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Politica

15 maggio 2011

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Tirocchi e Massari lasciano il Pd per l’Mpa. Chiavetta: «Volevano assessorati e dirigenti»

Si gioca a baseball in consiglio comunale La maggioranza scopre le carte contro i due ex dissidenti. «Tuteliamo la città e non piccoli interessi di bottega». Il segretario Menghini: «Si dicevano pronti a tutto per difendere il Sindaco» di Mario Scagnetti (mario.scagnetti@reporternews.it)

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irocchi aveva promesso di usare una mazza da baseball contro chi avesse provato a delegittimare Chiavetta. Oggi sono io che vorrei presentarmi in consiglio comunale con una mazza da baseball e l’obiettivo sarebbe chiaro». Parole e aneddoti di Giacomo Menghini, segretario del Partito Democratico di Nettuno, che mettono definitivamente fine al quadrilatero delle polemiche tra lo stesso Pd, il sindaco Alessio Chiavetta e i due consiglieri dissidenti Piero Tirocchi e Simone Massari. A parte l’immagine chiaramente provoca-

toria ed evocativa della mazza da baseball lo scontro è stato parecchio duro e ha rischiato di far vacillare la maggioranza della città del Tridente. «Ma adesso basta. Non sono più disposto ad accettare lezioni di moralità da certe persone». Questa volta a parlare è il primo cittadino Alessio Chiavetta, mentre i destinatari dell’affermazione sono di nuovo Massari e Tirocchi, che nel frattempo hanno abbandonato il Pd e sono entrati nel Movimento per le Autonomie, iniziando subito un ragionamento politico con Fli e Udc per la creazione di un Terzo Polo forte e compatto. Proprio il ragionamento politico è mancato nell’ambito della polemica interna alla maggioranza nettunese.

Il caso è esploso quando i due dissidenti hanno cominciato a chiedere le dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici Catia Baldetti, colpevole a loro dire di far perdere milioni di euro di finanziamenti regionali al Comune a causa della sua inadeguatezza al ruolo e di quella dei suoi più stretti collaboratori. Il Partito Democratico, l’Api e l’Italia dei Valori, insieme compongono la maggioranza nettunese,

in un primo momento hanno abbozzato, poi hanno risposto per le rime e ora hanno deciso di scoprire tutte le carte. «Ci sono un documento protocollato al Comune e una richiesta arrivata durante il i lavori del congresso del Pd dello scorso anno – conclude Alessio Chiavetta – con i quali sono state dettate condizioni chiare. Tirocchi e Massari volevano assessorato e dirigente all’area Am-

biente e Sanità, il dirigente ai Lavori pubblici e la gestione dell’ufficio Manutenzione. Ma il loro non è il modo corretto di fare politica. Siamo pronti ad accettare sia il dibattito che il confronto dialettico, ma così non va bene». Punto e basta. Anche perché c’è una città da mandare avanti. Una città, Nettuno, che ha vissuto anni bui e difficili ma che adesso è sul punto di rialzarsi.

Parte tra le polemiche la Consulta Giovanile

Pdl a caccia di unità d’intenti

poni – ha cercato addirittura di far partecipare i gruppi partitici giovanili, ma sul nostro territorio non esistono realtà del genere ad eccezione di qualche comunicato e di qualche iniziativa individuale. La Consulta non è partita con il piede giusto ma faccio affidamento al buon senso e alla coscienza dei ragazzi affinché questo strumento di partecipazione non venga usato in maniera distorta». La Consulta Giovanile di Anzio non è questo. La Consulta Giovanile di Anzio è un organo istituito per permettere alle nuove generazioni di decidere del futuro della città.

Lavori in corso all’interno del Popolo della Libertà a Nettuno. Nei giorni scorsi all’interno del Tennis club di Villa Borghese, la riunione del partito presieduto da Silvio Berlusconi. Presenti in sala, Stefano Zappalà, Marco Mattei, Roberta Angelilli, Fabio e Vincenzo Capolei, ed Enrica Vaccari. Un incontro per rilanciare le ambizioni del partito in vista delle eleioni comunali del 2013 e tracciare il profilo di un leader in grado di calamitare su di sè voti e preferenze. «Sarebbee opportuno dare vita alle primarie per scegliere il candidato politico», la proposta di Capolei. Proposta che però sarebbe stata digerita in malo modo da alcuni rappresentanti del partito, convinti di avere le chiavi del successo per le prossime elezioni. E, nella bagarre scaturita dalla lista di possibili candidati, pare che ci sia da gestire anche la voglia dell’ex sindaco Vittorio Marzoli di rimettersi in gioco come candidato alla poltrona di primo cittadino. Qualcosa si sta muovendo dunque, ma un’unità di intenti sembra essere ancora lontana. (C.B.)

Appena nata è già vittima di polemiche, spaccature e pressioni politiche. Che invece sarebbero dovute restare al di fuori di ogni decisione e progetto. La Consulta Giovanili di Anzio non ha cominciato con il piede giusto e subito c’è stato uno scontro tra il presidente Andrea Battiata e l’associazione culturale Libertà e Azione, tra i promotori dell’iniziativa. A cercare di fare chiarezza e riportare il progetto nei binari giusti ci pensa Roberto Giacoponi, delegato alle Politiche giovanile del Sindaco e consigliere comunale de La Destra. «Il progetto della Con-

sulta Giovanile è stato protocollato da me e da Attoni il 23 maggio del 2008, dopo essere stato un punto importante del programma elettorale de La Destra. Il 17 luglio dello stesso anno è stato votato all’unanimità dall’assise neroniana ma alcuni consiglieri non ha visto subito di buon occhio l’iniziativa. E in fase di stesura del regolamento sono stati cambiati numerosi aspetti». E fin qui è storia nota, ma adesso arriva il bello: «Alcuni personaggi politici hanno esercitato eccessive pressioni politiche senza alcuna decenza etica e morale. Qualcuno – conclude Roberto Giaco-

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