sua moglie Gunda. Nasceva così il primo teatro stabile del Canton Ticino. Oggi il Teatro Dimitri dispone di due sale: il Piccolo Teatro, ossia la sala che era utilizzata in passato, e il Teatro Grande, una sala nuova, molto capiente, in grado di ospitare fino a duecento spettatori. Le rappresentazioni annuali sono diventate duecento: sono tra sessanta e ottanta gli artisti o le compagnie che si esibiscono a Verscio completando il programma delle produzioni di casa proposte dal clown Dimitri, e dalla compagnia oppure dalla scuola di sede nel teatro. In tutti questi anni, dunque, il Teatro Dimitri è diventato uno dei teatri minori più frequentati e più importanti della regione e della Svizzera. Un gioiello di teatro, piccolo ma prezioso!

Prosegue la stagione teatrale presso il Teatro Dimitri che propone per aprile i seguenti spettacoli: Lunedì 12 aprile l'attrice Graziella Rossi interpreterà Die Wohnwagenfrau, tratta dal romanzo di Alberto Nessi dal titolo La Tosca. Venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 aprile il grande cabarettista Emil, ci presenterà dapprima la versione in francese Emil lit e raconte, in collaborazione con l'Alliance Française, e poi le versioni in tedesco e svizzero tedesco Eine kabarettistische Lesung. Martedì 20 aprile François Silvant con lo spettacolo comico Mes plantes vertes sont magnifiques, rivivrà vent'anni anni da solista in mezzo a tanta gente, un regalo per qualcuno che non ama la solitudine. Le sue piante verdi, queste sono anche la fioritura di personaggi sempre più numerosi negli anni. Mercoledì 21 aprile il gruppo ECHo Musica presenterà il suo nuovo Cd dal titolo Pro Helvetia. Si tratta di musiche popolari svizzere famose e meno famose, senza mai cadere in un modello stereotipato.

di e con Daniele Finzi Pasca

............................................................................. 28 e 29 aprile Teatro Sociale - Bellinzona MATTattrici e MATTattori Paolo Villaggio: vita, morte e miracoli di e con Paolo Villaggio Il nuovo monologo di un protagonista della vita artistica italiana tra autobiografia, ironia esistenziale, e "fantozzismo applicato". Le avventure e le confessioni di un intelligente e divertente maniaco depressivo. Da non mancare!

............................................................................. 30 aprile

Venerdì 23 aprile il duo composto da Masha Dimitri & Kai Leclerc proporrà il pezzo Upside Down (Il mondo alla rovescia), spettacolo senza parole. Sabato 24 e domenica 25 aprile gli allievi del terzo anno presenteranno i lavori individuali. Dalle 19.30. Mercoledì 28 e giovedì 29 aprile il Teatrodanza Tiziana Arnaboldi porterà in scena il suo ultimo lavoro coreografico Quando le donne si raccontano. Venerdì 30 aprile la comicità del Cabaret della Svizzera Italiana nello spettacolo Insubriacati, scritto da Renato Agostinetti ci farà trascorrere una serata all'insegna del divertimento. La stagione continuerà ancora con i programmi di maggio e giugno. Il Teatro chiuderà poi per la una pausa estiva al 13 giugno e riaprirà ad inizio luglio.

Nuovo Studio Foce L'arte della danza/improvvisazione di Margrit Huber e Martin Bartelt con le compagnie Babilionia e Obviam Est

............................................................................. 26 marzo

Per informazioni e prenotazioni: Teatro Dimitri - Verscio tel. 091.7962544 (Lu-Ve 9.00 - 12.00 e 14.00 - 17.00) www.teatrodimitri.ch

Teatro Sociale - Bellinzona C'è musical e musical! L'ultima corsa Fred di Mario Gelardi e Guseppe Miale di Mauro regia Peppe Miale con Massimo De Matteo, Floriano Bocchino, Nicola Rando e Stefano Tatafiore

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teatro Chiassodanza 2004 Dal 28 aprile al 1° maggio si svolgerà la XVI° edizione di Chiassodanza, rassegna di danza contemporanea, presso il Cinema Teatro di Chiasso.

