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Nr. 11 del 07.06.2013 • Suppl.to a Reporter

POLITICA

La corsa a Palazzo Vermexio

INCHIESTA

Imu congelata: Comuni in mutande

ORTIGIA

Centro storico tra luci e ombre

Reporter Siracusa

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Nr. 11 del 07.06.2013 • Suppl.to a Reporter

L'INTERVISTA Superare la crisi? Imprese unitevi

ECONOMIA

I TURISTI? Li prendiamo per la gola

C

i prepariamo all’estate ma oltre al caldo, la stagione ci porterà molte tematiche infuocate. Tra queste, la composizione delle nuove amministrazioni che si insedieranno a conclusione delle elezioni. Probabile che, in alcuni Comuni, ci sarà la piega del ballottaggio, dunque la politica avrà un ruolo centrale anche sotto l’ombrellone. Ci siamo occupati, in questo numero, dei conti dei Comuni, che faranno molta fatica dopo la scelta del governo nazionale di mettere nel congelatore l’Imu. Le prospettive non sono molto allettanti, di contro ci sono le sofferenze del mercato interno, che, a differenza dell’export, è in crollo verticale, come svela la Confcommercio. Calda, al pari dell’estate, è la problematica dei trasporti, in particolare dell’aeroporto di Comiso, che sebbene aperto ed inaugurato, non ha ancora voli. Eppure, lo scalo ibleo potrebbe avere effetti benefici per la nostra provincia, che ha una posizione strategica: a metà strada tra la struttura ragusana e quella catanese di Fontanarossa. Non sono stati siglati i contratti tra la società di gestione dell’aeroporto di Comiso e le compagnie aeree, il che fa della vicenda una storia tutta siciliana. Gli operatori turistici ed i cittadini si augurano che non si tratti di un’altra cattedrale nel deserto, costata parecchi quattrini.

POLITICA

Bandiera contro Ortisi

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Numero 11 del 07.06.2013 Supplemento a Reporter n.23 del 07.06.2012 Editore Reporter Mn S.r.l. Via Emilia Ospizio, 25 42122 Reggio Emilia Direttore Responsabile Bernardo Depietri Direttore di Sede Gian Paolo D’Onofrio Direttore Creativo Rocco Bonfiglio Grafica Michele Armeri Hanno collaborato Vincenzo Corbino, Prospero Dente, Federica Puglisi, Mascia Quadarella, Lino Russo, Gaetano Scariolo Redazione Viale Luigi Cadorna, 37 96100 Siracusa T. +39 0931.67613 Fax +39 0931.446230 info@reportersiracusa.it redazione@reportersiracusa.it grafica@reportersiracusa.it Stampa Effe Grafica Fratantonio S.r.l. S.P. Pachino-Noto, Km 0.500 96018 Pachino (SR) T. +39 0931.594360 Registrazione Aut. Trib. di Reggio Emilia n. 686 del 08.03.1988 Iscritto al Registro Nazionale della stampa N. 686 La riproduzione anche parziale di quanto è contenuto in questo numero non è consentita senza previo consenso dell’editore.

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5. Attualità ETERNIT CONDANNATO 6. Politica IL SINDACO SULL'OTTOVOLANTE 9. Ambiente SALINE DI MULINELLO: FUORI IL CEMENTO 10. In copertina GRATTA E NON VINCI 13. Attualità LA CICALA HA STRACCIATO LA FORMICA 14. Inchiesta IMU CONGELATA: COMUNI IN MUTANDE 16. Economia MERCATO INTERNO: COME USCIRE DAL TUNNEL? 19. Ecologia BUS ELETTRICI E GO BIKE: QUANTO CI COSTANO? 20. Ortigia CENTRO STORICO TRA LUCI E OMBRE 22. Inchiesta LA CITTà HA IL VOLTO TRISTE 25. Psicologia DISOCCUPAZIONE: GLI ASPETTI PSICOLOGICI 26. Viabilità PRONTI A PARTIRE PER MODICA GV 28. Approfondimento aeroporto di comiso: giochi di potere 31. In provincia 34. Sport 40. Benessere 42. Eventi ed appuntamenti a Siracusa e provincia 47. Gusto Reporter Siracusa

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Proseguiremo la nostra battaglia per avere giustizia per le altre vittime, quelle di Napoli, come quelle di Siracusa, come di ogni altra parte d’Italia cadute per via delle fabbriche di Eternit lì presenti così come nei confronti di ogni altro responsabile.” Il nome di Siracusa è echeggiato nell’aula della Corte di Appello di Torino alla lettura della sentenza che ha mandato colpevole, condannandolo a 18 anni di reclusione, l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, ritenuto responsabile della morte di migliaia di cittadini e lavoratori. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente nazionale dell’Osservatorio Amianto Ona Onlus, non ha nascosto la soddisfazione per una sentenza attesa dalle parti civili. “La giustizia trionfa nei tribunali d’Italia – ha detto – il magnate dell’Eternit ottiene la condanna a 18 anni di reclusione per la morte di migliaia di cittadini e lavoratori inermi, ai quali ha somministrato amianto, e incoraggia la battaglia delle vittime dei familiari e delle persone oneste per un mondo migliore senza amianto e senza quella sete di profitto cui sacrificare vite umane.” Ora le attenzioni si spostano anche sul sito di Si-

racusa che ha mietuto vittime e continua a registrare annualmente casi di asbestosi. Nell’ultimo anno altri 15 casi sono stati accertati tra ex lavoratori e parenti. La Corte ha accordato al Comune di Casale Monferrato la somma di 30 milioni e 900 mila euro quale risarcimento. Nella città di Alessandria la multinazionale dell’amianto aveva il suo stabilimento italiano più importante e, purtroppo, anche il prezzo più alto pagato in vite umane. Alla Regione Piemonte, che si era costituita parte civile, i giudici hanno riconosciuto un risarcimento di 20 milioni di euro. Quella di Torino, è stato il commento unanime, è una “sentenza che incoraggia la battaglia delle vittime dei familiari e delle persone oneste”. Il fascicolo Siracusa, aperto nell’agosto dello scorso anno dalla Procura di Torino, fa parte dell’inchiesta Eternit 2. Lo stabilimento siciliano si trova già al centro di una causa penale. Le condanne di primo grado sono state cancellate dalla Corte d'Appello di Catania e dalla Cassazione, che ha comunque ordinato un nuovo processo per rideterminare i risarcimenti ad alcune parti civili. Torino se ne interessa perché i giudici indagarono solo i dirigenti siciliani dell'Eternit e non i vertici della multinazionale. Reporter Siracusa

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Politica

IL SINDACO

SULL' OTTOVOLANTE

LA CORSA A PALAZZO VERMEXIO a cura della redazione Sono otto i candidati alla poltrona di primo cittadino di Siracusa. Nessuno di loro ha guidato il Comune ma il giudizio finale spetterà agli elettori che si presenteranno alle urne il 9 ed il 10 giugno. La sfida potrebbe anche avere un’altra piega con il turno di ballottaggio.

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è

l’Ottovolante. Non la giostra che tutti conosciamo ma il numero dei candidati a sindaco di Siracusa; il cinquantesimo della storia non tenendo conto di commissari prefettizi, straordinari e podestà. Ne resterà soltanto uno, che andrà a sostituire il dimissionario Roberto Visentin, che ha gettato la spugna l’ultimo giorno del 2012 per tentare l’avventura alle Politiche nella lista di Mario Monti. Andiamo con ordine e vediamoli da vicino gli aspiranti sindaco. Il centrosinistra schiera, come punta di diamante, Giancarlo Garozzo, vincitore delle primarie (ha battuto Alessio Lo Giudice): è sostenuto da quattro liste, Partito Democratico, Megafono, Rinnoviamo Siracusa Adesso e Per Siracusa amarla per cambiarla. Il centrodestra si presenta più frammentato. Ci sarà Edy Bandiera appoggiato da tre liste, Pdl, Con Edy Bandiera per Siracusa, Centro democratico e Italiani in movimento. Figlio di Tatai Bandiera, Edy è presidente del consiglio comunale uscente, ha tentato di diventare parlamentare regionale perdendo il confronto, all’interno dell’Udc,

con Pippo Sorbello, ex sindaco di Melilli. Ezechia Paolo Reale, ex assessore all’Urbanistica della giunta Bufardeci, è sostenuto da Cantiere Popolare, dal Pdl del deputato regionale Enzo Vinciullo e da cinque liste, fra cui la lista Mangiafico, Progetto Siracusa, Siracusa democratica, Siracusa protagonista con Vinciullo e la lista civica Itaca. C’è da dire che Vinciullo è stato defenestrato dal Pdl, spinto dall’ex ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, con cui da tempo l’ex vice sindaco è entrato in rotta di collisione. È probabile che l’esito del voto possa condizionare i futuri rapporti di forza nel Pdl. Il Movimento 5 Stelle Siracusa appoggerà la candidatura di Marco Ortisi. Programmatore informatico, grillino della prima ora, è stato scelto dagli iscritti al termine di una serie di incontri. Il Movimento “Siracusa volta pagina” sosterrà la candidatura di Pucci La Torre, ingegnere al debutto in politica. Prima volta anche per Santi Pane, candidato con la lista civica “Pronti al cambiamento”. Altre due liste andranno da sole alla competizione elettorale: Risvegliati Siracusa con Gianni Briante, che è stato assessore provinciale nella giunta del pre-


sidente Nicola Bono. Da sempre nell’orbita di Titti Bufardeci, Briante tenta la scalata in solitario anche se prima della canditura ufficiale è stato più volte corteggiato dal centrodestra, sia dalla parte vicina a Reale sia da quella contigua ad Edy Bandiera. L’altro solitario è Franco Greco, che si presenterà con la lista che porta il suo nome. E’ da sempre ritenuta la scheggia impazzita della politica siracusana ed è stato, oltre che senatore, anche assessore ai Lavori pubblici, ai tempi dell’amministrazione di Enzo Dell’Arte. I magnifici otto si sono confrontati più volte nel corso della campagna elettorale. Incontri organizzati o programmi di piazza, non hanno mancato di sciorinare impegni e rimestare il torbido presente siracusano. Le carte di intenti degli aspiranti sindaco sembrano un copia incolla che sottolinea, inevitabilmente, un quadro ben preciso della città. Lavoro, turismo, servizi sociali, trasporti, sport gli argomenti principe di una campagna elettorale spesa molto sulla strada e sotto i gazebo improvvisati in diversi angoli della città. Sulla strada verso palazzo Vermexio si sono incamminati in 689. Tanti sono i candidati per 40 posti già pronti al quarto piano del palazzo di città. Superato il muro dei 1000 candidati, invece, per i consigli circoscrizionali. E se il numero otto risuona nel capoluogo per i candidati a sindaco, stesso numero contraddistingue i comuni della provincia chiamati ad eleggere i propri primi cittadini. Insieme a Siracusa, domenica e lunedì prossimi, andranno alle urne anche Buccheri, Buscemi, Carlentini, Francofonte, Palazzolo Acreide, Priolo Gargallo e Rosolini. A Buccheri tre le liste scese in campo. Insieme per la democrazia candida a sindaco Gina Semprevivo; Ripartiamo Buccheri sostiene Alessandro Caiazzo e, infine, la lista L’impegno per tutti sostiene Gianni Garfì. Due sole liste nel più piccolo dei paesi al voto. La forza dell’unione ha il suo candidato a sindaco Maria Enza Genovese, l’avversario il sindaco uscente Nellino Carbè alla guida della lista Nuova Rinascita per la sovranità popolare. Quattro i candidati alla guida di Carlentini. Mario Battaglia è alla testa della Voce di Carlentini, Alfio Salvatore Lo Castro è l’esponente del movimento 5 stelle, Pippo Basso è il candidato della lista civica Città di Carlentini sostenuta dal Megafono, Nuccio Carnazzo è il candidato dei Democratici Riformisti

per la Sicilia. Quattro i candidati per la carica di primo cittadino a Francofonte. In corsa per la poltrona più importante Salvatore Palermo per la lista civica «Vivi Francofonte», Gaetano Piazza per il Movimento 5 stelle, Alessia Piccione per la lista «Mille papaveri rossi» dell’omonimo circolo di Rifondazione comunista e Francesco Sangiorgio per la lista civica «Amo Francofonte». A Palazzolo Acreide Luca Bongiovanni sfida l’uscente Carlo Scibetta e Maurizio Aiello. Quaterna di candidati anche a Priolo. Antonello Rizza, sindaco uscente, l’ex sindaco Massimo Toppi, che ha già amministrato il paese nei due mandati precedenti, le nuove proposte, Stefano Pennisi e Giorgio Pasqua. L’attuale Sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, sarà sostenuto da sei liste civiche, “Orgoglio Priolese”, “Priolo Città Futura”, “Progresso Priolese”, “Forza per Priolo”, “Rinascita Priolese” e “Libera Democrazia”. L’ex sindaco di Priolo Gargallo, Massimo Toppi, potrà contare su quattro liste: “Movimenti Democratici”, “Con Toppi per Priolo”, “API – Alleanza per l’Italia” e “Partito Democratico”. Il candidato a sindaco Stefano Pennisi, invece, avrà al suo seguito un’unica lista, denominata “Grande Priolo – Pennisi Sindaco”. Infine, il neo candidato a sindaco Giorgio Pasqua sarà appoggiato da un’unica lista, il “Movimento Cinque Stelle”. Affollata si preannuncia la competizione elettorale a Rosolini. Uno dei candidati che punta a tornare sulla poltrona di sindaco è Giovanni Giuca, sostenuto da Pd, Udc e “Il Megafono”. In lizza poi Giuseppe Gennaro, che vedrà al suo fianco quattro liste civiche. “Etica”, “Promotori della Sicilia”, “Territorio e Sviluppo” e “Progetto Futuro”. Quattro anche le liste che appoggeranno la candidatura di Giuseppe Incatasciato, esponente di primo piano di “Piazza Pulita” che avrà accanto le liste “Aria Nuova”, “L’Idea” e “Acqua Pubblica-L’abbeveratoio”. In corsa anche Corrado Calvo, ingegnere, che è consigliere provinciale uscente. Potrà contare sul sostegno di cinque liste: “Corrado Calvo sindaco”, “La Voce del Popolo”, “Impegno Comune”, “Piazza Masaniello” e “Servire Rosolini”. Completano il quadro Patrizia Calvo, sostenuta dalla lista “Io non ho paura”, Franco Cultrera, medico, con la lista “Franco Cultrera Sindaco” e il Movimento Cinque Stelle che ha deciso di puntare su Antonio Oddo.

