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Numero 3 del 15.02.2013 Supplemento a Il Giornale di Siracusa Editore Reporter Mn S.r.l. Via Emilio Ospizio, 23 42122 Reggio Emilia Direttore Responsabile Bernardo Depietri

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ra i molteplici effetti della crisi economica c’è l’incremento della microcriminalità. La Questura ha fornito i dati sull’attività compiuta nel 2012 e nel raffronto con l’anno precedente è emerso che sono cresciuti i furti, in particolare nelle abitazioni. Non ci sono solo ladri professionisti e “adulti” ma anche ragazzini, alcuni dei quali minorenni, come hanno scoperto gli agenti di polizia nel corso delle loro indagini su questo dilagante fenomeno. Bande di giovani che smerciano l’oro rubato nelle abitazioni, incassando cifre da capogiro per avere appena 18 anni. Il volto della crisi è soprattutto quello dei tanti lavoratori di questa provincia che hanno per-

so il loro impiego nelle aziende e che faticosamente stanno provando a rientrare per sfamare le proprie famiglie. Il rischio è che qualcuno di loro possa cadere tra le braccia della microcriminalità ed ingrossare così le statistiche delle forze dell’ordine. In mezzo, ci sono altre questioni calde che interessano il territorio: l’arretratezza del sistema ferroviario, che viaggia praticamente in terza classe, a causa dei tagli imposti dall’alto, capaci di spogliare la provincia di un vettore importante. I treni, praticamente, sono scomparsi, e non resta che la “gomma” su cui corrono i prodotti di eccellenza dell’agricoltura locale, penalizzata, però, dalle scelte del governo nazionale, che ha chiuso le porte del mercato cinese.

Direttore Sede Siracusa Gian Paolo D’Onofrio Direttore Commerciale Sebastiano Cancemi Art Director Rocco Bonfiglio Hanno collaborato Mariella Bianca, Vincenzo Corbino, Prospero Dente, Federica Puglisi, Mascia Quadarella, Lino Russo, Gaetano Scariolo Redazione Viale Luigi Cadorna, 37 96100 Siracusa T. +39 0931.67613 Fax +39 0931.446230 info@reportersiracusa.it redazione@reportersiracusa.it grafica@reportersiracusa.it Stampa Effe Grafica Fratantonio S.r.l. S.P. Pachino-Noto, Km 0.500 96018 Pachino (SR) T. +39 0931.594360 Registrazione Aut. Tribunale di Reggio Emilia del 21.01.2009. Iscritto al Registro Nazionale della stampa N. 1219 La riproduzione anche parziale di quanto è contenuto in questo numero non è consentita senza previo consenso dell’editore.

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Il caso 5. CAOS POPOLARE L'intervista 6. TITTI CONTRO TUTTI Ambiente 9. DUE RUOTE IS MEGLIO CHE FOUR Inchiesta 10. BAD BOYS Attualità 14. NULLA DI BUONO DALLA POLITICA Il fatto 17. ferrovie: viaggio in terza classe Economia 18. AGRICOLTURA: UNA GRANA PADANA Psicologia 21. SALUTE PSICOLOGICA E PATOLOGIA ONCOLOGICA Il dato 22. SIRACUSA LA PORTA D'EUROPA L'approfondimento 24. OCCUPAZIONE: I CASI PIù SCOTTANTI In Provincia 27. MELILLI, SORTINO, NOTO, AUGUSTA Eventi 31. FLORIDIA: SAGRA DEI CAVATEDDI 33. GLI APPUNTAMENTI A SIRACUSA E PROVINCIA Gusto 35. ONAV, QUANDO IL VINO è SOPRATTUTTO CULTURA 36. RISTORANTE ANDREA SAPORI MONTANI Auto & Motori 38. TOYOTA IN VERDE: ECCO AURIS HYBRID Moda 40. VI FACCIAMO LE SCARPE 41. LA MODA SECONDO ADRIANA Benessere 43. SPORT E SALUTE: QUALE è LA VERITà 45. REPORTER CASA

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Il Caso

CAOS POPOLARE Ci sono 6 mila alloggi in città ma sono pochi gli assegnatari regolari Sono 800 le famiglie che hanno fatto istanza per poter disporre di una casa

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e cercate casa, ma non avete i soldi per accendere un mutuo, ci sono gli alloggi popolari. Una favola che si racconta ormai da parecchi anni, almeno a Siracusa, dove l’emergenza abitativa si lega a filo doppio con l’abusivismo ed il mercato nero, laddove una famiglia assegnataria cede l’appartamento ad un altro nucleo dietro il pagamento di un affitto. Nel capoluogo ci son 6 mila alloggi di edilizia popolare, di cui 1468 di proprietà del Comune il resto dell’Iacp, secondo le rilevazioni fatte dal Sunia, il sindacato unitario degli inquilini ed assegnatari della Cgil. Le case sono concentrate in una porzione molto vasta che comprende via Algeri, via Gaetano Barresi, via Luigi Cassia, via Italia 103, via Ramacca e viale Santa Panagia. Che le casse pubbliche incassino poco o nulla dai canoni mensili, 57,50, non lo si dice al bar, anzi se ne discute anche a palazzo Vermexio a cui il Comitato di via Algeri , attraverso il suo portavoce, Dario Baio, ha chiesto spiegazioni. “Solo una fetta degli occupanti è in possesso di un regolare contratto con il Comune e gli altri, ad eccezione degli abusivi, sono in una situazione del tutto particolare perché registrati come ”assegnatari provvisori”, ma senza contratto e quindi in qualche modo legittimati a non pagare nessun canone”. E pensare che il Comune aveva provato a regolarizzare la situazione con un bando per l’aggiornamento della graduatoria per l’assegnazione degli alloggi. “Questo ci permetterà di evitare che gli alloggi siano occupati abusivamente da chi non ha più i titoli” diceva l’assessore comunale alle

Politiche abitative, Alfredo Boscarino, solo che l’avviso è scaduto a settembre e non ci sono notizie sugli esiti. “Le richieste di abitazione sono cresciute negli ultimi due anni per duecento unità – ammette il segretario provinciale del Sunia, Salvatore Zanghì - e ad oggi sono ottocento le famiglie che hanno presentato istanza dopo il bando emesso dal Comune lo scorso 3 luglio e scaduto il 3 settembre, senza che si sia saputo nulla in merito all'assegnazione degli alloggi”. Il bando prevedeva dei paletti molto ferrei, proprio per evitare che titolari di altri immobili o persone con i portafogli pieni potessero lucrarci. Per il Comune, le condizioni erano di non essere proprietari o usufruttuari, di avere un reddito per il 2011 non superiore ai 14 mila 406 euro e di non aver mai occupato abusivamente un alloggio popolare. Nel solo mese di dicembre, come sottolinea il comitato di via Algeri si sono registrati una decina di sfratti, che hanno messo sulla strada famiglie povere, che vivono al limite della soglia dell’indigenza, ma l’emergenza abitativa è diventata una vera pentola a pressione ed il rischio concreto è che possa scatenarsi una guerra tra poveri. Perché, se non ci sono parenti o amici in grado di aiutare persone disperate, prive di un tetto dove dormire, l’alternativa vera è l’occupazione abusiva degli alloggi. Spesso se ne trovano chiusi senza che se ne comprenda il motivo. Un problema, però, che potrebbe finire, prima o poi nelle mani della Procura, per verificare se attorno all’assegnazione delle case popolare c’è un giro di affari o magari un comitato illegale che decide i destini delle famiglie.

CHIAMA SUBITO Mariacristina Cavallo - tel. 331.7914299 Agente in attività finanziaria Creacasa Siracusa n° Iscrizione UIC A85873

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L'intervista

Titti contro tutti

L’ex sindaco di Siracusa bacchetta il centrodestra e guarda a Crocetta

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stato uno dei maggiori leader politici della città e della provincia ma la sua stella si è appannata non appena ha toccato l’apice del successo. Titti Bufardeci, berlusciano dal 1994, ex sindaco di Siracusa, ha deciso di lasciare la nave del centrodestra, tentando una nuova rotta, che lo sta portando sulla stessa direzione del presidente della Regione, Rosario Crocetta. Una scelta di campo dopo le delusione della sconfitta elettorale all’Ars nella lista di Grande Sud, dell’ex amico Gianfranco Miccichè. Lui che è stato socialista ed avvocato della Cgil provinciale, quando il segretario era Bruno Marziano, l’approdo alla costa del centrosinistra non è un fatto epocale, ma eclatante sì, almeno sotto l’aspetto politico. Bufardeci si rimette in gioco e lo fa con un movimento, chiamato Voce siciliana, che vede dentro altri delusi berlusconiani, come l’ex assessore regionale Michele Cimino. Lo abbiamo intervistato e ne ha per tutti, specie con gli alleati di un tempo a cui non risparmia stoccate. 6

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Da primo degli eletti nella provincia di Siracusa alle Regionali del 2008, con oltre 17 mila voti, alla bocciatura nelle elezioni all’Ars del 2012. Cosa è successo? Ci sono varie ragioni: la forza politica, Grande Sud, con cui mi sono presentato non è stata ritenuta credibile. Non è stato un traino, molti elettori non hanno condiviso questa alleanza con Lombardo. Non solo, gli elettori hanno valutato, in maniera corretta peraltro, che questa lista non avrebbe potuto vincere. Tra le ragioni del mio insuccesso, c’è anche il fatto di essere ritenuto il responsabile della sindacatura di Roberto Visentin. Mi assumo la quota parte di questa responsabilità ma si tratta di un colpa che va condivisa con tutto il centrodestra. Sotto questo profilo, ho pagato. Del resto, nella campagna elettorale del 2008 mi ero speso, sostenendo che Visentin avrebbe portato avanti un progetto nel segno della continuità con il mio mandato. Continuità che non c’è stata. Perché ritiene negativa l’esperienza di Visentin? Ritengo che è stata una sindacatura che non è riuscita a coagulare le forze e le energie del-

la città. Non ha avuto la personalità di portare avanti tante cose. Quali? Dal punto di vista economico finanziario, il comune di Siracusa aveva un salvadanaio, che era il Piano regolatore. Avrebbe dovuto essere eseguito, perché già approvato, e così agevolare le imprese per consentirle di partorire delle iniziative in grado di portare sviluppo e lavoro. Invece, il Prg è stato fin dall’anno successivo congelato. Il sindaco fece passare un ordine del giorno del consiglio comunale con l’obiettivo di migliorarlo, ma di fatto venne bloccato. Avrebbe potuto liberare risorse, che sarebbero state importanti, in virtù dei tagli imposti ai Comuni dalla Regione e dal governo nazionale. Per non parlare di quello che accaduto sul Porto Grande: c’erano finanziamenti già approvati, appalti già definiti.


L’amministrazione non ha avuto la prontezza di procedere con fermezza anche quando c’è stata la vicenda del sequestro dei cassoni alla Marina. E’ mancata la mobilitazione che il sindaco avrebbe dovuto guidare. Il teatro comunale, che entro il 2013 dovrebbe essere completato, è ritenuto da Visentin uno dei suoi cavalli di battaglia. Non è di questo avviso? Ha proseguito le opere che ho avviato, dato che io ho dato il via alle opere di consolidamento, al restauro ed all’arredo. Sono stato quello che ha assegnato somme della 433 (la legge sul terremoto) per fare tutto questo. Spero che il prossimo sindaco inaugurerà il teatro che ricordo è chiuso da oltre 50 anni. Enzo Vinciullo è il nuovo faro del centrodestra?

E’ un lavoratore, che non si risparmia. Ha usufruito di un contenitore politico importante, quale è il Pdl, che gli ha consentito di avere successo nelle consultazioni regionali, ma è uno che vive nel territorio. E’ un rappresentante forte, in termini di voti, nel centrodestra. E’ anche un presenzialista. Insomma, il centrodestra ha un leader? Il centrodestra, in questo momento, non ha un leader. Vinciullo è un leader a metà, perché il partito non ce l’ha tutto in mano e deve fare i conti con la segreteria regionale, con la segreteria nazionale, e con Stefania Prestigiacomo, che con la sua visibilità rischia di offuscarlo. Per lo stesso motivo, la Prestigiacomo non può essere il leader. Non trova? Certo, ribadisco che il centrodestra non ha una guida. Sarebbe dovuto essere proprio l’ex mi-

nistro per l’Ambiente o magari il sindaco della città ma non è stato così. Lei ritiene di essere stato il leader del centrodestra negli anni della sua sindacatura? Io penso di sì, anzi credo di essere stato la sintesi di una coalizione importante in cui ho amministrato al meglio delle possibilità. Ed allora, come si spiega questo arretramento? Cosa avrebbe dovuto fare? Avrei dovuto puntare i piedi prima su alcune questioni, soprattutto in un momento storico in cui c’era una buona rappresentanza a livello nazionale e regionale. Avevamo un ministro nel governo Berlusconi, per non parlare degli assessori alla Regione. Avrei dovuto insistere per fare avere a Siracusa, dato che ero sindaco, più cose di quelle che in realtà ha avuto. Non ritiene di avere pagato la fedeltà politica a Gianfranco Miccichè? L’ho pagata tanto, non c’è dubbio. Io ho cercato di dare una mano ad un amico che era in difficoltà dopo che Micicchè e Alfano, nel 2009, furono sostituiti, da Castiglione e Nania nel coordinamento regionale del Pdl. Un cambio che è stato fatale, almeno in termini di voti, alla prima occasione, nelle consultazioni europee. Contestavo il fatto che il Pdl avesse fatto poco per la Sicilia, nonostante i successi al Comune, alla Provincia, ed alle nazionali. Gli elettorali erano molto scontenti e così è nata l’idea di Forza del Sud. Questa delusione degli elettori ha favorito il M5S di Beppe Grillo? In Sicilia, sarà il primo partito alle prossime politiche, incassando percentuali al di sopra del venti per cento. Per le amministrative, non credo che avranno lo stesso successo. Il successo di Grillo testimonia il fallimento della classe politica, di cui lei fa parte? In un certo senso sì. Stiamo pagando una classe dirigente, e non solo politica, che non è capace di gestire questo difficile momento. Come si rientra nella giostra della politica? Insieme a Michele Cimino e ad altri amministratori dell’isola, abbiamo varato questo movimento Voce siciliana che vuole interpretare le stesse ragioni per cui nacque Grande Sud. Dobbiamo interloquire con tutti, non solo con una parte. Chi voterà Bufardeci alle elezioni del 24 e del 25 febbraio ? Io sicuramente darò il mio voto al Senato alla lista di Rosario Crocetta. Su questo non c’è alcun dubbio. Se ho rotto con il centrodestra per queste scelte contradditorie, non posso votare questa coalizione, così come non mi ritrovo nelle posizioni di Mario Monti. Sto vedendo che in Sicilia, Crocetta sta cercando di operare con determinazione un vero cambiamento, attraverso la rotazione dei dirigenti o le nuove procedure per gli appalti, specie nella sanità. Si voterà in primavera per il comune di Siracusa. Ritiene di scendere in campo? Non lo so, non credo, ma in realtà non posso dare una risposta netta e chiara. Ho sempre pensato che le minestre riscaldate non sono una cosa buona. Come presidente della Provincia? Ci sono tante ipotesi, ci sta anche questa. Del resto, è un incarico che non ho mai svolto. Non escludo nulla al momento. Nuovi politici all’orizzonte ce ne sono? Edy Bandiera e Michele Mangiafico posso essere i nuovi leader? Non vedo a Siracusa, compresi loro due, dei fenomeni, non vedo nessun Matteo Renzi, che è il vero fuoriclasse del centrosinistra. Reporter Siracusa