Programma

Da un inizio quasi pionieristico, in cui si è voluto dare spazio e visibilità soprattutto alle coreografie svizzere, nell’arco di sedici anni Chiassodanza si è consolidato come un festival di respiro internazionale che s'inserisce nell'ambito di Festival Steps #9. Il programma di quest’anno prevede la presenza di due compagnie svizzere e due compagnie olandesi riconosciute dalla critica tra le più interessanti in Europa. Ad inaugurare il festival mercoledì 28 aprile sarà una serata organizzata nell’ambito di Steps#9 dal titolo Assaggi, in cui verranno presentate tre coreografie di altrettante prestigiose compagnie: Prélude à l’après-midi d’un faune, coreografia di Marie Chouinard con il Ballet Gulbenkian; Pression, coreografia di Mauro Bigonzetti con l'Aterballetto; e Déjà Vue, coreografia di Hans van Manen con il NDT II (Nederlands Dans Theater II).

Il 29 aprile, per la seconda serata, Chiassodanza festeggerà una felice coincidenza: la Giornata Internazionale dedicata alla Danza. Per l’occasione, in anteprima mondiale la nuova produzione della Compagnia Nepostist Ahrrt Association Injuria Dolores (1919-2004), coreografia di uno tra i più accreditati nomi della danza contemporanea Foofwa d’Imobilité. Venerdì 30 aprile sarà la volta di Eye in all, coreografie di Andrea Leine e Harijon Roebana. Questa seconda serata, organizzata ancora in collaborazione con Steps #9, propone un pirotecnico spettacolo-dialogo tra un ensemble di giovani percussionisti, il Slagwerkgroep Amsterdam, e due compagnie olandesi, la Compagnia Leine&Roebana e la Works Rotterdam. Concluderà il festival, domenica 1° maggio, la Compagnia Fabienne Berger, per la prima volta in Ticino, con Avril en Mai, una poetica riflessione sul danzatore alla ricerca di una propria integrità perduta.

mercoledì 28 aprile Assaggi coreografie di Compagnie NDTII (Olanda), Arteballetto (Italia) e Gulbenkian (Portogallo)

sabato 1° maggio Avril en Mai coreografia di Fabienne Berger con la compagnia Fabienne Berger (Svizzera)

giovedì 29 aprile Injuria Dolores (1919-2004) coreografia di Foofwa d’Imobilité con la compagnia Nepostist AhrrrtAssociation (Svizzera)

28 aprile - 1° maggio Cinema Teatro - Chiasso Chiassodanza XVI° Rassegna di Danza contemporanea

venerdì 30 aprile Eye in all coreografia di Andrea Leine, Harijono Roebana eTon Simons musica composta ed eseguita dal Slagwerkgroep Amsterdam con la Compagnia Leine & Robeana-Dance Works Rotterdam (Olanda)

Per informazioni: cultura@chiasso.ch tel. 091-6950914/17 Prevendita e prenotazioni presso la cassa Cinema Teatro (aperta dalle 17.00 alle 19.30, tel. 091-6950916)

Le Cirque du Soleil Saltinbanco dal 29 aprile al 16 maggio - Area Spettacoli - Milano

Il successo mondiale di Saltimbanco è stato così sorprendente che Cirque du Soleil ha deciso di portare lo spettacolo anche in Italia.