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Ambiente

SALINE DI MULINELLO

FUORI IL CEMENTO di MASCIA QUADARELLA

Gli ambientalisti difendono a spada tratta il sito che dovrebbe essere sacrificato per un’area containers del porto commerciale

Fuori il cemento dalle Saline di Augusta”. Questo l’accorato monito lanciato all’unisono dalle associazioni ambientaliste, impegnate negli anni a preservare e riqualificare il sito naturalistico megarese. Attorno ad un tavolo, aprendo un dibattito con la città e le sue istituzioni , gli ambientalisti hanno levato i loro scudi ed alzato la voce per farsi ascoltare meglio. I rappresentanti di Legambiente, Lipu, Màrilighèa, Italia Nostra, Natura Sicula, infatti, hanno snocciolato tutte le irregolarità ravvisate nel piano presentato dall’Autorità portuale, in prospettiva degli interventi di colmatura di oltre 300 mila metri quadrati dell’area umida, per la realizzazione di piazzali per il deposito merci, previsti nel rinnovato progetto del Porto Commerciale. Il rischio sarebbe quello di far cancellare, da colate di calcestruzzo “armato”, una porzione di territorio che racconta diverse fasi della storia economica di Augusta e delle peculiarità naturalistiche mantenute nonostante la pesante industrializzazione, che per l’alta concentrazione di sostanze inquinanti decretò la sospensione della produzione di sale marino nel 1979. Nell’area attraversata dal fiume Mulinello, dal quale presero la denominazione le Saline, che sono un proseguimento geograficamente decentrato delle più “urbane” Saline Regina e Migneco –Lavaggi, albergano, oramai da diversi anni, specie faunistiche di grande pregio e rarità, nel particolare si è trasformato in una piattaforma d’approdo di diversi uccelli, che si trattengono durante l’inverno e si riproducono. Secondo un noto ornitologo, in questa località si concentrerebbe, addirittura il 39% degli uccelli di tutta

l’Isola. Un dato, che unito ad altri elementi, ha fatto dichiarare il sito tra quelli di importanza comunitaria (Sic) per la conservazione degli habitat naturali e della flora la fauna selvatiche, e potrebbe pure diventare Riserva, se solo venisse accolta la richiesta di riconoscimento. “ Secondo il progetto presentato - – spiega Enzo Parisi (nella foto) di Legambiente Siciliabisognerebbe sacrificare un’area di così grande pregio naturalistico per assecondare una logica economica priva di riscontri Non esiste nella nostra zona oggi un traffico merci così rilevante da giustificare questi programmi di ampliamento e l’annessa realizzazione di queste aree containers. Nel rapporto costo-benefici, quest’opera infrastrutturale- dice – non si ripagherà nemmeno tra 100 anni. Ineguagliabili, invece, i risultati raggiunti in questa piccola oasi. Qui famiglie di uccelli si sono stabiliti, non temendo più il contatto ravvicinato con l’uomo. Succede sempre più spesso di poter vedere circolare serenamente vicino ai passanti un fenicottero rosa, piuttosto che un cavaliere di Malta. La gente da poco si è riappropriata di questi luoghi. Prima della bonifica ad opera dei volontari delle diverse associazioni di tutela che agiscono nel territorio, la presenza di queste insenature acquitrinose, veniva recepita negativamente, come ricettacolo di insetti, e soprattutto come nido esteso di fastidiose zanzare. Da quando gli uccelli trovano fissa dimora, però, il problema è stato risolto, per il naturale processo della catana alimentare, e le Saline del Mulinello, dove un tempo da una parte si produceva il sale e dall’altra si macinavano le canne, sono diventate meta di passeggiate rilassanti e luogo di osservazione di incalliti birdwatcher”. Reporter Siracusa

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Inchiesta

GRATTA

E NON VINCI di PROSPERO DENTE

Oltre 300 milioni di euro spesi dai siracusani nell'ultimo anno. La febbre da gioco colpisce uomini e donne, giovani e anziani. Anche l'Asp provinciale ha aperto un servizio di assistenza per i soggetti colpiti da ludopatia. Sale il ricorso alle scommesse per provare a risolvere i problemi finanziari dovuti alla crisi.

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ll’inizio era il Totocalcio. Il sogno del 13 poteva cambiare la vita; casa nuova o utilitaria ultimo modello per la famiglia. Poi, nel vortice dei tempi consumati al dio denaro e, soprattutto, alle lobby del gioco, l’inesorabile trasformazione in autentica patologia. Oggi, come risulta da una ricerca effettuata a campione dal Conagga (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo), l’82% delle persone intervistate risulta essere un giocatore più o meno accanito. Il gioco più diffuso è il Gratta e Vinci (61%), seguono Superenalotto con il 50% e il Lotto al 41%; solo a debita distanza sono le lotterie 26%, le Slot Machine 16%, le Carte 22%, il Bingo 16%, il Totocalcio 14,7% e come nuova entrata che supera sia i Casinò (7,6%), che i cavalli (7,2%) che le Scommesse in agenzia, che i giochi telefonici (4,6%): è il gioco on line, segnalato dal 12,5% dei giocatori. La ricerca ci dice che un giocatore su cinque (il 21,2%) non si limita ad un solo gioco, ma ne fa almeno tre, uno su dieci ne ha scelti da 4 (9,5%), e c’è persino una piccola percentuale di giocatori

(3,8%), ma che non si può sottovalutare per la vastità del fenomeno, che ogni settimana giocano ad almeno 5 giochi diversi. Così anche a Siracusa, la secondo provincia siciliana (dopo Palermo) che ha incassato di più negli ultimi 16 anni con la lotteria Italia, poco più di 2 milioni di euro di premi vinti, si gioca e anche tanto. I dati raccolti ed elaborati da Agimeg (Agenzia giornalistica sul mercato del gioco), dicono che a Siracusa, nel 2012, sono stati spesi in gioco ben 303 milioni di euro, quinta città della Sicilia. La somma mette insieme scommesse, lotterie, lotto, enalotto, gratta e vinci; fuori da questo calcolo restano gli euro raccolti nella modalità on line (oltre 14 miliardi di euro) che non possono essere contagiati su scala territoriale. Insomma una enormità di denaro che muove interessi privati (i gestori) e rientra nelle casse dello Stato (erario) per svariati milioni. Anche dalle nostre parti prevale la differenziazione del gioco. Se le slot machine, come accertato anche in passato, attirano indistintamente uomini e donne di ogni età, su tutto restano i gratta e vinci, il lotto e il superenalotto. Sul mercato, ormai, ben 27 tipi diversi di schede da grattare con costi che varia-


no da 1 euro ai 20 euro. In aumento le scommesse su calcio e ippica. In Italia, nell’ultimo anno, sono stati giocati mediamente poco più di 1.400 euro a persona. La spesa reale pro capite (cioè la differenza tra il giocato e quanto tornato sotto forma di vincite) è stata invece di circa 285 euro. E se nella graduatoria delle province con la spesa complessiva per il gioco più alta ci sono ovviamente i grandi centri, dati a sorpresa arrivano invece da un esame delle giocate pro capite. Pavia si conferma anche quest’anno, grazie soprattutto al traino delle newslot e delle videoloetterie, come la provincia con la spesa pro capite più elevata. A Pavia infatti nel 2012 sono stati giocati mediamente quasi 3.000 euro a persona, dato che stacca nettamente tutte le altre province. Sul podio troviamo a sorpresa Como (più di 1.900 euro giocati pro capite) e Teramo (circa 1.900). Tra le grandi città da segnalare gli oltre 1.500 euro spesi a testa dai milanesi. Da notare che la prima provincia del sud in questa speciale graduatoria è Sassari al 20° posto. La media di spesa annuale per i siracusani è di 788 euro a testa. Una media appunto! Che, se analizzata e distribuita realmente, rappresenta un volume di spesa incredibile per quella parte di cittadini che “investono”, più o meno consapevolmente, gran parte dei propri stipendi nel gioco. Naturalmente i giochi autorizzati e regolarmente contrassegnati dai Monopoli di Stato. La storia giudiziaria e investigativa nella provincia del sud est siciliano, parla di video poker in mano alla mafia, di bische clandestine itineranti dove scaricare problemi, difficoltà e malattia per le carte. Un mondo nascosto che più volte gli investigatori sono riusciti ad illuminare. Anche in questo caso centinaia di migliaia di euro in ballo, anche in questo caso vite irrimediabilmente marchiate al tavolo da gioco o davanti alla slot machine taroccata. A Buscemi un centro di raccolta scommesse per conto di un operatore straniero, nel capoluogo sale gioco sequestrate, scommesse on line con fatturati che superavano il mezzo milione di euro. Piccoli esempi di un

lungo e articolato archivio del gioco d’azzardo locale. La Guardia di Finanza è particolarmente attiva su questo campo e i controlli alle agenzie scommesse sono continui. Giocare la “bolletta” è diventata routine per molti. Calcio su tutto, ma nel siracusano si gioca molto sui cavalli e, non sfuggono alla mania, gli sport non propriamente italici. La cronaca degli ultimi giorni, inoltre, accende ombre fosche e sospetti sull’ultimo campionato di Lega Pro disputato dal Siracusa calcio. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro ignoti cercando di accertare la veridicità di sospetti sollevati su alcune partite degli azzurri. Giro di scommesse clandestine insomma. Nessun indagato al momento ma una serie di interrogatori che, proprio in questi giorni, potrebbero partire in viale Santa Panagia. E poi c’è un aggravamento costante del livello di patologia correlata. La ludopatia sembra, adesso, preoccupare e l’ASP (Azienda sanitaria provinciale), attraverso il Sert, ha attivato un servizio di contrasto psicologico al gioco d’azzardo. Sono stati 67 nel 2012 i pazienti trattati per dipendenza patologica da gioco d'azzardo nei Sert di Siracusa. È il direttore dell'Area Dipendenze patologiche dell'Asp di Siracusa Roberto Cafiso a fornire i dati sottolineando come, «per decreto legge, i giochi d'azzardo sono inibiti ai minori e l'accesso ai luoghi di cura è diretto e gratuito, come spiegato nelle locandine predisposte dall'Azienda ed esposte in tutti i rivenditori con licenza di slot machine, scommesse o biglietti a verifica immediata». La ludopatia «si conferma continua Cafiso - un fenomeno abbastanza diffuso e pericoloso soprattutto tra i più giovani e per questo va arginato». Insomma un’autentica emergenza nazionale, aggravata e resa drammatica se si pensa che il ricorso al gioco d'azzardo è inversamente proporzionale all'attuale crisi per la prospettiva illusoria di risolvere i propri problemi economici di colpo. L'accesso ai Sert è gratuito e rapido (2 giorni il tempo medio di attesa) e prevede la presa in carico del paziente e dei suoi familiari.

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LA CICALA HA STRACCIATO LA FORMICA di MASCIA QUADARELLA

20 milioni di lire”, prima dell’avvento del conio comunitario, costituivano per molti italiani un bel gruzzoletto, capace non di cambiare la vita a qualcuno, ma di esaudire piccoli desideri sicuramente a tanti. Chiusi in cassaforte - meglio il materasso di questi tempi che i depositi bancari - dentro una valigetta, che porta i segni del tempo che c’è voluto a sudore a racimolarli, la siracusana Antonella Lanto, certa della scadenza fissata per il 28 febbraio 2012, avrebbe cambiato i frutti dei suoi sacrifici in moneta corrente da li a breve. Invece, un “proiettile”, con il silenziatore, è stato esploso contro i risparmiatori “ casalinghi” italiani, dall’ex premier Mario Monti che, con un colpo di mano, veramente pesante, il comma 1 dell’articolo 26 della Manovra Salva Italia, ha frantumato sogni e “impegni di spesa”, trasformando, dall’oggi al domani, quelle belle banconote , blu, rosse e verdi in pura carta straccia, prescrivendoli a favore dell’Erario (si stima a livello nazionale 1,3 miliardi complessivi) al posto dei legittimi titolari, decretando “ La vendetta della Cicala sulla Formica”.Esopo, dallo scorso anno, si sta rivoltando nella sua tomba, sincronicamente con Jean de la Fontaine, perché la morale della loro favola è stata annullata drasticamente, come il valore economico di quei soldi fuori corso.

La filosofia “parassitaria” della Cicala, avrebbe prevalso in barba a secoli di narrazioni. Lo Stato ha incassato il “guadagnato” dei cittadini, lasciandoli con un pugno di mosche in mano e l’amaro in bocca di chi si sente “truffato”, destinatario di un’ingiustizia “autorizzata”. La signora Lanto, oggi 51 anni, insegnante di nuoto, a un anno e mezzo dei fatti commenta “ se noi tardiamo a pagare un bollo auto lo Stato ci scaglia contro istituti per il recupero crediti ;piovono multe salate; ci pignorano la casa e la vendono per un quarto del suo reale valore, invece lo stesso Stato dall’oggi al domani ci ha privati dei nostri averi. Alcune volte ho l’impressione di passare dallo status di vittima a quello di colpevole, per aver atteso tutto il tempo utile per eseguire il cambio. Ma io avevo a disposizione 10 anni per far valere i miei diritti e tali dovevano rimanere, piuttosto che essere annullati da una manovra anomala. Il caso lo sta trattando a livello nazionale la Federconsumatori, potrebbe approdare al vaglio della Corte Costituzionale. Ho sfogato la mia rabbia in una telefonata fatta presso la segreteria dell’ex presidente del Consiglio, ha lasciato il tempo che trova. Cosa volevo fare con i miei soldi ? Per fortuna, non mi servono per mangiare, nonostante la brutta crisi che stiamo attraversando, ma avrei comprato una nuova macchina. Un Suv economico di colore bianco che mi piace tanto”. MESSAGGIO ELETTORALE - Committente: Il Candidato

Il caso della siracusana Antonella Lanto, che si dice “frodata” nel cambio lire euro dal decreto Salva Italia che ha mandato in prescrizione il conio già fuori corso.

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Inchiesta

IMU CONGELATA

COMUNI IN MUTANDE di FEDERICA PUGLISI

Dopo la decisione del governo nazionale di stoppare la tassa sulla casa, le amministrazioni locali devono fare quadrare i conti. Questo vuol dire che occorre prendere soldi da altre parti. L’aumento dell’addizionale Irpef spaventa molti contribuenti.

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o avevano detto e lo hanno fatto: il governo nazionale per il momento ha stoppato l’Imu, la tanto famigerata imposta municipale. Ci sarà tempo fino al 31 agosto per riformare il testo e per stabilire come riorganizzare l’imposta e i relativi pagamenti. Ma rimangono ancora tanti dubbi da chiarire soprattutto su quanto costerà ai singoli comuni il mancato gettito per il 2013. Secondo i calcoli che sono stati fatti in questi mesi qualora venisse tolta solo quella sulle prime case, costerebbe alle casse pubbliche 4 miliardi di minori entrate. A guadagnarci sarebbero in tanti tranne lo Stato, con il rischio che però si vadano ad aumentare altre imposte che rischiano di mettere ancora di più in ginocchio l’economia italiana già al collasso. Da chiarire però chi sarà interessato da quest’imposta. Ci sono quelli che appartengono alle fasce più povere di reddito dove le detrazioni azzerano l’imposta; poi c’è circa il 60 per cento degli italiani che sono proprietari di immobili e che in base al loro reddito pagano l’Imu. Paga di più chi possie-

de di più. L’abolizione quindi sulla prima casa potrebbe alleggerire il peso fiscale su una parte di famiglie che non stanno bene economicamente, ma avvantaggerebbe in modo più che proporzionale quelle più ricche. Viene da chiedersi quindi come verrà sostituito il gettito dell’Imu. I comuni starebbero già correndo ai ripari, aumentando le addizionali Irpef locali. Insomma per adesso si fanno solo supposizioni e tanti dubbi di cui il governo dovrà tenere conto nelle prossime settimane quando si andrà a riformulare l’imposta municipale. Ogni Comune tenendo conto delle disposizioni nazionali aveva stabilito e deliberato in Consiglio le nuove aliquote e definito le rate di pagamento e le scadenze per agevolare le famiglie e i proprietari di immobili. I Comuni adesso, invece, attendono le nuove disposizioni del governo per poter così analizzare con documenti fiscali a quanto ammonta la perdita dovuta al mancato gettito di questa aliquota. E’ interessante anche analizzare i dati diffusi riguardo all’Imu 2012 nella distribuzione per ogni comune, dati aggiornati al 5 febbraio 2013 raccolti


dal ministero dell’Economia e delle Finanze (l’ammontare e la media è in euro). Tra i maggiori comuni della provincia di Siracusa ci sono Augusta che per quanto riguarda la prima casa ha una frequenza di versamenti di 10.651, un ammontare pari a1.196.275, con una media di 112,32; per gli altri immobili, invece, si ha una frequenza di 45.990, un ammontare di 15.252.590 e una media di versamenti pari a 331,65. Per Siracusa si ha una frequenza pari a 36.493, un ammontare di versamenti pari a 5.235.840 e una media di 143,48 per quanto riguarda la prima abitazione; sugli altri immobili si attesta a 81.949 la frequenza dei versamenti, l’ammontare di essi a 34.175.290 e la media a 417,03. Per Avola sulla prima casa si ha una frequenza di versamenti pari a 6.591, un ammontare di 603.843, e una media di 91,62; sugli altri immobili il dato della frequenza dei versamenti si attesta a 31.199, l’ammontare a 6.053.978, la media a 194,04. Su Pachino i dati sulla prima abitazione riguardano una frequenza di versamenti pari a 3.287, un ammontare di 335.423 , e una media di 102,05 sulla prima casa; per le altre abitazioni il dato della frequenza è di 23.230, per un ammontare di 3.095.213 e una media di versamenti di 133,24. Questi sono i maggiori comuni della provincia dove sono stati fatti i calcoli ma la situazione non cambia di molto in altri comuni. Ad esempio a Floridia si ha sulla prima abitazione una frequenza di versamenti di 3.706, un ammontare di 334.987 e una media di 90,39; sugli altri immobili si va da una frequenza di 14.731, un ammontare di 3.131.245 e una media di 212,56. Su Lentini la frequenza dei versamenti sulla prima casa è di 2.477, un ammontare di 145.917 e una media di 58,91; sulle altre abitazioni si va da una frequenza di 26.013, un ammontare di 5.820.165 e una media di 223,74. Questi i dati calcolati dal ministero che fotografano realtà differenti in ogni comune italiano oltre che siciliano. Pareri contrastanti quindi sull’abolizione dell’Imu, dopo la sua introduzione, ma anche sulla possibilità di una sua restituzione, senza introdurre altre tasse che possano danneggiare le famiglie italiane. Ma intanto a lanciare l’allarme