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Ambiente

Due ruote is meglio che four Siracusa preferisce l'autovettura ma aumentano i motocicli

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n Paese è sviluppato non quando i poveri possiedono automobili, ma quando i ricchi usano mezzi pubblici e biciclette”, parola di Gustavo Petro, sindaco di Bogotà.Compitare tale affermazione, calandola nella realtà siracusana, non è cosa da poco dati Istat alla mano e puntuale giro per la città. L’Istituto di ricerca statistica, tra gli indicatori ambientali, prende in considerazione il numero delle autovetture e dei motocicli presenti in città per mille abitanti. Nelle quattro ruote, a Siracusa, ci sono

ben 649,6 auto a disposizione di mille automobilisti; una percentuale in crescita costante a partire dal 2000 con un centinaio di auto in più. Un dato che preoccupa ambientalisti e non, visto il continuo innalzamento delle polveri sottili monitorate e non solo causate dalla vicina zona industriale. Non aiuta, a risolvere la questione, il trasporto pubblico; carente e spesso condizionato dal traffico e dallo stesso assetto urbano, risulta essere tra i meno utilizzati in Sicilia. Si cerca di sensibilizzare all’uso del motociclo e della bicicletta. Per il primo caso, strano ma vero, Siracusa – sempre in base ai dati Istat – risulta tra le città siciliane virtuose. Dopo Catania

(208 ciclomotori ogni mille abitanti) e Palermo (182), il terzo posto tocca proprio alla città di Aretusa. Districarsi nel caotico traffico locale, anticipando tempi di percorrenza da una parte all’altra, è sana e già consolidata abitudine. Per ogni mille siracusani, 179,2 ciclomotori. Impossibile avere dati e stime sul numero di biciclette. Il velocipede, quasi come un qualunque elettrodomestico, è presente in ogni casa. Appassionati e cultori della sana pedalata, lamentano però la totale mancanza di un piano di mobilità disegnato, anche, sull’amato mezzo. La pista ciclabile, che sarà intitolata a Rossana Maiorca, nata sull’ex tracciato ferroviario in uscita dalla città, è lunga appena 6 chilometri e mezzo con un pendenza dell’1% e realizzata in ghiaia. In città resiste appena 1 chilometro di pista, ma realizzata lungo il marciapiede che costeggia via dell’Arsenale. La città ecosostenibile è lontana da venire. Ad alimentare il pessimismo, aggiungono ecologisti e ciclisti, la stessa concezione delle aree parcheggio cittadine. Chilometri quadrati riservati alle autovetture; tra linee blu e soste libere, bisogna far spazio alle auto. Non vanno meglio le cose per i ciclomotori visto che è sempre più diffuso il parcheggio tra auto e sopra il marciapiede. Così, rimanendo a rischio sanzioni amministrative per il cattivo parcheggio, i motociclisti chiedono spazi adeguati. Così come li chiedono i ciclisti che vorrebbero muoversi e vivere la propria città in piena libertà. Ma se il bike sharing stenta a decollare in città, gli appassionati chiedono stalli distribuiti equamente sul territorio e vicini alle zone storiche e commerciali. Tutto questo mentre le associazioni ambientaliste bacchettano Siracusa e la sua indolenza ecologista. La Ciclopista del Sole (3000 chilometri da nord a sud) sembra proprio irraggiungibile.

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L'inchiesta

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ono affamati di soldi e desiderosi di comprarsi il meglio che c’è sul mercato, dai telefonini più costosi agli abiti firmati. Le loro tasche sono gonfie di denaro ed in un controllo compiuto dalla polizia nelle settimane scorse due di loro avevano con se 2 mila euro. Ragazzi cattivi, bad boys li chiamerebbero in Inghilterra o negli Stati Uniti, disposti a tutto, pur di divorare la vita. Non sono riuniti in bande, sono una decina in tutto e spesso girano per la città in coppia, con un obiettivo ben preciso: rubare nelle case degli altri, razziare tutto quel-

lo che trovano, specie i preziosi. “A quel punto li vendono nei negozi di compro oro e si fanno dare i soldi” spiega il dirigente delle Volanti, Francesco Bandiera, che ne ha già fatti arrestare due. “Hanno come mito Lupin - racconta il dirigente della polizia - quello dei cartoni animati, al punto che sui loro vestiti hanno cucito il suo volto”. In queste cellule, ci sono due fratelli ma che agiscono spesso separatamente, con un proprio compagno per intrufolarsi negli appartamenti e depredarli. Una delle aree più sensibili sono le zone balneari, in particolare contrada Isola, dove ci sono centinaia di villette, molte delle


Ragazzini terribili sono a capo di cellule protagoniste dei furti nelle case. Girano in città con le tasche gonfie di denaro prelevato dai compro oro. quali in posti isolati, che diventano facile preda dei ladri. Vanno a caccia di gioielli che, con la proliferazione in città ed in provincia dei negozi di compro oro, sono facilmente scambiabili. I titolari di queste attività commerciali sono obbligati a registrare le entrate e le uscite della merce e soprattutto devono indicare il nome di chi gliela vende. In molti lo fanno, altri meno, come è capitato qualche mese fa al gestore di un negozio in corso Timoleonte che si era preso sotto banco la refurtiva frutto di un saccheggio compiuto in una villetta, proprio in contrada Isola. Capita pure, come hanno accertato gli inquirenti, che i bad

boys rilascino il proprio documento ai proprietari dei compro oro, perché, messi alle strette, tutti quei preziosi, se non si trasformano in soldi, non hanno di che farsene. Quel denaro lo spendono tutto, quasi subito, per soddisfare ogni loro capriccio, ma sta diventando una abitudine, considerati i numeri dei furti che si sono registrati in città nell’ultimo anno e svelati dalla Questura. La polizia, ocon il passare delle settimane, ha cominciato ad inviduarli, uno per uno, perché, nonostante siano “bravi” qualche traccia la lasciano, come degli orologi, pure questi di marca, che, in diverse occasioni durante i controlli in strada gli

sono stati trovati ai polsi. Si è scoperto che non erano affatto di loro proprietà, né li avevano acquistati in gioielleria. Erano di provenienza furtiva e questo, per gli agenti della Questura, è stato il primo passo verso l’identificazione dei bad boys, in cui spiccano due fratelli, uno dei quali, che ha 19 anni, è stato arrestato dopo una rocambolesca fuga, culminata con un tuffo in mare, nelle acque fredde del Porto Grande. Per loro è ormai rubare è diventato un lavoro e più tempo passerà maggiore saranno le probabilità che prima o poi decideranno di fare il salto di qualità, cioè passare ad un ‘organizzazione criminale. Reporter Siracusa

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IL RUOLO SVUOTATO DI COSA NOSTRA Le indagini sul conto di questi ragazzini terribili hanno escluso un loro coinvolgimento nei sodalizi mafiosi, “Bottaro-Attanasio” e “Santa Panagia”, anche se nelle informative della polizia e dei carabinieri non sono indicati come giovani appartenenti ai salotti buoni della città. Vivono quasi tutti alla Mazzarrona, il quartiere simbolo del degrado di Siracusa, dove, a parte una storica farmacia, ed un nuovo supermercato, aperto da poco in via Algeri, non c’è praticamente nulla, fatta eccezione per i buchi presenti nelle palazzine popolari che, pian piano, stanno cedendo sotto i colpi dell’incuria. Uno dei pochi presidi è la parrocchia di San Corrado gestita da un sacerdote di frontiera, don Antonio Panzica, che oltre all’abito talare, deve vestire i panni dell’assistente sociale, a volte dell’amico ed altre del genitore di qualcuno. In questa culla sono nati i ragazzi terribili che sono ormai in cima ai

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pensieri delle forze dell’ordine, che si stanno dando da fare per bloccarli e neutralizzarli. La perdita di terreno di Cosa Nostra, azzoppata militarmente dalla magistratura con le ordinanze di arresto e le sentenze di condanne, molte delle quali definitive, potrebbe avere dato spazio a queste cellule, diventate delle vere e propri schegge impazzite. Nei periodi in cui le organizzazioni malavitose sembravano invincibili, il controllo del territorio era capillare e difficilmente bande di ragazzini avevano il permesso di razziare le case per farsi un bel malloppo, specie quando il denaro non finiva nella tesoreria dei clan. In questo momento storico, con i boss, i colonnelli ed i soldati sepolti in carcere, non c’è più un recinto e si sono aperte praterie per la micro criminalità. LE CONSEGUENZE DELLA CRISI ECONOMICA Ma ci sono altre ragioni, più complessive, dietro

queste raffiche di furti che hanno ingrossato il registro delle denunce della polizia. Una potrebbe essere la crisi economica: la perdita di tanti posti di lavoro ha messo per strada tante famiglie e se non ci sono fonti di reddito oneste, per qualcuno non resta altro che passare dall’altra parte della barricata. “I delitti che costituiscono gli indicatori del disagio sociale, come i “reati predatori”, hanno registrato una lieve crescita, segno anche della recrudescenza della crisi economica che non ha risparmiato la nostra provincia” dice il questore di Siracusa, Mario Caggegi, spiegando il fenomeno. La polizia, qualche settimana fa, ha tratto in arresto un ladro di villette, che aveva agito in compagnia di altri complici, tra cui un minore, ma quando si è presentato davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa per essere interrogato ha detto che lo aveva fatto per sfamare la sua famiglia. Che non aveva nulla da dare al suo bambino. La Questura ha analizzato, attraverso la comparazione dei dati del 2011 e del 2012, lo stato di salute della sicurezza nel territorio. “I furti sono stati 7335 di cui 1148 in abitazione (rispettivamente 7341 e 954 nel 2011); le rapine 180 (contro le 168 nel 2011). In tale contesto si può anche inscrivere il lieve aumento delle estorsioni denunciate nel 2012, 63 contro le 52 del 2011, delle violenze sessuali, passate da 16 (nel 2011) a 20 (nel 2012), con la correlata individuazione di 18 soggetti responsabili, contro i 14 del 2011, ed anche il minimo incremento, rispetto all’anno precedente, dei reati in materia di sostanze stupefacente che passano da 224 a 236.” La polizia ritiene di aver usato il pugno duro, riuscendo, negli ultimi tempi, a frenare l’ondata di furti. “L’elaborazione di misure operative di contrasto alla criminalità diffusa mediante fissazione di precisi obiettivi aderenti alle esigenze di sicurezza espresse dal territorio, con la valorizzazione della figura del Poliziotto di Quartiere quale organo recettore delle istanze che partono dalla base, ha consentito l’individuazione, la denuncia e l’arresto, di numerosi soggetti dediti ai furti in appartamenti e villette, come riportato dalle recenti cronache, ed ha prodotto evidenti benefici con il decremento degli atti di danneggiamento, riconducibili per lo più ad atti volontari di vandalismo o tentativi di furto, come gli incendi denunciati, passati da 120 del 2011 a 94 del 2012”.


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Attualità

Nulla di buono dalla Politica

Il coro polemico dei siracusani, in vista delle consultazioni nazionali. Ognuno però avrebbe un ingrediente personale per la ricetta SalvaItalia.

Benigno Agesilao, commerciante e Mario Cassia, collaboratore scolastico

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on ci vuole molto per interpretare il pensiero dei siracusani nei confronti della politica ed i suoi protagonisti, tutti affaccendati nelle ultime settimane a tessere accordi ed alleanze per aggiudicarsi un comodo ed ambito scranno nei Palazzi Montecitorio e Madama, mentre la depressione del Paese e di gran parte dei suoi abitanti cresce e sfocia nella disperazione collettiva. Basta guardare gli occhi

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bassi, l’atteggiamento sottomesso, lo sguardo assente, la bocca piegata all’ingiù di un padre che accompagna i figli a scuola non più per il piacere di farlo, piuttosto per sopire quell’angosciante senso di inutilità, scaturito dalla perdita del lavoro di una vita nella zona industriale; osservare la ricerca affannosa delle massaie nelle corsie dei supermercati del prodotto in offerta in volantino, o alle prese, tra un misto di tenerezza e tenacia, con il recupero dei centesimi dal portamonete, per pagare il conto in cassa della spesa giornaliera, nella quale le piccole razioni dell’essenziale hanno bandito il superfluo; condividere il respiro di sollievo che alle Poste tira la nonnina che è riuscita a pagare anche per questo mese le bollette e non le taglieranno la corrente elettrica. Un coro nauseato, quello della gente comune, nei confronti di quelli che, Benigno Agesilao, commerciante di souvenir nell’area archeologica della Neapolis, definisce “I signori del potere italiano” ai quali suggerisce, con un’evidente nota di rabbia, mista ad un velo di temperata rassegnazione, di “smetterla di riempirsi la bocca di parole e promesse, siano essi collocati a destra , a sinistra , al centro o alle spalle , quel che conta è che facciano qualcosa per risollevare le sorti del Paese”. “So distinguere – dice con umiltà – tra il bene ed il male comune, figuriamoci loro ma che lo facciano finalmente, piuttosto che discutere del nulla. Devono consentire a tutti di lavorare e loro dovrebbero percepire uno stipendio di mille euro come noi semplici operai e facciano la politica per passione, non per la pecunia. Vedrete come a questi patti quanti politici se ne starebbero finalmente a casa”. Dello stesso avviso Mario Cassia, collaboratore scolastico “Se avessi l’opportunità di agire, metterei subito le mani in tasca ai parlamentari iper-stipendiati, ai mega-pensionati ed ai dirigenti poco produttivi ma super costosi per le casse degli enti locali. Tenterei di trovare le strategie economiche giuste per riconsegnare una prospettiva di futuro alle nuove generazioni,


In alto da sinistra: Giuseppe Savasta operaio Salvatore Spatafora Tecnico Massimiliano Tiralongo dottore commercialista Luigi Giocolano presidente Confedercontribuenti Siracusa Luciano Serranò agente di Polizia

arginando il precariato”. Concretezza operativa raccomanda ai politici anche Luciano Serranò, agente di Polizia di Stato “Dovrebbero iniziare ad abbandonare il politichese, quel linguaggio fatto di vocaboli tecnici e concetti di economia-politica, graditi e compresi soltanto dai docenti universitari, ma che allontanano e si allontanano dalla gente comune, la povera gente, ed i suoi problemi quotidiani: sicurezza, mutuo , lavoro . Garantire quest’ultimo significherebbe ridare dignità a tutti . Agli amministratori attuali e futuri di Siracusa raccomanderei – continua il poliziotto- di migliorare i servizi e rendere ottimale la vita in questa splendida città dove vogliamo continuare a vivere e bene. Bisognerebbe proiettare la nostra bella realtà meglio nel panorama europeo, sfruttando la centralità che ha nel Mediterraneo”. “ Dalla politica non c’è nulla di buono da aspettarsi- sostiene Giuseppe Savasta, operaio -. Sono tutti bravi a nascondersi dietro un dito. Devono rimettere in moto l’occupazione. Ci sarebbe da rivedere anche il sistema degli ammortizzatori sociali, i sussidi di disoccupazione dovrebbero essere convertiti in forme rinforzate di borse lavoro, si eviterebbe l’assistenza di tipo parassitario e gravosa per le casse dello Stato e si consentirebbe ai lavoratori di continuare a prestare il loro servizio in progetti di pubblica utilità.Per non parlare delle pensioni - dice -. Io stabilirei livelli pensionistici standard per tutte le categorie professionali. Personalmente mi presenterò alle urne non rinunciando al mio diritto di voto , che però non esprimerò”. Tenta la strada dell’ironia, per esorcizzare un dramma generalizzato Salvatore Spatafora, tecnico - “ Dovremmo essere sempre in campagna elettorale, io ci guadagno tanti caffè e colazioni pagate; zii e cugini inconsapevolmente acquisiti senza vincoli reali di parentela, che scompaiono una volta giunti a destinazione. I veri politici sono morti e quelli di oggi hanno fatto morire pure i supereroi dei fumetti. Io inizierei a rivoluzionare i contratti di lavoro, eliminerei gli impieghi a termine che vanno a vantaggio solo dei datori di lavoro e rendono i dipendenti ricattabili e poi manderei in pensione non per età anagrafica ma in base al tipo di professione svolta, ci sono alcune attività che espongono ad usura psicofisica più di alti. Bisogna che i politici inizino a lavorare di coscienza, innalzandola ai massimi livelli etici.” “ Snellirei la burocrazia, i suoi iter, i suoi cavilli e favorirei l’accesso al credito , specie per quei giovani che vogliono fare impresa, e che si vedono sbarrare le porte in faccia dalle banche , che in passato hanno fatto quello che hanno voluto – sostiene Massimiliano Tiralongo, dottore commercialista -. Inoltre dall’Umbria fino alla nostra Isola, metterei mano al sistema sanitario che è inefficiente, per cattivo impiego delle risorse, o assenza delle stesse. Investire sul miglioramento dell’offerta didattica, inoltre, darebbe un’ottima base di partenza ai nostri ragazzi. Pensare anche a garantire un tetto a chi lo ha perduto o che non può permettersi un affitto. Come una signora di mia conoscenza costretta a vivere in macchina per garantire le terapie riabilitative, fuori dalla provincia, al figlioletto malato”. Parola d’ordine detassazione, invece, per Luigi Giocolano, neo presidente di Confedercontribuenti Siracusa. “ Il governo che verrà dovrà mettere il contribuente nelle condizioni di poter pagare, al contrario di quanto accade oggi. In Italia le aziende chiudono perché non riescono ad andare avanti. Noi chiederemo una moratoria, di almeno un anno, per tutte le procedure avviate dai vari enti di riscossione”.