Dopo vent'anni di successi, il Cirque du Soleil arriva a Milano, dove dal 29 aprile al 16 maggio, presso l'area spettacoli in piazzale Cuoco, si rappresenterà una delle sue produzioni più famose nel mondo. Saltinbanco rappresenta la visione innovatrice di Guy Laliberté, il trampoliere e mangiafuoco canadese che ha rivoluzionato i contenuti ed i dogmi del circo, lo "spettacolo più bello del mondo". Con sede a Montreal, la imponente macchina del Cirque fino ad ora ha prodotto quindici spettacoli - di cui nove ancora rappresentati - che sono stati visti da circa 40 milioni di persone. Il Cirque ha più di duemila dipendenti impiegati per l'organizzazione e la logistica, e cinquecento tra artisti, ballerini e acrobati.

Questo spettacolo rappresenta una gioiosa celebrazione della vita, partendo dal concetto di spettacolo improvvisato tipico dei saltinbanchi da strada ampliandone i limiti e la portata creativa. Ideato come antidoto al caos ed alla demoralizzazione imperante nel mondo moderno, Saltimbanco propone una nuova visione del circo, traboccante d'ottimismo e felicità. Come tradizione vuole anche gli eventi del Cirque du Soleil si svolgono sotto un tendone, in una pista rotonda, ma senza sabbia o segatura dato che non ci sono animali, ma solo figure umane che con le lore piroette, danze ed evoluzioni acrobatiche, mostreranno al pubblico lo spirito e la stupefacente magia del Cirque, in una celebrazione della letizia di vivere e della positività umana. Un avvenimento da non perdere! Per prenotazioni e biglietti: www.cirquedusoleil.com/italia


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re.ar t

................................................................. fino al 14 aprile

................................................................. fino al 30 maggio

Casa Cavalier Pellanda - Biasca The mention of your name

Pinacoteca Cantonale Giovanni Zuest - Rancate fotografie di Filippo Franzoni ................................................................. fino al 30 maggio

mostra fotografica di Reza Khatir

................................................................. fino al 17 aprile La Fabbrica - Losone Pietre in Valle Verzasca

Pinacoteca Comunale Casa Rusca retrospettiva di Pietro Dorazio - Roma 1927

Fotografie di Mario de Biasi

................................................................. fino al 18 aprile Museo Villa dei Cedri - Bellinzona Dalla danza i colori

................................................................. fino al 13 giugno Museo d'Arte Moderna - Lugano opere di Arnaldo Pomodoro

personale di Sonja Markus Salati

+ Aspettare l'inatteso

................................................................. fino al 15 giugno

Omaggio ad Alberto Martini - grafiche

................................................................. fino al 18 aprile

Il Museo in Erba - Bellinzona In viaggio con Gauguin esposizione-gioco sull'arte di Paul Gauguin

Museo Cantonale - Lugano Collezione permanente: I protagonisti con opere di Medardo Rosso, Edgar Degas, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, gruppo Rot-Blau, Hans Richter, Oskar Schlemmer, César Domela, Julius Bissier, Jean Arp, Sophie Taeuber-Arp, Fritz Glarner. Massimo Cavalli, Livio Bernasconi, Flavio Paolucci, Gianfredo Camesi, Joseph Beuys, Thomas Schütte, Jean Vercruysse, Roni Horn, Anne e Patrick Poirier, Thomas Struth e altri. Due sezioni, una dedicata alla fotografia e l'altra all'arte contemporanea nella nostra regione, completano l'allestimento della collezione.

................................................................. dal 18 aprile al 20 giugno Civica Galleria d’Arte Contemporanea - Lissone (I) Le vie dell'avanguardia nelle collezioni della Città di Locarno opere di Arp, Picasso, Mirò e Appel

................................................................. Fino al 20 aprile Finter Bank Zürich - Chiasso Quando le fotocamere avevano il soffietto fotocamere dal 1874 al 1970. Dagherrotipi e ambrotipia dal 1840 al 1870.