in provincia è uno studio tracciato dalla Cna di Siracusa, finalizzato a dare una chiara evidenza degli incrementi che hanno subito gli imprenditori nel passaggio dall’Ici all’Imu. Difatti l’introduzione di questa imposta non ha solo creato disagi alle famiglie ma anche alle attività produttive e agli imprenditori che hanno dovuto pagare per le proprietà. L’analisi da parte della Cna è stata fatta rilevando le aliquote applicate da tutti i ventuno comuni della provincia sia nel caso dell’Ici che dell’Imu e sono state applicate a due ipotetici immobili destinati ad attività economica: un laboratorio artigianale di 1000 metri quadrati e un piccolo esercizio commerciale di circa 60 metri quadrati. Il risultato dell’analisi indica un incremento medio in provincia del 106,35 per cento per i laboratori artigianali e del 138,44 per cento nel caso dei piccoli esercizi commerciali. Da qui l’appello che viene lanciato dalla Cna affinché la situazione dell’Imu non venga solo affrontata sulla prima casa ma anche a quelle attività economiche che oggi generano ricchezza e occupazione, nonostante le notevoli difficoltà. “La verifica – commenta Gianpaolo Miceli coordinatore dei Giovani imprenditori di Cna – ci mostra realtà territoriali in cui le imprese hanno registrato incrementi ben al di sopra del 100 per cento con incrementi di svariate migliaia di euro. In una fase come quella che viviamo non possiamo che denunciare l’ulteriore accanimento tributario nei confronti delle imprese con una imposta, rispetto la quale comprendiamo la difficoltà in cui si trovano i Comuni, che danneggia per l’ennesima volta chi produce e lavora con onestà e dedizione”. “Adesso auspichiamo che tutti i comuni che mantengono aliquote al di sopra del minimo di legge – afferma Antonino Finocchiaro presidente provinciale della Cna – portino le stesse ai livelli più bassi per alleggerire il peso dell’imposta nell’attesa che il Governo nazionale si accorga delle piccole imprese dando loro l’attenzione che meritano riducendo la pressione fiscale proprio partendo da questi casi, gli opifici sono fonte di lavoro per il quale si pagano già profumate tasse, aumentarle o peggio inventarsene di nuove è semplicemente folle”.

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Economia

MERCATO INTERNO COME USCIRE DAL TUNNEL? di VINCENZO CORBINO Se l’export è l’unico locomotore i consumi locali sono praticamente bloccati, mettendo in crisi le aziende che operano in città ed in provincia. Secondo i dati di Confcommercio, le imprese costrette ad abbassare la saracinesca sono trecento. Indice puntato sugli istituti di credito

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recento aziende chiuse negli ultimi dodici mesi, mille disoccupati ed un ricorso al precariato ed al lavoro nero che supera il 50 per cento in provincia. Sono alcuni dei dati illustrati, dal presidente provinciale di Confcommercio, Sandro Romano che indica nel crollo dei consumi delle famiglie, l’elemento di novità per il primo trimestre del 2013. Secondo Confcommercio a tenere bloccato il possibile rilancio dell’economia in provincia, che si traduce anche nella circolazione di liquidità all’interno del circuito produttivo è il forte indebitamento che hanno le famiglie nei confronti degli istituti di credito e delle finanziarie. Un indebitamento che secondo quanto hanno rilevato da Confcommercio si attesta mediamente al 60 per cento della capacità di spesa delle famiglie siracusane. Dato che blocca irrimediabilmente qualsiasi scelta da parte di coloro che sono l’anello finale di una catena che inizia con la distribuzione di beni e l’erogazione di servizi da parte delle imprese, stroncate a loro volta dall’ingente pressione fiscale e dai ritardi nel pagamento dei crediti che vantano nei confronti 16

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della pubblica amministrazione per lavori già eseguiti. “Sono tutti in segno negativo gli indicatori dei settori produttivi del territorio – ha detto Romano – secondo l’Istat c’è stato un boom di cassa integrazione in tutta la regione, ma Siracusa ha avuto la maglia nera. Le ore di cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga autorizzate dall’Inps sono aumentate, nel 2012, del 50 per cento rispetto all’anno precedente. Si registra solo la riduzione del ricorso alla cassa integrazione ordinaria scesa al 13,9 per cento, mentre è raddoppiato il ricorso alla cassa integrazione straordinaria e in deroga che si attestano complessivamente in 105,7 per cento da parte delle imprese del commercio e dei servizi”. Secondo il presidente provinciale di Confcommercio, tra le cause di una crisi che sta colpendo indifferentemente i settori della ristorazione, dell’edilizia, immobiliare e dell’auto, sarebbe proprio la riduzione dei consumi, testimoniata anche dal calo del volume di affari dei supermercati ed in particolare nelle catene degli “hard discount”. “Siracusa è la capitale in Sicilia per la disoccupazione – ha sottolineato Romano – lo dimostrano i 14.500 posti di lavoro persi nel

settore commerciale negli ultimi due anni che ne fanno la provincia che tra le nove presenti in Sicilia ha perso più unità lavorative nel periodo recente. Le prospettive e le stesse aspettative non sono rosee. Lo dimostra un questionario che abbiamo sottoposto alle imprese da cui emerge che 5 aziende su 6 intervistate sono convinte che chiuderanno entro la fine di quest’anno. Molte aziende a causa dei crediti non riscossi, per colpa dell’insolvenza delle pubbliche amministrazioni, sono in ginocchio”. Anche per questo Confcommercio si sta muovendo. E lo sta facendo alla base, per evitare il fenomeno dei suicidi a catena che stanno sconvolgendo gli apparati familiari e lo stesso tessuto produttivo nel Centro e del Nord Italia. “E’ già operativo lo sportello di “Ascolto Psicologico” – ha spiegato il presidente di Confcommercio Siracusa - rivolto ad offrire un sostegno psicologico agli imprenditori e ai professionisti che vivono situazioni di disagio dovute alle crisi economiche o professionali”. L’idea, finora unica in Sicilia e tra le prime anche sul territorio nazionale è stato presentato nei giorni scorsi nella sede dell’associazione che rappresenta tra città e provincia ol-


tre il 70 per cento di piccole e medie imprese. In via Laurana è stato così esposto il progetto, “Ascoltiamoci” voluto dalla Confcommercio e dell’associazione di volontariato “In-Dipendenza” che vuole assistere, in modo del tutto gratuito, imprenditori e professionisti. È stato attivato, inoltre, uno sportello on line che rappresenta una possibilità più immediata di contatto con il gruppo di lavoro. La struttura è operativa ogni giorno, dalle 20,30 alle 23, in quella che è la fascia oraria durante la quale è più probabile che vi siano le maggiori richieste. Lo sportello on line, inoltre, prevede la presenza, oltreché di psicologi, di operatori volontari che, in caso di necessità, attivano immediatamente la rete formata dagli specialisti. Destinatari dello sportello sono, ancora, tutti coloro che, a causa dell’eccessivo indebitamento o dell’impossibilità di ricorrere ai finanziamenti bancari per risollevare le “sorti” delle proprie aziende o delle proprie famiglie, sviluppano stati depressivi o crisi di panico. I dati riferiti solo al terziario restano preoccupanti. “La crisi nella provincia di Siracusa – ha detto Sandro Romano - è più forte che in altri centri del meridione. Circa 300 aziende hanno chiuso i battenti nell’ultimo anno, producendo, solo nel terziario, circa 1.000 disoccupati. Purtroppo questa crisi incomincia a mietere le sue vittime e noi sentiamo il dovere di sostenere chi è in grande difficoltà, anche, se non soprattutto, dal punto di vista psicologico. Oggi può tranquillamente, in un modo anche anonimo, trovare un sostegno psicologico”. D’altronde i dati forniti da Confcommercio parlano abbastanza chiaramente. E sono tutti in segno negativo. I consumi di marzo in Italia hanno toccato il livello più basso dal 2000. L’indicatore dei consumi di Confcommercio ha registrato un calo del 3,4 per cento in termini tendenziali e dello 0,1 per cento rispetto al mese di febbraio che segnalava una leggera attenuazione della caduta della spesa reale. Nel primo trimestre del 2013, l’indicatore dei consumi di Confcommercio segnala, rispetto al primo trimestre del 2012, una flessione del 4,2 per cento e la compressione dei livelli di spesa, segue quella del reddito e dell’occupazione. La dinamica tendenziale dell’indice dei consumi di Confcommercio relativo al mese di marzo riflette un calo del 2,2 per cento della domanda di servizi e del 3,9 per cento della spe-

sa per beni. Solo il segmento dei beni e servizi per le comunicazioni mostra un aumento stimato in 3,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012. Il dato più negativo é ancora quello relativo ai beni e servizi per la mobilità la cui domanda scende dell’8,5 cento. Riduzioni dei consumi particolarmente significative hanno interessato anche i beni e servizi ricreativi con un decremento netto stimato in 5,6 per cento, oltre agli alimentari, le bevande ed i tabacchi dove risalta un calo del 3 per cento, gli alberghi ed i pasti e le consumazioni fuori casa con un segno negativo del 2,8 per cento ed i beni e servizi per la casa in cui si registra una contrazione stimata nel 2,7 per cento. A marzo, a fronte di una diminuzione della domanda per servizi dello 0,7 per cento, i beni hanno mostrato un modesto aumento dello 0,2 per cento. Il dato più negativo si registra per gli alberghi ed i pasti e consumazioni fuori casa con un calo dell’1,4 per cento. Per maggio Confcommercio ha stimato una variazione congiunturale dell’indice dei prezzi al consumo dello 0,1 per cento, con un tasso di crescita tendenziale dell’1,3 per cento. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’analisi della Confesercenti che con il suo presidente provinciale Arturo Linguanti ha cercato di individuare le ricette che potrebbero consentire alle imprese di risollevarsi. Riguardano innanzitutto un nuovo rapporto con le banche, chiedendo maggiori facilitazioni creditizie, intervenendo sul Governo pretendendo una riduzione delle aliquote Imu, ed evitando la proposta di istituire già a luglio l’aumento di un punto percentuale per l’Iva. Tra le proposte avanzate da Confesercenti, anche la lotta all’abusivismo, lo stop a nuove concessioni per grandi strutture commerciali che a livello locale hanno portato alla scomparsa dei negozi di vicinato, creando allo stesso tempo disoccupazione e precariato. “In media ogni giorno chiude un negozio – ha detto Linguanti – , un fenomeno visibile non solo in corso Gelone, viale Tisia e corso Matteotti, ma anche all’interno dei tre centri commerciali che operano a ridosso della città dove sono decine le chiusure nei primi tre mesi di quest’anno. Per questo abbiamo proposto la costituzione di un gruppo di lavoro formato da consulenti che dovranno affiancare i commercianti orientandoli sul fronte delle tasse e della programmazione aziendale”.

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Ecologia

BUS ELETTRICI E GO BIKE QUANTO CI COSTANO? I servizi “ecologici” sono ridotti all’osso e sono tante le proteste da parte dei turisti che preferirebbero girare la città con mezzi puliti, come le biciclette o gli autobus. Eppure, sono stati spesi tanti soldi

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l servizio go bike è ripartito a singhiozzo, mentre i bus elettrici restano praticamente nel congelatore. Tante le proteste, specie dei turisti, che, come nelle altre città europee, sono abituati a girare con mezzi puliti. Il conto è presto fatto, come hanno denunciato in questi giorni alcuni consiglieri di quartiere. Delle quindici ciclo postazioni sparse per la città costate 874.130 euro provenienti da un cofinanziamento del Ministero e dalla Regione, è stato ricordato in questi giorni, sei sono fuori uso e nelle altre sono collocate solo una quarantina di biciclette. In molti si chiedono che fine hanno fatto le altre 350 biciclette normali e le 150 a pedala assistita, omaggio dell’ex Ministro Prestigiacomo alla sua città in occasione del G8. Domande che riguardano anche il contributo di 500.000 euro per la gestione e la manutenzione del servizio di bike sharing. Delle oltre 2000 tessere disponibili all’inizio del servizio (aprile 2009) ben 1168 non sono più attive e 860 non sono mai state utilizzate. Ne rimangono solo 44. Il problema è che, per le go bike ed i bus elettrici, sono stati fatti investimenti e tanti progetti. Le accuse puntano anche all’ex assessore Basile reo, secondo qualcuno, di aver lasciato in totale stato di abbandono e prive di protezione le colonnine che, nel tempo, sono state oggetto di atti di vandalismo: le maschere esterne di

protezione sono state asportate, lasciando le schede esposte agli agenti atmosferici. Alcune colonnine, poi, sono state “riconvertite” a comodi contenitori portarifiuti. Il tutto senza alcun controllo, anche a causa della mancata attivazione del servizio di videosorveglianza”. Inoltre, sorge spontaneo il sospetto che le biciclette destinate a Siracusa siano uno “scarto” perché assolutamente inadatte per il servizio di bike sharing. Nelle città dove è reale e seria la volontà di perseguire la cultura della mobilità sostenibile, dicono gli esperti cicloamatori, le biciclette utilizzate sono a trazione cardanica, sono dotate di ruote antiforatura e hanno il cambio incorporato nel mozzo; tutto questo per evitare atti di vandalismo e rotture del mezzo. Nessun serio esperto del settore, infatti, sarebbe stato contattato dall’allora amministrazione Visentin per una consulenza sul tipo di biciclette migliori e più adatte per fare partire il servizio anche nella nostra città. E poi c’è la vicenda dei soldi, un particolare non da poco. Alla vicenda del “Go-Bike” è opportuno aggiungere e ricordare che il Comune di Siracusa acquistò 8 minibus elettrici per un costo complessivo di 1.044.398 euro. Il Ministero dell’Ambiente finanziò solo 252.000 euro dell’intero importo mentre, la restante parte di 792.000 euro, fu coperta dall’allora amministrazione Bufardeci, che pensò bene di accendere un altro mutuo.

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Ortigia

CENTRO STORICO TRA LUCI E OMBRE di MASCIA QUADARELLA

Tra un anno e mezzo dovrebbero essere rimossi i ponteggi dall’Ex Palazzo delle Poste destinato ad albergo, la prossima amministrazione inaugurerà il teatro Massimo mentre riapre l’ex Chiesa dei Cavalieri di Malta. Troppi, invece, gli ex edifici di culto finiti nel dimenticatoio.