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FERROVIE Viaggio in terza classe Il Fatto La politica dei tagli ha isolato la nostra provincia dal resto dell’Italia

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l primo taglio risale a 13 anni: era il 1998 e per decisione delle Ferrovie venne soppresso il SiracusaBrennero. Viaggiava una volta al giorno per sette giorni alla settimana. C’erano 50 posti per vagone letto e cinque vagoni a sedere con 54 posti ciascuno. “Poi c’erano la Freccia del Sud, treno 592/593 Siracusa-Milano e viceversa, e l’Aurora, treno 992/995 Siracusa-Roma e viceversa. Avevano numerose – dicono i vertici provinciali della Cisl che hanno elaborato un report sullo stato del trasporto ferroviario in provincia di Siracusa - corse programmate sull’orario ufficiale delle Ferrovie dello Stato. Oggi non esistono più; hanno cambiato nome (uno da Freccia è diventato più modestamente Peloritano) e, soprattutto, hanno ridotto – e di tanto – le corse. Per Milano, da Siracusa, si partiva quattro volte al giorno e per sette giorni alla settimana. A disposizione, su ogni treno, 420 posti distribuiti tra le 6 vetture che componevano il convoglio”. La politica dei tagli non si è arrestata, anzi le forbici usate per la provincia di Siracusa sono proseguite senza sosta. Da oltre un secolo poi c’è un solo binario per coprire la costa orientale della Sicilia: un limite che si paga nei tempi di percorrenza, basta andare a parlare con qualcuno che è salito su un treno per raggiungere Messina dalla stazione di via Francesci Crispi. Non è che Siracusa è rimasta sol-

tanto isolata dal Continente, perché anche il trasporto regionale ha subito dei ridimensionamenti. Oltre ai pendolari, chi è rimasta penalizzata è stata anche l’agricoltura. “Durante la campagna agrumaria, da dicembre a gennaio, e orticola, da marzo a giugno, c’erano ben 5 treni – dicono i vertici provinciali della Cisl - che da Siracusa portavano le primizie all’estero e caricavano fino a 850 tonnellate di merce. Altri treni frigo straordinari partivano da Messina fino a Siracusa. Treni con 30 carri refrigerati portavano le derrate muovendo, anche, un consistente indotto tra carrellisti e fabbriche del ghiaccio”. Le ricadute occupazionali sono stati devestanti, con decine di lavoratori che hanno perso il proprio posto. “Fino a 15 anni fa, alla stazione di Siracusa – stazione di testa aperta 24 ore al giorno – c’erano tra i 200 ed i 250 dipendenti. C’erano manutentori, capitecnici, operai della manutenzione. Ora c’è una evidente carenza di manovalanza, anche la manutenzione elettrica è stata ridimensionata così come la biglietteria che da tre sportelli ne conserva appena uno. A Siracusa, che dallo scorso anno non è più una stazione aperta h24, restano non più di 30 dipendenti. Così come la scellerata, ed incomprensibile, decisione di chiudere la stazione alle 22.50, lasciandola sguarnita ed in preda di chiunque, perché non dotata di sistema di vigilanza interno, fino alle 4.50 del mattino”. Reporter Siracusa

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Economia

AGRICOLTURA Una grana padana Nell’accordo con la Cina sono state tagliate fuori le produzioni locali

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agricoltura parla soprattutto tedesco, almeno quella siracusana. E non perché i “sudditi” di frau Merkel abbiano invaso gli appezzamenti di terreno di Cassibile o di Rosolini. La Germania rappresenta uno dei mer-

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cati più importanti per le nostre imprese e non c’è tavola teutonica in cui mancano il ciliegino di Pachino, il limone di Siracusa, l’arancia rossa di Lentini, i vini di Eloro, ed i moscati di Noto e Siracusa. Prodotti di eccellenza che viaggiano a bordo di pesantissimi camion che salgono lungo tutto lo Stivale per raggiungere Monaco di Baviera o Stoccarda. Non è solo la Germania il terminale delle merci che fioriscono nei nostri terreni, come spiega il presidente provinciale di Confagricoltura, Massimo Franco. “Da noi rimane importante la Germania che rappresenta il migliore terminale. Questo perché, i tedeschi sono consumatori molto attenti alla qualità e per questo motivo prodotti come il pomodoro e le insalate hanno molto successo e dunque è naturale che abbiamo un livello di esportazioni elevato. Si tratta di un grosso vantaggio per le nostre aziende, ma ci sono altri mercati, sempre nel Vecchio Continente, che hanno una forza prorompente e mi riferisco alla Scandinavia, alla Gran Bretagna, alla Francia. Siamo riusciti ad allargare i nostri orizzonti anche all’Europa dell’Est, in particolare alla Russia ed alle ex repubbliche sovietiche, come l’Ucraina”.

Come ci arrivano questi prodotti nei mercati internazionali? Purtroppo gran parte delle merce viaggia su gomma. Abbiamo fatto un programma con l’Autorità portuale di Augusta per creare un vettore navale che ogni giorno trasporta le nostre merci. Ritengo che dobbiamo potenziare questo settore che ci permetterebbe di introdurre il concetto di eco bonus. In quest’ottica, le imprese agricole dovrebbero adeguarsi al’idea di produrre seguendo logiche ambientali, come fanno le catene della grande distribuzione. Ci sarebbero vantaggi, anche di natura strettamente economica, oltre che eco-


Il mercato più importante resta l’Europa con in testa la Germania. Le eccellenze sono il ciliegino, il limone, il vino e l’olio degli Iblei

MESSAGGIO ELETTORALE - Comm. il Candidato

logici, visto che ci sarebbe un maggiore risparmio energetico, minore emissione di anidride carbonica. Ma per i prodotti siracusani, che sono forti nel cuore dell’Europa, la soluzione navale è davvero competitiva? Se le merci arrivano, per nave, a Mestre o a Genova, significa comunque ridurre il carico di traffico lungo le strade del nostro paese, che sono sempre intasate. La nuova frontiera è certamente la Cina, ma la Sicilia è rimasta tagliata fuori dall’accordo commerciale tra il paese asiatico e l’Unione Europea. L’intesa prevede di fare entrare nei rispettivi mercati prodotti

di eccellenza, con la possibilità, per ciascun membro dell’Ue, di indicarne solo due. “L’Italia – spiega Massimo Franco – che ha 296 eccellenze ha indicato il Prosciutto di Parma ed Grana Padano, privilegiando una sola regione, l’Emilia Romagna. La Spagna ha scelto un’altra politica, indicando due oli, ma prodotti in regioni diverse. La Francia ha scelto un frutto ed una tipologia di formaggio di aree diverse, stesso discorso per la Gran Bretagna. Da noi, accade che chi governa porta acqua al proprio mulino. Perché hanno tagliato fuori l’olio degli Iblei, che ha vinto un riconoscimento internazionale? Una caduta di stile dei nostri europar-

lamentari che devono stare attenti a quello che si delibera. In questo caso, le opportunità sono state concesse a pochi e si è trattata di una decisione calata dall’alto, voluta da Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale dell’Ue, che, sebbene originario della Puglia, vive da anni in Emilia, tutelando così questa regione e le aziende che producono”. L’agricoltura non ha una forte incidenza nell’economia della nostra provincia, a leggere i dati di Confindustria, secondo cui primeggia, con grande distacco, l’industria, capace di produrre il 55 per cento della ricchezza del territorio. Lei che idea si è fatto? Il Pil più importante per la provincia di Siracusa è quello industriale, senza alcuna discussione. La ricchezza prodotta dall’agricoltura rappresenta il 7-8 per cento del pil complessivo, quando in Sicilia il dato è del 12 per cento. Ma occorre fare una riflessione: se noi consideriamo anche l’agroalimentare e tutto l’indotto, come l’industria dei fertilizzanti, dei materiali plastici, si arriva intorno al 17 per cento. Noi dobbiamo ragionare in termini di sistema economico territoriale, e solo in questo modo possiamo creare le condizioni per lo sviluppo economico. Quali sono le previsioni per il 2013? Come comparto, abbiamo delle priorità politiche a cui stiamo lavorando, soprattutto sul comune di Siracusa. Molte delle produzioni più importanti, da Cassibile in giù, ricadano in una fascia definita urbana, che ha dei limiti in termini di investimento e di costruzioni. Dobbiamo fare in modo che si abbassi la fascia cittadina, a ridosso del perimetro, per liberare alcune produzioni di grande eccellenza, come il limone, la patata, le verdure, le fragole, in modo da consentire alle imprese di accedere ai programmi di investimento. Ci sono purtroppo dei paletti, in termini di tutela del territorio, posti dalla Regione, ma in agricoltura non si costruiscono di certo i grattacieli. Al massimo si possono realizzare delle serre, che si possono facilmente trasportare da un posto ad un altro. Si fanno degli investimenti, che non sono per nulla invasivi, anzi migliorano il territorio. A Roma lo si è capito perché le produzioni fungono da polmone verde della città.

UN IMPEGNO CHE CONTINUA IL PERCHÈ DELLA MIA SCELTA

È una vita spesa tra amministrazioni e burocrazia quella di Giuseppe, detto Pino, una lotta continua alla ricerca del lato umano e fattivo di queste "macchine infernali" che contribuiscono, o molto più spesso creano, quel blocco alle idee, alle innovazioni o alla conservazione del patrimonio di un popolo dalla storia così ricca ed importante alle spalle come quello siciliano. È inutile negarlo, amministrare non è mai facile, soprattutto in una terra che per anni si è dovuta piegare alla prepotenza e all'arroganza di gente incompetente, alle minacce di farabutti ed alle ingiustizie.

ELEZIONI POLITICHE 2013 CAMERA DEI DEPUTATI Reporter Siracusa

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Psicologia

Salute psicologica e patologia oncologica

U Dott.ssa Laura Uccello Psicologo e Psicoterapeuta

"Nella prevenzione della malattia uno dei fattori di protezione è l'atteggiamento positivo verso la vita"

n tema sul quale l’uomo si è sempre interrogato e continua a interrogarsi tutt’oggi è quello riguardante il rapporto tra la mente e il corpo. Esso è oggetto di studio di diverse discipline, scientifiche e non, che da diversi punti di vista hanno cercato di spiegare che relazione intercorre tra queste due dimensioni dell’essere. Inoltre, nell’ultimo trentennio numerosi studi scientifici sono stati effettuati per comprendere se c’è una relazione tra la salute fisica e la salute psichica di un individuo. Rappresenta un filone di ricerca che dagli anni ‘80 fino ad oggi è divenuto sempre più ampio e si occupa di analizzare le interazioni esistenti tra sistema nervoso centrale e sistema immunitario. Tale branca di ricerca è denominata psiconeuroimmunologia. e ci ha messi a conoscenza delle numerose vie di interconnessione tra i due sistemi. Cosa accade al corpo quando ci si ammala di cancro? Il processo tumorale ha inizio da errori di replicazione cellulare. Può succedere che il sistema immunitario fallisca nel riconoscimento delle cellule aberranti una volta formate. Una delle più importanti funzioni del sistema immunitario è quella di identificare e distruggere le cellule alterate. Quando non riesce ad identificarle o

a distruggerle, esse iniziano a proliferare in modo incontrollato e danno origine al tumore. Infine,avviene che il sistema immunitario, una volta radicata la malattia, rimane in uno stato non responsivo o poco reattivo permettendo al tumore di continuare a replicarsi ed espandersi. Pertanto, si evince che il sistema immunitario ha un ruolo fondamentale. E’ stato dimostrato che molteplici fattori contribuiscono ad indebolirlo: ambientali, alimentari, stili di vita basati su eccessivo consumo di fumo e alcool e soprattutto il fatto di essere esposti a un elevato livello di stress, ovvero di essere soggetti a un persistente stato interno di allerta in risposta a incalzanti ritmi e richieste che provengono dall’ambiente. In un’ottica di prevenzione, dunque, è significativo comprendere cosa può aiutare l’individuo a gestire lo stress in modo efficace. E’risultato che, a parità di situazioni problematiche, chi affronta i problemi come sfide da risolvere anziché ostacoli da rimuovere percepisce un grado maggiore di benessere personale e questo si ripercuote positivamente sul proprio stato di salute psicofisico. Di conseguenza, anche nell’ottica della prevenzione oncologica, l’acquisire un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti degli eventi della vita è considerato uno dei fattori di protezione.

messaggio elettorale - committente responsabile S.E.L.

Raffaele Gentile Come mai ha deciso di abbracciare il progetto di Vendola? Assieme agli amici che sono nella lista per la Camera Dei Deputati sono candidato per Sel al Senato, perché ritengo che nessuna altra formazione politica sia in grado di parlare agli Italiani in maniera altrettanto credibile, sia sui temi della democrazia e della solidarietà come anche sul tema della ripresa dello sviluppo e della occupazione, mettendo al centro dell’agenda del futuro governo la Sicilia ed il Mezzogiorno, in una realtà territoriale dove sono più drammatiche ed evidenti vecchie e nuove povertà. La crisi economica sta paralizzando tutto il paese. In che modo è possibile uscire da questo tunnel?