................................................................. fino al 24 aprile Matasci Arte - Tenero La memoria e il silenzio opere di Gianriccardo Piccoli

................................................................. fino al 30 aprile Art Room Fasco Group - Lugano Figure e nature dipinti a olio di Donatella Landi Vanoni

................................................................. fino al 9 maggio Museo Cantonale d'Arte (Ala Est) - Lugano opere pittoriche di Gregorio Pedroli ................................................................. fino al 15 maggio

................................................................. ................................................................. dal 29 aprile al 15 agosto Museo Villa dei Cedri - Bellinzona Stanze opere di Valerio Adami Una mostra scandita in stanze in un itinerario fra pittura e poesia: questo è Stanze, la mostra che il Museo di Villa dei Cedri di Bellinzona, dedica a Valerio Adami. Valerio Adami nasce a Bologna nel 1935. Studente all'Accademia delle Belle Arti di Milano, influenzato dalla pop art e dall'incontro Kokoshka a Venezia, nel 1957 tiene la sua prima personale a Milano. Comincia a viaggiare tra Parigi, New York, America del Sud e Londra, e nel 1970 la mostra al Musée de la Ville di Parigi lo consacra come uno dei più importanti artisti italiani contemporanei. Nel 1985 il Centre Pompidou organizza una grande mostra sul lavoro dell'artista. Nel 1989 Adami realizza una serie d'affreschi per il Teatro du Chatelet a Parigi. Nel gennaio di quest’anno l'atista ha presentato un’importante retrospettiva del suo lavoro al Museum Frissiras di Atene. Attualmente lavora con la Marlborough Gallery di New York. Adami è inoltre Presidente della Fondazione Europea del Disegno. Esposizione importante, quindi, presso il museo Villa Dei Cedri di Bellinzona, dove si riprende simbolicamente, nel tragitto espositivo, la forma “a stanza” che compone lo spazio pittorico nei quadri di Adami. "Stanze" poetiche e pittoriche accompagnano il pubblico, dunque: la stanza del disegno, la stanza politica, la stanza musicale, la stanza Wagner (con i dipinti e i cartoni realizzati dall’artista per L’olandese volante presentato al Teatro di San Carlo di Napoli nella scorsa stagione lirica), la stanza dell’amore, la stanza dell’India, la stanza Hermann Hesse, la stanza del Notturno… Le opere di Adami rivelano, in questa insolita cornice, il segreto ora lirico, ora filosofico, che è all’origine della sua pittura. La mostra, curata da Matteo Bianchi e Amelia Valtolina, comprende sessanta opere tra dipinti e disegni, con documenti e fotografie, sull’arco cronologico che va dal 1985 al 2004. Informazioni su: www.villacedri.ch

Museo Hermann Hesse Omaggio a Hermann Hesse Lavori di 150 artisti da tutto il mondo

................................................................. fino al 18 maggio Museo Civico di Belle Arti (Villa Ciani) - Lugano Arte in Ticino: il confronto con la modernità 1914-1953 opere dei massimi interpreti ed esponenti dell'arte ticinese d'inizio Novecento.

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Uccello distruttore, 1969

Le Luzard aux Plumes d'or, 1989 - 1991

Personaggi, uccelli, stella, 1978

mostre

Joan Miró - Alchimista del segno Di rilevanza internazionale l'evento d’arte che è attualmente in calendario a Como. Fino 6 giugno a Villa Olmo si terrà la mostra Joan Miró - Alchimista del segno, organizzata dal Comune di Como in collaborazione con fondazioni spagnole ed italiane, e con altri sponsor pubblici e privati, dedicati al grande artista spagnolo. La rassegna raccoglie centoventicinque opere (dipinti, arazzi, sculture, ceramiche e grafiche) che documentano gli ultimi decenni del percorso creativo di Joan Miró, il grande maestro catalano del surrealismo. Quest'importante mostra a 360° gradi è ripartita in cinque sezioni che documentano le varie aree di sperimentazione creativa sondate dall'artista. Innanzitutto ci sono trenta dipinti, scelti nell'arco di tempo che dai primi anni Sessanta giunge agli Ottanta. Saranno esposte opere indicative quali Femme III ('65), Femme et oiseaux ('73), Tête ('74), e il ben noto Personnage, oiseaux, étoile ('78).