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iccoli gioielli architettonici riemergono, dopo anni di oscurità e chiusure alla pubblica fruizione, dal dedalo dei vicoli di Ortigia, custodi, a volte avidi, delle tracce del passato. Un passato “opulento” artisticamente, che sta nell’ultimo quindicennio emergendo, grazie ad un’attenta e lungimirante programmazione di recupero del patrimonio edilizio storico. L’Ex Chiesa dei Cavalieri di Malta, è pronta per la sua inaugurazione, dopo essere stata a lungo destinata ad usi impropri - dalla falegnameria al deposito o al locale commerciale-. Mentre, nella fase prima del suo restauro, è stata brevemente adibita a sala studio per gli universitari. Gli interventi, dopo diversi stop per gli ormai ordinari ritardi nello stanziamento di fondi da parte della Regione, sono stati finanziati per circa un milione di euro dalla Protezione Civile nazionale. “ Circa 10 anni fa, l’ex edificio di culto, fu dichiarato inagibile per alcune profonde crepe nell’area absidale e per gli intonaci cadenti. Nonostante l’azione “corrosiva” del tempo e la noncuranza dell’uomo - spiega l’ingegnere Pietro Fazio,

coordinatore dell’Ufficio tecnico Speciale Ortigia- siamo riusciti a salvare il salvabile. In particolare, abbiamo potuto conservare l’apparato decorativo originario, con splendidi bassorilievi intarsiati e capriate istoriate. Interamente rifatti gli impianti ed i locali disporranno anche di un corredo tecnologico, che sarà utile nell’organizzazione di piccole iniziative culturali. Entro la prima metà di dicembre di quest’anno, a poca distanza, dovrebbero essere completati anche i lavori di consolidamento e restauro dell’edificio di Via Gargallo, già sede del Tribunale. L’apertura del cantiere avvenne nei primi mesi del 2008, diverse le sospensioni di attività subite nel corso di questi cinque anni, sempre per problemi finanziari dovute all’erogazione dei fondi. Il progetto sarebbe stato finanziato con 3 milioni e 500 mila euro, prevalentemente dalla Regione e di cui soltanto 525 mila a carico del Comune di Siracusa. Al 31 maggio sarebbero stati spesi solo 1 milione e 800 mila euro. Grazie alla demolizione delle sovrastrutture novecentesche, circa mille metri cubi in due piani, è stato recuperato il substrato ottocentesco oltre ad aver dato luce ad un bellissimo ed unico portico medie-


vale. Quest’ex convento fu utilizzato un tempo anche come caserma dei Vigili del Fuoco. Potrà diventare luogo di rappresentanza della città. Invero, prima che fosse assegnata la Caserma Abela, doveva essere destinato all’Università. Il taglio del nastro più atteso, rimane quello del Teatro Massimo, la cui gestazione è stata lunga e travagliata. Si sta finendo di allocare gli arredi. Un altro piccolo intervento nel cuore del centro storico riguarda il completamento della teca di protezione della Carrozza del Senato. L’apparato espositivo è stato realizzato in acciaio corten e vetro antisfondamento. La Carrozza sarà allocata sempre nell’atrio di Palazzo Vermexio, leggermente traslata, dunque, ma ruotata di 90 gradi, in modo da creare un passaggio diretto con il retro dell’Artemision. Ancora un anno e mezzo di attesa, questo è l’unico dato in tempo reale che ci è stato fornito in cantiere, per vedere risplendere, tolte le transenne del lungo restauro che lo ha interessato, nella nuova funzione di struttura alberghiera, l’ex Palazzo delle Poste. Circa un’ottantina le camere che ne saranno ricavate. Mentre queste opere hanno visto o vedranno a breve la luce, il buio pesto sembra essere sceso su alcuni ex Edifici di Culto, veramente suggestivi, del centro storico, per i quali di recupero e conseguente riapertura non si vede nemmeno l’ombra. Anche in questo caso la scusante è sempre una. Non ci sarebbero risorse disponibili per intraprendere un’azione di ristrutturazione. Un censimento delle “Chiese chiuse” dell’isolotto, ai molti sconosciute, lo ha fatto con competenza e passione, la presidentessa di Italia Nostra Lucia Acerra. Conventi e piccole Chiese d’epoca dagli accessi sbarrati da transennamenti o serrate a doppia mandata da tempo immemorabile, elencate nero su bianco in un interessante volume, che fa emergere una serie di incompiute, ormai avvolte nel dimenticatoio istituzionale e collettivo. Ridondante nella sua architettura barocca, la Chiesa del Collegio dei Gesuiti, risalente al 1635, restaurata circa 60 anni dopo da Pompeo Picherali e Rosario Gagliardi, a parte la cripta che ha ospitato qualche evento, non è più stata riconsegnata alla città. Si erge imponente ed invitante su Via Landolina, ma delle

sue magnificenze interne nessuno ha avuto da anni modo di godere. Stesso destino di abbandono ha subito la Chiesa di San Cristoforo, che sorge in Via Dione, traversa di Corso Matteotti. Di origine medievale, fu edificata nel 1300 per poi essere ricostruita dopo il violento terremoto del 1693, che rase al suolo diverse costruzioni dell’isolotto. Di trecentesca edificazione e sempre dal futuro Incerto anche della Chiesa di San Pietro al Carmine, che si affaccia sull’omonima piazzetta, nel quartiere della Graziella, nei pressi di Via Mirabella. Chiusa pure la Chiesa di San Giuseppe, dai ricchi interni rococò, a pochi passi dalle vie Roma e Minerva. Limitate anche le visite alla Chiesa di San Filippo Apostolo. “Edifici che andrebbero rianimati, con attività culturali e sociali – sottolinea Lucia Acerra, che con la sua associazione denuncia la sottostima di un patrimonio “ecclesiastico” da reinterpretare-. Basterebbe affidare questi ex istituti o complessi monastici alle tante associazioni che esistono nel territorio e che dovrebbero fare attività culturali concretamente, partendo dall’adozione reale di un monumento e della presa in carico dell’amministrazione dello stesso. L’alibi per il non fare è da sempre quello della scarsezza delle risorse economiche. Se il pubblico imparasse a cedere al privato la realizzazione dei lavori di restauro, da recuperare magari attraverso la gestione degli edifici, applicando ad esempio un piccolo biglietto di ingresso per ammortizzare le spese, potremmo usufruire ed offrire ai visitatori davvero un ricco tour di Ortigia. Oggi non si fa altro che una frettolosa passeggiata a Piazza Duomo, una capatina al Museo Bellomo e al Castello Maniace”- ricorda con biasimo la Acerra-. A tal proposito per “svelare “angoli reconditi, aneddoti , scendere nel particolare e non continuare a viaggiare in superficie, l’associazione Italia Nostra sta formando dei giovani neo-laureati in “narratori”. Loro racconteranno epoche o scorci della città antica. Per temi, epoche, peculiarità. Un servizio per approfondire le conoscenze, che naturalmente non va confuso con quello delle guide tradizionali e autorizzate. Anche il costo del servizio , su prenotazione, sarà simbolico. 5 euro per un’ora.

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Inchiesta

LA CITTà HA IL VOLTO TRISTE di MASCIA QUADARELLA

Dilagante la povertà in città. Oltre 1500 assistiti dalla Caritas Diocesana. Scarseggiano gli alloggi popolari

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isoccupati che vanno in giro ad “elemosinare”qualche ora di lavoro, senza tutela giuridica, contrattuale e di conseguenza in barba ad ogni principio di sicurezza. Casalinghe che entrano in concorrenza, con le badanti e colf dell’est e dello Sri Lanka, per eseguire le pulizie in casa degli ormai privilegiati, pur di riempire le dispense e dare da mangiare ai loro figli. Anziani pensionati che frugano nel portamonete per racimolare i microscopici centesimi per formare l’euro ed acquistare quel tozzo di pane quotidiano. Giovani dai sorrisi spenti, dall’assenza di speranza di trovare una collocazione lavorativa dignitosa. Siracusa ha, oramai, il volto triste della miseria. La crisi economica, aggravata da quella amministrativa, con lo stand-by pre-elettorale, ha decretato nel capoluogo l’incremento dei livelli di indigenza tra i cittadini. Secondo i dati dell’Osservatorio diocesano delle Povertà e Risorse della Caritas, le famiglie attualmente assistite dall’ente caritatevole

sarebbero oltre 1500. La ventina di centri di Ascolto, presenti presso le principali parrocchie della città, tentano di far fronte ad una richiesta di aiuto sempre più pressante. “Da un lato ci si adopera a fronteggiare le emergenze esistenziali. Si consegna il pacco di generi alimentari e si paga qualche bolletta, in modo da evitare l’erogazione di forniture primarie,come quelle idriche ed elettriche. Si riesce, grazie al buon cuore di medici scrupolosi, ad ottenere visite specialistiche gratuite, per chi non può più permettersi di curarsi e non può fare affidamento in tempi rapidi sul sistema sanitario pubblico. Al contempo si attuano tutte le misure disponibili per fare uscire i nuclei richiedenti dallo stato di bisogno – ci spiega Antonello Ferrara, responsabile dell’Osservatorio Caritas-. Attraverso la rete di collaborazione che si è creata attorno alla nostra struttura, tramite amicizie e la disponibilità di professionisti. Si intercettano occasioni di impiego a termine, prevalentemente lavori in ambito domestico. Nel 2012 poi, è stato attivato anche un servizio di micro-


credito per quelle persone in difficoltà, che non sarebbero state ammesse, per assenza di credenziali e garanzie reddituali minime all’accesso al credito tradizionale e che purtroppo potevano finire nella trappola degli usurai. 11 i mini prestiti (2500 euro al massimo da ripagare in piccole rate in cinque anni a tasso agevolato) concessi dalla Banca Etica, di cui la Diocesi è socia, per contribuire a far superare il momento di sconforto. Per pagare i viaggi verso i luoghi di terapia agli ammalati, ad esempio. Per consentire ad un soggetto, che altrimenti non avrebbe come fare, di riparare l’auto guasta e recarsi a lavorare, o pagare l’affitto ed evitare lo sfratto. Frequentate anche dai finora “insospettabili” anche le tre mense allestite in città: San Martino di Tours; San Tommaso al Pantheon; e quella itinerante degli operatori della Casa di Sara ed Abramo. In quest’ultima struttura, punto dormitorio, trovano alloggio notturno e vitto serale e colazione dai 20 ai 30 uomini disagiati. Non esiste più il prototipo di diseredato sociale. Prima ad incarnare la miseria erano i clochard, gli immigrati, ora sono, purtroppo, anche i pensionati, che non arrivano a mettere su la pentola e con gravi problemi relazionali all’interno delle loro famiglie di origine – continua nel suo dipinto della situazione sociale Ferrara -. La solidarietà tra la cittadinanza è veramente tanta”. Ma nessuno, oggigiorno, può permettersi il “lusso” della generosità. Gesti concreti di filantropia però “consolano”. Quel poco che si ha si riesce a dividerlo con i meno fortunati. Diverse le donazioni di vestiario usato. “Tanti i capi di abbigliamento, specialmente per bambini, che vengono consegnati nelle oasi di raccolta- specifica Ferrara -. Pochi, invece, gli articoli di abbigliamento

da destinare agli adulti uomini”. La fotografia reale dell’attuale disagio sociale, come conto preventivo, sarà presentato dall’Osservatorio, a coloro i quali saranno eletti a governare la città. Altro aspetto indicativo, dei tempi duri che corrono, sono le istanze di inserimento nelle graduatorie per le assegnazioni degli alloggi popolari. Nell’ultima graduatoria, pubblicata di recente dal Comune, sarebbero 472 gli aventi diritto, selezionati in base alla composizione del nucleo e delle condizioni finanziarie. 500 anime, sicuramente nella realtà molte di più rispetto a questo dato ufficiale, in cerca di un tetto sicuro. Non sono pochi i casi di soggetti che trovano sistemazione presso parenti ed amici, dovendo subire le ripercussioni dello status di ospiti sgraditi . Altri si sono ridotti, per evitare il fastidio, a dormire in macchina. Di nuove iniziative di social housing però non si hanno notizie. Bisognerebbe attuare un monitoraggio accurato per verificare se le abitazioni attualmente occupate lo siano veramente da famiglie con i requisiti necessari e dimostrabili. Si vocifera di compravendite clandestine, di passamano irregolari, di favoritismi di carattere politico-clientelare. E’ su questi aspetti poco chiari che bisognerebbe indagare, piuttosto che eseguire sfratti esecutivi su persone che per disperazione violano la legge ed occupano abusivamente gli immobili. Sarà dura per i prossimi amministratori riuscire a trovare il bandolo di una matassa così ingarbugliata. Bisognerà investire quante più possibili risorse nelle Politiche Sociali, che non puntino, però più, su “modalità” passive e parassitarie, ma attraverso interventi di coinvolgimento degli stessi destinatari, per un impegno civico che giovi anche al resto dei cittadini.

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Psicologia

DISOCCUPAZIONE

Gli aspetti psicologici

Dott.ssa Laura Uccello Psicologo e Psicoterapeuta

Attualmente uno dei problemi sociali più gravi che il nostro paese si trova ad affrontare è quello della disoccupazione, che è un fenomeno complesso, da considerare nei suoi molteplici aspetti. Esso non è un problema soltanto dei più giovani ma riguarda anche coloro i quali si trovano a metà o al termine del proprio percorso lavorativo. Certamente il fenomeno della disoccupazione risulta avere un forte impatto sulla salute psicofisica dell’individuo. La perdita dello status di lavoratore costituisce per l’ individuo una minaccia per l'integrità dell'immagine di sé, con gravi conseguenze sull’autostima. Privato di reddito e del proprio ruolo professionale il disoccupato si sente in basso alla scala gerarchica sociale, si trova nella condizione di mancata autonomia e di forzata dipendenza. Ciò genera impotenza, sentimenti di vergogna e di inutilità, spesso accompagnati da comportamenti di chiusura sociale e isolamento dell’individuo. Tale situazione di disagio può aggravare stati patologici preesistenti o causare l'insorgere di disturbi psichici, tra i più diffusi i disturbi d’ansia e dell’umore, o favorire comportamenti a rischio (assunzione di alcol o droghe). Le reazioni che l'individuo assume per fronteggiare tale evento traumatico sono diverse. Secondo la letteratura, è possibile sintetizzare in tre fasi quello che, in questi casi, viene chiamato "ciclo di adattamento": 1. fase immediatamente successiva all'inizio della disoccupazione, caratterizzata da uno "shock" durante la quale la persona è sopraffatta dall'evento ed è incredula ri-

spetto ad esso; 2. successivamente l'individuo cerca di "minimizzare" quanto avvenuto; si tratta di una fase chiamata "ottimistica", accompagnata da sensazioni di "alleggerimento" per il fatto di non doversi recare quotidianamente al lavoro; 3. dopo alcuni mesi subentra una fase "pessimistica" nella quale sono presenti anche sentimenti di rabbia e dolore, che può portare a conseguenze negative sull’ autostima. In che modo è possibile intervenire? A seconda della situazione si possono pensare diverse strategie di intervento. Ci si può avvalere di un percorso di ri-orientamento al lavoro e di counseling che consenta di fare un bilancio delle proprie competenze per comprendere al meglio come indirizzare la propria ricerca di un nuovo impiego; si può scegliere, inoltre, di effettuare una formazione che consenta di acquisire informazioni utili per proporsi in nuovi ruoli e aprirsi nuove opportunità di lavoro.Nel caso in cui, invece, la persona si trovi già in uno stadio in cui la sua autostima è stata fortemente indebolita oppure sia intervenuta una sintomatologia ansiosa e/o depressiva che non consente di intraprendere azioni efficaci e mirate come quelle proposte, è necessario rivolgersi ad uno specialista (psicologo o psicoterapeuta) che possa aiutare la persona a gestire le emozioni legate alla situazione, con l’obiettivo di rinforzare l’autostima del soggetto e di riattivare le sue risorse per affrontare il futuro, ridefinendo, infine, i ruoli sociali rivestiti e rivedendo l’importanza di ciascuno di essi. Reporter Siracusa

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Viabilità

PRONTI A PARTIRE PER MODICA

di MASCIA QUADARELLA

La giunta regionale ha stanziato i fondi del Po-Fesr che consentiranno, una volta celebrata la gara d'appalto, l'apertura dei cantieri per la realizzazione del secondo tronco di lavori dell'autostrada Siracusa-Gela. Oltre 40 anni la travagliata gestazione dell'opera.