L’apparato produttivo non regge più. L’economia si è finanziarizzata: la ricchezza si riproduce attraverso gli strumenti finanziari (che non producono occupazione) e non attraverso la produzione di beni e servizi (che rappresentano il vero prodotto lordo del Paese.) Il governo non può essere quello voluto dal capitale internazionale, ma quello che risponde di più ai problemi della gente. La Sicilia è uno snodo importante per l’Italia e per tutta l’area del Mediterraneo. Cosa pensate di dover fare? Per la Sicilia proponiamo un programma alternativo per le infrastrutture materiali e immateriali; le sole in grado di dare ad un territorio marginale un ruolo importante negli scali commerciali e culturali attraverso il Mediterraneo. Reporter Siracusa

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Il dato

SIRACUSA LA PORTA D'EUROPA Esistono cellule che forniscono assistenza logistica alle organizzioni. Il traffico di disperati è gestito soprattutto da libici ed egiziani 22

Reporter Siracusa


è

diventata una sorta di porta per l’Europa, quella che conta, come la Germania e la Francia, dove ci sono i parenti ed è anche più semplice trovare il lavoro. Le indagini sugli ultimi sbarchi avvenuti lungo le coste della provincia, in particolare tra Portopalo e Siracusa, hanno svelato questa nuova verità: che l’Italia e la Sicilia non sono più la terra dei sogni per i migranti, quelli che provengono dal Nord Africa o dalla Siria. E proprio dal paese del Medio oriente, a causa di una sanguinosa guerra civile, si sta registrando una fuga senza precedenti verso l’Occidente, attraverso la porta della Sicilia, grazie alle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di clandestini. “I siriani – svela un investigatore del Gruppo interforze della Procura di Siracusa, specializzato nella lotta all’immigrazione

clandestina – versano quote che vanno dai 3 mila ai 5 mila euro, ma supponiamo che siano strettamente legate ai clan egiziani”. In uno degli ultimi sbarchi a Siracusa, nelle acque di contrada Cuba, tra Ognina e Fontane Bianche, nel gruppo dei clandestini c’erano insieme siriani ed egiziani, che, però, non sono salpati dallo stesso porto. “Si sono incontrati in mare i vari gruppetti a bordo di piccole imbarcazioni per poi essere caricati in una barca più grande ma poco prima di arrivare nelle acque territoriali, al largo di Siracusa, sono stati messi su un peschereccio” racconta un investigatore. “Nessuno degli immigrati è interessato a rimanere in Italia perché il loro obiettivo sono i paesi del Nord Europa per ricongiungersi ai loro familiari. Siracusa e la Sicilia rappresentano l’ingresso per il Vecchio Continente. Inoltre, sono qui per chiedere il riconoscimento dello status di rifugiati politici”. LE CELLULE IN SICILIA La domanda che si pongono tutti è in che modo viene organizzato il viaggio e se queste associazioni criminali operanti soprattutto in Egitto ed in Libia possono disporre in Sicilia di fiancheggiatori o cellule in grado di indicare rotte e basi logistiche per chi arriva in clandestinità. Secondo il Servizio operativo centrale del ministero degli Interni questi gruppi esistono e sono ben radicati, lungo tutta la Sicilia sud orientale. Alcune recenti indagini hanno consentito di delineare l'organigramma dell'associazione transnazionale, che ha base in Egitto, che coordina l'immigrazione clandestina e che continua incessantemente a programmare, gestire e condurre l'attività di ingresso dei migranti. L'associazione, che opererebbe da oltre dieci anni sul territorio nazionale, si avvale di un ben rodato sistema operativo, garantendo non solo il reclutamento dai villaggi ed il successivo viaggio in mare, ma anche la predisposizione di una rete organizzativa con cellule operanti in grandi città, come Roma e Milano, ma anche in Sicilia e Calabria, territori di approdo dei viaggi in mare. Nel corso dell'attività investigativa sono stati individuati ed intercettati quattro sbarchi sul territorio nazionale tra il mese settembre ed il mese di ottobre 2010. LA TESTIMONIANZA DI UN CLANDESTINO “Chi si occupa di questi trasferimenti è Abu Islam Abu Kareem, un uomo di circa 40 anni, molto ricco, che ha conoscenze nella Polizia egiziana e che a fronte di lauti compensi corrompe gli agenti per porre in atto i suoi traffici illeciti” spiega un egiano ascoltato dai magistrati della Procura di Messina. “Il costo di ciascun viaggio era fissato in 55000 pound egiziani, somma corrispondente a circa 8000 euro. L'accordo prevedeva che la somma sarebbe stata pagata dai miei genitori non appena giunto in Italia. E minacciavano di uccidere chi si permetteva di non rispettare l'accordo preso. Sono partito dal mio villaggio il 9 luglio, all'ora della preghiera del pomeriggio, alle 16 circa, insieme ad altri 5 miei compaesani per giungere l'indomani mattina, verso le 2.30, nei pressi di una città che si

trova a nord del deserto egiziano, denominata Wadyalnatron. Questo primo viaggio è avvenuto a bordo di un minibus di colore bianco”. Poi, “è giunto un camion sul quale siamo saliti a bordo e dove già si trovavano sessanta, settanta persone”. Quindi tappa in una moschea abbandonata: «Abbiamo aspettato 9 giorni perché la barca che ci doveva portare in Italia non era disponibile”. Una volta saliti sul natante, la traversata è durata 5 giorni e sei notti: “Ci davano da mangiare solo pane ammuffito e acqua in quantità razionata”. LA QUESTIONE LIBICA Non ci sono solo gli egiziani a controllare il traffico di clandestini, che frutta parecchi soldi, perché il mercato dei disperati comprende anche organizzazioni criminali della Libia, da cui porti salpano centinaia di imbarcazioni per raggiungere le coste siracusane e siciliane. Le informative dei carabinieri del Ros sono molto dettagliate e descrivono una situazione che mette i brividi. “Le indagini hanno portato alla scoperta di un gruppo criminale dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadini extracomunitari dalle coste libiche a quelle italiane ed al successivo sfruttamento delle vittime. In particolare è stato accertato che l’organizzazione era strutturata in cellule collegate, con referenti nei Paesi di origine, in Libia e nel territorio nazionale. Ciascun gruppo assicurava il reclutamento di connazionali in Marocco, Egitto, Tunisia, Algeria e Sudan, provvedendo quindi al loro trasferimento via terra presso il porto libico di Zouara. Qui i referenti libici reperivano le imbarcazioni per il trasporto dei clandestini sulle coste dell’Italia meridionale, prevalentemente Lampedusa, mantenendo i contatti con la componente presente in Italia, che segnalava le rotte da percorrere in relazione alle zone di sbarco ritenute più favorevoli. In particolare un trafficante sudanese dirigeva una cellula preposta alla gestione degli immigrati, dopo l’arrivo in Italia ed il loro internamento nei centri di accoglienza o di permanenza temporanea di Crotone, Agrigento e Caltanissetta. Attraverso affiliati già ospitati in queste strutture, la cellula sudanese ristabiliva infatti i contatti con gli immigranti, ne organizzava la fuga accompagnandoli presso le località di destinazione nel nord Italia, garantendo peraltro le documentazione contraffatta per la successiva regolarizzazione.” Non solo, infatti l’indagine ha accertato che l’organizzazione ricercava e selezionava altre vittime tra i clandestini internati, interessati al ricongiungimento con parenti già presenti in Italia. Sono stati documentati casi di veri e propri sequestri di persona a scopo di estorsione. Una volta fatti fuggire dai centri, gli stranieri venivano, infatti, segregati in ricoveri di fortuna, sino al pagamento di un riscatto da parte dei familiari direttamente nelle mani di referenti ell’organizzazione, oppure attraverso rimesse effettuate presso agenzie di money transfer. I proventi, per centinaia di migliaia di euro, avrebbero dovuto essere investiti nell’acquisto di ristoranti etnici nell’Italia del Nord.

LA SCHEDA Alla data del 18 dicembre sono state ben 13.023 le persone sbarcate ( 290 il totale degli sbarchi) sulle coste italiane, di cui 9.244 profughi, partite su malridotte imbarcazioni dalla Libia, Grecia, Turchia e Tunisia. A questi migranti vanno aggiunti i 5.007 stranieri “intercettati” in acque internazionali dalle unità navali italiane e ripresi “in carico” - senza un intervento diretto italiano - dai paesi di provenienza (269 dall’Egitto, 1.313 dalla Grecia, 1.221 dalla Libia, 1.686 da Malta, 453 dalla Tunisia, 65 dalla Croazia). Reporter Siracusa

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L'approfondimento

OCCUPAZIONE I casi più scottanti E Dalla fine della Siteco al problema Nomusa: ecco la geografia dell’emergenza lavoro

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Reporter Siracusa

mergenza lavoro in primo piano sul territorio siracusano. Sono 80 mila i disoccupati in provincia, secondo i dati forniti dalla Cgil, registrati nell’ultimo biennio. Un esercito che è in continua crescita secondo il sindacato. Accanto al numero dei disoccupati vanno anche inseriti i 9.500 che hanno avuto concessa la cassa integrazione ed altri 6.000 in mobilità. Secondo le stime della Cgil, tra il 2005 ed il 2012 solo l’indotto industriale ha perso 4 mila unità e 700 tra i diretti e le vertenze aperte sono almeno venti attualmente in provincia. Una di quelle che si è conclusa ha riguardato i 250 operai della Siteco. TORRI EOLICHE, DA SOGNO A FALLIMENTO La Siteco, una delle aziende protagoniste in Sicilia nelle produzioni di torri e pale eoliche e

passata nel giro di pochi anni tra il 2009 ed il 2010 dalle commesse con gruppi come Nordex, Vestas, Gamesa e Moncada alla chiusura del cantiere di Marina di Melilli. Non sono serviti i numerosi sit-in organizzati dai lavoratori per il mantenimento del loro posto. Una battaglia persa senza se e senza ma dal sindacato. L’azienda ha pagato anche la mancata concessione di autorizzazioni per la costruzione di impianti eolici dal governo Lombardo, e per una gestione che in pochi anni ha portato alla cessazione di tutte le attività. In mezzo anche un contenzioso aperto con l’ex Asi, oggi Irsap, proprietario dell’area del cantiere, divenuto oggi zona preferita dai predatori dell’”oro rosso” per rubare cavi e attrezzature in rame accatastate a Marina di Melilli. L’ultimo atto della Siteco lo ha emesso il Tribunale di Siracusa con la sentenza di fallimento. In mezzo però ci stanno i lavoratori, che attendono dall’azienda


soldi tra i 7 ed i 12 mila euro tra trattamento di fine rapporto, fondi pensionistici Cometa, ferie ed indennità varie. SINA SERVICE, DAI BLOCCHI ALLA SOLUZIONE Un destino simile sembrava dovesse compiersi anche per i duecento operai della Sina Service, una delle aziende metalmeccaniche a cui non era stato rinnovato il contratto di appalto in

vista delle prossime fermate previste nelle raffinerie Isab. Da settembre a novembre sono stati protagonisti di una mobilitazione quotidiana con l’attivazione dei blocchi anche di notte agli ingressi delle due raffinerie. La vertenza è rientrata solo dopo un confronto coordinato dalla Prefettura che ha saputo ricucire gli strappi tra azienda e sindacati. L’intesa raggiunta ha previsto poi l’inserimento graduale dei lavoratori. COMMERCIO, UNA SCOMMESSA PERSA. Secondo i dati di Unioncamere nel 2012 le imprese di questo comparto che hanno cessato le attività sono state ben 630 contro le 323 che sono state costituite. Un caso che ha fatto discutere è in questo senso l’outlet di contrada Spalla a Melilli e l’apertura alla presenza della showgirl Elenoire Casalegno e del cabarettista Giovanni Cacioppo nel settembre del 2011. La struttura è stata realizzata con un investimento che sfiora i 75 milioni di euro, e la promessa, rimasta tale di impiegare a regime 500 unità incluso l’indotto. L’outlet è stato chiuso nell’ottobre del 2012 mandando a casa 80 lavoratori, salvo riaprire durante le festività di Natale con un solo punto vendita all’interno. Ma di casi simili nella grande distribuzione ce ne sono diversi in città e l’ultimo in ordine di tempo vede protagonisti i lavoratori di Aligrup, l’impero del re dei supermercati Sebastiano Scuto, titolare dei marchi Despar, poi finito nella tempesta giudiziaria che ha portato sul lastrico in provincia ben centonovantuno lavoratori, con la chiusura lo scorso 10 dicembre dei centri di contrada Fusco e corso Umberto, ed in provincia a Francofonte, Avola e Pachino. Solo nelle scorse settimane è stata trovata una soluzione per i 101 addetti siracusani che torneranno a lavorare nel centro commerciale de “I Papiri” di contrada Fusco, sotto le insegne del gruppo Carrefour, così come per i quattordici di Pachino con il gruppo Conad Sicilia, mentre restano fuori al momento i lavoratori di corso Umberto, Francofonte ed Avola. In mezzo ci sono tante storie, fatte di dignità e voglia di andare avanti nonostante tutto, come quella di Nunzio Interlando, dipendente del punto vendita di corso Umberto e capofamiglia con sette figli a carico. “Non abbiamo neanche una prospettiva di ricollocazione – ha detto Interlando – si va avanti più con le rinunce che con le speranze.

Ai miei figli dovrò dire di no per tante cose già programmate”. ALBERGHI CHIUSI E 200 POSTI DI LAVORO PERSI. I sindacati stimano che negli ultimi tre anni i posti di lavoro persi siano di 200 unità. Conseguenza della chiusura di alberghi come il “G Tourist” di viale Teracati e l’“Holiday Inn” di viale Scala Greca. E gli effetti della crisi si sono manifestati anche nella nuova struttura alberghiera realizzata nell’area annessa all’Ippodromo del Mediterraneo dove sono stati sottoscritti settantasette contratti di solidarietà, struttura a mezzo servizio che continua a pagare anche per la crisi del movimento ippico nazionale. NOVAMUSA, LAVORATORI FUORI DALLE BIGLIETTERIE. A inizio di dicembre scoppia la vertenza Novamusa che interessa quindici addetti che gestivano in città gestiva con quindici unità le biglietterie del Castello Maniace, al museo archeologico regionale “Paolo Orsi” e alla Casina Cuti, all’ingresso del parco archeologico della Neapolis. La Regione con proprio provvedimento dispone la revoca del contratto con l’azienda e l’estromissione di quindici lavoratori addetti alle biglietterie, sostituendoli con cinque dipendenti della Soprintendenza. PIANETA PRECARI DEL COMUNE La coperta delle risorse a disposizione dell’amministrazione comunale è corta. L’ultimo bilancio approvato in extremis dal consiglio comunale a fine novembre ha deliberato un taglio dei fondi per 500 mila euro sui servizi legati alle attività di rilevazione, contabilizzazione e analisi dei tributi garantiti dai sessantadue lavoratori della Socosi, una delle aziende che gestiscono i servizi negli uffici di via De Caprio. L’immediata conseguenza è stata la richiesta di esuberi per diciassette posti di lavoro. Stessa sorte è prevista per sedici dipendenti posti in esubero da un’altra azienda esternalizzata del Comune, la Utilservice, che svolge servizi vari negli uffici dell’amministrazione comunale. In entrambi i casi si è registrata una netta spaccatura tra le posizioni di Cgil da una parte e Cisl e Uil dall’altro, sulle modalità con cui giungere ad un’intesa, che non può però prescindere dalla riduzione del monte-orario settimanale dei lavoratori.