Fino al 6 Giugno Como - Villa Olmo

Poi un'altra sezione è rivolta alle circa quaranta sculture in bronzo, realizzate fra il 1966 e il 1981, attraverso lavori come Femme ('66), Maternità ('69) e Constellation silencieuse ('70). All’interno di questa sezione si trovano anche dieci ceramiche, provenienti dal Museo della Ceramica di Barcellona e dalla Fondazione Artigas. Undici sono gli arazzi che troveranno spazio nelle sale; alcuni di questi, concessi dalla famiglia dell'artista, sono esposti in Italia per la prima volta, mentre gli altri provengono dalla Fondazione Joan Miró di Barcellona. Ultima sezione dedicata alle opere su carta, che sono rappresentate da un gruppo di tredici incisioni come L'astre du labyrinthe del ('67), Escalade vers la Lune ('69). In questa parte dell'esposizione, trova posto anche il Càntic del Sol, un libro realizzato nel 1975 e composto da trentatré acqueforti e acquetinte dedicate ai celebri versi di San Francesco d'Assisi.

In apertura del percorso, posta all'ingresso della mostra, è installata una grande scultura data in prestito alla città di Como da La Caixa de Barcelona, dal titolo Personnage del 1974. Alta quattro metri, si tratta di un’opera appartenente al ciclo di sculture dipinte, realizzate nel corso degli anni Settanta. Villa Olmo è la più celebre e splendida tra le magioni del Lario. Costruita per volontà d'Innocenzo Odescalchi su progetto di Simone Cantoni (178297), ancor oggi conserva l'originario impianto neoclassico. All'interno c'è un vasto salone con affreschi settecenteschi, nonché varie sale minori, e un teatrino affrescato dal Fontana. Dal 1924, ossia da quando è passata di proprietà al Comune di Como, Villa Olmo è adibita a sede di manifestazioni culturali, di convegni e di mostre d'arte. Un'occasione irrepetibile sia per visitare il luogo sia per godersi quest'importantissima mostra. Da non mancare. Informazioni su: www.mirocomo.it

Roy Lichtenstein, tra il fumetto e internet

di nicola mazzi

fino al 16 maggio Hayward Gallery - Londra Se nelle prossime settimane riuscirete a combinare due fortune e cioè quella di amare l’arte e di andare a Londra, allora non potete lasciarvi sfuggire una mostra dedicata all’americano Roy Lichtenstein.

Tra i più importanti personaggi della corrente artistica "pop-art", che sconvolse la seconda metà del secolo scorso, l’artista newyorkese, morto nel 1997 all’età di 74 anni, più di altri è riuscito a combinare la cultura popolare e l’arte alta. Forse, in questo processo, è stato addirittura più puro - nel senso di meno coinvolto nella critica sociale - di quello che è considerato il capostipite della corrente artistica e cioè Andy Warhol. Il lavoro di Lichtenstein, sintetizzandolo per chiarezza, è una rielaborazione di diversi movimenti come l’espressionismo astratto, il surrealismo e il futurismo, contaminati da un oggetto popolare come il fumetto. Fermiamoci un secondo e pensiamo a questo strano artista, a questa strana forma d’arte e al suo rapporto con la nostra strana epoca. Già, strana epoca la nostra, dominata dalla mancanza di gerarchie di valori ed esemplificata da internet. Luogo in cui tutto si mescola. In cui il sito porno ha la stessa importanza di uno scritto filosofico di Wittgenstein. Proprio in questo senso e cioè combinando elementi così diversi come quelli popolari e l’arte con la A maiuscola, Roy Lichtenstein e la pop-art sono stati gli anticipatori di una nuova società, quella in cui viviamo. Questa mostra programmata fino al 16 maggio alla Hayward Gallery di Londra va vista per ridare il giusto merito ad un artista che già trenta anni fa comunicava in linguaggio html. Per informazioni: www.hayward.org.uk