U

na gestazione lunga, al momento 43 anni, quella dell’autostrada Siracusa-Gela, che attraversa le province più importanti del sud est siciliano, che potrebbe terminare a fine aprile 2018, se l’iter travagliato non subirà, come nel suo sfortunato dna, altre decennali battute d’arresto. Il progetto esecutivo originario, prevedeva per la realizzazione di un tracciato di 131+700 km 1640 giorni consecutivi e naturali di lavoro, per un importo complessivo di 372.267.535,85 euro. In realtà soltanto 41+500 km ad oggi sono stati costruiti. I primi 9,5 chilometri, che collegano il capoluogo aretuseo alla frazione di Cassibile, vennero aperti al traffico senza pedaggio nel 1984. Solo nel marzo del 2008 si è arrivati fino a Rosolini (lotti 3 Avola; 4 Noto, 5 Rosolini) . Il 19 maggio di quest’anno, avrebbe dovuto celebrarsi la gara d’appalto per gli interventi del secondo tronco ,dunque, nei lotti 6 (Ispica), 7 (Scardina e Salvia) e 8 Modica), ma la giunta regionale, guidata da Rosario Crocetta, soltanto nei giorni scorsi ha stanziato, nell’ambito dei Po FESR, 122 milioni a favore della strategica infrastruttura, il cui tracciato ricade per l’80 per cento nel territorio ibleo. L’Unione Europea contribuirà con 196, 8 milioni di euro. Intanto come da programma, nel siracusano, lo svincolo autostradale sulla Maremonti, Sp 14 , Fusco-Canicattini- Passo26

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ladro , è stato di recente inaugurato. Come un padre che vede finalmente venire alla luce il proprio figlio, compiaciuto il presidente della provincia Regionale di Siracusa Nicola Bono, che in qualità di deputato contribuì nel 1998 allo stanziamento di 100 miliardi delle vecchie lire per l’opera, in attuazione della legge 285. Un contributo al buon esito, in realtà fu dato anche dal suo predecessore di diversi mandati alla guida dell’Ente , oggi di Via Roma allora di Via Malta, Mario Cavallaro, che destinò circa 6 miliardi di lire a favore della progettazione, anche della Siracusa-Catania. “Finalmente – ha commentato Bono- con il collegamento diretto anche con la provincia di Ragusa il nostro territorio diventerà un baricentro strategico in campo di trasporti intermodali. Basti pensare che, a breve , potremmo usufruire di due grandi aeroporti, da un lato Comiso, dall’altro Catania. Inoltre, qualora le ferrovie accogliessero le nostre istanze di potenziamento di tratte e servizi ci troveremmo in posizione privilegiata nel cuore di due porti commerciali , quello di Pozzallo e quello di Augusta. Il quadro che potrebbe emergere dal completamento di questi lavori è quello di un territorio finalmente adeguatamente servito, fruibile , Europeo”. Manifesta soddisfazione anche il deputato regionale del PD Bruno Marziano che dice “ L’atto con cui la Regione ha dato accesso all’utilizzo dei fondi comunitari ci rende particolarmente entusiasti. Non soltanto

si realizzeranno i tre famosi lotti autostradali fino a Modica, ma si sosterrà la creazione della bretella per Comiso, oggi fondamentale proprio per l’imminente messa in funzione del nuovo aeroporto. Quando si porterà a completamento anche la Ragusa Catania, il cui percorso attraversa il territorio siracusano per il 46%, il disegno sarà perfetto. Diciamo che i solleciti mossi in tutte le sedi di interlocuzione, stanno producendo i loro frutti. Sono risultati da riconoscere all’intera classe dirigente delle due province interessate che sono intervenute per favorire lo sblocco della vicenda, anche attivando canali di comunicazione diretta con riferimenti comunitari”. “ La notizia di questo finanziamento – ha affermato Pippo Gianninoto, vicepresidente Camera di Commercio di Siracusa e storico rappresentante della CNA – rappresenta una svolta epocale. Il provvedimento, se solo troverà celere seguito, aprirà reali prospettive per il rilancio economico di questa porzione orientale dell’isola. Intanto , nell’immediatezza, l’apertura dei cantieri darà occupazione ad un migliaio di persone. Una vera e propria manna che arriva dal cielo e


che favorirà la ripresa dell’attività a tanti capifamiglia, oggi privati di un reddito, e di conseguenza quella dei consumi. La comunicazione autostradale, abbatterà i tempi di percorrenza con grandi vantaggi per gli autotrasportatori, finora costretti a viaggiare su strade pericolose, che rallentano la consegna delle merci. Se poi si pensa al potenziamento delle attività portuali, con le cosiddette autostrade del mare, il servizio di traghetti , ai due aeroporti a pochi chilometri di distanza, anche il turismo godrà di punti a vantaggio del suo sviluppo. I tempi sono maturi,spetterà alla politica accelerare questo itinerario virtuoso”.“Attendevamo con trepidazione la delibera per il tratto autostradale che legherà Rosolini a Modica – hanno commentato Paolo Sanzaro e Paolo Gallo in rappresentanza della CISL , RG-SR , tra i sindacati che hanno fatto sentire a toni alti la loro voce- In verità speravamo che non saltasse la data del 19 maggio già indicata per la gara d’appalto. Il provvedimento consentirà, adesso, al C.A.S. di andare in appalto e di scongiurare la perdita di un finanziamento importante per l’economia locale. Abbiamo più volte sottolineato la strategicità di questa infrastruttura e l’importanza per l’occupazione locale stretta dalla crisi. Ora vigileremo e incalzeremo affinché i tempi della gara vengano rispettati e si giunga al più presto all’inizio dei lavori.”. Era da mesi – ha affermato il deputato regionale Vincenzo Vinciullo – che vigilavo affinché si potesse raggiungere questo obiettivo storico per le Province di Siracusa e di Ragusa. Obiettivo che è diventato, finalmente, concreto nel 2009 quando, in Commissione ‘Bilancio’, avevo fatto approvare un mio Emendamento che stanziava 56 milioni di euro come co-finanziamento della Siracusa-Gela, che ha reso possibile reperire Fondi Statali ed Europei che si aggirano intorno ai 340 milioni di euro. Un momento storico, quindi, quello avvenuto. Il provvedimento poteva, però – ha continuato l’On. Vinciullo – essere approvato dal 27 Aprile, cioè da quando la Delibera era depositata negli Uffici della Giunta. Questo avrebbe consentito di rispettare la data del 19 Maggio, che ritenevamo essere la data più idonea, in quanto veniva mantenuta la parola data”.

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L'approfondimento

AEROPORTO DI COMISO

GIOCHI DI POTERE a cura della redazione

Lo scalo è stato inaugurato e potrebbe dare una grossa mano di aiuto al turismo ed all’economia della provincia di Siracusa. Ma la struttura iblea è priva di voli anche se fa gola ad alcune compagnie, tra cui Ryanair. Uno start up difficile, causato dalle forti resistenze dei catanesi.

C’

è un aeroporto, a Comiso, ma ancora voli nemmeno a parlarne. Eppure, se operativo, il nuovo scalo, il quarto in Sicilia dopo Catania, Palermo e Trapani, avrebbe effetti benefici, sotto l’aspetto turistico, per la provincia di Siracusa, che, si troverebbe proprio in mezzo tra Fontanarossa ed il Vincenzo Magliocco. L’aeroporto ibleo fa gola a qualche compagnia, come Ryanair, Air One, Tunisar, che, tra poco potrebbero firmare i primi contratti con la Soaco (la società di gestione dell’aeroporto) ed inaugurare le prime tratte. Ma attorno questa nuova infrastruttura sembrano esserci giochi di potere, alimentati da chi, forse, teme, un depotenziamento dello scalo catanese. Insomma, la corrente etnea è preoccupata che il proprio giocattolo, Fontanarossa, possa essere minacciato da Comiso, che ha alle spalle una ricca filiera agro alimentare ed il turismo, specie dopo i successi televisivi del commissario Montalbano, capace di fare conoscere al mondo il mare ragusano. E’ bizzarro che, nel giorno dell’inaugurazione, il presidente della Sac, Enzo Taverniti, la società aeroporto di Catania, che controlla la Soaco, abbia fatto delle dichiarazioni dal tenore molto polemico che hanno lasciato il segno. “Sono contro gli sprechi – afferma - e aver reso operativo l'aeroporto di Comiso non è stata una bella idea quando non ci sono contratti con nessuna compagnia aerea.

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Avevo proposto di spostare l'inaugurazione col primo volo di linea, ma i dirigenti della Soaco non hanno voluto sentire ragione. Lo scalo, nel primo anno, accumulerà perdite ingenti perchè il primo volo di linea sarà probabilmente il Comiso-Ciampino per il 7 agosto. Una compagnia, probabilmente la Ryanair, firmerà nei prossimi giorni il contratto e ha chiesto 60 giorni per il primo volo. Ad eccezione di questo, per avere la certezza di alcune tratte (Comiso-Milano) bisognerà aspettare settembre. Tenere aperto senza un aereo che vi atterri è un lusso che non possiamo permetterci”. Il sindaco Giuseppe Alfano ha replicato seccamente: “Abbiamo ricevuto, alla vigilia dell’apertura, una lettera firmata dal presidente Enzo Taverniti e dall’amministratore delegato Gaetano Mancini. Quando tutto era pronto, ci hanno chiesto di posticipare. Tutto questo è assurdo!” Ancor più esplicito il presidente di Soaco, Rosario Dibennardo: “Il 15 aprile scorso, in un’assemblea dei soci di Soaco è stata confermata, all’unanimità, la volontà di aprire il 30 maggio. Tre giorni dopo è stato pubblicato il ciclo Airac. La certificazione della Soaco è arrivata il 22 maggio, insieme al decreto di apertura dell’aeroporto, firmato dall’Enac. E’ importante che l’aeroporto sia operativo perché tutte le compagnie aeree chiedono di verificare gli audit di qualità, cioè di effettuare delle prove di tutte le procedure di aeroporto. Molti contratti stanno per essere chiusi e le compagnie chiedono di fare le verifiche”. Per i costi di gestione

dello scalo, Dibennardo aggiunge: “Le società che hanno partecipato al bando di gara del marzo 2007 (con base d’asta di 7.989.660 euro) sapevano che quei fondi dovevano essere spesi per lo start up. In questi primi mesi, avremo costi fissi solo per i servizi di security e di handling, per circa 50.000 euro al mese. Tutti gli altri sono costi (per primi quelli dei controllori di volo) che avremmo dovuto sostenere lo stesso, anche con un aeroporto chiuso”. Sulla vicenda è intervento un esperto, Gianni Scapellato, ex direttore di Malpensa e Rimini, che boccia la posizione del presidente della Sac di Catania. “La fase di start up di un aeroporto è complessa, quella di Comiso è particolare. Comiso è il primo aeroporto che viene aperto in Italia da zero dai tempi di Fiumicino. Non si possono fare paragoni con altre situazioni. Nella fase iniziale ci sono comunque dei costi da sostenere. Questi erano previsti già dal bando di gara del novembre 2006, con una somma a base d’asta di quasi 8 milioni, ritenuta necessaria (sulla base delle singole voci di costo) proprio per affrontare e coprire la fase di start up per una durata triennale. Nel bando sono previste le singole voci di spesa per i mezzi


Messaggio elettorale. Committente: il candidato

tecnici e le risorse umane, ma anche per tutte le procedure operative del’aeroporto. Prima di iniziare la start up è necessario però costruire l’”azienda aeroporto”, cioè l’insieme di uomini, mezzi e procedure che le strutture interne di “audit” delle singole compagnie verificano prima di sottoscrivere accordi commerciali. Solo dopo l’attenta verifica della corrispondenza tra i piani di aeroporto, i manuali di aeroporto, il “ciclo Airac” e l’effettiva rispondenza di cioè che viene attuato all’interno dello scalo, si chiudono le trattative commerciali. Le compagnie, cioè, devono verificare ogni procedura interna, da quelle riguardanti i check in ai servizi di handling, persino dei dettagli di operatività. La fase di start up è anche tutto questo e non solo operatività dei voli. Ovviamente, bisogna fare tutto con oculatezza e buon senso industriale, ma è necessario presentare alle compagnie aeree ed al mercato di riferimento un aeroporto vero ed una realtà già competitiva sul mercato nazionale ed internazionale. E se l’apertura dello scalo dovesse ancora essere rinviata, nonostante il decreto di apertura del 22 maggio, l’attenzione della Procura della Repubblica, della Corte dei Conti e di quanti stanno verificando le varie fasi di realizzazione dell’aeroporto potrebbe essere accresciuta. Senza contare che il costo dei servizi Enav, a carico della Soaco, ma pagati con fondi della regione siciliana, decorre dal 30 maggio e dovrebbero essere sostenuti comunque. Questi sono tra le voci di spesa più consistenti. Se si dovessero pagare con un aeroporto ancora chiuso il danno erariale sarebbe enorme. In ogni caso, l’apertura dell’aeroporto non è assimilabile all’apertura di un qualsiasi centro commerciale. Essa è avvenuta sulla base di un decreto che ne stabilisce il pubblico servizio, e ciò dopo le assicurazioni che il gestore So.A.Co. ha dato, ritengo con impulso del socio di maggioranza Intersac, cui spetta la governance. Ciò che mi stupisce è il contrasto con le dichiarazioni di privatizzazione che leggo in capo a SAC. Privatizzare vuol dire vendere al massimo valore raggiungibile e queste dichiarazioni su Comiso di fatto abbattono il valore anche della controllante SAC. Che senso ha abbattere il valore quando si ha intenzione di vendere?”

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TOSCA

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In provincia

LENTINI

PARCO LEONTINOI TORNA A SPLENDERE

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orna al suo antico splendore il parco archeologico di Leontinoi. Dopo dieci anni è stato riaperto al pubblico e sarà nuovamente fruibile ai turisti. A tagliare il nastro durante l’inaugurazione del percorso che si snoda all’interno del parco è stata l’assessore regionale ai Beni culturali, Mariarita Sgarlata, insieme ai sindaci di Carlentini, Giuseppe Basso e di Lentini Alfio Mangiameli, con la responsabile del parco archeologico di Leontinoi, Maria Musumeci e l’assessore provinciale Giuseppe Abbate. Il parco archeologico è stato ripulito, bonificato e restituito alla fruizione quotidiana di visitatori, tra questi numerose scuole che già stanno facendo richiesta per poterlo visitare. Sono state ripristinate le strutture di sicurezza, i varchi di accesso, realizzata una biglietteria e ripuliti i sentieri ed i resti archeologici dopo anni di incuria ed abbandono. Il parco sarà adesso aperto tutti i giorni tra le 9 e le 13, e resterà fruibile anche nei giorni festivi. L’area archeologica era rimasta chiusa dal 2004. “Aver riaperto questo parco è un fatto significativo – ha spiegato l’assessore regionale ai Beni culturali, Mariarita Sgarlata – questo è un patrimonio dei Comuni di Lentini e Carlentini che se ben utilizzato può rappresentare un vero volano di sviluppo turistico e culturale per questo territorio della provincia di Siracusa. Ma per fare questo bisogna impegnarsi con la predisposizione di progetti per la valo-

rizzazione di questo sito. Da parte della Regione c’è la massima attenzione verso queste aree che custodiscono un patrimonio rilevante di archeologia e storia e devono tornare ad essere vissute, frequentate e conosciute”. Un risultato raggiunto anche attraverso la collaborazione tra le due amministrazioni comunali di Lentini e Carlentini che si sono adoperate e nonostante i ridotti fondi a disposizione, hanno consentito la riqualificazione del parco adesso aperto ai visitatori. “La riconsegna di questo sito – ha detto il responsabile del servizio parco archeologico di Leontinoi, Maria Musumeci – rappresenta solo un punto di inizio. Adesso va preservato e mantenuto in condizioni di piena efficienza, pulizia e funzionalità per i suoi visitatori”. Un impegno che adesso verrà rafforzato dai due Comuni. “Sia il parco che il museo di Leontinoi sono due riferimenti per il nostro territorio – ha detto il sindaco di Carlentini, Giuseppe Basso – che devono essere valorizzati. Abbiamo compiuto questo primo passo importante dopo un’attesa durata quasi dieci anni. Adesso ci batteremo per mantenere aperto il sito e consentirne la migliore fruizione”. Il Comune di Lentini sta lavorando per inserire il parco di Lentinoi all’interno dei grandi circuiti turistici. “E’un obiettivo sul quale siamo impegnati – ha spiegato il sindaco di Lentini, Alfio Mangiameli – bisogna costruire un percorso culturale per la fruizione dei beni archeologici presenti qui e legarli a quelli di altri centri della provincia”.

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In provincia

NOTO

UNA ROTONDA SUL MARE di VINCENZO CORBINO

Conclusi i lavori nel tratto a ridosso di Calabernardo, una delle zone più trafficate nel periodo estivo. La soddisfazione del presidente della Provincia.