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In provincia

DISTRETTO DEL SUD EST

Obiettivo Turismo "Valorizzeremo il nostro patrimonio" Il sindaco di Melilli: “La nostra forza è la Pirrera di Sant’Antonio”

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icchezze archeologiche, bellezze naturali e siti di grande pregio incastonati in un territorio da valorizzare e rilanciare, anche da un punto turistico. In una sola parola “Distretto Turistico Siracusa Val di Noto” un’opportunità che i comuni non possono lasciarsi sfuggire per una giusta promozione del patrimonio. Un distretto territoriale che, rispetto a quelli tematici, ha una diversa natura con maggiori possibilità di ricaduta sul territorio anche per il diverso criterio di gestione. A vigilare sulle attività del Distretto sarà il “Comitato di Monitoraggio, presieduto da Massimo Franco di Confagricoltura, eletto nei giorni scorsi all’unanimità dagli stessi componenti del gruppo. Gli obiettivi dell’organo ,attraverso il quale si attuerà un più articolato Piano turistico regionale, sono condivisi anche dal sindaco di Melilli , Giuseppe Cannata rappresentante ufficiale della zona nord con i comuni di Augusta, Lentini e Francofonte. “Le zone di pregio – ha detto Cannata - e le aree da rilanciare e da proiettare in rete per invogliare il turismo sono tante anche se il territorio, nel caso specifico Melilli , non può perdere di vista la vocazione industriale sulla quale si basa gran parte dell’economia. Sono infatti oltre 20 mila le famiglie che vivono per le aziende e per l’indotto. Fatta questa premessa non mi sento di escludere che attivare un lavoro in sinergia per rivalorizzare i siti e i più preziosi gioielli che caratterizzano la zona nord

è una scelta vincente per una migliore prospettiva di fruizione della nostra terra. Un percorso lungo e laborioso che richiede risorse economiche e progettualità , per questo serve un lavoro di squadra che consentirà di studiare meglio le strategie organizzative”. Cannata nel ribadire la piena volontà di condivisione ha citato uno dei siti di maggior pregio del territorio di Melilli, la Pirrera di Sant’Antonio. “E’ sicuramente – ha aggiunto Cannata - una ricchezza naturale di grande valore storico, archeologico e naturalistico. Sito diventato patrimonio dell’Umanità che oggi ospita spettacoli ed eventi culturali. Una cava a cielo aperto che racconta la storia di oltre 500 anni di vita economica e sociale del paese. Il sito si trova nella zona nord del centro abitato di Melilli con corridoi perpendicolari che si snodano all’interno della montagna per oltre 2 chilometri e mezzo, effetto delle opere di recupero della pietra utilizzata per la costruzione di altrettanti gioielli architettonici. Di altrettanto valore sono le grotte carsiche come quella di Mastro Pietro, Alfio e Palombara con tombe dell’età del bronzo e spettacolari colonne di stalattiti e stalagmiti. Un patrimonio da esplorare, così come per le ricchezze del Leontinoi e del museo archeologico di Lentini, che supportato da una solida presenza ricettiva può essere un punto di forza. L’augurio è che questo rilancio si concretizzi anche per scongiurare il tracollo di molte attività ed esercizi che senza un’adeguata richiesta non riescono a sopravvivere”.

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In provincia

MELILLI

Sanità, allarme MERCURIO

C’

è l’inquinamento da mercurio tra le cause della forte incidenza di tumori nella nostra provincia, in particolare nei Comuni dell’area industriale. Oltra al cancro, il territorio deve fare i conti con le malformazioni, che, a partire dal 1980, sono schizzate, secondo gli studi compiuti da Giacinto Franco, il compianto pediatra dell’ospedale Muscatello di Augusta che per primo ha provato a fare delle correlazioni tra l’inquinamento, patologie tumorali e malformazioni. L’Asp di Siracusa ha da poco avviato un piano, promosso dall’assessorato regionale alla Salute, per la valutazione dell’impatto del mercurio sulla popolazione residente nell’area industriale siracusana. Dopo i campionamenti compiuti ad Augusta, adesso l’obiettivo si è spostato a Melilli, il secondo dei tre Comuni interessati dal programma insieme a quello di Priolo. “Il campione di residenti a Melilli sarà selezionato, così come è avvenuto ad Augusta, con procedura casualespiegano dai vertici della direzione sanitaria - e sarà contattato per essere sottoposto ad una intervista-questionario su stili e abitudini di vita. Su coloro che risponderanno a determinati requisiti e avranno fornito il proprio consenso sarà effettuato il dosaggio di mercurio su sangue, urine e capelli”. Il programma vede coinvolto anche il Cnr di Capo Granitola, in provincia di Trapani, per gli aspetti inerenti la verifica dei livelli di contaminazione ambientale. “I prelievi verranno effettuati – spiega il commissario dell’Asp, Mario Zappia - da personale qualificato del distretto sanitario di Augusta, le determinazioni analitiche eseguite dal laboratorio di sanità pubblica. La fase preliminare è stata curata dal personale del Registro territoriale di patologia dell’Asp. I dati raccolti saranno impiegati per la ricerca scientifica e per fini statistici ed epidemiologici”. “In estrema sintesi – spiega Francesco Tisano dirigente medico del Registro Territoriale di Patologia dell’Asp di Siracusa - saranno incrociati dati sulla contamina-

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zione da mercurio della matrice ambientale quali aria, acqua, suolo e sedimenti marini della rada di Augusta, la cui rilevazione è curata dall’Iamc-Cnr, con dati che documentino l’entità della presenza di mercurio sulla filiera ittica di campioni provenienti dalla rada di Augusta (campionamento curato dall’Asp di Siracusa e determinazioni analitiche effettuate dall’Imac-Cnr), e sul campione casuale rappresentativo di almeno duecento cittadini residenti da oltre dieci anni nei tre comuni”. Per l’indagine sulla popolazione di Augusta sono state inviate 609 lettere e sono stati effettuati 248 contatti telefonici. I soggetti intervistati sono stati 132, 125 sono stati sottoposti a biomonitoraggio.

SORTINO

Aumento delle tasse Scontro al Comune Era il mese di luglio del 2010 quando il consiglio comunale di Sortino votò la sfiducia al sindaco di allora Paolo De Luca. Una mozione sostenuta dai consiglieri della minoranza ma anche da alcuni rappresentanti della maggioranza poi passati all’opposizione. Adesso siamo nel 2013 e la situazione politica del comune di Sortino sembra ripetersi. Di fatti il sindaco Enzo Buccheri attualmente conta in consiglio su una maggioranza consiliare numerica, che in base alla presenza o meno in aula di uno o più consiglieri diventa minoranza. In questi mesi poi due consiglieri della maggioranza Cesare Salonia e il presidente del consiglio Dionisio Mollica hanno preso le distanze dall’amministrazione non condividendo le scelte adottate sull’aumento di alcune tariffe e sulla politiche di bilancio fatte da Buccheri e dal suo esecutivo. Un quadro politico, quindi, che sembra ripetersi

a distanza di quasi tre anni e che rischia di sfaldare la stabilità stessa del comune montano. E lo conferma un’assemblea pubblica che è stata promossa a Sortino proprio dagli attuali rappresentanti dell’opposizione, i consiglieri del Pd capitanati da Sebastiano Terranova, che facevano parte della maggioranza del sindaco De Luca un tempo, ma anche da Salonia e Mollica, e da Nello Bongiovanni instancabile esponente del gruppo “Sortino al Centro”, che nonostante abbia perso le elezioni, non riuscendo a entrare in consiglio e nonostante i ricorsi, persi, al Tar e al Cga contro l’esito delle amministrative, rimane una spina nel fianco del sindaco Buccheri, incalzando l’amministrazione a colpi di manifesti e comunicati stampa. “Abbiamo unito le energie e le esperienze di ognuno di noi – ha detto Bongiovanni durante l’assemblea pubblica -, proponendo alternative serie


NOTO

VIABILITÀ Un "nodo"al pettine

C

i sono strade che possono rappresentare un percorso di guerra e tra queste c’è certamente la provinciale 19, quella che lega Noto e Pachino. Una delle più importanti della zona sud della provincia dove oltre, alle auto, transitano mezzi pesanti, carichi di prodotti ortofrutticoli che sono uno dei cuori pulsanti del territorio. Il problema sono i lavori per la realizzazione del cosiddetto nodo di Noto ma in particolare il guaio è nel tratto dove è stato realizzato un canale per il passaggio dell’acqua piovana. Nonostante sia stato gettato il nuovo asfalto, il manto ha preso le forme di una groviera e capita, neanche troppo raramente, che le macchine e qualunque altro veicolo incappino in queste trappole. Secondo il programma indicato dalla Provincia, che ci ha messo i soldi per l’opera, gli interventi dovrebbero concludersi entro il mese di aprile, in piena primavera, solo che a guardare lo stato della strada, potrebbe esserci un ulteriore slittamento. Fino ad ora sono stati completati dei lavori, non quelli assolutamente essenziali, ma piccoli tasselli, ed all’appello mancano ancora le opere definitive sulla grande rotatoria che è stata realizzata per prima. Facciamo due conti sul nodo di Noto e scopriamo che ha ricevuto un finanziamento pari a 14 milioni di euro, fondi nazionali, destinati per il miglioramento della viabilità della zona sud della provincia, che, nonostante la sua importanza economica, basti pensare alle numerose imprese agricole, è al passo. e realistiche all’aumento della tassazione che ha compiuto il sindaco. L’esempio emblematico e’ stato l’importante risultato ottenuto quello di collaborare con il gruppo di opposizione evitando di fatto che si aumentasse l’Imu”. Tra critiche, accuse, cambi di casacca, intanto la situazione economica di Sortino come quella di altri comuni rimane precaria: colpa dei mancati trasferimenti da Stato e Regione e a causa delle poche risorse di cui dispone l’ente, la crisi avanza. Alcuni servizi sono stati sospesi, ma l’amministrazione ha più volte garantito che verranno ripristinati. “Non voteremo alcuna sfiducia – afferma Terranova –perché è stato eletto questo sindaco e questa amministrazione. Abbiamo pianto per la sfiducia a De Luca che ha lasciato il comune allo sbando non saremo noi adesso i carnefici. Se è vero che i tagli hanno messo in difficoltà i comuni l’amministrazione non è riuscita a fare nulla per incapacità ad adottare precise politiche di bilancio. Siamo contrari ad una tassazione continua”. Ma il sindaco Buccheri considera le critiche solo demagogia. “Le scelte che abbiamo dovuto adottare – afferma – sono state condizionate dai tagli ed è una situazione simile a molti altri comuni non solo della provincia ma anche del resto d’Italia. Stiamo cercando di intervenire”.

AUGUSTA

FISCO senza uffici

P

er scongiurare la chiusura del dell’ufficio territoriale di Augusta dell’Agenzia delle Entrate si sono riuniti il direttore regionale per le Entrate della Sicilia Antonino Gentile, il direttore provinciale Gianfranco Antico ed il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Siracusa Massimo Conigliaro per trovare una soluzione. “Nel momento in cui si era avuta notizia della possibile chiusura dell’ufficio territoriale di Augusta – spiega Conigliaro - l’Ordine di Siracusa aveva inviato una nota formale alla Direzione Regionale, proponendo una redistribuzione territoriale delle competenze dei vari comuni della provincia al fine di non penalizzare i contribuenti e professionisti della periferia e chiedendo in ogni caso il mantenimento dello sportello”. La paventata chiusura, che rischia di creare notevoli disagi ai contribuenti, è stata decisa dall’amministrazione centrale per il contenimento della spesa pubblica, la cosiddetta

spending review. “Dovrà essere diminuito dice Antonino Gentile il numero degli uffici territoriali, chiudendo prioritariamente quelli “aventi sede in province con meno di 300.000 abitanti, ovvero con un numero di dipendenti inferiore a 30, ovvero dislocati in stabili in locazione passiva”. La chiusura, secondo alcune stime, dovrebbe avvenire entro il primo semestre dell’anno. L’agenzia delle Entrate ha fatto una timida apertura. “La Direzione provinciale di Siracusa, con la supervisione della Direzione regionale – ha aggiunto Gentile - , vaglierà le soluzioni più idonee per il riordino delle competenze territoriali, compatibilmente con le risorse di personale disponibili e verificherà l’eventuale possibilità di persistere con uno sportello decentrato sul territorio di Augusta, ove sia possibile trovare un intesa con la locale amministrazione comunale per il reperimento di idonei locali in comodato gratuito, al fine di limitare al massimo i disagi dei cittadini, compatibilmente con le disposizioni degli organi centrali di questa Agenzia”. Reporter Siracusa

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FLORIDIA

Sagra dei Cavateddi

Quando il cibo diventa spettacolo La riconferma di un evento a carattere popolare come una sagra ha già il suo dato positivo. Sembra la solita “PASTA” o la solita sagra, in cui ci saranno le famose bancarelle e qualche stand gastronomico, del già visto e gustato. Personalmente sono stato chiamato a presentarla ed a raccontarla, dall’organizzatore Francesco Di Paola, il quale è da sempre promotore di questo genere di eventi e fiere. Egli punta grosso sulla 2° edizione, ha subito individuato lo slogan - La Sicilia del gusto e dell’artigianato, allegandola ad intrattenimenti di spessore. Si è avvalso della collaborazione commerciale del dottor Marco Lo Carmine, per individuare le aziende e le linee guida per incentivare la presenza degli standisti. L’Amministrazione di Floridia, ha accettato il progetto, mettendo a disposizione il centro storico del Comune, soprattutto Piazza del Popolo, che vedrà nelle due piazze attività dinamiche, facendo fronte alle diverse categorie di pubblico presenti nelle tre giornate. I cavatelli ("cavatiell" in dialetto molisano) sono una pasta tradizionale molisana, successivamente acquisita da parti della Puglia, dove vengono chiamati capunti . Sono una pasta lavorata a mano ricavata con un impasto di semola di grano duro e acqua (a volte anche con patate) hanno una forma allungata con una incavatura all'interno, di grande uso e costume culinario nelle nostre tavole. Saranno loro il portabandiera di questa sfilata artistica, artigianale ed enogastronomica, nei tre giorni partendo da Venerdì 1 marzo oltre 30 aziende a rappresentare la Sicilia allestiranno punti fissi di esposizione. Nella piazza a fronte il palazzo comunale un’area dedicata ai più piccoli, con l’azienda Baby parking che monterà le giostre gonfiabili. L’altra piazza sarà la protagonista delle tre serate, con l’area espositiva e le manifestazioni artistiche. Il venerdì 1 marzo, sarà il

giorno di accoglienza e di inaugurazione dalle 18:00, con la partecipazione degli Sbandieratori di Floridia, ormai artisti riconosciuti per la loro attività acrobatica e folkloristica, a seguire sui ritmi dei tamburi un concerto tribale e celtico. Il Sabato 2 marzo dalle 17:00 in poi è happy hour con il gruppo Sky e tutto il mondo del digitale, ad anticipare il grande momento live. Una delle formazioni che il nostro territorio sta lanciando verso il successo nazionale, I GIUFA’ dalla vicino Solarino, per uno spettacolo che dalle 21:30, non lascerà indifferenti le comunità limitrofi. La domenica sarà la colazione con le tradizioni, l’azienda agricola Barbagallo sarà protagonista della degustazione della Ricotta calda, ripetendo dal vivo tutto il processo della preparazione, raccontata dai protagonisti. La domenica pomeriggio e la piazza sarà come una Quinta teatrale, nell’attesa dello show di CARLO KANEBA, comicità teatrale dialettale nel rispetto e la continuità che si è voluto tracciare in questa edizione.