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report

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I cento anni di Salvador Dalì

La tentazione di sant’Antonio, 1946, Bruxelles. Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique

Dalì, pittore e scultore d'indubbia genialità, è un personaggio irresistibile e di difficile definizione, capace di sfuggire alle logiche del tempo per avvolgersi in un’esistenza plateale, ai limiti del surreale, e modellata provocatoriamente attorno ad uno smisurato ego. Grande imprenditore di sé stesso, Dalì seppe, nel corso dell'ascesa artistica, divenire egli stesso la parte centrale dell'opera, il cuore pulsante della sua arte. Salvador Felipe Jacinto Dalì y Domench naque a Figueras in Catalogna l'11 maggio 1904. Nel 1921 frequentò la Real Academia de Bellas Artes de San Ferdinando a Madrid dove strinse amicizia con il poeta Federico García Lorca e con il regista Luis Buñuel. Nel 1925 tenne la sua prima personale alle Galeries Dalmau di Barcellona. Nel 1926 fu espulso dall'Academia per incompatibilità di vedute, quindi l'anno successivo si recò a Parigi. Qui conobbe Pablo Picasso, Juan Mirò, André Breton e il poeta Paul Eluard (a cui tempo dopo portò via la moglie, Gala). E' il momento di maggior vitalità del movimento surrealista e Dalí ne venne immediatamente coinvolto. Però in Dalí non esisteva il senso della misura, e la sua sfrenata fantasia, unita ad un virtuosismo tecnico notevole, ne fecero il più eccessivo dei surrealisti al punto che nel 1934 fu espulso dal gruppo dallo stesso Breton. Ma questo non fermò il genio dirompente di quest'artista, che continuò per la sua strada forte della propria originalità. Dal 1930 al 1940 la sua attività di scrittore fu intensa, e nel 1941 pubblicò a New York la famosa autobiografia La vita segreta. Celebri sono le sue illustrazioni per la Divina Commedia, la Bibbia e il Don Chisciotte. Dopo una vita ricca d'esposizioni in tutto il mondo, avvenimenti straordinari, amori folgoranti (vissuti con il tacito consenso dell'amatissima moglie Gala), ed inarrestabili lampi di genio, Salvador Dalì morì a Catalogna nel 1989. Un grande artista indiscutibilmente poliedrico: oltre che a pittore, scrittore ed illustratore di libri, fu anche un ricercato scenografo e disegnatore di gioielli e di mobili. Innumerevoli le mostre e le manifestazioni dedicate al centenario della nascita di Salvador Dalì. Tutte le informazioni in merito le trovate su www.dali2004.info

Silvia Borghesi Dalì Electa ArtBook Il volume edito da Electa e curato dall'esperta Silvia Borghesi ritrae a tutto tondo l'affascinante figura dell’artista catalano, collocandolo all’interno del panorama artistico, culturale, politico e sociale sia spagnolo, sia internazionale. Il volume presenta tre grandi sezioni, facilmente riconoscibili e d'agile consultazione grazie alle bande colorate che contraddistinguono le pagine: la vita e le opere dell’artista, il contesto storico nel quale opera e l’analisi approfondita dei capolavori. La presentazione della vita e dell’attività dell’artista segue quattro periodi cronologici: 19041925 Non sono pazzo, 1926-1939 Gli anni “surreali”, 1940-1976 Un misticismo magico e 1977-1989 Gli ultimi anni. Oltre ad una biografia essenziale, completano il volume l’indice dei luoghi e l’indice dei nomi, anch’essi illustrati per rendere immediata l’individuazione d'opere, protagonisti e località geografiche. Per informazioni: www.electaweb.com


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re.ar t

Strange Messenger L'opera visuale di Patti Smith

La mostra dedicata all’opera grafica di Patti Smith costituisce l’occasione rara di conoscere un aspetto sconosciuto al pubblico ma assolutamente affascinante della produzione di questa straordinaria ed eclettica artista che, da oltre trent’anni, si cimenta con eguale tensione creativa con la musica, la poesia e le arti visive. La parte visiva del suo lavoro, nonostante sia inscindibilmente legata a tutto il resto, non ha ancora ricevuto la visibilità che merita.