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i è fatto un passo avanti nella risoluzione del cosiddetto nodo di Noto, il tratto legato all’autostrada Siracusa-Gela. E’ stata conclusa e consegnata al traffico la rotatoria Calebernardo-Lido di Noto che consentirà di evitare gli ingorghi di auto estivi, capaci di fare perdere la pazienza anche ai più calmi. “Con questa inaugurazione – spiega il presidente della Provincia, Nicola Bono - i lavori del “Nodo di Noto” sono al 75% circa di avanzamento. E’in fase di completamento il tratto di contrada “Niu32

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ra”, nonché le rotatorie “Zupparda”, “Niura” e “Gioi”, comunque, sarà garantita durante la stagione estiva, la viabilità verso la zona balneare di Lido di Noto, Balata e Calabernardo”. Il presidente della Provincia è ormai arrivato alla fine del suo mandato ma non ci saranno successori dopo la decisione del governatore Crocetta di abolire le province. Solo che Bono qualche sassolino intende toglierselo. “Si tratta dell’ottava opera pubblica che ho inaugurato dall’inizio dell’anno, raggiungendo una media di ben 1,6 inaugurazioni al mese! Dall’inizio del mio mandato abbiamo appaltato opere pubbliche per 141 milioni di euro e lascerò, a fine mandato, un parco progetti di 72 milioni di euro. Si tratta di risultati che di questi tempi, pochissimi enti pubblici possono vantare. Per quanto riguarda il “Nodo di Noto”, siamo giunti a realizzare i tre quarti dell’opera di viabilità più importante realizzata negli ultimi anni. Uno snodo importantissimo perché collega le aree balneari e l’intera

zona Sud alla grande viabilità autostradale e rende più fruibile il nostro territorio. Ormai è certo che i lavori termineranno il prossimo 3 settembre, stabilendo così un vero e proprio record, dato che abbiamo posato la prima pietra solo 22 mesi fa. Inoltre, a fronte del completamento di un’opera così importante, c’è da rilevare che abbiamo limitato al massimo i disagi per i cittadini perché abbiamo scelto di non chiudere al traffico l’intera area, ma abbiamo operato in modo da garantire sempre la fruizione del territorio e salvaguardare le stagioni balneari, con tutto ciò che questo economicamente comporta per il territorio”. “Oggi in Italia nulla è scontato, è difficile programmare, progettare, trovare i fondi e portare a termine i lavori di qualsiasi opera pubblica. Quando si riesce a fare tutto ciò, come in questo caso, è buona amministrazione. Lo sarà almeno fino a quando l’Italia non diventerà un Paese normale ed allora realizzare opere pubbliche diventerà normale”.


NOTO

PAROLA D'ORDINE SPENDING REVIEW In tempo di spending review anche il Comune di Noto si allinea e comincia con l’azzeramento delle spese sostenute fino a pochi mesi fa per gli affitti dei locali. Oneri che gravano all’interno del bilancio come passività e che sono difficili da sostenere in un momento di continui ritardi nel trasferimento dei fondi da parte del Governo e della stessa Regione. L’amministrazione guidata dal sindaco Corrado Bonfanti ha iniziato da alcuni mesi una verifica di tutti i locali di sua proprietà da tempo sottoposti ad affitto ad enti o associazioni private. E’ il caso dell’Istituto regionale della Vite e del Vino che di recente ha modificato la propria denominazione in Vini e Oli di Sicilia. Il Comune ha così chiesto l’immediata restituzione dell’ex complesso monastico dei Cappuccini di largo Pantheon. Le motivazioni sono state al centro di lunghe discussioni anche in consiglio comunale che ha deliberato un piano per il ritorno di alcuni immobili di proprietà dell’Ente all’originaria proprietà. “C’è la necessità – ha detto il sindaco di Noto - di razionalizzare i costi per dare corso ad una politica improntata alla massima economicità per le casse comunali. Prima dell’estate provvederemo a bloccare i rapporti di locazione con diversi privati. Abbiamo già provveduto a notificare alla Regione l’atto adottato dall’esecutivo comunale con il quale è stata revocata, per sopravvenute esigenze di pubblico interesse, ogni concessione in uso degli immobili comunali

all’ex cantina sperimentale, e abbiamo assegnato all’Istituto regionale Vini e Oli il termine di quindici giorni per rimuovere dai locali ogni oggetto comunicando che in difetto si procederà all’inventario e alla custodia a spese di coloro che detengono attualmente l’immobile”. Il Comune quindi fa sul serio e di fronte alla riduzione dei trasferimenti da parte del Governo e della Regione, che stanno mettendo in ginocchio diverse amministrazioni siciliane e locali in particolare, inizia così a recuperare la proprietà del suo patrimonio immobiliare. La struttura resterà in capo all’amministrazione comunale che intende trasferire alcuni uffici. L’edificio, dopo essere stato restaurato dal Dipartimento della Protezione civile, è stato riconsegnato ai rispettivi enti proprietari che oltre al Comune vedono in campo anche la Diocesi. Da tempo la Cantina aveva smesso l’attività di ricerca, sperimentazione e assistenza ai viticultori del comprensorio. E si pensa già alla futura destinazione: tra le ipotesi c’è quella di utilizzare la struttura come museo della Civiltà Contadina che prima della fine dell’anno potrebbe lasciare la sede periferica di via Fazello. “Una volta sgomberato e libero – ha detto il sindaco di Noto - il complesso monastico dell’ex Cantina sperimentale, da parecchi anni non più utilizzato per attività di ricerca, sarà adibito ad uffici, servizi e istituzioni municipali. Così da qui a breve avverrà anche per altri immobili di proprietà comunale”.

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Sport

IL CALCIO A SIRACUSA AGGRAPPATI A CUTRUFO di LINO RUSSO

Si è chiuso il primo anno senza “pallone” nel capoluogo che guarda con invidia ad altre realtà siciliane come Trapani. I granata sono riusciti a conquistare la serie B, avendo in squadra ex giocatore azzurri. Le speranze sono riposte in un imprenditore che è stato alla guida del Palazzolo

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l mondo dello sport continua ad annaspare nella città del grande Concetto Lo Bello, dalla cui dipartita è iniziato il lento e desolante declino. E’ vero che le congiunture economiche del momento possano aver influito nella scomparsa della varie realtà sportive della nostra città, ma alla base di tutto sembra esserci una cattiva, o forse poco oculata gestione della classe dirigente. E’ passato già un anno dalla scomparsa del Siracusa calcio. Un epilogo incredibile, dopo che sul campo la squadra di Andrea Sottil aveva conquistato la promozione in serie B. Salvoldi e il suo staff non iscrivono la squadra al campionato di Prima Divisione, perché la triade societaria non è riuscita a trovare la fideiussione di 600 mila euro da presentare in Lega con il relativo ricorso entro le ore 13 del 16 luglio 2012. A parte qualche politico di spicco, in primis l’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, gli altri girano le spalle alla dirigenza azzurra e nello stesso tempo, a nulla valgono gli appelli all’Erg e alla famiglia Garrone, affinché si facesse ca-

rico della fideiussione che avrebbe garantito l’iscrizione. Alle porte della serie cadetta, il calcio abbandona ancora una volta la città, e per una serie di corsi e ricorsi storici, si rivivono le stesse delusioni della stagione 199495. Allora si verificò il fallimento del vecchio As Siracusa, mentre l’epopea “Salvoldiana” si chiude con la mancata iscrizione, visto che l’Us è da un punto di vista federale attiva, e prende parte ai campionati regionali, nelle categorie allievi e giovanissimi. E’ l’inizio della fine con i tifosi inferociti che, quasi per un senso di sfida nei confronti della vecchia, dirigenza danno vita ad una nuova società denominata “Città di Siracusa” che partecipa al campionato di Terza Categoria vincendolo. Una squadra composta da tifosi, con in testa il presidente Gaetano Favara che all’esordio contro la Leonzio il 3 novembre 2012 riesce a portare allo stadio De Simone oltre mille persone. Ma è chiaro che una piazza come quella siracusana, malgrado abbia guardato con simpatia alla cavalcata trionfale dei ragazzi di Adriano Loiacono, non può accontentarsi di una seconda categoria. Serve un progetto


serio, magari triennale che possa riportare il calcio professionistico in città cercando di mettere insieme le forze imprenditoriali (se esistono), e la passione per i colori azzurri. Altre piazze, forse anche più blasonate della nostra città, hanno conosciuto l’onta di fallimenti e radiazioni. Ma ripartendo da categorie minori, e con dirigenti seri e competenti, sono riusciti a risalire la china. Senza voler scomodare il neopromosso Trapani che in pochi anni è passato dalla D alla B, l’esempio a noi più vicino è ovviamente quello del Messina. , adesso di proprietà dell’ex amministratore delegato del Catania Calcio, Pietro Lo Monaco che è tornato in Seconda Divisione, ma che appare destinato ad approdare in categorie più rispondenti alle esigenze della città peloritana. Difficile ancora capire se la vecchia dirigenza, con Luigi Salvoldi sempre in Africa per motivi legati alla propria azienda, abbia ancora voglia di tornare ad occuparsi delle vicende azzurre, ma è anche vero che chiunque voglia fare calcio in città se ne dovrà confrontare in virtù anche della concessione pluriennale dell’impianto da parte dell’amministrazione comunale a favore dell’Us Siracusa. Ma allora quali potrebbero essere i nuovi scenari? Malgrado la retrocessione alla guida del Palazzolo sia difficile da digerire e dopo una pausa di riflessione, Gaetano Cutrufo, imprenditore siracusano, presidente dimissionario della squadra gialloverde, dice la sua sulle possibilità di rilancio del calcio cittadino in città. Il giovane manager è possibilista sul trasferimento di un titolo (sarebbe quello del Palazzolo) a Siracusa , a condizione di trovare le giuste risorse e sinergie per affrontare la stagione. Difficilmente, per non dire impossibile, che Cutrufo possa da solo portare avanti il progetto, memore anche delle difficoltà avute nella sua esperienza iblea. “ Dopo cinque anni di calcio e l’ultima retrocessione con il Palazzolo avevo pensato di chiudere con questo mondo- afferma Cutrufo – ma non è detto che non possa continuare”. E infatti la tentazione di volere affrontare una nuova avventura, magari ripartendo dalla serie D, ma alla guida della squadra della sua città, lo tenta e non poco. “ Ho dichiarato più volte che la mia priorità andrebbe a Palazzolo

perché non voglio scippare niente a nessuno, ma ho anche detto che, qualora non ci fossero le condizioni per proseguire nella cittadina iblea, potrebbe esserci l’opportunità per Siracusa. Potrei spostare il titolo nella mia città. Ma per fare questa operazione, mi piacerebbe essere affiancato da altre persone. Dopo la scomparsa del Siracusa non sono stato mai contattato, e ho la sensazione che nella nostra città, gli unici a volere il calcio siano solo i tifosi. Non trovo volontà fra i politici ed imprenditori nell’affrontare un discorso serio con la prospettiva di riportare il Siracusa fra i professionisti”. Nella sua scelta potrebbe avere un peso anche il fatto che qualche autorevole personaggio (Pietro Lo Monaco ndr.) saluterebbe di buon grado un eventuale spostamento del titolo nella città di Archimede, magari con un intervento dell’ex direttore generale del Catania a attuale patron del Messina. “Sarei onorato perché si tratta di un grande dirigente-continua Cutrufo - e ciò mi inorgoglisce perché significa che credono nella persona. Ma per portare avanti progetti seri non bastano solo le persone che hanno competenza e buona volontà, perchè servono risorse economiche, e da solo, il sottoscritto non va da nessuna parte. Tenuto conto anche delle pressioni e aspettative di una piazza esigente come quella siracusana. Ma ripeto, in primis servono finanziatori che possano affiancarmi. Credo che a Lo Monaco potrebbe interessare la gestione tecnica del progetto, mentre non credo quella economico-finanziaria. E’ chiaro che se dovessi diventare il presidente del Siracusa, farei di tutto per evitare di illudere i tifosi e deludere le loro aspettative” . Ma per Cutrufo sarà un’estate calda? “ Mi dispiace per la retrocessione del Palazzolo, ma mi fa piacere che i siracusani possano vedere nel sottoscritto una persona seria che potrebbe fare qualcosa per il calcio cittadino. Potrei mettere a disposizione della mai città il titolo. Non è detto che non possa essere coinvolto con un progetto serio, ma non voglio illudere nessuno” Adesso è solo una questione di tempo. Sostanzialmente ci sono le condizioni dello spostamento del titolo e del ripescaggio in serie D. La speranza dei tifosi azzurri e che non si sprechi l’ennesima,ghiotta occasione.

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Monte carlo regala spettacolo Rosberg domina dall'inizio alla fine

Il tedesco parte in pole a Monaco e domina la corsa: secondo posto per Vettel. Alonso finisce settimo, Massa si ritira dopo un pauroso incidente alla Sainte Devote.

Prossima gara:

Gran Premio del Canada

Circuito di Montréal Quando: Lunghezza: Giri: Distanza di gara Primo Grand Prix: Giro record

9 giugno 4.361 m 70 305,270 km. 1950 Barrichello (2004)

cartoccia alla Sainte Devote. Finirà all’ospedale per accertamenti, dolorante al collo e alla spalla destra. L’incidente più spaventoso è quello che tocca a Maldonado dopo un contatto con Chilton, la Williams del venezuelano si disintegra contro le barriere delle Piscine riempiendo la

carreggiata di detriti. Bandiera rossa e gara sospesa per mezz’ora. In attesa del prossimo appuntamento del Mondiale a Montreal, in Canada, Sebastian Vettel può godersi un vantaggio di 21 punti su Raikkonen e di 29 su Fernando Alonso, che salva il salvabile portandone a casa 6.

LA CLASSIFICA

Rosberg conquista la sua seconda vittoria in carriera al termine di una gara condotta con grande personalità dal primo all’ultimo giro. Alle spalle di Rosberg si piazza Sebastian Vettel, che approfitta delle difficoltà degli avversari correndo una gara regolare. A completare il podio c’è Webber, che a centra un risultato di prestigio dopo tre gare decisamente anonime, mentre quarto è Hamilton, a conferma del miglioramento della tenuta in gara della Mercedes. Per la Ferrari è invece una giornata difficile. Alonso arranca chiudendo in settima piazza, vedendosi scavalcato dalle McLaren e da Sutil, e dovendo difendersi anche dagli attacchi della Toro Rosso di Vergne nei giri conclusivi. Weekend da incubo per Felipe Massa: dopo essere partito dalla penultima posizione, il brasiliano si schianta al trentesimo giro perdendo il controllo della vettura al termine del rettilineo dei box, colpisce le barriere e si ac-

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

VETTEL RAIKKONEN ALONSO HAMILTON WEBBER ROSBERG MASSA DI RESTA Grosjean BUTTON

GER SVE SPA GBR AUS GER BRA GBR FRA GBR

107 86 78 62 57 47 45 28 26 25

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Jorge Lorenzo vince al Mugello Rossi cade dopo un contatto con Bautista

Lorenzo domina Mugello, precedendo Pedrosa e Crutchlow sul podio. Bradl è 4° e resiste a Dovizioso 5°, seguito dalle altre Rosse di Hayden e Pirro. Giornata amara per Rossi che cade al primo giro, dopo un contatto con Bautista, mentre Marquez scivola nel finale. Nella classifica piloti, Pedrosa comanda con 103 punti, poi Lorenzo a 91. Sotto il semaforo Pedrosa scatta a molla, ma

Prossima gara:

Gran Premio di Catalunya

Circuito di Montmelò Quando: Lunghezza: Larghezza: Curve a sinistra: Curve a destra: Rettilineo più lungo: Costruito:

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16 giugno 4.727 m 12 m 5 8 1.047 m. 1991

Lorenzo e Dovizioso sono lì. Con Marquez che arriva all'esterno per accodarsi subito ai primi. Dani, però, è lungo alla San Donato e Lorenzo ne approfitta per portarsi al comando della corsa. Si arriva alla prima "S" che diventa il palcoscenico del "botto del giorno". Dove è Bautista che piega a sinistra, rialzando e allargando, per impostare la successiva curva a destra. Senza accorgersi che nel mentre Rossi è uscito più forte,

esterno. Traiettorie che s'incrociano e il contatto è invevitabile. Entrambi finiscono nella via di fuga, con Valentino che sulle prime prova a tenere in pista la M1, ma poi sbatte duro contro le barriere. Un contatto di gara che finisce sotto l'investigazione della Direzione Gara. Intanto i ducatisti si scambiano le posizione, con Hayden che passa Dovizioso, sfilandogli il sesto posto. Cinque giri al termine e Marc molla i freni, infilando quasi all'improvviso il più esperto compagno di box. Sembra che Pedrosa non riesca a tenere il passo. Butta un prezioso secondo posto al vento Marquez, che esagera e cade per la quarta volta in questo weekend. Lorenzo passa per primo sotto la bandiera a scacchi, dopo una gara dominata fin dalla prima curva. Di fatto una prova di forza, visto che trattasi del terzo centro di fila al Mugello nella top class. Un successo che porta Jorge a -12 punti da Pedrosa, che alla fine però porta a casa un 2° posto saggio. Premio della critica a Crutchlow, che con il terzo posto inizia a diventare un pilota consistente sul piano dei risultati e salva la giornata Yamaha.