ASAM

Musica e teatro per i primi 50 anni Cinquant’anni dalla fondazione per una stagione di grande livello tra musica e teatro. E’ il cartellone degli eventi e dei concerti promossi per il 2013 dall’“Asam”, l’associazione siracusana amici della musica che si è aperta a fine gennaio con uno spettacolo tra teatro e musica che ha avuto come protagonista Sebastiano Lo Monaco con un omaggio ad Omero. Ad ospitare i concerti è il Salone Carabelli di via Torres, l’ex cinema Lux di Ortigia. I concerti si svolgono nel

fine settimane e sono caratterizzati soprattutto da esibizioni di artisti che suonano brani del repertorio classico e da camera per una domenica all’insegna della buona musica e di livello. Il secondo appuntamento di questa stagione è in programma per domenica 17 febbraio con uno spettacolo musicale che avrà come protagonista Christelle Abinasr al pianoforte. La stagione continuerà poi a marzo: il 10 si esibirà l’Orchestra da camera Aretusea composta da archi e fiati. Il secondo concerto di marzo sarà il 24 con Masha Diatchenko al violino, Amedeo Cicchese al violoncello e Massimo Spada al pianoforte. Tre saranno i concerti programmati ad aprile con Marco Fornaciari al violino, che si è esibirà il 14; il 21 sarà la volta di Edoardo Zosi al violino e Stefania Redaelli al pianoforte. L’ultimo concerto di aprile sarà il 28 con il “Duo Feola” in un concerto per pianoforte a quattro mani. A chiudere la prima parte della stagione 2013 saranno tre concerti in programma nel mese di maggio: si inizia il 12 con il “Trio Raffaello”, artisti al violino, violoncello e pianoforte. Il 19 maggio si esibirà Mario Panciroli al pianoforte, per concludere con Claude Hauri al violoncello e Corrado Greco al pianoforte che si esibiranno il 26 maggio. La stagione 2013 dell’Asam riprenderà dopo la pausa estiva con un nuovo ciclo di concerti che ricominceranno in autunno. Ad ottobre sono in programma tre appuntamenti musicali. Il 6 saliranno sul palco del Salone Carabelli Davide Zaltron alla viola e Gabriele Dal Santo al pianoforte. Il “Trio Degas” sarà il protagonista del concerto del 20 ottobre con un’esibizione al clarinetto, violoncello e pianoforte. Il 27 ottobre sarà la volta del “Warhol piano quartet”con un concerto per violino, viola, violoncello e pianoforte. Due i concerti in programma per novembre con Alessandro Marangoni al pianoforte che si esibirà il 10 e il “Trio Broz”, con tre artisti al violino,viola e violoncello sul palco il 24 novembre. Chiuderà la stagione il quartetto Archimede agli archi e Serena Chillemi al pianoforte con l’unico concerto di dicembre in programma il 15. Il cartellone dell’associazione siracusana amici della musica ha ricevuto il patrocinio del ministero per i Beni e le attività culturali, Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo e Regione siciliana assessorato del Turismo, sport e spettacolo.

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Appuntamenti a Siracusa e provincia

“Operetta mon amour”: torna l’appuntamento con la musica per la rassegna 2013 dell’Agimus, l’associazione giovanile musicale con uno spettacolo omaggio alla tradizione dell’operetta. Di scena all’istituto musicale Privitera di viale Regina Margherita ci saranno il 16 febbraio alle 18,30 Mirella Furnari, soprano, Alfio Marletta, tenore, Marco Alderuccio, violino, Davide Manigrasso pianoforte, Sergio Molino, voce narrante. Il 23 febbraio alle 18 Cinzia Bartoli al pianoforte. Festa di San Corrado Confalonieri a Noto. Il 19 febbraio la città barocca celebra come da tradizione il santo patrono con la processione suggestiva dell’urna con il corpo del santo preceduta dalle confraternite e dai “cili”, i ceri decorativi che sono sostenuti da fusti di legno che rappresentano la storia della vita del santo. L’urna viene portata a spalla dai portatori e seguito dai fedeli in viaggio scalzo. Ci sarà poi la settimana di festeggiamenti che si concluderanno la domenica successiva con l’ottava della festa con una nuova processione del santo per la città. Quella di febbraio è la festa liturgica, che ricorda l’anniversario della morte del santo avvenuta nel 135, mentre in estate ad agosto si ricorda la beatificazione del santo. Secondo spettacolo di teatro dell’associazione culturale “Co.Mi.Ca” per il 2013 a Siracusa. Al teatro Vasquez di Siracusa verrà messa in scema la commedia “Corna e distrazioni” giovedì 21 febbraio, riadattamento da “Chi la fa l’aspetti” di Carlo Goldoni realizzato dal regista Enzo Firullo. Sul palco ci saranno Nuccio D’Ambrogio, Gabriella Mortellaro, Elvira Trombatore, Francesco Firullo, Daniela Fazio. Le scenografie sono realizzate da Concetto Malfa e i costumi dal laboratorio dell’associazione. Il tutto in dialetto siciliano per una serata di esilarante comicità tra equivoci e scambi di gag e battute.

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Gilberto Idonea porterà in scena a Siracusa “I profumi di zagara”, appuntamento che rientra nel cartellone della stagione teatrale di “Siracusae città teatro”. L’attore sarà in città il 22 febbraio con un monologo che è un omaggio ad Angelo Musco, ma anche Pirandello e Martoglio con spunti tratti anche da Quasimodo e Buttitta.

con il cinema” che ha avuto inizio a novembre e si concluderà a marzo. Il 25 febbraio verrà proiettato il film documentario “Piero Guccione verso l'infinito” di Nunzio Massimo Nifosi, con una serata incontro dedicato all’artista siciliano. Il film racconta per immagini i luoghi cari a Guccione tra la musica del violoncello di Giovanni Sollima e brani di Franco Battiato.

Spazio all’operetta al teatro “Vittorio Emanuele di Noto”: per la rassegna 2012-2013 del teatro comunale sarà messa in scena “Cin Ci Là” dalla “Compagnia Italiana Operette” il 25 febbraio alle 20,45. Lo spettacolo per le musiche di Virgilio Ranzato e Carlo Lombardo sul libretto di Carlo Lombardo verrà rappresentato per la regia di Umberto Scida e le coreografie di Monica Emmi con l’esibizione oltre agli artisti anche dell’orchestra dal vivo. La storia è ambientata a Macao in Cina e racconta che quando un componente della casa regnante si sposa, si dia inizio al “Ciun-Ki.Sin” un periodo nel quale si sospende ogni divertimento e ogni lavoro, fino a che il matrimonio non venga consumato. I due sposini, la principessa Myosotis e il principe Ciclamino, non hanno le idee chiare sui doveri matrimoniali e il Mandarino di Macao è disperato, perché il Ciun-Ki-Sin rischia di durare a lungo. Ma arriva Cin-Ci-Là, un'attrice parigina seguita dal suo buffo spasimante Petit-Gris. Fon-Ki, il Mandarino, che aveva conosciuto Cin-Ci-Là nella capitale francese, vede in lei la soluzione, poiché sarà lei a insegnare al principe quello che non sa. PetitGris, dal canto suo, pur senza aver ricevuto alcun mandato, si occuperà dell'educazione della principessa Myosotis. Si riderà quindi tra equivoci e battute esilaranti e musica.

Il teatro Vasquez ospita come ogni anno la stagione promossa in città dal “Piccolo teatro Siracusa”, rassegna di spettacoli di commedia, giunto quest’anno alla trentaquattresima edizione. Spettacoli di teatro al motto che accompagna ogni spettacolo “Crisi? Problemi? Nun ci pinzari.... Fatti 'na risata... con noi”. Il prossimo spettacolo in programma al teatro di via Filisto è il 28 febbraio con “La morte di Carnevale” scritta da Raffaele Viviani nel 1928 che è stata adattata dalla compagnia “Gruppo teatrale Angelo Maio” di Messina con Pietro Barbaro e Maria Saccà per la regia di Gianni De Francesco. Lo spettacolo verrà messo in scena a partire dalle 20,30.

Appuntamento con il cinema d'autore al cine teatro “Aurora” di Belvedere. Nuova proiezione per il ciclo di iniziative della rassegna “Incontri

Torna il tradizionale appuntamento che anticipa la primavera a Francofonte con la tradizionale sagra del tarocco, le arance caratteristiche che si producono nel comune siracusano. La rassegna agroalimentare che riunisce in paese tantissimi turisti si svolgerà il primo marzo con la degustazione di prodotti tipici fatti a base di arance rosse, che verranno esposti negli stand organizzati lungo il corso principale del paese. Tra le produzioni in esposizione e vendita ci sarà la frutta secca, i dolci e le “scacciate”. La manifestazione è promossa dal comune di Francofonte. A fare da cornice alla rassegna sarà la musica, ma anche esibizioni di gruppi musicali e artisti che intratterranno in pubblico per questa giornata di festa.


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33 MESSAGGIO ELETTORALE - Committente Riccardo Gennuso


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Onav, quando il vino è soprattutto cultura Intervista a Teresa Gasbarro – Delegato Onav sezione di Siracusa

L’

ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) nasce ad Asti nel 1951 ed è la più longeva associazione che si occupa di cultura del vino in Italia. Dalla data della fondazione, le sue finalità sono molteplici e vanno dal mantenere viva ed efficiente nei soci la tradizionale funzione di assaggiare e di valutare i vini, all’istituzione di corsi specialistici per offrire un continuo aggiornamento, sino alla promozione di iniziative volte a far conoscere l'importanza e il piacere dell'arte dell'assaggio. Un modo per favorire l'approccio corretto con il prodotto, rendere più attento il produttore, e più consapevole il consumatore. “L'ONAV consente ai propri soci un continuo aggiornamento professionale- ci spiega Teresa Gasbarro delegato della sezione siracusana- tramite un’intensa attività organizzata sia a livello nazionale, dalla sede centrale di Asti, sia dalle sezioni regionali e provinciali. Inoltre i soci Onav, grazie al Progetto Fidelity, hanno l'opportunità di ottenere interessantissimi sconti e privilegi, presentando la tessera

di Assaggiatore agli esercizi commerciali convenzionati (bar, ristoranti, enoteche, ecc.) in tutta Italia. Con cadenza annuale le delegazioni provinciali organizzano i corsi per diventare Assaggiatori di Vino. I corsi sono articolati in 18 lezioni teorico-pratiche tenute dai docenti abilitati. Il programma del corso comprende lezioni sulla viticoltura, sulle diverse tipologie di vinificazione (vini bianchi, rossi, rosati, spumanti e dolci) e sull’analisi sensoriale del vino. Il prossimo corso organizzato dalla Delegazione ONAV di Siracusa partirà il 14 marzo e prevede due lezioni settimanali, il martedì e il giovedì dalle 20 alle 22. Al termine del corso è previsto un esame, superato il quale si ottiene il diploma di assaggiatore di vino. Dopo due anni d’esperienza degustativa si diventa "Esperto Assaggiatore" e in tale veste il socio Onav potrà anche entrare a fare parte delle commissioni ministeriali preposte al controllo organolettico dei VQPRD”. Un excursus sulle varie eccellenze del nostro territorio. ” Negli ultimi anni diversi soci della sezione di Siracusa sono entrati a far parte delle commissioni di degustazione che decidono sulla commer-

cializzazione dei vini DOC del nostro territorio quali: Moscato di Siracusa (oggi DOC Siracusa), Noto ed Eloro. Il Nero d’Avola, nelle due DOC Noto ed Eloro è ormai conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Invece il Moscato di Siracusa ha visto da qualche anno la sua rinascita grazie a produttori lungimiranti che hanno investito in questo vino dalle antiche origini. Anche l’Onav ha contribuito a far conoscere il Moscato di Siracusa, innanzitutto facendolo assaggiare nei corsi e poi invitando i produttori a partecipare ai concorsi enologici nazionali organizzati dall’Onav”. Le attività formative dell’Onav non si limitano al solo corso, mensilmente vengono, infatti, organizzate serate di degustazione monotematiche in cui si approfondisce la conoscenza di vini nazionali e internazionali. Il prossimo appuntamento sarà venerdì 1 marzo, presso Il Podere di Siracusa, con una serata dal tema “Cioccolato e Vino”. Per informazioni: www.onav.it oppure siracusa@onav.it

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Ristorante Andrea Sapori Montani l'anima degli Iblei

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ppassionato da sempre dell’arte culinaria, Andrea Alì animato da tanta volontà, voglia di fare e ricco di idee, ha iniziato la sua avventura nel lontano 1996. Fin da allora la sua “filosofia di cucina” è quella di proporre nei piatti i prodotti del territorio Ibleo seguendo la stagionalità, la storia e le tradizioni di queste terre. Il risto-entoeca “Andrea Sapori Montani”, si trova nel Centro Storico di Palazzolo Acreide, in corso Vittorio Emanuele, angolo via Gabriele Judica n.4. “Andrea Sapori Montani come ristorante nasce nel luglio del 1996 dopo anni di esperienze in uno dei ristoranti più in voga fino al 2000 - commenta Andrea Alì - e non riuscendo più a trovare un luogo di lavoro che soddisfacesse la voglia di crescita ho investito sulla mia professionalità con una scelta , in controtendenza per l’epoca, cioè fare una

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cucina legata al territorio dei monti Iblei. niente pesce, ma SAPORI MONTANI. Materie prime di stagione; qualità indiscutibile delle stesse; sono queste le basi della mia cucina allora come oggi. Una scelta attenta dei fornitori ,selezionati in base ai suddetti criteri; spesso vado direttamente da loro (vedi per il DOP ragusano, il pecorino, le carni ecc...) la mia è una continua ricerca / riscoperta di prodotti. un attento studio di ricette tradizionali nonché di letture di vari testi culinari / antropologi dettano le basi per i miei piatti. Togliere più che mettere ; sfizio dei sensi più che semplice “alimentazione”il tutto attraverso i mille ingredienti che in ogni momento dell’anno la nostra terra ci offre. Sono un amante della natura , prima di essere agrotecnico e cuoco. Infatti oggi al ristorante si affianca il piccolo frutteto dove coltivo e raccolgo molte delle mie materie

prime. Quando ho iniziato, in pochi usavano - bieta selvatica (per i più haiti o sacchi sabbaggi); “sanapi” azzeruole, cachi, fave in tutte le loro varianti, tagli di vitello in disuso. Non mi è venuto difficile quindi reintrodurli nella mia cucina, riproponendoli a mio modo”. Innovativo e nello stesso tempo tradizionale nel suo genere, Andrea


ha da tempo avviato una serie di iniziative legate proprio alla cultura di un cucina che sappia riscoprire le qualità di un tempo. Diverse le sinergie, a partire di quella con i cuochi e i Presìdi Slow Food e la Soat di Palazzolo, ufficio periferico dell’assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari, nell’ ambito dell’azioni di valorizzazione e sviluppo delle

aree interne, promuovendo un percorso di aggregazione territoriale denominato “Iblei in rete”. Le famose ricette della nonna, pane, pizza, biscotti, schiacciate per una sorta di full-immersion in cucina con la preparazione tipiche della cultura iblea. “Alla Soat mi reco spesso per attingere dal loro lavoro; allevatori; casari, piccoli coltivatori di eccellenze

locali che loro mi aiutano a trovare. Ma soprattutto il mio “sfruculiare” alla ricerca di ingredienti da riscoprire, visto che loro lavorano anche sulla salvaguardia di colture –erbacee. Con SLOW FOOD il discorso è stato diverso. Sono state le mie scelte di lavoro che ci hanno fatto avvicinare. La stagionalità , il rispetto delle tradizioni, cose che hanno strizzato l’occhio ai fiduciari. Sono vicino a diversi progetti,vedi l’alleanza fra cuochi e presidi slow food. Ormai e da parecchio che siamo in guida “OSTERIE D’ITALIA” . E’ il salone del gusto, dello scorso ottobre, che mi ha visto coinvolto nel pranzo e cena del sabato ,cucinando per 140 persone a darmi orgoglio e soddisfazione è ulteriore carica per il futuro. “Le stagioni scandiscono i nostri piatti - continua Andrea - la crema di maiorchino, i ravioli di ricotta a suino nero con carote di pistacchio e limone di siracusa, il coniglio a "modo nostro", le creme alla carrubba, sono le portate che stabilmente accompagnano i nostri menù. In ogni stagione la terra degli Iblei ci offre le sue gemme per arricchire i nostri piatti dl tartufo, funghi, erbe spontanee, cereali, frutta tipica Siciliana, carni locali e trote del "Manghisi". Conclusione dedicata alle prospettive future di una realtà che si trova in una delle zone più belle da un punto naturale e architettonico non solo delle nostra provincia. “La val di Noto ha molte attrattive ,un mare stupendo, il Barocco, l’archeologia,la natura con diverse riserve. Bisogna creare nuova ricettività alberghiera, una vera politica del turismo e fare un’ autoanalisi critica del nostro settore. Siamo veramente bravi? Coccoliamo veramente i nostri clienti? Non amo definire la mia clientela con un target, ho dei prezzi normali di mercato, per cui chiunque può essere mio commensale. E chiaro che a fare la differenza è la mia offerta dei piatti. Di sicuro bisogna stringere la cinghia, senza scendere a compromessi sulla qualità. Rimanere a galla con intelligenza,prendendo spunto magari dai nostri genitori , dai nostri nonni, insomma rileggendo la nostra storia”.