South Tower Birthday Cake - 2002 - collezione dell’artista

After DeKooning - 1968 - Courtesy of The Robert Miller Gallery, New York


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gallery Strange Messenger, rassegna curata dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, è presentata al Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara fino al 16 maggio, ed espone la sua intera produzione, dai primi esperimenti della fine degli anni Sessanta, di natura intima e confessionale, alla serie più recente, incentrata sugli attentati dell’11 settembre e sui loro effetti fisici e psicologici. Le prime prove visive della cantautrice newyorkese sono ispirate dalle opere di grandi artisti: autori, primo fra tutti il grande poeta simbolista Arthur Rimbaud, e pittori, tra cui Picasso, de Kooning, Brancusi, Dubuffet. Diverse le suggestioni che s'intrecciano in queste creazioni giovanili caratterizzate da un’elaborazione delle superfici e da un ampio utilizzo di frammenti di testo, suoi e altrui, che pongono il linguaggio al centro del processo creativo.

L’opera più recente della Smith segna il passaggio a forme e soggetti nuovi. La Smith esplora i simboli e l’icono-

Blake 2 - 2003 - collezione dell’artista

grafia del Cristianesimo, denunciando l’influsso di un grande pittore, incisore e poeta inglese dell’Ottocento, William Blake, molto ammirato dall’artista per il suo radicalismo intellettuale ed artistico. Nei lavori dedicati agli attentati dell’11 settembre, il punto di partenza è una fotografia delle macerie della Torre Sud. La Smith ha rielaborato l’immagine in un cospicuo numero d'opere che spaziano dalla serigrafia al digitale in una riflessione che verte sulla violenza di quegli atti e sulle conseguenze che hanno prodotto sulle coscienze. Queste opere, intense ed espressive, rammentano come l’arte per Patti Smith sia una forma d'attivismo, un mezzo per indagare le questioni politiche, spirituali e metafisiche, oltre che uno strumento d'educazione, provocazione e catarsi.

Fino al 16 maggio Padiglione d'arte contemporanea (PAC) - Ferrara Strange Messenger The Visual Work of Patti Smith Robert's Slippers - 2003 - collezione dell’artista


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concorso

re.ar t

Musica dal vivo

Concorso di fotografia Lanciamo un concorso di fotografia il cui tema è Musica dal vivo. L’interpretazione di questo soggetto è libera, l’importante è che le vostre immagini rappresentino con efficacia l’argomento. Le tre opere più interessanti saranno giudicate dallo staff di re.set e pubblicate tra le pagine del numero di giugno e sul nostro sito. Verranno inoltre esposte, con le altre pervenute in redazione, presso lo stand re.set che sarà presente a molte manifestazioni musicali open-air di quest’estate. Un’occasione unica d’esporre al pubblico le vostre opere, non mancatela! Gli interessati sono quindi invitati ad inviarci le loro immagini, possibilmente stampate su carta in formato A5 (più o meno), in bianco e nero oppure a colori, a vostra scelta. Il termine per l’invio è il 30 aprile. Non dimenticate d’indicarci i vostri dati ed il vostro recapito, affinché vi si possa contattare per eventuali informazioni e dettagli tecnici. Le immagini pervenute non saranno restituite. Le immagini non conformi al tema e alle dimensioni richieste non saranno prese in considerazione. Non verrà scambiata alcuna corrispondenza in merito. Inviate il vostro materiale a : re.set magazine Casella postale 4632 - 6904 Lugano Per informazioni scrivere a: redazione@resetmagazine.ch


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Cypress Hill

John Frusciante

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Blonde Redhead

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Me & Mr. Johnson

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