LA CLASSIFICA

Gara perfetta di Jorge con Pedrosa che rimane leader del mondiale. Rossi fuori subito, Crutchlow sul podio.

1 PEDROSA 2 LORENZO 3 MARQUEZ 4 CRUTCHLOW 5 DOVIZIOSO 6 ROSSI 7 HAYDEN 8 BAUTISTA 9 BRADL 10 ESPARGARO

SPA SPA SPA GBR ITA ITA USA SPA SPA SPA

103 91 77 71 50 47 45 38 24 28


Tom sykes fa bis a donington park Prima doppietta per il pilota della Kawasaki Il britannico si avvicina pesantemente in classifica a Guintoli che finisce secondo. Terzo Laverty che stacca Melandri (5°).

Prossima gara:

Gran Premio del Protogallo

Circuito di PORTIMAO Quando: Lunghezza: Larghezza: Curve a sinistra: Curve a destra: Rettilineo più lungo: Costruito:

9 giugno 4.592 m 12 m 6 9 835 m 1996

L'ormai quasi ventisettenne, al suo primo podio sulla pista inglese, si è dovuto difendere nel finale dagli attacchi di Marco Melandri (BMW Motorrad GoldBet) fino al lungo del rivale alla chicane "Fogarty", nel corso dell'ultimo giro Melandri è comunque riuscito a tornare in pista, chiudendo quinto dietro al connazionale Davide Giugliano (Althea Racing Aprilia), au-

tore di una performance più che positiva ed a tratti apparso in condizione di poter puntare ad un piazzamento sul podio, che gli manca da giugno dello scorso anno. Sesta posizione per l'altro pilota ufficiale BMW Chaz Davies in leggero miglioramento rispetto alla prima gara - a precedere Loris Baz (Kawasaki Racing Team).

LA CLASSIFICA

Tom Sykes conclude in grande stile il quinto round della stagione sulla pista di Donington Park, conquistando la prima doppietta in carriera nel Campionato Superbike, la prima di Kawasaki dal 2000. Una giornata trionfale quella per il britannico, che si è avvicinato prepotentemente al capo classifica Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team), ora a solo quattro punti di distanza - in attesa della decisione della Corte Disciplinare Internazionale FIM sul risultato di gara 2 a Monza. Il dominio del pilota ufficale Kawasaki è stato ancora più evidente in questa gara 2 di quanto non lo fosse stato nella precedente, con il margine sugli inseguitori che ha raggiunto numeri importanti, per poi stabilizzarsi sui sette secondi fino alla bandiera a scacchi. Dal canto suo, Guintoli ha corso una gara intelligente riuscendo a ripetersi in seconda posizione, questa volta davanti al compagno di squadra Eugene Laverty (Aprilia Racing Team).

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

GUINTOLI SYKES LAVERTY MELANDRI DAVIES BAZ REA FABRIZIO GIULIANO CLUZEL

FRA GBR IRL ITA GBR FRA GBR ITA ITA FRA

173 169 149 127 112 95 89 86 72 55

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nico nel suo genere, il massaggio effettuato con i pennelli è un trattamento stimolante ma non invasivo, che rilassa e dona piacevoli sensazioni. Le sue origini sono antiche e risiedono in Oriente: i cinesi usavano, infatti, farsi massaggiare con piume di pavone o di struzzo, quando non con le trecce delle loro concubine! Il protocollo vero e proprio è stato invece messo a punto da Diane Delaheve nel primo decennio del 2000, in Francia. A differenza della maggior parte dei massaggi, il massaggio con i pennelli non sollecita l’apparato muscolo scheletrico ma lavora sul sistema pilifero, cioè la parte più superficiale del corpo, in relazione con le emozioni che vengono quindi suscitate anche con un semplice sfioramento dei pennelli. I pennelli Il trattamento prevede che le manovre sul corpo vengano effettuate con pennelli al posto delle mani. I pennelli sono in setole morbide (per non graffiare l’epidermide) e 40

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naturali, di martora o visone, hanno dimensioni e compattezza diverse a seconda della zona da trattare: nelle zone delicate come occhi, guancia, labbra, viso in generale e collo si prestano quelli piccoli che hanno una lunghezza di circa 10 centimetri, per le braccia sono indicati quelli medi e per zone più ampie, come addome, cosce, schiena, si preferiscono strumenti più grandi che possono arrivare ad una lunghezza di 40 centimetri. I tipi di pennello più utilizzati sono quattro. Il trattamento in cabina Il corpo viene massaggiato interamente dai piedi fino al viso, compresi i capelli, e non si utilizzano ne oli ne creme. La persona viene fatta sdraiare prona sul lettino da massaggio senza indumenti mentre l’atmosfera induce ad un rilassamento profondo per la presenza di candele profumate (se la persona è intollerante agli odori, verranno utilizzate quelle neutre o luci soffuse) e di una musica di sottofondo avvolgente. Si parte dalla base dei piedi per poi salire con circuiti chiusi, realizzati tramite combinazioni di tipi diversi di movimenti, come quello rettilineo o di scivo-

lamento, in base alla zona da trattare. Tutte le periferie (mani e piedi), dove tra l’altro si accumulano le tensioni, vengono trattate con insistenza e per lungo tempo. Dal centro della gamba, per esempio, si procede verso i lati, poi verso la schiena fino a giungere alla testa. Da qui si ritorna indietro fino ai piedi. A quel punto ci si gira, in posizione supina e si riparte, salendo con i pennelli. Movimenti ad 'esse', a zig zag, manovre circolari o che disegnano un 'otto', che ricordano i movimenti della natura, come il soffio del vento, vengono ripetuti più volte su tutto il corpo. Il massaggio agisce delicatamente sulla superficie e l’operatore è in grado di alternare i pennelli senza creare degli stacchi, in un flusso continuo. La direzione dei pennelli segue l’orientamento naturale dell’impianto del sistema pilifero. Alla fine del massaggio si lascia riposare la persona per almeno 5 minuti prima di farla rialzare. Successivamente i pennelli vengono sterilizzati per 20 minuti con i raggi UVA e lavati con un semplice shampoo per capelli. La durata del trattamento è di circa 50 minuti


COMBATTERE L'ARTROSI con verdura e tea Combattere l'artrosi con uno stile di vita corretto è la prima linea di difesa contro questa malattia. Lo dicono gli esperti di un centro di ricerca canadese, e di uno danese, che hanno messo in evidenza gli accorgimenti che possono aiutare a prevenire e affrontare questa malattia degenerativa delle articolazioni che solo in Italia interessa circa 4 milioni di persone. Nella loro revisione degli studi scientifici sull’argomento (da poco pubblicata su Arthritis), i ricercatori hanno insistito su due fattori, finora piuttosto trascurati, strettamente legati alla comparsa e alla progressione dell'artrosi: l'infiammazione e lo stress ossidativo (il danno causato al l'organismo da una eccessiva produzione di radicali liberi o da un’insufficiente presenza di difese anti-ossidanti). «In effetti — commenta Francesca Oliviero, specialista in Scienze dell'alimentazione e ricercatrice presso la cattedra di reumatologia dell'Università di Padova — l'artrosi non è più considerata solo una malattia degenerativa della cartilagine legata all'invecchiamento. Dati scientifici sempre più numerosi dimostrano come anche nell'artrosi si verifichi il rilascio di sostanze proinfiammatorie, come le citochine, in grado non solo di causare il processo infiammatorio, ma di aumentare i fattori di rischio per le malattie associate all'artrosi come l'aterosclerosi». Ma esiste uno stile di vita anti-infiammatorio? Secondo la nostra esperta sì. «Nella revisione in questione, il modello alimentare mediterraneo - basato prevalentemente sul consumo di frutta, verdura, olio extravergine d'oliva, legumi, pesce, frutta secca oleosa - è indicato come il modello migliore di alimenta-

zione per ridurre alcuni marcatori dell'infiammazione, in particolare la proteina C reattiva. E tra i componenti della dieta mediterranea cui vengono attribuiti gli effetti benefici maggiori — prosegue Oliviero — c’è l'olio di oliva extravergine, ricco di acido oleico e composti fenolici. Negli ultimi anni ha suscitato notevole interesse anche il tè verde. In un nostro studio appena, pubblicato su Frontiers Pharmacology Inflammation, abbiamo dimostrato come uno dei principi attivi del tè verde (epigallocatechina gallato) diminuisca la risposta infiammatoria agendo su specifiche vie biochimiche». Nello studio dei canadesi e dei danesi viene ribadito anche il classico consiglio di perdere peso (l'obesità è uno dei principali fattori di rischio per l'artrosi) acquista più valore perché il dimagrimento, oltre a ridurre lo stress meccanico causato dai chili di troppo sulle articolazioni, diminuisce l’infiammazione sistemica e, di conseguenza, i sintomi dell'artrosi. Il tessuto adiposo, infatti, è in grado di rilasciare molecole infiammatorie, come la leptina e le citochine, la cui liberazione può essere ridotta o addirittura soppressa dalla diminuzione della massa grassa. «Accanto al controllo del peso — conclude Oliviero — non va dimenticata l’importanza di un' attività fisica regolare, svolta in maniera adeguata alle capacità e alle caratteristiche personali. La ginnastica in acqua e il nuoto sono particolarmente utili nel caso di pazienti con artrosi che non possono praticare esercizi a terra a causa dei sintomi dolorosi o di altri fattori. In acqua infatti le articolazioni sono sottoposte ad un impatto minimo»

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TRAGODIA

Gli spettacoli nel cuore di Ortigia

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ue eventi di arte e cultura, ma anche teatro: le rappresentazioni classiche in città diventano un appuntamento importante non solo per quanti andranno al Teatro greco per ammirare gli spettacoli e conoscere da vicino gli attori, ma sono anche occasione per la promozione in città di eventi collaterali. Ed è l’intento della quarta edizione di “Tragodìa”, che partirà domenica 9 giugno, manifestazione organizzata in concomitanza con il quarantanovesimo ciclo degli spettacoli classici al Teatro greco. L’evento è promosso come ogni anno dall’associazione culturale “L’Arco e la Fonte”, ma ha anche il patrocinio della Fondazione Inda, degli assessorati Beni culturali della Provincia e del Comune. Un ciclo di eventi quindi tra arte, teatro e cultura per riflettere sui personaggi dei drammi di scena al teatro, ma allo stesso tempo per conoscere gli artisti che si affacciano al panorama culturale con esposizioni d’arte e installazioni. Il tema scelto per la manifestazione di quest’anno è proprio centrato sulla figura di Edipo, di scena al teatro con l’interpretazione di Daniele Pecci: “Alétheia, la luce della verità” slogan che prende le mosse dal fatto che gli antichi greci, privilegiando la vista sopra gli altri sensi, collegarono la capacità visiva a quella intellettiva in campo artistico, scientifico e filosofico. Ma non sempre questa capacità aveva un esito positivo: quando, infatti, l’intensità della visione-intellezione si spingeva a un livello di conoscenza interdetto ai mortali, gli dei finivano con il punire i sapienti per la loro “hybris” privandoli della vista. Ed è quello che avviene al protagonista raccontato nei versi drammatici di Sofocle: Edipo è infatti quell’uomo che sposò la madre e uccise il padre, in base alla profezia che era stata scritta su di lui. Edipo era inconsapevole di questo destino, che scoprì solo dopo i fatti narrati nella tragedia: tanto che l’esito della sua vita fu quello di accecarsi e vagabondare in esilio senza meta. In omaggio, quindi, all’“Edipo Re” di Sofocle, considerata la tragedia della ricerca della verità ontologica delle cose, “Tragodìa” presenta un calendario di

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quattro eventi culturali, incentrati sul tema della verità che emana una luce rivelatrice e accecante. Il primo evento in programma è domenica 9 giugno alle 18,30 al monastero del Ritiro in via Mirabella in Ortigia. Tra le mura di questo incantevole luogo verrà inaugurata la mostra “Vividirossi”, esposizione personale di arte contemporanea di Annibale Vanetti, a cura di Nino Portoghese e Giuseppe Fornari. La mostra rimarrà aperta fino al 7 luglio e potrà essere ammirata tutti i giorni dal martedì alla domenica , dalle 18,30 alle 22,30. La serata inaugurale della mostra sarà anche l’occasione per assistere alla rappresentazione scenica “Rubedo”, a cura di Giannella D’Izzia, con la partecipazione di Lamia Barbara, Marilisa Vergopia e Alessandro Sipione. Tra gli altri eventi in programma per l’edizione quarta di Tragodia ci sarà martedì 11 giugno alle 10 nella Sala Amorelli di Palazzo Greco, sede dell’Istituto nazionale del dramma antico, una “Lectio magistralis” di Giuseppe Fornari, docente di Storia della filosofia nell’università di Bergamo. Fornari parlerà durante il suo intervento di “Edipo: uno e molti”. Gli eventi in cartellone per la rassegna non sono terminati: infatti il 10 e il 17 giugno alle 21 nella Basilica di San Giovanni alle Catacombe, ci sarà uno spettacolo con protagonista uno degli attori che in questi anni ha spesso interpretato i personaggi dei drammi classici: Maurizio Donadoni che porterà in scena gli spettacoli “L’impazienza di Giobbe”, adattamento scenico dal Libro di Giobbe, e “Secretum”, liberamente tratto dall'omonimo libro di Francesco Petrarca. Ma le rappresentazioni classiche sono anche momento di riflessione per gli amanti del teatro e per quanti vogliono accostarsi ai drammi in cartellone per l’Inda. Fino al 16 giugno la chiesa di San Nicoò dei Cordari ospiterà le conversazioni di “SiracusanteprimaTeatro” a cura di “Diapason Studio”. Ogni giorno alle 17 lo staff della Diapason Studio illustrerà le trame di “Edipo Re”, “Antigone” e “Donne al Parlamento” raccontando le tematiche proposte dai testi antichi, descrivendo i luoghi dove si svolgono, mettendo in risalto le relazioni tra i personaggi, puntualizzando le differenze

annibale vanetti

di FEDERICA PUGLISI

antropologiche tra il periodo storico in cui ciascun dramma è stato scritto e il nostro tempo, e metterà a confronto le scelte dei registi che negli anni si sono avvicendati a Siracusa. Ci saranno anche immagini di archivio, quest'anno per raccontare Antigone saranno proiettate le foto del 1954, mentre per Edipo Re quelle del 1958, per permettere a qualsiasi tipo di pubblico di essere il vero protagonista. Le conversazioni saranno tenute da Silvia Caffarelli, docente, Chiara Gradante, docente, Giovanna Mangano, architetto, Cettina Messina, docente ed esperta di drammaturgia. Completano la squadra Silvia Caruso, social media manager, e Alessandra Privitera, giornalista e media planner dell’evento. Un modo quindi per dare la possibilità ai tanti visitatori che in queste settimane verranno in città di accostarsi all’arte e alla cultura e di poter vedere sotto altri occhi i drammi in cartellone. E’ un modo originale quello di avvicinarsi all’evento più importante del turismo della città e valorizzarne ogni particolare.