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Toyota in verde Ecco Auris Hybrid Toyota da sempre al vertice per le soluzioni green, ha deciso di puntare in Italia per la diffusione della nuova versione ibrida dell'Auris HSD. In particolare, dagli studi di mercato effettuati dal management della casa giapponese, il modello preferito dai clienti italiani sarà l'Auris HSD. Secondo queste previsioni sarà il modello che coprirà almeno il 50% delle ibride contro il 35% delle propulsioni diesel e il 15% di quelle benzina. Grazie agli incentivi governativi che entreranno in vigore da gennaio per tutte le auto "green", Toyota Italia ha proposto un prezzo di lancio di 17900 euro per almeno tre mesi, contro i 22600 euro di listino. Il prezzo sarà mantenuto anche nel caso in cui i contributi statali dovessero terminare. Oltre al prezzo, le novità riguardano anche le parti tecniche che risultano migliorate e ottimizzate rispetto alla versione precedente. Il sistema propulsivo è il medesimo della precedente: motore benzina da 1.8 litri a ciclo Atkinson da 99 cv affiancato da un motore elettrico da 60kw. La potenza complessiva di 136 cv spinge l'Auris ibrida fino

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a 180 km/h con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 10.9 secondi. Rispetto al modello precedente la nuova Auris HSD presenta un nuovo assetto legato allo spostamento della batteria sotto il divano posteriore, con il vantaggio di disporre di un piu ampio bagagliaio di 360 litri e un baricentro piu basso. Ma com'è dentro la nuova Toyota? L'ambiente è abbastanza austero e ordinato, e a una prima impressione pare ben realizzato. Più gradevoli i materiali della parte centrale della plancia, del rivestimento dei fianchetti, del volante e di alcuni comandi, come quelli della climatizzazione automatica bizona; meno appaganti al tatto, invece, ci sembrano il padiglione e i tasti del navigatore. Caratteristica la plancia molto verticale, convincente poi la profilatura dei sedili. Al centro, sul largo tunnel, il mini selettore del cambio, i tasti dei programmi "Ev", "Eco mode" e "Power mode" e le prese USB, Aux, e 12 Volt. Lo spazio, poi, non è tiranno, soprattutto davanti. Anche dietro, per le gambe, sembra esserci un buon margine di manovra.


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Vi facciamo le scarpe Per la moda estate 2013 le scarpe scegono colori delicati e forme femminili. Le silhouette seguono diversi trend: da un lato sono scultoree con zeppe e plateau, dall'altra riprendono gli intrecci sul collo del piede tipici delle scarpe da tango o le linee dei modelli retrò. Il trend per la sera è urban con borchie, mentre per il giorno modern chic e romanticamente vintage. Queste in sintesi sono le caratteristiche della collezione scarpe primavera estate 21013 di Pura Lopez.L'eclettico marchio propone per la summer collection 2013 modelli differenti, accomunati però da una costante vocazione per il fashion e la tendenza: sandali eleganti di diverse altezze da rasoterra, al tacco 12, décolletè dalle altezze vertiginose, zeppe di diverse fogge e dimensioni, mary jane bon ton.Per il giorno Pura Lopez prende ispirazione dagli anni venti con scarpe romantiche con la punta arrotondate o con tacchi “kitten heel” che ben si abbinano a gonne al ginocchio, colori

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pastello e tessuti leggeri. Lo stile è dolce e sofisticato, innovativo e squisito. I materiali scelti sono il cuoio con finiture a contrasto lucide o opache o metallizzate, la vernice,lo scamosciato, la nappa e il vitello. La tavolozza colori sperimenta tutte le nuance sorbetto, in particolare il rosa antico, il verde pistacchio e l'azzurro polvere.Per il mare, invece, i sandali (soprattutto quelli rasoterra) hanno colori vivaci e la palette si arricchisce di acquamarina, menta, turchese, corallo, fucsia e pesca.Per la sera i toni si fanno più forti e i sandali di Pura Lopez sperimentano anche le borchie: il nero è il colore sexy per eccellenza, i dettagli si fanno metallici e le fantasie oro-nero su rafia propongono motivi animalier o astratti. Le scarpe più glam per la sera sono dedicate ad una city girl dal look modern chic, che ama aggiungere dettagli fashion al suo look e sperimentare con eleganza sperimentazioni da abbinare ai colori vivaci dell'estate.


FASHION

La moda secondo ADRIANA Adriana Mulassano Giornalista di moda, costume e società

Nel campo della moda è una sorta di monumento vivente. Lei è Adriana Mulassano, cronista prima e critica poi per le pagine fashion del Corriere della Sera negli anni 70 e 80, fotografata da Avedon sulle pagine del Time ed ufficio stampa di Giorgio Armani nella decade dei Novanta. Con lei, cerchiamo di addentrarci nel mondo della moda. Cos’è la moda oggi? E chi la decide? Senza tanti giri di parole…secondo me, la moda oggi è qualcosa di molto confuso, di estremamente cheap, di pochissime idee e di cattiva qualità. Chi la decide? Non certo chi la fa. Oggi c’è una grande consapevolezza negli acquirenti e in questo marasma di proposte uno trova facilmente quello che gli piace. Così è sparito completamente il diktat dello stilista. Quindi, quale sarebbe la cosa migliore da fare per uscire da questo momento critico? Come diceva De Filippo "a dà passà a nuttata…” e ti spiego il perché: la moda ha avuto un lunghissimo periodo di importanza negli anni ‘Ottanta e Novanta, ma anche prima. Come tutte le espressioni artistiche, subisce dei collassi, saturandosi. Così diminuisce l’input creativo e tutto si trasforma in business tout court, andando a finire in un grande mercatone. Per superare questa situazione occorre che le industrie se la sentano di puntare su qualcuno di nuovo, perché i giovani stilisti oggi sono completamente disattesi. Se continuiamo con la politica della gente che è su piazza da venticinque anni, non

credo che andremo lontano. Certo, non aiuta la catalessi culturale che pervade il mondo in questo momento storico. Ha detto: “La moda è cultura e tutti sono digiuni di essa”. Quale relazione intercorre tra le due? Una relazione che passa, necessariamente, dal buon gusto. E preciso che una persona non nasce con il buon gusto, ma bisogna formarlo. Come si può fare oggi? In una società che è un’epitome del cattivo gusto in tutte le sue espressioni, le persone che possiedono il buon gusto, oggi, scelgono delle divise, che per me possono essere il pantalone e il pullover blu di cachemire, oppure camicia bianca e pantalone nero per la Sozzani, ad esempio. Creata la “divisina” la si personalizza con gli accessori - uno dei pochi comparti che non risente della crisi per togliersi qualche sfizio di stagione. Nomi giovani e nuovi sui quali puntare? Angelo Figus: lo conosco da più di dieci anni. E’ un genio, viene fuori dalla scuola di Anversa ed è sotto i quaranta. Perché Marras, bravissimo anche lui, ha trovato prima Les Copains, poi Kenzo? Perché era il momento giusto. Purtroppo quando Figus è uscito, non c’era più l’ésprit d’aventure. Per non parlare di un altro talento che ha finalmente raggiunto la notorietà personale che merita… Giampiero Arcese, ex direttore artistico di Brioni, attualmente responsabile della linea Giorgio Armani-Le Collezioni Donna. Lei tiene il Corso di Fashion Communication, allo IED di Roma. E’ ancora possibile diventare giornaliste di moda con la crisi nera del giornalismo? Occorre essere acculturati e aggiornati. Il mio motto è: leggere leggere leggere e di tutto: dai libri ai saggi, passando per i giornali. E soprattutto studiare la storia della moda. Senza cultura del passato non c’è futuro.

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A cura di Pierpaolo Arganese pierpaolo.arganese@ tin.it

SPORT E SALUTE Quale è la verità?

U

na delle domande più frequenti che spesso gli abituali frequentatori delle palestre mi pongono è: “per ottenere risultati cosa mi consigli, quali sono i migliori esercizi e come devo mangiare?”. Per chiarire e sgombrare il campo da eventuali equivoci e cattive interpretazioni, cercherò di far luce su alcuni temi scottanti che a quanto pare interessano la maggior parte degli amanti dell’attività fisica. Cominciamo! Cosa bisogna fare per ottenere risultati in palestra? Inizialmente consiglierei di chiarire a se stessi un obiettivo plausibile e coer ente con le proprie possibilità che dovrà essere reso reale e fattibile da un operatore preparato che esegua i test iniziali di pre-attività fitness per verificare il vostro stato di forma iniziale .Per dimagrire conviene fare la corsa? La parola dimagrimento ha assunto una distorsione

concettuale negli ultimi anni ma in effetti ha la sua radice nel concetto di “massa magra” che altri non è che il nostro scheletro muscolare. Dimagrire difatti non vuol dire solo perdita di peso, bensì acquisizione di m.magra a scapito della massa grassa. Il nostro corpo può essere considerato come una macchina che ha un motore con una cilindrata diversa da soggetto a soggetto, i muscoli, e diversi tipi di benzina, dalla più scarsa alla più pregiata. A seconda di quanto si pigia sull’acceleratore, equivalente all’intensità del lavoro fisico, avremo una prevalenza di utilizzo di una benzina piuttosto che di un’altra. Per gli sforzi prolungati e moderati utilizzeremo grassi e buona parte di liquidi, per quelli medi gli zuccheri e liquidi, per quelli alti il glicogeno e pochi liquidi, per quelli ad altissima intensità utilizzeremo molecole di atp e pochissima acqua. Detto questo risulta più facile comprendere che non è tanto la corsa o tal’al-

tra attività più o meno specifica per dimagrire quanto l’intensità e la quantità di muscoli che vengono utilizzati. Come si fa ad avere gli addominali scolpiti? Il grasso corporeo è stipato sia a protezione dei visceri, sia per contenere riserve di energia che aumentano o diminuiscono a seconda dell’introito calorico quotidiano o dal consumo. Per portare in evidenza la muscolatura addominale a “cubetti” bisogna ridurre l’adipe che la ricopre. Più che iperallenarli si deve pensare ad un allenamento globale che attivi una muscolatura più potente degli addominali che richieda un utilizzo maggiore di calorie e ad un piano alimentare adeguato. Non dobbiamo considerare una routine specifica sugli addominali la nostra soluzione per un ventre piatto e scolpito, bensì il lavoro totale svolto in una sessione di allenamento ed una giusta acquisizione di calorie. Ma questa è un’altra storia

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Cabina o armadio: questo il dilemma La stanza per il guardaroba o almeno un ambiente dedicato è il sogno proibito, quasi uno status symbol, per molti italiani. In realtà, anche quando non ci sono problemi di spazio, non è sempre la scelta migliore: oltre ai ben visibili vantaggi ha anche i suoi limiti. E comunque bisogna valutare bene le proprie abitudini ed esigenze. E’ chiaro che analizzando la scelta della cabina ci sono i vantaggi dei costi ridotti se progettata in fase di ristrutturazione, di tanto spazio, meno fatica: niente pile di contenitori e scatole, niente arrampicate sulla scala per raggiungere i volumi nascosti dietro ad altri. E naturalmente anche maggiore ordine con uno spazio per ogni cosa: cassetti, scarpiera, bastoni a diverse altezze ecc.

La scelta delle attrezzature interne è varia. Non di poco conto anche la personalizzazione per una composizione flessibile e l’integrazione nel tempo in base alle mutate necessità. Di contro c’è la componente di pigrizia quando non si fanno faticosi cambi di stagione ma si tende a mescolare i capi e a tenere anche quello che andrebbe buttato. E poi la progettazione è complessa. Bisogna farsi consigliare su dove posizionarla (non va messa vicino a fonti di calore superiori a 45 gradi e alla luce diretta del sole, che può scolorire la laccatura e gli abiti) e fare uno schema preciso di come sarà il volume occupato una volta realizzato. Passando alla scelta dell’armadio, fra gli aspetti a proprio vantaggio c’è indubbiamente

meno disordine, facilità di manutenzione: per la pulizia ordinaria basta un panno raccogliipolvere. Tenuto chiuso, mantiene pulito ciò che vi è stipato. Infine l’immediata percezione di tutto ciò che contiene, come una vetrina non nasconde nulla, il costo e la comodità di aprire uno scomparto tenendo chiusi gli altri, così ciò che non viene usato ogni giorno rimane protetto. A suo sfavore, la poca flessibilità visto che aste, ripiani e cassetti spesso sono fissi. è difficile cambiare l’organizzazione degli spazi, inserire “fuori misura” (abiti lunghi e stivali) e fare il cambio di stagione. E poi spazi sprecati tra armadio e soffitto e tra armadio e parete. Per concludere non solo il disordine, ma anche la scarsa visibilità.