PRO LOCO SORTINO

TANTI PROGETTI ma tasche vuote In chiave finanziaria una Proloco in cerca di autore, quella di Sortino. Tante idee giovani, il ricambio generazionale di fatto c’è stato con Leandro Ballatore alla sua guida, ma manca la copertura economica che consenta di realizzare piccoli e grandi progetti . La promozione, come alla base dello statuto, rimane punto fermo e finalità dalla quale ripartire, per creare un humus fecondo all’incoming che verrà: ingegnandosi, creando sinergie tra pubblico e privato; stimolando le iniziative a favore di nuovi talenti. Nell’ottica delle tasche vuote ed i cassetti pieni zeppi di programmi da realizzare, domenica 9 giugno , un micro-evento apri-pista è stato organizzato. Si tratta del mercatino dell’Usato e dell’Artigianato, che si svolgerà, tra Piazza Giovanni Verga e Corso Umberto a partire dalle 9.30 e fino alla tarda serata . Nessuna categoria merceologica è esclusa. Nell’era in cui il baratto, gioco-forza è tornato di tendenza per far quadrare i conti tra piccoli commercianti nella doppia veste di debitori e creditori, una fiera “amatoriale” farà circolare qualche euro. Gli espositori “improvvisati”, pagheranno a titolo di iscrizione una quota di 5 euro alla Pro-loco in quanto ente organizzatore, e allestiranno le loro bancarelle, che non supereranno i 2 metri di estensione, in maniera

decorosa. A supporto della compra-vendita è stato redatto un cartellone di manifestazioni collaterali, che si svolgeranno nell’area. In mattinata un raduno di moto d’epoca; seguirà un’esibizione di jambe a cura di alcuni ragazzi del posto ; dopo la pausa pranzo un concerto dell’orchestra dell’Istituto G.M Columba e la serata si concluderà con una sfilata di moda, a cura di un atelier sortinese. “ Abbiamo tanta voglia di impegnarci – ha detto Ballatore- ma ogni giorno dobbiamo fare i conti con la crisi che sta attanagliando anche gli enti pubblici. Sicuramente , prendendo spunto dal recente protocollo d’intesa tra Comune di Sortino e Corpo Forestale, sosterremo le ciclo-passeggiate guidate nella Valle dell’Anapo. Sarebbe auspicabile per consentire la percorrenza facilitata del sentiero attivare un servizio di noleggio bici elettriche. Sicuramente per ravvivare l’estate sortinese organizzeremo delle Notti Bianche , all’insegna della musica degli artisti emergenti del nostro territorio. Ci sono tante potenzialità da noi , rimaste poco sfruttate. Il miele ad esempio potrebbe essere sfruttato attraverso la creazione di un Consorzio e di una filiera. Per ora dobbiamo accontentarci di piccole manifestazioni fai da te e sperare in una collaborazione più proficua con gli altri enti”.

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Torna la grande musica rock a Siracusa. Sabato 8 giugno a partire dalle 22 in via Pompeo Picherali ci sarà una serata di successi con il concerto del gruppo degli “Anzamà”. L’evento è in programma al “Barcollo” con la band che presenterà un repertorio che spazia da brani hard rock degli anni Settanta e Ottanta dai Guns’n’Roses, Skid Row, Van Halen, Billy Idol, Cult, Toto, AC/DC, Mr. Big, Deep Purple. Sul palco saliranno Barbara Ragusa alla voce, Sandro Speranza alla voce e basso, Vincenzo Arizza alle tastiere e piano, Mirko Ambrogi alle chitarre e Alberto Mirabella alla batteria. Una giornata ecologica in compagnia dell’associazione “Natura sicula”. E’ l’iniziativa in programma per sabato 8 giugno alle Saline di Siracusa. Il raduno sarà alle 9,30 alla penisola Maddalena. La giornata è realizzata in collaborazione con la Provincia che è l’ente gestore della riserva naturale. Durante la mattinata sarà possibile ammirare le bellezze naturalistiche, gli uccelli acquatici. Dopo la pulizia, si prosegue per un tuffo nella azzurre acque del Plemmirio. Una giornata per misurarsi con le proprie capacità artistiche e magari sognare il successo. Il 9 giugno dalle 10 a Floridia al “Piccolo Teatro di Loris & Lucilla” in via Carlo Marx ci sarà la prima tappa dei provini performance. All’iniziativa possono partecipare quanti hanno un’età compresa tra i 14 e i 50 anni , che ritengono di possedere un talento, sia per quanto riguarda il “Canto”, la “Moda”, il “Cinema” , aspiranti “Conduttori e Conduttrici televisivi”, “Comici e Cabarettisti”. Si può aderire fino al 7 giugno. La risalita naturalistica del fiume Ossena. A promuoverla la sezione di Lentini di Natura Sicula per domenica 9 giugno per una giornata di trekking acquatico che avrà come guida Italo Giordano. Il raduno per

partecipare all’escursione sarà dalle 9,30 a piazza Umberto I a Lentini. Sarà un percorso fresco e rigenerante nelle acque del fiume Ossena, in territorio di Militello Val di Catania. Calpestando i ciottoli levigati, risalendo le numerose cascate artificiali e naturali, si troverà riposo tra basalti colonnari e ruderi di antichi mulini.

9 alle 13. La galleria ha riportato alla luce con un’esposizione pertinente al tema della fede con le opere d’arte rimaste in gran parte inedite e finora conservate nei suoi magazzini. Si tratta di una trentina di pezzi, tra dipinti, argenti, rami, bronzi e messali, di epoca bizantina, che vengono esposti nella sala conferenze della galleria.

Concerto della band degli “Asia” ad Augusta. Il gruppo presenterà un repertorio nuovo con arrangiamenti innovativi dei migliori successi della musica degli anni Settanta, Ottanta e Novanta ma anche di musica contemporanea. L’evento musicale è in programma per il 12 giugno a partire dalle 21,45 al Faro Santa Croce al locale “Solano”.

Gli spazi espositivi dell’Arkimedeion di piazza Archimede stanno ospitando la mostra fotografica “I luoghi di Archimede” realizzata da Emanuele Leonetti per l’associazione Maya. L’autore ha utilizzato la tecnica dei tableaux vivants, per raffigurare alcuni momenti della vita di Archimede. Le tavole sono state raffigurate con la partecipazione di molti siracusani come figuranti, tra cui i giovani attori dell’Istituto nazionale del dramma antico.

Un concerto per rendere omaggio alla grande musica dei Pink Floyd. E’ l’evento musicale in programma per il 15 giugno ad Augusta con il live dei “Charisma”, che si esibiranno al locale “All Black” di viale Italia. Il gruppo è formato da Maurizio Grisinelli, voce e chitarra elettrica, Massimiliano Loreno, acustico e piano elettrico, Santi Loreno alle percussioni, Enzo Puglisi alla chitarra elettrica, Andrea Cozzupoli al basso elettrico, Pietro Sultana alla chitarra elettrica. Il concerto sarà dalle 22. La Galleria Roma di piazza San Giuseppe ospiterà dal 13 giugno una serata di cultura e di confronto dal titolo “La scultura lignea” specchio teatrale degli Iblei. La serata che inizierà dalle 18,30 è curata da Angela Noto e rientra tra gli appuntamenti dei giovedì della galleria. Una mostra sui tesori riscoperti tra “Arte e fede”. E’ l’allestimento che potrà essere ammirato fino al 23 giugno alla galleria regionale di palazzo Bellomo di via Capodieci. La mostra può essere ammirata dal martedì al sabato dalle 9 alle 19 e la domenica dalle

Teatro e letteratura nella chiesa di San Giovannello in via della Giudecca nel cuore del centro storico di Ortigia. Un luogo incantevole per la presentazione del romanzo del magistrato Simona Lo Iacono dal titolo “Effatà”. La serata è in programma domenica 16 giugno dalle 19. Andranno in scena i pupi della compagnia Vaccaro-Mauceri e il coro gospel del maestro Maria De Cicco. La serata verrà presentata da Massimo Maugeri e ci sarà la partecipazione dell’autrice. Appuntamento con le bellezze naturalistiche degli iblei, in compagnia dell’associazione “Natura Sicula” sezione di Buccheri. Il 16 giugno si potrà partecipare alla visita guidata a Monterosso Almo con la partecipazione come guida di Monica Interlandi. Il raduno sarà alle 9,30 a Buccheri nella sede dell’associazione in via Matteotti. Si potranno visitare piazza San Giovanni e le chiese di San Giovanni Battista e di Sant’Anna. A seguire, Palazzo Cocuzza e il museo civico interdisciplinare. Si prosegue raggiungendo piazza Sant’Antonio nel quartiere Matrice.

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, a n o lm u s u B o m Agrituris a r u t a n la n o c i s io b perfetta sim

C

ircondata da ulivi secolari, l’azienda è un’oasi di verde immersa fra le colline della Val di Noto, e si estende per trenta ettari in un’estrema varietà di paesaggi, connotati da un alternarsi di coltivazioni di uliveti ,mandorleti, carrubeti e agrumeti. “Busulmona nasce dall'idea di dare una prospettiva di lavora ai propri figli – ammette Gaetano Di Pino – perché già nell'anno 2000 da genitori vedevamo un futuro poco roseo, così abbiamo deciso di fare questo investimento. Avvalendoci delle leggi in vigore per, ristrutturazione aziendali e fabbricati pian pianino abbiamo creato le condizioni per un futuro meno incerto per i propri figli qualora non avessero di meglio, Riguardo al territorio, credo di essere abbastanza geloso del pianeta terra, pertanto il posto in cui vivo cerco con tutti i mezzi a mia disposizione di rispettarlo e farlo rispettare. Nel rispetto della natura, Busulmona è un'azienda biologica, inoltre a rispetto del sottosuolo abbiamo cercato di invertire la tendenza usuale e cioè,

scavare pozzi in profondità per utilizzare acque per irrigazione, impoverendo le falde acquifere che ogni anno diventano sempre più profonde nelle zone di collina e salate nelle zone limitrofe al mare. Busulmona sfruttando una sorgente naturale che persiste nel proprio fondo e le condizioni collinari ha realizzato un invaso con materiale naturale, impermeabilizzato con argilla scavata nella profondità dello stesso per accumulare nel periodo invernale circa 60mila metri cubi di acqua, che in funzione di alcuni calcoli e sistemi di ultima generazione, riusciremmo ad irrigare i nostri dodici ettari di uliveti, dieci ettari di mandorleti, zero settantacinque di agrumeto, zero settanta di frutteto e due ettari di carrubbeti, tutti realizzati con contributi della comunità europea e la regione Sicilia”. Grazie alla passione per il mondo olivicolo, tenendo fede anche ad una vecchia tradizione familiare, Gaetano Di Pino ci parla anche del “magico” frantoio, che è stato trasformato in una per degustazioni dei prodotti tipici locali e di stagione. “Produciamo un olio Dop Monti Iblei, che, con un pizzico d’orgoglio, è ritenuto

di ottima qualità. Ma al momento la più importante iniziativa consiste nella realizzazione di un progetto PIF (programma di filiera) presentato alla Regione siciliana con altri soggetti appunto di filiera, per la mandorla del Val di Noto. Si tratta di un finanziamento di sette milioni di euro, al 50% a fondo perduto per programmi di sviluppo della mandorlicoltura locale”. Ma quali sono le maggiori iniziative di Busulmona? “Organizziamo giornate dedicate ad un prodotto di stagione- continua comtinua , l'ospite di Busulmona che passa la settimana con noi oltre ad essere indirizzato a visitare le zone più belle, viene ospitato per una sera a tavola con noi dove degusterà appunto un piatto tipico e di stagione scambiando opinioni e cultura. In genere il nostro ospite è di ceto medio alto prevalentemente straniero come australiani, scozzesi, austriaci e ungheresi”. E il futuro ? “Le aspettative per il futuro sono incerte, ma ci accingiamo a fare ulteriori investimenti per avere risultati. Credo che bisognerà aspettare qualche anno per raccogliere i frutti. Comunque siamo ottimisti”.

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VILLA DEL TELLARO

Mix di cultura e gastronomia di LINO RUSSO

L’

Associazione Escursioni Iblee onlus, nasce con l’obiettivo di valorizzare le risorse, culturali, ambientali e agricole del territorioIbleo e della città di Noto in particolare. I principali progetti sui cui l’Associazione opera sono la Fattoria Didattica “ Villa del Tellaro” ed il Centro di Archeologia sperimentale “Eloria tempe”. I due progetti si occupano di didattica coniugando Beni culturali, agricoltura, gastronomia e tradizioni locali. “La Fattoria Didattica – ci spiega il presidente Sebastiano Adornò si rivolge principalmente

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alle scuole del territorio, ma negli anni ha incontrato l’interesse di turisti internazionali ed anche quello del terzo settore tanto che meritiamo ormai a pieno titolo l’appellativo di Fattoria didattica. Uno dei nostri fiori all’occhiello è la valorizzazione del Pane degli Iblei, il tradizionale pane di grano duro, lavorato con i metodi e gli attrezzi tradizionali, insieme a scacce, vota vota, e m’panate. L’attività gastronomica oltre a trasmettere i metodi tradizionali mira a far vivere il contesto culturale in cui le attività sono nate accompagnando i gesti con aneddoti , preghiere, filastrocche e canti del lavoro in un contesto agricolo curati da Alfonso Lapira

Educatore ed esperto di canti e tradizioni popolari. Altri percorsi sono legati al mandorlo, l’ulivo, il vino , il carrubo tutti prodotti tipici del nostro territorio. Altro esperimento è quello legato alle erbe officinali, abbiamo realizzato un piccolo orto botanico con essenze tipiche del territorio usate anche dai romani, per preparare ricette romane con riferimento alla adiacente Villa Romana , la cui visita viene inserita nelle nostre attività laboratoriali” Intanto cresce di anno in anno l’interesse per le attività del Centro di archeologia sperimentale diretto dalla dott. ssa Laura Falesi,con laboratori in cui si sperimenta la riproduzione di vasi in cerami-


ca, mosaici romani, la simulazione di scavo archeologico e la sperimentazione delle tecniche quotidiane dell’uomo preistorico all’interno del piccolo villaggio preistorico realizzato nel centro.“ Un esperimento interessante lo abbiamo realizzato quest’anno insieme all’archeotecnico Alfio Tomaselli- continua Adornò- ovvero “Un pranzo neolitico”, in cui siamo riusciti a coniugare l’aspetto gastronomico anche in ambito preistorico. In questi anni abbiamo intrecciato rapporti con diverse istituzioni del territorio, visto che l’Azienda Foreste Demaniali della Regione siciliana che ci ha consentito di realizzare i nostri Campi estivi all’interno della straordinaria Riserva naturale di Vendicari. Il Parco archeologico “Noto e comuni limitrofi” con cui abbiamo sottoscritto un protocollo per la pulizia e la manutenzione dei sentieri all’interno di alcuni siti archeologici. E ancora interagiamo con la Casa circondariale di Noto, con cui abbiamo realizzato alcuni progetti di integrazione sociale , occupandoci della pulitura dei siti archeologici e di attività didattiche con le scuole del territorio. Il Comune di Noto che ci ha affidato anche per quest’anno la realizzazione del Festival “La Notte di Giufà”, che si occupa di musica, teatro e gastronomia partendo dalla figura internazionale di Giufà , saggio sciocco attraverso cui di anno in anno esploriamo tradizioni culturali dei paesi che sia affacciano sulle sponde del mediterraneo. Vogliamo proseguire su questa strada e anche con il Gruppo di azione Locale (GAL) Eloro, dovremmo realizzare e promuovere una serie di percorsi in cui agricoltura, gastronomia e territorio si intersecano. La nostra Fattoria didattica aderisce alla Rete regionale delle Fattorie Educative, ed alla Rete regionale delle Fattorie Sociali. Abbiamo davanti a noi innumerevoli sfide il nostro sogno è quello di valorizzare i prodotti agricoli del nostro territorio, con il coinvolgimento di soggetti svantaggiati, facendo in modo che l’agricoltura racconti anche della straordinaria bellezza del territorio in cui viviamo”.

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Reporter Siracusa n.11 del 7 giugno 2013  

Reporter Siracusa è la rivista quindicinale di Siracusa e provincia. Si occupa di inchieste, politica, cultura ed economia. Ma anche di gus...

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