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MONOLOCALI E BIVANI 1) SCALA GRECA, posto al 1° piano, appartamento composto da saloncino con angolo cottura, 2 vani letto, bagno e lavanderia. € 88.000,00. In C.E.: G (RIF. 2549) 2) VIALE TEOCRITO, posto al piano terra, ristrutturato, appartamento composto da 2 vani + servizi. Facciata rifatta. € 80.000,00. In C.E.: G (RIF. 2552) 4) ORTIGIA, GRAZIELLA, totalmente ristrutturato, semindipendente, monovano + servizi e piccolo soppalco. € 45.000,00. In C.E.: G (RIF. 2476) 5) ORTIGIA, VIA DELL’AMALFITANIA, posto al 1° piano, ristrutturato, bivani + servizi. € 110.000,00 trattabili . In C.E.: G (RIF. 2511) 6) VIA MONTEGRAPPA, posto al 1° piano, monovano + servizi + livelterrazzo di 20 mq circa. Da ristrutturare. € 55.000,00 trattabili. . In C.E.: G (RIF. 123) 7) ORTIGIA, monovano con angolo cottura e bagno. Tot ristr. e arredato. € 53.000,00. (RIF. 2364) 8) VIA ISONZO, da ristrutturare, bivani + servizi + cortiletto. € 57.000,00. In C.E.: G (RIF. 2431) 9) VIA GROTTASANTA, ideale per uso ufficio, ampio bivani + servizi di 85 mq . Ristrutturato. Posto auto assegnato. € 115.000,00. C.E.: D (RIF. 1937) 10) PRESSI GELONE, appartamento composto da ingresso su soggiorno con angolo cottura, 1 vano letto e bagno + veranda a livello di circa 30 mq. € 125.000,00 In C.E.: G (RIF. 1805) 11) VIA PASUBIO, rifiniture dell’epoca, appartamento composto da 2 vani + servizi. € 65.000,00. In C.E.: G (RIF. 2478) 12) PANORAMICA, in contesto residenziale con posto auto, appartamento bivani + servizi posto al piano terra. € 85.000,00. In C.E.: G (RIF. 2548) 13) VIA SANTA MARIA DI GESU’, piano terra, appartamento ristrutturato composto da 2 vani + servizi + area libera sovrastante. Ideale come studio professionale. Prezzo ribassato a € 50.000,00. In C.E.: G (RIF. 2488) TRIVANI 1) VIA RIVIERA, vista mare, indipendente su 2 livelli composto da 3 vani + servizi con camino e terrazzino di proprietà. € 170.000,00. Attualmente locato con contratto annuale. In C.E.: G (RIF. 2373) 2) VIA L. ALI’, PRESSI AGENZIA DEL TERRITORIO, parzialmente ristrutturato, libero 3 vani + servizi. € 70.000,00. In C.E.: G (RIF. 2540) 3) PIAZZA DELLA VITTORIA, ideale per uso ufficio, trivani + servizi. Mq 95. € 80.000,00. In C.E.: G (RIF. 2543) 4) PIAZZA SANTA LUCIA, ascensorato, ben tenuto, appartamento composto da 3 vani + servizi. Vista mare. € 105.000,00. C.E.: G (RIF. 2510) 5) PRESSI GELONE, totalmente ristrutturato trivani + servizi + livelterrazzo di proprietà. € 165.000,00 trattabili. In C.E.: G (RIF. 1803) 6) ORTIGIA, trivani posto su 1° piano e 2° piano + panoramico livelterrazzo con vista sul Tempio di Apollo. Da ristrutturare nelle rifiniture. € 150.000,00. In C.E.: G (RIF. 2494) 7) ORTIGIA, PIAZZA BELVEDERE SAN GIACOMO, vista mare, appartamento di 70 mq comoposto da 2 vani + doppi servizi + locale sottostante di mq 35. € 150.000,00. In C.E.: G (RIF. 2512) 8) CITTA' GIARDINO, nuova costruzione, in piccolo condominio, n° 6 appartamenti di 3 vani + servizi ciascuno con giardinetto di pertinenza per quelli posti al piano terra. Possibilità garage.Per informazioni rivolgersi presso i nostri uffici. (RIF. 2521) 9) VIA PIAVE, semindipendente su 2 livelli per tot. mq 85 + terrazzo sovrastante. Totalmente ristrutturato. € 155.000,00. In C.E.: G (RIF. 2541) 10) VIA PADOVA, totalmente ristrutturato nel 2003, vista mare, termo/ascensorato, appartamento compo-

sto da 3 vani + servizi. Facciata rifatta, € 130.000,00 (RIF. 2479). C.E.: G 11) VIA TARANTO, libero, trivani + servizi da ristrutturare. Mq 100 € 108.000,00. C.E.: G (RIF. 2517) QUADRIVANI 1) PIAZZA DELLA REPUBBLICA, luminoso appartamento composto da 4 vani + servizi, doppio ingresso, 138 mq € 138.000,00. In C.E.: G (RIF. 2542) 2) VIALE TERACATI, RESIDENCE DEI PRATI, posto al 1° piano, appartamento composto da 4 vani + servizio, mq 115 € 160.000,00. In C.E.: G (RIF. 2558) 3) BELVEDERE, VIA SIRACUSA, costruzione 2007, appartamento composto da 4 vani + doppi servizi + garage di mq 25. Rifiniture extracapitolato. € 175.000,00. In C.E.: C (RIF. 2547) 4) VIA SERVI DI MARIA, parzialmente ristrutturato di recente, appartamento composto da 4 vani + doppi servizi + posto auto assegnato. € 125.000,00. Possibilità garage C.E.: G (RIF. 2524) 5) VIA FILISTO, appartamento composto da 4 vani + servizi, mq 120. € 115.000,00. Buono lo stato. In C.E.: G (RIF. 2539) 6) PRESSI GELONE, tot. ristr., mansarda composta da 4 vani + doppi servizi con 2 livelterrazze. Mq 180 € 210.000,00 trattabili. In C.E.: G (RIF. 2514) 7) ORTIGIA, GRAZIELLA, indipendente su 2 livelli per totali mq 110 + cortiletto e terrazzino. € 125.000,00. Locato, ottimo per investimento. In C.E.: G (RIF. 2477) 8) ORTIGIA, Via Minniti, indipendente totalmente da ristrutturare su due livelli per totali mq 120. Euro 65.000,00. In C.E.: G (RIF. 1828) 9) BORGATA, indipendente da ristrutturare per totali mq 120 + cortile e terrazzo di proprietà. Possibilità di edificare al 1° piano secondo il PRG. € 65.000,00. In C.E.: G (RIF. 2525) 10) VIA FILISTO, rifiniture d’epoca, appartamento composto da 4 vani + servizi. Mq 115 € 135.000,00. In C.E.: G (RIF. 2533) 11) VIA GROTTASANTA, totalmente ristrutturato, appartamento composto da 4 vani + doppi servizi. € 140.000,00. C.E.: G (RIF. 2412) PENTAVANI E PIU’ 1) VIA ARNO, tot. ristrutturato nel 2009, appartamento composto da 5 vani + servizi. Prezzo ribassato a € 135.000,00. In C.E.: G (RIF. 2513) 2) SCALA GRECA, appartamento pentavani + doppi servizi, mq 145. € 140.000,00. In C.E.: G (RIF. 2509) 3) PRESSI ZECCHINO, totalmente ristrutturato, appartamento composto da 5 vani + doppi servizi. € 135.000,00. In. C.E.: G (RIF. 2506) 4) VIA ADDA, totalmente ristrutturato con ottime rifiniture, appartamento ideale per uso ufficio composto da 7 vani + doppi servizi per totali mq 207. € 420.000,00. In C.E.: G (RIF. 2522) 5) PIAZZA ADDA, posto al 2° piano, rifiniture d’epoca, appartamento composto da 6 vani + doppi servizi di mq 245. Esposizione sulla piazza. Facciata rifatta. € 330.000,00. In C.E.: G (RIF. 2553) 6) SCALA GRECA, in condominio recintato con posto auto, appartamento su 2 livelli composto da 5 vani + doppi servizi. Ben tenuto € 160.000,00. In C.E.: G (RIF. 2544) VILLE CITTA’ 1) TREMMILIA, in residence, recente costruzione, su 450 mq di terreno, villa su 2 livelli per totali mq 130 + garage di mq 25 circa. Ottime condizioni, finiture extra/ capitolato. € 260.000,00. In C.E.: C (RIF. 2551) 2) TREMMILIA, nuova costruzione, ben rifinita, su 500 mq di terreno, villa su 3 livelli per totali mq 225 + 35 mq di garage. Ottimo contesto. € 370.000,00. In C.E.: A (RIF. 2554) 3) CITTA' GIARDINO, villa di nuova costruzione , posta su 2 livelli + sottotetto per totali mq 150 con terreno

di pertinenza. € 230.000,00. (RIF. 2446) 4) ISOLA, PRESSI MINARETO, su 3.500 mq circa di terreno, n° 3 casolari rurali totalmente da ristrutturare per totali mq 200. € 380.000,00. (RIF. 2532) 5) PIZZUTA, su 250 mq di terreno, villa disposta su 4 livelli per totali mq 285 + garage. Recente costruzione, rifiniture extra/capitolato. € 370.000,00. In C.E.: G (RIF. 2503) 6) PRESSI SCALA GRECA, in costruzione, villa singola su circa 300 mq di terreno disposta su 2 livelli per tot mq 110 + garage di circa 30 mq. € 360.000,00 oppure struttura e tamponamenti € 260.000,00. (RIF. 2377) 7) TREMMILIA, recente costruzione, in residence, villa singola disposta su 4 livelli per totali mq 300 circa su 1.500 mq di terreno con piscina. Ottime rifiniture. informazioni presso i nostri uffici. In C.E.: B (RIF. 1945) 8) CITTA’ GIARDINO, su 1.200 mq di terreno, villa su 2 livelli per totali mq 500, adibita a casa di riposo per anziani; vendesi compreso di licenza. In C.E.: G. € 700.000,00 (RIF. 2429) 9) S. S. PER FLORIDIA, PRESSI IMBOCCO AUTOSTRADA PER CATANIA, recentissima costruzione su 1.600 mq di terreno, villa su 2 livelli per totali mq 160 + garage mq 25. In C.E.: G. € 300.000,00 (RIF. 2422) 10) CITTA’ GIARDINO, totalmente ristrutturata nel 2009, su 800 mq circa di terreno, villa su unico livello di mq 200 composta da 5 vani + doppi servizi + dependance di mq 55. € 350.000,00. In C.E.: G (RIF. 2555) 11) VIA ELORINA, PRESSI MALIBU’,villa su 2 livelli per totali mq 140 in ottimo stato con corte in comune adibita a parcheggio e 500 mq di terreno di esclusiva proprietà con piscina. € 230.000,00. In C.E.: G (RIF. 2559) 12) LIDO SACRAMENTO, indipendente, centralissima, villa di nuova costruzione su 650 mq di terreno posta su 2 livelli + sottotetto e garage. Finiture di primissima scelta. Consegna Febbraio 2013. € 345.000,00 (RIF. 2460) VILLE CAMPAGNA E TERRENI 1) SPINAGALLO, adiacente Ippodromo, terreno di mq 132.000 con destinazione d’uso turistico/alberghiera edificabile per mq 7.700. Prezzo interessante. (RIF. 2530) 2) C.DA MAEGGIO, su mq 2.400 di terreno, villa con 2 appartamenti attigui per tot. mq 110 + veranda coperta. € 125.000,00. In C.E.: G (RIF. 2368) 3) CONTRADA CRETAZZO,terreno agricolo di mq 30.000 con magazzino di mq 45. € 120.00,00. (RIF. 2535) 4) CONTRADA CRETAZZO,terreno agricolo di mq 10.000. € 35.000,00. (RIF. 2535) 5) CONTRADA CRETAZZO, su 20.200 mq circa di terreno, casolari da ristrutturare per totali mq 570. Ideale per attività ricettiva o abitazione. € 400.000,00. In C.E.: G (RIF. 2391) 6) MONASTERI, terreno agricolo di 86 ettari. € 3.500.000,00 (RIF. 2538) BASSI E GARAGE 1) FLORIDIA, CORSO V. EMANULELE, basso commerciale di circa 65 mq. Ottimo lo stato, costruzione 2002. € 65.000,00. In C.E.: C (RIF. 2523) 2) ZECCHINO, basso commerciale composto da piano terra di 40 mq con servizio + ammezzato di 40 mq . € 85.000,00. In C.E.: G (RIF. 2519) 3) VIA VON PLATEN, locale seminterrato di mq 720 circa. € 400.000,00 (RIF. 2497) 4) VIA POLITI LAUDIEN, garage di mq 215, ottimo per deposito. € 100.000. (RIF. 2531) 5) VIALE TERACATI, seminterrato, basso di mq 1.100 mq + 500 mq di area libera adibita a parcheggio di esclusiva proprietà. Ottimo per investimento. Locato con reddito annuo superiore al 5%. € 900.000,00. In C.E.: G (RIF. 2546)

6) VIA ITALIA, seminterrato, magazzino ottimo per deposito. Mq 262, € 150.000,00 (RIF. 2545) 7) VIA CRISPI, basso commerciale di mq 680 con 10 aperture su strada. € 650.000,00 In C.E.: G (RIF. 2550) 8) VIA LARGA, posto al piano terra, locale di mq 90 con servizio, ristrutturato, ideale per attività ristorativa. € 88.000,00. In C.E.: G (RIF. 2464) 9) VIA MODICA, con n° 2 ingressi indipendenti, garage di circa 170 mq con 6 luci, altezza 4,20 metri, spazio di esclusiva proprietà di circa 195 mq. € 210.000,00 (RIF. 2493) 10) PRESSI ZECCHINO, in ottimo stato, ideale per investimento, basso di mq 70 circa con altezza metri 4. € 68.000,00. In C.E.: G (RIF. 2556) 11) VIA VANVITELLI, in ottimo stato, basso commerciale di mq 70 circa con altezza metri 4. € 78.000,00. In C.E.: G (RIF. 2557) LOCAZIONI SIRACUSA APPARTAMENTI 1) VIA AUGUSTA, posto al 3° piano, libero appartamento composto da 3 vani + servizi. In C.E.: G. Locasi € 500,00 2) PRESSI PIAZZA MARCONI, in ottimo contesto, ascensorato, tot. ristr., libero, appartamento composto da ampio ingresso, 2 vani, cucina abitabile e bagno. Mq 90. In C.E.: G. Locasi € 500,00 3) SCALA GRECA, in residence, libero, appartamento composto da 5 vani + doppi servizi. In C.E.: G. Locasi € 650,00 4) VIALE TUNISI, finemente arredato, appartamento composto da 5 vani + doppi servizi. Posto auto. In C.E.: G. Locasi € 600,00 5) VIALE TERACATI, appartamento composto da 2 vani + bagno. In C.E.: G. Locasi uso ufficio € 350,00 6) ORTIGIA, PRESSI CORSO MATTEOTTI, arredato, grazioso monolocale + servizi. In C.E.: G. Locasi € 350,00 7) VIA SERVI DI MARIA, libero, pentavani + doppi servizi. In C.E.: G. Locasi € 550,00 8) VIA CATANIA, posto al 1° piano, appartamento per uso ufficio composto da 4 vani + servizi. In C.E.: G. Locasi € 500,00 9) VIALE TERACATI, in residence, arredato, appartamento composto da 4 vani + doppi servizi. In C.E.: G. Locasi € 700,00 10) VIALE TUNISI, libero, appartamento composto da 3 vani + servizi. In C.E.: G. Locasi € 500,00 11) PANORAMICA, in contesto residenziale con posto auto, appartamento composto da 2 vani + servizi posto al piano terra. In C.E.: G. Locasi € 450,00 12) ZONA SAN DOMENICO,totalmente ristrutturati ed arredati, mini appartamenti composti da ingresso su soggiorno con angolo cottura, 1 vano letto e bagno. In C.E.: G. Locasi € 300,00 13) PIAZZA EURIPIDE, libero, totalmente ristrutturato, appartamento semindipendente composto da 3 vani + servizi + livelterrazzo. In C.E.: G. Locasi € 600,00 14) PRESSI VIALE TUNISI, grazioso bivani finemente arredato. In C.E.: G. Locasi € 550,00 15) PRESSI CAMPI ERG, arredato, appartamento in villa composto da 2 vani + servizi. Locasi € 500,00 incluso utenze BASSI 1) CORSO UMBERTO, basso commerciale di mq 100.Ristrutturato. In C.E.: G. Locasi € 1.200.00,00 2) PRESSI VIA VON PLATEN, basso di mq 150 in discreto stato. Ottimo per ludoteca. In C.E.: G. Locasi € 700,00 3) VIA ELORINA, in zona ad alta densità commerciale, con esposizione su strada, capannone di 1.300 mq circa su un lotto di 5.000 mq di esclusiva proprietà. E’ necessaria fideiussione.

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Reporter Siracusa n.03 del 15 febbraio 2013  

Reporter Siracusa è la rivista quindicinale di Siracusa e provincia. Si occupa di inchieste, politica, cultura ed economia. Ma anche di gus...

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